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giovedì 9 novembre 2017

Noel Gallagher a Milano: "Il rock ha ucciso il rock 'n' roll. Da me pop cosmico rivoluzionario. Liam? Ha bisogno di cure, se sapete perché è arrabbiato ditemelo"

Impegnato nella promozione del suo nuovo disco Who Built the Moon?, in uscita il 24 novembre, oltre ad aver rilasciato delle interviste per varie radio e vari giornali, Noel Gallagher ha tenuto oggi a Milano una conferenza stampa. Eccola nel video qui sotto. Grazie al canale YouTube Eventi Milanesi. Al minuto 2:28 anche un curioso siparietto, con una canzone che è partita all'improvviso ad alto volume, causando le risa dei presenti e dello stesso Noel ("Non è il mio disco questo", ha detto).

Abbiamo trascritto in italiano quanto ha dichiarato Noel.

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Qual è stata la principale influenza su questo disco?

Noel oggi a Milano (@stefycaroli | Instagram)
La principale influenza su questo album è stata David Holmes, il produttore di questo disco, che ha avuto l'idea che non mi era consentito di scrivere musica a casa senza di lui, per cui ha dato una direzione. Ogni volta che scrivevo, cantavo o suonavo qualcosa e il sound ricordava anche lontanamente gli High Flying Birds o gli Oasis lui mi fermava e mi diceva di ricominciare da capo, cosa che per il primo anno è stata piuttosto frustrante e mi ha confuso, ma appena ho capito dove si stava andando me la sono goduta a pieno. 

Perché la scelta di tornare pesantemente agli anni '80 avvalendoti di Johnny Marr e Paul Weller come collaboratori per il disco?

Avevo lavorato con entrambi in precedenza. Paul Weller abita ancora dietro casa mia: siamo vicini di casa, quindi è stato facile. Johnny è uno dei miei più vecchi amici e se in studio mentre suono la chitarra mi blocco e ho bisogno di qualcosa che non so suonare chiamo sempre Johnny e Johnny è sempre talmente carino da prendersi del tempo e venire a Londra da Manchester e fare la cosa sua. Oltre a loro, però, due sono state coinvolte altre persone, penso che su questo disco ci siano trenta musicisti diversi. Quanto ai quei due, Johnny ha collaborato al mio ultimo album e Paul ha suonato (per  la versione studio di) Champagne Supernova. Quindi si torna comunque al passato. Sono semplicemente degli amici ed è bello coinvolgere gente.  

Se non è né Oasis né High Flying Birds, in che direzione sei andato con questo disco?

Se potessi riassumerlo con un termine lo chiamerei "pop cosmico", ma penso anche che sia il mio album più rock 'n' roll. Lo dico perché quando viaggio per il mondo la gente ha questa visione del rock 'n' roll come se fosse fatto di giacche di pelle, sigarette del cazzo e bevute di Jack Daniel's e sgridazzat, ma per me il rock 'n' roll è libertà: libertà di pensiero, parola, espressione e semplicemente di poter fare il cazzo che vuoi quando vuoi. È stato questo lo spirito con cui sono entrato in studio: "Voglio fare il cazzo che voglio". Sono tornato dal tour di Chasing Yesterday dopo che avevo scritto, registrato e prodotto quell'album, con una chiara idea di chi ero e di chi sono e quella cosa non potevo portarla oltre. Non c'era nessun altro posto in cui andare con quello. Quindi per mia fortuna ho incontrato David (Holmes, ndr) al momento giusto e lui ha visto in me qualcosa che forse non sapevo neanche io che ci fosse e insieme ci siamo andati, l'abbiamo trovata.

Al Times hai detto che questo album è un "antidoto" nei confronti del mondo che ti sta spaventando. Ha funzionato, sta funzionando?

Penso che sia molto facile per i tizi con le chitarre prendere quelle chitarre e cantare quello che c'è al telegiornale. Non so che senso abbia tutto questo, penso che in quest'epoca scrivere canzoni che siano piene di gioia e speranza sia quasi rivoluzionario. E penso che la guitar music sia diventata più un urlare fottuto, come fa Dave Grohl. Di che parla? E i Green Day e il tizio dei Queens of the Stone Age. Su che cosa urlano? Urlano le cazzo di notizie del telegiornale. Chi vuole cantare il telegiornale? Le notizie del giorno sono noiose, Donald Trump è fottutamente noioso, la politica è noiosa. Il piccolo ciccione della Corea del Nord sembra buffo, ma è fottutamente noioso. (risate in sala, ndr) Be', lo è. Quindi perché scrivere della musica su di loro? Scrivere canzoni di gioia e speranza è rivoluzionario, cazzo. E lo dico: io sono un rivoluzionario.

Cantare le notizie del giorno come faceva John Lennon era meno noioso o anche allora lo era?

Forse le notizie erano meno noiose.  

C'è una risposta alla domanda che dà il titolo al disco ("chi ha costruito la luna?") e cosa significa per te il titolo di questo disco?

C'è un libro di nome Who built the moon?. Io non credo alle teorie del complotto, perché le teorie del complotto sono fottutamente noiose, ma c'è una teoria del complotto secondo cui la luna è un corpo estraneo (al nostro sistema solare) messo lì da qualcuno. Ora, chiaramente chi ha scritto quel libro aveva visto Guerre stellari una o molte volte, aveva visto la Stella della morte (la Morte nera, ndr) e aveva fatto: "Cos'è quella stella? La luna? Be', sembrano uguali, cazzo!". Quindi l'avrà messa lì qualcuno. Ma è un titolo dannatamente grandioso per un album. E quello che ho fatto io è stato prendere il titolo di qualcun altro e usarlo per me, cosa che faccio di solito quando non riesco a pensare a nient'altro. Ed è nato così. 

Cosa pensi del film-documentario sugli Oasis uscito l'anno scorso e come vedi la Premier League quest'anno?

Cosa penso di Supersonic? L'ho ritenuto fantastico, altrimenti non vi avrei preso parte. Penso abbia raccontato una storia che forse non sarà mai stata raccontata di nuovo, quella di una band venuta dal nulla e divenuta la più grande band del mondo. Penso sia fantastico, che tiri su di morale e tutti hanno fatto un ottimo lavoro. 
Quanto alla mia incredibile squadra di calcio, penso che Pep Guardiola sia un cazzo di messia. Penso che stiamo giocando uno dei calci migliori che si siano mai visti. Il nostro allenatore è l'uomo che veste meglio nel mondo del calcio. E ne sono molto orgoglioso. Mi dispiace per il Napoli, a proposito. 

Dopo lo scioglimento degli Oasis hai detto più volte di sentirti un chitarrista, non un cantante. Dopo aver avuto l'opportunità di esprimerti completamente come artista solista, ora ti senti sereno nel tuo percorso da solista?

Ho detto davvero così? Ero maledettamente sballato? (risate in sala, ndr). Come mi sento ora? Mi sento come su una chaise longue di velluto. Prima mi sentivo come su una sedia con tre gambe, ora mi sento benissimo. E tu?

Prima hai citato tre band come esempi negativi o che comunque non apprezzi. Quali rock band contemporanee ascolti? In generale che musica ascolti?

Non è che non mi piacciono, è che urlano. A mio parere il rock ha ucciso il rock 'n' roll. Quanto alle rock band, a parte le ovvie, con cui sono andato in tour quest'estate, gli U2, i Kasabian, i Primal Scream ... non mi interessa la musica rock, ci sono troppe urla. Datevi una calmata, cazzo! Capisci? Ssst! Andateci piano. Se non urlano va bene. La gente che si tinge i capelli è una cosa da pazzi, non c'è bisogno di farlo. Orecchini, tatuaggi, cosa cazzo è tutta questa storia? Non ce n'è bisogno. (rivolto alla traduttrice ndr) Puoi tradurre?

Se per il rock non hai bisogno di questo, cosa ascolti?

Una delle grandi cose della tecnologia moderna è che puoi avere a portata di mano la tua intera collezione di dischi e che la puoi sentire in modo casuale o tutta nello stesso momento, ma l'ultimo album che ho acquistato e che ho ritenuto davvero fantastico è di una band che si chiama Jungle ed è di tre o quattro anni fa. Fanno una cosa elettronica, che non è guitar music né musica dance, ma penso siano fantastici. A parte quello, roba vecchia degli anni '60, '70 e anche degli '80.
 
Quest'anno hai compiuto 50 anni. È un'età particolare per un uomo? Come ti senti? Questo ha anche influito su quello che hai scritto, sulla tua produzione? Cosa sta succedendo? 

Ssst. Non diciamolo. Comunque no, neanche un po'. Penso che quando compi 50 anni tu debba prendere tutto quello che hai fatto e per cui sei noto e buttarlo nel cestino e ricominciare musicalmente. Non devi fare quello. Come ho detto, David Holmes ha scoperto in me uno spirito di avventura musicale che io pensavo non ci fosse. Sai, come ho detto, la gente arriva ad una certa età e dovrebbe continuare a fare ciò che fa e invecchiare con grazia, ma anche quello è noioso, io non lo voglio fare. La vita è troppo breve. Mi piace sempre trattare ogni disco e ogni tour che faccio come se fosse l'ultimo. E se questo dovesse essere l'ultimo, gran bel cazzo di modo per uscire di scena, cazzo! Ne vado molto orgoglioso. 

Quindi è giusto dire che hai voluto essere più avventuriero?

Ovviamente.

Qui ci hai raccontato i tuoi 50 anni musicali. Quelli personali invece? Quel senso di gioia e speranza che hai detto di avere pensi che si possano ritrovare anche nel passato o qualcosa è cambiato, magari invecchiando? Avendo una famiglia ... Le stesse cose le avresti dette anche ai tempi di Definitely Maybe

Definitely Maybe aveva una grande dose di speranza e gioia, no? Man mano che prosegui il tuo viaggio musicale con gli Oasis tendi a diventare sempre più cinico, penso, ma non lo so ... La musica vera e propria che inventavo in studio - prima ancora di ideare i testi o le melodie - mi suggeriva della gioia e della speranza. E non saprei dirti quanto sia difficile prendere quella decisione e poi provare a scrivere canzoni che trasmettano quello. Per esempio per Holy Mountain ho pensato: "Dai, che cazzo?". facevo: "Wow! Come fai a prendere una musica così gioiosa e trasmettere questo con una canzone pop?". E devo dire che non ci è neanche voluto molto. Ecco quanto sono bravo!

Non è usuale nel rock trovare due fratelli contemporaneamente sul mercato, dato che nell'arco di un mese e mezzo o due pubblicate due dischi. Come vivi questa cosa? La vivi o non te ne importa nulla? Quanto marketing c'è in certe polemiche che leggiamo mediaticamente sui giornali? Ultima cosa: come suddito ti ha un po' sorpreso scoprire che la regina ha dei beni in paradisi fiscali?

Be', non so cosa ... Non c'è risposta a questa domanda. Il mio esce quando? La prossima settimana? Il suo qualche settimana fa? E allora? A chi importa? Sì, è pazzesco, cazzo, perché l'altro tizio sembra proprio molto arrabbiato per qualcosa. Nessuno sa bene cosa, ma se lo scoprite prima di me, per favore fatemelo sapere, perché ... Penso che abbia bisogno di cure, di uno psichiatra.
Quanto all'altra domanda, la regina non paga le tasse? Cazzo, che sorpresa! Non me ne fotte un cazzo, onestamente. Non me ne importa. So che io pago troppe cazzo di tasse, tanto per cominciare. Ma sì, che sorpresa!

E Bono (anche lui coinvolto nello scandalo, ndr)?

Li hanno chiamati Paradise Papers, ma hanno fatto il mio nome? No. OK, quindi voltiamo pagina allora.

Che emozioni ti ha suscitato riaprire la Manchester Arena il 9 settembre dopo l'attentato di maggio e come mai hai deciso di non partecipare al concerto del 4 giugno organizzato da Ariana Grande?

Al primo concerto non mi è stato chiesto di esibirmi e non mi è venuto in mente che avrei dovuto offrire i miei servizi. La sera della riapertura della Manchester Arena è stata una serata strana, perché da un lato era successa una cosa davvero pesante e lì alla riapertura c'era gente che era sopravvissuta all'attentato, ma è stato stranamente incoraggiante e penso che ci si dovesse trovare lì. Quando ho cantato Don't Look Back in Anger e tutta l'arena cantava con me ... da compositore vivi per momenti come quello nella tua vita. E quando arrivano è veramente la sensazione più bella di sempre. Non la puoi tradurre in parole. Quella sera parte di te pensa: "Oh, è incredibile" e parte di te pensa: "È proprio triste, perché serata non avrebbe mai dovuto avere luogo". Quindi è stata una serata che non sarebbe dovuta succedere, ma penso che abbiamo reso le vittime orgogliose. Sì, non ho nient'altro da dire. 

trascriz. di oasisnotizie - thanks to @oasisworld | Instagram for the pictures

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mercoledì 9 marzo 2016

Noel Gallagher in Messico: "Il documentario? Pronto a settembre. Oggi nessuno si scrive le canzoni, sono degli idioti"

Noel Gallagher ha tenuto lunedì 7 marzo una conferenza stampa a Guadalajara, città messicana da cui l'8 marzo è ripartito il tour degli High Flying Birds. Noel ha fornito in questa occasione nuovi dettagli sulla pubblicazione del nuovo documentario sugli Oasis di cui parlammo.

"Quest'anno ricorre il ventennale dei grandi concerti che facemmo a Knebworth", ha detto. "Mi hanno intervistato venti volte. Io non l'ho visto e non ci sarà tutta la band, ma sono sicuro che sarà molto bello". 

Noel ha poi criticato l'industria musicale moderna e ha accusato gli artisti di oggi di non scrivere più da soli le proprie canzoni. Nel mirino, ancora una volta, Adele, già accusata - mesi fa - di "fare musica per nonnetti".

"L'industria di cui io mi innamorai non esiste più, dato che dagli anni Novanta è cambiata a causa di Internet", dice Gallagher. "Ora è irriconoscibile, ma al mio livello c'è ancora gente a cui importa fare buona musica".

"A quelli che sono sulla scena oggi, gente come Adele e altri, interessa vendere dischi e fare affari, non fare buona musica", accusa Noel. "Vendere dischi è diverso da fare musica. Ora comporre è più facile di allora. Andate a vedere chi firma i testi di Adele. Vedrete che non sono suoi. Io mi considero di un'altra epoca, un'epoca in cui comporre significava veramente qualcosa. Io quando registro scelgo le migliori canzoni che ho scritto, e non ascolto mai il disco precedente. E cerco di fare del mio meglio per continuare a fare quello che faccio per molti anni ancora. I musicisti che oggi hanno meno di 30 anni sono degli idioti, perché non sono coinvolti nella composizione dei brani".

Noel si sente un genio? "Sì, sono un grande genio ed è qualcosa di meraviglioso", afferma. Che livello di creatività sente di avere in questo momento? "Su una scala di creatività da 1 a 10 direi che mi sento 8 e mezzo". Collaborerebbe con qualche artista? "Oggi non c'è nessuno con cui mi interesserebbe collaborare, ma sono aperto a eventuali proposte", dice. "Mi sarebbe piaciuto collaborare con John Lennon o Bob Marley".

Spazio anche per una frecciata ai Rolling Stones, che di recente hanno annunciato per il 25 marzo un grande concerto gratuito a L’Avana, capitale di Cuba, anche con finalità benefiche: raccogliere fondi destinati - in collaborazione con aziende quali Gibson, Gretsch, Boss, Roland - all'acquisto di strumenti musicali per i musicisti locali.

"Suono la chitarra e questo ha un costo", ha detto il musicista di Manchester. "Questa conferenza stampa è gratuita. Jagger deve avere molto denaro".

"Quali band hanno influenzato questo album? Se dovessi citarle dovrei procedere canzone per canzone, ma posso dire che David Bowie ne ha influenzata una. E David Bowie è la mia maggiore influenza musicale".
E a specifica domanda sul suo prossimo album, Noel ha risposto: "Spero di completarlo entro dicembre, in modo da pubblicarlo nel 2017".

"Pep è incredibile", dice Noel a proposito di Guardiola, ribadendo quanto affermato a Sky Sport nell'intervista fattagli da Jamie Carragher. "Si vede che è una grande persona. L'idea che verrà in Inghilterra mi emoziona e spero che vinceremo molti trofei. I calciatori guadagnano molti soldi, però in fondo io preferisco fare il musicista".

Alla domanda "come sono i tuoi rapporti con Liam?", Noel risponde: "Oggi non ho controllato il profilo Twitter di mio fratello, quindi non lo so ...". Anche di recente Noel era stato oggetto di alcuni tweet non proprio carini del fratello. 

Un paese che desidereresti conoscere? "In questo momento la Siria", dice Noel. 

Qui la scaletta del concerto di Guadalajara.

Fonte: publimetro.com



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mercoledì 26 giugno 2013

Videointervista di 18 minuti ai Beady Eye a Milano

Videointervista di 18 minuti ai Beady Eye, in conferenza stampa a Milano il 24 giugno. Ringraziamo gli amici di Spaziorock per la segnalazione.



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martedì 25 giugno 2013

Liam Gallagher: "Robbie Williams? Scende da una scala come un clown, in lui l'idiozia vince sulla musica. Balotelli? Lo seguo sempre, farà bene ovunque"

Una rockstar che canta come una divinità e morde come un crotalo. Liam Gallagher è in Italia con i suoi amici Beady Eye per presentare il secondo album BE, che arriva a due anni di distanza da Different Gear, Still Speeding. Nuovo suono, nuovo produttore, una data in Italia il prossimo 6 luglio a Pistoia e pure una buona dose di indisponenza. Sky Mag lo ha incontrato in albergo, a Milano. Stravaccato su una sedia, con gli occhiali scuri, il senso dell'insofferenza e una voglia di parlare minima. Ma quel minimo lascia il segno.

GUARDA L'INTERVISTA A LIAM ALLA FINE DEL POST (VIDEO CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO)

Liam Gallagher, partiamo da BE.
È cambiato il suono: dobbiamo molto al nuovo produttore Dave Sitek. È un disco libero. Con mio fratello Noel in squadra non lo avremmo mai fatto: lui è un accentratore.

Come lo definirebbe?
Mio fratello?

No, il disco.
Roba cosmica.

La cover in Inghilterra è stata censurata per quel seno...
Incredibile. I capezzoli li abbiamo tutti. È uno scatto bellissimo.

Flick of the Finger è molto forte come tema.
È un discorso politico. Basta tenerci all'oscuro, bisogna sapere per cosa si va a morire in guerra. Il gioco è cambiato, devono darci più informazioni.

Si leggono cose cattive su di lei. O meglio: dette da lei.
Ho una grande bocca destinata ad allargarsi sempre più.

Ce l'ha in particolare con Robbie Williams.
Ai suoi concerti scende da una scala come un clown. Sembra che in lui l'intrattenimento e l'idiozia abbiano la meglio sul talento e sulla musica.

Anche lui è così cattivo verso di lei?
Non prendo consigli da lui. Piuttosto che prendere i consigli da un tizio che canta Candy preferirei pisciarmi in bocca e spararmi nei coglioni.

Il cambio di sound potrebbe allontanare un po’ di pubblico?
BE è una evoluzione di Different Gear, Still Speeding, non un'altra cosa. E comunque i dischi non si fanno per guadagnare o perdere persone.

Il 6 luglio a Pistoia l'unica data italiana.
Peccato, ci sarebbe piaciuto farne qualcuna in più. Speriamo di recuperare più avanti.

Shine a Light ha lo stesso titolo di una canzone dei Rolling Stones e del documentario su di loro di Martin Scorsese.
Lo so, ma non c'è alcuna analogia. E neanche prelude a un film sugli Oasis. Che per ora non si riuniscono.

A proposito di teste calde: le spiace che Mario Balotelli non sia più del Manchester City?
Un po'. Farà bene ovunque. È un ragazzo fuori dal coro. Lo seguo ancora e nei prossimi anni andrà benissimo.

Ascolta musica?
No, di nessun tipo. Forse un giorno comprerò un iPod.

Sky Mag 

Insegnano i Beady Eye: il secondo morso alla mela aiuta a vedere le cose nel loro insieme, aumenta la percezione dei sapori e dei colori. "Second Bite of the Apple", oltre a essere il primo estratto ufficiale dal nuovo album di Liam Gallagher e soci, è anche la facile metafora della seconda tappa di un percorso artistico, che loro hanno raggiunto con la pubblicazione di BE lo scorso 10 giugno. Di interpretazioni da affibbiare alla biblica mela poi se ne sarebbero potute trovare a bizzeffe nel corso dell'incontro che la band ha tenuto con la stampa italiana, ma a fugare il pericolo di vischiose dissertazioni filosofiche ci hanno pensato gli stessi artisti.

Secchi monosillabi e un'ottusità sagacemente applicata in risposta a prolisse domande, stilettate e provocazioni dei giornalisti sembrano essere il pane quotidiano del riottoso artista di Manchester (e i suoi bandmate hanno imparato a comportarsi di conseguenza), ma la sensazione che si ha quando al di là dei microfoni c'è un personaggio come Liam è quella di uno stanco (ma agile) felino in gabbia, in grado di balzare in un feroce agguato da un momento all'altro, ma altrettanto capace di guardarsi intorno annoiato senza replicare ad alcuna provocazione.

Cosa è cambiato dall'album precedente? "Anno e giorno di pubblicazione"
Che musica vi piace ascoltare? "Non ascoltiamo musica degli altri"
Gli Oasis si riformano? "Non ora"


Il tira e molla con la stampa però ha funzionato come riscaldamento per i Beady Eye che, dietro a occhiali da sole e giacche a vento nero ben allacciate fino all'ultimo bottone, hanno infine rivelato qualcosa in più sul loro BE, nonché concesso qualche sorriso: "Il suono di questo album è cambiato perchè le cose vanno avanti e si evolvono, abbiamo lavorato con un nuovo produttore ed è stato bellissimo. C'è stato il concerto dal vivo e abbiamo introdotto più atmosfera, roba cosmica. Nuovi suoni che ampliano la portata della musica. Un po' come fare musica aggiungendo effetti speciali invece che usare effetti speciali pensando che sia musica". Un disco del genere non sarebbe stato possibile senza Dave Sitek (Tv On The Radio, Yeah Yeah Yeahs), ma nemmeno con gli Oasis e l'onnipresenza di Noel: "Lavorare con Dave ha mosso qualcosa in noi, lui è senza dubbio il miglior produttore con cui abbia mai lavorato, un vero fuoriclasse, non gli importa di niente e segue solo le sue regole. Abbiamo trovato una nuova concentrazione mentre stavamo scrivendo l'album, ci siamo immersi nel lavoro con lucidità, a differenza degli anni '90. Per noi è davvero un lavoro speciale. Gli abbiamo dato piena fiducia, cosa che non sarebbe stata possibile con gli Oasis perché Noel vuole sempre controllare ogni cosa. Mettersi a fare il produttore". Archiviato il discorso Noel.

Le sonorità futuristiche e la sperimentazione strumentale non segnano un cambiamento di rotta per la band, quanto piuttosto un ampliamento dei loro orizzonti: "Può piacere o no ma è così. Non facciamo un disco per guadagnare o perdere fan, noi non pensiamo a questo genere di cose quando registriamo. Ovviamente ci sarà sempre qualcuno che non apprezzerà il nostro lavoro. Le critiche ci saranno sempre, ma le accetto se a farle è qualcuno che ha davvero ascoltato il disco. Ci sono persone che giudicano il mio lavoro basandosi solo sull'idea che si son fatti di me, allora il problema non sussiste nemmeno. Lui pensa che io sia un personaggio e scrive in base a quello che si aspetta dal mio personaggio. In realtà noi abbiamo un riscontro che ci arriva dalle performance dal vivo. Quando siamo ai concerti e vediamo che tutti i fan cantano le nostre canzoni è il ritorno che ci piace e che conta".

Ma, preconcetti a parte, Liam non ha abituato il pubblico ad una tenuta così contenuto e abbottonato: si cerca spesso di aiazzarlo contro qualcuno di strapargli un qualche giudizio o sentenza. Ma questa volta, il fratellino del Britpop non era in vena e non ha dato troppa soddsfazione. Sul calcio e Balotelli ("È un tipo figo, fuori dagli schemi"), per esempio, o sul perché si atteggi quasi sempre da insofferente ("Io mi diverto moltissimo in quello che faccio"). Ma alla fine, per non lasciare a bocca asciutta tutti quanti, ha concesso una sua replica sull'argomento Robbie Williams: "Lui dice che le canzoni dei Beady Eye sarebbero belle se avessero un ritornello? Piuttosto che seguire un consiglio da Robbie Williams mi sparerei nei coglioni".
Eccoci tutti accontentati.


rockol


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Liam Gallagher: "Capezzolo in copertina? Li abbiamo tutti, eppure l'hanno censurato. Sono una boccaccia e peggioro sempre di più"

A Milano Liam Gallagher e gli altri componenti dei Beady Eye (in pratica gli Oasis senza il «fratello-coltello» Noel Gallagher) accolgono i giornalisti di primo mattino. Sono in Italia per presentare il disco BE, uscito nei giorni scorsi (un notevole album rock, tra i migliori dell'anno) e per promuovere la data del 6 luglio, quando suoneranno dal vivo al Pistoia Blues Festival. Liam ha gli occhiali da sole, è stravaccato sulla sedia, si asciuga ogni tanto il sudore, mangia caramelle e spara battute a raffica.

Pensa che avrebbe potuto fare un disco come questo nuovo Be con un produttore come Dave Sitek, quando stava negli Oasis?
No. Per BE abbiamo fatto un passo indietro lasciando a Dave il comando. Negli Oasis a tenere tutto sotto controllo era mio fratello Noel che non avrebbe mai permesso ingerenze. In Be abbiamo suoni nuovi, roba cosmica.

Cosa ha pensato quando la copertina di BE, con la foto di una donna di cui si intravede il seno, è stata censurata in Gran Bretagna?
Tutti abbiamo i capezzoli, giusto? Ma la gente se l'è presa. Eppure è una bella foto, con dei bei colori. In Italia l'hanno censurata? No. Ecco, in Inghilterra ci hanno messo un adesivo sopra. Ma così solletichi chi guarda, no?

Sono vere le cose che le attribuiscono sulla stampa? Tipo la lite con Robbie Williams?
Sì, purtroppo è tutto vero. Sono una boccaccia e peggioro sempre di più.

Ma che ne pensa di Robbie che ha detto «le canzoni dei Beady Eye non hanno ritornello»?
Il giorno che ascolterò un consiglio musicale di Robbie, allora mi sparerò nei cosiddetti.

Ma come? Non eravate amici? Lui è salito sul palco di Glastonbury insieme agli Oasis. Ricordi? Era stato cacciato dai Take That e voi l'avete ospitato.
Io so solo che stavo cantando e un tizio è salito sul palco e si è messo a ballare.

Era Robbie! Aveva i capelli biondo platino!
Ah sì? Era lui? Che carino che era!

Paul McCartney suona in Arena. È ancora un'artista rilevante per te? Anche nel suo periodo post-Beatles?
Non conosco quello che ha fatto di recente ma continua a tenere concerti e sembra che si diverta. Che posso dire? Applasi a Paul!

Quali sono le tre cose fondamentali per stare in un gruppo rock?
Uno: saper suonare. Due: saper cantare. Tre: avere un bel taglio di capelli.

Ha superato i 40 anni: è arrivata la crisi di mezz'età?
No, ma non vedo l'ora. A parte gli scherzi, non mi verrà mai: io faccio parte di un gruppo di rock'n'roll. La crisi di mezz'età mi verrebbe se non facessi parte di una band.

Gli Oasis si rimetteranno insieme?
Non oggi.

Giulio Brusati


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Liam Gallagher da Milano: "Consigli da Robbie Williams? Piuttosto mi sparo nei coglioni. E mio fratello Noel è un accentratore"

Si intitola BE il nuovo album dei Beady Eye, la band creata da Liam Gallagher sulle ceneri degli Oasis. Dei quali, al momento, non è prevista alcuna rinascita. Ma proprio la convinzione con cui Liam ha detto “no” quando lo abbiamo incontrato nel suo hotel a Milano, può valere un sì. Note Spillate ha trascorso circa un’ora con la band, una intervista senza censure ma con la netta sensazione di avere di fronte gente che avrebbe preferito essere altrove. È la terza volta che incontro e intervisto Liam e ogni volta mi trovo di fronte una persona sempre più insofferente. Anche se, diciamolo, quando si mette a inventare musica diventa un piccolo maghetto.

Mister Gallagher, ci presenti BE.
È cambiato il suono, siamo evoluti.

Grazie al nuovo produttore?
Con Dave Sitek abbiamo fatto roba cosmica, abbiamo ampliato il ventaglio dei nostri suoni. E’ miglior produttore col quale ho lavorato.

La cover in Inghilterra è stata censurata.
Che tristezza. I capezzoli li abbiamo tutti ma c’è ancora chi si scandalizza. Si tratta di una copertina con bei colori. Lo scatto è suggestivo.

Ultimamente ha il veleno facile per parecchi suoi colleghi.
Ho una grande bocca che è destinata a diventare sempre più grande.

Con Robbie Williams ce l’ha in modo particolare.
la musica è superata dai gesti da clown.

Lui replica?
Non mi interessa. Piuttosto che prendere consigli da lui mi sparo nelle palle (il termine usato era un po’ più colorito, ndr).

In un Festival di Glastonbury eravate sullo stesso palco.
Suonano musica vera, a Glastonbury e noi Oasis lo facevamo. Poi è apparso un tizio che si è messo a fare cose strane, era Robbie Williams.

Il cambio di sound può allontanare un po’ di pubblico?
Per me non è una preoccupazione e comunque BE non è un cambio di direzione ma un ampliamento di quella già intrapresa.

La critica si è divisa.
Mi piace vederla spezzata, capisco che scrive dopo avere ascoltato il disco e chi scrive senza averlo fatto. Il nostro termometro è il pubblico.

Sarete in Italia il 6 luglio a Pistoia.
È la sola data italiana, ci piacerebbe farne di più, speriamo di recuperare più avanti.

'Shine a Light' ha lo stesso titolo di una canzone dei Rolling Stones e del documentario su di loro firmato da Martin Scorsese: punti di contatto?
Nessuno.

Le piacerebbe un docu-film sugli Oasis?
No e non è in programma. Come a oggi non è in programma alcuna reunion.

BE sarebbe stato migliore con Noel?
È un disco molto libero e non si può essere liberi con Noel. Lui è un accentratore, si crede pure produttore. Dunque la risposta è no.

Si sente schiacciato dal peso del mondo?
Qualche preoccupazione ce l’ho ma non la vivo come un peso. Sono tranquillo e mi diverto.

Ascolta musica?
No.

Di nessuno tipo?
Non ne ascolto. Qualcuno dovrebbe regalarmi un  iPod.

Almeno va a qualche concerto? Che non siano quelli dei Beady Eye, ovviamente.
Siamo andati a vedere George Michael e poi a un techno rave a Parigi.

I concerti caratterizzano la crescita di un gruppo o di un artista?
Bob Dylan ci ha messo tempo ha trovare un suo stile. Lo stesso vale per performer quali Johnny Rotten o David Bowie. I concerti sono termometro oltreché evoluzione.



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domenica 9 dicembre 2012

Video sottotitolato: Noel Gallagher parla della collaborazione con i Blur

Noel Gallagher in conferenza stampa presenta il Teenage Cancer Trust 2013 e parla della possibile collaborazione musicale con Damon Albarn e Graham Coxon dei Blur sul palco della Royal Albert Hall. Vedi anche Noel Gallagher: "Vorrei suonare Tender con i Blur". Lo farà il 23 marzo a Londra?"




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giovedì 12 aprile 2012

Video: Noel Gallagher in concerto a Città del Messico e in conferenza stampa

In questo video (audio in spagnolo) alcune immagini tratte dal concerto di Noel Gallagher e dei suoi High Flying Birds a Città del Messico (10 aprile) e altri stralci della conferenza stampa di presentazione.

Durante la conferenza stampa Noel ha detto anche: "Non devo sentirmi sotto pressione, non capisco la gente che dice che stare nel mondo della musica comporta molta pressione. È la cosa più grandiosa del mondo, dovrebbero farlo senza lamentarsi. Pensa, oggi non ho fatto nulla e ho già un tequila gratis".

Da dove trae l'ispirazione Noel? "In realtà non ascolto molta musica nuova, al massimo un po' delle hit che si sentono in radio. Mi ispira vedere una chitarra, prenderla, suonare, scrivere canzoni, mi ispira mia moglie, i miei figli ... non solo, ma anche ciò che sto sentendo, se sono innamorato, triste, le cose che vedo in televisione, continuare a scrivere non mi annoia mai".




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Video: Noel Gallagher stronca il web: "Internet è un dito nel culo"

In questo video Noel Gallagher definisce Internet "un dito nel culo" e ribadisce che non sa come fa a scrivere canzoni. "Per me è tutta magia", afferma.

Conferenza stampa, Città del Messico, 10 aprile 2012.
Sottotitoli in italiano.

Prima parte qui



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sabato 9 luglio 2011

Video con sottotitoli: Conferenza stampa di Noel Gallagher (integrale)

Ecco il video integrale della conferenza stampa di presentazione dei suoi nuovi album da solista che Noel Gallagher ha tenuto a Notting Hill, Londra, il 6 luglio. Ringraziamo il canale noelgallagherTV di YouTube per aver reso disponibile la versione originale, che abbiamo sottotitolato in italiano. Enjoy.

Video by frjdoasis




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