lunedì 24 luglio 2017

Video - Liam Gallagher a Parigi: "Non sono come Noel o Beyoncé, in tour non viaggio con molte persone"

Ieri sera Liam Gallagher si è esibito sul palco del Lollapalooza a Parigi. Prima della performance ha concesso a RTL2 un'intervista in cui ha nominato anche Noel e Beyoncé. Eccola con sottotitoli ITA by oasisnotizie.





venerdì 21 luglio 2017

Video - Noel Gallagher: "Il tour con gli U2 è il più divertente della mia carriera. Il Camp Nou? L'icona del calcio mondiale"


Noel, sei già stato al Camp Nou?

È la mia seconda volta Camp Nou. La prima volta penso fu tre stagioni fa, quando il City giocò con il Barcellona in Champions League. Non ricordo quale fu il risultato, comunque fummo battuti.

La prima volta qui fu proprio elettrizzante perché quando il City arrivò in Champions League e vedevi questi stadi ... questo è uno dei grandi stadi del calcio mondiale e pensavi come sarebbe stato per il City giocare qui. Poi ci qualificammo per la Champions League e pensavi: "Non vedo l'ora di affrontare il Barcellona. Sarà !". Poi ci abbiamo suonato un po' di volte e venire a vedere la partita è incredibile. È enorme. E non pensavo che fosse così vicino alle case, pensavo sorgesse nel bel mezzo del nulla.

Forse è lo stadio icona del calcio mondiale, sai.  È un posto incredibile.

Quali giocatori del Barcellona ti piacerebbe vedere con la maglia del City?

Sostanzialmente tutti. Se li prendessimo tutti ... I miei due figli adorano Neymar. Messi ovviamente, Suarez, il portiere è bravo, Piqué è incredibile. Sono tutti grandi, sono tutti grandi calciatori. E anche quelli che hanno giocato con il Barcellona e poi, lasciati andare via, sono venuti in Inghilterra sono grandi calciatori.

Tutti, ma di sicuro il principale è Messi: è una leggenda.

Inizi a vedere il DNA del Barça preso da Guardiola? 

Penso che sarebbe stata questa la cosa più importante: guardare avanti. Anche se Pep dovesse andare via, chissà quando, speriamo che questo rimarrà per sempre. Ha messo in atto una nuova filosofia e penso sia questa la cosa fantastica del Barcellona. Penso che tutti gli appassionati di calcio di tutto il mondo, a parte i tifosi del Real Madrid, rispettino il fatto che qui nessuno è più importante della filosofia. 

C'è un luogo comune nel calcio, secondo cui nessuno è più importante del club e bla bla bla e tutte queste cose. Ed è vero per molti club. E lo vedo al Barcellona lo vedi: nessuno è più importante della filosofia. Ed è una cosa incredibile.

Penso che se il City potesse prendere un po' di questo ... Sarà incredibile per i miei figli, che hanno 6 e 9 anni, se quando avranno 16 e 19 anni potranno vedere qualcosa di lontanamente simile a questo. 

Sei eccitato per la nuova stagione?

Se sono eccitato? Ogni appassionato di calcio, indipendentemente da chi sia o da cosa lo conduca a tifare,  lo è. Sono sempre eccitato per la nuova stagione. Sono sempre ottimista, penso che tutte le cose andranno bene. Penso che Pep abbia portato dei buoni giocatori, anche grandi giocatori. Sono sempre eccitato. 

Penso che questa stagione in particolare sarà davvero interessante, perché penso che quando lui prese il timone della squadra l'organico fosse sbagliato, c'era squilibrio e c'erano troppi giocatori vecchi  e non c'erano abbastanza giocatori che ricoprissero le posizioni che piacciono a lui. Penso che in questa stagione vedremo la vera squadra di Guardiola. Sono molto molto molto entusiasta.

Ora sei in tour con gli U2. Come sta andando?

Sono in tour, in un modo o nell'altro, da oltre 25 anni. Questo è il tour più divertente, perché sono sul palco solo per un'ora e alle otto e mezza sono già sceso. Mangio, bevo qualcosa e ascolto gli U2. Poi ho due giorni liberi. Suoniamo nelle più grandi città europee. La mia famiglia è on the road con me e ci sono i miei amici. Gli U2 sono assolutamente incredibili, sono eccezionali ogni sera, sono una delle mie band preferite di sempre. Sono fantastici, davvero grandiosi.

Bono è un appassionato di calcio?

Sì, non so se sia tifoso di qualche squadra in particolare. Non penseresti che lui è un appassionato di calcio, ma per esempi, ma il giorno in cui abbiamo vinto il campionato contro il QPR è stato il primo  a messaggiarmi, quindi di sicuro la stava vedendo. Stamattina ho parlato con lui e gli ho detto che stavo venendo qui. Mi ha fatto: "Oh, il Camp Nou di Barcellona!". Non so se sia tifoso, ma di sicuro è un appassionato di calcio.

Chi è il tuo migliore amico nel mondo del calcio?

Sono tutti sullo stesso livello. Conosco Vinnie Kompany, Jamie Carragher, Gary Neville. Ne conosco un bel po'. Carlos Tévez ... amo Tevez. Balotelli. Tévez lo vedrò quest'estate (l'estate argentina, ndr) quando andrò in Argentina con gli U2.

Hai incontrato Maradona? 


Sì. In un hotel a Buenos Aires nel 1997 (LEGGI ANCHE QUI). Andammo ad un party nella sua stanza d'hotel. Palleggiava con la frutta. È incredibile. Che tipo! Sono tutti grandi calciatori, li amo. Come persone, capisci?

Quale stadio ti ha emozionato di più?

Maine Road, il vecchio stadio del City, perché è lì che siamo cresciuti guardando le partite. È stato elettrizzante suonare lì. Calcare quel terreno è incredibile. A Wembley è stato piuttosto bello, ma a Maine Road è stato incredibile.



giovedì 20 luglio 2017

Video (sottot. ITA): Noel Gallagher intervistato al Camp Nou di Barcellona parla di calcio e dei ricordi del Man City

In occasione del concerto come supporto agli U2 tenutosi allo Stadio Olímpico de Montjuïc di Barcellona, tenutosi il 18 luglio 2017, Noel Gallagher si è esibito con la camiseta blaugrana del FC Barcelona.

Dopo l'ex Oasis ha visitato il Camp Nou, lo stadio del Barça, dove ha concesso alcune interviste, una delle quali a Dugout.com. Ecco qui sotto il video della chiacchierata sul calcio con sottotitoli in italiano.





mercoledì 19 luglio 2017

U2 e Noel Gallagher live all'Olimpico di Roma: la recensione di Karol Firrincieli - IlCibicida.com

La doppia data romana degli U2 era probabilmente il momento più atteso dell’estate rock italiana: la band più famosa del pianeta, una location prestigiosa, una setlist straordinaria (fatta apposta per celebrare il trentennale di “The Joshua Tree”) e un artista di supporto d’eccezione come Noel Gallagher hanno conferito in pieno i crismi dell’evento (quello vero) a questa due giorni capitolina. I biglietti erano volati via alla velocità della luce, ma noi – con non pochi problemi – eravamo riusciti ad accaparrarceli per sabato 15.

La doppia serata è stata epocale, ma gli aspetti negativi (indovinate un po’, di natura strettamente logistica) ci sono e preferiamo elencarveli subito. In tanti, con l’alta velocità ferroviaria che ormai copre più di mezza Italia, hanno preferito (la sicurezza sulle strade ringrazia) lasciare l’auto a casa per evitare pericolosi colpi di sonno al volante: all’Olimpico però ci si deve pur arrivare e il trasporto pubblico capitolino al riguardo è assolutamente carente, visto che dalle stazioni metro più vicine i bus diretti all’Olimpico passano raramente e ancor più raramente li si riesce a prendere, visto che viaggiano già stracolmi. Arrivati allo stadio, un’altra sorpresa che avrà probabilmente fatto infuriare gli avventori dell’ultimo secondo: a causa della chiusura di un varco per l’entrata della Tribuna Monte Mario (quella che stasera ci “ospita” a caro prezzo), si deve tornare indietro e passare dall’entrata del Foro Italico: tradotto in parole povere, quasi 2 km in più a piedi che si sarebbero potuti evitare se qualcuno avesse messo delle semplici e banali indicazioni scritte, visto che – forse a Roma dovrebbero ricordarlo – non tutti i presenti stasera sono abbonati alla Roma o alla Lazio e possono ritrovarsi ad entrare allo Stadio Olimpico anche per la prima volta.

Tutto qui? No, vorremmo tanto dirvi che  dentro è filato tutto liscio, ma dobbiamo raccontarvi un episodio alquanto increscioso: appena seduti al nostro posto, rigorosamente numerato, una tanto gentile quanto incolpevole hostess ci invita ad alzarci, perché in quella zona è stata montata un’impalcatura inizialmente non prevista (in realtà distante qualche fila di seggiolini, ma effettivamente non era il massimo della sicurezza). Agli sfortunati che hanno comprato il biglietto in quella zona dello stadio viene proposta (senza alternative) un’altra zona – a occhio e croce più lontana dal palco – rigorosamente non numerata. Ovviamente è il caos: c’è gente che aveva acquistato due o tre posti vicini e arrivando tardi non li ritrova nel nuovo settore non numerato, c’è gente (come il sottoscritto) che a causa della congestione in fase di vendita è riuscita a comprare più biglietti ma per zone diverse dello stadio, e dunque – essendo solo al concerto e senza posto numerato – se deve andare in bagno o al bar deve organizzarsi con i vicini di concerto per tenere occupato il posto. Intollerabile, ancor di più se pensiamo che persino i posti più economici (la curva o i settori a visibilità ostruita) erano rigorosamente numerati. La situazione ha oltretutto compromesso in buona parte anche la visibilità dell’esibizione di apertura di Noel Gallagher, visto che i gradini erano pieni di gente spaesata (e imbestialita) che chiedeva alle hostess dove potersi sedere. Altro che Olimpiadi…

Venendo all’aspetto musicale, non si può che parlar bene della serata a parte un’acustica che ha lasciato abbastanza a desiderare, soprattutto nel caso del concerto di Noel Gallagher, già chitarrista, seconda voce nonché leader degli Oasis. Per Noel è per certi versi un ritorno alle origini, visto che la band dei fratelli Gallagher fu scelta nel 1997 dagli U2 come supporto per le tappe americane del mastodontico Pop Mart Tour. Imbarcatosi nella sua avventura solista soprannominata Noel Gallagher’s High Flying Birds, il più anziano dei fratelli sta proponendo per la terza estate di fila il suo secondo album, l’ottimo “Chasing Yesterday”: sinceramente troppo, qualche piccola variazione in setlist sarebbe stata sicuramente apprezzata. Così non è, visto che l’obiettivo di Gallagher non è tanto fare felici i vecchi fan (presenti comunque in buon numero, vista la marea di magliette Oasis), quanto quello di ingraziarsi gli ascoltatori che compongono i grandi numeri del rock e che riempiono gli stadi, quel ristrettissimo giro di artisti rinominato “rock per le masse” del quale Gallagher vorrebbe tanto far parte. Noi però rimaniamo dell’idea che gli stadi potrà riempirli solo in compagnia del fratello Liam, in una milionaria quanto al momento improbabile reunion degli Oasis.

Il suo concerto – setlist a parte – ha comunque riservato tante chicche per i fan, a cominciare dalla composizione della band che vede l’ingresso in formazione degli ex Oasis e Beady Eye Gem Archer e Chris Sharrock. Convince appieno anche l’uso della sezione fiati, che rende deliziosa una vecchia chicca come Half The World Away. Molto bene Lock All The Doors e AKA…What A Life!, perfette per  uno stadio e – venendo ai grandi classici – se delude parecchio la sciatteria con la quale viene suonata Don’t Look Back In Anger, stupisce in positivo la freschezza dell’esecuzione di Wonderwall, tanto diversa quanto ugualmente bella rispetto alla versione che abbiamo ascoltato cantata dal fratello Liam in quel di Liegi qualche giorno prima. I litigi tra fratelli impediranno le reunion ma stimolano la creatività musicale, dunque tutto sommato va bene così.

Bono e compagni tra i fan, all'uscita dall'hotel romano
Dopo una pausa di quasi un’ora è la volta degli U2, introdotti dalle note di The Whole Of The Moon, vecchia canzone degli scozzesi The Waterboys. Il cuore del concerto è la riproposizione del seminale “The Joshua Tree”, ma c’è spazio per un’introduzione da brividi e una conclusione altrettanto trionfale. Gli U2 iniziano con le splendide Sunday Bloody Sunday, New Years Day, Bad e Pride (In The Name Of Love), cantate (bene) in modo volutamente intimo, senza alcuna immagine sul maestoso maxi schermo alle loro spalle: la scelta risulta però controproducente, perché – anche se l’idea è ottima – l’attuazione è fin troppo penalizzante per chi è lontano dal palco, che – romanticismo a parte – vede solo quattro puntini in lontananza.

Quando però gli U2 iniziano a suonare “The Joshua Tree” cambia drasticamente tutto: prima quattro piccole sagome che si stagliano su uno sfondo totalmente rosso, poi un’orgia visiva filmata ancora una volta Anton Corbjin, che impressiona soprattutto nell’iniziale When The Streets Have No Name: l’artwork – componente fondamentale di quell’album – è lì davanti a noi, insieme alla musica degli U2, e il coinvolgimento è massimo, anche grazie alla tecnologia che in 30 anni ha fatto passi da gigante: la definizione delle immagini è sinceramente impressionante, tanto che a volte sembra quasi che qualche soggetto dei filmati in questione esca fuori a invadere l’Olimpico da un momento all’altro. L’esecuzione integrale di The Joshua Tree è un’autentica manna dal cielo per i fan duri e puri, anche se sicuramente il rispetto rigoroso dell’ordine delle canzoni causa qualche piccolo squilibrio (anche altri due super classici come I Still Haven’t Found When I’m Looking For e With Or Without You vengono di fatto proposti in apertura). Il trionfo è comunque totale: il caro, vecchio Bono Vox è  invecchiato così tanto da sembrare una brutta copia di Robin Williams, un Re nudo davanti al suo popolo. Ma rimane sempre lui, la voce che ha fatto emozionare almeno tre generazioni c’è sempre.

Si arriva al gran finale, dove – dopo una straordinaria Miss Sarajevo, con la commovente voce di Pavarotti registrata – arriva il momento degli U2 anni 2000, quelli più tamarri e meno ispirati, incapaci di innovare e innovarsi dopo lo straordinario album “Pop” datato 1997. Beautiful Day, Elevation e Vertigo hanno comunque una resa massima, anche se c’è da dire che i volumi altissimi non hanno aiutato la produzione di un suono decente. C’è ancora però spazio per la grande musica: Ultraviolet (Light My Way) è unpassaggio fresco e toccante che però vede la retorica spesso buona e giusta di Bono e soci toccare livelli sinceramente insopportabili, visto che tra le donne che hanno reso grande l’umanità riproposte nel maxi schermo spunta persino Angela Merkel. One è invece il consueto, classico trionfo, una delle ballad più belle della storia del rock. Sarebbe stata la logica conclusione, ma gli U2 soprendono ancora una volta tutti chiudendo con The Little Things That Give You Away, piacevole primo singolo dell’album di prossima uscita “Songs Of Experience”. La scelta però non stupisce più di tanto: gli U2 non sono mai banali. Non saranno più brillanti su disco come una volta, ma dal vivo rimangono una di quelle band da vedere almeno una volta nella vita.

Scaletta

Noel Gallagher's High Flying Birds

Everybody’s on the Run
Lock All the Doors
In the Heat of the Moment
Riverman
Champagne Supernova
You Know We Can’t Go Back
Half the World Away
Little by Little
Wonderwall
Don’t Look Back in Anger
AKA… What a Life!


U2

Sunday Bloody Sunday
New Year’s Day
A Sort Of Homecoming
Pride (In the Name of Love)
Where the Streets Have No Name
I Still Haven’t Found What I’m Looking For
With or Without You
Bullet the Blue Sky
Running to Stand Still
Red Hill Mining Town
In God’s Country
Trip Through Your Wires
One Tree Hill
Exit
Mothers of the Disappeared

Encore:

Miss Sarajevo (Passengers cover)
Beautiful Day
Elevation
Vertigo
Mysterious Ways
Ultraviolet (Light My Way)
One

Karol Firrincieli - IlCibicida.com

sabato 15 luglio 2017

Foto: Noel Gallagher a Roma per il concerto. E Liam Gallagher in Spagna

Noel Gallagher è arrivato il 13 luglio a Roma, dove domani sera si esibirà con i suoi High Flying Birds all'Olimpico, aprendo il concerto del The Joshua Tree Tour degli U2. Lo show sarà replicato l'indomani. Numerosi i fan che sono riusciti in questi due giorni a strappare all'ex Oasis una foto. Eccone alcuni (source: @talktonight27 and @calamika on  Instagram).

Intanto Liam Gallagher ha pubblicato su Twitter una foto che lo ritrae in compagnia del fratello Paul. Dietro si legge, su un'insegna, "Farmacia" . I due sono in Spagna, dove Liam si esibirà al Festival di Benicassim.




lunedì 10 luglio 2017

Liam Gallagher: "Noel, definivi gli U2 fango. Ora suoni con loro e i loro fan ti ignorano"

Liam ieri al Festival Les Ardentes di Liegi (Belgio)
Qualche giorno fa, a proposito del concerto degli U2 con la band del fratello Noel Gallagher come gruppo spalla, aveva detto: "Preferirei mangiare la mia merda piuttosto che ascoltare quel gruppo di stronzi noiosi".

Oggi Liam Gallagher rincara la dose e lo fa, come sempre, su Twitter.

Questo è quanto scrive l'ex frontman di Oasis e Beady Eye, da poco attivo come solista:

"Niente di peggio che essere ignorati dai fan più pacchiani del mondo mentre facevi il noioso". E ancora, riprendendo i versi di Champagne Supernova: "Ragazzo nostro, solevi chiamare gli U2 fango aziendale, eh? Buffo come quante persone speciali cambino".  

Noel e la band di Bono e The Edge si sono esibiti allo Stadio di Twickenham (Londra) l'8 e il 9 luglio. Il tour proseguirà nei prossimi giorni e toccherà l'Olimpico di Roma il 15 e il 16 luglio.

Source: NME



domenica 9 luglio 2017

Liam Gallagher litiga con il fratello Paul in un pub di Londra

A riferirlo sono il Sun e il Daily Mirror, tabloid britannici, quindi la notizia è, al solito, da prendere con le molle. A quanto pare oggi Liam Gallagher avrebbe avuto un litigio con il fratello Paul nel pub Prince of Wales di Londra.

Il Sun ha pubblicato alcuni scatti da cui risulterebbe evidente il dissidio tra Liam e il maggiore dei fratelli Gallagher. I due si trovavano ieri sera nel pub londinese con Debbie Gwyther, compagna di Liam, e un altro amico. A suscitare l'ira di Liam sarebbe stata questa uscita di Paul, che ha sette anni più di Liam: "Sarai sempre e soltanto il tizio degli Oasis". Liam - sempre stando a quanto riferisce il giornale - a quel punto non ci avrebbe visto più e sarebbe saltato sulla sedia, per poi inveire all'indirizzo del fratello, di sette anni più grande, con insulti e bestemmie.

La solita ineffabile fonte anonima rivela al quotidiano: "Liam gridava: 'Come osi dire questo? Sei proprio un maleducato del cazzo' ... Ovviamente era molto adirato e agitava il dito nei confronti del fratello Paul, che ha risposto per le rime. Nessuno di loro due ha fatto nulla per nascondere il litigio e hanno fatto entrambi molto chiasso. Stavano bevendo nella zona esterna del pub e gli avventori hanno messo la testa fuori dalla porta per vedere cosa diavolo stesse succedendo. Ad un certo punto sembrava che si stesse per arrivare allo scontro fisico".

Poco prima - come riferisce il tabloid e testimoniano le foto - Liam era di buon umore nel pub, in compagnia dell'attore Clive Owen.

Source: The Sun

PHOTOGALLERY QUI

Londra, Noel Gallagher con Gem Archer apre il concerto degli U2

È partito questa sera da Londra il The Joshua Tree 2017 Tour, che porterà gli U2 e i Noel Gallagher's High Flying Birds, band di supporto, in giro per gli stadi del mondo. Come noto da gennaio, le due band suoneranno all'Olimpico di Roma il 15 e il 16 luglio.

Come annunciato giovedì, degli High Flying Birds fanno parte ora anche Gem Archer e Chris Sharrock, ex Oasis e Beady Eye. I due si sono esibiti stasera allo Stadio di Twickenham insieme a Noel.

CLICCA QUI per vedere alcune foto della serata

Nessuna novità in scaletta. Questi i brani presentati:
1. Everybody’s On The Run
2. Lock All The Doors
3. In The Heat Of The Moment
4. Riverman
5. Champagne Supernova
6. You Know We Can’t Go Back
7. Half The World Away
8. The Mexican
9. Wonderwall
10. Little By Little
11. AKA… What A Life!
12. Don't Look Back In Anger (con gli U2 e dopo la performance degli U2)

Noel ha dedicato l'ultimo brano "alla gente di Manchester, della Grenfell Tower, del London Bridge". Bono era sul palco, ma non ha cantato. L'assolo di chitarra (piuttosto deludente a dire il vero) è stato di The Edge.





venerdì 7 luglio 2017

Video e audio: Liam Gallagher canta Chinatown per la prima volta. E in scaletta torna Wonderwall

Ieri sera Liam Gallagher si è esibito in Serbia, all'Exit Festival di Novi Sad, e in scaletta ha presentato due novità. La prima è l'esordio dal vivo di Chinatown e la seconda è il ritorno di Wonderwall.

Guarda qui di seguito l'esibizione.




giovedì 6 luglio 2017

Anche Gem Archer e Chris Sharrock nel tour di Noel Gallagher con gli U2

"Siamo sostanzialmente pronti.
Alle canzoni abbiamo dato una bella lucidata.
Abbiamo ripreso i contatti con tutti.
Abbiamo nuovi membri!
Non vediamo davvero l'ora di vedere i vecchi amici e forse di farne dei nuovi, ma quello che ci eccita di più è l'idea di assaggiare le delizie della Catering Experience degli U2 ... riconosciuta ampiamente come LA MIGLIORE esperienza di catering del mondo della musica di tutti i luoghi ... ci vediamo lì davanti. AS YOU WEREN'T..BACIO-BACIO.. NG".

Con questo messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale Noel Gallagher annuncia il ritorno degli High Flying Birds, che dal 9 luglio a Londra sosterranno gli U2 nel tour di The Joshua Tree Tour 2017 (qui tutte le date). Il 15 e il 16 luglio la band di Bono e compagni e la band di Noel saranno di scena all'Olimpico di Roma.

Nella foto pubblicata su Facebook, che accompagna il messaggio, si vedono anche Gem Archer e Chris Sharrock, ex Oasis e Beady Eye, che sono dunque tornati con Noel.

Vedi anche: Noel Gallagher: "Suonare con gli U2? Un sogno divenuto realtà. E hanno un catering molto migliore del mio" 

Source: Noel Gallagher on Facebook


Video (sottot. ITA): Liam Gallagher racconta l'incontro con Maradona e la sua minacca ai fratelli Gallagher

Durante l'intervista rilasciata a John Doran per la serie British Masters Liam Gallagher ha raccontato vari aneddoti, uno dei quali riguarda un incontro tra i fratelli Gallagher e Diego Armando Maradona, avvenuto nel 1998 a Buenos Aires, in una stanza dove accadeva un po' di tutto.

Guarda questo video sottotitolato in italiano per scoprire di cosa si tratta (dal minuto 5:12 in poi).


mercoledì 5 luglio 2017

Guarda il video di Chinatown, nuovo singolo di Liam Gallagher

È stato pubblicato il video di Chinatown, nuovo singolo di Liam Gallagher. Guardalo qui.




Barry Gibb: "Amo gli Oasis, ma non si riuniranno. Mi piacerebbe collaborare con Liam e Noel"

"Di fratelli me ne intendo. Nessuno può far tornare insieme le persone". Parola di Barry Gibb, ultimo fratello dei celebri Bee Gees rimasto in vita. 

Il 70enne, tornato con un secondo album solista (dopo quello del 1982) dopo aver perso i fratelli e compagni di band Maurice e Robin, morti rispettivamente nel 2003 e nel 2012, si è esibito qualche giorno fa sul palco di Glastonbury proprio come Liam Gallagher. Con la rivista NME ha parlato delle possibilità di una reunion degli Oasis e di una possibile collaborazione musicale con i fratelli di Manchester.

Alla domanda "vedi la possibilità di una reunion dei fratelli Gallagher?" Gibb ha risposto: "No. Di fratelli me ne intendo. Nessuno può far tornare insieme le persone, di sicuro non io". Alla domanda "ti piacerebbe collaborare con Liam Gallagher?" ha replicato: "Certo che mi piacerebbe, ma bisogna che me lo chiedano. Non puoi solo dire: 'Scrivo una canzone per tal dei tali'. Di solito tal dei tali te lo deve chiedere, ma so riconoscere le grandi opportunità quando si presentano e se fosse questo il caso lo farei".

Gibb abita vicino a Noel. Potrebbe fare coppia con lui? "Mi piacerebbe molto. Mi piacerebbe molto perché gli voglio bene e voglio bene a loro due (Noel e Liam, ndr) insieme. Amo gli Oasis. Abita lungo la mia stessa strada a Beaconsfield. Non penso sia a Beaconsfield, ma è molto vicino".

Source: NME

martedì 4 luglio 2017

Dieci cose che non sai su (What's the Story) Morning Glory? degli Oasis

Chi non ha mai anche solo sentito parlare di (What's the Story) Morning Glory?, il terzo album più venduto nella storia della musica britannica dopo Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles e Greatest Hits dei Queen? Quasi tutti sanno che singoli come Wonderwall e Champagne Supernova, canzoni simbolo degli Oasis, sono diventate delle hit anche in America, ma forse c'è ancora qualcosa sconosciuta ai più su questo album epocale. Abbiamo cercato 10 curiosità meno note sul disco che ha definito un'intera generazione. Eccole qua.

Source: Rolling Stone

01 (What's the Story) è la controparte di Definitely Maybe, l'album di debutto della band dei fratelli Gallagher.

"Il primo album è tutto sulla fuga. Parla dello scappare dalla vita merdosa e noiosa di Manchester. Il primo album parla del sogno di essere una pop star in una band. Il secondo album parla dell'essere davvero una pop star in una band". Così ebbe a dire Noel Gallagher alla rivista Rolling Stone nel maggio 1996. Del resto anche musicalmente i due dischi sono sensibilmente diversi. Più rock con venature punk il primo, più melodico e pop il secondo.

02 Wonderwall trae il nome da un disco di George Harrison e fu scritta per l'allora fidanzata di Noel, Meg Matthews.

Il nome del celeberrimo brano è mutuato da Wonderwall Music, album di George Harrison, che compose la colonna sonora del film Wonderwall del 1968. È dedicato a Meg Matthews, prima moglie di Noel, conosciuta nel 1995 e sposata due anni dopo. Lei era a lavoro e lui le voleva far sapere quanto fosse importante per lui. Nel febbraio 1996 la musa di Noel disse al Sunday Times: "Non puoi andare da qualcuno e dirgli: 'Ciao, sono Wonderwall'. È una battuta tra me e i miei amici, ma l'uomo della strada non lo capisce. George Harrison scrisse il brano per la colonna sonora del film Wonderwall, quindi il riferimento è a quello, ma per me parla dell'essere il muro di forza di Noel. La sua solidità".

Alcuni mesi dopo l'uscita dell'album, a Rolling Stone il fratello Liam disse del brano: "Un muro delle meraviglie, un wonderwall, può essere qualunque cosa. È semplicemente una parola bellissima. È come cercare quel biglietto dell'autobus e stai provando a trovarlo, cazzo, quel bastardo, e alla fine lo trovi e tiri fuori un: 'Grandioso, cazzo, quello è il mio wonderwall!' ..."

03 I testi di due tra i brani più noti del disco, Roll With It e Don't Look Back in Anger, hanno poco senso o non ne hanno affatto.

"Don't Look Back in Anger non significa nulla, anche se è una canzone fantastica", rivelò Noel a Rolling Stone. "Quando sono sobrio rimugino troppo sul testo. Rendo al meglio quando sono ubriaco fradicio e semplicemente compongo". Liam non è d'accordo: "Non so cosa significhino, ma c'è comunque del significato. Significano cose, ma non so esattamente cosa".

04 Alan White, il secondo batterista nella storia degli Oasis, entrò a far parte della band solo una settimana prima dell'inizio delle registrazioni di (What's the Story).

"Andammo a prenderci una birra, tornammo e suonammo. Tutto lì", disse Alan alla rivista Rolling Stone nel 1996. "Pensavo fossero una manica di pazzoidi, ma in realtà non lo erano".

05 Noel ha ammesso che Champagne Supernova è stato lo sforzo più ricercato e più egocentrico che abbia compiuto per quell'album.

Al Sunday Times disse: "Champagne Supernova. Cristo santo, quanto è importante quel titolo? È come se stessi dicendo: 'Sono il sig. Noel Gallagher. Sapete chi sono? Sono il più grande. Sono come Muhammad Ali. Quando sono sobrio vi beccate Roll With It, canzoncine pop. Quando sono sotto l'effetto di droghe divento un bastardo decisamente arrogante. Lo capite?".

06 Il verso più famoso di Champagne Supernova era un'espressione casuale che si scambiavano i membri della band.

"Il verso che fa 'Dov'eri tu quando noi ci stavamo sballando?' è una cosa che ci dicevamo sempre tra noi", rivelò Noel al Sunday Times.

07 Richard Ashcroft, voce dei Verve, ha ispirato il brano Cast No Shadow.

"Scoprii che Richard non era proprio felice per un periodo, così scrissi quel pezzo per lui e circa tre settimane dopo lasciò i Verve", disse Noel alla rivista NME nel settembre 1995. "Parla in generale dei compositori che cercano disperatamente di dire qualcosa. Mi piacerebbe essere in grado di scrivere testi veramente significativi, ma finisco sempre per parlare di droga o sesso. La gente tende a chiedermi consigli su molte cose. Sono bravo a darli, ma faccio schifo a riceverli, ma gente come Richard e Paul Weller si prenderà cura di me. Si sincereranno che io sia consapevole su una sedia o che riesca ad arrivare a casa".

08 Hey Now! è una riflessione sui cambiamenti nella dinamica e nella composizione del gruppo.

"Questa canzone parla del far parte di un gruppo", disse Noel alla rivista NME nel settembre 1996. "Ad alcuni non piacerà perché vogliono più canzoni come Cigarettes & Alcohol o Supersonic. La band è cambiata molto e c'è un'atmosfera diversa. Abbiamo mandato via Tony McCarroll perché non era così bravo. Abbiamo consultato alcuni tra i migliori insegnanti di batteria del paese e ci hanno detto che non era molto bravo ... ma io credo nel destino. Doveva accadere per noi, era segnato, dalle prime sessioni di Definitely Maybe".

09 Molte delle migliori canzoni dell'album furono scritte nei momenti di lucidità prima che Noel si addormentasse.

"Scrivo un brano prima di andare a letto", svelò Noel ad Alternative Press, nel dicembre 1995. "Non avevo testi, solo una melodia. Se ce la faccio a ricordarlo come prima cosa al mattino allora so che è bello. L'ho fatto con Don't Look Back in Anger e con quasi ogni canzone di Definitely Maybe. Quando mi svegliavo ricordavo le canzoni accordo per accordo. Conoscevo le vocali e le sillabe che avrei usato".

10 Liam pensava già di lasciare gli Oasis.

"Da due mesi sono pronto ad abbandonare il gruppo", confessò al Sunday Times il 18 febbraio 1996, meno di sei mesi dopo la pubblicazione di (What's the Story) Morning Glory?. "Penso che per me questo stia arrivando alla fine. Penso di essere in grado di scrivere musica migliore, molto migliore, 100 volte migliore di quella che riesce a scrivere Noel, ma, detto questo, ora non posso farlo perché non ho tempo. Sono troppo impegnato ad andare fuori di testa e ad essere il cantante degli Oasis. Non sto dicendo che non sono felice. Sono completamente felice. Ma c'è vita dopo gli Oasis per me".

trad. by frjdoasis - originariamente pubblicato in italiano su Up in the Site nel novembre 2016



Liam Gallagher contro gli U2: "Preferirei mangiare la mia merda piuttosto che ascoltare quegli stronzi"

A gennaio, all'annuncio ufficiale che il gruppo spalla degli U2 per i concerti di quest'estate sarebbe stato il gruppo del fratello Noel, non l'aveva presa bene, dicendo: "Le leccate di culo portano frutti".

Qualche giorno fa aveva detto en passant durante un'intervista: "I primi dischi degli U2 mi piacciono", lasciando intendere di non amare i seguenti lavori in studio della band di Bono e soci. 

Oggi Liam ha rincarato la dose, rispondendo su Twitter ad un fan che gli ha chiesto se avesse in programma di andare a vedere gli U2 a Londra questo finesettimana, in occasione dell'esordio del Joshua Tree Tour nel vecchio continente. Al suggerimento: "Non perdere il gruppo spalla, me ne hanno parlato bene", Liam non ci ha visto più e ha scritto: "Preferirei mangiare la mia merda piuttosto che ascoltare quegli stronzi beige (nel senso di grigi o noiosi, ndr)".

Ecco lo scambio di battute.



domenica 2 luglio 2017

(sottotitoli ITA) Bellissima videointervista a Liam Gallagher: "Quando incontrai Maradona e ..."

Vi proponiamo la versione sottotitolata in italiano della bella intervista che John Doran ha fatto a Liam Gallagher per la serie British Masters di Noisey.

L'ex Oasis, tornato con un album da solista, racconta molti aneddoti, tra cui quelli relativi agli incontri con Diego Armando Maradona, Steve Coogan, Frankie Dettori, Rob Brydon. Liam parla del suo modo di intendere la vita e la musica e di passato, presente e futuro. 

John Doran aveva intervistato anche Richard Ashcroft l'anno scorso (clicca qui per vedere la chiacchierata in italiano)


Noel Gallagher: "Io musicista per caso. Gli Oasis sarebbero potuti venire solo da Manchester"

Nel discorso tenuto al Festival di Glastonbury il 23 giugno, dove ha presentato una speciale proiezione del docufilm Oasis: Supersonic, Noel Gallagher ha sottolineato come gli Oasis sarebbero potuti nascere solo a Manchester.

"Quando vivi a Manchester sei onestamente circondato da alcune delle migliori band venute fuori dall'Inghilterra", ha detto, "quindi non puoi fare a meno di trarne ispirazione per fare musica. Essere un musicista è una cosa avvenuta per caso. Non sono nato con questo dono, non penso. Penso di averlo appreso perché non avevo un cazzo da fare".

"Penso che gli Oasis sarebbero potuti venire solo da Manchester e da nessun altra parte. Come mai? Lì piove molto, quindi sostanzialmente stai per molto tempo dentro casa. E quando stai a casa fai tre cose: guardi partite di calcio, prendi droga e fai musica". 

"Come dici? Non avevo la ragazza all'epoca? Le donne sono fantastiche, ovviamente. Sono incredibili. Per me, però, suonare la chitarra fu ... quando suonai le prime note mi si accese una lampadina e fu qualcosa su cui ho insistito con allenamento, allenamento e allenamento". 

"Ascoltando tutti quei grandi dischi di quelle grandi band - Smiths, Stone Roses, Joy Division e New Order - ti trovi nel bel mezzo della più grande scena musicale d'Inghilterra e del mondo. I miei eroi non erano politici. Alcuni erano calciatori, ma gli altri erano tutti musicisti e tutti mancuniani".

oasisnotizie

Clicca qui per vedere il video del discorso di Noel.

sabato 1 luglio 2017

Dave Grohl: "Incontrare Liam Gallagher è stato il mio momento preferito di Glastonbury"

Nell'intervista che Jo Whiley aveva condotto con Liam Gallagher per BBC Radio 2 al Festival di Glastonbury si era menzionato anche Dave Grohl, leader dei Foo Fighters, che non aveva potuto assistere all'esibizione dell'ex Oasis a causa della calca che si era formata attorno al palco. Malgrado ciò, Dave, che con la sua band è stato tra i protagonisti dell'evento, è riuscito a incontrare il cantante di Manchester e ha definito questo il suo momento preferito del festival.

"Sai qual è stato il mio momento preferito dell'intera serata?", ha detto il rocker alla rivista NME. "Cinque minuti prima di andare sul palco arriva Liam Fottuto Gallagher. Va dritto da Taylor (Hawkins, ndr) e dice: 'Quella cazzo di canzone, Range Rover Bitch!'. Poi inizia a cantare una canzone del disco da solista di Taylor. Poi si gira verso di me e fa: 'E neanche la tua roba è male! aylor era agitato per stasera perché tutti hanno fatto vedere che questo concerto fosse chissò cosa, ma è salito sul palco con il più grande fottuto sorriso ...".

A scaldare il pubblico di Glastonbury prima di Liam ci avevano pensato i Kaiser Chiefs, che avevano accennato l'inizio di Live Forever degli Oasis (video qui). 

Fonte: Radio X

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