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sabato 15 giugno 2019

Noel Gallagher contro la Brexit e chi vuole rivotare: "Fascisti! Andate in Corea del Nord!". Poi attacca Corbyn e "l'omino Farage"

"Ho detto a molte persone che c'è solo una cazzo di cosa peggiore di uno scemo che ha votato per la Brexit. È la sollevazione degli stronzi che vogliono ribaltare l'esito del voto". Parole di Noel Gallagher, intervistato da Manchester Evening News (video alla fine del post).

Quasi dieci anni dopo la fine degli Oasis, Noel Gallagher rimugina su un altro motivo di divisione, l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

"Partecipi a un cazzo di processo democratico. Se non ti piace il risultato vai in Corea del Nord", spiega. "Io il giorno del referendum sulla Brexit mi sono seduto e ho pensato: 'Non mi frega di recarmi presso il seggio, chi cazzo voterebbe per lasciare l'Europa? È una cazzo di idea insulsa'. E l'indomani ti svegli e pensi: 'Porca troia, merda!' ...".

"Ma la cosa che sta avvenendo dopo è francamente una disgrazia. È una disgrazia vedere gente che prova a ribaltare l'esito del voto. Perché quello è fascismo. Diretto. Puro e semplice. Ignorando la democrazia, non importa cosa abbia deciso, sol perché non ti piace il cazzo che è successo. A nessuno di noi è piaciuto, ma c'è, è successo. Io  metto in croce me stesso, cazzo, per non aver votato, dato che sono sicuro che molte persone non hanno votato. Non lo hanno fatto perché pensavano che nessuno avrebbe votato per lasciare l'unione, è un'idea ridicola, ma ora difenderei il diritto delle persone che hanno votato per il leave, bisogna andare avanti, cazzo".

Siamo qui per parlare del suo nuovo EP Black Star Dancing, ma la conversazione vira sul terreno politico quando parliamo di Morrissey, con cui The Chief dice che vorrebbe scrivere una canzone. Come concilia Noel, che un tempo sorseggiava champagne con Tony Blair al numero 10 di Downing Street, le proprie opinioni con i recenti sfoghi controversi dell'ex frontman degli Smiths?

"Le credenze politiche della gente sono personali", osserva. "Se una persona crede in quello, crede in quello. Io credo in qualcos'altro. Ognuno ha il diritto alla propria opinione. Penso che ora viviamo in una società in cui chiunque abbia un'opinione si sente dire in faccia: 'Hai torto, cazzo!, ma chi sei tu per dire a qualcuno che le sue opinioni sono sbagliate? Capisci cosa intendo?".

"Viviamo in tempi strani, no?, dove le credenze della gente sono così opposte ... Prima c'erano persone di destra che erano violente, che protestavano violentemente. Ora vedi gente di sinistra che protesta violentemente e lanciano frullati. Da dove escono questi frullati? È divertente da morire, l'uno contro l'altro. Quindi vedi gente di sinistra non molto migliore di gente di destra. È piuttosto triste in realtà".
  
Pur non essendosi recato alle urne, Noel dice che gli dispiace molto per come la questione Brexit sia andata a finire.

"Ero sempre uno di quelli che da ragazzino dicevano che se non voti non hai diritto ad avere un'opinione. C'è stato un voto democratico ed è andato nel modo sbagliato. E al resto della gente non piace".

"Mi è stato chiesto di andare a fare il Question Time e tutte quelle cose e io non ho votato, quindi non fa per me. Se il tema l'avessi 'sentito' in modo forte mi sarei recato alle urne".

"Mi dispiace per noi come nazione, che la Brexit sia stata gestita così male. E questo omino insignificante, Farage, questo cazzo di omino insignificante, venuto dal nulla, compare apparentemente dal nulla e si è in qualche modo dannatamente inserito in qualcosa di cui nessuno di noi era a conoscenza".

"Forse è colpa nostra", prosegue Noel. "Viviamo a Londra, giusto, può darsi che tu sia in un altro paese. Dato che tutto è gestito da laggiù. Non si rendono conto di quello che sta succedendo in altre parti del paese"-

E sul tema di un secondo referendum, Noel si chiede: "Cosa succede ora? Cosa succede se tutti votano per il remain? Abbiamo una terza opzione migliore? O cosa succede se la cosa ci si ritorce contro e c'è una maggioranza ancora più grande di voti a favore del leave? Cosa succede in quel caso?".

"Sono tempi veramente tristi, cazzo! Ma la cosa a cui penso è che quando alla fine lasceremo l'UE le cose andranno un po' a puttane per un po, giusto?, e poi dopo tornerà tutto normale".

"Nessun altro paese del mondo ostracizzerà la Gran Bretagna. Siamo troppo bravi, cazzo. Ci sono troppe cose dannatamente fantastiche in questo paese. Non penso che quando lasceremo l'UE finiremo nell'abisso. Magari le cose si incupiranno per un po'. Abbiamo la borsa. Il più grande racket di riciclaggio del denaro del mondo. È proprio triste che oggi le persone siano così divise".

Gallagher ha voltato le spalle al Partito Laburista già da tempo, dopo averlo pubblicamente sostenuto nel 1997. "Odio il Partito Laburista", spiega. "Non ho più tempo per loro, per un cazzo", sottolinea, mentre cita le accuse di antisemitismo che hanno macchiato il partito. Tempo fa disse che avrebbe riunito gli Oasis piuttosto che vedere "quel pazzo di Corbyn primo ministro". Oggi le sue parole sono più colorite. "Un cazzo di tipo con l'oratoria da studente, un cazzo di Captain Fishy, un cazzo di vecchio mulo, fanculo!". E ne ha anche per la segretaria agli Affari Interni Diane Abbott, definita "la faccia della cazzo di buffonaggine".

"Dicono scemenze comuniste da da fumatori di pipa, capisci? Penso che il ruolo di ogni politico del mondo sia di essere lungimirante e moderno e contemporaneo, di guardare avanti. E non commettete un errore, in questo paese abbiamo bisogno di qualcuno che non sia lui. E questo qualcuno non è venuto dal Partito Conservatore".

"I due estremi sono che il Partito Laburista non rispetta la gente che ha delle aspirazioni e che il Partito Conservatore non protegge i deboli, ma nel mezzo balla il New Labour e hanno avuto ragione, cazzo. Poi è successo l'11 settembre ed eccoci qui". 

Source: Manchester Evening News - traduz. oasisnotizie - Fine parte 1 di 2


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sabato 3 novembre 2018

Intervista a Noel Gallagher: "Dieci anni dopo gli Oasis mi sento più giovane, più bello e ho una band migliore"

Da Corbyn a Blair, dal Manchester City all'ingresso nella sua vita della moglie Sara ("L'ho incontrata in una discoteca di Ibiza e l'ho conquistata facendole conoscere la serie Seinfeld"), dalle differenze tra la band attuale e gli Oasis (Rispetto a dieci anni fa "mi sento più giovane, più bello e ho una band migliore"), dalla riconciliazione con Damon Albarn a come si vede a 70 anni, da come oggi scriva canzoni diverse rispetto a quando aveva 25 anni (il contrario "sarebbe ridicolo") a come la sua esistenza si riduca - per sua stessa ammissione - a calcio, musica e amore" per la compagna, ecco una chiacchierata con il re del Britpop, Noel Gallagher.


Il 28 agosto 2009 gli Oasis avrebbero dovuto presentarsi sul palco del festival parigino Rock en Seine. Era una delle ultime date del loro tour mondiale che si sarebbe dovuto concludere all'I-Days Festival, a Milano. Poco prima dell'esibizione una discussione tra Noel Gallagher e suo fratello Liam divenne prima un litigio, poi si tramutò nella cancellazione del concerto. Le litigate tra i fratelli non erano certo una novità per i fan della band, ma l'esito di quell'alterco lo fu. L'indomani il chitarrista pubblicò sul sito ufficiale degli Oasis un comunicato che recitava: "Con un po' di tristezza e grande sollievo vi comunico che ho lasciato gli Oasis".

Numerose voci si susseguirono sui particolari del litigio, quasi degenerato in una zuffa. Si disse che Liam avesse lanciato all'indirizzo di Noel una prugna, poi che avesse brandito la sua chitarra a mo' di ascia. Nove anni dopo, Noel Gallagher ha una spiegazione meno colorita, ma più semplice. "Semplicemente si arrivati a una fine", spiega a Rolling Stone Argentina, poco prima di tornare a Buenos Aires per esibirsi al Luna Park (il 4 novembre), a vent'anni dal debutto degli Oasis in Argentina, in quello stesso stadio.

"Non è stata una cosa in particolare, ma una dietro l'altra. Gli Oasis non erano l'esercito, non stavamo servendo la nostra bandiera, era una cazzo di band di rock & roll. Se non ti piaceva te ne potevi andare. E io ho fatto questo, e ho dimostrato a me stesso che avevo ragione".

L'affermazione conduce Noel ad enumerare i suoi trionfi personali ottenuti da quando ha deciso di intraprendere la carriera da solista insieme alla sua band, gli High Flying Birds. "Dieci anni dopo vado ancora in tour e mi sento più giovane, più bello, ho una band migliore e scrivo canzoni migliori. Sono più contento e il Manchester City ha vinto tre volte la Premier League, cosa posso chiedere di più?", dice senza falsa modestia.

Noel in concerto con una Fender Jaguar
I fatti gli danno ragione: i suoi tre album come solista hanno raggiunto la prima posizione nelle classifiche britanniche, in un percorso artistico che è passato dalla ricerca di una linea di continuità con gli Oasis all'uscita dalla comfort zone con Who Built the Moon?, pubblicato nel novembre 2017. Ciononostante, malgrado la netta sterzata, Gallagher non vede il suo presente come una risposta alla sua opera precedente.

"Non credo che ogni cosa che io faccia debba necessariamente essere più o meno diversa da una cosa che ho fatto in passato, però scrivo canzoni con la chitarra acustica a casa mia. Ho 51 anni e non penso di poter comporre nello stesso modo in cui componevo quando ne avevo 25, sarebbe ridicolo. Quando me ne sono andato dagli Oasis non l'ho fatto perché non mi piaceva il sound degli Oasis, perché a dire il vero l'ho inventato io".

Parte del rinnovamento di questa ricerca si deve a David Holmes, noto per le sue collaborazioni con i Manic Street Preachers e i Primal Scream. Al momento di iniziare a lavorare insieme a Gallagher, Holmes ha organizzato una serie di incontri in cui si è parlato solo di musica, mentre i due ascoltavano dischi degli anni '60 e '70, e ha stabilito con Noel una politica di lavoro che Noel doveva rispettare alla lettera: entrare in studio senza alcun demo per scrivere le canzoni dal nulla. Sebbene all'inizio le istruzioni lo preoccupassero, Noel ha finito per seguirle per un nuovo disco che sta iniziando a elaborare.

"Ha fatto sì che il tempo qui dentro fosse molto più interessante, perché non sai cosa stai facendo, tutto è una scoperta. Proprio ora sto andando in studio e non ho la minima idea di cosa farò quando arriverò lì, né di cosa succederà una volta che me ne sarò andato. Può essere una giornata incredibile così come no".

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Noel in Cile, ottobre 2018
Con gli Oasis sei diventato uno degli ultimi compositori di inni rock, un ruolo che è rimasto scoperto nell'ultimo decennio o poco più. A cosa pensi sia dovuto questo?

Il mondo è cambiato. I giovani si interessano di cose diverse: le reti sociali e Internet hanno dominato il pianeta. Nel mondo tutti sono connessi tra di loro e a loro non frega più di cosa suoni alla radio. Il rock and roll, la musica rock o come la si voglia chiamare, si continua a fare, solo che non è più qualcosa alla modané ha l'importanza che aveva in altre epoche. Non so, neanche presto troppa attenzione alla musica contemporanea, ad essere onesto. Non mi sono mai considerato un guitar hero. Sono un compositore di canzoni, niente di più. Le mie canzoni prendono forma in base a dove mi trovo in quel momento in termini musicali, spirituali e tutte quelle cose.

E quale credi che sia l'ultimo grande momento per il rock nel tuo paese? Alla fine del documentario Supersonic si solleva l'argomento secondo cui, dopo i concerti degli Oasis a Knebworth nel 1996 (125.000 persone a serata per due serate), non ci fu nulla di più grande, almeno nel Regno Unito.

Non so cosa sia successo, ti posso solo dire quello che è successo a noi. Siamo diventati molto grandi e famosi e abbiamo guadagnato molti soldi ... le personalità erano cambiate e le cose erano molto diverse da come erano prima di quei due concerti. Il periodo che ha condotto a Knebworth è stato il più vitale della storia degli Oasis, per quanto ci siano state cose buone nel periodo tra quei concerti e il momento in cui lasciai la band nel 2009.

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La separazione degli Oasis ha costretto i fratelli Gallagher a concordare una tacita divisione dei beni. Liam è rimasto con la manodopera: il chitarrista Gem Archer, il bassista (ma originariamente chitarrista) Andy Bell e il batterista Chris Sharrock lo accompagnarono nei Beady Eye, gruppo formatosi rapidamente sulle ceneri degli Oasis e passato a miglior vita quasi con la medesima fretta dopo che il loro secondo album ebbe una fredda accoglienza. La ripartizione lasciò Noel con un capitale simbolico, ma molto più prezioso: il suo talento compositivo, una risorsa per nulla disprezzabile se si tiene conto che ha scritto lui la totalità dei singoli che gli Oasis hanno pubblicato dal 1994 al 2009 ad eccezione di due scritti dal fratello minore (Songbird e I'm Outta Time). I detrattori della band sostengono che la sua scintilla si sia esaurita dopo i primi tre album, qualcosa su cui Noel sembra concordare alla distanza.

Noel a Buenos Aires, 2 novembre (@jessica_jaraph)
"Non è una coincidenza che gli Oasis siano stati migliori quando io ero a capo di tutto. Man mano che si cresce si sente di più la necessità di far valere la propria voce, cosa che non mi sembra negativa. All'improvviso, però, tutti passarono ad avere le proprie opinioni, perché ora erano stelle del rock con questa mentalità da 'non puoi dirmi tu cosa fare, come cantare o vestirmi'. Io ero felice all'idea di trascorrere un momento sui sedili posteriori, però non è una coincidenza che la nostra epoca migliore sia stata il periodo in cui non era così. Ora che con gli High Flying Birds sono in controllo di tutto, le cose sono tornate al proprio posto".

Man mano che la sua carriera solistica prendeva una sua forma propria, Noel ha sentito la necessità di risistemare i pezzi. L'attuale versione della band ha un formato esteso che arriva a undici componenti grazie all'ingaggio di tre cantanti e polistrumentiste donne e una sezione di fiati. Gli High Flying Birds formato 2018 includono, però, due ex compagni negli Oasis: Archer e Sharrock, a cui si aggiunge il tastierista Mike Rowe, che faceva parte della prima formazione degli Oasis durante i live. La mossa, però, non ha nulla a che fare con una strizzata d'occhio al passato, almeno così assicura Noel.

"Sono tre dei miei migliori amici e avevo bisogno di musicisti che suonassero con me. Quando ho iniziato per conto mio loro erano nei Beady Eye, ma appena la band si è sciolta mi sono detto: 'OK, devo avere questi tizi nella mia band perché voglio fare questo con gente che mi piace".

Ha la sua logica: la prima versione della sua band di supporto si è completata con session men che, benché svolgessero il proprio ruolo con efficacia, non cessavano di essere dipendenti retribuiti.

"Ora si sente di più che è una band", dice Noel. "C'è un'atmosfera più familiare e mi ricorda un po' come erano le cose prima. Non solo musicalmente, ma anche per quello spirito di gruppo e per come tutto risulta facile".

Quantunque ambedue i Gallagher abbiano ricevuto offerte per riunire gli Oasis sin dal primo giorno successivo alla separazione, ultimamente la scena si è ripetuta: mentre Liam si è mostrato più che disposto a fare pace, Noel ha negato seccamente che ci sia una possibilità percorribile in qualche tipo di scenario. Ciononostante la situazione ha avuto una svolta impensabile a fine ottobre, quando Noel ha detto che sarebbe capace di riconsiderare la sua opinione in merito se questo servisse ad evitare che il candidato laburista Jeremy Corbin, definito da Noel "folle" e "comunista", diventi primo ministro britannico. 

Noel live al Metropolitano di Rosario, 3 nov (@velvetsky67)
Ciò che ha fatto effetto non è stata solo l'apertura, benché fatta in chiave ironica, a una reunion, prospettiva che Noel aveva sempre ricusato, ma anche il commento tagliente su Corbyn. Noel sostenne pubblicamente la campagna di Tony Blair nel 1997. Era un altro mondo ed era un'altra Inghilterra: la Cool Britannia della sinistra allo champagne e il Britopop, e i Gallagher rappresentavano il trionfo di una nuova generazione della classe operaia. "La mia opinione sulla politica è cambiata", dice ora Noel. 

"Ero abbastanza interessato perché sentivo, soprattutto durante l'epoca di Blair, che le cose andavano in una certa direzione. In Inghilterra, dove io vivo, c'è bisogno di un tipo che si faccia carico di tutto, e questa persona non è lui, semplicemente questo. C'è bisogno di gente che possa prendere in mano le redini della situazione. Jeremy Corbyn? No, grazie". 

Ciononostante la sua posizione non lo pone neanche dalla parte dei conservatori: "Secondo la stessa regola, Theresa May e tutta questa gente ... certo che no, sono il nemico. La politica è in uno stato pietoso. È da tre elezioni generali che non voto, anche se l'ho fatto contro il Brexit, perché, qual era il senso di questo? Ho cose migliori da fare con il mio tempo, come guardare partite di calcio".  

La sua passione per il calcio è celebre. Anche in camerino ha la bandiera della sua squadra, il Manchester City. "Se non sono in tour o in studio sto guardando partite di calcio", dice.

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Negli ultimi otto anni Noel Gallagher ha scelto una dinamica inversa rispetto a quella che si suppone detti il manuale della rockstar media quando arriva ai 50 anni. Se la maggior parte delle rockstar ha sempre più spazio per l'ozio, lui divide i mesi tra tour lunghissimi e sessioni di registrazione che possono sfociare in risultati concreti o passare per un limbo indefinito, come il disco che registrò nel 2011 con il duo neopsichedelico Amorphous Androgynous, che ora assicura che riposa nel cassetto dei suoi calzini perché la miscela non era sufficientemente buona.

Noel a Buenos Aires, 2 nov (@jessica_jaraph)
"Purtroppo sono arrivato a rendermi conto che nella vita non faccio nient'altro oltre alla musica. Quando non sono in studio o non sono in tour me ne sto a casa a scrivere canzoni, non faccio nessun'altra cazzo di cosa. Se non sto facendo questo sto guardando partite di calcio alla televisione, e se non sto facendo questo sto giocando a calcio con i miei figli. Quando non sto facendo questo sto uscendo di notte con mia moglie a spassarmela. È questa la mia vita: non ho hobby, non ho interessi per altre cose. Tutto si riduce al calcio, alla musica e all'amore, questo è tutto e non mi importa di nient'altro", afferma.

Ironicamente questa presunta vita carente di sfumature è stata quella che gli ha permesso di firmare un armistizio con il suo maggior rivale creativo negli anni '90. Nel picco di popolarità del Britpop, gli Oasis e Blur rappresentavano lo yin e lo yang dello sciovinismo britannico di fine secolo: da un lato gli eroi della classe operaia di Manchester; dall'altro gli alunni discoli delle scuole d'arte londinesi. L'inimicizia fu fatta di dispetti inoffensivi e fruttiferi per tutti, come quando entrambe le band pubblicarono un singolo nello stesso giorno (i Blur raggiunsero la vetta delle classifiche con Country House e relegarono Roll with It al secondo posto) e anche bellicosità estrema, come quando Noel dichiarò, ubriaco in un'intervista, di augurarsi che Damon Albarn e il bassista Alex James morissero di AIDS, affermazione poi ritrattata pochi giorni dopo. Sei anni fa, in una delle uscite con sua moglie, la pubblicista Sara MacDonald, Noel ha incontrato Damon e hanno fatto pace.  

"Siamo andati al bowling ed era pieno di gente. Damon e io ci siamo letteralmente imbattuti l'uno nell'altro in mezzo a un corridoio", racconta Noel. "Eravamo sorpresi perché non ci vedevamo da anni, così siamo andati al bar a prendere le nostre bibite mentre parlavamo di tutte le follie di merda che abbiamo fatto e abbiamo detto, e questo è stato tutto.Inoltre molti dei musicisti che suonano nei Gorillaz sono miei amici, li conosco da anni, quindi abbiamo molte gente in comune e parliamo di questo".

Il reincontro ha avuto i suoi frutti: Noel ha invitato Damon e il chitarrista Graham Coxon a partecipare ad un concerto benefico e ha suonato con loro Tender dei Blur. Qualche anno dopo ha co-scritto con Damon Albarn il singolo dei Gorillaz We Got the Power, che interpreta con la band ogni volta che può. L'anno scorso Noel voleva ricambiare il favore, ma non è stato possibile. "Volevo che suonasse la linea melodica in Be Careful What You Wish For, sarebbe stato bello, ma faremo qualcosa insieme un giorno".

Noel e Sara ai FIFA Football Awards. Londra, 24 settembre
Noel ha conosciuto Sara MacDonald, sua attuale moglie, durante una vacanza ad Ibiza a metà del 2000. Il suo argomento per avvicinarsi a lei non furono i dischi d'oro né la sua collezione di chitarre, ma una delle cose che più piacciono a Noel: Seinfeld. "Ho conosciuto la serie nel 1990 e mi ci appassionai immediatamente, la trovo dannatamente divertente. Ho capito che Sara era la donna fatta apposta per me appena l'ho conosciuta. Eravamo in un hotel, le ho chiesto se le piacesse Seinfeld e non lo aveva mai visto. L'ho mostrata a lei e le è piaciuta un sacco. A partire da quel momento pensai: 'Voglio trascorrere il resto della mia vita con lei' ".

Da allora Sara è diventata la sua grande consigliera, la persona su cui per prima fa affidamento nel momento in cui deve testare qualche cosa nuova che abbia composto. "Magari sto scrivendo una canzone che è incredibile e che non suona come nulla che abbia scritto prima. Arrivo a casa, la faccio ascoltare a lei e lei mi risponde sempre con la stessa frase: 'Fammela sentire quando è completa'. Le faccio sapere che ci sono cambiamenti o che il testo non è definitivo e finisce per predere interesse. E la capisco. Quando la gente mi mostra cose di questo tipo ... perché cazzo lo fa? Non mi frega se non è finita, non ho tempo".

Gli Oasis pubblicarono il loro primo singolo, Supersonic, l'11 aprile 1994, appena sei giorni dopo la morte di Kurt Cobain. Il successo della canzone diede un impulso definitivo al gruppo e cementò l'idea di un passaggio da un orecchio all'altro dell'Atlantico, un effetto di azione e reazione che Gallagher minimizza.

"Tutta 'sta visione del Britpop come una risposta al grunge è una cosa dei giornalisti. Personalmente il genere non mi è mai piaciuto, anche se amo i Nirvana, ovviamente. Non che io disprezzi qualsiasi altra cosa, semplicemente non mi piace il rock 'n' roll americano. Mi sembra un po' dannatamente noioso, ma non è che all'epoca prestassi molta attenzione a questo. Non lo so, non ho scritto Champagne Supernova come risposta ai Pearl Jam, perché non avevo la più pallida idea di cosa stessero facendo".

Pochi mesi dopo la pubblicazione di Definitely Maybe, il loro disco di debutto, gli Oasis incontrarono negli Stati Uniti un fan inaspettato, Lars Ulrich. "Ci ha seguito ovunque nel nostro primo tour nordamericano. Siamo arrivati a conoscerlo ed è una persona adorabile. Non ho neanche un singolo dei Metallica. Conosco Enter Sandman, che mi piace, e Nothing Else Matters, perché era sempre su MTV negli anni '90, e questo è tutto. Li conosco e non mi interessa cosa fanno, ma Lars è una persona fantastica con cui trascorrere del tempo, è molto divertente".

Noel in concerto durante in tour di Be Here Now (1997-98)
Nel 1997, incoraggiati dal successo del loro secondo album e dei suoi due principali singoli (Wonderwall e Don't Look Back in Anger), gli Oasis registrarono il loro terzo lavoro in studio, Be Here Now, negli studi di Abbey Road. La megalomania del gruppo si tradusse nel risultato seguente: un album di oltre 70 minuti con canzoni lunghe, intenti psichedelici beatlesiani e sovraincisioni di chitarre che Noel ha descritto anni dopo come "il sound di cinque tizi in studio, fatti di droga, a cui non fregava un cazzo; tutte le canzoni sono lunghissime e i testi sono una merda e per ogni secondo in cui Liam non dice una parola c'è un riff di chitarra che sembra uscito da Fusi di testa". 

Be Here Now fu anche il biglietto da visita degli Oasis di fronte al pubblico argentino, nel marzo 1998, con due date al Luna Park segnate da un'energia elettrica eseguita a tutto volume. Financo le ballate suonarono avvolte da una spessa veste di distorsione valvolare. Senza nessun tipo di interazione tra Liam e Noel (e, quindi, neanche con il pubblico), palesemente stanchi e con un incontro notturno con Diego Maradona come corollario, i concerti consentirono di prevedere la sperimentazione sonora dei dischi successivi in un blocco acustico in cui Noel presentò una rivisitazione di Setting Sun, inno big beat lisergico che aveva registrato insieme ai Chemical Brothers l'anno prima, in un formato acustico privato di precussioni e droni orientali.

Quando nel 2016 Be Here Now è stato rivisitato per la ristampa, Noel ha voluto fare un editing per renderlo più spoglio, ma ha gettato la spugna dopo la prima canzone.

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Noel, Sara, Anais, Donovan e Sonny
Sei molto critico con te stesso per quanto riguarda le tue opere precedenti?

Assolutamente sì, sono il peggiore, il peggiore di tutti. Sono molto critico con la mia opera attuale, e con le mie opere precedenti sono terribile. Perché si capisca: non ho nessuna idea di come suonino dal vivo gli High Flying Birds, perché mi rifiuto di ascoltare qualsiasi cosa abbiamo registrato. Non ci riesco, sono troppo critico e perfezionista. Se facciamo un DVD finisce di ascoltarlo qualcun altro per mixarlo, perché io non lo faccio. Se ascolto qualcosa e non sento che è assolutamente perfetto mi rovina la giornata. Vivo il momento. Quando sono sul palco si percepisce come qualcosa di incredibile, ma una volta che il concerto finisce non voglio parlare di questo con nessuno. È questa la differenza tra la mia band attuale e la precedente: la mia band precedente trascorreva del tempo a discutere su come fosse stato il concerto e bla bla, e io li mandavo a cagare. Quelli di adesso mi conoscono così bene che non devo dirlo: anche se il concerto è stato fantastico, una volta che la mia chitarra torna sul suo supporto, fine della storia e non voglio parlarne. In caso contrario, se le cose andassero malissimo qualcuno lo direbbe, no?  Suppongo che siamo bravi.

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Un mese fa Paul McCartney ha pubblicato un nuovo album e poco tempo fa i Rolling Stones erano in tour in Europa. Immagini di fare qualcosa di simile quando arriverai a 70 anni?


Assolutamente sì. Continuerò a fare tour mondiali fino a che non avrò più il fisico per farlo, perché la gente come noi deve farlo. Non mi arrenderò, e non perché si creda che io sono il migliore o il più grande di tutti, ma perché lo amo troppo. La musica mi ha dato tutto, assolutamente tutto ciò che ha valore nella mia vita. E non intendo sprecarlo, perché più musica faccio, migliore diventa la mia vita, migliore diventa la mia vita familiare, quella di tutti ... Quindi perché buttare via tutto questo? 

traduzione di oasisnotizie - Source: La Nación

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domenica 7 ottobre 2018

Noel Gallagher: "Riunire gli Oasis o vedere Corbyn primo ministro? Quel pazzo no! A 'sto punto riunisco la band"

Riunire gli Oasis? Noel Gallagher lo farebbe se servisse a impedire a Jeremy Corbyn di diventare primo ministro del Regno Unito.

Al cantautore, da anni su posizioni critiche nei confronti del Partito Laburista e avversatore del suo leader, è stato chiesto dalla trasmissione radiofonica TalkSport se preferisse riunire gli Oasis o vedere eletto Corbyn come primo ministro.

"Dovrei rimettere insieme la band, credo. Non voglio che quel pazzo governi il paese", ha risposto Noel (ASCOLTA QUI).

Poco meno di un anno fa Noel si era espresso così su Corbyn parlando con Paste Magazine (LEGGI QUI).

"Fanculo Jeremy Corbyn. È un comunista. E Trump è un ... un ... non voglio neanche nominarlo, ma non influenza la mia vita. Be', Donald Trump, forse, dato che la sua visione dell'ambiente è piuttosto spaventosa, cazzo, e quello influenzerà i miei figli. Ma i politici? Sono dei cazzo di idioti. Sono economisti, ecco cosa sono tutti. Dicono un sacco di stronzate e dovrei saperlo, perché ne ho conosciuti un bel po'.

L'ex Oasis aveva pubblicamente sostenuto il New Labour di Tony Blair quando nel 1997 vinse le elezioni britanniche, ma negli anni a venire si è detto deluso dall'azione di governo dei laburisti.

"Parlando da persona di sinistra, penso che gli anni del New Labour fino al 1997 siano stati fantastici. Era proprio entusiasmante trovarsi in Inghilterra in quel periodo, perché succedevano così tante cose ...", ebbe a dire Noel nel 2016. "Poi, però, il Partito Laburista ha dimostrato che vale il detto 'ecco il nuovo capo, è tale e quale a quello di prima'. E finché quella cosa non cambierà a me non piacerà”.

Noel aveva aggiunto: "Ai Tories non frega dei più deboli e ai comunisti non frega di chi ha aspirazioni".

Source: The Independent

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giovedì 30 novembre 2017

Noel Gallagher a Paste: "Spero che Liam stia vivendo il periodo più merdoso della sua vita. Gli manco? Falso, non me la bevo"

Intervista  a Noel Gallagher per Paste Magazine, pubblicata il 29 novembre 2017. Traduz. italiana di oasisnotizie. Foto di by Philip Cosores (@philipcosores | Instagram)

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In questo disco ti descrivi come un outsider o un'altro.
 

Be', io opero al di fuori del music business e non ho un contratto con nessuna casa discografica. Quindi faccio quello che voglio sotto quell'aspetto. E ho estrema libertà di creazione, per sempre. E non avrei potuto fare questo disco se fosse stato sotto un'etichetta major, perché qualcuno sarebbe venuto in studio a metà delle registrazioni e avrebbe detto: "Davvero? Questo non è un album di Noel Gallagher, quindi non lo pubblichiamo!". Quindi provo a non farmi coinvolgere nell'industria. E una volta che il disco è fatto, dai semplicemente la licenza ad altre persone ed eviti completamente il music business. La mia casa, la Sour Mash, è stata fondata interamente da me e non è affiliata con nessun'altra etichetta. Pago di tasca mia per averla, pago da me i frutti del mio genio. Quindi non ho il desiderio di farmi coinvolgere nel music business. E tutte queste cerimonie di consegna dei premi sono solo il riflesso delle chart, perché sembra che ormai nessuno si scriva la propria musica da solo. Vanno in queste fattorie di composizione dove hanno un negoziante di canzoni personale che entra e dice: "Puoi farmi quella in rosso? E io prendo quella nera, poi prendo quella, quell'altra e quell'altra". Capisci cosa intendo? Sono tempi tremendi. È questo che rende questo disco così rivoluzionario.

Hai utilizzato molti suonatori di archi, un flauto a fischietto e una marea di voci di supporto per Who Built the Moon? Inoltre Paul Weller ha aggiunto l'organo in Holy Mountain e Johnny Marr ha suonato la chitarra e l'armonica in If Love Is the Law. Hai iniziato a farti prendere la mano, come Brian Wilson?

Porca troia, odio Brian Wilson! E sai una cosa? Se nel music business c'è una persona più sopravvalutata di me è quel tizio, ma questi esperimenti sono stati fantastici. Dal momento in cui abbiamo iniziato a registrare Holy Mountain - e ho inventato io il campionamento su cui si basa il riff di flauto - sapevo che stavo facendo la cosa giusta. Lo sapevo e basta. E il mio produttore mi guardava e mi diceva: "Davvero? Ne sei sicuro?". E ho detto: "Amico, questo sarà il primo singolo! Questo è rock 'n' roll!". Non ero preoccupato di andare troppo lontano, non ero in quello stato d'animo. E non me ne fotteva un cazzo. Finché le canzoni sono ottime il resto va da sé. Se c'era l'essenza della canzone, la spingevamo più avanti possibile. E sapevo che Holy Mountain sarebbe stata divisiva una volta uscita: lo sapevo ed è stato così. Quindi non mi ha sorpreso, ma penso semplicemente che ora la mia fiamma arda un po' più forte: sono ad un picco creativo. E la band che ho fondato sei o sette anni fa non è la stessa band di cui faccio parte ora. Ho persone diverse e ho ragazze nella band.

E a bordo hai il tuo vecchio chitarrista con gli Oasis, Gem Archer, fresco di Beady Eye, la defunta band di Liam.

Gem è tornato. Sì. L'ho perdonato per essere passato al lato oscuro per un po' di anni, quindi va tutto bene.

Parlando di perdono, ho appena intervistato Liam per Paste e sotto tutta la spacconeria e le bravate raccontava in modo commovente come gli mancasse far parte di una band con te e che gli mancava semplicemente essere tuo fratello. Sembrava piuttosto sincero.

Be', forse la prossima volta dovrebbe fare un respiro profondo prima di premere il pulsante "manda" sul suo profilo Twitter. Non pensi che tutto quello sia stato a tuo beneficio? Be', io lo so, cazzo. È più a beneficio dei fan degli Oasis, ecco cos'è. Quindi mi dispiace, ma non me la bevo. Non me la bevo, cazzo, e non me ne importa. Ha detto troppo. Quindi spero che stia vivendo il periodo più merdoso della sua cazzo di vita.

Invece tu perché ti senti così in vena di far festa?

Be', sono sempre stato così. Guardo sempre il quadro generale. E vedo sempre il bello in ogni cosa. Be', okay, in realtà non è vero, ma provo sempre a migliorare quanto più è possibile qualcosa. Il mio bicchiere è sempre mezzo pieno. Sempre. L'unica cosa brutta del mondo sono le persone.

Ma non ti capita oggi di sintonizzarti sul telegiornale e di scrollare le spalle?

No. Non guardo il telegiornale. Le notizie sono dannatamente noiose. Quindi se il mondo finirà non voglio saperlo. Non voglio rivedere la fase preparatoria. Se il cielo prenderà fuoco perché un piccolo e grasso idiota nordcoreano lancia in cielo un missile, facciamolo finire, cazzo. Non voglio saperlo. Preferirei fare qualcos'altro.

Quindi non hai opinione sulla Brexit, su Trump, neanche su Jeremy Corbyn? Hai detto che "il 99% delle persone sono stupide come la merda" quando nel Regno Unito hanno votato per la Brexit.

Fanculo Jeremy Corbyn. È un comunista. E Trump è un ... un ... non voglio neanche nominarlo, ma non influenza la mia vita. Be', Donald Trump, forse, dato che la sua visione dell'ambiente è piuttosto spaventosa, cazzo, e quello influenzerà i miei figli. Ma i politici? Sono dei cazzo di idioti. Sono economisti, ecco cosa sono tutti. Dicono un sacco di stronzate e dovrei saperlo, perché ne ho conosciuti un bel po'.

Traduz. italiana di oasisnotizie - Source: pastemagazine.com 

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