Visualizzazione post con etichetta nirvana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nirvana. Mostra tutti i post

sabato 10 settembre 2022

L'INTERVISTA | Incontro con Bugo: "Gli Oasis mi folgorarono nel 1994. Nel nuovo disco torno a loro e ai Nirvana"

In esclusiva per OasisNotizie, abbiamo raggiunto il cantautore e musicista italiano Bugo, grande appassionato di Oasis.

Da dove nasce la passione di Bugo per gli Oasis?

“Io sono nato nel 1973, quando i Gallagher sono usciti, nel 1994, avevo 21 anni ed ero nel pieno della mia gioventù musicale. Mi ricordo che sono arrivato alla musica nel '90-'91 principalmente grazie ai Nirvana e quando Kurt Cobain se n’è andato, nell’aprile '94, gli Oasis sono usciti con “Definitely Maybe” nell’agosto dello stesso anno. Abitavo ancora a Cerano, in provincia di Novara, ed andavamo tuti i sabati a Novara al negozio di CD (perché nel mio paese non c’erano): una volta, sono tornato a casa con il primo album degli Oasis”.

Canzoni o album preferiti?

“Va un po' a periodi, i primi 3 album sono tra i miei preferiti, poi dipende da quello che ho bisogno di sentire: la settimana scorsa ho ascoltato 2 volte consecutive “Standing on The Shoulder of Giants”, da cui ho tratto diversi spunti per l’album su cui sto lavorando. Mi ricordo che quando comprai “Definitely Maybe”, il disco mi colpì molto: si tratta di un album che, ancora adesso, ha una sua potenza sonora che avverto sin da subito da musicista. Possiede un’irruenza sonora che, da primo album, rappresenta un insegnamento per gli altri artisti: perché il primo album di un artista non deve essere troppo “pettinato” ma una sorta di “sberla in faccia” e quello lo è. Poi, acquistato “Be Here Now”, andai a vedere il primo concerto degli Oasis il 16 novembre 1997 al Forum di Assago e ricordo bene lo stile British dell’evento”.

Nelle canzoni di Bugo ci sono interconnessioni con gli Oasis? Ci dicevi che stai lavorando ad un nuovo album?

“Quando ho formato la mia band, io avevo 2 gruppi di riferimento, ossia Nirvana ed Oasis: decisi di pormi sulla strada di un gruppo “alla Nirvana” perché capii che allora un rock in Italia “alla Oasis” non avrebbe fatto presa. Non eravamo pronti e se guardo quelli che hanno imitato gli Oasis mi sembrano ridicoli. Poi, andando avanti nella mia carriera, gli Oasis sono sempre stati i miei ascolti ed i miei riferimenti crescendo con la mia musica, nel look e nel non avere peli sulla lingua. Venendo al disco nuovo che ho registrato quest’anno a Brescia, la mia intenzione era quella di creare un album più chitarristico, mi sono di nuovo avvicinato alla musica che ascoltavo da ragazzo e finisco sempre lì: torno agli Oasis ed ai Nirvana ma anche ai Fontaines D.C.. Il disco è stato registrato da gennaio 2022 fino ad agosto 2022 ed uscirà nel 2023”.

Ringrazio di cuore Bugo ed il suo manager Marco per le grandi disponibilità e gentilezza dimostrate nel corso della nostra intervista.

Valerio Pieraccini

(L'Intervista - n. 2)


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 15 maggio 2020

Noel Gallagher: "Kurt Cobain aveva tutto eppure scriveva 'voglio morire'. Fanculo! Sono un grande fan dei Nirvana"

Nel corso dell'intervista rilasciata qualche giorno fa all'amico Matt Morgan per il podcast Funny How?, Noel Gallagher è tornato a parlare dei Nirvana e di Kurt Cobain. Ascolta qui dal minuto 5 in poi.  

"Se ho scritto Live Forever come risposta a I Hate Myself and I Wanna Die dei Nirvana? Sì", ha detto Noel. "Il titolo di Kurt era ironico? Be’, io non riconosco l'ironia. Non vengo dalla fottuta Londra, io sono di Manchester: noi non facciamo ironia. Sì, ero un grande fan dei Nirvana. Lui aveva tutto ciò che io desiderassi, ma scriveva che odiava dannatamente se stesso e voleva morire. E io pensavo: 'Vaffanculo!'. Capisci?”.

"Non credi che fossi un grande fan dei Nirvana? Perché no, cazzo? Quell'album, Nevermind è ... Pensavi che io lo ritenessi troppo heavy? No, è musica pop. È heavy quanto i Sex Pistols. Se pensi a Never Mind the Bollocks e Definitely Maybe, sono album pop con dentro chitarre pesanti. Non pesanti, ma chitarre con crunch. Kurt era un grande fan di John Lennon. Il loro MTV Unplugged? Lo amavo e lo amo ancora, è fantastico".

"Kurt era un cazzo di genio e quando è morto ero triste perché penso che sarei andato d'accordo con lui. Eravamo ambedue mancini, ambedue occhi azzurri, entrambi del segno dei gemelli, penso. Entrambi fan dei Beatles? Sì. Anche del '67? Sì, penso che lui fosse anche fan di Definitely Maybe. Ah, era già morto quando è uscito? Forse Definitely Maybe l'avrebbe spinto a fare qualcosa di avventato. 'Non posso competere con questo tizio. Courtney, passami il cazzo di fucile!'. In un'intervista Kurt ha menzionato There's No Other Way dei Blur? Davvero? Gli piacevano i Blondie e tutta quella roba, magari gli sarebbe piaciuto Definitely Maybe".

Noel ha citato About a Girl e Sliver tra i suoi pezzi preferiti dei Nirvana.



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 3 novembre 2018

Intervista a Noel Gallagher: "Dieci anni dopo gli Oasis mi sento più giovane, più bello e ho una band migliore"

Da Corbyn a Blair, dal Manchester City all'ingresso nella sua vita della moglie Sara ("L'ho incontrata in una discoteca di Ibiza e l'ho conquistata facendole conoscere la serie Seinfeld"), dalle differenze tra la band attuale e gli Oasis (Rispetto a dieci anni fa "mi sento più giovane, più bello e ho una band migliore"), dalla riconciliazione con Damon Albarn a come si vede a 70 anni, da come oggi scriva canzoni diverse rispetto a quando aveva 25 anni (il contrario "sarebbe ridicolo") a come la sua esistenza si riduca - per sua stessa ammissione - a calcio, musica e amore" per la compagna, ecco una chiacchierata con il re del Britpop, Noel Gallagher.


Il 28 agosto 2009 gli Oasis avrebbero dovuto presentarsi sul palco del festival parigino Rock en Seine. Era una delle ultime date del loro tour mondiale che si sarebbe dovuto concludere all'I-Days Festival, a Milano. Poco prima dell'esibizione una discussione tra Noel Gallagher e suo fratello Liam divenne prima un litigio, poi si tramutò nella cancellazione del concerto. Le litigate tra i fratelli non erano certo una novità per i fan della band, ma l'esito di quell'alterco lo fu. L'indomani il chitarrista pubblicò sul sito ufficiale degli Oasis un comunicato che recitava: "Con un po' di tristezza e grande sollievo vi comunico che ho lasciato gli Oasis".

Numerose voci si susseguirono sui particolari del litigio, quasi degenerato in una zuffa. Si disse che Liam avesse lanciato all'indirizzo di Noel una prugna, poi che avesse brandito la sua chitarra a mo' di ascia. Nove anni dopo, Noel Gallagher ha una spiegazione meno colorita, ma più semplice. "Semplicemente si arrivati a una fine", spiega a Rolling Stone Argentina, poco prima di tornare a Buenos Aires per esibirsi al Luna Park (il 4 novembre), a vent'anni dal debutto degli Oasis in Argentina, in quello stesso stadio.

"Non è stata una cosa in particolare, ma una dietro l'altra. Gli Oasis non erano l'esercito, non stavamo servendo la nostra bandiera, era una cazzo di band di rock & roll. Se non ti piaceva te ne potevi andare. E io ho fatto questo, e ho dimostrato a me stesso che avevo ragione".

L'affermazione conduce Noel ad enumerare i suoi trionfi personali ottenuti da quando ha deciso di intraprendere la carriera da solista insieme alla sua band, gli High Flying Birds. "Dieci anni dopo vado ancora in tour e mi sento più giovane, più bello, ho una band migliore e scrivo canzoni migliori. Sono più contento e il Manchester City ha vinto tre volte la Premier League, cosa posso chiedere di più?", dice senza falsa modestia.

Noel in concerto con una Fender Jaguar
I fatti gli danno ragione: i suoi tre album come solista hanno raggiunto la prima posizione nelle classifiche britanniche, in un percorso artistico che è passato dalla ricerca di una linea di continuità con gli Oasis all'uscita dalla comfort zone con Who Built the Moon?, pubblicato nel novembre 2017. Ciononostante, malgrado la netta sterzata, Gallagher non vede il suo presente come una risposta alla sua opera precedente.

"Non credo che ogni cosa che io faccia debba necessariamente essere più o meno diversa da una cosa che ho fatto in passato, però scrivo canzoni con la chitarra acustica a casa mia. Ho 51 anni e non penso di poter comporre nello stesso modo in cui componevo quando ne avevo 25, sarebbe ridicolo. Quando me ne sono andato dagli Oasis non l'ho fatto perché non mi piaceva il sound degli Oasis, perché a dire il vero l'ho inventato io".

Parte del rinnovamento di questa ricerca si deve a David Holmes, noto per le sue collaborazioni con i Manic Street Preachers e i Primal Scream. Al momento di iniziare a lavorare insieme a Gallagher, Holmes ha organizzato una serie di incontri in cui si è parlato solo di musica, mentre i due ascoltavano dischi degli anni '60 e '70, e ha stabilito con Noel una politica di lavoro che Noel doveva rispettare alla lettera: entrare in studio senza alcun demo per scrivere le canzoni dal nulla. Sebbene all'inizio le istruzioni lo preoccupassero, Noel ha finito per seguirle per un nuovo disco che sta iniziando a elaborare.

"Ha fatto sì che il tempo qui dentro fosse molto più interessante, perché non sai cosa stai facendo, tutto è una scoperta. Proprio ora sto andando in studio e non ho la minima idea di cosa farò quando arriverò lì, né di cosa succederà una volta che me ne sarò andato. Può essere una giornata incredibile così come no".

---

Noel in Cile, ottobre 2018
Con gli Oasis sei diventato uno degli ultimi compositori di inni rock, un ruolo che è rimasto scoperto nell'ultimo decennio o poco più. A cosa pensi sia dovuto questo?

Il mondo è cambiato. I giovani si interessano di cose diverse: le reti sociali e Internet hanno dominato il pianeta. Nel mondo tutti sono connessi tra di loro e a loro non frega più di cosa suoni alla radio. Il rock and roll, la musica rock o come la si voglia chiamare, si continua a fare, solo che non è più qualcosa alla modané ha l'importanza che aveva in altre epoche. Non so, neanche presto troppa attenzione alla musica contemporanea, ad essere onesto. Non mi sono mai considerato un guitar hero. Sono un compositore di canzoni, niente di più. Le mie canzoni prendono forma in base a dove mi trovo in quel momento in termini musicali, spirituali e tutte quelle cose.

E quale credi che sia l'ultimo grande momento per il rock nel tuo paese? Alla fine del documentario Supersonic si solleva l'argomento secondo cui, dopo i concerti degli Oasis a Knebworth nel 1996 (125.000 persone a serata per due serate), non ci fu nulla di più grande, almeno nel Regno Unito.

Non so cosa sia successo, ti posso solo dire quello che è successo a noi. Siamo diventati molto grandi e famosi e abbiamo guadagnato molti soldi ... le personalità erano cambiate e le cose erano molto diverse da come erano prima di quei due concerti. Il periodo che ha condotto a Knebworth è stato il più vitale della storia degli Oasis, per quanto ci siano state cose buone nel periodo tra quei concerti e il momento in cui lasciai la band nel 2009.

---

La separazione degli Oasis ha costretto i fratelli Gallagher a concordare una tacita divisione dei beni. Liam è rimasto con la manodopera: il chitarrista Gem Archer, il bassista (ma originariamente chitarrista) Andy Bell e il batterista Chris Sharrock lo accompagnarono nei Beady Eye, gruppo formatosi rapidamente sulle ceneri degli Oasis e passato a miglior vita quasi con la medesima fretta dopo che il loro secondo album ebbe una fredda accoglienza. La ripartizione lasciò Noel con un capitale simbolico, ma molto più prezioso: il suo talento compositivo, una risorsa per nulla disprezzabile se si tiene conto che ha scritto lui la totalità dei singoli che gli Oasis hanno pubblicato dal 1994 al 2009 ad eccezione di due scritti dal fratello minore (Songbird e I'm Outta Time). I detrattori della band sostengono che la sua scintilla si sia esaurita dopo i primi tre album, qualcosa su cui Noel sembra concordare alla distanza.

Noel a Buenos Aires, 2 novembre (@jessica_jaraph)
"Non è una coincidenza che gli Oasis siano stati migliori quando io ero a capo di tutto. Man mano che si cresce si sente di più la necessità di far valere la propria voce, cosa che non mi sembra negativa. All'improvviso, però, tutti passarono ad avere le proprie opinioni, perché ora erano stelle del rock con questa mentalità da 'non puoi dirmi tu cosa fare, come cantare o vestirmi'. Io ero felice all'idea di trascorrere un momento sui sedili posteriori, però non è una coincidenza che la nostra epoca migliore sia stata il periodo in cui non era così. Ora che con gli High Flying Birds sono in controllo di tutto, le cose sono tornate al proprio posto".

Man mano che la sua carriera solistica prendeva una sua forma propria, Noel ha sentito la necessità di risistemare i pezzi. L'attuale versione della band ha un formato esteso che arriva a undici componenti grazie all'ingaggio di tre cantanti e polistrumentiste donne e una sezione di fiati. Gli High Flying Birds formato 2018 includono, però, due ex compagni negli Oasis: Archer e Sharrock, a cui si aggiunge il tastierista Mike Rowe, che faceva parte della prima formazione degli Oasis durante i live. La mossa, però, non ha nulla a che fare con una strizzata d'occhio al passato, almeno così assicura Noel.

"Sono tre dei miei migliori amici e avevo bisogno di musicisti che suonassero con me. Quando ho iniziato per conto mio loro erano nei Beady Eye, ma appena la band si è sciolta mi sono detto: 'OK, devo avere questi tizi nella mia band perché voglio fare questo con gente che mi piace".

Ha la sua logica: la prima versione della sua band di supporto si è completata con session men che, benché svolgessero il proprio ruolo con efficacia, non cessavano di essere dipendenti retribuiti.

"Ora si sente di più che è una band", dice Noel. "C'è un'atmosfera più familiare e mi ricorda un po' come erano le cose prima. Non solo musicalmente, ma anche per quello spirito di gruppo e per come tutto risulta facile".

Quantunque ambedue i Gallagher abbiano ricevuto offerte per riunire gli Oasis sin dal primo giorno successivo alla separazione, ultimamente la scena si è ripetuta: mentre Liam si è mostrato più che disposto a fare pace, Noel ha negato seccamente che ci sia una possibilità percorribile in qualche tipo di scenario. Ciononostante la situazione ha avuto una svolta impensabile a fine ottobre, quando Noel ha detto che sarebbe capace di riconsiderare la sua opinione in merito se questo servisse ad evitare che il candidato laburista Jeremy Corbin, definito da Noel "folle" e "comunista", diventi primo ministro britannico. 

Noel live al Metropolitano di Rosario, 3 nov (@velvetsky67)
Ciò che ha fatto effetto non è stata solo l'apertura, benché fatta in chiave ironica, a una reunion, prospettiva che Noel aveva sempre ricusato, ma anche il commento tagliente su Corbyn. Noel sostenne pubblicamente la campagna di Tony Blair nel 1997. Era un altro mondo ed era un'altra Inghilterra: la Cool Britannia della sinistra allo champagne e il Britopop, e i Gallagher rappresentavano il trionfo di una nuova generazione della classe operaia. "La mia opinione sulla politica è cambiata", dice ora Noel. 

"Ero abbastanza interessato perché sentivo, soprattutto durante l'epoca di Blair, che le cose andavano in una certa direzione. In Inghilterra, dove io vivo, c'è bisogno di un tipo che si faccia carico di tutto, e questa persona non è lui, semplicemente questo. C'è bisogno di gente che possa prendere in mano le redini della situazione. Jeremy Corbyn? No, grazie". 

Ciononostante la sua posizione non lo pone neanche dalla parte dei conservatori: "Secondo la stessa regola, Theresa May e tutta questa gente ... certo che no, sono il nemico. La politica è in uno stato pietoso. È da tre elezioni generali che non voto, anche se l'ho fatto contro il Brexit, perché, qual era il senso di questo? Ho cose migliori da fare con il mio tempo, come guardare partite di calcio".  

La sua passione per il calcio è celebre. Anche in camerino ha la bandiera della sua squadra, il Manchester City. "Se non sono in tour o in studio sto guardando partite di calcio", dice.

--- 

Negli ultimi otto anni Noel Gallagher ha scelto una dinamica inversa rispetto a quella che si suppone detti il manuale della rockstar media quando arriva ai 50 anni. Se la maggior parte delle rockstar ha sempre più spazio per l'ozio, lui divide i mesi tra tour lunghissimi e sessioni di registrazione che possono sfociare in risultati concreti o passare per un limbo indefinito, come il disco che registrò nel 2011 con il duo neopsichedelico Amorphous Androgynous, che ora assicura che riposa nel cassetto dei suoi calzini perché la miscela non era sufficientemente buona.

Noel a Buenos Aires, 2 nov (@jessica_jaraph)
"Purtroppo sono arrivato a rendermi conto che nella vita non faccio nient'altro oltre alla musica. Quando non sono in studio o non sono in tour me ne sto a casa a scrivere canzoni, non faccio nessun'altra cazzo di cosa. Se non sto facendo questo sto guardando partite di calcio alla televisione, e se non sto facendo questo sto giocando a calcio con i miei figli. Quando non sto facendo questo sto uscendo di notte con mia moglie a spassarmela. È questa la mia vita: non ho hobby, non ho interessi per altre cose. Tutto si riduce al calcio, alla musica e all'amore, questo è tutto e non mi importa di nient'altro", afferma.

Ironicamente questa presunta vita carente di sfumature è stata quella che gli ha permesso di firmare un armistizio con il suo maggior rivale creativo negli anni '90. Nel picco di popolarità del Britpop, gli Oasis e Blur rappresentavano lo yin e lo yang dello sciovinismo britannico di fine secolo: da un lato gli eroi della classe operaia di Manchester; dall'altro gli alunni discoli delle scuole d'arte londinesi. L'inimicizia fu fatta di dispetti inoffensivi e fruttiferi per tutti, come quando entrambe le band pubblicarono un singolo nello stesso giorno (i Blur raggiunsero la vetta delle classifiche con Country House e relegarono Roll with It al secondo posto) e anche bellicosità estrema, come quando Noel dichiarò, ubriaco in un'intervista, di augurarsi che Damon Albarn e il bassista Alex James morissero di AIDS, affermazione poi ritrattata pochi giorni dopo. Sei anni fa, in una delle uscite con sua moglie, la pubblicista Sara MacDonald, Noel ha incontrato Damon e hanno fatto pace.  

"Siamo andati al bowling ed era pieno di gente. Damon e io ci siamo letteralmente imbattuti l'uno nell'altro in mezzo a un corridoio", racconta Noel. "Eravamo sorpresi perché non ci vedevamo da anni, così siamo andati al bar a prendere le nostre bibite mentre parlavamo di tutte le follie di merda che abbiamo fatto e abbiamo detto, e questo è stato tutto.Inoltre molti dei musicisti che suonano nei Gorillaz sono miei amici, li conosco da anni, quindi abbiamo molte gente in comune e parliamo di questo".

Il reincontro ha avuto i suoi frutti: Noel ha invitato Damon e il chitarrista Graham Coxon a partecipare ad un concerto benefico e ha suonato con loro Tender dei Blur. Qualche anno dopo ha co-scritto con Damon Albarn il singolo dei Gorillaz We Got the Power, che interpreta con la band ogni volta che può. L'anno scorso Noel voleva ricambiare il favore, ma non è stato possibile. "Volevo che suonasse la linea melodica in Be Careful What You Wish For, sarebbe stato bello, ma faremo qualcosa insieme un giorno".

Noel e Sara ai FIFA Football Awards. Londra, 24 settembre
Noel ha conosciuto Sara MacDonald, sua attuale moglie, durante una vacanza ad Ibiza a metà del 2000. Il suo argomento per avvicinarsi a lei non furono i dischi d'oro né la sua collezione di chitarre, ma una delle cose che più piacciono a Noel: Seinfeld. "Ho conosciuto la serie nel 1990 e mi ci appassionai immediatamente, la trovo dannatamente divertente. Ho capito che Sara era la donna fatta apposta per me appena l'ho conosciuta. Eravamo in un hotel, le ho chiesto se le piacesse Seinfeld e non lo aveva mai visto. L'ho mostrata a lei e le è piaciuta un sacco. A partire da quel momento pensai: 'Voglio trascorrere il resto della mia vita con lei' ".

Da allora Sara è diventata la sua grande consigliera, la persona su cui per prima fa affidamento nel momento in cui deve testare qualche cosa nuova che abbia composto. "Magari sto scrivendo una canzone che è incredibile e che non suona come nulla che abbia scritto prima. Arrivo a casa, la faccio ascoltare a lei e lei mi risponde sempre con la stessa frase: 'Fammela sentire quando è completa'. Le faccio sapere che ci sono cambiamenti o che il testo non è definitivo e finisce per predere interesse. E la capisco. Quando la gente mi mostra cose di questo tipo ... perché cazzo lo fa? Non mi frega se non è finita, non ho tempo".

Gli Oasis pubblicarono il loro primo singolo, Supersonic, l'11 aprile 1994, appena sei giorni dopo la morte di Kurt Cobain. Il successo della canzone diede un impulso definitivo al gruppo e cementò l'idea di un passaggio da un orecchio all'altro dell'Atlantico, un effetto di azione e reazione che Gallagher minimizza.

"Tutta 'sta visione del Britpop come una risposta al grunge è una cosa dei giornalisti. Personalmente il genere non mi è mai piaciuto, anche se amo i Nirvana, ovviamente. Non che io disprezzi qualsiasi altra cosa, semplicemente non mi piace il rock 'n' roll americano. Mi sembra un po' dannatamente noioso, ma non è che all'epoca prestassi molta attenzione a questo. Non lo so, non ho scritto Champagne Supernova come risposta ai Pearl Jam, perché non avevo la più pallida idea di cosa stessero facendo".

Pochi mesi dopo la pubblicazione di Definitely Maybe, il loro disco di debutto, gli Oasis incontrarono negli Stati Uniti un fan inaspettato, Lars Ulrich. "Ci ha seguito ovunque nel nostro primo tour nordamericano. Siamo arrivati a conoscerlo ed è una persona adorabile. Non ho neanche un singolo dei Metallica. Conosco Enter Sandman, che mi piace, e Nothing Else Matters, perché era sempre su MTV negli anni '90, e questo è tutto. Li conosco e non mi interessa cosa fanno, ma Lars è una persona fantastica con cui trascorrere del tempo, è molto divertente".

Noel in concerto durante in tour di Be Here Now (1997-98)
Nel 1997, incoraggiati dal successo del loro secondo album e dei suoi due principali singoli (Wonderwall e Don't Look Back in Anger), gli Oasis registrarono il loro terzo lavoro in studio, Be Here Now, negli studi di Abbey Road. La megalomania del gruppo si tradusse nel risultato seguente: un album di oltre 70 minuti con canzoni lunghe, intenti psichedelici beatlesiani e sovraincisioni di chitarre che Noel ha descritto anni dopo come "il sound di cinque tizi in studio, fatti di droga, a cui non fregava un cazzo; tutte le canzoni sono lunghissime e i testi sono una merda e per ogni secondo in cui Liam non dice una parola c'è un riff di chitarra che sembra uscito da Fusi di testa". 

Be Here Now fu anche il biglietto da visita degli Oasis di fronte al pubblico argentino, nel marzo 1998, con due date al Luna Park segnate da un'energia elettrica eseguita a tutto volume. Financo le ballate suonarono avvolte da una spessa veste di distorsione valvolare. Senza nessun tipo di interazione tra Liam e Noel (e, quindi, neanche con il pubblico), palesemente stanchi e con un incontro notturno con Diego Maradona come corollario, i concerti consentirono di prevedere la sperimentazione sonora dei dischi successivi in un blocco acustico in cui Noel presentò una rivisitazione di Setting Sun, inno big beat lisergico che aveva registrato insieme ai Chemical Brothers l'anno prima, in un formato acustico privato di precussioni e droni orientali.

Quando nel 2016 Be Here Now è stato rivisitato per la ristampa, Noel ha voluto fare un editing per renderlo più spoglio, ma ha gettato la spugna dopo la prima canzone.

---

Noel, Sara, Anais, Donovan e Sonny
Sei molto critico con te stesso per quanto riguarda le tue opere precedenti?

Assolutamente sì, sono il peggiore, il peggiore di tutti. Sono molto critico con la mia opera attuale, e con le mie opere precedenti sono terribile. Perché si capisca: non ho nessuna idea di come suonino dal vivo gli High Flying Birds, perché mi rifiuto di ascoltare qualsiasi cosa abbiamo registrato. Non ci riesco, sono troppo critico e perfezionista. Se facciamo un DVD finisce di ascoltarlo qualcun altro per mixarlo, perché io non lo faccio. Se ascolto qualcosa e non sento che è assolutamente perfetto mi rovina la giornata. Vivo il momento. Quando sono sul palco si percepisce come qualcosa di incredibile, ma una volta che il concerto finisce non voglio parlare di questo con nessuno. È questa la differenza tra la mia band attuale e la precedente: la mia band precedente trascorreva del tempo a discutere su come fosse stato il concerto e bla bla, e io li mandavo a cagare. Quelli di adesso mi conoscono così bene che non devo dirlo: anche se il concerto è stato fantastico, una volta che la mia chitarra torna sul suo supporto, fine della storia e non voglio parlarne. In caso contrario, se le cose andassero malissimo qualcuno lo direbbe, no?  Suppongo che siamo bravi.

---

Un mese fa Paul McCartney ha pubblicato un nuovo album e poco tempo fa i Rolling Stones erano in tour in Europa. Immagini di fare qualcosa di simile quando arriverai a 70 anni?


Assolutamente sì. Continuerò a fare tour mondiali fino a che non avrò più il fisico per farlo, perché la gente come noi deve farlo. Non mi arrenderò, e non perché si creda che io sono il migliore o il più grande di tutti, ma perché lo amo troppo. La musica mi ha dato tutto, assolutamente tutto ciò che ha valore nella mia vita. E non intendo sprecarlo, perché più musica faccio, migliore diventa la mia vita, migliore diventa la mia vita familiare, quella di tutti ... Quindi perché buttare via tutto questo? 

traduzione di oasisnotizie - Source: La Nación

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 15 ottobre 2011

Noel Gallagher: "Rispetto a Liam sono più solitario. Loro sfasciavano i bar ..."

L'11 ottobre Noel Gallagher è tornato a parlare con Steve Lamacq di BBC 6 Music, dove ha presentato il suo nuovo disco solista. Ecco la chiacchierata di Noel.


Noel ha parlato della durata ideale degli album musicali. "La traccia 1, la 6 e la 10 sono le più importanti del disco. La traccia d'apertura e quella di chiusura sono le più importanti", ha detto Noel, che ha rivelato che non avrebbe voluto inserire più di 11 canzoni nel suo disco di debutto come solista.


"Gli album sono troppo lunghi di questi tempi", ha spiegato il cantante. "Gli album dovrebbero durare quanto il primo tempo di una partita di calcio: 45 minuti e basta. Anche i concerti dovrebbero durare 45 minuti. Gente che suona per 2 o 3 ore ... è insensato. Quando senti un album dopo mezz'ora fai: 'Hai detto tutto ora'. Capisci?".

Lamacq ha detto a Noel che Rock'n'Roll Star, primo brano di Definitely Maybe, è una delle migliori tracce d'apertura di sempre. "Dio buono, per un anno intero mi chiesi quale mettere come prima traccia. E poi ha influenzato la scena per i dieci anni seguenti. Tutti i grandi album hanno grandi pezzi d'apertura, come Holidays in the Sun (traccia di Never Mind the Bollocks, here's the Sex Pistols, ndr) e Disorder (da Unknown Pleasures) dei Joy Division. Anche Son of a Gun dei La's e I Wanna Be Adored (degli Stone Roses, ndr).

Poi un consiglio: "Se qualcuno è in ascolto, vi dico: il primo singolo dovrebbe essere sempre la traccia 3. Sai perché? Perché un tempo la gente che andava nei negozi per mettersi le cuffie e sentire i dischi spegneva dopo la terza canzone. Se arrivava alla terza canzone e non le piaceva allora non aveva interesse ad acquistare il disco".

Ecco cosa dice Noel a proposito di Everybody's on the Run: "Ognuno è in fuga da qualcosa. Stiamo tutti affondando ... nuotando nello stesso mare. Se dobbiamo solo accettare le cose? Sì, siamo solo piccoli uomini, non possiamo cambiare il corso delle cose".


Noel ricorda l'ascesa dei Nirvana nel '91. "Lavoravo ancora per gli Inspiral Carpets. Ricordo di aver ascoltato Smells Like Teen Spirit alla radio mentre ero seduto lì nel loro ufficio. Strano a dirsi, io mi unii agli Oasis proprio allora, ma Liam e Bonehead avevano scritto una canzone intitolata Take Me - la si trova su Internet come bootleg - che non è dinamica come quella canzone, ma aveva lo stesso giro di basso di Smells Like Teen Spirit. Ricordo che ascoltandola pensai: 'È nuova. Non l'ho mai sentita prima. Ricordo che comprai quell'album e quelle melodie mi presero. Il modo in cui si incontrano melodie e chitarre, che forgiano il suono di Definitely Maybe".


"Rimpiango di non aver mai incontrato Kurt. Non li ho mai visti dal vivo. Avevo i biglietti per vederli alla Manchester Academy, ma non andai a vederli. È un mio rimpianto. Non ricordo cosa stessi facendo, comunque non ci andai. Lui era mancino e gemelli come me. Lo presi come un segno premonitore. Sicuramente sarei andato d'accordo con lui se l'avessi incontrato, ma non l'ho mai fatto".

Sul sogno di diventare una rock star. "Pensavo che sarei entrato nel music business, ma quando crescevo suonando la chitarra nessuno dei miei amici era interessato alla musica. Per entrare nel mondo della musica devi conoscere gente che fa musica. Io non conoscevo nessuno. Incontrai gli Inspiral e andai a lavorare con loro. Guadagnavo 300 sterline a settimana, potevo mangiarmi tutte le patatine che volevo. Viaggiavo per il mondo e pensavo che era fantastico. Non pensavo ad altro finché Liam non mi chiese di entrare nella band. C'era un vuoto lasciato dagli Happy Mondays, che non si erano sciolti, ma non facevano niente. Non c'era niente da fare, non c'erano concerti in programma all'Hacienda. Suonammo alla prima edizione del City Festival in un wine bar e la reazione fu praticamente inesistente. L'anno dopo suonammo e fu bello, ma era l'unica cosa che ci fosse, perchè la scena si era spostata da Manchester a Londra: le due band più grandi erano i Blur e i Suede".

Sui presunti messaggi che un cantante vuole comunicare con i suoi brani Noel ha detto: "Quando senti un disco dovresti decidere tu il significato che i testi hanno per te. Ed è quello il significato che hanno. Quando un cantante ti parla del significato della sua canzone resti deluso: 'Davvero? Pensa tu, parlava del suo cane ...'. Tu pensi che la canzone parli di te".


"Siccome non scrivo più i testi per Liam ... quando sono andato in studi oa registrare il mio ingegnere mi ha chiesto se avessi dei testi e io gli ho detto che erano tutti qui nella mia testa. Poi quando sono andato verso il microfono me li sono ricordati tutti e penso sia un buon segno quando ti rimangono tutti chiusi nella testa. Poi all'editore servivano i testi e li ho battuti tutti a macchina usando il mio computer. Sei settimane mi ci sono volute per batterli tutti. Se ci fosse un filmato dei 
cavernicoli ripresi mentre scoprono il fuoco, la scena sarebbe simile alla mia di fronte al pc. Le espressioni facciali erano le stesse: un dito puntato, la lingua fuori: 'Uuuh!'".


"Paul Weller ha un grande juke box. Ogni volta lo cambia. Dentro ci mette musica soul, Syd Barret, molte cose. Quando mi ha fattos entire le canzoni del suo disco 22 Dreams gli ho detto che suonava come un 25enne che fa dischi. È divenuto il mio vicino di casa a Maida Vale. dalla finestra della mia cucina vedo la sua finestra. Lui mi manda sms: 'Vai alla finestra'. E io: 'OK, aspetta che mi rimetto i pantaloni ...'".

Noel ha poi parlato dei mesi successivi allo scioglimento della band: "La prima volta che ho pensato che non ero più un Oasis? Quando ho finito di sistemare le questioni legali dei diritti d'autore. Mi ci sono volute un po' di settimane. Poi per fortuna la stagione calcistica era appena iniziata. Ho preso la decisione seguente: prima cosa non fare nulla. Molta gente che lascia delle band fa subito un disco, ma bisogna prendersi una pausa. Non ha senso mettersi un nuovo cappello solo per togliersi il vecchio. Devi dare alla gente il tempo di abituarsi alla situazione".

A proposito delle differenze tra Liam e Noel, il giornalista ha detto a Noel di essere arrivato alla conclusione che rispetto a Liam lui non aveva il desiderio continuo di uscire e fare gruppo insieme agli altri compagni di band. "Sì, anche quando io mi unii alla band loro uscivano sempre insieme, mentre io scrivevo le canzoni. Ero lì per altri motivi. Loro uscivano pensando a sfasciare bar ... io ero piuttosto invidioso, come loro del resto: loro volevano essere cantautori, io volevo essere 'uno dei ragazzi'. Ma comunque sono sempre stato solitario, sempre".

"Il mio nuovo tastierista, che poi suonava con noi Oasis nel Be Here Now tour, un mago errabondo: non fa mai due volte la stessa cosa. Alla fine di quel tour lo avevamo fatto a pezzi ... Comunque ero più ansioso quando ero negli Oasis, perché Liam di solito non si presentava in studio e robe simili. Come ad MTV Unplugged. Non potrei mai scordarmi di quando il tizio annunciava l'ingresso sul palco e lui nel corridoio del camerino mi fece: 'Non lo faccio più. Me ne vado!'. E io: 'E me lo dici ora? Stiamo provando da un mese ...'. E lui: 'Ciaooo'".


Un commento su altre due nuove canzoni: "Soldier Boys and Jesus Freaks è molto 'visiva'. In ogni verso ci sono tutte cose che vedevo in televisione. Cose che ricordo della guerra in Iraq. Religione e soldati sono inutili. Se la gente non entrasse nell'esercito non ci sarebbero guerre e il mondo sarebbe un posto migliore alla fine ...". "Stranded on the Wrong Beach, la penultima traccia, che è una traccia molto importante, parla di queste persone arrivate in quello che pensano sia il paradiso, invece è la spiaggia sbagliata".


"La cosa bella della musica è questa: se dieci persone ascoltano una canzone, la canzone avrà dieci significati diversi".

Alla fine Noel ha spiegato come nell'ultimo quindicennio sia cambiato completamente il music business. "Per trent'anni il modo di fare e vendere dischi ha funzionato, dagli anni '60 ai '90. Poi all'improvviso è andato via per sempre. La gente andava ai concerti per sentire le canzoni, nei negozi di dischi per comprare i dischi. Ora il re è Internet. Però da quando ho un computer spendo più soldi in musica di quanto non facessi prima. Lentamente è stata erosa tutta la grande tradizione. La musica ora è percepita diversamente da questa nuova generazione. È più intrattenimento e meno spiritualità, magia"..

"Quando uno mi ferma per strada e mi chiede un autografo gli chiedo sempre: 'Che te ne fai? Per metterlo in un cassetto con quello di Barbara Windsor?'. Che senso ha che la gente ti firmi le cose? Posso capirlo se sono uscito da un concerto e qualcuno mi passa un album per autografarlo ... Io non ho mai domandato un autografo. Mi feci solo una foto con Neil Young".

by oasisnotizie





OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 23 dicembre 2010

Due dischi degli Oasis tra i migliori quattro degli ultimi 25 anni

Ci sono due album degli Oasis al terzo e al quarto posto della classifica dei migliori dischi degli ultimi 25 anni, stilata dalla rivista Q, che ha condotto un sondaggio tra i lettori. A vincere è stato l'album dei Radiohead OK Computer, del 1997. Al secondo posto Nevermind dei Nirvana, seguito da due dischi degli Oasis, (What's the Story) Morning Glory? e Definitely Maybe. Anche gli U2, come gli Oasis, hanno due album nella top 10, anche se più indietro in classifica. Il sondaggio ha coinvolto 250 album e sarà pubblicato sul numero di febbraio della rivista, che festeggerà così il proprio venticinquennale. Clicca qui per vedere la Top 30 oasisnotizie

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails