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venerdì 28 febbraio 2020

Ascolta Come On Outside, il nuovo-vecchio singolo di Noel Gallagher uscito oggi

È stato diffuso stamane Come On Outside, il terzo e ultimo pezzo estratto dal prossimo EP di Noel, Blue Moon Rising, in uscita venerdì 6 marzo.

Si tratta di un remake di un pezzo già inciso sotto forma di demo nel 2010 e trapelato online nel febbraio 2013 (leggi qui). Il brano dovrebbe, in realtà, risalire alle sessioni dell'ultimo disco degli Oasis, Dig Out Your Soul, quindi al periodo tra il 2007 e il 2008.

"Ho ritrovato questa traccia di recente", ha detto Noel. "Forse l'ultimo pezzo figo degli Oasis. Forse no" All’interno dell’EP, che uscirà il prossimo 6 marzo, anche i brani già editi Wandering Star e Blue Moon Rising.
Questa la tracklist dell'EP in uscita venerdì prossimo:
1. Blue Moon Rising
2. Wandering Star
3. Come On Outside
4. Blue Moon Rising (The Reflex Revision)
5. Blue Moon Rising (7” Mix)

Ecco l'audio della "nuova versione" di Come On Outside diffusa oggi:


Ecco l'audio del demo originario del brano:


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martedì 1 ottobre 2019

Colloquio con Noel Gallagher: "In 5 scrivono una canzone per Liam. Incredibile, no? Mi ispiro a Bowie e Holmes mi ha cambiato la vita musicale"

Noel Gallagher comincia come sempre comincia: prende lui il comando e fa domande. "Che hai fatto di bello?" e "Cosa hai ascoltato?", domanda, sinceramente interessato alle risposte. Il musicista è magro, asciutto e vestito tutto di nero, con la giacca di pelle attillata che rimane ferma mentre sprofondiamo sulle poltrone di un hotel di Park Lane, ancora il posto più ricco e più azzurro del tabellone del Monopoli londinese.

E l'ex Oasis cosa ha fatto di bello? Ha registrato e pubblicato This is the Place, il secondo dei tre EP programmati per il 2019, dopo Black Star Dancing, in cui la title track era esaltantemente sinuosa e future-funk. Non un sound che ci saremmo aspettati dall'amante del classic rock responsabile del successo e poi della fine degli Oasis

Chiamiamole "Le ulteriori avventure cosmiche di our kid", un'odissea non convenzionale iniziata con Who Built the Moon?, terzo album solistico risalente al 2017, sperimentalismo inaugurato e forgiato dal maestro nordirlandese David Holmes, dj, produttore elettronico e creatore di colonne sonore. Scordatevi il Britpop, questo è Britpsych.

Noel ha anche costruito un nuovo studio vicino alla stazione ferroviaria di King's Cross e nel contempo si è trasferito fuori Londra, nell'Hampshire. Lui e la moglie Sara sono lieti di "prolungare l'infanzia" dei figli Donovan, 12 anni, e Sonny, 9 anni il 1° ottobre.

E cosa ha ascoltato di bello il 52enne? Gli Young Fathers e i Jungle ("musicalmente voglio essere in quel mondo") e Vanishing Point dei Primal Scream, che definisce "uno dei loro album dimenticati, no? Tutti parlano di Screamadelica o di XTRMNTR, ma Vanishing Point è proprio un cazzo di altro mondo!".

Quanto alla roba nuova, "uno dei tizi che facevano parte dei Jagwar Ma, Gabe, ora è attivo con il nome di Golf Alpha Bravo e ha pubblicato questa canzone che ha questo nome del cazzo del tipo Groovy Babe (si chiama Groove Baby Groove, ndr). È davvero fantastica, però".

E a parte questa natura "non sofisticata", cosa pensa della nuova musica del fratellino Liam, con cui è ovviamente impegnato in una grandissima faida? "Ho sentito Shockwave. A quanto si dice, l'hanno scritta cinque persone. Non pensi che sia incredibile?", è la sua replica sarcastica. "Non ho sentito il pezzo nuovo che parla di me".

Intendi One of Us, pezzo melodioso pieno di nostalgia da cantare in coro? È piuttosto commovente. C'è un verso in cui Liam canta: "Dicesti che avremmo vissuto per sempre".

Oh, davvero? Haha! Be', sono sicuro che le altre quattro persone si sono commosse. Mi chiedo se avessero mie foto in studio quando scrivevano quella roba ... ma non c'è forse un verso sugli Oasis in ognuna delle sue canzoni? Ricordo che una volta, all'epoca degli Oasis, lui era impegnato in studio per i fatti suoi e ogni verso della canzone era il titolo di una canzone degli Oasis. Era una casuale stupidaggine sulla tristezza. Faceva: "Dicesti che avremmo vissuto per sempre e ora che le cose vanno meglio ...". E gli chiesi come si chiamasse. E sai come si chiamava, 'Senza titolo', haha!

Apprezzi alcune canzoni che piacciono ai tuoi figli?

No, sono troppo urban per me. A loro piace qualsiasi cosa sia urban, grime e tutta quella roba lì.

Cosa pensano della musica del papi?

Apprezzano i concerti, ma non sono grandissimi fan. Hanno mostrato più interesse per la roba più recente, perché è un po' più elettronica, ma non menzionano mai gli Oasis. Sono tutti presi da Spotify e al comando del sistema di amplificazione della casa, per cui ogni volta che entro c'è una canzone di Stormzy e uno di loro mi danza vicino come un folle, mentre balla la Vossi Bop.

Com'è la tua Vossi Bop?

Curiosamente, mentre guardavo Stormzy a Glastonbury alla tele ho sentito quel pezzo. Ho pensato: "Ah, ecco che cazzo è quello di cui mi parla da sei mesi, mentre balla in cucina e canta questa canzone". Pensavo: che cazzo è una Vossi Bop? L'ha ideata lui questa cagata? E se l'ha ideata lui, la copio. La prossima cosa che vedo è che ci sono 100 000 persone in un campo che vanno in visibilio per quella cosa.

Hai detto che David Holmes ti ha "cambiato la vita musicale". In che modo?

Sono due gli aspetti principali. Per prima cosa, comporre in studio: "Non venire in studio con qualche idea. Se ne hai qualcuna, tienila a casa". Ho fatto: "Porca troia, d'accordo, sapientino!". E la cosa seguente è stata: abbiamo deciso che faremo un pezzo come i Can o qualcosa del genere, con una drum machine, e ho preso la chitarra. E lui mi ha detto: "Rispondi a questa domanda: perché prendi sempre la chitarra come prima cosa?". "Perché sono un cazzo di chitarrista". "Be', lasciamola. Sai suonare la tastiera?". "Non proprio". "Ottimo, iniziamo con quella".

Chi o cos'altro ti ispira?

"Ho preso molto da David Bowie, da come lui si approcciava alla musica. La cosa sua era: prova di tutto. Mettici dentro quante più cose puoi.

Noel tra Paul Weller e Bono ai Q Awards 2018
È un'impresa rischiosa per te, dato che la tua fanbase è composta in larga parte da vecchi fan degli Oasis?

Be', ho dovuto evitare di avere la paura di sapere che una bella fetta della mia fanbase ascolterà Black Star Dancing per circa 30 secondi e farà: "Bene, può andarsene a fanculo".

E questo non ti importa?

OK: quando è uscita Holy Mountain, che, per me, è come un singolo degli Oasis, di fronte ad alcune delle reazioni sono rimasto talmente scioccato che è stato spassoso. Fai: "Wow, è pazzesco. Perché se questa cosa non vi piace, allora, porca troia, ce la spasseremo per i prossimi due anni". Perché sapevo cosa stavo provando a fare. Devi solo avere fede. Se mille persone al giorno ascoltano la tua nuova canzone e 900 di loro la cestinano dopo 30 secondi, va bene. Devi focalizzarti sulle 100 persone che la ascolteranno fino alla fine.

A giudicare dalle riproduzioni su Spotify, le tue canzoni più popolari sono Wonderwall, Don't Look Back in Anger, Champagne Supernova, Live Forever ... e Stand by Me.

Davvero? Wow. A giudicare dalle reazioni del pubblico, avrei detto The Masterplan. Vedi, la mia canzone da solista più popolare su Spotify è In the Heat of the Moment. Cosa, cazzo? Non è stata usata da nessuna parte, non so dirti perché è così. Curiosamente ho appena fatto un tour in America con gli Smashing Pumpkins e la vista di due goti che si abbracciavano, uno con una maglietta dei Rancid e l'altro con la maglietta dei Kiss, mentre cantavano Wonderwall in Arkansas non è qualcosa che vedi tutti i giorni! E non hanno avuto alcuna reazione di fronte a nessun altro singolo che abbiamo pubblicato! Che ha qulla canzone? È pazzesco.

Allo stesso modo, Definitely Maybe non va via. Il disco d'esordio degli Oasis, pubblicato nel 1994, è di nuovo nella top 10.

Lo so. Il tassista che oggi mi ha portato alla stazione ha detto che suo figlio 14enne è un grande fan di quell'album. E ha detto: "Ti secca che la gente lo ascolti ancora?". "No, cazzo, amico! Mi fa pagare le bollette!".

Cosa provi di fronte alle celebrazioni - e ricelebrazioni - dell'album, dato che c'è stata questa campagna per il venticinquennale che ha fatto tornare il disco nella top 10?

Be', la povera ragazza del mio ufficio che si occupa di questa roba sarà impazzita. Quando abbiamo fatto il decennale è stata una cosa del tipo: "OK, abbiamo fatto anche un DVD. Poi per i vent'anni ci sarà un altro DVD e lo rimasterizzaremo". E stavolta le ho detto: "Che cazzo vuoi che io ti dica questa volta?". Ma penso che si tratti di ridefinirlo per una nuova generazione, anche se questa è la quarta volta che lo si pubblica. Grazie a Dio la musica parla da sé.

In che modo, per l'esattezza?
Penso sia una lezione sul potere dello scrivere canzoni su verità universali che non sono legate a un periodo particolare. È stata scritta da un giovane - avevo 24 anni - che parlava dell'essere giovani nei centri cittadini e che non aveva niente di niente da fare. Era tutto incentrato sul proiettare il proprio futuro su un sogno di evasione che avevi nel parco, quando eri ubriaco e fatto. Questa cosa passerà a tutti nei secoli.

Ma appena inizi a scrivere con un occhio ai posteri, stai fresco!

Giusto. Ecco perché ho voltato pagina per fare quello che faccio ora. Ora sono in un luogo in cui penso: perché cazzo ho provato a riscrivere (What’s The Story) Morning Glory? per la maggior parte di 15 anni? Ma il fatto è che era un grande, enorme vacca fottuta da cui mungere soldi e avrei voluto avere la lungimiranza per mandare tutto all'aria. Ma in testa mia non ho dubbi che se gli Oasis fossero ancora in giro oggi, faremmo ancora quella cosa.

Noel con le Spice Girls ai Brit Awards 1997
Davvero? "Bene. Fermati. Ora stiamo andando in questa direzione". Di sicuro avresti avuto l'autorità per dire questo.

(sospira, ndr)  No, perché nella band c'era una strana dinamica. Tutti scrivevano canzoni. Penso che il "comitato" non avrebbe lasciato passare neanche The Death of You and Me, figuriamoci Black Star Dancing. Ora, non capisco la gente degli anni '90 che prova solo a portare avanti la cosa che faceva allora.

Stai parlando di Liam?

No, no, no. Come noi, c'è un sacco di gente degli anni '90. Damon non lo fa, a essere onesti. Lui fa sempre delle robe folli, un'opera su una scimmia con un bastone da passeggio.

Quindi anche tu ci stai provando?

Be', nella mia band ho due ragazze francesi, una di loro suona le cazzo di forbici, l'altra è africana. Sezione di fiati da tre componenti. E penso che sia quanto di più lontano dal passato ci possa essere!

Ma, dato questo spirito d'avventura, perché non hai portato la band in una nuova direzione dopo, diciamo, il terzo album degli Oasis, Be Here Now, che era un po' una fase di stasi?

Non ho mai fatto parte di una band in cui tutti andavamo nella stessa direzione. Ed è questo che rendeva gli Oasis entusiasmanti. Per esempio: i Primal Scream. So che ora nella band ci sono solo due componenti originali, ma almeno loro due il più delle volte vanno all'unizono, mentre con gli Oasis uno di noi di proposito non andava all'unisono per una questione di principio. Diceva: "Non mi faccio coinvolgere in quella cosa, perché tu sei uno stronzo".

Parli di Liam?

Be', in realtà dicendo così sto facendo un danno a me stesso, perché quando Liam ha lanciato l'idea di collaborare con i Death In Vegas, io ero disponibilissimo. Purtroppo è finita con un cazzo di niente, ma in larga parte si è trattato di fare lo stronzo tanto per farlo. E io ho volto un ruolo importante in questo, ovviamente.

Quanto alla scrittura, di recente ho intervistato Liam e ha detto che il suo sogno negli Oasis era comporre con te e vedere riconosciuti i crediti "Gallagher-Gallagher". È stato piuttosto dolce.

Be', avrebbe potuto esserci "Gallagher-Gallagher", ma lui non ne era preso. Dipende, però, da quella cosa: se tutti vi presentate a una sessione e io ho scritto 26 canzoni mentre voi altri non avete un cazzo di niente, e siete seduti con un produttore che deve incartare l'album entro tre mesi, cosa farà lui? Si siederà a guardare tutti che si comportano come ad un tea party di uno scimpanzé? Col cazzo. Lui fa: "Bene, ha già scritto tutto Noel".

Quindi se con gli Oasis fossi stato sfidato creativamente, le cose sarebbero potute andare diversamente?

Mmm, assolutamente. Intendo: non sono mai stato bravo con le partnership compositive. Negli anni mi sono seduto con Weller e Johnny Marr e varie persone e per come la vedo io non possono esserci due maschi alfa a scrivere una canzone. Conosco Paul Weller da 25 anni e mi sarò seduto con lui in studio un migliaio di volte, per poi tirare fuori letteralmente due canzoni. Lui mi guardava pensando: "Questa fa proprio cacare!". E io guardavo lui pensando: "Questa fa proprio cacare!". Perché hai due cazzo di compositori alfa. Quindi non funziona proprio.

Qualche altro compositore ultra-alfa con cui potresti collaborare? Bono, per esempio?

Eh, mi piacerebbe, perché i suoi testi sono grandiosi. Mi piacerebbe scrivere una canzone con Morrissey.

Noel con il figlio Sonny Patrick, nato l'1/10/2010
Davvero?

Vedi, quando dico così la gente fa sempre: "Davvero? E che ne pensi di quello che ha detto?". Non mi fotte un cazzo di quello che ha detto. E allora?

No, di quello che dice Morrissey ti deve importare.

Be', no, lui è un pazzo, giusto? Dice cose folli, giusto? È come quella cazzo di cosa là, quando ci si chiede se la radio debba ancora mandare in onda Michael Jackson. Aspetta un attimo: l'album Thriller non ha commesso un crimine. Quando dico che voglio scrivere una canzone con Morrissey parlo del tizio che faceva parte degli SMiths. Non sto parlando di cosa sta facendo ora, della sua posizione politica. Perché la sua voce è incorporata nella mia giovinezza, nella mia camera da letto. Mi piacerebbe molto scrivere una canzone con lui. Perché ha una voce fantastica.

A proposito di politica, dato lo stato attuale del mondo, ti vedi come compositore di un testo più politicizzato?

Non sono bravo a farlo. Sono bravo sulle verità universali. È quella la cosa mia. Forse ci scappa il verso qua e là. Ricordo quando Alan McGee ha sentito per la prima volta Cigarettes and Alcohol. Ha detto: "Oh, è un commento sulla società". "Quale parte?". "Quella parte sul non trovare un lavoro". "Oh, giusto. Ricordo distintamente di averla composta mentre guardavo Coronation Street". "No, è commento sulla società". "D'accordo, bene, non dirlo in giro, però".

Di recente sei diventato un po' politico, però, quando, nel mandare una frecciata a Lewis Capaldi, hai definito la Scozia "paese da terzo mondo". Cosa ne pensa tua moglie, che è socozzese?

Mi sono beccato un cazziatone, ma volevo solo farmi due risate. Nessuno mi aveva detto che Lewis Capaldi era uno dei migliori amici di mia figlia.

Cos'hai contro Capaldi?

Nulla! Semplicemente vende più dischi di me. Stessa cosa che vale per ogni coglione che ha più successo di me: sono degli stronzi. Era come la storia di me che insulto tutti questi cantautori senza volto ...

Che, il più delle volte, è cantautorato su commissione ...

Sì. Due persone che scrivono una canzone è un conto. Questi due hanno cinque persone che scrivono una canzone. Come fanno cinque persone a scrivere una canzone? Come Rag 'n' Bone Man ... e c'è un altro tizio con la barba e un cappello di lana.

Tom Walker. Il vincitore del Premio britannico della Critica del 2019.


Lui. Tutta quella gente. Guardavo i Brits quest'anno e tutti hanno portato le loro nonne. E non ho mai visto tante bevante gassate su un tavolo ai Brits in vita mia. Porca di una troia! Ricordo il '94, cocaina ovunque! Ovunque, cazzo! OVUNQUE! Montagne di alcolici sotto il tavolo, avremo speso diecimila sterline in alcolici. E c'è James Corden: "Chi è questo?". "Sono io, nonna!". Fai un favore a quella povera donna e lasciala a casa! E chi beve tutta quella Coca? Niente alcolici! Nessun bisogno di alcolici, amico.

In conclusione: ammetti apertamente che This is the Place non è affatto decollato alla radio. Avere delle hit conta ancora per te?

Se quella cosa ti importa, sei un idiota. Sto scrivendo una canzone per compiacere altre persone o un tizio di BBC 6 Music? O in realtà ho trascorso 25 anni facendo tutto quello, grazie mille, e ora sto solo compiacendo me stesso? Ma non è che io sia Tom Waits, che fa musica impegnativa. È musica pop. Non sono così "studiato". Non sto cercando di ingannare la gente!

traduzione di oasisnotizie - Source: The Face

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sabato 7 settembre 2019

Liam Gallagher: "Noel? Ora fa musica risibile. Black Star Dancing è una delle peggiori canzoni che abbia scritto"

Pubblichiamo la seconda parte della nostra trascrizione in italiano dell'intervista che Liam ha concesso a BBC Future Sounds qualche giorno fa. Per la prima parte clicca qui. Le parti saranno quattro.


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Tu e Noel state rilasciando interviste alla stampa nello stesso periodo ora. Ascolti la sua roba, leggi le sue interviste?

No, so esattamente cosa dice. Senza dubbio. Non leggo le sue interviste, perché se leggessi le sue interviste non sarei qui, sarei ancora in coma da qualche parte. Non fa che parlare di soldi e di quanto è fantastico.

Parla di te.

Parla di me ora perché sa che sa ho firmato un paio di scarpe da ginnastica appena uscite e ho un disco in uscita, ma non parlava molto di me quattro anni fa, quando io non stavo facendo granché. Erano dichiarazioni comunissime, no? Ora sono tornato e sono qui e gli rendo complicato fargliela passare liscia con quelle cose con cui vuole passarla liscia. Quindi finché io salterò all'occhio nel 2019, e penso di esserci riuscito, mi basterà, amica. Gli sto complicando le cose. 

Quindi sei felice che stai facendo le cose bene perché lui guarda che tu fai bene.

Oh sì, perché sembra che lui pensi o pensasse che non io vada poi così male. Mica la gente viene ai miei concerti solo per ascoltare la persona che cantava quelle canzoni grandiose, nello stesso modo in cui la gente va ai suoi concerti per ascoltare la persona che ha scritto quelle canzoni grandiose, capisci? Deve condividere l'atmosfera, amica.

Ascolta, so che ti fanno tutti questa domanda e forse sbaglio a chiedertelo, ma in futuro vedi tu e tuo fratello di nuovo insieme, al di là della musica?

No, di norma la prima domanda che mi fanno è: "Sai che ho pure io quella giacca?".

Haha! È quella la prima?

La prima domanda che mi fanno sempre è: "Come sta tuo fratello?". "Quale?". E poi la seconda è: "Sai che ho pure io quella giacca?".

Non ti annoia mai insultarti sempre con Noel? Sembra una sorta di impostazione predefinita e la gente si aspetta questo. C'è un elemento di intrattenimento.

Sì, c'è un elemento di intrattenimento, sicuramente. Senza dubbio. E a me piace, capisci? Lui infierisce e io infierisco.

Davvero ti piace?

Sì, lo amo. Certo. Quando lui infierisce io faccio un post e penso: "Toh. Cimentatevi con questo. Lo lascio lì una settimana e torno nel mio angolino!". Bum. No, mi piace davvero. E so che piace anche a lui, perché lui si crede il signor Intelligentone e anche io mi credo il signor Intelligentone.

E pensate entrambi di essere stati trattati ingiustamente.

Io non penso che ... È lui che pensa di essere stato trattato ingiustamente.

Lui dice sempre: "Io non perdono, io non perdono".

Lui fa vedere che gli abbiano fatto qualcosa di veramente brutto. Ascoltami, io so cosa è accaduto lì dentro. E c'è gente con cui lui si trova ora che ha agito in modo davvero maligno con gente che era con me. Gli è stato detto questo e a lui non è piaciuto, capisci? Non può andare in giro a comportarsi così con gente e partner e aspettare di cavarsela così sol perché siamo usciti con Noel Gallagher. Semplice. Lui sa cosa è successo e basta. E noi non glielo abbiamo permesso. Poi si è alzato dalla panchina e ha detto che non gli piaceva, facendo: "Oh, qua non parla nessuno". Come un idiota. Ecco cosa è successo. Nessuno si è comportato male con lui: hanno fatto tutti quello che voleva lui.

Quindi, per quanto mi riguarda, ci ha buttato sotto un autobus. Se avesse voluto andare andare a fare la sua carriera da solista, avrebbe potuto farla, ma senza sciogliere la band e poi fare la vittima. Per via di questo, alcuni fan degli Oasis mi hanno bastonato per cinque anni. Ma è quello che ti becchi quando ... Lui ha amici come Paul Weller e Johnny Marr, che ai loro cantanti hanno fatto la stessa cosa, capisci? Quindi è in buona compagnia.

Hai dato un ascolto ai suoi nuovi EP?

Oh sì, l'ho ascoltata. Certo ... È roba risibile, no?

Per un secondo ho pensato che avresti detto che era roba bella, però ...

Se suoni Black Star Dancing con la chitarra acustica, forse è una delle peggiori canzoni che abbia scritto.

Avresti permesso a te stesso di apprezzarla, però?

Se fosse stata bella, sì. I suoi primi due album mi sono piaciuti. Ho pensato che ci fossero delle buone canzoni in quei due album, ma tutto queste scemenze da discoteca sono risibili.

(Fine parte 2 di 4 - continua)

traduzione e trascrizione by oasisnotizie

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mercoledì 4 settembre 2019

Video: Noel Gallagher intervistato da Radio 105 Mi Casa: "Ora sono libero. Odieranno il nuovo EP, ma sono degli idioti del cazzo"



Noel Gallagher è stato ospite di Max Brigante a 105 Mi Casa.

L'ex Oasis ha parlato del suo nuovo EP, Black Star Dancing: "Questo Ep è più elettronico, molta gente lo odierà" e poi ha aggiunto, raccontando come è nato: "Avevo del materiale, era troppo presto per fare un nuovo album, ma ero in studio, ho registrato alcune canzoni."

L'ex chitarrista degli Oasis ha dato la sua opinione sul cambiamento del mondo della musica al giorno d'oggi, andando contro chi dice che i singoli funzionano meglio degli album: "Davvero dicono così? Fosse per me, continuerei con gli album. Ad esempio, l'anno prossimo sto pensando di fare un album perché ci sono dei punti stabiliti nella carriera, ma credo che per le nuove band l'album vada morendo, il che è un peccato, ma la musica va così."

Che genere di musica ascoltano i figli di Noel? "I ragazzi ascoltano tutto ciò che passa in radio. Ascoltano Stormzy, Skepta, questo genere. Mia figlia ascoltava Justin Bieber, gli One Direction, ora ascolta me."

Guarda il video per ascoltare cosa ha raccontato Noel Gallagher ai microfoni di 105 Mi Casa.


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giovedì 15 agosto 2019

Noel Gallagher a tutto tondo: "Grazie Holmes: ora compongo con il basso e i pezzi cedono meno all'emozione. Eminem? Noioso: da 20 anni canta sull'uscita dalla droga. I politici? Tutti squallidi e fascisti"

Dalla sua nuova direzione musicale ai meriti del produttore David Holmes (che gli ha fatto posare la chitarra "togliendo l'emozione", invitandolo a comporre con il basso), da quella volta in cui stava per comprare il Manchester City ai suoi programmi futuri, dalla decisione di vivere in campagna fuori Londra all'epoca folle in cui a casa invitava chiunque, dal blocco dello scrittore vissuto nel 1995 e nel 1999 alle star che come Eminem si disintossicano dalle droghe in clinica e poi ne scrivono per 20 anni, dallo champagne con Tony Blair a Downing Street al "fascismo liberale e fascismo di destra" della politica attuale, dalla sua opinione sulla famiglia reale al messaggio di Lars Ulrich dopo lo scioglimento degli Oasis, dalla sua passione per MasterChef all'importanza del parere degli altri, Noel Gallagher si racconta in una lunga e interessante intervista all'Irish Independent che traduciamo qui di seguito.


Noel Gallagher una volta dichiarò: "Dissi che eravamo più grandi di Dio, ma intendevo più alti di lui. Penso che Gesù fosse 1 e 70 e io sono 1 e 74".

Anni fa un titolo su di lui era: "Noel Gallagher si è ubriacato così tanto con Bono che ha dovuto fuggire".

Fuggire da cosa?

"Dall'essere ubriaco, cazzo!", grida Noel mentre ride.

"Sembra una scena del film 'Shakespeare a colazione' ...", gli dico per scherzare.

"No! No! No! (ride, ndr). Quando ne hai abbastanza, ne hai abbastanza!", riflette Noel, che nel 2000 disse per scherzo al Guardian che prende tre pinte di Guinness "e poi crollo".

Toronto, 13 agosto 2019 (@josiedye)
La carismatica stella degli U2 non è esattamente la persona a cui si può dire più facilmente buonanotte. Noel ha dovuto mollarlo scappando via?

"Sì, l'ho mollato! Ero a casa sua (ride, ndr), ma cazzo se sa come tenere una festa! Questo te lo posso dire".

E anche Noel Gallagher lo sa. La sua casa di un tempo, Supernova Heights, a North London, è stata consegnata alla leggenda delle baccanali.

"Sai che c'è? Quella casa l'ho avuta solo per due anni e mezzo".

Hai venduto la casa quando hai smesso con le droghe?

"Sì, è la risposta breve a quella domanda. Ho avuto la casa per due ann ie mezzo e mi è sembrata una cazzo di vita. Mi è sembrato di vivere lì per una vita, per un decennio".

In quella casa si poteva presentare chiunque?

"Non chiunque", ride. "Onestamente, però, in più di un'occasione mi guardavo attorno nella stanza, vedevo qualcuno e dicevo: 'Chi cazzo è quel tizio là?'. ?Oh, ha consegnato le pizze qui circa quattro o cinque ore fa'. Era fantastico, Steve Coogan era la voce della mia segreteria telefonica".

E Kate Moss era ospite abituale. In una circostanza, quando la supermodella britannica era a Supernova Heights da due settimane, Noel stava varcando il cancello di ingresso della casa quando fu fermato da quattro ragazzine che gli misero dei libri in mano chiedendogli di farli autografare da Kate.

"State venendo qui, a casa mia, a chiedere l'autografo di una supermodella? Non volete il mio? Be', sapete che vi dico? Non ve ne andrete finché non avrete il mio. Il mio autografo ve lo beccate ora!", disse loro la superstella degli Oasis.

"Supernova Heights era fantastica per l'epoca, ma è arrivato un momento in cui ho pensato: devo uscire da questa cosa".

Dove sei andato?

"Sono andato in campagna, Purtroppo il party è proseguito in campagna. Ed è successo che se ne stavano lì per sempre, cazzo. È stato a quel punto che ho pensato: devo sbarazzarmi di tutta questa gente, cazzo!".

E come hai fatto?

"Be', dovevo farlo. Stava avvenendo la fine del mio matrimonio (con Meg Matthews, moglie di Noel dal 1997 al 2001 e madre della sua primogenita, Anais, ndr) e tutto il resto. 'Devono andarsene tutti'. A quel punto (schiocca le dita, ndr), il che è incredibile ... quando ci penso ora ... due mesi dopo aver pensato quello, mi chiedevo: 'Come lo faccio? Cosa faccio'. Ho incontrato Sara ed è stata lei la catalizzatrice di tutto. E io pensavo: 'Bene, fuggirò con lei, allora. Ecco cosa farò'. Ed è quello che ho fatto". Noel si riferisce alla moglie Sara MacDonald, incontrata ad Ibiza e sposata undici anni dopo, nel giugno 2011, con Russell Brand come testimone di nozze. Con lei ha due figli, Donovan, nato il 22 settembre 2007, e Sonny, nato il 1° ottobre 2010.

Il verso di Where Did It All Go Wrong?, brano del 2000, che fa "Conservi le ricevute degli amici che hai comprato?" si riferisce agli amici di Supernova Heights che hai eliminato?

"Sì", annuisce Noel. "Non vedevo quella gente da cinque o sei anni buoni. Da allora abbiamo ripreso confidenza e siamo divenuti di nuovo amici. Eravamo l'uno tra i piedi dell'altro per 24 ore al giorno".

Che ne pensava tua madre di te con tutta quella banda?

"A lei non l'ho chiesto. Si ritorna al discorso: una volta che lasci casa, la mamma non ha più un parere. Se si lamenta ora delle cagate, le dico: 'Sei consapevole del fatto che ho 52 anni, OK? Scusami. Quei tempi sono finiti. Ma, sai, i genitori sono genitori. Io sarò la stessa cosa con i miei figli. Li striglierò quando avrò l'età di Peggy".

Farai mai la pace con tuo padre Tommy, che per te è un estraneo?

"Non penso sia il caso, no".

In punto di morte penserai che avresti voluto appianare le divergenze e riconciliarti con tuo padre?

"No. No. Per me lui non significa niente".

Erano belli i tempi in cui ti portava a vedere le partite di calcio quando eri piccolo. (Noel mi ferma subito, ndr).

"Allora", mi guarda con sguardo perplesso. "Cosa vuoi dire?".

"La roba brutta supera di gran lunga la roba bella. OK, mi ha fatto diventare tifoso del Man City. Grazie molte. È il minimo che potesse dannatamente fare per me".

È vero che un tifoso del Manchester United ti ha rotto il naso?

"Sono rimasto coinvolto in una rissa tra tifosi del City e dello United, sì ... nei tardi ... forse a metà degli anni '80 a Manchester. Mi svegliai a una fermata dell'autobus (ride, ndr) e l'unica cosa che ricordo prima di quello è che non mi trovavo ad una fermata dell'autobus!".

Ti mancano i vecchi e brutti tempi del tuo adorato Man City in seconda divisione?

"Noooo. Oh, cazzo, no! Ci sono passato. Ci sono andato. No, questo è dannatamente incredibile".

Non è troppo facile ora per il Man City?

"Ascolta, ce la godiamo finché Guardiola è in carica. Se ne andrò poresto. E gli faremo gli applausi mentre esce dal cazzo di stadio. Lo porterò fuori su un cazzo di trono dorato e gli dirò: 'Buona fortuna a te, amico, perché ci hai regalato i cazzo di anni migliori della nostre vite'. E poi dopo quello ricomincerà. Ma ti dico io una cosa: il presidente e il proprietario, Khaldoon Al Mubarak e lo Sceicco Mansour, sono persone proprio incredibili".

E se lo sceicco domani mettesse in vendita il club, non potresti costituire una cordata e comprarlo?

(Il famoso monociglio si alza quanto basta per indicare che la risposta è sicuramente forse no).

"Mi fu chiesto di comprarlo da Francis Lee (ex giocatore e leggenda del Manchester City, ndr) nel 1996. Lo incontrai. Andai a Maine Road per incontrarlo. Avevano quest'idea. Mi avrebbero dato un numero di maglia perché non avevano un numero uno. È iniziata come una cosa di marketing. 'Ti faremo firmare una carta. Quindi avrai una maglietta ufficiale che sulla schiena recherà la scritta Gallagher'. Dissi: 'Se mi date un cazzo di numero di maglia io vengo all'allenamento!'. Poi si parlò di investire dei soldi nel club. E io feci: 'Sapete che vi dico? Preferisco essere un semplice tifoso' ..."

Com'eri da ragazzo? Sapevi giocare?

"Sì, sapevo correre. Non ho più le gambe. I miei figli sanno correre. Mi surclassano. Riesco a malapena a restare al passo dei due ragazzi".

Quando nel 1995 dicesti all'Observer che speravi che Damon Albarn dei Blur contraesse l'AIDS e morisse, tua madre ti telefonò per dirti che non ti aveva insegnato a dire quelle cose. Hai ricevuto altre telefonate stizzite da Peggy riguardo a cose che hai detto sui media?

"Solo le solite cose, sai, su Liam".

Liam sul quale mi è stato impedito di fare domande.

"Questo è quanto. Ma una volta che ti fai di una certa età, dici: 'Mamma, non ho più 19 anni, cazzo!' ...".

E la tua dichiarazione del gennaio 1997, "assumere droghe è come prendere una tazza di tè"?

"Be', io mi drogo da quando avevo 14 anni, ma quel commento non l'ha lasciata a bocca aperta più di tanto".

L'allora Ministro degli Interni, Michael Howard, alla Camera dei Comuni disse che Noel dovrebbe essere cacciato via dal paese.

"Quello è stato uno dei giorni più belli della mia vita! Michael Howard!".

Noel e Tony Blair, 30 luglio 1997
Ulteriore allegria ci fu il 30 luglio 1997, quando Noel arrivò al numero 10 di Downing Street come ospite del nuovo Primo Ministro Tony Blair e del signor Howard disse: "Spero che tu ora stia vedendo tutto questo, cazzo!".

"Sulla mia visita al numero 10 ci furono cose che non avevo mai visto in TV", ricorda Noel. "Ci fu una cosa Newsnight, dove Jeremy Paxman disse: 'Questo è il tipo di fottute persone che stanno lasciando entrare nei corridoi del potere ora', intendendo me! Io non so cosa pensare di tutto questo episodio. Era solo un cazzo di periodo folle".

Ti presentasti al numero 10 di Downing Street in Rolls-Royce.

"Io e Alan McGee. Alan mi aveva comprato la Rolls-Royce a Natale".

E non sapevi guidare.

"Ancora non lo so fare! Non ho mai preso la patente. Sì, ci siamo presentati al numero 10 di Downing Street. Era il 1997. Avevo firmato la rinuncia al sussidio di disoccupazione appena quattro anni prima. Capisci cosa intendo? Quindi pensavo: 'Questa cosa è pazzesca, cazzo!'. Alan lavorava per le Ferrovie Britanniche e tutta quella roba. Eravamo due tizi della classe operaia che avevano conquistato il mondo della musica"

"Ricordo che mi disse: 'Lui (Tony Blair, ndr) vuole proprio incontrarti'. Pensavo: 'Per quale motivo mi vuole incontrare?'. 'Be', sostanzialmente li hai aiutati a farsi eleggere (Il Nuovo Labour e Tony Blair, ndr)'. Pensavo: 'Sì, ma non sono ...'. Alan faceva: 'Vai a incontrarli' ...".

All'epoca il tuo amico Paul Weller ti disse che era stato preso in giro e usato dal Partito Laburista a metà degli anni '80 con Red Wedge (un collettivo di famosi musicisti tra cui The Specials, The Smiths, Billy Bragg e Weller, che avevano cercato di avvicinare i giovani alle politiche laburiste)?

Noel e Meg con Tony Blair a Downing Street nel 1997
"Non andai alla ricerca di molte opinioni su quella cosa. Dissi ad Alan: 'Bene, vai avanti allora'. Ricevetti l'invito, andai e basta".

"Dopo? Sapevo che dopo ci saremmo beccati un po' di critiche. I giornalisti del Guardian e del Mirror scrivevano: 'Che cazzo ci fa lui lì?' e cose così. Ma io non andai alla ricerca di opinioni. Sì, Weller era stato bruciato da Red Wedge. La sua opinione dei politici rimane valida ancora oggi. Dice che sono tutti degli stronzi. Ci pensi perché sono persone del Partito Laburista, ma ci sono dentro tutti; sono tutti squallidi; ci sono tutti dentro solo per gli affari propri. È raro che ci siano politici che vogliono servire il loro paese. Anche in quel caso la cosa è dannatamente sospetta. È molto raro. E ora la penso allo stesso modo. Ho incontrato - e ricevo - politici di tanto in tanto. Sono l'uno peggio dell'altro, tutti. Tutti".

Per chi voteresti?

"Non voterei per nessuno. Ero per il Nuovo Labour su tutta la linea. Ci credevo. Credevo in quel balletto che lui fece in mezzo ai due partiti. Il modo in cui lo fece era dannatamente geniale. Sai, far parteggiare per te il Sun e fare in modo che i suoi lettori votassero per il Labour fu uno dei magheggi più grandiosi che siano mai stati compiuti da un politico. E per me quello era il periodo in cui ero davvero appassionato di quello che succedeva nel paese. Ora gli estremi, la destra o la sinistra, sono la stessa cosa. Ci sono fascisti liberali. Ci sono fascisti di destra. Il fenomeno è in aumento in Inghilterra".

Noel, dopo essere uscito dal numero 10 di Downing Street nel 1997, dicesti che pensavi di essere nominato cavaliere di lì a poco. L'avresti accettato?

"No, no. Speravo di ricevere uno sconticino sulle tasse".

Bobbie Gillespie dei Primal Scream ti avrebbe assassinato se avessi accettato il titolo di cavaliere.

"Davvero? Penso di no" (ride, ndr).

Aboliresti la famiglia reale?

"Quello che penso della famiglia reale è che non è colpa loro: quei ragazzi sono nati in quell'ambiente. Prendiamo William e Harry, per esempio: sono nati in quella famiglia. È la loro vita vera. Non sono le persone in sé. È l'istituto secondo cui siamo soggetti a queste persone che prendono un sacco di soldi da terre che furono sottratte a gente comune. Non sono talmente accanito da pensare di allinearli fottutamente tutti e spararli dannatamente!".

Sei cambiato. Nel 2000 dicesti che avresti voluto vedere frustare pubblicamente la famiglia reale prima di mutilarla.

"Be', quello è successo ... cosa? Diciannove anni fa!" (ride, ndr).

Hai detto pure che il Duca di Edimburgo dovrebbe perdere una gamba!

(Prorompe in una risata stavolta, ndr). "Non mi sorprende!".

Hai ancora i tuoi due gatti Benson e Hedges?

"No, Benson e Hedges sono tornati al gattile. Il mio gatto si chiama Stivali".

È vero che sei un grandissimo fan di MasterChef?

"Non direi grandissimo fan (ride, ndr), ma ogni volta che c'è una nuova serie di MasterChef c'è sempre questa situazione in cui sembra che io abbia 12 settimane libere in cui posso sedermi e vederlo. Così ho perso The Wire e il cazzo di Breaking Bad e tutto il resto perché ero in giro in tour, ma per qualche motivo per MasterChef ci sono sempre. Ci piace come famiglia. Ci sediamo a vederlo noi quattro. I ragazzi lo amano".

Tu cucini?

"Col cazzo! (ride, ndr) No! Eh cazzo, è per quello che mi sono sposato! (ride, ndr). Non cucino. Sara potrebbe gestire un ristorante per quanto è brava a cucinare. Cioè quando lei se ne va non è che io muoia di fame. So cucinare".

Noel con Sara MacDonald nel 2001
Noel racconta di quando, qualche anno fa, con Sara visionava una casa in vendita a Londra e l'agente immobiliare disse che alla fine del giardino c'era un appartamento che poteva essere convertito.

"Ci farò uno spazio creativo. E Sara mi disse: 'Per cosa? Perché vuoi uno spazio creativo?'. 'Per scrivere canzoni'. E lei disse: 'Non ti ho mai visto scrivere canzoni'. Pensai: 'Cazzo, ma dici sul serio?'. 'Be', io non ti ho mai visto scrivere una canzone!'. Ancora oggi non ho un cazzo di studio, ma finalmente ho esaudito il mio desiderio. È uno studio di registrazione come si deve".

Scrivi canzoni durante la cena?

"Quando sono seduto a cena batto costantemente sul tavolo a mo' di batterista. Le dico che sto pensando a una canzone. Lei fa: 'Davvero?'. Ho perfezionato l'arte di ascoltarla mentre canticchio una melodia. Mi faceva: 'Sei lontano chilometri. Che stai facendo?' ..."

Adam Clayton degli U2 abita ancora lungo la strada del distretto di Little Venice dove abiti tu, a Londra?

"Sì, abita lungo la mia strada. È mio vicino. Abita a circa cinque porte di distanza. Ci stiamo per trasferire nell'Hampshire. Non volevamo che i ragazzi crescessero a Londra".

Per via dei paparazzi?

"No. Ultimamente vicino casa nostra ci sono stati due accoltellamenti. Vivo, come potrai immaginare, in una zona piuttosto ricca. Alla fine della strada c'è un complesso residenziale e dall'altra parte c'è un altro complesso residenziale. E al momento sono in guerra".

"Un tizio è stato ripetutamente accoltellato nel bel mezzo della cazzo di giornata ed è dovuta venire l'elioambulanza, che è atterrata nel mezzo della strada e tutte le strade sono state chiuse. In ogni modo, nostro figlio ha 11 anni e ora deve andare alla scuola media e stavamo giusto dicendo che sarebbe troppo dannatamente stressante se si trovasse sulla metro sulla via del ritorno a casa e fosse derubato del suo telefono. Così abbiamo deciso di andare in campagna e di iscriverli a una scuola in campagna. Faremo i pendolari per Londra".

Il tuo nuovo singolo è This Is The Place.

"Parla del viaggio della vita e della ricerca di un luogo".

In Gas Panic, uscita nel 2000, scrivevi del panico derivante dalla disintossicazione dalla droga. Come ripensi al tizio che ha scritto quei versi?

"Be', non sono più un tossicomane. È quella la differenza principale".

Eri troppo classe operaia e troppo fico per andare alla Priory, clinica londinese per celebrità che dovevano disintossicarsi dalle droghe?

"Non penso che fossi troppo classe operaia. Non penso che fossi troppo fico. Non ne avevo bisogno. Non avevo bisogno di farlo".

"Una mattina mi sono svegliato e ho detto: 'Basta'. Ho smesso di fumare per caso. Semplicemente non avevo un'altra cazzo di sigaretta. Non è stato qualcosa del tipo: 'Oggi provo a smettere di fumare' (fa la voce di Alan Partridge, ndr). E ne avevo abbastanza delle droghe. Credo che all'epoca pensassi di smettere con le droghe per sei cazzo di mesi per vedere cosa sarebbe successo".

"Non programmavo un cambio di stile di vita così radicale, ma dopo circa due settimane pensavo: 'Cazzo, questa cosa la preferisco di gran lunga!'. E poi ... ho guardato indietro. Non mi infastidisce. Posso starmene seduto in una stanza piena di gente che si fa di cazzo di montagne di cocaina: non mi infastidisce neanche minimamente". 

Non ti sarai trasformato in un signor no noioso e predicatore?

"No. Per niente. Potrei starmene seduto con gente che fuma e tutto quello. Capisci quando spunta fuori la coca la serata sta prendendo una piega merdosa. È sempre così: ci si diverte e si gioca e poi a un certo punto uno tira fuori la coca, e poi tutto d'un tratto fai: 'Be', per me è ora di andare via, perché questa cosa ora è noiosa' ...".

All'epoca hai scritto canzoni sulla cocaina. Le hai mai risentite pensando che fossero cavolate totali?

"Sì, ma ho scritto canzoni sulla coca, sono state cavolate totali ed è stato dannatamente fantastico. Supersonic per esempio. Capisci cosa intendo? Poi ho scritto cagate come molti dei pezzi di Standing On The Shoulders Of Giants, in cui non avevo nulla da dire. E letteralmente provavo a mettere insieme parole che facessero rima, perché avevamo un tour prenotato e dovevamo andare in tour. Ma fa parte del gioco".

Noel non ama le canzoni di Eminem sulla droga
Pensi ancora che Eminem sia un idiota?

"Ehm, è uno di quei tizi che vanno in riabilitazione e poi su quella cosa scrivono canzoni per i successivi 20 anni. 'Ti sei fatto di un po' di fottuta cocaina. Ti sei fatto qualche bevuta. Non lo abbiamo fatto tutti?' ..." (batte le mani, ndr).

"Non ho mai sentito l'esigenza di essere una di quelle cazzo di persone. È noioso. Ma scrivere canzoni sulle droghe è noioso tanto quanto scrivere canzoni sull'uscita dalle droghe".

La title track del nuovo EP di Noel Gallagher, This Is The Place, "inizia", spiega Noel, "come un'altra canzone completamente diversa che stavo componendo con David Holmes. Non riuscirei neanche a dire quanto era diversa. La canzone non mi piaceva. David la amava e voleva pubblicarla. A me non andava bene, ma ne ho sempre amato la parte vocale e i versi, anche se non sono mai riuscito a sistemare per bene il ritornello. Quindi è passata attraverso varie svolte e cambiamenti. E se pensi dove è finita ora ... cazzo! Penso sia incredibile".

Di cosa parla This Is The Place?

"Di cosa parla? Qual è la parte chiave del testo? 'La strada è lunga e continuo a perdere la strada'. Penso parli del viaggio della vita e del trovare un posto. Mi piace visualizzare tutto. Quindi in testa mia sarà la prima canzone della scaletta. E in ogni città tu dici: 'È questo il posto. Dove siamo ora'. Quindi è una canzone sul vivere il momento. E il titolo, This Is The Place, è nato così: avevo il ritornello fino al verso che fa 'è questo il posto'. E pensavo: ''Come ci arrivo?'. Una sera stavo andando a letto e accanto al mio letto c'era il libro This Is The Place del poeta mancuniano Tony Walsh. Ho pensato: 'Porca troia! È adattissimo'. Ho telefonato a Tony l'indomani e gli ho chiesto: 'Faccio bene ad usare questo titolo?'. E lui: 'Assolutamente sì, amico' ...".

La poesia di Walsh è dedicata alle vittime dell'attentato alla Manchester Arena del 22 maggio 2017, in cui perirono 22 adulti e bambini e 120 furono i feriti.

"Il pezzo ha un tocco alla Haçienda (celebre nightclub di Manchester, ndr)".

Quando l'ho sentita per la prima volta ho pensato a Thieves Like Us, dei New Order vintage.

"Molte persone mi hanno detto questo anche riguardo a Black Star Dancing. Una delle canzoni del nuovo EP suona come gli Smiths, non i primi Smiths, ma come l'epoca di The Queen Is Dead, però vintage. Ce n'è un'altra che è proprio bella ritmata, con Tony Walsh che recita una poesia sulla melodia".

Un po' come 'Oh! Take me back to dear old Blighty', presente nella title track di The Queen Is Dead?

"È più ... dal punto di vista della melodia mi sa proprio di Smiths".

Sail On, presente nel precedente EP, trasmette una sensazione di libertà.

"Ascolta, quella canzone l'ho registrata per Chasing Yesterday e la reazione per quel brano mi ha davvero lasciato a bocca aperta. Ce l'avevo lì buttata e ho pensato: 'Fa al caso mio. La quarta traccia su un cazzo di EP. Fa al caso mio'. Ma appena la gente l'ha sentita ha fatto: 'Porca Eva, che canzone!'. Al che ho pensato: 'Davvero? Per me non va da nessuna parte'. È incredibile quello che pensa la gente. È una delle pochissime volte in cui i miei istinti si sono sbagliati su una canzone. Ho pensato: 'Non è grandiosa, cazzo. Semplicemente non è male' ...".

Toronto, 13 agosto 2019 (@upinthesite)
Chi ti ha detto che la canzone era fantastica?

"Le ragazze della band. Poi è uscita su Internet e tutti dicevani: 'Oh, la gente ne sta andando matta'. La reazione mi ha sbalordito. È buffo, no?".

Di norma dai ascolto alle opinioni degli altri?

"Non prima del fatto compiuto. Quando faccio musica non la faccio sentire a nessuno fino a che non ho finito. Magari ... se Weller vive vicino casa mia, si trova lì e mi fa: 'A cosa stai lavorando?' gliela faccio sentire. Non la faccio sentire a nessuno finché non è ultimata. Non mi piace andare alla ricerca di opinioni. Penso che, in quanto artista, la cosa debba venire da me. Dopo il fatto compiuto, se la gente dice ... perché quello che succede se fai sentire a qualcuno una cazzo di canzone sei settimane che sia ultimata è che quando ne sentono la versione definitiva dicono: 'Oh, preferivo l'altra versione'. E io faccio: 'Grrrrr!' (ride, ndr). Quindi non fatela sentire alle persone finché non è finita".

Qual è il tuo programma per i prossimi anni di musica?

"Quando finisco questo tour con gli U2 in Australia a novembre, mi costruirò uno studio di registrazione a Londra. Quindi ho in programma di rimanere in studio per la maggior parte dell'anno prossimo".

Prenderesti in considerazione l'idea di rimanere lontano dal tour e fare soltanto molta roba in studio?

"Be', non lo so. Se fisicamente non ce la farò ad andare in tour, non penso che smetterò di comporre. Ora mi farò il mio studio personale che potrebbe diventare un luogo da cui non riuscirò ad allontanarmi. Ma ora? No, perché scrivo sempre una canzone e penso: 'Cazzo, non vedo l'ora di suonarla dal vivo!' ...".

C'è un sound particolare nelle nuove canzoni che stai approntando?

"La roba nuova che ho scritto può suonare molto varia, da un tocco alla Young Fathers a una versione elettronica dei Kinks a ..."

Non è prevedibile.

"Su questo EP, This Is The Place, ci sono tre stili molto diversi. Non sono giunto a questo punto, non ho tirato fuori il coniglio dal cilindro. Di solito quando penso troppo alle cose finiscono per essere una merda. È solo che le canzoni ora prevedono un mnucleo di persone con cui entro in stidio e che sono grandiose e (schiocca le dita, ndr) può venire fuori qualsiasi idea! Ho questo ingegnere che è dannatamente incredibile. Qualsiasi idea con cui me ne esco posso fargliela sentire e lui dice: 'Bene, suona come gli Oasis, possiamo farla suonare come ... cazzo, non lo so ... i New Order?'. E si inventa un modo per farla suonare contemporanea. Quindi ecco dove mi trovo al momento, Ma con la roba nuova ... può venire fuori qualsiasi cosa, dai Can agli Young Fathers, dai Kinks agli Stone Roses".

È il tipo di canzoni che Noel non avrebbe mai potuto fare con gli Oasis?

"Gli Oasis nell'ultima fase comprendevano quattro autori: io, Andy, Gem e Liam. Andavamo tutti vagamente nella stessa direzione, ma questa canzone non sarebbe passata. AKA ... What A Life ... sarebbe passata, cazzo! Sai, ho dovuto litigare per quattro cazzo di mesi per far sì Fuckin' In The Bushes fosse inclusa in Standing On The Shoulders Of Giants. Quella era come ... era un no secco. Ma no, non starei facendo Black Star Dancing se fossi negli Oasis. Non mi troverei in quel punto ora. Non è che un pomeriggio abbia posato la cazzo di chitarra, abbia spento il mio amplificatore Marshall e poi mi sia dato alla musica elettronica. Per arrivare a Black Star Dancing c'è voluto un periodo di cinque o dieci anni o non so quanto di composizione. E quando lo dico alla gente durante le interviste mi fanno: 'È proprio diversa'. Non è tanto dissimile da What A Life, ma What A Life è più rock perché la mia mentalità allora era ancora quella. Ora la musica rock è uscita talmente tanto dal mio corpo che la chitarra in studio è una delle ultime cose che prendo. A casa compongo con il basso".

Toronto, 13 agosto 2019 (@upinthesite)
Il groove di Black Star Dancing è incredibile.

"Quello deriva dal fatto di comporre con il basso. Quando ho iniziato a prendere le chitarre suonava troppo melodica, troppo emozionale. È stata quella la cosa buona del lavorare con David Holmes. Mi diceva: 'C'è troppa emozione in questo pezzo. Dobbiamo tornare alle radici di questo tipo di cosa'. Penso che nei successivi due anni sarebbe accaduto questo ... Direi che lavorare con David è stato il catalizzatore di un cambiamento enorme. Enorme. Sai, mi ha fatto capire questo: 'Perché metti le chitarre in tutto? Perché iniziamo da lì? Perché non iniziamo dal basso?'. Non mi ero mai reso conto di quanto fossi bravo come bassista  finché non ho conosciuto lui".

Qual è la convinzione più errata che la gente ha su Noel Gallagher?

“Su di me? Non lo so. Non leggo abbastanza cose scritte su di me per preoccuparmi di quel tipo di cosa".

Tua moglie ... ? (mi interrompe subito, ndr).

"Se mia moglie sa come sono fatto?" (ride, ndr)

"Non mi è mai fregato un cazzo di quello che pensa la gente su di me come persona. Non me ne fotte una minchia. Quando chiudo la porta e vivo la mia vita familiare, ho delle responsabilità nei confronti delle persone con cui vivo e condivido la mia vita, per tutto il tempo in cui loro sanno chi sono. E basta. Quando esco e incontro degli estranei non me ne fotte un cazzo di quello che pensano di me. Per strada può capitarti di incontrare qualcuno e tu sei in giornata no e può capitare che ti dicano: 'Posso fare una foto?' e tu fai: 'No. Va bene, amico?'. Poi magari ti spingono e finisci per fare una cazzo di litigata. E quella persona se ne andrò pensando: 'L'ho incontrato una volta. È stato uno stronzo'. Capisci cosa intendo? Quindi non puoi permetterti di pensare a cose così".

Ti risulta più difficile comporre ora che hai un bel po' di quattrini in banca e voli su jet privati?

"Inizialmente ho faticato con questa cosa, dopo la pubblicazione di (What's The Story) Morning Glory?, perché non avevo nulla di cui scrivere. Non avevo nulla di cui potessi scrivere con nessun ... Tutto ciò che sapevo erano jet privati e cazzo di supermodelle. Capisci?".

Come hai smesso di essere una testa di cazzo totale allora?

"Oh, non lo so. Forse ha a che fare con il mio essere mancuniano e irlandese! (ride, ndr) Non lo so! Ho faticato con questa cosa per un po', perché Definitely Maybe parlava di come ero io: vivevo nella città di Manchester. Morning Glory è stato l'album del ritorno sulla terra dopo quello. Ero un po' più considerato. Dopo ho faticato per un po'. Non conoscevo niente di cui scrivere e su cui avessi una qualche autorità, a parte avere molti soldi e un cazzo di ...".

Ti penti di non esserti preso una pausa dopo il secondo album?

"L'unica cosa di cui mi pento è che tutti i lati b dei singoli di Morning Glory sarebbero dovuti comparire sul terzo album, ma avevo talmente la livrea rosso porpora che qualsiasi cosa scrivessi era dannatamente grandiosa per circa tre anni. E avrei dovuto dire, o qualcuno della Creation Records mi avrebbe dovuto dire: 'The Masterplan (come lato b, ndr)? Che cazzo stai facendo?'. Se pensi a Talk Tonight, The Masterplan, Half The World Away, quelle quattro canzoni da sole avrebbero formato la maggior parte di un terzo album e sarebbe stata una storia diversa. È questa l'unica cosa di cui mi pento. Non mi pento di nient'altro. La vita è troppo breve per avere rimpianti".

Le canzoni del passato evolvono con gli anni proprio come lo stesso Noel invecchia come autore?

"Oh sì. Prendiamo Don’t Look Back In Anger. È divenuta un inno ora. Capisci? Il mio istinto qualche anno quando andavo in tour mi diceva: 'È troppo rock. Devo riportare in scaletta una cosa così'. Così ho pensato di farla in acustico e ha ripreso tutta un'altra vita da sé. Ma ora i miei istinti mi dicono: 'Forse dev'essee un po' più rock' ...".

Faresti suonare le forbici a Charlotte Marionneau su questo pezzo?

(ride, ndr) "Charlotte ha molto tempo e molto spazio. Non so bene se il tempo e lo spazio sarebbero quelli giusti su un pezzo degli Oasis".

Gli Oasis in una foto del 1995
Qual è la storia più buffa che ci puoi raccontare sugli Oasis?

"Oh, porca troia!".

E i Brit Awards del 1997? Quando tu e Liam incontraste Jay Kay dei Jamiroquai e Liam iniziò a cantare imitando gli strumenti (canto scat) verso di lui nel bagno?

"Qual era la canzone che aveva pubblicato? (Cosmic Cowboy, ndr). Ci sono un sacco di storie sugli Oasis!".

È vero che il giorno dopo il tuo abbandono agli Oasis, il 28 agosto 2009, Lars Ulrich dei Metallica ti ha mandato un messaggio con queste parole: 'O sei incredibilmente stupido o sei incredibilmente coraggioso'? Ti sei mai sentito una delle due cose?

"No. Quello viene da un batterista. Capisci? Conosco Lars piuttosto bene, in realtà. Lo vedo di tanto in tanto, usciamo insieme. Posso capire da dove viene. Non lascerà i Metallica e loro si odiano, cazzo, quella band, capisci cosa intendo? Gli Oasis non sono mai andati veramente d'accordo".

Ma tu non hai mai ingaggiato un terapeuta da 40mila dollari a settimana come hanno fatto i Metallica nel 2004 per far sbollire l'astio tra la band (come si vede nel documentario Some Kind of Monsyer)?

"No, no, no. Ma io volevo dire questo: sono stato sul punto di lasciare la band due volte e la musica è sempre stata la molla sufficiente a farmi tornare sui miei passi. Quando è arrivata quella sera di Parigi ho pensato: 'Ne ho abbastanza ora. Non ha un cazzo di senso'. Ma sì, Lars è stato uno dei primi a telefonarmi per dire che ero un idiota o un cazzo di genio".

Hai davvero avuto un'esperienza extracorporea a Parigi?

"Quale esperienza extracorporea?", dice Noel ridendo. "Esperienza extracorporea? In che anno era? L'ho raccontato a GQ? Oh, probabilmente era per farmi due cazzo di risate. Non lo so, non ricordo di aver avuto un'esperienza extracorporea! A Parigi ho scritto Don't Look Back In Anger. Penso che roba più cosmica di così non ci sia!".

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traduzione by oasisnotizie

Source: The Irish Independent

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sabato 15 giugno 2019

Noel Gallagher: "Il film su Liam? Lo vedrò, spero non chiami me e la mia famiglia 'stronzi' almeno per 30 secondi. Ho fatto un brano molto mancuniano"

La seconda e penultima parte delle dichiarazioni rilasciate da Noel a Manchester Evening News (video alla fine del post).

"Strano a dirsi, penso che porterò mia moglie e i miei figli a vedere il docufilm su Liam (As It Was, ndr). Lo vedrò con la mia famiglia e si spera che ci siano 30 secondi in cui non ci chiama tutti 'stronzi'. Quindi sì, abbiamo in programma una bella serata fuori con tutta la famiglia. Ci si dovrebbe divertire".

"Nel primo EP la canzone-guida, Black Star Dancing, è influenzata principalmente da Bowie. Rattling Rose non ricordo da cosa sia iniziata, non ricordo cosa stessi cercando con quel pezzo. Rattling Rose ... non lo so, ora non ricordo. Intendo dire che Black Star Dancing aveva una cosa definita. Sì, è piuttosto eclettico. Il prossimo EP, che esce alla fine dell'estate, prende quella cosa e la moltiplica per dieci. Il prossimo è - cazzo! - circa cinque volte bello quanto questo".

"Ho detto che è mancuniano? Suona come un inno chitarristico mancuniano della fine degli anni '80. E non delude. Amo quello che faccio, ma quando ho finito questa canzone in particolare, dato che non riuscivo mai a ultimare per bene il ritornello, quando l'ho finita ho fatto: 'È il non plus ultra, cazzo! È proprio così, è incredibile. Come si chiama? Non posso dirtelo, anche il titolo è molto mancuniano' ... ".

Source: Manchester Evening News - traduz. oasisnotizie - Fine parte 2 di 3


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venerdì 14 giugno 2019

"Noel Gallagher ha smarrito la strada, da troppo tempo ormai"

Il durissimo giudizio di Rolling Stone Italia sulla nuova musica di Noel Gallagher.

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Parliamoci chiaro, qui nella guerra dei Gallagher non sta di certo vincendo Noel. Il suo "Black star dancing" EP è una raccolta mediocre di brani carini che però non sono né carne né pesce


Chiunque con un briciolo di cervello sa che tutta la complessità degli Oasis sta nella loro semplicità. Quattro accordi, riferimenti nitidi, poche tematiche, tre metafore, energia pura, tantissima estetica e una buona dose di fortuna per riuscire a cavalcare l’onda. Parafrasando una citazione di Liam del documentario Supersonic grazie alla combinazione magica di questi banali ingredienti gli Oasis divennero una Ferrari, sempre più fuori controllo e tutti sappiamo come è andata a finire.

A distanza di dieci anni da quello schianto fatale, i fratelli Gallagher sono entrati a pieno regime in questa nuova dimensione di solisti, che guarda caso pubblicano singoli e EP puntualmente a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, così come si rincorrono nelle line up dei festival senza incontrarsi mai. Forse è solo perché sarebbe troppo imbarazzante spingersi a pensare che sia tutto architettato a tavolino, anche se la storia ci insegna che non c’è mai limite al peggio, ma da bravi fan continuiamo a credere ciecamente che i due non si parlino più (soffrendo come se fossero nostri parenti) e a pensare che semmai il motivo per cui le uscite sono così vicine, è per farsi la guerra. Sarà.

E se di guerra dobbiamo parlare, allora è certo che dal 2017 la sta vincendo Liam, a mani basse, ovvero da quando si è messo in proprio e ha pubblicato As you were, dimostrando di essere uscito dalle macerie di quello schianto di certo non illeso, ma che ha continuato ad andare ostinatamente e zoppicante nella stessa direzione in cui andavano gli Oasis, mentre Noel probabilmente si è fiondato dallo sportello finendo in un mucchio di fratte rognose.

La svolta psichedelica di Noel, la svolta folk di Noel, la svolta elettro-pop di Noel. Sono tutte stronzate. Gli Oasis erano talmente grezzi che un genere musicale di riferimento se lo sono dovuto inventare appositamente, senza sfumature che non potevano permettersi, pena la perdita della loro essenza e la caduta rovinosa nella mediocrità. Abbiamo sempre considerato Liam la facciata e Noel i contenuti, ma la verità è che neanche Noel ha lo smalto per mettersi a fare qualcosa di diverso da ciò che l’ha reso grande, è un dato di fatto.

Black star dancing EP è una raccolta mediocre di brani carini che però non sono né carne né pesce, non c’è stata nessuna svolta di alcun tipo, tutto quanto è tremendamente banale, non ci sono gli strumenti necessari affinché non sia così. Se non hai i piedi buoni per fare il fantasista funambolo, non basta metterti la maglietta numero 10 per fregare tutti quanti, si vede lontano un miglio che sei una vecchia punta di razza, coi piedi sgraziati e con un filo di panza, fatto per sportellare in area di rigore e fare gol sporchi, non più un mucchio di gol sporchi come in passato, ma abbastanza per svernare con grande onore, continuare a fare felici milioni di fan e arrivare dignitosamente al giorno in cui bisognerà appendere gli scarpini al chiodo. Questo Liam l’ha capito e sta tirando dritto, con i risultati che, piaccia o meno, sono sotto gli occhi di tutti.

Noel invece si è messo già da troppo tempo su una brutta china e forse è troppo tardi per tornare indietro, sebbene abbia già annunciato un altro paio di EP in uscita quest’anno, uno di questi ha dichiarato che sarà dal sound “mancuniano”. A questo punto è lecito chiedersi se intende la Manchester degli Stone Roses o quella dei Take That.

Edoardo Vitale (RollingStone.it)

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Noel Gallagher: ascolta il nuovo EP con l'inedito Sail On

È uscito oggi Black Star Dancing, nuovo EP dei Noel Gallagher's High Flying Birds, comprendente cinque brani. L'EP è disponibile per lo stream anche su Spotify e Apple Music.

Oltre a Black Star Dancing, brano che dà il titolo all'EP e passato per la prima volta dalle radio il 2 maggio, e Rattling Rose, un altro pezzo inedito dell'EP è Sail On, che è stato diffuso oggi. Si tratta di un brano più tradizionale per l'ex Oasis, che con la canzone Black Star Dancing aveva esplorato altri lidi musicali, dividendo i fan.

Potete ascoltare Sail On nel lyric video presente alla fine di questo post, realizzato da Ralph Fuller, già al lavoro per le grafiche dei NGHB e per il lyric video di Up in the Sky degli Oasis.
Si tratta dei primi brani inediti di Noel Gallagher dopo l'album Who Built the Moon?, uscito nel 2017.  Le altre due canzoni che compongono l'EP sono versioni alternative di Black Star Dancing. L'extended play, come anticipato dallo stesso Noel, prelude ad altri due mini-album di prossima pubblicazione, a settembre e dicembre 2019.

Noel ha più volte affermato che per questo EP si è ispirato a David Bowie, INXS, U2 e ZZ Top (Black Star Dancing), oltre che a Chris Rea, Mike and the Mechanics, Chris De Burgh e Slipknot (Rattling Rose).

L'artista britannico, che sarà in Italia a luglio per due date (Pistoia e Mantova), ha in programma ad agosto un tour negli States con gli Smashing Pumpkins per il quale il fratello Liam lo ha canzonato.


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venerdì 31 maggio 2019

Ascolta Rattling Rose, nuovo brano di Noel Gallagher

Dopo averla presentata dal vivo una ventina di giorni fa, Noel Gallagher ha diffuso oggi la versione studio della sua nuova canzone Rattling Rose. Il brano, che segue la canzone Black Star Dancing e anticipa il nuovo EP Black Star Dancing in uscita il 14 giugno, vede oggi la propria pubblicazione digitale.

L’artista sarà in concerto in Italia a Mantova e Pistoia a luglio e, dopo aver aperto il The Joshua Tree Tour degli U2 nel 2017, è pronto a replicare anche a novembre e dicembre.

Parlando di Rattling Rose, Noel ha detto: "Riesce a combinare le influenze di Chris Rea, Chris De Burgh, Mike and the Mechanics e Slipknot, cazzo!!! Può darsi che abbia mangiato troppi orsetti gommosi di recente ... comunque è 'bella allegra' ... non sono parole mie, ma parole di David Cameron, che ha fatto il tocco di magia-gira-e-ritorna qua alla Soho Farmhouse quando l'ha sentita".

Ascolta qui il brano. 

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sabato 25 maggio 2019

Noel Gallagher: "Black Star Dancing? Nile Rodgers la ama e si è messo a ballarla. Quindi ho fatto centro"

Una decina di giorni fa Noel Gallagher ha scambiato qualche parola con Jo Whiley di BBC Radio 2. Ecco una prima parte della traduzione della chiacchierata. Si parla di Black Star Dancing, nuovo brano dell'ex Oasis.

"L'ho prodotta da me e l'ho registrata ad Abbey Road", dice Noel. "Ai primi dell'anno ho avuto un po' di tempo libero, così, dato che avevo scritto un paio di canzoni, mi sono detto: vado a registrarle e vediamo cosa succede. Ho prenotato una settimana in studio. Arrivato al giovedì, non mi piaceva nulla di quello che stavo facendo. Il giovedì mattina ero sotto la doccia e ho pensato: vado in studio, straccio tutto e lo cestino, qualunque cosa accada. È capitato che stessi ascoltando Fashion di David Bowie, quindi c'è un po' di quel brano nella mia canzone. Appena sono passato a piedi vicino ad un'agenzia immobiliare, nei pressi del cinema del quartiere dove vivo io, mi è venuto il primo verso. Ed è stato tutto lì. Abbiamo fatto tutto in un paio di giorni. Ho riscritto una volta il ritornello, ma è stato un momento di ispirazione totale". 

"Da dove deriva il titolo Black Star Dancing? Non lo so, non ne ho idea. Inizialmente si chiamava All Night Forever. E ho fatto una cosa che mi ha entusiasmato molto. Ho fatto la registrazione iniziale il venerdì. Venerdì sera sono uscito per andare a vedere Paul Weller alla Royal Festival Hall. Ho portato con me il CD e l'ho messo in riproduzione nel furgoncino con cui ero andato al festival con alcuni miei amici. Appena la canzone è arrivata al ritornello, tutti mi hanno fatto: 'Oh, è fantastica!' e io ho pensato: 'La odio!'. Di solito non faccio sentire la roba se non è finita, in modo che non ci sia più modo di tornare indietro. Quindi ho riscritto una volta il ritornello, ma è venuta benissimo, sembra roba da discoteca".
   
"Nile Rodgers era ad Abbey Road a lavorare, me l'hanno detto e ho fatto: dopo lo saluto. Era passato di lì ed era diretto a Southampton (leggi qui, ndr). Ho fatto un salto da lui e lui mi ha detto: 'Dammi un paio d'ore e ti raggiungo'. È venuto da me, ha messo la testa fuori dalla stanza proprio mentre partiva il mio brano, ha sentito il brano, è entrato e mi ha fatto: 'Cos'è questo? Questa è tua? È una figata!'. E si è messo a ballare nello studio! Ho pensato: 'Be', è tutto ciò che ho bisogno di sentire, allora è fatta. Dov'è il mio telefono?'. Per una foto? No, di solito metto il mio telefono nello zaino e lo lascio in una stanza e non lo riprendo fino a che non è sera tardi. Ho trovato un sacco di messaggi da tutti. Avrei voluto fare il video di lui che ballava, perché è stata una bellissima performance".

Source: BBC Radio 2 audio - traduz. di oasisnotizie


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sabato 18 maggio 2019

Lasciate lavorare Noel Gallagher. Gli artisti fanno così, hanno bisogno di una svolta

Noel a Seul il 18 maggio (@moon_ologue)
Qualche giorno fa Noel Gallagher ha pubblicato il videoclip di Black Star Dancing, riportando luce su un pezzo (originariamente uscito a margine della sua esibizione al Concerto del Primo Maggio) che nel frattempo abbiamo provato un po’ a nascondere sotto il tappeto. Se non altro per dargli tempo di venirci incontro, per farlo “crescere”, onde evitare un impatto così straniante con questa realtà che lui aveva provato già ad anticiparci a parole. Stentavamo a immaginarcela, ma adesso lo sappiamo: con le sue psichedeliche atmosfere fra il “cosmic pop” (già brevettato in Who Built the Moon?) e – soprattutto – la disco anni 70, il nuovo singolo di The Chief non è esattamente il brano che ci saremmo aspettati di trovare in cuffia, anni luce lontano da ciò che da venticinque anni siamo abituati a rintracciare su quelle coordinate – con Liam o senza.

Ecco: se già questo cambio ha stordito (non poteva fare altrimenti) e acceso tante bocche da fuoco, le dichiarazioni di Noel a margine del Concertone, a Radio Due, hanno fatto peggio. In sintesi: nel prossimo EP (che non sarà la sola uscita di quest’anno, pare) questo nuovo corso prenderà davvero il via, con drum machine e bassi in abbondanza, mentre le chitarre saranno pochissime. Panico. Riusciamo a immaginarci The Chief tutto disco e senza chitarre? No? Appunto: non riusciamo, ma non è detto che ci sia da aver paura. Anzi: non è proprio detto che, a prescindere dal risultato, sia una mossa per cui storcere il naso, questo voler dare una svolta alla propria direzione.

Chiaro, dichiarazioni del genere fanno rumore, e una cavalcata ballerina come Black Star Dancing – nonostante il lavoro di sdoganamento dal brit-pop di Who Built the Moon? – altrettanto. Ma non è un brutto pezzo, questo va detto, e finalmente porta iconoclastia e novità nel sacro mondo dei Gallagher. Perché se Noel e Liam sono (stati) sregolati nella vita, eretici a parole e supersonici nell’approccio, la loro musica è risultata sempre ultra-conservatrice – coi Beatles, e con tutta una certa tradizione brit. Ora, invece, è come se un nostro amico d’infanzia che continuiamo a frequentare tutti i giorni avesse cambiato di colpo taglio di capelli: prima di dare giudizi, uno straniamento iniziale è naturale; bisogna farci “l’occhio”, l’abitudine. Ci vuole tempo. Ma il coraggio della scelta (che pare comunque ponderata) resta.

Di più: se le carriere soliste di entrambi, così come la discografia della band post 2000, faticano a entrare nel cuore di molti, è sicuramente anche per la loro incapacità di allontanarsi dai modelli originali, di non evolversi mai davvero. The Chief in questo senso ha fatto più del fratello, ma l’ombra di Definitely Maybe e Wonderwall resta, e la venerazione (quasi a effetto nostalgia) dei primi Oasis è un dato incontrovertibile. Insomma, se finora non c’è arrivata un’altra Live Forever è semplicemente perché non può esserci: meglio guardare altrove e non rimanere schiacciati. Sotterrare le chitarre, anche. Se serve.

E c’è un altro aspetto, poi, che mina l’opinione che il mondo ha di Noel Gallagher, perlomeno da parte di chi “ne sa” – giornalisti, musicisti e in generale una fetta di appassionati di musica. Riguarda proprio l’ultra-conservatorismo: la “battaglia del brit-pop”, per i critici l’hanno vinta i Blur. Perché? Perché hanno rischiato con dischi come Blur e 13, si sono spinti sull’alternative, sull’innovazione. Gli Oasis, invece, pur con un po’ di snobismo sono considerati troppo faciloni, guardinghi, propensi al collaudato. E a ritroso, è vero: i Gallagher non hanno mai osato, hanno preso i Beatles e li hanno sporcati, drogati (ancora di più), contaminati e post-modernizzati, ma poi sono rimasti lì. E una porzione di mondo ha continuato a preferirgli uno come Damon Albarn, che della sperimentazione ha fatto la propria ragione d’esistere. Ci è riuscito? Non sempre, ma ci ha provato, e ha spinto più in là l’asticella di volta in volta.

Conta questo, alla fine, e un eventuale nuovo corso potrebbe rompere quella cortina di sufficienza con cui il Nostro viene visto in determinati ambienti, oltre a smarcarlo dai suoi stessi schemi. Potrebbe darci un Noel nuovo: magari sperimentale, sicuramente coraggioso. E sì, ripensare la propria musica in maniera tanto radicale, eliminando quelle chitarre che hanno fatto gli anni Novanta, è la scelta più difficile per un guitar hero come lui. Ma se cancellare gli assoli, le curvature morbide e quei riff così lenti e goderecci non è roba da poco per The Chief, figuriamoci per noi, che ci coccoliamo ancora l’immagine assurda di una reunion tutta sei corde e brit-pop. Appunto: dobbiamo solo fare l’abitudine ai cambiamenti. Lasciamolo lavorare: forse, dopo 25 anni, sta per arrivare una prima, vera svolta nella sua carriera. Così fanno gli artisti, no?

Patrizio Ruviglioni - Rolling Stone Italia

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