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venerdì 24 luglio 2026

Cinque italiani in gara, Hollywood, l’IA e il rock degli Oasis alla Mostra del Cinema di Venezia

Presentato il programma dell’83ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia. Il direttore artistico Alberto Barbera: “I film sono gli hashtag del mondo contemporaneo”

“I film sono gli hashtag del mondo contemporaneo”. Sintetizza così, in maniera incisiva, il direttore artistico Alberto Barbera, svelando il programma dell’83ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia. Un cartellone come sempre ricco, variegato, teso a unire diverse generazioni e al contempo a stupire. C’è un po’ tutto quello ci si aspetta dal più antico e tra i più importanti festival al mondo: la presenza di grandi autori (Werner Herzog, Hirokazu Koreeda, Nanni Moretti, Stéphane Brizé, Martin McDonagh), star hollywoodiane (John Malkovich, Susan Sarandon, Robert Pattinson), titoli di richiamo e nomi che scompaginano le previsioni, come la rock band britannica Oasis. Non mancano poi nuovi sguardi e provocazioni come il doc “Be Brave” realizzato interamente con intelligenza artificiale. Ecco le principali novità attese a Venezia Lido dal 2 al 12 settembre 2026.

Cinque italiani per il Leone d’oro
Anche quest’anno è copiosa la presenza di registi italiani in gara per il Leone d’oro. Il primo che suscita curiosità è Nanni Moretti con “Succederà questa notte”, interpretato da Louis Garrel e Jasmine Trinca; da sempre habitué del Festival di Cannes, dove ha vinto la Palma d’oro, Moretti torna alla Mostra da cui mancava dal 1989. Nella pattuglia italiana figurano anche: Edoardo De Angelis con “Il fuoco che ti porti dentro”, dal memoir di Antonio Franchini, che punta molto sulla prova artistica di Vanessa Scalera; Marco Bechis con “Ritorno a Buenos Aires”, che recupera il tracciato del suo film “Garage Olimpo” (1999), cinema di impegno civile che rilegge storia e traumi della dittatura in Argentina; Andrea Pallaoro  con “The Echo Chamber”, che porta sullo schermo l’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, nel cast Luca Marinelli insieme alle dive hollywoodiane Alicia Vikander e Susan Sarandon. Infine, Paolo Strippoli con “L’estranea”, interpretato da Jasmine Trinca e Romana Maggiora Vergano.

Tra i 19 titoli della sezione sperimentale Orizzonti, gli italiani sono: “La ragazza con la Leica” di Alina Marazzi (film di apertura); “Una storia” esordio alla regia di Anna Foglietta; “La città dei vivi” di Edoardo Gabriellini, dal romanzo Nicola Lagioia; e “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio.

Gli altri registi in gara
Un Leone d’oro conteso da altri quindici autori internazionali, che non renderanno di certo partita facile ai nostri. Anzitutto il film di apertura “Ink” del Premio Oscar britannico Danny Boyle, dal drammaturgo Olivier James Graham, con le star Jack O’Connell e Claire Foy.

 Tornano poi al Lido: l’irlandese Martin McDonagh con “Wild Horse Nine”, che vede nel cast il duo John Malkovich e Sam Rockwell; i francesi Florian Zeller con “Bunker”, che punta tutto sulla coppia da Oscar Penélope Cruz e Javier Bardem, e Stéphane Brizé, che con “Un bon petit soldat” prosegue la sua indagine sociale sulla precarietà del lavoro, protagonisti Alba Rohrwacher e Vincent Lindon. Ancora, il pluripremiato autore giapponese Hirokazu Koreeda con “Look Back”.

In gara c’è anche il decano Werner Herzog con “Bucking Fastard”, che chiama Kate Mara e Rooney Mara a vestire i panni delle sorelle Chaplin. Torna dietro alla macchina da presa anche l’attore Premio Oscar Casey Affleck con “Company”.
Figurano sempre in gara: Lance Oppenheim (“Primetime”); Ali Asgari (“A Bit of Light”); May el-Toukhy (“Woman Unknown”); Lee Chang-dong (“Possible Love”); Cédric Kahn (“15/18. A Place to Heal”); Ilya Khrzhanovsky (“Dau”); Nicolas Pariser (“Un peu avant minuit”); e Shinya Tsukamoto (“Mr. Nelson, Did You Kill People?”).

IA, serie e titoli di richiamo
“Di Intelligenza Artificiale – sottolinea sempre Barbera – se ne parlerà in diverse occasioni durante questa edizione della Mostra, senza pregiudizi e con l’attenzione che merita uno strumento talmente innovativo da lasciar presagire un impatto di proporzioni storiche sull’intero genere umano”. In evidenza il doc fuori concorso “Be Brave” di Francesco Carrozzini sull’imprenditore Renzo Rosso, interamente realizzato con IA e targato Our Films.

 Forniranno non pochi spunti di riflessione anche i ritratti di: Elon Musk nel doc “Musk” di Alex Gibney; degli Oasis in “Oasis: Don’t Look Back in Anger” di Dylan Southern e Will Lovelace – con i fratelli Liam e Noel Gallagher al Lido –; di Russell Crowe in “What Love Builds” (di cui l’attore Premio Oscar firma anche la regia); e dell’architetto Peter Zumthor in “From Inside Out” di Wim Wenders.
Tra i grandi autori che hanno accettato di presenziare al Lido fuori Concorso ricordiamo: Gianni Amelio con “Nessun dolore”, Mario Martone con “Scherzetto” e Amos Gitai con “The Road to Jericho”. C’è anche Luca Guadagnino con “Joie de vivre”, doc della durata di 435’ su Bernardo Bertolucci. A Giovanni Veronesi, infine, l’onore di chiudere la Mostra con “Dio ride”. Una sola serie Tv è attesa a Venezia83: “Peccato” scritta e interpretata da Emanuela Fanelli, mockumentary in chiave comedy sulla carriera dell’attrice.

Giuria, conduttori, Leoni d’oro e premi collaterali
La giuria internazionale di Venezia verrà presieduta dalla regista-attrice Maggie Gyllenhaal (USA), affiancata da: Kaouther Ben Hania (regista, Tunisia), Daniel Blumberg (compositore, Regno Unito), Francesco Casetti (accademico, Italia), Xavier Giannoli (regista, Francia), Shahrbanoo Sadat (regista, Afghanistan) e Johnnie To (regista, Hong Kong).
Due i Leoni d’oro alla carriera: all’attrice Ellen Burstyn e all’attore George Clooney. Le cerimonie di apertura e chiusura verranno condotte dall’attrice-regista Greta Scarano e dall’attore Nicolas Maupas.
Tra i riconoscimenti collaterali, da segnalare soprattutto: lo storico Premio cattolico internazionale Signis (già Ocic, il più antico alla Mostra), il premio della comunità protestante Interfilm e il premio “Robert Bresson”, che l’Ente dello Spettacolo consegna ogni anno in accordo con i Dicasteri della Comunicazione e Cultura della Santa Sede.

 Source: Agensir 

 

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venerdì 8 maggio 2026

L'11 settembre 2026 esce il film sulla reunion degli Oasis, dopo 25 anni una nuova intervista congiunta a Liam e Noel Gallagher

Il documentario di Steven Knight sulla reunion degli Oasis arriverà nelle sale a settembre e conterrà la prima intervista congiunta con i fratelli Gallagher da oltre 25 anni a questa parte.

La Disney ha confermato ufficialmente l'uscita del documentario, annunciando una distribuzione limitata nelle sale, inclusa la versione IMAX, a partire dall'11 settembre. Il documentario approderà poi su Disney+ nel corso dell'anno.

Le prime indiscrezioni sul documentario del creatore di Peaky Blinders, dedicato a una delle più famose rock band britanniche e al loro tour di reunion, erano emerse lo scorso anno.

Diretto da Dylan Southern e Will Lovelace, il film ripercorre uno dei ritorni rock 'n' roll più attesi degli ultimi decenni. Viene descritto dai suoi creatori come "un resoconto decisamente positivo di quello che è stato probabilmente il più grande evento musicale del 2025, un film che cattura l'esperienza e le emozioni della band e dei suoi fan in tutto il mondo".

 Knight ha ripreso scene di prove, backstage e sul palco, oltre alla prima intervista congiunta con i fratelli, che mancava dal 2000. 

Source: Deadline



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mercoledì 1 ottobre 2025

Phenomenal, il documentario che mostra il primo incontro tra Liam e Noel Gallagher in vista del tour della reunion degli Oasis

Si intitola Phenomenal il documentario che racconta il ritorno in scena degli Oasis metterebbe in luce le "emozioni profonde" che governavano i cuori dei due fratelli prima del tour. Si dice che il filmato del primo storico incontro tra Noel e Liam Gallagher dopo anni di litigi sarà incluso nel prossimo film che racconta la reunion della band.

L'anno scorso i fratelli hanno seppellito l'ascia di guerra dopo anni di faide e hanno annunciato il loro attesissimo ritorno con una serie di concerti negli stadi di tutto il mondo. Quando il tour era ormai ben avviato è stato annunciato che il regista di Peaky Blinders, Steven Knight, avrebbe lavorato come produttore al film sul tour della reunion, che è diretto da Dylan Southern e Will Lovelace, noti per il documentario sugli LCD Soundsystem, Shut up and play the hits.

Per il documentario alla troupe di Knight è stato concesso l'accesso agli incontri e alle sale prove che hanno preceduto l'agognato ritorno e una fonte ha ora affermato che i fan degli Oasis saranno "incantati" nel vedere i fratelli risolvere la loro faida. Tale fonte, citata dal tabloid Daily Mirror, riferisce che "il filmato e l'accesso concessi a Steven e al suo team sono fenomenali. Liam e Noel non sono mai stati visti in un modo così aperto e vulnerabile"

"È molto più di un ritorno che a come scopo il guadagno. È incentrato su emozioni profonde: gelosia, rancore, rabbia, e poi un profondo desiderio di riconciliazione. Il documentario sulla reunion degli Oasis rende conto delle discussioni su come è avvenuta e vedrà i Gallagher aprirsi come mai prima d'ora. È stato molto crudo e profondamente commovente. Liam ha dovuto farsi coraggio, porgere le scuse e assumersi la responsabilità di gran parte della causa dei problemi".

La molla della reunion è sta la decisione di Liam di chiedere scusa a Noel e in questo ha avuto un ruolo chiave Debbie Gwyther, compagna di Liam da una dozzina d'anni. "Debbie certamente ha fatto funzionare tutto senza intoppi", ha riferito la fonte citata dal Mirror.

"Anche Noel si è fatto avanti. Nelle prime due settimane per la prima volta i due ego sono stati lasciati fuori dalla porta. Certo, con l'avvicinarsi dei concerti la spavalderia di Liam è tornata con fragore, ma lontano dai riflettori è stato attento a mantenere l'armonia".

Il 27 settembre la band è tornata a Londra per la prima di due date consecutive nello stadio di Wembley e nell'occasione Liam ha alimentato le voci che altri spettacoli degli Oasis potrebbero essere in programma per l'anno prossimo, avendo ringraziato i fan per aver "mantenuto la fede" e avendo annunciato dal palco: "Ci vediamo l'anno prossimo"

Dopo il concerto del 28 settembre, il secondo consecutivo a Wembley, la band si sposterà in altri continenti. Sono in programma show in Corea del Sud, Giappone, Australia, Argentina, Cile e Brasile. E poi, chissà, forse l'anno prossimo anche date europee extraIrlanda e UK, magari con una data italiana.

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martedì 29 novembre 2022

Liam Gallagher risponde alle critiche e attacca Noel per il veto sulle canzoni degli Oasis

Liam Gallagher ha risposto a coloro che lo criticano perché in concerto da solista esegue anche le canzoni degli Oasis. Su Twitter il cantante ha scritto: “Chiunque abbia dei problemi perché canto le canzoni degli Oasis non è un vero fan degli Oasis, ma solo un enorme coglione", per poi aggiungere in un altro tweet: "Oasis fino alla morte".
Di recente proprio su questa questione Liam Gallagher ha affermato che il fratello gli ha impedito di usare le canzoni degli Oasis nel suo documentario Knebworth 22, che testimonia il suo ritorno sul palco di Knebworth la scorsa estate ventisei anni dopo gli iconici concerti degli Oasis nel 1996. Pertanto il film (che nelle sale cinematografiche italiane non sarà trasmesso) non avrà nessuno dei brani firmati Oasis a causa del veto del fratello Noel.

A precisa domanda postagli su Twitter da un fan, ovvero se le canzoni degli Oasis sarebbero state presenti nel documentario, Liam ha risposto: "Nessuna canzone degli Oasis, poiché la canaglia arrabbiata lo ha impedito. Ha bloccato anche la canzone degli Oasis che ho cantato per il tributo a Taylor Hawkins, è un ometto orribile."

Tornando successivamente sull'argomento Liam Gallagher ha detto: "Puoi impedirci di usare le canzoni ma non puoi cancellare i nostri ricordi. Vergognati, Noel Gallagher".

Riguardo al suo concerto a Knewborth Liam ha dichiarato: "Sono ancora scioccato per aver suonato due sere a Knebworth, 26 anni dopo averlo fatto con gli Oasis. Sto ancora cercando di capirci qualcosa. Avere suonato per diverse generazioni nello stesso luogo a così tanti anni di distanza va al di là del credibile. Sono davvero felice che l'abbiamo documentato. Knebworth per me è stato e sarà sempre una celebrazione dei fan così come della musica. Godetevi il film e lo rifacciamo tra altri 26 anni."

Sources: NME, Rockol, Wales Online

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domenica 23 ottobre 2022

Liam Gallagher Knebworth 2022 arriva nei cinema italiani il 17 e il 18 novembre. Ecco trailer ed elenco delle sale


Ventisei anni dopo gli storici concerti degli Oasis del 1996, nel giugno scorso Liam Gallagher è tornato a Knebworth e ha raccolto 170.000 spettatori. Ora la storia di quei due giorni straordinari diventa un film. Arriva in anteprima esclusiva, nei cinema di tutto il mondo, Liam Gallagher - Knebworth 2022, il docu-film evento, nei cinema italiani solo il 17 e 18 novembre 2022. Con interviste inedite, dietro le quinte e materiali preziosi, per la reunion di tutti i fan dell’artista.

Trafalgar Releasing, Warner Music Entertainment e MTV Entertainment Studios sono lieti di annunciare l’arrivo nelle sale cinematografiche di tutto il mondo del docu-film Liam Gallagher – Knebworth 22, che debutterà nei cinema italiani solo il 17 e il 18 novembre (prevendite aperte dal 21 ottobre. Elenco sale su nexodigital.it). Le proiezioni in sala saranno arricchite da due canzoni aggiuntive tratte dall’esibizione di Knebworth che verranno suonate in chiusura del docu-film: un contenuto esclusivo per le sale cinematografiche che non apparirà in nessun’altra uscita del film e che i fan potranno godersi sul grande schermo solo in questa occasione.

All’inizio di quest’anno Liam Gallagher ha superato ogni aspettativa ed è tornato a Knebworth, circa 26 anni dopo gli storici concerti degli Oasis del 1996. L’evento di quest’anno ha coinciso con la pubblicazione del terzo album da solista, C’mon You Know, che è valso la conquista del suo terzo numero uno nella classifica degli album in UK.

Liam Gallagher – Knebworth 22, diretto da Toby L (Foals – Rip Up The Road / Olivia Rodrigo – Sour Prom / Tonight With Arlo Parks / Bastille – ReOrchestrated / Rihanna – 777), è un documentario che riporta Liam Gallagher nel luogo delle esibizioni più importanti della sua ex band, con interviste inedite, dietro le quinte e filmati dei concerti ripresi da 20 camere. Ma il docu-film si spinge anche oltre, alla ricerca di storie e punti di vista di collaboratori e fan di diverse generazioni provenienti da tutto il mondo, confrontando il contesto emotivo e sociale degli spettacoli degli anni ’90 rispetto al tumulto della nostra epoca attuale.

Racconta Liam Gallagher: "Sono ancora sotto shock per il fatto di aver potuto suonare a Knebworth due sere, 26 anni dopo averci suonato con gli Oasis. Sto ancora cercando di capacitarmene. Aver suonato per più generazioni nello stesso luogo a così tanti anni di distanza è stato biblico, anzi qualcosa di più. Sono felice di averlo documentato. Per me Knebworth è stato e sarà sempre una celebrazione dei fan e della musica. Godetevi il film e rifacciamolo tra altri 26 anni".

Il regista Toby aggiunge: "Volevamo aggiungere un altro livello alla storia di Liam Gallagher, celebrando il suo ritorno in un luogo così sacro come artista solista, ma anche condividendone la luce con coloro che rendono Knebworth un luogo così importante: le persone. Pochi spettacoli raggiungeranno mai una tale portata e pochi momenti preziosi come quello vissuto all’inizio dell’estate possono significare tantissimo per tante persone. In un momento in cui è facile sentirsi impotenti di fronte al peso del mondo che ci circonda, speriamo che questo film possa essere un piccolo promemoria di ciò che siamo in grado di superare. È una lettera d’amore alla musica dal vivo e all’essere di nuovo insieme".

Kate Shepherd, Managing Director di Warner Music Entertainment UK, ha dichiarato: "Liam è all’apice delle sue capacità e per noi era davvero importante catturare non solo la sua incredibile performance, ma anche i fan multigenerazionali che hanno reso questo momento così fondamentale. Questo film dimostra che Liam è una delle più grandi rockstar britanniche di sempre e che la portata del suo lavoro è più forte che mai".

In Italia il docu-film è distribuito in esclusiva da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it e Live Nation.

MUSICA: LIAM GALLAGHER 
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA: SEBASTIAN CORT
REDATTORE PRINCIPALE: DANNY ABEL
ASSISTENTE AL MONTAGGIO: ALEX TOWNEY
COLONNA SONORA ORIGINALE: ED HARCOURT
ASSISTENTE ALLA PRODUZIONE: KATIE COOPER
PRODUTTORE: JOSH CONNOLLY
PRODUTTORI ESECUTIVI: JOSH CONNOLLY, TOBY L, DEBBIE GWYTHER, SAM ELDRIDGE, KATE SHEPHERD, LAURA COLLINS, JEREMY DAVIES & BRUCE GILLMER
DIRETTO DA TOBY L

Si informano gli spettatori che i cinema del circuito The Space non aderiscono alle convenzioni.

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giovedì 20 ottobre 2022

Liam Gallagher: "Noel, vergognati! Hai bloccato l'utilizzo dei brani degli Oasis per il documentario sui miei concerti a Knebworth"


Mentre la reunion degli Oasis rimane un lumicino lontano per i fan della band inglese, continuano le diatribe tra i fratelli Gallagher.

L'ultima, raccontata sui social da Liam è il divieto arrivato dal familiare a usare i brani degli Oasis nel documentario sul suo concerto a Knebworth, in uscita a novembre. "Non ci saranno canzoni degli Oasis perché quel moccioso incazzato non l’ha permesso come per quelle che ho cantato al concerto tributo di Taylor Hawkins. È un piccolo uomo orribile", ha scritto il cantante in risposta a un utente che chiedeva informazioni sui brani presenti nel doc.

IL VELENO SU TWITTER - Liam Gallagher ha poi proseguito su Twitter lanciando l'ennesima freccia avvelenata contro il fratello: "Puoi impedirci di usare le canzoni, ma non puoi cancellare i nostri ricordi. Vergognati, Noel Gallagher".

IL DOCUMENTARIO - Il documentario sul concerto di Knebworth di Liam Gallagher, che si è tenuto a 26 anni dalla storica doppia data degli Oasis del 1996, uscirà il 17 novembre nelle sale cinematografiche inglesi. In estate l'ex frontman degli Oasis è tornato, a distanza di 26 anni, a Knebworth, dove la band è stata protagonista nel 1996 di uno degli eventi dal vivo più importanti nella storia moderna del Regno Unito radunando 250mila fan. Questo storico evento, tra l'altro, è stato a sua volta protagonista del documentario "Oasis Knebworth 1996".

L'INTERVISTA A NOEL - Intanto, solo un giorno prima Noel Gallagher sembra aver chiuso per l'ennesima volta le porte a una possibile reunion degli Oasis (GUARDA QUI CON SOTTOTITOLI ITA). Durante la chiacchierata da pub del programma Pub Talk, con gli ex calciatori Ray Parlour e Alan Brazil, il chitarrista ha detto a proposito della band con il fratello: "Andreste in vacanza con la vostra ex?", spiegando: "Se ci rimettessimo assieme diventerebbe un circo. Non avrebbe senso".  "Lasciamo le cose come stanno. Sono felice così. Lui fa la sua cosa. Voglio dire, lui fa ancora il tutto esaurito a Knebworth. In bocca al lupo, amico!". Ha poi dichiarato che le vendite odierne sono uguali a quelle di un tempo: "Oggi gli Oasis vendono lo stesso numero di dischi all’anno di quando eravamo assieme. Siamo popolari oggi quanto allora. E mi sta bene così".

Source: TGCOM

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lunedì 17 ottobre 2022

Liam Gallagher annuncia il docufilm su Knebworth 2022. Arriva il 17 novembre nei cinema britannici

Liam Gallagher scalda i fan. Sui propri profili social il cantante ha annunciato oggi l'uscita di un nuovo documentario sul concerto di Knebworth, "…beyond Biblical", "oltre che biblico". Il docufilm sarà disponibile per un periodo limitato nelle sale cinematografiche il 17 novembre, mentre i biglietti saranno messi in vendita venerdì 21 ottobre alle 9 di mattina.

Il concerto, tornato nello storico sito degli spettacoli del 1996 con gli Oasis, è andato esaurito per entrambe le date del 3 e del 4 giugno scorsi. Un evento che ha visto l’apertura affidata alla voce di Sergio Pizzorno dei Kasabian. Praticamente in contemporanea con il giubileo di platino dell’ormai defunta regina Elisabetta, Liam Gallagher era riuscito a radunare oltre 170mila persone sotto il palco della campagna dell'Hertfordshire.

Ventisei anni fa gli Oasis portarono a Knebworth 250mila spettatori in due serate, il 10 e l'11 agosto 1996, e stavolta uno solo dei fratelli Gallagher ha segnato un nuovo punto nella storia del Britpop. Liam ha deciso di immortalarlo con un documentario che vede alla regia Toby L. Questa nuova produzione segue il docufilm uscito nel 2021 sullo storico concerto di Knebworth 2022.

"Knebworth 22 è un nuovo lungometraggio-documentario che ripercorre Liam nel luogo delle cruciali esibizioni della sua ex band, comprese interviste completamente nuove, dietro le quinte e filmati del concerto catturati da 20 posizioni della telecamera. Il film va anche un po' oltre, cercando storie e prospettive di collaboratori e fan di diverse generazioni da tutto il mondo, trasponendo il contesto emotivo e sociale degli spettacoli degli anni '90 rispetto al tumulto della nostra era attuale". Questo è quanto si legge nella presentazione del docufilm.




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mercoledì 13 luglio 2022

Oasis, annunciata un'edizione speciale di Be Here Now per i 25 anni dalla pubblicazione

Il 21 agosto ricorrerà il venticinquennale della pubblicazione dell'album Be Here Now gli Oasis. Per l'occasione il management della band ha annunciato contenuti inediti e la pubblicazione del disco in una serie di formati speciali, il 19 agosto 2022.  

Big Brother Recordings pubblicherà Be Here Now in diversi formati. Già da ora è disponibile un nuovo video con testo che accompagna il primo singolo, D'You Know What I Mean?, nella versione rimasterizzata nel 2016 da Noel Gallagher e già diffusa sei anni fa. 

Tra i formati previsti un doppio LP argentato di peso, un disco in formato double picture e una musicassetta, disponibili esclusivamente nello store online del gruppo, tutti con audio rimasterizzato, già disponibile in preordine qui.

Sono attesi, inoltre, altri contenuti originali forniti dalla band per festeggiare i venticinque anni anni di Be Here Now.

Il 21 agosto 1997 gli Oasis tornavano nei negozi di dischi dopo il successo planetario di (What's The Story) Morning Glory? e due anni di tour che li avevano portati sul tetto del mondo. Solo qualche mese prima, ad agosto, la band si era esibita nel parco di Knebworth per due serate di fronte a 250 000 spettatori in totale, con una richiesta mostre di biglietti da parte di 2,5 milioni di persone.

Mai nell'epoca recente il Regno Unito aveva vissuto un'attesa e un'anticipazione tale per l'uscita di un album e la pubblicazione di Be Here Now paralizzò il paese con file chilometriche alle porte di tutti i negozi di dischi che, per l'occasione, aprirono allo scoccare della mezzanotte (tra i tanti ragazzi in fila anche un giovanissimo Pete Doherty).

Scene che oggi sembrano appartenere ad un'altra epoca - ed in effetti è proprio così - ma che rendono bene l'idea della portata dell'evento.

 L'album salì direttamente al primo posto delle classifiche dei dischi più venduti in quindici paesi e rimase in vetta alla classifica britannica degli album più venduti per quattro settimane. Ad oggi rimane il disco più venduto nella prima settimana dopo la pubblicazione nella storia della UK Official Chart e globalmente ha venduto oltre 8 milioni di copie.

Oasis – Be Here Now (25th Anniversary) 
Tracklist:

A1. D'You Know What I Mean? (Remastered)
A2. My Big Mouth (Remastered)
A3. Magic Pie (Remastered)
B1. Stand By Me (Remastered)
B2. I Hope, I Think, I Know (Remastered)
B3. The Girl In The Dirty Shirt (Remastered)
C1. Fade In-Out (Remastered)
C2. Don't Go Away (Remastered)
C3. Be Here Now (Remastered)
D1. All Around The World (Remastered)
D2. It's Gettin' Better (Man!!) (Remastered)
D3. All Around The World (Reprise) (Remastered)

Source: Hot Press

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mercoledì 29 settembre 2021

Oasis Knebworth 1996, è già record annuale di incassi in UK. Il regista: "Liam meno coinvolto? Ritiene che il film parli da sé"

Oasis Knebworth 1996
, il docufilm arrivato nelle sale cinematografiche britanniche il 23 settembre e in quelle italiane il 27 settembre (con proiezioni l'altro ieri, ieri e oggi nei cinema del circuito Nexo Digital), è divenuto il documentario che ha riscosso il maggiore incasso nei cinema del Regno Unito nel 2021, con 634 728 sterline di guadagno in quattro giorni.  

La richiesta di biglietti è stata così elevata che è stata inserita un'ulteriore data (29 settembre) per la proiezione della pellicola nelle sale cinematografiche d'oltremanica. Lo scrive il New Musical Express

Il film racconta, dal punto di vista dei fan, i due grandiosi concerti degli Oasis del 1996 nel parco di Knebworth, nell'Hertfordshire, di fronte a 250 000 spettatori totali, con interviste ai partecipanti e ai protagonisti, inedite scene del backstage e la riproposizione del meglio delle due serate in versione restaurata. 

"Siamo entusiasti di vedere che i fan in giro per il mondo si sono goduti l'incredibile esperienza cinematografica di Oasis Knebworth 1996 e non vediamo l'ora di  fornire al più presto al pubblico altre opportunità di rivivere l'energia e l'eccitazione per questi concerti iconici", dichiara Tom Mackay, presidente e responsabile dei contenuti premium di Sony Music Entertainment, che ha realizzato il film insieme a Black Dog Films e Kosmic Kyte, la società di produzione cinematografica costituita a febbraio da Noel e Liam Gallagher, produttori esecutivi del documentario.

Nel film sono presenti le voci fuori campo di Noel Gallagher e Paul 'Bonehead' Arthurs e, fugacemente, anche quella di Liam. Quest'ultimo non è stato molto coinvolto nella realizzazione della pellicola per un motivo molto semplice: ha voluto parteciparvi solo marginalmente.

"Onestamente penso che sia stata solo una preferenza personale di Liam", ha spiegato alla rivista NME il regista Jake Scott, figlio di Ridley. "Da come ho capito io, ha ritenuto che il film parlasse da sé. Noel e Bonehead hanno offerto molto, Liam non avrebbe offerto molto di più. È una persona diversa da Noel".

"Liam è un performer", prosegue Scott, "e questo accade con molti attori: non vogliono la distrazione di nulla. Vogliono essere nel momento attuale. E mi chiedo se ci sia un po' di quella cosa, in realtà, un po' di integrità artistica. 'Non voglio ricordare e tornare indietro. Sto facendo ora il mio tour e voglio concentrarmi su questo' ...".

La rivista NME ha elogiato il film, scrivendo: "Litigi familiari a parte, c'è poco altro da rimproverare a Oasis Knebworth 1996. Per coloro che erano lì il film fornisce un portale verso un'epoca d'oro. Per tutti gli altri è una testimonianza di quegli speciali anni adolescenziali in cui una tazza di plastica riempita di birra calda e un pomeriggio soleggiato al parco diventano la più grande avventura della tua vita. E sì, Noel, non c'erano telefoni cellulari".

Source: NME

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sabato 1 maggio 2021

Due speciali in onda oggi su VH1, Noel Gallagher racconta il ritorno ai Rockfield Studios e l'album Morning Glory

Oggi su VH1 (canale 67 del DTT, 22 di Tivùsat e 715 di Sky) alle 19.00 vanno in onda due speciali, Oasis Return to Rockfield, nel corso del quale Noel Gallagher ritorna ai mitici Rockfield Studios, dove la band  di Manchester registrò il leggendario album (What’s the Story) Morning Glory? e, a seguire (dalle 19.30 alle 20.00), Oasis What’s the Story che, sempre attraverso la voce di Noel, racconta l’album che ha trasformato gli Oasis da una crossover band indie ad un fenomeno rock di scala mondiale.

La programmazione speciale di sabato 1° maggio dedicata alla band dei record è preceduta, dalle 17.00, dalla video rotation Best of Oasis con i migliori video della band, come Wonderwall, Don’t Look Back in Anger, Live Forever, Lyla, The Masterplan.

Il video di Noel ai Rockfield Studios è visibile da ottobre sul nostro canale YouTube con sottotitoli in italiano. Eccolo:

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venerdì 30 aprile 2021

Noel Gallagher annuncia: "In arrivo un documentario sui megaconcerti degli Oasis a Knebworth Park"

A marzo il Guardian aveva diffuso la notizia secondo cui Liam e Noel Gallagher avevano fondato la Kosmic Kyte, una società di produzione cinematografica. Il Sun, noto tabloid, aveva dunque ipotizzato che l'operazione fosse l'inizio dei lavori per un film biografico degli Oasis. 

Noel, interpellato in proposito, ha fatto chiarezza ieri mattina ai microfoni di BBC Radio 2 (dal minuto 7 del video qui sotto), rivelando che quest'anno sarà pubblicato un documentario sui grandiosi concerti che gli Oasis tennero a Knebworth Park nel 1996.

"Sono state scritte un sacco di storie in merito a un presunto film biografico sugli Oasis, ma ovviamente le cose non stanno così. Ad agosto i concerti degli Oasis a Knebworth compiono venticinque anni e nel '97 (in realtà fu nel '96, ndr) l'intero concerto fu ripreso professionalmente con un sacco di videocamere, ci sono riprese dei treni con i fan e così via".

"Per un qualche motivo, quel film non è mai uscito. Dato che si avvicina questo anniversario, pubblicheremo un documentario su Knebworth. È in produzione. Ne ho visto un piccolo trailer, ne ho visto una prima anticipazione: mi è sembrata un'istantanea fantastica di un'epoca passata, il mondo pre-Internet. È grandioso, davvero grandioso".


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sabato 24 aprile 2021

Noel Gallagher si racconterà e si esibirà in esclusiva su Sky Arts

Sky Arts ha annunciato una serie di programmi televisivi dedicati alla scena musicale britannica, che andranno in onda nelle prossime settimane.

Tra questi rientrano Noel Gallagher Out of the Now, in cui il cantautore presenta un'esibizione musicale e una chiacchierata dal Teatro del Duca di York di Londra, e The Live Revival, una serie di tre puntate che si concentra su quei piccoli locali musicali molto danneggiati dalle chiusure imposte dall'emergenza pandemica.

In The Live Revival, artisti quali Paul Weller, Little Simz, i Fratellis, i James e i Charlatans rivisitano i locali in cui si sono esibiti all'inizio delle loro carriere, oltre a offrire una performance esclusiva per esprimere solidarietà ai pub e ai club la cui sopravvivenza è stata messa a serio rischio dalla pandemia. Queste tre puntate sono in programma per il 22 maggio e il 29 maggio e il 5 giugno. 

In Noel Gallagher Out of the Now, Noel Gallagher eseguirà dieci brani della propria carriera con i Noel Gallagher's High Flying Birds e gli Oasis, oltre a parlare dei migliori momenti della sua vita e della sua carriera.

In palinsesto è previsto, tra l'altro, anche il ritorno di Classic Albums, che si concentrerà su quattro dischi leggendari, tra cui The Who Sell Out degli Who e Club Classics Vol 1 dei Soul II Soul.

In Italia Noel Gallagher Out of the Now andrà presumibilmente in onda su Sky Arte tra un anno o due, sottotitolato o doppiato in italiano. 


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giovedì 4 febbraio 2021

Video: Guarda il documentario Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop (prima TV italiana 3 febbraio 2021)

Ecco il video, caricato sul nostro canale YouTube, del documentario Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop, pellicola del 2014 prodotta dal canale franco-tedesco Arte e andata in onda ieri sera su Sky Arte in prima TV italiana. Enjoy.


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mercoledì 3 febbraio 2021

VIDEO (anteprima): Blur vs Oasis - La rivoluzione del Britpop, in onda stasera su Sky Arte

L’ormai storica battaglia tra Blur e Oasis, le due band che sancirono il trionfo globale del cosiddetto Britpop, viene narrata dai protagonisti dell’epoca nel documentario Blur vs Oasis – La rivoluzione del Britpop, in onda su Sky Arte mercoledì 3 febbraio.

I Blur e gli Oasis sono stati due gruppi estremamente popolari nei tardi anni Novanta: da un lato c’erano i quattro musicisti Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Dave Rowntree e dall’altro i fratelli Gallagher. Da un lato She’s so high, dall’altro Wonderwall, in una lotta senza quartiere al vertice delle classifiche.

La pellicola offre un ritratto sociologico oltre che musicale di un momento storico che, dopo il rigore degli anni thatcheriani, fu dominato dall’effimera euforia della Cool Britannia di Tony Blair.

Un racconto fresco, anche se postumo, di una società dove la musica pop da sempre ricopre un ruolo tutt’altro che marginale.

Source: Sky Italia

big thanks to Christian

Di seguito il riepilogo della serata a tema Britpop e Oasis su Sky Arte, con la successiva programmazione:

ore 21.15 - Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop (prima TV italiana)
ore 22.15 - Video killed the radio star: Oasis. Dietro le quinte dei più famosi video degli Oasis (vedi qui in italiano)
ore 22.45 -Video killed the radio star: Blur. Dietro le quinte dei più famosi video dei Blur
ore 23.15 - Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop (replica)

Repliche di Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop:

giovedì 4 febbraio - ore 14.30
venerdì 5 febbraio - ore 20.15
sabato 6 febbraio - ore 14.45
lunedì 8 febbraio - ore 11.00

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venerdì 21 febbraio 2020

Il docufilm As It Was è disponibile con sottotitoli in italiano su TIM Vision

È disponibile per gli abbonati a TIM Vision con sottotitoli in italiano As It Was, il docu-film dedicato alla star del rock Liam Gallagher, frontman del celebre gruppo musicale degli Oasis, poi attivo con i Beady Eye e dal 2016 come solista.

Il docufilm diretto da Charlie Lightening, premiato di recente agli NME Awards come Best Music Film, segue tutte le tappe della recente carriera del cantante, dallo scioglimento della storica band di Manchester, dalla fondazione dei Beady Eye, dagli anni bui dopo la separazione dalla moglie e lo scandalo della paternità segreta (2013) e la perdita di stimoli con il gruppo post-Oasis, scioltosi nell'ottobre 2014, alla rinascita con i due album da solista. Interviste e immagini inedite che mostrano tutti i retroscena della fine degli Oasis, ma anche il racconto di come Liam sia riuscito ad uscire dall'ombra del fratello Noel, per ripartire da solo, come solista, senza maschere.

Grazie a Sushila per la preziosa informazione sulla presenza dei sottotitoli in italiano.

Ricordiamo che il docufilm è disponibile per l'acquisto su Amazon e su altre piattaforme, ma con sottotitoli in inglese.

Qui sotto potete vedere alcune clip del film in italiano (YouTube: frjdoasis channel)






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sabato 8 febbraio 2020

Liam Gallagher a RS USA: "Reunion solo se torniamo a essere amici. Noel si crede Bowie, ma oggi fa musica ridicola"


Penso che il tuo nuovo album sia il migliore da molto tempo a questa parte.

Sì, adoro questo album. Ci sono delle belle canzoni. Io, Andrew (Wyatt), Greg Kurstin e Simon Aldridge lavoriamo bene insieme, quindi ora sono fortunato ad avere dei bravi autori, amico.

È più difficile avvicinarsi al tuo secondo album da solista? Con il primo si può fare qualsiasi cosa.

Bene, il secondo era più o meno lo stesso. Non volevamo fare nulla di veramente diverso dal primo. Era di nuovo lo stesso: buone canzoni, buona produzione, buona voce, buoni testi. E sarà lo stesso anche per il terzo album, amico. Questo è il genere musicale che mi piace ed è il tipo di musica che penso piaccia ai fan, capisci cosa intendo? Non faremo mai un disco reggae. Non che io abbia qualcosa contro la musica reggae, perché mi piace, ma so cosa sto facendo. Quindi ci atterremo a questo.

Com'è stato, nella tua carriera, passare a fare il cantautore?

Voglio dire: non mi fido ancora di me stesso come cantautore. Sono più un cantante. In un certo senso compongo il verso qua e là, ma se dovessi scrivere l'intera canzone non penso che sarebbe altrettanto bella. Ho bisogno di aiuto. Quindi mi piace consegnarli a persone che sanno cosa stanno facendo. Potrei scrivere un album, ma non credo che sarebbe finito in radio, capisci cosa intendo? Voglio che la gente lo ascolti.

L'eredità degli Oasis è piuttosto sorprendente. Sembra che ora ci siano più persone che mai, non siano affatto andati via.


Dunque, sì, gli anni con gli Oasis sono stati anni belli. Gli anni con i Beady Eye non sono stati così fecondi, ma penso che questa cosa da solista stia funzionando bene, amico. Ritengo che si abbia bisogno di un po' di tempo prima che le persone tornino e apprezzino, capisci cosa intendo? Non sto dicendo che non apprezzassero, ma penso che io e i fan sapessimo che avevamo bisogno di tempo lontani l'uno dall'altro per poter andare avanti. Avevo un po' di cose private da risolvere, ma sono sicuramente felice di essere tornato. Che possa continuare a lungo, amico.

Sembra che tu ti sia fiondato nei Beady Eye e non abbia davvero avuto la possibilità di fare un passo indietro.


Be', ovviamente quando gli Oasis si sono lasciati non volevamo che ciò accadesse, ma Noel voleva andarsene a casa perché ne aveva abbastanza. Sentivamo, però, che dovevamo rimanere in giro eon the road e continuare a farlo; il solo fatto che lui fosse saltato giù dalla nave non significava che dovessimo farlo pure noi, capisci cosa intendo? Quindi, sì, mi sono piaciuti gli anni con i Beady Eye ... Ma (dopo un po') non avevamo molti concerti in programma, quindi ho pensato che fosse il momento di chiudere bottega. Pensavo che avessimo fatto dei buoni dischi.

Una delle mie parti preferite del nuovo documentario su di te (As It Was, ndr) è il viaggio in Irlanda che hai fatto con tuo fratello Paul.

Oh, sì, siamo andati a bere della Guinness nei bar. Lo adoro, amico.

Dov'è stato?

Lì era nel Mayo; Charlestown, dove è nata mia mamma. Cerchiamo di andare lì il più possibile, ma finiamo sempre nei pub.

Quando vai al pub cosa bevi?

Bene, comincio con una birra chiara e poi al quinto giro la cosa mi annoia. Poi mi lancio dritto sul tequila. E poi può darsi che prenda un paio di Guinness. Bevo qualsiasi cosa, amico. So gestire qualsiasi cosa. Mi piace tutto.

Come riesci a bilanciare questa cosa con l'essere sano? Non sembra che tu beva così tanto.
 

Quando hai un tour in arrivo, devi fare un po' il bravo. Mi piace uscire a fare una corsa e controllo un po' quello che mangio, ma non avrò mai gli addominali scolpiti. Ho un aspetto bono per avere 47 anni, considerando che mi devasto da 25 o 30 anni.

Quale musica ti emoziona in questo momento?

Niente. Mi piace che in giro ci sia un nuovo ragazzo chiamato Slowthai. Penso che abbia qualcosa. È più rap sporco, ma mi piace. È piuttosto simpatico, è piuttosto politico. Non sta succedendo davvero niente che mi faccia impazzire, davvero.

Il film parla anche del tuo prolifico twittare.

Mi piace, amico. Mi piace stare in contatto con i fan. È bello sentire la loro. Su di me si dicono tante cagate che non stanno né in cielo né in terra, quindi è bello far sapere alle persone come mi sento davvero, capisci cosa intendo?

Cosa si dice di su di te che non corrisponde al vero?

Non lo so, amico, è solo la solita merda: che voglio disperatamente rimettere insieme gli Oasis. E non sono disperato. Non sono disperato per nulla. Molte persone dicono: "Oh, è disperato". Non me ne frega niente. Sono abbastanza felice di fare questo. Non avremmo mai dovuto separarci, capisci cosa intendo? Quindi sono persone che pensano che io voglia disperatamente rimettere insieme la band, e non è vero. Sarebbe bello se tornassimo insieme, ma non sono un cazzo di disperato.

Qual è l'offerta più folle che tu abbia mai ricevuto per rimettere insieme gli Oasis?

Uhm, non penso che arrivino a me. Penso che passino attraverso il manager di Noel, che un tempo era manager degli Oasis, quindi non ne sono sicuro, amico. Non ne ho sentito parlare. Ma se succede sarà 50/50, credimi. Sembra che Noel pensi che mi lancerà un osso, capisci cosa intendo? Non mi lancerà un fottuto osso. Sarà 50/50 e anche io sceglierò chi ci sarà nella band, perché se lui pensa che mi unirò agli High Flying Birds ma li chiamerò Oasis, avrà un'altra cosa in arrivo. Bonehead (Paul Arthurs, chitarrista degli Oasis dal 1991 al 1999, ndr) farà parte della band e lo faremo a pezzi, amico.

Di recente abbiamo fatto un'intervista a tuo fratello, che ha parlato della tua carriera da solista. Ha detto: "Immagino che se avesse un po' di cervello canterebbe un bel po' di canzoni degli Oasis, perché la sua musica è terribile. Uno di noi è ancora intrappolato negli anni '90, vestito come un pescatore come se stesse andando in Norvegia a caccia di sardine".

Sì, be', preferirei vestirmi come un pescatore piuttosto che come il cazzo di George Bush, il coglioncello, capisci cosa intendo? Ti dico una cosa, amico: si vede che il tipo ha perso la testa ... Non so di che cazzo stia parlando.

Hai sentito il suo ultimo disco?

Sì. Sì, purtroppo.

Cosa hai pensato?

Non lo so, amico. Senti, a parte gli scherzi, non penso che stia scrivendo buona musica al momento. Penso che se suonassi qualcuno di questi brani con la chitarra acustica, saresti deriso. È solo stupido, amico. Pensa di essere fottuto David Bowie, ma non lo è. Non fa per me, amico. Preferirei di gran lunga rimanere bloccato negli anni '90.

Il film parla molto della lotta che ha rotto la band. So che ci sono molti altri eventi in corso, ma una lotta fisica sembra qualcosa da cui voi, ragazzi, potete riappacificarvi.


Sì, in realtà non succedeva un granché. Non stava succedendo niente. Eravamo normali. C'era sempre un po' di merda, ma penso solo che volesse andarsene, amico. Qualcuno ovviamente gli aveva soffiato fumo nel culo e gli aveva detto: "Sai, potresti fare un disco solista", e lui se n'è andato e l'ha fatto e non ci ha ricavato molto. Deve aver pensato di uscire e diventare il nuovo Paul McCartney e suonare negli stadi. Beh, la cosa gli si è ritorta contro, capisci cosa intendo? Se vuole fare un disco solista, non sono suo padre, non sono sua madre, ma non buttarmi sotto il bus per poi dividere la band, capisci cosa intendo? Girati e fai: "Guarda, ne ho abbastanza, me ne vado". Non cercare di provocare scenate, amico, sapendo che io mi azzufferò con te, cazzo. Se vuoi andare a fare la tua piccola merda, vai e fallo, ma non far credere che io sia un orribile mostro con cui lavorare, capisci cosa intendo? Sono un figo da paura, io.

Tuttavia un tour sarebbe semplicemente fantastico, per le persone che ti vedono e che non ne hanno avuto l'occasione di vedervi.

Sì, ma non lo sai mai. Potrebbe essere fantastico e potrebbe essere merda. Può andare in entrambi i modi. Penso che affinché torniamo insieme solo per soldi e solo per fare un tour ... bisogna che si diventi di nuovo amici, capisci cosa intendo? Se diventiamo di nuovo amici, allora sarà la cosa migliore dopo il pane affettato. Ma se lo facciamo senza diventare di nuovo amici, penso che sarebbe una fottuta perdita di tempo. Non credo che dureremmo neanche il primo ritornello della cazzo di Rock'n'Roll Star. Penso che finirei per attaccarlo.

Un ultimo pensiero sul tuo nuovo album?

Non proprio. È quello che è. Se ti piace, compralo. In caso contrario compra qualcos'altro. Non cura il cancro. È solo musica, amico. Non sono uno che infila la propria musica nella gola della gente. È quello che è.

oasisnotizie - Source: Rolling Stone USA



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venerdì 17 gennaio 2020

Video - Clip da As It Was sottotitolata in italiano: Liam Gallagher a casa di mamma Peggy

In questo video, un bell'estratto del docufilm As It Was in cui Liam Gallagher si reca a casa della madre Peggy, dove viveva da piccolo. Sottotitoli ITA by frjdoasis.




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lunedì 9 dicembre 2019

Liam Gallagher: "Cari fan di Noel, le canzoni degli Oasis sono mie tanto quanto sue. Se avessi smesso? Sarei andato in Spagna ad abbronzarmi"

Proseguiamo la traduzione delle parole che Liam Gallagher ha pronunciato il 30 ottobre durante la chiacchierata con National Public Radio (NPR), un network di stazioni radiofoniche statunitensi, in occasione del suo tour negli States a supporto degli Who. Liam si è anche esibito dal vivo negli studi della radio (ottima la performance, audio qui sotto).

"Se ho provato a contattare Noel per farlo comparire nel documentario? Penso che altre persone abbiano provato a farlo, ma il documentario parla di me, non parla di lui. Ovviamente avevamo un rapporto musicale ed è andato a puttane, ma molta gente la mena come se io mi fossi seduto a casa a piangere e non è così. Ascolta, io sono tranquillo e lui è tranquillo, è quello che è".

"Se è stato doloroso non poter usare le canzoni degli Oasis nel documentario (per il diniego di Noel, ndr)? Be', ma questa cosa gli fa fare brutta figura però, no? Le cantavo io. Non mi importa se le abbia scritte io o no. Lui ha il suo piccolo fans club che fa: 'Be', ma le ha scritte lui'. Ti dico una cosa, amico: sarebbero state canzoni totalmente diverse se lui le avesse anche cantate, perché sono anche figlie mie. Quindi per quanto mi riguarda sono mie tanto quanto sue".

"Cosa avrei fatto se fossi uscito dal mondo della musica? Niente, amico. Avrei contato quanti soldi mi sarebbero rimasti per gli stupidi errori che ho fatto, e probabilmente mi sarebbero rimasti un po' di quattrini. E mi sarei stabilito in un posticino di campagna da qualche parte in Spagna, mi sarei messo in forma, sarei andato a correre, avrei 'staccato' un po', mi sarei fatto bella abbronzatura, avrei bevuto come Oliver Reed per un anno, poi sarei tornato in forma come Marvin Gaye e poi sarei tornato in Inghilterra e me la sarei spassata come ho fatto. Ma avrei sempre fatto musica, amico. Sempre, sicuramente. Avevo bisogno di una pausa. Non dalla musica, ma dalle persone, capisci cosa intendo?".

"Se la gente mi ha dato consigli su dove andare e cosa fare? No, ma lo capisco, non è colpa della gente. Loro vogliono la cosa loro e a volte passano per egoisti. Capisco che rivogliono gli Oasis insieme, ma io ne avevo abbastanza di tutti, anche di me stesso. Avevo bisogno di andare a sedermi in un campo da qualche parte e meditare sulle cose. E un campo in Spagna è bello tanto quanto un campo ... ovunque. A volte bisogna andarsene via? Esattamente".

trascrizione di oasisnotizie - Leggi anche: Liam Gallagher: "Noel vuole reinventare le cose e fallisce miseramente, io cerco il sound classico"


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domenica 1 dicembre 2019

Liam Gallagher: "Il mondo del rock è pieno di bugiardi che dicono che tutti i concerti sono fantastici. Il doc As It Was? Non volevo manco farlo"

Interrogato dal network radiofonico NPR, negli USA, il 30 ottobre, Liam Gallagher ha parlato anche del documentario che lo vede protagonista, As It Was, uscito qualche mese fa.

"Cosa volevo raccontare con questo documentario? In realtà niente, perché era già uscito il docufilm Supersonic (nel 2016, ndr) e la gente chiedeva: 'Dovremmo fare un documentario?'. Io rispondevo: 'Per niente'. Mi aveva già annoiato, capisci? E tutti sanno già di che si tratta e roba così. Poi penso che grazie al successo di As You Were, i concerti che facevamo in Inghilterra sono stati molto buoni, così a metà della cosa abbiamo pensato: 'Dovremmo andare avanti?', ma non è stata una mia idea, credimi. Non voglio fare dei film su di me ad ogni tour, capisci? Sono solo un tizio con il parka che canta canzoni, e basta".

"Ma conosco gente che trova queste cose interessanti, anch'io. E sono felice che alla fine lo abbiamo fatto, ma a metà del percorso pensavo: 'Senti, possiamo spegnere queste videocamere e piantarla?' ...".

"Quando torni dietro le quinte e sei sudato fradicio non vuoi proprio parlare ... Sai, il concerto non è andato male, non tutto è fantastico nel mondo del rock 'n' roll, capisci? Anche se la gente si vanta del fatto che tutti i concerti sono stati fantastici, non è così. Sai, a volte certe sere scendi dal palco e pensi: 'È stata una faticaccia' o cos'altro. Ma in giro ci sono molti bugiardi che fanno: 'Oh, sì, è stato tutto fantastico!'. Non è così".

"Ci sono giornate positive e giornate negative e penso che nelle giornate negative non vuoi che nessuno ... vuoi solo prendere a calci qualcosa e andare a letto, scordarti della cosa e ricominciare, capisci? Ma la gente non ne vuole sentire parlare, ovviamente. Comunque sono contento che l'abbiamo fatto (il documentario, ndr), perché penso sia uscito bene".



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sabato 23 novembre 2019

"Noel Gallagher non volle Liam Gallagher sulla copertina di Wonderwall"

Michael Spencer Jones, colui che ha realizzato copertine di album per Oasis e Verve, ha rivelato che aveva pensato di fare apparire Liam Gallagher sulla copertina di Wonderwall, prima che Noel bloccasse questa idea.

Il fotografo e videomaker ha ricordato, conversando con il quotidiano inglese Mirror, che lui e Liam si stavano recando a Primrose Hill (collina nel Regent's Park di Londra) per fare una sessione fotografica per la copertina di Wonderwall, quando un taxi nero "frenò davanti a noi". Ne scese Noel per spiegare che Liam non poteva assolutamente apparire sulla copertina del disco perché "Wonderwall è una canzone d’amore. È su una ragazza".

Alla fine ad apparire sulla copertina del singolo, uscito nel 1995, fu un'impiegata della Creation Records (l’etichetta discografica degli Oasis).

Sempre a proposito della band dei fratelli Gallagher, Spencer Jones ha ricordato inoltre, che per la copertina di Be Here Now, album pubblicato nel 1997, scese il ‘caos’ ad ostacolare i suoi piani di voler fare una session fotografica notturna.
"Di notte le riprese scesero nel caos più assoluto. La band era distrutta. Un generatore saltò in aria e la pellicola venne sottoesposta. Alla fine usammo un'immagine che avevo fatto all'inizio della giornata".
 Source: Rockol


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