Ai microfoni di Absolute Radio, lo scorso 11 giugno Noel Gallagher ha parlato di come ha vissuto la quarantena imposta dalla pandemia di COVID.
"Avevo terminato un tour mondiale nel novembre 2019 e avevo fatto quattro tour mondiali di fila", ha detto l'e Oasis, "per un totale di circa sette anni. Ero pronto per un anno di pausa e per i primi tre mesi di pausa non ho fatto granché, ho ultimato molte canzoni che non avevo finito. E ovviamente le due canzoni che ho inserito in questo best of non esisterebbero senza il lockdown. In realtà non esisterebbe neanche il best of".
"Quando ho lasciato gli Oasis non volevo firmare un nuovo contratto discografico. Avevo già fatto tutte quelle cose, quindi sì, direi che ora le cose sono abbastanza facili, dato che ci sono io al comando. Se facessi i capricci, gli altri dovrebbero danzare al ritmo di quei capricci".
"Dal punto di vista privato, la quarantena è stata un periodo davvero orribile e difficile, come per tutti. E so che persone come me ne risentono meno perché hanno un grandissimo cortile, ma tutto quell'aspetto è stato duro. Per i miei figli, per mia moglie ..."
"La terza quarantena è stata la più difficile? Non riesco a immaginare di entrare in un altro lockdown. A proposito, se qualcuno del governo è in ascolto, io un altro lockdown non lo faccio. Non mi interessa quello che dite voi, io non lo farò e basta. Comprerei un locale notturno nel West End (di Londra) e lo terrei aperto per 24 ore, quand'anche lì dentro ci fossi solo io a suonare le mie canzoni. Gallagher's Bar? Non so come lo chiamerò, ma sarà fantastico. Non entrerei in un altro lockdown".
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Interpellato da Sky Arts per il programma televisivo Noel Gallagher Out of the Now, l'ex chitarrista e cantautore degli Oasis ha parlato del periodo di quarantena imposto dalla pandemia di COVID.
"Quando hanno annunciato il lockdown nessuno sapeva cosa fosse davvero, perché chiaramente nessuno di noi aveva vissuto prima nel mezzo di una pandemia", ha raccontato Noel. "Quindi all'inizio era come: 'Wow, cazzo, che cosa significa?'. Poi hanno detto che sarebbe durata tre settimane, poi tre mesi. E dopo tre mesi realizzi e dici: 'Aspetta un attimo, allora la cosa è fottutamente seria' ...".
"Era quasi come se qualcuno avesse creato il virus per fottermi la vita. Perché ho solamente sei interessi nella vita: il calcio, lo shopping, la musica, viaggiare, uscire per ubriacarmi e la mia famiglia. E tutte queste cose erano state spazzate via. Per un anno. Per più di un anno!".
"Detto questo, creativamente e professionalmente, è stato incredibile. Ho scritto infinitamente più in questo periodo di quello che avrei fatto normalmente. Ho anche collaborato alla composizione con cinque altre persone nel primo anno. E in passato non lo avevo mai fatto. O perché ero troppo occupato o perché non me ne fregava. Ma visto che te ne stai lì buttato a casa, non hai più scuse, capisci?".
"Non credo proprio che troveresti qualche persona creativa che ti dirà che ha passato un lockdown di merda, perché il tuo mondo tende ad esistere comunque nella tua mente. Il rovescio della medaglia di tutto questo è che come famiglia è stato fottutamente orribile. I miei figli erano in DAD ed avevano appena cambiato scuola. E poi è arrivato il lockdown e quindi non hanno avuto la possibilità di fare amicizia. E questo è stato straziante. Uno dei miei bambini ancora non ha superato la cosa. È stato proprio straziante".
"Devi assolutamente avere speranza per il futuro, perché cos'altro ti resta? Non puoi semplicemente accettarlo. Siamo qui in un teatro oggi. E questo teatro probabilmente sta morendo. L'industria del teatro sta morendo. La musica live è morta. E chissà quando tornerà. Nessuno lo sa, è questo il problema. Il governo non mostrerà a nessuno di noi che lavoriamo con l'arte una tabella di marcia per uscire da tutto questo, perché sanno che alle prossime elezioni li manderemo a fanculo. Quindi non sono interessati a quello che noi vogliamo".
(traduzione a cura di Luca)
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Noel Gallagher è intervenuto ieri mattina su BBC Radio 2 nel programma condotto da Zoe Ball (audio alla fine del post). Una parte della chiacchierata ha toccato gli argomenti seguenti.
LA QUARANTENA
"Sì, quando sei un creativo, sei fortunato abbastanza da poter fare buon uso del tempo (trascorso in casa durante il periodo di quarantena, ndr). Ho ritirato fuori delle canzoni che non avevo ultimato e che ho finito, ne ho terminate un paio che saranno sul disco che sta per uscire. Se sei un creativo, tendi a non annoiarti, perché vivi nella tua vivida immaginazione. Professionalmente è stato un periodo grandioso, ma personalmente è stata una vera fatica".
LA NUOVA RACCOLTA
"Il nuovo album, che celebra il decennale degli High Flying Birds, esce a giugno. Pensa a tutte le cose che avrei potuto fare in questi dieci anni e che non ho avuto modo di fare! (Scherza, ndr). Durante il primo lockdown aspettavamo di fare qualcosa e abbiamo riflettuto sul decennale della band. 'Davvero? Dieci anni? Non ci credo!'. E abbiamo messo la palla in moto. Lo chiamerei best of, non greatest hits, perché non ho molte hit su questo disco".
"Come mi suona il mio nuovo pezzo alla radio? Bene. È sempre stano quando fai sentire un tuo nuovo pezzo alla gente, non penso mai che suoni molto bene. Spero, però, di poterla suonare dal vivo e lì sarà grandiosa".
LA FOLGORAZIONE CREATIVA
"Ho costruito il mio nuovo studio a Londra ed è operativo da novembre. Molto spesso me ne stavo lì seduto ad ascoltare la radio, giusto per uscire di casa, ma poi un giorno, mentre improvvisavo, ho avuto una folgorazione ('I hit a purple patch', ndr) e ho scritto quattro o cinque grandi canzoni consecutivamente. Da allora mi sono seduto in panciolle a riposare, aspettando che riaprissero i pub. Be', di solito con le canzoni te ne esce una buona, una mediocre e una non tanto buona, invece con la quarantena sei più concentrato, perché non c'è vita che si frapponga al tuo lavoro in studio. Dopo il 17 maggio si arriverà a una battuta d'arresto, però, quindi ormai è vicina!".
"Abbiamo affittato uno studio, abbiamo ultimato le canzoni e sono uscite benissimo. Solo dopo averle finite ho dato il via libera alla pubblicazione dell'album, perché volevo che ci fosse nuova musica. La sfida era fare nuova musica nel best of. Dopo averle finite e registrate, ho detto: 'OK, possiamo andare'. Le canzoni sono state composte nel periodo tra i miei primi due album da solista. Perché non le avevo ultimate? Chissà ...".
IL VIDEO DI WE'RE OUR WAY NOW CON MATT SMITH
Noel ha inoltre rivelato che l'attore Matt Smith, protagonista della serie televisiva The Crown, comparirà nel video di We're On Our Way Now, il nuovo singolo del cantautore.
"Matt Smith era da me una sera, siamo amici da circa dieci anni. L'ho manipolato con molto alcol. Il giorno dopo gli ho chiesto: 'Hai trascorso una bella serata?'. E lui: 'La migliore, la migliore energia'. Così gli ho detto: 'Facci un piacere, vieni a partecipare al video di questo mio nuovo pezzo!' ... L'ho richiamato l'indomani mattina e ha detto di sì, sotto l'effetto dei postumi di una brutta sbronza".
traduzione di oasisnotizie
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Noel Gallagher è intervenuto in diretta su RTL 102.5 in radiovisione. Ecco il video della chiacchierata con i conduttori del programma The Flight.
"Quando mi è venuta l'idea dell'album, volevo metterci su anche nuova musica. Di questo brano in particolare (We're On Our Way Now, ndr), avevo scritto metà e non l'avevo mai finito. Sono andato in studio, l'ho ultimato ed è uscito benissimo. Sono molto soddisfatto di come sia venuto fuori, penso sia una delle mie canzoni migliori. Il 'Vol. 2' del disco? Ci sarà tra dieci anni".
"Sarà bello ritornare a fare concerti. Mi manca l'interazione con la gente e non vedo l'ora di tornare sul palco. Questo qui dietro? È il mio nuovo studio londinese, è stato ultimato. Ho scritto molte canzoni e ora sono a metà dei lavori per un nuovo album (di inediti. Sto cercando di tirare fuori il meglio dal periodo, che è stato difficile. Penso che le vite di tutti siano state colpite dalla pandemia. Per fortuna ora in Inghilterra abbiamo appena iniziato ad uscire dalla quarantena. Vi auguriamo il meglio. Si spera di rivederci presto e poi potremo andare a farci una bevuta a Roma".
"Prima componevo molto a casa mia, ora compongo molto in studio. Mi piace molto di più ora che allora".
"Questo disco contiene diciotto canzoni, quelle che ritengo le migliori canzoni degli ultimi dieci anni. Penso sia una buona introduzione alla mia musica per chi non ha mai sentito quello che ho fatto. Questa raccolta mi è sembrata la cosa giusta da pubblicare in questo momento. I brani inediti sono due e Flying on the Ground è molto meglio di We're On Our Way Now. Suona come Bacharach, alla Motown".
"Il mio desiderio? Che il Manchester City vinca la Champions League".
"Tra poco sarà il decennale del mio matrimonio con Sara? Davvero? È una donna molto fortunata. Se ai miei figli piace la mia musica? A loro piace Stormzy".
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Il 24 marzo Noel Gallagher è tornato a parlare ai microfoni di Funny How, il podcast dell'amico Matt Morgan, disponibile qui a pagamento. Ecco alcune delle sue dichiarazioni.
Sulla pancia da birra
"Sto ingrassando un po', in verità. Mi sto ubriacando. Sto sviluppando una piccola pancia da birra. Come tutti, per un anno ho sempre bevuto a casa, cosa che solitamente non faccio mai. Di solito bevo ogni sera in tour e poi quando torno a casa mi tengo lontano dagli alcolici per un po' e poi torno in forma. Oppure ti fai una serata fuori due volte alla settimana, quindi a casa non bevi. Sto bevendo ogni cazzo di settimana! Mi piace un casino, ma ho iniziato a indossare vestiti che mi vanno larghi, mettiamola così. L'ho guardata e ho pensato: 'È una disgrazia. Vado regolarmente in palestra, quindi non può essere così terribile' ..."
Sulla vista
"La mia vista è proprio pessima ora. Sta retrocedendo o non so quale sia il termine visivo giusto. Non è acuta come lo era. Non riesco a leggere niente. Penso che si debba raggiungere un certo livello di difettosità per sottoporsi a chirurgia oculare con laser e ora penso di essere sul punto di farla.
Su un'estate post-lockdown a base di follie
"Se qualcuno si sta preparando a un'estate piena di baraonda a base di droga, sai che la situazione sta precipitando. Mi ci farò prendere alla grande. La polizia sta dicendo: 'Sappiamo che tutti usciranno quest'estate e siamo pronti a vedere tutti impazziti fare casino per tutta l'estate'. È eccezionale. Sarà come i ruggenti anni '20, quando partì quella cosa. Tutta la gente diede di matto!"
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Intervistato il 4 dicembre da Colm Haye di Radio Nova, emittente irlandese, Liam
Gallagher ha parlato - oltre che di Maradona - anche della sua nuova canzone, All You're Dreaming Of, e del concerto registrato sul Tamigi.
SU ALL YOU'RE DREAMING OF
"Un Liam delicato e sensibile? Sì, ma ho nella manica questo tipo di pezzi, li ho sempre fatti, anche quando facevo parte degli Oasis. Comunque sì, non penso che qualcuno abbia bisogno di sentirmi lamentare e blaterare, capisci?".
"Mi seccherei se mi dicessi che la vedresti bene in uno spot di John Lewis? No, penso che John Lewis sia piuttosto decente. Puoi sentirla dove ti pare, qualunque cosa sentano le tue orecchie. Nelle intenzioni non doveva essere una canzone di Natale. L'abbiamo composta durante il lockdown e ho pensato che avesse un sound alla Bing Crosby, così ci abbiamo dato dentro un altro po'. Sì, è una canzone di Natale, ma è una seria, non una sdolcinata come alcune delle canzoni che si sentono in giro. Sì, è una canzone adorabile".
"Abbiamo registrato tutti gli archi e tutti i fiati ad Abbey Road, così ho pensato di registrare lì anche la parte vocale. L'ho registrata lì, poi sono tornato a casa e ho ascoltato la versione che avevo registrato nella mia stanza, a casa mia, con indosso i boxer. Abbiamo usato quella registrata a casa, perché quella registrata ad Abbey Road non era abbastanza buona. Sì, l'ho cantata in boxer. Per rispondere alla tua domanda, no, non mi importa cosa indosso".
SUL CONCERTO SUL TAMIGI
"Esibirsi lungo il Tamigi con il vento? Nah, c'erano i parka e c'era il cappello. Quanto a Zoom, non farei dei concerti su Zoom perché sono patetici. Così abbiamo deciso di
prendere un barcone, adare sul Tamigi, riunire tutti i ragazzi, attaccare le chitarre agli
amplificatori e fare un po' di rumore. Mi dicevano: 'A novembre suonerà così così ...'. Io ho detto: 'Facciamolo!'. Così lo abbiamo fatto e suona
incredibile. Non era così freddo".
"È un po' Sex Pistols e un po' punk rock. Quindi sì, è bello. Abbiamo suonato tre canzoni che non facevo dai tempi degli Oasis. Gli Oasis iniziarono un po' punk, penso. Sai, avevamo un sound più punk, poi passammo ad un sound un po' più alla Beatles. Ce l'abbiamo avuta sempre quella cosa, un po' Beatles e un po' Sex Pistols. Andando sul barcone ho pensato che avremmo tirato fuori il sound alla Pistols. E spacca!".
"Non lascerò mai la stanza del concerto senza aver cantato i classici degli Oasis. Fanno parte del catalogo delle mie canzoni al pari delle canzoni poco note, indipendentemente da chi le ha scritte. Le ho cantate e le ho rese quello che sono anche io, tanto quanto ha fatto lui (Noel, ndr)".
SUL LOCKDOWN
"Lockdown periodo difficile anche per me? Sì, perché non ho visto la mia famiglia, non ho visto mia madre. L'ultima volta che l'ho vista ... L'ho vista quando sono salito a Manchester per una sera, e non basta. Ho visto i miei figli Ascolta, c'è sempre gente peggio di te, no? Quindi non ci faccio molto caso. Ho dovuto cancellare concerti e roba così. Non conta quanti soldi tu abbia. Penso sia stato un incubo per tutti. Riunione
su Zoom con la famiglia? No, tendo a tenermene alla larga".
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L'audio dell'intervista è alla fine del post. Prossimamente altri post estratti dall'intervista audio qui sotto.
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