Dopo il caso virale della kiss cam al concerto dei Coldplay – dove una presunta scena di tradimento è stata ripresa tra il pubblico – Liam Gallagher non ha perso occasione per dire la sua, a modo suo.
Commentando la gaffe dal palco di Manchester del reunion tour degli Oasis, il cantante ha dichiarato: "Abbiamo dei piccioncini in sala? Non preoccupatevi, noi non abbiamo nessuna di quelle cazzo di telecamere malevole di merda (come quelle dei Coldplay). Non ci interessa un cazzo con chi vi state mescolando, toccando o pizzicando. Non sono affari nostri per un cazzo".
Nel video qui sotto il servizio del TG1 del 23 luglio 2025.
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LONDRA – Dopo litigi, insulti e la promessa che mai, assolutamente mai, sarebbero tornati insieme, Liam e Noel Gallagher avrebbero trovato una formula per ricomporre gli Oasis: una serie di concerti li vedrà impegnati la prossima estate tra Londra e Manchester. Questo, almeno, è quando hanno assicurato fonti del settore discografico al Sunday Times, domenicale che ha annunciato la notizia ai milioni di fan che in tutto il mondo continuano con ascolti e streaming a confermare il successo e l’appeal duraturo della band. Inoltre, sull'account X della band e su quelli privati di Liam e di Noel Gallagher è comparso un breve video che alterna la data di domani, martedì 27 agosto, all'orario delle 8 di mattina. Nessun'altra spiegazione, ma è inevitabile pensare che l'argomento sia proprio a reunion.
L’ultimo spettacolo insieme risale al 22 agosto del 2009: 15 anni forse bastano, se non per siglare la pace almeno per finalizzare i termini di una tregua, e se è vero che entrambi hanno conosciuto il successo da solisti — Liam in settimana ha concluso una tournée da 12 tappe sold out — gli Oasis sono un’altra cosa: per il grande e insperato ritorno sarebbero già stati prenotati Heaton Park, nella loro città natale, e lo stadio di Wembley, dove si parla addirittura di dieci concerti, un totale che ritoccherebbe il record di otto nella stessa tournée stabilito da Taylor Swift quest’anno. La notizia è subito divampata sui social: con alcuni interventi su X, Liam domenica non ha smentito, anzi. A chi sottolineava che Heaton Park, a Manchester, non è la venue ideale (è un enorme parco), Gallagher Junior ha risposto: «Ci vediamo in prima fila». E a chi prevedeva che la reunion non sarebbe durata, Liam ha chiesto se per caso aveva «una sfera di cristallo», il tutto condito da coloriti appellativi che ai messaggi hanno dato un’aria di autenticità.
In un video realizzato per festeggiare il 30esimo anniversario dell’uscita di Definitely Maybe, Noel ha lodato la voce di Liam: «Quando cantavo io una canzone era buona, quando la cantava lui era grande». «La mia voce — aveva aggiunto — è come mezza pinta di Guinness il martedì, quella di Liam dieci bicchierini di tequila il venerdì sera». Liam, inoltre, venerdì, aveva sottolineato durante un concerto di trovarsi in «una situazione interessante», sul palco a intonare una canzone, Half the World Away, scritta e cantata originariamente dal fratello: parole che per alcuni critici sono un’ulteriore indicazione che una riunione è dietro l’angolo, evento per il quale il grande pubblico si mobiliterebbe immediatamente, se gli organizzatori già meditano di assegnare loro il ruolo principale nella prossima edizione del festival di Glastonbury, a 30 anni esatti dall’uscita di (What’s the Story) Morning Glory? Con undici album e 70 milioni di dischi venduti, gli Oasis sono il gruppo che ha costruito il BritPop e lo ha lanciato a livello internazionale. Rimangono l’immagine della Cool Britannia della fine degli anni 90 e, allo stesso tempo, sono una band che è riuscita a coltivare un enorme seguito tra ragazzi che erano bambini all’epoca del loro scioglimento: su Spotify hanno 21 milioni di ascoltatori al mese. Allora, forse, è giunto il momento di lasciare la rabbia al passato e di non guardare indietro, anche perché il divorzio da Sara MacDonald sarebbe costato a Noel 20 milioni di dollari, oltre alla casa da 8 milioni. L’assenza di una secca smentita fa sperare gli appassionati che il momento della riunione sia arrivato.
Paola De Carolis (Corriere della Sera)
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Servizio di Studio Aperto, il telegiornale di Italia 1, sull'arrivo in Italia di Liam Gallagher. È andato in onda nell'edizion delle ore 12.25 del 15 febbraio.
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Studio Aperto delle 12.25 del 20 novembre ha mandato in onda un servizio in cui compare in bianco e nero (e con immagine stranamente "specchiata" dopo il video editing) Noel Gallagher, nuovo "ambasciatore" di Virgin Radio, con sottotitoli in italiano. Eccolo qui sotto.
Il video compare anche sulla pagina Facebook di Virgin Radio Italy. Grazie a Sarah, Giuseppe e Fabio per la segnalazione.
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Dopo Liam anche Noel Gallagher è stato protagonista di un servizio del Tg2 (edizione delle 13 del 124 giugno). VIDEO QUI
Rho (Milano), 23 giugno 2018. Il terzo giorno di I-Days 2018 ha visto protagonista il rock britannico in molte delle sue sfaccettature. Alle 17 è stata la volta di Isaac Gracie,
giovanissimo astro nascente del cantautorato d’oltremanica, che ha
accarezzato l’arena con le sue melodie malinconiche a metà strada tra
Tom Odell e Jeff Buckley. A seguire i redivivi Ride,
tornati insieme dopo la reunion del 2014. L’araba fenice capitanata
dall’ex-Oasis Andy Bell, passato poi dalla parte di Liam come
chitarrista dei Beady Eye, precede l’esibizione dei Placebo, tra le più attese dell’intera manifestazione.
L’Open Air Theatre del Parco Experience Milano è carico per l’arrivo
della rock band inglese. Poco dopo le 19 un boato accompagna l’entrata
sul palco degli attuali turnisti della band: i 15mila di Milano
sembrano particolarmente ansiosi di riascoltare la musica di Brian Molko
e Stefan Olsdal, che fanno il loro ingresso in scena sulle note di Pure Morning.
Le lenti scure sugli occhi cercano di contrastare il sole che splende
esattamente difronte al palco, come un faro naturale che li espone
inesorabilmente agli sguardi famelici dei fan. Il frontman sembra in
giornata, la voce è ferma e precisa, mentre le mani picchiano con forza
sulla Fender azzurra che agguanta. Segue in scaletta Loud Like Love,
che sprigiona tutta l’energia dei presenti, ai quali Brian si limita a
rivolgere un gelido “Buonasera e grazie”. Per fortuna le poche parole
del cantante sono inversamente proporzionali al vigore delle sue
performance dal vivo, come nel caso della cupa Special Needs, terzo singolo del fortunato Sleeping with Ghosts del 2003, eseguita alla perfezione.
Neanche il tempo di fermarsi a guardare Molko far ringhiare a pugni
la sua chitarra in chiusura del pezzo, che sul palco compare un
pianoforte dietro al quale si posiziona Olsdal: l’arpeggio che parte è
quello di Too Many Friends. Il canto di Brian è affilato come
sempre, mentre il resto della band si limita a fare (giustamente) da
spalla al loro leader, carismatico come pochi. Special K mette
tutti d’accordo, il refrain della strofa è preda delle voci affamate
degli oltre 15mila spettatori accorsi per questa giornata di festival.
Molko, tra un pezzo e l’altro, fuma e beve intrugli non meglio
identificati. La scarica finale è un crescendo rock pazzesco: Song to Say Goodbye, The Bitter End e Infra-Red
sono le ultime canzoni suonate dai Placebo agli I-Days, che fanno
letteralmente impazzire l’arena. Molko continua a fumare tra una canzone
e l’altra, pur non risentendone sul piano vocale. Un attimo prima di
salutare il pubblico italiano, Olsdal sventola al cielo la sua chitarra
arcobaleno. Molko rimane da solo sul palco e gioca ancora qualche minuto
coi feedback delle chitarre distorte, prima di ringraziare la platea e
uscire definitivamente di scena.
Alle 21:30 è invece la volta dei Noel Gallagher’s High Flying Birds, tornati a Milano dopo la data al Fabrique dello scorso aprile. Come in quell’occasione, ad aprire le danze ci pensa Fort Knox, l’opening del loro ultimo album Who Built The Moon?.
Le voci della cantante di colore Ysée (pseudonimo di Audrey Gbaguidi), presenti anche su disco,
alimentano l’atmosfera magica d’inizio concerto. L’arazzo del Manchester
City che campeggia sul palco del maggiore dei fratelli Gallagher si
specchia addosso a tanti spettatori che, più per sentimento di
solidarietà verso il proprio idolo che per reale fede calcistica, sono
giunti alla venue vestiti d’azzurro. L’ambiente “cosmic pop” dell’intro
(come lo stesso Noel l’ha definito) lascia spazio alle ritmiche serrate
di Holy Mountain, che scuote l’arena. La resa sonora dal vivo
dei pezzi dell’ultimo disco, obiettivamente diverso dai suoi lavori
precedenti, è più “chitarristica” che nell’album. Tuttavia ogni suono
prodotto sul palco è estremamente pulito e riconoscibile, così come il
canto dell’ex membro degli Oasis.
Noel è di poche parole e si muove spedito tra un pezzo e l’altro
della scaletta. “Ciao Milano, c’è qualche fan degli Oasis tra voi?”
chiede beffardo. Il boato dell’arena cela la risposta, e segue la prima
canzone presa in prestito dal repertorio della sua vecchia band, Little by Little.
La sete di Oasis di gran parte del pubblico è così momentaneamente
appagata. La coda del brano è più lunga del solito ed è tutta per Gem
Archer, già chitarrista della storica band inglese a partire dal 1999. I
cori che inneggiano “Oasis! Oasis!” fanno a gara con quelli singoli per
Noel tra un brano e l’altro. L’artista inglese non sembra fare molto
caso a quello che accade sotto al palco, se non quando scherza con
alcuni ragazzi del pubblico autori di un cartellone che recita “Noel ha
messo incinta mia mamma”.
Con l’attacco improvviso di Wonderwall probabilmente gli
addetti al pronto soccorso avranno avuto un bel po’ da fare. Il potere
di quei quattro semplici accordi è indescrivibile e Noel lo sa bene,
lasciando che sia la gente a cantare gran parte del brano. Ma non è
ancora finita per i fan della prima ora: dopo una toccata e fuga nel
“nuovo” repertorio, con AKA… What a Life! e The Right Stuff, è la volta di Don’t Look Back in Anger.
I brividi lasciano il posto alla meraviglia dell’Open Air Theatre, che
canta all’unisono lo storico ritornello del brano. “C’è tempo solo per
un ultimo pezzo” dirà Noel poco dopo, in riferimento alla cover di All You Need is Love dei Beatles che chiude le setlist dei suoi concerti.
È innegabile che l’aver ascoltato Liam e Noel a distanza di due
giorni l’uno dall’altro abbia provocato una strana sensazione, come
quando un bambino deve dividere il suo tempo tra una mamma e un papà
separati. La speranza di rivederli insieme è sempre viva, non vuole cedere il passo alla rassegnazione. Qualcuno
dice di aver visto Andy Bell nei pressi del camerino di Noel ad I-Days
Milano. Non si erano lasciati benissimo dopo lo scioglimento degli
Oasis… ma se?
Servizio TG3 delle ore 12 del 10 novembre 2017 sulla giornata milanese (9 novembre) di Noel Gallagher. Grazie a Giuseppe Schillaci per la segnalazione.
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Qui sotto il servizio del TG2 del 9 novembre 2017 (edizione delle ore 20.30) sulla giornata milanese di Noel Gallagher. Si continua a ripetere che gli Oasis si sono sciolti "sei anni" fa (lo fa sia la conduttrice, che dice anche che il disco di Noel "esce oggi", sia l'autrice del servizio) ...
Qui sotto il servizio di Studio Aperto (edizione delle 18.30) sulla giornata dell'ex Oasis.
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Ieri, nell'edizione delle 18.30, Studio Aperto ha dato spazio al docufilm Supersonic, in arrivo anche in Italia. Guarda il video qui sotto. Grazie a Giuseppe per la segnalazione
ANTEPRIMA DI SUPERSONIC: GLI OASIS E LE METANFETAMINE - GUARDA QUI
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