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sabato 22 novembre 2025

Storico ritorno a Buenos Aires per gli Oasis, in concerto di fronte a 150mila persone con l'omaggio a Maradona

 

Gli Oasis rompono ogni confine. Dopo le cinque date a Wembley sold out e un tour internazionale che segna il ritorno della band, i fratelli Gallagher si sono esibiti il 15 e il 16 novembre anche in Argentina dove, a Buenos Aires, hanno reso omaggio ad un'icona che lega indissolubilmente la capitale albiceleste a Napoli. 

Durante il loro concerto, di fronte a 75mila persone a serata, gli Oasis hanno celebrato la figura di Diego Armando Maradona.

Sulle note di Live Forever è stata proiettata sui maxi schermi un'immagine del campione argentino, mentre l'intero stadio intonava in coro ha intonato il canto "Olè Diego". Il concerto si è tenuto allo stadio Monumental del River Plate. Entrambi appassionati di calcio, i fratelli Gallagher avevano conosciuto il mito argentino durante nel 1998, in occasione della sezione sudamericana del tour dell'album Be Here Now.

I video dell'omaggio dell'altro giorno sono immediatamente diventati virali sui social citando lo stesso Noel Gallagher che aveva definito Maradona come un “calciatore molto rock 'n roll”.

Liam Gallagher ha scherzato con il pubblico: "Siete i migliori anche senza alcol", tra applausi e ovazioni delle migliaia di fan presenti.

Sul finale il Monumental ha vibrato. Alla fine di Champagne Supernova uno dei momenti più emozionanti: l'abbraccio dei fratelli Gallagher. Il segno dei tempi che cambiano, del ritrovato amore tra Noel e Liam anche con il loro pubblico, che per anni ha atteso con impazienza la reunion storica. 

Era il ritorno per gli Oasis a Buenos Aires dopo sedici anni.

 









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mercoledì 2 ottobre 2024

Gli Oasis annunciano 5 date in Canada, USA e in Messico con vendita senza prezzo dinamico


Gli Oasis hanno ufficializzato alcune date in Nord America. Pochi giorni fa l'NME aveva rivelato in anticipo le date internazionali che porteranno gli Oasis in tour nel 2025 fuori dal Regno Unito ed Irlanda. Ora arriva una parziale conferma anche dai canali ufficiali della band, che ha annunciato i primi show in Nord America con tre date negli Stati Uniti, una in Canada e una in Messico. 

Tutte le date combaciano perfettamente con quelle anticipate dal magazine britannico ed è quindi lecito aspettarsi che, prossimamente, saranno confermati anche gli show in Sud America, Australia e Giappone. Ma la grande novità riguarda il prezzo dinamico che, rivela il mamanagement degli Oasis, non sarà applicato per gli show americani. Il tour americano degli Oasis Dopo i 17 concerti in Regno Unito e Irlanda andati sold out in poche ore, gli Oasis partiranno per un tour internazionale che li vedrà volare dall'altra parte dell'Oceano.

Il rapporto della band di Manchester con gli Stati Uniti, così come la gran parte delle formazioni britanniche, è sempre stato conflittuale e il successo importante ma di proporzioni ridotte rispetto all'Europa o altre zone.

I fan statunitensi degli Oasis, però, hanno chiesto a gran voce degli show durante i quali, come scritto sui social della band, avranno "l'ultima occasione per dimostrare che ci hanno sempre amati".

Le date del tour degli Oasis nel Nord America si apriranno il 24 agosto al Rogers Stadium di Toronto, in Canada, per poi proseguire al Soldifer Field di Chicago, negli Stati Uniti, il 28, al Metlife Stadium di East Rutherford, il 31 agosto e al Rose Bowl Stadium di Los Angeles il 6 settembre. 

Chi ha sempre amato alla follia gli Oasis, invece, sono i messicani, che avranno la loro possibilità di assistere dal vivo al tanto atteso tour della reunion, il 12 settembre 2025 allo stadio GNP Seguros di Città del Messico.

Special guest del tour americano degli Oasis saranno i Cage The Elephant.

Le date combaciano quasi perfettamente con quelle anticipate la scorsa settimana dal New Musical Express, che, in aggiunta, aveva rivelato anche un concerto a Boston (poi non confermato) e degli show in Sud America, Australia e Giappone, che, probabilmente, saranno annunciati nelle prossime settimane.

Queste le date internazionali del tour Oasis Live '25 ufficializzate lunedì 30 settembre:
     
      Toronto, Canada - 24 agosto 2025
      Chicago, USA - 28 agosto 2025   
      East Rutherford, New Jersey, USA - 31 agosto 2025    
      Los Angeles, USA - 6 settembre 2025
      Città del Messico, Messico - 12 settembre 2025

I biglietti saranno messi in vendita dal 4 ottobre su oasisinet.com

Queste le tappe su cui si vocifera con insistenza, ma ancora da annunciare ufficialmente:

      Seul, Corea del Sud
      Tokyo, Giappone
      Melbourne, Australia
      Sydney, Australia
      San Paolo, Brasile 
      Santiago del Cile, Cile   
      Buenos Aires, Argentina
La vera notizia per i fan americani degli Oasis, che tornano negli Stati Uniti a distanza di 16 anni dall'ultima volta, riguarda non solo la possibilità di veder dal vivo i fratelli Gallagher ma anche il tentativo, da parte della band, di risolvere le tante polemiche legate ai biglietti.
  
Così come per gli show nel Regno Unito e in Irlanda, anche per potersi accaparrare i biglietti delle date americane bisognerà registrarsi fino al 1° ottobre al sito degli Oasis con la vendita generale che aprirà venerdì 4 ottobre.
  
La novità, questa volta, è che gli organizzatori hanno cercato di gestire le cose in maniera più saggia dopo il totale fiasco che si è verificato per le date britanniche a causa del prezzo dinamico.
  
Per il tour americano, infatti, la controversa pratica di ticketing non sarà applicata ai biglietti degli Oasis.
  
L'annuncio è arrivato con una nota pubblicata dal management degli Oasis sui canali ufficiali della band in cui si spiega il dietrofront sul prezzo dinamico.
  
"Il modello di prezzo dinamico di Ticketmaster non sarà applicato alle prossime vendite per i biglietti degli Oasis in Nord America", si legge in un comunicato ufficiale. "E' accettato ampiamente che il dynamic pricing rimane un utile mezzo per combattere il bagarinaggio e mantenere i prezzi, per una grande parte dei fan, più bassi del prezzo di mercato e più abbordabili. Ma, quando una domanda di biglietti senza precedente (per la quale tutto il tour sarebbe potuto andare sold out ripetutamente all'apertura delle vendite) è combinata ad una tecnologia che non riesce a sopportare una tale richiesta, diventa meno efficace e può portare ad esperienze inaccettabili per i fan. Abbiamo preso questa decisione nella speranza di evitare quanto successo ai fan in Irlanda e Regno Unito".




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sabato 3 novembre 2018

Intervista a Noel Gallagher: "Dieci anni dopo gli Oasis mi sento più giovane, più bello e ho una band migliore"

Da Corbyn a Blair, dal Manchester City all'ingresso nella sua vita della moglie Sara ("L'ho incontrata in una discoteca di Ibiza e l'ho conquistata facendole conoscere la serie Seinfeld"), dalle differenze tra la band attuale e gli Oasis (Rispetto a dieci anni fa "mi sento più giovane, più bello e ho una band migliore"), dalla riconciliazione con Damon Albarn a come si vede a 70 anni, da come oggi scriva canzoni diverse rispetto a quando aveva 25 anni (il contrario "sarebbe ridicolo") a come la sua esistenza si riduca - per sua stessa ammissione - a calcio, musica e amore" per la compagna, ecco una chiacchierata con il re del Britpop, Noel Gallagher.


Il 28 agosto 2009 gli Oasis avrebbero dovuto presentarsi sul palco del festival parigino Rock en Seine. Era una delle ultime date del loro tour mondiale che si sarebbe dovuto concludere all'I-Days Festival, a Milano. Poco prima dell'esibizione una discussione tra Noel Gallagher e suo fratello Liam divenne prima un litigio, poi si tramutò nella cancellazione del concerto. Le litigate tra i fratelli non erano certo una novità per i fan della band, ma l'esito di quell'alterco lo fu. L'indomani il chitarrista pubblicò sul sito ufficiale degli Oasis un comunicato che recitava: "Con un po' di tristezza e grande sollievo vi comunico che ho lasciato gli Oasis".

Numerose voci si susseguirono sui particolari del litigio, quasi degenerato in una zuffa. Si disse che Liam avesse lanciato all'indirizzo di Noel una prugna, poi che avesse brandito la sua chitarra a mo' di ascia. Nove anni dopo, Noel Gallagher ha una spiegazione meno colorita, ma più semplice. "Semplicemente si arrivati a una fine", spiega a Rolling Stone Argentina, poco prima di tornare a Buenos Aires per esibirsi al Luna Park (il 4 novembre), a vent'anni dal debutto degli Oasis in Argentina, in quello stesso stadio.

"Non è stata una cosa in particolare, ma una dietro l'altra. Gli Oasis non erano l'esercito, non stavamo servendo la nostra bandiera, era una cazzo di band di rock & roll. Se non ti piaceva te ne potevi andare. E io ho fatto questo, e ho dimostrato a me stesso che avevo ragione".

L'affermazione conduce Noel ad enumerare i suoi trionfi personali ottenuti da quando ha deciso di intraprendere la carriera da solista insieme alla sua band, gli High Flying Birds. "Dieci anni dopo vado ancora in tour e mi sento più giovane, più bello, ho una band migliore e scrivo canzoni migliori. Sono più contento e il Manchester City ha vinto tre volte la Premier League, cosa posso chiedere di più?", dice senza falsa modestia.

Noel in concerto con una Fender Jaguar
I fatti gli danno ragione: i suoi tre album come solista hanno raggiunto la prima posizione nelle classifiche britanniche, in un percorso artistico che è passato dalla ricerca di una linea di continuità con gli Oasis all'uscita dalla comfort zone con Who Built the Moon?, pubblicato nel novembre 2017. Ciononostante, malgrado la netta sterzata, Gallagher non vede il suo presente come una risposta alla sua opera precedente.

"Non credo che ogni cosa che io faccia debba necessariamente essere più o meno diversa da una cosa che ho fatto in passato, però scrivo canzoni con la chitarra acustica a casa mia. Ho 51 anni e non penso di poter comporre nello stesso modo in cui componevo quando ne avevo 25, sarebbe ridicolo. Quando me ne sono andato dagli Oasis non l'ho fatto perché non mi piaceva il sound degli Oasis, perché a dire il vero l'ho inventato io".

Parte del rinnovamento di questa ricerca si deve a David Holmes, noto per le sue collaborazioni con i Manic Street Preachers e i Primal Scream. Al momento di iniziare a lavorare insieme a Gallagher, Holmes ha organizzato una serie di incontri in cui si è parlato solo di musica, mentre i due ascoltavano dischi degli anni '60 e '70, e ha stabilito con Noel una politica di lavoro che Noel doveva rispettare alla lettera: entrare in studio senza alcun demo per scrivere le canzoni dal nulla. Sebbene all'inizio le istruzioni lo preoccupassero, Noel ha finito per seguirle per un nuovo disco che sta iniziando a elaborare.

"Ha fatto sì che il tempo qui dentro fosse molto più interessante, perché non sai cosa stai facendo, tutto è una scoperta. Proprio ora sto andando in studio e non ho la minima idea di cosa farò quando arriverò lì, né di cosa succederà una volta che me ne sarò andato. Può essere una giornata incredibile così come no".

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Noel in Cile, ottobre 2018
Con gli Oasis sei diventato uno degli ultimi compositori di inni rock, un ruolo che è rimasto scoperto nell'ultimo decennio o poco più. A cosa pensi sia dovuto questo?

Il mondo è cambiato. I giovani si interessano di cose diverse: le reti sociali e Internet hanno dominato il pianeta. Nel mondo tutti sono connessi tra di loro e a loro non frega più di cosa suoni alla radio. Il rock and roll, la musica rock o come la si voglia chiamare, si continua a fare, solo che non è più qualcosa alla modané ha l'importanza che aveva in altre epoche. Non so, neanche presto troppa attenzione alla musica contemporanea, ad essere onesto. Non mi sono mai considerato un guitar hero. Sono un compositore di canzoni, niente di più. Le mie canzoni prendono forma in base a dove mi trovo in quel momento in termini musicali, spirituali e tutte quelle cose.

E quale credi che sia l'ultimo grande momento per il rock nel tuo paese? Alla fine del documentario Supersonic si solleva l'argomento secondo cui, dopo i concerti degli Oasis a Knebworth nel 1996 (125.000 persone a serata per due serate), non ci fu nulla di più grande, almeno nel Regno Unito.

Non so cosa sia successo, ti posso solo dire quello che è successo a noi. Siamo diventati molto grandi e famosi e abbiamo guadagnato molti soldi ... le personalità erano cambiate e le cose erano molto diverse da come erano prima di quei due concerti. Il periodo che ha condotto a Knebworth è stato il più vitale della storia degli Oasis, per quanto ci siano state cose buone nel periodo tra quei concerti e il momento in cui lasciai la band nel 2009.

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La separazione degli Oasis ha costretto i fratelli Gallagher a concordare una tacita divisione dei beni. Liam è rimasto con la manodopera: il chitarrista Gem Archer, il bassista (ma originariamente chitarrista) Andy Bell e il batterista Chris Sharrock lo accompagnarono nei Beady Eye, gruppo formatosi rapidamente sulle ceneri degli Oasis e passato a miglior vita quasi con la medesima fretta dopo che il loro secondo album ebbe una fredda accoglienza. La ripartizione lasciò Noel con un capitale simbolico, ma molto più prezioso: il suo talento compositivo, una risorsa per nulla disprezzabile se si tiene conto che ha scritto lui la totalità dei singoli che gli Oasis hanno pubblicato dal 1994 al 2009 ad eccezione di due scritti dal fratello minore (Songbird e I'm Outta Time). I detrattori della band sostengono che la sua scintilla si sia esaurita dopo i primi tre album, qualcosa su cui Noel sembra concordare alla distanza.

Noel a Buenos Aires, 2 novembre (@jessica_jaraph)
"Non è una coincidenza che gli Oasis siano stati migliori quando io ero a capo di tutto. Man mano che si cresce si sente di più la necessità di far valere la propria voce, cosa che non mi sembra negativa. All'improvviso, però, tutti passarono ad avere le proprie opinioni, perché ora erano stelle del rock con questa mentalità da 'non puoi dirmi tu cosa fare, come cantare o vestirmi'. Io ero felice all'idea di trascorrere un momento sui sedili posteriori, però non è una coincidenza che la nostra epoca migliore sia stata il periodo in cui non era così. Ora che con gli High Flying Birds sono in controllo di tutto, le cose sono tornate al proprio posto".

Man mano che la sua carriera solistica prendeva una sua forma propria, Noel ha sentito la necessità di risistemare i pezzi. L'attuale versione della band ha un formato esteso che arriva a undici componenti grazie all'ingaggio di tre cantanti e polistrumentiste donne e una sezione di fiati. Gli High Flying Birds formato 2018 includono, però, due ex compagni negli Oasis: Archer e Sharrock, a cui si aggiunge il tastierista Mike Rowe, che faceva parte della prima formazione degli Oasis durante i live. La mossa, però, non ha nulla a che fare con una strizzata d'occhio al passato, almeno così assicura Noel.

"Sono tre dei miei migliori amici e avevo bisogno di musicisti che suonassero con me. Quando ho iniziato per conto mio loro erano nei Beady Eye, ma appena la band si è sciolta mi sono detto: 'OK, devo avere questi tizi nella mia band perché voglio fare questo con gente che mi piace".

Ha la sua logica: la prima versione della sua band di supporto si è completata con session men che, benché svolgessero il proprio ruolo con efficacia, non cessavano di essere dipendenti retribuiti.

"Ora si sente di più che è una band", dice Noel. "C'è un'atmosfera più familiare e mi ricorda un po' come erano le cose prima. Non solo musicalmente, ma anche per quello spirito di gruppo e per come tutto risulta facile".

Quantunque ambedue i Gallagher abbiano ricevuto offerte per riunire gli Oasis sin dal primo giorno successivo alla separazione, ultimamente la scena si è ripetuta: mentre Liam si è mostrato più che disposto a fare pace, Noel ha negato seccamente che ci sia una possibilità percorribile in qualche tipo di scenario. Ciononostante la situazione ha avuto una svolta impensabile a fine ottobre, quando Noel ha detto che sarebbe capace di riconsiderare la sua opinione in merito se questo servisse ad evitare che il candidato laburista Jeremy Corbin, definito da Noel "folle" e "comunista", diventi primo ministro britannico. 

Noel live al Metropolitano di Rosario, 3 nov (@velvetsky67)
Ciò che ha fatto effetto non è stata solo l'apertura, benché fatta in chiave ironica, a una reunion, prospettiva che Noel aveva sempre ricusato, ma anche il commento tagliente su Corbyn. Noel sostenne pubblicamente la campagna di Tony Blair nel 1997. Era un altro mondo ed era un'altra Inghilterra: la Cool Britannia della sinistra allo champagne e il Britopop, e i Gallagher rappresentavano il trionfo di una nuova generazione della classe operaia. "La mia opinione sulla politica è cambiata", dice ora Noel. 

"Ero abbastanza interessato perché sentivo, soprattutto durante l'epoca di Blair, che le cose andavano in una certa direzione. In Inghilterra, dove io vivo, c'è bisogno di un tipo che si faccia carico di tutto, e questa persona non è lui, semplicemente questo. C'è bisogno di gente che possa prendere in mano le redini della situazione. Jeremy Corbyn? No, grazie". 

Ciononostante la sua posizione non lo pone neanche dalla parte dei conservatori: "Secondo la stessa regola, Theresa May e tutta questa gente ... certo che no, sono il nemico. La politica è in uno stato pietoso. È da tre elezioni generali che non voto, anche se l'ho fatto contro il Brexit, perché, qual era il senso di questo? Ho cose migliori da fare con il mio tempo, come guardare partite di calcio".  

La sua passione per il calcio è celebre. Anche in camerino ha la bandiera della sua squadra, il Manchester City. "Se non sono in tour o in studio sto guardando partite di calcio", dice.

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Negli ultimi otto anni Noel Gallagher ha scelto una dinamica inversa rispetto a quella che si suppone detti il manuale della rockstar media quando arriva ai 50 anni. Se la maggior parte delle rockstar ha sempre più spazio per l'ozio, lui divide i mesi tra tour lunghissimi e sessioni di registrazione che possono sfociare in risultati concreti o passare per un limbo indefinito, come il disco che registrò nel 2011 con il duo neopsichedelico Amorphous Androgynous, che ora assicura che riposa nel cassetto dei suoi calzini perché la miscela non era sufficientemente buona.

Noel a Buenos Aires, 2 nov (@jessica_jaraph)
"Purtroppo sono arrivato a rendermi conto che nella vita non faccio nient'altro oltre alla musica. Quando non sono in studio o non sono in tour me ne sto a casa a scrivere canzoni, non faccio nessun'altra cazzo di cosa. Se non sto facendo questo sto guardando partite di calcio alla televisione, e se non sto facendo questo sto giocando a calcio con i miei figli. Quando non sto facendo questo sto uscendo di notte con mia moglie a spassarmela. È questa la mia vita: non ho hobby, non ho interessi per altre cose. Tutto si riduce al calcio, alla musica e all'amore, questo è tutto e non mi importa di nient'altro", afferma.

Ironicamente questa presunta vita carente di sfumature è stata quella che gli ha permesso di firmare un armistizio con il suo maggior rivale creativo negli anni '90. Nel picco di popolarità del Britpop, gli Oasis e Blur rappresentavano lo yin e lo yang dello sciovinismo britannico di fine secolo: da un lato gli eroi della classe operaia di Manchester; dall'altro gli alunni discoli delle scuole d'arte londinesi. L'inimicizia fu fatta di dispetti inoffensivi e fruttiferi per tutti, come quando entrambe le band pubblicarono un singolo nello stesso giorno (i Blur raggiunsero la vetta delle classifiche con Country House e relegarono Roll with It al secondo posto) e anche bellicosità estrema, come quando Noel dichiarò, ubriaco in un'intervista, di augurarsi che Damon Albarn e il bassista Alex James morissero di AIDS, affermazione poi ritrattata pochi giorni dopo. Sei anni fa, in una delle uscite con sua moglie, la pubblicista Sara MacDonald, Noel ha incontrato Damon e hanno fatto pace.  

"Siamo andati al bowling ed era pieno di gente. Damon e io ci siamo letteralmente imbattuti l'uno nell'altro in mezzo a un corridoio", racconta Noel. "Eravamo sorpresi perché non ci vedevamo da anni, così siamo andati al bar a prendere le nostre bibite mentre parlavamo di tutte le follie di merda che abbiamo fatto e abbiamo detto, e questo è stato tutto.Inoltre molti dei musicisti che suonano nei Gorillaz sono miei amici, li conosco da anni, quindi abbiamo molte gente in comune e parliamo di questo".

Il reincontro ha avuto i suoi frutti: Noel ha invitato Damon e il chitarrista Graham Coxon a partecipare ad un concerto benefico e ha suonato con loro Tender dei Blur. Qualche anno dopo ha co-scritto con Damon Albarn il singolo dei Gorillaz We Got the Power, che interpreta con la band ogni volta che può. L'anno scorso Noel voleva ricambiare il favore, ma non è stato possibile. "Volevo che suonasse la linea melodica in Be Careful What You Wish For, sarebbe stato bello, ma faremo qualcosa insieme un giorno".

Noel e Sara ai FIFA Football Awards. Londra, 24 settembre
Noel ha conosciuto Sara MacDonald, sua attuale moglie, durante una vacanza ad Ibiza a metà del 2000. Il suo argomento per avvicinarsi a lei non furono i dischi d'oro né la sua collezione di chitarre, ma una delle cose che più piacciono a Noel: Seinfeld. "Ho conosciuto la serie nel 1990 e mi ci appassionai immediatamente, la trovo dannatamente divertente. Ho capito che Sara era la donna fatta apposta per me appena l'ho conosciuta. Eravamo in un hotel, le ho chiesto se le piacesse Seinfeld e non lo aveva mai visto. L'ho mostrata a lei e le è piaciuta un sacco. A partire da quel momento pensai: 'Voglio trascorrere il resto della mia vita con lei' ".

Da allora Sara è diventata la sua grande consigliera, la persona su cui per prima fa affidamento nel momento in cui deve testare qualche cosa nuova che abbia composto. "Magari sto scrivendo una canzone che è incredibile e che non suona come nulla che abbia scritto prima. Arrivo a casa, la faccio ascoltare a lei e lei mi risponde sempre con la stessa frase: 'Fammela sentire quando è completa'. Le faccio sapere che ci sono cambiamenti o che il testo non è definitivo e finisce per predere interesse. E la capisco. Quando la gente mi mostra cose di questo tipo ... perché cazzo lo fa? Non mi frega se non è finita, non ho tempo".

Gli Oasis pubblicarono il loro primo singolo, Supersonic, l'11 aprile 1994, appena sei giorni dopo la morte di Kurt Cobain. Il successo della canzone diede un impulso definitivo al gruppo e cementò l'idea di un passaggio da un orecchio all'altro dell'Atlantico, un effetto di azione e reazione che Gallagher minimizza.

"Tutta 'sta visione del Britpop come una risposta al grunge è una cosa dei giornalisti. Personalmente il genere non mi è mai piaciuto, anche se amo i Nirvana, ovviamente. Non che io disprezzi qualsiasi altra cosa, semplicemente non mi piace il rock 'n' roll americano. Mi sembra un po' dannatamente noioso, ma non è che all'epoca prestassi molta attenzione a questo. Non lo so, non ho scritto Champagne Supernova come risposta ai Pearl Jam, perché non avevo la più pallida idea di cosa stessero facendo".

Pochi mesi dopo la pubblicazione di Definitely Maybe, il loro disco di debutto, gli Oasis incontrarono negli Stati Uniti un fan inaspettato, Lars Ulrich. "Ci ha seguito ovunque nel nostro primo tour nordamericano. Siamo arrivati a conoscerlo ed è una persona adorabile. Non ho neanche un singolo dei Metallica. Conosco Enter Sandman, che mi piace, e Nothing Else Matters, perché era sempre su MTV negli anni '90, e questo è tutto. Li conosco e non mi interessa cosa fanno, ma Lars è una persona fantastica con cui trascorrere del tempo, è molto divertente".

Noel in concerto durante in tour di Be Here Now (1997-98)
Nel 1997, incoraggiati dal successo del loro secondo album e dei suoi due principali singoli (Wonderwall e Don't Look Back in Anger), gli Oasis registrarono il loro terzo lavoro in studio, Be Here Now, negli studi di Abbey Road. La megalomania del gruppo si tradusse nel risultato seguente: un album di oltre 70 minuti con canzoni lunghe, intenti psichedelici beatlesiani e sovraincisioni di chitarre che Noel ha descritto anni dopo come "il sound di cinque tizi in studio, fatti di droga, a cui non fregava un cazzo; tutte le canzoni sono lunghissime e i testi sono una merda e per ogni secondo in cui Liam non dice una parola c'è un riff di chitarra che sembra uscito da Fusi di testa". 

Be Here Now fu anche il biglietto da visita degli Oasis di fronte al pubblico argentino, nel marzo 1998, con due date al Luna Park segnate da un'energia elettrica eseguita a tutto volume. Financo le ballate suonarono avvolte da una spessa veste di distorsione valvolare. Senza nessun tipo di interazione tra Liam e Noel (e, quindi, neanche con il pubblico), palesemente stanchi e con un incontro notturno con Diego Maradona come corollario, i concerti consentirono di prevedere la sperimentazione sonora dei dischi successivi in un blocco acustico in cui Noel presentò una rivisitazione di Setting Sun, inno big beat lisergico che aveva registrato insieme ai Chemical Brothers l'anno prima, in un formato acustico privato di precussioni e droni orientali.

Quando nel 2016 Be Here Now è stato rivisitato per la ristampa, Noel ha voluto fare un editing per renderlo più spoglio, ma ha gettato la spugna dopo la prima canzone.

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Noel, Sara, Anais, Donovan e Sonny
Sei molto critico con te stesso per quanto riguarda le tue opere precedenti?

Assolutamente sì, sono il peggiore, il peggiore di tutti. Sono molto critico con la mia opera attuale, e con le mie opere precedenti sono terribile. Perché si capisca: non ho nessuna idea di come suonino dal vivo gli High Flying Birds, perché mi rifiuto di ascoltare qualsiasi cosa abbiamo registrato. Non ci riesco, sono troppo critico e perfezionista. Se facciamo un DVD finisce di ascoltarlo qualcun altro per mixarlo, perché io non lo faccio. Se ascolto qualcosa e non sento che è assolutamente perfetto mi rovina la giornata. Vivo il momento. Quando sono sul palco si percepisce come qualcosa di incredibile, ma una volta che il concerto finisce non voglio parlare di questo con nessuno. È questa la differenza tra la mia band attuale e la precedente: la mia band precedente trascorreva del tempo a discutere su come fosse stato il concerto e bla bla, e io li mandavo a cagare. Quelli di adesso mi conoscono così bene che non devo dirlo: anche se il concerto è stato fantastico, una volta che la mia chitarra torna sul suo supporto, fine della storia e non voglio parlarne. In caso contrario, se le cose andassero malissimo qualcuno lo direbbe, no?  Suppongo che siamo bravi.

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Un mese fa Paul McCartney ha pubblicato un nuovo album e poco tempo fa i Rolling Stones erano in tour in Europa. Immagini di fare qualcosa di simile quando arriverai a 70 anni?


Assolutamente sì. Continuerò a fare tour mondiali fino a che non avrò più il fisico per farlo, perché la gente come noi deve farlo. Non mi arrenderò, e non perché si creda che io sono il migliore o il più grande di tutti, ma perché lo amo troppo. La musica mi ha dato tutto, assolutamente tutto ciò che ha valore nella mia vita. E non intendo sprecarlo, perché più musica faccio, migliore diventa la mia vita, migliore diventa la mia vita familiare, quella di tutti ... Quindi perché buttare via tutto questo? 

traduzione di oasisnotizie - Source: La Nación

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giovedì 15 marzo 2018

Liam Gallagher dal vivo a Buenos Aires: "Siete il miglior pubblico di sempre"

Pubblico in delirio ieri per Liam Gallagher a Buenos Aires. Alla DirecTV Arena della capitale argentina, dove lo show è andato in scena dopo lo spostamento dal Teatro Vorterix deciso un mese fa (a causa dell'enorme richiesta di biglietti, polverizzati in poche ore a gennaio), l'ex cantante degli Oasis, che si era sbarbato e ci aveva scherzato su su Twitter chiamando la sua barba John ("nessuno è mai rimasto male per la rimozione di John. Gli ho concesso una vacanza di qualche mese tutto pagato, come meritava"), ha presentato un misto di brani tratti da As You Were, il riuscitissimo primo disco da solista, e vecchie hit uscite dalla penna del fratello Noel.

Dopo un inizio col botto, durante la serata Liam ha accusato alcuni problemi vocali. Su For What It's Worth si è mostrato infastidito da un problema tecnico da attribuire all'audio generale e al fonico e ha abbandonato l'esecuzione, facendo proseguire il pubblico, per poi tornare poco dopo al centro del palco. Il siparietto si è ripetuto più volte durante il concerto, ma il finale è stato entusiasmante. Nel corso dell'esecuzione di Universal Gleam Liam ha poi preso in mano il microfono (non è chiaro perché) e ha continuato a cantare tenendolo, fatto piuttosto raro.

Liam, birra e maracas in mano, ha chiuso tra l'entusiasmo traboccante del pubblico argentino, che si dimostra sempre una garanzia di calore e passione.

In una serie di tweet Liam ha poi ringraziato la folla. "Buenos Aires il miglior pubblico di sempre, senza dubbio. Mi scuso per la voce, ma la bestia dell'est (il raffreddore, ndr) era ancora in zona". E ancora: "Non ci sono parole per la folla di ieri. Non ho mai visto tanta passione in vita mia".

Liam ha precisato in un altro tweet che dal concerto di Parigi è afflitto da "infezione alle vie respiratorie".

Source: La Nacion





Scaletta:

Rock 'n' Roll Star
Morning Glory
Greedy Soul
Wall of Glass
Paper Crown
Bold
For What It's Worth
Some Might Say
Slide Away
Come Back to Me
You Better Run
Universal Gleam
Be Here Now
Wonderwall

Encore:
Supersonic
Cigarettes & Alcohol

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giovedì 6 luglio 2017

Video (sottot. ITA): Liam Gallagher racconta l'incontro con Maradona e la sua minacca ai fratelli Gallagher

Durante l'intervista rilasciata a John Doran per la serie British Masters Liam Gallagher ha raccontato vari aneddoti, uno dei quali riguarda un incontro tra i fratelli Gallagher e Diego Armando Maradona, avvenuto nel 1998 a Buenos Aires, in una stanza dove accadeva un po' di tutto.

Guarda questo video sottotitolato in italiano per scoprire di cosa si tratta (dal minuto 5:12 in poi).


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venerdì 25 marzo 2016

Noel Gallagher: "Reunion? Più in là forse sì, ma Liam è ancora arrabbiato e complica le cose facilissime. In futuro forse suonerò solo canzoni degli Oasis"

Noel Gallagher ha concesso un'intervista a Radio Metro (audio alla fine del post), in Argentina, dove si è esibito il 16 marzo al Luna Park e il 19 marzo al Lollapalooza.

Qual è il tuo rapporto con i fan argentini?

I fan argentini per me sono speciali e li amo, mi fanno sentire così felice e orgoglioso. E amano tantissimo tanto le vecchie quanto le mie nuove canzoni, quindi li ringrazio. 

Che ricordi hai dell'Argentina?

Con gli Oasis qui ho fatto alcuni tra i concerti migliori. Ricordo quello incredibile nello stadio del River Plate. E due sere fa al Luna Park ho fatto uno dei miei concerti preferiti da solista. 

I fan argentini sono come i calciatori argentini: danno tutto o non danno nulla. Non ci sono mezze misure. Se a loro piaci, ti amano; se a loro non piaci, non sono interessati a te. È una sensazione speciale essere amati da loro. 

Vorrei non essere così famoso in modo da poter andare a vedere Buenos Aires, invece non posso lasciare l'hotel. 

Parliamo dei due gol segnati da Maradona nel celebre match Inghilterra-Argentina del 1986 (la "mano di Dio" e il secondo gol dopo un bellissimo slalom palla al piede). Come si concilia il fatto di essere amante di calcio con il fatto di essere inglese e di ricordare con amarezza quei gol?

Prima di tutto non sono inglese. Sono più irlandese che inglese, quindi la mano di Dio non mi preoccupa più di tanto ... Sì, sono mezzo inglese e mezzo irlandese, per lo più irlandese. Se quel gol fosse stato segnato da un calciatore diverso da Maradona allora sarebbe stato un problema, ma siccome lui all'epoca era il più grande calciatore al mondo - e ora lo è Messi - è una cosa accettabile.

Hai incontrato Maradona?

Io e Liam lo abbiamo incontrato a Buenos Aires nel 1998. La prima cosa che ci disse fu: "Vi piacerebbe dare un bacio alla mano di Dio?".

E l'avete baciata?

Sì, sì. 

È stato difficile ricominciare con gli High Flying Birds dopo aver lasciato gli Oasis?

In realtà sì, è stato difficile, perché lasci una delle band più grandi di sempre. Ho impiegato due anni per decidere cosa fare ed è stato difficile, ma io l'ho resa una cosa facile, perché non penso proprio al passato. Ho pensato che se avessi fatto un grande disco allora sarebbe stata quella la cosa che conta. Se alla gente il disco piace e le canzoni sono buone, non importa com'è la band. Però sì, è stato difficile. 

Posso farti la domanda che ti rompe le palle più di tutte nella tua vita?

No.

Volevo farti una domanda su tuo fratello.

Fai pure.

La gente dice spesso che una cosa è lavorare in due, altra cosa è far parte della stessa famiglia. Ti vedi con tuo fratello? Vi incontrate a Natale e in occasione dei compleanni? Sei un buono zio? O da quando si è sciolta la band non vi vedete più?

Non ci vediamo. Liam è ancora molto arrabbiato, quindi non è figo (cool, ndr).

Per adesso niente Oasis?

Per ora no. Se mai dovessi esaurire le idee per me allora potrei pensarci, ma ho talmente tante idee e cose che voglio fare che ... sono a metà del lavoro per il prossimo disco ... E dopo non so cosa vorrò fare. Non mi siedo a pensare: "No e basta!". Potrebbe arrivare il giorno in cui sembrerà una buona idea, ma ci sono così tante cose che voglio fare per conto mio che per ora (questa ipotesi) non la vedo proprio. 

Vedo (nel futuro) un giorno in cui io soltanto potrei fare concerti solo con canzoni degli Oasis, ma purtroppo per Liam lui tende a rendere complicatissime le cose più facili. Ricordo quando nel 1998 suonammo in uno stadio del River Plate completamente esaurito. La sera prima del concerto minacciò di non esibirsi perché non gli piaceva il fottuto tour manager, per cui minacciava di non salire sul palco. E gli dissi: "Che cazzo fai?".

[o.n.]

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giovedì 24 marzo 2016

Noel Gallagher: "Nessuno ha più un'opinione su nulla. Il 7-1 dei tedeschi al Brasile? Follia. Mi è dispiaciuto"

L'intervista concessa da Noel Gallagher a Telefe a Buenos Aires il 16 marzo e la seconda parte della chiacchierata con Globo registrata a San Paolo del Brasile il 13 marzo. Video alla fine del post

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Noel Gallagher, sei l'Oscar Wilde della musica. Ogni volta che dici qualcosa, è un titolo.

Non sono molti quelli tra noi a cui è rimasto qualcosa da dire, dato che abbiamo molte fottute opinioni, ma in quest'epoca nessuno ha la più pallida opinione su nulla.

Rolling Stone ti ha dato il premio di Miglior Intervistato. 

Nel mia bacheca dei trofei c'è uno spazietto destinato al Grammy Award se dovessi vincerlo. E lì ho messo il premio di Miglior Intervistato di Rolling Stone

Uscirà un documentario sugli Oasis. Come ti senti?

Sono eccitato e nello stesso tempo agitato solo il fottuto Dio sa quali video ci hanno messo dentro. 

Ho visto una foto sui social in cui ci sei tu che andavi ad un concerto di Bono. Sei in una galleria sulla metro. 

Sì, non so guidare. Non ho l'auto e non so guidare, così prendo i mezzi pubblici. Posso farlo senza problemi. Certi giorni può essere abbastanza folle e altri giorni una situazione molto calma. 

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Tu ed Eminem siete gli artisti più famosi del Lollapalooza di quest'anno. Non penso che lui a te piaccia.

Non mi dispiace. Non l'ho mai incontrato.

Chi è più bravo a tirare fuori citazioni, tu o Eminem?

Penso che vinca Kanye (West, ndr). Kanye è piuttosto bravo con Twitter. Io non sono su Twitter, quindi devono ringraziare questo. Abbiamo tutti i nostri meriti, ma se facessimo una battaglia di insulti io potrei farla bene, ho le mie buone possibilità di vittoria.  

Fernandinho è un giocatore brasiliano del Manchester City. Ti piace?

Lo amo fottutamente. Lo amo. Ha un bel sorriso. È uno dei giocatori speciali. Quest'anno è stato stupefacente. Ha recuperato alla grande da quello che è successo ai Mondiali due anni fa contro la Germania, contro cui non giocò bene e perse per due volte la palla concedendo due gol. È tornato a Manchester e riuscivi a vedere che per un po' è stato male, ma in questa stagione è stato fottutamente stupefacente. È stato il nostro miglior giocatore in questa stagione, sono suo grandissimo fan e mi piace davvero tanto. 

Hai visto la partita del tracollo del Brasile contro la Germania al Mondiale? Eri triste per i brasiliani e per Fernandinho?

Non riuscivo a crederci. Ero a New York, in studio, per realizzare Chasing Yesterday. Non riuscivo fottutamente a credere a quello che vedevo. Sai, la Germania è una grande grande squadra e quando la incontri ai Mondiali onestamente verrai sconfitto, ma concedere sette gol è stato ... Mi è dispiaciuto per i brasiliani, dato che quando giochi il Mondiale in casa c'è la sensazione che almeno arriverai in finale. Essere sconfitti in semifinale non è un grosso problema, essere sconfitti dalla Germania non è un grosso problema, ma essere sconfitti fottuti 7 gol a 1 è folle!

Prima parte dell'intervista a Globo qui



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martedì 22 marzo 2016

"Noel Gallagher? Show monotono e voce stucchevole, manca il punk di Liam"

Tra le tante recensioni dei concerti di Noel Gallagher si segnala questa del giornalista argentino del Clarín Hernán Firpo, che ha scritto un articolo non proprio benevolo sul recente show di Noel a Buenos Aires (il video completo dello show è alla fine del post). Ecco le sue parole. 
A Buenos Aires Noel Gallagher ha tenuto un concerto senza sussulti, dove si è sentita la mancanza di Liam Gallagher. Nel preciso istante in cui la gente ha iniziato a invocare il nome degli Oasis, lo si poteva intendere come un "Maradooo, Maradooo" in chiave di happening. Qualcosa di simile a: "se canti questa canzone, fammi la versione originale, non la copia". Le canzoni suonavano più o meno le stesse durante interminabili passaggi. Se non sapessimo che si tratta di un autentico cretino di Manchester, sospetteremmo un'opera concettuale in cui un musicista suona al limite dell'autoplagio. 
Il concerto ha arrancato e Noel Gallagher - è necessario nominare il resto del gruppo? -, pur avendo firmato alcune delle melodie più grandi del mondo, non è all'altezza del suo status. A volte fa magie, a volte è il Mago senza denti. Quello che accade con il factotum del Britpop è che la vacca è rimasta senza il latte. Noel e Liam non si sono separati per intraprendere le carriere solistiche. Hanno litigato e qui abbiamo assistito ad una divisione di beni dove risulta chiaro chi comandasse. 
Noel non è Damon Albarn. Non gli interessa sperimentare. È un cocciuto che vuole dimostrare che gli Oasis non hanno bisogno di suo fratello. E si sbaglia. La formula del successo prevedeva un tipo del tuo stesso sangue. The Death of You and Me sembra la vecchia The Importance of Being Idle e senti che gli accordi marciano come patatine fritte sempre più grosse. Il Britpop è divenuto triste e noioso? È invecchiato come il grunge? 
La migliore canzone (Live Forever) non l'ha cantata e ha dovuto sopportare l'effetto karaoke. The Masterplan è stata danneggiata da un assolo di chitarra. La versione di Champagne Supernova era più noiosa di Himno de mi corazón. E la voce di Noel suona stucchevole e ti fa mancare da morire il punk di Liam.
Fonte: El Clarín


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sabato 19 marzo 2016

Noel Gallagher: "Liam? Non mi manca, non è più un buon cantante. E ora faccio musica migliore di quella che facevo con gli Oasis"

Era il 18 marzo 1998 quando gli Oasis suonarono per la prima volta in Argentina, a Buenos Aires. Diciotto anni dopo, il 16 marzo 2016, Noel Gallagher torna nella capitale per uno show al Luna Park con gli High Flying Birds (vi aveva già suonato nel 2012). Un'ora e mezzo di concerto di fronte ad un pubblico sempre molto caloroso. Il cantautore di Manchester dedica You Know We Can't Go Back a "tutti i fan degli Oasis" e  D'Yer Wanna Be a Spaceman a Papa Francesco.

"Vi chiede se potete aspettare un'altra mezz'ora, sta guardando Bayern Monaco-Juventus", così i manager di Warner Music rispondono ai giornalisti de La Nación, che lo reclamavano per un'intervista che aveva promesso. Il motivo di tanto interesse per il match è presto detto: sulla panchina del club tedesco siede Pep Guardiola, che dall'estate prossima allenerà il Manchester City. "Credo che Pep e il Kun Agüero potranno essere un'accoppiata incredibile", dice entusiasta il musicista. 

Hai detto che ti piace essere intervistato. Come mai? 

Perché? Mmmm, non saprei spiegartelo, ma è come una specie di hobby. Può sembrare una cosa che sa di malattia, ma perché so che a molte persone della mia categoria questa cosa non piace, ma io questi momenti me li godo, sul serio.

Sarà che quando eri bambino ti piaceva raccontare storie e che tutti si sedevano attorno a te per ascoltarle e robe così?

Da bambino i piaceva raccontare storie, sì, ma nulla ti prepara a sederti e a rispondere a qualunque tipo di domanda, una dopo l'altra.

Forse dovresti scrivere le tue memorie. Ora lo stanno facendo tutti i musicisti.

Molti fan mi chiedono che scriva qualcosa, però non lo so, sono ancora troppo giovane. Forse alla fine, o, meglio, quando finirò di fare musica.

Nel caso in cui dovessi scriverlo, quale pensi che sarebbero i capitoli preferiti della tua vita?

Credo che sarebbero due. Il primo sarebbe quello che va dal giorno in cui sono entrato negli Oasis, nel 1991, al concerto di Knebworth, nel 1996. Fu un periodo incredibile, in cui siamo cresciuti e siamo passati dall'essere qualcosa di piccolo a diventare la cosa più grande del mondo. Cinque anni fottutamente stupefacenti. E l'altro sarebbe da quando ho lasciato Oasis ad ora. È fantastico non sapere cosa farò. So che ho intenzione di fare musica, ma non come lo farò. Essere qui stasera è un bel momento.

Esserti separato dagli Oasis è stato come un nuovo inizio?

Non come una partenza da zero, perché molte persone mi conoscono, ma per molti aspetti è stato molto liberatorio. In questo senso è facile, perché non hai così tanta pressione e non hai l'obbligo di trascorrere tutto il tempo a preoccuparti del tuo passato, perché, in realtà, una volta che inizi qualcosa non hai passato. Come vedrai sicuramente questa sera, mie canzoni come Lock All the Doors, Everybody's on the Run, The Death of You and Me , sono canzoni osannati dal pubblico tanto quanto quelle degli Oasis.


Cosa ti manca, però, degli Oasis?

A volte mi manca suonare soltanto la chitarra e non dover cantare per tutto il tempo, ma nient'altro. In realtà penso che la musica che faccio adesso sia migliore di quella che facevo.

Ora, quando componi, con qualche canzone ti capita di pensare che sarebbe migliore se fosse Liam a cantarla?

No. Inoltre Liam non è più un buon cantante.

Sul serio non lo vedi?

No.

E non ti manca?

(Ride, ndr). No, in nessun modo. Ero con lui in una band, non mi manca per niente.


Che ricordi hai della tua infanzia a Manchester?

Niente di eccessivamente speciale. È stato difficile, sì, perché non avevamo soldi e non avevamo nulla da fare, dato che tutto quello che uno vuole fare quando è adolescente ha a che vedere con il denaro: vestiti, ragazze, musica. Quando ci rifletto su, però, non è stato poi tanto male, non è stato nulla di particolarmente frustrante. Non dico: "Oh, come ho sprecato la mia adolescenza!".

E quale è stato il tuo primo approccio alla musica?

Il punk rock. I Sex Pistols e i Jam sono stati le prime band che ho amato veramente. E poi gli Smiths e poi i Beatles ...

Tutti parlano della scena di Manchester degli anni '80. Come è stata per te?

Era molto buona, ricordo di aver visto gli Stone Roses con venti persone in un night club. Le persone che bazzicavano lì erano molto vere. Era sicuramente un gran bel posto per avvicinarsi alla musica. L'acid house, l'Hacienda, c'erano luoghi molto importanti che hanno fatto emergere molte band.

E in quale momento ti sei detto: "Voglio fare questo, essere una rock star"?

Non ho mai avuto questo pensiero. Non ho mai voluto essere in una band finché Liam venne da me e mi chiese di unirsi alla sua, sul serio. [Ride, ndr]. È incredibile ma è vero, te lo dico onestamente. Ho sentito molte storie di ragazzi che in piedi in mezzo al pubblico ad un concerto pensano: "Voglio essere una rock star". Ma io no, io ero un appassionato di musica, non ho mai voluto essere una rock star. Le uniche cose che mi interessavano erano il calcio, le ragazze e le droghe ...

trad. di oasisnotizie - Fonte: La Nación


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venerdì 11 maggio 2012

Noel Gallagher si definisce "il Maradona della musica" e dice: "Scrivere per Liam mi frenava un po'"

"Maradona è cresciuto per strada ed è uno dei più grandi del calcio. Non era ricco, viene dal niente e le persone come me si possono identificare con lui, perché anch'io vengo dal niente". Lo dice Noel Gallagher in un'intervista rilasciata qualche giorno fa al quotidiano argentino La Nación.

Gallagher, in tour in Sudamerica in questi giorni, dice che l'identificazione con Maradona è molto forte: "Se Maradona fosse un musicista sarebbe me. E se io fossi un calciatore sarei Messi".

"Se c'è qualcosa di diverso è che non faccio più rock da stadio", ribadisce Noel riguardo la sua avventura solista, iniziata ufficialmente ad ottobre con la pubblicazione del suo primo disco senza il fratello Liam e senza gli Oasis. "Non faccio più quel tipo di musica. Può darsi che traspaia di più il mio lato interiore, ma non spetta a me dirlo. Io sono troppo occupato ad essere me per sapere quello che sono", ha spiegato il cantautore.

Secondo Noel le sue canzoni sono ora più personali: "Prima scrivevo le canzoni e le cantava Liam. Questo mi frenava un po' nel momento di comporre, mi faceva un po' impazzire. Ora se canto una canzone che parla di una ragazza so che ragazza è. E quando la canzone parla di una certa situazione di vita, so cosa significa , perché riguarda la mia vita".

E come si sente a suonare ancora le canzoni della band che insieme al fratello ha incarnato per quasi vent'anni? "Devo dire a me stesso: queste non sono più le canzoni degli Oasis, sono mie. Sono degli Oasis solo quando le suonano gli Oasis. Quando le suono io, sono le canzoni di Noel Gallagher'".

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martedì 8 maggio 2012

Video: Noel Gallagher dal vivo a Buenos Aires

Esibizione in Argentina nella notte italiana tra il 5 e il 6 maggio 2012. In scaletta confermata la novità già mostrata a San Paolo.







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lunedì 7 maggio 2012

Cinquantaquattresimo post del diario di Noel: "Tutti con l'ossessione delle foto"

Sì, compagni . . . allora . . . Cordoba?

Ho avuto un divertente siparietto all'aeroporto ieri con una famiglia che è venuta da me mentre ero in coda per salire sull'aereo. Mi si sono avvicinati (Mamma, Papà, due ragazzi) e hanno chiesto la solita cosa: "Va bene se loro (indicando i ragazzi) fanno una foto?".

"Fate", ho detto, e i genitori si sono voltati e hanno dato la fotocamera al ragazzo più grande e hanno fatto fare a LUI una foto di LORO con me!!!! Ho riso.

A Cordon ha fatto il doppio di caldo. Non che abbia beneficiato dei raggi del sole, dato che sono stato intrappolato nella mia cazzo di stanza tutto il bastardo giorno. C'erano ragazzi pazzi che gridavano in ogni posto. In tutto l'hotel!!

Non ho potuto manco farmi un calmo bitter e un piccolo drink . . . ragazze che urlavano dappertutto con le loro bastarde fotocamere . . . "una foto, una foto!!!!" Qualcuno può dirmi che cazzo di ossessione c'è di fare foto??? Il concerto è stato bello. Ben suonato . . . ben cantato. È stato buono.

Il pubblico aveva palloncini azzurri e bianchi proprio come i ragazzi brasiliani ce li avevano gialli e verdi . . . molto fottutamente figo se mi chiedete. Tutti cantavano canzoni del City, poi!! Muchas gracias e tutto il resto.

Me la sono svignata via presto, visto che dovevo essere in piedi per tornare all'aeroporto in tempo per beccare in TV la partita Newcastle-Man City nella sala d'attesa dei VIP . . . è una lunga storia. Durante la telecronaca in spagnolo hanno parlato di me per un attimo!! Uno dei miei aiutanti argentini aveva sentito che loro avevano detto che stavo guardando la partita nella sala d'attesa dei VIP dell'aeroporto di Cordoba!! Ovviamente era così . . . ma come l'hanno saputo?? La sala era vuota!! Comunque . . . abbiamo vinto. Una prestazione magnifica. Resa più dolce dal fatto che il loro allenatore è un cretino che ha bisogno di una pettinata ai capelli e di un calcio negli stinchi.

Allora . . . sono atterrato qui a Buenos Aires. C'è stata un po' di follia all'aeroporto. Solo un po', però, niente drammi. Ho un concerto qui stasera E un giorno libero domani . . . porca vacca, tonight AND a day off tomorrow . . . potrei vedere un po' Lionel Messi!!

A SEGUIRE.

GD

6 maggio 2012

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Altri post dal diario di Noel

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sabato 5 maggio 2012

Noel Gallagher: "Se il Man City vincerà mi perderò tutto perché in tour, ma non siate delusi: sto guadagnando milioni ..."

Il cantante parla del Manchester City, fa il suo pronostico per la finale di FA Cup Chelsea-Liverpool e racconta la sua recente visita a San Paolo del Brasile prima dell'esibizione in Argentina.

Ieri Noel Gallagher si è collegato in diretta telefonica oltreoceano a Talksport, trasmissione radiofonica inglese condotta da Andy Goldstein di cui Noel è spesso ospite. Ecco la chiacchierata tradotta in italiano (l'audio è alla fine del post).

Noel ha definito "fantastico" il concerto di San Paolo della sera prima e ha detto che non vede l'ora che tra due anni facciano i Mondiali in Brasile. Poi ha raccontato: "Eravamo nei pressi della spiaggia di Copacabana e stavamo tornando in auto, non so a che ora ... stavamo lasciando il concerto. Siamo passati in auto accanto ad un bar, c'era la polizia fuori, con le sirene. Abbiamo pensato: 'Dovremmo andare lì a farci un drink'. Poi si sono fatte le 6 meno un quarto ... al che abbiamo pensato: 'Be', forse faremmo meglio ad andarcene'".

"Il Brasile è un paese fantastico. Vedere la spiaggia di Copacabana dal vivo è come vederla in cartolina. Giocano tutti a calcio, è il calcio pubblico in spiaggia. Ragazze in bikini che giocano a pallone e non lasciano cadere la palla dal 1975 ...".

Poi si è parlato, come sempre, di calcio. Noel ha definito "una farsa" il fatto che la finale di FA Cup sia in programma per questo weekend. "È incredibile pensare che spostano la finale di FA Cup per non farla coincidere con la finale di Champions League e poi non spostano nessuna partita di campionato per giovare alle squadre inglesi impegnate nelle semifinali di Champions League. Lo trovo curioso. La finale di FA Cup dovrebbe essere l'ultima partita della stagione, indipendentemente dalla finale di Champions League, che è una cosa che se raggiungi ... grandioso, altrimenti non importa. La gente si lamenta perché la magia della coppa è andata persa, ma chi ricopre incarichi di potere l'ha anticipata di una settimana. Avrei voluto vederla con i miei figli, ma non lo farò, perché quel giorno ci saranno tre partite e la più importante è Newcastle-City".

Il chitarrista è molto concentrato sulla corsa per il titolo inglese, per il quale il Man City è ora favorito dopo la vittoria per 1-0 nel derby con lo United a due giornate dalla fine. "Penso che il Newcastle troverà arduo giocare due volte nella stessa settimana, mentre noi del City siamo abituati, giochiamo due-tre partite alla settimana da due anni ormai. E il Newcastle non sa difendere, credo che possa essere una partita molto molto speciale, lo spero. Sarà una partita più difficile per noi, perché ora siamo noi i favoriti per vincere il campionato. Giocheremo in un altro stato mentale, solo noi possiamo gettarlo via il campionato. L'emozione sarà diversa per i fan e per i giocatori. È davvero la nostra partita più importante degli ultimi quarant'anni".

Noel ha scherzato così sugli impegni che gli impediranno di assistere all'eventuale vittoria della sua amata squadra: "Tornerò in Inghilterra il giorno dopo che finirà la stagione. E anche se vinceremo il campionato, io lascerò l'Inghilterra per tornare in Giappone il giorno prima di quella che sarebbe la cerimonia celebrativa con il bus a tetto scoperto, quindi mi perderò tutto. So che la nazione intera ora farà 'Oooh' (di delusione, ndr), ma il fatto buono è che sto guadagnando milioni. Quindi ogni nuvola ... ha il suo raggio di sole, esatto".

Cosa ne pensa Noel del City che sul più bello sembra gettare via tutto?
"Quello era il vecchio Man City. L'anno scorso alla fine della semifinale di FA Cup con lo United (vinta dal City, che avrebbe conquistato anche il trofeo nella finale con lo Stoke City, ndr) ero andato a farmi un drink con un amico. Tutti festeggiavano, io dicevo: 'Non festeggiate perché la finale la perderemo'. Tutti i tizi della dirigenza dicevano: 'No, quello era il vecchio Man City, il nuovo Man City non perderà quella finale'. Credo che ora sia diverso, credo che abbiamo un grande allenatore e grandi giocatori. L'altra sera ero così orgoglioso per la vittoria e per come abbiamo giocato. Joe Hart (il portiere del City, ndr) non è stato mai impegnato, nessun tiro in porta dello United. Abbiamo avuto una sola occasione e l'abbiamo sfruttata. Credo che il vecchio Man City sia ora il Liverpool".

Pronostico per Chelsea-Liverpool, finale di FA Cup? "Spero vinca il Liverpool, perché nella mia crew ho gente di Liverpool, ma vedo vittorioso il Chelsea".

Chiusura: "Ora vado in Argentina, ho un concerto lì. Al River Plate Stadium? No, lì suonai con gli Oasis tre anni fa, fu uno dei nostri concerti più belli di sempre. Ora suonerò in un pub da qualche parte ...".

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