Visualizzazione post con etichetta oasis. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta oasis. Mostra tutti i post

domenica 5 luglio 2026

Oasis all’Olimpico di Roma? Per chi li ama davvero sarebbe una notizia che fa battere il cuore

Ammettiamolo: nessuno di noi ci credeva più davvero.

Per anni abbiamo assistito alle frecciate tra Liam e Noel Gallagher, alle interviste al veleno, alle promesse mai mantenute e alle reunion annunciate e smentite nel giro di poche ore. A un certo punto avevamo accettato l'idea che gli Oasis fossero destinati a restare un ricordo meraviglioso degli anni Novanta. Una di quelle storie finite troppo presto.

E invece eccoci qui.

Gli Oasis sono tornati. E adesso si parla addirittura di una possibile data allo Stadio Olimpico di Roma nel 2027. Non c'è ancora nulla di ufficiale, ma per chi è cresciuto con Definitely Maybe e (What's the Story) Morning Glory? la sola idea basta a scatenare l'immaginazione.

Perché gli Oasis non sono semplicemente una band.

Sono il disco che mettevi nelle cuffie quando avevi bisogno di sentirti invincibile. Sono la voce di Liam che ti prende a schiaffi con la sua arroganza e quella scrittura di Noel capace di trasformare emozioni semplici in inni immortali. Sono quelle canzoni che hai ascoltato cento, mille volte e che riescono ancora a emozionarti come la prima.

Chi ama davvero gli Oasis sa che non si tratta soltanto di Wonderwall. Sa che dietro il successo mondiale ci sono gemme come Slide Away, Acquiesce, The Masterplan, Cast No Shadow o Listen Up. Canzoni che hanno accompagnato viaggi, amori, delusioni e sogni di milioni di persone.

La loro forza è sempre stata questa: farti sentire parte di qualcosa di più grande. Non importava da dove venissi o quanti anni avessi. Quando partiva Don't Look Back in Anger diventavamo tutti la stessa persona.

E forse è proprio questo che rende speciale l'idea di un concerto all'Olimpico. Non sarebbe soltanto un evento musicale. Sarebbe un ritrovo generazionale. Una notte in cui migliaia di persone canterebbero insieme parole che conoscono da una vita.

Perché gli Oasis non hanno mai cercato di essere perfetti. Hanno litigato, esagerato, sbagliato. Ma hanno scritto alcune delle canzoni più importanti della loro epoca. E quelle canzoni hanno continuato a vivere anche quando la band non esisteva più.

Oggi che Liam e Noel sono tornati sullo stesso palco, ci rendiamo conto che forse avevamo dimenticato una cosa: certe storie possono interrompersi, ma non finiscono mai davvero.

E se Roma dovesse accoglierli nel 2027, per una sera non conteranno classifiche, recensioni o polemiche.

Conterà soltanto quel momento in cui le luci si spegneranno, partiranno le prime note e uno stadio intero si ritroverà a cantare:

"Maybe, you're gonna be the one that saves me..."

Come se il tempo non fosse mai passato.


-Valerio Pieraccini 

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 22 aprile 2026

Liam Gallagher a Roma per due giorni fa impazzire i fan: "Concerto qui l'anno prossimo? Senza dubbio", avrebbe detto

Atterrato a Ciampino nella giornata di martedì 21 aprile e in partenza, sempre dallo stesso aeroporto romano, nel pomeriggio di giovedì 23 aprile. Sono le notizie che girano in rete da qualche ora e che riguardano Liam Gallagher, riportate da Roma Today.

Il cantante degli Oasis è a Roma in vacanza insieme alla madre e alla compagna e starebbe alloggiando in un noto hotel del centro. Proprio qui il minore dei Gallagher sarebbe stato avvistato da alcuni fan. Gli scatti dei fan con la nota rockstar sono immediatamente rimbalzati in rete insieme a un'indiscrezione che, a quanto pare, proprio Liam si sarebbe lasciato scappare: l'annuncio di un prossimo concerto degli Oasis a Roma.

I presenti hanno dichiarato che Liam, di buon umore e disponibile, avrebbe risposto "senza dubbio, verremo qui molto presto" alla domanda su un futuro concerto a Roma l'anno prossimo.














OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 5 luglio 2025

La recensione: gli Oasis infiammano Cardiff nella notte della reunion dopo 16 anni

 

Dopo sedici anni rieccoli insieme sullo stesso palco. I fratelli coltelli del rock britannico, Liam e Noel Gallagher, anima degli Oasis, hanno ricostituito gli Oasis ad agosto scorso e questa sera si sono esibiti al Principality Stadium di Cardiff nella tappa inaugurale dell'attesissimo tour di reunion della band che ha riscritto la storia del guitar rock dagli anni '90. Mano nella mano, con Noel visibilmente commosso, i due hanno mandato in brodo di giuggiole i 75mila fan accorsi per questa serata memorabile in un grande impianto destinato alle partite di rugby, ma stasera teatro di un sogno divenuto realtà.

La capitale gallese si incendia per i fratelli Gallagher. L'attesa era stata spasmodica in città, tra eserciti di cappelli alla pescatora, murali e innumerevoli bancarelle che vendevano gadget sulla band più amata degli ultimi trent'anni in Gran Bretagna. L'atmosfera è elettrica, come fosse la finale di FA Cup, che da queste parti si è giocata più volte, ed è al contempo dispersiva e raccolta, dato che il tetto dello stadio, retrattile, è stato chiuso, dando la sensazione di trovarsi in un palazzetto gigante più che in uno stadio. Sul palco, insieme ai Gallagher, ci sono i reduci degli Oasis, Paul 'Bonehead' Arthurs, Gem Archer, Andy Bell, e il batterista Joey Waronker, già al lavoro con Rem e Beck, con la voce di Jess Greenfield, che fa parte del progetto parallelo di Noel, gli High Flying Birds.

Gli Oasis iniziano lo show alle 20 ora inglese (le 21 italiane). Salgono sul palco e si lanciano in Hello, brano del 1995. "It's good to be back", "è bello essere tornati", ha detto Liam durante il primo brano. È anche un verso di Hello, il primo pezzo in scaletta, seguito da Acquiesce, in cui i fratelli cantano insieme "abbiamo bisogno l'uno dell'altro, crediamo l'uno nell'altro", quasi a sancire una rappacificazione aspettata dai fan oltre tre lustri. "È passato troppo tempo", sottolinea Liam tra una canzone e l'altra, per poi aggiungere, a metà spettacolo, "Che succede? Ve la state spassando tutti, no? È valso la pena spendere 4mila sterline per il biglietto?".

È il momento culturale dell'anno, forse del decennio, nel Regno Unito. Sono stati venduti in totale 900mila biglietti per questo tour e stasera e ci sono almeno tre generazioni di fan tra il pubblico. E la scaletta contiene tutti i classici. Non mancano Some Might Say, Morning Glory, Supersonic, il brano da cui tutto ebbe inizio, e poi Cigarettes & Alcohol a un volume assurdo (su questo pezzo Liam chiede ai fan di ballare la danza Poznan, popolare tra i tifosi del suo amato Manchester City allo stadio). C'è il momento in cui i riflettori sono puntati solo su Noel — con Half the World Away e Little By Little, unico brano superstite del periodo post 2000 — e poi torna Liam a cantare Slide Away e Whatever. Gli Oasis non dimenticano la tragedia dell'altro giorno, la morte in un incidente stradale del calciatore del Liverpool Diogo Jota, la cui immagine viene proiettata sul maxischermo mentre Liam canta le ultime battute di Live Forever.

"We're hard work, I know", dice Liam prima di Champagne Supernova. "Siamo una faticaccia, lo so", riferendosi alle polemiche roventi scatenate dall'uso del dynamic pricing, al centro di un'inchiesta parlamentare, e le vendite a prezzi gonfiati dei tagliandi da parte di alcuni siti non ufficiali. L'entusiasmo, però, non è stato spento da queste vicende. Già prima che sul palco salissero gli Oasis, durante l'esibizione di Richard Ashcroft, la gente si è scatenata cantando a squarciagola Sonnet, Space and Time, Song for Lovers, The Drugs Don't Work a Bitter Sweet Symphony, dedicata ai Gallagher. "Sono così orgoglioso di essere qui in questa serata storica con la più grande band rock", ha detto un Ashcroft, accolto con un'ovazione dai presenti, mentre Noel lo guardava da sotto il palco.
 
Liam conclude il concerto cantando Champagne Supernova, introdotta così: "Grazie per averci sopportato in tutti questi anni". Noel ringrazia i fan più giovani della band e inizia l'encore, la parte finale del concerto, con The Masterplan, introdotta da queste parole: "Questa è per tutte le persone che hanno tra i 20 e i 30 anni, non ci hanno mai visto prima e ci hanno fatto rimanere alla moda per gli ultimi vent'anni". Ed è proprio questo, forse, il segreto degli Oasis: unire gente di tutte le età come nessun'altra band.

Domani sera si replica a Cardiff. Il mastodontico tour si snoderà in 41 date, toccando nei prossimi mesi Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti, Giappone, Australia e Brasile.

oasisnotizie 




Scaletta

‘Hello’
‘Acquiesce’
‘Morning Glory’
‘Some Might Say’
‘Bring It on Down’
‘Cigarettes & Alcohol’
‘Fade Away’
‘Supersonic’
‘Roll With It’
‘Talk Tonight’
‘Half the World Away’
‘Little By Little’
‘D’You Know What I Mean?’
‘Stand By Me’
‘Cast No Shadow’
‘Slide Away’
‘Whatever’
‘Rock ‘n’ Roll Star’

ENCORE:
‘The Masterplan’
‘Don’t Look Back In Anger’
‘Wonderwall’
‘Champagne Supernova’

PHOTOGALLERY - CLICCA QUI 



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 4 luglio 2025

Oasis, è il giorno della reunion attesa 16 anni. "Tutti si chiedono quanto durerà". L'articolo su La Nazione

Roma, 4 luglio 2025 – Oasis Forever. Per quell’attitudine che hanno le pietre tombali a trasformarsi in pietre filosofali, il ritorno degli Oasis stasera al Principality Stadium di Cardiff è atteso come evento dell’anno. Una reviviscenza di quell’epopea sotterrata sedici anni fa a suon di risse e insulti a mezzo stampa che tutti giudicavano altamente improbabile solo fino all’estate scorsa. E siccome, al di là dei proclami, suonare nei club da tremila persone diverte, ma è decisamente meno esaltante di farlo negli stadi da cinquantamila, ecco i fratelli-coltelli del rock britannico accantonare ("sotterrare" sarebbe forse eccessivo) l’ascia di guerra per regalarsi un tour da cinquantenni per un popolo dí cinquantenni ancora pronti a farsi carezzare il pelo da Wonderwall e Champagne Supernova.

Era l’8 ottobre 2009 quando a Cardiff l’edicolante della vittoriana Morgan Arcade si ritrovò sull’uscio del negozio la mazzetta del Times in cui Liam tuonava "Gli Oasis non esistono più, penso lo abbiamo capito tutti. È finita". Mai avrebbe immaginato, probabilmente, di ritrovarselo nel 2025 a cinquecento metri di distanza per riavviare l’epopea di un passato che non passa. Il senso di revival di tutta l’operazione si evince pure dalla composizione della band, che vede la richiamata in servizio di Andy Bell al basso, Gem Archer e Paul “Bonehead” Arthurs alle chitarre. Alla batteria invece arriva Joey Waronker, già con Rem, Beck e gli Atoms for Peace di Thom Yorke. Supporter un vecchio amico quale il frontman dei Verve Richard Ashcroft (Noel gli dedicò addirittura Cast no shadow in (What’s The Story) Morning Glory?”).

In una Cardiff in ebollizione, l’unico pensiero sembra essere: per quanto tempo reggerà il sogno? L’esperienza insegna, infatti, che gli Oasis sono una band che inizia a sciogliersi nel momento esatto in cui si ritrova. Basta ricordarsi di quel 20 agosto 2009 a Bercy, quando a far traboccare il vaso fu una chitarra di Noel fracassata dal fratello su un tavolo di vetro nel backstage del festival parigino Rock en Seine. Affronto davanti a cui neppure quella santa donna di mamma Peggy, 82 anni, l’unica capace di far ragionare le teste matte che ha messo al mondo, riuscì a scongiurare il patatrac.

La scarsa affidabilità dei fratelli ha indotto stavolta gli organizzatori a concordare pagamenti show dopo show. Questo al fine di evitare sorprese tenuto conto dell’impatto economico di un’impresa del valore di 400 milioni di sterline solo per i 14 concerti nel Regno Unito. Secondo la Birmingham City University, infatti, per gli show oltre Manica di questo Oasis Live ‘25 Tour Liam e Noel Gallagher incasseranno 50 milioni di sterline a testa, quindi circa 3 e mezzo a concerto. Cifra che include la vendita dei biglietti e i relativi ricavi, ma non tiene conto dei guadagni connessi al merchandising e gli altri accordi commerciali. Una “benevolenza” che avrebbe indotto i Gallagher a rinunciare alla formula prendi i soldi e scappa dei concerti da 75-80 minuti a cui avevano abituato i fan nell’altra vita, per arrivare a 135-140.

Intenzionati a non farsi mancare nulla, nel trentesimo anniversario di (What’s The Story) Morning Glory? Noel e Liam hanno concordato con la Sony una ristampa speciale di quell’album benedetto dal dio delle hit-parade uscito nell’ottobre del 1995 e arrivato al traguardo dei 22 milioni di copie vendute nel mondo (5,5 milioni solo negli Stati Uniti), il terzo più venduto della storia nel Regno Unito. Insomma, una vera miniera d’oro, visto che il tour dopo aver toccato Manchester, Londra, Edimburgo e Dublino si sposterà in Giappone, Corea del Sud e America del Nord, Centro e Sud per poi regalarsi un gran finale all’Estádio do Morumbi di San Paolo il 23 novembre.

Source: La Nazione 
 
 Clicca sulla foto per ingrandirla 
 

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

lunedì 13 gennaio 2025

Liam Gallagher: "Non credo che farò delle prove per il tour di reunion degli Oasis"

Fra le tante domande dei fan sulla reunion degli Oasis, che si preparano a tornare sul palco il 4 e 5 luglio 2025 al Principality Stadium di Cardiff c’è quella sulla necessità di Noel e Liam Gallagher di provare con i musicisti che hanno scelto. Si parla di Paul “Bonehead” Arthurs, membro originale degli Oasis e amico di infanzia di Liam, Gem Archer e Andy Bell che sono entrati nella band nel 1999 e Zak Starkey, figlio di Ringo Starr e già in tour con loro dal 2004 al 2008.

In uno dei suoi ormai leggendari dialoghi con i fan via social media, Liam Gallagher ha affrontato la questione a modo suo, dicendo ad un fan che gli chiedeva se lascerà provare la band prima di unirsi a loro: "Non credo che farò delle prove. Mi presenterò direttamente sul palco per fare in modo che sia tutto spontaneo e celestiale".

Gli Oasis si sono sciolti il 28 agosto 2009 dopo il famoso litigio tra Liam e Noel nel backstage del festival Rock En Siene a Parigi (e prima di una data a Costanza in Germania e a Milano in Italia) e sono tornati con un tour che ha battuto tutti i record di vendita (e anche qualche polemica) con diciannove date sold out in Inghilterra e Irlanda e nove in Canada, Stati Uniti e Città del Messico e poi Giappone, Corea, Australia, Argentina, Cile e Brasile fino a novembre. “Avete creato il più grande casino del secolo, e non vedo l’ora di vedervi dal vivo!” gli ha scritto un fan. “Questo è l’atteggiamento giusto”, ha risposto Liam.  

Source: Virgin Radio Italia


 

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 13 novembre 2024

Noel Gallagher ha creato una versione ambient di sei ore di Champagne Supernova degli Oasis

Noel Gallagher ha creato una mix ambient di oltre sei ore di Champagne Supernova, canzone degli Oasis, per una mostra alla National Portrait Gallery di Londra. Il brano, pubblicato nel 1995 nell’album (What’s The Story) Morning Glory?, sarà riprodotto nei pressi del ritratto dell’icona del Britpop nel museo di Trafalgar Square. Tutto questo fa parte della nuova mostra Legends, che include infatti 100 ritratti fotografati da Zoë Law durante la sua carriera.

Accanto al ritratto di Noel ci saranno anche quelli di Sir Bobby Charlton, Kim Cattrall, Orlando Bloom e un ritratto mai visto di Sienna Miller. Quest'ultimo vedrà l'attrice in posa con la Epiphone del 1967 che Noel Gallagher ha utilizzato per scrivere proprio il brano degli Oasis.

La versione reimmaginata di Champagne Supernova sarà riprodotta con lo scopo di creare un’esperienza immersiva per i visitatori durante l’osservazione delle foto in bianco e nero. "L’unica cosa a cui mi affido è il non pensare troppo a niente. Si possono creare montagne da granelli di sabbia", ha dichiarato Noel in un video promozionale per la mostra. "Provo ad insegnare ai miei figli a fare un passo indietro e a vedere i problemi per quello che sono. Nessun problema è insormontabile".

La mostra Legends sarà aperta al pubblico dal 29 novembre al 2 marzo 2025.

Source: Virgin Radio Italia


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 2 ottobre 2024

Gli Oasis annunciano 5 date in Canada, USA e in Messico con vendita senza prezzo dinamico


Gli Oasis hanno ufficializzato alcune date in Nord America. Pochi giorni fa l'NME aveva rivelato in anticipo le date internazionali che porteranno gli Oasis in tour nel 2025 fuori dal Regno Unito ed Irlanda. Ora arriva una parziale conferma anche dai canali ufficiali della band, che ha annunciato i primi show in Nord America con tre date negli Stati Uniti, una in Canada e una in Messico. 

Tutte le date combaciano perfettamente con quelle anticipate dal magazine britannico ed è quindi lecito aspettarsi che, prossimamente, saranno confermati anche gli show in Sud America, Australia e Giappone. Ma la grande novità riguarda il prezzo dinamico che, rivela il mamanagement degli Oasis, non sarà applicato per gli show americani. Il tour americano degli Oasis Dopo i 17 concerti in Regno Unito e Irlanda andati sold out in poche ore, gli Oasis partiranno per un tour internazionale che li vedrà volare dall'altra parte dell'Oceano.

Il rapporto della band di Manchester con gli Stati Uniti, così come la gran parte delle formazioni britanniche, è sempre stato conflittuale e il successo importante ma di proporzioni ridotte rispetto all'Europa o altre zone.

I fan statunitensi degli Oasis, però, hanno chiesto a gran voce degli show durante i quali, come scritto sui social della band, avranno "l'ultima occasione per dimostrare che ci hanno sempre amati".

Le date del tour degli Oasis nel Nord America si apriranno il 24 agosto al Rogers Stadium di Toronto, in Canada, per poi proseguire al Soldifer Field di Chicago, negli Stati Uniti, il 28, al Metlife Stadium di East Rutherford, il 31 agosto e al Rose Bowl Stadium di Los Angeles il 6 settembre. 

Chi ha sempre amato alla follia gli Oasis, invece, sono i messicani, che avranno la loro possibilità di assistere dal vivo al tanto atteso tour della reunion, il 12 settembre 2025 allo stadio GNP Seguros di Città del Messico.

Special guest del tour americano degli Oasis saranno i Cage The Elephant.

Le date combaciano quasi perfettamente con quelle anticipate la scorsa settimana dal New Musical Express, che, in aggiunta, aveva rivelato anche un concerto a Boston (poi non confermato) e degli show in Sud America, Australia e Giappone, che, probabilmente, saranno annunciati nelle prossime settimane.

Queste le date internazionali del tour Oasis Live '25 ufficializzate lunedì 30 settembre:
     
      Toronto, Canada - 24 agosto 2025
      Chicago, USA - 28 agosto 2025   
      East Rutherford, New Jersey, USA - 31 agosto 2025    
      Los Angeles, USA - 6 settembre 2025
      Città del Messico, Messico - 12 settembre 2025

I biglietti saranno messi in vendita dal 4 ottobre su oasisinet.com

Queste le tappe su cui si vocifera con insistenza, ma ancora da annunciare ufficialmente:

      Seul, Corea del Sud
      Tokyo, Giappone
      Melbourne, Australia
      Sydney, Australia
      San Paolo, Brasile 
      Santiago del Cile, Cile   
      Buenos Aires, Argentina
La vera notizia per i fan americani degli Oasis, che tornano negli Stati Uniti a distanza di 16 anni dall'ultima volta, riguarda non solo la possibilità di veder dal vivo i fratelli Gallagher ma anche il tentativo, da parte della band, di risolvere le tante polemiche legate ai biglietti.
  
Così come per gli show nel Regno Unito e in Irlanda, anche per potersi accaparrare i biglietti delle date americane bisognerà registrarsi fino al 1° ottobre al sito degli Oasis con la vendita generale che aprirà venerdì 4 ottobre.
  
La novità, questa volta, è che gli organizzatori hanno cercato di gestire le cose in maniera più saggia dopo il totale fiasco che si è verificato per le date britanniche a causa del prezzo dinamico.
  
Per il tour americano, infatti, la controversa pratica di ticketing non sarà applicata ai biglietti degli Oasis.
  
L'annuncio è arrivato con una nota pubblicata dal management degli Oasis sui canali ufficiali della band in cui si spiega il dietrofront sul prezzo dinamico.
  
"Il modello di prezzo dinamico di Ticketmaster non sarà applicato alle prossime vendite per i biglietti degli Oasis in Nord America", si legge in un comunicato ufficiale. "E' accettato ampiamente che il dynamic pricing rimane un utile mezzo per combattere il bagarinaggio e mantenere i prezzi, per una grande parte dei fan, più bassi del prezzo di mercato e più abbordabili. Ma, quando una domanda di biglietti senza precedente (per la quale tutto il tour sarebbe potuto andare sold out ripetutamente all'apertura delle vendite) è combinata ad una tecnologia che non riesce a sopportare una tale richiesta, diventa meno efficace e può portare ad esperienze inaccettabili per i fan. Abbiamo preso questa decisione nella speranza di evitare quanto successo ai fan in Irlanda e Regno Unito".




OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 26 settembre 2024

"Il ritorno degli Oasis" domani in edicola su 7, settimanale allegato al Corriere della Sera

Domani venerdì 27 settembre 2024 su 7, rivista allegata al Corriere della Sera, "Il ritorno degli Oasis, rivincita di una generazione".

Sono i simboli musicali della generazione X (1965-1980). Nonché i protagonisti della reunion più clamorosa della storia della musica leggera: nessuno mai come i litigiosi fratelli Gallagher che tornano insieme a riformare gli Oasis, neanche gli Eagles e i Guns n' Roses.

Noel e Liam, nell'immagine legata legata ai loro anni Novanta di immenso successo, sono i protagonisti della copertina di 7, il settimanale del Corriere della Sera domani in edicola e in edizione digitale, con gli articoli di Matteo Persivalle e del critico musicale del giornale, Andrea Laffranchi.

  



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 13 settembre 2024

3100 euro per due biglietti per gli Oasis, 79enne britannica sbaglia e viene rimborsata

Elizabeth Buxton, una 79enne britannica, ha rischiato di perdere oltre 3100 euro (2700 sterline) cercando di acquistare dei biglietti per il tour di reunion degli Oasis.

La donna, originaria di Houghton Regis, nel Bedfordshire, pensava di comprare due biglietti al costo di 105 euro (90 sterline) ciascuno, ma nel completare l'acquisto su Gigsberg, un sito di secondary ticketing, ha scoperto di aver speso 1100 sterline per ogni biglietto più commissioni. 

Il 2 settembre la donna ha usato il proprio cellulare per cercare i biglietti e acquistarli per regalarli alla nipote. Mentre era alla ricerca degli agognati tagliandi, sullo schermo del telefonino le è comparso un pop-up che la invitava ad acquistare i biglietti su Gigsberg.

"Sono registrata a Ticketmaster da anni", spiega la donna. "Abbiamo anche visto il concerto di Adele, non sono una stupida. Ho cliccato sulla pagina di Gigsberg e ho ordinato due biglietti, fornendo i miei dati bancari. L'indomani ho guardato sul telefono e ho visto che dal mio conto erano sparite 2700 sterline. Non so neanche come sia successo. Sono devastata per essermi indebitata di una cifra simile". 

Gigsberg, che non figura tra i rivenditori ufficiali dei biglietti per i concerti del 2025 degli Oasis e che effettua rimborsi solo in caso di biglietti mancanti o eventi cancellati, ha fatto sapere che in questo caso procederà a un rimborso in via del tutto eccezionale. L'azienda ha precisato che "tutti i prezzi sono visibili agli acquirenti sul sito al momento del completamento dell'ordine". 

"Mia nipote era infuriata per l'accaduto. Mi ha detto: 'Nonna, so che pensavi a me, ma non avresti mai dovuto farlo' ".

Nei giorni scorsi, con una nota ufficiale, il management degli Oasis ha fatto sapere che le uniche piattaforme autorizzate alla rivendita dei biglietti già acquistati sono Ticketmaster e Twickets.

Source: NME via BBC

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

lunedì 26 agosto 2024

Gli Oasis davvero insieme dopo 15 anni? L'annuncio su Twitter (X) con una data: martedì 27 agosto


LONDRA – Dopo litigi, insulti e la promessa che mai, assolutamente mai, sarebbero tornati insieme, Liam e Noel Gallagher avrebbero trovato una formula per ricomporre gli Oasis: una serie di concerti li vedrà impegnati la prossima estate tra Londra e Manchester. Questo, almeno, è quando hanno assicurato fonti del settore discografico al Sunday Times, domenicale che ha annunciato la notizia ai milioni di fan che in tutto il mondo continuano con ascolti e streaming a confermare il successo e l’appeal duraturo della band. Inoltre, sull'account X della band e su quelli privati di Liam e di Noel Gallagher è comparso un breve video che alterna la data di domani, martedì 27 agosto, all'orario delle 8 di mattina. Nessun'altra spiegazione, ma è inevitabile pensare che l'argomento sia proprio a reunion.

L’ultimo spettacolo insieme risale al 22 agosto del 2009: 15 anni forse bastano, se non per siglare la pace almeno per finalizzare i termini di una tregua, e se è vero che entrambi hanno conosciuto il successo da solisti — Liam in settimana ha concluso una tournée da 12 tappe sold out — gli Oasis sono un’altra cosa: per il grande e insperato ritorno sarebbero già stati prenotati Heaton Park, nella loro città natale, e lo stadio di Wembley, dove si parla addirittura di dieci concerti, un totale che ritoccherebbe il record di otto nella stessa tournée stabilito da Taylor Swift quest’anno. La notizia è subito divampata sui social: con alcuni interventi su X, Liam domenica non ha smentito, anzi. A chi sottolineava che Heaton Park, a Manchester, non è la venue ideale (è un enorme parco), Gallagher Junior ha risposto: «Ci vediamo in prima fila». E a chi prevedeva che la reunion non sarebbe durata, Liam ha chiesto se per caso aveva «una sfera di cristallo», il tutto condito da coloriti appellativi che ai messaggi hanno dato un’aria di autenticità.

In un video realizzato per festeggiare il 30esimo anniversario dell’uscita di Definitely Maybe, Noel ha lodato la voce di Liam: «Quando cantavo io una canzone era buona, quando la cantava lui era grande». «La mia voce — aveva aggiunto — è come mezza pinta di Guinness il martedì, quella di Liam dieci bicchierini di tequila il venerdì sera». Liam, inoltre, venerdì, aveva sottolineato durante un concerto di trovarsi in «una situazione interessante», sul palco a intonare una canzone, Half the World Away, scritta e cantata originariamente dal fratello: parole che per alcuni critici sono un’ulteriore indicazione che una riunione è dietro l’angolo, evento per il quale il grande pubblico si mobiliterebbe immediatamente, se gli organizzatori già meditano di assegnare loro il ruolo principale nella prossima edizione del festival di Glastonbury, a 30 anni esatti dall’uscita di (What’s the Story) Morning Glory? Con undici album e 70 milioni di dischi venduti, gli Oasis sono il gruppo che ha costruito il BritPop e lo ha lanciato a livello internazionale. Rimangono l’immagine della Cool Britannia della fine degli anni 90 e, allo stesso tempo, sono una band che è riuscita a coltivare un enorme seguito tra ragazzi che erano bambini all’epoca del loro scioglimento: su Spotify hanno 21 milioni di ascoltatori al mese. Allora, forse, è giunto il momento di lasciare la rabbia al passato e di non guardare indietro, anche perché il divorzio da Sara MacDonald sarebbe costato a Noel 20 milioni di dollari, oltre alla casa da 8 milioni. L’assenza di una secca smentita fa sperare gli appassionati che il momento della riunione sia arrivato.

Paola De Carolis (Corriere della Sera)







OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 15 agosto 2024

Diffusa un'inedita versione di Sad Song degli Oasis registrata nel 1992. Ascoltala qui


È una registrazione demo della canzone Sad Song, eseguita negli studi di Mauldeth Road West nel novembre 1992 e con Liam Gallagher alla voce, l'ultimo inedito pubblicato dagli Oasis.

Il brano, alternativo alla versione originale, cantata da Noel Gallagher, è il terzo singolo estratto dall'album Definitely Maybe (30th Anniversary) Deluxe Edition, annunciata di recente e disponibile dal 30 agosto. Le rarità presenti includono i brani delle sessioni definitive dell'album, registrate negli studi di Sawmills, in Cornovaglia, ed estratti dalle registrazioni effettuate negli studi di Monnow Valley, in Galles, poi scartate definitivamente. Mixate ex novo da Noel, le tracce mostrano il processo di registrazione che ha portato alla realizzazione del disco d'esordio degli Oasis. 

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 20 settembre 2023

Oasis, arriva la ristampa di The Masterplan, la raccolta delle B-side uscita 25 anni fa

Il 3 novembre uscirà in formato da collezione in edizione limitata la riedizione di The Masterplan degli Oasis via Big Brother Recordings Ltd. A 25 anni dall'uscita originale verranno resi disponibili nuovi formati tra cui cd, musicassette color crema e doppio vinile in edizione limitata (argento, marmo verde e nero e LP neri). I nuovi formati presentano audio rimasterizzato, tratto dalle ristampe di Chasing the Sun, disponibile per la prima volta in un'unica raccolta. Qui sotto il trailer dell’album.

The Masterplan è una raccolta di lati B originariamente presenti nei singoli dei primi tre album degli Oasis, Definitely Maybe (1994), (What's the Story) Morning Glory? (1995) e Be Here Now (1997).

Uscita nel 1998, la raccolta si è classificata al secondo posto nella classifica ufficiale degli album del Regno Unito, vendendo oltre 122.000 copie nella prima settimana. Ha ottenuto il triplo disco di platino e ha venduto oltre tre milioni di copie in tutto il mondo.

Lungi dall’essere inferiori ai lati A, molte delle 14 tracce presenti in The Masterplan sono state apprezzate quanto i più grandi successi della band. Gli Oasis seguivano la tradizione di artisti come The Jam e The Smiths, entrambi hanno influenzato Noel che ha sempre avuto molta cura dei propri B-side. L'album include diversi brani storici degli Oasis, come "Acquiesce" (originariamente presente nel disco singolo di "Some Might Say") e cantata da entrambi i fratelli Gallagher, e "Half The World Away" (dal disco di "Whatever") che in seguito divenne famosa come colonna sonora della serie comica "The Royle Family", per non parlare dell'epica traccia del titolo, "The Masterplan" (originariamente quarta traccia bonus sul singolo di "Wonderwall"), che Noel ha spesso descritto come una delle sue migliori canzoni. Inoltre "Talk Tonight", una registrazione acustica solista di Noel, "Stay Young", "Listen Up", "Going Nowhere", "Fade Away" e "Rockin' Chair".

Questo il link per pre order e pre save. Ecco la lista delle tracce e la copertina del disco:

1. Acquiesce (Remastered)
2. Underneath The Sky (Remastered)
3. Talk Tonight (Remastered)
4. Going Nowhere (Remastered)
5. Fade Away (Remastered)
6. The Swamp Song (Remastered)
7. I Am The Walrus – Live Glasgow Cathouse June ‘94 (Remastered)
8. Listen Up (Remastered)
9. Rockin' Chair (Remastered)
10. Half The World Away (Remastered)
11. (It's Good) To Be Free (Remastered)
12. Stay Young (Remastered)
13. Headshrinker (Remastered)
14. The Masterplan (Remastered)

Source: ondarock


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 31 maggio 2023

Trent'anni fa lo storico concerto che lanciò gli Oasis. Così è nata la band dei pionieri del brit pop

Il 31 maggio 1993 da una rissa mancata in Scozia partì l’avventura del leggendario gruppo dei fratelli Gallagher. Oltre 30 milioni di dischi venduti. I successi che hanno segnato gli anni '90.

Mai fidarsi della primavera scozzese. Alle sei di pomeriggio, a Glasgow, con il sole ormai sparito dietro ai palazzoni della stazione, i 23 gradi di mezzogiorno sono soltanto un ricordo. A notte inoltrata, quando lo sciame di ragazzi e ragazze riemerge dalla cantina del King Tut's Wah Wah Hut, lo storico locale seminterrato del civico 272A, l’aria fredda che li schiaffeggia dice 8 miseri gradi. Sono tanti, eppure solo una dozzina di loro, qualche anno dopo, potrà vantarsi di avere assistito a un evento mitico della storia del rock recente. Trentuno maggio del 1993, 30 anni fa esatti: in quella sera scozzese, da una rissa mancata, sono nati gli Oasis.

Famosi per caso

Oltre 30 milioni di dischi venduti, pionieri del brit-pop che tanti proseliti avrebbe fatto nel mondo, di diventare famosi così, in un lunedì sera di primavera così lontano da casa, non l'avrebbero mai detto probabilmente neppure loro. Di certo non Liam Gallagher, il cantante della band, che a un certo punto qualche mese prima aveva accettato di fare entrare nel gruppo con il grado di leader, suo odiato, amato (ma forse più odiato) fratello maggiore Noel, condannando la band ad anni di litigi, a botte da orbi, concerti lasciati a metà e pranzi di Natale da incubo in famiglia, sotto allo sguardo preoccupato di mamma Peggy ,e al tempo stesso firmando il proprio assegno in bianco per il successo mondiale. Rissosi e genuini, egocentrici e geniali, questo sono stati gli Oasis. E quella sera del 31 maggio 1993 hanno mostrato per intero quel loro carattere, arrivando a un passo dal menarsi con il buttafuori. Sarebbe successo, qualcuno avrebbe chiamato poliziotti, e noi non li avremmo mai conosciuti. E invece eccoci qua.

Genesi di un successo

Perché fare a botte? Sembra di vederli. Metà pomeriggio: dalla duna di St. Vincent street, che dai quartieri alti degrada verso il fiume, si materializza un vecchio furgone scassato preso a noleggio. Parcheggia in divieto sul lato della strada davanti al locale, ne scende un ventiseienne in jeans e camicia bianca. Di fianco a lui un ragazzino in tuta. Si stiracchiano sotto allo sguardo curioso del buttafuori del King tut’s, fanno il giro del furgone, aprono il portellone e, anziché tirar fuori degli strumenti, lasciano spazio a una successione inaudita di gente stipata lì dentro. Due, cinque, sette: alla fine sarà una dozzina di loro coetanei. Si tratta del resto della band e dei loro primi ‘produttori’. Ovvero gli amici del pub che, la sera prima, hanno acconsentito ad autotassarsi per permettere loro di affittare il mezzo che li avrebbe portati a Glasgow a esibirsi... a patto che, ovvio, “veniamo anche noi”.

Tutta colpa di Debbie

Anche il concerto d’altronde era arrivato per caso. Debbie Turner, la cantante delle Sister Lovers, la band che provava nella saletta di fianco a loro, a Manchester, era andata da Noel una sera tutta contenta per dirgli che il lunedì successivo, 31 maggio, avrebbero preso parte a una serata al mitico King Tut's di Glasgow. “Beh, venite anche voi, no?”. Noel lo aveva comunicato agli altri, poi insieme, la sera al pub, si erano inventati la raccolta fondi per il furgone. Debbie, per contro, ne aveva a sua volta parlato con i Boyfriends, l’altra band che si sarebbe esibita quella sera. Lì è nato il malinteso. Qualcuno pensò che qualcun altro avrebbe chiamato gli organizzatori per avvertirli che i gruppi sul palco, quel lunedì 31 maggio, sarebbero stati quattro e non tre. In realtà nessuno lo aveva fatto, ed è il motivo per cui, arrivati da Manchester, nel tardo pomeriggio, dopo un viaggio di quattro ore, i Gallagher e soci si sentirono dire che no, nessuna esibizione era prevista.

Bomba o non bomba

“Noi siamo gli Oasis, dobbiamo suonare”. “In lista non ho nessun Oasis”. “Senti amico, devi lasciarci entrare, siamo venuti da Manchester per questo”. “Per quel che mi riguarda potete tornarci o andarvene a quel paese”. Fino a qui è cronaca. Da questo punto della storia in poi, però, le testimonianze divergono. La tesi imperante è che i manchesteriani, sempre più irrequieti, di fronte al diniego abbiamo dato in escandescenze e - complici del loro numero (almeno una dozzina di supporters più i cinque membri della band) abbiano iniziato a farsi violenti. A quel punto i gestori del locale, pur di evitare una rissa, avrebbero ceduto a farli suonare in apertura. Noel Gallagher ha più volte smentito questa tesi, e così hanno fatto anche i membri dei Boyfriends. Una tesi che non si regge, a parer loro, più per l’anatomia dei fatti in sé che per motivazioni etiche. Come avrebbero potuto dei ragazzini di Manchester menare le mani in trasferta, in un locale di Glasgow, e sperare poi di farla franca? La seconda versione, dunque, è più accomodante. Di sicuro la discussione accesa col buttafuori ci fu. Poi Noel chiese di mandare a chiamare Debbie Turner delle Sister lovers. A lei spiegò il problema e Debbie lo condivise con i Boyfriends, il cui batterista conosceva Noel per aver lavorato con lui come tecnico degli Inspiral Quartet. I due gruppi iniziarono a fare pressioni sugli organizzatori che, però, rimasero irremovibili: lo spazio per un’altra band non c’è. Poi sensi di colpa per aver preso in giro quei ragazzi, arrivati da Manchester con i soldi raccolti grazie a una colletta, ebbero la maggiore. Così le tre band in scaletta a ridosso del concerto si ritirarono sull’Aventino: o c’è spazio anche per gli Oasis, oppure non si esibirà nessuno, e addio incassi per il locale. Un compromesso, alla fine, si trovò: tutti avrebbero rinunciato a un brano così da raggranellare il tempo per far suonare tre pezzi in apertura di serata a quei ragazzi senza arte né parte. Gli Oasis entrarono. Guadagnarono i camerini, il diritto a stappare una birra e a salire sul palco senza aver neppure fatto un sound check. Ma tanto sarebbe bastato per fare la Storia.

Anche l’amore ci mette lo zampino

Sfatti, scombinati, confusionari. A inizio serata gli Oasis sono davvero sul palco. Liam Gallagher se ne sta in tuta, Noel si guarda attorno finto-annoiato, Paul ‘Bonehead’ Arthurs e gli altri accordano gli strumenti nervosi. Hanno tre pezzi in croce, e uno di questi non è neppure loro, ma una cover dei Beatles, “I am the walrus”. Dall’altro lato del palco, nella sala semivuota a inizio serata, ci sono i loro amici che fanno bisboccia ma, al di là di loro, un altro pugno di persone o poco più. Nulla di ciò sembrerebbe, a ben guardare, un appuntamento col destino. Per diventarlo dovrà metterci lo zampino l’amore. Anzi, meglio: il risentimento. Quello di Alan McGee, produttore della Creation Records, etichetta dalle alterne fortune. Dalla sua ha dischi osannati dalla critica, contro di lei il fatto che quegli stessi dischi venivano poi venduti zero, anzi, meno che zero, con grandissimo dispendio di soldi ed energie. L’ultimo tonfo è stato ‘Loveless’ dei My bloody valentine. Un disco-cardine, scintillante ancora ora, che pure stentò nei negozi.

Toccare il fondo per risalire

McGee in quel 1993 ha dovuto cedere metà della proprietà della sua etichetta alla Sony e le fortune, no, non stanno girando dalla parte sua. Neanche quelle d’amore, si diceva. Debbie Turner, proprio la cantante delle Lovers sisters, lo ha appena mollato. Motivo per cui il produttore non ha alcuna intenzione di presentarsi quella sera al King tut’s, dove è di casa. Se alla fine deciderà di andare sarà, per sua stessa ammissione, esclusivamente per farle dispetto. L’idea è quella di piazzarsi sotto al palco, a fissarla negli occhi durante l’esibizione, per metterla in imbarazzo e soggezione. Lo decide all’ultimo, in ogni caso. E quando entra, la serata è appena iniziata. Sul palco c’è una band di personaggi assurdi che sta suonando una canzone dei Beatles facendo una gran confusione tra chitarre distorte e colpi di batteria. McGee osserva il cantante, un 21enne in tuta, così anti-personaggio da risultare perfettamente artistico. Ne vede del buono: ci vuole del fegato a salire su un palco davanti a 20 persone scarse e martoriare la canzone di dei mostri sacri come i Beatles mantenendo l’aplombe di chi si sente ancora in sala prove. Il produttore chiede al fonico. Chi sono? “Dei tizi di Manchester che non erano neppure previsti”. “E chi è il loro manager?” Il fonico scoppia in una risata: “Questi è già tanto se posseggono degli strumenti”. McGee alza le spalle. Per lui, in fondo, è soltanto meglio.

Adesso manca solo uno sbruffone

A fine concerto il produttore si presenterà da loro nei camerini. “Chi è il capo, qui?”. Tutti indicano Noel pensando a qualche rogna. Il chitarrista si avvicina al tizio, birra in mano, e ne ascolta il discorsetto. Siete bravi, vorrei produrvi. Avete dei brani? Un demo? Gallagher lo osserva per tutto il tempo convinto che si tratti di uno scherzo, di un tiro mancino dei suoi amici là fuori. Aspetta il momento in cui il tizio si tradirà, e inizierà a non sapere più cosa dire, oppure si metterà a ridere, e a quel punto si sentirà autorizzato a sferrargli un pugno sul naso. Ma McGee si fa serio. Vuole davvero un demo e Noel, nel dubbio, sta al gioco. Così prenderà i suoi contatti e il giorno dopo gli manderà il nastro delle loro prove in sala. La risposta che arriverà sarà una busta con dentro i biglietti del treno per Londra: “ho ascoltato il demo, parliamone”.

I treni per Londra

Gli Oasis si presenteranno titubanti. “Avete buone carte, ma servono anche delle canzoni, quante ne avete?”. Noel zittisce i suoi colleghi, parla lui. Esagera: “Abbiamo un disco intero, è già pronto”. Bonehead, il chitarrista, riporterà per anni il panico di loro quattro di fronte a quella menzogna di Noel. Ma non può fare tutto il destino. A un certo punto serve qualcuno che ne sappia cogliere gli aiuti e ci metta del suo. Così i cinque lasciano lo studio della Creation Records con un contratto firmato e l’impegno a registrare subito un disco di brani propri. L’unico sereno è Noel, a lui tutto fa paura, nella vita, fuorché scrivere canzoni. Eppure ci vorrà più di un anno. Un taglia e cuci a cui quei ragazzini non erano abituati. Quando il disco sarà pronto, per scherzare sopra a quel senso di precarietà che li aveva accompagnati lungo tutto il percorso, lo chiameranno ‘Definitively Maybe’, ovvero “sicuramente forse”. Dal 29 agosto 1994, giorno della sua uscita, quell’album non avrebbe più smesso di vendere. Lo fa tuttora, con gli Oasis sciolti ormai da quasi quindici anni. A ricordarci di come la creatività, in fondo, sia un fiore spontaneo. Che nasce e cresce per una coincidenza incredibile di fattori casuali. E ad almeno un monito per buttafuori, organizzatori, produttori&Co. Uno tra tutti, che dovrebbe essere ancora oggi l’inno alle possibilità di espressione: non prendere mai sottogamba un gruppo di ragazzini che sembrano sapere il fatto loro, al punto di presentarsi con un furgone in affitto a centinaia di chilometri da casa pur di suonare. Prenditi il lusso di vederli sul palco. Magari non se ne fa nulla. Oppure scopri gli Oasis.

Simone Arminio (Quotidiano.net)

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 28 settembre 2022

Video (sub. ITA) Liam Gallagher intervistato da Apple: "Oasis? Finiti per i capricci di Noel. Dentro di me c'è un 17enne folle e carico"

Intervistato ad agosto da Matt Wilkinson di Apple Music (la chiacchierata è stata diffusa il 21 settembre), Liam Gallagher ha toccato vari argomenti, dalle differenze tra il concerto di Knebworth 1996 e Knebworth 2022 alla condotta prima delle esibizioni dal vivo ("ho ripreso con l'alcol prima dei live, bevo brandy, ma con moderazione"), dall'ipotesi di un supergruppo con John Squire all'ingresso di Little Barrie nella band che lo accompagna sul palco, dalla fine degli Oasis, avvenuta, a dire di Liam, per colpa dei "capricci" e delle "stronzate di Noel", al modo rabbioso di cantare che caratterizza lo stesso Liam. 

Guarda il video con sottotitoli ITA by frjdoasis. Prima parte.



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 19 giugno 2021

Noel Gallagher: "Lasciare gli Oasis è stata la migliore scelta che potessi fare. Ormai venivano ai concerti solo per vederci suonare le hit"

Intervistato da Sky Arts per il programma televisivo Noel Gallagher Out of the Now, il cantautore mancuniano è tornato a parlare della fine degli Oasis. 

"Il tour degli Oasis erano sempre dominati dai contrasti. L'incidente a Parigi è stato solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mi ricordo che mi sono seduto sul sedile posteriore della macchina, fuori dalla recinzione nel retropalco, con la mia guardia del corpo. Siamo rimasti lì seduti per cinque minuti, con il motore acceso. Io ero dietro e lui sul sedile davanti. Si è girato e mi ha chiesto: 'Rimaniamo o andiamo via?'. In quel preciso istante ho capito che ne avevo avuto abbastanza, non ne potevo più e ho solo detto: 'Andiamo via'. L'autista è partito e fine della storia". 

"Non mi sono sentito sollevato, perché sapevo che mi sarebbe venuta addosso una montagna di merda e avrebbero detto parecchie cose senza senso su di me. Una delle rock band più grandi di sempre era appena implosa. Non sono riuscito nemmeno a tornare in Inghilterra, perché tutta la stampa si era riversata davanti a casa mia e mia moglie e i miei figli erano lì. Quindi abbiamo dovuto farla sgattaiolare via durante la notte, di nascosto, per poi raggiungermi da qualche parte in Francia. E alla fine siamo dovuti tornare in Inghilterra e lì si è scatenato l'inferno". 

"Non è stata, però, una decisione presa a cuor leggero. Sai, ero in quella band dal '91, anche se sono stato l'ultimo ad entrarci. Quindi avevo venti... quale che fosse l'età che avevo. Ed ero quello che aveva scritto tutti i pezzi più significativi mai registrati dagli Oasis. Era la mia vita e l'avevo appena distrutta. Dal punto di vista creativo la cosa era totalmente mia". 

"Con il senno di poi è stata la cosa migliore sia per me sia per la band. A differenza di quello che succede adesso, nel 2009 gli Oasis non erano celebrati come una delle band migliori di tutti i tempi. C'era un sentimento comune che ci spingeva a pensare: 'Forse dovremmo chiuderla qua'. E comunque era quello che io sentivo. Pensavo che la gente avesse smesso di sentire i dischi e venisse ai concerti solo per vederci tirare fuori le hit, ed era una situazione che non avrei mai voluto per la band, ma adesso naturalmente (gli Oasis) sono lì con tutti i più grandi". 

Nella lunga intervista Noel ha toccato anche altri aspetti, tra cui il lascito degli Oasis. Ne parleremo in post successivi.

(traduzione a cura di Luca)

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 30 aprile 2021

Noel Gallagher annuncia: "In arrivo un documentario sui megaconcerti degli Oasis a Knebworth Park"

A marzo il Guardian aveva diffuso la notizia secondo cui Liam e Noel Gallagher avevano fondato la Kosmic Kyte, una società di produzione cinematografica. Il Sun, noto tabloid, aveva dunque ipotizzato che l'operazione fosse l'inizio dei lavori per un film biografico degli Oasis. 

Noel, interpellato in proposito, ha fatto chiarezza ieri mattina ai microfoni di BBC Radio 2 (dal minuto 7 del video qui sotto), rivelando che quest'anno sarà pubblicato un documentario sui grandiosi concerti che gli Oasis tennero a Knebworth Park nel 1996.

"Sono state scritte un sacco di storie in merito a un presunto film biografico sugli Oasis, ma ovviamente le cose non stanno così. Ad agosto i concerti degli Oasis a Knebworth compiono venticinque anni e nel '97 (in realtà fu nel '96, ndr) l'intero concerto fu ripreso professionalmente con un sacco di videocamere, ci sono riprese dei treni con i fan e così via".

"Per un qualche motivo, quel film non è mai uscito. Dato che si avvicina questo anniversario, pubblicheremo un documentario su Knebworth. È in produzione. Ne ho visto un piccolo trailer, ne ho visto una prima anticipazione: mi è sembrata un'istantanea fantastica di un'epoca passata, il mondo pre-Internet. È grandioso, davvero grandioso".


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

martedì 20 ottobre 2020

Oasis, i 25 anni di '(What's the Story) Morning Glory?' portano 'Wonderwall' al miliardo di stream su Spotify

Sulla scia del 25esimo anniversario della pubblicazione del disco-pietra miliare dei fratelli Gallagher, il singolo raggiunge lo storico traguardo

"Roba grossa", ha esordito ironico Liam Gallagher, da sempre allergico a tutto ciò che riguarda le piattaforme di streaming, "saranno tutti ascolti di Noel. Si sarà messo lì a cliccare di continuo per un’ora e mezzo, clic, clic, clic. Non so niente di Spotify e roba simile ma so che la gente la ama. E la gente la odia": così l'ex voce degli Oasis (la band si è sciolta nel 2009) ha commentato - non perdendo l'occasione di attaccare il fratello maggiore - il traguardo raggiunto dal singolo Wonderwall, uno dei brani più famosi della band nata a Manchester nel 1991 ed estratto dal loro secondo disco, l'album-pietra miliare (What's the Story) Morning Glory?, che ha raggiunto la considerevole cifra di un miliardo di ascolti su Spotify.

Wonderall, terzo singolo estratto da quel lavoro universalmente riconosciuto come il disco di maggiore successo della band dell'era Brit pop, è una delle poche tracce uscite dagli anni novanta ad apparire nella Top 200 di Spotify, dove naturalmente trionfano pop, hip hop e i tormentoni latino-americani.

Disco di platino nel Regno Unito, nel 2008, Wonderwall era arrivato al 76esimo posto nella classifica dei singoli più venduti nel regno Unito, dove in totale ha venduto oltre un milione di copie. Ora, però, grazie alle celebrazioni legate a (What's the Story) Morning Glory?, uscito il 2 ottobre 1995, arriverà a nuovi traguardi. Con buona pace dei portafogli di Liam e Noel Gallagher.

Source: repubblica.it

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 15 agosto 2020

Blur vs Oasis, 25 anni fa l'inizio della battaglia tra le due band

Da che parte stai, tifi per gli Oasis o per i Blur? La domanda diventò il vero tormentone dell'estate del 1995, un'isteria collettiva che continuò per alcuni anni creata ad arte da tv e giornali musicali per stabilire a chi, tra la band dei fratelli Gallagher e la band di Damon Albarn e Graham Coxon, spettasse il titolo di principi del Britpop. Era dai primi anni sessanta, dai tempi cioè della sfida tra i Beatles e i Rolling Stones, che l'industria discografica inglese non aveva la possibilità di un forte dualismo capace di attirare l'attenzione del pubblico del rock. Con le loro intemperanze e con gli atteggiamenti strafottenti, ma anche con alcune scaramucce create ad arte, le due band rivali di Manchester e Londra si prestavano alla perfezione per quella che molti ancora considerano soltanto una gigantesca operazione di marketing.

Sia come sia, i Blur decisero che la data di pubblicazione del nuovo singolo Country House coincidesse con quella dell'uscita di Roll With It degli Oasis. È così che il 14 agosto di 25 anni fa iniziò ufficialmente la sfida. Una contesa che i media cavalcarono all'istante sottolineando le caratteristiche degli sfidanti, soprattutto dal punto vista sociologico, più che musicale: da una parte la working class rude e provocatoria dei ragazzi venuti dal nordest industrializzato e operaio, dall'altra gli hipster freschi di università, arroganti e presuntuosi, figli della grande Londra.

I Blur, la cui storia era iniziata nel 1988, in quel periodo godevano ancora del successo ottenuto con l'album uscito l'anno precedente, Parklife, mentre dopo il debutto stellare con Definitely Maybe gli Oasis si apprestavano a confermare la loro influenza sul britpop grazie al secondo album che non avrebbe tradito le attese, (What's the Story) Morning Glory?. Tra le due band c'era rispetto, ma Albarn presto comincerà a mal sopportare certe intemperanze: "Mi sentivo come a scuola, come quando dovevi contrastare certi bulli".

L'NME del 12 agosto 1995

Nell'aprile del 1995 gli Oasis avevano raggiunto la vetta della classifica con Some Might Say e succede qualcosa che compromette il rapporto tra le due band. Albarn si era presentato al party di festeggiamento del gruppo di Manchester:  "Volevo fargli i miei complimenti" ha raccontato il cantante dei Blur, "ma vedo arrivarmi incontro Liam che con i suoi modi mi fa: 'Eccoti un fottuto numero uno', me lo urla proprio in faccia. E' a quel punto che mi sono detto: "Ok, allora, staremo a vedere”. Di lì la decisione di sfidare gli Oasis uscendo con il prossimo singolo nello stesso giorno.

Il 12 agosto, due giorni prima dell'uscita contemporanea dei brani, il settimanale musicale NME titola: "British heavyweight championship. The big chart showdown" ("Il campionato britannico dei pesi massimi. Il grande scontro in classifica"), puntando l'attenzione su una battaglia che verrà presto ripresa anche dai media generalisti. Per la cronaca, in quell'occasione la spuntarono i Blur, la loro Country House vendette nel Regno Unito 274 mila copie mentre Roll With It si fermò a 216 mila, ma qualcuno sottolineò come il disco dei Blur non fosse un semplice singolo piuttosto un ep che conteneva anche alcune tracce dal vivo, e che questo poteva averli favoriti.

Negli anni, la rottura tra i fratelli Gallagher con il conseguente scioglimento degli Oasis ha molto allentato la tensione tra Noel e Damon Albarn, i due si sono spesso ritrovati sul palco a suonare insieme, ultimamente poi Albarn ha stupito tutti dicendo in un'intervista: "I migliori tra noi? Erano sicuramente gli Oasis. Per tanti anni con Noel ci siamo evitati, poi quattro anni fa, non so bene perché, in un bar invece di evitarci abbiamo cominciato a parlare e abbiamo scoperto che avevamo molte più cose in comune di tanta altra gente. Tutte cose che hanno a che fare con l'aver vissuto esperienze simili negli anni novanta”.

Source: repubblica.it

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 6 febbraio 2020

Oasis, Liam a Noel: "Hai rifiutato tanti soldi per la reunion". "Falso, vuoi solo promuovere il tuo singolo"

Nuovo capitolo nella faida dei fratelli Gallagher, con Liam ad accusare Noel di avidità per aver rifiutato – a suo dire – 100 milioni di sterline (poco meno di 120 milioni di euro) per fare un tour di reunion con gli Oasis e il maggiore dei fratelli Gallagher a replicare a tono. Per la verità non è la prima volta che Liam lancia l’idea di riunire la band dopo lo scisma musicale del 2009, ma finora il 52enne frontman degli High Flying Birds (il gruppo di alternative rock formato da Noel nel 2010) ha sempre risposto picche. «Ci sono stati offerti 100 milioni di sterline per un tour, ma non sono ancora sufficienti per quell’animo avido», ha scritto infatti il 47enne Liam in un post su Twitter, che era stato preceduto alcuni minuti prima da un altro messaggio, decisamente più colorito nei toni, anche se assai più confuso nei contenuti. «Stiamo tornando insieme e ricco sfondato com’è quel fottuto di Noel lo farebbe senza motivo, mentre io che sono uno stronzo disperato… lo faccio per soldi».

A rapido giro di tweet è poi però arrivata la risposta di Noel. «A chiunque possa fregare qualcosa – comincia infatti il post del maggiore dei fratelli Gallagher – non sono stato informato di alcuna offerta da parte di nessuno per una qualsiasi somma di denaro per rimettere insieme la leggendaria rock band degli Oasis. So benissimo che qualcuno ha un singolo da promuovere, quindi credo che la confusione stia qui». In effetti lo scorso 31 gennaio Liam ha lanciato il singolo «Once», accompagnato da un video con protagonista l’ex leggenda del Manchester United, Eric Cantona. In ogni caso non è certo la prima volta che si parla di un’offerta faraonica per rimettere in pista gli Oasis. A settembre del 2018 si era infatti vociferato di una cifra piuttosto considerevole (anche se mai resa pubblica) per un live allo Slane Castle in Irlanda, ma anche in quel caso non se n’era fatto nulla. «Finché qualcuno non lo sente da me, non sta succedendo», aveva puntualizzato per l’ennesima volta Noel lo scorso gennaio, in risposta alle nuove esternazioni – sempre via Twitter – del fratello minore sul possibile ritorno degli Oasis, Noel aveva detto: "Finché non lo dico, io non si fa".

Source: Corriere della Sera


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 20 dicembre 2019

Liam Gallagher: "Noel? Si sta rovinando da solo, ma quando lui rinsavirà, faremo la reunion degli Oasis"

Ecco un estratto della nuovissima intervista che Liam ha rilasciato al numero di febbraio 2020 della rivista MOJO.

---

Tua madre ti ha mai detto: “Dai Liam, tu e Noel dovete smetterla di litigare e ristabilire il vostro rapporto”?

Molte volte, ma per quanto mi riguarda sono stati porti molti ramoscelli d’olivo e lui non vuole saperne. Per questo motivo continuiamo a punzecchiarci. Lei, però, lo ha detto a me e lo ha detto lui. Ovviamente il fatto che non parliamo la fa arrabbiare. Mi intristisce vedere che i nostri figli sono ai ferri corti. Quindi lo capisco, ma cosa ci puoi fare?

Siete orgogliosi e cocciuti l’uno quanto l’altro.

Sì, ma per quanto mi riguarda lui mi ha buttato sotto un autobus, quindi io ho messo il fottuto muso. Ed è tutto.

Dato tutto questo cattivo sangue, vorresti poi rimettere insieme gli Oasis?

Oh, cazzo, mi piacerebbe un sacco, amico! Ho gli Oasis nel sangue, (gli Oasis) sono quello che io sono, sono quello che io faccio. Ascolta, sono piuttosto felice di fare quello che sto facendo. La cosa mi elettrizza, ma se succede e lui rinsavisce, io sono pronto a partire. Vedremo. Comunque penso che ora si stia rovinando da solo. Quel tizio è proprio fuori. Anche se volesse farlo, non può farlo. Se fa un disco che suona lontanamente come gli Oasis, gli daranno delle bastonate, perché la gente farà: “Perché non ha richiamato suo fratello?”. Quindi deve fare una sterzata e fare qualcosa che non somiglia per niente (agli Oasis, ndr). Ma io sono pronto a partire, amico. Quando lui rinsavirà, lo faremo.

traduzione di oasisnotizie - Source: MOJO, February 2020

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails