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domenica 1 marzo 2026

Video (sottotit. ITA): Noel Gallagher premiato come Cantautore dell'anno ai Brit Awards 2026

Ecco il discorso di ricezione del premio tenuto stasera da Noel Gallagher, insignito del riconoscimento di Cantautore dell'anno ai BRIT Awards 2026, la cui cerimonia si è tenuta a Manchester il 28 febbraio. L'onore segue l'enorme successo del tour di reunion degli Oasis del 2025. Sottotitoli ITA by frjdoasis - oasisnotizie. 



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domenica 27 luglio 2025

Servizio del TG1, Liam Gallagher degli Oasis contro le kiss cam dei Coldplay: "Noi non usiamo quelle merdate"

Dopo il caso virale della kiss cam al concerto dei Coldplay – dove una presunta scena di tradimento è stata ripresa tra il pubblico – Liam Gallagher non ha perso occasione per dire la sua, a modo suo.

Commentando la gaffe dal palco di Manchester del reunion tour degli Oasis, il cantante ha dichiarato: "Abbiamo dei piccioncini in sala? Non preoccupatevi, noi non abbiamo nessuna di quelle cazzo di telecamere malevole di merda (come quelle dei Coldplay). Non ci interessa un cazzo con chi vi state mescolando, toccando o pizzicando. Non sono affari nostri per un cazzo".

Nel video qui sotto il servizio del TG1 del 23 luglio 2025.  

  



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lunedì 1 luglio 2024

Liam Gallagher chiude il tour inglese a Manchester: concerti sold out che riuniscono tre generazioni

Succede che a un certo punto della storia l’edonistico inno alla vita di Cigarettes & alcohol diventi un canto quasi politico, un inno sociale per una nuova generazione che si ribella al mito dell’efficienza ad ogni costo che ha stritolato le precedenti. “Vale la pena dannarsi per trovare un lavoro quando non c’è nulla per cui valga la pena lavorare?”, sibila Liam Gallagher oggi come trenta anni fa, quando la band che aveva formato in un grigio quartiere popolare alla periferia di Manchester stava per dare alla luce il disco di debutto per una etichetta indipendente.

Mamma Gallagher vive ancora nella stessa casa di Burnage, periferia operaia di Manchester, gli Oasis non esistono più, ma quello che ha rappresentato Definitely maybe per una città, una nazione, la scena musicale, si respira nell’aria di questo nuvoloso centro industriale del nord dell’Inghilterra che ha dato i natali a un sorprendente numero di band tra le più importanti della storia del rock. Gli Oasis ne sono stati la rappresentazione più popolare nel senso di successo ma anche di vicinanza al proprio popolo e Liam Gallagher è oggi il working class hero che alla Co-op Live Arena da profeta in patria chiude a Manchester un tour da 250mila spettatori e ogni data sold out (per ora solo inglese, c’è da augurarsi che anche l’Italia possa avere la sua parte in inverno) che riporta sui palchi quel disco davanti a tre o quattro generazioni, perché forse sorprendentemente il suo pubblico oggi è formato anche di ragazzi che all’epoca degli Oasis ancora non erano nemmeno stati concepiti.

I singoli, i classici, le b-side, demo mai ascoltate live prima di ora, canzoni tradizionalmente cantate dal fratello e ora fatte sue, nuove-vecchie versioni come l’incredibile “Columbia” ripescata dagli archivi delle sale prove di quando gli Oasis non li aveva mai ascoltati nessuno, in cui Liam - perché tutti qui lo chiamano solo per nome, come uno di famiglia, adorato figlio della città - finisce persino a cantare una strofa quasi rap. Chi mai lo avrebbe pronosticato, chi mai avrebbe solo osato sperare di sentire tanto ben di Dio dal vivo ancora una - o per la prima - volta quel giorno di agosto 2009 quando gli Oasis si separarono bruscamente. Oggi che i rumors di reunion si fanno più insistenti, vien da dire che non se ne sente il bisogno, il verbo è in buone mani così.

Definitely maybe può essere come no il miglior disco degli Oasis, ma di certo è il manifesto di tutto quello che sono e hanno rappresentato, nell’espressione più spontanea, onesta, la nemesi delle grandi star patinate americane e del rock intellettuale alla Radiohead, un’attitudine più vicina al punk che ai Beatles. E alla loro gente, virtualmente ancora quella della classe operaia e dei quartieri popolari, anche se il pubblico è diventato enorme e trasversale. Ma il suo essere in tutto diverso da ogni altra pop e rockstar globale Liam Gallagher lo mantiene, dall’outfit (abituati a vedere popstar che si cambiano d’abito dieci volte a concerto, lui per tutto il tour ha indossato lo stesso impermeabile nero) alla mancanza totale di diplomazia verso i colleghi, all’urgenza espressiva di far felici i fan senza bisogno di arruffianarseli (“Questa è l’ultima canzone davvero, mica siamo a un concerto dei Foo Fighters", dice prima dell’epica conclusione con la cover di I am the walrus, alludendo alla durata fiume degli show della band dell’amico Dave Grohl). Qui invece si tratta di 90 minuti più recupero, ma trovatelo in giro chi possa permettersi di suonare un’ora e mezza di soli brani da un unico album e le canzoni che da quel disco vennero escluse, trovando davanti a sé ventimila persone a sera che ne cantano ogni parola.

Così a Liam puoi pure perdonare una scenografia un pochino pacchiana tra mappamondi giganti e fenicotteri rosa, che ricorda più gli scatti d’estro drogato del tour di Be here now che l’essenzialità di Definitely maybe. Ma con tutte quelle canzoni messe lì in fila, suonate una dopo l’altra davanti a tre generazioni di pubblico, ti rendi conto che alla fine quello non era altro che un inconsapevole concept album sul passaggio all’età adulta, e forse per questo è dentro alle viscere di così tante persone, anche fuori da questa città orgogliosa e gelosa della sua diversità. Inizi dallo spirito sbruffone dell’adolescenza di Rock’n’roll Star, passi da una gioventù d’eccessi, sbronze, vita notturna, verso la ricerca di un lavoro, al precariato, perché in fondo Cigarettes & Alcohol è appunto anche questo. Poi trovi l’amore, da quello leggero e spensierato di Digsy’s Dinner, a quello solenne di Slide Away, fino a diventare una coppia che un tempo s’amava ma ormai s’è detta tutto e si fa bastare l’abitudine del volersi bene di Married with children. Sia un finale lieto o meno, difficile dirlo. Perché, in fondo, posso anche lamentarmi di te, dei tuoi libri, della tua musica, dei tuoi amici. Ma tanto “lo so che poi tornerò qui da te”. Come la sua gente torna sempre da Liam, e Liam dalla sua gente. 

 Luca Bortolotti

(Source: La Repubblica)

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venerdì 13 ottobre 2023

Video (Tg2): La voce di Liam Gallagher negli annunci dei tram di Manchester

Stavolta non c'entra l'IA: nessuna intelligenza artificiale ha riprodotto illegalmente la voce di Liam Gallagher, ma è proprio il musicista inglese che ha deciso di diventare la voce che si ascolta negli annunci dei tram di Manchester.

A sorpresa, il cantante della famosa band inglese degli Oasis ha prestato la propria celeberrima ugola per le comunicazioni dei tram della Manchester Metrolink. Tutte le comunicazioni destinate ai passeggeri sono interpretate proprio dall'ex membro degli Oasis.

Questa trovata che entusiasma i fan del britpop arriva in occasione del festival Beyond The Music, una rassegna musicale e culturale che in questi giorni si tiene nella città di Manchester. Gli organizzatori del suddetto festival stanno incoraggiando i fan della musica a utilizzare i mezzi pubblici per andare e tornare dai concerti. Liam Gallagher quindi partecipa volentieri a una buona causa, di stampo ambientalista. Il cantante vuole anche "fare la sua parte" per incoraggiare le persone a sostenere i talenti emergenti, ha detto un portavoce del musicista di Manchester.

"Quando la richiesta è stata fatta per la prima volta dal sindaco di Manchester Andy Burnham, Liam ha apprezzato l'idea di sorprendere gli utenti del tram facendo le comunicazioni, e gli è stata data la possibilità di scegliere la sua linea preferita. Dovrete salire su un tram per scoprire qual è”. Sono le parole del portavoce di Liam Gallagher, riportate nelle scorse ore dalla BBC.

Oltre 100 artisti si esibiranno in 17 location a Manchester in occasione del festival Beyond the Music targato Manchester. La kermesse è iniziata mercoledì 11 ottobre e andrà avanti fino a domani, sabato 14 ottobre. Il sindaco di Manchester, Andy Burnham, ha detto: "Fedele alle tradizioni di Manchester, Beyond The Music è uno sforzo cooperativo che mira a dare a tutti i protagonisti dell'industria musicale una voce e un'opinione uguali sul cambiamento di cui ha bisogno. Fare questo è il nostro obiettivo per rafforzare uno degli esportatori più importanti di Manchester e della Gran Bretagna. Certo non può esserci un modo migliore per segnare il lancio della Bee Network e del primo Beyond The Music che avere una delle voci più famose di Manchester che annuncia le fermate sulla sua linea Metrolink preferita”.

Il primo cittadino di Manchester, Andy Burnham, ha aggiunto: "Significa molto per noi che Liam abbia accettato di fare questo, mostrando il suo sostegno per la sua città natale. Sostenere le nostre eccellenze musicali e fornire a persone trasporti pubblici più economici e migliori da e per i nostri concerti è ciò a cui puntiamo. Sono sicuro che le tonalità dolci di Liam risveglieranno alcuni pendolari mattutini, illumineranno molti viaggi e faranno sorridere molte persone lungo il percorso”.

La Bee Network è stata lanciata il mese scorso. Si tratta del primo servizio di autobus a controllo locale da quasi 40 anni. La concessione degli autobus nella regione è l'inizio dei piani per una rete di trasporti integrata "in stile londinese", che combina bus, tram e treni.

Fonte: Sky TG24

Ecco il servizio del Tg2 del 13 ottobre 2023 dedicato a Liam Gallagher


 


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martedì 20 giugno 2023

Liam Gallagher svela il segreto degli Oasis: "Decisivi il mio incontro con Shaun Ryder, i furgoni e gli Stone Roses. Eravamo fighi perché ..."

Durante la chiacchierata con Jo Whiley su BBC Radio 2 (
audio qui), andata in onda il 15 giugno, Liam Gallagher ha raccontato ancora una volta di quando, adolescente, incontrò Shaun Ryder degli Happy Mondays e ha svelato il segreto degli Oasis: quell'incontro, gli Stone Roses e i furgoni.

"Ovviamente Noel si era appassionato agli Happy Mondays prima di noi. La prima volta che vidi Shaun Ryder facevo l'operaio, scavavo buche per una ditta irlandese, la Murphy's o la Paddy's, o Paddy, non ricordo. Guidavamo verso Withworth Street e vidi un piccolo skinhead. Fu in quel periodo. Aveva questa giacca blu con questi grandi pantaloni brillanti a zampa d'elefante. Pensai: 'Chi è quello? Sono sicuro che si tratta di uno degli Happy Mondays'. Poi andai a vederli, credo alla Albert Hall a Manchester".

"Come fu? Grandioso. La scena di Manchester ... io ero pronto per tutta quella roba, capisci? E poi tutta quella roba mi ha aperto altra roba più classica. Tornai indietro nel tempo e iniziai ad appassionarmi ai Beatles e ai Rolling Stones, ai Kinks e agli Who e tutta quella roba, ma senza tutti quei furgoni non sarei arrivato dove sono ora".

Jo Whiley ha poi fatto ascoltare a Liam un estratto di un'intervista che la conduttrice aveva fatto a lui e a suo fratello nel 1994 e gli ha chiesto se con quelle parole volesse "provare a fare il figo" per impressionare la rivista NME, che all'epoca era molto importante. 

"Eravamo fighi, non provavamo ad esserlo", ha detto Liam. "Non ci importava di impressionare l'NME. Non ci interessava comparirvi o meno. Saremmo comunque arrivati ai ragazzi anche se non fossimo stati sulle copertine, perché eravamo in giro a fare concerti. E di questo molta gente si è dimenticata. Gli Oasis non erano famosi perché qualche tizio della radio o di una rivista ci montava, ma perché eravamo in giro a fare concerti, suonavamo ogni sera e arrivavamo ai ragazzi in quel modo, capisci? Ovviamente quello ci ha aiutato un po', ma saremmo emersi comunque. Saremmo comunque arrivati ai ragazzi, perché eravamo in giro a fare quello che dovevamo fare. Oggi ci sono molte band e nessuna prende il furgone per andare a fare concerti".

"Abbiamo avuto i nostri momenti", riflette Liam. "C'erano giorni in cui eravamo grandiosi e giorni in cui non lo eravamo. C'erano giorni in cui non avremmo dovuto scendere dal letto, ma se ci ripenso credo che per l'80% siamo stati decenti". 

"Com'era sentire la pressione delle case discografiche? Io non ero l'autore delle canzoni, per cui immagino che alzarsi e dover inventare canzoni, se fai un grande album per l'anno successivo per le case discografiche ... Io me la spassavo, non ho mai parlato con le case discografiche, non perché non mi piacciano, ma perché non c'è molto da dire. Io mi alzavo e facevo quello che dovevo fare, ma immagino che essere il paroliere all'epoca ti mettesse pressione, ma non era una cosa mia. Io ero fuori a divertirmi e penso che sia questo l'elemento chiave del fare parte di una band. Noi eravamo in giro a divertirci. E per il resto penso che fossimo piuttosto fichi".

Decisivi per gli Oasis furono anche gli Stone Roses. Il cantante ha voluto mandare in onda I am the Resurrection, canzone simbolo della band che gli ha cambiato la vita. 

"Senza quella band non sarei qui", ha detto Liam. "Andai a vederli all'International 2 di Plymouth Grove, a Manchester. Penso che sia stato il primo concerto a cui sono andato. Quando Ian Brown è salito sul palco ho detto: farò questo. Prima di chiamarsi International 2 si chiamava The Carousel e, ironia della sorte, fu proprio su quella pista da ballo che si incontrarono i miei genitori. Ebbi lì la mia epifania per fondare la band. Ed eccoci qui oggi". 

traduzione e trascrizione di oasisnotizie 

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venerdì 2 giugno 2023

Noel Gallagher in Francia: "Who Built the Moon? divise i fan. Con Council Skies torno a un sound tradizionale: chitarra acustica e sentimento"

Queste le dichiarazioni rilasciate da Noel Gallagher ai microfoni di Basique, in Francia, in occasione della pubblicazione dell'album Council Skies (VIDEO ALLA FINE DEL POST).

"Il mio ultimo album (Who Built the Moon?, ndr) era un po' una deviazione e i fan si erano un po' divisi, per cui questo l'ho scritto in modo molto tradizionale, con una chitarra acustica e sentimento".

"Certo che Manchester mi manca. Il mondo della musica mi ha condotto a Londra, ma, se ci penso, quando avevo 6 anni tutte le band più influenti di tutti i tempi venivano da Manchester: gli Smiths, i Bee Gees, i Joy Division ... gli Stone Roses, gli Happy Mondays ... e gli Oasis". 

"In cosa Easy Now somiglia a una canzone degli Oasis? Penso che sia una canzone triste e gioiosa allo stesso tempo. Tutte le grandi canzoni che ho scritto per gli Oasis erano piuttosto epiche ed erano degli inni. Sono molto fiero di tutte le cose che abbiamo fatto, tutti i concerti. È meraviglioso ciò che abbiamo fatto, incredibile".


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sabato 13 maggio 2023

Noel Gallagher: "Vi racconto la mia Manchester. Facevo il lavapiatti solo il sabato sera. Qui tutto cambia per poi restare uguale. L'anima è nella terra sotto le unghie"

Quando Noel Gallagher se ne stava seduto e chiuso in casa nel 2020 ha avuto molto tempo, come tutti noi, per riflettere. Il prodotto di questa riflessione è il suo nuovo album, Council Skies. Esplorando l'amore giovanile e il raggiungimento della maggiore età nel "cemento e nella sporcizia" delle case popolari, The Mancunion si è seduto con Noel Gallagher per saperne di più.

"Questo è il primo album su cui suona tutta la mia vera band, perché di solito faccio tutto da solo", dice Noel Gallagher al Mancunion. “Quando alla fine riesci ad ascoltarlo, è molto eclettico. Non è così 'lontano' come Who Built the Moon?, ma c'è una serie, le prime 6 o 7 canzoni, in cui nessuna canzone che segue l'altra è la stessa stilisticamente". Riferendosi alla famigerata aggiunta di Charlotte Marionneau alla band nel suo ultimo album in studio, Gallagher aggiunge che "non ci sono forbici su questo album". Una voce smentita, almeno.

Council Skies ("cieli popolari") deriva dal nome di una collezione di opere d'arte di Pete McKee, che Noel Gallagher possedeva e a cui ha dato un'occhiata sul suo tavolino mentre scriveva la canzone che dà il titolo al disco. "Dipinge persone delle case popolari [...] Ho dato semplicemente un'occhiata a quel libro che era su un tavolino a casa e ho pensato: 'Ah, cazzo, aspetta un attimo!'. Ho chiamato Pete e gli ho detto: 'Faccio bene a usare questo?', e lui ha detto: 'Sì, certo', e poi tutto ha iniziato a prendere forma per davvero".

Anche il confinamento è stato un fattore importante nella scrittura del disco. "Se riesci a ricollocarti in quel periodo, non sapevamo davvero quale sarebbe stato il futuro perché nessuno di noi aveva mai vissuto una pandemia prima. Ce ne stavamo lì in piedi, a guardare i cieli dicendo: 'Che cazzo? Come saranno i prossimi anni?' […] Stavo solo riflettendo su come sono arrivato e dove sono arrivato e ho avuto molto tempo per sedermi e pensarci. È un album riflessivo, più di ogni altra cosa".

L'altro fattore importante, ovviamente, è la stessa Manchester. Le strade di Longsight e Burnage sono il luogo in cui Noel Gallagher è cresciuto e la sua musica è legata per sempre alla città. Council Skies riflette questo, con la fotografia per la copertina dell'album (scattata dal leggendario fotografo mancuniano Kevin Cummins) che ritrae luoghi della vita di Gallagher in città. "Ho scattato fotografie di punti significativi mentre arrivavo in città da Burnage. C'è la Sifter's Records", famosa citazione nella canzone degli Oasis Shakermaker, "c'è il Burnage Community Center dove andavamo a sniffare colla, l'Apollo, i negozi di Levenshulme e Ardwick e la stazione di Piccadilly […] ha un aspetto molto popolare, settentrionale"

La foto in copertina è dell'attrezzatura degli High Flying Birds di Noel Gallagher allestita nel cerchio centrale di Maine Road, lo stadio demolito dell'amato Manchester City di Gallagher a Moss Side, che ora è un complesso residenziale.

Mentre Noel Gallagher ci tiene a sottolineare che l'album non parla di Manchester, è chiaro che il suo amore per la città è qualcosa che ha influenzato Council Skies. "Quando torni a Manchester sei molto consapevole di trovarti in una città con una forte identità, con una storia incredibile e una storia musicale incredibile, e un presente dannatamente figo […] È per questo che le persone come noi non perdono mai veramente il proprio accento, perché è radicato in noi […] Quando torno a Manchester, in superficie, c'è una nuova strada qui, c'è una cosa nuova nel Northern Quarter lì, ma non cambia mai davvero, perché le persone sono le stesse".

Cresciuto a Burnage, a due passi dalle zone studentesche di Manchester, Noel Gallagher conosce bene Fallowfield. "Lavoravo in un ristorante che si chiamava Jabberwock. È un grande vecchio pub all'angolo […] Facevo il lavapiatti, solo il sabato sera. Uno dei ragazzi che lavorava lì era il batterista dei Magazine”. L'edificio che ospitava il Jabberwock è ora occupato dal locale 256 e dallo Studio Bar. "E, naturalmente, uno degli edifici più pazzi di tutti i tempi, il Toast Rack […] Poiché il giro per le foto della copertina dell'album ha richiesto alcuni giri e controgiri, ho ricevuto un sacco di vecchie foto di Manchester degli anni '60 e '70 e c'è un incredibile immagine del Toast Rack. Che cazzo di edificio pazzesco che è!".

Noel Gallagher continua a tornare sullo stesso filone di pensiero su Manchester, cioè che più cambia, più rimane lo stesso. “Quando seguo [il Manchester] City in trasferta, non vado in un box, vado sugli spalti con i tifosi. La cultura, la lingua e l'umorismo sono ancora gli stessi di 30-40 anni fa, solo che le persone indossano abiti diversi. Città come Manchester e Liverpool, Dublino e Glasgow hanno tutte un'anima ed è nella terra sotto le unghie. Deve essere qualcosa nell'acqua ... esteticamente la città cambia, ma rimane sempre la stessa".

I singoli di Council Skies mostrano molti lati diversi della musicalità di Gallagher. C'è Pretty Boy, che ricorda lo stile dei Cure, il noir di Dead to the World e la svettante title track, il cui video è stato girato in un luogo storico recentemente riaperto, la New Century Hall. "Quando è stato deciso che Council Skies sarebbe stato un singolo, è stata una cosa del tipo: 'Dobbiamo girarlo a Manchester'. E poi qualcuno mi ha mostrato le foto della New Century Hall e dell'impianto di illuminazione che si trova sul soffitto. Stavamo per filmarlo all'aperto a Manchester e ho pensato: 'Guarda, pioverà come Dio comanda!'. Piove ad agosto, quindi pioverà a marzo, cazzo!'.

"Sai su ogni lato della stanza, ci sono quelle sbarre imbottite lungo il muro su cui puoi appoggiarti. Avevano dentro i posacenere più lunghi del mondo. Era un grande posacenere ed era proprio come un trogolo […] Tutti i ragazzi stavano in piedi a fumare mentre le loro mogli ballavano tutte sulla pista da ballo per chiunque stesse suonando quella sera. Bevevano tutti amaro e fumavano”. Gallagher nota anche che Jimi Hendrix e i Rolling Stones hanno suonato lì negli anni '60 e '70, come gli ha detto il musicista, giornalista e amico John Robb durante le riprese del video. Nel video Robb fa un cameo come barman.

"Questa è ancora una delle grandi cose di Manchester. Un vecchio edificio come quello non viene mai abbattuto, è stato reinventato e ora è stato riaperto ed è fantastico. A Londra, invece, sarebbero già appartamenti, perché Londra è in continua espansione ed è una cosa tentacolare. Adesso sarebbero appartamenti di lusso. E sarebbe un pezzo di storia locale scomparso per sempre". Più cambia, più rimane uguale.

Noel Gallagher tornerà a Manchester il 26 agosto, come headliner del primo grande spettacolo all'aperto a Wythenshawe Park. "I miei promoter dicevano che stavano pensando di fare una cosa normale a Wythenshawe Park, e questo prima che sapessero qualcosa sull'album. Ironia della sorte, questo sarà il mio primo concerto in Gran Bretagna per promuovere un album intitolato Council Skies, nel mezzo della più grande casa popolare d'Europa. È andato tutto per il verso giusto, il che è dannatamente magico".

Quando si chiede se i concerti mancuniani siano ancora i migliori e i più speciali per lui, non c'è un atomo di dubbio nel tono di Noel Gallagher. "Ovviamente. I concerti a Manchester, a entrambi i lati dello spettacolo stesso, sono piuttosto stressanti perché conosci tutti e tutti ti conoscono, e vogliono entrare, e ci sono i biglietti e la lista degli invitati e poi devi restare e vedere tutti. Ma quanto al pubblico in sé, qualcuno mi stava chiedendo di descrivere una folla mancuniana, e per me sembra sempre piena di fottuti giovani. Più che in qualsiasi altro posto in cui abbia mai suonato. La gente va ai concerti a Londra. E stanno lì, e vogliono sentire questo e questo e questo, e se ne vanno, cazzo, perché la metro chiude dannatamente alle 11. Mentre penso solo che Manchester sia tutto per i ragazzi, che vanno in giro e si divertono molto".

Manchester è così ai giorni nostri. Basta dare un'occhiata agli elenchi e ci sono almeno dieci concerti a notte in città, e il più delle volte registrano il tutto esaurito. Le band senza singoli stanno gomito a gomito con gli autori delle loro speranze e dei loro sogni, e la musica con cui questi musicisti in erba si sono fissati nelle loro camere da letto diventa un pilastro della comunità. "Ed era sempre così", concorda Noel Gallagher. "Persone più articolate di me hanno cercato di riassumerlo nel corso degli anni, credo, ma immagino che l'unica citazione a cui torniamo sempre sia quella di Tony Wilson, che dice: 'Facciamo le cose diversamente quassù'. C'è sempre stata questa cosa della cultura giovanile, e la stessa cultura giovanile non è così mainstream, perché tutto è orientato verso l'economia della fottuta musica pop ridicola. Ma devi andare a cercarla, e sai, non è davvero una brutta cosa. Ma è lì, ed è vibrante, è giovane ed è fottutamente figa".

"Tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 Manchester era quasi il centro dell'universo. Ma solo perché ora non ci sono delle cazzo di band grandi e famose, una alla settimana che esce da Manchester, non significa che non stia succedendo. Sta succedendo, devi solo andare a cercarle […] Mi dispiace, dispiace non è la parola giusta, per i miei due figli adolescenti adesso. Sono nati e cresciuti a Londra e spesso penso solo a quanto sarebbero diversi se fossero mancuniani. Sono ancora fighi e sono i miei figli e tutto il resto, e sono fantastici, ma penso solo a quanto sarebbero diversi. Perché hanno l'aspetto di mancuniani, ma sembrano provenire dalle contee che circondano Londra".

Ora la vita è diversa per Noel Gallagher e la riflessione di Council Skies non si ferma alla musica. "Racconto ai miei figli storie di come sono cresciuto [a Manchester] e loro letteralmente non mi credono. E io dico loro: 'Amico, questa è una cosa normale, questa è una cosa quotidiana lassù' ". Dico a Noel che nel mio pub locale c'è un uomo che vende formaggio; ricorda che da lui qualcuno vendeva cosce d'agnello. Stranamente la nostra conversazione torna al punto di partenza, poiché le cose a Manchester sembrano essere rimaste straordinariamente intatte tra le generazioni. "Più cambiano, più rimangono le stesse", proclama Gallagher. È molto difficile non essere d'accordo con lui. 

 Source: The Mancunion

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martedì 2 maggio 2023

Noel Gallagher a Vanity Fair: "Avrei successo se formassi una band simile agli Oasis, ma non è nella mia natura. Col nuovo disco torno a sognare a occhi aperti"

La copertina del suo nuovo disco Council Skies, firmata da Kevin Cummins, ritrae la sua Manchester.

«Non ci sono persone ritratte perché non mi piace stare sulla copertina dei miei dischi, preferisco scegliere una location».

E Manchester torna sempre.

«Sto tornando alle mie origini. Sognare a occhi aperti, alzare gli occhi al cielo e chiedermi cosa potrebbe essere la vita. Questo vale per me oggi come nei primi anni '90. Quando la musica mi ha salvato. Allora non c'era internet ed eravamo costretti a inventare il nostro mondo. Penso che se si guarda al passato si può imparare dal passato. E oggi torno a Manchester regolarmente, la scena musicale è ancora vibrante e molto eclettica».

Le piace la musica di oggi?

«Regna il pop, in tutte le sue varianti. Nessuno suona più la chitarra, al massimo i ragazzi di oggi la indossano sul palco. Ora le classifiche sono tutte di musica pop commerciale. La musica, come la maggior parte delle cose della vita, è dettata dall'economia. Quindi ciò che vende è ciò che viene dato alla gente. E con l'avvento di Spotify e simili è tutto lì. Hai nove milioni di canzoni a portata di mano e qualcuna è pure buona. Così nessuno la mattina deve più alzarsi dal letto per andare a comprare un disco».

Cosa pensa dei Maneskin?

«Non li conosco …. Oh, sì, sono quei ragazzi che hanno vinto l’Eurovision! E io adoro l'Eurovision. Quella sera che hanno vinto lo stavo guardando e ho visto che uno di loro si è drogato in TV. Sì, sì, so che poi non era vero… non ho un'opinione su di loro, a dire il vero, ma ricordo di averli guardato quella sera e di aver pensato “Wow, sono belli”. Non ricordo la canzone, ma credo racconti la loro storia».

Com’è stata la sua vita fin qui e com’è quella che verrà?

«Dovrei essere ormai a occuparmi di una fattoria, invece sono ancora qui. Fare ancora nuova musica dopo 30 anni è incredibile. E sì, è una cosa che non dò mai per scontata. Sarebbe molto facile per me mettere insieme una band che suoni come gli Oasis e suonare quattro nuove canzoni e 25 fottute canzoni storiche degli Oasis ogni sera. Sono sicuro che avrei molto successo, ma non è così, non è nel mio DNA».

Preferisce musica nuova e rischio?

«Non capisco chi si ritira e non fa più canzoni. Sa, c'è abbastanza merda nel mondo, se sei un artista e puoi creare dovresti condividere cose buone con il mondo, dovresti farlo perché faresti felice qualcuno da qualche parte».

Comporrebbe una colonna sonora?

«Non me l'hanno mai chiesto e non mi dispiacerebbe, ma oggi anche per le colonne sonore si sceglie l'artista più commerciale». 

Suonerebbe all'incoronazione di re Carlo?

«Non credo sia molto popolare Carlo. Non credo che le persone della mia generazione abbiano un interesse per la famiglia reale. Appartiene alle generazioni precedenti, come la religione. Si sta estinguendo. Tutti amavano la regina, è stato un grande punto di riferimento. Certo a Londra per l'inaugurazione ci sarà un gran parlare e sarà pieno di turisti e di americani».

Film preferiti?

«Non quelli horror. Non sono un esperto, ma li odio. Sono fottutamente ridicoli. Il mio preferito di tutti i tempi è Il buono, il brutto e il cattivo, diretto da Sergio Leone e musicato da Ennio Morricone. Per me quello è un film perfetto ed è stato girato nel 1967, l'anno in cui sono nato».

Da dove nasce il titolo dell'album, Council Skies?

«È il titolo della traccia che ho scritto stranamente a Ibiza, quando ero in vacanza. C'era una sezione nel mezzo che aveva bisogno di essere rielaborata così mi è capitato di tornare a Londra e ho visto un libro sul tavolo. Appena ho letto il titolo ho pensato che si adattasse a questa canzone, così ho chiamato il tizio che l'aveva scritto e gli ho chiesto il permesso di usare il titolo. La maggior parte delle cose che faccio sono d'istinto. Se è un qualcosa che mi fa sentire bene in quel momento. Se mi fossi seduto a pensare a quel titolo per una settimana, probabilmente avrei detto "occhi"».

Come vedono la musica le nuove generazioni?

«Penso che l'attuale generazione guardi ancora ai vecchi, al passato, mentre quando siamo arrivati noi era tutto nuovo. I nostri eroi avevano la nostra età, insomma, e credo che questa sia la cosa più importante. Ma credo anche che se gli Oasis non fossero arrivati, qualcun altro sarebbe arrivato, perché ogni generazione ha bisogno di avere una band tutta propria e noi avevamo deciso di essere quella band».

Che ricordi ha delle canzoni degli Oasis?

«Live Forever l'ho scritta in un appartamento di Manchester. Era un martedì pomeriggio e ricordo di averla portata alle prove la sera stessa. Oggi c'è chi registra di nuovo le vecchie canzoni, le arrangia in modo diverso, ma io non ne sono sicuro. Preferisco registrare musica nuova. Il tempo è prezioso quando arrivi a questo punto della vita e sarebbe come tornare indietro e fare cose che hai già fatto anni fa, è un po' come dire: “che cazzo di senso ha?" Non ne capisco il senso».

All'album seguirà un tour che arriverà l'8 novembre in Italia per un'unica data al Forum di Milano.

«Penso che sarà fantastico. Il trucco sta nel capire quante canzoni suoneremo dal nuovo disco, perché potrei suonarle tutte ma non lascerei spazio alle altre. Non voglio entrare nel territorio di Bruce Springsteen suonando per quattro ore».

Nel 2024 ricorreranno i 30 anni dell'album culto Definitely Maybe.

«Ho trovato nel caveau della Sony molti nastri che pensavamo persi dalle session di Definitely Maybe e sono fantastici. C'è un sacco di roba, tutte outtakes». 

Potrebbe essere l'occasione per una reunion con suo fratello Liam?

«Oh sì, ci riuniremo in un grande tour. E faremo anche Morning Glory. E anche i Beatles si riuniranno e John Lennon tornerà dall’aldilà».

Source: Vanity Fair

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venerdì 3 giugno 2022

Liam Gallagher dedica dal palco una canzone a un 22enne fan deceduto che doveva essere al concerto di Manchester

Al termine del bellissimo concerto di ieri sera al City of Manchester Stadium, Liam Gallagher ha dedicato Champagne Supernova a Grant Taylor, un fan degli Oasis e di Liam, deceduto all’età di 22 anni. Il ragazzo aveva acquistato i biglietti per assistere al concerto, al quale invece ha partecipato la sorella Katie. Proprio lei aveva chiesto a Liam, tramite Twitter, di dedicare un pezzo al fratello, nello specifico Live Forever, scelto dalla famiglia come canzone anche per il funerale di Grant.

"Liam Gallagher, ti prego dedica #LiveForever a mio fratello, Grant, a Manchester (il 1° di giugno). È stata la canzone scelta per il suo funerale e l’abbiamo suonata mentre portavamo la bara, a marzo. Userò il suo biglietto perché lui era davvero il tuo più grande fan", le parole scritte da Katie. Parole ascoltate dal cantante, che ha dedicato a Grant, se non Live Forever, Champagne Supernova, pezzo di chiusura del concerto.

Katie ha assistito a tutto lo spettacolo sventolando una bandiera recante una foto del proprio fratello con un cuore blu e la frase "GT22 Live Forever". La ragazza ha poi twittato il video della commovente dedica di Gallagher ringraziando l'ex Oasis: "Liam Gallagher sei fantastico".

QUI IL VIDEO DELLA DEDICA 

Source: NME



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giovedì 2 giugno 2022

"Yes, Manchester!". Liam Gallagher accende lo stadio del Man City di fronte a 80.000 fan adoranti




Il canto "campeones, campeones", che i tifosi del Manchester City usano per celebrare la squadra campione d'Inghilterra, è il modo migliore e ormai familiare per accogliere al City of Manchester Stadium l'eroe cittadino Liam Gallagher, che mercoledì sera ha dato inizio al proprio tour a supporto del nuovo album, C'mon You Know, uscito il 27 maggio e già salito in vetta alle chart. Uno stadio riempito da circa 80.000 fan in visibilio per l'ex Oasis, che ha riservato una bella scaletta ai presenti nella sua città natale. Alla fine del post potete vedere alcuni video della serata.

"Yes, Manchester!", esordisce Liam appena si avvicina al microfono, ammirando i fan adoranti. La prima canzone è Hello, mentre dalle prime file in avanti si scatena il pogo e nel cielo si levano i fuochi d'artificio. Liam stesso si vede costretto a intervenire, per catechizzare la folla: "Non fate i coglioni e non spingete, ognuno metta le braccia attorno all'altro e saltate". Se, però, a Hello seguono due pezzi iconici come Rock 'N' Roll Star e Morning Glory, il caos è assicurato. Liam accompagna con le maracas e fa la linguaccia. 

A riscaldare gli animi ci avevano pensato i Charlatans, la storica band capitanata da Tim Burgess, rimasta sul palco per un'ora a intrattenere la folla in attesa di Liam. Non sono mancati brani simbolici della carriera della band, come Weirdo, Then, North Country Boy e The Only One I Know, mentre il sole si avviava a tramontare. 

Con il cielo tra il blu e l'oro, Liam ha poi fatto capolino sul palco. Molti i brani nella setlist, tra cui una chicca, Roll it Over, pezzo tratto dal disco Standing on the Shoulder of Giants degli Oasis, mai cantato live sino a ieri. E, merito anche della band di supporto, la resa del brano dal vivo è ottima. Poi una Slide Away particolare, con il pubblico che canta "chasing the sun", inseguendo il sole, mentre il sole, nel suo cammino in calando, si posiziona dietro lo stadio. Non è, però, una scaletta di pura nostalgia, dato che ci sono i nuovi brani: More Power, Better Days e Everything’s Electric sono già cantati da buona parte della folla. E poi Once, intonata a squarciagola da tutti come un inno, con la gente che si abbraccia, accompagna con gesti e si commuove, mentre partono i fuochi d'artificio. 

Dopo una breve pausa, si torna sul palco con Some Might Say. "Non ascoltate quelli che vi dicono che questa roba è dannatamente troppo dannosa per voi", dice Liam per introdurre Cigarettes & Alcohol. Supersonic, Wonderwall e Live Forever sembrano concludere la serata, ma, dopo un'altra pausa, ecco Liam tornare sul palco per Champagne Supernova, stavolta in versione elettrica, non più solo con piano e voce, come l'avevamo ascoltata nei precedenti tour. I fuochi d'artificio si alzano ancora nel cielo per illuminare lo stadio per l'ultima volta. 

Si respira qualcosa di quelle epiche serate a Maine Road del 1996. E Liam si prepara, domani e venerdì, a conquistare anche Knebworth, dove ha fatto il tutto esaurito, come fece con gli Oasis ventisei anni fa: per i concerti si prevedono 160.000 persone in due serate, mentre nel 1996 gli spettatori erano, in due serate, 250.000 in totale. Un risultato lusinghiero per il più piccolo dei Gallagher, tornato definitivamente sulla cresta dell'onda.


Scaletta:

Hello

Rock 'N' Roll Star

What’s the Story Morning Glory

Wall of Glass

Shockwave

Why Me, Why Not?.

Everything’s Electric

Better Days

Stand By Me

Roll it Over

Slide Away

More Power

C’mon You Know

Diamond in the Dark

The River

Once


Encore:

Some Might Say

Cigarettes and Alcohol

Supersonic

Wonderwall

Live Forever


Encore two:

Champagne Supernova


oasisnotizie - Source: Manchester Evening News








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lunedì 11 ottobre 2021

Liam Gallagher annuncia nuovi concerti a Manchester e Glasgow per giugno 2022

"Sono super orgoglioso di annunciare che terrò un concerto nella mia città natale, Manchester, il 1° giugno 2022, in casa dei campioni del calcio inglese del Manchester City. Inoltre non vedo l'ora di suonare al famoso Hampden Park di Glasgow il 26 giugno 2022. C'MON YOU KNOW LG x https://t.co/Ej50XuuRJK"

Lo ha annunciato oggi Liam Gallagher su Twitter. Due altri concerti in Gran Bretagna, dunque, per l'ex Oasis, oltre a quelli previsti per il 3 e 4 giugno 2022 a Knebworth, che hanno già fatto registrare il tutto esaurito. 

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venerdì 25 giugno 2021

Noel Gallagher a cuore aperto: "Vi racconto le mie serate alcoliche all'Haçienda con l'acid house e il mio amore per i Bee Gees"

Ralph Moore parla con Noel Gallagher dell'acid house, delle rivelazioni da ubriaco all'Haçienda e del quasi lavoro con il maestro del chug Andrew Weatherall.

Testo di: Ralph Moore - Traduzione italiana: oasisnotizie 

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Il nuovo studio di Noel Gallagher a King's Cross è completamente attrezzato con cimeli che riflettono accuratamente il suo amore per i Beatles e la psichedelia classica. Ci sono poster dei Beatles incorniciati in abbondanza, un cartello autostradale con indicazione di Maine Road a Manchester e, per il valore co(s)mico, un ritaglio di cartone dell'attuale allenatore del Man City Pep Guardiola nell'angolo dello studio principale: come tutti gli Oasis e i fan di Noel sanno, Noel Gallagher ama il calcio tanto quanto la musica (e sua moglie Sara MacDonald) e lo amerà per sempre.

Mentre apre la porta con un educato "stai bene?" e ci sediamo uno di fronte all'altro su due divani adiacenti, c'è giusto il tempo di mostrargli quattro dischi che ho comprato prima che gli Oasis si formassero propriamente. Due dei The Verve ("o Verve, come erano conosciuti allora!"), uno dei The Sabres of Paradise (Wilmot) uno dei Primal Scream, con gli eroi trip hop di Bristol, i Portishead, nel remix. "Tutti ottimi dischi!", annuisce con approvazione. Quindi per il momento siamo su un terreno sacro simile. E mentre di solito sono io quello che non smette di parlare, questa volta le carte in tavola sono cambiate, con Noel che risponde alle mie domande e replica con la stessa rapidità, anche se con un'arguzia sinuosa ed esilaranti battute di spirito. In breve, questa è una delle esperienze di intervista più grandiose che abbia avuto in più di due decenni di avventure musicali, e l'unica condizione è parlare di acid house e non menzionare Liam.

Noel è desideroso di tornare alle proprie radici di Manchester e di spiegare come ci sia un lignaggio che parte dall'Haçienda e arriva a Live Forever. "L'ho preso nella mia musica", spiega. "Non ho scritto di me, non ho scritto di te; ho scritto di noi. Ed è da lì che nasce Live Forever. È un inno acid house che viene suonato da un sacco di fottuti mascalzoni in una sala prove". È anche comprensibilmente orgoglioso dei dischi che ha realizzato con Goldie e i Chemical Brothers. Ma attenzione: questo articolo contiene una notevole quantità di parolacce.

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Cominciamo con una domanda importante. Pensi ancora che la musica fosse migliore nell'era dei primi Oasis? Non è anche possibile che tu ne veda solo gli aspetti positivi perché li hai vissuti così bene?

Siamo stati viziati dal fatto che artisti del calibro di Primal Scream e Sabres Of Paradise e tutto il resto ... non solo fossero fantastici, ma fossero il mainstream! Questo era quello che dicevano le classifiche, e quando le vedi ora è solo una lunga canzone rap di merda! Sai, qualcun altro presenta qualcun altro, canzoni scritte da 13 persone, esibizioni di qualcuno che non ha un nome, hanno un fottuto numero e un nome come DX 749-fottuto-43! Ad esempio ho guardato il nuovo documentario sugli Oasis e, a parte la band e i fan, tutte le band che c'erano prima, è come un fottuto chi è, chi di chi era!? E non ci sono più band! Le case discografiche hanno rovinato il mondo della musica! Sai, non ci sono nemmeno grandi band ora. C'è una bizzarra canzone fantastica ogni tanto, ma non c'è un collettivo di persone davanti alle quali puoi toglierti il cappello da quando conosci ... i fottuti Oasis, davvero. Ad essere onesti, anche quelli che sono venuti dopo di noi – Arctic Monkeys, Kasabian, The Libertines e tutto il resto – per quanto bravi, non erano a quel livello. 

Volevamo parlarti principalmente di acid house oggi. Penso che la maggior parte delle persone forse ritenga che il punto di partenza siano i Chemical Brothers, ma in realtà non è così, vero? Quando eri su Desert Island Discs, hai scelto Voodoo Ray!

Sì, beh, quello e Pacific State degli 808 State sono stati i primi due veri grandi classici britannici di acid house usciti da Manchester. E Graham Massey, che era il tizio più importante degli 808 State, era solito consegnarmi i soldi attraverso un giroconto! Vivevo a Whitworth Street a Manchester e vedevo sempre Gerald in giro. Pacific State è dannatamente ... che pezzo! È dannatamente fuori di testa, amico! Ancora oggi è uno dei grandi fottuti pezzi di acid house e il fatto che provengano dalle strade in cui sono cresciuto è strabiliante.

Sei anche un fan della prima hip house?

Un disco di cui non parlo sempre, di cui dovrei parlare sempre, è Don't Scandalize Mine di Sugar Bear, che è uno dei miei brani preferiti di quell'epoca! Amo davvero quella canzone. Penso che sia l'unico rap che riesco a sentire fino in fondo. Perché quel disco? Perché Sugar Bear? Perché ha la linea di basso dei Talking Heads e, se l'ascoltassi ora, suona ancora come se fosse registrata domani! È proprio in anticipo sui tempi. Quelle canzoni che porti con te nella tua vita significano proprio tanto, perché ti parlano in un modo spirituale. Significano qualcosa, sono parte di te. Uno dei miei beni musicali più preziosi è l'album Haçienda Classics. Tutti i brani di questo disco mi ricordano solo di quando ero lì e le grandi serate che c'erano, e la grande musica che c'era in quel periodo. Quella musica è una parte importante della mia vita.

L'altro disco che hai menzionato quando hai parlato con The Quietus è stato Feel The Groove di Cartouche: hai detto che ne facevi sempre le cover!

È quello che fa (canta, ndr) "better let you know ..."?

È quello.

Sì, lo avevamo in scaletta. E non solo, iniziavamo facendo l'intro di chitarra di Everything Starts With An 'E (di E-Zee Possee, ndr) agli esordi. Ha una specie di riff di chitarra alla Jimi Hendrix; lo facevamo e poi ci mettevamo a suonare la canzone. Non so ancora perché lo facessimo. Penso di aver iniziato a cantarlo un giorno durante le prove. Tutti si sono uniti e sembrava fantastico. Facevamo alcune cover acid house durante le prove, e quella è stata l'unica che abbiamo portato sul palco fino a quando non ho iniziato a scrivere più canzoni.

Puoi riportarci un po' indietro, all'inizio? Com'eri a 19 anni? I club erano come la chiesa?

Sì. Non sono affatto una persona estroversa. Non ero uno che faceva i fottuti movimenti sulla pista da ballo come John Travolta! C'erano migliaia di noi, pazzi, che indossavano occhiali nei locali notturni e stavano in piedi contro il muro fumando erba e annuendo alla musica. Sembravamo tutti gli Happy Mondays!


L'Haçienda ha chiaramente lasciato il segno.

Ricordo di esserci andato una sera e, naturalmente, non c'era quasi nessuna voce in nessuna delle canzoni. Era tutta musica elettronica primitiva e scheletrica e non la capivo affatto. E, naturalmente, stai bevendo e ti ubriachi un po', e ti alieni. Ma sono tornato indietro e mi sono fatto una fottuta E e da allora non mi sono più guardato indietro. Tutto aveva un senso! Era come dall'88 all'89, quando la musica era al suo apice, non esisteva una politica musicale nei club. Era un tempo proprio libero, ed era a buon prezzo. E se prendevi l'ecstasy non spendevi una fortuna al bar. Le fottute ragazze sono belle, anche i fottuti ragazzi sono belli! È stato un vero privilegio aver vissuto quello e crescere in quell'ambiente. Stranamente ero con un gruppo di amici che tornavano tutti a casa del mio amico a Chorlton, e lui avrebbe finito per co-produrre il primo album degli Oasis. Rientravamo ed ascoltavamo i Beatles e Neil Young fino al sorgere del sole.

So che anche tu sei un grande fan dei Bee Gees: la copertina della nuova compilation ... 

La copertina è ispirata ai Bee Gees o è stata copiata da loro, sì, puoi dirlo! Perché amo i Bee Gees? Bene, ancora una volta, prima del 1987, il più grande per me era Saturday Night Fever. Sapevo che erano di Manchester e un mio amico, che era uno dei roadie dell'altra band, Phil Smith – un grande DJ, lo chiamo Phil Spectator e lavora ancora per me come DJ in tour – è un avido compratore di vinili. Una sera, dopo l'Haçienda, siamo andati a casa sua e lui ha messo su tutta questa roba dei primi anni '60, metà degli anni '60 dei Bee Gees e io ero dannatamente stordito! Non potevo crederci. Ha dato il via a un'ossessione per quella band che dura per tutta la vita; da allora li ho amati. Mi piace tutto fino a Mr. Natural del 1974, e poi la cosa si abbassa un po' fino a quando non hanno contribuito a inventare la disco. Adoro la storia di quella band. Ho avuto la fortuna di incontrarli nel corso degli anni, separatamente. Erano solo una cazzo di macchina di composizione di canzoni. Saturday Night Fever lo adoro, cazzo. Ho il massimo rispetto per loro.

Ho ragione nel pensare che sei andato a The Heavenly Social per vedere il DJ set dei Chemical Brothers?

Sì! Voglio dire, era importante quanto essere all'Haçienda, essere al piano di sotto di quel pub. Nel mezzo di ... sai, della loro fottuta cosa elettronica, suonavano Tomorrow Never Knows. Non l'avevo mai sentito prima, non in quel contesto, in un piccolo seminterrato in cui si suda, e arriva dopo qualche fottuta traccia di Spoony D! Un fottuto panino! Voglio dire, fai: wow. Hanno portato quella cosa ad un altro livello. Poi è arrivato Fatboy Slim. Ricordo che una sera Fatboy Slim da qualche parte mise su Start dei Jam. Potrebbe essere stata la notte in cui ho incontrato mia moglie allo Space di Ibiza.

Sei piuttosto divertente quando si tratta dei Chemicals. Li chiamavi "studenti" quando vi siete conosciuti!

SONO studenti!

Non pensi che ora siano ben oltre l'essere studenti?

Uno di loro se n'è andato ed è tornato alla fottuta università circa due anni fa!

Ma ora è tornato nella band, è Ed.

Studenti! Voglio dire, non fraintendetemi, ho lavorato con loro due volte. Sono dannatamente fantastici e Setting Sun [pezzo frutto della collaborazione tra Chemical Brothers e Noel, ndr] è una delle cose migliori che abbia mai fatto e li adoro, ne sono un fan. Ma nessuno è talmente su da essere preso per il culo da loro. Nessuno.

Quello che mi piace in retrospettiva di Setting Sun è che è incredibile, ma non suona proprio come un disco da primo posto. 

No, e il fottuto Chris Evans, che all'epoca era il pezzo grosso, lo odiava e non voleva metterlo su, eppure ha comunque scalzato Breakfast at Tiffany's [dei Deep Blue Something] dalla posizione numero uno! Sì, è un disco dal suono pazzesco, ma devi tornare a quei tempi: quella musica era il mainstream. Eravamo il mainstream, noi e i Primal Scream. E quei giorni sono dannatamente lontani. 

Infine dobbiamo parlare di Andy Weatherall (pioniere della musica dance, scomparso nel marzo 2020, ndr), che ti ha remixato due volte come artista solista. Cosa significava per te? 

È davvero triste. Stavamo per fare un disco. Mi sono messo in contatto con lui e gli ho detto che non avrei più lavorato con David Holmes [produttore dell'ultimo LP di Noel, ndr] e Andrew ha solo detto: "Mandami un po' di musica mentre la scrivi, mandami la roba e io te la rispedisco nel modo in cui funziona". E non ho mai avuto la possibilità di mandargli nulla, ma era un uomo adorabile, adorabile. Quando prima parlavamo di beni musicali preziosi, quell'album che ha pubblicato, Masterpiece [triplo mix di DJ dei Ministry Of Sound, una serie in cui Weatherall si è unito a artisti del calibro di Jazzie B e David Rodigan, ndr] è dannatamente incredibile. Lo adoro. Adoro quel suono mid-tempo, lo chiamano chug! Quindi lui ha inventato il chug per me, e ho sempre voluto lavorare con lui, perché abbiamo proprio tanti amici in comune. Un ragazzo adorabile, un gusto incredibile, non gliene fregava un cazzo. Proprio uno dei grandi, sai? Ci ha fatto ascoltare la migliore musica della nostra vita ed è stato un giorno davvero triste, cazzo, [quando è morto, ndr]. Ma così è la vita, immagino.

Penso sia stato un brutto colpo per il mondo della dance, perché era molto vicino a casa.

Sì, è come se fosse il primo di noi a morire. Ricordo letteralmente cosa stessi facendo quando ho sentito la notizia. Ero in un taxi nero a Oxford Street. È una grande perdita. Perché, sai, ho tutti questi album da solista che ha fatto e mi hanno ispirato tutti in una certa misura. Non gliene fregava un cazzo di mettere 12 tracce strumentali su un album: non gliene importava! Alcune canzoni durano nove minuti e tutto il resto e non gliene fregava un cazzo. È stato un grande shock quando è morto.

Source: Mixmag - traduzione di oasisnotizie

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martedì 1 dicembre 2020

Liam Gallagher: "Regali di Natale tra membri degli Oasis? Mica eravamo i McFly! Speravo di rivedere Bonehead e mia madre, ma non posso più andare a Manchester per Natale"

Liam Gallagher è stato intervistato stamane da Dave Berry su Absolute Radio. Ecco cosa ha detto.

Sul concerto sul Tamigi

"Con il COVID abbiamo dovuto cancellare tutti i concerti. Invece di fare un concerto su Zoom, cosa che trovo offensiva ... Metti su Zoom me che provo a cantarti delle canzoni? Non ci penso neanche ... Quindi invece di fare un concerto su Zoom abbiamo deciso di fare le cose in grande, abbiamo affittato un barcone sul Tamigi, come Del Boy e Rodney, e siamo andati sul fiume Tamigi. Abbiamo 'acceso' le chitarre elettriche e suona grandioso, considerato che ci si trova su un fiume".

Su All You're Dreaming  Of 

"Tutti si aspettavano un mio ritorno con una canzone un po' incazzata, un po' di 'fanculo il governo' e roba così, ma non penso sia questa la mentalità giusta. Volevo tornare nell'altro modo, con un po' di amore e un po' di speranza".

"Quando l'abbiamo creata, all'inizio del lockdown, ho pensato: 'Questa canzone non possiamo pubblicarla a giugno, per cui manteniamo l'atmosfera natalizia', ma un'atmosfera natalizia seria, non sdolcinata. Ci sono abbastanza canzoni di Natale sdolcinate in giro. No, non ho percorso la strada dello sdolcinato".

Natale e dintorni

"Nel mio store c'è anche una carta regalo con su la mia faccia? Perfetta. E i ragazzi si lamentano pure! E alcune persone malgrado quello sono soddisfatte! Chi può comprarla? Tutti!".

"Se negli Oasis ci facevamo regali di Natale? No, Dio ... Non eravamo mica i McFly! Te lo immagini? No, niente di tutto quello. Di sicuro ci facevamo un drink per Natale".

"Bonehead un grande, sì ... Sarei dovuto andare a Manchester la settimana prossima, ma non si può con le restrizioni. Chissà quando lo rivedrò, ma spero prima di Natale. Avevo già prenotato treno e l'hotel in cui avrei soggiornato con i miei figli, per andare a trovare mia madre, ma non si può più andare, no?".

"Cosa mi piacerebbe ricevere a Natale? Ho tutto per me, Dave. Ho anche troppo. Niente in particolare: divertirmi, farmi un bel drink, mangiare del buon cibo e spassarmela".

Sull'incontro con Diego Armando Maradona

"Che gran tipo! La prima volta che l'ho incontrato fu a Buenos Aires, in un hotel. Noi eravamo lì per partecipare a un festival. Siamo tornati all'hotel per un paio di drink e un minuto dopo c'erano novemila persone che correvano nell'ascensore. Noi: 'Che cazzo succede qua?' ..."

"Andammo dall'interprete e gli chiedemmo di salire per capire cosa ci fosse. Scoprì che Diego stava andando in soffitta per un party. Gli facemmo chiedere se potessimo parteciparvi e ci disse che Maradona aveva detto di sì, ma a patto che salissimo solo io e Noel. Così salimmo di corsa e ce la spassammo un po'. Facemmo una foto con lui e prendemmo una sua sciarpa, prima si facesse un po' scontroso. E poi lo incontrai anni dopo ad una partita del Man City, perché sua figlia ha sposato Sergio Aguero. Le due volte che l'ho incontrato era sobrio".

Traduzione di oasisnotizie

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martedì 15 settembre 2020

Noel Gallagher: "La mascherina non la metto. Ci stanno togliendo troppe libertà, è una presa per il culo"

Intervistato da Matt Morgan per il podcast Funny how, Noel Gallagher ha ribadito che non indossa la mascherina anti-COVID perché a suo dire è tutta "una presa per il culo". L'audio è alla fine del post.

"Tutta questa faccenda è una stronzata. Dovresti indossarle da Selfridges (catena di grandi magazzini, ndr), ma puoi andare in un pub ed essere circondato da qualsiasi fottuto coglione. Capisci? Come se nei pub non ci fosse il virus e da Selfridges invece sì". 

Indossare la mascherina è obbligatorio, in Gran Bretagna, in tutti i negozi e nei grandi magazzini, oltre che sui mezzi pubblici, con eccezione per i bimbi al di sotto degli undici anni d'età e delle persone che hanno problemi di salute.


"Stavo andando a Manchester l'altra settimana", ha raccontato Noel, "e un tizio sul treno mi fa: 'Può indossare la mascherina, perché altrimenti la polizia le fa una multa di mille sterline? Ma non deve indossarla se sta mangiando'. E io: 'Ah, dunque questo virus killer che circola sul treno verrà e mi attaccherà, ma se mi vede che sto mangiando un panino mi lascia stare perché pensa: 'sta pranzando'? ".
 
"Ascoltami, non è una legge. Ci stanno togliendo troppe fottute libertà adesso", afferma Noel. "Giorni fa mi hanno rotto il cazzo in un supermercato perché ero senza mascherina, e ho chiesto di parlare col direttore per spiegargli perché non voglio portarla. Non me ne frega un cazzo. Scelgo di non indossarla e se prenderò il virus riguarderà me, e nessun altro. Se tutti gli altri coglioni portano la mascherina, da loro il virus non lo prenderò, e se ce l'avessi io, loro, indossando la mascherina, non lo prenderebbero da me. È una presa per il culo".

Source: NME
 


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