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lunedì 25 luglio 2022

Corriere della Sera: Arriva Supersonic, il libro in cui gli Oasis si raccontano


Oasis, c’eravamo tanto amati: arriva «Supersonic», l’unico libro autorizzato dalla band

Il «demonio» Liam e il «solitario» Noel tra aneddoti personali e artistici. I Gallagher: «Noi fratelli? Siamo solo parenti»

Comincia tutto in un quartiere popolare appena fuori Manchester, lungo una strada molto trafficata, dentro una casa con le stanze piccolissime e il bagno esterno. I fratelli Noel e Liam Gallagher, cinque anni di differenza e due caratteri che non potrebbero essere più diversi, si trovano a dividere la camera da letto, non senza malumori. Qualche anno dopo, si trovano a dividere anche lo scettro di una delle rock band più famose al mondo, gli Oasis. I loro litigi scandiscono il percorso del gruppo quasi quanto la loro musica, che intanto fa la storia degli anni '90. All’ennesimo mandarsi a quel paese, nel 2009 Noel se ne va, il gruppo si scioglie e lascia i fan nella disperazione, in attesa di una reunion che ancora non si è concretizzata.

Nel 2015, però, i due fratelli, insieme al resto della band, alla madre e a tanti personaggi che ruotavano intorno all’universo-Oasis, si fanno intervistare dall’amico designer Simon Halfon per quello che diventerà il documentario «Supersonic». Ci sono 16 ore di interviste con Noel e 12 con Liam, un materiale ricchissimo che in buona parte non ha trovato posto nel film ed è invece confluito nel libro omonimo, «Supersonic», in uscita in Italia martedì 26 luglio per Baldini+Castoldi (traduzione di Riccardo Vianello, 448 pagine, 20 euro), unico libro autorizzato dalla band, tanto da essere considerato un’autobiografia.

È dalle loro parole in prima persona, caustiche ma spesso esilaranti, unite a quelle di chi li circonda, che viene ricostruita la loro storia, partendo dall’infanzia nei sobborghi di Manchester, fino al culmine del successo, con le due date inglesi a Knebworth Park nel 1996 andate subito sold out.

Liam, definito dalla madre Peggy «un demonio», fin da piccolo ha un’energia incontenibile ed è costantemente alla ricerca di attenzioni. Il fratello maggiore Noel è più tranquillo e passa le giornate in camera con la sua chitarra. «Non saprei dire perché Liam e io siamo così diversi, in fondo abbiamo avuto la stessa infanzia, no? Io sono più solitario — dice Noel —. Se anche dovessi passare qualche anno in prigione, la cosa non mi darebbe il minimo problema». E Liam commenta: «Se uno mi dice che potrebbe tranquillamente andare in prigione, io mi preoccupo. Mi fa paura». «Liam è un maledetto palo nel c… Non basta una sola parola per definire esattamente quando sia una perfetta testa di c...», prosegue poco dopo il fratello.

Entrambi senza peli sulla lingua, entrambi spregiudicati nel volersi prendere tutta la gloria per cui sentono di essere nati, sono però legatissimi alla madre che racconta come sbarcasse il lunario pulendo cinque case al giorno. Fanno i conti con un padre violento che presto esce dalla loro vita: «Le dava sempre a mia madre. Non mi ha mai toccato. A Noel e Paul (il terzo fratello, ndr) le suonava di tanto in tanto, ma a me non mi ha mai toccato», dice Liam.

«Se devo essere sincero, non so quanti padri dei miei amici fossero meglio di lui. Per me tutti i padri erano così», continua Noel che poi sostiene di non aver mai voluto riversare nella musica le cicatrici dell’infanzia: «Se volessi vendicarmi di mio padre, gli darei una mazza da baseball sulla testa. Non sono così poetico da aver fatto una cosa del genere in modo artistico, tramite una canzone».

Dei loro primi anni nella band Noel e Liam parlano senza filtri: ci sono quintali di droga e di alcol, stanze di hotel distrutte e il celebre arresto dopo una rissa scoppiata sulla nave che li portava ad Amsterdam per la prima data all’estero: «Tutto ciò che ricordo è che sembrava una scenetta di Benny Hill, con la polizia che ci inseguiva per tutto il dannato traghetto», rievoca Liam. Sono anni selvaggi: «Spendevamo tutto in alcol, cocaina e droghe assortite. Andavamo a casa di qualche fan oppure in albergo, e facevamo danni ovunque», descrive Noel. «Si chiama divertimento senza preoccuparsi più di tanto del futuro. Vivere il momento. Il rock’n’roll è esattamente questo», sostiene Liam. E se in Giappone i fan impazziscono per loro, negli Stati Uniti è più dura, soprattutto strafatti di metanfetamine. Così un concerto andato storto a Los Angeles porta Noel a un primo, temporaneo allontanamento.

Ma quando i due fratelli si ritrovano in studio, sono delle macchine da guerra: Noel scrive, Liam canta alla perfezione al primo colpo. Con «(What’s the story) morning glory?» inizia la rivalità con i Blur, «uno dei più grandi episodi nella musica pop inglese», dice Noel. E se i rapporti con Damon Albarn, negli anni, sono migliorati, quelli fra i due fratelli restano interrotti: «Io non amo Liam e non lo odio. Siamo semplicemente parenti», taglia corto Noel. Mentre Liam, che della band ha sempre avuto nostalgia, è molto meno gelido: «Prima di tutto è mio fratello. E questa è la cosa più importante».

Barbara Visentin

(Corriere della Sera, 24 luglio 2022)

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venerdì 29 luglio 2016

Noel Gallagher: "Ecco i miei libri preferiti e i miei eroi musicali. Mia madre un'eroina: provate voi a crescere Liam!"

Intervistato negli USA dalla rivista Rolling Stone (audio alla fine del post, l'intervista risale a maggio ma è stata diffusa l'11 luglio), Noel Gallagher ha parlato di ciò che lo caratterizza come persona originaria di Manchester, delle sue città preferite, dei suoi eroi musicali, delle sue regole di vita, dei fan che gli chiedono i selfie, dei suoi libri preferiti, della reunion degli Oasis e di molto altro. 

Ecco una nostra traduzione - la terza - delle sue parole. In questa parte dell'intervista Noel parla dei suoi libri preferiti, della musica che lo commuove, delle band meno note che apprezza e dei suoi eroi musicali.

PARTE 3

Qual è il tuo libro preferito?

Noel al promo West Fest di Columbus il 15 luglio 2016
I romanzi non fanno per me, ma un romanzo che ho letto dall'inizio alla fine e ho pensato fosse fantastico è On the Road (noto in Italia come Sulla strada, ndr) di Jack Kerouac.

E so che questo mi fa sembrare un intellettuale adesso, perché non lo sono per un cazzo. Lo lessi perché all'epoca ero molto preso da Bob Dylan e lessi un'intervista in cui parlava di questo libro.

Quando lo presi riuscii a capire da dove venisse la connessione tra Dylan. È una storia incredibile. Non direi che è il mio libro preferito, ho letto molte autobiografie. Come ho detto non sono un avido lettore, capisci? Io leggo cose "fattuali", i romanzi non mi interessano proprio, ma On the Road è fantastico per lo stile di scrittura.

Sembra quasi di sentire quel blues hipster di Subterranean Homesick Blues di Bob Dylan, come velocità e ritmo di scrittura.

E se pensiamo che risale al 1957, era proprio avanti.

È fottutamente incredibile. E mi ha fatto capire perché San Francisco era così predestinata. Qualcuno fa: 'Perché sono tutti ossessionati da San Francisco? New York è dieci volte la città che è San Francisco'. E mi rendo conto che il motivo è il jazz. Gli hipster jazz erano tutti a San Francisco, era la loro La Mecca. Un libro fantastico. E ovviamente fu scritto in un unico tentativo, il cane che fugge con l'ultimo pezzo e tutte quelle cose lì sono incredibili. 

Quale libro stai leggendo attualmente?

Nessuno. Devo trovarne uno buono. L'ultimo libro che ho letto era sulla spia britannica Kim Philby, che defezionò andando con i russi durante la guerra fredda. È scritto dalla prospettiva dei suoi amici, nessuno dei quali sapeva che lui fosse un doppio agente. È affascinante. Non ricordo come si chiami quel libro, però è grandioso.

Mi piace la roba della seconda guerra mondiale e della guerra fredda, mi piace tutto quel periodo, le manovre dei superpoteri di allora per dominare il mondo sono affascinanti. E come si arrivò vicini al punto che qualcuno schiacciasse il tasto. 

Penso che in America la gente non si renda conto di cosa significhi subire blitz, non concepisce l'idea di vedere la tua città distrutta dalle bombe. C'era follia.

L'America non è mai stata invasa ed è per quello che quando è accaduto l'11 settembre per l'America è stata una cazzo di cosa terribile: 'Cosa? Sul nostro cazzo di suolo?'.
In Inghilterra, invece, le attività terroristiche i sono sempre state. L'Inghilterra è stata invasa e teatro di guerra per secoli, capisci? Quindi quaggiù non è poi tutta questa gran cosa. Londra è stata teatro di bombe dell'IRA negli anni '70 ed è andata vicina all'invasione dei nazisti ed è stata invasa dai romani e dai francesi e bla bla bla. 

Quindi sì, gli americani non capiscono proprio come sia, ma d'altro canto è una cosa buona. Io preferirei vivere in un paese che non è mai stato invaso. 

Parlami della musica che ancora ti commuove di più.

Sono ancora i classici. Mi capita ancora di sentire in I am the Walrus o in roba degli anni '70 come Strawberry Fields qualcosa che non ho mai sentito prima. È una cosa strabiliante da dire. Ti ritrovi in bagno, con Strawberry Fields nell'altra stanza, ti colpisce qualcosa di quelle canzoni ed è come se le stessi ascoltando per la prima volta. E non mi riferisco solo ai Beatles e a John Lennon, ma alla maggior parte di quella musica degli anni '70, che per me evolve ancora, capisci? 

Ovviamente in quest'epoca di playlist e Internet ... ho una playlist di tutte le più grandi canzoni degli anni '70 e sono quelle canzoni che riescono a fermare una conversazione in una stanza piena di gente. Se non senti Love Me Till the Sun Shines dei Kinks da quattro o cinque anni fai: 'Porca troia! Senti che cazzo di pezzo!'. Trovo tutto quel periodo di grande ispirazione. 

È incredibile pensare che da Love Me Do ad Abbey Road siano trascorsi solo otto anni.

Sì, ma non è solo quello. Basti pensare che molte delle band che si ispirarono ai Beatles all'epoca di Love Me Do non si erano neanche formate. E poi quando sei arrivato all'anno di Woodstock era spuntata un'intera fottuta generazione e cultura che era quasi alla fine. In sette anni o giù di lì. È fottutamente stupefacente quello che successe. Sto ancora scoprendo qua e là dei brani della fine degli anni '70 che mi fanno pensare: 'Wow, porca troia! Ogni volta che andavano in studio registravano un capolavoro, è incredibile!'.

E anche band che hanno pubblicato un solo album, che hanno avuto vita molto breve, erano eccezionali.

I David. Hai sentito quell'album di quella band, i David? Credo fossero californiani. Si dice che fossero stati chiamati alle armi per la guerra del Vietnam ed è questo il motivo per cui nessuno ha più sentito parlare di loro. Penso che il loro album si chiami Another Day, Another Lifetime. È fottutamente folle. E tutta la roba ... Come cazzo si chiama quella band? ... Hanno scritto Walk Away Renee.

I Left Banke. 

I Left Banke. Tutta la roba dei Left Banke. Cioè ... porca troia! Incredibili!

Nei primi anni '70 se non fosse stato per David Bowie e poche altre persone ... Il mainstream pop era divenuto così orribile in così poco tempo. 

Sai, nei primi anni '70 il rhythm & blues e il blues in sé si erano fatti spazio oltre l'Atlantico e gli inglesi avevano creato la propria cultura di quel tipo e l'avevano fatta tornare in America. Gli inglesi presero i Velvet Underground e gli Stooges e inventarono il punk rock e, sai, cambiarono il mondo. E anche quei primi dischi punk, dei Ramones, dei Sex Pistols e dei Clash, ti lasciano ancora a bocca aperta.

Chi sono i tuoi eroi e perché?

I miei eroi musicali penso che sarebbero i Beatles e gli Stones, perché ... Perché? ... Cazzo! Perché avevano le migliori canzoni, penso.

Ray Davies perché scriveva le migliori canzoni, Pete Townshend perché non gliene fregava un cazzo, David Gilmour e Roger Waters perché combinati l'uno con l'altro erano il fuoco e il ghiaccio.

Di Roger Waters mi piaceva fottutamente la sua megalomania. Di David Gilmour mi piace la sua figaggine, il suo modo di suonare la chitarra.

John Lydon, perché è una persona molto vera e un po' mi agito quando lo incontro, anche se penso di piacergli, perché abbiamo trascorso bellissime serate insieme. Andiamo proprio d'accordo e gli voglio bene.

Poi ci sono i Jam con Paul Weller, che è divenuto un mio ottimo amico e mio vicino di casa. 

E gli U2, anche loro divenuti miei amici. E li amo perché da ragazzo ascoltavo The Joshua Tree ed era di grande ispirazione, era un modo di comporre le canzoni così semplice, ma si connetteva con chiunque nel mondo e quella cosa mi piaceva molto.

E poi gli Stone Roses. Scrissero una canzone di nome Sally Cinnamon, la comprai il giorno che uscì, la portai a casa, la ascoltai e pensai: 'So che posso farcela ora, perché so scrivere canzoni così'.

Poi ci sono Morrissey e Marr degli Smiths perché portarono la composizione delle canzoni su un altro cazzo di livello. Morrissey è un figlio di puttana ed è talmente spassoso che è incredibile, ti fa venire i dolori per quanto ti fa ridere. Johnny Marr è come me, è di Manchester e viene da una famiglia irlandese, siamo quasi la stessa cosa. Anche se lui è un mago e io un mero apprendista mago.

Chi altro? Mia moglie, perché è fottutamente bellissima e per un qualche folle incantesimo del fato ho finito per sposarla dopo averla incontrata in un nightclub e abbiamo due figli fantastici.

Mia figlia adolescente è un'eroina, perché ha superato delle avversità ed è fottutamente figa, ma - come ho detto - non sarà mai figa quanto me. E il fatto che lo accetti la rende più figa di me, il che non può essere possibile. 

Chi altro? Mia madre, perché ha cresciuto Liam Gallagher. Cazzo! Wow! Provate a farlo voi!

È un peccato che due dei tuoi eroi musicali, Morrissey e Marr, dopo alcuni anni abbiano smesso di fare musica insieme, perché non riuscivano a sopportarsi.

È una cosa buffa e strana. Sembra che nessuna somma di denaro possa farli tornare insieme sul palco, ma in fondo io li ammiravo ancora di più per quel motivo, capisci?

Ah, aspetta un attimo. Dico anche Neil Young e Bob Dylan. Io ora mi sono liberamente trasformato in un cantautore, ma in realtà loro lo sono, cazzo. Ogni volta che vedo Neil Young penso: 'Porca troia! Fa mai un concerto di merda?'. Gli Oasis hanno suonato con lui e abbiamo avuto proprio l'ccasione di uscire insieme. Veniva nel nostro camerino e conosceva le nostre canzoni e pensava fossimo fighi. E noi pensavamo: 'Gesù! Neil Young! Questo era a Woodstock! Porca zozza!'.

Pare che Bob Dylan, i Rolling Stones, Roger Waters, gli Who, Paul McCartney e Neil Young possano riunirsi per un superconcerto al Coachella, ad ottobre.

Cosa? Cosa?

Sì, è stato annunciato ieri.

Dov'è questa cosa?

Ad ottobre al Coachella. 

Cazzo, ci vado, perché il mio tour finisce a settembre.

Wow, fallo!

Rendi noto che sono disponibile ad aprire fottutamente il concerto di chiunque suonando il banjo!

Si dice che incassino sette milioni di dollari ciascuno.

Sul serio?

Giuro su Dio.

Suoneranno mezz'ora ciascuno?

No, sarà una tre giorni. La prima sera ci sono Bob Dylan e gli Stones, la seconda Neil e McCartney, la terza Roger Waters e gli Who. Giuro su Dio. È stato annunciato ieri. 

Cazzo, è fatta. Ci vado. Se ora riattacco non ti offendere, è perché vado adesso a prendere i biglietti.

traduz. oasisnotizie

FINE PARTE 3
Segui i prossimi post per leggere le altre parti dell'intervista di Rolling Stone a Noel.  

PARTE 1 QUI - PARTE 2 QUI 



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lunedì 12 dicembre 2011

L'attore di Nowhere Boy nel film di Liam Gallagher sui Beatles?

Ha interpretato un giovane John Lennon in Nowhere Boy nel 2009, ricevendo il plauso della critica e del pubblico. Stiamo parlando dell'attore Aaron Johnson, che sarebbe il prescelto da Liam Gallagher per il film di cui è produttore. L'ex frontman degli Oasis, ora nei Beady Eye, sta lavorando da oltre un anno a un film ispirato al libro The Longest Cocktail Party di Richard DiLello, che narra le vicende della Apple Corps, l'azienda multidivisionale fondata dai Beatles nel 1968, due anni prima del loro scioglimento.

Il 21enne Johnson sarebbe "l'unico attore desiderato e pare ci siano buone possibilita che venga reclutato", riferisce una fonte al sito express.co.uk. "Liam è rimasto colpito da Aaron in Nowhere Boy. È parso immortalare lo spirito di Lennon meglio di qualsiasi altro attore. Aaron ha interpretato il ruolo in modo molto partecipato e la sensazione è che accetterebbe subito di reinterpretarlo se le circostanze sono quelle giuste. Ora tutto dipende solo dai programmi probabilmente".

Johnson ha una relazione con la 44enne Sam Taylor-Wood, regista di Nowhere Boy. La coppia ha un bimbo di un anno e mezzo ed è in attesa di un secondo figlio.

Alcuni mesi fa Liam aveva detto che avrebbe voluto Johnny Depp nel ruolo di Derek Taylor, capo dell'ufficio stampa dei Beatles.

oasisnotizie - via express.co.uk


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sabato 30 luglio 2011

Intervista tradotta a Noel Gallagher: "Passato alle spalle. Questi non sono gli Oasis" (da Mojo di settembre 2011)

Ecco in esclusiva l'intervista a Noel Gallagher pubblicata su Mojo in edicola a settembre 2011 e tradotta in italiano. Noel indica anche i suoi dieci libri preferiti, motivando le scelte.

Clicca qui per leggere l'intervista a Noel Gallagher pubblicata sul numero di NME in edicola dal 20 luglio.

Clicca per ingrandire.



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mercoledì 27 aprile 2011

Anche aneddoti sugli Oasis nel nuovo libro di Neil Strauss

Neil Strauss è un giornalista del New York Times e di Rolling Stone, famoso per le sue originali interviste alle star della musica internazionale. È da poco uscito negli Stati Uniti il suo ultimo libro, Everyone Loves You When You’re Dead ("Tutti ti amano quando sei morto"), che racconta decine di incontri e chiacchierate con celebrità del calibro di Lady Gaga, Courtney Love o Bruce Springsteen.

Oltre a essere un autore e giornalista, Strauss è stato anche il ghostwriter di famose autobiografie come Vita da pornostar: una storia edificante, sulla vita della stella dell’hard Jenna Jameson. Il suo più grande successo risale al 2005, con The Game: Penetrating the Secret Society of Pickup Artists (in Italia "The Game: la bibbia dell’artista del rimorchio").

Con Everyone Loves You When You’re Dead, Strauss riprende i suoi vecchi appunti e i nastri delle registrazioni effettuate durante le decine di interviste che ha realizzato per varie pubblicazioni durante la sua carriera, e li mescola in una carrellata di aneddoti e curiosità su alcune delle celebrità che hanno fatto la storia del rock e del pop.

La sua intenzione è quella di rivelare la vera essenza di ogni celebrità che ha incontrato, mostrandone un lato diverso, più nascosto e intimo. Il libro penetra così nella vita degli artisti più “pazzi” e controversi, da Madonna a David Bowie, da Chuck Berry a Ozzy Osbourne, e ancora Marilyn Manson, gli Oasis, Gwen Stefani, Prince e tanti altri. I loro errori e i loro eccessi vengono proposti come intrattenimento, ma anche come monito per ricordare al lettore di essere felice con ciò che ha. Ma nonostante il serio proposito (o almeno così lo definisce l’autore), tra le varie situazioni raccontate da Strauss nel libro non mancano quelle più bizzarre e divertenti, come l’essere rapito da Courtney Love, o riuscire a far piangere Lady Gaga, o andare a comprare i pannolini con Snoop Dogg.

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mercoledì 13 aprile 2011

Lunga intervista a Tony McCarroll: "Gli Oasis e la mia vita. E Noel Gallagher ha letto il mio libro e si è ammorbidito"

Il mese scorso vi abbiamo chiesto di inviarci le vostre domande per Tony McCarroll e siamo stati sommersi dalle risposte. Tony è stato uno dei membri fondatori dei ‘Rain’, il gruppo che successivamente sarebbe diventato gli Oasis.

Durante la sua permanenza nella band ha suonato in quello che, all’epoca, fu l’album di debutto con record di vendita assoluto, Definitely Maybe, e nel singolo Some Might Say, che avrebbe fatto parte dell’album più venduto degli anni ’90, What’s The Story? (Morning Glory). Il suo modo distintivo di suonare contribuì a creare un sound esclusivo nei primi anni del gruppo e brani come Supersonic, Bring It On Down e Live Forever sono tutti immediatamente riconoscibili per il sound caratteristico.

Dopo aver lasciato gli Oasis, Tony ha continuato a suonare la batteria, ha fondato il gruppo Raika con i fratelli e tuttora dà lezioni di batteria a giovani musicisti. Nel 2010 ha pubblicato il libro Oasis: The Truth, raccontando il suo periodo nella band. Il libro è un racconto in prima persona di come gli Oasis siano diventati la più grande band del paese partendo dalle umili origini di Manchester, ed ha ricevuto ottimi consensi sia dai fan che dai giornalisti.

Ciao Tony, come vanno le cose?

Al momento bene. Il libro è stato un enorme successo, acclamato dalla critica sia nel mio paese che fuori. Il che è gratificante. Mi ha tolto un grosso peso dalle spalle, è per questo che mi sento bene.

Ho letto il libro e mi è piaciuto molto, quand’è che ti è venuto in mente di pubblicarlo?

Sono contento che ti sia piaciuto. Sento di aver dato voce al mio malcontento e la risposta del pubblico è stata travolgente.

L’idea arrivò due anni fa circa, prima dello scioglimento del gruppo. Noel era in giro a promuovere un album e ancora una volta io passai per lo stupido della situazione. Decisi che era il momento di mettere le cose in chiaro. Il libro ha uno stampo umoristico che sembra aver fatto breccia nei cuori della gente.

Hai ricevuto qualche commento dai membri del gruppo, a proposito del libro?

Curiosamente ho incontrato Bonehead poco prima della pubblicazione. È stato fantastico come sempre e mi ha fatto gli auguri. Sembra che anche Noel l’abbia letto e gli sia piaciuto molto, in gran parte l’ha trovato divertente. Mi fa piacere che l’abbia presa da questo lato. Tutti si ammorbidiscono con il tempo o, nel caso di Noel, iniziano a scongelarsi. Scherzo!

Gli Oasis fotografati nel 1994 in Giappone durante il tour
Secondo te, com’è visto il tuo contributo alla band e la tua uscita dai fan degli Oasis? Il tuo libro è indirizzato anche a loro, o hai sempre sentito il loro affetto e rispetto negli anni, prima e dopo di andartene?

Come per tutti i fan di una band, ci sono due categorie. Quelli a cui piaci e quelli a cui no. È così. Sono fortunato nel senso che raramente mi capita di incontrare un fan con cui non vado d’accordo. Sono un tipo amichevole. Nella vita è importante avere rispetto e, se lo fai, è più facile riceverlo in cambio.

Si vocifera che il libro diventi un film. È vero? Da chi ti piacerebbe essere impersonato?

Una casa produttrice mi ha parlato di filmare il libro. Contatteranno Noel per i diritti musicali. Vedremo quanto gli sarà piaciuto il libro in base alla sua risposta.

Pensavo a Leonardo Di Caprio con la parrucca per me e sicuramente Craig Cash per Bonehead.

È vero che hai preso in mano le bacchette della batteria per la prima volta a cinque anni e che fu registrato e trasmesso dalla BBC nello show di punta per bambini Playschool?

Sì, puoi chiederlo a mia madre. Se qualcuno che sta leggendo l’intervista lavora per la BeeB e ha accesso agli archivi del programma forse può ripescarlo. Sarebbe fantastico rivederlo.

Il primo membro degli Oasis che hai incontrato è stato Guigsy, com’è successo?

Ci siamo incontrati da bambini, grazie al calcio. Erano davvero anni stupendi, le uniche preoccupazioni erano avere i soldi per andare alla partita nel weekend con dieci sigarette in tasca. Tutto il resto era un optional! C’erano così tanti aneddoti che avrei potuto inserire nel libro, ma in realtà quei giorni avrebbero richiesto un libro a parte.

Liam durante il live degli Oasis all'Academy di New York nel 1995
È vero che andavate alle partite del Manchester United e del City insieme?

Sarebbe stato fisicamente impossibile. A meno che non fosse stato un derby.

Eri in un gruppo chiamato 'Pleasure And Pain, che musica suonavate?

In realtà era la prima band di Bonehead, non la mia. Credo fosse un progetto musicale sadomasochistico, il che spiega il nome.

Qualche anno dopo hai conosciuto Bonehead, presentatoti da Guigsy, qual è stata la tua prima impressione di lui?

Pensai che era il tipo più divertente che avessi mai incontrato. Una risata ogni minuto e per giunta un musicista di gran livello! Fui fortunato a condividere con lui la stanza in ogni tour… Sicuramente la stanza più incasinata, eravamo sempre gli ultimi ad andare a letto! Captain Mayhem! ("Capitan Casini", ndr)

Guigsy ti propose di unirti ai Rain insieme a lui, Bonehead e Chris. A chi venne in mente il nome della band?

A qualcuno con poca immaginazione, probabilmente guardando fuori dalla finestra in una giornata qualunque a Manchester.

Ci sono registrazioni del gruppo risalenti al periodo pre-gallagheriano?

Non lo so. La persona migliore a cui chiederlo è BigUn (Paul Ashbee). Ne collezionava di ogni tipo all’inizio, come una gazza ladra. Mi sa che persino Noel si rivolge a BigUn per rinfrescarsi la memoria!

Gli Oasis dal vivo al The Venue di Londra il 13 maggio 1994
Quando hai incontrato Liam per la prima volta e quali furono le tue impressioni su di lui?

Le prime impressioni non furono molto buone. Proprio non capivo la camminata. Non sono mica Mike Yarwood.

Liam l’ho incontrato per la prima volta all’Errwood Park quando avrà avuto dodici anni circa. Ha sempre avuto quello che oggi viene definito il fattore ‘X’. È sempre stato un leader e aveva una forte personalità. Era un ragazzo fantastico e lo è ancora oggi.

Quali canzoni scelse Liam per il suo provino? E dopo quanto tempo ha cambiato il nome del gruppo in Oasis?

Quando Liam fece il provino a casa mia non credo che abbia nemmeno cantato. Non era necessario. Dopo un paio di mesi ebbe l’idea di cambiare il nome. Ci sembrò giusto. Dopo l’allontanamento di Huts, i Rain si erano fermati definitivamente.

Hai suonato una serie di concerti con gli Oasis prima che Noel entrasse nel gruppo, quali canzoni aveva già scritto prima di unirsi?

Nulla che potresti riconoscere. Molti lavori iniziali vennero fuori strimpellando, poi il testo venne aggiunto in un secondo momento. Brani come ‘Strange-Thing’ o ‘Colour My Life', ecc. si possono ascoltare su YouTube.

Siete stati scoperti da Alan McGee a Glasgow, quanto di Definitely Maybe era già pronto all’epoca?

È una domanda molto specifica, vorrei poterti rispondere in modo altrettanto specifico! Solo uno o due brani al massimo.

Quali furono le tue prime impressioni della Creation? Erano davvero matti come si diceva?

Alan McGee ci trascinò su una giostra di champagne, sostanze chimiche e contanti. Eravamo cinque ragazzi della classe operaia di Manchester senza neppure un buco in cui pisciare. La Creation sapeva come tenere vivo il nostro interesse e come alimentare i media. Credo sapessero che le nostre buffonate e il nostro atteggiamento ci avrebbero portati alla notorietà. E poi avevano già ascoltato anche Definitely Maybe!

Tony sul treno che da Osaka condusse gli Oasis a Tokyo nel 1994
Quanto input creativo ritieni di aver dato alla batteria negli Oasis? Era Noel a dire “voglio che la batteria suoni così, quindi fai in questo modo”?

Dipende. Qualche volta Noel aveva un suono definito che voleva ricreare, ma altre volte suonavamo semplicemente e Noel ci scriveva sopra. Un ottimo esempio è ‘Supersonic’. Era un sound-check mio e di Bonehead da cui poi Noel ha colto il carattere. Sono molto orgoglioso del fatto che il primo prodotto degli Oasis offerto al pubblico britannico sia il ritmo di batteria che ho creato in un piccolo studio di Liverpool. Ancora oggi mi viene la pelle d’oca!

Qual è la tua canzone degli Oasis preferita del periodo post-McCarroll?

Senza dubbio ‘Don’t Look Back In Anger’.

Com’è oggi il tuo rapporto con il resto del gruppo?

Non parlo con Noel e Guigs da quando me ne sono andato. Noel l’ho incontrato per caso di recente a una partita del Manchester City ma si è dileguato non appena mi ha visto, peccato. Sarebbe bello credere che entrambi ci siamo ammorbiditi col tempo. Bonehead è ancora un genio musicale e ci becchiamo di tanto in tanto. L’ultima volta ho parlato con Liam a un concerto dei Real People e come al solito ci siamo fatti un sacco di risate. Liam è un bravo ragazzo.

Se Noel e Liam decidessero di fare un tour dopo una reunion con i membri originari degli Oasis, saresti interessato?Penso che dovrebbero prima convincersi a vicenda.

Qual è la tua canzone degli Oasis preferita e perché?

Facile. ‘Live Forever’. Immagino resterà negli annali come la nostra migliore canzone. Adoro l’intro e l’esplosione della batteria. Ai concerti sentivi la gente cantarla a squarciagola, non succede con molte canzoni. Quando l’abbiamo registrata, Owen Morris alzò la batteria facendo infuriare Noel, ma Owen fece di testa sua e alzò la batteria su quasi tutte le tracce che stava mixando. Alla fine anche Noel ammise che fu la scelta giusta.

Qual è la batteria che preferisci di tutti i brani Oasis?

Adoravo suonare brani come ‘Bring it on down’ o anche ’Headshrinker’.

Chi definiresti il miglior batterista tra Alan White, Zak Starsky e Chris Sharrock?

Credo siano tutti dei gran batteristi, ma amo il lato creativo di Zak. Non è mai scontato e ha portato la band in una direzione diversa! Azzardo a dire che mi ricorda il suo celeberrimo padre e il modo in cui approcciava le registrazioni.

È vero che eri tra il pubblico del V Festival per l’ultimo concerto degli Oasis?

Sì. Eravamo un gruppo di venti persone che visitano il festival ogni anno. Quella sera pensai che la performance degli Oasis fosse stata particolarmente buona. Ci sono solo due persone al mondo che sono andate al primo e all’ultimo concerto degli Oasis: Liam e io! Penso che potrebbe essere una bella domanda per un quiz!

Tony McCarroll al Festival di Glastonbury nel 1994
Qual è il momento più memorabile che hai vissuto con la band?

Glastonbury 1994 (foto a fianco).

Con chi ti trovavi meglio nel gruppo?

Bonehead e Liam. Eravamo il gruppetto ‘pestifero’ della band. Noel era occupato ad andare in estasi con le reporter musicali o a rilasciare interviste e Guigs passava la maggior parte del tempo a leggere cose tipo in che direzione radersi o a guardare il cricket. Avevamo campo libero per seminare distruzione e spezzare cuori su e giù per il paese.

Hai ascoltato gli album degli Oasis successivi al tuo abbandono? Se sì, cosa ne pensi?

Sì certo, li ho ascoltati con attenzione. Non posso dire di averne acquistato uno però. I primi album erano fantastici ma ho un po’ perso interesse fino a ‘Dig Out Your Soul’. Parte di ciò che c’è stato in mezzo era quasi prevedibile, ma magari sono io che avevo molta familiarità con Noel e il suo modo di scrivere.

Pensi che il tuo libro incoraggerà gli altri ex membri del gruppo a pubblicarne uno?

Me lo auguro. Più di tutti, sarei ansioso di leggere i racconti di Liam. Noel ha aperto il proprio animo a tutti negli ultimi vent’anni, mentre Liam si è avvolto nel mistero. Sarebbe bello per i britannici scoprire che la loro percezione di Liam come un hooligan e un teppista non è del tutto vera.

Suoni ancora la batteria regolarmente?

Non smetterò mai. La batteria è stata la mia prima vera passione nella vita e mi piace ancora oggi. Se un batterista smette di suonare, gli va tutto male (roba da batteristi!).

Nel tuo libro hai detto che sei impegnato con dei workshop di batteria. A chi sono indirizzati e in che modo hai iniziato questo progetto?

I miei workshop si svolgono in Irlanda e sono indirizzati a giovani del luogo. Mi è sempre piaciuto insegnare e far sviluppare il talento. Per me è importante far concentrare i giovani su qualcosa di creativo e per loro può rivelarsi un’esperienza estremamente positiva.

Che fine ha fatto il tuo gruppo Rakia, avete mai registrato qualcosa?

Ero nei Rakia con i miei due fratelli, Ged e Adi. Ged è un libero professionista musicista molto richiesto che rimandava continuamente tour e lavoro per dedicarsi ai Raika. Quando la cosa non fu più fattibile non avemmo altra scelta che scioglierci. Girano alcuni demo sconosciuti che avevano ricevuto delle offerte all’inizio.

Se avessi la possibilità di entrare in un gruppo interessante, torneresti con passione a tempo pieno nel business musicale o è qualcosa che non ti interessa più in questo momento della tua vita?

Mai dire mai.

Liam e Tony al The Met Café di Providence, USA, nel 1994
Se avessi potuto entrare in un altro gruppo, attuale o del passato, chi avresti scelto?

Probabilmente i Led Zeppelin. Sarei stato un John Bonham con i ricci!

Per finire, perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro?

Dovrebbero leggere il mio libro se sono appassionati di Oasis, Noel Gallagher, Manchester, calcio, bere, Irlanda, robot, amore, batteristi, spaccio di droga, Liam Gallagher, prostitute, risse, mafia e il cappotto di Kurt Cobain.

Il libro di Tony ‘Oasis: The Truth’ può essere acquistato presso i rivenditori abituali, clicca qui per maggiori dettagli.

Ringraziamo Tony per aver dedicato del tempo a rispondere alle domande dei fan e un grazie a tutti voi per averle inviate.

Immagini in bianco e nero utilizzate per gentile concessione di Paul Slattery.

Fonte: SCYHO, 31 gennaio 2011

Traduzione di Francesca Maya

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sabato 8 gennaio 2011

Tony McCarroll racconta la vita nel mondo del Britpop

L’ex batterista, negli Oasis dal 1991 al 1995, racconta la vita nel mondo del Britpop.

All’inizio degli anni ’90 le ‘boy band’ e ‘girl band’ dominavano le classifiche inglesi e irlandesi. Take That, Spice Girls, East 17 e Boyzone vendevano milioni di singoli e comparivano costantemente in televisione.

Poi, nel 1994, una guitar band di nome Oasis, composta da ragazzi appartenenti alla classe operaia, emerge da un’area a predominanza irlandese di Manchester. Il gruppo era formato dai fratelli Liam e Noel Gallagher rispettivamente vocalist e chitarrista principale, Paul ‘Bonehead’ Arthurs alla chitarra ritmica, Paul ‘Guigsy’ McGuigan al basso e Tony McCarroll alla batteria. Volevano riportare in vita l’era d’oro del rock’n’roll britannico anni ’60 ed erano “mad for it” (letteralmente: ne andavano matti).

Tony nasce a Levenshulme, al sud di Manchester, nel giugno del 1971 ma passa parte dell’infanzia con i parenti in Kinnitty, Contea Offaly. Inizia a suonare la batteria a sei anni e dieci anni dopo, insieme ad alcuni amici, forma un gruppo chiamato Sweet and Tender Hooligans, suonando brani degli Smiths e dei New Order.

Insieme a ‘Bonehead’ e ‘Guigsy’, Tony fonda un gruppo musicale completamente nuovo, The Rain, e nel 1991 sceglie Liam Gallagher come cantante principale.

“Già all’epoca avevamo un certo sound e il merito è di Bonehead,” dice McCarroll. “La sua chitarra ritmica creava questo muro di sonorità e tutti gli altri membri del gruppo cercavano di stargli dietro. Si era creata questa vibrazione nella band, eravamo un gruppo di amici pieni di grandi sogni e ambizioni”.

Dopo qualche concerto la band decide di cambiare il nome in Oasis e Liam invita il fratello maggiore Noel (all’epoca un roadie con gli Inspiral Carpets) alla loro esibizione al Boardwalk. Noel dice a Liam che erano stati “una merda” e i due hanno una brutta lite – la prima di una lunga serie. In seguito Noel cambia idea ed entra nel gruppo come primo chitarrista e autore principale.

La grande occasione del gruppo arriva a maggio del 1993 quando vengono notati dal fondatore della Creation Records Alan McGee al King Tut’s Wah Wah Hut di Glasgow – nonostante all’inizio gli fosse stato negato l’ingresso e avessero dovuto farsi strada con prepotenza sul palco.

“Avevamo affittato un furgone a Manchester, ci era costato qualcosa come 200 sterline”, ricorda Tony. “Ovviamente all’epoca i soldi erano pochissimi ma dovevamo assolutamente arrivare in quel posto. Guidammo fino a Glasgow, fu un viaggio di tipo 3 ore, e quando arrivammo lì l’organizzatore disse che siccome non ci conosceva, non ci avrebbe fatto suonare.

“Dopo una serie di accese negoziazioni ci concesse 15 minuti all’inizio. Abbiamo suonato solo 4 canzoni, dopodiché Alan McGee si avvicinò a noi e ci chiese se avevamo un contratto. Ed è lì che è iniziata davvero la storia degli Oasis. Avevamo fatto solo 4 o 5 concerti prima di essere scritturati, all’epoca era una cosa senza precedenti. Fu un’ascesa alla notorietà alquanto veloce.”

Nel settembre del 1994 gli Oasis pubblicano Definitely Maybe che diventa l’album di debutto più venduto nella storia delle classifiche britanniche. Singoli come ‘Supersonic’, ‘Live Forever’, ‘Cigarettes & Alcohol’, ‘Whatever’ e ‘Some Might Say’ spazzano via i gruppi pop studiati a tavolino dando inizio al nuovo fenomeno culturale del Britpop.

Per tutto il 1995 e 1996 il gruppo si contende la supremazia delle classifiche con la indie-rock band londinese Blur, in quella che è stata soprannominata ‘La guerra del Britpop’. McCarroll viene licenziato dagli Oasis all’inizio del 1995 e al suo posto subentra l’ex batterista del gruppo di Paul Weller, Alan White.

Ha assistito all’incredibile successo dei suoi amici di un tempo, nonché compagni di band, per poi vederli implodere pezzo dopo pezzo.

“Ci rimasi malissimo,” rivela a proposito del suo licenziamento. “Portavo avanti questa cosa praticamente da quando ero nato e l’ho vista crescere da fuori. Via via gli atteggiamenti stavano iniziando a cambiare, forse è stata colpa del bere e delle droghe. Sicuramente c’erano tensioni perché vivevamo in simbiosi ogni giorno. Sono sempre stato uno che dice la sua. Forse se avessi rigato dritto, sarei durato un po’ di più”.

Nel settembre 2009, dopo una brutte lite col fratello, Noel Gallagher annuncia lo scioglimento degli Oasis. A fine anno Liam fonda la sua nuova rock band Beady Eye e il loro album di debutto è il più atteso del 2011.

“Ho sentito solo qualche parte qua e là” dice McCarroll. “Conoscendo Liam è probabile che avrà un suono in stile Lennon. Non vedo l’ora di ascoltarlo per intero”.

Il libro di Tony McCarroll The Truth: My Life As Oasis’s Drummer è edito dalla John Blake Publishing Ltd ed è in vendita da alcuni mesi.

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(Francesca)

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mercoledì 1 dicembre 2010

Esce un libro con le migliori citazioni degli Oasis

Nuovo libro sugli Oasis. Si intitola Mad For It: The Wit & Wisdom of the Gallaghers e comprende alcune tra le più memorabili citazioni dei fratelli Gallagher e dei loro compagni di avventura nella loro carriera. Non mancano, naturalmente, i commenti che un fratello ha riservato all'altro, come ad esempio: "È maleducato, arrogante, intimorisce ed è pigro. È tipo l'uomo più arrabbiato che tu possa mai incontrare. È come un uomo con una forchetta in un mondo di zuppa" (Noel parla di Liam, 2009). oasisnotizie

Mad For It: The Wit & Wisdom of the Gallaghers

Autore: Paul Stokes, condirettore del NME Paul Stokes

Prezzo: 8.99 sterline

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giovedì 18 novembre 2010

Tony McCarroll: "Se critichi Noel Gallagher poi non puoi tornare indietro"

Torna a parlare Tony McCarroll. L'ex batterista degli Oasis, che recentemente ha pubblicato un libro di memorie intitolato Oasis: The Truth, lo ha fatto ai microfoni di BBC 6 Radio, insistendo sul turbolento rapporto con Noel Gallagher, che ha avuto anche strascichi legali.  

"Il motivo principale per il quale ho scritto questo libro è il noelgallagherismo. Sai, le sue battute. Sentii che era il momento di difendere me stesso. C'era un po' di stampa cattiva e pensai: 'Bene, racconterò la mia versione della storia'. Sarei assolutamente scioccato se ci fosse una qualche riconciliazione. Noel è fatto così. Una volta che l'hai criticato, è difficile tornare indietro".

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venerdì 22 ottobre 2010

Esclusivo - Brani tradotti del libro di Tony McCarroll, ex batterista degli Oasis

In esclusiva oasisnotizie ecco la traduzione di alcuni brani del nuovo libro di Tony McCarroll, Oasis: The Truth, in vendita dal 4 ottobre. Clicca sull'immagine per ingrandire


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lunedì 18 ottobre 2010

Tony McCarroll: "Da Noel Gallagher non si ottengono mai delle scuse. Non è disponibile alla riconciliazione"

L'ex batterista degli Oasis Tony McCarroll, il cui nome è tornato alla ribalta in questi giorni grazie all'uscita del libro Oasis: The Truth, in cui ricorda il periodo trascorso nella band, ha dichiarato che la pubblicazione del suo libro - che non risparmia critiche all'ex leader del gruppo Noel Gallagher - potrebbe mettergli contro un "grande marchio" di fama mondiale. 

Nel libro McCarroll ricorda il controverso episodio del suo allontanamento dalla band, secondo il batterista dovuto a continui litigi con Noel Gallagher, anche se quest'ultimo giustificò la cacciata dicendo che Tony "non era all'altezza delle nuove canzoni".

Alla rivista NME McCarroll ha detto che la sua versione della vicenda del licenziamento potrebbe stridere con l'immagine degli Oasis dei primi tempi radicata nell'opinione pubblica e con l'immagine pubblica di Noel Gallagher diffusa tra la gente e tra i fan. "Ci sono un sacco di cose che devo mettere a punto. C'è un altro aspetto della storia degli Oasis che credo debba essere riconsiderato. Per una volta si può anche dare credito ad altri membri della band. Non fu una cosa che riguardò soltanto una persona".

Da quando il batterista fu allontanato dalla band Noel si espresse più volte in termini sprezzanti nei suoi confronti e lo stesso McCarroll ammette che il suo libro causerà probabilmente frizioni tra i fan. "Mi sto mettendo contro un marchio maledettamente globale. Lo sto facendo per me, in fin dei conti. È solo la mia modesta opinione, sto parlando come un uomo comune".

A precisa domanda McCarroll risponde escludendo la possibilità di una futura riconciliazione con il chitarrista: "In nessun modo, non riesco a vederla. In fin dei conti Noel è Noel. Quando mai si riesce a ottenere delle scusa da quell'uomo? ...". Eppure Tony si è più volte detto disponibile ad accettare una riconciliazione: "Credimi, gli ho offerto tante volte il ramoscello d'ulivo. Sai, ho provato a riappacificare le cose, in qualunque modo fosse andata. Quali che fossero le questioni. Lui non è stato affatto disponibile". 

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venerdì 8 ottobre 2010

McCarroll svela una canzone inedita degli Oasis

Riferiamo un'altra rivelazione di Tony McCarroll, l'ex batterista degli Oasis che ha appena pubblicato il libro Oasis: The Truth. A quanto pare Liam e Noel Gallagher concludevano i concerti con una canzone intitolata We're Having A Rave On The Roof, sorta di tributo alla rivolta che ebbe luogo nel carcere di Strangeways.

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martedì 5 ottobre 2010

L'accusa: "Liam Gallagher sfregiava le auto del Manchester United"

Liam Gallagher aveva l'abitudine di sabotare le automobili dei calciatori del Manchester United, storico rivale del Manchester City di cui il cantante è acceso tifoso. Lo svela l'ex batterista degli Oasis Tony McCarroll nel libro Oasis: The Truth, The Noel Truth, Is Nothing Like the Truth, uscito ieri.

Secondo quanto scrive la rivista NME, che cita l'Independent, McCarroll ha scritto nel suo libro che il fatto sarebbe avvenuto quando lavorava insieme al cantante come addetto al controllo delle automobili, prima che la band diventasse famosa. In quella circostanza Liam avrebbe sfregiato le macchine di alcuni giocatori del Manchester United. Sembra, infatti, che qualcuno avesse danneggiato le ruote dell'auto di Paul Ince con della lana d'acciaio e che fosse stata staccata una portiera dall'auto di Eric Cantona.

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lunedì 28 giugno 2010

Liam blocca il libro di Patsy Kensit?

oasisnotizie - ripr. ris. Patsy Kensit ha annullato la pubblicazione della sua autobiografia a poche settimane dall'uscita nelle librerie. La 42enne attrice, ex moglie di Liam Gallagher, si è giustificata dicendo di essere rimasta delusa dalla qualità del libro, ma secondo il Daily Mail il vero motivo della decisione di non pubblicare lo scritto sarebbe il parere contrario dell'ex frontman degli Oasis, che vorrebbe risparmiare al figlio Lennon, 10 anni, i dettagli dei loro tre anni di matrimonio.

Un'amica della Kensit ha detto: «Gli editori volevano conoscere tutti i particolari gustosi sul loro matrimonio e perché è fallito e Liam ha detto che non riteneva giusto che Lennon dovesse leggerli una volta diventato grande. Patsy riponeva grandi aspettative nel libro, una testimonianza davvero realistica, ma è stata d'accordo con la scelta di metterlo da parte per ora».

Il libro avrebbe dovuto rivelare tutto sui quattro ex mariti della Kensit, tra cui Liam Gallagher, sposato nel 1997, e Jeremy Healey, sposato nell'aprile 2009 e da cui la cantante ha divorziato lo scorso febbraio.

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domenica 27 giugno 2010

La copertina del libro di Tony McCarroll

Il nuovo libro di TonyMcCarroll, in uscita il 4 ottobre 2010.
Oasis. La verità, la verità di Noel, è tutt'altro che la verità

Dettagli
Pagine: 288
Editore: John Blake Publishing Ltd
Data di pubblicazione: 4 ottobre 2010
Lingua: inglese
ISBN-10: 1843582465
ISBN-13: 978-1843582465

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mercoledì 19 maggio 2010

Esclusivo - Videointerviste a Liam con sottotitoli (Cannes 2010)

Liam ha confermato che sarà la sua band a realizzare la colonna sonora del film sui Beatles di cui è produttore. Il cantante, che venerdì era a Cannes con la moglie Nicole, ha aggiunto che si occuperà anche dei costumi e che farà da supervisore. «Non sarà un film sui Beatles, ma un dietro le quinte sui personaggi vicini alla band. Vogliamo tornare alla Apple Records che voleva Lennon».

Nel video che segue, sottotitolato in italiano, Liam parla con Andrew Eaton ai microfoni di Empiremagazine e del Guardian. Eaton ha risposto ad una domanda sulla scena musicale della fine degli anni Sessanta, contesto in cui nacque la leggendaria Apple Corps, azienda che i Beatles, con vero spirito da mecenati, concepirono come società capace di aiutare gli artisti bisognosi e finanziare i loro progetti artistici. Eaton ha ricordato la definizione che McCartney e Lennon diedero della loro creatura, «una prova di comunismo occidentale». «I sogni di gloria naufragarono dopo tre anni - dice ancora Eaton nel video - ma fu un viaggio bellissimo, una fonte di ispirazione. In quel periodo si fece la musica migliore». Eaton ha aggiunto che il film sarà girato all'inizio dell'anno prossimo.
Intervista completa a Liam e Andrew Eaton nel video seguente by frjdoasis2's channel.



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domenica 16 maggio 2010

(Video) Liam, nuova intervista a Cannes



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sabato 15 maggio 2010

Esclusivo - (Video) Liam intervistato a Cannes

Liam è stato intervistato a Cannes. Ecco il video di TotalFilm con sottotitoli in italiano by frjdoasis2's channel



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Liam a Cannes: "Quello sui Beatles sarà il mio unico film"

Liam Gallagher ha precisato che il film sui Beatles a cui sta lavorando non segnerà l'inizio di una sua carriera cinematografica.
Il film si ispira al libro The Longest Cocktail Party di Richard Di Lello, che nel 1968, a 23 anni, aveva iniziato a lavorare come Client Liaison Officer per la Apple Corps, casa discografica di cui sono narrate l'ascesa e la caduta.
La pellicola viene presentata in questi giorni al Festival di Cannes, dove Liam è arrivato con la moglie Nicole. Parlando con Andrew Eaton della Revolution Films, che produrrà il film insieme a lui, Liam ha detto: «Non farò più film, questo è l'ultimo che faccio. Voglio dire che non mi verrà la fissa. Farò questo qui perché mi piace e ho l'opportunità di farlo e Andrew farà sì che succeda, tutto qui».


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venerdì 7 maggio 2010

Liam fa un film sui Beatles

oasisnotizie - ripr. ris. Liam Gallagher farà tornare insieme i suoi idoli, i Beatles, per un film che analizzerà gli stoned years (gli anni all'insegna della droga) che portarono al declino della band. Come riportato dal Daily Mail e confermato dal sito della Pretty Green, il frontman degli Oasis sta progettando un film ambientato tra il 1967 e il 1970 in cui si narrano le atmosfere circensi che accompagnavano il quartetto di Liverpool al Savile Rowdal, il quartier generale della casa discografica Apple. Il film racconterà le vicende dal punto di vista di chi era molto vicino alla band. Liam ha acquisito i diritti di trasposizione cinematografica del libro di memorie scritto da Richard DiLello, che all'epoca lavorava nell'ufficio stampa dei Beatles e scrisse un libro che è stato elogiato da entrambi i fratelli Gallagher. Si intitola The Longest Cocktail Party: An Insider’s Diary Of The Beatles, Their Million Dollar Apple Empire And Its Wild Rise And Fall. Pubblicata nel 1972, l'opera è un resoconto dettagliato degli spostamenti di Paul McCartney, John Lennon, George Harrison, Ringo Starr e di mogli, fidanzate e seguaci, con un occhio di riguardo ai problemi personali e ai disaccordi che condussero alla rottura del sodalizio musicale, su cui DiLello esprime la sua opinione pungente.
Liam lancerà ufficialmente il progetto la prossima settimana al Festival di Cannes insieme alla Revolution Films. Pare che manchino ancora lo sceneggiatore, il regista e agli attori che dovranno impersonare i Fab Four, i loro familiari e gli altri personaggi. Poche certezze sulle date: la sceneggiatura dovrebbe essere pronta per l'inizio dell'anno prossimo.

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