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giovedì 24 marzo 2022

Liam Gallagher: “La maggior parte delle rockstar sono inutili, come ad esempio gli U2”

Liam Gallagher ha detto la sua sulle rockstar e sulla loro attitudine.

Nel corso di una chiacchierata con il presentatore Toni Gonzalez per il podcast Loudwire Nights, l’ex Oasis ha spiegato un suo tweet di qualche giorno fa, dove ad un fan che chiedeva la sua opinione sulle parole positive di Dave Grohl – co-autore dell’ultimo singolo Everything's Electric – nei suoi confronti, Gallagher ha risposto: "Lui ci sta dentro, ma gli altri sono inutili".

"Voglio dire, non sono tutti inutili, ma la maggior parte sì", ha spiegato. "Quelli che pensano di essere delle rock star non lo sono, loro... sai, vivono solo una vita molto noiosa, e penso che il rock 'n' roll meriti un po' di più del semplice fare musica, capisci cosa intendo? Devi andare là fuori e prenderti cura di te stesso - devi vivere una vita che sia eccitante".

E Liam non si ferma qui. Per essere ancora più preciso, porta un esempio concreto, e molto conosciuto – nonché provocatorio, dato il rapporto di amicizia che lega il fratello Noel con la band citata: "Come gli U2, si spacciano per una band rock 'n' roll, ma di cosa parliamo? Dai, amico, non ho mai visto quel cazzo di Bono, voglio dire, non ho mai visto nessuno di loro fare qualcosa di lontanamente rock 'n' roll".

La riflessione del cantante passa poi al suo amore per il rock'n'roll e al suo concetto di attitudine: "Senza dubbio, penso che sia l'attitudine, molte persone diranno: ‘Oh, è tutta una questione di musica’. Ma non sono d'accordo, non penso che sia tutta una questione di musica. Ovviamente hai un certo grado di… voglio dire, le tue melodie devono essere abbastanza buone, ma penso che l'atteggiamento faccia molto. La gente pensa che il rock 'n' roll suoni un po' sciocco e un po' stupido, ma significa molto per me. Preferirei essere quello [sciocco e stupido, ndr] che fottere un fottuto idiota politicamente corretto".

Source: Virgin Radio Italia


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giovedì 12 agosto 2021

Noel Gallagher contro Liam: "Fa una vita da rockstar? È un gran ciarlatano. Tutto fumo e poco arrosto"

Noel Gallagher ha scritto una nuova pagina della interminabile sfida di parole tra lui e suo fratello Liam. Durante la prima puntata dello show che conduce su Radio X, incalzato dal dj Matt Morgan a raccontare aneddoti su qualche collega musicista che si atteggia troppo a rockstar senza esserlo, Noel ha citato subito Liam, dicendo che durante il periodo di gloria e sregolatezza degli Oasis non era così sfrenato come ha sempre voluto fare credere: «È un gran ciarlatano» ha detto Noel, chiamandolo come fa da sempre “our kid”, «Ma ce ne sono molti altri in giro. Gente che parla troppo, tanto fumo e poco arrosto».

Dopo aver messo in riga il fratello, Noel ha raccontato qualche aneddoto sulle star che invece non si tirano mai indietro quando c’è da divertirsi.

Il primo è l’attore Matt Smith, protagonista della serie televisiva Doctor Who: «È un tifoso dei Blackburn Rovers e una volta a casa mia durante una festa alle tre del mattino si è messo a cantare cori da stadio e a prendere a calci le sedie. Ho dovuto dirgli: “Amico, se prendi ancora a calci i miei mobili abbiamo un problema”».

La superstar di Hollywood Matthew McConaughey, invece, secondo Noel: «È completamente fuori di testa. Una delle persone più divertenti che abbia mai conosciuto», ma la persona a cui non è mai riuscito a stare dietro quando si trattava di fare festa, come ha già detto più volte, rimane Bono degli U2: «Con lui non si scherza proprio, è irlandese». In passato, Noel aveva descritto con una battuta i concerti come spalla degli U2 nel loro tour di Joshua Tree: «Non mi ricordo assolutamente niente, ma mi hanno detto che è andata molto bene».

Per quanto riguarda Liam Gallagher si attende la sua risposta dopo il ridimensionamento del suo status di rockstar fatto da Noel. I due fratelli sono dei veri geni della battuta e dell’ironia, e non si sono mai risparmiati quando si trattava di prendersi in giro l’uno con l’altro.

La battuta forse più bella di Noel su Liam è: «Our kid ha solo due problemi: tutte le cazzate che dice e tutte le cazzate che fa». Liam invece una volta ha detto: «Io non penso ci siano differenze tra me e Noel. Lui è un coglione, io sono un coglione».

 Source: virginradio.it

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giovedì 24 giugno 2021

Noel Gallagher: "Faccio schifo in tutto tranne che nella musica. È evoluzione continua. Mia moglie dice che ..."

Nell'intervista rilasciata ai microfoni di Sky Arts per il programma televisivo Noel Gallagher Out of the Now, Noel Gallagher ha raccontato, tra l'altro, come nascono le sue canzoni.

"È quello 
(la musica, ndr) che muove tutto", dice Noel. "E quando ci penso è abbastanza triste, perché non sono interessato a nient'altro. Non ho nessun hobby, non so guidare, non so nemmeno nuotare, non so cucinare. Faccio cacare in tutto il resto. Sai, non ho altri interessi se non il (Manchester) City, il calcio e la mia famiglia. Fine".

"Se succede che non scrivo una canzone da un po' di tempo, ho tutte quelle migliaia di ore di esperienza per capire che, se tutto va bene, qualcosa potrebbe essere dietro l'angolo e verrà fuori e io sarò lì a coglierla. Scrivere canzoni è come pescare. Stai lì a pescare ogni giorno e a volte non prendi nulla, un giorno prendi tre pescetti e allora aspetti che abbocchi quello grosso. Ed è questo che mi guida, perché sai che quando hai scritto una grande canzone una bomba atomica ti scoppia in testa. E pensi: 'Vedrai appena la sentono i fan! Vedrai appena la sente la band!'. Poi inizi a scriverla, a perfezionarla e a vivisezionarla. Ed è un'esperienza magica che provi solamente tu. È difficile spiegarla alle persone ed è difficile per le persone capirlo quando gliela spieghi. Perché io lo faccio sembrare così facile che la gente pensa sia una puttanata. Mia moglie pensa che sia la cosa più facile del mondo. 'Oh, stai solo scrivendo un album'. 'Eh sì, è proprio così facile!' ...".

"Il futuro adesso è più incentrato nello sperimentare cose diverse. E in alcune delle cose che ho sperimentato da quando ho lasciato gli Oasis ho fatto veramente schifo, ma altre sono andate in modo fantastico e sono cose che non avrei nemmeno pensato di fare, se non avessi avuto questa attitudine mentale. Sai, quando abbiamo fatto il tour di Joshua Tree con gli U2 mi hanno detto: 'Che cazzo ci vai a fare?'. E (ho risposto): 'Che cazzo dici? Sarà stupendo solo stare là'. 'Sì, ma davvero fare da spalla agli U2?'. 'Allora, tanto per cominciare sono amici miei, seconda cosa: sono una delle mie band preferite di sempre e terzo: noi siamo fottutamente fantastici, siamo grandi'. Ma nel complesso sono felice di dove sono adesso, però, se fra cinque anni mi trovassi nelle stesse condizioni di adesso, non credo che ne sarei molto felice. Significherebbe che qualcosa è andato drasticamente storto nella mia vita. Ma non credo arriverà mai quel momento. È quello che mi piace ed è quello che mi piace fare".

"In questo momento c'è così tanta merda nel mondo che se puoi creare qualcosa allora dovresti proprio farlo. Perché, per Dio, c'è già abbastanza cupezza nel mondo e la gente ne ha bisogno. E io sono così fortunato da poterglielo dare. E quindi lo faccio".

(traduzione a cura di Luca)


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lunedì 7 giugno 2021

Noel Gallagher annuncia: "Il mio prossimo album? Sarà più acustico, ho già cinque brani inediti sotto forma di demo"


Sono trascorsi dodici anni da quando Noel Gallagher è uscito dagli Oasis. Dato che le relazioni tra lui e Liam sono ancora nella fase degli insulti sul palcoscenico di Twitter, i fan non dovrebbero trattenere il respiro in vista di una tregua a breve tra i due. In realtà sembra che Noel si stia godendo la vita da artista solista. Di recente Chris è andato a trovarlo nel suo nuovissimo studio di registrazione a King's Cross, per parlare del recente greatest hits dei Noel Gallagher's High Flying Birds, Back the Way We Came Vol. 1 (2011-2021), e lo ha trovato in forma entusiasmante. Critica aspramente quella "fi*a grassa" di Boris Johnson, si lamenta del lockdown, ma è entusiasta del disco a cui ha iniziato a lavorare come alternativa allo starsene seduto ad ascoltare TalkSport. 

Ciao Noel. Questo posto è carino, da quanto tempo sei qui?

Sono qui da settembre. Ci sono voluti due anni per costruirlo e si è quasi finito tutto poco prima del primo lockdown, poi tutti sono impazziti per sei mesi e non si sono avvicinati al luogo, quindi è stato finito poco prima del secondo lockdown. Se non avessi avuto questo posto, avrei dannatamente portato fuori un paio di persone. Solo per essere qui ogni giorno. La mia compagna mi diceva: "Stai facendo un disco?". E io: "No, ascolto TalkSport tutto il giorno". "Cosa, nello studio?". "Sì".

Anche se non stavi facendo nulla, deve essere stata una manna dal cielo avere questo posto in cui fuggire.

Sì, assolutamente. Ma poi, di nuovo, il rovescio della medaglia è che ora ce l'ho, penso sempre che dovrei davvero lavorare e non solo ascoltare la cazzo di radio. Quindi mi ha fatto iniziare un nuovo disco con circa sei mesi di anticipo.

Quello è buono!

Sì, purché non lo finisca sei mesi prima. Non voglio davvero finirlo e poi sedermici sopra finché non torna la cosa dal vivo. Ma sì, lo sto componendo ed è andato tutto bene.

Come hai trovato l'anno scorso?

Per prima cosa, a dicembre sono tornato dal tour con gli U2 e questo significava che avevo fatto cinque tour mondiali consecutivi dal 2015. Quindi avevo comunque intenzione di prendermi una pausa fino al 2023. Ovviamente non avevo in programma la cazzo di pandemia. Quindi, davvero, sono ancora nei tempi previsti. Non avevo intenzione di fare nulla. Come tutti, i primi tre mesi erano una cosa del tipo: "Oh, questo è un cazzo di romanzo ... è come essere in vacanza". Quando, però, è arrivata la seconda ondata, è stato dannatamente brutale. I miei figli hanno sofferto molto. Ho un ragazzino di 13 anni e a quell'età non sei proprio sicuro di chi tu sia e sviluppi il tuo carattere attraverso i tuoi compagni e la tua vita di tutti i giorni. Quando non hai una vita quotidiana, il tuo personaggio viene sviluppato da Internet. Non puoi uscire e mischiarti con i tuoi amici, tutto ciò che hai è il telefono, così ne diventi dipendente. È una cosa proprio potente per i giovani e per un po' l'abbiamo perso in favore del telefonino.

Come hai vissuto il lockdown? 

Ci ho lottato. Dio sa come deve essere per la maggior parte delle persone. Conduco una bella vita con una fottuta casa in campagna e tutto il resto e mi ha fatto impazzire. Celebrità del cazzo che vengono alla televisione e alla radio ogni giorno: 'Oh, questo è fantastico, lo adoro, cazzo ...'. Sputavo alla radio dicendo: 'Vaffanculo, fichetta!'. Non sono abbastanza le persone che stanno dicendo che questa che è successa è un cosa terribile. Ne ho odiato ogni giorno dalla seconda ondata, ma quello che mi ha infastidito di più è stato che nella prima ondata dicevano che ci sarebbe stata una seconda ondata e poi quando è arrivata non hanno fatto assolutamente niente per prepararcisi. Boris Johnson ha dimostrato di non essere il cazzo di uomo della crisi. Prima cosa, tanto per cominciare, fottuto idiota. Proprio all'inizio è fuori dai giochi per tre mesi. Aspetta un attimo, dov'è il cazzo di idiota che è pagato per fare le regole? Oh, è a letto perché è malato. Fi*a grassa.

Come ti sei intrattenuto?

Vivi un po' il Giorno della Marmotta quando sei in tour. È un po' lo stesso, ma è diverso perché sei in viaggio. Vivi nello stesso giorno, ma in un paese diverso. Questa cosa è vivere lo stesso giorno nella stessa fottuta casa. Penso di aver visto la stessa dozzina di persone per un anno. Non vedo mia mamma da un anno. Ho avuto la stessa conversazione con lei: prima ogni giorno, poi a giorni alterni, poi due volte alla settimana, poi una volta alla settimana, poi una volta ogni quindici giorni. È proprio così:

Ehi mamma.

Ehi amore.

Come stai?

Sto benissimo.

Che mi racconti?

Un bel niente. 

Cosa farai domani?

Un bel niente.

Va bene. Ti richiamo tra un po' di giorni, ciao. 

Non guardo la televisione, ma in qualche modo ci caschi perché  non c'è un cazzo altro da fare. Ho visto tutte le cose su Netflix, sai, Tiger King e Don't Fuck With Cats, ma le passi in rassegna in una notte. La cosa più importante era bere. Ho avuto un paio di pause dal dottore. Vai a vedere il dottore e gli dici (geme, ndr): "Ho questo fottuto dolore e mi sento una merda". E lui: "Hmmm, sì, non hai un bell'aspetto. Hai dormito?". "Naaa...". "Hai bevuto?". "Sììì...". "Quanto hai bevuto?". "Un casino". Al momento ci vado piano, ma non c'è nient'altro da fare.

Hai scritto molte canzoni durante il lockdown?

Nei primi tre mesi penso di aver scritto più canzoni in quel periodo di quante ne avrei mai fatte, ed è da qui che è nata l'idea del best of. Non credo che sarebbe uscito se non fosse stato per il lockdown. Era un'occasione per entrare in studio e fare alcune canzoni che avevo quasi completato, che pensavo andassero bene per un best of.

E le canzoni per il prossimo album?

Per fortuna ho ultimato i lavori per questo posto, quindi tutte le cose che ho scritto sono in procinto di metterle insieme. Direi che ho circa quattro o cinque nuovi brani che sono tutti in fase di demo, ma sono davvero buoni, davvero vari, pure. Quindi dal punto di vista creativo è andata bene.  

Le due nuove canzoni del best of, Flying On The Ground e We're On Our Way Now, sono un buon indicatore del prossimo album degli High Flying Birds?

Tende ad essere più acustico, in realtà. Ci saranno più tracce acustiche di quante ne farei io, e il motivo è che ho fatto quegli EP l'anno scorso ed ero nello stato d'animo incine a realizzare qualcosa di elettronico. Se non l'avessi fatto, il mio prossimo album sarebbe stato come quegli EP. Quindi questo mi ha dato una cosa contro cui reagire. È più acustico e molto più lento e un po' più d'atmosfera. È buono, però. Veramente buono. Ci sono anche alcuni pezzoni.

Com'è guardare indietro a questi dieci anni come artista solista?

Non sembrano dieci anni. Mi sono ricordato circa due settimane fa di una mia citazione,  una frase che ho detto a un giornalista. Questo giornalista che mi ha intervistato all'inizio (della carriera da solista, ndr) mi aveva chiesto come sarebbe stata e io ho detto: "Ho solo un piano, ed è che cambi continuamente". Volevo che la formazione cambiasse di continuo, non volevo essere in una band fissa. Ho dimenticato di averlo detto e in realtà, quando ci ripenso ora, sono rimasto fedele a quella cosa. Quindi, in questo senso, ne sono abbastanza soddisfatto. Bene. Devo andare a pisciare.

OK, grazie Noel.

Source: The New Cue

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domenica 6 giugno 2021

Noel Gallagher si racconta a The Australian: "Negli Oasis non mi divertivo più, ora ho una band multiculturale. Spotify? Una merda, ma boicottarlo è una battaglia persa"


L'ultima volta che ti ho visto, Noel, eri sul palco con la tua band in uno stadio qui a Brisbane. Cosa ricordi di quel tour in cui hai fatto da supporto agli U2?

È stato fantastico. Ho fatto un bel po' di quel tour mondiale e l'Australia è stata grandiosa. Quando sei in viaggio con 150 irlandesi, non tendi davvero a ricordare nulla di tutto ciò. Ci sono un sacco di cose del tipo "Dove siamo ora?", ma è sufficiente dire che ce la siamo proprio spassata. Il pubblico era fantastico e i ragazzi – gli U2 – sono stati fantastici. È stato un bel viaggio.

Quando ti viene fatta questo tipo di offerta, è un semplice "sì"?

È facile. In effetti per quel tour australiano penso che avrei potuto chiederglielo. Un giorno ero fuori a pranzo con The Edge (il chitarrista degli U2, ndr), in un ristorante qui a Londra. Mi stava dicendo che sarebbe andato in Australia a novembre, e gli ho detto: "Oh, no, il programma prevede che la mia tournée finisca all'inizio di ottobre. Sono in giro. Posso venire?' Stranamente ha detto solo "sì", e basta. Se solo la vita fosse così facile.

Prima di salire sul palco in un grande posto come quello, di fronte a chi pensi di suonare: le persone davanti? L'ultima fila? Da qualche parte nel mezzo?

Bene, immagino che una buona parte della folla degli U2 simpatizzerebbe, diciamo, per il suono di quello che faccio. Oasis e U2, a parte l'atteggiamento, non erano troppo distanti. Siamo tutti irlandesi; siamo rock da stadio. Non è troppo dissimile. Quindi abbiamo trattato l'intera cosa come una vacanza, in verità. Il sole splendeva e alcuni membri della band non erano mai stati in Australia; lo adoravano. E puoi vedere una delle più grandi band di tutti i tempi ogni sera, e vieni pagato. Non male.

Con il più grande schermo mai realizzato dall'umanità dietro di loro sul palco...

È letteralmente il posto più caldo della Terra. Puoi abbronzarti. 

C'è stato un momento nella tua vita in cui quel genere di cose – suonare di fronte a folle enormi – è diventato solo un altro giorno in ufficio per te?

Fammi vedere: abbiamo iniziato a fare stadi nel '95 e siamo arrivati fino al 2009. Sì, ci si fa l'abitudine, ma no, non l'ho mai dato per scontato. Ho sempre pensato che fosse un privilegio essere sul palco a guardare 60mila persone che trascorrono una serata fuori, e tu eri la colonna sonora di tutto ciò. Non ero mai nervoso, per niente. Quei concerti erano soliti tirare fuori il meglio di me, e non ci sono molte persone che possono dirlo; alcune persone ne hanno una vera paura, ma hanno tirato fuori il meglio di me, e chiunque ci abbia visto lo confesserà.

Mi piace tutto quello che faccio; non ha senso farlo se è una lotta. Sai, è per questo che gli Oasis non stanno insieme, perché è diventata una lotta. Ed è come: 'Beh, fanculo questa cosa! Questa dovrebbe essere una risata e una cosa facile'. Quello che faccio adesso è il mille per cento più divertente di quello che facevo allora. Questa dovrebbe essere la base della tua vita: se ti fa stare bene, fallo. Se ti fa sentire una merda, non farlo.

Puoi descrivere la sensazione che si prova in uno stadio pieno di gente che canta tutta insieme qualcosa che hai scritto da solo in una stanza da qualche parte?

È come essere fatti, ma sei sobrio. È il massimo, ma sei completamente consapevole di dove ti trovi e sei nella stanza con le persone. C'è un buon equilibrio da raggiungere, però, perché ci sono 50mila persone che trascorrono una serata in uno stadio, guardando cinque ragazzi al lavoro. Non vuoi proprio trascorrere una serata fuori, perché non riesci a fare il tuo lavoro per bene. Quindi c'è un equilibrio che devi raggiungere, cosa che mi sembrava di conseguire quasi tutte le sere. È, però, una vera cosa spirituale. Ognuno reagisce in modo diverso: alcuni membri della mia band si sentivano male fisicamente prima di salire sul palco; io ero l'esatto opposto, ma è un'esperienza piuttosto religiosa. Una volta che l'iniziale nervosismo di quando comincia un concerto era sparito, e tutti erano rilassati e coinvolti, cercavo espressamente di fare un passo indietro e di prendere tutto. Sapevo che non l'avrei fatto per sempre.

Verso la fine di quell'esibizione hai suonato (la canzone degli Oasis) Don't Look Back in Anger. Mi ha emozionato perché mi ha ricordato che quella canzone è stata usata come una sorta di servizio pubblico dopo l'attentato di Manchester del 2017. Se non vuoi parlarne dimmelo, ma se sei pronto: cosa ricordi di come tutto ciò si è svolto dal tuo punto di vista?

Beh, la notte dell'attentato mi è capitato di andare a letto presto. Il mio telefono ha iniziato a vibrare molto più di quanto faceva di solito. L'ho guardato e c'erano messaggi di miei amici da tutto il mondo che dicevano: "Spero che la tua gente stia bene". Ho messo su il telegiornale e ovviamente c'era stata una bomba e una terribile tragedia, ma quando la ragazza inizia a cantare la canzone durante la cerimonia commemorativa, i tuoi sentimenti sono in conflitto: sei incredibilmente orgoglioso che qualcosa che hai fatto sia diventato un modo per aiutare le persone a superare questo, ma poi è collegato a un vero evento tragico. Quindi non puoi montarti troppo la testa per questo, perché non dimentichiamo che le persone sono morte. È una cosa a doppio senso, davvero. È semplicemente incredibile che una canzone, qualsiasi canzone, possa unire le persone. Il fatto che fosse la mia canzone lo rende doppiamente sorprendente. Sedendosi e pensandoci su, è un po' quello che sono le mie canzoni: sono inclusive. Non riguardano me e non riguardano te; riguardano tutti noi. È una cosa meravigliosa, anche se collegata a un evento molto tragico.

Perché pensi che le persone cerchino le loro canzoni preferite in quel tipo di situazione, dopo una tragedia?

Perché in qualche modo – che si tratti della melodia o delle parole – possono in qualche modo dare un senso a tutto per le persone. Non ne sono sicuro; dovresti chiedere a qualcuno in particolare, ma la musica per me è una cosa così importante, potente, religiosa, spirituale. Perché le persone cantano inni in chiesa? Deve essere nella psiche umana cantare e proiettare qualcosa verso l'esterno. Quindi sì, è incredibile che sia iniziato spontaneamente; una ragazza ha iniziato a cantarla e tutti si sono uniti. È stato un momento fantastico.

Cosa ha significato per te vederlo in quel momento? 

Beh, mi è capitato di guardarlo dal vivo in televisione. Sono rimasto senza parole solo quattro volte nella mia vita: alla nascita dei miei tre figli e in quell'occasione. Non sai cosa provare. Inizialmente ti senti: 'Oh, porca puttana, assolutamente no!'. E poi vorresti che non stesse accadendo. Vorresti che la piazza fosse vuota e che la vita continuasse normalmente. Erano emozioni contrastanti.

Dove si colloca quel particolare episodio tra tutto ciò che hai ottenuto come artista nella tua vita?

Con quella canzone in particolare c'è una cosa che va ancora avanti. La canzone è stata utilizzata anche durante gli attentati di Parigi (nel 2015, ndr); alla partita che c'è stata due sere dopo (Francia-Inghilterra, ndr) una band ha suonato Don't Look Back In Anger. È triste che debba essere usata per unire le persone, durante eventi tragici, ma ovviamente aiuta le persone ad affrontare qualsiasi trauma stiano attraversando, e per me va tutto bene. Non mi lamento di questo. C'è, però, sicuramente... non lo so. Trovo difficile articolarlo, il che non è da me. Di solito riesco ad articolare la maggior parte delle cose, ma questo è difficile.

Parliamo oggi perché sono trascorsi dieci anni dal tuo album di debutto con la tua band, gli High Flying Birds. Stai cercando qualcosa di diverso nelle canzoni che stai scrivendo oggi, rispetto a quelle del primo album dei Birds?

Beh, ora tendo a scrivere di più in studio che a casa. Quindi, quando scrivi in studio, hai accesso a più strumenti. Non devi sederti a casa e pensare: "Forse se ci metto una drum machine...". Puoi farlo all'istante, così le idee si formano all'istante. Immagino che l'essenza di ciò che faccio sia sempre la stessa: è tutta una questione di melodia. La melodia è la cosa che conta. Le parole? Ehh, chi se ne frega delle parole? E poi, se mi viene un'idea, se sono abbastanza fortunato riuscirò a trasformarla in una canzone. Metterò insieme alcune di quelle idee, metterò insieme la band e poi ci uniamo tutti sull'idea. Alla fine ricade in una cosa degli High Flying Birds, ma la portata della produzione musicale della band è molto più ampia ora di quanto non sia mai stata negli Oasis.

È perché anche i tuoi orizzonti si sono ampliati? Sembri essere più interessato a molti generi diversi.

Non dipende da una cosa specifica. Gli Oasis erano una band che aveva un'identità molto chiara di cosa fosse e cosa dovesse essere. Ho scritto canzoni per adattarle all'ambiente circostante, che erano gli stadi. Non farai un'odissea jazz in un fottuto stadio pieno di giovani che si sono tolti le magliette; verresti linciato, cazzo! Ma quando ho incontrato (il produttore) David Holmes, mi ha suggerito: "Hai fatto tutto quello che potevi fare con quella chitarra acustica. Perché non provi a iniziare a fare la musica che ascolti davvero?". È quello che ho fatto, ed è da lì che che nasce Who Built the Moon?. E ora provo a sposare tutte le idee che ho. Scrivo ancora a casa, ma scrivo in studio. Alcune cose come We're On Our Way Now suonano come una melodia molto tradizionale di Noel Gallagher, ma la canzone è proprio bella, ed è così che è venuta fuori. Non sto scappando da questo. Quindi l'altro brano (Flying On the Ground) potrebbe essere come se i Supremes cantassero una canzone di Burt Bacharach. C'è di tutto sul tavolo. 

Qual è la tua impressione su come i tuoi muscoli di cantautore si siano rafforzati nel corso degli anni?

Sono davvero più rilassato al riguardo. Penso che lo streaming, in un modo strano, sia stato un bene per la creatività. Perché se nessuno compra più dischi, allora non devi cercare di vendere dischi. Puoi dannatamente dare piacere a te stesso, fare quello che vuoi, capisci? In questo modo è stato abbastanza liberatorio, ma è una cosa istintiva: non saprei spiegartelo, ma so quando qualcosa va bene, e di solito è la melodia. Se mi viene in mente una melodia che mi fa continuare a scrivere quella canzone, e continuo a rifinirla con lo scalpello, allora mi porterebbe a credere di averlo fatto così spesso in passato che la cosa deve avere un certo livello di bontà.

All'inizio con gli High Flying Birds eri preoccupato o preoccupato che i fan del tuo lavoro precedente e del tuo suono precedente potessero decidere di non unirsi al viaggio?

Beh, credetemi, una parte considerevole di loro non l'ha fatto (ride, ndr). Potrei essere stata l'unica persona al mondo a non essere rimasta sorpresa da questo. Se avessi pensato che avrei lasciato gli Oasis e avrei continuato a suonare negli stadi con gli High Flying Birds, non mi sarei preoccupato per un cazzo. Non volevo questo. L'ho fatto per i vent'anni precedenti. Volevo iniziare dal basso, ma è diventato molto grande molto rapidamente. Da allora mi sono sempre tirato indietro, perché ho fatto gli stadi, e sono fantastici, e l'ho adorato, ma è quasi una parte di un'altra vita. Ho fatto grandi tour nelle arene e sono fantastici. Mi è piaciuto anche quello, ma non ho mai avuto modo di fare teatri con gli Oasis, perché siamo passati dai locali notturni agli stadi in circa una settimana. Quindi ora sto facendo la cosa che non ho mai avuto modo di sperimentare, con una grande band multiculturale; ognuno porta un'atmosfera diversa in tavola. 

Ti ho chiesto dei tuoi muscoli per scrivere le canzoni; e i tuoi muscoli da esibizione? C'era bisogno di molti aggiustamenti per portare queste canzoni dei Birds nei concerti dal vivo?

Devo dire che esibirmi è la parte meno preferita di quello che faccio. E più invecchio, più non me ne può fregare di meno.

Ha a che fare con l'essere lontano da casa?

Beh, le persone creative sono sempre lontane da casa, perché vivono nella loro immaginazione. Mi piace farlo, ma non sono nato per esibirmi. Bono, per esempio. Probabilmente sono l'opposto di un Bono. Bono vuole che tutti si divertano. Non me ne frega un cazzo se qualcuno si diverte. Sono lì solo per cantare le canzoni e spero che la gente ci capisca. Ho un rapporto di amore/odio con l'esibizione. 

Tutti e tre i tuoi album con gli High Flying Birds sono andati alla posizione numero uno in Gran Bretagna, portando a dieci gli album di fila al primo posto per tutti voi (Oasis inclusi) ...

Questo è un record mondiale, lo sapevi?
Dieci album di fila al primo posto in Inghilterra sono nel Guinness dei primati. Nessuno può eguagliarlo. Nessuno!

Congratulazioni: è un risultato fantastico. 

Grazie mille. Se solo la mia fottuta moglie fosse lontanamente interessata a questo come chiunque altro...

Cosa significa per te quel tipo di record? 

Beh, mi dà la sicurezza (che serve) per andare a farne un altro, ma immagino che la serie debba finire ad un certo punto. Non ci penso. In realtà non ne ero a conoscenza finché qualcuno non me l'ha detto e ho ricevuto un premio per questo, ma significa che le mie canzoni nel corso degli anni sono state accettate da molte persone. Suono ancora le vecchie cose quando suono, e vengono bene come sempre; probabilmente adesso di più. Cerco di non pensare o pensare troppo a quello che faccio; lo faccio e basta. Il punto di riferimento è: ti piace? Sì? Bene, allora voltiamo pagina e facciamo qualcos'altro.

Sei stato uno dei tanti artisti britannici ad aver recentemente messo il tuo nome in una lettera aperta su come Spotify e altre piattaforme di streaming non corrispondano la loro giusta quota ai musicisti. È stato un "sì" facile per te?

Assolutamente sì. Non ho nemmeno letto la cazzo di lettera; il tizio mi ha semplicemente detto cosa c'era dentro e io ho detto: 'Sono dei vostri', ma sì, lo streaming non paga molto... sai, il cazzo di tizio che possiede Spotify (Daniel Ek, ndr) ora sta dicendo che comprerà l'Arsenal. Con i miei soldi! Con le mie cazzo di royalties! Se compra l'Arsenal, andrò giù e spoglierò uno dei ristoranti di tutti i suoi cazzo di mobili, perché me lo deve, quello stronzo! Ma la musica ora non è in vendita, è a noleggio, sai? Non sono mai stato a mio agio con quest'idea. Sono cresciuto in una generazione che possedeva la musica. E la qualità di Spotify è una merda. Sembra una merda; è una cattiva rappresentazione di ciò che è la tua musica. È una battaglia che nessuno di noi può vincere, quindi non ha senso boicottarlo, ma il governo dovrebbe dare un'occhiata a questa cosa, probabilmente vedrà che è gravemente ingiusto. Dubito, però, che il governo farà qualcosa; ora hanno altre cose per la testa.

Cos'altro hai osservato sulla natura mutevole dell'industria musicale da quando hai iniziato ad oggi?

C'è il fatto che, direi per un buon ottanta per cento delle classifiche, l'artista in questione probabilmente non scrive le proprie canzoni. È stato un grande cambiamento. Molti locali di piccole e medie dimensioni hanno chiuso in Inghilterra. E Internet, che ovviamente ha influenzato tutto, ha avuto un effetto negativo su tutto ciò che è creativo nel mondo.

Che cosa deprimente! Scusa. 

Bene, va tutto bene. È così e basta. Tutto è falso su Internet; l'unica cosa reale è il fottuto odio per il re e la divisione. Tutto il resto sono solo ... cazzate, ma è il mondo in cui viviamo, quindi i vecchi come me non verranno ascoltati da nessuno. Quindi fanculo. Ho fatto tutto bene e tendo a fare tutto bene. Se le persone non si iscrivessero a Spotify, non esisterebbe. C'è ovviamente un appetito per questo, quindi diamoci dentro, cazzo! Ma noi artisti vi posso assicurare che ci sentiamo un po' incazzati. Tutti, però, diranno: "Davvero? Quanti cazzo di jet privati ​​vuoi?". Al che direi: "Solo uno sarebbe carino".

Sei rimasto produttivo e attivo fino ai 50 anni d'età. Quali altri artisti rispetti per aver mantenuto una produzione creativa positiva fino a 50 anni d'età e oltre?

Penso che il principale tra questi sia Neil Young, a cui ancora non frega un cazzo, ancora oggi. Sono andato a trovare Neil Young con Bob Dylan un paio d'anni fa a Londra; hanno fatto un concerto di cui erano gli artisti principali. Bob Dylan è pazzo da morire, ma Neil Young ha ancora il fuoco. Lui è un grande. McCartney sta ancora facendo grandi cose. Il mio amico Paul Weller, cazzo! Non so nemmeno cosa dire di lui. Probabilmente sta scrivendo il suo quarto album oggi, proprio ora. Durante il mio ultimo tour mondiale, partecipavo al Festival di Roskilde, in Danimarca, ed ero secondo in cartellone dopo i Cure. Sono una delle mie band preferite, ma non li avevo mai visti in vita mia. Ho avuto la fortuna di poter salire sul palco e guardarli esibirsi e sono stati assolutamente incredibili. Quei ragazzi sono tutti più grandi di me, e ancora oggi suonano in modo dannatamente incredibile. E, naturalmente, è ovvio: gli U2. Tutti i grandi sono fantastici per un motivo: perché sono fantastici.

Sono contento che tu abbia menzionato Paul McCartney, che sta ancora pubblicando nuove cose interessanti a 78 anni. Lo trovi stimolante?

Assolutamente sì, ovviamente. Perché dovresti smettere? Voglio dire, l'unica cosa che fisicamente mi farebbe smettere di fare musica è se qualcuno mi tagliasse una mano. A parte questo, finché riesco a ottenere una melodia da qualcosa, sarò costretto a scrivere una canzone ... ma McCartney, Dio lo benedica. L'ho visto dal vivo un paio di anni fa ed era semplicemente il migliore che sia mai stato. Non cambia nessuna delle tonalità (quando canta); di solito, i vecchi iniziano ad abbassare un po' la tonalità. McCartney sta ancora cercando di farlo. Che tipo! Ma lui è uno dei Beatles, e sono i più grandi di tutti i tempi per il semplice motivo che i quattro ragazzi erano semplicemente fantastici. 

Infine, puoi nominare un musicista attivo attualmente che è enormemente sottovalutato e a cui le persone dovrebbero prestare maggiore attenzione?

A parte me? Non è un musicista, ma c'è una band del Regno Unito chiamata Young Fathers. Le persone dovrebbero prestare più attenzione a loro.

Source: The Australian - traduzione di oasisnotizie

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lunedì 3 maggio 2021

Noel Gallagher si confessa a GQ: "Gli Oasis erano diventati un marchio, da solista mi sono liberato. Sui social offese nei miei confronti"

Intervista a Noel Gallagher realizzata dalla rivista britannica GQ (numero di maggio 2021). Prima parte della nostra traduzione.

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Incontriamo negli studi di Tileyard a Kings Cross, a Londra, un Noel Gallagher dal tono conviviale per parlare dei premi Uomo dell'anno di GQ ("se ci sono, ci siamo dentro") e delle sue vacanze. Forse è lecito dire che sembra che stia invecchiando in un modo più dignitoso del suo fratello rock: ha ancora i suoi capelli, la voce e – grazie a Dio –  buon gusto nella scelta delle scarpe.


Noel, non ti farò domande su tuo fratello, ma torniamo all'inizio: sei appena uscito dagli Oasis, la più grande band della tua generazione, e te ne stai seduto a casa a chiederti cosa fare. Cosa ti passava per la testa?

Ero sicuro di una sola cosa, che non avrei fatto nulla. Quindi mi sono preso un anno pieno di pausa e per quell'anno non ho pensato a niente, cosa che normalmente faccio ogni volta che finisco un tour. Ci prendevamo un bel po' di tempo libero e tornavamo alla vita normale. Poi, dopo circa un anno, una sera sono andato a letto, senza pensare a niente di particolare, e poi mi sono svegliato l'indomani e ho fatto: "Bene, facciamo un disco". Non ho avuto una band o un nome per la band finché non ho finito il disco e stavamo per uscire, per cui me la sono presa con calma. Non ho affrettato niente.  Fino a che non ho registrato l'album, non sapevo se avrei cantato. Avevo intenzione di fare queste canzoni e vedere come sarebbero parse e mi sono parse grandiose. E poi ho pensato: "Bene, è meglio che scelga un cazzo di nome per la band!".

Il nome si ispira ai Jefferson Airplane, vero?

Sì. È proprio stupida questa storia. Ricordo che una sera in auto passai vicino allo Shepherd's Bush Empire, tornavo a casa dallo studio di registrazione e provavo a visualizzare il mio nome con le luci. E pensai: "No, devo inventare un altro nome" (come dice Noel stesso, il suo nome non è esattamente Ziggy Stardust, ndr). L'indomani stavo usando la lavastoviglie e la radio era accesa. Non so su quale stazione fosse sintonizzata, ma misero su qualcosa dei Peter Green's Fleetwood Mac e poi trasmisero la cover di High Flying Bird fatta dai Jefferson Airplane. Pensai a 'Fleetwood Mac', qualcosa del genere, e poi pensai ad 'high flying birds'. Feci un rapido controllo per vedere se fosse coperto da copyright e non lo era, per cui pensai: "Grandioso!". Non ci ho pensato molto su, in realtà.

Perché l'avversione per l'idea di fare il solista?

Suppongo fosse una questione di sicurezza di sé. Venendo da qualcosa di così significativo e avendo un'identità così forte, penso che una parte di me non volesse dare l'impressione che stessi solo andando in tour a suonare i miei successi. E basta. Quindi penso sia stata un po' una cosa a metà strada. L'ho falsificato un po', dato che è un nome di una band, ma dentro ha il mio nome. E suonava fico. L'ho scritto su varie cazzo di cose, poi l'ho fissato e ho pensato: "A dire il vero sembra proprio fico. Vada per questo!".

Ho letto in varie interviste che hai detto che hai dovuto cambiare il modo in cui componi. È vero?

Totalmente. Quando scrivi per una band che è diventata un marchio e un cazzo di business enorme – e questo lo dico solo con il senno di poi, dato che all'epoca non me ne rendevo conto – stai scrivendo con il peso del marchio che incombe su di te. Le canzoni devono suonare in un certo modo per vendere 70 milioni di dischi e non vorrai mica mandare tutto all'aria per un capriccio. Molte delle prime canzoni degli High Flying Birds in realtà erano state scritte per gli Oasis, ma dato che io non sono un marchio, e gli High Flying Birds non sono un marchio, potevo fare qualunque cosa volessi. Quando sei i Metallica, i Red Hot Chili Peppers, le masse si aspettano un certo tipo di cosa da te. La maggior parte delle band famose non deviano mai dal cammino e gli Oasis erano diventati così. Sai, si fa questo: c'è un certo sound e c'è un certo posto dove si suona e la musica deve riempire quel posto. Quindi una volta che mi sono scrollato di dosso quella cosa, come compositore ho provato una sensazione di liberazione.

Ricordo che Bono una volta disse che gli U2 in studio si preoccupavano quando qualcuno diceva che quello che stavano facendo era "interessante", dato che con gli U2 non si poteva fare quella cosa lì. Si devono scrivere canzoni degli U2 che suonino grandiose in uno stadio.

È vero, anche se probabilmente sono la band più flessibile tra tutte quelle band famose, dato che ogni tanto cambiano rotta. Quando sono andato in tour con loro, ho detto ad Adam Clayton che ricevevo ancora molta merda dai fan degli Oasis perché stavo usando i sintetizzatori e lui mi ha detto che ha subito la stessa cosa con Achtung Baby. Ho detto: "Sì, ma tu non dovevi fare i conti con i social, per cui non avevi idea di cosa stesse dicendo la gente". Io non sono sui social, ma il mio business lo è, e le offese da parte dei fan degli Oasis sono peggiorate man mano che si andava avanti. Ma non puoi lasciare che loro ti ordinino cosa fare. 

Un tempo ho fatto il rock da stadio e non penso di essere capace di rifarlo. A metà del mio primo tour, avevo fatto il tutto esaurito alla O2 Arena e la cosa non mi faceva sentire a mio agio. Perché a) sentivo di non averla guadagnata e b) Pensavo che la gente stesse venendo a vedere il tizio degli Oasis "e farebbe meglio a fare queste cazzo di otto canzoni!", cosa che, ovviamente, non ho fatto, e che non ho mai suonato da allora. Mi trovo più a mio agio nei teatri, dove puoi interagire un po' con il pubblico. Nei palazzetti, invece, il pubblico si aspetta un certo tipo di resa, che non sono in grado di garantire.

Per anni Paul McCartney non ha parlato dei Beatles, ma più invecchia, più acquista titolarità di quell'esperienza. Quando hai lasciato gli Oasis hai parlato con qualcuno che aveva vissuto qualcosa di simile?

L'unica persona a cui ho chiesto è stato Paul Weller, che è uno dei miei amici di più vecchia data, e il suo atteggiamento verso tutto questo è stato: "Si fottano!", il che è grandioso. Quindi solo dopo un po' mi sono accorto che in realtà gli High Flying Birds sono i miei Style Council. Quando di recente ho visto il documentario su di loro, mi è parso tutto chiaro: avevano una ragazza di colore nella band e io ora ho una ragazza di colore e una ragazza francese, e così via. I fan dei Jam dicevano a Weller: "Che cazzo stai facendo?". E i fan dei Jam e i fan degli Oasis vengono dalla stessa stoffa, hanno quell'atteggiamento molto "da ragazzo" e sono guidati dall'identità.

Quando suoni una canzone degli Oasis, è una cosa che costruisce molto l'identità: è un pezzo che conoscono tutti e il posto va in visibilio, cazzo. Poi suoni la tua roba nuova e c'è un netto calo nel numero di persone che la apprezzano. E tra queste canzoni la gente reclama costantemente roba che hai scritto vent'anni fa, ma o affondi e nuoti o devi guardare queste persone negli occhi e dire: "Vadano a fanculo!". Weller non ha mai suonato qualcosa dei Jam, che io sappia, per dieci anni, e neanche allora suonava A Town Called Malice. Sento che se suonassi Don’t Look Back in Anger, Wonderwall e Half The World Way e non fosse abbastanza, penserei: "Non vi basta? Cos'altro volete?".

Cosa dovevi raggiungere che non avevi giù raggiunto con gli Oasis?

Ero arrivato a 43 anni ed ero in una band che aveva cambiato il mondo, ma che era costruita sui litigi. E pensavo: "Ho due cazzo di figli!". Questa era la parte che si ritiene che io dovessi godermi. Mi sarei dovuto preoccupare di comprare una cazzo di spiaggia, non di litigare con chi ci sosteneva. Viaggiare per il mondo e avere 5mila o 20mila persone che si innamorano di te simultaneamente ogni sera è la cosa più bella che tu possa fare, ma non quando, sulla strada per andare al concerto, litighi per il tour manager. Era una cosa che mi distruggeva l'anima e io volevo essere felice. Alcune persone pensano che quello che io faccia sia dannatamente terribile e alcuni pensano che sia meglio di quello che facevo prima. Quindi dipende tutto dall'ascoltatore.

Quando sono giunto al (momento di comporre il) terzo album, Who Built the Moon?, prodotto da David Holmes, ho pensato che forse fosse il momento giusto per mandare tutto all'aria, dato che avevo fatto due album basati sulle chitarre. Inoltre non volevo molti altri tizi sul palco. Ho sempre avuto ragazze che cantano nella mia roba da solista, quindi è divenuta una cosa naturale. Quando eravamo in America per una cazzo di cosa, ed eravamo tutti ammassati nello stesso camerino, ragazze e ragazzi, e le nostre ragazze si mettevano il trucco e i ragazzi erano seduti lì a parlare di calcio, uno di loro mi ha detto: "Scommetto che non avresti mai pensato che saremmo diventati così, vero?". In realtà io programmavo che fosse una cosa così, come un circo itinerante.

Anche se non sei sui social, c'è la tentazione di sbirciare oltre le spalle delle altre persone per vedere cosa si dice?

No. Come sai, non ne viene fuori mai qualcosa di buono, ma non saresti umano se la tua canzone fosse lì e non pensassi: "Mi chiedo cosa ne stia dicendo la gente". Onestamente della cosa non mi è mai importato finché è uscita Holy Mountain. Ho parlato con qualcuno del mio ufficio e ho chiesto quale fosse stata la reazione a quel brano. E mi hanno detto che era varia. Ho detto: "Be', è sempre varia". E mi hanno detto "molto varia".

Quando ho conosciuto David Holmes, il modo in cui ha parlato di come avremmo fatto il nuovo disco è stato cruciale. "Guarda, quello che fai con quella chitarra acustica è incredibile. Tutti lo amano, ma non vuoi fare della musica del tipo che ti piace ascoltare?". E io: "Sì". E mi ha tirato fuori tutti questi dischi poco noti, il cazzo di kraut rock, e mi ha fatto: "Che ne pensi di questi?". Li amavo, cazzo. E lui: "Bene, allora. Faremo un pezzo così". Ed è davvero liberatorio sentire queste parole da un produttore, perché io ho lavorato con produttori che sapevano quale disco farti fare prima di venire all'incontro, perché la cosa fa bene a loro. Per ogni cosa che facessi che avesse un minimo segno di qualcosa di tradizionale, Holmes diceva: "No, rifalla!". Sai, ricordo di aver scritto otto ritornelli per una canzone e ogni volta il ritornello migliorava. E pensavo: "Che cazzo vuole questo tizio?". Sono arrivato al nono ritornello e lui mi ha detto: "È questo!". È stato grandioso essere stimolato così. Quindi il prossimo album dovrebbe essere dannatamente grandioso.

Source: GQ UK
traduzione di oasisnotizie - Fine parte 1 di 3

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venerdì 6 marzo 2020

Noel Gallagher: "Negli Oasis ero con gente conservatrice. Più rimani lì più ti istituzionalizzi e io non avevo più nulla da dire né da fare"

Il problema nello scrivere canzoni per gli Oasis era ...

"Era una responsabilità per tutti gli altri e alcune persone della band erano molto conservatrici nelle loro opinioni sulla musica rock. Più rimani in una band del genere, più ti istituzionalizzi: il modo in cui le cose vengono fatte è il modo in cui le cose vengono fatte. Stai facendo musica per l'ambiente circostante, quindi fai musica per riempire gli stadi e, quando è grandiosa, è la cosa più bella di sempre. Ma si era arrivati al punto in cui avevo detto tutto e fatto tutto".

The Masterplan è stato solo un lato b perché ...

"I singoli dovevano avere tre lati b e mi mancavano sempre due canzoni. Ricordo di aver scritto The Masterplan a casa a Camden e poi di essere andato ai Maison Rouge [Studios] a Fulham il giorno successivo e di averla suonato con una chitarra acustica in silenzio. Scrivevo The Masterplan, Talk Tonight o Half The World Away e nessuno mi diceva: 'Vuoi tenerla da parte?'. È solo con il passare degli anni che mi sono reso conto che era una cosa folle. Ma eravamo tutti matti negli anni '90: Alan McGee era fuori di testa e gestiva l'etichetta".

Il set fotografico per la copertina dell'album Be Here Now è costato 75 000 sterline ...

"Ma quelli erano i giorni in cui dicevi: 'Cazzo, lanciamo una Rolls Royce in una piscina' e qualcuno diceva: 'Fatto!'. Nessuno diceva: 'Quanto costerà questa cosa?'. A nessuno importava, cazzo, perché tutti vendevano così tanti dischi. Ora tengo quotidianamente degli incontri quotidianamente in cui la gente dice (sussurra, ndr): 'Ho brutte notizie ... Il video ha superato il budget di 5 000 sterline. Dovremo tagliarlo da qualche parte, i Mumford & Sons non spendono così tanto per i loro video'. E io faccio: 'Suonano il banjo e masticano fottuti narcisi, a chi se cazzo frega?'. Cinquemila dollari oltre il budget, porca troia, amico! Li spendo per portare paio di forbici in volo in giro per il mondo".

Noel sul palco del Pistoia Blues nel luglio scorso
Il problema dei gruppi che non scrivono da sé le proprie canzoni è ...

"Questi ragazzi scriveranno con te solo finché la tua stella non inizierà a spegnersi, poi passeranno a qualcun altro. Quindi quella cosa dove ti lascia? Non hai talento e hai cercato di inventare un profumo negli ultimi due anni. Ora sei seduto lì con il culo che sporge a dire: 'Aspetta un minuto, le persone che hanno scritto le canzoni ora scrivono per una ragazza più giovane. O un ragazzo con più capelli rossi: 'Ha un afroamericano pel di carota, questo stronzo'. Quindi sei fottuto".

Una delle invenzioni che preferisco di meno degli ultimi tempi è ...

"Telefoni con fotocamera. La seconda domanda di tutti ora - dopo 'Sei Liam Gallagher?' - è: 'Posso fare una foto?'. Ed è divertente il modo in cui alcune persone si offendono quando rispondi di no. Non ho problemi a farlo, ma non ho problemi nemmeno a dire di no".

La migliore canzone che io abbia scritto è ...

"Be', chiaramente, Don't Look Back in Anger è quella che è entrata in sintonia con la maggior parte delle persone. Ma è la migliore canzone? Quali sono i criteri? Ha gli accordi migliori? No. Ha le parole migliori? No. È la migliore performance vocale? No. Ma la suono in tutto il fottuto mondo e anche le persone che non sanno parlare l'inglese sanno di cosa si tratti. Abbiamo appena trascorso un mese in viaggio con gli Smashing Pumpkins durante il loro tour americano e vedevi un ragazzo con una maglietta dei Kiss e un ragazzo con una maglietta dei Rancid, l'uno con le braccia attorno all'altro, che cantava in Arkansas. E pensavi: 'Cazzo, sono molto lontano da Burnage' ...".

La prima volta che ho suonato Don't Look Back In Anger dal vivo dopo l'attentato di Manchester è stato ...

"Con gli U2 allo Stadio di Twickenham. Ed è stata un'occasione persa perché pensavo che Bono avrebbe detto qualcosa (per introdurla, ndr), ma è l'unica volta nella sua fottuta vita che non ha mai detto nulla. Mi ha detto: 'Pensavo che avresti detto qualcosa'. E ho risposto: 'Non ho detto nulla per fottuti 20 anni, non puoi smettere di dire merdate! Perché non hai potuto dire qualcosa allora?' ...".

Source: NME via Musicweek

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venerdì 23 agosto 2019

Video - Noel Gallagher: "I consigli che mi diede Bono e quell'errore di Liam negli USA ..."

In questo video Noel Gallagher, intervistato da Sirius XM negli USA, parla dei consigli che gli diede Bono degli U2 e dell'amicizia tra la propria figlia Anais e il figlio di Bono, Elijah. Non manca una frecciatina a Liam ...

Sottotitoli ITA by frjdoasis.





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giovedì 15 agosto 2019

Noel Gallagher a tutto tondo: "Grazie Holmes: ora compongo con il basso e i pezzi cedono meno all'emozione. Eminem? Noioso: da 20 anni canta sull'uscita dalla droga. I politici? Tutti squallidi e fascisti"

Dalla sua nuova direzione musicale ai meriti del produttore David Holmes (che gli ha fatto posare la chitarra "togliendo l'emozione", invitandolo a comporre con il basso), da quella volta in cui stava per comprare il Manchester City ai suoi programmi futuri, dalla decisione di vivere in campagna fuori Londra all'epoca folle in cui a casa invitava chiunque, dal blocco dello scrittore vissuto nel 1995 e nel 1999 alle star che come Eminem si disintossicano dalle droghe in clinica e poi ne scrivono per 20 anni, dallo champagne con Tony Blair a Downing Street al "fascismo liberale e fascismo di destra" della politica attuale, dalla sua opinione sulla famiglia reale al messaggio di Lars Ulrich dopo lo scioglimento degli Oasis, dalla sua passione per MasterChef all'importanza del parere degli altri, Noel Gallagher si racconta in una lunga e interessante intervista all'Irish Independent che traduciamo qui di seguito.


Noel Gallagher una volta dichiarò: "Dissi che eravamo più grandi di Dio, ma intendevo più alti di lui. Penso che Gesù fosse 1 e 70 e io sono 1 e 74".

Anni fa un titolo su di lui era: "Noel Gallagher si è ubriacato così tanto con Bono che ha dovuto fuggire".

Fuggire da cosa?

"Dall'essere ubriaco, cazzo!", grida Noel mentre ride.

"Sembra una scena del film 'Shakespeare a colazione' ...", gli dico per scherzare.

"No! No! No! (ride, ndr). Quando ne hai abbastanza, ne hai abbastanza!", riflette Noel, che nel 2000 disse per scherzo al Guardian che prende tre pinte di Guinness "e poi crollo".

Toronto, 13 agosto 2019 (@josiedye)
La carismatica stella degli U2 non è esattamente la persona a cui si può dire più facilmente buonanotte. Noel ha dovuto mollarlo scappando via?

"Sì, l'ho mollato! Ero a casa sua (ride, ndr), ma cazzo se sa come tenere una festa! Questo te lo posso dire".

E anche Noel Gallagher lo sa. La sua casa di un tempo, Supernova Heights, a North London, è stata consegnata alla leggenda delle baccanali.

"Sai che c'è? Quella casa l'ho avuta solo per due anni e mezzo".

Hai venduto la casa quando hai smesso con le droghe?

"Sì, è la risposta breve a quella domanda. Ho avuto la casa per due ann ie mezzo e mi è sembrata una cazzo di vita. Mi è sembrato di vivere lì per una vita, per un decennio".

In quella casa si poteva presentare chiunque?

"Non chiunque", ride. "Onestamente, però, in più di un'occasione mi guardavo attorno nella stanza, vedevo qualcuno e dicevo: 'Chi cazzo è quel tizio là?'. ?Oh, ha consegnato le pizze qui circa quattro o cinque ore fa'. Era fantastico, Steve Coogan era la voce della mia segreteria telefonica".

E Kate Moss era ospite abituale. In una circostanza, quando la supermodella britannica era a Supernova Heights da due settimane, Noel stava varcando il cancello di ingresso della casa quando fu fermato da quattro ragazzine che gli misero dei libri in mano chiedendogli di farli autografare da Kate.

"State venendo qui, a casa mia, a chiedere l'autografo di una supermodella? Non volete il mio? Be', sapete che vi dico? Non ve ne andrete finché non avrete il mio. Il mio autografo ve lo beccate ora!", disse loro la superstella degli Oasis.

"Supernova Heights era fantastica per l'epoca, ma è arrivato un momento in cui ho pensato: devo uscire da questa cosa".

Dove sei andato?

"Sono andato in campagna, Purtroppo il party è proseguito in campagna. Ed è successo che se ne stavano lì per sempre, cazzo. È stato a quel punto che ho pensato: devo sbarazzarmi di tutta questa gente, cazzo!".

E come hai fatto?

"Be', dovevo farlo. Stava avvenendo la fine del mio matrimonio (con Meg Matthews, moglie di Noel dal 1997 al 2001 e madre della sua primogenita, Anais, ndr) e tutto il resto. 'Devono andarsene tutti'. A quel punto (schiocca le dita, ndr), il che è incredibile ... quando ci penso ora ... due mesi dopo aver pensato quello, mi chiedevo: 'Come lo faccio? Cosa faccio'. Ho incontrato Sara ed è stata lei la catalizzatrice di tutto. E io pensavo: 'Bene, fuggirò con lei, allora. Ecco cosa farò'. Ed è quello che ho fatto". Noel si riferisce alla moglie Sara MacDonald, incontrata ad Ibiza e sposata undici anni dopo, nel giugno 2011, con Russell Brand come testimone di nozze. Con lei ha due figli, Donovan, nato il 22 settembre 2007, e Sonny, nato il 1° ottobre 2010.

Il verso di Where Did It All Go Wrong?, brano del 2000, che fa "Conservi le ricevute degli amici che hai comprato?" si riferisce agli amici di Supernova Heights che hai eliminato?

"Sì", annuisce Noel. "Non vedevo quella gente da cinque o sei anni buoni. Da allora abbiamo ripreso confidenza e siamo divenuti di nuovo amici. Eravamo l'uno tra i piedi dell'altro per 24 ore al giorno".

Che ne pensava tua madre di te con tutta quella banda?

"A lei non l'ho chiesto. Si ritorna al discorso: una volta che lasci casa, la mamma non ha più un parere. Se si lamenta ora delle cagate, le dico: 'Sei consapevole del fatto che ho 52 anni, OK? Scusami. Quei tempi sono finiti. Ma, sai, i genitori sono genitori. Io sarò la stessa cosa con i miei figli. Li striglierò quando avrò l'età di Peggy".

Farai mai la pace con tuo padre Tommy, che per te è un estraneo?

"Non penso sia il caso, no".

In punto di morte penserai che avresti voluto appianare le divergenze e riconciliarti con tuo padre?

"No. No. Per me lui non significa niente".

Erano belli i tempi in cui ti portava a vedere le partite di calcio quando eri piccolo. (Noel mi ferma subito, ndr).

"Allora", mi guarda con sguardo perplesso. "Cosa vuoi dire?".

"La roba brutta supera di gran lunga la roba bella. OK, mi ha fatto diventare tifoso del Man City. Grazie molte. È il minimo che potesse dannatamente fare per me".

È vero che un tifoso del Manchester United ti ha rotto il naso?

"Sono rimasto coinvolto in una rissa tra tifosi del City e dello United, sì ... nei tardi ... forse a metà degli anni '80 a Manchester. Mi svegliai a una fermata dell'autobus (ride, ndr) e l'unica cosa che ricordo prima di quello è che non mi trovavo ad una fermata dell'autobus!".

Ti mancano i vecchi e brutti tempi del tuo adorato Man City in seconda divisione?

"Noooo. Oh, cazzo, no! Ci sono passato. Ci sono andato. No, questo è dannatamente incredibile".

Non è troppo facile ora per il Man City?

"Ascolta, ce la godiamo finché Guardiola è in carica. Se ne andrò poresto. E gli faremo gli applausi mentre esce dal cazzo di stadio. Lo porterò fuori su un cazzo di trono dorato e gli dirò: 'Buona fortuna a te, amico, perché ci hai regalato i cazzo di anni migliori della nostre vite'. E poi dopo quello ricomincerà. Ma ti dico io una cosa: il presidente e il proprietario, Khaldoon Al Mubarak e lo Sceicco Mansour, sono persone proprio incredibili".

E se lo sceicco domani mettesse in vendita il club, non potresti costituire una cordata e comprarlo?

(Il famoso monociglio si alza quanto basta per indicare che la risposta è sicuramente forse no).

"Mi fu chiesto di comprarlo da Francis Lee (ex giocatore e leggenda del Manchester City, ndr) nel 1996. Lo incontrai. Andai a Maine Road per incontrarlo. Avevano quest'idea. Mi avrebbero dato un numero di maglia perché non avevano un numero uno. È iniziata come una cosa di marketing. 'Ti faremo firmare una carta. Quindi avrai una maglietta ufficiale che sulla schiena recherà la scritta Gallagher'. Dissi: 'Se mi date un cazzo di numero di maglia io vengo all'allenamento!'. Poi si parlò di investire dei soldi nel club. E io feci: 'Sapete che vi dico? Preferisco essere un semplice tifoso' ..."

Com'eri da ragazzo? Sapevi giocare?

"Sì, sapevo correre. Non ho più le gambe. I miei figli sanno correre. Mi surclassano. Riesco a malapena a restare al passo dei due ragazzi".

Quando nel 1995 dicesti all'Observer che speravi che Damon Albarn dei Blur contraesse l'AIDS e morisse, tua madre ti telefonò per dirti che non ti aveva insegnato a dire quelle cose. Hai ricevuto altre telefonate stizzite da Peggy riguardo a cose che hai detto sui media?

"Solo le solite cose, sai, su Liam".

Liam sul quale mi è stato impedito di fare domande.

"Questo è quanto. Ma una volta che ti fai di una certa età, dici: 'Mamma, non ho più 19 anni, cazzo!' ...".

E la tua dichiarazione del gennaio 1997, "assumere droghe è come prendere una tazza di tè"?

"Be', io mi drogo da quando avevo 14 anni, ma quel commento non l'ha lasciata a bocca aperta più di tanto".

L'allora Ministro degli Interni, Michael Howard, alla Camera dei Comuni disse che Noel dovrebbe essere cacciato via dal paese.

"Quello è stato uno dei giorni più belli della mia vita! Michael Howard!".

Noel e Tony Blair, 30 luglio 1997
Ulteriore allegria ci fu il 30 luglio 1997, quando Noel arrivò al numero 10 di Downing Street come ospite del nuovo Primo Ministro Tony Blair e del signor Howard disse: "Spero che tu ora stia vedendo tutto questo, cazzo!".

"Sulla mia visita al numero 10 ci furono cose che non avevo mai visto in TV", ricorda Noel. "Ci fu una cosa Newsnight, dove Jeremy Paxman disse: 'Questo è il tipo di fottute persone che stanno lasciando entrare nei corridoi del potere ora', intendendo me! Io non so cosa pensare di tutto questo episodio. Era solo un cazzo di periodo folle".

Ti presentasti al numero 10 di Downing Street in Rolls-Royce.

"Io e Alan McGee. Alan mi aveva comprato la Rolls-Royce a Natale".

E non sapevi guidare.

"Ancora non lo so fare! Non ho mai preso la patente. Sì, ci siamo presentati al numero 10 di Downing Street. Era il 1997. Avevo firmato la rinuncia al sussidio di disoccupazione appena quattro anni prima. Capisci cosa intendo? Quindi pensavo: 'Questa cosa è pazzesca, cazzo!'. Alan lavorava per le Ferrovie Britanniche e tutta quella roba. Eravamo due tizi della classe operaia che avevano conquistato il mondo della musica"

"Ricordo che mi disse: 'Lui (Tony Blair, ndr) vuole proprio incontrarti'. Pensavo: 'Per quale motivo mi vuole incontrare?'. 'Be', sostanzialmente li hai aiutati a farsi eleggere (Il Nuovo Labour e Tony Blair, ndr)'. Pensavo: 'Sì, ma non sono ...'. Alan faceva: 'Vai a incontrarli' ...".

All'epoca il tuo amico Paul Weller ti disse che era stato preso in giro e usato dal Partito Laburista a metà degli anni '80 con Red Wedge (un collettivo di famosi musicisti tra cui The Specials, The Smiths, Billy Bragg e Weller, che avevano cercato di avvicinare i giovani alle politiche laburiste)?

Noel e Meg con Tony Blair a Downing Street nel 1997
"Non andai alla ricerca di molte opinioni su quella cosa. Dissi ad Alan: 'Bene, vai avanti allora'. Ricevetti l'invito, andai e basta".

"Dopo? Sapevo che dopo ci saremmo beccati un po' di critiche. I giornalisti del Guardian e del Mirror scrivevano: 'Che cazzo ci fa lui lì?' e cose così. Ma io non andai alla ricerca di opinioni. Sì, Weller era stato bruciato da Red Wedge. La sua opinione dei politici rimane valida ancora oggi. Dice che sono tutti degli stronzi. Ci pensi perché sono persone del Partito Laburista, ma ci sono dentro tutti; sono tutti squallidi; ci sono tutti dentro solo per gli affari propri. È raro che ci siano politici che vogliono servire il loro paese. Anche in quel caso la cosa è dannatamente sospetta. È molto raro. E ora la penso allo stesso modo. Ho incontrato - e ricevo - politici di tanto in tanto. Sono l'uno peggio dell'altro, tutti. Tutti".

Per chi voteresti?

"Non voterei per nessuno. Ero per il Nuovo Labour su tutta la linea. Ci credevo. Credevo in quel balletto che lui fece in mezzo ai due partiti. Il modo in cui lo fece era dannatamente geniale. Sai, far parteggiare per te il Sun e fare in modo che i suoi lettori votassero per il Labour fu uno dei magheggi più grandiosi che siano mai stati compiuti da un politico. E per me quello era il periodo in cui ero davvero appassionato di quello che succedeva nel paese. Ora gli estremi, la destra o la sinistra, sono la stessa cosa. Ci sono fascisti liberali. Ci sono fascisti di destra. Il fenomeno è in aumento in Inghilterra".

Noel, dopo essere uscito dal numero 10 di Downing Street nel 1997, dicesti che pensavi di essere nominato cavaliere di lì a poco. L'avresti accettato?

"No, no. Speravo di ricevere uno sconticino sulle tasse".

Bobbie Gillespie dei Primal Scream ti avrebbe assassinato se avessi accettato il titolo di cavaliere.

"Davvero? Penso di no" (ride, ndr).

Aboliresti la famiglia reale?

"Quello che penso della famiglia reale è che non è colpa loro: quei ragazzi sono nati in quell'ambiente. Prendiamo William e Harry, per esempio: sono nati in quella famiglia. È la loro vita vera. Non sono le persone in sé. È l'istituto secondo cui siamo soggetti a queste persone che prendono un sacco di soldi da terre che furono sottratte a gente comune. Non sono talmente accanito da pensare di allinearli fottutamente tutti e spararli dannatamente!".

Sei cambiato. Nel 2000 dicesti che avresti voluto vedere frustare pubblicamente la famiglia reale prima di mutilarla.

"Be', quello è successo ... cosa? Diciannove anni fa!" (ride, ndr).

Hai detto pure che il Duca di Edimburgo dovrebbe perdere una gamba!

(Prorompe in una risata stavolta, ndr). "Non mi sorprende!".

Hai ancora i tuoi due gatti Benson e Hedges?

"No, Benson e Hedges sono tornati al gattile. Il mio gatto si chiama Stivali".

È vero che sei un grandissimo fan di MasterChef?

"Non direi grandissimo fan (ride, ndr), ma ogni volta che c'è una nuova serie di MasterChef c'è sempre questa situazione in cui sembra che io abbia 12 settimane libere in cui posso sedermi e vederlo. Così ho perso The Wire e il cazzo di Breaking Bad e tutto il resto perché ero in giro in tour, ma per qualche motivo per MasterChef ci sono sempre. Ci piace come famiglia. Ci sediamo a vederlo noi quattro. I ragazzi lo amano".

Tu cucini?

"Col cazzo! (ride, ndr) No! Eh cazzo, è per quello che mi sono sposato! (ride, ndr). Non cucino. Sara potrebbe gestire un ristorante per quanto è brava a cucinare. Cioè quando lei se ne va non è che io muoia di fame. So cucinare".

Noel con Sara MacDonald nel 2001
Noel racconta di quando, qualche anno fa, con Sara visionava una casa in vendita a Londra e l'agente immobiliare disse che alla fine del giardino c'era un appartamento che poteva essere convertito.

"Ci farò uno spazio creativo. E Sara mi disse: 'Per cosa? Perché vuoi uno spazio creativo?'. 'Per scrivere canzoni'. E lei disse: 'Non ti ho mai visto scrivere canzoni'. Pensai: 'Cazzo, ma dici sul serio?'. 'Be', io non ti ho mai visto scrivere una canzone!'. Ancora oggi non ho un cazzo di studio, ma finalmente ho esaudito il mio desiderio. È uno studio di registrazione come si deve".

Scrivi canzoni durante la cena?

"Quando sono seduto a cena batto costantemente sul tavolo a mo' di batterista. Le dico che sto pensando a una canzone. Lei fa: 'Davvero?'. Ho perfezionato l'arte di ascoltarla mentre canticchio una melodia. Mi faceva: 'Sei lontano chilometri. Che stai facendo?' ..."

Adam Clayton degli U2 abita ancora lungo la strada del distretto di Little Venice dove abiti tu, a Londra?

"Sì, abita lungo la mia strada. È mio vicino. Abita a circa cinque porte di distanza. Ci stiamo per trasferire nell'Hampshire. Non volevamo che i ragazzi crescessero a Londra".

Per via dei paparazzi?

"No. Ultimamente vicino casa nostra ci sono stati due accoltellamenti. Vivo, come potrai immaginare, in una zona piuttosto ricca. Alla fine della strada c'è un complesso residenziale e dall'altra parte c'è un altro complesso residenziale. E al momento sono in guerra".

"Un tizio è stato ripetutamente accoltellato nel bel mezzo della cazzo di giornata ed è dovuta venire l'elioambulanza, che è atterrata nel mezzo della strada e tutte le strade sono state chiuse. In ogni modo, nostro figlio ha 11 anni e ora deve andare alla scuola media e stavamo giusto dicendo che sarebbe troppo dannatamente stressante se si trovasse sulla metro sulla via del ritorno a casa e fosse derubato del suo telefono. Così abbiamo deciso di andare in campagna e di iscriverli a una scuola in campagna. Faremo i pendolari per Londra".

Il tuo nuovo singolo è This Is The Place.

"Parla del viaggio della vita e della ricerca di un luogo".

In Gas Panic, uscita nel 2000, scrivevi del panico derivante dalla disintossicazione dalla droga. Come ripensi al tizio che ha scritto quei versi?

"Be', non sono più un tossicomane. È quella la differenza principale".

Eri troppo classe operaia e troppo fico per andare alla Priory, clinica londinese per celebrità che dovevano disintossicarsi dalle droghe?

"Non penso che fossi troppo classe operaia. Non penso che fossi troppo fico. Non ne avevo bisogno. Non avevo bisogno di farlo".

"Una mattina mi sono svegliato e ho detto: 'Basta'. Ho smesso di fumare per caso. Semplicemente non avevo un'altra cazzo di sigaretta. Non è stato qualcosa del tipo: 'Oggi provo a smettere di fumare' (fa la voce di Alan Partridge, ndr). E ne avevo abbastanza delle droghe. Credo che all'epoca pensassi di smettere con le droghe per sei cazzo di mesi per vedere cosa sarebbe successo".

"Non programmavo un cambio di stile di vita così radicale, ma dopo circa due settimane pensavo: 'Cazzo, questa cosa la preferisco di gran lunga!'. E poi ... ho guardato indietro. Non mi infastidisce. Posso starmene seduto in una stanza piena di gente che si fa di cazzo di montagne di cocaina: non mi infastidisce neanche minimamente". 

Non ti sarai trasformato in un signor no noioso e predicatore?

"No. Per niente. Potrei starmene seduto con gente che fuma e tutto quello. Capisci quando spunta fuori la coca la serata sta prendendo una piega merdosa. È sempre così: ci si diverte e si gioca e poi a un certo punto uno tira fuori la coca, e poi tutto d'un tratto fai: 'Be', per me è ora di andare via, perché questa cosa ora è noiosa' ...".

All'epoca hai scritto canzoni sulla cocaina. Le hai mai risentite pensando che fossero cavolate totali?

"Sì, ma ho scritto canzoni sulla coca, sono state cavolate totali ed è stato dannatamente fantastico. Supersonic per esempio. Capisci cosa intendo? Poi ho scritto cagate come molti dei pezzi di Standing On The Shoulders Of Giants, in cui non avevo nulla da dire. E letteralmente provavo a mettere insieme parole che facessero rima, perché avevamo un tour prenotato e dovevamo andare in tour. Ma fa parte del gioco".

Noel non ama le canzoni di Eminem sulla droga
Pensi ancora che Eminem sia un idiota?

"Ehm, è uno di quei tizi che vanno in riabilitazione e poi su quella cosa scrivono canzoni per i successivi 20 anni. 'Ti sei fatto di un po' di fottuta cocaina. Ti sei fatto qualche bevuta. Non lo abbiamo fatto tutti?' ..." (batte le mani, ndr).

"Non ho mai sentito l'esigenza di essere una di quelle cazzo di persone. È noioso. Ma scrivere canzoni sulle droghe è noioso tanto quanto scrivere canzoni sull'uscita dalle droghe".

La title track del nuovo EP di Noel Gallagher, This Is The Place, "inizia", spiega Noel, "come un'altra canzone completamente diversa che stavo componendo con David Holmes. Non riuscirei neanche a dire quanto era diversa. La canzone non mi piaceva. David la amava e voleva pubblicarla. A me non andava bene, ma ne ho sempre amato la parte vocale e i versi, anche se non sono mai riuscito a sistemare per bene il ritornello. Quindi è passata attraverso varie svolte e cambiamenti. E se pensi dove è finita ora ... cazzo! Penso sia incredibile".

Di cosa parla This Is The Place?

"Di cosa parla? Qual è la parte chiave del testo? 'La strada è lunga e continuo a perdere la strada'. Penso parli del viaggio della vita e del trovare un posto. Mi piace visualizzare tutto. Quindi in testa mia sarà la prima canzone della scaletta. E in ogni città tu dici: 'È questo il posto. Dove siamo ora'. Quindi è una canzone sul vivere il momento. E il titolo, This Is The Place, è nato così: avevo il ritornello fino al verso che fa 'è questo il posto'. E pensavo: ''Come ci arrivo?'. Una sera stavo andando a letto e accanto al mio letto c'era il libro This Is The Place del poeta mancuniano Tony Walsh. Ho pensato: 'Porca troia! È adattissimo'. Ho telefonato a Tony l'indomani e gli ho chiesto: 'Faccio bene ad usare questo titolo?'. E lui: 'Assolutamente sì, amico' ...".

La poesia di Walsh è dedicata alle vittime dell'attentato alla Manchester Arena del 22 maggio 2017, in cui perirono 22 adulti e bambini e 120 furono i feriti.

"Il pezzo ha un tocco alla Haçienda (celebre nightclub di Manchester, ndr)".

Quando l'ho sentita per la prima volta ho pensato a Thieves Like Us, dei New Order vintage.

"Molte persone mi hanno detto questo anche riguardo a Black Star Dancing. Una delle canzoni del nuovo EP suona come gli Smiths, non i primi Smiths, ma come l'epoca di The Queen Is Dead, però vintage. Ce n'è un'altra che è proprio bella ritmata, con Tony Walsh che recita una poesia sulla melodia".

Un po' come 'Oh! Take me back to dear old Blighty', presente nella title track di The Queen Is Dead?

"È più ... dal punto di vista della melodia mi sa proprio di Smiths".

Sail On, presente nel precedente EP, trasmette una sensazione di libertà.

"Ascolta, quella canzone l'ho registrata per Chasing Yesterday e la reazione per quel brano mi ha davvero lasciato a bocca aperta. Ce l'avevo lì buttata e ho pensato: 'Fa al caso mio. La quarta traccia su un cazzo di EP. Fa al caso mio'. Ma appena la gente l'ha sentita ha fatto: 'Porca Eva, che canzone!'. Al che ho pensato: 'Davvero? Per me non va da nessuna parte'. È incredibile quello che pensa la gente. È una delle pochissime volte in cui i miei istinti si sono sbagliati su una canzone. Ho pensato: 'Non è grandiosa, cazzo. Semplicemente non è male' ...".

Toronto, 13 agosto 2019 (@upinthesite)
Chi ti ha detto che la canzone era fantastica?

"Le ragazze della band. Poi è uscita su Internet e tutti dicevani: 'Oh, la gente ne sta andando matta'. La reazione mi ha sbalordito. È buffo, no?".

Di norma dai ascolto alle opinioni degli altri?

"Non prima del fatto compiuto. Quando faccio musica non la faccio sentire a nessuno fino a che non ho finito. Magari ... se Weller vive vicino casa mia, si trova lì e mi fa: 'A cosa stai lavorando?' gliela faccio sentire. Non la faccio sentire a nessuno finché non è ultimata. Non mi piace andare alla ricerca di opinioni. Penso che, in quanto artista, la cosa debba venire da me. Dopo il fatto compiuto, se la gente dice ... perché quello che succede se fai sentire a qualcuno una cazzo di canzone sei settimane che sia ultimata è che quando ne sentono la versione definitiva dicono: 'Oh, preferivo l'altra versione'. E io faccio: 'Grrrrr!' (ride, ndr). Quindi non fatela sentire alle persone finché non è finita".

Qual è il tuo programma per i prossimi anni di musica?

"Quando finisco questo tour con gli U2 in Australia a novembre, mi costruirò uno studio di registrazione a Londra. Quindi ho in programma di rimanere in studio per la maggior parte dell'anno prossimo".

Prenderesti in considerazione l'idea di rimanere lontano dal tour e fare soltanto molta roba in studio?

"Be', non lo so. Se fisicamente non ce la farò ad andare in tour, non penso che smetterò di comporre. Ora mi farò il mio studio personale che potrebbe diventare un luogo da cui non riuscirò ad allontanarmi. Ma ora? No, perché scrivo sempre una canzone e penso: 'Cazzo, non vedo l'ora di suonarla dal vivo!' ...".

C'è un sound particolare nelle nuove canzoni che stai approntando?

"La roba nuova che ho scritto può suonare molto varia, da un tocco alla Young Fathers a una versione elettronica dei Kinks a ..."

Non è prevedibile.

"Su questo EP, This Is The Place, ci sono tre stili molto diversi. Non sono giunto a questo punto, non ho tirato fuori il coniglio dal cilindro. Di solito quando penso troppo alle cose finiscono per essere una merda. È solo che le canzoni ora prevedono un mnucleo di persone con cui entro in stidio e che sono grandiose e (schiocca le dita, ndr) può venire fuori qualsiasi idea! Ho questo ingegnere che è dannatamente incredibile. Qualsiasi idea con cui me ne esco posso fargliela sentire e lui dice: 'Bene, suona come gli Oasis, possiamo farla suonare come ... cazzo, non lo so ... i New Order?'. E si inventa un modo per farla suonare contemporanea. Quindi ecco dove mi trovo al momento, Ma con la roba nuova ... può venire fuori qualsiasi cosa, dai Can agli Young Fathers, dai Kinks agli Stone Roses".

È il tipo di canzoni che Noel non avrebbe mai potuto fare con gli Oasis?

"Gli Oasis nell'ultima fase comprendevano quattro autori: io, Andy, Gem e Liam. Andavamo tutti vagamente nella stessa direzione, ma questa canzone non sarebbe passata. AKA ... What A Life ... sarebbe passata, cazzo! Sai, ho dovuto litigare per quattro cazzo di mesi per far sì Fuckin' In The Bushes fosse inclusa in Standing On The Shoulders Of Giants. Quella era come ... era un no secco. Ma no, non starei facendo Black Star Dancing se fossi negli Oasis. Non mi troverei in quel punto ora. Non è che un pomeriggio abbia posato la cazzo di chitarra, abbia spento il mio amplificatore Marshall e poi mi sia dato alla musica elettronica. Per arrivare a Black Star Dancing c'è voluto un periodo di cinque o dieci anni o non so quanto di composizione. E quando lo dico alla gente durante le interviste mi fanno: 'È proprio diversa'. Non è tanto dissimile da What A Life, ma What A Life è più rock perché la mia mentalità allora era ancora quella. Ora la musica rock è uscita talmente tanto dal mio corpo che la chitarra in studio è una delle ultime cose che prendo. A casa compongo con il basso".

Toronto, 13 agosto 2019 (@upinthesite)
Il groove di Black Star Dancing è incredibile.

"Quello deriva dal fatto di comporre con il basso. Quando ho iniziato a prendere le chitarre suonava troppo melodica, troppo emozionale. È stata quella la cosa buona del lavorare con David Holmes. Mi diceva: 'C'è troppa emozione in questo pezzo. Dobbiamo tornare alle radici di questo tipo di cosa'. Penso che nei successivi due anni sarebbe accaduto questo ... Direi che lavorare con David è stato il catalizzatore di un cambiamento enorme. Enorme. Sai, mi ha fatto capire questo: 'Perché metti le chitarre in tutto? Perché iniziamo da lì? Perché non iniziamo dal basso?'. Non mi ero mai reso conto di quanto fossi bravo come bassista  finché non ho conosciuto lui".

Qual è la convinzione più errata che la gente ha su Noel Gallagher?

“Su di me? Non lo so. Non leggo abbastanza cose scritte su di me per preoccuparmi di quel tipo di cosa".

Tua moglie ... ? (mi interrompe subito, ndr).

"Se mia moglie sa come sono fatto?" (ride, ndr)

"Non mi è mai fregato un cazzo di quello che pensa la gente su di me come persona. Non me ne fotte una minchia. Quando chiudo la porta e vivo la mia vita familiare, ho delle responsabilità nei confronti delle persone con cui vivo e condivido la mia vita, per tutto il tempo in cui loro sanno chi sono. E basta. Quando esco e incontro degli estranei non me ne fotte un cazzo di quello che pensano di me. Per strada può capitarti di incontrare qualcuno e tu sei in giornata no e può capitare che ti dicano: 'Posso fare una foto?' e tu fai: 'No. Va bene, amico?'. Poi magari ti spingono e finisci per fare una cazzo di litigata. E quella persona se ne andrò pensando: 'L'ho incontrato una volta. È stato uno stronzo'. Capisci cosa intendo? Quindi non puoi permetterti di pensare a cose così".

Ti risulta più difficile comporre ora che hai un bel po' di quattrini in banca e voli su jet privati?

"Inizialmente ho faticato con questa cosa, dopo la pubblicazione di (What's The Story) Morning Glory?, perché non avevo nulla di cui scrivere. Non avevo nulla di cui potessi scrivere con nessun ... Tutto ciò che sapevo erano jet privati e cazzo di supermodelle. Capisci?".

Come hai smesso di essere una testa di cazzo totale allora?

"Oh, non lo so. Forse ha a che fare con il mio essere mancuniano e irlandese! (ride, ndr) Non lo so! Ho faticato con questa cosa per un po', perché Definitely Maybe parlava di come ero io: vivevo nella città di Manchester. Morning Glory è stato l'album del ritorno sulla terra dopo quello. Ero un po' più considerato. Dopo ho faticato per un po'. Non conoscevo niente di cui scrivere e su cui avessi una qualche autorità, a parte avere molti soldi e un cazzo di ...".

Ti penti di non esserti preso una pausa dopo il secondo album?

"L'unica cosa di cui mi pento è che tutti i lati b dei singoli di Morning Glory sarebbero dovuti comparire sul terzo album, ma avevo talmente la livrea rosso porpora che qualsiasi cosa scrivessi era dannatamente grandiosa per circa tre anni. E avrei dovuto dire, o qualcuno della Creation Records mi avrebbe dovuto dire: 'The Masterplan (come lato b, ndr)? Che cazzo stai facendo?'. Se pensi a Talk Tonight, The Masterplan, Half The World Away, quelle quattro canzoni da sole avrebbero formato la maggior parte di un terzo album e sarebbe stata una storia diversa. È questa l'unica cosa di cui mi pento. Non mi pento di nient'altro. La vita è troppo breve per avere rimpianti".

Le canzoni del passato evolvono con gli anni proprio come lo stesso Noel invecchia come autore?

"Oh sì. Prendiamo Don’t Look Back In Anger. È divenuta un inno ora. Capisci? Il mio istinto qualche anno quando andavo in tour mi diceva: 'È troppo rock. Devo riportare in scaletta una cosa così'. Così ho pensato di farla in acustico e ha ripreso tutta un'altra vita da sé. Ma ora i miei istinti mi dicono: 'Forse dev'essee un po' più rock' ...".

Faresti suonare le forbici a Charlotte Marionneau su questo pezzo?

(ride, ndr) "Charlotte ha molto tempo e molto spazio. Non so bene se il tempo e lo spazio sarebbero quelli giusti su un pezzo degli Oasis".

Gli Oasis in una foto del 1995
Qual è la storia più buffa che ci puoi raccontare sugli Oasis?

"Oh, porca troia!".

E i Brit Awards del 1997? Quando tu e Liam incontraste Jay Kay dei Jamiroquai e Liam iniziò a cantare imitando gli strumenti (canto scat) verso di lui nel bagno?

"Qual era la canzone che aveva pubblicato? (Cosmic Cowboy, ndr). Ci sono un sacco di storie sugli Oasis!".

È vero che il giorno dopo il tuo abbandono agli Oasis, il 28 agosto 2009, Lars Ulrich dei Metallica ti ha mandato un messaggio con queste parole: 'O sei incredibilmente stupido o sei incredibilmente coraggioso'? Ti sei mai sentito una delle due cose?

"No. Quello viene da un batterista. Capisci? Conosco Lars piuttosto bene, in realtà. Lo vedo di tanto in tanto, usciamo insieme. Posso capire da dove viene. Non lascerà i Metallica e loro si odiano, cazzo, quella band, capisci cosa intendo? Gli Oasis non sono mai andati veramente d'accordo".

Ma tu non hai mai ingaggiato un terapeuta da 40mila dollari a settimana come hanno fatto i Metallica nel 2004 per far sbollire l'astio tra la band (come si vede nel documentario Some Kind of Monsyer)?

"No, no, no. Ma io volevo dire questo: sono stato sul punto di lasciare la band due volte e la musica è sempre stata la molla sufficiente a farmi tornare sui miei passi. Quando è arrivata quella sera di Parigi ho pensato: 'Ne ho abbastanza ora. Non ha un cazzo di senso'. Ma sì, Lars è stato uno dei primi a telefonarmi per dire che ero un idiota o un cazzo di genio".

Hai davvero avuto un'esperienza extracorporea a Parigi?

"Quale esperienza extracorporea?", dice Noel ridendo. "Esperienza extracorporea? In che anno era? L'ho raccontato a GQ? Oh, probabilmente era per farmi due cazzo di risate. Non lo so, non ricordo di aver avuto un'esperienza extracorporea! A Parigi ho scritto Don't Look Back In Anger. Penso che roba più cosmica di così non ci sia!".

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traduzione by oasisnotizie

Source: The Irish Independent

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