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giovedì 4 febbraio 2021

Video: Guarda il documentario Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop (prima TV italiana 3 febbraio 2021)

Ecco il video, caricato sul nostro canale YouTube, del documentario Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop, pellicola del 2014 prodotta dal canale franco-tedesco Arte e andata in onda ieri sera su Sky Arte in prima TV italiana. Enjoy.


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mercoledì 3 febbraio 2021

VIDEO (anteprima): Blur vs Oasis - La rivoluzione del Britpop, in onda stasera su Sky Arte

L’ormai storica battaglia tra Blur e Oasis, le due band che sancirono il trionfo globale del cosiddetto Britpop, viene narrata dai protagonisti dell’epoca nel documentario Blur vs Oasis – La rivoluzione del Britpop, in onda su Sky Arte mercoledì 3 febbraio.

I Blur e gli Oasis sono stati due gruppi estremamente popolari nei tardi anni Novanta: da un lato c’erano i quattro musicisti Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Dave Rowntree e dall’altro i fratelli Gallagher. Da un lato She’s so high, dall’altro Wonderwall, in una lotta senza quartiere al vertice delle classifiche.

La pellicola offre un ritratto sociologico oltre che musicale di un momento storico che, dopo il rigore degli anni thatcheriani, fu dominato dall’effimera euforia della Cool Britannia di Tony Blair.

Un racconto fresco, anche se postumo, di una società dove la musica pop da sempre ricopre un ruolo tutt’altro che marginale.

Source: Sky Italia

big thanks to Christian

Di seguito il riepilogo della serata a tema Britpop e Oasis su Sky Arte, con la successiva programmazione:

ore 21.15 - Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop (prima TV italiana)
ore 22.15 - Video killed the radio star: Oasis. Dietro le quinte dei più famosi video degli Oasis (vedi qui in italiano)
ore 22.45 -Video killed the radio star: Blur. Dietro le quinte dei più famosi video dei Blur
ore 23.15 - Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop (replica)

Repliche di Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop:

giovedì 4 febbraio - ore 14.30
venerdì 5 febbraio - ore 20.15
sabato 6 febbraio - ore 14.45
lunedì 8 febbraio - ore 11.00

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giovedì 3 settembre 2020

Wonderwall degli Oasis incoronato singolo britpop più venduto degli anni '90

A un quarto di secolo dalla sua uscita, arriva la certificazione di Wonderwall come canzone britpop più venduta. Gli Oasis dominano la classifica con sei brani nelle prime dieci posizioni.

Sono trascorsi 25 anni, ma solo in questi giorni Wonderwall”degli Oasis è stata incoronata singolo britpop più venduto degli anni '90. Il primato è stato rivelato in una trasmissione della BBC Radio 2 e dedicata alla storia della musica britannica del decennio che va dal 1990 al 1999. In quel periodo l’invasione del britpop era guidata proprio dal gruppo dei fratelli Gallagher che con la hit “Wonderwall” avevano raggiunto il successo internazionale. La classifica dei singoli britpop è stata elaborata partendo dai dati di Official Charts Company e sottolinea la fondamentale influenza degli Oasis nella storia della musica inglese. Il gruppo di Manchester ha infatti conquistato anche il secondo posto con “Don’t Look Back in Anger”, altro singolo presente nell’album cult “(What’s the story) Morning Glory?”. Gli Oasis sono presenti anche al quarto, settimo, nono e decimo posto, confermando a tutti gli effetti il dominio incontrastato di quegli anni.

Jo Whiley, conduttrice dello show radiofonico, ha sottolineato come questa classifica l'abbia riportata ai giorni di gloria dove il britpop dominava le radio: “È difficile credere che siano davvero passati 25 anni. Wonderwall è sempre stata una canzone speciale per tante persone, non mi sorprende che sia al primo posto, è un inno. Tutta la classifica mi ha riportato a un periodo davvero speciale della musica pop britannica, c’erano tante canzoni geniali e tante band”.

Nella top 10, oltre agli Oasis, sono presenti i Verve con due singoli “The Drugs Don’t Work” e “Bitter Sweet Symphony”, i Cornershop e i Blur, all’epoca grandi rivali proprio degli Oasis in una battaglia che aveva monopolizzato anche i tabloid britannici. 

 Questa la classifica completa:

  1. Wonderwall – Oasis (1995)
  2. Don’t Look Back In Anger – Oasis (1996)
  3. Bitter Sweet Symphony – The Verve (1997)
  4. D’You Know What I Mean? – Oasis (1997)
  5. Brimful Of Asha– Cornershop (1998)
  6. The Drugs Don’t Work – The Verve (1997)
  7. Whatever – Oasis (1994)
  8. Country House – Blur (1995)
  9. Roll with It – Oasis (1995)
  10. Some Might Say – Oasis (1995)

Clicca qui per vedere Noel che racconta l'origine di Wonderwall (video del 2010).

Source: skytg24.it

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sabato 15 agosto 2020

Blur vs Oasis, 25 anni fa l'inizio della battaglia tra le due band

Da che parte stai, tifi per gli Oasis o per i Blur? La domanda diventò il vero tormentone dell'estate del 1995, un'isteria collettiva che continuò per alcuni anni creata ad arte da tv e giornali musicali per stabilire a chi, tra la band dei fratelli Gallagher e la band di Damon Albarn e Graham Coxon, spettasse il titolo di principi del Britpop. Era dai primi anni sessanta, dai tempi cioè della sfida tra i Beatles e i Rolling Stones, che l'industria discografica inglese non aveva la possibilità di un forte dualismo capace di attirare l'attenzione del pubblico del rock. Con le loro intemperanze e con gli atteggiamenti strafottenti, ma anche con alcune scaramucce create ad arte, le due band rivali di Manchester e Londra si prestavano alla perfezione per quella che molti ancora considerano soltanto una gigantesca operazione di marketing.

Sia come sia, i Blur decisero che la data di pubblicazione del nuovo singolo Country House coincidesse con quella dell'uscita di Roll With It degli Oasis. È così che il 14 agosto di 25 anni fa iniziò ufficialmente la sfida. Una contesa che i media cavalcarono all'istante sottolineando le caratteristiche degli sfidanti, soprattutto dal punto vista sociologico, più che musicale: da una parte la working class rude e provocatoria dei ragazzi venuti dal nordest industrializzato e operaio, dall'altra gli hipster freschi di università, arroganti e presuntuosi, figli della grande Londra.

I Blur, la cui storia era iniziata nel 1988, in quel periodo godevano ancora del successo ottenuto con l'album uscito l'anno precedente, Parklife, mentre dopo il debutto stellare con Definitely Maybe gli Oasis si apprestavano a confermare la loro influenza sul britpop grazie al secondo album che non avrebbe tradito le attese, (What's the Story) Morning Glory?. Tra le due band c'era rispetto, ma Albarn presto comincerà a mal sopportare certe intemperanze: "Mi sentivo come a scuola, come quando dovevi contrastare certi bulli".

L'NME del 12 agosto 1995

Nell'aprile del 1995 gli Oasis avevano raggiunto la vetta della classifica con Some Might Say e succede qualcosa che compromette il rapporto tra le due band. Albarn si era presentato al party di festeggiamento del gruppo di Manchester:  "Volevo fargli i miei complimenti" ha raccontato il cantante dei Blur, "ma vedo arrivarmi incontro Liam che con i suoi modi mi fa: 'Eccoti un fottuto numero uno', me lo urla proprio in faccia. E' a quel punto che mi sono detto: "Ok, allora, staremo a vedere”. Di lì la decisione di sfidare gli Oasis uscendo con il prossimo singolo nello stesso giorno.

Il 12 agosto, due giorni prima dell'uscita contemporanea dei brani, il settimanale musicale NME titola: "British heavyweight championship. The big chart showdown" ("Il campionato britannico dei pesi massimi. Il grande scontro in classifica"), puntando l'attenzione su una battaglia che verrà presto ripresa anche dai media generalisti. Per la cronaca, in quell'occasione la spuntarono i Blur, la loro Country House vendette nel Regno Unito 274 mila copie mentre Roll With It si fermò a 216 mila, ma qualcuno sottolineò come il disco dei Blur non fosse un semplice singolo piuttosto un ep che conteneva anche alcune tracce dal vivo, e che questo poteva averli favoriti.

Negli anni, la rottura tra i fratelli Gallagher con il conseguente scioglimento degli Oasis ha molto allentato la tensione tra Noel e Damon Albarn, i due si sono spesso ritrovati sul palco a suonare insieme, ultimamente poi Albarn ha stupito tutti dicendo in un'intervista: "I migliori tra noi? Erano sicuramente gli Oasis. Per tanti anni con Noel ci siamo evitati, poi quattro anni fa, non so bene perché, in un bar invece di evitarci abbiamo cominciato a parlare e abbiamo scoperto che avevamo molte più cose in comune di tanta altra gente. Tutte cose che hanno a che fare con l'aver vissuto esperienze simili negli anni novanta”.

Source: repubblica.it

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lunedì 23 marzo 2020

Liam Gallagher tra moda, nuova vita e Man City: "Oggi tutte band senza palle. La gente vuole ancora vedere un tizio col parka. Noel? Io sono troppo rock 'n' roll per lui"

Liam Gallagher ha rilasciato un'intervista al bimestrale The New Order, in uscita da pochi giorni. Ha parlato di parka, Manchester, musica e calcio. Ecco la nostra traduzione integrale della chiacchierata, avvenuta qualche mese fa.
ma
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Amo il Giappone, amo Tokyo, è grandiosa, cazzo!

Quando ci sei stato l’ultima volta?


L’ultima volta che sono stato lì forse è stato l’anno scorso, per l’ultimo disco, penso. Sì, è stato di sicuro per l’ultimo disco.

Hai mai partecipato al Fuji Rock?

Sì, penso che potremmo parteciparvi …

L’anno prossimo?

L’anno prossimo.

Fantastico.

Sì, penso di sì. Ci saranno le Olimpiadi, no?

Sì, si terrà un mese più tardi del normale.

Sì, penso tu abbia ragione, abbiamo parlato del fatto di parteciparvi l’anno prossimo.

Bene, potremmo anche iniziare con la moda allora.

Facciamolo. Cioè non so molto di moda, so solo quello che mi piace, ma …

Come spiegheresti il tuo stile personale?


Casual, amico. Casual, del tipo: non esco di casa senza le Clarks. E questi sono jeans Edwin, sono giapponesi, no?

Sì.

E cos’è questo? Cioè penso sia un Oliver … di che fattura è questa? Penso di averlo comprato proprio in Giappone, o in Australia. Ma no, so quello che mi piace …

Di sicuro non ti appassioni a marche o nomi che io ammiro enormemente.

No, non so quale sia il cazzo di nome.

Indossi molta roba Stone Island e roba così.

Indosso molta roba Stone Island, molta roba Engineered Garments. C’è una per cui vado matto quaggiù, ma non si riesce mai a trovarla, cazzo! Monitaly, l’hai mai sentita? È grandiosa. Ha sede a Los Angeles, ma non si riesce mai a trovarla, cazzo … Qui hanno un luogo dove devi telefonare a lui e prendere un appuntamento con lui. Cazzo, la roba migliore, amico!

Yuki è un buon amico. Fa anche scarpe per una marca di nome Yuketen.

Oh, sì, Yuketen, i mocassini. Cazzo, sono i migliori, sì! Quindi mi piace quella roba. Ne ho un po’. Ho i Beams ovviamente. E basta. Non so molto delle marche giapponesi, ma ne sono proprio preso. Il mio negozio preferito in Inghilterra è Oi Polloi e lì arrivano tutte le marche, ma no, no, mi piace. Mi piace quello che mi piace. Se mi piace quello che vedo, non importa chi lo ha firmato, lo compro.

È questa la cosa migliore. Vai a fare compere molte volte?
Oh, sì.

Da solo?

Sì, lo faccio in Inghilterra, sì. Qui non l’ho fatto. Da quando sono qui non potrebbe fregarmene di meno, amico. Ho abbastanza roba di questo posto.

Si sta diffondendo a Los Angeles, questo è il fatto.

Sì, inoltre è un po’ torrido e io sono un po’ in postsbronza. Quando torneremo per fare l’ultimo concerto, proverò ad approfondire quella cosa del Monitaly, perché quella è roba buona. Hanno dei bei fottuti parka, amico.

Hai sostanzialmente toccato il tasto chiave del tuo stile.

Sì, per me io non indosso proprio scarpe da ginnastica. Il mio amico Gary Aspen fa la linea Adidas Spezial.

Sì e tu hai fatto solo la collaborazione.

Sì, quindi le indosso, ma le indosso con i pantaloncini. Non le indosso con i jeans. Tendo a indossarle con i pantaloncini. E i pantaloncini che ho li conoscerai … Nigel Cabourn. Sono come questi cazzo di mutandoni. Quindi mi piacciono con un paio di scarpe da ginnastica. Forse scarpe di pelle di camoscio, io non indosso proprio le scarpe di pelle.  Semplicemente non mi piace il modo in cui ti sta addosso il cuoio, amico. Le scarpe di pelle di camoscio sembrano malconce, amico.

Chi erano le tue icone di stile quando eri ragazzo?

Be’, icone di stile … C’è una band di nome Stone Roses, di Manchester.

Conosco Ian.

Lui sa come stanno le cose. Tutti loro hanno un bel look, amico. Quindi era quella cosa lì e gli Happy Mondays. Loro avevano sempre roba buona. E per tornare agli anni ’60, penso che George Harrison avesse un bel look e i Beatles egli Stones … gli Small Faces … Paul Weller aveva sempre un bel look.

Quello sostanzialmente riassume anche il tuo look.

Be’, il look di Manchester è un po’ il look malandato, no? Capisci cosa intendo? Quando inizia a strapparsi, devi inviaggiarlo, ma appena inizia a sembrare un po’ fottuto, voglio dire casual, allora mi piace, ma appena inizia a cadere a pezzi, deve andare nella pattumiera. Non siamo dei barboni.

Sono della tua stessa idea. Quindi se ci fosse un parka nella storia di Liam Gallagher, quale sarebbe?

Non lo so, amico. Mi piacciono tutti, capisci cosa intendo? Ma mi piace … ne ho alcuni belli della Stone Island. Cos’altro ho? Non riesco a ricordare bene. Ho dei bei Monitaly, ahh non riesco a ricordarmeli così su due piedi. Li apprezzo tutti, amico. Non riesco a ricordarne i nomi. Nanamica? Ne ho alcuni di quelli lì. Mi piacciono. Ma non ne ho uno preferito, sai, mi piacciono più o meno tutti.

Quindi possiamo passare alla musica. Allora, fai parte dell’industria musicale da quanto ora?

Dicono da 25 anni, forse 30. Quando ho fondato una band?

Penso fosse il ’91.

’91. Quanto tempo è passato?

28 anni.

Minchia, lo faccio da 28 anni! E non sono cambiato per nulla, il che è perfetto.

Come ti senti a livello personale?

Mi sento bene, mi sento bene, amico. Mi sento bene a risaltare ancora come un pollice dolorante, il che mi piace. È così che voglio essere. Nei 28 anni in cui ho fatto questo, il mondo della musica è cambiato. Molto rap e molto cazzo di pop e quella roba lì. Ma sono ancora qui a fare la cosa mia. La gente vuole ancora vedere un tizio col parka. Sì, me la spasso, quindi va bene.

Allora, qual è il segreto di questa longevità?

Mi piace cantare le canzoni e mi ha sempre appassionato il lato canoro. La musica? Sono appassionato di musica. Rimanere vivi? Penso non sia quella la cosa che mi guida. Se avessi guidato, sarei morto. Non ho la patente.

Non hai mai pensato di prendere la patente?

No, no. Non faccio quella roba.

C’è qualche motivo in particolare? Non ti dispiacerà se chiedo.

Non lo so, amico, semplicemente non penso che sarei bravo dietro lo sterzo, amico. Mi piace bere alcolici, quindi non penso che si possa bere e guidare, per cui …

Penso che quella sia una delle cose migliori del vivere a Tokyo.

Cosa non puoi fare?

Semplicemente non hai bisogno di guidare, perché andare in giro è facile.

Sì, lo so, lo so, ho visto. L’ho fatto molto tempo fa. Ma la longevità? Non lo so, amico. Penso che sia stato sempre la stessa persona. Non ho provato a reinventare la ruota. Ho trovato quello di cui sono appassionato e semplicemente ho seguito la corrente. Sai cosa intendo? Non mi butto dalla nave se la guitar music questa settimana non sta facendo bene. Non mi vedrai tirare fuori una tastiera. Capisci cosa intendo?

Rimanere fedele a te stesso e ai tuoi principi ti mantiene in carreggiata.

Giusto, cazzo, perché tornerà sempre indietro. Capisci cosa intendo? Quindi sì, ho solo trovato quello di cui ero appassionato e mi sono incollato a quella cosa. Da qui i miei fottuti vestiti. Ho sempre indossato la stessa cosa. Se osservi il mio stile, neanche quello è cambiato. È la stessa cosa, quindi se rimani con una cosa, continuerà a tornare indietro.

Perché pensi sia così? Perché pensi che la gente cambi?


Perché non sanno chi cazzo siano. Sai, penso proprio che …

Nessuna identità.

Non hanno identità e non hanno mai avuto le palle. Capisci cosa intendo? Per mantenere quella cosa. Per rimanere fedele a te stesso devi sapere chi sei. Penso che molta gente, cazzo, salti giù dalla barca tutte le volte. Capisci cosa intendo? Vedo molte di queste cose nelle band. Ad un certo momento uno viene nella mia band e suona la chitarra e si veste come me. E poi due fottuti minuti dopo sono in un’altra band e si vestono come quella band. Ti viene il cazzo di mal di testa e ti sanguina il naso. Capisci cosa intendo? È una cosa del tipo: non ti dico io come vestirti, ma nella mia band non entri se non ti vesti comunque così, cazzo. Ma li vedi proprio saltellare come camaleonti. Capisci cosa intendo?

Assolutamente sì.

Cioè, cazzo, trova il tuo stile e mantienilo. Capisci cosa intendo? E se non è abbastanza bello, allora non è abbastanza bello.

I Beady Eye in concerto al Big Day Out nel 2014
Volevo chiederti di te, ora, come Liam Gallagher. Dopo tutto il successo con gli Oasis e dopo i Beady Eye, perché hai deciso di uscire come Liam Gallagher?

Be’, ovviamente la divisione degli Oasis, che è stata devastante perché io non avrei voluto mai che accadesse. Pensavo che saremmo rimasti insieme per sempre, sai. Ma altre persone avevano programmi diversi. Quindi quando è successa quella cosa io ovviamente volevo rimanere a fare musica, per cui abbiamo proseguito con i Beady Eye, ed è stato con tutti gli stessi membri, eccetto Noel. Ma la gente faceva: “Perché non vi chiamate Oasis?”. Ma non ci sono gli Oasis se non c’è Noel, quindi abbiamo assunto un altro nome. Gli album che abbiamo pubblicato erano buoni, i concerti erano buoni. Penso solo che la gente fosse solo … semplicemente non ha avuto tutto quel successo. Penso che la ragione per la quale non ha avuto tutto quel successo sia stata che è venuto troppo presto dopo gli Oasis. È stato un po’ confusionario. E poi ci siamo presi quattro anni liberi, proprio per liberarmi la testa. E poi ho deciso di non fondare un’altra band con un altro nome, perché la gente sarebbe stata confusa tanto quanto lo era con i Beady Eye. Quindi ho pensato: fanculo, esco con il nome mio e torno dove devo stare. Quindi se non sono negli Oasis potrei pure uscire con il nome mio. Capisci cosa intendo? E sembra che sia andata bene. Con tutti gli anni che ho impiegato per essere quel tizio degli Oasis … la gente mi conosce o come il tizio degli Oasis so con il mio nome, Liam Gallagher. Quindi ho pensato che questo avrebbe funzionato. Per cui questa è l’ultima possibilità di ballare con il mio nome, e sembra che stia andando bene.

È quella una delle ragioni per cui è finito tutto con i Beady Eye?

No, no. I Beady Eye non stavano ottenendo concerti. Capisci cosa intendo? E avevamo fatto un disco che nessuno stava comprando. Nessuno ci prenotava delle date, e io avevo un po’ di robe personali, quindi ho pensato: senti, forse è ora di mettere la parola fine, perché stiamo frustando un cavallo morto. Quindi abbiamo fatto così e poi ho fatto un po’ di roba personale e siamo usciti e abbiamo fatto partire As You Were.

Perché sostanzialmente sei saltato dagli Oasis direttamente nei Beady Eye.

Direttamente, amico, il giorno dopo. Il solo fatto che Noel volesse andare a casa non significava che noi dovessimo tutti andare fottutamente a casa. Era lui quello che aveva il problema. Quindi abbiamo proseguito, amico.

Giusto. Ho fondato la rivista con mio fratello, e anche noi abbiamo avuto un litigio.

Oh davvero? Gli parli ancora?

Un pochino. Tu parli con Noel?


No, non gli parlo da un po’, amico. Forse dieci anni, ma è perché lui è diventato uno stronzo, amico. Sta facendo un cazzo di viaggio cosmico, pensa che stia fottutamente curando il cancro e non è così. Sono un po’ troppo rock ’n’ roll per lui, amico.

Parliamo del nuovo album. Why Me? Why Not. come ti rappresenta e come rappresenta il tuo lavoro in questo momento?

Be’, la voce mi rappresenta. Cioè al momento sono in un posto diverso. Ho la mia adorabile famiglia con me, quindi sono stato di umore un po’ più calmo e rilassato. Ho allacciato una relazione con mia figlia che non ho visto per vent’anni. Quindi ora lei fa parte della banda e tutta quella roba, e questo è bello. Ma come mi rappresenta? Sì, amico, penso che sia una rappresentazione veritiera. Non lo so. Mi piacciono i Beatles, mi piacciono gli Stones. E quello che faccio. Capisci cosa intendo? Di cosa parla non ne ho idea, cazzo. Semplicemente canto i bastardi. Capisci cosa intendo?

Ti stavo per chiedere come cantante come lavori con il paroliere?

Allora, tiro fuori dei pezzi in giro per casa, mentre suono la chitarra. Non sono bravo con i ritornelli, ma so fare i versi. Ma quando si arriva al ritornello lo mando ad Andrew Wyatt e Greg Kirstin e loro lo fanno accadere.

Come funziona il procedimento? Vengono loro da te?

No, io vengo qui. Vengo a Los Angeles, dove lavorano loro. Lì hanno uno studio, quindi io faccio: “Guarda, ho questa canzone”. E loro fanno: “Figo, magari cambia quel pezzetto lì”. E tipo lavoriamo insieme.

Cominci tu e loro criticano?

Sì, o iniziano loro … in ambo i modi. Capisci cosa intendo? E poi la cosa accade, amico. Il che va bene.

Quindi sei spesso a Los Angeles.

Be’, sono qui per un po’ solo quando facciamo musica. Siamo stati qui l’anno scorso, io sono stato qui tre o quattro volte. Solo per una settimana, una settimana e mezza. Non potrei mai vivere qui. A te piace qui?

Mi piace molto questo posto. Solo per il fatto di guidare per andare in ogni luogo ci vuole un po’ di abitudine.

Mi piacciono le stagioni. È sempre caldo qui, no?

Non mi lamenterei di questo. Anche se tu faresti fatica senza un parka ogni giorno.

Amico, mi farebbe ammattire, cazzo! Ho bisogno di indossare il mio parka. Ma no, mi piace, quindi sono qui abbastanza. Sono qui abbastanza volte.

Dunque, tornando all’album, come si può paragonare al primo album, As You Were?


Penso sia sostanzialmente la stessa cosa un’altra volta, amico. Perché l’ho fatto con le stesse persone. E ovviamente non avremmo fatto un album reggae o un cazzo di album dance. Quindi è sostanzialmente lo stesso. Volevamo solo fare delle canzoni un po’ migliori. E dal punto di vista della produzione penso sia un disco migliore. Non sto dicendo che è molto migliore. Quindi forse per il prossimo continueremo a fare la stessa cosa, ma senza fare dei cambiamenti radicali. Capisci cosa intendo?

Hai un suono caratteristico.

Sì, amico. So cosa vuole la gente che viene ai nostri concerti. Sai cosa intendo? E la gente paga dei bei soldoni, quindi voglio dare loro quello che vogliono.

Cosa rende unico Why Me? Why Not.? Cosa lo rende diverso da quello che hai fatto in precedenza?

Non lo so se è unico, amico. Penso che con me dentro sarà un po’ più unico e roba così, ma non penso sia così unico.

Ci sono dei brani che pensi che spicchino?

C’è un brano di nome Once che è fico. Ci sono alcune belle canzoni, Meadow è fantastica, ma non direi che è diversi da qualsiasi cosa fatta prima.

One of Us è un pezzo eccezionale. Volevo chiederti della scena musicale in generale. Qual è il tuo parere?


Vedi, non seguo la scena musicale. Io faccio la cosa mia e basta, amico. Non esco con gente che fa parte di band. Non vado a molti concerti. Faccio la cosa mia e me ne vado a fanculo a casa. Sai cosa intendo? Quindi la guardo da lontano. Capisci cosa intendo? Non penso ci siano molte buone guitar band in giro, in ogni caso nessuna che mi piaccia. E non è per tirare delle frecciate, semplicemente … non lo so, amico. Semplicemente al momento non ce ne sono molte in giro.

Quali sono le più grandi differenze rispetto a quando hai iniziato con gli Oasis?


Il mondo è un posto diverso, amico. Potevi farla franca con un po’ di più. Oggi non puoi fare un cazzo, tutti ti saltano addosso. Non puoi dire molte cose. Capisci cosa intendo? Devi stare attento a quello che dici, mentre anni fa potevi sparare merdate dalla bocca e nessuno importava veramente. Ora dici la cosa dannatamente sbagliata e tirano fuori un cazzo di cappio e ti impiccano ad un cazzo di albero, amico. Devi fare attenzione a cosa dici nel mondo e penso sia una cosa che tolga il divertimento. Capisci cosa intendo? Ma sì, era molto più folle negli anni ’90, il che è una buona cosa. Comunque io sono molto più rilassato, ho fatto tutte le mie bravate rock ’n’ roll.

Pensi che questo sia venuto un po’ con l’età e anche con la maturità?

Un po’ con l’età, e i postumi delle sbronze si fanno sentire di più e richiedono un po’ di tempo in più per essere smaltiti. Ma anche così, tutto quello che voglio fare è tenere i miei concerti e spassarmela e farmi un paio di cicchetti, poi andare a letto. Capisci cosa intendo? Andare in giro per la città fino alle ore stupide del mattino l’ho già fatto. E questi telefoni … tutti ti fanno delle foto mentre fai un po’ il monello. Anni fa non c’era nulla di tutto questo. Potevi uscire e comportarti come un cazzo di scimpanzé e spassartela. Capisci cosa intendo? E non dovevi leggere quella cosa sui giornali. Ora tutti ti filmano, cazzo, quindi tu chiudi bottega, devi fare un po’ il bravo. Sono felice che sia accaduto negli anni ’90, sono felice di aver di aver vissuto negli anni ’90. Sai cosa intendo? Perché odierei provare ad entrare in una rock ’n’ roll band in quest’epoca. Non puoi farla franca dopo un omicidio, ti arrestano. O ti classificano come un teppista, o questo o quello. Sono felice di aver tirato fuori le mie vibrazioni rock ’n’ roll negli anni ’90. Capisci cosa intendo? Ora potrei vivere su quelle cose per il resto della mia vita.

Parlando un po’ degli anni ’90, di sicuro te lo chiederanno in molti, ma com’era la scena musicale di Manchester nello specifico?

Be’, prima che arrivassero gli Oasis c'era la scena Madchester: i Roses, i Mondays, i New Order, i James, i Northside. Era tutto bello. E c’ero io, 16-17enne, quindi era bello. A quell’epoca era morto tutto ed era tutta dance e roba così, a cui non partecipavo molto. E poi abbiamo fatto gli Oasis e quella cosa partì e poi ci trasferimmo a Londra. Poi ci fu il Britpop, di cui non abbiamo mai fatto parte, ma avevo l’impressione che … 

Molte persone vi hanno messo in quella categoria che io non ho mai capito.

Sì, ci hanno messo in quella categoria, ma non penso che noi fossimo Britpop, amico. Pensavo che noi e i Verve fossimo diversi: un sound più classico, più rock ’n’ roll. Non “rock and roll”, ma più un sound classico. A differenza dei Blur e dei Pulp, noi facevamo musica un po’ più fottutamente scema. Capisci cosa intendo? Loro erano classificati come Britpop e scena di Camden. Io penso che fossimo molto più avanti rispetto a loro. Capisci cosa intendo? Ma gli anni ’90 sono stati belli, amico. Un bello spasso, io amavo terrorizzare i Blur. Quando ci incontravamo nei pub e roba del genere.

Dev’essere stato uno spasso.


Sì, lo amavo, cazzo! Loro erano ragazzetti snob, no? Quindi noi li terrorizzavamo.

Ti ho visto ad Auckland nel … penso fosse il ’96-’97.

Sì, sì, ricordo di esserci andato.

Era un po’ un luogo inusuale.

Perché? Era una merda?

Non rendeva giustizia agli Oasis. Pensavo che voi foste andati da qualche altra parte …

Un posto un po’ più grande?

La Nuova Zelanda è un po’ buffa quando si tratta di musica.

Sì, ma molta gente pensa che gli Oasis fossero famosi. Erano famosi in Inghilterra. Non eravamo una band famosa nel mondo. Eravamo molto popolari in Inghilterra, ma quando andavamo in America non eravamo così famosi. E la gente faceva: “Oh, avreste dovuto andare in posti più grandi”, ma non eravamo così famosi, amico. Ripensandoci, eravamo famosi in Inghilterra ed eravamo famosi in Europa, ma non siamo mai stati famosi in America o nel mondo. La gente insiste con ‘sta storia che gli Oasis erano la band più famosa del mondo. Non lo eravamo. Eravamo la band più famosa d’Inghilterra e basta. Il che mi sta bene. Capisci cosa intendo? Perché non c’è niente di peggio d essere il numero due nel tuo paese. Era quella la cosa più importante. Finché siamo famosi dove vivo io, non potrebbe fregarmene di meno di essere famoso laggiù. Era quella la mia città.

Quindi di sicuro il successo di Definitely Maybe e Morning Glory è stato incredibile.

Sì, quello ci ha messo in pista.

Ripensando a quei due album, cosa provi rispetto al successo e a quel periodo della tua vita?

Non ricordo molto, ma fare Definitely Maybe … Eravamo matti allora, ma Morning Glory … Quando è uscito Morning Glory abbiamo iniziato a fare soldi e poi siamo partiti. All’epoca era dannatamente stupido, merda nei nostri nasi ed eravamo sempre fuori di melone. Facendo roba così … ma no, sono orgoglioso di quei dischi perché penso che suonino bene anche oggi. E senza di loro saremmo ancora disoccupati, amico. Quindi sono ben contento.

Uno dei concerti che ho visto in video è stato quello di Maine Road.

Sì, lo stadio del Manchester City. Fu incredibile.

Come fu uscire sul palco a Maine Road come tifoso del City?

Fu grandioso. Quello per me fu migliore di Knebworth. Tutti parlano di Knebworth perché fu grande, ma penso che come band suonammo meglio a Maine Road. Quindi quello sarebbe stato bello se fosse uscito in video. Forse è uscito.

È uscito.

Sì? Dunque, uscire e suonare nello stadio della tua città è stato dannatamente incredibile. Perché andavamo lì da bambini.  

Pensi che ci abbiate messo più impegno e che abbiate suonato meglio perché aveva quel tocco sentimentale?

Forse sì, Knebworth era stato solo un cazzo di grande e stupido campo. Capisci cosa intendo? Ma forse … penso che fossimo soliti vedere le partite di calcio lì, quindi la cosa aveva più significato.

Sicuramente. Allora, parliamo del City per un momento. Chi è il tuo calciatore preferito di tutti i tempi?

Be’, il mio è stato sicuramente … cambia. Negli anni ’60 Colin Bell e poi Mike Summerbee e negli anni ’80 fu uno schifo. Facevamo schifo, no? Gli anni ’70 non li ricordo neanche.

Neanche negli anni ’90 eravate molto meglio.

Anche gli anni ’90 furono uno schifo. Quindi ora i miei giocatori preferiti della squadra sono Sergio Aguero e Kevin de Bruyne. Sono giocatori coi fiocchi, amico.

Qual è il tuo parere sulla squadra al momento?

Sono entusiasta di loro, amico. Adesso non siamo in testa alla classifica del campionato, ma ci arriveremo, amico.

Pensi che recupererete e vincerete il campionato quest’anno?

Sì, amico. Il Liverpool vacillerà. La pressione è troppa su di loro, si sposteranno da lì, cazzo. Appena subiranno un po’ di infortuni, noi torneremo su. Penso che vinceremo noi; almeno lo spero.

Bene, io sono tifoso del Newcastle, quindi sono fottuto, amico. Penso alla retrocessione, o no?

(L’allenatore è) Steve Bruce, no?

Tu lo odierai perché è un red (ex bandiera del Manchester United, ndr)ì, no?

Chi, Bruce, per via dello United?


Sì.

Ahh, io odio dannatamente lo United. Cazzo se li odio quegli stronzi!

Vai ancora alle partite?

Da quando mi sono trasferito a Londra non mi interessa. Vengo disturbato troppo, per cui me le guardo a casa dove posso urlare e gridare senza che nessuno stronzo venga a rompermi le scatole. Oggi vai alla partita del City e non puoi saltare su e giù perché ti dicono di fare silenzio. Capisci cosa intendo? Non puoi bere, non puoi fumare, fanculo a quella merda!

Ammazza l’atmosfera, no?

Esattamente.

Non è l’essenza del gioco. Segui l’Inghilterra? Hai una passione per la nazionale uguale a quella per il City?


No. Non sono un patriota, amico. Anche perché i miei genitori sono irlandesi. Amo l’Inghilterra, l’Inghilterra è il luogo in cui sono nato e la cultura e il calcio e i vestiti e la musica e tutto quello. La nazionale inglese di calcio? Cioè la guardo e tutto il resto, ma non mi faccio “trasportare” se vincono, però.

Voglio dire: per un decennio hanno attraversato una fase di merda, no?


Stanno migliorando un po’, amico. Stanno migliorando un po’ sotto la guida di Gareth Southgate. Auguro loro del bene e tutto quello, ma non mi fanno né caldo né freddo.

Hai la maglia del City ora?

Sì, sì.

La indossi in giro?

No, no, no. Ce l’ho a casa. Tutta quella roba la indossano i miei figli.

Anche loro sono appassionati di City?

Sì, sì.

Penso che non abbiano scelta. Una cosa che ti volevo domandare è: hai iniziato a correre un bel po’ di recente?

Sì. I miei fianchi hanno fatto le bizze di recente. Sto avendo un po’ di artrite, quindi non ho fatto quanto cazzo avrei dovuto.

Qualcuno mi ha detto che non ascolti musica mentre corri; perché? Non ti fa ammattire?

Non lo so, amico. Semplicemente mi piace essere un po’ più … libero. Capisci cosa intendo? Mi piace semplicemente essere tutt’uno con il cazzo di posto.

La natura?

Sì, amico. Un gran frastuono nella testa? Non riesco a sentire quella roba, cazzo. Non ce la farei.

Non pensi che la musica bloccherebbe l’altra roba?

No, mi piace semplicemente ascoltare fottutamente la natura, amico. Una volta l’ho fatto mentre ascoltavo musica, ma mi infastidisce. Mi intralcia, amico.

Quando ascolti musica, che musica ascolti?

Gli Stones, i Beatles, i Kinks, i Sex Pistols. Non ascolto musica nuova.

Niente di nuovo?

Niente. C’è un tizio di nome Slowthai. È un rapper, tipo una cosa grime. Lui è bravo. Non c’è molta roba nuova che mi piaccia.

Cosa pensi di Slowthai? Musicalmente e in senso generale.

È bravo, amico, mi piace. Penso che abbia un qualcosa. Sta mettendo in riga un po’ di persone. Mi piace. Mi avvicino a quelle cose tramite mio figlio. I miei figli sono presi da tutta quella roba. Il grime e tutta quella roba. Mi fanno conoscere nuova musica ogni tanto, ma io sono piuttosto felice con i Beatles.

Chi sta facendo la differenza nel Regno Unito? I Pistols fecero colpo sul tizio dell’epoca Thatcher; chi sta parlando alle persone ora?

Direi Slowthai. Non sono uno che si fa  guidare dalla politica. Siamo cresciuti negli anni ’90, tutto quello che volevamo fare era prendere funghetti e ascoltare i Beatles, amico. Quindi di tutta quella merda che succedeva nel mondo non ci fregava, noi pensavamo solo: fanculo, non me ne fotte, che se ne occupino i politici. Quindi non sono proprio guidato dalla politica, ma Slowthai sì. Dice a loro le cose come stanno, il che va bene. Io voglio sono continuare a fare musica, amico, e spassarmela. Quella merda sarà ancora lì quando uscirai dal palazzo. Quando vieni ai concerti, bevi birra, cazzo, perdi la testa e salta su e giù e canta. Capisci cosa intendo?

Pensi che con la tua posizione di fama e potere potresti avere un’influenza?

Probabilmente, se volessi, ma non fa per me, amico. Non fa per me, amico. Non ne so neanche tanto, a essere onesti. Cioè forse finirà per farti sparare come John Lennon e io voglio solo vivere la mia vita. Capisci cosa intendo? Facciamo fare ai politici il loro mestiere e io faccio il mio. Quando inizi a pasticciare la gente inizia darti colpi in testa e fare: “Sta diventando un po’ arrogante”. Fanculo quella roba, amico! Voglio solo vivere la mia vita e andare avanti.

traduzione di oasisnotizie

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giovedì 19 marzo 2020

Pierluigi Pardo: "Il mio Erasmus baciando le ragazze su Wonderwall degli Oasis. Spero nella reunion"

Foto di Nicola Beltrame e Lorenzo Bosi (leggi qui)
Durante la sua diretta odierna su Instagram, il noto giornalista e telecronista sportivo Pierluigi Pardo, oltre a improvvisare diverse canzoni al piano tra cui Champagne Supernova e Half the World Away degli Oasis (con risultati esilaranti), ha risposto a diverse domande dei suoi followers. Tra cui quella fatidica sui nostri.

"Noel o Liam? Eh come si fa a scegliere?", ha detto Pardo. "Se mi chiedi tra amatriciana e carbonara ti dico amatriciana, se mi chiedi di scegliere fra Noel e Liam è difficile rispondere. Sono una coppia perfetta e spero possano tornare insieme. Uno più performer, l'altro più intimista. Sono sempre stato un grande fan degli Oasis. Li ho vissuti sulla mia pelle. Nel '95/'96 ero in Erasmus in Inghilterra ed erano dappertutto. Era l'anno del grandissimo successo di (What's the Story) Morning Glory? e della rivalità con i Blur, altro gruppo che amo molto. The Universal e Country House sono tanta roba. Forse se fossi andato in Eramus l'anno prima sarei stato più dalla parte dei Blur. Però ho passato tantissime serate con la musica degli Oasis e, ora posso dirlo, in quel periodo ho baciato un sacco di ragazze con Wonderwall come sottofondo. E quindi, come si fa a non ripensarci? È stato un periodo incredibile. Quindi viva gli Oasis!".

(testo dell'amico Luca, che ringraziamo)

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mercoledì 4 dicembre 2019

Intervista a Liam Gallagher: "Britpop? Salvo solo noi e i Verve. Sono fiero di me: non sono mai sceso a compromessi"

Liam Gallagher è in copertina sul nuovo numero di Illinois Entertainer. Ecco la nuova intervista al cantautore tradotta in italiano.

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IE: Cos'hai imparato negli ultimi due anni?

LIAM GALLAGHER: Cosa ho imparato? Hmmm. Ho imparato a vivere nel presente e non preoccuparmi del futuro o del passato. Voglio dire, prendine piccoli frammenti, ma prendi ogni giorno come viene, amico. Perché sì, stiamo invecchiando. Ma ci stiamo anche avvicinando a ciò che conta davvero.

IE: Come rimani con i piedi per terra?

LG: Be', non sto inseguendo nulla, capisci cosa intendo? Non sto inseguendo nulla nella vita.

IE: E fai anche jogging, vero?

LG: Sì. Ma ho un po' di artrite in questi giorni, quindi non corro quanto vorrei. Ma ho corso molto a Seattle e anche attraverso il Golden Gate Bridge. Mi è piaciuto farlo e ho fatto tutto in una volta sola. E poi non riuscivo a camminare per diversi giorni.

IE: Il mio motto è "Tutti hanno un programma, e raramente include te". Neanche tu sembri uno che si fida molto, quindi quanto è stato difficile invitare nuove persone come Greg Kurstin nella tua cerchia?

LG: Non credo di averlo invitato: è successo e basta. E poi io, lui e Andrew (Wyatt, ndr) siamo andati tutti d'accordo. Volevamo solo fare musica, ed è quello che devi fare: è come una relazione commerciale, quindi entriamo e facciamo quello che facciamo, e sono davvero contento dei risultati. Ma mi piace come persona, anche se non ho trascorso molto tempo con lui.

IE: Come inizia una vostra giornata tipo, ragazzi?

LG: Be', tutto è iniziato quando ho incontrato Greg, e lui per me aveva composto una canzone dell'ultimo album di nome Wall of Glass. E ha detto: "Ti piace questo tipo di riff?" E io ho detto: "Davvero tanto!" E lui ha detto: "Bene allora, diamoci dentro, cazzo!" Così ho scritto una po' di testo, abbiamo armeggiato con un po' di melodie e prima che ce ne rendessimo conto avevamo una canzone. Ed è quello che è successo in questo album. Posso inviare le poche parti che ho lì buttate e loro attingeranno da lì. Non tutto quello che faccio rimane su ogni canzone. Nessuno ha un ego enorme: se un'idea viene deformata, iniziamo da zero. Funziona così.

IE: Il tuo sound può andare ovunque adesso.

LG: Sì, ora tutto è possibile. Ma non sono un secchione della registrazione: se suona bene, lo faremo e andremo avanti. Ma mi piace fare il tipo di musica che amavo da ragazzino, quindi non credo che farò mai qualcosa di troppo eccentrico. Posso cantare su qualsiasi cosa e suonerà ancora come me, capisci cosa intendo?

IE: Quando hai aperto agli Who qualche settimana fa, e la gente continuava a uscire per prendere un drink durante la tua esibizione, secondo quanto si riferisce ti sei un po' irritato sul palco.

LG: Non lo sto facendo per guadagnare altri fan. Sono qui perché volevo esserci. Sapevo che non avrei fatto soldi: sono qui solo per vendere il mio disco. Quindi sono qui per fare qualche canzone perché adoro gli Who e adoro Pete Townshend, e adoro Roger Daltrey, quindi è stata un po' una vacanza perché stavo portando con me i miei figli. Quindi se le persone mangiano cibo o cos'altro ... molte persone continuano a presentarsi lì, e se sono seduti lì con il cibo in bocca non mi dà fastidio. Anche se non si presenta nessuno, non importa, perché me la sto spassando là fuori. Quindi non sono qui per promozione, sono qui solo per fare un tentativo.

IE: Hai trascorso del tempo con gli Who?

LG: Li ho incontrati prima, avevamo fatto alcuni concerti per il Teenage Cancer Trust a Londra. Ma non sono riuscito a parlare con loro così tanto. Voglio dire: sono su un altro livello, gli Who. Io sono solo un cantante di una band, non mi classifico come un cantautore o un musicista. Sono solo un cantante, quindi non entriamo in nessuna delle cose profonde. Ma mi piacciono e sembra che io piaccia a loro.

IE: Anche tornando ai tuoi primi esperimenti compositivi come Songbird, dentro di te c'è più di quanto sia stato intercettato sinora. 

LG: Sì, ce n'è. Ma sono abbastanza felice di collaborare, penso che rendiamo molto di più. Se mi lasciassero seduto lì a scrivere un sacco di canzoni da solo, lo farei comunque, perché sono troppo impacciato con questa cosa, con le parole e con quello che voglio dire. Voglio fare degli album e andare in tour. E lavorando con altre persone, loro mi possono dire: "Guarda, suona bene. Andiamo avanti".

IE: Tematicamente di cosa ti sei trovato a scrivere in questo nuovo disco? Ovviamente, hai evitato la Brexit.

LG: Sì. Non sono un uomo guidato dalla politica. Continuano a farmi domande su tutta quella merda e non ho molto da dire. Non so di cosa stessimo scrivendo: amore, vita, odio, tutto. Di certo non ho tempo per scrivere di Boris fottuto Johnson. O di Theresa May.

IE: Ma hai molte opinioni. Eri tornato alla ribalta per la polemica con Brett Anderson dei Suede, che è stato sprezzante nei confronti di tutto il movimento Britpop (leggi qui).

LG: Quello che sto dicendo è che penso che abbia torto, ma non ho mai prestato troppa attenzione a lui: eravamo su un altro livello e tutta quella merda succedeva intorno a noi. Ma stavamo andando in una direzione diversa. Noi eravamo più classici, capisci cosa intendo? Con il Britpop c'era molta musica, molte band e alcune belle canzoni. E anche alcune buone band. Ma l'intera scena del cazzo era solo un mucchio di fottuti idioti della fottuto Camden, per quanto mi riguarda. I Menswear. Dove sono oggi? Tutte quelle fottute bande cittadine. C'erano delle buone canzoni e delle band solitarie decenti. Ma non c'era della cazzo di roba vera. Le uniche band che facevano degli album decenti eravamo noi e The Verve, fine. La gente continuerà a parlare dei Blur, ma non fanno per me. Secondo me nessuno si è neanche lontanamente avvicinato ai Verve.

IE: Che consiglio hai dato a tuo figlio Gene, ora che ha iniziato a partecipare alle tue sessioni di registrazione?

LG: Nessun consiglio, amico. Non mi piacciono i consigli. E quando sei giovane non valuti la situazione, no? Solo adesso io sto iniziando a valutare la situazione. E quando sei in una campana di vetro, sei in una campana di vetro e stai, come dire, correndo in giro, senza valutare la situazione. Quindi qualsiasi consiglio io gli dia adesso cadrà inascoltato. Quindi si sta solo divertendo a questo punto.

IE: Hai mai pensato di abbandonare del tutto i social media? Spesso esprimi rammarico per ciò che hai pubblicato.

LH: No, mi piace essere online. Mi piace chiacchierare con le persone e mi piace dire quello che penso. E se la gente non riesce a gestire questa cosa si fotta. Sono solo una persona di una band.

IE: Hai una nuova linea di parka in uscita, giusto?

LG: Sì, tra poco. E Pretty Green è ancora in circolazione, ma al momento non ho molti suggerimenti. Sto cercando di concludere un affare e, se funziona, funziona. In caso contrario, fonderò un'altra azienda.

IE: Ma collezioni anche parka?

LG: Sì. Ne ho molti, milioni. E non sto scherzando. E occhiali da sole, stivali desert, tutta quella roba. Ne ho alcuni a casa mia, altri in deposito. Sai come ai rocker piacciono le giacche di pelle? A me no. Mi piacciono i parka.


IE: In una giornata tipo cosa vi diverte?

LG: Al momento stiamo guardando Peaky Blinders. E ne siamo dipendenti. Ma mi piace guardare il telegiornale, amico. Che sia deprimente o no, mi piace tenerlo d'occhio. Quindi mi piace avere una TV in casa sintonizzata sulle notizie, per ogni evenienza.

IE: Cosa hai imparato dai tempi del Britpop?

LG: Penso di essere lo stesso, amico. Indosso gli stessi vestiti. Sono certamente sicuro di me come lo ero allora. Non lo so. Spicco come un pollice gonfio qui nel nel 2019, e questo mi piace perché non sono ancora sceso a compromessi.

IE: Domanda insolita finale: perché canti sempre con le braccia dietro la schiena?

LG: Perché mi piace, in quel modo ottengo un po' più di potenza. È proiezione. Ho preso in mano il microfono un paio di volte e mi sembra dannatamente strano. Semplicemente non mi sembra giusto. Invece mettere le mani dietro la schiena in modo da poter semplicemente sputare nel microfono con disgusto? Adesso quella cosa mi sembra perfetta.
 
traduzione di oasisnotizie - intervista di Tom Lanham

Source: Illinois Entertainer


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sabato 6 luglio 2019

Video (subs ITA): Noel Gallagher racconta la battaglia con i Blur e le risse con Liam e i fan

In questo video che abbiamo sottotitolato in italiano Noel Gallagher riflette sul primo periodo dell'avventura con gli Oasis ("Non c'era volta che un concerto non finisse in rissa tra di noi o con il pubblico") e racconta la battaglia del Britpop con i Blur.

È un estratto dell'intervista che Noel ha concesso a Dermot O'Leary per Reel Stories, in onda su BBC 2. Seguiranno altri video dell'intervista con subs ITA nei prossimi giorni. 



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