venerdì 24 novembre 2017

Video e traduzione - Noel Gallagher racconta tutto sul nuovo disco: "Ecco come ho lavorato con Holmes. Sono al top, non posso più migliorare. Sono bello e eccezionale"

Noel Gallagher ha concesso a Londra una bella e ricca intervista di 28 minuti a Sony Music Japan, che vi proponiamo nel video qui sotto, con la nostra trascrizione/traduzione in italiano. 

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"Quattro o tre anni fa, forse tre anni fa ... Ricordo quando feci il mio promo giapponese per il mio ultimo disco, Chasing Yesterday, già allora lavoravo a questo mio disco. Ero a metà del lavoro per il mio disco precedente quando ho incontrato David Holmes e abbiamo iniziato a collaborare allora, tra un tour e l'altro". 

"Quando ho iniziato Chasing Yesterday ho fatto dei demo di tutti i brani e volevo che un produttore venisse ad aiutarmi ad ultimarli. Sono andato da David Holmes, gli ho fatto sentire i pezzi e lui mi ha detto: 'Suonano già ultimati, quindi perché non li ultimi da te?'. E io: 'Be', ma voglio proprio lavorare con te'. E lui: 'Allora perché non facciamo proprio un nuovo disco?'. E io: 'OK'. Così sono tornato a lavorare un po' a Chasing Yesterday e poi mi sono preso una pausa di qualche settimana. Poi gli ho chiesto: 'Cosa faremo allora?'. Lui mi ha detto: 'Se vieni a casa mia a Belfast'. E io: 'Ma non ho altre canzoni'. Mi ha detto: 'Non ti servono altre canzoni. Vieni semplicemente a casa mia, porta la chitarra e una borsa di effetti a pedale e ci lavoreremo su, ci arriveremo'. Io pensavo: 'Uh! Non mi convince', perché io non lavoro proprio in quel modo".

"La prima sera che sono andato lì abbiamo parlato di musica e abbiamo ascoltato alcuni dischi. Lui mi chiedeva: 'Cosa pensi di questo e cosa pensi di quello?'. E io dicevo: 'È fantastico, mi piace'. Mi diceva: 'Dovresti fare musica come questa'. E io: 'Fantastico!'. Così l'indomani sono tornato lì e lui aveva preparato dei piccoli loop di vari dischi che avevamo ascoltato la sera precedente. Abbiamo iniziato a improvvisare con la chitarra, a mettere su delle basi. Poi sono andato in tour e ho scritto dei testi. Poi sono tornato, sei mesi dopo, e ho registrato un po' di parte cantata. Lui ha fatto un po' di lavoro mentre io ero via ed è nato proprio da lì".

"Non avevo proprio idea di cosa stesse succedendo, proprio fino al momento in cui è stato ultimato. L'ho sentito e ho pensato: 'È incredibile', perché ogni volta che mi ero trovato in studio avevo una canzone che avevo scritto sei mesi prima e sapevo come volevo suonare e di cosa si trattasse. Avevo una visione e uno scopo, poi a volte ci arrivi, altre no. Con questo album non sapevo cosa stesse succedendo, perché scrivevo della musica o dei testi, poi li riprendevamo sei mesi dopo e David ci aveva lavorato un po' su e suonavano completamente diversi. E io mi grattavo il capo pensando: 'Che sound avrà questo disco?'. Ma in quel contesto la maggior parte delle mie canzoni tendono comunque a parlare delle verità universali di amore, felicità, tristezza, gioia, malinconia, relazioni, dell'invecchiamento e dell'essere giovani. Quindi comunque io tendevo a scrivere canzoni così".

"Su questo disco ci sono, però, un paio di cose un po' più oscure e ciniche. C'è un pezzo che si chiama Be Careful What You Wish For che è fatto solo di due note sulla chitarra. David lo ha amato e ha detto: 'Dovremmo insistere su questo'. E io: 'Non mi ispira proprio a scrivere qualcosa'. E lui ha detto: 'Scrivi proprio come faceva Bob Dylan: scrivi, scrivi e scrivi'. E così ho scritto un sacco di versi, centinaia e centinaia di versi e ne abbiamo preso i migliori. Lui era molto bravo a dirmi di scrivere qualcosa - che io avrei cantato - e a fare: 'Sì, è bello, però, ma te l'ho già visto fare un migliaio di volte. Quindi prova qualcosa di diverso'. E per molto tempo mentre facevo il disco non sapevo cosa volesse dire 'diverso'. Pensavo: 'Questo è ciò che ho fatto per tutta la mia vita, non so proprio di cosa stia parlando'. E poi ad un certo punto è proprio scoccata la scintilla. Non lo so, tutto è venuto al pettine, una cosa dopo l'altra. Non so bene quale sia stata la canzone che abbia impresso la svolta, ma penso che dovessi abituarmi al modo in cui lavorava lui, invece che fargli capire cosa faccio. Sono stato più io ad andare da lui, dal modo in cui lavorava lui, se capisci cosa intendo".

"Dato che avevo comunque già fatto un disco, non avevo niente da perdere, avendo già fatto questo altro disco con cui stavo per andare in tour. Così pensavo: 'Be', se non funziona fanculo! Non me ne importa' ...".

"Produttori diversi lavorano in modo diverso. Ho avuto produttori che ti dicevano: 'Portami le canzoni'. E poi facevi loro sentire le canzoni e si lavorava su quelle. David non voleva proprio musica e voleva lavorarci insieme, quindi anche se tutte le canzoni le ho scritte io è stata più una collaborazione di stili. Non saprei in che termini dirlo. Penso che stilisticamente lui mi abbia suggerito un punto di partenza, magari era un loop di batteria che non mi era mai venuto in mente. E mi diceva: 'Bene, questa sarà la canzone'. E io dicevo: 'Bene, OK'. In tal senso ho imparato molto, perché non ho mai pensato che sarei stato in grado di farlo, andare in studio senza musica, sedersi lì e crearlo sul posto. È stato molto liberatorio e sono proprio felice di averlo fatto, perché ora non avrei alcuna paura di farlo, per niente".

"In mezzo a tutto questo, per arrivare ad avere nove brani per l'album abbiamo dovuto registrare cinquanta pezzi musicali. Quindi devi essere disposto a pensare che di ogni cosa che fai userai soltanto una piccolissima percentuale. Su molte cose lavoravamo per ore e poi entrambi facevamo: 'Nah' e passavamo a qualcos'altro. A casa ho CD con su ore di strimpellate, improvvisazioni e cazzeggio. Te la spiego così: per questo album se registravamo tanto di musica, ne prendevamo solo questa parte (indica con le mani, ndr)".

"Di David Holmes sono fan, mi sono piaciuti tutti i suoi dischi. Sai, è un grande DJ. Non l'avevo mai incontrato, ma avevo i suoi dischi. Facevo un concerto all'Isola di Man con i Primal Scream e lui era con loro. Erano nel mio camerino, stavamo bevendo un drink e lui si è presentato. E io: 'Wow, Dio! Porca troia! David Holmes!'. Sapevo molto della sua musica e quando ero in tour con Chasing Yesterday ho pensato: 'È figo, amico. Forse potrebbe lavorare su parte di questo disco e provare qualcosa di diverso'. E ovviamente da quello è nato questo disco".

"Nessun dramma. Ci è voluto molto tempo, molto tempo per farlo, ma ci siamo detti piuttosto presto: 'Non pubblicheremo nulla di cui io e te non saremo completamente soddisfatti'. Di fronte a qualcosa che David reputava fottutamente incredibile io facevo: 'Mmm'. Diceva: 'Sei pazzo, cazzo. Queste canzoni sono incredibili' e io: 'Non lo so'. Così non sono mai state ultimate. Penso che abbiamo stretto un patto molto presto e vi siamo rimasti fedeli".

"Sull'album c'è un pezzo che si chiama The Man Who Built the Moon. Per quel brano ho scritto sette ritornelli. Il primo che ho scritto era incredibile e lui ha fatto: 'Mmm, provane un altro'. Così ne ho scritto un altro e poi un altro ed erano tutti incredibili e miglioravano costantemente sino a che sono arrivato all'ottavo e lui mi ha fato: 'Ci siamo!'. Ho pensato: 'Ha ragione' ...".

"Io ho 50 anni ed è bene avere qualcuno che man mano che invecchi ti faccia: 'Prova qualcosa di diverso', perché ricadi nelle cose che fai sempre e forse non hai la pazienza o il tempo o l'energia per provare cose diverse. Quindi in quel senso è stata una decisione ispirata quella di collaborare con lui, perché ... Quando la gente sentirà il disco rimarrà a bocca aperta, cazzo, perché a tratti non suona manco come una cosa mia, ma se poi ci pensi suona proprio come una cosa mia, capisci? Sto vivendo proprio un momento fantastico, penso".

"Per ogni singolo disco che ho fatto, in tutta la mia vita, ho sempre suonato la chitarra acustica, su ogni singolo brano. Su questo disco non c'è chitarra acustica. Pens oche ci sia su un brano e la suona Johnny Marr, io non l'ho suonata per niente. E David ha potuto fare qualsiasi cosa volesse. Io lavoro solo da mezzogiorno alle 6 del pomeriggio e poi vado a casa, quindi per tutti i miei dischi lo studio chiude alle 6 e tutti vanno a casa. David rimaneva sino alle 4 del mattino, provando cose diverse al computer. Quando ritornavo l'indomani mi faceva: 'Wow, dai un'occhiata a questo! Cosa ne pensi di questo?'. E certi giorni entravi lì e facevi: 'No, non mi piace' e poi dovevi ricominciare, ma il più dei giorni entravo ed esclamavo: 'Wow, è incredibile!'. E quello mi faceva pensare che la roba che avevo scritto oggi non avrebbe funzionato e che sarei dovuto tornare indietro a scrivere qualcos'altro. Quindi era in continua evoluzione e saliva di livello canzone dopo canzone".

"Non ci siamo mai concentrati su una sola canzone. Lavoravamo su cinque canzoni al giorno ogni giorno. C'era un vento di creatività ed è stato incredibile. Penso che questo sia il primo disco, da molto tempo a questa parte, in cui suono io tutte le chitarre. A parte un brano, in cui suona la chitarra Johnny Marr, tutte le chitarre che senti le suono io. Di solito per i mei primi due album da solista la chitarra la suonava un amico o chiunque fosse nella band all'epoca, ma per questo le chitarre le ho suonate tutte io. Perché lui ingaggiava dei musicisti di sessione e quando chiedevo: 'Chi suonerà la chitarra?'. E lui. 'La suoni tu la cazzo di chitarra, sei un chitarrista!'. E io: 'OK!' ...".

"Cosa voglio dire con Who Built the Moon? Potrei intendere, ma non ti dico cosa significhi, 'chi ha costruito la luna?', ma la luna potrebbe anche essere una nave chiamata Luna e l'uomo che ha costruito la Luna potrebbe essere un costruttore di navi. Quindi fai un po' tu. Io so cosa significa ma non te lo dico".

"Chi ha collaborato con me? Paul Weller, Johnny Marr, un tizio che suona il basso che non avevo mai incontrato prima. Non l'avevo neanche incontrato, cazzo! Facevamo un brano, lo mandavamo a lui, che vive a Los Angeles, durante la notte. Andavamo a letto, ci svegliavamo l'indomani e ce lo mandava via Internet, ci mandava un giro di basso incredibile. Si chiama Jason Folkner, è un cazzo di genio. Non gli ho ancora stretto la mano e suona il basso su tutto il mio disco. Lui suona il basso, Jeremy Stacey, il mio ex batterista, suona un po' di batteria, poi ci sono delle coriste incredibili. Non ricordo tutti i loro nomi, ci sono così tanti musicisti sul disco, ce ne saranno forse 30 o 40. È costato un sacco di soldi cazzo, ma suona bene".

"L'ho registrato un po' a Belfast, un po' in un posto chiamato The Pool, a Londra, non lontano da qui. Si tratta di una vecchia piscina convertita in uno studio di registrazione. Poi un po' l'ho registrato in un posto di nome Hoxo, lo studio che apparteneva ad Edwyn Collins, e poi un po' in un posto di nome Strangeways, dove ho fatto

"La prima canzone è venuta alla luce l'ultimissimo giorno. Non doveva neanche entrare nel disco, era solo un'idea che avevamo e che non andava da nessuna parte. E poi l'ultimo giorno ... David conosceva questa ragazza francese, Audrey Gbaguidi, originaria dell'Africa, del Gabon o non ricordo, cazzo, di dove. Una ragazza bellissima ... e David l'ha ingaggiata per fare una sessione. Io dicevo a David: 'Cosa farà?'. E lui: 'Non lo so'. E io: 'Su che pezzo canterà?'. David mi ha risposto: 'Canterà sulla traccia di apertura, Fort Knox, e su un altro brano, Be Careful What You Wish For. Lei era in una stanza, noi in un'altra e ha iniziato a cantare. Non parole, roba eterea. E io ho fatto: 'Cazzo!'. Era incredibile. Ci siamo guardati e abbiamo esclamato: 'Oh wow!'. Era incredibile".

"Poi la parte in francese contenuta in It's Beautiful World è di Charlotte (Marionneau). C'era un'intera sezione e discutevamo su quale dovesse essere. Abbiamo pensato: 'Perché non inseriamo una parte parlata?'. Abbiamo tenuto viva quell'idea per un po' e io ho pensato che sarebbe dovuta essere in francese, non so perché. Semplicemente sembrava una buona idea. Abbiamo mandato il brano a questa ragazza, Charlotte, lei è venuta e l'ha registrata. E abbiamo fatto: 'Cazzo!'. Abbiamo letto in inglese quello che avrebbe dovuto dire e abbiamo esclamato: 'Wow!'. È veramente incredibile e toccante". 

"Tutte le persone che hanno suonato per il disco, tutte le ragazze che hanno fatto i cori, tutti tizi che hanno suonato le percussioni, la sezione di fiati e i bassisti erano tutti musicisti dannatamente eccezionali. E non abbiamo dato loro alcuna indicazione. Era: 'Questa è la canzone, suonaci su qualcosa'. E tutto quello che hanno suonato è stato stupefacente. Ho chiamato Johnny Marr, mio amico, a suonare per una canzone e mi ha chiesto: 'Su che brano vuoi che io suoni?'. E io: 'Non lo so'. Tira fuori l'armonica a bocca e la suona. Ho pensato: 'Wow, incredibile! Un vero privilegio stare vicino a tutte queste persone creative e averle fatte lavorare per la mia musica è incredibile' ...".



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"Come ho detto all'inizio dell'intervista, dato che le mie canzoni trattano sostanzialmente le verità universali, le notizie del giorno non hanno impatto su quello che faccio io. Mi intristisce dannatamente vedere attacchi terroristici a Parigi e a Manchester e la Corea del Nord che lancia cazzo di missili sul Giappone, ma non vorrei scrivere canzoni su questo. Altre persone lo fanno ed è fantastico, ma non è proprio quello che faccio io".
"Se non altro, per come è messo il mondo al momento con il terrorismo e l'odio, penso sia davvero importante immettere più musica nel mondo e che quella musica contenga un certo tipo di gioia. E penso che la cosa più difficile per un cantautore sia scrivere qualcosa di gioioso. E penso che se scrivi canzoni gioioise sfidi il mondo. La gente ora scrive canzoni - almeno la mia impressione è questa - su perdita, dolore e oscurità e rabbia. Essere un cantautore che scrive canzoni di gioia è una cazzo di sfida a tutta la merda e l'odio. Se puoi ancora dire: 'È un mondo bellissimo, sai. E che cazzo!'. Penso sia un messaggio di sfida". 

"Holy Mountain è stata prima canzone che abbiamo composto per l'album. E appena ho sentito il riff di flauto sapevo che sarebbe stata il primo singolo. Penso onestamente che sia una delle cose migliori che io abbia scritto. È la più semplice canzone che contiene la maggior quantità di gioia che io abbia mai composto. E, sai, parla della bellezza delle donne e di quanto siano meravigliose le donne. Sì, quando incontri quelle donne bellissime. Io ho incontrato la mia, ma ne scrivo ancora. Ho circa 100 canzoni che parlano dell'incontro con quella cazzo di donna, mia moglie. Posso dirti che è stata una gioia lavorarci su. Ci è voluto molto tempo per scriverla e per farlo bene, ma senza dubbio dico: che canzone! Canzone micidiale, incredibile!".

"Tutte le grandi canzoni hanno due significati, ma non ne vuoi più di tre, altrimenti con tre o quattro diventa confusionaria. Viviamo in un mondo pieno di paradossi. Il pianeta è bellissimo, cazzo! Gli oceani sono incredibili, gli animali sono incredibili. Cazzo, le donne sono bellissime, la musica è grandiosa, ma abbiamo l'Isis, porci come l'Isis e cazzo di ... idioti come Donald Trump. Quindi il mondo è molto contraddittorio, capisci? Penso che sia questo quello che ho provato a sintetizzare nella canzone Holy Mountain. Penso comunque che fosse quello ciò che cercavo di fare".  

"Cosa penso di Don't Look Back in Anger come inno di pace? Sono senza parole, ma è una cosa intrisa di tristezza, perché avrei preferito che quella canzone non diventasse ciò che è. Se l'attentato terroristico non fosse successo, sarebbe ancora quello che era. Ora è divenuta questa canzone di dolore, tristezza e ribellione. E tutti noi avremmo preferito che quella cosa non succedesse per niente. Ero seduto a casa a vedere il telegiornale un giorno nel periodo dell'attentato terroristico a Manchester. Quando (durante la veglia per le vittime) quella ragazza ha iniziato a cantare la canzone e la folla l'ha seguita io guardavo la TV ed è una delle cose più belle hce abbia visto. Se prima sapevo che la musica riunisce davvero la gente, allora so ancora di più che quella canzone in quel momento ha legato tutte le persone, che spontaneamente ... È incredibile comunque che tutti ne conosano il testo, tutti quegli sconosciuti. È stato incredibile che tutti si siano calati nel momento, con quella ragazza che cantava la canzone, per quello che significa ... Cosa significa? È una cosa stupefacente, non saprei come riassumerla, non so dirtelo".

"Penso che, per quanto riguarda il punto in cui mi trovo ora, questo album significhi questo: penso che sono giunto ad un picco. Se saprò scrivere un album migliore di questo sarà un successo, cazzo. Perché ora penso di essere talmente bravo che dovrò ritirarmi. Non si può diventare migliori di così. Sono talmente bello ora, mi sento così bene che non so davvero cosa fare dopo questo. Non lo so". 


"Che altro potrei fare? È noioso essere così eccezionali. Ogni giorno mi alzo dal letto e rimango scioccato da quanto sono bravo. Faccio colazione con mia moglie e mi chiede: 'Cos'è che non va?'. E io dico: 'Non riesco a credere a quanto sia eccezionale' ...".

"La mia band in tour sarà composta da dieci persone. Non ho ancora iniziato le prove per il tour, quindi non so che aspetto avrà, ma suonerò forse sei canzoni del nuovo disco e poi probabilmente tutti i singoli degli altri dischi. E forse stavolta proverò a suonare alcune canzoni degli Oasis meno note, canzoni che non ho mai suonato prima". 


"A parte quello non lo so. Spero solo che sia bello come l'ultimo tour, perché mi godo sempre il mio soggiorno in Giappone. È molto stancante per via del jetlag e tutte quelle cose, ma non vedo davvero l'ora di andarci e non saprei dirti perché, dato che ci vuole un gran bel pezzo di strada, cazzo, per arrivarci ed è una rottura di coglioni essere seguiti da un sacco di persone e firmare autografi per sempre. Detto tutto questo, però, è uno dei posti del mondo in cui preferisco andare, perché posso trovare vestiti che mi calzano bene, perché guarda quanto cazzo sono magro! È incredibile. Ogni volta chiedo: 'Avete la taglia extra small?'. 'No!'. 'Oh, porca troia! Avete quelle scarpe in taglia 6?'. 'No'!'. Perché l'Europa è piena di gente grassa. È vero, è pieno di ciccioni! E stanno conquistando il mondo. E non riesco a trovare vestiti che mi si adattino. In Giappone ci sono jeans, un sacco di jeans, cazzo! Se qualcuno è in ascolto: bacino 39, gamba 32, qualsiasi colore e lasciate gli occhielli, preferibilmente. Niente Wrangler. I jeans Edwin vanno bene. Quindi attendo con ansia lo shopping e il cibo. Amo il cibo giapponese".

Traduz. di oasisnotizie



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