Visualizzazione post con etichetta as you were. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta as you were. Mostra tutti i post

lunedì 23 marzo 2020

Liam Gallagher tra moda, nuova vita e Man City: "Oggi tutte band senza palle. La gente vuole ancora vedere un tizio col parka. Noel? Io sono troppo rock 'n' roll per lui"

Liam Gallagher ha rilasciato un'intervista al bimestrale The New Order, in uscita da pochi giorni. Ha parlato di parka, Manchester, musica e calcio. Ecco la nostra traduzione integrale della chiacchierata, avvenuta qualche mese fa.
ma
---

Amo il Giappone, amo Tokyo, è grandiosa, cazzo!

Quando ci sei stato l’ultima volta?


L’ultima volta che sono stato lì forse è stato l’anno scorso, per l’ultimo disco, penso. Sì, è stato di sicuro per l’ultimo disco.

Hai mai partecipato al Fuji Rock?

Sì, penso che potremmo parteciparvi …

L’anno prossimo?

L’anno prossimo.

Fantastico.

Sì, penso di sì. Ci saranno le Olimpiadi, no?

Sì, si terrà un mese più tardi del normale.

Sì, penso tu abbia ragione, abbiamo parlato del fatto di parteciparvi l’anno prossimo.

Bene, potremmo anche iniziare con la moda allora.

Facciamolo. Cioè non so molto di moda, so solo quello che mi piace, ma …

Come spiegheresti il tuo stile personale?


Casual, amico. Casual, del tipo: non esco di casa senza le Clarks. E questi sono jeans Edwin, sono giapponesi, no?

Sì.

E cos’è questo? Cioè penso sia un Oliver … di che fattura è questa? Penso di averlo comprato proprio in Giappone, o in Australia. Ma no, so quello che mi piace …

Di sicuro non ti appassioni a marche o nomi che io ammiro enormemente.

No, non so quale sia il cazzo di nome.

Indossi molta roba Stone Island e roba così.

Indosso molta roba Stone Island, molta roba Engineered Garments. C’è una per cui vado matto quaggiù, ma non si riesce mai a trovarla, cazzo! Monitaly, l’hai mai sentita? È grandiosa. Ha sede a Los Angeles, ma non si riesce mai a trovarla, cazzo … Qui hanno un luogo dove devi telefonare a lui e prendere un appuntamento con lui. Cazzo, la roba migliore, amico!

Yuki è un buon amico. Fa anche scarpe per una marca di nome Yuketen.

Oh, sì, Yuketen, i mocassini. Cazzo, sono i migliori, sì! Quindi mi piace quella roba. Ne ho un po’. Ho i Beams ovviamente. E basta. Non so molto delle marche giapponesi, ma ne sono proprio preso. Il mio negozio preferito in Inghilterra è Oi Polloi e lì arrivano tutte le marche, ma no, no, mi piace. Mi piace quello che mi piace. Se mi piace quello che vedo, non importa chi lo ha firmato, lo compro.

È questa la cosa migliore. Vai a fare compere molte volte?
Oh, sì.

Da solo?

Sì, lo faccio in Inghilterra, sì. Qui non l’ho fatto. Da quando sono qui non potrebbe fregarmene di meno, amico. Ho abbastanza roba di questo posto.

Si sta diffondendo a Los Angeles, questo è il fatto.

Sì, inoltre è un po’ torrido e io sono un po’ in postsbronza. Quando torneremo per fare l’ultimo concerto, proverò ad approfondire quella cosa del Monitaly, perché quella è roba buona. Hanno dei bei fottuti parka, amico.

Hai sostanzialmente toccato il tasto chiave del tuo stile.

Sì, per me io non indosso proprio scarpe da ginnastica. Il mio amico Gary Aspen fa la linea Adidas Spezial.

Sì e tu hai fatto solo la collaborazione.

Sì, quindi le indosso, ma le indosso con i pantaloncini. Non le indosso con i jeans. Tendo a indossarle con i pantaloncini. E i pantaloncini che ho li conoscerai … Nigel Cabourn. Sono come questi cazzo di mutandoni. Quindi mi piacciono con un paio di scarpe da ginnastica. Forse scarpe di pelle di camoscio, io non indosso proprio le scarpe di pelle.  Semplicemente non mi piace il modo in cui ti sta addosso il cuoio, amico. Le scarpe di pelle di camoscio sembrano malconce, amico.

Chi erano le tue icone di stile quando eri ragazzo?

Be’, icone di stile … C’è una band di nome Stone Roses, di Manchester.

Conosco Ian.

Lui sa come stanno le cose. Tutti loro hanno un bel look, amico. Quindi era quella cosa lì e gli Happy Mondays. Loro avevano sempre roba buona. E per tornare agli anni ’60, penso che George Harrison avesse un bel look e i Beatles egli Stones … gli Small Faces … Paul Weller aveva sempre un bel look.

Quello sostanzialmente riassume anche il tuo look.

Be’, il look di Manchester è un po’ il look malandato, no? Capisci cosa intendo? Quando inizia a strapparsi, devi inviaggiarlo, ma appena inizia a sembrare un po’ fottuto, voglio dire casual, allora mi piace, ma appena inizia a cadere a pezzi, deve andare nella pattumiera. Non siamo dei barboni.

Sono della tua stessa idea. Quindi se ci fosse un parka nella storia di Liam Gallagher, quale sarebbe?

Non lo so, amico. Mi piacciono tutti, capisci cosa intendo? Ma mi piace … ne ho alcuni belli della Stone Island. Cos’altro ho? Non riesco a ricordare bene. Ho dei bei Monitaly, ahh non riesco a ricordarmeli così su due piedi. Li apprezzo tutti, amico. Non riesco a ricordarne i nomi. Nanamica? Ne ho alcuni di quelli lì. Mi piacciono. Ma non ne ho uno preferito, sai, mi piacciono più o meno tutti.

Quindi possiamo passare alla musica. Allora, fai parte dell’industria musicale da quanto ora?

Dicono da 25 anni, forse 30. Quando ho fondato una band?

Penso fosse il ’91.

’91. Quanto tempo è passato?

28 anni.

Minchia, lo faccio da 28 anni! E non sono cambiato per nulla, il che è perfetto.

Come ti senti a livello personale?

Mi sento bene, mi sento bene, amico. Mi sento bene a risaltare ancora come un pollice dolorante, il che mi piace. È così che voglio essere. Nei 28 anni in cui ho fatto questo, il mondo della musica è cambiato. Molto rap e molto cazzo di pop e quella roba lì. Ma sono ancora qui a fare la cosa mia. La gente vuole ancora vedere un tizio col parka. Sì, me la spasso, quindi va bene.

Allora, qual è il segreto di questa longevità?

Mi piace cantare le canzoni e mi ha sempre appassionato il lato canoro. La musica? Sono appassionato di musica. Rimanere vivi? Penso non sia quella la cosa che mi guida. Se avessi guidato, sarei morto. Non ho la patente.

Non hai mai pensato di prendere la patente?

No, no. Non faccio quella roba.

C’è qualche motivo in particolare? Non ti dispiacerà se chiedo.

Non lo so, amico, semplicemente non penso che sarei bravo dietro lo sterzo, amico. Mi piace bere alcolici, quindi non penso che si possa bere e guidare, per cui …

Penso che quella sia una delle cose migliori del vivere a Tokyo.

Cosa non puoi fare?

Semplicemente non hai bisogno di guidare, perché andare in giro è facile.

Sì, lo so, lo so, ho visto. L’ho fatto molto tempo fa. Ma la longevità? Non lo so, amico. Penso che sia stato sempre la stessa persona. Non ho provato a reinventare la ruota. Ho trovato quello di cui sono appassionato e semplicemente ho seguito la corrente. Sai cosa intendo? Non mi butto dalla nave se la guitar music questa settimana non sta facendo bene. Non mi vedrai tirare fuori una tastiera. Capisci cosa intendo?

Rimanere fedele a te stesso e ai tuoi principi ti mantiene in carreggiata.

Giusto, cazzo, perché tornerà sempre indietro. Capisci cosa intendo? Quindi sì, ho solo trovato quello di cui ero appassionato e mi sono incollato a quella cosa. Da qui i miei fottuti vestiti. Ho sempre indossato la stessa cosa. Se osservi il mio stile, neanche quello è cambiato. È la stessa cosa, quindi se rimani con una cosa, continuerà a tornare indietro.

Perché pensi sia così? Perché pensi che la gente cambi?


Perché non sanno chi cazzo siano. Sai, penso proprio che …

Nessuna identità.

Non hanno identità e non hanno mai avuto le palle. Capisci cosa intendo? Per mantenere quella cosa. Per rimanere fedele a te stesso devi sapere chi sei. Penso che molta gente, cazzo, salti giù dalla barca tutte le volte. Capisci cosa intendo? Vedo molte di queste cose nelle band. Ad un certo momento uno viene nella mia band e suona la chitarra e si veste come me. E poi due fottuti minuti dopo sono in un’altra band e si vestono come quella band. Ti viene il cazzo di mal di testa e ti sanguina il naso. Capisci cosa intendo? È una cosa del tipo: non ti dico io come vestirti, ma nella mia band non entri se non ti vesti comunque così, cazzo. Ma li vedi proprio saltellare come camaleonti. Capisci cosa intendo?

Assolutamente sì.

Cioè, cazzo, trova il tuo stile e mantienilo. Capisci cosa intendo? E se non è abbastanza bello, allora non è abbastanza bello.

I Beady Eye in concerto al Big Day Out nel 2014
Volevo chiederti di te, ora, come Liam Gallagher. Dopo tutto il successo con gli Oasis e dopo i Beady Eye, perché hai deciso di uscire come Liam Gallagher?

Be’, ovviamente la divisione degli Oasis, che è stata devastante perché io non avrei voluto mai che accadesse. Pensavo che saremmo rimasti insieme per sempre, sai. Ma altre persone avevano programmi diversi. Quindi quando è successa quella cosa io ovviamente volevo rimanere a fare musica, per cui abbiamo proseguito con i Beady Eye, ed è stato con tutti gli stessi membri, eccetto Noel. Ma la gente faceva: “Perché non vi chiamate Oasis?”. Ma non ci sono gli Oasis se non c’è Noel, quindi abbiamo assunto un altro nome. Gli album che abbiamo pubblicato erano buoni, i concerti erano buoni. Penso solo che la gente fosse solo … semplicemente non ha avuto tutto quel successo. Penso che la ragione per la quale non ha avuto tutto quel successo sia stata che è venuto troppo presto dopo gli Oasis. È stato un po’ confusionario. E poi ci siamo presi quattro anni liberi, proprio per liberarmi la testa. E poi ho deciso di non fondare un’altra band con un altro nome, perché la gente sarebbe stata confusa tanto quanto lo era con i Beady Eye. Quindi ho pensato: fanculo, esco con il nome mio e torno dove devo stare. Quindi se non sono negli Oasis potrei pure uscire con il nome mio. Capisci cosa intendo? E sembra che sia andata bene. Con tutti gli anni che ho impiegato per essere quel tizio degli Oasis … la gente mi conosce o come il tizio degli Oasis so con il mio nome, Liam Gallagher. Quindi ho pensato che questo avrebbe funzionato. Per cui questa è l’ultima possibilità di ballare con il mio nome, e sembra che stia andando bene.

È quella una delle ragioni per cui è finito tutto con i Beady Eye?

No, no. I Beady Eye non stavano ottenendo concerti. Capisci cosa intendo? E avevamo fatto un disco che nessuno stava comprando. Nessuno ci prenotava delle date, e io avevo un po’ di robe personali, quindi ho pensato: senti, forse è ora di mettere la parola fine, perché stiamo frustando un cavallo morto. Quindi abbiamo fatto così e poi ho fatto un po’ di roba personale e siamo usciti e abbiamo fatto partire As You Were.

Perché sostanzialmente sei saltato dagli Oasis direttamente nei Beady Eye.

Direttamente, amico, il giorno dopo. Il solo fatto che Noel volesse andare a casa non significava che noi dovessimo tutti andare fottutamente a casa. Era lui quello che aveva il problema. Quindi abbiamo proseguito, amico.

Giusto. Ho fondato la rivista con mio fratello, e anche noi abbiamo avuto un litigio.

Oh davvero? Gli parli ancora?

Un pochino. Tu parli con Noel?


No, non gli parlo da un po’, amico. Forse dieci anni, ma è perché lui è diventato uno stronzo, amico. Sta facendo un cazzo di viaggio cosmico, pensa che stia fottutamente curando il cancro e non è così. Sono un po’ troppo rock ’n’ roll per lui, amico.

Parliamo del nuovo album. Why Me? Why Not. come ti rappresenta e come rappresenta il tuo lavoro in questo momento?

Be’, la voce mi rappresenta. Cioè al momento sono in un posto diverso. Ho la mia adorabile famiglia con me, quindi sono stato di umore un po’ più calmo e rilassato. Ho allacciato una relazione con mia figlia che non ho visto per vent’anni. Quindi ora lei fa parte della banda e tutta quella roba, e questo è bello. Ma come mi rappresenta? Sì, amico, penso che sia una rappresentazione veritiera. Non lo so. Mi piacciono i Beatles, mi piacciono gli Stones. E quello che faccio. Capisci cosa intendo? Di cosa parla non ne ho idea, cazzo. Semplicemente canto i bastardi. Capisci cosa intendo?

Ti stavo per chiedere come cantante come lavori con il paroliere?

Allora, tiro fuori dei pezzi in giro per casa, mentre suono la chitarra. Non sono bravo con i ritornelli, ma so fare i versi. Ma quando si arriva al ritornello lo mando ad Andrew Wyatt e Greg Kirstin e loro lo fanno accadere.

Come funziona il procedimento? Vengono loro da te?

No, io vengo qui. Vengo a Los Angeles, dove lavorano loro. Lì hanno uno studio, quindi io faccio: “Guarda, ho questa canzone”. E loro fanno: “Figo, magari cambia quel pezzetto lì”. E tipo lavoriamo insieme.

Cominci tu e loro criticano?

Sì, o iniziano loro … in ambo i modi. Capisci cosa intendo? E poi la cosa accade, amico. Il che va bene.

Quindi sei spesso a Los Angeles.

Be’, sono qui per un po’ solo quando facciamo musica. Siamo stati qui l’anno scorso, io sono stato qui tre o quattro volte. Solo per una settimana, una settimana e mezza. Non potrei mai vivere qui. A te piace qui?

Mi piace molto questo posto. Solo per il fatto di guidare per andare in ogni luogo ci vuole un po’ di abitudine.

Mi piacciono le stagioni. È sempre caldo qui, no?

Non mi lamenterei di questo. Anche se tu faresti fatica senza un parka ogni giorno.

Amico, mi farebbe ammattire, cazzo! Ho bisogno di indossare il mio parka. Ma no, mi piace, quindi sono qui abbastanza. Sono qui abbastanza volte.

Dunque, tornando all’album, come si può paragonare al primo album, As You Were?


Penso sia sostanzialmente la stessa cosa un’altra volta, amico. Perché l’ho fatto con le stesse persone. E ovviamente non avremmo fatto un album reggae o un cazzo di album dance. Quindi è sostanzialmente lo stesso. Volevamo solo fare delle canzoni un po’ migliori. E dal punto di vista della produzione penso sia un disco migliore. Non sto dicendo che è molto migliore. Quindi forse per il prossimo continueremo a fare la stessa cosa, ma senza fare dei cambiamenti radicali. Capisci cosa intendo?

Hai un suono caratteristico.

Sì, amico. So cosa vuole la gente che viene ai nostri concerti. Sai cosa intendo? E la gente paga dei bei soldoni, quindi voglio dare loro quello che vogliono.

Cosa rende unico Why Me? Why Not.? Cosa lo rende diverso da quello che hai fatto in precedenza?

Non lo so se è unico, amico. Penso che con me dentro sarà un po’ più unico e roba così, ma non penso sia così unico.

Ci sono dei brani che pensi che spicchino?

C’è un brano di nome Once che è fico. Ci sono alcune belle canzoni, Meadow è fantastica, ma non direi che è diversi da qualsiasi cosa fatta prima.

One of Us è un pezzo eccezionale. Volevo chiederti della scena musicale in generale. Qual è il tuo parere?


Vedi, non seguo la scena musicale. Io faccio la cosa mia e basta, amico. Non esco con gente che fa parte di band. Non vado a molti concerti. Faccio la cosa mia e me ne vado a fanculo a casa. Sai cosa intendo? Quindi la guardo da lontano. Capisci cosa intendo? Non penso ci siano molte buone guitar band in giro, in ogni caso nessuna che mi piaccia. E non è per tirare delle frecciate, semplicemente … non lo so, amico. Semplicemente al momento non ce ne sono molte in giro.

Quali sono le più grandi differenze rispetto a quando hai iniziato con gli Oasis?


Il mondo è un posto diverso, amico. Potevi farla franca con un po’ di più. Oggi non puoi fare un cazzo, tutti ti saltano addosso. Non puoi dire molte cose. Capisci cosa intendo? Devi stare attento a quello che dici, mentre anni fa potevi sparare merdate dalla bocca e nessuno importava veramente. Ora dici la cosa dannatamente sbagliata e tirano fuori un cazzo di cappio e ti impiccano ad un cazzo di albero, amico. Devi fare attenzione a cosa dici nel mondo e penso sia una cosa che tolga il divertimento. Capisci cosa intendo? Ma sì, era molto più folle negli anni ’90, il che è una buona cosa. Comunque io sono molto più rilassato, ho fatto tutte le mie bravate rock ’n’ roll.

Pensi che questo sia venuto un po’ con l’età e anche con la maturità?

Un po’ con l’età, e i postumi delle sbronze si fanno sentire di più e richiedono un po’ di tempo in più per essere smaltiti. Ma anche così, tutto quello che voglio fare è tenere i miei concerti e spassarmela e farmi un paio di cicchetti, poi andare a letto. Capisci cosa intendo? Andare in giro per la città fino alle ore stupide del mattino l’ho già fatto. E questi telefoni … tutti ti fanno delle foto mentre fai un po’ il monello. Anni fa non c’era nulla di tutto questo. Potevi uscire e comportarti come un cazzo di scimpanzé e spassartela. Capisci cosa intendo? E non dovevi leggere quella cosa sui giornali. Ora tutti ti filmano, cazzo, quindi tu chiudi bottega, devi fare un po’ il bravo. Sono felice che sia accaduto negli anni ’90, sono felice di aver di aver vissuto negli anni ’90. Sai cosa intendo? Perché odierei provare ad entrare in una rock ’n’ roll band in quest’epoca. Non puoi farla franca dopo un omicidio, ti arrestano. O ti classificano come un teppista, o questo o quello. Sono felice di aver tirato fuori le mie vibrazioni rock ’n’ roll negli anni ’90. Capisci cosa intendo? Ora potrei vivere su quelle cose per il resto della mia vita.

Parlando un po’ degli anni ’90, di sicuro te lo chiederanno in molti, ma com’era la scena musicale di Manchester nello specifico?

Be’, prima che arrivassero gli Oasis c'era la scena Madchester: i Roses, i Mondays, i New Order, i James, i Northside. Era tutto bello. E c’ero io, 16-17enne, quindi era bello. A quell’epoca era morto tutto ed era tutta dance e roba così, a cui non partecipavo molto. E poi abbiamo fatto gli Oasis e quella cosa partì e poi ci trasferimmo a Londra. Poi ci fu il Britpop, di cui non abbiamo mai fatto parte, ma avevo l’impressione che … 

Molte persone vi hanno messo in quella categoria che io non ho mai capito.

Sì, ci hanno messo in quella categoria, ma non penso che noi fossimo Britpop, amico. Pensavo che noi e i Verve fossimo diversi: un sound più classico, più rock ’n’ roll. Non “rock and roll”, ma più un sound classico. A differenza dei Blur e dei Pulp, noi facevamo musica un po’ più fottutamente scema. Capisci cosa intendo? Loro erano classificati come Britpop e scena di Camden. Io penso che fossimo molto più avanti rispetto a loro. Capisci cosa intendo? Ma gli anni ’90 sono stati belli, amico. Un bello spasso, io amavo terrorizzare i Blur. Quando ci incontravamo nei pub e roba del genere.

Dev’essere stato uno spasso.


Sì, lo amavo, cazzo! Loro erano ragazzetti snob, no? Quindi noi li terrorizzavamo.

Ti ho visto ad Auckland nel … penso fosse il ’96-’97.

Sì, sì, ricordo di esserci andato.

Era un po’ un luogo inusuale.

Perché? Era una merda?

Non rendeva giustizia agli Oasis. Pensavo che voi foste andati da qualche altra parte …

Un posto un po’ più grande?

La Nuova Zelanda è un po’ buffa quando si tratta di musica.

Sì, ma molta gente pensa che gli Oasis fossero famosi. Erano famosi in Inghilterra. Non eravamo una band famosa nel mondo. Eravamo molto popolari in Inghilterra, ma quando andavamo in America non eravamo così famosi. E la gente faceva: “Oh, avreste dovuto andare in posti più grandi”, ma non eravamo così famosi, amico. Ripensandoci, eravamo famosi in Inghilterra ed eravamo famosi in Europa, ma non siamo mai stati famosi in America o nel mondo. La gente insiste con ‘sta storia che gli Oasis erano la band più famosa del mondo. Non lo eravamo. Eravamo la band più famosa d’Inghilterra e basta. Il che mi sta bene. Capisci cosa intendo? Perché non c’è niente di peggio d essere il numero due nel tuo paese. Era quella la cosa più importante. Finché siamo famosi dove vivo io, non potrebbe fregarmene di meno di essere famoso laggiù. Era quella la mia città.

Quindi di sicuro il successo di Definitely Maybe e Morning Glory è stato incredibile.

Sì, quello ci ha messo in pista.

Ripensando a quei due album, cosa provi rispetto al successo e a quel periodo della tua vita?

Non ricordo molto, ma fare Definitely Maybe … Eravamo matti allora, ma Morning Glory … Quando è uscito Morning Glory abbiamo iniziato a fare soldi e poi siamo partiti. All’epoca era dannatamente stupido, merda nei nostri nasi ed eravamo sempre fuori di melone. Facendo roba così … ma no, sono orgoglioso di quei dischi perché penso che suonino bene anche oggi. E senza di loro saremmo ancora disoccupati, amico. Quindi sono ben contento.

Uno dei concerti che ho visto in video è stato quello di Maine Road.

Sì, lo stadio del Manchester City. Fu incredibile.

Come fu uscire sul palco a Maine Road come tifoso del City?

Fu grandioso. Quello per me fu migliore di Knebworth. Tutti parlano di Knebworth perché fu grande, ma penso che come band suonammo meglio a Maine Road. Quindi quello sarebbe stato bello se fosse uscito in video. Forse è uscito.

È uscito.

Sì? Dunque, uscire e suonare nello stadio della tua città è stato dannatamente incredibile. Perché andavamo lì da bambini.  

Pensi che ci abbiate messo più impegno e che abbiate suonato meglio perché aveva quel tocco sentimentale?

Forse sì, Knebworth era stato solo un cazzo di grande e stupido campo. Capisci cosa intendo? Ma forse … penso che fossimo soliti vedere le partite di calcio lì, quindi la cosa aveva più significato.

Sicuramente. Allora, parliamo del City per un momento. Chi è il tuo calciatore preferito di tutti i tempi?

Be’, il mio è stato sicuramente … cambia. Negli anni ’60 Colin Bell e poi Mike Summerbee e negli anni ’80 fu uno schifo. Facevamo schifo, no? Gli anni ’70 non li ricordo neanche.

Neanche negli anni ’90 eravate molto meglio.

Anche gli anni ’90 furono uno schifo. Quindi ora i miei giocatori preferiti della squadra sono Sergio Aguero e Kevin de Bruyne. Sono giocatori coi fiocchi, amico.

Qual è il tuo parere sulla squadra al momento?

Sono entusiasta di loro, amico. Adesso non siamo in testa alla classifica del campionato, ma ci arriveremo, amico.

Pensi che recupererete e vincerete il campionato quest’anno?

Sì, amico. Il Liverpool vacillerà. La pressione è troppa su di loro, si sposteranno da lì, cazzo. Appena subiranno un po’ di infortuni, noi torneremo su. Penso che vinceremo noi; almeno lo spero.

Bene, io sono tifoso del Newcastle, quindi sono fottuto, amico. Penso alla retrocessione, o no?

(L’allenatore è) Steve Bruce, no?

Tu lo odierai perché è un red (ex bandiera del Manchester United, ndr)ì, no?

Chi, Bruce, per via dello United?


Sì.

Ahh, io odio dannatamente lo United. Cazzo se li odio quegli stronzi!

Vai ancora alle partite?

Da quando mi sono trasferito a Londra non mi interessa. Vengo disturbato troppo, per cui me le guardo a casa dove posso urlare e gridare senza che nessuno stronzo venga a rompermi le scatole. Oggi vai alla partita del City e non puoi saltare su e giù perché ti dicono di fare silenzio. Capisci cosa intendo? Non puoi bere, non puoi fumare, fanculo a quella merda!

Ammazza l’atmosfera, no?

Esattamente.

Non è l’essenza del gioco. Segui l’Inghilterra? Hai una passione per la nazionale uguale a quella per il City?


No. Non sono un patriota, amico. Anche perché i miei genitori sono irlandesi. Amo l’Inghilterra, l’Inghilterra è il luogo in cui sono nato e la cultura e il calcio e i vestiti e la musica e tutto quello. La nazionale inglese di calcio? Cioè la guardo e tutto il resto, ma non mi faccio “trasportare” se vincono, però.

Voglio dire: per un decennio hanno attraversato una fase di merda, no?


Stanno migliorando un po’, amico. Stanno migliorando un po’ sotto la guida di Gareth Southgate. Auguro loro del bene e tutto quello, ma non mi fanno né caldo né freddo.

Hai la maglia del City ora?

Sì, sì.

La indossi in giro?

No, no, no. Ce l’ho a casa. Tutta quella roba la indossano i miei figli.

Anche loro sono appassionati di City?

Sì, sì.

Penso che non abbiano scelta. Una cosa che ti volevo domandare è: hai iniziato a correre un bel po’ di recente?

Sì. I miei fianchi hanno fatto le bizze di recente. Sto avendo un po’ di artrite, quindi non ho fatto quanto cazzo avrei dovuto.

Qualcuno mi ha detto che non ascolti musica mentre corri; perché? Non ti fa ammattire?

Non lo so, amico. Semplicemente mi piace essere un po’ più … libero. Capisci cosa intendo? Mi piace semplicemente essere tutt’uno con il cazzo di posto.

La natura?

Sì, amico. Un gran frastuono nella testa? Non riesco a sentire quella roba, cazzo. Non ce la farei.

Non pensi che la musica bloccherebbe l’altra roba?

No, mi piace semplicemente ascoltare fottutamente la natura, amico. Una volta l’ho fatto mentre ascoltavo musica, ma mi infastidisce. Mi intralcia, amico.

Quando ascolti musica, che musica ascolti?

Gli Stones, i Beatles, i Kinks, i Sex Pistols. Non ascolto musica nuova.

Niente di nuovo?

Niente. C’è un tizio di nome Slowthai. È un rapper, tipo una cosa grime. Lui è bravo. Non c’è molta roba nuova che mi piaccia.

Cosa pensi di Slowthai? Musicalmente e in senso generale.

È bravo, amico, mi piace. Penso che abbia un qualcosa. Sta mettendo in riga un po’ di persone. Mi piace. Mi avvicino a quelle cose tramite mio figlio. I miei figli sono presi da tutta quella roba. Il grime e tutta quella roba. Mi fanno conoscere nuova musica ogni tanto, ma io sono piuttosto felice con i Beatles.

Chi sta facendo la differenza nel Regno Unito? I Pistols fecero colpo sul tizio dell’epoca Thatcher; chi sta parlando alle persone ora?

Direi Slowthai. Non sono uno che si fa  guidare dalla politica. Siamo cresciuti negli anni ’90, tutto quello che volevamo fare era prendere funghetti e ascoltare i Beatles, amico. Quindi di tutta quella merda che succedeva nel mondo non ci fregava, noi pensavamo solo: fanculo, non me ne fotte, che se ne occupino i politici. Quindi non sono proprio guidato dalla politica, ma Slowthai sì. Dice a loro le cose come stanno, il che va bene. Io voglio sono continuare a fare musica, amico, e spassarmela. Quella merda sarà ancora lì quando uscirai dal palazzo. Quando vieni ai concerti, bevi birra, cazzo, perdi la testa e salta su e giù e canta. Capisci cosa intendo?

Pensi che con la tua posizione di fama e potere potresti avere un’influenza?

Probabilmente, se volessi, ma non fa per me, amico. Non fa per me, amico. Non ne so neanche tanto, a essere onesti. Cioè forse finirà per farti sparare come John Lennon e io voglio solo vivere la mia vita. Capisci cosa intendo? Facciamo fare ai politici il loro mestiere e io faccio il mio. Quando inizi a pasticciare la gente inizia darti colpi in testa e fare: “Sta diventando un po’ arrogante”. Fanculo quella roba, amico! Voglio solo vivere la mia vita e andare avanti.

traduzione di oasisnotizie

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

lunedì 7 ottobre 2019

Il manager di Liam Gallagher: "Fieri del lavoro svolto, Liam è straordinario e il nuovo disco un classico contemporaneo"

Sam Eldridge di UROK, manager di Liam Gallagher, ha parlato di come è stato accolto il nuovo disco del cantante, Why Me? Why Not., il secondo disco solista dell'ex Oasis salito in vetta alle chart in poco meno di due anni.

L'album, pubblicato da Warner Records, è entrato in classifica direttamente al primo posto, con 68 327 copie vendute in una settimana secondo i dati della Official Charts Company, e al momento è preceduto solo da Abbey Road, il capolavoro dei Beatles di recente ristampato in occasione del cinquantennale.
Anche As You Were, il disco di debutto di Liam come solista, ha sinora venduto 398 996 copie e nel 2017 era salito in vetta alla classifiche, proprio come l'album più recente.

"C'è stata vera concentrazione e intensità nell'impegno per il primo disco di Liam, al fine di aiutarlo a pubblicare qualcosa che fosse veramente degna della sua eredità", ha spiegato Eldridge, che rappresenta Liam insieme alla compagna del cantante, Debbie Gwyther, ex manager dei Beady Eye. "Una volta che Liam era tornato dove apparteneva, abbiamo dovuto lavorare il doppio per mantenerlo lì e questo ha significato che fossimo ancora più concentrati sulla fase di promozione dell'artista".

"La fiducia dell'ultimo disco e il suo successo hanno consentito a Liam di spingersi musicalmente ancora più avanti e penso che questo sia un disco migliore. Per gli artisti più famosi, a volte, il disco può essere un esercizio di mantenimento dello stato corrente, mentre per noi detta ogni elemento della campagna. Quindi volevamo assicurarci che la cosa che guidava tutto fosse la migliore possibile, ed è quello che abbiamo ottenuto".

As You Were ha segnato il ritorno trionfante per il frontman dopo lo scioglimento degli Oasis nel 2009 e l'esperienza con i Beady Eye, scioltisi nel 2014, beneficiando anche della spinta di Oasis: Supersonic, il documentario del 2016 ben accolto da critica e pubblico.

"Quel periodo di pausa aveva dato alle persone l'opportunità di rendersi conto di quanto Liam mancasse alla gente e di che voce e personalità particolari fossero le sue nel mondo musicale britannico. Le fondamenta erano state gettate dal film Supersonic, che ha mostrato l'impatto fenomenale avuto da Liam all'inizio del viaggio degli Oasis e ha ricordato alla gente il suo potere di star potentissima".

"È un artista molto moderno in molti modi, con una personalità e un'immagine uniche e un'incredibile presenza sui social media, che ci ha consentito di sentirci come se fossimo ovunque. Era spiritoso e autoironico e ci ha mostrato un lato di Liam che forse la gente prima non aveva visto. E ha permesso a tutta una nuova generazione di persone di innamorarsi di lui".

Il singolo di lancio del nuovo disco, Shockwave, ha totalizzato 71 293 copie vendute ed è diventato il secondo singolo più venduto di Liam Gallagher dopo Wall Of Glass, arrivando al numero 22 della classifica dei singoli britannici nel giugno scorso. Prima dell'uscita dell'album, tre altri brani, The River, Once e One of Us, sono stati pubblicati come singoli.

"Abbiamo discusso un po' se lanciare quella bellissima ballata che è Once, che io ritengo un'opera di classe mondiale come testo e una delle tracce più rappresentative della voce di Liam, o pubblicare un singolo assolutamente rock come io ritengo sia Shockwave".

Ben 6 216 delle copie vendute da Why Me? Why Not. nella prima settimana dopo la pubblicazione provengono dalle riproduzioni online e Eldridge rileva come l'ex frontman degli Oasis faccia colpo su un pubblico multigenerazionale.

"È fantastico vedere i numeri di riproduzioni in streaming che abbiamo avuto. I posti che abbiamo raggiunto nelle classifiche di tutte le piattaforme di streaming sono fantastici e Liam straccia i suoi contendenti sotto quell'aspetto. Siamo molto felici per il supporto che abbiamo avuto da Apple, Spotify e Amazon".

"Siamo tutti incredibilmente orgogliosi del disco e penso che anche Liam ne dovrebbe essere incredibilmente fiero. Mi piacerebbe vederci finire la campagna in un posto in cui l'album sia rispettato come un disco classico contemporaneo e con Liam saldamente integrato nei festival come headliner. E questo sembra un traguardo molto alla portata".

Liam Gallagher, che è rappresentato nel circuito dei concerti dal vivo da Alex Hardee e Adele Slater di Coda, andrà in tour nel Regno Unito a novembre e tipicamente divide equamente la propria scaletta tra materiale da solista e materiale degli Oasis.
"Liam è fatto per i palchi più grandi, è lì che risponde meglio e quello che per noi è stato eccitante di questo disco è la gente che canta le canzoni del primo album con altrettanta partecipazione e con lo stesso trasporto emotivo che ha quando si eseguono quei classici degli Oasis. Il successo del materiale da solista di Liam ci consente di continuare a eseguirlo e il risultato è che lo show diventa sempre più forte".

"Liam è stato, inoltre, uno straordinario curatore del proprio catalogo. Non ci sono state solo le solite canzoni, il che continua a far venire voglia alla gente di andare ai suoi concerti. Inoltre penso che nessuno si approcci ad un concerto rock dal vivo con la sua stessa intensità emotiva. È incredibile l'energia che emana stando essenzialmente fermo sul palco e il modo in cui sembra filtrare e distillare le emozioni della gente. È un grande evento incredibilmente comunitario e uno davvero positivo".

Quanto ai piani di Gallagher per il 2020, Eldridge dice: "Saremo in tour. I biglietti per l'Australia sono in vendita, così come quelli per l'Europa. Ci saranno date in Sudamerica e Asia e stiamo cercando ulteriori date negli USA. Negli USA abbiamo questo tour con gli Who questo mese (ottobre, ndr), che sarà incredibile, e poi un altro giro di festival per l'estate prossima, ma dovrete tenere d'occhio questo spazio per saperne di più"

Eldridge, manager del più giovane dei Gallagher dal 2016, ha concluso: "È stata una gioia assoluta lavorare con Liam e Debbie. Debbie è una partner manageriale incredibile e Liam è proprio affascinante e superspiritoso. Non ho mai incontrato qualcuno che sia così fedele a se stesso come lui e che ti renda la vita così facile e godibile, quindi è stato fantastico".

Source: Musicweek - traduz. di oasisnotizie

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

domenica 29 settembre 2019

Liam Gallagher: "Finalmente con il mio nome. Beady Eye? Un errore chiamarci così. Con mia cognata scontri infantili"

Seguici su Instagram: https://www.instagram.com/oasisnotizie

"Il giorno in cui perderò la fiducia in me stesso, potrei anche infilarmi degli aghi negli occhi e morire", dice Liam Gallagher seduto in un camerino di uno studio fotografico di North London. Per 18 anni è stato, insieme al fratello e compositore Noel, l'anima degli Oasis, una band che lasciato un'impronta indelebile nella storia della musica, e per i successivi 10, dopo la turbolenta fine della band, si è diviso tra Beady Eye, la band post Oasis nata nel 2009 e scioltasi nel 2014, e progetti da solista, non nascondendo a nessuno che gli piacerebbe tanto che gli Oasis si riformassero. Noel non ne vuole sapere, concentrato com'è sulla svolta cosmic pop della sua carriera da solista, ma a colpi di tweet Liam non demorde ed è convinto che quel giorno arriverà.

Quel giorno, tuttavia, sembra oggi molto lontano, se non altro per il successo travolgente della carriera solistica di Liam. As You Were, il disco d'esordio del più piccolo dei Gallagher, uscito nell'ottobre 2017, è divenuto disco di platino e l'ha riportato nei palazzetti e sui palchi principali dei festival musicali di tutto il mondo, habitat naturale per un frontman abbacchiato dal destino toccato ai Beady Eye, che nell'ultimo periodo della loro esistenza suonavano nei piccoli club.

Incontriamo Liam per parlare del suo nuovo disco, Why Me? Why Not, in uscita  il 20 settembre, e partiamo proprio dalla fine dei Beady Eye. Liam ammette che la loro parabola discendente forse era dovuta al nome non proprio azzeccato. "Il nome Beady Eye non si connetteva per niente", spiega, "e può darsi che la gente avesse bisogno di una pausa. Sapevo che con il mio nome la cosa avrebbe funzionato. Cazzo se lo sapevo! Ma non puoi chiamarti cos' quando fai parte di una band con i tuoi amici".

Il rapporto con Noel è ai minimi storici. A luglio il chitarrista ed ex mente degli Oasis ha accusato il fratello minore di "intimidire le donne", pubblicando gli screenshot delle minacce di Liam alla cognata Sara MacDonald, mandate alla figlia di Noel, Anaïs. E ad agosto, al Guardian, aveva stroncato la nuova musica di Liam con queste parole: "Penso di non essermi mai sentito così in imbarazzo per un uomo in vita mia. È musica non sofisticata per gente non sofisticata, fatta da un uomo non sofisticato".

Oggi Liam dice che Noel è ossessionato da lui e ammette che la cosa è reciproca. Il tono della conversazione cambia quando si tirano fuori le accuse di Noel: Liam le nega fermamente. "Non ho mai minacciato nessuno", ribatte. "Quando minacci qualcuno ci metti qualcosa alla fine". Di Sara dice: "Pensa di essere esente da frecciate sol perché suo marito ha scritto alcune canzoni per me negli anni '90? È fuori!  Ha detto cagate su di me. Io ho detto cagate su di lei. È tutto molto infantile. Io ho mandato quel messaggio ad Anaïs, ma non era minatorio. Una minaccia c'è quando ti giri e fai: 'Altrimenti ...' ".

Liam ammette di aver sbagliato nel trascinare dei ragazzini nella disputa tra fratelli e dice di voler porgere delle scuse. Aggiunge che sa che i suoi fan usano i social media per prendere di mira la MacDonald in un modo in cui non farebbero con Noel. Non vuole imporre a nessuno di fermarsi, però. "Non dico a nessuno cosa fare. Non comando le opinioni della gente".

Il nuovo disco contiene un pezzo, One of Us, il cui un testo dolce-amaro recita: "Sei sempre stato uno di noi / Ti comporti come se non te ne ricordassi / Hai detto che avremmo vissuto per sempre / Chi pensi di prendere in giro?". Non ci vuole molto a capire che parla di Noel, no? "Questa è un po' una canzone incazzata e mi piace", ammette. "Credo che la gente penserà che parli di Noel, ma in giro ci sono tanti coglioni. Potrebbe parlare di chiunque tra di loro".

Suo fratello lo trova "non sofisticato", ma Liam è indubbiamente in ottime acque, grazie anche ad un team di autori (tra cui Greg Kurstin ed Andrew Wyatt) la cui fede nel modello Oasis è incrollabile. Why Me? Why Not migliora il debutto del 2017, As You Were, offrendo una raccolta impavida di inni pronti per i palazzetti, designati per i fan affinché lancino petardi e cantino. Shockwave è un grigio tentativo dalle tinte country di riprendere il lato pop dei Beatles; in Once Liam ricorda i tempi precedenti alla fama e al successo, tempi in cui le cose erano se non più facili almeno più chiare. "A volte la libertà che volevamo non sembra molto fica", lamenta Liam su una melodia chitarristica strimpellata delicatamente.

Uno dei pezzi chiave del disco è Now That I’ve Found You, che parla del rapporto con la figlia Molly Moorish, avuta da Lisa Moorish poco prima del matrimonio con Patsy Kensit,  una figlia entrata a far parte della vita di Liam da poco tempo, dopo che per 21 è stata un'estranea. "Non ho mai avuto un rapporto con lei da quando è nata, per ragioni folli, quindi volevo esternare quei sentimenti", rileva. "È una canzone d'amore che tira fuori tutto". Liam ammette di non sapere bene cosa abbia imparato dall'avere una figlia e opta per un semplice "è bello averla accanto". "Sarò lì per lei fino al giorno in cui andremo al prossimo livello", afferma.

I suoi figli, Lennon e Gene, lo tengono aggiornato sulle novità musicali e di recente gli hanno fatto conoscere Slowthai e i Black Midi, emergente band britannica. Slowthai avrebbe dovuto aprire i concerti britannici di Liam a novembre, ma la sua partecipazione al tour dell'ex Oasis, annunciata mesi fa, è stata annullata: il giovane artista sarà, nello stesso periodo, l'artista di supporto dei Brockhampton per il loro tour nordamericano.

Avere dei figli che crescono a Londra significa anche essere preoccupato dalla crescente violenza nella capitale inglese: Met Police ha confermato ai primi di settembre che in città ci sono stati 99 omicidi dall'inizio dell'anno. "Sta diventando la norma, il che è dannatamente spaventoso", osserva Liam. Molte delle vittime sono adolescenti provenienti da famiglie povere, un'origine non molto diversa dalla sua, proletaria, nella Manchester degli anni '70, ma Liam non prova molta comprensione per questi ragazzi. "Quando eravamo ragazzini noi non c'era molto da fare, ma non andavamo in giro con i machete o a tirare l'acido in faccia alle persone. Non avevamo un cazzo e penso che questa generazione abbia molto di più di quello che avevamo noi. Quindi non credo alla storia che non c'è nulla da fare. Là fuori c'è un campo: andare a giocare a calcio e prendete un po' di funghetti magici".

Quanto al tema giovani, Liam è felice di aver fatto appassionare alla propria musica una nuova ondata di fan cresciuti con la sua musica, una generazione di adolescenti con il cappello alla pescatora che cantano i classici degli Oasis dopo essersi appassionati a Definitely Maybe ascoltandolo mentre erano seduti sul sedile posteriore dell'auto con i loro genitori. Si identifica perfettamente con una gioventù ossessionata dall'epoca precedente, proprio come era lui con gli anni '60 e, in particolar,e con i Beatles. "Li guardavamo con occhi di chi vede solo cose positive ed è questo ciò che fanno loro, romanticizzano le cose". Non si spinge, però, a dire che i ragazzi di oggi hanno azzeccato la loro moda anni '90. "Vedi alcuni di loro e pensi: qui ti stai sbagliando", dice ridendo. "Va tutto bene, però. Quando guardi allo stato attuale del mondo e vedi che in America costruiscono muri non puoi preoccuparti se qualcuno indossa le scarpe da ginnastica che non vanno bene con la loro tuta Sergio Tacchini".

Dopo 25 anni sotto la luce dei riflettori, Liam Gallagher rimane una compagnia spassosa. Dice che gli piace correre, ma non potrebbe mai competere in una maratona con "gente vestita come la Tour Eiffel o il cazzo di Big Ben". È un bestemmiatore poetico e un uomo con le proprie convinzioni, anche se spesso queste convinzioni si contraddicono. Fatta eccezione per la telefonata che vorrebbe ricevere da suo fratello, è difficile capire come al momento la sua vita potrebbe migliorare. La sua musica vola, i suoi parenti stretti sono pieni d'amore e il futuro sembra entusiasmante. Lì, nel bel mezzo del rumore, c'è Liam, testa alta e sicuro di sé come non mai.

Source: The Fader - traduzione di oasisnotizie

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 20 settembre 2019

Inarrestabile Liam Gallagher: "Penso già al prossimo album. Noel pensa di curare il cancro, io solo a fare buona musica"


"Ragazzi e ragazze, date un'occhiata a questa roba. Sembra un vinile. È la prima volta che la vedo. È proprio straordinario. E chi è quest'uomo bellissimo? Ma sono io! Prendetelo. Bellissimo!"

---

Rock 'n' roll star: Una chiacchierata con Liam Gallagher

Il cantautore parla con Paul Jones non solo di Why Me? Why Not., ma anche del terzo disco che ha in programma.

---

Congratulazioni per il nuvo disco. È un disco forte. Sembra che ogni canzone abbia il proprio posto.

Concordo totalmente e fottutamente con te! Penso sia un classico …  Ovviamente non piacerà a tutti, ma penso che molta gente lo amerà e penso che più passerà il tempo, più sarà classificato come un classico. Se gli Oasis pubblicassero un album così, al giorno d'oggi, penso che la gente andrebbe in visibilio, quindi penso che sia uno buono. Vedremo come andremo.

Sembra che tu sia tranquillo. Ti senti così?

Sì, sicuramente. Sono molto felice! Ho i miei figli, la mia ragazza, e tutti nella mia vita sono felici e ce la spassiamo tutti, ma non strofinerò il disco sul naso delle persone, come fa certa gente del cazzo. Ci stiamo divertendo, sembra che il lupo alla porta se ne sia andato a fanculo, a casa di qualcun altro.

Sono due album in due anni, fatto quasi insolito di questi tempi. Cosa motiva Liam Gallagher nel 2019? Di sicuro hai una buona etica del lavoro.

Devo recuperare molto tempo perduto. Intendo: musicalmente gli Oasis non avrebbero dovuto sciogliersi, quindi questo mi mette di malumore se ci penso. E penso che i Beady Eye non avrebbero mai dovuto accadere, quindi quella cosa mi mette di malumore, anche se sono felice che sia accaduto e che abbiamo fatto dei buoni dischi. E poi ci sono stati quattro anni senza fare dischi, quindi quello mi mette di malumore! E là fuori c'è gente che va in giro a diffondere voci malevole, dicendo che la mia etica del lavoro è la ragione per cui gli Oasis si sono sciolti, che sono troppo pigro e che non faccio quello e non faccio quell'altro. Quello mi mette di malumore! Sono nato per fare musica e la farò. E non sto mica ringiovanendo, quindi devo farla, amico. Devo fare della musica.

C'è stato un momento chiave in cui hai pensato: "Bene, torniamo in studio e iniziamo a lavorare all'album numero due"?

Appena è uscito il primo disco ho pensato che ne ero soddisfatto e che se fosse andato bene ne avrei di sicuro fatto un altro. Se non fosse andato bene, non avrebbe proprio avuto senso. Quindi dovrò pensarci quando lo farò, ma appena quel disco è uscito e abbiamo ricevuto delle buone recensioni e i fan ci si appassionavano, pensavamo già al successivo. Quantunque con Why Me? Why Not. in saccoccia, sto già pensando al prossimo, capisci? Ovviamente devi fare un po' di pausa per toglierti di torno, perché altrimenti la gente pensa che tu ti stia mettendo in mostra. Sai com'è in Inghilterra: il vento può cambiare in qualunque momento.

Di sicuro voglio fare un nuovo disco ad un certo punto, ma non mi prenderò una pausa di quattro anni. Voglio sicuramente continuare a fare musica, amico; non c'è nient'altro da fare, no?

Quando hai preso quella decisione, come è stato il procedimento? Come lavori con Andrew Wyatt e Greg Kurstin?

Sono probabilmente la persona con cui hanno lavorato più facilmente, perché voglio solo continuare a fare lo stesso tipo di musica. Non cambierò generi e non farò: "Facciamo un album pop". A me interessano solo le buone canzoni. Se ci sono dei frammenti che ho composto, li mando a loro e faccio: "Potete sistemarlo?" e loro lo fanno; se ci sono dei frammenti che hanno loro, me li mandano e fanno: "Di questo che ne pensi?". E poi faccio: "Sì, è figo", e poi prenotiamo una sessione e io volo fino a lì. E poi ci diamo dentro e lo facciamo.

Con questo ultimo album abbiamo fatto sei canzoni in una settimana e poi ci siamo presi un po' di tempo libero, poi siamo tornati per farne un altro po'. Quindi funziona tutto piuttosto facilmente. Molta gente parla della difficoltà del secondo album, ma è stato un gioco da ragazzi! Ed è così perché hai scelto tu di renderlo un gioco da ragazzi. Non mi ero mai sentito così prima, neanche con gli Oasis, ma questo è stata una gioia: ero il primo ad entrare in studio e l'ultimo ad uscire. Molta gente va in studio e si complica la vita da sola. Non dovrebbe essere così dannatamente difficile: se è difficile, allora non farlo.

L'ho sempre preso come un divertimento e uno spasso in studio. Molta gente va lì spaventata e inizia a preoccuparsi di come suona la batteria e fa: "Ooh, i piatti non suonano bene". Fanculo, amico, suona eccezionale. È così che la vedo io.

@lordofbizarre
Come è cambiata l'esperienza in studio per te se si paragona agli Oasis? Hai sempre avuto la mentalità del "mettiamoci al lavoro"?

Ho sempre avuto quella mentalità. Noel pensa che stia curando il cancro e fermando l'era glaciale  l'inquinamento atmosferico! Stiamo solo andando a fare della cazzo di musica. Appena inizia a diventare strano e tutti iniziano a fissare e ad ascoltare ritmi di batteria, io me ne esco: vado al pub.

Mi sto davvero godendo Alright Now. Ho abbracciato i miei figli sul divano e ho detto loro: "Ascoltate questa!". A loro è piaciuta molto.

Quella ha un vero tocco lennoniano ed è quello il tipo di musica che io farò sempre. Certa gente fa: "Oooh, è troppo a suo agio, è nella comfort zone". Io sono così, amico! Non sono uno di quegli artisti come Weller e fanno: "Ooh, che artista". Se ti definisci artista meriti un ceffone! Non sono una di quelle persone che allargano i confini per fare questa nuova musica d'avanguardia. Non fa per me. 

Neil Young fa ancora la stessa musica, ma nessuno gli rompe le scatole, ma Noel Gallagher fa: "È nella sua zona di comfort". Non sono un cantautore così; sono qui solo per fare buona musica. 

Meadow è un'altra canzone personale che spicca: ha un vero tocco alla Blue Jay Way. Hai delle canzoni che spiccano? Qualcosa in particolare che non vedi l'ora di eseguire dal vivo?

Once è la mia preferita dell'album; amo cantarla. C'è una canzone che si chiama Halo che è grandiosa, un po' come gli Stones. E sì, c'è anche Meadow, che è grandiosa. Ma tutte lo sono, in realtà. Mi piace Schockwave, anche se è un po' glam rock anni '70, ma è pur sempre un gran pezzo. Mi piacciono tutte, amico.

Quando scegli le tracce per la versione finale, molte cadono sul pavimento della sala di montaggio?

Non ne abbiamo fatte così tante in realtà. Abbiamo fatto circa 15 canzoni; ce n'era qualche altra che avrebbe potuto entrare nel disco, ma volevo solo che fosse un po' più tirato e un po' più compatto, capisci? Quindi non ci sono molti fronzoli. Non ci sono molti pezzi sul pavimento della sala di montaggio, come dici tu. Per me se la canzone mi prende allora sarà sull'album. Non importa se smuove gli altri. Se smuove me, e ci vuole molto per smuovermi, cazzo, allora combatterò per lei.

Mi piace l'uso degli archi sull'album. È stata una tua influenza?

No, non è stata proprio una mia influenza. Penso che li usino tutti nel loro secondo album, no? (ride, ndr). Tirano sempre fuori gli archi. Ma quelle canzoni si amalgamavano, capisci? È stato un po' più cinematografico, penso.

Per te è ancora esibirti dal vivo il punto focale?

Senza dubbio, amico, senza dubbio. Se dovessi scegliere tra stare in studio o esibirmi dal vivo direi esibirmi dal vivo. Lo studio non è male, ma, come ho detto prima, non sono uno di quei cazzo di nerd o teste da studio che sono sedute lì e dicono: "Guarda là, c'è un tasto del 1975". Non me ne fotte un cazzo. Reca scritto "Mi fa sentire dannatamente fico"? Perché se ce l'ha, allora bene, ma se non ce l'ha allora che vada bellamente a fanculo.

Essere sul palco di fronte ai ragazzi e a tutta quella roba, si tratta di quello per me. Anche se nella folla c'è un coglione che fa: "Boo!", mi piace anche lui.

Il tuo pubblico ora è multigenerazionale. Io ho circa la tua età e ci saranno un bel po' di persone della nostra età che porteranno i propri figli ai tuoi concerti ora.

Lo so. È incredibile, senza dubbio. ovviamente non sto parlando degli Oasis; quelle canzoni sono in giro da 20 o 25 anni ora, e il nostro ragazzo (Noel, ndr) di sicuro ha intercettato qualcosa. Come band abbiamo significato molto per le persone, quindi continueranno a girare in tondo, e abbiamo la fortuna di essere ancora qui a raccogliere i frutti di quello. E non sono i soldi, ma andare ai concerti e avere gente della tua età lì con te, ma anche gente di 16 anni che saltella. Come Kurt Cobain. Dio lo benedica. È morto, cazzo, quella roba non ce l'ha. Ci sono molte band che sono morte e non ne hanno mai avuto l'opportunità.  Cioè anche i Beatles, anche se McCartney ne sta raccogliendo i frutti.  Quindi penso che siamo fortunati a beneficiarne ancora.

Ti sei mai preso del tempo per metterti comodo a riflettere sulla tua carriera e goderti quello che hai fatto finora?

Liam con i DMA's
Non c'è giorno che passi senza che io pensi agli Oasis, ma non ho foto della band sul muro; non ho i miei dischi (di platino, oro, ndr) appesi. Posso sempre tornare lì, ma la gente mi ricorda costantemente gli Oasis, il che va bene. Sono anche il più grande fan degli Oasis, quindi sì, sono felice che l'abbiamo fatto.

E tornerai in Australia verso la fine dell'anno?

Sì, a dicembre. Farò alcuni festival e i nostri concerti. Non vedo l'ora. È bello andare fuori e suonare. Sono molto fortunato, amico; ho un altro disco per andare fuori ed esibirmi.

Come scegli una scaletta?

Allora, forse farò cinque pezzi di As You Were, cinque del nuovo e poi riempiremo il resto con gli Oasis: sarebbe una scaletta di circa venti canzoni. Ora, mi conosci: non mi piace dilungarmi troppo, quindi forse ne propinerò circa 17. Quindi forse 7 canzoni degli Oasis. Capisci? Non mi piace starmene sul palco per troppo tempo; sento che a volte può succederti di abusare dell'ospitalità del palco. Una scaletta perfetta per me è di un'ora e 15 minuti, al massimo.

Vedo che vi esibirete con i DMA's in uno dei festival che farete qui. Sono una grande band, no?

Sì. Mi sono esibito con loro in passato. A molti miei amici piacciono. Indossano i vecchi cappelli a secchio e tutta quella roba, ma non sento influenze degli Oasis. Sono uscit ocon loro un po' di volte e sono bravi ragazzi.

Non vediamo l'ora di vederti l'anno prossimo a Knebwowrth.

Sì, amico, io ci sto! Stavo solo tastando il terreno per vedere cosa stesse succedendo. Non ho detto che mi sarei esibito a Knebworth: mi sto esibendo in un pub qui all'angolo di nome The Angel.

traduzione by frjdoasis - Source: stack.com.au

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 5 settembre 2019

Liam Gallagher a tutto tondo: "La moglie di Noel? Mi ha ferito chiamandomi ciccione. Cambierei la qualità della droga. Debbie è la cosa migliore che mi sia successa"

Tenetevi forte: il signor Liam Gallagher ha qualcosa da dire

A dieci anni esatti dallo scioglimento degli Oasis, l'icona del Britpop parla di politica, dell'essere genitori e dei parka

---

Intervista di Tom M Ford  - Foto di Stefan Heinrich - Traduzione di frjdoasis (@oasisnotizie)


Un mese prima dell'uscita del suo secondo album da solista, il signor Liam Gallagher è seduto all'angolo del Café Rouge ad Highgate, Londra (un'ambientazione che, lo chiariamo, ha scelto lui per questa intervista), a parlare del suo recente successo. "Mi sorprende che uno con una bocca come quella che ho io la stia ancora facendo franca. Pensavo che solo i ragazzi snob sarebbero arrivati alla radio", dice con un sorrisetto, gli occhi che guardano in cagnesco sotto il suo taglio di capelli alla mod che incontra il punk. "Mi insospettisce. Guardo il quadro generale e penso: mi è concesso di tornare alla festa perché il paese è con le pezze al culo e io tengo sotto controllo le classi operaie?".

L'ex frontman degli Oasis compie 47 anni questo mese, ma è malizioso come sempre. E sa ancora indossare una giacca a tre quarti (oggi Stone Island) meglio di chiunque. Se avete visto il documentario fondamentale sugli Oasis, Supersonic, che delinea la rapidissima ascesa di una delle band di maggiore successo della storia britannica, vi ricorderete di come si sia dimostrato elegante il signor Gallagher nel corso degli anni. Se non è la reincarnazione del signor John Lennon con gli occhiali tondi e una giacca di pelle di montone, sta facendo sembrare figo un impermeabile dell'allenatore del Manchester City. "Se tu mi portassi in giro, ci sarebbe una cazzo di rivolta. (Mette su un accento da persona forbita, ndr) Chi era quel mascalzone negli anni '90? Quello con le sopracciglia. Non Noel, lo stronzetto triste. Liam? Quello chiassoso che beveva e fumava sempre e diceva a tutti di andare a fanculo. È ancora in giro? Fatelo uscire, perché i buzzurri stanno diventando un po' irrequieti. Abbiamo bisogno di sangue freddo in questo momento".

Forse il signor Gallagher potrebbe pensare di seguire questo consiglio. La settimana precedente al nostro incontro suo fratello Noel ha pubblicato su Twitter uno screenshot di un messaggio ("Di' alla tua matrigna di fare attenzione") mandato dal signor Liam Gallagher alla figlia di Noel, Anaïs, come risposta ad alcuni commenti poco lusinghieri fatti dalla moglie di Noel su Instagram.

"Ha detto che ho minacciato sua moglie", dice Liam. "Non ho minacciato sua moglie. Per minacciare qualcuno gli devi dire: 'Se fai così, succederà questo'. Forse non avrei dovuto mettere in mezzo Anaïs e me ne scuso. La moglie di Noel mi ha chiamato ciccione, il che ferisce i miei sentimenti. Ho la pancia, è ben pagata, ma non sono ciccione. Poi lui, Noel, si è impiccato insultando la Scozia. A proposito: in bocca al lupo per i concerti in Scozia, ragazzo nostro".

Si ha l'impressione che il signor Gallagher trascorrerebbe felicemente il nostro tempo insieme a parlare di come insolentisce suo fratello. Il loro rapporto è stato ben documentato negli anni e, con Noel che di recente si è scatenato in un'intervista al Guardian, sembra ai minimi storici. Ad un mese dal decimo anniversario del giorno in cui gli Oasis si sono clamorosamente divisi, le sensazioni di Liam su come le cose siano finite rimangono primitive ("mi hanno messo i punti di sutura"), ma accoglierebbe con piacere una reunion. "Non si tratta di soldi. Non guido auto. Non compro Rolex, ma ho parka a sufficienza da tirare fuori e lascerei ancora la gente a bocca aperta". È ben consapevole, tuttavia, che non si tratta di una strada praticabile e, com'è solito fare, ne approfitta per girare il coltello nella piaga. "Non penso che Noel ce l'abbia ancora dentro di sé", dice. E comunque "a sua moglie potrebbe non piacere la musica. È un po' laddish, 'da ragazzi'. Potrebbe essere troppo da classe operaia per loro".

Ma è qui per discutere le questioni piuttosto che i battibecchi. Il suo nuovo album Why Me? Why Not. sarà pubblicato il 20 settembre. Di recente Liam è stato protagonista di As It Was, che è incentrato sul suo ritorno come solista dopo anni trascorsi nella desolazione, a riprendersi dallo scioglimento, nel 2014, della sua band Beady Eye e da una prolungata causa di divorzio con la signora Nicole Appleton. Quando non sembra un esercizio di stampa, As It Was è spesso commovente e (dato che il protagonista è il signor Liam Gallagher) divertente. Presenta un uomo che è più in pace con se stesso, qualcuno che sta, in una certa misura, voltando pagina.

Può darsi che il signor Gallagher rimugini su elementi del proprio passato musicale, ma è giustificatamente fiducioso e ottimista sulla propria carriera futura da solista. Tanto per cominciare ha al suo attivo il disco di platino As You Were. E, co-scritto con dei produttori di hit quali Greg Kurstin e Andrew Wyatt, Why Me? Why Not. è un album corposo, stimolante, ma anche introspettivo di rock 'n' roll tinto di Beatles. Se questo tour novembrino andato sold out può insegnare qualcosa, la gente ne va affamata. "Mi suona fresco", dice Liam del proprio album, che fa anche un cenno ai Pink Floyd e ai signori David Bowie e Jimi Hendrix. "Non capisco tutta questa roba della 'nostalgia'. È solo una formula che è stata perfezionata negli anni '60 e '70.  Perché non adottarla nel 2019? Se fosse un crimine non avremmo gli arrosti domenicali, no? La gente mi dice: 'Esci dalla tua zona di comfort'. Fanculo! Io sono a mio agio qui. Perché dovresti avere voglia di andare in giro guidando una bici da corsa con una sella proprio tagliente? Trovati una sella comoda, amico, e goditi la vita! Non vuoi stress alla mia età ...".
 
Il documentario tocca questo tema. Qui c'è un uomo che, prossimo ai 50, è in qualche modo maturato e si sta godendo le sue nuove priorità. "Non troppo però. Non sono un prete", aggiunge. "Sono ancora uno stupido coglione a cui piace far saltare i nervi alla gente, ma oggigiorno non ho l'energia per farlo". Il film mostra un Liam che si concentra di più sulla sua famiglia. Lo vediamo in viaggio con la figlia Molly, 22 anni, che ha incontrato per la prima volta solo nel 2018, e i suoi due figli, Gene, 18enne, e Lennon, 19enne, avuti da due precedenti matrimoni. Parla anche dell'amore per la sua fidanzata (che è anche la sua agente), la signora Debbie Gwyther. (La coppia ha annunciato il proprio fidanzamento questa settimana). "È la cosa migliore che mi sia capitata, e che sia capitata ai miei figli e quella roba là", dice Liam di Debbie. "Non mi fa fare i capricci, che è quello di cui ho bisogno. Avevo bisogno di un colpo in testa e di tornare fuori a fare musica. Non è ossessionata dalla fama e dai party di Gucci. Non usciamo con la cricca delle cosiddette celebrità. Sono felice che non mi faccia: 'Possiamo andare a questo bar a incontrare il cazzo di Matthew Dahonnacay?' o com'è che si chiama ... Dahoocanny? Fa: 'Rimaniamo semplicemente a casa e guardiamo Love Island e rilassiamoci'. Non fa mai: 'Matthew Cahoocanny è in città. Andiamo a fargli stalking per un selfie', a differenza di certe cazzo di mogli di certe persone".

Le serate fuori magari erano diverse in passato: è sempre stato fotografato con gente del calibro della signora Lily Allen e della signora Kate Moss. Ora, però, rifugge questo mondo. "Perché è pieno di coglioni che vogliono farti una foto con il telefonino", spiega, "ma ora le droghe sono peggiorate, per cui è pieno di coglioni con fotocamere e droghe di merda". In un'epoca in cui chiunque ha uno smartphone, un account Twitter e una ragione per sentirsi offeso, la più piccola indiscrezione può essere trasmessa in giro per il mondo in un istante. Questo ha, probabilmente, contribuito a rendere il mondo della musica più sterilizzato, il che stride nettamente con l'edonismo incarnato dagli Oasis e dal Britpop. il signor Gallagher dice che è impossibile oggigiorno far parte di una "vera e propria" rock 'n' roll band senza farsi "tagliare fuori, mozzare". Ed è questo uno dei motivi per i quali una figura così impertinente rimane una presenza rinfrescante nella cultura contemporanea.

"Se voglio comportarmi male, mi comporto male", dice Gallagher, più insolente che mai, "ma i miei figli hanno l'età a cui fanno: 'Dai, papà, stai facendo il coglione'.  Mi sono tolto questo dente e sono felice di averlo fatto. Qualsiasi stella del rock 'n' roll degna di questo nome che vada a dormire presto, vada ai musei di Picasso e tutte quelle cose deve essere buttata giù. La gente dovrebbe uscire a fare le bravate. E se qualcuno mi puntava una telecamera in faccia quando avevo 20 anni, me la mangiavo. Non avrebbe dovuto fermare lo spasso. Ma ora sono piuttosto rilassato". Quindi come trascorre oggi il suo tempo? "Mi sveglio alle 6 del mattino se non sono uscito ad ubriacarmi. Vado a fare una corsa alle 7 circa. Torno, mi rilasso, esco per pranzare con Debbie, vado al pub. Niente, in realtà. Non andiamo a fare escursioni né altro. Non andiamo ai musei ... una cosa la cerco su Google se voglio".

Si interessa di politica nella misura in cui pensa che i politici siano dei predoni (o "parlamentari succhiasoldi", come canta in The River, un brano del nuovo album) e non stanno facendo abbastanza per combattere i crimini con armi da taglio. "Ho dei figli adolescenti che vanno in giro", dice. "E poi senti quel tizio (il sindaco di Londra, ndr) che dice: 'Oh, Londra è aperta al commercio'. A chi cazzo frega di vendere un paio di banane o di pesci o del legno? Quella cosa può aspettare. Sistemate i giovani!". Se lui fosse Primo Ministro, la sua piattaforma programmatica sarebbe chiara: "Legalizzerei le droghe perché oggigiorno sono scioccanti. Ne migliorerei la qualità e ne ricaverei dei soldi. Farei tornare la peruviana. Perché al momento la qualità delle droghe non mi sta piacendo".

Ma, ehm, torniamo ai suoi figli. "Devi sentire quello che hanno da dire", spiega, dopo una rara pausa. "Negli anni ne ho combinate di diverse e possono venire a parlare con me. Non soni stupido: si godranno i frutti della vita. Sono più amico con loro che con chiunque altro. Semplicemente faccio: 'Fate i bravi con me e io farò il bravo con voi'. Onestamente sono bravi ragazzi, le loro madri hanno fatto le cose per bene".

Di mamme che hanno fatto le cose per bene lui ne sa qualcosa. Nato a Longsight, centro di Manchester, il signor Gallagher è cresciuto a Burnage con due fratelli, cresciuto da una donna irlandese single, Peggie, che chiaramente adora. Compare in As It Was ed è comparsa insieme a lui a Celebrity Gogglebox, su Channel 4. Anche se ora vive nell'esclusivo quartiere di Highgate a Londra (Sir Ray Davies e il signor Jude Law sono suoi vicini), è, come ci si potrebbe aspettare, ancora molto orgoglioso delle proprie radici. "Mio figlio Gene è rimasto deluso quando ha visto il luogo in cui sono cresciuto a Burnage", dice Gallagher sorridendo. "Ha detto: 'È quella la tua casa? Pensavo tu fossi un mascalzone!'. E io gli ho detto: 'Sono un cazzo di mascalzone!'. E lui: 'Sembra una casa elegante'. E io: 'Sì, perché mia madre le ha dato un aspetto bello'. Mi fa: 'Non so se dire la stessa cosa per te, papà'. E io: 'Non sono elegante quanto te, coglioncello. Frequenti la scuola privata e vai in vacanza a Saint-Tropez ogni sei mesi. Non so se direi la stessa cosa per te, stronzetto' ... ". Scoppia a ridere.

Considerata la sua mentalità ottimistica, e il fatto che si è riconciliato con gli altri membri della famiglia, potrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di fare pace con Noel? "Non accadrà", dice immediatamente. "Ho cose migliori da fare che preoccuparmi di cosa stia pensando lui. Sa dove sono. Devo andare avanti con la mia vita, tornare a fare musica e badare alla mia crew".

"Non cerco il titolo di cavaliere", continua. "La gente penserà che sto cercando di ottenere una parte in EastEnders o cos'altro. Non me ne fotte un cazzo. Sono una rock star. Ho un po' di figli e ho preso un po' di droghe negli anni '90. Shock e orrore! Sparatemi! Faccio esattamente quello che c'è scritto sul contenitore".

E con questo si alza dalla sedia e corre a convincere Debbie a prendere una pinta per pranzo.

Traduzione di frjdoasis (@oasisnotizie)

Source: Mr. Porter 





OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 26 luglio 2019

MTV Unplugged sceglie Liam Gallagher per il proprio ritorno in TV nel Regno Unito il 27 settembre

Il famosissimo MTV Unplugged torna in grande stile nel Regno Unito alla City Hall di Hull con un ospite d'eccezione: Liam Gallagher. Il concerto in acustico dell'ex Oasis, che il 20 settembre pubblicherà il suo secondo album solista, Why Me? Why Not, sarà registrato il 3 agosto e mandato in onda su MTV UK alle 21 (ora inglese) del 27 settembre. Durerà un'ora, in cui si alterneranno vecchie hit e brani della carriera da solista del più piccolo dei fratelli Gallagher.

"Sono onorato di esibirmi per leggendario programma MTV Unplugged. Eseguirò canzoni del mio album di debutto come solista, salito al primo posto, oltre a classici senza tempo dei grandi Oasis e alcune delle mie nuove canzoni tratte dal mio secondo album da solista Why Me? Why Not, che uscirà a breve. Mi piacerebbe molto se poteste unirvi a me, di sicuro sarà una serata biblica. P.S. Amo Hull!"’d love it if you could join us as it’s sure to be a biblical evening. P.S. I Love Hull!”

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

martedì 21 maggio 2019

ESCLUSIVA: "Vi racconto il Liam Gallagher che non conoscete e il nuovo film: dietro il fare da spaccone, un'indole buona"

Un utente del forum di fan degli Oasis Live4ever, che scrive per la rivista GQ UK, ha pubblicato oggi un'intervista che gli ha concesso a Cannes Charlie Lightening, il regista di As It Was, il docufilm su Liam Gallagher di prossima uscita. Il regista si trova a Cannes per presentare la pellicola in anteprima.

L'abbiamo tradotta per voi.

---

Charlie, come ti sta trattando Cannes?

Ora sono qui seduto nella mia stanza d'albergo a guardare il mare. È grandioso, amico. Qui non c'è nessuna 'prima' del film, ci stiamo tenendo tutto per la prossima settimana a Londra. Siamo qui per parlare di come il film sarà diffuso globalmente, penso. Troviamo un po' di persone a cui farlo vedere, parliamo con qualcun altro, vediamo che sensazione ha la gente, ma teniamo tutto per il Regno Unito perché, be', è la terra di origine e la cosa ha molto senso e lì c'è molta fame di questa cosa.

La scorsa settimana ti ho visto a Londra per la selezione della copertina di Hype e mi hai detto che eri sbalordito già per il fatto che questo film sia stato fatto. Cosa intendevi?

Penso che intendessi un progetto come questo. Ci è voluto molto tempo per metterlo insieme. Decollare all'inizio è sempre sorprendente, addentrarvisi e poi finire. Per la sua realizzazione in realtà ci sono voluti dieci anni. Ho iniziato a filmare Liam subito dopo la fine degli Oasis. Perché l'ho conosciuto negli Oasis, avendo fatto una cosina con loro verso la fine del loro percorso, nel 2009, e poi, per via del mio rapporto con Paul McCartney, Liam mi aveva chiesto di fare un po' di roba per i Beady Eye. E a quel punto, facendo un po' di dietro le quinte, dei video musicali, non ti rendi conto che stai facendo delle riprese per un film.

Come hai avuto modo di collaborare con gli Oasis?

In realtà io ero con i Kasabian. È quella la band con cui ho iniziato. Curiosamente il primo artista con cui ho iniziato a collaborare è stato Ronnie Wood, e quello mi ha condotto a fare delle robe per Kylie Minogue ... In ogni modo, mi è stato detto che c'era questa band e che la band avrebbe avuto tra le mani il disco quel finesettimana e che avrebbero organizzato una festa in una fattoria di loro proprietà e mi chiedevano se avessi voglia di registrarlo con loro. Ed erano i Kasabian. E quando sono diventati più famosi, sulla scorta di quello, ho iniziato a lavorare con JK dei Jamiroquai e poi quello ha fatto in modo che il mio lavoro fosse notato da McCartney.

E come hai conosciuto Noel e Liam?

Be', i Kasabian avevano fatto da gruppo spalla agli Oasis in America e io stavo facendo un film sulla creazione del secondo disco dei Kasabian. Noel e Liam sono venuti in studio ad ascoltare il loro album. E fu allora che li incontrai per la prima volta e quella serata finirono per trascorrerla con me. Serge e Tom dietro il bancone per la colazione nella cucina di Liam. Liam che letteralmente mi suonava canzoni che aveva scritto e che non ce l'avevano fatta ad entrare nel disco degli Oasis. E all'epoca, e non sto dicendo questo solo con il senno del poi, pensai: ?Wow, queste canzoni hanno qualcosa'. E poi vennero i Beady Eye e io per così dire partii con lui in viaggio, sai ...

Qual è stata la tua prima impressione di Liam?

Be', anch'io sono cresciuto a Manchester e ricordo di aver visto Live Forever e di aver pensato, come tutti: "Chi diavolo è questo? Cosa diavolo è questo?". Ero un po' piccolo per gli Stone Roses e quel lato di Manchester e degli Oasis arrivò proprio al momento giusto per me, con la giusta atmosfera. Erano semplicemente questi ragazzi con le giacche Sprayway, i parka, ed erano semplicemente fighi. La mentalità era proprio elettrificante. Ci fu Definitely Maybe e quello definì chiaramente la loro posizione. E ripensandoci ora si percepisce in modo netto come fu innovativo quel disco. Ma io ricordo (What's the Story) Morning Glory?, be', di quel disco tutti avevano una copia. E univa non solo i miei amici, ma la mia generazione attraverso la musica e attraverso una band. Era la prima volta che succedeva per me e fu potente.

All'inizio Liam ti intimidiva?


Dio, sì. Cioè, lo hai incontrato, sai come può essere, ma Noel può essere più facile da conoscere in modo diretto, mentre Liam sa essere un po' più guardingo. Ricordo che andavo alla O2 per guardare i Verve con un mio amico ed eravamo fuori dal foyer, pronti ad entrare. Mi squilla il telefono: era Tom dei Kasabian. "Charlie, che stai facendo?". Gli dissi che sarei andato a vedere i Verve tra un minuto ... Mi fa: "Ascolta, siamo ad Abbey Road con gli Oasis e ci stanno facendo sentire il loro nuovo disco. Vieni subito qui". Subito dopo sento armeggiare con il telefono e sento un'altra voce che dice: "Chi è al telefono?". È Liam. "Sono Charlie", gli dico. "Charlie chi?". "Charlie Lightening". "Charlie Lightening?". È stato l'inizio della nostra conoscenza. Poi il telefono passa a Noel che mi dice: "Charlie, ascoltami bene, c'è un pezzo che si chiama The Shock of the Lightning. Vieni qui, amico". E così fu: chiusi la chiamata e filai dritto ad Abbey Road.

Com'era l'atmosfera lì?

Be', per come era stato al telefono, quando sono arrivato lì non sapevo se si sarebbe comportato in modo strano con me o no. In ogni caso sono entrato e loro erano a metà della riproduzione del disco. Entro e Liam fa: "Whoa, whoa, whoa ...". Si zittisce e viene verso di me, mi mette il braccio attorno al collo e fa: "Dobbiamo ricominciare, perché questo stronzo non ha sentito niente di tutto questo". E poi me lo fanno risentire da capo. E con gli Oasis è questa la cosa: registrano la voce proprio alla fine, quindi Liam procede a cantarmi tutto il disco, nell'orecchio. Quindi è facile fraintendere una situazione con Liam. C'è un suo lato molto accogliente e un'indole proprio buona dietro quel fare da spaccone. Poi sono stato fortunato abbastanza da incontrare molti dei miei idoli, ma c'è qualcosa in Liam: rimane fedele a se stesso. Non ci sono balle con lui, ma onestà e cuore in mano.

Il film comincia dalla fine degli Oasis, a Parigi nel 2009 . Tu c'eri. Come fu?

Finì e già l'indomani penso che il resto di loro decise di proseguire. Un mese dopo lo scioglimento degli Oasis erano tutti a casa di Gem, semplicemente perché volevano avere qualcos'altro da fare. Non volevano starsene lì seduti a leccarsi le ferite. E forse la cosa accadde troppo presto. Avevano un demo e poi all'improvviso la casa discografica - era ancora quella degli Oasis - sentì i demo, disse che c'era un album e poi partì tutto a valanga da lì. Non fu prima della fine dei Beady Eye, con la successiva implosione di tutto il resto, il divorzio e così via, che Liam si rese conto che sarebbe potuta essere la fine di tutto. Tutto si fermò. Penso che con i Beady Eye la stampa non volesse che la cosa funzionasse o non voleva che lui funzionasse. Amo alcune di quelle canzoni e penso che molte delle cose che lui ha fatto in quella band siano fantastiche, ma non gli fu data alcuna possibilità. È come se Noel e Liam litigassero, litigassero e litigassero ... e poi si sentì un po' perso. Il film spiega dove si trovava e come la sua vita stesse attraversando delle difficoltà.

C'è stato il divorzio da Nicole. Il fatto che i Beady Eye non stessero funzionando. Le cose andavano male. Quando qualsiasi cosa finisce, hai bisogno di tempo per riflettere. Non ha avuto modo di fare nulla di tutto quello. E ricordati che lui era Liam Gallagher negli anni '90, la persona più famosa del mondo ad un certo punto. Ma anche in termini di destino e di viaggi e tutto quello, devi attraversare il bene e il male per apprezzare cosa sei e cos'hai o cosa avevi. A lui era stato detto: "Sei solo il cantante". Anche il modo in cui facevano i dischi, con la parte vocale piazzata lì proprio alla fine, Molto dispotico. Lui è un cantautore sottovalutato. Come dice nel film, "sono un cantautore con non molte canzoni". In realtà è piuttosto umile a questo proposito. La cosa fantastica di Liam è che sa quello che non gli piace. Non ci sono infingimenti. Dal punto di vista creativo, anche nei Beady Eye, Gem e Andy assunsero il ruolo di Noel, lavorando più come produttori, penso, e Liam arrivava, faceva la sua cosa e poi se ne andava. Era lì per molto tempo, ma non è un produttore che vuole lavorare ad un sound per ore. Ma sul secondo album dei Beady Eye c'è una canzone che si chiama Evil Eye, che tu forse non hai mai sentito, dato che non è entrata nell'album, ma era una traccia bonus dell'edizione speciale giapponese, ed è eccezionale. Molto semplice, molto Beatles, ovviamente, ma molto melodica. È un grande autore, aveva solo bisogno di tempo per coltivare la cosa.

Quanto è stato importante l'impatto di Debbie Gwyther, che ora è la sua fidanzata e manager, sulla vita di Liam sia sul piano professionale che personale? Lei è una forza con cui fare i conti, no?

Oh, l'impatto di Debbie è stato enorme. Lo ha salvato in molti modi. Non sapeva cosa fare o come farlo. Come dice lui nel film, lei gli dà un calcetto nel culo, gli spiega: "Forza, non è morto nessuno" e gli dice di concentrarsi di nuovo sulla musica. Lo ha sostenuto in alcuni tra i periodi peggiori. E semplicemente si amano, capisci cosa intendo? È tutto nel film. Vedi come è stretta la loro relazione, come ognuno di loro tiri fuori il meglio dlel'altro. Di nuovo, è una meraviglioso che io sia stato in grado di catturare questo, dato che quello che stavo facendo io era in realtà parlare di questo suo ritorno musicale. Non stavo facendo un documentario sulla vita sentimentale di Liam, ma Debbie, e ora la sua famiglia, sono talmente parte di tutto quello, che risplendono per tutto il film, si spera.

Com'è stato filmare con i figli di Liam?

Dico sempre che la parte più importante del mio lavoro è sapere quando non filmare. Sta lì l'abilità. E in realtà non è neanche un'abilità, ma è semplicemente essere sensibili verso gli esseri umani. Abbiamo registrato dei filmati fantastici di Liam e dei suoi due figli, Lennon e Gene, quando si sono incontrati a Bruxelles per andare ad Amsterdam. È una cosa dolce, affascinante e spassosa e veramente onesta e naturale. Penso che nessuno abbia mai visto Liam così, sai. Ci sono stati momenti, ovviamente, in cui io chiedevo: "Posso filmare un po' in camerino?". E lui mi faceva: "No, sai, a me non può fregare di meno". E va benissimo. Neanche io vorrei una videocamera puntata su di me tutto il giorno, che mi segua in giro. Ovviamente, a volte siamo semplicemente degli amici e quello facilita, e la natura di questi filmati grandiosi è questa: semplicemente mi sono trovato lì in alcuni momenti speciali perché siamo amici e non è una cosa prestabilita. Non c'è nesso né logica, e c'è una fiducia. Penso anche che il fatto che io lavori con Paul McCartney abbia aiutato. Lui è un Beatle, dopo tutto, e quello che va bene per un Beatle va bene per Liam, in qualche modo.

Liam è lo stesso sia a telecamere spente che a telecamere accese?

Sì, ma con Liam è sempre così. Non ci sono due Liam. Se è felice è felice, se non lo è non lo è, e  lo hai visto in base a come è.

La scena con la mamma di Liam con la madre Peggy è incredibile, davvero intima e "cruda".

Be', quella è proprio eccezionale, no? Lei non ha mai traslocato, non ne ha mai sentito l'esigenza, quindi al piano di sopra c'è la camera che Liam e Noel condividevano, ha ancora la stessa placca dorata con la scritta "Camera di Noel e Liam" attaccata alla porta. Stupefacente. Ma è stata tutta un'idea di Liam filmare quello e tutto il resto. Hanno sempre voluto comprarle una casa, ma lei non si è mai voluta allontanare dai suoi amici e così via, quindi penso che le abbiano comprato un cancello nuovo o non so cosa. Credo, però, che in virtù del mio rapporto con Liam siamo riusciti ad entrarci e fare quello che abbiamo fatto, parlato di Noel e della famiglia e così via. Non lo so, ma non penso che con qualcun altro avrebbe funzionato. Per me è quella la scena clou del film. Mentre eravamo nella loro vecchia camera, lui racconta storia di come loro non avessero niente da fare, fumavano cicche e ascoltavano Jimi Hendrix. Verso la vine della chacchierata si sente la mia voce che chiede: "Quindi ti mancherà di sicuro Noel, no?". Ma pensare che fu lì che cominciò tutto, in quella piccola stanza di Manchester, come dice lui, è una cosa piuttosto cosmica.

L'ombra di Noel si proietta nel corso del film?

No, proprio no, ci sono ancora quelle domande e quella relazione ancora c'è o non c'è.  Alla fine il tastierista, penso, dice: "Penso che Noel sopravvaluti l'importanza della musica e sottovaluti l'importanza di Liam". E fa notare come: "Sono sicuro che Liam non sappia fare nulla senza chiedersi cosa ne pensi suo fratello. Ogni cosa che tralascia o mette nello show è quasi esclusivamente fatto per un pubblico costituito da una persona". Le domande di Noel sono lì, ovviamente, ma non dominano. Come dice Liam, "Noel è diventato un grandissimo stronzo, mentre io sono ancora uno stronzo".

È stato frustrante il divieto di usare le canzoni degli Oasis per il film, divieto impostovi da Noel?

Sì, ma quello rientra nelle cose da fare. Prima lo recepisci, poi la cosa la superi. E in qualche modo è la cosa migliore che ti sarebbe potuta accadere. Dimostra, ancora una volta, che Liam è una persona che può fare da sé e che volere è potere.

Liam con un fan a Mykonos (Grecia) il 20 maggio 2019
Mi è piaciuto un sacco il pezzo a San Francisco, l'attraversamento del Golden Gate Bridge.

È una scena rivelatrice. Come dice lui, Liam, all'età che ha ora si alza la mattina e fa quelle piccole corsette mattutine, solitamente ad Hampstead Heath, North London. Alle 9.30 del mattino la sua giornata è finita. Si sveglia molto presto, alle 4 o alle 5 del mattino, fa la sua corsa e poi prende il caffè. Poco dopo la sua giornata è finita, già alle 10. Ronza nella vita, Liam. Dice sempre: "Dobbiamo andare a fare questo o andare a fare quello?". Ci siamo svegliati presto, molto presto, e siamo andati in auto sul ponte in modo da riattraversarlo di corsa facendo il percorso inverso. E ho fatto una chiacchierata con lui. Il sole stava sorgendo ed c'era la pace, e lui era di ottimo umore. Mi ha detto: "Se qualsiasi rock star 20enne degna di questo nome dicesse che vuole svegliarsi presto per attraversare correndo il Golden Gate Bridge, sarebbe fuori dalla band. Sarebbe immediatamente fuori dalla band".

Liam Gallagher sta appendendo le scarpe della rock star al chiodo?

Ma lui la roba rock l'ha fatta tutta, ora quella roba la fa ronzando. Era semplicemente un momento meraviglioso e lui si chiedeva se avrebbe visto di nuovo l'America e, in qualche modo, sarebbe andato in tour a suonare nuova musica, in qualche modo, quindi era felice per il sol fatto di trovarsi lì. L'unica differenza ora è che, come dice lui scherzando: "Non mi faccio otto grammi prima di salire sul palco, solo due". Quello che la gente non capisce è quanto ci tiene al concerto. Quando la sua voce è fottuta lui è il primo che è dispiaciuto quanto i fan. La gente pensa che in passato lui fosse un po' irresponsabile e via dicendo ... Ora no. Vuole quel palco e vuole essere di fronte a quel microfono. Non preoccupatevi, però, non sta andando da nessuna parte, non esiste questa possibilità. Essere una rock 'n' roll star è proprio quello che è lui. Non sa come si faccia nient'altro.

traduz. by frjdoasis (@oasisnotizie) 




OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails