Ieri sera Rai Radio 2 ha mandato in onda il concerto che Noel Gallagher ha tenuto a Parigi nello Studio 105, per la stazione radio France Inter. Prima del concerto è andata in onda un'intervista doppiata in italiano all'ex Oasis, presentata in italiano da Pierluigi Ferrantini e Carolina Di Domenico. L'abbiamo registrata e potete riascoltarla qui sotto.
In un'intervista a Rai Radio 2 andata in onda il 17 marzo durante la trasmissione Rock And Roll Circus, condotta da Pier Ferrantini e Carolina Di Domenico, Noel Gallagher fa intuire il vero motivo per il quale ha deciso di allontanarsi dagli Oasis per intraprendere la carriera solista. ASCOLTA L'INTERVISTA ALLA FINE DEL POST.
Alla domanda "Ti manca essere in una rock band?" Noel risponde: "Io ero nella migliore rock band, ma c'era qualcosa di negativo. Gli altri componenti della band di cui facevo parte - e questa non è una critica nei loro confronti - avevano una visione molto ristretta di quello che ascoltavano. A quanto pare ascoltavano dai Beatles ai cazzo di Small Faces e tutto quello che c'è in mezzo, il che è grandioso e mi manca stare in una rock band, ma ora sono per conto mio e faccio cose diverse".
Noel sembra discostarsi, quindi, dalle vecchie dichiarazioni con le quali dava a Liam tutte le colpe.
E sulle rock band attuali dice: "La musica con le chitarre sta morendo, e con esse anche il concetto di band. In passato le band erano composte da un nucleo su cui ruotava tutto, c'era un cantante e c'era un chitarrista, come lo eravamo io e Liam. Gli Oasis avevano quella cosa grandiosa, quella partnership, come per le band di Mick e Keith (i Rolling Stones, ndr), John e Morrissey (gli Smiths, ndr). Adesso invece sono tutte 'one man band', un solo membro che fa tutto da solo, tende a essere il cantante e nel contempo il chitarrista. Per gli Arctic Monkeys, invece, c'è Alex Turner. Per i Kasabian c'è Sergio Pizzorno che fa tutto: suona e scrive, tutto. Non ci sono più guitar heroes? Penso perché la guitar music sta morendo".
"Il titolo dell'album", spiega poi Noel, "è tratto da un verso della canzone While the Song Remains the Same. Preso al di fuori del contesto, suona nostalgico, ma non è un titolo nostalgico, perché la canzone c'è un tizio che dice ad una ragazza 'Sono stufo di inseguire lo ieri, dobbiamo guardare al futuro'. Non è certo il miglior titolo che mi sia inventato, ma d'altronde potrei pensare a mille titoli merdosi di album".
"Sì, forse ora la mia vita è più stabile", ammette Noel. "Per me la bellezza della musica è che tutti possono percepirla in modo diverso. Penso che il disco sia piuttosto eclettico: il primo pezzo, Riverman, non assomiglia per nulla all'ultimo brano".
Sul processo di composizione dei suoi album, Noel è molto chiaro. "Quando vado in studio ho sempre 30 canzoni già finite e poi registro le migliori tra queste. È lì che diventa evidente che tipo di disco sarà. Non succede niente in realtà".
"Non ho avuto un produttore, l'ho prodotto da me il disco. Oggi i produttori possono avere idee diverse su quello da fare, perché vogliono essere coinvolti nella scrittura delle canzoni, ed è una cosa fottutamente scortese. Non mi piace questo loro modo di fare, sono diventate delle rock star. Purtroppo questo è un sintomo di come oggi le rock star siano performer e non più compositori. Ormai nessuno si scrive la sua cazzo di musica. Tre o quattro produttori diversi si sono rifiutati di produrre il mio disco perché avevo usato il software Audacity per scrivere le canzoni prima ancora di entrare in studio. Seguo l'istinto e basta".
"Ascolto di tutto", rivela Noel, "tranne l'heavy metal. Ascolto qualunque tipo di musica si possa concepire. Ora ho il lusso di poter scrivere quello che voglio come solista, in molti stili diversi. Riverman, per esempio, quando ho cominciato a scriverla suonava come una cosa di Bob Dylan. Dal 1994 a oggi i miei dischi, tutte le cose che ho scritto ... sai, non dico di fare nulla di originale. Io sono semplicemente il prodotto della mia collezione di dischi. Ho imparato a suonare la chitarra suonando i pezzi dei dischi altre persone".
Poi Noel parla di In the Heat of the Moment, primo singolo del nuovo album. "Amo fottutamente la musica dance, da quando frequentavo l'Hacienda negli anni '80. Quel giro di basso non l'ho ideato io, ma il mio ingegnere del suono. Non ascoltiamo musica in studio, io e lui agiamo così: se stiamo facendo un pezzo e inizia a suonare come un pezzo disco, allora non ascoltiamo musica disco, perché se provi a copiare è solo una copia. Invece noi abbiamo spostato l'idea che invece di sentire la cazzo di Gloria Gaynor o Donna Summer è meglio fingere di sapere cosa sia la disco, fare a modo nostro. E se lo facciamo in modo un po' sbagliato almeno esce fuori qualcosa di originale".
thanks to Chris
OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.
Oggi dalle 13 su Radio Due si è parlato di Oasis e Blur.
"Il rock unisce, ma può diventare una battaglia, una gara che comincia già alla fine degli anni Cinquanta, fra i fan di Elvis Presley, per esempio, e quelli di Chuck Berry, arriva all'apice nella contrapposioione fra Beatles e Rolling Stones nei Sessanta, e riappare, quasi a sorpresa per mettere di fronte i due campioni del BritPop, i Blur e gli Oasis."
La puntata era già andata in onda il 15 giugno. Dal 1° luglio al 13 settembre (palinsesto estivo) il programma "Ritratti" è in onda dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 13.40 su Radio Due.
Conduce John Vignola.
ASCOLTA LA PUNTATA DI "RITRATTI" DEDICATA ALLA BAND BATTLE TRA OASIS E BLUR
OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.
Come anticipato nei giorni scorsi, oggi Radio Due trasmetterà, nel corso del programma Babylon, la sessione acustica che i Beady Eye hanno registrato lunedì 24 giugno durante la loro visita a Milano. Ci sarà anche un'intervista di Carlo Pastore. Per ascoltarla sintonizzati su Radio Due dalle ore 22.36 circa.
Beady Eye acoustic session, today from 9.30pm UK time on Radio Due.