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sabato 12 ottobre 2024

Oasis live 2025, il tour australiano si arricchisce di due altre date

"A causa dell'eccezionale richiesta" sono state aggiunte due altre date australiane al tour Oasis Live '25, per un totale di quattro date nel paese oceaniano:

31 ottobre e 1° novembre 2025 – Marvel Stadium, Melbourne
7 e 8 novembre 2025 – Accor Stadium, Sydney

La prevendita sarà avviata lunedì 14 ottobre, mentre la vendita generale partirà il 15 ottobre.

Non sarà adoperato il dynamic pricing, il tanto vituperato prezzo dinamico che, usato per la vendita dei biglietti del tour britannico e irlandese, è finito al centro di aspre polemiche, sfociate nell'apertura di un'indagine del governo britannico.

 

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mercoledì 2 ottobre 2024

Gli Oasis annunciano 5 date in Canada, USA e in Messico con vendita senza prezzo dinamico


Gli Oasis hanno ufficializzato alcune date in Nord America. Pochi giorni fa l'NME aveva rivelato in anticipo le date internazionali che porteranno gli Oasis in tour nel 2025 fuori dal Regno Unito ed Irlanda. Ora arriva una parziale conferma anche dai canali ufficiali della band, che ha annunciato i primi show in Nord America con tre date negli Stati Uniti, una in Canada e una in Messico. 

Tutte le date combaciano perfettamente con quelle anticipate dal magazine britannico ed è quindi lecito aspettarsi che, prossimamente, saranno confermati anche gli show in Sud America, Australia e Giappone. Ma la grande novità riguarda il prezzo dinamico che, rivela il mamanagement degli Oasis, non sarà applicato per gli show americani. Il tour americano degli Oasis Dopo i 17 concerti in Regno Unito e Irlanda andati sold out in poche ore, gli Oasis partiranno per un tour internazionale che li vedrà volare dall'altra parte dell'Oceano.

Il rapporto della band di Manchester con gli Stati Uniti, così come la gran parte delle formazioni britanniche, è sempre stato conflittuale e il successo importante ma di proporzioni ridotte rispetto all'Europa o altre zone.

I fan statunitensi degli Oasis, però, hanno chiesto a gran voce degli show durante i quali, come scritto sui social della band, avranno "l'ultima occasione per dimostrare che ci hanno sempre amati".

Le date del tour degli Oasis nel Nord America si apriranno il 24 agosto al Rogers Stadium di Toronto, in Canada, per poi proseguire al Soldifer Field di Chicago, negli Stati Uniti, il 28, al Metlife Stadium di East Rutherford, il 31 agosto e al Rose Bowl Stadium di Los Angeles il 6 settembre. 

Chi ha sempre amato alla follia gli Oasis, invece, sono i messicani, che avranno la loro possibilità di assistere dal vivo al tanto atteso tour della reunion, il 12 settembre 2025 allo stadio GNP Seguros di Città del Messico.

Special guest del tour americano degli Oasis saranno i Cage The Elephant.

Le date combaciano quasi perfettamente con quelle anticipate la scorsa settimana dal New Musical Express, che, in aggiunta, aveva rivelato anche un concerto a Boston (poi non confermato) e degli show in Sud America, Australia e Giappone, che, probabilmente, saranno annunciati nelle prossime settimane.

Queste le date internazionali del tour Oasis Live '25 ufficializzate lunedì 30 settembre:
     
      Toronto, Canada - 24 agosto 2025
      Chicago, USA - 28 agosto 2025   
      East Rutherford, New Jersey, USA - 31 agosto 2025    
      Los Angeles, USA - 6 settembre 2025
      Città del Messico, Messico - 12 settembre 2025

I biglietti saranno messi in vendita dal 4 ottobre su oasisinet.com

Queste le tappe su cui si vocifera con insistenza, ma ancora da annunciare ufficialmente:

      Seul, Corea del Sud
      Tokyo, Giappone
      Melbourne, Australia
      Sydney, Australia
      San Paolo, Brasile 
      Santiago del Cile, Cile   
      Buenos Aires, Argentina
La vera notizia per i fan americani degli Oasis, che tornano negli Stati Uniti a distanza di 16 anni dall'ultima volta, riguarda non solo la possibilità di veder dal vivo i fratelli Gallagher ma anche il tentativo, da parte della band, di risolvere le tante polemiche legate ai biglietti.
  
Così come per gli show nel Regno Unito e in Irlanda, anche per potersi accaparrare i biglietti delle date americane bisognerà registrarsi fino al 1° ottobre al sito degli Oasis con la vendita generale che aprirà venerdì 4 ottobre.
  
La novità, questa volta, è che gli organizzatori hanno cercato di gestire le cose in maniera più saggia dopo il totale fiasco che si è verificato per le date britanniche a causa del prezzo dinamico.
  
Per il tour americano, infatti, la controversa pratica di ticketing non sarà applicata ai biglietti degli Oasis.
  
L'annuncio è arrivato con una nota pubblicata dal management degli Oasis sui canali ufficiali della band in cui si spiega il dietrofront sul prezzo dinamico.
  
"Il modello di prezzo dinamico di Ticketmaster non sarà applicato alle prossime vendite per i biglietti degli Oasis in Nord America", si legge in un comunicato ufficiale. "E' accettato ampiamente che il dynamic pricing rimane un utile mezzo per combattere il bagarinaggio e mantenere i prezzi, per una grande parte dei fan, più bassi del prezzo di mercato e più abbordabili. Ma, quando una domanda di biglietti senza precedente (per la quale tutto il tour sarebbe potuto andare sold out ripetutamente all'apertura delle vendite) è combinata ad una tecnologia che non riesce a sopportare una tale richiesta, diventa meno efficace e può portare ad esperienze inaccettabili per i fan. Abbiamo preso questa decisione nella speranza di evitare quanto successo ai fan in Irlanda e Regno Unito".




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martedì 8 febbraio 2022

Liam Gallagher: "Noel? Riunire gli Oasis a lui farebbe bene, più che a me. Magari ora che con l'età si è addolcito ..."

Nella stessa intervista in cui è tornato sulla sua caduta dall'elicottero, Liam Gallagher ha rilasciato altre dichiarazioni sul suo nuovo singolo, Everything's Electric, sul nuovo album e sull'ipotesi di una reunion degli Oasis. 

"Avevamo lavorato in Inghilterra con Andrew Wyatt per C'mon You Know. E l'abbiamo terminato. Alla fine l'abbiamo ultimato tutto. Tutto concluso. Così andiamo al pub e ricevo una telefonata in cui mi si dice che Dave Grohl e Greg Kurstin hanno questa canzone, chiedono se possono mandarla. E ho fatto: Cazzo, dai allora! E mi è piaciuta. Così ho messo la birra in attesa, siamo tornati in studio l'indomani e abbiamo registrato la voce. Non c'è stato nessuno zoo, nessuno di noi era nella stessa stanza e roba del genere. Be', conosco Dave da un po', lui è un tipo in gamba e penso che i Foo Fighters scrivano canzoni grandiose. Quindi sapevo che quello che stavano per mandare non era una cosa scadente, capisci? Penso che i Foo Fighters abbiano delle ottime melodie".

"Gli album da solista? La cosa più strana è stata comporre insieme. Sapevo che avrei avuto bisogno di scrivere con qualcuno. Mettere insieme un intero album ... non sono il tipo di persona che fa quelle cose, per cui quella è stata la parte più strana del cominciare come solista. Capisci cosa intendo? E se mi sento a mio agio con questa cosa, ne pubblicherò quanti ne potrò. Gli Oasis non torneranno insieme, non ora. Quindi questa cosa (da solista) inizia a piacermi".  

"Noel? Ora ha iniziato a chiamarmi con il mio nome di battesimo. Quindi chissà ... Sta citando un sacco di cose degli Oasis. Forse si vuole scusare o forse si sta addolcendo con l'età. Chissà ... Riunire gli Oasis? Penso che sarebbe meglio per lui se lo facesse. Più che per me".

Intanto Liam ha annunciato un tour australiano e neozelandese per l'estate prossima. Queste le date ufficializzate ieri: giovedì 21 luglio a Auckland, sabato 23 a Sydney, mercoledì 27 a Melbourne e sabato 30 luglio a Perth.

oasisnotizie - Source: The Current




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domenica 6 giugno 2021

Noel Gallagher si racconta a The Australian: "Negli Oasis non mi divertivo più, ora ho una band multiculturale. Spotify? Una merda, ma boicottarlo è una battaglia persa"


L'ultima volta che ti ho visto, Noel, eri sul palco con la tua band in uno stadio qui a Brisbane. Cosa ricordi di quel tour in cui hai fatto da supporto agli U2?

È stato fantastico. Ho fatto un bel po' di quel tour mondiale e l'Australia è stata grandiosa. Quando sei in viaggio con 150 irlandesi, non tendi davvero a ricordare nulla di tutto ciò. Ci sono un sacco di cose del tipo "Dove siamo ora?", ma è sufficiente dire che ce la siamo proprio spassata. Il pubblico era fantastico e i ragazzi – gli U2 – sono stati fantastici. È stato un bel viaggio.

Quando ti viene fatta questo tipo di offerta, è un semplice "sì"?

È facile. In effetti per quel tour australiano penso che avrei potuto chiederglielo. Un giorno ero fuori a pranzo con The Edge (il chitarrista degli U2, ndr), in un ristorante qui a Londra. Mi stava dicendo che sarebbe andato in Australia a novembre, e gli ho detto: "Oh, no, il programma prevede che la mia tournée finisca all'inizio di ottobre. Sono in giro. Posso venire?' Stranamente ha detto solo "sì", e basta. Se solo la vita fosse così facile.

Prima di salire sul palco in un grande posto come quello, di fronte a chi pensi di suonare: le persone davanti? L'ultima fila? Da qualche parte nel mezzo?

Bene, immagino che una buona parte della folla degli U2 simpatizzerebbe, diciamo, per il suono di quello che faccio. Oasis e U2, a parte l'atteggiamento, non erano troppo distanti. Siamo tutti irlandesi; siamo rock da stadio. Non è troppo dissimile. Quindi abbiamo trattato l'intera cosa come una vacanza, in verità. Il sole splendeva e alcuni membri della band non erano mai stati in Australia; lo adoravano. E puoi vedere una delle più grandi band di tutti i tempi ogni sera, e vieni pagato. Non male.

Con il più grande schermo mai realizzato dall'umanità dietro di loro sul palco...

È letteralmente il posto più caldo della Terra. Puoi abbronzarti. 

C'è stato un momento nella tua vita in cui quel genere di cose – suonare di fronte a folle enormi – è diventato solo un altro giorno in ufficio per te?

Fammi vedere: abbiamo iniziato a fare stadi nel '95 e siamo arrivati fino al 2009. Sì, ci si fa l'abitudine, ma no, non l'ho mai dato per scontato. Ho sempre pensato che fosse un privilegio essere sul palco a guardare 60mila persone che trascorrono una serata fuori, e tu eri la colonna sonora di tutto ciò. Non ero mai nervoso, per niente. Quei concerti erano soliti tirare fuori il meglio di me, e non ci sono molte persone che possono dirlo; alcune persone ne hanno una vera paura, ma hanno tirato fuori il meglio di me, e chiunque ci abbia visto lo confesserà.

Mi piace tutto quello che faccio; non ha senso farlo se è una lotta. Sai, è per questo che gli Oasis non stanno insieme, perché è diventata una lotta. Ed è come: 'Beh, fanculo questa cosa! Questa dovrebbe essere una risata e una cosa facile'. Quello che faccio adesso è il mille per cento più divertente di quello che facevo allora. Questa dovrebbe essere la base della tua vita: se ti fa stare bene, fallo. Se ti fa sentire una merda, non farlo.

Puoi descrivere la sensazione che si prova in uno stadio pieno di gente che canta tutta insieme qualcosa che hai scritto da solo in una stanza da qualche parte?

È come essere fatti, ma sei sobrio. È il massimo, ma sei completamente consapevole di dove ti trovi e sei nella stanza con le persone. C'è un buon equilibrio da raggiungere, però, perché ci sono 50mila persone che trascorrono una serata in uno stadio, guardando cinque ragazzi al lavoro. Non vuoi proprio trascorrere una serata fuori, perché non riesci a fare il tuo lavoro per bene. Quindi c'è un equilibrio che devi raggiungere, cosa che mi sembrava di conseguire quasi tutte le sere. È, però, una vera cosa spirituale. Ognuno reagisce in modo diverso: alcuni membri della mia band si sentivano male fisicamente prima di salire sul palco; io ero l'esatto opposto, ma è un'esperienza piuttosto religiosa. Una volta che l'iniziale nervosismo di quando comincia un concerto era sparito, e tutti erano rilassati e coinvolti, cercavo espressamente di fare un passo indietro e di prendere tutto. Sapevo che non l'avrei fatto per sempre.

Verso la fine di quell'esibizione hai suonato (la canzone degli Oasis) Don't Look Back in Anger. Mi ha emozionato perché mi ha ricordato che quella canzone è stata usata come una sorta di servizio pubblico dopo l'attentato di Manchester del 2017. Se non vuoi parlarne dimmelo, ma se sei pronto: cosa ricordi di come tutto ciò si è svolto dal tuo punto di vista?

Beh, la notte dell'attentato mi è capitato di andare a letto presto. Il mio telefono ha iniziato a vibrare molto più di quanto faceva di solito. L'ho guardato e c'erano messaggi di miei amici da tutto il mondo che dicevano: "Spero che la tua gente stia bene". Ho messo su il telegiornale e ovviamente c'era stata una bomba e una terribile tragedia, ma quando la ragazza inizia a cantare la canzone durante la cerimonia commemorativa, i tuoi sentimenti sono in conflitto: sei incredibilmente orgoglioso che qualcosa che hai fatto sia diventato un modo per aiutare le persone a superare questo, ma poi è collegato a un vero evento tragico. Quindi non puoi montarti troppo la testa per questo, perché non dimentichiamo che le persone sono morte. È una cosa a doppio senso, davvero. È semplicemente incredibile che una canzone, qualsiasi canzone, possa unire le persone. Il fatto che fosse la mia canzone lo rende doppiamente sorprendente. Sedendosi e pensandoci su, è un po' quello che sono le mie canzoni: sono inclusive. Non riguardano me e non riguardano te; riguardano tutti noi. È una cosa meravigliosa, anche se collegata a un evento molto tragico.

Perché pensi che le persone cerchino le loro canzoni preferite in quel tipo di situazione, dopo una tragedia?

Perché in qualche modo – che si tratti della melodia o delle parole – possono in qualche modo dare un senso a tutto per le persone. Non ne sono sicuro; dovresti chiedere a qualcuno in particolare, ma la musica per me è una cosa così importante, potente, religiosa, spirituale. Perché le persone cantano inni in chiesa? Deve essere nella psiche umana cantare e proiettare qualcosa verso l'esterno. Quindi sì, è incredibile che sia iniziato spontaneamente; una ragazza ha iniziato a cantarla e tutti si sono uniti. È stato un momento fantastico.

Cosa ha significato per te vederlo in quel momento? 

Beh, mi è capitato di guardarlo dal vivo in televisione. Sono rimasto senza parole solo quattro volte nella mia vita: alla nascita dei miei tre figli e in quell'occasione. Non sai cosa provare. Inizialmente ti senti: 'Oh, porca puttana, assolutamente no!'. E poi vorresti che non stesse accadendo. Vorresti che la piazza fosse vuota e che la vita continuasse normalmente. Erano emozioni contrastanti.

Dove si colloca quel particolare episodio tra tutto ciò che hai ottenuto come artista nella tua vita?

Con quella canzone in particolare c'è una cosa che va ancora avanti. La canzone è stata utilizzata anche durante gli attentati di Parigi (nel 2015, ndr); alla partita che c'è stata due sere dopo (Francia-Inghilterra, ndr) una band ha suonato Don't Look Back In Anger. È triste che debba essere usata per unire le persone, durante eventi tragici, ma ovviamente aiuta le persone ad affrontare qualsiasi trauma stiano attraversando, e per me va tutto bene. Non mi lamento di questo. C'è, però, sicuramente... non lo so. Trovo difficile articolarlo, il che non è da me. Di solito riesco ad articolare la maggior parte delle cose, ma questo è difficile.

Parliamo oggi perché sono trascorsi dieci anni dal tuo album di debutto con la tua band, gli High Flying Birds. Stai cercando qualcosa di diverso nelle canzoni che stai scrivendo oggi, rispetto a quelle del primo album dei Birds?

Beh, ora tendo a scrivere di più in studio che a casa. Quindi, quando scrivi in studio, hai accesso a più strumenti. Non devi sederti a casa e pensare: "Forse se ci metto una drum machine...". Puoi farlo all'istante, così le idee si formano all'istante. Immagino che l'essenza di ciò che faccio sia sempre la stessa: è tutta una questione di melodia. La melodia è la cosa che conta. Le parole? Ehh, chi se ne frega delle parole? E poi, se mi viene un'idea, se sono abbastanza fortunato riuscirò a trasformarla in una canzone. Metterò insieme alcune di quelle idee, metterò insieme la band e poi ci uniamo tutti sull'idea. Alla fine ricade in una cosa degli High Flying Birds, ma la portata della produzione musicale della band è molto più ampia ora di quanto non sia mai stata negli Oasis.

È perché anche i tuoi orizzonti si sono ampliati? Sembri essere più interessato a molti generi diversi.

Non dipende da una cosa specifica. Gli Oasis erano una band che aveva un'identità molto chiara di cosa fosse e cosa dovesse essere. Ho scritto canzoni per adattarle all'ambiente circostante, che erano gli stadi. Non farai un'odissea jazz in un fottuto stadio pieno di giovani che si sono tolti le magliette; verresti linciato, cazzo! Ma quando ho incontrato (il produttore) David Holmes, mi ha suggerito: "Hai fatto tutto quello che potevi fare con quella chitarra acustica. Perché non provi a iniziare a fare la musica che ascolti davvero?". È quello che ho fatto, ed è da lì che che nasce Who Built the Moon?. E ora provo a sposare tutte le idee che ho. Scrivo ancora a casa, ma scrivo in studio. Alcune cose come We're On Our Way Now suonano come una melodia molto tradizionale di Noel Gallagher, ma la canzone è proprio bella, ed è così che è venuta fuori. Non sto scappando da questo. Quindi l'altro brano (Flying On the Ground) potrebbe essere come se i Supremes cantassero una canzone di Burt Bacharach. C'è di tutto sul tavolo. 

Qual è la tua impressione su come i tuoi muscoli di cantautore si siano rafforzati nel corso degli anni?

Sono davvero più rilassato al riguardo. Penso che lo streaming, in un modo strano, sia stato un bene per la creatività. Perché se nessuno compra più dischi, allora non devi cercare di vendere dischi. Puoi dannatamente dare piacere a te stesso, fare quello che vuoi, capisci? In questo modo è stato abbastanza liberatorio, ma è una cosa istintiva: non saprei spiegartelo, ma so quando qualcosa va bene, e di solito è la melodia. Se mi viene in mente una melodia che mi fa continuare a scrivere quella canzone, e continuo a rifinirla con lo scalpello, allora mi porterebbe a credere di averlo fatto così spesso in passato che la cosa deve avere un certo livello di bontà.

All'inizio con gli High Flying Birds eri preoccupato o preoccupato che i fan del tuo lavoro precedente e del tuo suono precedente potessero decidere di non unirsi al viaggio?

Beh, credetemi, una parte considerevole di loro non l'ha fatto (ride, ndr). Potrei essere stata l'unica persona al mondo a non essere rimasta sorpresa da questo. Se avessi pensato che avrei lasciato gli Oasis e avrei continuato a suonare negli stadi con gli High Flying Birds, non mi sarei preoccupato per un cazzo. Non volevo questo. L'ho fatto per i vent'anni precedenti. Volevo iniziare dal basso, ma è diventato molto grande molto rapidamente. Da allora mi sono sempre tirato indietro, perché ho fatto gli stadi, e sono fantastici, e l'ho adorato, ma è quasi una parte di un'altra vita. Ho fatto grandi tour nelle arene e sono fantastici. Mi è piaciuto anche quello, ma non ho mai avuto modo di fare teatri con gli Oasis, perché siamo passati dai locali notturni agli stadi in circa una settimana. Quindi ora sto facendo la cosa che non ho mai avuto modo di sperimentare, con una grande band multiculturale; ognuno porta un'atmosfera diversa in tavola. 

Ti ho chiesto dei tuoi muscoli per scrivere le canzoni; e i tuoi muscoli da esibizione? C'era bisogno di molti aggiustamenti per portare queste canzoni dei Birds nei concerti dal vivo?

Devo dire che esibirmi è la parte meno preferita di quello che faccio. E più invecchio, più non me ne può fregare di meno.

Ha a che fare con l'essere lontano da casa?

Beh, le persone creative sono sempre lontane da casa, perché vivono nella loro immaginazione. Mi piace farlo, ma non sono nato per esibirmi. Bono, per esempio. Probabilmente sono l'opposto di un Bono. Bono vuole che tutti si divertano. Non me ne frega un cazzo se qualcuno si diverte. Sono lì solo per cantare le canzoni e spero che la gente ci capisca. Ho un rapporto di amore/odio con l'esibizione. 

Tutti e tre i tuoi album con gli High Flying Birds sono andati alla posizione numero uno in Gran Bretagna, portando a dieci gli album di fila al primo posto per tutti voi (Oasis inclusi) ...

Questo è un record mondiale, lo sapevi?
Dieci album di fila al primo posto in Inghilterra sono nel Guinness dei primati. Nessuno può eguagliarlo. Nessuno!

Congratulazioni: è un risultato fantastico. 

Grazie mille. Se solo la mia fottuta moglie fosse lontanamente interessata a questo come chiunque altro...

Cosa significa per te quel tipo di record? 

Beh, mi dà la sicurezza (che serve) per andare a farne un altro, ma immagino che la serie debba finire ad un certo punto. Non ci penso. In realtà non ne ero a conoscenza finché qualcuno non me l'ha detto e ho ricevuto un premio per questo, ma significa che le mie canzoni nel corso degli anni sono state accettate da molte persone. Suono ancora le vecchie cose quando suono, e vengono bene come sempre; probabilmente adesso di più. Cerco di non pensare o pensare troppo a quello che faccio; lo faccio e basta. Il punto di riferimento è: ti piace? Sì? Bene, allora voltiamo pagina e facciamo qualcos'altro.

Sei stato uno dei tanti artisti britannici ad aver recentemente messo il tuo nome in una lettera aperta su come Spotify e altre piattaforme di streaming non corrispondano la loro giusta quota ai musicisti. È stato un "sì" facile per te?

Assolutamente sì. Non ho nemmeno letto la cazzo di lettera; il tizio mi ha semplicemente detto cosa c'era dentro e io ho detto: 'Sono dei vostri', ma sì, lo streaming non paga molto... sai, il cazzo di tizio che possiede Spotify (Daniel Ek, ndr) ora sta dicendo che comprerà l'Arsenal. Con i miei soldi! Con le mie cazzo di royalties! Se compra l'Arsenal, andrò giù e spoglierò uno dei ristoranti di tutti i suoi cazzo di mobili, perché me lo deve, quello stronzo! Ma la musica ora non è in vendita, è a noleggio, sai? Non sono mai stato a mio agio con quest'idea. Sono cresciuto in una generazione che possedeva la musica. E la qualità di Spotify è una merda. Sembra una merda; è una cattiva rappresentazione di ciò che è la tua musica. È una battaglia che nessuno di noi può vincere, quindi non ha senso boicottarlo, ma il governo dovrebbe dare un'occhiata a questa cosa, probabilmente vedrà che è gravemente ingiusto. Dubito, però, che il governo farà qualcosa; ora hanno altre cose per la testa.

Cos'altro hai osservato sulla natura mutevole dell'industria musicale da quando hai iniziato ad oggi?

C'è il fatto che, direi per un buon ottanta per cento delle classifiche, l'artista in questione probabilmente non scrive le proprie canzoni. È stato un grande cambiamento. Molti locali di piccole e medie dimensioni hanno chiuso in Inghilterra. E Internet, che ovviamente ha influenzato tutto, ha avuto un effetto negativo su tutto ciò che è creativo nel mondo.

Che cosa deprimente! Scusa. 

Bene, va tutto bene. È così e basta. Tutto è falso su Internet; l'unica cosa reale è il fottuto odio per il re e la divisione. Tutto il resto sono solo ... cazzate, ma è il mondo in cui viviamo, quindi i vecchi come me non verranno ascoltati da nessuno. Quindi fanculo. Ho fatto tutto bene e tendo a fare tutto bene. Se le persone non si iscrivessero a Spotify, non esisterebbe. C'è ovviamente un appetito per questo, quindi diamoci dentro, cazzo! Ma noi artisti vi posso assicurare che ci sentiamo un po' incazzati. Tutti, però, diranno: "Davvero? Quanti cazzo di jet privati ​​vuoi?". Al che direi: "Solo uno sarebbe carino".

Sei rimasto produttivo e attivo fino ai 50 anni d'età. Quali altri artisti rispetti per aver mantenuto una produzione creativa positiva fino a 50 anni d'età e oltre?

Penso che il principale tra questi sia Neil Young, a cui ancora non frega un cazzo, ancora oggi. Sono andato a trovare Neil Young con Bob Dylan un paio d'anni fa a Londra; hanno fatto un concerto di cui erano gli artisti principali. Bob Dylan è pazzo da morire, ma Neil Young ha ancora il fuoco. Lui è un grande. McCartney sta ancora facendo grandi cose. Il mio amico Paul Weller, cazzo! Non so nemmeno cosa dire di lui. Probabilmente sta scrivendo il suo quarto album oggi, proprio ora. Durante il mio ultimo tour mondiale, partecipavo al Festival di Roskilde, in Danimarca, ed ero secondo in cartellone dopo i Cure. Sono una delle mie band preferite, ma non li avevo mai visti in vita mia. Ho avuto la fortuna di poter salire sul palco e guardarli esibirsi e sono stati assolutamente incredibili. Quei ragazzi sono tutti più grandi di me, e ancora oggi suonano in modo dannatamente incredibile. E, naturalmente, è ovvio: gli U2. Tutti i grandi sono fantastici per un motivo: perché sono fantastici.

Sono contento che tu abbia menzionato Paul McCartney, che sta ancora pubblicando nuove cose interessanti a 78 anni. Lo trovi stimolante?

Assolutamente sì, ovviamente. Perché dovresti smettere? Voglio dire, l'unica cosa che fisicamente mi farebbe smettere di fare musica è se qualcuno mi tagliasse una mano. A parte questo, finché riesco a ottenere una melodia da qualcosa, sarò costretto a scrivere una canzone ... ma McCartney, Dio lo benedica. L'ho visto dal vivo un paio di anni fa ed era semplicemente il migliore che sia mai stato. Non cambia nessuna delle tonalità (quando canta); di solito, i vecchi iniziano ad abbassare un po' la tonalità. McCartney sta ancora cercando di farlo. Che tipo! Ma lui è uno dei Beatles, e sono i più grandi di tutti i tempi per il semplice motivo che i quattro ragazzi erano semplicemente fantastici. 

Infine, puoi nominare un musicista attivo attualmente che è enormemente sottovalutato e a cui le persone dovrebbero prestare maggiore attenzione?

A parte me? Non è un musicista, ma c'è una band del Regno Unito chiamata Young Fathers. Le persone dovrebbero prestare più attenzione a loro.

Source: The Australian - traduzione di oasisnotizie

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giovedì 12 dicembre 2019

Coprifuoco al concerto di Liam Gallagher, in arrivo multa da 250mila dollari per il cantante

Non si placano le polemiche sul concerto di Liam Gallagher a Melbourne, tagliato durante l'ultima canzone (con una brusca interruzione della corrente) mercoledì sera per aver violato il coprifuoco durante il concerto di Melbourne. E lo sforamento potrebbe costare al cantante una multa di 250mila euro irrogata in Australia dall'EPA (Autorità per la protezione dell'ambiente).

L'ex star degli Oasis era sul palco della Margaret Court Arena della città australiana quando il concerto è stato improvvisamente interrotto a metà della sua esecuzione di Supersonic, protrattasi oltre le 23, orario del coprifuoco imposto dalle autorità.

"250mila dollari di multa se avessimo suonato oltre il coprifuoco di ieri sera. 250mila dollari, 250mila dollari. Voglio dire: quelle canzoni sono bibliche e io sono il cazzo di fratello biblico, ma dai, questa è una presa per il culo. Chiunque abbia creato questa regola deve smetterla di fumare SPEZIE (sic)". Questo uno dei tweet di Liam.

Sbollita l'ira espressa nei tweet di cui vi abbiamo riferito ieri, Liam ha scritto ancora sul proprio profilo Twitter: "A parte questo, adoro seriamente l'Australia. Quando sarò ricco e famoso, potrei procurarmi un posticino quaggiù".

Il management dell'arena ha rilasciato una dichiarazione che spiega la politica adottata e si è scusato con le migliaia di fan australiani, che sono rimasti delusi dalla decisione di chiudere anticipatamente il concerto, e hanno assicurato che sarà fatta piena luce sul perché dell'accaduto.

Al Daily Mail Australia, hanno detto: "Melbourne & Olympic Parks (the Trust), che gestisce la Margaret Court Arena, riconosce il risultato deludente per le molte migliaia di fan che sono venute al concerto di Liam Gallagher mercoledì sera".

"Condividiamo la delusione dei fan per il modo in cui la performance si è conclusa e ci scusiamo per l'impatto che questo ha avuto sul loro gradimento dello spettacolo".

"Tutti i noleggiatori di locali e le loro squadre di produzione sono informati per garantire che tutti gli eventi soddisfino i requisiti di inquinamento acustico dell'Autorità per la protezione ambientale dello stato di Victoria (EPA). Per soddisfare tali requisiti, il Trust ha attuato una politica di coprifuoco alle ore 23.00.

"Laddove lo sforamento è stato previsto o lo show durerà probabilmente oltre le 23.00, la direzione della sede lavora a stretto contatto con il noleggiatore della sede (in questo caso il promotore, Secret Sounds) per garantire che siano messe in atto misure per limitare l'impatto che tali misure, quali la riduzione del volume, hanno sull'esibizione".

"In nessun caso il Trust ha richiesto che una performance venisse interrotta bruscamente e in questa occasione il management del tour ha preso la decisione di terminare la performance alle 23.00".

"Stiamo lavorando a stretto contatto con Secret Sounds e il loro tour manager per capire cosa abbia portato a questa decisione."

"Possono essere irrogate multe per non aver rispettato i requisiti di riduzione del rumore, ma questa è una decisione dell'Autorità per la protezione dell'ambiente (EPA)."

Liam continuerà la propria tournée australiana a Meredith venerdì 13 dicembre e ad Adelaide sabato 14 dicembre.

Source: Toggle

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sabato 26 ottobre 2019

Liam Gallagher a Sydney: "Entusiasmo per me a livelli Oasis. Noel? Patetico costringermi a pagare i diritti d'autore per le sue canzoni. Le canterò sino alla morte!"

La nostra traduzione dell'intervista rilasciata da Liam Gallagher al Sydney Morning Herald, in Australia.

L'ex Oasis esordisce così: "Ho dormito malissimo, amico. Mi sono girato e rigirato nel letto, sai cosa intendo? Ha a che fare con i cicli lunari o con la mancanza di alcol o ... sai come funziona".

Abbey Road dei Beatles ha compiuto 50 anni ed è di nuovo in classifica, con il nuovo mix di Giles Martin, con una serie di outtake e demo. "Incredibile, bello. Quali canzoni ci sono su Abbey Road?", chiede Liam. Come Together, Something, Maxwell's Silver Hammer. "Ah, sì, mi piace Maxwell's Silver Hammer. Amo quel disco, amico, è fantastico. Bellissima cover poi".

"Il mio nuovo album? È stato fatto esattamente come il precedente. Se qualcuno che, come me, vent'anni fa fosse arrivato a fare le grandi bravate e poi avesse scritto le canzoni in collaborazione con altri, non penso che avrebbe fatto molta presa, capisci? Ma io facevo parte di una band grandiosa e non ne sono mai stato il compositore. Io ne ero il cantante ed è così che che devo fare i miei dischi".

"Ovviamente ti piacerebbe fare tutto da te e sarebbe fantastico, creeresti la tua scena e diresti a tutti, cazzo, quanto cazzo sei bravo e fai questo e fai quello e ti pulisci il culo da solo, ma per me non funziona così".

"Sono piuttosto felice di lavorare con le persone. Mi viene molto naturale fare le mie partie e poi consegnarle ai pezzi da novanta e poi loro me le rimandano e conduco la cosa in porto

"Ascolta, mi entusiasma, amico. Posso contare su alcune canzoni grandiose e i fan stanno comprando gli album. La gente ne sta parlando e sto ricevendo delle recensioni molto buone. Non faccio neanche un concerto in cui la gente se ne sta ferma in piedi, specialmente in Inghilterra. Sta andando in visibilio, amico. Sono come i cazzo di concerti dei primi Oasis, quindi sono soddisfatto, amico".

"Ad essere onesti, non mi aspettavo che sarebbe stato così. Pensavo che sarebbe stato un po' più complicato, ma sembra il territorio degli Oasis. Ovviamente la gente fa: 'Oh, le canzoni non sono belle come quelle di Noel' e 'non sono belle come quelle degli Oasis', ma su questo album ci sono delle buone canzoni. Sono trascorsi solo due anni da quando ho pubblicato As You Were e molte di quelle canzoni sono dei classici assoluti, quindi aspettate un'altra ventina d'anni e saranno alla pari con quelle altre, di sicuro".

"One of Us? Non parla di Noel. Parla dell'essere fratelli, delle amicizie, dei fratelli degli altri, parla dei fratelli in generale, parla di famiglia. Forse c'è un verso (che si riferisce a Noel, ndr). 'Dicesti che avremmo vissuto per sempre', perchp Noel ha scritto quella canzone (Live Forever, ndr) e io la canto, ma è tutto lì. Il video? Mica fisso una foto di Noel piangendo come un dannato, no? Non sono io che faccio: 'Noel, per favore, chiamami, ecco il mio numero!'. Molta gente sta dicendo questo. Non sto mica mettendo lì il cazzo di numero di telefono. Non lo sto scrivendo sui muri dicendo: 'Chiamami, mi manchi', capisci? cosa intendo?".

"Gli Oasis fanno parte della mia vita. Una parte importante della mia vita, amico. E sono ancora il tizio degli Oasis, perché voi mi chiamate così, e io so chi sono, capisci? Quindi non conta. Ma non desidero nulla, amico. So esattamente cosa stiamo facendo. Non ho parlato anche di quanto sono belli i dischi da solista? Sei tu quello che si concentra sull'argomento Oasis".

"Penso che Noel Gallagher volesse impedirmi di usare i pezzi degli Oasis nel documentario As It Was, perché è l'unico pezzo di potere che ha su di me e il che va bene, capisci? E all'inizio ero un po' seccato, perché quei pezzi li cantavo io e li ho resi io grandi e penso di avere tutto il diritto di cantarli. E le royalties non le pago. E non devo mica firmare un piccolo modulo alla fine del concerto. Questa cosa è patetica. Lo farò fino alle calende greche. Semplice. Perché la gente le vuole e io le voglio cantare".

Source: The Sydney Morning Herald

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mercoledì 9 ottobre 2019

Video - Noel Gallagher: "Gli HFB la mia miglior band di sempre. Reunion? Chissà, ma solo in circostanze straordinarie"

Intervistato da Today Australia (colloquio registrato nei mesi scorsi a Londra), Noel Gallagher ha di nuovo parlato di reunion degli Oasis (“perché avvenga devono verificarsi delle circostanze straordinarie. Non è detto che non si verifichino, ma se chiudo gli occhi non lo vedo”) e ha affermato che “gli High Flying Birds sono la migliore band di cui io abbia fatto parte”. Sottotitoli ITA by frjdoasis.


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venerdì 20 settembre 2019

Inarrestabile Liam Gallagher: "Penso già al prossimo album. Noel pensa di curare il cancro, io solo a fare buona musica"


"Ragazzi e ragazze, date un'occhiata a questa roba. Sembra un vinile. È la prima volta che la vedo. È proprio straordinario. E chi è quest'uomo bellissimo? Ma sono io! Prendetelo. Bellissimo!"

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Rock 'n' roll star: Una chiacchierata con Liam Gallagher

Il cantautore parla con Paul Jones non solo di Why Me? Why Not., ma anche del terzo disco che ha in programma.

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Congratulazioni per il nuvo disco. È un disco forte. Sembra che ogni canzone abbia il proprio posto.

Concordo totalmente e fottutamente con te! Penso sia un classico …  Ovviamente non piacerà a tutti, ma penso che molta gente lo amerà e penso che più passerà il tempo, più sarà classificato come un classico. Se gli Oasis pubblicassero un album così, al giorno d'oggi, penso che la gente andrebbe in visibilio, quindi penso che sia uno buono. Vedremo come andremo.

Sembra che tu sia tranquillo. Ti senti così?

Sì, sicuramente. Sono molto felice! Ho i miei figli, la mia ragazza, e tutti nella mia vita sono felici e ce la spassiamo tutti, ma non strofinerò il disco sul naso delle persone, come fa certa gente del cazzo. Ci stiamo divertendo, sembra che il lupo alla porta se ne sia andato a fanculo, a casa di qualcun altro.

Sono due album in due anni, fatto quasi insolito di questi tempi. Cosa motiva Liam Gallagher nel 2019? Di sicuro hai una buona etica del lavoro.

Devo recuperare molto tempo perduto. Intendo: musicalmente gli Oasis non avrebbero dovuto sciogliersi, quindi questo mi mette di malumore se ci penso. E penso che i Beady Eye non avrebbero mai dovuto accadere, quindi quella cosa mi mette di malumore, anche se sono felice che sia accaduto e che abbiamo fatto dei buoni dischi. E poi ci sono stati quattro anni senza fare dischi, quindi quello mi mette di malumore! E là fuori c'è gente che va in giro a diffondere voci malevole, dicendo che la mia etica del lavoro è la ragione per cui gli Oasis si sono sciolti, che sono troppo pigro e che non faccio quello e non faccio quell'altro. Quello mi mette di malumore! Sono nato per fare musica e la farò. E non sto mica ringiovanendo, quindi devo farla, amico. Devo fare della musica.

C'è stato un momento chiave in cui hai pensato: "Bene, torniamo in studio e iniziamo a lavorare all'album numero due"?

Appena è uscito il primo disco ho pensato che ne ero soddisfatto e che se fosse andato bene ne avrei di sicuro fatto un altro. Se non fosse andato bene, non avrebbe proprio avuto senso. Quindi dovrò pensarci quando lo farò, ma appena quel disco è uscito e abbiamo ricevuto delle buone recensioni e i fan ci si appassionavano, pensavamo già al successivo. Quantunque con Why Me? Why Not. in saccoccia, sto già pensando al prossimo, capisci? Ovviamente devi fare un po' di pausa per toglierti di torno, perché altrimenti la gente pensa che tu ti stia mettendo in mostra. Sai com'è in Inghilterra: il vento può cambiare in qualunque momento.

Di sicuro voglio fare un nuovo disco ad un certo punto, ma non mi prenderò una pausa di quattro anni. Voglio sicuramente continuare a fare musica, amico; non c'è nient'altro da fare, no?

Quando hai preso quella decisione, come è stato il procedimento? Come lavori con Andrew Wyatt e Greg Kurstin?

Sono probabilmente la persona con cui hanno lavorato più facilmente, perché voglio solo continuare a fare lo stesso tipo di musica. Non cambierò generi e non farò: "Facciamo un album pop". A me interessano solo le buone canzoni. Se ci sono dei frammenti che ho composto, li mando a loro e faccio: "Potete sistemarlo?" e loro lo fanno; se ci sono dei frammenti che hanno loro, me li mandano e fanno: "Di questo che ne pensi?". E poi faccio: "Sì, è figo", e poi prenotiamo una sessione e io volo fino a lì. E poi ci diamo dentro e lo facciamo.

Con questo ultimo album abbiamo fatto sei canzoni in una settimana e poi ci siamo presi un po' di tempo libero, poi siamo tornati per farne un altro po'. Quindi funziona tutto piuttosto facilmente. Molta gente parla della difficoltà del secondo album, ma è stato un gioco da ragazzi! Ed è così perché hai scelto tu di renderlo un gioco da ragazzi. Non mi ero mai sentito così prima, neanche con gli Oasis, ma questo è stata una gioia: ero il primo ad entrare in studio e l'ultimo ad uscire. Molta gente va in studio e si complica la vita da sola. Non dovrebbe essere così dannatamente difficile: se è difficile, allora non farlo.

L'ho sempre preso come un divertimento e uno spasso in studio. Molta gente va lì spaventata e inizia a preoccuparsi di come suona la batteria e fa: "Ooh, i piatti non suonano bene". Fanculo, amico, suona eccezionale. È così che la vedo io.

@lordofbizarre
Come è cambiata l'esperienza in studio per te se si paragona agli Oasis? Hai sempre avuto la mentalità del "mettiamoci al lavoro"?

Ho sempre avuto quella mentalità. Noel pensa che stia curando il cancro e fermando l'era glaciale  l'inquinamento atmosferico! Stiamo solo andando a fare della cazzo di musica. Appena inizia a diventare strano e tutti iniziano a fissare e ad ascoltare ritmi di batteria, io me ne esco: vado al pub.

Mi sto davvero godendo Alright Now. Ho abbracciato i miei figli sul divano e ho detto loro: "Ascoltate questa!". A loro è piaciuta molto.

Quella ha un vero tocco lennoniano ed è quello il tipo di musica che io farò sempre. Certa gente fa: "Oooh, è troppo a suo agio, è nella comfort zone". Io sono così, amico! Non sono uno di quegli artisti come Weller e fanno: "Ooh, che artista". Se ti definisci artista meriti un ceffone! Non sono una di quelle persone che allargano i confini per fare questa nuova musica d'avanguardia. Non fa per me. 

Neil Young fa ancora la stessa musica, ma nessuno gli rompe le scatole, ma Noel Gallagher fa: "È nella sua zona di comfort". Non sono un cantautore così; sono qui solo per fare buona musica. 

Meadow è un'altra canzone personale che spicca: ha un vero tocco alla Blue Jay Way. Hai delle canzoni che spiccano? Qualcosa in particolare che non vedi l'ora di eseguire dal vivo?

Once è la mia preferita dell'album; amo cantarla. C'è una canzone che si chiama Halo che è grandiosa, un po' come gli Stones. E sì, c'è anche Meadow, che è grandiosa. Ma tutte lo sono, in realtà. Mi piace Schockwave, anche se è un po' glam rock anni '70, ma è pur sempre un gran pezzo. Mi piacciono tutte, amico.

Quando scegli le tracce per la versione finale, molte cadono sul pavimento della sala di montaggio?

Non ne abbiamo fatte così tante in realtà. Abbiamo fatto circa 15 canzoni; ce n'era qualche altra che avrebbe potuto entrare nel disco, ma volevo solo che fosse un po' più tirato e un po' più compatto, capisci? Quindi non ci sono molti fronzoli. Non ci sono molti pezzi sul pavimento della sala di montaggio, come dici tu. Per me se la canzone mi prende allora sarà sull'album. Non importa se smuove gli altri. Se smuove me, e ci vuole molto per smuovermi, cazzo, allora combatterò per lei.

Mi piace l'uso degli archi sull'album. È stata una tua influenza?

No, non è stata proprio una mia influenza. Penso che li usino tutti nel loro secondo album, no? (ride, ndr). Tirano sempre fuori gli archi. Ma quelle canzoni si amalgamavano, capisci? È stato un po' più cinematografico, penso.

Per te è ancora esibirti dal vivo il punto focale?

Senza dubbio, amico, senza dubbio. Se dovessi scegliere tra stare in studio o esibirmi dal vivo direi esibirmi dal vivo. Lo studio non è male, ma, come ho detto prima, non sono uno di quei cazzo di nerd o teste da studio che sono sedute lì e dicono: "Guarda là, c'è un tasto del 1975". Non me ne fotte un cazzo. Reca scritto "Mi fa sentire dannatamente fico"? Perché se ce l'ha, allora bene, ma se non ce l'ha allora che vada bellamente a fanculo.

Essere sul palco di fronte ai ragazzi e a tutta quella roba, si tratta di quello per me. Anche se nella folla c'è un coglione che fa: "Boo!", mi piace anche lui.

Il tuo pubblico ora è multigenerazionale. Io ho circa la tua età e ci saranno un bel po' di persone della nostra età che porteranno i propri figli ai tuoi concerti ora.

Lo so. È incredibile, senza dubbio. ovviamente non sto parlando degli Oasis; quelle canzoni sono in giro da 20 o 25 anni ora, e il nostro ragazzo (Noel, ndr) di sicuro ha intercettato qualcosa. Come band abbiamo significato molto per le persone, quindi continueranno a girare in tondo, e abbiamo la fortuna di essere ancora qui a raccogliere i frutti di quello. E non sono i soldi, ma andare ai concerti e avere gente della tua età lì con te, ma anche gente di 16 anni che saltella. Come Kurt Cobain. Dio lo benedica. È morto, cazzo, quella roba non ce l'ha. Ci sono molte band che sono morte e non ne hanno mai avuto l'opportunità.  Cioè anche i Beatles, anche se McCartney ne sta raccogliendo i frutti.  Quindi penso che siamo fortunati a beneficiarne ancora.

Ti sei mai preso del tempo per metterti comodo a riflettere sulla tua carriera e goderti quello che hai fatto finora?

Liam con i DMA's
Non c'è giorno che passi senza che io pensi agli Oasis, ma non ho foto della band sul muro; non ho i miei dischi (di platino, oro, ndr) appesi. Posso sempre tornare lì, ma la gente mi ricorda costantemente gli Oasis, il che va bene. Sono anche il più grande fan degli Oasis, quindi sì, sono felice che l'abbiamo fatto.

E tornerai in Australia verso la fine dell'anno?

Sì, a dicembre. Farò alcuni festival e i nostri concerti. Non vedo l'ora. È bello andare fuori e suonare. Sono molto fortunato, amico; ho un altro disco per andare fuori ed esibirmi.

Come scegli una scaletta?

Allora, forse farò cinque pezzi di As You Were, cinque del nuovo e poi riempiremo il resto con gli Oasis: sarebbe una scaletta di circa venti canzoni. Ora, mi conosci: non mi piace dilungarmi troppo, quindi forse ne propinerò circa 17. Quindi forse 7 canzoni degli Oasis. Capisci? Non mi piace starmene sul palco per troppo tempo; sento che a volte può succederti di abusare dell'ospitalità del palco. Una scaletta perfetta per me è di un'ora e 15 minuti, al massimo.

Vedo che vi esibirete con i DMA's in uno dei festival che farete qui. Sono una grande band, no?

Sì. Mi sono esibito con loro in passato. A molti miei amici piacciono. Indossano i vecchi cappelli a secchio e tutta quella roba, ma non sento influenze degli Oasis. Sono uscit ocon loro un po' di volte e sono bravi ragazzi.

Non vediamo l'ora di vederti l'anno prossimo a Knebwowrth.

Sì, amico, io ci sto! Stavo solo tastando il terreno per vedere cosa stesse succedendo. Non ho detto che mi sarei esibito a Knebworth: mi sto esibendo in un pub qui all'angolo di nome The Angel.

traduzione by frjdoasis - Source: stack.com.au

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venerdì 2 marzo 2018

Video (sottot. ITA): Liam Gallagher su abusi del padre, "Noel non più rock", album e futuro

In questa bella videointervista per The Feed, registrata nel gennaio 2018 in Australia e diffusa qualche giorno fa, Liam Gallagher parla della sua infanzia segnata dalle violenze del padre, del suo disco, di come a suo dire Noel "non abbia più dentro di sé suonare le canzoni" e il fuoco rock 'n' roll, dell'album con cui è tornato prepotentemente in auge e del futuro.

Sottotitoli in italiano a cura di oasisnotizie.


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mercoledì 24 gennaio 2018

Video - Liam Gallagher: "L'album di Noel? Canzoni di merda con produzione strana. I suoi concerti? Ci vai e ti svegli tre mesi dopo in coma"

Intervistato in Australia qualche giorno fa, Liam Gallagher ha detto la sua senza peli sulla lingua su Who Built the Moon?, il terzo album da solista del fratello Noel.

"Semplicemente canzoni di merda con un po' di produzione strana", questo il lapidario giudizio di Liam sulla terza fatica in studio del fratello. "Se togli la produzione e gli chiedi di suonartele in acustico non penso che siano canzoni molto buone", prosegue. "Preferivo i suoi primi due album. La mena con 'sto fatto di essere sperimentale, ma non penso sia un disco sperimentale. Sta facendo vedere che sta facendo un viaggio cosmico, ma non penso sia così psichedelico. Ecco perché ha portato la ragazza che suona le forbici".

E ancora: "Se vai ai suoi concerti ti svegli in coma dopo tre mesi", per poi concludere: "Non poi mica avere tutto, no?, ragazzo nostro! Scriverai anche le canzoni, ma i tuoi concerti cazzo se sono pallosi!".

Nel video qui sotto parte dell'intervista rilasciata da Liam a Monique Schafter per la trasmissione 7.30 a Sydney, il 10 gennaio scorso. Con nostri sottotitoli in italiano. La versione integrale dell'intervista con sottotitoli ITA sarà pubblicata a breve sui nostri canali YouTube. Stay tuned.


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lunedì 22 gennaio 2018

Video (sottot. ITA) Liam Gallagher: "Sono ripartito dopo il divorzio e gli avvocati. Guigsy? Abita vicino a casa mia ed è appassionato di magia ..."


Nel video qui sopra, che abbiamo sottotitolato in italiano, Liam Gallagher è intervistato in Australia da MusicFeeds in occasione delle tappe australiane del tour a supporto dell'album As You Were.

Liam parla dell'esperienza nei festival australiani e del suo nuovo disco As You Were, sottolineando come il tour abbia beneficiato della sua sobrietà ("È andata bene perché non sono andato nei bar: ogni volta che vado nei bar mi caccio in un sacco di pasticci") e di come il suo disco non sia stato qualcosa di programmato ("me ne sarei stato a casa a leccarmi le ferite dopo il divorzio"). 

"Per quattro anni sono stato alle prese con il divorzio e altra roba", spiega, "per cui trascorrevo molto tempo entrando e uscendo dal tribunale, con gli avvocati, al mattino, all'ora di pranzo e a sera. Non avevo tempo per fare molto altro. Poi, quando tutto quello è finito, un giorno ho guardato la mia chitarra, l'ho presa e ho scritto una canzone di nome Bold. E poi un'altra di nome When I'm in Need. Poi la mia casa discografica mi ha chiesto se volessi un disco, un contratto. Tutto è successo molto rapidamente".

Liam nomina anche gli ex compagni di band Bonehead, di cui è ancora ottimo amico, e Guigsy ("Abita vicino a casa mia, ma non lo vedo mai. Penso sia appassionato di magia").

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giovedì 18 gennaio 2018

Video (sottot. ITA). Liam Gallagher: "Noel suona gli Oasis in acustico, ma bisogna far saltellare la gente. Io? Una brava persona, non credete a quello che leggete"

In questo video l'intervista integrale concessa da Liam Gallagher a Richard Wilkins in Australia l'11 gennaio 2018, in occasione di una serie di concerti a supporto dell'album As You Were, grande successo mondiale. Con sottotitoli ITA by oasisnotizie.

QUI vi avevamo proposto una prima versione del video dell'intervista, che include parti non inserite nel video qui sotto.



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mercoledì 17 gennaio 2018

Liam Gallagher: "Noel e Bono Vox i più coglioni della musica. Fanno parte degli Illuminati. Tra rap e dance? Meglio il rap"

Intervista di James Branson a Liam Gallagher per Junkee, Australia. Pubblicata il 15 gennaio 2018. Traduz. italiana di oasisnotizie.

Source: Junkee


Sei stato in compagnia di altre band al Falls Festival?

No, cerco di schivare tutti, perché li avrei insultati o mi sarei nascosto dietro la mia porta e avrei detto: “Oh, fanculo, eccolo lì”. Ma ho incontrato i Kooks e sono stato in loro compagnia per un pochino e ho preso un cicchetto con loro. Ho insultato il tempo e cose così, dicendo: “Questi cazzo di australiani, amico, e che cos’è sto tempo?”. Ma è finito tutto lì.

Non sto proprio in compagnia della gente. Esco con Richard Ashcroft ogni tanto, io e lui andiamo a bere una tazza di tè e cose così quando torniamo in Inghilterra, mangiamo un panino. Non esco con le persone famose, la maggior parte di loro le trovo molto noiose.

E ti sei fatto molti nemici.

Mi sono fatto molti nemici, ma non me ne importa. Lo affronto quando si tratta di affrontarlo. Attraverso la strada. Ma non esco proprio in compagnia delle band.

E Carl Cox?

Non li ho mai sentiti. Chi è?

Un famoso DJ.

No, non esco con i DJ. Si fottano, amico.

Non pensi che siano veri musicisti?

Suonano musica di altre persone, il che va bene, perché lo faccio anch’io, prima che inizi tu con questa storia. Ma non mi piace proprio la cazzo di musica dance. Non fa per me.

Quante volte dici “cazzo” in un giorno?

Un sacco, amico. Ne diremo un sacco prima di finire questa, amico.

Possiamo fare un conteggio dei “cazzo” in questa intervista.

Sai cosa dico molte volte? “Cazzo” e “capisci cosa intendo?”.

L’altro giorno hai twittato su Nick Kyrgios. Cosa ti piace di lui?

Mi piace il fatto che abbia carattere. E che è bravo a fare il suo lavoro. Mi piace che va di traverso a tutti quei pallosoni che vogliono che lui sia come Pete Sampras. Mi piace che ha qualcosa di particolare.

Sei uno sportivo?

Mi piace il tennis, sì. Il calcio.

In questo tour ti sei dovuto preparare il tè da solo?

Sì. Devi fare da te, no?, oggigiorno. Se vuoi fare le cose come si deve, fai da te.

Quando sei venuto in tour in Australia nel 1998 ti hanno arrestato perché hai dato una testata a qualcuno.

Sì, e lo rifarei di nuovo, cazzo! Perché quello mi ha messo una fotocamera in faccia ed era ubriaco fradicio, io ero ubriaco fradicio e gli ho detto: “Non fare fotografie!”. Lui ha continuato ed è stata la fine. Mi hanno multato e mi hanno arrestato, ma lo rifarei di nuovo, cazzo!

È l’unica volta in cui ti hanno arrestato in tour?

Poche volte. In Germania, lì mi caccio sempre nei guai.

Per cosa?

Semplicemente, cazzo, non riesco ad andare d’accordo. Non capita a tutti?

Non ti importa proprio nulla di cosa pensi la gente di te, no?

Mi importa di quello che pensa la gente vera. Non me ne sto seduto a casa a piangere perché qualcuno ha scritto una recensione negativa su di me o qualcosa del genere. Non mi importa di cosa pensi tu di me, non mi conosci. Mi importa di cosa pensa di me la mia cerchia ristretta e poi sì, devo risolvere la cosa.

Sei rimasto fedele alle tue origini operaie?

Dipende da cosa intendi. Ho fatto un sacco di soldi in vita mia e vivo in una bella casa a Londra che non è una casa popolare, quindi molte persone direbbero che non sono rimasto fedele a quelle origini. E i miei figli frequentano una scuola privata e cose così, ma cazzo, è la vita, no? Penso che quando non hai avuto nulla e ottieni qualcosa vuoi il meglio per i tuoi figli, no? Ma non voto conservatore. Voto ancora laburista, per quello che vale.

Quanti figli hai?

Un casino. Ne vuoi mica uno?

Ne ho uno ora.

Se ne hai bisogno te ne posso prestare qualcuno.

Sei un genitore che dà consigli?

Nah, non ho argomenti validi. Mi drogo. Quindi quando vengono e dicono che si drogano non posso dire: “Non drogatevi”. Con le ragazze e i ragazzi e le donne e i cazzo di divorzi e tutta quella merda e le litigate e il non parlare con mio fratello, quando mi giro e faccio ai miei due ragazzi: “Voi due, smettetela di litigare e fate la pace!” loro si girano e mi fanno: “Oh, vaffanculo! Guarda come parli tu con tuo fratello!”. Quindi non ho argomenti validi. Ma più in là, nel corso della vita, potranno venire da me perché io ne ho fatte abbastanza … io un po’ di cose le ho fatte.

È tutto agli atti poi.

Esatto.

Qual è la differenza tra essere una rockstar quando sei giovane ed essere una rock star ultraquarantenne?

Sei molto più smilzo, no?, quando hai vent’anni. Dopo i quaranta metti su un po’ di peso. Dal punto di vista dell'anima sono lo stesso. Il tuo aspetto cambia un pochino. Ma io sono esattamente come allora, puoi aprirmi in due e sono lo stesso identico tizio che ero quando avevo vent’anni. Senza dubbio. Può darsi che sia un pochino più grigio e che porti un po' di più il cappello e può darsi che la vita dei miei jeans abbia una taglia differente, ma aprimi in due e sono la stessa identica persona, cazzo! Indosso gli stessi vestiti, porto gli stessi occhiali, tifo per la stessa squadra di calcio.

Ti capita di passare accanto ad artisti di strada che suonano Wonderwall?

Sì. Non mi fermo ad ascoltare, però.

Che ne pensi di tutte le cover su YouTube?

Ce ne sono di belle. Wonderwall è una bel pezzo. Piace molto in giro. Alcune persone fanno: “Oh, non sta suonando di nuovo quella”. La suoni e iniziano a perdere la testa. Si becca critiche, quella canzone. Penso sia un bel pezzo.

Cosa è peggio, la musica rap o la musica dance?

La musica dance. Almeno con il rap accade qualcosa. Almeno ci sono testi, c’è un po’ di rabbia e cose così.

Qual è la tua band preferita?

Non ne ho una.

Se potessi prendere una birra con una persona, chi sarebbe?

Steve Jones dei Pistols. Non beve più, ma scommetto che sarebbe proprio una cazzo di tigre.

E una birra con qualcuno che è morto?


Ovviamente John Lennon.

È vera quella storia secondo cui ti sei alzato e hai gridato: “Sono John Lennon!”?

Quel cazzo di tizio, Sacha Baron Cohen, dice un sacco di stronzate, amico. È stato dopo che l’ho dannatamente minacciato di accoltellarlo? È un bravo comico, ma è un po’ un cazzaro, no? Ricordo anch’io quella sera perché penso che stesse provando a raccontare un cazzo di aneddoto.

Davvero hai minacciato di accoltellare Sacha Baron Cohen?

Mmhmm. Perché stava diventando insolente. Ha detto che l’avrei accoltellato ad un occhio, ma io ho detto a tutti e due.

Ha raccontato quell’aneddoto in un talk show.

Penso che lo stesse facendo circolare, stava vendendo un cazzo di film di merda che aveva fatto. Provava a gettare me nella mischia e cose così. Penso sia più un amico di Noel, parteggia per Bono. Penso sia dalla parte di quel cazzo di (mostra il simbolo degli Illuminati, ndr). Scientology cazzo di … quella parte (mostra di nuovo il simbolo degli Illuminati, ndr). È uno di loro, no? Pensa che tutto sia illuminati e cose così. Teste di cazzo fottute, tutti loro.

Anche Bono?

Lui è il più grande coglione.

Perché?

Semplicemente è così.

Chi sono i cinque più coglioni della musica?

Noel Gallagher, Bono. Sono solo loro due che mi danno sui nervi al momento. Possono proprio passarsela e ripassarsela a ping pong.

Ti droghi ancora?

Non quanto vorrei, no. Perché bisogna cantare ora, quindi ha ripercussioni sulla voce e cose così. Ma quando avrò un po’ di tempo libero ci andrò giù pesante.

Hai indossato il tuo parka sul palco per tutto il tour. Come ti trovi?

Be’, bene. La gente mi infastidisce (fa l’accento australiano, ndr): “Oh, amico, vieni qui con il tuo cazzo di parka, amico? Morirai di caldo, amico!”. Oh, davvero? Non mi vedrai morire di caldo, amico, piove dannatamente a dirotto ogni giorno da quando sono qui. Io sono così, amico. Ci sono i rockettari che indossano cazzo di giacche di pelle e cose così, ci sono gli skateboarder che indossano i pantaloncini, io sono così. Lo indosso.

Non senti caldo?

Anche se indossassi un cazzo di perizoma sentirei caldo. Così mi impegno e continuo con quello e basta. È leggero comunque, non è spesso.

Come stai trovando gli australiani?

Bene, amico, molto bene. Il pubblico è stato davvero buono. Come ho detto, non sono andato per bar o per feste. C’è un tizio che gira per i bar di Sydney che vuole fare a botte con me. Va dal mio amico l’altro giorno in un bar e gli fa: “Conosci Liam Gallagher? Digli che voglio fare a botte con lui, cazzo!”. Devi darti una calmata, amico, chiunque tu sia.

Ho la sensazione che in una zuffa da bar baderesti da solo a te stesso.  

Se ci fosse una stecca da biliardo allora assolutamente sì, ma non mi piace fare a botte. Non sono qui per fare a botte, sai, sono qui per fare musica.

A quante zuffe da bar hai partecipato?

Non molte.

E il braccio di ferro?

Batterei a braccio di ferro qualsiasi coglione ogni giorno.

Ti sfido a braccio di ferro.

Sì. Facciamolo.

Liam Gallagher perde il braccio di ferro.

(Traduz. italiana di oasisnotizie)


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