A un fan che sul social network X gli chiedeva se potesse convincere il fratello Noel a inserire la canzone Hey now nella scaletta della reunion degli Oasis, Liam Gallagher ha informato che era troppo tardi, perché la lista delle canzoni che eseguiranno era fatta e finita.
Replicando su X alla richiesta della fan ha risposto: "La scaletta è pronta e temo che non sia stata inserita, ma non prendetela sul personale e non insultarmi perché non è colpa mia se non possiamo suonarle tutte. (sic)"
Di recente, sempre via social, il cantante ha anticipato che gli Oasis eseguiranno dal vivo la canzone Hello durante il tour della reunion, che inizierà il 4 luglio a Cardiff, e che in scaletta ci saranno pure Round are way, lato b che risale, come Hellom all'epoca del pluridecorato album (What's the story) morning glory?, e il brano Go let it out, celebre singolo del 2000 tratto dall'album Standing on the shoulder of giants.
Liam ha anche fornito alcune informazioni su come verrà decisa la tracklist del tour. Alla domanda se sarà lui o Noel a prendere l'iniziativa o se si tratterà di una "decisione comune", ha dichiarato: "Noel è il capo".
A gennaio scorso un fan sembra sia arrivato a essere vicino a indovinare la scaletta finale, dato che Liam ha ammesso che la lista che questo fan aveva pubblicato - che includeva il loro ultimo singolo al numero uno, The importance of being idle, del 2005 - non sarebbe "molto lontana" da quello che i fan potranno ascoltare.
Liam ha inoltre confermato che nessun brano del repertorio da solisti dei due fratelli sarà inserito in scaletta.
Ascolta OasisAlla luce della grande aspettativa che ruota intorno al tour di reunion degli Oasis si continuano, sin da quando si è saputo della cosa, a circolare e rimbalzare voci e notizie, spesso incontrollate, che anticipano, annunciano, svelano particolari sui concerti. Prima riguardavano la date, poi le band che avrebbero aperto i concerti, poi la formazione e ovviamente la scaletta dei concerti.
A “pilotare”, a volte smentire, a volte confermare le voci ci pensa sempre Liam, e lo fa via social (X in particolare) dove è molto attivo. L’ultima “discussione” l’ha chiusa il più giovane dei fratelli che tramite X ha confermato che la scaletta dell'"Oasis Live '25 Tour" è "fatta".
Quando un fan ha chiesto al frontman del gruppo britpop se poteva convincere suo fratello, il chitarrista Noel Gallagher, a inserire "Hey Now" nella scaletta, Liam ha informato che era troppo tardi perché la lista delle canzoni che eseguiranno era fatta e finita.
Rispondendo su X alla richiesta della fan ha risposto: "La scaletta è pronta e temo che non sia stata inserita, ma non prendetela sul personale e non insultarmi perché non è colpa mia se non possiamo suonarle tutte". (sic)"
Liam ha invece recentemente annunciato sempre via social che gli Oasis suoneranno "Hello" durante il reunion tour 2025 che inizierà il 4 luglio a Cardiff. Alcuni sostenevano che l'apertura dell'album del 1995 "Morning Glory" non sarebbe stata inclusa a causa dei suoi riferimenti al brano del 1973 di Gary Glitter "Hello, Hello I'm Back Again".
Nell'outro del brano Liam ripete il verso "Hello, hello, it's good to be back, it's good to be back" sulla melodia originale. Per questo motivo, Glitter e il suo produttore discografico Mike Leander hanno un credito di scrittura sull'album degli Oasis insieme a Noel, che ha scritto tutti gli altri brani.
Inizialmente era circolata la voce che il brano sarebbe stato escluso, sebbene il testo fosse perfetto per l’occasione. "Sarebbe inopportuno eseguirlo, dato il suo collegamento con Glitter e delle sue accuse" aveva detto qualcuno.
Gary Glitter, 80 anni, vero nome Paul Gadd, è stato infatti condannato nel 2015 a 16 anni di carcere per aver abusato di tre ragazze tra il 1975 e il 1980.
La certezza di averla in scaletta l’ha invece data Liam che ha risposto così a un utente che lo interpellava in merito: "Suoneremo HELLO, fidati".
Il frontman del gruppo ha anche confermato che "Round Are Way" - che è una B-side dell'epoca di "What's The Story" Morning Glory?" - e la hit "Go Let It Out" (dall’album "Standing On the Shoulders of Giants" del 2000) saranno presenti nella scaletta.
Liam ha anche fornito alcune informazioni su come verrà decisa la tracklist del tour. Alla domanda se sarà lui o Noel a prendere l'iniziativa o se si tratterà di una "decisione comune", ha dichiarato: "Noel è il capo".
A gennaio scorso un fan sembra sia arrivato a essere vicino a indovinare la scaletta finale, dato che Liam ha ammesso che la lista che aveva pubblicato - che includeva il loro ultimo singolo al numero uno, "The Importance of Being Idle" - non sarebbe "molto lontana" da quello che i fan potranno ascoltare.
Liam ha confermato che nessun brano del repertorio da solisti dei due fratelli sarà inserito in scaletta.
Source: Rockol
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Noel Gallagher ha creato una mix ambient di oltre sei ore di Champagne Supernova, canzone degli Oasis, per una mostra alla National Portrait Gallery di Londra. Il brano, pubblicato nel 1995 nell’album (What’s The Story) Morning Glory?, sarà riprodotto nei pressi del ritratto dell’icona del Britpop nel museo di Trafalgar Square. Tutto questo fa parte della nuova mostra Legends, che include infatti 100 ritratti fotografati da Zoë Law durante la sua carriera.
Accanto al ritratto di Noel ci saranno anche quelli di Sir Bobby Charlton, Kim Cattrall, Orlando Bloom e un ritratto mai visto di Sienna Miller. Quest'ultimo vedrà l'attrice in posa con la Epiphone del 1967 che Noel Gallagher ha utilizzato per scrivere proprio il brano degli Oasis.
La versione reimmaginata di Champagne Supernova sarà riprodotta con lo scopo di creare un’esperienza immersiva per i visitatori durante l’osservazione delle foto in bianco e nero. "L’unica cosa a cui mi affido è il non pensare troppo a niente. Si possono creare montagne da granelli di sabbia", ha dichiarato Noel in un video promozionale per la mostra. "Provo ad insegnare ai miei figli a fare un passo indietro e a vedere i problemi per quello che sono. Nessun problema è insormontabile".
La mostra Legends sarà aperta al pubblico dal 29 novembre al 2 marzo 2025.
Source: Virgin Radio Italia
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Ecco una piccola anticipazione dell'intervista rilasciata da Liam Gallagher e John Squire alla rivista Mojo. L'intervista integrale sarà in edicola martedì 20 febbraio nel Regno Unito, sul numero di aprile di Mojo.
Parlando in esclusiva con la rivista Mojo, Liam ha detto che il fratello Noel ha rifiutato un'offerta per riformare gli Oasis in occasione del trentennale della pubblicazione dell'album Definitely Maybe.
"Noel? Non lo sta facendo, cazzo!", rivela Liam a Ted Kessler di Mojo.
A giugno Liam Gallagher sarà in tour nelle arene del Regno Unito per celebrare l'anniversario dell'album di debutto degli Oasis. Noel Gallagher ha detto di recente a Talksport che tutto ciò che Liam doveva fare era chiamarlo per vedere come sanare la spaccatura che esisteva dallo scioglimento degli Oasis nel 2009, ma Liam sostiene che un'offerta di reunion è stata inoltrata e rifiutata dal suo fratello maggiore.
"L'ho chiamato! Bene, i miei hanno chiamato il management team di Noel", riferisce Liam. "Abbiamo messo un'offerta sul tavolo per una cosa con gli Oasis – perché ci è stata offerta – e lui ha detto di no. Era un grande tour, un sacco di soldi. Ha rifiutato. Ho capito, sta per divorziare. Farò il tour di Definitely Maybe e mi divertirò senza di lui".
Il 2025 vedrà l’anniversario del secondo album degli Oasis, (What's the Story) Morning Glory?, quindi forse Liam proporrà un futuro riavvicinamento?
"Dipende dall’universo. Accadrà quando accadrà, non è più nelle nostre mani", dice Liam. "Io amo la nostalgia, però. Le farò tutte. Ogni album, anche ... qual è stato l'ultimo?"
Dig Out Your Soul?
"Cazzo, amico! Non ti piacciono mai la prima volta, quindi mungerò il tutto. La gente dice che è la zona di comfort: voglio essere nella zona di comfort! Portami le mie pantofole e la mia piccola coperta e mettimi nella zona di comfort, per favore. La vita è già abbastanza stressante".
Nell'intervista concessa a Mojo Liam e l'ex chitarrista degli Stone Roses John Squire parlano di com'è nato il loro nuovo album collaborativo, di come gli Stones Roses abbiano ispirato gli Oasis, dell'infortunio che ha quasi fatto sì che Squire non suonasse mai più la chitarra. Inoltre Squire spiega perché gli Stone Roses non hanno mai registrato un terzo album.
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Noel Gallagher concede una lunga e bella intervista alla rivista NME in occasione dell'uscita dell'album Council Skies.
Ve la proponiamo con sottotitoli in italiano.
Vari gli argomenti toccati, con un Noel senza peli sulla lingua: il nuovo album, il giudizio sui dischi degli Oasis (il chitarrista è severo sul secondo album e soddisfatto del primo e del quinto) e sui dischi da solista, l'intelligenza artificiale nella musica, il mondo "abitato da coglioni", l'Inghilterra divenuta ormai "una merda", il genio di Johnny Marr, le band che si ispirano agli Oasis, lo scambio di email con Robert Smith e altro.
Da non perdere.
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Noel Gallagher ha rilasciato alcune dichiarazioni sugli Oasis nel corso della trasmissione televisiva Noel Gallagher Out of the Now. Il cantautore e chitarrista ha rivendicato il proprio orgoglio per quanto raggiunto con la storica band in cui militava insieme al fratello Liam, ma ha aggiunto che ora preferisce "fare qualcos'altro". Noel, che ha definito "dimenticabili" le canzoni scritte dagli Oasis tra il 1997 e il 2005, ha anche rivelato di avere un unico grande rimpianto: non essersi preso una pausa di cinque anni dopo i mitici concerti di Knebworth del 1996.
"Il mio lascito per quanto riguarda gli Oasis è scolpito nella pietra", afferma il musicista. "Quello è stato fatto. Ed è quello che mi ripeteva David Holmes: 'L'hai già fatto. Non ti preoccupare di quello, non sarà mai dimenticato. Hai scritto Don't Look Back in Anger, che cazzo! E Wonderwall, nella stessa settimana!'. Se questo non mi libera dal dover indossare una mascherina, non so cosa possa farlo. Sai, non inseguo più quella cosa. Non saprei nemmeno dirti se qualcuno dei miei singoli di quell'album sia finito in classifica. Non ne ho la minima fottuta idea. E immagino che se ci sono finiti, saranno lì sul fondo, ma in realtà non saprei proprio dirlo. Non so quanti dischi abbia venduto e non me ne importa neanche minimamente".
"Non ho nessun problema a riconciliarmi con il passato. Gli Oasis sono la cosa più grande che mi sia mai capitata nella mia vita, la più grande. E lo sarà per sempre. Essere sul palco durante quei mega megaconcerti che abbiamo fatto e averne ammirato la grandezza. Sai, partire dalle fottute case popolari di Manchester e diventare così grandi è la cosa più incredibile che possa accadere, ma non mi tormenta. L'ho fatto, l'ho fatto. E l'ho fatto bene e ho dato tutto. E adesso preferisco fare qualcos'altro, se non vi spiace".
"Posso farci pace senza problemi. Non è che se a un concerto qualcuno mi chiede di fargli un autografo e mi mette davanti 6 CD degli Oasis e zero degli High Flying Birds, li prendo e glieli lancio dall'altra parte della fottuta strada. Il fatto che quel gruppo sia così radicato nella vita delle persone è una cosa fantastica. Il 99% dei cantautori al mondo vorrebbero aver avuto quello che io ho avuto, ma non è qualcosa a cui penso, non ne sono schiavo. E, sai, durante il mio primo tour mi scoraggiavo quando sentivo il pubblico gridare costantemente: 'Slide Away! E blarghh'. Che poi non ero nemmeno io quello che la cantava, quindi che cazzo strilli? Ma adesso gridate quanto vi pare, come ho detto al pubblico tante volte, io farò solo i pezzi che sono scritti su questa fottuta scaletta. E nessuno di questi è Slide Away, quindi ... E questo rappresenta il picco della mia abilità come venditore nei confronti del mio pubblico. È tipo: 'Se non ti piace, la prossima volta che sono in tour nella tua città , non venire, cazzo!' ...".
"Ho solo un solo rimorso, che in realtà non è proprio un rimorso. Evito di vivere con dei rimorsi, perché non puoi far nulla per cambiare le cose e ti divorano dentro. Ma se potessi magicamente tornare indietro e riordinare la narrazione dei fatti ... Dopo Knebworth e il successivo tour americano che è poi imploso, siamo andati subito in studio ed è stata una cazzo di follia. Perché Morning Glory era ancora al secondo posto nelle classifiche in America quando ci siamo messi a registrare Be Here Now. Se potessi tornare indietro, mi sarei preso almeno cinque anni di pausa e avrei fatto calmare le acque, per poi ricominciare di nuovo, ma, sai, devi avere sangue freddo per fare una cosa del genere. E noi non lo avevamo, per niente. Eravamo dei ragazzi delle case popolari. E questo è quanto. Mi sarei preso cinque anni di pausa, sperando che alla fine di quel periodo avrei trovato un altro impulso creativo. Perché da Be Here Now a Don't Believe The Truth ad essere onesti, è piuttosto fottutamente dimenticabile. Escludendo la canzone qua e là".
(traduzione a cura di Luca)
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Oggi su VH1 (canale 67 del DTT, 22 di Tivùsat e 715 di Sky) alle 19.00 vanno in onda due speciali, Oasis Return to Rockfield, nel corso del quale Noel Gallagher ritorna ai mitici Rockfield Studios, dove la band di Manchester registrò il leggendario album (What’s the Story) Morning Glory? e, a seguire (dalle 19.30 alle 20.00), Oasis What’s the Story che, sempre attraverso la voce di Noel, racconta l’album che ha trasformato gli Oasis da una crossover band indie ad un fenomeno rock di scala mondiale.
La programmazione speciale di sabato 1° maggio dedicata alla band dei record è preceduta, dalle 17.00, dalla video rotation Best of Oasis con i migliori video della band, come Wonderwall, Don’t Look Back in Anger, Live Forever, Lyla, The Masterplan.
Il video di Noel ai Rockfield Studios è visibile da ottobre sul nostro canale YouTube con sottotitoli in italiano. Eccolo:
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Intervistato in Inghilterra da The Project (il video è alla fine del post), Noel Gallagher è tornato a parlare degli Oasis, rivelando qual è la sua canzone preferita della sua band della vita, com'è nata Don't Look Back in Anger (e il suo dualismo con Wonderwall sulla scelta del cantante del brano) ed escludendo categoricamente una reunion per il futuro.
"Se voglio essere nostalgico con questa raccolta? Il best of fa quello, si tratta di guardare indietro al viaggio fatto finora. E il motivo per il quale ho aggiunto Vol. 1 al titolo è che quando ho ideato il titolo, il titolo era talmente bello che sarei condannato se dovessi inventarne un altro così tra dieci anni. Quindi mi tengo Volume 1 e il prossimo lo chiamo Volume 2".
"Qual è la canzone migliore che abbia scritto? Non lo so, ma le più note sono Don't Look Back in Anger e Wonderwall, sono quelle che tutti nel mondo conoscono. Se siano le migliori non lo so, ognuno ha la propria opinione a riguardo".
"La mia canzone preferita tra quelle degli Oasis probabilmente sarebbe Supersonic, il nostro primo singolo, perché fu scritta, registrata e mixata in una notte, per cui quella occupa un posto speciale nel 'canone', ma direi anche Don't Look Back in Anger: quando la suono, butta giù l'edificio e significa molto per la gente, forse più di quanto io mai capirò".
"Avrei dovuto cantare Don't Look Back in Anger o Wonderwall. Era un periodo in cui il cantante (Liam, ndr) se ne andava regolarmente dal palco, ogni tre concerti si arrabbiava con se stesso. E io rimanevo e dovevo finire il concerto da solo, così dissi: 'Farei meglio a scrivere delle canzoni importanti'. E poi tutti gli altri pensarono che sarebbe stato meglio se fosse stato Liam a cantare Wonderwall, non so perché. Alla fine è andata alla grande".
"Se ho vinto io, visto che Don't Look Back in Anger è la canzone che fa fermare tutti? Mi piacerebbe pensare di sì, ma Wonderwall ... Solo il Signore sa cosa significhi quel testo, ma mi ha fatto pagare molte vacanze!".
"Se ricordo con piacere i tempi con gli Oasis? Certo. Il periodo migliore della mia vita. Ed erano gran bei tempi perché non sapevi cosa sarebbe accaduto da una settimana all'altra, ma sapevi che sarebbe stato ancora più grande. Poi dopo Morning Glory si scatenò l'inferno e alla fine del tour di Morning Glory ci pagarono tutti e lì iniziò lo spasso".
"Perché non vorrei riviverli se ne ho ricordi dolci? La gente me lo chiede ogni giorno e posso dirti solo che non ne ho voglia. Quando sei in una band fai un compromesso assoluto. Per dove mi trovo ora, non penso che adesso potrei tirare fuori un'idea e sottoporla a quattro persone e poi sei settimane dopo qualcuno la bloccherebbe perché il suo gatto ha la tosse. Mi piace marciare al ritmo del mio tamburo. Mi dispiace, ma gli Oasis sono finiti".
"L'eredità della band è scolpita nella pietra. Se qualcuno ci ha visto dal vivo, allora sa perché si faceva quel gran parlare di noi. Se non ci ha visto, pazienza, perché io non ho mai visto i Beatles né i Sex Pistols. Quindi fatevela passare!".
"Se posso dirti che voglio bene a Liam malgrado tutti i litigi? Non sono io che ho iniziato la conversazione. La cosa affascina la gente, il che è una cosa che a me affascina, ma a parte quello non ho molto altro da dire a riguardo".
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Domenica 25 ottobre è andata in onda su Rai Radio 2 una puntata di Rock and Roll Circus interamente dedicata a (What's the Story) Morning Glory? degli Oasis, che ha compiuto 25 anni un mese fa. L'abbiamo caricata su YouTube per voi.
Riascolta qui di seguito il programma condotto da Pierluigi Ferrantini e Carolina Di Domenico, con estratti del concerto degli Oasis al Festival di Roskilde del 30 giugno 1995 e di una recente intervista a Noel Gallagher.
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Noel Gallagher entra nelle viscere di (What's the Story) Morning Glory?, analizzandolo traccia dopo traccia per svelarne retroscena e aneddoti sulla nascita dei brani del secondo album degli Oasis.
Ecco la trascrizione completa in italiano dell'intervista esclusiva concessa qualche settimana fa al canale YouTube ufficiale degli Oasis (video alla fine del post).
Un grazie enorme a Luca per la pazienza e la competenza che hanno prodotto questo testo che pubblichiamo volentieri.
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NOEL GALLAGHER - (What's the Story Morning Glory?) TRACK BY TRACK (ottobre 2020)
Penso che l'intero processo durò 12 giorni di
lavoro, il che è fottutamente sconvolgente se ci pensi. Abbiamo bruciato
le tappe. E arrivare qui con metà delle canzoni ancora da completare è
davvero unico. È qualcosa che puoi fare solo se sei giovane, perché te
ne freghi.
HELLO
Hello è stata scritta per
Definitely Maybe. Mi ricordo di averne fatto la demo con Marc Coyle.
Sono rimasto veramente sbalordito dal ritornello, sentendolo oggi.
Quando sono arrivato a quella parte mi sono detto: “Wow, cazzo..”
Hello
è proprio una canzone perfetta per aprire i concerti. Dice proprio
CIAO!, capisci? L'abbiamo fatta una volta a Finsbury Park nel 2000 e
qualcosa e mi sono detto, “Wow, cazzo..”. È proprio una grande canzone.
Un grande pezzo, Hello.
ROLL WITH IT
Mi ricordo che la
prima che abbiamo fatto è stata Roll With It. È stata l'unica canzone
che abbiamo registrato live, come quelle di Definitely Maybe. Io mi ero
messo in quell'angolo lì, Guigsy in quell'altro. Bonehead al centro
della stanza, Alan lì dietro e Liam lì da qualche parte. La versione che
è finita nel disco è la seconda versione. La prima fu fottutamente
buona. Per la seconda Owen ci disse: “ Wow, volete farne un'altra?” E
noi: “Va bene, dai..” Qualcuno ha fatto un qualcosa che era migliore
nella seconda versione e così è stato. Alan White era appena entrato
nel gruppo e quindi conosceva appena gli altri membri della band. Quindi
stava qui, circondato da un sacco di gente di Manchester. Lui è un
Cockney (chi viene da Londra e dintorni), al suo primo giorno in uno
studio con gli Oasis. E di nuovo, fu una cosa così.. Non ebbe nessun
problema. Per forza, andrà tutto alla grande. Nessuno disse: “Oh abbiamo
un nuovo batterista e dobbiamo farlo impratichire”. Era più del tipo:
“Non vi preoccupate, funzionerà. Perché lo dico io, cazzo! E quindi è
così che andrà.”
WONDERWALL
Noel: “Questo è il muro su
cui mi sono seduto quel giorno!”.
Nick: “Sì, è proprio quello. Eri lassù”.
Noel: “Seduto come un idiota, suonando Wonderwall”.
“Ho sempre pensato che
ci fosse un campo laggiù. Non c'erano sempre delle pecore laggiù?”
“Mi
ricordo il gregge di pecore che mi guardava mentre suonavo Wonderwall e
io che pensavo a chi fosse il più sconvolto, io o loro.”
“Mi
ricordo che era mattina presto e mi sono arrampicato su questo muro e ho
pensato: 'Questa è un'idea fottutamente stupida!'. Mi era venuta la notte
prima. Mi ricordo di aver detto ad Owen (Morris, produttore del
disco, ndr): 'Ho questa canzone che si chiama Wonderwall e la voglio
registrare su un muro'. Faceva davvero freddo e dissi nel microfono ad
Owen: 'È stata un'idea di merda!'. Ma lui rispose. 'No, no, suona da
paura!'. E quella registrazione l'abbiamo messa proprio alll'inizio
dell'album, perché si sentono gli uccelli cinguettare”.
DON'T LOOK BACK IN ANGER
Durante il tour di
Definitely Maybe un ragazzo che lavorava per noi con la nostra etichetta
discografica, aveva un fratello che possedeva una cassetta
dell''intervista John Lennon In Conversation, nel Dakota Building
(Residenza dove viveva a New York), fatta appena prima di morire. E in
quella cassetta John Lennon dice le parole : “And then they'll tell you
that the brain you had have gone into your head”. E quella frase mi colpì
così tanto che pensai: “Morirei se non riuscissi a infilarla in una
canzone, in qualche modo”. Quella frase mi è sempre rimasta veramente
impressa ed è per quello che all'inizio della canzone ci sono gli
accordi di piano di Imagine. Come una specie di tributo a quella cosa.
L'ho
scritta a Parigi dopo una notte passata in uno strip-club. Quindi
spesso mi chiedo se Sally sia una spogliarellista. Sembra una presa per
il culo ma l'ho pensato spesso. Ma proprio non so chi sia Sally. Anche
se una volta qualcuno anni dopo è venuto da me, una ragazza, e mi ha
detto: “Ma Sally, è Sally Cinnamon?.” E io ho pensato: “Cazzo, geniale!
Che cazzo, vorrei averlo pensato io! Avrei rispolverato questa fottuta
storia per anni”. La chitarra elettrica con cui ho suonato la canzone è
una Fender Stratocaster che mi aveva dato Johnny Marr. Un'altra! E
l'amplificatore è un VOX AC-30 del 1963, che era l'amplificatore del
Cavern Club. L'avevo comprato da uno degli Hollies. Ed è per questo che
suona così magnifico.
Ho fatto concerti in cui arrivavo
solo al primo verso e poi smettevo. E tutto il pubblico la cantava
dall'inizio alla fine. È stato folle. Quella è una canzone folle, è
fottutamente folle. Non riesco nemmeno a... Perché? Chi lo sa. È
semplicemente magica.
HEY NOW
Erano solo un paio di accordi che
improvvisammo in un soundcheck. Mi ricordo di averlo fatto una volta al
The Marquee ( Storico club di Londra). È un pezzo strano, con degli
accordi strambi. E c'è un fottuto sintetizzatore, che ho percepito oggi.
Mi chiedo chi ce l'ha infilato. Non ce l'avevamo nemmeno un
sintetizzatore. E quindi stavo lì ascoltandola sul treno e mi chiedevo:
“Chi cazzo l'ha suonato?”. Ma, di nuovo, il testo è meraviglioso. Questo
è quello che ho pensato oggi riguardo al pezzo.
“I took a
walk with my fame down Memory Lane and never did find my way back”. Ci
sono un paio di grandi incastri di rime in quella canzone. Ma deve
essere una di quelle che avevo scritto prima di venire qui a registrare,
perché ha molte parole.
THE SWAMP SONG (Estratto numero
1)
Non so perché si chiami Swamp Song. Era solo una cosetta che
suonavamo per divertirci. Va e viene in un paio di punti del disco. E ho
pensato: “Wow, cazzo!”.
SOME MIGHT SAY
Ti ricordi una
band chimata Grant Lee Buffalo? Nessuno se la ricorda. Era una indie
band americana. Del post-grunge. Ed erano tipo ... Non sono un loro fan, ok?
Però avevano questo pezzo che si chiamava Fuzzy. E puoi sentire la
grande influenza che ha avuto su Some Might Say. Quando sono
ossessionato da una canzone per anni, la frego e ci tiro fuori altri 12
pezzi.
Tutto quello che faccio è un tributo a una cosa. O a un'altra. Non
sono un genio. Sono un appassionato di musica, capito? Paul Mcartney è
un genio, e Morrissey e Bob Dylan. Io no. Sono solo un loro fan. Sono
bravo a mettere insieme le varie cose. E non sono così schizzinoso da
non rivelare da dove vengono. Te lo dico.
Niente è originale. Ci sono solo 12 note comunque.
CAST
NO SHADOW
Cast no shadow è la mia ... In realtà nella mia testa, credo
che volevo suonasse come i Pink Floyd, perché sono gli stessi accordi di
Wish You Were Here. Gli accordi iniziali sono gli stessi. Ma la stavo
sentendo oggi e suona un po' sconclusionata. Ha un non so che di country e
c'è qualcosa che.. Si muove in mezzo a due stili diversi ma è una
canzone dannatamente bella. Ci sono alcune delle più belle parole che
abbia mai scritto in quella canzone. “Bound with all the weight of
words he tried to say, chained to all the places that he never wished to
stay". Cioè, porca troia.. Non mi ricordo assolutamente di averle
scritte ma quando l'ho sentita oggi ho pensato. Cazzo, amico mio, ben
fatto! È un verso veramente bello. Profondo, se vuoi. E ancora, l'ho
scritta d'istinto, senza pensarci troppo su. Ed è un peccato che la
canzone non abbia un secondo verso, ma tant'è ... Mentre lo stavamo
registrando qui, Morning Glory, i Verve (o i The Verve, o come cazzo si
chamavano al tempo) si erano sciolti per la prima volta e mi ricordo fu
una rottura davvero sgradevole, per quello che ricordo. Richard (Ashcroft,
ndr) l'aveva presa veramente male. E lui e Owen erano molto legati. E
gliel'abbiamo dedicata, come una specie di incoraggiamento.
SHE'S
ELECTRIC
Era stata composta ai tempi di Definitely Maybe, ma fu scartata
in favore di Digsy's Dinner. Perché credo Digsy's Dinner suonasse meglio
live, essendo una canzone meno complicata. E ancora ha delle parole
stupende. Non so come quella roba mi sia venuta fuori. Non so come mi è
venuto fuori quel ... È come The Importance of Being Idle: una canzone con
un mood anni '60, con quel tipo di storia dietro. È molto Britpop. E
sentire Liam che toccava quelle note così alte, mi ha fatto dire: “Wow,
porca troia!".
Come ho detto, non eravamo degli snob.
Come quando suonavo a qualcuno per la prima volta Cigarettes and Alcohol
e loro dicevano: “Pff, è uguale ai T-Rex”. “No, ma davvero? Cazzo! Non
l'avevo mai notato!”. “E quei due accordi uguali ad Imagine? No, ma
davvero? Non puoi mica farlo!”. “Io posso, e lo farò e l'ho fatto. E tu
lo comprerai. Quindi vattene a fanculo!”
MORNING GLORY
Durante
il tour di Definitely Maybe ho conosciuto questa ragazza in America e
quando ci incontravamo lei diceva: “Hey, what's the story morning
glory?”. E non so cosa cazzo significasse. E ieri parlavo con dei
giornalisti americani e glel'ho chiesto e mi hanno risposto che non
l'avevano mai sentita prima. Penso fosse una specie di espressione
americana per dire “Buona giornata!” o qualcosa del genere. E ci
rimuginavo su ...What's the Story Morning Glory? ... E l'ho infilata in
quel pezzo. Perchè poi farla diventare il titolo dell'album? Non lo so.
Mi ricordo di aver scritto quel fottuto verso “All your dreams are
made when you're chained to the mirror and the razor blade” proprio in
questa stanza. Sentendola oggi mi sono reso conto che al tempo mi
sembrava di essere in uno stato in cui tutto ciò che scrivevo fosse
significativo.
THE SWAMP SONG ESTRATTO 2
Quel passaggio
da Morning Glory a Champagne Supernova dove senti gli elicotteri e poi
passi al rumore del mare che si infrange sulla riva. Cercavo di capire.
Non so perchè stia lì. Ma credo che ci fosse qualche dannato motivo per
cui è lì. I concerti durante il tour di Morning Glory iniziavano
sempre con il suono degli elicotteri. Erano dei momenti davvero da
brividi. Perchè ogni volta che iniziava, non so, potevi sentire che
presto sarebbe successo qualcosa. C'era una forte tensione. Sì ero in
fissa con gli effetti sonori, all'epoca.
Ora capisco
perchè quell'album stuzzica tanta gente. Capisco quando sei hai 14 anni e
lo ascolti. Perchè adesso nel non c'è nulla per un ragazzino di 14 a
cui piace rock e voglia trovare qualcosa che lo appassioni. E persino le
band che suonano le chitarre, non fanno roba del genere. Me ne sono
reso conto tipo oggi per la prima volta in 25 anni!
CHAMPAGNE SUPERNOVA
Quando
ce ne siamo ansati via da qua, siamo entrati nel circuito dei festival.
Per concludere l'era di Definitely Maybe suonando in alcuni festival.
Quindi ci siamo ritrovati insieme a Weller, Cradock (Steve Cradock,
membro degli Ocean Colour Scene) e tutta quella cricca, in vari posti. E
mi ricordo che stavo seduto nel retro del tour bus di qualcuno, e gli
ho fatto sentire (a Weller) i rough mix. E lui diceva: “Oh, porca troia,
voglio suonare qualcosa in quel pezzo”. Quindi è venuto pensando di
suonare su Morning Glory. Ma Champagne Supernova stava bramando un
assolo di chitarra perchè il mio era orribile. E alla fine ha suonato su
quella. Ed è pazzesca. Grazie a Dio l'ha fatto, grazie a Dio l'ha
fatto.
Nessuno sapeva come Champagne Supernova sarebbe
venuta fuori perchè un cazzo di nessuno l'aveva mai sentita. Sai, quella
canzone dura 7 minuti e nessuno l'aveva sentita, tranne me. E nemmeno
io ero tanto sicuro di come volerla finire. Ne ero sicuro di come
sistemarla. Tutto quello che sapevo era che avevo un verso, il
ritornello e quella piccola parte di chitarra (la canticchia) che avevo
solo in testa ma che ovviamente dovevo ancora provare. Quindi lavoravi
d'istinto, perchè da giovane non ci pensi troppo su. Funziona tipo: “Il
mio istinto mi dice che questa cosa sarà grandiosa, quindi lo seguiremo e
la faremo così.” “Si le prime cinque o sei tracce, pensavo: “Arriva
Wonderwall adesso!. È fottutamente presto. E poi c'è Don't Look Back in
Anger che credo sia la terza canzone”. Mi sono detto: “Wow, è proprio
intenso.” Adesso inizio a capire perchè 22 milioni di persone lo hanno
comprato.
BONEHEAD'S BANK HOLIDAY
È una
canzone ridicola, un po' stupida, scema che si era soliti suonare in sala prove
per i ragazzi. E ho pensato che sarebbe stato fantastico se l'avesse cantata Bonehead. Quindi abbiamo registrato la base musicale e lui le voci di
prova. Ha preso una cassetta e se l'è portata di sopra con sé. Gli ho
chiesto se davvero la sentiva e mi ha detto: “Sì cazzo, me la sento”. Poi
è andato al pub a bersi qualche bicchiere per sciogliersi un po' prima
di cantarla ed è tornato qui piegato in due, assolutamente devastato. E
c'è una versione stupenda di lui che prova a cantarla in cui è davvero
sbronzo come la merda. E mi sembra che alla fine della canzone ci sono
lui e Liam ubriachi che dicono cazzate. Beh ci sono registrazioni
infinite piene di quella roba. Quella canzone ha un testo un po'
stupido: “She was like.. she looked like a mum who had a face like a nun in vain”
(in realtà è "She was with her mum who had a face like a nun in pain", ndr). La
cocaina è proprio una droga assurda!
LE B-SIDE
Rockin' chair
l'abbiamo fatta durante le registrazioni. Poi mi ricordo che stavo qui
per ultimo, se n'erano andati tutti e li tecnici stavano impachettando
tutta la strumentazione. Io e Owen stavamo ultimando i rough mix e mi
ricordo che stavo seduto qui e ho scritto It's better people in quasi 10
minuti. Allora ho fatto fermare tutti. Gli ho fatto riscaricare tutti
gli strumenti e riportarli qua. E Owen non capiva. Ho detto:“Ho appena
scritto questa canzone”. L'abbiamo registrata in un'oretta.
Quindi
quella l'abbiamo fatta qui e Step Out pure. Ma per The Masterplan (fu
diverso). Wonderwall sarebbe stato il singolo e ci mancava una canzone,
avevamo bisogno di una B-side. Quindi sono sparito un po' e l'ho
scritta. Ed è venuto fuori che al tempo ogni cosa che scrivevo era
incredibile. Verosimilmente, The Masterplan potrebbe essere vista come
l'ultima delle grandi canzoni, fottutamente grandi canzoni culturalmente
rilevanti che scrissi. Ma mi piace questo fatto che ci sono canzoni che
non non dovevano essere B-sides, che non dovevano essere A-sides, che
non dovevano stare sul disco. Mi piace. E vorrei che i fan la
smettessero di discuterne troppo. Perchè questo è quello che rappresenta
gli Oasis. Il fatto che.. Sai, non stai lì seduto a sentire un album
ancora e ancora, perchè ci sono altri 12 pezzi a cui dovresti dare
un'occhiata. Tipo Listen Up, Talk Tonight, Headshrinker, The Masterplan,
Acquiesce, Rockin Chair, It's Good to Be Free, Fade Away. Capisci già
ne ho dette una decina che sono buone abbastanza da lanciare la carriera
di qualsiasi band.
Ieri stavo facendo un'intervista e qualcuno ha detto: “Parliamo dell'iconica copertina
dell'album”. E io ho fatto: “Ah, davvero? Porca troia..” Cose tipo i
titoli delle canzoni e le copertine, assumono una vita propria Mi
ricordo quando sono entrato nella riunione per la cover di Morning Glory
e mi incazzai parecchio. Ho detto: “È tutto qui? Che diavolo è quella
roba?”. Volevo che fosse scattata al mattino presto, quando le strade
sono vuote. E penso che io e Liam dovevamo essere nella foto. Ma eravamo
stati in giro a bere tutta la notte e non siamo riusciti a riprenderci.
Ma certamente è diventata iconica e la gente ci vede dentro un sacco di
roba.
(translated by Luca)
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Il 2 ottobre 2020 sono ricorsi i 25 anni dall'uscita del pluridecorato (What's the Story) Morning Glory?, il secondo album in studio degli Oasis. Per l'occasione Studio Aperto, il notiziario di Italia 1, gli ha dedicato un servizio. Lo potete vedere qui di seguito.
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È di qualche giorno fa la notizia delle celebrazioni, imminenti, per il venticinquennale del secondo album degli Oasis, il pluridecorato (What's The Story) Morning Glory?
Liam Gallagher non prenderà parte ai festeggiamenti per i venticinque anni del disco, pubblicato il 2 ottobre 1995, un album
che consacrò ufficialmente la band al successo mondiale. Ad annunciarlo è
stato l'ex frontman degli Oasis rispondendo ad una domanda di un fan su Twitter.
Lo scorso 5 settembre suo fratello Noel, ricordando l'approssimarsi del venticinquennale del brano, aveva chiesto ai fan di porre delle domande sul celebre album del 1995 per un "progetto imminente". Il cantautore e chitarrista, intervenuto tramite la pagina Instagram ufficiale degli Oasis, aveva anche aggiunto: "Se potessi filmarti mentre fai le domande, sarebbe davvero fantastico".
Così, appena un giorno dopo l'annuncio di Noel, un fan si è rivolto a Liam su Twitter chiedendogli: "Prenderai parte al progetto o c'è solo Noel?".
La risposta dell'ex frontman degli Oasis non si è fatta attendere: "Non mi è stato chiesto di partecipare - ha dichiarato Liam - I cazzo di cowboy vorranno solo 'la patata', che per me va bene, perché risponderò alle vostre domande quotidianamente. Non c'è bisogno di farne un dramma".
Liam (47 anni), che spesso chiama "patata" suo fratello Noel (53 anni), parlando di cowboy fa riferimento alla Ignition Management, la società musicale (di Marcus Russell e Alec McKinlay) che gestisce, tra gli altri, gli Oasis e gli High Flying Birds di Noel Gallagher.
"È curioso", ha scritto ancora Liam riferendosi al fratello, "come il fesso non voglia saperne della più grande band del
mondo, anzi la insulta per tutto l'anno da quando ha voltato pagina, ma
appena ci sono un po' di quattrini da fare è tutto orecchi, 'la migliore
cosa dopo il tofu saltato' ...".
A proposito delle interviste rilasciate nel 2016 per il film Oasis: Supersonic, diretto da Mat Whitecross, Liam ha twittato: "Io e Bonehead ci siamo seduti per le interviste di Supersonic, abbiamo fatto tutte le conferenze stampa, tutto bene, mi è piaciuto un sacco, senza prendere un cazzo di soldo, né io né Rasta B. Non me ne importa, non lo faccio per soldi, ma uno spalatore di merda è stato pagato, quindi la prossima volta che voi gatti vorrete sapere qualcosa sui ragazzi, fatemi un tweet".
Come dicevamo all'inizio del post, qualche giorno fa era stata annunciata l'uscita per il 2 ottobre di una ristampa in vinile in edizione limitata dell'album del 1995, con la promessa di contenuti inediti.
È stata ufficializzata stamane l'uscita di una nuova ristampa di (What's The
Story) Morning Glory?, il secondo album degli Oasis. Una nuova edizione speciale del disco uscirà il 2 ottobre 2020, in occasione del venticinquesimo anniversario dalla sua uscita.
Il sito ufficiale (oasisinet.com) e i canali social ufficiali della band, gestiti dall'etichetta Big Brother Recordings, invitano a utilizzare l'hashtag #MorningGlory25 per celebrare i venticinque anni del disco, convididendo foto, ricordi e video, e annunciano la pubblicazione di nuovi contenuti esclusivi.
Il vinile dell'album sarà disponibile in doppio LP argenteo e, attraverso lo store ufficiale, in formato picture vinyl con audio rimasterizzato. Sono acquistabili vari pacchetti, il più completo dei quali comprende vinyl picture disc, audiocassetta, maglietta e foglio con la riproduzione del testo di Wonderwall scritto da Noel. Non manca il merchandising ad hoc.
Chi non ha mai anche solo sentito parlare di (What's the Story) Morning Glory?, il terzo album più venduto nella storia della musica britannica dopo Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles e Greatest Hits dei Queen? Quasi tutti sanno che singoli come Wonderwall e Champagne Supernova, canzoni simbolo degli Oasis, sono diventate delle hit anche in America, ma forse c'è ancora qualcosa sconosciuta ai più su questo album epocale. Abbiamo cercato 10 curiosità meno note sul disco che ha definito un'intera generazione. Eccole qua.
01 (What's the Story) è la controparte di Definitely Maybe, l'album di debutto della band dei fratelli Gallagher.
"Il primo album è tutto sulla fuga. Parla dello scappare dalla vita merdosa e noiosa di Manchester. Il primo album parla del sogno di essere una pop star in una band. Il secondo album parla dell'essere davvero una pop star in una band". Così ebbe a dire Noel Gallagher alla rivista Rolling Stone nel maggio 1996. Del resto anche musicalmente i due dischi sono sensibilmente diversi. Più rock con venature punk il primo, più melodico e pop il secondo.
02 Wonderwall trae il nome da un disco di George Harrison e fu scritta per l'allora fidanzata di Noel, Meg Matthews.
Il nome del celeberrimo brano è mutuato da Wonderwall Music, album di George Harrison, che compose la colonna sonora del film Wonderwall del 1968. È dedicato a Meg Matthews, prima moglie di Noel, conosciuta nel 1995 e sposata due anni dopo. Lei era a lavoro e lui le voleva far sapere quanto fosse importante per lui. Nel febbraio 1996 la musa di Noel disse al Sunday Times: "Non puoi andare da qualcuno e dirgli: 'Ciao, sono Wonderwall'. È una battuta tra me e i miei amici, ma l'uomo della strada non lo capisce. George Harrison scrisse il brano per la colonna sonora del film Wonderwall, quindi il riferimento è a quello, ma per me parla dell'essere il muro di forza di Noel. La sua solidità".
Alcuni mesi dopo l'uscita dell'album, a Rolling Stone il fratello Liam disse del brano: "Un muro delle meraviglie, un wonderwall, può essere qualunque cosa. È semplicemente una parola bellissima. È come cercare quel biglietto dell'autobus e stai provando a trovarlo, cazzo, quel bastardo, e alla fine lo trovi e tiri fuori un: 'Grandioso, cazzo, quello è il mio wonderwall!' ..."
03 I testi di due tra i brani più noti del disco, Roll With It e Don't Look Back in Anger, hanno poco senso o non ne hanno affatto.
"Don't Look Back in Anger non significa nulla, anche se è una canzone fantastica", rivelò Noel a Rolling Stone. "Quando sono sobrio rimugino troppo sul testo. Rendo al meglio quando sono ubriaco fradicio e semplicemente compongo". Liam non è d'accordo: "Non so cosa significhino, ma c'è comunque del significato. Significano cose, ma non so esattamente cosa".
04 Alan White, il secondo batterista nella storia degli Oasis, entrò a far parte della band solo una settimana prima dell'inizio delle registrazioni di (What's the Story).
"Andammo a prenderci una birra, tornammo e suonammo. Tutto lì", disse Alan alla rivista Rolling Stone nel 1996. "Pensavo fossero una manica di pazzoidi, ma in realtà non lo erano".
05 Noel ha ammesso che Champagne Supernova è stato lo sforzo più ricercato e più egocentrico che abbia compiuto per quell'album.
Al Sunday Times disse: "Champagne Supernova. Cristo santo, quanto è importante quel titolo? È come se stessi dicendo: 'Sono il sig. Noel Gallagher. Sapete chi sono? Sono il più grande. Sono come Muhammad Ali. Quando sono sobrio vi beccate Roll With It, canzoncine pop. Quando sono sotto l'effetto di droghe divento un bastardo decisamente arrogante. Lo capite?".
06 Il verso più famoso di Champagne Supernova era un'espressione casuale che si scambiavano i membri della band.
"Il verso che fa 'Dov'eri tu quando noi ci stavamo sballando?' è una cosa che ci dicevamo sempre tra noi", rivelò Noel al Sunday Times.
07 Richard Ashcroft, voce dei Verve, ha ispirato il brano Cast No Shadow.
"Scoprii che Richard non era proprio felice per un periodo, così scrissi quel pezzo per lui e circa tre settimane dopo lasciò i Verve", disse Noel alla rivista NME nel settembre 1995. "Parla in generale dei compositori che cercano disperatamente di dire qualcosa. Mi piacerebbe essere in grado di scrivere testi veramente significativi, ma finisco sempre per parlare di droga o sesso. La gente tende a chiedermi consigli su molte cose. Sono bravo a darli, ma faccio schifo a riceverli, ma gente come Richard e Paul Weller si prenderà cura di me. Si sincereranno che io sia consapevole su una sedia o che riesca ad arrivare a casa".
08 Hey Now! è una riflessione sui cambiamenti nella dinamica e nella composizione del gruppo.
"Questa canzone parla del far parte di un gruppo", disse Noel alla rivista NME nel settembre 1996. "Ad alcuni non piacerà perché vogliono più canzoni come Cigarettes & Alcohol o Supersonic. La band è cambiata molto e c'è un'atmosfera diversa. Abbiamo mandato via Tony McCarroll perché non era così bravo. Abbiamo consultato alcuni tra i migliori insegnanti di batteria del paese e ci hanno detto che non era molto bravo ... ma io credo nel destino. Doveva accadere per noi, era segnato, dalle prime sessioni di Definitely Maybe".
09 Molte delle migliori canzoni dell'album furono scritte nei momenti di lucidità prima che Noel si addormentasse.
"Scrivo un brano prima di andare a letto", svelò Noel ad Alternative Press, nel dicembre 1995. "Non avevo testi, solo una melodia. Se ce la faccio a ricordarlo come prima cosa al mattino allora so che è bello. L'ho fatto con Don't Look Back in Anger e con quasi ogni canzone di Definitely Maybe. Quando mi svegliavo ricordavo le canzoni accordo per accordo. Conoscevo le vocali e le sillabe che avrei usato".
10 Liam pensava già di lasciare gli Oasis.
"Da due mesi sono pronto ad abbandonare il gruppo", confessò al Sunday Times il 18 febbraio 1996, meno di sei mesi dopo la pubblicazione di (What's the Story) Morning Glory?. "Penso che per me questo stia arrivando alla fine. Penso di essere in grado di scrivere musica migliore, molto migliore, 100 volte migliore di quella che riesce a scrivere Noel, ma, detto questo, ora non posso farlo perché non ho tempo. Sono troppo impegnato ad andare fuori di testa e ad essere il cantante degli Oasis. Non sto dicendo che non sono felice. Sono completamente felice. Ma c'è vita dopo gli Oasis per me".
trad. by frjdoasis - originariamente pubblicato in italiano su Up in the Site nel novembre 2016
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Melissa Lim ricorda la prima volta che incontrò gli occhi di Noel Gallagher. Era dietro le quinte del concerto degli Oasis al Bottom of the Hill di San Francisco, il 26 settembre 1994.
I litigiosi fratelli del rock inglese debuttavano nella città californiana per promuovere il loro album di esordio, Definitely Maybe.
"Venne a sedersi accanto a me", racconta Melissa. "Non ero mai stata dietro le quinte prima di allora, così gli chiesi: 'Dov'è l'afterparty?'. E lui mi fece: 'Quale afterparty? Posso stare con te stasera?' ...".
L'incontro ebbe un ruolo decisivo per la storia successiva degli Oasis. Dell'episodio si parla nel nuovo documentario Oasis: Supersonic. Tre giorni più tardi, il 29 settembre, dopo un disastroso concerto al Whisky a Go Go di Los Angeles in cui i membri della band, in preda agli effetti delle metanfetamine e confusi da scalette contrastanti, suonarono contemporaneamente brani diversi (GUARDA QUI), la situazione precipitò. Sul palco Liam Gallagher lanciò contro il fratello Noel il tamburello. E il fratello maggiore prese il passaporto, prenotò un volo e decise di andare via. Dove? A San Francisco, senza dir nulla.
Decise di nascondersi nell'appartamento di Melissa Nob Hill. "Era sconvolto", ricorda lei. "Lo feci entrare, gli diedi da mangiare e provai a calmarlo. Voleva sciogliere la band".
Noel era sparito. Il manager degli Oasis e personale della casa discografica lo cercavano freneticamente. "Andò con me ad Huntington Park per schiarirsi le idee. Ascoltammo musica", racconta Melissa. "Andammo a comprare dischi". Un giorno, a corto di limonata alle fragole Snapple, Melissa tornò a casa con una serie di riviste musicali britanniche, notando che tutte riportavano in bella mostra notizie sugli Oasis.
"San Francisco ha la fama di posto dove le band muoiono, come è accaduto ai Band e ai Sex Pistols", osserva Melissa. "Non avrei consentito che accadesse sotto i miei occhi. Gli dissi: 'Non puoi lasciare la band, sei in procinto di vedere qualcosa di grande' ...".
Nel film non si parla esplicitamente di lei. Noel dice: "Se ora chiudo gli occhi non riesco neanche a figurarmi la ragazza. Non ricordo il suo nome". Mark Coyle, roadie della band, la definisce "una mistica" che ha preso Gallagher "sotto la sua ala protettrice" e lo ha rimesso in riga.
Trascorso qualche giorno "a farmi di qualsiasi droga" nell'appartamento di Melissa, Noel è rintracciato dalla band e dal suo entourage grazie ad un'intuizione di Maggie Mouzakitis, tour manager del gruppo, che da un conto lasciato da Noel in hotel risale ad un numero telefonico di San Francisco. È tutto raccontato nel film. Noel decide di tornare nel gruppo. Non prima di prenotare qualche ora in studio, ad Austin, in Texas, e scrivere due pezzi che rimarranno due perle nella discografia degli Oasis: Half the World Away e Talk Tonight.
"Tutti i tuoi sogni sono fatti di limonata alle fragole e tu ti sinceri che io oggi la mangi. Mi porti a camminare dove giocavi quando eri giovane", canta Noel in Talk Tonight. Nel ritornello dice: "Voglio parlare stasera, fino alla luce del mattino, di come tu mi hai salvato la vita".
Melissa e Noel rimasero in contatto nel prosieguo del tour e si incontrarono quando gli Oasis girarono il video di Supersonic (versione statunitense) vicino alle gigantesche sculture di dinosauri di Cabazon, 27 km a ovest di Palm Springs, nel sud della California. Si sentivano regolarmente per telefono. Lim rispondeva al telefono con un verso tratto dal film Bye Bye Birdie: "What’s the story, morning glory?".
La ragazza doveva spesso consolare Noel quando i due fratelli si azzuffavano di santa ragione, coinvolgendo nei litigi chiunque orbitasse attorno a loro, compresi compagni di band, parenti e soci.
La relazione a distanza tra i due terminò quando Noel Gallagher conobbe la sua futura moglie, Meg Matthews, alla fine del 1994 (i due si sposarono nel 1997 e divorziarono nel 2001).
Il 1° febbraio 1995, quando gli Oasis tornarono a San Francisco per suonare al Fillmore, Lim trovò un Noel diverso, distante. Ciononostante, sperando di mantenere il rapporto con lui, gli disse: "Va bene. Non guarderò indietro con rabbia, I won't look back in anger. So che siamo solo amici".
Non può essere un caso che il secondo album degli Oasis, che ha venduto più di 22 milioni di copie in tutto il mondo, si chiami (What’s the Story) Morning Glory? e che i singoli che hanno definito la carriera degli Oasis si chiamino Wonderwall e Don't Look Back in Anger.
Lim non si dice sorpresa dall'atteggiamento insensibile di Noel nei confronti della loro relazione (Noel ha rifiutato di commentarla).
"Keith Richards ricorda il nome del lattaio che gli dava il latte quando aveva 8 anni", dice Melissa. "Non so cosa succeda a Noel e va bene. Ho fatto parte di qualcosa che ha emozionato così tanta gente. È già abbastanza bello così".
Intervista a tutto campo a Liam Gallagher. L'ex Oasis - intervistato da Alex Lake per il Sunday Times del 2 ottobre 2016 - parla del suo ritorno sulle scene, di com'è cambiato - a suo dire - il fratello Noel, del desolante panorama musicale attuale e dei motivi per il quale accoglierebbe una reunion degli Oasis con entusiasmo. Poi svela: "Nel tour da solista suonerò i brani degli Oasis". Ecco le sue parole nella nostra traduzione. Cosa facevi prima di
entrare in una band?
Conosci il vecchio studio di Granada TV? Questo tizio mi ha sorretto dai
piedi e mi sono sporto penzoloni mezzo fumato per cambiare una lampadina.
Cos'altro? Ho costruito staccionate.
Se non fossi entrato negli Oasis?
Il mondo si sarebbe oscurato se non
fossi entrato in quella band. Prendila come vuoi ... be', non mi sarei mica
suicidato.
Cominciamo.
Se oggi fai una bella intervista la gente ti conoscerà di più (rivolto a me, ndr). Io non salirò mai sul palco per raccontare cosa ho fatto quel giorno. Le
chiacchiere non fanno per me. Quindi nelle interviste davamo tutto. In modo
che chiunque si trovi in quel posto sappia chi siamo. Che ti piaccia o no,
siamo divertenti.
Le più grandi stelle di oggi (ad esempio Beyoncé e Radiohead) neanche
parlano con la stampa.
Triste, no? Ormai
nessuno ha qualcosa da dire. Sono tutti gattini impauriti. Quest’epoca è
semplicemente noiosa.Ogni band che si
rispetti non è solo musica.
Lo pensi davvero?
Senza dubbio. Se tutto è solo musica, allora sono i Coldplay. La cosa più
rock ‘n’ roll che abbia mai fatto Chris Martin è la giacca di pelle. Pensai: “Vai
avanti, ragazzo. È solo l’inizio quello”. A me anche se vendessi fiori
probabilmente arresterebbero per aver colpito in testa qualche stronzo con un
mazzo di gerani.
Oggi le band hanno paura, non c’è modo di nascondersi. Sai, ci si filma con gli
iPhone e roba così.
Sì, ma se fossi un ventenne che fa parte di una band e qualcuno me lo
sbattesse in faccia, sarei io a ficcarglielo su per il culo, o su per il mio.
Non c’è scusa per i giovani che si comportano come adulti. Quando sei adulto e
hai figli la cosa la raffreddi un po’, ma faccio più marachelle io dal mio
macellaio di quante ne facciano loro nei loro cazzo di tour. Forse dipende solo
dal posto da cui provieni. Penso
che risalga alla faccenda della classe operaia. I buzzurri non sfondano
però. Molta musica di oggi è fatta da ragazzini della classe media.
È perché mancano i soldi nelle aree degradate?
(scuote la testa, ndr) Non conosco le risposte. Non me ne importa nulla della
politica.
Però hai twittato dopo il Brexit, no?
Davvero?
Quando ha vinto il Leave hai twittato: “Fermate il mondo, io scendo LG x”.
Stavo ascoltando la canzone
(What the World is Waiting For degli Stone Roses, ndr). Non voto, ma non
sono uno di quelli che si lamentano. La gente fa: “Non voti, non puoi
lamentarti”. Non mi sto lamentando. Pago la retta per la scuola dei miei figli.
Se occorre che io migliori la loro vita, il lavoro duro lo faccio.
Arriva la cameriera e Liam le dice di abbassare il volume della musica di
David Bowie. “È fantastico e via discorrendo”, dice, “ma non è abbastanza bravo
da potermi rompere i coglioni”.
Noel dice che sei più figo, più spassoso e più carino, ma che ogni giorno
rimpiangi di non avere il suo talento di cantautore. È così?
Non penso, amico. Io
ero felice di cantare. Quando sono un cantante rock ‘n’ roll.
Ma dal quarto album degli Oasis hai anche composto.
Non lo volevo proprio. La
prima volta che è capitato stavo suonando la chitarra quando Noel disse che
quella canzone sarebbe dovuta comparire sul disco. Non è che fossi io a buttar
giù i muri a calci dicendo: “Voglio fare il compositore”. Sarei stato felice di
cantare le sue, perché le sue erano migliori.
Se vi ubriacaste e faceste la pace, i concerti del vostro ritorno
potrebbero essere grandi quanto quello di Knebworth.
A me piacerebbe molto che ci riformassimo. Non per soldi. Sono tutt’altro che al verde,
credimi. Amo quella band. Per rimetterla in pista. Penso che potremmo
ancora fare bei dischi. Mi piacerebbe molto. Dal 2009 c’è un grosso buco nella
mia vita. (si alza in piedi, ndr) Mi sento come se andassi in giro come se
fossi il tizio di una band, ma fossi la sua ombra che gli cammina dietro. La gente fa: “Oasis! Oasis!”, ma ora
non sono quello. Ora sono solo Liam.
Dopo hai fondato i Beady
Eye.
Ma avevo poca voglia di pestare l’acqua nel mortaio, così li ho sciolti.
Sei rimasto sui giornali per il tuo divorzio e per il fatto che tu e Noel
non vi parlate più. Come l’ha
presa tua madre Peggy?
Lei è un angelo. Ovviamente
vorrebbe che ci parlassimo, che ci sedessimo a tavola a Natale, ma è una
stupida impasse e dovremmo mettere giudizio, dato che abbiamo figli. Sarebbe
bello che io e our kid tornassimo insieme come fratelli. Per mia madre, noi e i nostri bambini. Ma è
bella l’impasse. Me la sto godendo. Non cederò. Lui non cederà. Almeno la gente
ne sta ancora parlando. Ne è ossessionata (ride, ndr).
E i battibecchi di cui si scrive sui tabloid?
Sono innocui. Lui dice
cagate su di me. Io dico cagate su di lui. Io gli ho porto il ramoscello
d’ulivo e non c’è stato nulla, quindi eccoci qua. È una patata, amico.
Come fu quando Noel decise di cantare per la prima volta una canzone, Don’t
Look Back in Anger per l’album (What’s the Story) Morning Glory?
Non ricordo.
Disse che ti propose di scegliere se cantare quella o Wonderwall e tu
scegliesti Wonderwall.
Sì, anche se tipo non mi piaceva, perché era un po’ groovy. Avrei volentieri
cantato entrambe le canzoni, visto che è il mio mestiere.
Quindi fu nel 1995 che iniziarono i problemi?
Forse. L’ho lasciato
fare, ma quando succeede che ne canta tre o quattro in ogni album pensi: “È
preso da qualcosa”.
Nel documentario Supersonic Noel dice che è la sua band.
Era la band di entrambi: nostra, di Bonehead, Guigsy e Tony McCarroll.
Com'è Noel?
Per quanto voglia bene ad our kid, è sicuramente cambiato. Non mi importa di quello che
dicono gli altri. Non è stato il primo a farsi solleticare il proprio ego, ma è
cambiato, amico. E ovviamente non voglio perdere mio fratello. Ma puoi vendere
un sacco di dischi, essere amato … ma il principale successo è riuscire a
uscirne essendo tutto sommato quello che eri quando sei entrato. Vivi in una casa diversa. Guidi un’automobile
diversa. Ma non devi trasformarti in una testa di cazzo.
Un buon numero di band rimangono insieme per decenni.
Sì, ma non sono fatte da fratelli.
Quindi tu sei rimasto lo stesso?
Senza dubbio.
E Noel no?
Non penso. Lo puoi
vedere dalle compagnie che frequenta. È sul punto di trasformarsi in Sting, ma
io sono troppo cieco alle stronzate. So di essere fantastico. Ero fantastico prima di entrare nella band.
Vedesti gli Stone Roses da adolescente e decidesti che volevi far parte di
una band di quel tipo.
Non volevo far parte degli Smiths. Non mi sarei mai visto con i fiori nel
taschino.
La bolla delle buone sensazioni è scoppiata quando le vendite sono crollate?
Non sto curando il cancro. Sto solo facendo canzoni.
Ti piace l’America? Cosa ne pensi di come accolse gli Oasis?
Non mi piace Kanye West e il suo rap da designer. Sull’America, sapevo che
non ci avrebbero capito. Vogliono
l’appariscenza. Cinque tizi che se ne stanno lì in piedi a scrutarti? Sarà
minaccioso per loro, povere anime. Ma in Inghilterra ero il fottuto grande e
penso ancora oggi di esserlo. Al pensiero che qualcun altro fosse il principale
frontman in Inghilterra i miei capelli sarebbero diventati grigi.
E non lo sono diventati.
Non lo sono diventati, amico.
L’anno prossimo pubblichi il tuo primo disco da solista.
Posso solo dire che suona promettente.
Su Twitter circola una tracklist farlocca con
titoli come Carne con le patate, Patate, Mad for It. È solo altezzosità?
C’è scetticismo, senza dubbio.
Questa cosa mi motiva. È come quando la gente insulta qualcuno per l’aspetto
fisico e due minuti dopo hai dei pettorali scultorei. Non sono il tesorino dei
media, quindi la gente fa: “Non sa scrivere canzoni”. E forse non so farlo, ma
quello che ho è buono. È un po’ di tutto. Un po’ sono cose alla Working Class
Hero (eroe della classe operaia, ndr), che si adatta alla mia Rolls Royce. E
psichedelia garage rock, dritta in faccia. C’è una canzone che mi piace che si chiama
Over, acustica, con voci remote. Figa. Penso che ridimensionerà un po’ di gente.
Come suona questo disco?
La cosa principale è che la voce suona deliziosa. Spacca ancora. Poi ci sono belle parti in falsetto.
Un po’ rilassato.
Penso che Songbird, una delle canzoni che hai scritto per gli Oasis, è il
miglior brano non incluso nei primi due album o nella fantastica raccolta di
lati b The Masterplan.
(annuisce, ndr) McCartney sono anni che prova a scrivere una canzone da due
accordi. Non ci riesce. C’è un arte del fare schifo.
Sei sempre sembrato più sicuro di te di quanto fosse Noel, ma forse ora –
specie dopo l’esperienza con i Beady Eye – non è più così?
Non stavo così bene da un po’, ma è tutta colpa mia. Chi di spada ferisce di
spada perisce, ma sì, tutta quella merda risale al passato. Si volta pagina.
Quando andrai in tour suonerai brani degli Oasis?
Sì. Appartengono a me tanto quanto appartengono a Noel. Lui li ha scritti, ma li
ho portati in alto io.
E i fan più sfegatati spendono 20 sterline per te, quindi vorrai dar loro
ciò che vogliono.