Durante la chiacchierata con Jo Whiley su BBC Radio 2 (audio qui), andata in onda il 15 giugno, Liam Gallagher ha raccontato ancora una volta di quando, adolescente, incontrò Shaun Ryder degli Happy Mondays e ha svelato il segreto degli Oasis: quell'incontro, gli Stone Roses e i furgoni.
"Ovviamente Noel si era appassionato agli Happy Mondays prima di noi. La prima volta che vidi Shaun Ryder facevo l'operaio, scavavo buche per una ditta irlandese, la Murphy's o la Paddy's, o Paddy, non ricordo. Guidavamo verso Withworth Street e vidi un piccolo skinhead. Fu in quel periodo. Aveva questa giacca blu con questi grandi pantaloni brillanti a zampa d'elefante. Pensai: 'Chi è quello? Sono sicuro che si tratta di uno degli Happy Mondays'. Poi andai a vederli, credo alla Albert Hall a Manchester".
"Come fu? Grandioso. La scena di Manchester ... io ero pronto per tutta quella roba, capisci? E poi tutta quella roba mi ha aperto altra roba più classica. Tornai indietro nel tempo e iniziai ad appassionarmi ai Beatles e ai Rolling Stones, ai Kinks e agli Who e tutta quella roba, ma senza tutti quei furgoni non sarei arrivato dove sono ora".
Jo Whiley ha poi fatto ascoltare a Liam un estratto di un'intervista che la conduttrice aveva fatto a lui e a suo fratello nel 1994 e gli ha chiesto se con quelle parole volesse "provare a fare il figo" per impressionare la rivista NME, che all'epoca era molto importante.
"Eravamo fighi, non provavamo ad esserlo", ha detto Liam. "Non ci importava di impressionare l'NME. Non ci interessava comparirvi o meno. Saremmo comunque arrivati ai ragazzi anche se non fossimo stati sulle copertine, perché eravamo in giro a fare concerti. E di questo molta gente si è dimenticata. Gli Oasis non erano famosi perché qualche tizio della radio o di una rivista ci montava, ma perché eravamo in giro a fare concerti, suonavamo ogni sera e arrivavamo ai ragazzi in quel modo, capisci? Ovviamente quello ci ha aiutato un po', ma saremmo emersi comunque. Saremmo comunque arrivati ai ragazzi, perché eravamo in giro a fare quello che dovevamo fare. Oggi ci sono molte band e nessuna prende il furgone per andare a fare concerti".
"Abbiamo avuto i nostri momenti", riflette Liam. "C'erano giorni in cui eravamo grandiosi e giorni in cui non lo eravamo. C'erano giorni in cui non avremmo dovuto scendere dal letto, ma se ci ripenso credo che per l'80% siamo stati decenti".
"Com'era sentire la pressione delle case discografiche? Io non ero l'autore delle canzoni, per cui immagino che alzarsi e dover inventare canzoni, se fai un grande album per l'anno successivo per le case discografiche ... Io me la spassavo, non ho mai parlato con le case discografiche, non perché non mi piacciano, ma perché non c'è molto da dire. Io mi alzavo e facevo quello che dovevo fare, ma immagino che essere il paroliere all'epoca ti mettesse pressione, ma non era una cosa mia. Io ero fuori a divertirmi e penso che sia questo l'elemento chiave del fare parte di una band. Noi eravamo in giro a divertirci. E per il resto penso che fossimo piuttosto fichi".
Decisivi per gli Oasis furono anche gli Stone Roses. Il cantante ha voluto mandare in onda I am the Resurrection, canzone simbolo della band che gli ha cambiato la vita.
"Senza quella band non sarei qui", ha detto Liam. "Andai a vederli all'International 2 di Plymouth Grove, a Manchester. Penso che sia stato il primo concerto a cui sono andato. Quando Ian Brown è salito sul palco ho detto: farò questo. Prima di chiamarsi International 2 si chiamava The Carousel e, ironia della sorte, fu proprio su quella pista da ballo che si incontrarono i miei genitori. Ebbi lì la mia epifania per fondare la band. Ed eccoci qui oggi".
traduzione e trascrizione di oasisnotizie
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Durante la chiacchierata con Jo Whiley su BBC Radio 2 (audio qui), andata in onda il 15 giugno, Liam ha raccontato dei particolari sulla villa che ha comprato nel sud della Francia e sui rapporti con i figli e la madre Peggy.
"L'ultima cosa per cui ho speso un bel po'? Probabilmente la casa in Francia. Odio quando mi svuotano, ma è stato quello. Al momento non mi fido delle banche. Non si tratta di sostenere teorie del complotto, ma è così, non mi fido di nessuno, perché se ne stanno seduti lì e io penso: 'No!' e in testa mia faccio: 'È andata!', per cui è bello tirarsene fuori piuttosto rapidamente e superare la cosa".
"Ho preso la casa in Francia per portarci mia madre e i miei figli. Andare a Mustique iniziava a costare un po' di soldi per 20 di noi, capisci? Trascorro molto tempo con la famiglia? Sì, ci vediamo quando possiamo. Loro hanno le loro cose da fare, ovviamente, non si esce mica con il proprio padre tutte le volte, ma se riescono a trovare un momento, se riescono a prendersi una vacanza io faccio: 'OK, andiamo laggiù, stiamo insieme lì e vediamo cosa abbiamo da raccontarci' ...".
"Cosa facciamo in vacanza? Ci facciamo due risate. Di certo non ce ne stiamo seduti a leggere libri o a discutere di un dipinto di Rembrandt o com'è che lui o lei si chiama ... Ci divertiamo. Mangiamo, discutiamo. Semplicemente ci divertiamo".
"Quando ero più giovane come padre non ero molto vicino ai miei figli, onestamente. C'ero, ma non tanto, capisci? Per il motivo che era, quindi è bello esserci ora. E ora anche loro capiscono la situazione, perché anche loro hanno dei piccoli postumi della sbronza e ti dicono: 'Papà, ora capisco. Tu andavi lì e poi ... oggi non esco, perché ...'. Pensavo che tu fossi un cattivo padre perché eri a letto con i postumi della sbronza. Ora lo comprendo' ... Quando chiedi a loro di venire a trovarti a casa loro ti fanno: 'No, sono stato in giro fino alle 6 del mattino'. Quindi lo capiscono, perché vanno alle feste. E va bene".
"Mia madre Peggy la vedo, anche se non quanto dovrei, ma parliamo ogni giorno. Sta bene. Sì, non proprio ogni giorno, ma ci sentiamo per messaggio. Non che ci sia molto di cui parlare oltre che del tempo, capisci? 'Caldo fuori, no?'. 'Sì'. 'Temporali più tardi'. 'Sì!'. 'Vieni per il tè?'. 'Non ne sono sicuro'. 'Ci sentiamo domani' ... Sta bene, però, e a breve la rivedrò. Andremo in Francia".
"La casa in Francia apparteneva a Noel Edmonds, che ha fatto un ottimo lavoro per gli interni, per cui non toccherò niente, dato che va tutto bene. Sì, lì c'era mister Blobby che aveva una bambola gonfiabile di nome Sandra. Hai presente quei taxi neri su cui andavano in giro i VIP tra cui Kate Moss, per non occupare la corsia degli autobus? Lui ne aveva uno e aveva messo una bambola gonfiabile all'interno vestita elegante per qualche bizzarro motivo. Voleva sapere se io la volessi in casa e io gli ho detto: 'Buttala fuori! Mi fa paura!'. Aveva gli occhiali da sole, cappello da baseball e parrucca bionda. No!".
trascrizione e traduzione di oasisnotizie
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Durante la chiacchierata con Jo Whiley su BBC Radio 2 (audio qui), andata in onda il 15 giugno, Liam Gallagher ha raccontato vari aneddoti sulle proprie passioni e la propria infanzia.
"Il mio dessert preferito? Il babà con il rum. È come una ciambella con rum e dentro crema. Lo facevano in un posto di Londra che si chiama The Ivy. Ovviamente lo vendono anche in altri posti o da McDonald's, ma per qualche bizzarra ragione hanno smesso di prepararlo al The Ivy. Non lo fanno più lì".
"La caratteristica più fica della mia casa? Ho dei bei quadri, ma mi piace la mia carta da parati, è strepitosa. È come Kew Gardens. Non so bene come la facciano, Debbie lo sa, ma è costosa. È come stare ... Ho molti fiori ovunque ed è piuttosto psichedelico. Sì, abbastanza fico, non è qualcosa che ti aspetteresti. Ho un sacco di fiori. Se mi piace il giardinaggio? No, non mi piace sporcarmi le mani. Ho dei giardinieri che vengono a casa a fare tutto per noi".
"Quali scarpe da ginnastica indosso oggi? Ho le mie. Quando avevo 16 o 17 anni eravamo ossessionati dalle Dunlop Green Flash. Non ricordo quanto costassero, ma ne prendevi un paio ogni settimana, perché erano proprio economiche. Le potevi martoriare, potevi andare a vedere concerti con quelle scarpe, non aveva importanza. Poi hanno cominciato a produrle in vari colori, ma le mie preferite ... mi piacciono quelle che abbiamo fatto uscire, le Adidas Barrington".
"La prima canzone che ho comprato era di Tricky Tee. Molti miei amici all'epoca erano presi dall'hip hop e io flirtavo con questa musica, capisci? C'era I Need Love di LL Cool J, ma quella di Tricky Tee era Johnny the Fox, no? Sì, quella".
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Nel corso della chiacchierata con Jo Whiley su BBC Radio 2 (audio qui), andata in onda l'altro ieri, Liam ha rievocato la propria infanzia.
"Mia madre metteva su molta musica irlandese, molte canzoni di Foster and Allen e roba così", ha raccontato. "Mio padre era un po' un DJ o si immaginava tale nei social club irlandesi, quindi faceva sentire molta di quella roba. Poi arrivò Top of the Pops e noi lo pregavamo di guardarlo in modo che lo registrasse, per cui lui lo registrava e non tirava fuori i suoi dischi, ma i suoi nastri".
"Mio fratello maggiore Paul era preso dai Jam, Noel dagli Smiths. Io all'epoca non sentivo la musica, ero più in giro. Se ricordo in particolare qualche esibizione a Top of the Pops? Non ce n'era una che spiccasse, in realtà. Se ne stavano tutti lì seduti, o gli Smiths o i Jam. Non faceva per me, a me piacciono anche gli stupidi, capisci? Forse le puntate natalizie erano belle. Ricordo i Five Star".
"Qual è il mio titolo professionale? Oh, sicuramente è stella del rock 'n' roll. Non sono neanche un intrattenitore. Di sicuro non sono un anti-intrattenitore, voglio solo cantare e toccare le persone più che assicurarmi che si stiano divertendo andandomene in giro".
"Il mio primo lavoro? Sono stato cacciato presto dalla scuola, a quindici anni, ben prima del momento in cui avrei dovuto andarmene. A che età si lascia la scuola? A diciassette anni o qualcosa del genere. A quindici anni, appena prima degli esami, per cui sono stato cacciato perché davo sui nervi alle persone. E mi hanno mandato in questo centro di giardinaggio in cui costruisci steccati e roba così. Ho fatto un po' di quelle cose, iniziavo a lavorare alle 8 e finivo alle 12 di venerdì, per cui i miei amici rimanevano a scuola per altre tre ore dopo che io avevo finito".
"Guadagnavo 50 sterline a settimana, il che era buono. Scuotevo il cinquantone sulle ringhiere quando alle 12 passavo sulla mia bicicletta di motocross (BMX). Come lo spendevo? Dio lo sa ... vestiti, forse, scarpe, scarpe da ginnastica e roba così".
"Poi ho fatto un altro lavoro. E poi ho lavorato con mio padre per un po'. Sono tornato a vedere mio padre, che era un costruttore. E andata bene? Per niente. Ci ho guadagnato l'abbronzatura. Ero davvero in forma per avere sedici anni. Ho provato un po' di lavori, ma niente di eccessivo. Il rock 'n' roll era migliore? Ovviamente".
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Non si è fatta attendere la replica di Liam Gallagher alle parole pronunciate da Noel nel corso di un'intervista concessa negli Stati Uniti qualche giorno fa.
Noel (video sottotitolato in italiano qui) aveva invitato Liam a chiamarlo se davvero vuole la reunion degli Oasis: "Ti sfido, chiamami! Tanto non lo farai, perché se fossimo nella stessa stanza Dio solo sa cosa succederebbe. Liam continua a ripetere che la reunion sta per avvenire, alza le aspettative delle persone in tutto il mondo, poi mi viene fatta una domanda in merito e sembra che sia io quello che stronca la cosa".
Interrogato da Jo Whiley su BBC Radio 2 (audio qui), nell'intervista mandata in onda ieri Liam ha detto: "Il fratellone è stato chiamato più volte e gli è stato chiesto di rimettere insieme la band, ma capita che lui voglia la reunion proprio ora che ha appena pubblicato un album. Per come la vedo io non accadrà. Io non lo chiamerò e lui mi chiamerà".
"Lui ha sciolto la band secondo le sue regole e io la rimetterò insieme secondo le mie. Io sono una persona ragionevole, ma io sono buon amico dell'universo e abbiamo dei modi per farlo accadere, perché alla fine succederà che lui mi chiamerà. Lui ha sciolto la band perché voleva fare il solista. Nessuno sapeva che sarebbe successo e non si scioglie una band come quella quando le persone hanno ... Sai, è una cosa importante. Se voleva fare la carriera da solista andava bene, io sarei stato felice di prendermi due anni di pausa, ma lui ha staccato la spina così, bump, e credo che questo sia cattivo".
"A me è stato chiesto tante volte della reunion, ma non mi giro e faccio ... io sono come tutti gli altri, ci rido. Non faccio: 'Accadrà la prossima settimana, fidati di me!'. Io penso che succederà".
"Faccio ancora il muso perché lui ha gettato il suo fratello minore sotto un bus e io ho ancora bollette da pagare e anche chiunque abbia lavorato per gli Oasis. E avevamo anche dei sogni, per cui non si fanno quelle cose", ha continuato Liam. "Ovviamente faccio ancora il muso e vedremo".
A Liam è stata fatta sentire l'intervista del 5 giugno negli Stati Uniti in cui Noel dice: "Ti sfido, ti sfido, chiamami!". "Sembra un wrestler, Ric Flair, quando dice: ti sfido, ti sfido. Mi mette di brutto umore", ha detto l'ex frontman degli Oasis, ridendo. "Cosa intende quando dice che solo Dio sa cosa succederebbe se fossimo nella stessa stanza? Dio solo lo sa, penso che mi farebbe il solletico come con uno spolverino. Non lo so".
Jo Whiley ha detto che questa situazione è difficile da sopportare per mamma Peggy. "Lei lo ha superato, a lei non importa", ha risposto Liam. "A Noel il ramoscello d'olivo è stato offerto molte volte. Se l'ho chiamato personalmente? No, non ho il suo numero. Mi chiamerà lui, so che lo farà, perché glielo farà fare l'universo. Ecco cosa accadrà".
"Ho fatto qualcosa di sbagliato? Non quanto faccio di norma. Eravamo una band rock 'n' roll, non eravamo i Tweenies, capisci? Lo vorrei chiamare per il nostro rapporto? Sarebbe bello per mia madre".
"Non mi frega nella band, la band tornerà insieme quando tornerà insieme, ma sarebbe bello che due fratelli parlassero e per mia madre e tutto quello. E l'altro mio fratello. E la famiglia mia e la famiglia di Noel non si vedono da anni. E i miei figli non si vedono con i figli di Noel. Quello sarebbe fantastico e poi torneremmo al lavoro. Se non rimettiamo insieme la band, quello sarebbe bello, capisci?".
Alle insistenze della giornalista, che chiedeva a Liam di telefonare a Noel, il cantante ha infine replicato: "Ce l'hai il suo numero? Allora chiamiamolo! Non fare la stupida. Possiamo voltare pagina?".
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Ieri Liam Gallagher è stato ospite di Jo Whiley su BBC Radio 2 per una lunga chiacchierata (audio qui). In apertura l'ex Oasis si è detto lieto della fine della stagione calcistica, a causa dello stress che comporta per lui che è un grande tifoso.
"Sto bene, mi sento solo un po' debole a causa delle partite di calcio, ma sopravviverò", ha detto il cantautore rispondendo alla domanda su come stesse. "Quella roba è terminata e torno al lavoro, perché tra tre settimane ho un concerto. Quindi a parte quello sto bene".
"È stato incredibile, ma nello stesso tempo è stato anche un incubo", ha detto Liam sulla stagione del Manchester City (che ha centrato il cosiddetto treble, il tris di trofei), "perché l'Arsenal ci ha dato del filo da torcere in campionato e la mia compagna (Debbie Gwyther, ndr) è tifosa dell'Arsenal, per cui ci sono state un po' di arrabbiature e porte sbattute, sai. E molte risate e molti riti vudù, del tipo: 'Stai esagerando con quel rossetto rosso, tesoro', capisci? 'Di solito non porti un rossetto rosso folle e marcato!'. 'Certo che sì! È un rito vudù, sai, per l'Arsenal'. Molta roba simile, quindi sì, sono felice che tutto questo sia finito".
"Immagino che per un bambino di cinque o dieci anni sia grandioso, ma per noi è stressante. Io ho 50 anni e sono distrutto, ho ripercussioni da eccitazione ed esultanza, perché dopo la partita o durante la partita mica ti siedi a bere una tazza di tè, no? Sono felice che ora sia tutto fatto e finito".
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Ecco altre dichiarazioni dell'intervista concessa da Liam Gallagher a Jo Whiley su BBC Radio 2, trasmessa ieri (audio qui).
Sabato 10 giugno il Manchester City ha vinto la UEFA Champions League battendo in finale l'Inter. Come ha festeggiato, Liam?
"Era sabato e abbiamo continuato a fare festa fino a domenica sera e poi forse lunedì mattina. Con chi ho festeggiato? Solo con gli amici e la famiglia a casa".
I tuoi figli sono tifosi del City?
"Molly è tifosa del Liverpool, per cui con lei non parlo tanto ... Lennon è tifoso del City, ma non gliene importa più di tanto, è venuto a casa per spassarsela un po'. Gene è proprio un tifoso appassionato ed è anche rumoroso, bisogna raffreddarlo".
Sei amico con qualcuno dei giocatori del Manchester City?
"No, non è una cosa che cerco. Qualche volta ho incontrato qualcuno di loro, ma non sono uno che ... non sono come il fratellone (Noel, ndr), che è lì a stalkerarli ogni due minuti negli spogliatoi quando sono seminudi dopo aver profuso uno sforzo di novanta minuti. Non faccio quelle cose. Come sai, non sono una signora della notte delle celebrità, come si suol dire, capisci? So starmene per i fatti miei".
Intervistato da Jo Whiley su BBC Radio 2 (audio alla fine del post), Noel Gallagher ha parlato di Council Skies, disco in uscita il 2 giugno.
"È un album piuttosto riflessivo", ha detto Noel. "È stato scritto durante il periodo di quarantena per la pandemia nel 2020, che è un periodo della nostra vita al quale nessuno vorrebbe tornare, ma dato che ha attinenza con questo disco ci siamo dovuti tornare. Sai, quando si rimaneva svegli nel cuore della notte, quando tutti erano a letto, e ci si chiedeva quanto questa cosa sarebbe durata. Ho iniziato a scrivere canzoni molto riflessive. Sai, i temi degli album di solito spuntano solo quando finisci di scriverli e quando li stai ascoltando per te stesso e ti chiedi cosa siano. Sembra un album piuttosto riflessivo e introspettivo. C'è speranza in ogni canzone, ovviamente, ma finisce in modo tetro, devo dire".
"We're Gonna Get There in the End è un demo che ho pubblicato durante la quarantena. È un periodo tetro se ripensi al fatto che non era mai successo prima. Nessuno sapeva quando sarebbe giunta la fine di quella cosa. Quella canzone l'ho scritta una sera, l'ho diffusa e, cosa prevedibile, tutti ne sono andati matti. Non si adatta all'umore del disco, per niente, perché è troppo allegra. La gente ne andava matta così l'ho aggiunta all'album. Il disco ha dieci brani, poi c'è un vuoto significativo e poi viene la traccia undici, che dal vivo comunque sarà fantastica ed è una cosa gioiosa".
In un'intervista concessa di recente alla rivista Mojo, a proposito del nuovo disco Noel ha detto: "È piuttosto riflessivo, ma non nostalgico. Forse (lo è) Easy Now, che è oasisiana, ma le canzoni hanno un certo umore che va per alti e bassi. Pretty Boy è una fottuta canzone da festa. È il mio quarto album in studio e comprende, credo, qualunque cosa io abbia fatto negli ultimi tredici anni".
"Ho scritto il disco con una chitarra acustica, cosa che facevo in passato. È stato il ruolo che mi ha fatto abbandonare David Holmes quando componevo in piedi davanti ad un cazzo di sintetizzatore per Who Built the Moon?. E tutta quella roba era così lontana da quello per cui ero noto ... Le migliori canzoni che ho scritto sono state sempre inclusive, parlavano del 'noi' più che del 'me', sai".
Noel si è anche soffermato sulla propria libertà artistica e ha parlato di come vive le critiche dei fan più 'puristi', che storcono il naso di fronte ai suoi cambi di direzione musicale.
"A volte ho l'impressione di difendere il mio diritto di fare musica che non sia fottuto indie rock e di saltellare qui e là artisticamente. Quando scrivi Pretty Boy o Black Star Dancing senti che devi giustificarti, spiegare perché lo stai facendo, dato che la gente vuole che tu riscriva la cazzo di Don't Look Back in Anger quattordici volte per ogni album".
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Qualche settimana fa Noel Gallagher ha parlato con Jo Whiley di BBC Radio 2 (audio alla fine del post) prima della diffusione in esclusiva mondiale del suo nuovo singolo, Dead to the World, estratto dall'album Council Skies, in uscita il 2 giugno.
In questa occasione l'ex chitarrista degli Oasis ha svelato l'origine del suo nuovo brano e il significato del titolo.
"È molto alla Burt Bacharach, è una delle mie canzoni preferite tra quelle che ho scritto, in particolare degli High Flying Birds", ha spiegato Noel. "Se qualcuno mi chiedesse di cosa parla la mia band, c'è una mezza dozzina di canzoni che suonerei per farlo capire e quella è tra queste. È molto, molto, molto orchestrale. Non c'è nessuna batteria, ci sono solo io con una chitarra acustica, un pianoforte, un'orchestra e un bassista. È fantastica. È davvero grandiosa, la amo".
Jo Whiley ha poi chiesto a Noel di cosa parli la canzone. E qui il musicista ha raccontato un aneddoto.
"A dire il vero, stranamente quando vado in Argentina sto in questo particolare hotel e i fan argentini sono, senza dubbio, i più grandi del mondo", ha detto Noel. "Non so se con le altre band succede questo, ma con me succede questo. Mi ritrovo un sacco di ragazzi che stanno fuori da questo hotel 24 ore al giorno e lo fanno a turni e durante il turno di notte portano sempre le loro chitarre. E ricordo una notte, l'ultima notte che ero lì, non riuscivo a dormire, mal di fuso o qualcosa del genere ... e suonavano canzoni degli Oasis e degli High Flying Birds nel parcheggio".
"Tutti sbagliavano le parole e io ero seduto lì a bere qualcosa e dicevo: 'Non sono le parole giuste'. E quella canzone è iniziata parlando di me che scrivevo una canzone al riguardo. Uno dei versi della canzone dice: 'Sto per scriverti una canzone, non mi ci vorrà molto e puoi cambiare tutte le parole, ma le sbaglierai comunque'. È iniziata così e poi ha finito per essere la seconda strofa, ma immagino sia una canzone piuttosto personale. Immagino che quando le persone la ascolteranno capiranno perché, ma parla di quando si è troppo stanchi per discutere. Sai che c'è il modo di dire 'morto per il mondo'. Ho dovuto spiegare alle ragazze francesi della band cosa significava. È come quando sei nel sonno più profondo. Sì, è davvero una canzone bellissima. Purtroppo non penso che avrò modo di suonarla dal vivo, perché è troppo orchestrale. Forse se riusciamo a suonarla una volta sola con l'orchestra da qualche parte ... Potresti fare tutte le parti di tastiera, ma non quella cosa che provi a proiettare, ma è una canzone grandiosa".
Intervistato da Jo Whiley il 22 febbraio per BBC Radio 2, Noel Gallagher ha raccontato (audio qui sotto) l'incontro con il grande cantautore Burt Bacharach (scomparso l'8 febbraio scorso), che il 28 giugno 1996 lo volle con sé sul palco della Royal Albert Hall di Londra. Ecco la nostra traduzione delle sue parole.
"This guy's in love with you è una delle mie canzoni preferite di tutti i tempi", ha detto Noel. "Quando l'ho sentita per la prima volta pensavo che fosse talmente psichedelica da chiamarsi The sky's in love with you, che trovo un concept incredibile. Solo dopo ho scoperto che si chiamava This guy's in love with you. Burt Bacharach era un genio. L'ho riascoltato, tutti lo facciamo questo quando qualche persona importante scompare. Ho fatto partire la playlist al mattino, guardavo stupito le casse. È un cantautore proprio complesso, con canzoni incredibili sulla separazione e canzoni incredibili sull'amore. È stato un privilegio cantare con lui in un'occasione".
"La storia del nostro incontro inizia una sera in cui ero uscito con John Lydon, che di per sé è un'altra storia. Eravamo in piedi la sera tardi in un hotel di Santa Monica. Siamo entrati al bar, che era ancora aperto, ce ne stavamo seduti su questa terrazza a farci un drink. Mi è capitato di dare un'occhiata alla zona della reception e ho fatto: 'Sono sicuro che quello è Burt Bacharach!'. 'No! Di cosa stai parlando?'. 'È Burt Bacharach!'. E mentre mi incamminavo lui era al tavolo. Sapevo che era lui, perché aveva una giacca bomber con un ambigramma, BB, sulla schiena. Io non lo sapevo, ma all'epoca lui allevava cavalli ed era appena tornato da Dubai, dove il suo cavallo aveva vinto un premio".
"Come ero solito fare negli anni '90, sono andato a dargli una pacca sulle spalle. Gli ho detto che facevo parte degli Oasis e lui è venuto a sedersi con noi. E ovviamente abbiamo messo la sua foto sulla copertina di Definitely Maybe. Abbiamo parlato di musica, lui aveva ascoltato il disco. Mi ha detto che sarebbe venuto a Londra qualche mese più tardi, perché avrebbe tenuto il suo primo concerto dagli anni '60 a quella parte. Avrebbe suonato alla Royal Festival Hall e stava ingaggiando degli ospiti musicali. Io gli ho chiesto: 'Chi canterà This guy's in love with you?'. Lui mi ha detto: 'Amico, perché non vieni tu a cantarla?'. E io ho fatto: 'Non c'è assolutamente problema, amico! Nessun problema! Dacci il tuo numero!' ..."
"A mia insaputa, gli ho dato il mio numero. All'epoca non vivevo da nessuna parte. Gli ho dato il numero di due dei miei migliori amici che ancora lavorano per me, Mark Coyle e Phil Smith, perché loro sapevano dove rintracciarmi. Se riesci a immaginarti la scena, loro erano seduti a casa a farsi gli affari propri. Non avevano idea di cosa stesse accadendo dall'altra parte del mondo. Suona il telefono: 'Ehi, questo è un messaggio per Noel da Burt Bacharach'. Sono saltati dalla sedia, mi hanno rintracciato e mi hanno chiesto: 'Come ha fatto Burt Bacharach a contattare questa casa?'. 'Gli ho dato il vostro numero', bla bla bla. In ogni modo, ha lasciato il recapito. 'Sta facendo un concerto a Londra'. 'Sì, lo so', e ho raccontato a loro la storia. Poi passano alcuni mesi, vado nel mio ufficio. C'era una ragazza americana che all'epoca lavorava per noi, Christine. Prende il telefono e mi fa: 'Conosci Burt Bacharach?'. Erano trascorsi alcuni mesi dal nostro incontro, le dissi di sì. E lei: 'È in città, alloggia all'Athenaeum. Vuoi andare a incontrarlo?'. Solo allora mi ricordai di cosa avevo concordato di fare con lui. E pensai: 'Non posso andare a incontrare Burt Bacharach. Di cosa stai parlando?'. E lei: 'Stai facendo un concerto con lui?'. 'Assolutamente no! Sto cantando con Burt Bacharach!'. Comunque tutti mi dicevano che sarei dovuto andare a trovarlo, così andai all'Athenaeum".
"Vado alla reception e dico: 'Oh, sono il signor Gallagher per il signor Bacharach'. Il tizio chiama la sua stanza e dice: 'Non ricevo risposta. Penso che sia uscito'. Penso: 'Eccezionale! Grazie a Dio, l'ho scampata!'. Gli dico: 'Ditegli che Noel Gallagher è venuto a trovarlo e che lui non c'era'. Lui lo ha scritto e fu tutto lì. Appena mi girai mi imbattei in lui. Mi fece: 'Ehi, amico, sono felice che tu ce l'abbia fatta!'.
"Sono andato nella sua stanza e onestamente è stato uno dei miei momenti preferiti della mia vita. Io e lui da soli in questa stanza d'hotel. E lui mi fa: 'Vuoi qualcosa da bere?'. Dico: 'Prendo 20 birre'. Lui si siede con una birra, parliamo e poi sembra la scena di Pulp Fiction in cui Vincent Vega va in bagno e lui fa: 'Andrò via da qui, tutto andrà bene. Proveremo a trovare una scappatoia da questo concerto, andrà tutto per il verso giusto, lo farò divertire e poi ce ne andremo' ...".
"Mentre esco lui sta suonando This guy's in love with you con questo enorme pianoforte ... da da da ... Mi fa - non me lo dimenticherò mai - mi dice: 'Ehi, amico, ti unisci a me?'. E sembra qualcosa tratta da un folle spettacolo televisivo degli anni '60. Così vado, con una birra in una mano e una sigaretta nell'altra. Solo io e lui. Lui suona e ha il microfono lì, io inizio a cantare e lui fa: 'Ehi, amico, suona fantastica! Penso che sarà grandioso' ...".
"Poi me ne sono andato, ci siamo rivisti al soundcheck. Non ricordo chi stesse cantando Anyone who had a heart. Lui la fermava e la faceva rifare e rifare. Pensavo: 'Amico, questa cosa è brutale!'. A un certo punto ha detto a questa cantante: 'Guarda, lì c'è il signor Gallagher, quindi devi farla bene stavolta'. Questa volta avevo portato con me Mark Coyle e Phil Smith, che mi avevano fatto conoscere Burt Bacharach. Mark Coyle aveva una busta di plastica. 'Che fai?', gli chiedo. 'Ho un registratore'. 'Per cosa?'. 'Farò un bootleg del concerto'. E io: 'Cosa? Lui è lì!'. 'Non preoccuparti, amico, lo nascondo con questa cosa' ... Così vado sul palco, sto per salutare la sua band e riconosco il batterista, che aveva suonato con Elvis".
"Se ero nervoso? Solo quando mi ha introdotto mentre salivo sul palco lateralmente. Ha parlato degli Oasis, questo e quello e poi mi ha presentato così: 'Volete salutarlo? Noel! Il signor Noel Gallagher!'. Quando sono salito sul palco ho capito che sarebbe stata quella la prima volta in cui avrei fatto qualcosa senza la chitarra. Non sapevo cosa fare, ero lì imbarazzato e mi sono accorto che c'era uno sgabello. Devo dire che me la sono cavata. Dopo il concerto c'è stato un grande party nel suo camerino, c'era Kate Moss e c'erano tutte le persone che lo frequentavano. Tutti fumavano e bevevano e lui, leggenda degli anni '60, non fumava né beveva".
"Uno dei migliori momenti della mia vita? Assolutamente sì. Un tizio delle case popolari normalmente non ha modo di fare queste cose. Lui è stato fantastico e ci siamo tenuti in contatto. Ho fatto un paio di cose con lui poco prima che morisse, non so se queste cose vedranno mai la luce. In un posto del nord di Londra registravano da capo i suoi successi. Voleva che cantassi This guy's in love with you con l'orchestra. Lui sarebbe dovuto venire, ma il volo della sua compagna era in ritardo. Non ho ascoltato la versione ultimata di quel brano, ma che gran tipo! E che catalogo di canzone! Davvero incredibile!".
testo di oasisnotizie
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La versione acustica di Live Forever, classico degli Oasis, proposta da Noel Gallagher nella serata dell'8 settembre su BBC Radio 2 (per ascoltarla clicca qui), è piuttosto diversa dalla versione acustica che tutti conosciamo. L'altro ieri Noel ha suonato e cantato il brano in versione acustica in pubblico per la prima volta dopo sedici anni (Seattle, 2005) e, dunque, per la prima volta dopo lo scioglimento degli Oasis, avvenuto nell'ormai lontano 2009. Prima dell'esibizione il 54enne musicista di Manchester ha voluto spendere qualche parola per introdurre il brano e spiegare cosa cambia nel suonarla ora rispetto a quando era più giovane.
"Dal giorno in cui ho scritto questa
canzone e dal giorno in cui l'ho cantata alla band nel 1993 in sala
prove, non ho mai più cantato Live Forever, mai, neppure durante un
soundcheck, mai. Anche quando Liam non si presentava ai concerti che non
abbiamo mai fatto. Era sempre una sua canzone e la cantava
incredibilmente bene. Non so perché, quel giorno, per qualche motivo, ho
iniziato a suonare la chitarra con un'accordatura diversa e si adattava
alla mia voce, l'ho strimpellata un po' e ho pensato: in realtà
potrebbe funzionare".
"La versione che state per ascoltare ... all'improvviso mi è venuto in mente che l'ho scritta a 23 anni e
cantandola da 54enne ha assunto un significato diverso. E mi sono
emozionato a cantarla, tanto che non sono riuscito a cantarla fino in
fondo".
"Ho dovuto fermarmi un paio di volte perché è un po' diversa, alcune
delle strutture degli accordi sono un po' diverse, ma la melodia è la
stessa e tutto il resto, perché è una canzone che ha cambiato la mia
vita. Gli Oasis erano un cantiere aperto, eravamo una buona band, ma era
musica indie. Il giorno dopo che ho scritto quella canzone, però, siamo
diventati grandi e sapevo che avrei alzato l'asticella, che quello era
il punto di riferimento. E provavo a superare quella canzone ogni volta
che scrivevo una canzone. Tutto ciò che ha reso grandi gli Oasis deriva
da quel momento".
"Per arrivare a
cantarla fino in fondo ora da padre di tre figli. Nella sua forma
originale Live Forever è un pugno di ferro, 'sai che affronteremo il
mondo, io e il mio migliore amico affronteremo il mondo e nessuno si
metterà sulla nostra strada e vivremo per sempre'. Cantandola ora da
padre di 54 anni guardi indietro alla tua vita e assume un significato
completamente diverso. E tutti quelli che l'hanno ascoltata si sono
emozionati nell'ascoltarla, pensando: 'Wow, in realtà è... la migliore
canzone che abbia mai scritto', perché la gente di solito pensa a Don't Look
Back in Anger e a Wonderwall, ma in realtà questa è la migliore
canzone che io abbia mai scritto".
Una versione acustica di Live Forever cantata e suonata da Noel Gallagher può essere
ascoltata nel documentario degli Oasis Oasis: Supersonic, uscito nel 2016. Stereogum riporta
che, come fanno notare i commentatori di Reddit, in realtà Noel ha
cantato Live Forever durante un soundcheck a Seattle esattamente sedici anni fa: si tratta proprio della versione presente nel documentario del 2016.
Source: Rockol
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Noel Gallagher si è esibito ieri sera per la trasmissione radiofonica Sofa Session condotta da Jo Whiley, in onda su BBC Radio 2. In scaletta anche Live Forever, eseguita da Noel per la prima volta da quando ha lasciato gli Oasis, più di dodici anni fa. L'ultima volta in cui Noel aveva suonato e cantato in pubblico il brano (senza Liam) risaliva al 2005, in occasione di un'esibizione a Seattle.
Questi i pezzi eseguiti dal cantautore:
Flying on the Ground (prima volta dal vivo)
You Ain't Goin' Nowhere (cover di Bob Dylan, pezzo suonato anche dai Byrds)
Live Forever (prima volta del brano dal vivo in versione acustica per Noel dal 2005)
L'audio integrale dell'esibizione è alla fine del post.
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Una decina di giorni fa Noel Gallagher ha scambiato qualche parola con Jo Whiley di BBC Radio 2. Ecco una prima parte della traduzione della chiacchierata. Si parla di Black Star Dancing, nuovo brano dell'ex Oasis.
"L'ho prodotta da me e l'ho registrata ad Abbey Road", dice Noel. "Ai primi dell'anno ho avuto un po' di tempo libero, così, dato che avevo scritto un paio di canzoni, mi sono detto: vado a registrarle e vediamo cosa succede. Ho prenotato una settimana in studio. Arrivato al giovedì, non mi piaceva nulla di quello che stavo facendo. Il giovedì mattina ero sotto la doccia e ho pensato: vado in studio, straccio tutto e lo cestino, qualunque cosa accada. È capitato che stessi ascoltando Fashion di David Bowie, quindi c'è un po' di quel brano nella mia canzone. Appena sono passato a piedi vicino ad un'agenzia immobiliare, nei pressi del cinema del quartiere dove vivo io, mi è venuto il primo verso. Ed è stato tutto lì. Abbiamo fatto tutto in un paio di giorni. Ho riscritto una volta il ritornello, ma è stato un momento di ispirazione totale".
"Da dove deriva il titolo Black Star Dancing? Non lo so, non ne ho idea. Inizialmente si chiamava All Night Forever. E ho fatto una cosa che mi ha entusiasmato molto. Ho fatto la registrazione iniziale il venerdì. Venerdì sera sono uscito per andare a vedere Paul Weller alla Royal Festival Hall. Ho portato con me il CD e l'ho messo in riproduzione nel furgoncino con cui ero andato al festival con alcuni miei amici. Appena la canzone è arrivata al ritornello, tutti mi hanno fatto: 'Oh, è fantastica!' e io ho pensato: 'La odio!'. Di solito non faccio sentire la roba se non è finita, in modo che non ci sia più modo di tornare indietro. Quindi ho riscritto una volta il ritornello, ma è venuta benissimo, sembra roba da discoteca".
"Nile Rodgers era ad Abbey Road a lavorare, me l'hanno detto e ho fatto: dopo lo saluto. Era passato di lì ed era diretto a Southampton (leggi qui, ndr). Ho fatto un salto da lui e lui mi ha detto: 'Dammi un paio d'ore e ti raggiungo'. È venuto da me, ha messo la testa fuori dalla stanza proprio mentre partiva il mio brano, ha sentito il brano, è entrato e mi ha fatto: 'Cos'è questo? Questa è tua? È una figata!'. E si è messo a ballare nello studio! Ho pensato: 'Be', è tutto ciò che ho bisogno di sentire, allora è fatta. Dov'è il mio telefono?'. Per una foto? No, di solito metto il mio telefono nello zaino e lo lascio in una stanza e non lo riprendo fino a che non è sera tardi. Ho trovato un sacco di messaggi da tutti. Avrei voluto fare il video di lui che ballava, perché è stata una bellissima performance".
Source: BBC Radio 2 audio - traduz. di oasisnotizie
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Video con sottotitoli in italiano by frjdoasis. Liam Gallagher parla della gioia di vedere i figli tutti riuniti (compresa Molly, 20 anni) e di suonare prima dei Rolling Stones (il 21 maggio a Londra). Poi lancia una frecciata a Noel: "Non ho visto la sua esibizione di ieri. Quando dice 'ciao' mi manda in coma". Intervista di Jo Whiley per BBC Radio 2 sul palco di BBC Biggest Weekend a Coventry, 25 maggio 2018.
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Liam Gallagher si è esibito stasera a Coventry per BBC Biggest Weekend, il festival organizzato da BBC a Coventry e a Perth, in Gran Bretagna.
Ottima l'esibizione di Ourkid, che è andata in onda in diretta radiofonica su BBC Radio 2 e in differita televisiva su BBC 2. Molto bene anche il mix di Radio 2, professionale e senza grosse sbavature nell'equalizzazione dei volumi degli strumenti e della voce.
Liam ha iniziato a cantare alle 21:38 ora italiana e si è esibito per 60 minuti.
L'ex Oasis ha voluto dare un consiglio ai tifosi del Coventry City, che attendono l'esito del ritorno della finale play-off per la promozione in Championship, la Serie B inglese, contro l'Exeter City. Il calcio d'inizio è in programma per domani alle 16 ora locale.
Il Coventry City, dopo anni di malagestione, oggi milita in League Two, la Serie C inglese, ma ha un passato in Premier League. Nella Ricoh Arena, lo stadio di casa, sorge un hotel dove in questi giorni ha soggiornato Paul Gallagher, fratello maggiore di Liam e Noel.
Prima
di Wall of Glass, Liam ha detto: "Domani avete un giorno importante, vero? Ecco il mio
pensiero. Il mio fratellone è stato all'hotel che è di fronte al vostro stadio. Dovete darvi delle priorità: fanculo l'hotel, comprate dei
giocatori adeguati!".
Liam ha poi dedicato For What It's Worth ai tifosi del Liverpool, sconfitto ieri a Kiev nella finale di Champions League dal Real Madrid anche a causa di due clamorose papere del portiere tedesco Loris Karius.
"Ci sono dei tizi di Liverpool qui? Come va? Mettete le mani giù, visto come sono state usate ieri sera. Non ne sarei orgoglioso. Mettete le mani in tasca così. Comunque questa è per voi".
Prima di I've All I Need, Liam ha fatto riferimento al suo adorato Manchester City: "Allora di cosa volete parlare? A parte il calcio non c'è un cazzo di cui parlare. A proposito di calcio, è un argomento che vi ricorda chi sono i Campioni d'Inghilterra. I SuperBlues".
Durante il concerto il cantante è sceso dal palco e ha regalato le sue maracas ad una giovane della prima fila.
Prima del concerto Liam è stato intervistato da Jo Whiley. Pubblicheremo il video dell'intervista con sottotitoli in italiano.
(oasisnotizie)
Questa la scaletta del concerto:
Rock 'n' Roll Star
Morning Glory
Greedy Soul
Wall of Glass
Bold
Some Might Say
D'You Know What I Mean?
Come Back to Me
You Better Run
I've All I Need
Be Here Now
Supersonic
Cigarettes & Alcohol
Live Forever
Tredicesima e ultima parte della nostra traduzione dell'intervista concessa
mercoledì 14 febbraio da Liam Gallagher a Jo Whiley di BBC Radio 2.
Potete ascoltare l'intervista alla fine di questo post.
PARTE 13
Liam parla dell'esordio televisivo degli Oasis e dell'esibizione del fratello a MTV Unplugged nel 1996, evento in cui il più piccolo dei Gallagher, allora fuori gioco per via del mal di gola, identifica "la fine degli Oasis". Poi afferma di non pentirsi di nulla.
Liam in concerto a Padova il 27 febbraio
"Ricordi di quando abbiamo suonato a The Word (debutto televisivo degli Oasis, ndr)? Ricordo che era davvero luminoso, c'erano molti colori e pensavo: 'Qualcuno può abbassare un po' queste luci?'. È stato bello e poi abbiamo fatto Top of the Pops che è stato fantastico. Lo amavo quello show, dovrebbe ancora andare in onda. È un'istituzione. Abbiamo ancora Coronation Street e EastEnders che vanno in onda. Non riusciamo a rimandare in onda Top of the Pops? C'è ancora il telegiornale delle 22 ... pensa a quanto sono noiose le cose. Ridateci Top of the Pops, smettetela di ciondolare! C'era TFI Friday, anche se non vi l'abbiamo mai partecipato. Era il periodo in cui Noel pensava di farci qualcosa, ma non abbiamo mai avuto modo di parteciparvi".
"Ricordi del concerto per MTV Unplugged del 1996 alla Royal Albert Hall? Ad essere onesti la sera prima avevo bevuto troppo e avevo mal di gola. Avrò pensato: 'Sai che ti dico? Non vale la pena sottoporre queste persone a questo spettacolo triste di me che grido e urlo. Non sarà bello come pensavo. Il fratellone è disponibile a farlo'. Così l'ha fatto lui".
"Ha detto di recente che quella cosa gli ha messo molta pressione addosso? A lui è piaciuto molto, amica. È stato allora che ho scoperchiato il vaso di Pandora e ho fatto uscire il genio dalla lampada. Appena ha fatto quello, lui ha pensato: 'Oh, so fare questo!'. Penso che sia stata quella la fine degli Oasis. Penso abbia fatto un buon lavoro. Ho assistito all'esibizione dalla balconata, continuando a bere ..."
"Se mi pento di quello? No, non mi pento di nulla. Le cose succedono, no? Se inizi a pentirti di tutto e cominci a tornare indietro nel tempo poi non è giusto, capisci? Certe cose succedono, no? Sono onesto, amica. Se fossimo tutti perfetti penso che sarebbe molto noioso, capisci? Sono uscito e forse mi sono sballato e forse ho bevuto troppo, ma penso comunque di essermene scusato subito dopo. No, non mi pento di nulla".
Dodicesima parte della nostra traduzione dell'intervista concessa
mercoledì 14 febbraio da Liam Gallagher a Jo Whiley di BBC Radio 2.
Potete ascoltare l'intervista alla fine di questo post.
PARTE 12
Liam racconta un curioso aneddoto relativo alla sua visita ad Amsterdam con scalo a Rotterdam
"La mia prima gita all'estero? Ovviamente in Irlanda, ma a parte quello
penso che sia stato ad Amsterdam. No, non con la famiglia, ma con la
band. Sei di noi andarono lì in traghetto. Soggiornammo in un ostello di
Rotterdam o qualcosa del genere. Saremmo dovuti tornare a casa
l'indomani e per terra trovai un portafogli pieno di non so quanto
denaro, così rimanemmo per un paio di altri giorni. Lanciammo tutte le
carte di credito nel fiume. Consegnarlo? No, prendemmo tutti i
soldi, amica! Se oggi farei diversamente? No, mi terrei i soldi, amica.
Lascerei il portafogli lì, non lo butterei nel lago, ma di sicuro i
soldi li terrei. Assolutamente sì, amica. Mi aspetterei che i miei figli
facessero altrettanto? Sì. Io non li ho mica presi. Li ho trovati e
basta, capisci? Non li ho rubati. Li ho trovati e li ho tenuti".
Undicesima parte della nostra traduzione dell'intervista concessa
mercoledì 14 febbraio da Liam Gallagher a Jo Whiley di BBC Radio 2.
Potete ascoltare l'intervista alla fine di questo post.
PARTE 11
Liam parla dei suoi frontmen preferiti e di cosa lo colpì degli Stone Roses e dice la sua sui pantaloni di pelle.
"I tre frontman migliori per me? Mi è consentito di scegliere me stesso? No. OK. John Lennon, Johnny Rotten o John Lydon che dir si voglia e Ian Brown".
Liam sul palco del Razzmatazz di Barcellona (24 feb)
"La prima band che ho visto dal vivo sono stati gli Stone Roses. E sono stati la band che mi ha fatto appassionare. Erano i tardi anni '80, l'89, poco prima che uscisse il loro album. Non lo so, vestivano come noi, capisci? Indossavano scarpe da ginnastica, jeans, pantaloni come i nostri. In quel periodo c'erano gli Smiths, sai, e i Cure che vestivano pantaloni di cuoio. Non riuscivo a identificarmi in loro? No, non puoi indossare pantaloni di cuoio, no? Furono la prima band di cui pensai 'indossano vestiti come i nostri e la cosa ha più senso' ..."
"Indossare i pantaloni di pelle? Mai! Neanche in camera da letto! Neanche la sera di San Valentino! No, non ce n'è l'esigenza, amica. È come indossare ... come si chiama quel formaggio che squittisce? Lo mangi, è gommoso e squittisce. È un formaggio? Non è tofu, è l'altra cosa, amica. Forza! Gorgonzola? No. L'halloumi (formaggio tipico di Cipro, ndr). È come indossare pantaloni di pelle: ci sono molto squittii. I pantaloni di pelle squittiscono troppo per me".
Decima parte della nostra traduzione dell'intervista concessa
mercoledì 14 febbraio da Liam Gallagher a Jo Whiley di BBC Radio 2.
Potete ascoltare l'intervista alla fine di questo post.
PARTE 10
Liam parla delle sue gite scolastiche, paragonandole a quelle dei ragazzi di oggi.
"Sì, ho una mente curiosa, ma forse a volte lì dentro c'è l'eternità.
Forse del nulla o di qualcosa, capisci? C'è l'eterno universo cosmico
lì dentro. Nella mia testa, sì. Quindi magari non saprò molto, ma sono
destinato a essere così, capisci? Bisogna continuare a cercare,
capisci?".
"Sarebbe un problema se qualcuno mi dicesse
cosa fare? No, non mi dà fastidio che mi si dica cosa fare. Lo faccio.
Se al momento sto leggendo? No, non leggo nulla. Le menti della gente e
basta, amico! Letture scolastiche? Quelle le amavo, mi piace il lato divertente di quello".
"Le gite scolastiche? I
ragazzini di oggi vanno in Francia, amica. Noi andavamo all'aeroporto
per vedere la gente che decollava! Ecco dove ci portavano. Ci portavano
lì e noi andavamo a vedere la gente che andava in vacanza. La nostra
gita scolastica era quella: terribile! A Bordeaux per prendere una
baguette? Non siamo mai andati a Bordeaux, amica. Andavamo all'aeroporto
di Manchester. A vedere la gente che andava a Bordeaux, però. Stessa
cosa, no?".
Ecco la nona parte della nostra traduzione dell'intervista concessa mercoledì 14 febbraio da Liam Gallagher a Jo Whiley di BBC Radio 2. Potete ascoltare l'intervista alla fine di questo post.
PARTE 9
Liam parla del suo rendimento scolastico, delle sue materie preferite e dell'orgoglio che provava i venerdì nel passare davanti alla scuola sventolando il bigliettone da 50 sterline guadagnato lavorando come pittore, mentre i suoi compagni erano a scuola fino al venerdì.
"Com'erano le mie pagelle scolastiche? Molto negative. Ero uno che sognava ad occhi aperti e guardavo sempe fuori dalla finestra. Gli insegnanti erano disperati con me? Con me si lavavano le mani dal primo giorno, ma a me non fregava comunque nulla, perché non ero lì per imparare alcunché. Ero lì solo per spassarmela e penso che in quello sia riuscito bene, penso di aver imparato a fare domande. Chiedevo sempre 'perché?', in modo molesto però".
"Mi è stato chiesto di lasciare la scuola quando avevo 15 anni e mezzo. Mi era stato chiesto di lasciare la scuola in molte occasioni. Poi trovai lavoro come pittore di staccionate lungo la strada. Intascavo 50 sterline alla settimana. Tutti i miei amici erano ancora a scuola. Io andavo a lavorare solo dal lunedì al giovedì, loro a scuola dal lunedì al venerdì. Il venerdì io finivo alle 12 e passavo davanti alla cancellata della scuola con in mano le mie 50 sterline sulla mia bici BMX. E loro erano lì dentro fino alle quattro. Quindi penso di aver fatto le cose per bene! Se mi sentivo vittorioso? Sì, avevo 50 sterline e il venerdì finivo prima io. Bella!".
"Se ero bravo in qualcosa a scuola? Educazione artistica. Mi piaceva fare disegni, ma andavo male, amica. Credo di non aver mai finito un tema o com'è che si chiama. Penso di non aver mai finito i compiti. Mia madre mi beccava? Lei faceva la addetta alla mensa nella mia scuola, quindi i professori a lei riferivano le cose direttamente. Rimpianti? Se penso mai che mi sarei potuto impegnare di più? Forse un po' di più in inglese, per scrivere canzoni e quella roba e leggere libri. Non leggo libri e tutte quelle cose, quindi a volte penso che è per quello che faccio fatica con i testi. Forse avrei potuto fare di più in quel campo".