Visualizzazione post con etichetta josep guardiola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta josep guardiola. Mostra tutti i post

sabato 2 dicembre 2017

Noel Gallagher diviene il primo artista con 10 album consecutivi al primo posto in UK, ma vende meno copie del debutto da solista del fratello Liam

Noel Gallagher guadagna la vetta delle classifiche britanniche con il suo nuovo album Who Built the Moon? e diviene il primo artista a piazzare 10 album consecutivi al primo posto (compresi i successi con gli Oasis), ma con l'ultimo album vende meno copie di quante ne ha vendute il fratello Liam, che ad ottobre ha debuttato come solista con l'album As You Were.

Lo scrive il sito della rivista NME citando il sito ufficiale di Official Charts, a cui Noel ha rilasciato le seguenti dichiarazioni (video qui sotto). 

"Vorrei ringraziare tutti per aver dato una chance all'album. Ero convinto dall'inizio che la gente che l'avrebbe comprato l'avrebbe amato. Non apprezzato, ma amato. E sembra che sia questo il caso. Quindi grazie e alla gente che ancora deve comprarlo e che mostra riluttanza, vi mancherà molto. Arriverete tardi alla festa e nessuno vuole arrivare tardi alla festa. Arrivare tardi alla festa è roba da sfigati. Ma a tutti gli altri: grazie mille".

"Quando qualcuno mi ha detto di questo primato, l'aver piazzato 10 album di fila al primo posto, roba mai raggiunta da nessuno al mondo. Penso che sia una cosa notevole. Attualmente sono in una serie più vincente di quella del Man City: sono alla pari con Pep Guardiola. Sono un po' un mago, spesso ho pensato di esserlo. Ci vediamo in cima alle chart, dove io vivo, cazzo!".

Il nuovo disco di Noel Gallagher ha venduto 78.000 copie nella prima settimana dopo l'uscita (24 novembre), il 76% delle quali sono copie fisiche.

Il disco di Liam aveva venduto 103.000 copie nella prima settimana dopo l'uscita (6 ottobre).

Sources: officialcharts.com and NME


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 18 ottobre 2017

Guardiola vuole la musica degli Oasis negli spogliatoi. E il Manchester City vola

Ci sarebbe anche la musica degli Oasis dietro allo splendido avvio di stagione del ​Manchester City. Lo scrive il tabloid The Sun, secondo cui l'allenatore Pep Guardiola avrebbe fatto ascoltare ai suoi calciatori Don't Look Back In Anger negli spogliatoi dell'Etihad Stadium prima della partita vinta per 1-0 contro il Chelsea di Antonio Conte e nelle ultime settimane avrebbe disposto l'ascolto di altri pezzi della band dei fratelli Gallagher. 

I risultati sembrano arrivare. Il City ha sinora vinto sette partite sulle otto giocate in Premier League (fermato sul pari solo dall'Everton), alcune delle quali in modo clamoroso (due 5-0, un 6-0 e un 7-2), e segnato ben 29 gol in campionato. In Champions League guida il girone comprendente anche il Napooli dopo aver vinto tre partite su tre giocate, con 8 gol segnati e solo uno subito.

Noel, grande tifoso del Manchester City come Liam, ha più volte espresso stima per l'ex allenatore del Barcellona, dicendo che lui e sua moglie gli avrebbero "leccato la faccia". Lo ha anche intervistato, nel luglio 2016, per il canale ufficiale del Man City. 

Source: 90min.com


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 29 marzo 2017

Noel Gallagher: "Fiducia in Guardiola, il Man City gioca benissimo e possiamo vincere la FA Cup"

L'inizio di stagione del Manchester City era stato molto positivo. Con il nuovo tecnico Pep Guardiola la squadra aveva fatto registrare 10 vittorie consecutive che la avevano fatta issare al vertice della Premier League. Da allora i risultati sono stati altalenanti ed è arrivata anche un'eliminazione negli ottavi di finale di Champions League contro il Monaco, ma Noel Gallagher, ex Oasis, continua ad avere fiducia nell'allenatore spagnolo. 

"Il nostro stile di gioco è incredibile, è eccezionale", dice il chitarrista. "Stones è un difensore di classe e lo adoro. Molte tessere del puzzle sono al loro posto ora e Pep deve solo fare dei ritocchi. Potrebbero essere necessarie un paio di finestre di mercato, ma metterà la cosa a posto". 

"Penso che siamo davvero vicini a diventare una grande squadra. Se ripensi alla partita con il Liverpool e a quella prima, con il Monaco, sfruttiamo le occasioni che ci procuriamo, stiamo andando a gonfie vele e siamo ancora lassù. Ci sono, però, ancora piccoli margini, no? Penso che la prossima stagione sarà enormemente diversa. Abbiamo giocato in modo eccezionale contro il Liverpool e avremmo potuto e dovuto vincere. E ci sono lampi di genio. Con un altro paio di finestre di mercato penso che saremo a posto. Sono eccitato in vista della prossima stagione, sicuramente".

Noel si dice colpito anche dall'affermazione della stella Leroy Sané, autore di 7 gol nelle ultime 14 partite. "Sané è eccezionale. Tutto sta andando per il verso giusto. Dopo le prime sei, sette partite da subentrato tutti ci chiedevamo come mai Guardiola lo tenesse fuori, ma Guardiola diceva di dargli tempo e ora è uno dei migliori. Sembra sia stato un affare".

"Per Guardiola è stato un buon inizio, perché siamo ancora in lizza per la vittoria della FA Cup e le cose vanno per il verso giusto. Non stiamo facendo cose fantastiche, ma non stiamo facendo male". 

Source: mancity.com

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 7 luglio 2016

Video: Noel Gallagher intervista Pep Guardiola, introdotto sul palco sulle note degli Oasis


Noel Gallagher ha intervistato, presso il centro di allenamento del Manchester City, il nuovo allenatore della squadra, Pep Guardiola, introdotto qualche giorno fa sul palco sulle note di Morning Glory degli Oasis (guarda i due video qui sotto). L'ex Oasis ha esposto tutte le sue curiosità sulla futura gestione tecnica del club, che dovrà tenere in considerazione non solo l'ambizione nazionale ed europea, ma anche l'accesa competizione con il Manchester United e José Mourinho. Tutto comincia con la domanda "perché Manchester, perché il City?"
Ho scelto quest'avventura perché il club ha sempre dimostrato la ferrea volontà di affidarmi la panchina, non solo nell'ultimo periodo. Sono rimasto colpito dall'ammirazione che hanno nei miei confronti. Adesso non vedo l'ora di cominciare: poter contare su Txiki Begiristain (direttore sportivo, ndr) e Ferran Soriano (direttore generale, ndr) è una grande fortuna, li conosco da tanto tempo e sono sicuro che mi aiuteranno a farmi sentire a casa fin da subito. Il City parte sempre per vincere, bisogna convincere i giocatori di questo: il mio obiettivo è quello di giocare nel miglior modo possibile, i successi devono diventare la conseguenza di quanto facciamo durante la settimana.
Dopo Liga e Bundesliga, la Premier League è una sfida inedita e ricca di difficoltà. L'approccio ad un campionato del genere passa dalle esperienze precedenti, con l'ambizione di scoprire nuovi dettagli e rendere la propria idea di gioco compatibile con squadra e campionato. Alla domanda di Gallagher Guardiola non nasconde le possibili insidie:
Non voglio basarmi sui preconcetti che il campionato inglese trasmette a chi si trova all'esterno. Ciò che conta è l'esperienza sul campo, nessuno può arrivare qui e dire agli altri come si gioca. Sono venuto in Inghilterra per vincere, certo, ma anche per imparare e migliorarmi. Sono sempre convinto del mio modo di intendere il calcio, ma in Germania ho dovuto adattarlo alle dinamiche imposte dalla Bundesliga. Non c'è un metodo infallibile, quindi anche la Premier avrà le sue differenze e le sue trappole rispetto agli altri campionati. Ho mantenuto ugualmente la sicurezza e l'entusiasmo di voler provare questa nuova esperienza, per vedere se la mia idea tattica si sposa con le esigenze britanniche. Staremo a vedere.
La sfida principale di Pep, a quanto pare, è quella di aprire un ciclo vincente alla guida dei Citizens. Dal 2009 nessuna squadra è riuscita ad imporsi per due stagioni consecutive:
Credo che la differenza tra la Premier e gli altri campionati sia il livello d'intensità che caratterizza l'intera stagione. A Barcellona e Monaco sono riuscito a creare continuità, cosa che in Inghilterra manca da uno degli ultimi cicli di Ferguson allo United. Negli ultimi 7 anni non c'è stata una squadra capace di imporsi per due anni di fila, dev'essere questo il nostro obiettivo. Molte persone hanno sminuito il lavoro fatto in Liga e Bundesliga, dicendo che con Barça e Bayern è troppo facile. Adesso sono qui, il livello è più alto e diversificato: il Leicester ha dimostrato che è un campionato estenuante, che si può vincere solo con il duro lavoro.
Un compito reso ancor più arduo dalla competizione sulle panchine. I migliori manager del mondo sono in Premier League e il confronto con Josè Mourinho sull'altra sponda di Manchester sarà tra i temi roventi del prossimo campionato:
È vero, mancano all'appello soltanto Ancelotti e Simeone. Dopo tutte le battaglie che abbiamo disputato in questi anni, ognuno conosce alla perfezione le strategie dell'altro. A prescindere dalle qualità degli allenatori, è importante poter contare su una rosa valida, capace di mantenere il ritmo per tutta la durata della stagione. Per quel che riguarda il rapporto con i miei colleghi, non ho alcun problema. Sarò felice di scambiare due chiacchiere prima e dopo averli affrontati in partita. Manchester, in particolar modo, vedrà un approccio mediatico molto complicato per i manager, ma credo di poter sopravvivere.
Non sarà solo una questione di Premier. Il Manchester City è reduce da una semifinale di Champions League in cui ha tenuto testa agli attuali campioni d'Europa. Guardiola non può limitare la sua ambizione al ritorno sulla vetta nazionale:
L'asticella degli obiettivi si è alzata sensibilmente ormai da diversi anni, ancora prima della semifinale contro il Real Madrid, ragion per cui diventa ovvio guardare ad ogni competizione. Sono andato via da Monaco raccogliendo la stima di tanti giocatori, ma alla fine conta quanti e quali trofei porti a casa. In un ambiente come Manchester, in cui i media osservano le vicende della squadra ogni minuto, non ci si può permettere di tralasciare questo o quell'obiettivo. È un dovere che abbiamo nei confronti dei tifosi, che all'Etihad hanno sempre dimostrato un grande supporto e l'ho potuto sperimentare da avversario. A loro chiedo il sostegno per questa esperienza, noi ci impegneremo al massimo per renderli orgogliosi di tifare per il City.
Infine, un aneddoto d'altri tempi. Gallagher tira in ballo il rifiuto di Stuart Pearce, all'epoca allenatore dei Citizens, circa un contratto da proporre al 34enne Guardiola, che adesso risponde:
Sono venuto al City più di 10 anni fa ed incontrai alcune persone al vecchio campo d'allenamento. Per chi arriva a 33-34 anni in certe condizioni, cambiare stile di gioco e di vita è sempre un disastro. Stuart fu intelligente ad opporsi, anche se giocare in Premier League era un sogno che poi è rimasto nel mio cassetto. Evidentemente, era destino che le nostre strade si incrociassero nuovamente. Sento di essere arrivato a Manchester in un momento estremamente migliore, l'entusiasmo non mi manca. Cercherò di essere una figura presente, sempre disponibile con i giocatori della prima squadra e con i ragazzi dell'Academy, oltre che con dirigenza, staff, media e tifosi. Da buon latino, voglio immedesimarmi nei tifosi e capire cos'è meglio per loro. Il mio obiettivo è quello di vincere, ma anche di farmi rispettare per quello che sono.
Per Noel Gallagher, nelle vesti di rappresentante dei tifosi, la promessa del massimo impegno da parte di Pep Guardiola. Il Manchester City è chiamato a compiere il definitivo salto di qualità, non solo con la riaffermazione in Premier League, ma anche e soprattutto ricoprendo un ruolo da protagonista nell'Europa che conta, a cominciare dai preliminari di Champions. La sfida è aperta.

Leggi anche: Noel Gallagher: "Guardiola piace alle donne, io e Sara gli leccheremo la faccia". Liam punge: "Fai progressi, prima leccavi culi" 

Noel Gallagher intervista Pep Guardiola - PHOTOGALLERY QUI
 




OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 31 marzo 2016

Noel Gallagher: "A parte me, nessuno oggi rappresenta il rock and roll. Liam? Un testone che dà fastidio, non mi manca"


Incontriamo Noel nel suo camerino, un'ora prima che salga sul palco del Lollapalooza di Santiago del Cile.
 
Noel, il Manchester United ieri ha battuto il tuo Manchester City per 1-0 in trasferta. Sei triste?

No. Sostanzialmente perché non ho visto la partita. Non ero a casa mia, altrimenti sarebbe stato molto diverso. Ero in aereo, diretto a Santiago.

Manuel Pellegrini sarà sostituito da Guardiola. Questo ti rende felice?

Dobbiamo vedere cosa succederà. Manuel ha fatto un lavoro eccezionale e loro hanno due stili molto simili. Pellegrini attrae buoni giocatori, però è un po' più anziano di Pep, che, con la sua giovinezza, può attrarre talenti di età minore. Vedremo. Se da qui a tre anni vincerà tre trofei allora sì, lo preferirei di gran lunga a Pellegrini.

Come valuti il lavoro del cileno?

È un tipo bravo, l'ho conosciuto di persona e l'ho incontrato varie volte. È un buon tecnico, ma il suo momento è già volto al termine. Nel calcio moderno gli allenatori rimangono al loro posto solo tre anni e infatti questa è la sua terza stagione, quindi è l'ora che si faccia da parte.

Ricordi qualcosa dei concerti che hai fatto in Cile?
Il ricordo preferito che ho del Cile è legato a quando suonammo qui nel 1998. Suonammo in uno stadio gigantesco (il San Carlos de Apoquindo, ndr) e quando siamo arrivati allo stadio c'era gente in fila sul cavallo. E le montagne visibili dietro erano bellissime.

Ti manca qualcosa della tua vita con gli Oasis?

A volte. Mi manca suonare la chitarra a tutto volume. ora devo anche cantare e non posso preoccuparmi di questo. Mi manca anche suonare nei grandi stadi, ma in generale non sono molte le cose che mi mancano. Il fatto che un concerto si svolga in uno stadio non lo rende migliore, ma solo che sia più spettacolare.

Ti manca tuo fratello Liam?

Certo che no! (alza la voce, ndr) È solo un testone che dà fastidio.

A differenza degli Oasis, ora sei tu il principale cantante. Com'è stato assumersi questo ruolo?

È stato semplice, non mi servono molte capacità, perché io faccio la stessa cosa che facevo prima: comporre canzoni. Mi piace cantare e il pubblico è lì per ascoltarmi. Quindi l'unica cosa ch devo fare è interpretare le mie canzoni.

Che differenze hai voluto marcare con questo secondo album?

Questo disco ha più chitarre e l'ho prodotto da me. Ora, ci sono altre differenze (fa la faccia furba, ndr): le copertine sono diverse, anche i titoli, e questo CD è un po più circolare dell'altro.

Festival come il Lollapalooza hanno avuto una svolta elettronica e hip hop. Ti piacciono questi  generi?

Mi piace la vecchia musica house, è quello che ascolto io. Non tanto Skrillex, lui è troppo rumoroso. Del rap non mi piace molto Eminem. Kanye West è bravo, più lo ascolto più mi piace, ma non sono fan di Eminem.

Il rock ha un qualche vigore?

No, non tanto. Se guardi questo festival, non c'è nessuna rock band. Florence, che amo e che è mia amica, non è rock, non lo è neanche Eminem. Questo che sta suonando è rock? (In sottofondo si sente l'esibizione degli Alabama Shakes). No, non ci prendiamo in giro, non lo è. A parte me, non conosco nessuno che oggi rappresenti il rock and roll. Di tutti i nuovi gruppi in circolazione, non c'è nessuno che negli ultimi tempi mi abbia fatto dire: "Wow, questa l'avrei voluto comporre io!".

D'altro canto è anche l'epoca delle stelle femminili.

Sì, a mia moglie piacciono Taylor Swift e Beyoncé. E chiaramente io non la penso come lei, però non so com'è Taylor Swift. Si scrive le canzoni da sola? È difficile oggi trovare gente che lo faccia. Neanche Beyoncé cattura la mia attenzione.

Pensi che la musica abbia perso tanto con la morte di Bowie?

Non penso che la gente debba sentirsi triste quando muroe qualcuno. Capita a tutti, ma dobbiamo celebrare la vita: ho avuto la grande fortuna di conoscerlo e di parlare con lui molte volte. Ho amato la sua musica e lui ha amato la mia, e mi congedo con questo.

Intervista di Claudio Vergara. Fonte: La Tercera, 20 marzo 2016



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 19 marzo 2016

Noel Gallagher: "Liam? Non mi manca, non è più un buon cantante. E ora faccio musica migliore di quella che facevo con gli Oasis"

Era il 18 marzo 1998 quando gli Oasis suonarono per la prima volta in Argentina, a Buenos Aires. Diciotto anni dopo, il 16 marzo 2016, Noel Gallagher torna nella capitale per uno show al Luna Park con gli High Flying Birds (vi aveva già suonato nel 2012). Un'ora e mezzo di concerto di fronte ad un pubblico sempre molto caloroso. Il cantautore di Manchester dedica You Know We Can't Go Back a "tutti i fan degli Oasis" e  D'Yer Wanna Be a Spaceman a Papa Francesco.

"Vi chiede se potete aspettare un'altra mezz'ora, sta guardando Bayern Monaco-Juventus", così i manager di Warner Music rispondono ai giornalisti de La Nación, che lo reclamavano per un'intervista che aveva promesso. Il motivo di tanto interesse per il match è presto detto: sulla panchina del club tedesco siede Pep Guardiola, che dall'estate prossima allenerà il Manchester City. "Credo che Pep e il Kun Agüero potranno essere un'accoppiata incredibile", dice entusiasta il musicista. 

Hai detto che ti piace essere intervistato. Come mai? 

Perché? Mmmm, non saprei spiegartelo, ma è come una specie di hobby. Può sembrare una cosa che sa di malattia, ma perché so che a molte persone della mia categoria questa cosa non piace, ma io questi momenti me li godo, sul serio.

Sarà che quando eri bambino ti piaceva raccontare storie e che tutti si sedevano attorno a te per ascoltarle e robe così?

Da bambino i piaceva raccontare storie, sì, ma nulla ti prepara a sederti e a rispondere a qualunque tipo di domanda, una dopo l'altra.

Forse dovresti scrivere le tue memorie. Ora lo stanno facendo tutti i musicisti.

Molti fan mi chiedono che scriva qualcosa, però non lo so, sono ancora troppo giovane. Forse alla fine, o, meglio, quando finirò di fare musica.

Nel caso in cui dovessi scriverlo, quale pensi che sarebbero i capitoli preferiti della tua vita?

Credo che sarebbero due. Il primo sarebbe quello che va dal giorno in cui sono entrato negli Oasis, nel 1991, al concerto di Knebworth, nel 1996. Fu un periodo incredibile, in cui siamo cresciuti e siamo passati dall'essere qualcosa di piccolo a diventare la cosa più grande del mondo. Cinque anni fottutamente stupefacenti. E l'altro sarebbe da quando ho lasciato Oasis ad ora. È fantastico non sapere cosa farò. So che ho intenzione di fare musica, ma non come lo farò. Essere qui stasera è un bel momento.

Esserti separato dagli Oasis è stato come un nuovo inizio?

Non come una partenza da zero, perché molte persone mi conoscono, ma per molti aspetti è stato molto liberatorio. In questo senso è facile, perché non hai così tanta pressione e non hai l'obbligo di trascorrere tutto il tempo a preoccuparti del tuo passato, perché, in realtà, una volta che inizi qualcosa non hai passato. Come vedrai sicuramente questa sera, mie canzoni come Lock All the Doors, Everybody's on the Run, The Death of You and Me , sono canzoni osannati dal pubblico tanto quanto quelle degli Oasis.


Cosa ti manca, però, degli Oasis?

A volte mi manca suonare soltanto la chitarra e non dover cantare per tutto il tempo, ma nient'altro. In realtà penso che la musica che faccio adesso sia migliore di quella che facevo.

Ora, quando componi, con qualche canzone ti capita di pensare che sarebbe migliore se fosse Liam a cantarla?

No. Inoltre Liam non è più un buon cantante.

Sul serio non lo vedi?

No.

E non ti manca?

(Ride, ndr). No, in nessun modo. Ero con lui in una band, non mi manca per niente.


Che ricordi hai della tua infanzia a Manchester?

Niente di eccessivamente speciale. È stato difficile, sì, perché non avevamo soldi e non avevamo nulla da fare, dato che tutto quello che uno vuole fare quando è adolescente ha a che vedere con il denaro: vestiti, ragazze, musica. Quando ci rifletto su, però, non è stato poi tanto male, non è stato nulla di particolarmente frustrante. Non dico: "Oh, come ho sprecato la mia adolescenza!".

E quale è stato il tuo primo approccio alla musica?

Il punk rock. I Sex Pistols e i Jam sono stati le prime band che ho amato veramente. E poi gli Smiths e poi i Beatles ...

Tutti parlano della scena di Manchester degli anni '80. Come è stata per te?

Era molto buona, ricordo di aver visto gli Stone Roses con venti persone in un night club. Le persone che bazzicavano lì erano molto vere. Era sicuramente un gran bel posto per avvicinarsi alla musica. L'acid house, l'Hacienda, c'erano luoghi molto importanti che hanno fatto emergere molte band.

E in quale momento ti sei detto: "Voglio fare questo, essere una rock star"?

Non ho mai avuto questo pensiero. Non ho mai voluto essere in una band finché Liam venne da me e mi chiese di unirsi alla sua, sul serio. [Ride, ndr]. È incredibile ma è vero, te lo dico onestamente. Ho sentito molte storie di ragazzi che in piedi in mezzo al pubblico ad un concerto pensano: "Voglio essere una rock star". Ma io no, io ero un appassionato di musica, non ho mai voluto essere una rock star. Le uniche cose che mi interessavano erano il calcio, le ragazze e le droghe ...

trad. di oasisnotizie - Fonte: La Nación


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

lunedì 30 aprile 2012

Noel Gallagher: "Man City, è il nostro momento! Pep Guardiola, se sei in ascolto: Manchester è grandiosa"

Sabato Noel Gallagher è tornato a Talksport (audio alla fine del post) e ha parlato del derby Manchester City-Manchester United di lunedì 30 aprile (qui il video dell'intervista a Liam).

Noel si è collegato da Laguna Beach, vicino San Diego: "Qui è il paradiso, quasi. Se raccolgo i chilometri aerei che faccio? Ho qualcuno che lo fa per me. Com'è il tempo? Magico, sono le quattro del pomeriggio. Stasera non suono, lunedi pomeriggio volo in Brasile".
Inserisci link
Noel poi è tornato a parlare del curioso episodio di cui è stato protagonista al Coachella Festival e ha discusso delle semifinali di Champions League. "Sergio Ramos ha bisogno di un calcio in testa" (il difensore del Real Madrid ha fallito il proprio tiro dal dischetto).

"Lo vedrò da un amico a Los Angeles", ha detto Noel sul derby di Manchester. "Sarà una partita giocata a viso aperto. Può vincere il City, può farcela lo United, può finire in pareggio con molti gol. Se il City segna subito sarà un classico, se il City non segna subito potrebbe essere una lunga serata. Se vinciamo, dopo dobbiamo ancora andare a giocare a Newcastle. Se avessimo potuto scegliere le due partite più difficili a questo punto della stagione, queste due partite sarebbero state con lo United in casa e con il Newcastle in trasferta. Se lo United fa risultato lunedì contro di noi, è fatta per loro. Se vinciamo noi, dobbiamo ancora andare a Newcastle a raccogliere qualcosa, perchè se pareggiamo a Newcastle, lo United torna a prevalere. Se vinciamo con lo United e poi andiamo a vincere a Newcastle sarà una delle partite più belle nella storia del calcio, perché il Newcastle non sa difendere e il City non può difendere".

"Dobbiamo abituarci, è così quando si sta in cima. Per vent'anni non l'abbiamo fatto. Non sono sicuro che mi piacerà ... La prossima stagione? Avremo un po' più d'esperienza in saccoccia, due settimane fa sembrava che per noi fosse finita. Credo che ora sia il nostro momento".

Poi ancora elogi a Mancini: "Credo che la Liga che vincerà Mourinho cementerà la posizione di Mancini al City. Se si cercasse un allenatore, credo che Mancini sarebbe l'ideale".

Che ne pensa Noel delle dimissioni di Guardiola? "Non credo che cambierà mestiere", commenta il musicista. "Ci sono solo sei squadre dove può andare: i due club di Milano, il City, lo United, il Chelsea, l'Arsenal. Io scommetto sul Chelsea, ma se sei in ascolto, Pep, Manchester è grandiosa!".

"Come on the Blues, we can do it!".

oasisnotizie



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails