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mercoledì 2 ottobre 2024

Gli Oasis annunciano 5 date in Canada, USA e in Messico con vendita senza prezzo dinamico


Gli Oasis hanno ufficializzato alcune date in Nord America. Pochi giorni fa l'NME aveva rivelato in anticipo le date internazionali che porteranno gli Oasis in tour nel 2025 fuori dal Regno Unito ed Irlanda. Ora arriva una parziale conferma anche dai canali ufficiali della band, che ha annunciato i primi show in Nord America con tre date negli Stati Uniti, una in Canada e una in Messico. 

Tutte le date combaciano perfettamente con quelle anticipate dal magazine britannico ed è quindi lecito aspettarsi che, prossimamente, saranno confermati anche gli show in Sud America, Australia e Giappone. Ma la grande novità riguarda il prezzo dinamico che, rivela il mamanagement degli Oasis, non sarà applicato per gli show americani. Il tour americano degli Oasis Dopo i 17 concerti in Regno Unito e Irlanda andati sold out in poche ore, gli Oasis partiranno per un tour internazionale che li vedrà volare dall'altra parte dell'Oceano.

Il rapporto della band di Manchester con gli Stati Uniti, così come la gran parte delle formazioni britanniche, è sempre stato conflittuale e il successo importante ma di proporzioni ridotte rispetto all'Europa o altre zone.

I fan statunitensi degli Oasis, però, hanno chiesto a gran voce degli show durante i quali, come scritto sui social della band, avranno "l'ultima occasione per dimostrare che ci hanno sempre amati".

Le date del tour degli Oasis nel Nord America si apriranno il 24 agosto al Rogers Stadium di Toronto, in Canada, per poi proseguire al Soldifer Field di Chicago, negli Stati Uniti, il 28, al Metlife Stadium di East Rutherford, il 31 agosto e al Rose Bowl Stadium di Los Angeles il 6 settembre. 

Chi ha sempre amato alla follia gli Oasis, invece, sono i messicani, che avranno la loro possibilità di assistere dal vivo al tanto atteso tour della reunion, il 12 settembre 2025 allo stadio GNP Seguros di Città del Messico.

Special guest del tour americano degli Oasis saranno i Cage The Elephant.

Le date combaciano quasi perfettamente con quelle anticipate la scorsa settimana dal New Musical Express, che, in aggiunta, aveva rivelato anche un concerto a Boston (poi non confermato) e degli show in Sud America, Australia e Giappone, che, probabilmente, saranno annunciati nelle prossime settimane.

Queste le date internazionali del tour Oasis Live '25 ufficializzate lunedì 30 settembre:
     
      Toronto, Canada - 24 agosto 2025
      Chicago, USA - 28 agosto 2025   
      East Rutherford, New Jersey, USA - 31 agosto 2025    
      Los Angeles, USA - 6 settembre 2025
      Città del Messico, Messico - 12 settembre 2025

I biglietti saranno messi in vendita dal 4 ottobre su oasisinet.com

Queste le tappe su cui si vocifera con insistenza, ma ancora da annunciare ufficialmente:

      Seul, Corea del Sud
      Tokyo, Giappone
      Melbourne, Australia
      Sydney, Australia
      San Paolo, Brasile 
      Santiago del Cile, Cile   
      Buenos Aires, Argentina
La vera notizia per i fan americani degli Oasis, che tornano negli Stati Uniti a distanza di 16 anni dall'ultima volta, riguarda non solo la possibilità di veder dal vivo i fratelli Gallagher ma anche il tentativo, da parte della band, di risolvere le tante polemiche legate ai biglietti.
  
Così come per gli show nel Regno Unito e in Irlanda, anche per potersi accaparrare i biglietti delle date americane bisognerà registrarsi fino al 1° ottobre al sito degli Oasis con la vendita generale che aprirà venerdì 4 ottobre.
  
La novità, questa volta, è che gli organizzatori hanno cercato di gestire le cose in maniera più saggia dopo il totale fiasco che si è verificato per le date britanniche a causa del prezzo dinamico.
  
Per il tour americano, infatti, la controversa pratica di ticketing non sarà applicata ai biglietti degli Oasis.
  
L'annuncio è arrivato con una nota pubblicata dal management degli Oasis sui canali ufficiali della band in cui si spiega il dietrofront sul prezzo dinamico.
  
"Il modello di prezzo dinamico di Ticketmaster non sarà applicato alle prossime vendite per i biglietti degli Oasis in Nord America", si legge in un comunicato ufficiale. "E' accettato ampiamente che il dynamic pricing rimane un utile mezzo per combattere il bagarinaggio e mantenere i prezzi, per una grande parte dei fan, più bassi del prezzo di mercato e più abbordabili. Ma, quando una domanda di biglietti senza precedente (per la quale tutto il tour sarebbe potuto andare sold out ripetutamente all'apertura delle vendite) è combinata ad una tecnologia che non riesce a sopportare una tale richiesta, diventa meno efficace e può portare ad esperienze inaccettabili per i fan. Abbiamo preso questa decisione nella speranza di evitare quanto successo ai fan in Irlanda e Regno Unito".




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martedì 30 ottobre 2018

Noel Gallagher dal Cile: "Il rock non esiste più, oggi domina il maledetto hip hop. Io solista? Più libero che mai"

È un Noel Gallagher rilassato quello che lunedì atterra a Concepción, città cilena scelta come tappa iniziale del tour degli Hig Flying Birds in Sudamerica a supporto dell'album Who Built the Moon?. Nelle foto che seguono eccolo ritratto con i numerosi fan che lo hanno atteso all'aeroporto.

Noel, che - come è noto - è già al lavoro in studio per il prossimo disco, visiterà anche Santiago del Cile, prima di spostarsi in altri paesi dell'America latina. Dai tempi dell'esibizione allo Stadio San Carlos de Apoquindo, con gli Oasis nel 1998, sono già sei le visite del cantautore nella capitale. E quest'anno al tour si aggiunge un concerto in un'altra città cilena diversa dalla capitale, Concepción per l'appunto. 

Il terzo lavoro in studio da solista, esempio di "pop cosmico", termine coniato dallo stesso Gallagher, è il migliore tra quelli sin qui pubblicati da Noel dopo la fine degli Oasis?

"Abbiamo solo tre dischi, quindi sarebbe un po' prematuro affermare che Who Built the Moon? sia il migliore che abbiamo pubblicato sinora", risponde parlando dell'album realizzato con il produttore David Holmes, "però sì, sento che questo disco ha qualcosa di speciale ed è stato fantastico poterlo condividere con il pubblico. La mia intenzione era pubblicare le canzoni migliori che potessi scrivere. Non cercavo di creare un disco psichedelico propriamente detto, né un certo tipo di disco in particolare, ma solo buone canzoni per vedere fin dove sarebbero arrivate".

Dopo otto mesi di tour ininterrotto insieme alla sua band, i cui momenti stellari sono documentati dal libro fotografico Any Road Will Get There There (If We Don't Know Where We're Going), che esce il 1° novembre,  Noel chiude il suo 2018 con la porzione sudamericana dello Stranded on Earth Tour.

"Mesi che sono stati dannatamente fantastici", spiega, in collegamento telefonico con Culto, Noel, che martedì 30 ottobre sarà sul palco del Gimnasio Municipal di Concepción, per poi spostarsi il 31 ottobre a Santiago, al Velódromo del Estadio Nacional per la chiusura della prima giornata del festival Colors Night Lights.

"L'ultima volta che siamo stati lì è stato quando abbiamo aperto agli U2 (ottobre 2017, ndr), quindi siamo molto entusiasti di tornare. Suoniamo canzoni di tutte le epoche e, sopra tutto, ce la spassiamo sul palco". 

Noel, negli ultimi mesi hai detto che hai materiale per uno o due altri album e che ti piacerebbe invitare a collaborare Damon Albarn e Morrissey. È possibile che accada?

"Be', quello che è assolutamente certo è che ho molto materiale, ma non so con chi lavorerò o se chiamerò qualcuno di loro. Non lo so. La scorsa settimana sono stato in studio ed è stato fantastico, quindi vado avanti".

Ti piace di più comporre e registrare un nuovo disco adesso o ti piaceva di più quando eri negli Oasis?

 "Il momento di entrare in studio mi è sempre piaciuto, perché sono un cantautore, è a questo che mi dedico, ma sì, ora mi piace un po' di più, è vero, ho più di esperienza, molta più libertà, sento che posso andare dove voglio andare. Questo mi piace molto". 

Vedi nuove idee nei gruppi di oggi? Si può essere creativi a queste altezze del rock?

"Sì, sì. È che ... ascolta, il rock come lo conosciamo non esiste più. La forza musicale predominante oggi è il maledetto hip hop, non più il rock, ma io almeno cerco di tenermelo buono. E se qualcosa non mi piace rimango da solo, non mi importa".

E il rock non è più rilevante per le nuove generazioni?

"È difficile rispondere a questa domanda. Chissà, la risposta è semplicemente un chissà".

Cosa ci si può aspettare dal libro fotografico del tour che prepari?

"Per ora quello che posso dirti è che le foto sono fenomenali e che attraverso queste foto potrai conoscere un po' di più gli High Flyibg Birds. Sharon è una grande fotografa, noi siamo una grande band".

Sharon Latham è stata per anni la fotografa ufficiale del Manchester City, la squadra per cui tifi. Come vedi il presente del club?

"È fantastico. La migliore squadra del mondo, il migliore allenatore del mondo, la migliore tifoseria del mondo".

Alexis Sánchez stava per firmare per il City, poi è finito allo United ...

"Purtroppo è andata così. Una decisione sbagliata da parte sua".

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Intervista a Noel Gallagher per Futuro.cl

Ciao Noel, pronto per questo nuovo incontro?

Più che pronto. Io e la mia band siamo molto entusiasti. L'ultima volta che siamo stati qui è stato per aprire agli U2 (Estadio Nacional, ottobre 2017, ndr) ed è stato un buon concerto, la gente, tutto in generale. Facciamone un'altra dose.

Stavolta porti il tuo disco Who Built the Moon?, in cui ha inserito nuove influenze, più moderne e in questo senso ti si è aperto lo spettro. Per una persona come te formatasi nel rock and roll tradizionale, fare questo esercizio è una sfida importante?

Una grande esperienza, senza dubbio. Uno ha sempre come obiettivo non ripetere la stessa cosa che hai fatto prima in studio ... (si ferma pensare qualche secondo, ndr) e stavolta è stato grandioso. La verità è che amo tutti i dischi che ho fatto e questo senza dubbio ha un posto speciale, è quello che mi motiva di più finora. E ovviamente abbiamo anche voglia di mostrarlo alla gente.

E questo spirito che porta ad aprirti a nuove influenze lo porti anche nel concerto dal vivo? Nel senso che financo le vecchie canzoni prendono un'altra piega con questi nuovi suoni?

I concerti sono stati bellissimi finora. Posso contare su una band formidabile, con cui suoniamo canzoni vecchie, canzoni nuove, di tutto. E il filo conduttore è che ce la spassiamo. Alla fine conta questo nella vita di un musicista viaggiatore, spassarsela e trasmetterlo sul palco al pubblico.

A questo proposito, nel pubblico si verifica un fenomeno per cui le tue canzoni le possono cantare i fan di più vecchia data e le nuove generazioni, che nella migliore delle ipotesi non c'erano quando esordivano gli Oasis, ma le cantano con la stessa passione. Come vedi questo potere che hanno la musica e le canzoni?

Credo che le canzoni che ho scritto negli anni '90 siano risultate senza tempo. Hanno conquistato tre generazioni diverse, che sono quelle che oggi si uniscono ai concerti. Ed è verissimo quello che dici, che ci sono più ragazzi che non erano nati a metà di quel decennio. E quindi vedere quello che si produce, come creatore di canzoni, mi rende molto, molto orgoglioso.

Ci siamo, però, riferiti a te come ad un solista, anche se la tua band, gli High Flying Birds, suona con te già da un bel po' ed è stata importante in tutto questo processo. Qual è il valore che dai al fatto di poter contare su di loro?


Be', senza di loro non avrei potuto fare un album, tanto per cominciare. La band in questo momento è nella forma migliore in cui sia stata. Quello che mi piace è che sono persone fantastiche, grandi musicisti e gente ottima per divertirsi, quindi c'è il pacchetto completo.

Sarai per la prima volta a Concepción. È sempre bello in un paese uscire dalla capitale e suonare in altre città, no?

Sicuro, bisogna sempre vedere e visitare il resto del paese, è fantastico. Soprattutto in luoghi come il Cile, dove quasi sempre si finisce per suonare solo nella capitale. Quindi avere questa possibilità è una cosa buona per noi e soprattutto per la gente. Fa parte della motivazione extra che abbiamo stavolta.

Trad. di oasisnotizie - Fonti: Culto and Futuro

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lunedì 19 marzo 2018

Liam Gallagher lascia il palco del Lollapalooza Chile: "La voce è devastata. Se non vi divertite spreco tempo"

Di scena il 18 marzo all'edizione cilena del festival Lollapalooza - la stessa "accorciata" di un giorno a causa delle cattive condizioni metereologiche registrate a Santiago, dove ha avuto luogo la manifestazione - l'ex frontman degli Oasis Liam Gallagher ha stupito il suo pubblico "ritirandosi" sua sponte dietro le quinte perché insoddisfatto della resa del suo live set.

"Me ne vado, cazzo. La voce è assolutamente devastata. Non resterò qui in piedi tutta la sera a urlare, sta suonando orribile, cazzo. Quindi mi dispiace molto, non riesco a cantare una canzone. Quindi vado via, cazzo. Andrà a puttane. Se non vi divertite sto sprecando il mio tempo". Queste le parole di Liam, prima di arrendersi e ritirarsi nel backstage.

Qualche ora dopo, via Twitter, il cantante, che si era esibito in Argentina per due date qualche giorno prima, ha chiarito:

"A causa di un'infezione alle vie respiratorie in corso, siamo stati costretti a tagliare lo show al Lollapalooza di Santiago del Cile di questa sera", si legge nella nota ufficiale: "A Liam è stata diagnosticata una forma di sinusite: l'infezione, partita dal naso qualche settimana fa, ha poi interessato anche alle orecchie, per poi estendersi e tramutarsi in bronchite. Ha cercato di proseguire nei concerti ma oggi faceva fatica a respirare sul palco e non è stato in grado di proseguire lo spettacolo. E' molto deluso e arrabbiato per non essere riuscito a terminare il concerto e vuole scusarsi con quanti siano venuti a vederlo questa sera per quanto successo: la promessa è quella di recuperare quanto prima la data a Santiago".

Al momento non è chiaro se le prossime date nel  calendario di Liam - tutte in sudamerica, la prima delle quali dopodomani, mercoledì 21 marzo, a San Paolo, in Brasile - siano da considerare o meno a rischio.

Liam Gallagher si esibirà in Italia il prossimo 21 giugno all'I-Days Festival di Rho, nell'hinterland nord ovest di Milano.

Qui sotto il momento in cui Liam abbandona il palco e il video dell'esibizione di ieri a Santiago, durata 22 minuti. Lo show si è interrotto durante la quinta canzone, Wall of Glass.

Source: Rockol




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martedì 17 ottobre 2017

Audio - Noel Gallagher in Cile: "Il mio album dividerà i fan. Sono ad un picco creativo e con gli U2 ho fatto il mio tour più spassoso di sempre"

Intervistato da Rock & Pop, radio cilena (audio alla fine del post), Noel Gallagher a parlato del nuovo album in uscita a novembre, dicendosi convinto che dividerà i fan in due: coloro che lo ameranno e coloro che lo odieranno. Noel si dice anche molto felice del tour con gli U2, "il più spassoso che abbia mai fatto", e si considera in una fase di "picco creativo".

Ecco la traduzione dell'intervista.

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Intervista di Francisco Tapia Robles - traduz. italiana di oasisnotizie

Noel, voglio sapere come è stato sinora questo tour con gli U2.

Fantastico, fantastico. Quando mi hanno chiesto di farlo e ho detto di sì e mi hanno dato le date è stato fantastico, perché questo mi ha dato un termine entro cui ultimare il mio disco. Questo da una parte. Dall'altra Bono è mio grande amico, ciò significa che posso andare in tour con i miei amici, stare in compagnia e suonare il nuovo singolo. È stato un tour fantastico, lo spasso più grande che abbia mai avuto in tour in tutta la vita. Mi piace un sacco.

(Noel interrompe l'intervista per chiedere una banana).

È una sensazione speciale tornare qui in Sudamerica?

Sì, sempre. Sempre. Amo il Sudamerica. È uno dei miei luoghi preferiti ... amo suonare dappertutto il mondo perché con gli High Flying Birds è facile, è spassoso ed è tranquillo. Facciamo il nostro lavoro, lo portiamo a termine e poi usciamo ed è fantastico, ma amo venire in Sudamerica, perché è forse uno degli ultimi posti della terra che non sono stati "americanizzati". Riesci ancora a sentire che ti trovi in una parte diversa del mondo e amo anche la sua gente. La gente è incredibile e le donne sono bellissime, il tequila è buono e il cibo è buono. E il sole ... davvero, non so cosa si possa desiderare di più (ride, ndr).

Come accoglieranno il disco i tuoi fan?

Sembra che abbia diviso i miei fan in due, nel senso che tutte le ragazze lo ameranno e tutti i ragazzi lo odieranno. 

Lo pensi davvero?

Be', sembra così. E io sto dalla parte delle ragazze. Parlando in generale di tutto il disco, la gente a cui piacerà non lo apprezzerà e basta, ma lo amerà. E la gente cui non piacerà lo odierà dannatamente. 

Com'è stato lavorare con David Holmes?

È una buona combinazione di stili, perché il suo stile è tutto suoni e vibrazione e il mio è tutto canzoni, capisci? Lui se ne usciva sempre con questi suoni fantastici e grandi idee per una vibrazione del brano. E poi era compito mio trasformarle in canzoni. E penso che abbia funzionato dannatamente bene.

Fatti un complimento.

Nessuno sta facendo musica così al momento, nessuno nel cazzo di mondo. Quindi sono molto soddisfatto di me stesso devo dire.

Come ti ha aiutato Johnny Marr?

Ogni volta che sono bloccato chiamo Johnny e, Dio lo benedica, lui è davvero gentile e un grande uomo. E sono suo amico e suo fan. E spero valga la stessa cosa per lui nei miei confronti. Lo chiamo e gli dico: "John, sono bloccato con questo pezzo, non so cosa fare". E lui fa: "OK, vengo ad aiutarti". E viene e lo rende fantastico.

È il dottor Johnny Marr ora.

Dottor Johnny Marr, sì. È eccezzionale, cazzo.

Da cosa nasce il titolo del tuo nuovo disco, Who Built the Moon?

Conosci quel film uscito un paio di anni fa, The Hateful Eight, di Quentin Tarantino? Stavamo facendo questo brano, non sapevo di cosa parlasse. Oogni giorno a Londra prendo i mezzi pubblici e una volta quando sono sceso dalla metro alla stazione c'era un poster di The Hateful Eight e un giorno mi è venuto in mente che il brano parlava di queste persone sul poster e uno di loro si chiama The Man Who Built the Moon. E tutto è sembrato legarsi. E ho pensato: "Meglio di così non si può fare". Sono ad un picco creativo. Incredibile.

C'è un pezzo del tuo nuovo disco che suona come i Beatles?

Che cazzo? Sei pazzo. Tu eri una delle persone che dicevano che Riverman sembrava Wonderwall. Cazzo ... (fa il rumore di uno sparo, ndr). Non potrebbe suonare più diverso dai Beatles di così. 

Quel giro di basso in particolare ha un tocco alla Come Together dei Beatles. 

No, no. Non dire così! Suona come Funkadelic o Dr. John. È meglio dei Beatles! (ride, ndr).

oasisnotizie - Source: rockandpop.cl



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giovedì 31 marzo 2016

Noel Gallagher: "A parte me, nessuno oggi rappresenta il rock and roll. Liam? Un testone che dà fastidio, non mi manca"


Incontriamo Noel nel suo camerino, un'ora prima che salga sul palco del Lollapalooza di Santiago del Cile.
 
Noel, il Manchester United ieri ha battuto il tuo Manchester City per 1-0 in trasferta. Sei triste?

No. Sostanzialmente perché non ho visto la partita. Non ero a casa mia, altrimenti sarebbe stato molto diverso. Ero in aereo, diretto a Santiago.

Manuel Pellegrini sarà sostituito da Guardiola. Questo ti rende felice?

Dobbiamo vedere cosa succederà. Manuel ha fatto un lavoro eccezionale e loro hanno due stili molto simili. Pellegrini attrae buoni giocatori, però è un po' più anziano di Pep, che, con la sua giovinezza, può attrarre talenti di età minore. Vedremo. Se da qui a tre anni vincerà tre trofei allora sì, lo preferirei di gran lunga a Pellegrini.

Come valuti il lavoro del cileno?

È un tipo bravo, l'ho conosciuto di persona e l'ho incontrato varie volte. È un buon tecnico, ma il suo momento è già volto al termine. Nel calcio moderno gli allenatori rimangono al loro posto solo tre anni e infatti questa è la sua terza stagione, quindi è l'ora che si faccia da parte.

Ricordi qualcosa dei concerti che hai fatto in Cile?
Il ricordo preferito che ho del Cile è legato a quando suonammo qui nel 1998. Suonammo in uno stadio gigantesco (il San Carlos de Apoquindo, ndr) e quando siamo arrivati allo stadio c'era gente in fila sul cavallo. E le montagne visibili dietro erano bellissime.

Ti manca qualcosa della tua vita con gli Oasis?

A volte. Mi manca suonare la chitarra a tutto volume. ora devo anche cantare e non posso preoccuparmi di questo. Mi manca anche suonare nei grandi stadi, ma in generale non sono molte le cose che mi mancano. Il fatto che un concerto si svolga in uno stadio non lo rende migliore, ma solo che sia più spettacolare.

Ti manca tuo fratello Liam?

Certo che no! (alza la voce, ndr) È solo un testone che dà fastidio.

A differenza degli Oasis, ora sei tu il principale cantante. Com'è stato assumersi questo ruolo?

È stato semplice, non mi servono molte capacità, perché io faccio la stessa cosa che facevo prima: comporre canzoni. Mi piace cantare e il pubblico è lì per ascoltarmi. Quindi l'unica cosa ch devo fare è interpretare le mie canzoni.

Che differenze hai voluto marcare con questo secondo album?

Questo disco ha più chitarre e l'ho prodotto da me. Ora, ci sono altre differenze (fa la faccia furba, ndr): le copertine sono diverse, anche i titoli, e questo CD è un po più circolare dell'altro.

Festival come il Lollapalooza hanno avuto una svolta elettronica e hip hop. Ti piacciono questi  generi?

Mi piace la vecchia musica house, è quello che ascolto io. Non tanto Skrillex, lui è troppo rumoroso. Del rap non mi piace molto Eminem. Kanye West è bravo, più lo ascolto più mi piace, ma non sono fan di Eminem.

Il rock ha un qualche vigore?

No, non tanto. Se guardi questo festival, non c'è nessuna rock band. Florence, che amo e che è mia amica, non è rock, non lo è neanche Eminem. Questo che sta suonando è rock? (In sottofondo si sente l'esibizione degli Alabama Shakes). No, non ci prendiamo in giro, non lo è. A parte me, non conosco nessuno che oggi rappresenti il rock and roll. Di tutti i nuovi gruppi in circolazione, non c'è nessuno che negli ultimi tempi mi abbia fatto dire: "Wow, questa l'avrei voluto comporre io!".

D'altro canto è anche l'epoca delle stelle femminili.

Sì, a mia moglie piacciono Taylor Swift e Beyoncé. E chiaramente io non la penso come lei, però non so com'è Taylor Swift. Si scrive le canzoni da sola? È difficile oggi trovare gente che lo faccia. Neanche Beyoncé cattura la mia attenzione.

Pensi che la musica abbia perso tanto con la morte di Bowie?

Non penso che la gente debba sentirsi triste quando muroe qualcuno. Capita a tutti, ma dobbiamo celebrare la vita: ho avuto la grande fortuna di conoscerlo e di parlare con lui molte volte. Ho amato la sua musica e lui ha amato la mia, e mi congedo con questo.

Intervista di Claudio Vergara. Fonte: La Tercera, 20 marzo 2016



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martedì 15 maggio 2012

Cinquantasettsimo post del diario di Noel: "Tra Perù e Cile pensando al Man City"

Sì, compagni . . . allora, Lima? (è in Perù, a proposito).

È anche il posto dove ho scritto quella mia canzone che si chiama "If I Had A Gun".

Bel posto. Nebbioso. Puzza di pesce morto!! Mi sono un po' devastato la prima serata con quel drink "pisco sour"? La gente del posto dice che se ne dovrebbero prendere solo 2 e per nessun motivo tentare di prenderne un terzo. Devo ammettere che in quel momento è suonata un po' come na sfida e una di quelle che mi sarei pentito di non affrontare!! Penso di essere andato in doppia cifra. Grande serata ... mattina orripilante. Terribile sbornia.

Qualcuno mi ha suggerito di fare una camminata il pomeriggio successivo e, dato che non avevo mai lasciato l'hotel l'ultima volta che ero stato qui, ho pensato: "Fanculo . . . perché no?".

Si è trasformata rapidamente in una farsa, con una folla sempre crescente di ragazzini (fan e roba simile . . .) che ci seguivano ovunque. Mi sono sentito un po' come Gesù (sembravo un po' Gesù a dire la verità!!). Si è deciso di mandare la cosa a puttane e tornarcene all'hotel. Qualcuno poi ha detto che lì vicino c'era un'antica piramide, così un paio di noi sono andati a trovarla. Io amo la piramide . . . misteriose cose appuntite . . . le amo!! Il problema è che quando siamo arrivati lì era chiusa (non come un negozio . . . è un'attrazione turistica, no?!!), ma ci hanno fatto entrare comunque, ci hanno mandato solo una guida che ci ha fatto un resoconto mattone per mattone della sua storia. Mi sono sentito come se mi stessero tirando via la vita mentre i secoli giravano veloci finché . . . semplicemente . . . me ne sono andato (sai quando hai semplicemente bisogno di stenderti?), senza dubbio starà ancora parlando incessantemente dei cunei e delle tecniche costruttive!!

Comunque . . . il concerto!! Il concerto è stato fantastico . . . era in uno stadio di calcio . . . be' almeno parte di uno stadio di calcio. Non direi che è stato il miglior posto dove abbia mai suonato, ma serata ugualmente eccezionale. Grande pubblico . . . rumoroso . . . e numeroso! La serata è finita con una scorta di polizia fino all'hotel. Ora . . . sono stato dentro un po' di scorte di polizia in vita mia, ma posso sicuramente dire che non sono MAI stato sorpassato quando ero là dentro . . . da un bus . . . DUE VOLTE!!!!! Non ad alta velocità. Missione compiuta però.

Adiós Perú. Eravate un po' pazzi ma grandiosi . . . in un modo spaventoso.

Ora sono a Santiago (è in Cile, a proposito). Vado a letto presto stasera. Devo essere in piedi presto domattina per vedere il Manchester City. Ci serve un'altra vittoria e saremo incoronati campioni!!!

Sarà una mattinata tesa . . . .

Se Dio lo vorrà etc. . . . .

A SEGUIRE.

GD

14 maggio 2012

oasisnotizie


Altri post dal diario di Noel

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martedì 1 novembre 2011

Video: Beady Eye dal vivo a Santiago

Come vi avevamo detto ieri, è partito il tour sudamericano dei Beady Eye. Ieri la tappa inaugurale in Cile, a Santiago, all'Industria Cultural. Ecco un video della serata. Clicca qui per una photogallery.



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lunedì 31 ottobre 2011

I Beady Eye sbarcano in Sudamerica

Oggi inizia il tour sudamericano dei Beady Eye, molto attesi nei paesi latino-americani. Stasera la band si esibisce al Teatro Caupolicán di Santiago, in Cile.

Si proseguirà con una data Uruguay, una in Argentina e due in Brasile.

Clicca qui per tutte le date del tour.



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venerdì 5 agosto 2011

Date dei Beady Eye in Sudamerica

I Beady Eye aggiungono tre nuove date in Cile, Uruguay e Argentina al loro tour in Sudamerica. Ecco il programma aggiornato a oggi:

31 ottobre - Teatro Caupolicán - Santiago del Cile

2 novembre - Teatro de Verano "Ramon Collazo" - Montevideo (Uruguay)

4 novembre - Personal Festival - Buenos Aires (Argentina)

5 novembre - Planeta Terra Festival - San Paolo del Brasile (sold out)

Per i dettagli su come acquistare i biglietti clicca qui.

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