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mercoledì 9 dicembre 2020

Liam Gallagher: "Sul Tamigi ho tirato fuori il sound punk alla Sex Pistols che gli Oasis avevano prima di passare al sound alla Beatles"

Intervistato il 4 dicembre da Colm Haye di Radio Nova, emittente irlandese, Liam Gallagher ha parlato - oltre che di Maradona - anche della sua nuova canzone, All You're Dreaming Of, e del concerto registrato sul Tamigi.

SU ALL YOU'RE DREAMING OF

"Un Liam delicato e sensibile? Sì, ma ho nella manica questo tipo di pezzi, li ho sempre fatti, anche quando facevo parte degli Oasis. Comunque sì, non penso che qualcuno abbia bisogno di sentirmi lamentare e blaterare, capisci?".

"Mi seccherei se mi dicessi che la vedresti bene in uno spot di John Lewis? No, penso che John Lewis sia piuttosto decente.  Puoi sentirla dove ti pare, qualunque cosa sentano le tue orecchie. Nelle intenzioni non doveva essere una canzone di Natale. L'abbiamo composta durante il lockdown e ho pensato che avesse un sound alla Bing Crosby, così ci abbiamo dato dentro un altro po'. Sì, è una canzone di Natale, ma è una seria, non una sdolcinata come alcune delle canzoni che si sentono in giro. Sì, è una canzone adorabile".

"Abbiamo registrato tutti gli archi e tutti i fiati ad Abbey Road, così ho pensato di registrare lì anche la parte vocale. L'ho registrata lì, poi sono tornato a casa e ho ascoltato la versione che avevo registrato nella mia stanza, a casa mia, con indosso i boxer. Abbiamo usato quella registrata a casa, perché quella registrata ad Abbey Road non era abbastanza buona. Sì, l'ho cantata in boxer. Per rispondere alla tua domanda, no, non mi importa cosa indosso".

SUL CONCERTO SUL TAMIGI

"Esibirsi lungo il Tamigi con il vento? Nah, c'erano i parka e c'era il cappello. Quanto a Zoom, non farei dei concerti su Zoom perché sono patetici. Così abbiamo deciso di prendere un barcone, adare sul Tamigi, riunire tutti i ragazzi, attaccare le chitarre agli amplificatori e fare un po' di rumore. Mi dicevano: 'A novembre suonerà così così ...'. Io ho detto: 'Facciamolo!'. Così lo abbiamo fatto e suona incredibile. Non era così freddo".

"È un po' Sex Pistols e un po' punk rock. Quindi sì, è bello. Abbiamo suonato tre canzoni che non facevo dai tempi degli Oasis. Gli Oasis iniziarono un po' punk, penso. Sai, avevamo un sound più punk, poi passammo ad un sound un po' più alla Beatles.  Ce l'abbiamo avuta sempre quella cosa, un po' Beatles e un po' Sex Pistols. Andando sul barcone ho pensato che avremmo tirato fuori il sound alla Pistols. E spacca!".

"Non lascerò mai la stanza del concerto senza aver cantato i classici degli Oasis. Fanno parte del catalogo delle mie canzoni al pari delle canzoni poco note, indipendentemente da chi le ha scritte. Le ho cantate e le ho rese quello che sono anche io, tanto quanto ha fatto lui (Noel, ndr)".

SUL LOCKDOWN

"Lockdown periodo difficile anche per me? Sì, perché non ho visto la mia famiglia, non ho visto mia madre. L'ultima volta che l'ho vista ... L'ho vista quando sono salito a Manchester per una sera, e non basta. Ho visto i miei figli Ascolta, c'è sempre gente peggio di te, no? Quindi non ci faccio molto caso. Ho dovuto cancellare concerti e roba così. Non conta quanti soldi tu abbia. Penso sia stato un incubo per tutti. Riunione su Zoom con la famiglia? No, tendo a tenermene alla larga".

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L'audio dell'intervista è alla fine del post. Prossimamente altri post estratti dall'intervista audio qui sotto.
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mercoledì 25 dicembre 2019

Liam Gallagher: "Noel? Oggi fa musica stupida, magari tornasse a Setting Sun. Ero nella giungla tra divorzio e figlia segreta. E nel mio jukebox metto ..."

Ultima parte della nuovissima intervista che Liam ha rilasciato al numero di febbraio 2020 della rivista MOJO.

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È più facile ora che non devi presentare le canzoni al tuo fratello maggiore per avere la sua approvazione?

No, per niente. A Noel passavo la cosa, ma lui non era mai uno al quale dovevi dire: "Posso per favore avere cinque minuti del tuo tempo per farti ascoltare cosa ho fatto?". Facevi: "Vuoi sentire una canzone?" Lui ti rispondeva "no" o "sì", ma aveva la sua visione e la sua visione ci ha portato in vetta, quindi ero piuttosto felice con lui che scriveva le canzoni e io che le cantavo. Lo amavo. Era quello il mio lavoro.

La tua vita ha preso una svolta problematica alla fine dei Beady Eye. Hai preso in considerazione l’idea di smettere con la musica?

Mai. Dopo il divorzio e tutta quella roba a New York, sapevo che non mi sarebbero rimasti molti soldi. Ho pensato: magari mi compro una casa in Spagna, i figli possono venire a vederci e provo a mettermi in un un buon posto. Una volta che hai la musica dentro di te, non puoi cacciarla fuori. Ma volevo allontanarmi dalla situazione in cui uscivi di casa e un tizio ti faceva: “Oh bene, amico, vieni a prendere una birra? Quando torneranno insieme gli Oasis?”. Fanculo a quella merda. Quindi ho pensato: vado in Spagna, mi abbronzo e lavoro su di me, mi metto in forma e poi torno e, cazzo, (grida, ndr) SCATENARE LA BESTIA, AMICO (ride, ndr). Ma non è accaduto! (con tono triste, ndr) Non è accaduto. Debbie ha fatto: “Col cazzo che vado in Spagna!”. Così ho pensato: “Oh, bene, rimaniamo qui”.

Stavi ricevendo offerte da programmi televisivi? Masterchef? Ballando con le stelle?

Oh sì. C’è stato tutto quello. Può darsi che si sia trattato di I’m a celebrity, get me out of here. Mi hanno chiesto: “Vuoi venire nella giungla?”. Ho detto: “Ascolta, amico, sono già nella cazzo di giungla. Mi state prendendo per il culo? La mia band si è appena sciolta, il cazzo di our kid non mi parla, la ragazza mi ha fottutamente lasciato, ho un’altra cazzo di figlia in arrivo. È questa la cazzo di giungla!" (canta ad alta voce, ndr) WELCOME TO THE JUNGLE! (ride) Un cazzo di programmino televisivo di merda. Penso che mi sia stato chiesto anche di andare a Ballando con le stelle.

Saresti straordinario a Ballando.

Questo non lo so. I fianchi non sono quelli di una volta.

Tutto quello stare ancora in piedi sul palco è una copertura.

(ride, ndr) Tu pensi che io stia imbrogliando e un tizio che fa flamenco come si deve stia provando ad andare fuori?! In realtà penso che Jeremy Kyle mi abbia offerto di partecipare al suo programma: "Venite in trasmissione, tu e tuo fratello" … "Bene. Tu non riusciresti a sistemare un cazzo di pacco di patatine". (si fa subito pensieroso, ndr) Io ero già concentrato però, amico. Sapevo che una volta che avessi risolto tutta questa roba, dovevo sicuramente fare qualcosa di musicale. Sì, l’aereo è atterrato capovolto sulla pista per un po’, e poi è ritornato in posizione.

Hai un jukebox?

No. Lo avevo. Me ne sto comprando uno nuovo per la mia nuova casa. Ho tutti i 45 giri, forse in magazzino o a casa di Gene. Un sacco di roba, come i Damned, roba così.

Quale sarebbe il jukebox di Liam?

I Roses, i Mondays, gli Stones. Tutti i classici, amico. I Bee Gees. C’è un pezzo, penso si trovasse sull’album Horizontal o Idea … (canta) "Dove sarei senza la mia donna?". Lonely Days! (in realtà da 2 Years On, del 1970, ndr). Sì, sono grandiosi. Chi altro? Neil Young. Sex Pistols - Bodies. L’inizio di Bodies non è mai stato battuto. Ho incontrato Johnny Rotten un po’ di volte. Uno stronzo arrogante. Non era male, poi è stato uno stronzo, poi non è stato male, poi è stato un po’ uno stronzo. Avrei preferito se fosse stato solo uno stronzo, cos’è tutto sto ‘non è male’? 

Una canzone degli Oasis?

Hmm. Ho sempre amato Live Forever, Champagne Supernova, ho un debole per Supersonic, perché è stata la prima e ancora suona piuttosto buona. Alcune di quelle canzoni non sono invecchiate bene. Certi giorni le sento e penso: “Spegni quella merda”. Gli Oasis sono stati un momento nel tempo.

Una canzone di Noel Gallagher solista?

Oooh no!! Ti dico una cosa, quella che fece con i Chemical Brothers (Setting Sun, ndr) è un gran pezzo. (grida, ndr) È quella roba che dovrebbe fare! Non quella cazzo di roba stupida che sta facendo al momento. Suona come un Dolly Parton che ha buttato giù la pillola per la prima volta. Whoo-hoo-hoo! E so di essere un po’ stronzo, ma fanculo, è solo una battuta, no? Non gli auguro niente di male. Lo sai. La cosa migliore del mondo della musica al momento è che io e our kid siamo ancora qui! Siamo tornati al punto di partenza. Mentre prima eravamo soliti insultare tutti, ora facciamo semplicemente: “Non c’è nessun altro da insultare: che ne dici di me e te?!”. Togli me e il fratello ed è una noia mortale! Tutti sono troppo carini.

Venticinque anni fa chi avrebbe scommesso che oggi sareste ancora stati qui?

Proprio così, amico. Non dovremmo neanche stare qui. (voce di un pazzo, ndr) "Non dovreste essere qui!". E non dovremmo essere qui, ma lo siamo, cazzo! Quindi fatevene una ragione.

traduzione di oasisnotizie - Source: MOJO, February 2020

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venerdì 11 ottobre 2019

Video - Liam Gallagher: "Le mie band preferite e il mio essere anti-performer" (sottotitoli ITA)

Intervistato da Les Inrockuptibles, in Francia, a settembre 2019, Liam parla del proprio essere “anti-performer” e indica le proprie band preferite. Video con sottotitoli ITA.



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martedì 12 febbraio 2019

Noel Gallagher: "Never Mind the Bollocks è il disco più influente di tutti i tempi. È scientificamente provato"

Non è un mistero che Noel Gallagher ami i Sex Pistols. Più volte in passato l'ex Oasis aveva citato Never Mind the Bollocks quando era stato interrogato sui suoi dischi preferiti. Ora Noel dice di più. "Never Mind the Bollocks è l'album più influente di tutti i tempi", aggiungendo che si tratta di un "fatto scientificamente provato".

Quello del 1977, divenuto un autentico fenomeno sociale (il titolo completo del disco in italiano significa più o meno "lasciate stare le cazzate, ecco i Sex Pistols"), è uno degli album che più affascinano Noel e non solo. "La gente che ancora oggi lavora nell'industria musicale ha fatto carriera per quel disco lì", spiega. "È la svolta assoluta. Non c'è discussione. Non si può fare di meglio. È un fatto scientificamente provato". 

Vediamo cosa disse Noel a proposito del disco nel 2013 alla BBC (video qui). 

"È un disco estremamente provocatorio. Comincia con quella che possiamo solo immaginare sia  una marcia con stivali militari. All'epoca, in quel momento, era tutto finito. Qualsiasi cosa fosse venuta prima veniva  considerato derubricata a 'irrilevante' appena lui (Johnny Rotten, ndr) inizia ad anti-cantare".

"Più lo guardi ... in copertina ha le parole sex e bollocks, di sicuro è l'opera d'arte popolare più provocatoria di sempre. C'è la politica, c'è la moda, c'è il modo di pensare ... La cultura giovanile era morta a quel punto. I ragazzi non avevano potere, erano visti solo come ragazzi. Arrivarono i Sex Pistols dicendo che l'ordine stabilito sarebbe cambiato. E fu così, per sempre".

"E basta. Non fecero altro che questo disco. È questa la loro dichiarazione al mondo. Immagina fare le cose così bene una volta sola. Io ho fatto 10 album e in testa mia non si avvicinano a questo. E io sono un bastardo arrogante. Sul serio. Darei tutti i miei album se potessi scambiarli con il fatto di aver composto quel disco lì. Davvero".

Source: NME

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giovedì 10 maggio 2018

Liam Gallagher: "Il mio prossimo album si ispira a Sex Pistols e Stooges"

Con il suo primo album solista Liam Gallagher ha stupito un po’ tutti: certo era prevedibile che As You Were avrebbe fatto parlare di sé, ma quasi nessuno si aspettava che il disco sarebbe stato un successo capace di attirare i consensi di pubblico e critica, un lavoro che ha chiuso definitivamente il sipario sul mezzo passo falso targato Beady Eye.

Ecco perché, promosso a pieni voti, l’ex frontman degli Oasis sembra averci preso gusto tanto che in queste settimane ha dichiarato di essere a Los Angeles per registrare il nuovo album, a nemmeno un anno di distanza dall’uscita di As You Were. Le fonti sono molteplici ma, come al solito, le dichiarazioni più importanti Liam le ha affidate al suo canale Twitter: «State attenti, fighetti del cosmic pop», aveva scritto Our Kid in un chiaro riferimento al suono abbracciato dal fratello Noel per il suo ultimo album Who Built The Moon?.

Quel che è certo è che Liam è tornato a lavorare insieme all’autore Greg Kurstin (già al lavoro con Adele) e al producer Andrew Wyatt, che per il minore dei fratelli Gallagher ha sfornato un suono interamente costruito intorno alla sua voce. La squadra, definita da Liam “The Army”, avrebbe già sfornato le prime canzoni: un suono “magico”, addirittura “biblico”.

Durante un’intervista rilasciata alla testata NME, infatti, Gallagher aveva rivelato che il nuovo lavoro suonerà molto più duro, più “dritto in faccia e meno dispiaciuto” rispetto a As You Were, con cui al contrario l’ex bad boy del brit pop aveva voluto “chiedere scusa a tutti quelli che ho fatto incazzare nel corso della mia vita”, escluso Noel ovviamente. Inoltre, sempre per ammissione del cantante, il nuovo lavoro sarebbe indirizzato verso il punk, ispirato in particolare da Sex Pistols e Stooges, due fra le band preferite dell’ex Oasis che continuerà quindi a seguire il suono che lo ha sempre guidato senza lanciarsi in improbabili sperimentazioni: «Non voglio fare un disco dance, nè tantomeno qualcosa con i beat o robe elettroniche. Voglio solo fare un buon rock rock ’n’ roll con belle melodie e testi convincenti».

Parlando di fanta-collaborazioni, poi, c’è chi ha speculato su un eventuale lavoro insieme ai Foo Fighters dopo la grande amicizia tra Liam e Dave Grohl, collaudata anche nel backstage di Glastonbury: «Mi continuano a scrivere dei messaggi. Loro vorrebbero fare una canzone insieme, ma sono molto impegnato al momento», aveva rivelato il cantante a febbraio. All’epoca Liam era impegnato in tour e chissà che le colline di Hollywood non possano diventare lo scenario perfetto per la collaborazione con i losangelini Foo Fighters. Un trionfo britpop, poi, sarebbe un brano insieme a Richard Ashcroft, dato che l’ex frontman dei Verve è attualmente l’opening act dei concerti di Liam, a sua volta artista di supporto ai concerti dei Rolling Stones anche se una collaborazione tra Mick Jagger e l’ex voce degli Oasis sembra improbabile anche se sognare è ancora concesso.

Ricordiamo, inoltre, che le prossime occasioni per vedere Liam Gallagher dal vivo saranno il prossimo 21 giugno sul palco degli I-Days il prossimo 21 giugno all’Area Expo-Experience di Milano, e due date previste a novembre, rispettivamente il 15 alla Zoppas Arena di Conegliano (TV) ed il giorno seguente, il 16, al Palalottomatica di Roma.

Source: rollingstone.it

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lunedì 27 novembre 2017

Noel Gallagher a Zeit Magazin: "Liam? Mi vede come un padre sostitutivo. Da piccolo ero un sognatore solitario. Il '95 e il '96? Anni terribili, sballottati da elicotteri a campi isolati in cui suonare"

Bella intervista concessa da Noel Gallagher in Germania a Zeit Magazin. Traduz. italiana di oasisnotizie. Zeit Magazin ha intervistato questo mese anche Liam (leggi qui).

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ZEITmagazin: Signor Gallagher, quest'anno hai compiuto 50 anni. Quanto ti senti adulto?

Gallagher
: Mi sentivo adulto già a 16 anni. Quanto alla mia visione della vita, da allora sono cambiato poco. All'epoca iniziavo a vedere le cose in maniera più rilassata. Accettavo che non si può resistere al corso delle cose e da allora sono stato meno agitato. Sono più calmo di tutte le persone che conosco.


ZEITmagazin: Con gli Oasis festeggiavi alla grande. Anche quello corrispondeva alla tua nozione di relax?

Noel Gallagher per Zeit Magazin. Foto: Maxime Ballesteros
Gallagher: Assolutamente sì, perché non ho mai approfittato del nostro status per danneggiare gli altri. Non ho mai distrutto una stanza d'albergo o qualcos'altro. Ero solo perennemente e stupidamente ubriaco. Tanto tempo fa. Diciamocelo, la maggior parte delle persone che si rendono conto di essere rock star si trasformano in tipi piuttosto sgradevoli. Spero di non essere diventato così stronzo.

ZEITmagazin: Cosa ti distingue da una rock star sgradevole?

Gallagher: Non aver mai perso il mio senso dell'umorismo. Nella merda peggiore so scoprire qualcosa di divertente. Ho trovato meraviglioso il fatto di aver compiuto 50 anni. Guarda i miei capelli: non ne cade nessuno e non devo tingerli: fantastico! Inoltre non ho tatuaggi, orecchini o piercing, niente di tutte questi ninnoli che la gente indossa per sembrare giovane e alla moda. Richiedimelo tra dieci anni, però. Magari avrò una parrucca e un po' d'oro addosso.

ZEITmagazin: Il tuo 50° compleanno l'hai festeggiato con un party i cui ospiti si sono travestiti da personaggi della serie televisiva statunitense Narcos, ricevuti alla corte di Pablo Escobar. Dopo tutto era un trafficante di droga molto violento, noto per i suoi omicidi. Cosa ti collega a lui?

Gallagher: Questo party è stato un'idea di mia moglie. Questa cosa di Escobar va avanti da un po', perché i miei amici mi hanno dato alla fine il soprannome Escoba, che dovrebbe essere buffo.

ZEITmagazin: Come sono arrivati a soprannominarti Escobar?

Gallagher: (silenzio molto lungo, ndr) Non ne ho idea, forse me lo sai spiegare tu? Be', in questa serie televisiva Escobar è ritratto come un mecenate minimalista. Ho degli amici che sembrano aver fatto i conti con me. Soprattutto mia moglie trova questo paragone divertente e quindi ha programmato il party. L'evento era solo uno scherzo sul fatto che ad un altro Gallagher, che non è stato invitato, la cosa sarebbe andata di traverso.

ZEITmagazin: Tra gli invitati c'erano Madonna, Stella McCartney e il tuo amico Bono. Poi hai trascorso le vacanze estive con Calvin Klein, Bruce Springsteen e Jade Jagger a Ibiza. Non sembra surreale per un ex ragazzo della classe operaia come te?

Gallagher: Non c'è nulla di surreale in questo. Questi ora sono tutti amici miei. Ho rapporti alla pari con ognuno di loro. Nessuno di questi tizi è più importante, se vogliamo. Be', con Madonna sono diventato così intimo solo di recente, ma abbiamo un caro amico comune. Lei era in città quando era in corso la mia festa e ha chiesto se poteva venire anche lei. Ovviamente è stata la benvenuta. Mia moglie fremeva per l'entusiasmo e festeggiare con Madonna è stato davvero qualcosa di surreale. A proposito, donna molto spiritosa con un pazzesco senso dell'umorismo, di cui ora sono amico anche io.

ZEITmagazin: Anche tu hai 'parcheggiato' dei soldi in paradisi fiscali? E quanti dei tuoi nuovi amici lo hanno fatto?

Gallagher: Purtroppo non mi beccano mai con niente. Non sono ancora così importante. Nessuno mi hackera il profilo Instagram o il profilo Facebook né il mio dannato telefono. Nessuno mi hackera i pensieri. Cosa sto facendo di sbagliato? Ma fiuu, sono felice che il mio nome non compaia in questi documenti!

ZEITmagazin: Potresti fornire conforto al tuo amico Bono? Mi sembra una cosa molto spiacevole.

Noel Gallagher intervistato da Anthony Mason di CBS
Gallagher: No, sinora la questione non è stata sollevata, perché io non ne sono dentro per nulla, ma sostanzialmente non riesco a capire tutta l'eccitazione per i paradisi fiscali. Penso che tutti noi paghiamo troppe tasse, dall'edicolante alla rock star, ma lasciamo perdere questo. Dirò di più se mi beccheranno.

ZEITmagazin: Hai appena fatto un tour negli stadi con gli U2. Ti ha ricordato il tuo periodo con gli Oasis?

Gallagher: No, mi ha solo confermato che non mi piaceva suonare negli stadi. Mi era risultato chiaro negli ultimi periodi con gli Oasis e mi è risultato di nuovo chiaro ora quando ho aperto i concerti degli U2. Non sono il tipo per quelle cose lì. Alla fine ho accettato l'offerta di Bono sol perché mi dava l'opportunità di promuovere il mio nuovo album. Altrimenti non l'avrei fatto. Comunque alle persone che sono nella mia band non è piaciuto, perché, a differenza mia, non sono fan degli U2. È stato davvero spassoso viaggiare per il mondo con un team di 50 irlandesi. Fanno bisboccia ogni dannata sera. Ecco perché con questo tour sono invecchiato di anni, ma è valsa la pena.

ZEITmagazin: Era così anche con gli Oasis.
Gallagher: No, non spreco nessun pensiero per gli Oasis. Be', nei miei concerti ho suonato anche alcune vecchie hit, perché la gente se lo aspettava, ma a parte quello non penso mai agli Oasis, neanche per un secondo. Vivo nel presente, non nel passato. 

ZEITmagazin: Il periodo che una volta definisti i tuoi "anni sull'elicottero" è stato così brutto?

Gallagher: Gli anni terribili sono stati il 1995 e il 1996, quando suonavamo solo in arene enormi e in campi isolati e ci portavano ad ogni concerto con l'elicottero. Non mi piaceva più. Andare sul palco dopo essere stato sballottato con forza in un elicottero così traballante nel cielo non era affatto una gioia. Nel contempo gli Oasis avevano assunto una dimensione tale che non sarebbe potuto essere altrimenti. Non un bel periodo.

ZEITmagazin: Ti manca qualcosa degli Oasis?

Gallagher: No, niente. Mi interessano solo le canzoni, e sono mie. Sento e risento dire che gli Oasis sono una faccenda in sospeso. Per quanto mi riguarda è tutto finito.

ZEITmagazin: Alcune delle tue nuove canzoni sorprendono per i loro beat techno e i fan che le criticano li hai già liquidati come "scimmie con il parka". Ma sono proprio loro il pubblico cui devi tutto, no?

Gallagher
: Non dovreste prendere tutto quello che dico letteralmente. Non pensavo che avrei causato tutto quel casino con un termine buttato rapidamente lì. Era solo una battuta. Non tengo traccia di quello che accade sui social network, ma mia moglie e mia figlia erano eccitate e mi facevano: "Oddio, guarda qui, guarda lì!". Sì, accadeva qualcosa. Era una battuta sui genitori di quelle scimmie con il parka, che avevano insultato Bob Dylan quando prese in mano la chitarra elettrica e si eccitavano per i capelli lunghi dei Beatles e per Yoko Ono, la diabolica donna giapponese. Nessuno di loro ha senso dell'umorismo.

ZEITmagazin: Ti sei mai pentito di una rapida battuta?

Gallagher
: Hai voglia! Migliaia di commenti che ho fatto sono stati stupidi.

ZEITmagazin: Quante volte ti sei scusato?

Gallagher: Tutte le volte che l'ho ritenuto opportuno. Non ho conti in sospeso. Il mio errore più grande è stato augurare a Damon Albarn di prendere l'AIDS. Be', è stato molto tempo fa ed erano gli anni folli del Britpop. Di sicuro ho esagerato, ma mi sono scusato e oggi io e Damon siamo buoni amici.

ZEITmagazin: Da quando litighi con tuo fratello Liam?

Gallagher: È stato mio fratello a inaugurare tutta questa insulsaggine del "Noel o Liam". Quando ha pubblicato il suo primo album da solista con la sua band di allora, i Beady Eye, ha annunciato che uno dovesse scegliere di stare da una parte: dalla sua o dalla mia! Questa scemenza la porta avanti ancora oggi. Se ha bisogno di saperlo: dalla mia!

ZEITmagazin: C'è stato un periodo in cui tu e Liam andavate più d'accordo?

Gallagher: Certo. Quando eravamo giovani le cose non finivano in litigio. La frattura si è verificata quando io mi sono trasferito da Manchester a Londra all'età di 26 anni. Da allora ha dato di matto completamente. Non me l'ha mai perdonato. E quando ha sentito le prime persone che lo convincevano che era una star è partito completamente. È andata così, che gli piaccia o no.

ZEITmagazin: Perché ti sei trasferito a Londra allora?

Gallagher: Perché mi ero stufato a morte di Manchester. Andavo a Londra sempre più frequentemente, quindi per me è stato ovvio ad un certo punto trasferirmi lì definitivamente. E quando ho comunicato la mia decisione alla famiglia Liam è impazzito.

ZEITmagazin: Si è sentito abbandonato da suo fratello?

Gallagher: Ma non rimaneva mica da solo! C'era il resto degli Oasis, loro vivevano tutti a Manchester.

ZEITmagazin: Dopo tutto sei il suo fratello maggiore.

Gallagher: (lungo silenzio, ndr) Penso che in me veda molto di più.

ZEITmagazin: Cosa?

Gallagher: Forse un padre sostitutivo. Ma lasciamo perdere questo. Io comunque mi sono trasferito a Londra e mio fratello è divenuto un completo idiota a Manchester.

ZEITmagazin: Non hai mai provato a chiarirti con lui?

Gallagher: No, perché? È stato detto tutto. E io ero impegnato a scrivere altre canzoni per gli Oasis. Non c'era tempo per questo 'circo di anime'. E tutti i cantanti delle band sono comunque degli idioti insensibili, no?
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ZEITmagazin: L'hai mai detto al tuo amico Bono?

Gallagher: Ha! Non ho bisogno di dirglielo, lo fa sempre il suo batterista Larry, ma seriamente: Manchester era noiosa e non aveva nient'altro da offrirmi. A Londra era iniziata l'ondata del Britpop e sapevo che avrei recitato un ruolo da protagonista. Non avevo proprio tempo per Manchester. E non mi sono perso nulla, proprio nulla di quella città.

ZEITmagazin: Nulla?

Gallagher: Okay, Manchester è casa mia e il posto della mia infanzia. Ci sono anche la mia squadra di calcio, il Manchester City, e la mia famiglia, ma negli anni '90 non mi mancavano per nulla.

ZEITmagazin: Quando è stata l'ultima volta in cui tu, i tuoi fratelli e tua madre vi siete trovati insieme in una stanza?

Gallagher: Fiuu. (lungo silenzio, ndr) Molto tempo fa. Molto, molto, molto tempo fa. Proprio non ricordo.

ZEITmagazin: Più di dieci anni fa?

Gallagher: Sarà un'eternità. Forse ad un funerale. Di mio zio, penso. O di mia nonna? Di sicuro è stato molti anni fa. Sai, non siamo mai stati una famiglia unita. Non c'era vicinanza tra i Gallagher.

ZEITmagazin: Neanche quando eravate piccoli?

Gallagher: No, mai. Almeno io non ricordo nulla di tutto questo. La nostra famiglia era più un aggregato sciolto di individui messi insieme a caso dal fato. Almeno è questa la visione che ho della mia famiglia, ma forse è perché sono rimasto particolarmente isolato dagli altri. Mi sentivo un lupo solitario. Era quello il mio ruolo nella famiglia Gallagher. Sono stato anche il primo ad andarmene via.

ZEITmagazin: Da quando ti sei sentito il "lupo solitario"?

Gallagher: Dalla tenera età. Molto prima di imparare a suonare uno strumento avevo questa sensazione di essere una cosa a sé. Anche se la casa pullulava di gente, da bambino cercavo sempre un angolino tranquillo. Mia madre allora mi diceva: "Noel, dove ti sei cacciato? Non troverai mai te stesso".

ZEITmagazin: E cosa facevi tutto solo?

Gallagher: Ero un sognatore. Mi piaceva leggere fumetti e ascoltare musica.

ZEITmagazin: Tua madre ha lavorato per un po' alla mensa della scuola. È vero che andavate a trovarla ogni giorno?

Gallagher: Sì, è vero, e poi sparivamo subito. Erano visite fatte meramente per avere un'alibi. La scuola per me sono stati dieci anni sprecati. Non mi andava di imparare quello che la scuola offriva e l'ho lasciata senza la laurea. Mia madre non mi ha mai perdonato il fatto di non essere interessato alla scuola. Ancora oggi mi dice che a scuola ero proprio una mina vagante.

ZEITmagazin: Quanto spesso chiami tua madre?

Gallagher
: Due, forse tre volte alla settimana. Vive lontano da Londra, per lo più in Irlanda.

ZEITmagazin: Quando tua madre si è separata dal tuo padre violento, questi ha lasciato una chitarra con cui hai scritto le tue prime canzoni. Ce l'hai ancora?

Gallagher: No, è andata persa. Non ricordo neanche che chitarra fosse. È stato molto tempo fa.


ZEITmagazin: Ma senza quella chitarra oggi faresti qualcos'altro, giusto?

Gallagher: Non he ho la più pallida idea. Mi ci è voluto molto tempo per credere in un futuro per la nostra band, gli Oasis. Le nostre prime canzoni erano decenti, ma niente di più. Non saremmo andati molto lontano con quelle. Ad un certo punto mi sono reso conto che avremmo ottenuto un contratto discografico, ma non me ne importava proprio, perché anche senza grande musica quello non ci avrebbe portato da nessuna parte. Lavoravo come muratore e scrivevo canzoni nel tempo libero. Dopo un infortunio al piede ebbi più tempo per la musica e un giorno mi venne in mente Live Forever. Fu quella la canzone che cambiò tutto, perché non era semplicemente buona, era ottima. Lo capii immediatamente. "Buone" possono essere tante, "ottime" solo alcune, e Live Forever era ottima.
ZEITmagazin: Non sai leggere la musica. Come crei le tue canzoni?

Gallagher: In realtà ho imparato tutto registrando e registrando di nuovo. La canzone su cui ho indugiato in modo interminabile è stata House of the Rising Sun di Eric Burdon. Così ho imparato a suonare i primi accordi. Una volta perfezionato questo, mi consideravo già un genio. E poi c'erano sempre dei tizi che ammiravo ancora di più. Era spassoso, ma da piccolo non ho mai voluto essere una rock star.

ZEITmagazin: Perché?

Gallagher: Perché sono sempre stato realista. Vengo da una casa popolare della periferia di Manchester. Non è un posto che produce rock star.

ZEITmagazin: Siete stati la prova del contrario.

Gallagher: Perché poi all'improvviso è arrivata la speranza. All'epoca c'è stata subito questo sensazionalismo sulle band di Manchester. Vedere gli Smiths in TV a Top of the Pops ha cambiato tutto per me. Era la prova che tizi come noi potevano sfondare. Da quella sera in cui li guardai alla TV sognavo di essere Johnny Marr, il chitarrista degli Smiths. Poi sono arrivati gli Stone Roses e gli Happy Mondays, tutti di Manchester. Così ho lasciato il mio lavoro di muratore e sono divenuto un roadie degli Inspiral Carpets, band con cui ho viaggiato per il mondo. Portavo le loro custodie per chitarra, allestivo il sistema audio per i loro concerti e pensavo di essere arrivato nel paradiso del rock 'n' roll.

ZEITmagazin: Qual è stata la primissima musica che ti ha colpito?

Gallagher: I Sex Pistols. Il loro album di debutto, Never Mind the Bollocks, mi parlava direttamente. Negli alloggi popolari dove vivevamo all'epoca, all'improvviso si diffuse ovunque. Il fratello maggiore di un amico aveva l'album, lo ascoltammo in preda ad un'eccitazione mozzafiato. All'epoca eravamo colpiti dalle parolacce che i Sex Pistols inserivano nelle loro canzoni. Gridammo: "Incredibile! Ha davvero cantato 'cazzo'!". Non c'era mai stato un disco in cui si potesse sentire la parola 'cazzo'. Per noi era davvero una questione importante, non dimenticare quanto ero giovane. All'epoca eravamo entusiasti di noi stessi. L'album di debutto dei Sex Pistols è stato anche il primo disco che ho comprato. È ancora il più grande album di tutti i tempi per me, dico sul serio.

ZEITmagazin: La tua canzone Don't Look Back in Anger è da molto tempo considerata un classico. Due settimane dopo l'attentato di Manchester è stata cantata al concerto benefico One Love Manchester da Ariana Grande come una sorta di inno di speranza.

Gallagher: Quando è successo l'attentato non ci ho pensato, si parlava di altri argomenti. Tuttavia ho trovato interessante che, in un momento di dolore inimmaginabile, non siano stati i politici o rappresentanti di una religione a fornire conforto. Non hanno ricambiato molto quando si aveva bisogno di loro. È stata la musica a riempire questo vuoto e a dare conforto a coloro che ne avevano bisogno. Che sia stata una mia canzone a farlo è stata una pura coincidenza.

ZEITmagazin: Così umile ti si sente di rado.

Gallagher: So cosa intendi. E di solito ho qualcosa di viscido da dire per tutti, ma quell'attentato è stato una delle poche, pochissime situazioni nella mia vita che mi hanno lasciato proprio senza parole. La mia mente si è fermata, guardavo con shock, shock totale quello che era successo a Manchester.

ZEITmagazin: Tra le vittime dell'attentato ci sono stati tuoi parenti o conoscenti?

Gallagher: Fortunatamente no. Erano lì amici di amici. E poi ad un certo punto ci sono andato io, perché a Manchester hanno ascoltato e cantato in lungo e in largo la mia canzone. Dopo vari mesi mi sono chiesto cosa hanno trovato così tante persone in quella canzone in una situazione simile. Non volgio essere civettuolo: mi rendo conto che è un gran bel pezzo musicale, ma ovviamente c'è stato molto di più. Sai cos'è incredibile? Poco prima dell'evento di Manchester (la riapertura della Manchester Arena il 9 settembre, ndr) avevo rimesso la canzone nella scaletta dei miei concerti. E dato che molti testi di canzoni degli Oasis non ricordo come li abbia ideati - ero sempre ubriaco - mi sono scervellato per capire cosa significasse il testo di quella canzone.

ZEITmagazin: E quindi?

Gallagher: È una canzone che parla di una donna che riesamina la propria vita. Brinda e dice a se stessa: non ho rimpianti! Come quella canzone di Édith Piaf. Non avere rimpianti su niente, non essere arrabbiato con nessuno. E quando ho ricordato tutto  questo, è successa la tragedia di Manchester. Da allora la canzone ha acquisito una carica di ribellione. Dice che non lasceremo che questi fanatici religiosi ci obblighino a inginocchiarci. Che li affronteremo con forza e uniti quando ci attaccheranno e che non avremo paura. Non è quello che intendevo io, ma che intendeva la gente di Manchester. È, comunque, un'interpretazione meravigliosa che posso accettare di buon grado.

ZEITmagazin: La gente che vive a Londra e prende di frequente la metro quanto spesso ti riconosce?

Gallagher: Quasi mai. E le poche persone che mi riconoscono di solito pensano che io sia Liam.

ZEITmagazin: Non ci credo.

Gallagher: Sì, sul serio. Di recente sono stato a Manchester con una troupe cinematografica. Siamo andati nell'appartamento dove ho scritto i primi due album degli Oasis. Mi sono seduto su una scalinata di fronte alla casa e ho aspettato il tizio che ora vive nel mio vecchio appartamento. Poi è arrivato un gruppo di turisti, in tour musicale a Manchester. C'erano circa un centinaio di persone che mi fissavano, mentre la loro guida diceva: "In questa casa Noel Gallagher ha scritto i primi due album degli Oasis". E nessuno di loro mi ha riconosciuto. Mentre camminavano una donna è venuta dietro di me e mi ha detto timidamente: "Sei Liam Gallagher, giusto?". E ho risposto: "Purtroppo no, vorrei essere Liam Gallagher: sarei ricco e non sarei qui seduto come uno stupido". 

Source: Zeit Magazin - traduz. di oasisnotizie

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martedì 8 agosto 2017

Video - Liam Gallagher: "Le band di oggi? Insipide, non hanno nulla da dire. Io ho molto da dire e faccio saltare i nervi alla gente"

Liam Gallagher, a Montreal per promuovere il suo primo disco da solista, in uscita ad ottobre, ha concesso un'intervista a iHeartRadio, radio canadese, dopo l'esibizione all'Osheaga Festival. 
Qui sotto il video della chiacchierata con i nostri sottotitoli in italiano.

Interpellato in merito, Liam ha detto la sua sulla scena musicale odierna, affermando che in giro non c'è nulla che lo entusiasmi. "Penso che sia un fatto di personalità, oltre che di musica. Oggi la gente che fa musica è un po' insipida e non ha nulla da dire. Puoi anche aver fatto l'album migliore del mondo, ma se non hai nulla da dire allora non conta. Io ho molto da dire, che la gente sia d'accordo o no. E nove volte su dieci sto solo facendo saltare i nervi alla gente, giusto per trascorrere la giornata", ha spiegato.

"Penso che se devi essere tu a trovare la musica allora è sbagliato", continua Liam rispondendo ad una domanda sulla presunta assenza di buona musica nel panorama odierno. "Se la musica è buona sarà lei a trovare te". Liam ha aggiunto che ultimamente sta ascoltando molto i Sex Pistols e i primi Happy Mondays. 
Poi l'ex Oasis è tornato sul forfeit sul palco di Chicago, il 3 agosto, quando aveva dovuto lasciare la scena dopo 20 minuti per problemi alla voce. "Avevo dei problemi con la gola, dovuti a come (la voce) veniva fuori dall'attrezzatura, niente altro", ha rassicurato. 

In chiusura Liam ha brevemente discusso del documentario Oasis: Supersonic, uscito ad ottobre, che narra l'ascesa degli Oasis fino ai concerti di Knebworth. "Penso sia stato buono chiudere con Knebworth", ha detto Liam. "Abbiamo avuto momenti buoni e momenti di merda. Non può essere tutto perfetto perché è vero. La realtà non funziona così".

Guarda il video qui sotto.


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giovedì 8 giugno 2017

Liam Gallagher si confessa su tutto: "Noel? Fa parte dell'establishment. Il rock mi ha salvato la vita"


Liam Gallagher: "Il rock 'n' roll mi ha salvato la vita. Riformare gli Oasis? Mi piacerebbe, ma stare in una band con Noel mi annoierebbe a morte: è cambiato, ora fa parte dell'establishment. Come sarò ricordato? Qualcuno che è venuto e se l'è spassata fottutamente e non si è trasformato in una testa di cazzo". 

Liam risponde alle domande dei lettori e dei VIP e parla di Noel, della fine dei Beady Eye, della sua giornata tipo, dell'essere genitore, dell'invecchiare, di politica, della band in cui gli piacerebbe suonare, dei suoi discorsi con le ... oche e dello stato del pop. E di come vorrebbe essere ricordato.


Source: Liam Gallagher: ‘Rock’n’roll saved my life’ - The Guardian
traduzione italiana by frjdoasis - oasisnotizie

Liam Gallagher è tornato in pista. Lo ha fatto dopo alcuni anni di tribolate vicende personali, anni segnati da problemi musicali e cause per il divorzio dall'ex moglie Nicole Appleton e per il mantenimento di Gemma, una bimba che oggi ha quasi 5 anni e che è nata dalla relazione extraconiugale che Liam ha avuto con la giornalista Liza Ghorbani.

"Mi sono ficcato nel mondo degli avvocati", dice l'ex Oasis. "È stata, lo dico per la cronaca, tutta colpa mia, ma era solo avvocati di qua, cazzo di avvocati di là, ero circondato. In un mondo di iene corrotte che non provavano a migliorare la situazione per niente". 

Come se non bastasse, Liam non era più in una band. Per la prima volta dopo 23 anni di militanza ininterrotta prima negli Oasis, poi nei Beady Eye. "Una separazione non era mai successa prima. Il vero passo indietro dagli Oasis è stato dopo i Beady Eye. Non volevo più farlo. Per un po' sono impazzito. Ed ero già pazzo".
Per un po' Liam ha seriamente preso in considerazione l'ipotesi di scappare in Spagna, "alla Sexy Beast", con la compagna Debbie Gwyther, ma non voleva lasciare Lennon e Gene, i due figli adolescenti, radicati a Londra. 

Sei un padre severo?

"Be', quando si tratta di droghe non posso dare lezioni, ma preferirei che non assumessero nulla. L'erba va bene, ma anche quella è fottutamente stupida. Dico: 'Da chi la comprate? Non compratela, idioti. E non fumate un sacco di roba diversa, come quella roba alle spezie'. Parlo con i miei figli giornalmente e non sono uno di quei padri rigidi: dalle nostre parti ogni cosa è aperta. Possiamo parlare di qualunque cosa. Ragazze, ragazzi, di tutto. Faccio: 'C'è qualcosa che volete dirmi? Qualcosa che ha a che fare con la tua sessualità?'. Sai, a me non fotte un cazzo di quello, sei ciò che sei. Non c'è nulla che sia fuori dai limiti". 

Dove vivete? 

"Io e Debbie ci trasferiremo a breve in una nuova casa, ma per ora siamo in affitto in un cazzo di attico da cui la vista è super. Senza che suoni come un hippy, è stato grazie a quella luce mattutina, il senso di un nuovo giorno, che tutte le canzoni sono piovute. La luce mi ha messo a posto". 

Torni con un nuovo album, As You Were, e un nuovo singolo, Wall of Glass. Hai collaborato con un paio di produttori e compositori, tra cui Greg Kurstin (Peaches, Lily Allen, Adele) a Los Angeles e Dan Grech (The Vaccines, Tom Odell) a Londra.

"Suono molto male un brano a Dan e lui mi fa: 'Sì, capisco da dove vieni'. Mettiamo giù la parte acustica e partiamo".

La tua band si compone del chitarrista Jay Mehler (ex Kasabian e Beady Eye), del bassista Drew McConnell (Babyshambles), del chitarrista Mike Moore e del batterista Dan MacDougall, che sono venuti a dare una mano. Com'è stato il concerto di apertura del tuo tour, al Ritz di Manchester il 30 maggio?

"Sono mancuniano e lo sarò sempre. Quando ho saputo dell'attentato ero devastato e poi incazzato per il fatto che merdate così stanno succedendo in tutto il mondo. Il concerto è stato incredibile, molti giovani. Mi è piaciuto, ma è stato molto emozionante. Volevo solo che la gente sapesse che se ci riuniamo tutti siamo intoccabili".

E per il resto del tour?

"Voglio solo ingaggiare un po' una 'rissa' con il pubblico. Vocalmente e con i testi e la mentalità e la musica e le chitarre, amico. Sono lì per essere scossi, sai cosa intendo? Non sono lì per ciondolare, cazzo".

Ti piace la connessione con i fan. Sei pronto a rispondere alle domande dei nostri lettori?

"Sì, amico. Lo sono. Fallo. Vai, risponderò a qualunque cosa tu voglia. Non mi dà fastidio niente. Sono felice. Mi piaccio". 

DOMANDE DEI LETTORI

Cosa può trarre la gente dal tuo nuovo album?

"Il mio disco è stato già fatto prima. Spero solo di farlo un pochino meglio. Non sto reinventando la ruota, gli sto solo dando una lucidata. Buone canzoni, ottima voce, buone parole ... spero che alla gente piaccia, che non si gratti molto il capo. Che saltelli su e giù. C'è un po' di Bowie, ma non come Harry Styles ... È come si deve, amico. C'è una canzone che si chiama Paper Crown, che è come Five Years. Non come il folle Bowie. Cos'altro c'è? C'è molto di Street Fighting Man ... Suona bene, amico".

Cosa sarebbe definibile successo a questo punto della tua carriera? Una canzone al primo posto? 

"Voglio andare in tour, ecco cosa voglio fare. Se il disco non va da nessuna parte, se fare i concerti non 'accade', voglio solo andarmene a fare dei concerti, amico, invece di tutti i drammi. La gente non si rende conto che sono un bravo cantante e mi piace davvero la musica, ne sono appassionato, voglio tornare a fare quello che faccio. Non mi importa un disco da numero uno in classifica. Se diventa popolare diventa popolare. Se rimane una cosa piccola rimane una cosa piccola. Sono stato popolare, sono stato piccolo, quindi conosco la cosa. Sono preparato a qualunque cosa accada".

Perché hai deciso di chiudere con i Beady Eye quando sembrava stessero andando in una direzione molto interessante? 

"A supporto dell'ultimo album che abbiamo pubblicato, che è stato il primo che abbia mai pubblicato in America, abbiamo fatto un solo concerto. Quello ha lasciato un segno in me. Ci hanno chiesto di fare il Coachella, ma a quanto pare non ci siamo potuti permettere di andare lì. Ho fatto: 'Pagherò i costi per andare lì e una volta che siamo lì faremo dei concerti'. Gem si era fatto male alla testa e io avevo il divorzio in corso, ma il luogo migliore in cui stare è on the road ... Comunque non c'erano concerti in programma. Quindi ho detto a me stesso: 'Forse semplicemente la cosa non sta 'accadendo', forse semplicemente non si sta connettendo'. E poi Andy ha ricevuto una telefonata in cui gli chiedevano di rimettere in piedi i Ride, il che andava bene, ma ho pensato: 'Sai che c'è? Non me ne sto a ciondolare'. Così ho fatto: 'Sai che ti dico? Vai a riformare i Ride, penso che dovremmo chiuderla qui' ". 

Oggi come ti appassioni alla nuova musica e cosa ascolti a parte la roba tua?

"Non ascolto manco musica, ad essere brutalmente onesti. Ascolto la radio, tipo la folle fottuta ... come si chiama? Musica classica. Quella la metto su, sai? Semplicemente Classic FM in sottofondo. Il mio stereo ha pezzi dappertutto ... sto traslocando di nuovo prima di andare in tour quindi lo rimetterò a posto. Ho una collezione di dischi, alcuni a casa di mia madre, altri in archivio. Appena sono arrivati i CD ho perso interesse per la nuova musica, amico. E quando è diventata tutta una cosa di iPod e tutte quelle merdate è uscita fuori dalla finestra". 

Devi lavorare più duramente per prenderti cura della tua voce ora che hai superato i 40 e cosa hai smesso di fare?

"Non ho smesso di fare niente! Bevo molti drink strani ... ho questo aceto di sidro di mele, quello di cui parlano tutti. A quanto pare è ottimo per tutto. La mamma lo usa per l'artrite e le fa veramente bene. Quindi io prendo aceto, un po' di miele e poi un po' di curcuma, un po' di pepe di Cayenna, una spruzzata di limone, acqua calda, mescolo il tutto e lo bevo. Fa veramente bene quando hai la voce rauca. Ho un problema di tiroide - la tiroidite di Hashimoto - quindi mi può succedere di avere la voce molto rauca. Ti stanca e le ossa scricchiolano, ma ti prendi questo drink e ti rende un po' Jumping Jack Flash. È molto fottutamente noioso, non ti fa ubriacare, ma puoi prendere anche altra roba". 

Qual è il tuo approccio alla composizione?

"Semplicemente prendo la chitarra, amico, e suono. Suono la canzone più semplice del mondo, forse faccio un giro di basso, solo per ottenere un ritmo, e poi ottengo una melodia e la registro sul mio telefono e tiro fuori un paio di versi. E poi vado fuori di testa e devo uscire a fare una passeggiata perché sono fottutamente eccezionali. E poi torno ed è ancora lì e ne faccio un altro po'. Lo faccio in fasi". 

Credi che produttori come Simon Cowell stiano distruggendo la musica?

"No, non credo. Tutte queste guitar band che si lamentano della musica pop ... hai una chitarra, sai come scrivere una canzone, vai a farlo e smettila di lagnarti. Fanculo le chart. Sono sempre state merda, chi se ne frega? Ti dico io cosa ha rovinato Simon Cowell, ha rovinato Top of the Pops e Christmas No 1. Ma se sei un uomo rock 'n' roll o una guitar band non puoi dare la colpa alle persone. Vorresti farlo ancora di più, o no? Vorresti contrastarlo. È per questo che sono qui. Nessuno sembra più contrastare la merda. Tutte le persone fighe sono le stronzate. Non farl nomi, ma loro sanno chi cazzo sono. Odio quegli stronzi che fanno un disco dance all'anno perché è trendy e poi appena sentono odore di un ritorno della guitar music tirano fuori le chitarre. Devi essere una cosa o l'altra. Se hai una chitarra attaccala, alza il volume e suona ad alto volume o fottiti". 

Vedi all'orizzonte una reunion degli Oasis? Hai un rapporto con Noel o non avete alcun contatto?

"Nessun contatto. Non lo vedo all'orizzonte. Mai dire mai, penso, ma al momento se mi avvio con questa cosa da solista di sicuro non succederà per un po'. Dato che ci sono state abbastanza volte in cui sarebbe potuto accadere e sarebbe dovuto accadere e non è accaduto. Vorrei che accadesse, perché lui mi manca e mi manca la band e mi mancano i fan e mi manca cantare quelle canzoni. Ma è nelle mani di Dio, non di Noel Gallagher, anche se a lui piace pensare di essere un po' un Dio, ma non lo è ... Perché la sua cosa l'ho vista arrivare per anni. Pensava che io sarei andato alla deriva e che si sarebbe girato e avrebbe fatto: 'Scusate, ragazzi, ma io dovrò mettere la mia malvagia carriera da solista in attesa perché devo aiutare mio fratello'. Ma io non sono in disgrazia. Sono ancora in piedi. No. Non succederà, amico. Quando ci penso, stare in una band con lui è una cosa che mi annoia a morte. È cambiato come persona. Non è uno con cui io voglia stare in una band. Fa parte dell'establishment".

Se qualcuno facesse una fiction sugli Oasis, chi interpreterebbe te, chi Noel e chi Alan McGee? 

"Qualcuno al momento lo sta facendo, a quanto pare! Be', forse non una fiction, ma qualcuno sta facendo un film su McGee e sulla Creation Records e hanno chiesto se Lennon, mio figlio, sia disponibile per interpretare me in due scene. Una al Water Rats (locale di Londra, ndr) e una ad un party a casa di Noel. Non è disponibile. Gli ho detto: 'Perché no, merdina? Hai detto che eri disponibile a fare l'attore'. Quindi ora l'altro, il 15enne, mi fa: 'Lo faccio io, papà'. Stanno un po' litigando su chi deve farlo. Poi prendono Anais (figlia di Noel, ndr) per fare Noel. E chi può fare Alan McGee? Louis Walsh".

Com'è un giorno nella vita di Liam Gallagher?

"Mi sveglio molto presto, amico, alle cinque. Vado a fare una corsa alle sei, giusto per avere un po' di disciplina. Niente musica, corro e basta. Inseguo gli scoiattoli. Sono il tipo di persona che, quando vede le oche, fa: 'Tutto bene, oche?' e penso che quello sia buffo. E loro mi guardano e mi fanno: 'Come se non l'avessimo già sentita prima, coglione'. E poi riporto all'adorabile Deborah il suo caffè alle sette, poi faccio alzare Gene e lo porto a scuola, vive con noi da un paio di mesi. Sta facendo gli esami di terza media. Gli ho detto: 'Guarda, non prenderti neanche la briga di chiedermi com'è perché io non he ho proprio idea, cazzo. Ma non preoccuparti'. Faccio: 'Guardami, io non ho preso nessun diploma di scuola media e sono un'icona della moda e uno stilista di successo, sono una rock 'n' roll star numero uno. Dillo al tuo cazzo di insegnante'. Comunque lo sveglio, gli porto un po' di colazione, lui sale sull'autobus, poi torno, in bagno e poi in piedi e fuori di casa. Aspetto che Debbie mi intrattenga tutto il giorno. Sono come il suo cane: 'Mi porti a fare le passeggiate?' ".

Qual è la cosa peggiore della mezza età?

"Non lo so, non ho problemi ad invecchiare. Ho 44 anni. No, non mi sono fatto il botulino. Assolutamente no, amico. Più rughe hai, meglio è, amico. Avanti con Keith Richards. Voglio sembrare malconcio. Devo fare la mia corsa, amico, anche per lo stato mentale, ma sì, devi sembrare curato ... Penso che la cosa peggiore del diventare di mezza età è che non puoi indossare alcuni vestiti che indossavi anni fa, come le scarpe da ginnastica. Cioè puoi indossarle senza pantaloncini, ma se le metto con un paio di jeans faccio: "Lascia stare". Quindi devo infilarmi i miei stivali scamosciati".

Se una versione più giovane di te venisse ad abitare accanto a casa tua saresti tentato di vendere la casa?

"No. Assolutamente no, amico, lo amerei! Perché no? Sono un personaggio e i personaggi sono quello di cui si tratta, amico. Abbatterei un muro però. Viviamo tutti insieme, non è giusto?".

Voterai per i laburisti?

"Non voto. Non mi interessa la politica. Votavo da giovane, ma non voto da quando avevo 18 o 19 anni. E so che ci sarà gente che farà: 'Be', se non voti non hai nulla di cui lamentarti'. Non mi sto lamentando, cazzo! Pago le tasse, bado ai miei figli, bado a mia mamma. Non mi interessa la politica. Ogni tanto guardo le risposte del primo ministro alle domande, però. Mi piacciono! Quando sono nella Camera dei Comuni, quando fanno tutti così: rahrahyahyah. Lo trovo buffo. L'ho registrato come un vero stronzo triste, anche se a volte ... voglio sapere cosa succederebbe se non votasse nessuno. Se nessuno votasse per nessuno degli stronzi. Cosa succederebbe allora? Forse dovremmo pensarci".

Quanto pensi che crescere in una famiglia con un padre violento abbia influenzato le relazioni dentro e al di fuori della tua famiglia? 

"Dio, non lo so, amico. Penso che ci sia la vecchia cosa secondo la quale pensi: 'Guarda, non sarò mai come lui', ma sono stato come lui. Non in un modo violento, solo ... relazioni, fare cose che non avrei dovuto fare. Quindi quella cosa l'ho portata a termine, ma non incolpo lui, è colpa mia. Ma violento? No, non violento, amico. Sono onesto con i miei figli. Faccio: 'Guarda, devi alzarti per andare a scuola, amico, dai'. Ma sono piuttosto rilassato. Sono tranquillo. Non so neanche come sia avere un padre, in realtà, quindi non so se fosse un padre buono o cattivo. Ma non mi è mai mancata una botta in testa o una lavata di capo. Perché me le faceva mia madre. Ci sono delle madri che sono delle pappamolli, ma lei è irlandese. Penso che abbia ricoperto entrambi i ruoli".

Fai ancora uso di sostanze stupefacenti?

"Non quanto prima. Non bevo quanto bevevo prima. Non fumo erba, mi annoia a morte. Fumo sigarette, ma non un sacco. La settimana scorsa non he ho fumata nessuna! Ho un po' di disciplina. Ma sì, ogni tanto, dipende da cosa succede. So per certo che non dovrei, perché al momento fanno schifo. Come ha detto Ashcroft, non funzionano più".

Come pensi che sarai ricordato tra 30 anni?

"Qualcuno che è venuto e se l'è spassata fottutamente e non si è trasformato in una testa di cazzo".

Sei mai precipitato in un baratro?

"Sì, specialmente la cheta (chetamina, ndr). Mi ci sono voluti secoli per uscirne. Sono caduto nel baratro della chetamina e in un baratro reale. Scavavo buche a Manchester, proprio prima di unirmi agli Oasis. Ho scavato mezza Manchester: Piccadilly Gardens, Market Street ... quindi ho vissuto proprio in un buco, per un bel po' ".

Hai cucinato una ricetta, salmone saltato, durante un'intervista nel 2008 ed è venuta una delizia. Hai altre ricette? 

"Dio. Ho fatto un saltato in padella una volta e pensavo di essere un super chef. Da allora non ne ho preparata una. Debbie è una buona cuoca però. Odio cucinare. Il cucinare può andare a fare in culo.  Non ci credo che Noel Fielding stia facendo quel programma (The Great British Bake Off, ndr). Naturalmente è fottutamente annoiato". 

Guardavo la partita su Fox e continuavano a riferirsi al Man City come "i Citizens". Dici mai ai tuoi amici: "Forza, amici, andiamo a vedere i Citizens"?

"No. Mai. È: 'Dai, amici, andiamo a vedere i cazzo di grandi Blues ...' ". 

Quanto sei coinvolto nella tua casa di moda, Pretty Green, di questi tempi?

"Un po' ancora lo faccio. Faccio un salto lì una volta al mese giusto per assicurarmi che vada tutto bene. La roba che fanno è più per i ragazzi, penso, è aderente e quello non fa per me. Stiamo provando a sviluppare un'etichetta bianca al momento, che si addice più alla mia taglia, al mio stile. La maggior parte delle incombenze le lascio a Pat Salter, che si occupa di tutto il design. Con la moda c'è una collezione ogni cazzo di minuto ... Sono andato a vederne una l'altro giorno ed era per il 2019. Faccio: 'Non ho ancora visto una collezione 2017'. Ma mi eccita alla grande. Quando non facevo proprio musica era importante. Perché è ancora in creazione. E sono vestiti eccezionali, amico". 

Sei ancora favorevole al modo di vestirsi dal basso verso l'alto?

"Senza dubbio. Voglio dire: devi essere pazzo se ti metti prima la giacca, giusto? Penso che una volta che hai indossato le scarpe tutti i pezzi vanno al loro posto". 

DOMANDE DEI VIP

Caitlin Moran, editorialista: Hai mai pensato di tagliarti i capelli da solo? Chi è il tuo ispiratore per il taglio di capelli? 

"Oh, sì. Faccio solo la frangetta, amico, perché non mi piacciono le frangette. O porto una frangetta lunga oppure non porto la frangetta. Odio la cosa a metà strada, tipo quel coglione di Scemo e più scemo. Appena diventa un po' come Scemo e più scemo tiro fuori le forbici e (fa il gesto, ndr). Keith Richards aveva un taglio di capelli eccezionale, amico. Ho delle foto sul mio telefono. Quando li aveva proprio lunghi e indossava gli occhiali alla Elvis e la giacca di pelle. Chi altro aveva dei bei capelli? Bruce Lee aveva dei bellissimi capelli. Brian Jones aveva dei bellissimi capelli. Brian Jones è un paggio, era una figata. George Harrison. Ian Brown. Chi altro? Gesù aveva un bel taglio di capelli".

Vincent Kompany, capitano del Manchester City: Ho considerato l'Etihad Stadium casa mia negli ultimi nove anni, ma tu sei cresciuto andando a Maine Road per vedere il City. Quali sono i tuoi ricordi più belli del nostro vecchio stadio?

"Sì, Vincent, prima le cose importanti: è bello riaverti tra di noi, ci sei mancato un sacco. I miei ricordi di Maine Road ... Ce ne sono un bel po', ma è sicuramente quando il City malmenò lo United per 5-1 e quando gli Oasis vi si esibirono per due concerti negli anni '90. Esibirti nello stadio della squadra di calcio per la quale hai tifato per tutta la vita è senza dubbio la ciliegina sulla torta. Dopo può solo andare peggio: neanche Knebworth si avvicina a quella cosa. Comunque stammi bene, stammi in forma, goditi l'estate e andiamo a vincere il treble nella prossima stagione".

Ian Rankin, scrittore: Se tu e Noel non aveste messo in piedi gli Oasis, cosa stareste facendo adesso?

"Ho paura al pensiero. Tutti i miei amici ... Ce ne sono un po' che non sono più qui, a causa delle droghe. Ce ne sono alcuni che sono in gattabuia. Quindi penso ... non avrei avuto un lavoro vero e proprio perché non sono così intelligente con quella roba. Quindi sarei andato a scavare (lavorare come operaio, ndr) o sarei morto o sarei malamente tossicomane, il che ovviamente mi avrebbe condotto a morire. Il rock 'n' roll mi ha salvato la vita. E gli sarò per sempre in debito. Sarò per sempre in debito al rock 'n' roll e non penserò mai e poi mai di fare un altro tipo di musica. Mai".

Lady Leshurr, rapper: Faresti una canzone con un artista grime? Se sì, chi? 

"Be', ci sono stati dei colloqui per farne una con ... è Skepta? I miei figli sono in fissa per lui. Gene e quello, ascoltano tutta quella roba. Perché a quanto pare Skepta veste Pretty Green e io facevo: 'Portategli quello che vuole'. Ha un aspetto un po' strano, no? Non so che aspetto abbiano le star del grime, ma questi qua con le cazzo di catenine d'oro ovunque ... È vergine? Ho letto da qualche parte che è del segno della vergine. Non è affatto importante, voglio dire: sei nato dove sei nato, no? Ma se sei vergine allora sei ovviamente piuttosto figo". 

Mary Anne Hobbs, DJ: Sei felice?

"Sì, molto felice. Sono felice più che mai. Sono un tipo piuttosto spensierato. Non mi siedo a rimuginare sulle cose. Sono piuttosto fottutamente placido. Sono sicuro che la gente non mi crederà, ma la merda succede, io la affronto e poi volto pagina. Penso di essere iperattivo, mi piace continuare a muovermi, amico". 

Carol Morley, film-maker: Se dovessi rivivere la tua vita cosa faresti in modo diverso?

"Niente, amica. Non cambierei neanche una cosa, perché è stata grandiosa nel quadro generale. Accade tutto per una ragione e più ti siedi a preoccupartene ... finirai al manicomio. Ho commesso degli errori enormi per quanto riguarda le mie relazioni. E sono stati errori, non me ne fotte un cazzo di cosa dicano le loro campane, sono stati errori completi e totali .. Quindi forse tenere a freno le droghe e le bevute, ma, sai, come ho detto, succede, no? E me ne sono scusato e volto pagina, amico".

Emma Jane Unsworth, scrittrice: Ti senti mancuniano, inglese, britannico o europeo?

"Sono sicuramente inglese. Mia madre e mio padre sono irlandesi, ho sangue irlandese, ma la mia cultura, la mia cultura inglese, mi scorre nelle vene. I vestiti, la moda, la musica, il calcio, la boxe. Mi dispiace, irlandesi, vi amo e mi diverto a venire laggiù, ma mi definisco molto inglese. E il mio cuore è a Manchester, senza dubbio, e lo sarà sempre, anche se sono a Londra. I miei figli sono qui, è più facile per me qui. È stata un po' dura quando la cosa degli Oasis stava decollando. Quaggiù è tipo ... c'è più spazio, più gente famosa ... Non mi secca questa cosa qui, perché la gente famosa è comunissima". 

Irvine Welsh, scrittrice: Se potessi cantare in una band di fantasia, quale sarebbe la tua formazione dei sogni?

"Mi sarebbe piaciuto un sacco far parte dei Pistols. Avrei cacciato Johnny Rotten, se ne sarebbe andato. Vai via, Gunner (tifoso dell'Arsenal, ndr). Paul Cook è fottutamente grandioso. Steve Jones è un grande. Sid Vicious, abbassategli il basso, ma malgrado questo spaccava. Ma Rotten se ne sarebbe andato, mi dispiace. Posso fare quello che fa Rotten anche nel sonno".

traduzione italiana by frjdoasis - oasisnotizie  

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