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giovedì 27 ottobre 2022

Liam Gallagher, subito esaurite le LG Rambler disegnate per Clarks (e che ora si vendono online a 345 euro anziché 150)

Neanche il tempo di essere messe in vendita sul sito ufficiale e nei due nuovi negozi di Manchester e Londra lo scorso 21 ottobre che le LG Rambler disegnate da Liam Gallagher per Clarks Originals sono subito andate esaurite. Ora però si trovano su eBay a 300 sterline (345 euro), ovvero più del doppio del prezzo originario, che era 130 (150 euro), con i fan inferociti per l’evidente speculazione originata dall’edizione limitata del prodotto. «La gente le ha comprate solo per realizzare un profitto o per collezionarle, ma non le indosseranno mai», ha scritto non a caso un utente sulla pagina social del brand.
Realizzate con pellami di provenienza europea, le scarpe hanno l’iconica suola in suede e lacci in corda e sono declinate nelle tonalità autunnali marrone e marrone chiaro, mentre la linea è caratterizzata da dettagli unici, fra cui i loghi LG Rambler e il volto stilizzato di Gallagher sul tallone. «Nel 2018 Liam ha pubblicato un tweet chiedendo se qualcuno alla Clarks potesse procurargli un paio di Clarks Rambler, allora fuori produzione. Da allora abbiamo collaborato con lo stesso Gallagher per progettare le sue LG Rambler», ha scritto l’azienda di calzature sulla propria pagina Instagram, presentando le nuove scarpe.

Source: Corriere della Sera


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sabato 23 aprile 2022

Liam Gallagher si racconta ad Icon: "Sono uno stronzo dall'animo gentile. Non mi sono mai adeguato alla massa"

Ecco l'intervista a Liam Gallagher inserita nel nuovo numero del mensile italiano Icon, con l'ex Oasis in copertina.


È mezzogiorno e il cielo turchino avvolge il sole attorno a Londra. Liam spacca il minuto ed entra in studio con il sorriso. Inutile specificare il cognome, se si tratta di musica. Perché di Liam, da ascoltare, ne esiste uno soltanto: il fondatore e frontman degli Oasis, la band simbolo degli anni Novanta con 75 milioni di dischi venduti in una carriera appena maggiorenne e fan illimitati che sognano la reunion nonostante i 13 anni dalla scissione. Di più: è la voce originale - riconoscibile all'istante come la sua posa sul palco, mani intrecciate dietro la schiena e mento in su, verso il microfono alto - della classe operaia che ha catapultato il Britpop dai sobborghi plumbei di Manchester ai palchi dorati di ogni angolo del pianeta. 

Bottiglia d'acqua sempre nei paraggi e battuta pronta, Mr. Gallagher esamina gli outfit da indossare. Tutti approvati. «Mi ricordano il mio guardaroba easy, identico a quando ero giovanissimo e a quando sarò vecchissimo. Per un matrimonio recente ho comprato un completo classico di cui mi sbarazzerò presto. Alla prossima cerimonia mi presenterò come mi vedi oggi».

Cioè così: pile teddy, maglia e jeans morbidi, scarpe comode. Un'immagine a distanza siderale da quella eccentrica e ultralogata di una rockstar qualunque. Il punto è che Liam non è una rockstar qualunque: uno che per natura esce dagli schemi, figurarsi se rientra nei canoni dell'icona glam. Quale è. «Che sia nato con la rivoluzione dentro si capisce già dal mio look controcorrente. Vesto basic, tra il casual e l'outdoor, eppure sono più trendsetter di tutti i miei colleghi messi insieme. L'abito fa il ribelle - penso al mio mito John Lennon, addirittura nudo sulla copertina di Unfinished Music No. 1 - Two Virgins, o Keith Richards, con bandana e kajal - e le fashion victim insultano se stesse: tirate fuori il carattere e indossate quel ca**o che vi pare!».

Il delicato invito non implica che l'ex leader di Oasis e Beady Eye (sorti dalle ceneri dei primi, escluso suo fratello Noel, e durati dal 2009 al 2014), disprezzi la moda: «Credo sia un mezzo di comunicazione straordinario: una T-shirt rivela chi sei meglio di un monologo. Per questo è la mia grande passione dopo la musica: spendo un capitale soprattutto in Clarks Caravans, ho perso il numero delle paia della mia collezione e, siccome spesso non trovo i capi giusti, nel 2009 ho creato la linea d'abbigliamento Pretty Green». A cui si sono aggiunte di recente la collaborazione con Adidas per le sneaker Padiham Lg Spzl e la capsule (firmata insieme al designer Nigerl Cabourn) di parka: «Da giaccone anonimo l'ho trasformato nel pezzo must have di due generazioni. Cappuccio calato sulla fronte e via, attiri l'attenzione generale senza stupire con effetti speciali».

Gallagher si converte alla sobrietà e rinnega il curriculum di eccessi? «No, nemmeno gli abusi di sostanze varie. Al giro di boa dei 50 anni che mi aspettano il 21 settembre, resto uno spirito libero, ho solo rallentato il passo, ma mi rendo conto di essermi riempito di merda. Lo slogan "sesso, droga e rock 'n' roll" è sorpassato: con gli impiegati che si sballano al posto degli artisti, ti distingui di più se segui le indicazioni per la raccolta differenziata. E poi c'è ribelle e ribelle. Il mio atteggiamento a volte stronzo nasconde un animo gentile: apro sempre le porte alle signore, tanto per dire una sciocchezza. Non mi sono mai adeguato alle regole della massa, ma ho una mia etica precisa e dei valori scolpiti nel cervello. Il lavoro in particolare: sono certo che nobiliti l'uomo, al contrario del denaro».

Infatti non gli interessa se il terzo album solista C'mon You Know, in uscita il 27 maggio (anticipato dal singolo Everything's Electric, firmato in coppia con il Foo Fighter Dave Grohl), scalerà le chart come entrambi i precedenti. «L'importante è che piaccia. Io amo questi 13 brani inediti, perché arricchiscono il mio stile di ritmi nuovi, tipo il reggae, e perché mi offrono l'occasione di partire in tour (unica tappa italiana al Lucca Summer Festival il 6 luglio, ndr), dopo la lunga pandemia. Debutterò in paradiso: l'Etihad Stadium, dove gioca il mio sacro Manchester City. Non vado a tifare gli Sky Blues da dieci anni, quando ho visto l'ultima volta Noel: già da tempo non ci parlavamo e non ci siamo salutati. La squadra mi manca da morire - mio fratello, no - però la decisione era obbligatoria: in tribuna impreco di continuo e dò un pessimo esempio. Preferisco fare il ribelle fanatico a casa». 

Testo di Cristina Marinoni

(giacca: Mackintosh, jeans: Edwyn, occhiali da sole: Jacques Marie Mage)




The founder and frontman of symbolic 1990s band Oasis was born “with a revolutionary spirit.” “You can tell from my nonconformist style,” he explains. “I wear basic looks, mixing casual and outdoor, but I’m more of a trendsetter than all my counterparts put together.” With his upcoming third album, “which is interesting because it’s full of new sounds,” the Britpop legend talks about himself in the cover interview of ICON “Rebel Rebel”, on newsstands from today. Don’t miss it!

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martedì 1 dicembre 2020

Liam Gallagher: "Tampone? Fatto, sono abituato a tirare cose nel naso. Odio i concerti su Zoom, il mio in barca è il top! Oasis reunion nel 2021? Perché no?"

Liam Gallagher è stato intervistato stamane da Virgin Radio UK. Ecco la nostra traduzione delle sue parole. L'audio è alla fine del post.

Sugli ultimi giorni e sul nuovo taglio di capelli

"In questi giorni vado in bici". 

"Il mio nuovo taglio di capelli? Non è mica così nuovo. È sempre lo stesso. Ho 48 anni. Non è una parrucca, amico. Me li cresco i capelli. Li ho solo allungati un po' ...".

"Se i capelli mi avessero abbandonato? Avrei dovuto rubarli a qualcuno ... Se penso a quando diventerò calvo? Per niente, se succede succede. Bisogna attraversare quel ponte quando si arriva a una certa età. Se sono importanti per il rock 'n' roll?  Come le gambe, le mani, il naso e le orecchie. Tutto. Ho dei capelli decenti quindi al momento sono fortunato".

"Se sono andato sempre dallo stesso parrucchiere? No, questo ce l'ho da circa cinque anni. La gente rompe con i parrucchieri? Sì, lo so. È terribile. Io avevo il parrucchiere di Skinhead e David Beckham. Non lo vedo da un po', era un bravo ragazzo. Cosa è successo con lui? Be', se ci andava David Beckham io l'ho dovuto bidonare, no? No, scherzo ... No, è un bravo tipo".

Sul regalo di Natale di successo

"Un regalo di Natale di successo che ho fatto in passato?  Chi lo sa. Forse pace e quiete, penso. Non lo so ... io e Debbie andiamo a fare compere e le dico: 'Senti, prendi ciò che vuoi'. So che non è romantico, come pensano molte persone, ma le dico di prendere ciò che vuole e lei è felice. Non c'è niente di peggio che uscire insieme, comprare qualcosa e doverla riportare perché non ti piace".

"Sì, sono una persona ragionevole. Va così. Invece di portarlo indietro e di vedere la delusione di chi fa: 'Questa cosa la odio, non la reggo', fai prendere alla gente ciò che vuole e poi esci per un pasto. E va così".

Sulla reunion degli Oasis nel 2021

"Reunion degli Oasis per Natale in cambio di 100 milioni di sterline? La farei in  cambio di nulla. Se è vero che ce li hanno offerti? Sì, ci sono stati dei discorsi in questo senso e il suo entourage (di Noel, ndr) ha rifiutato la cosa. (Dici che la proposta è arrivata) da un promoter che forse tu conosci, Chris Evans? Certo, tu forse lo conosci".

"(La proposta) era per un tour ... ma accadrà, fidati di me! In che anno? L'anno prossimo! Perché no?".

Sul concerto registrato sul Tamigi

"Com'è nata l'idea del concerto sul Tamigi? Con il lockdown tutti i concerti erano stati cancellati e mi chiedevano di fare un concerto per tenermi in contatto con i fan. Poi si è parlato dell'ipotesi di fare dei concerti su Zoom e io su Zoom i concerti non li faccio. Sono ridicoli. Così ho detto: 'Ascoltate, se lo si fa, lo si fa come si deve. Prendiamo un barcone e andiamo sul fiume Tamigi. Chiamiamo la band e lo facciamo dal vivo (in elettrico) anziché in acustico' ...".

Poi al cantante hanno chiesto da che parte del Tamigi fossero salpati. Liam, al telefono, lo ha chiesto a Debbie, presente con lui in casa, e ha poi risposto: "Proprio vicino alle barriere del Tamigi e siamo andati su per la corrente. È stato bello. Pensavo che sarebbe stato orribile il sound, invece è stato bello. Sono stati tutti carini. Penso sia stato piuttosto iconico, amico".

"Il concerto sul Tamigi dura un'ora, sono circa sedici canzoni. Ci siamo dovuti fermare vicino alla House of Parliament (il palazzo di Westminster, ndr). Il barcone non era una rosellina, era una grande cosa piatta, con un tizio che ci spingeva da dietro (con un rimorchio, ndr). Sembrava un palco vero".

"È stato bello amico, bello e secco il concerto. E ha un bell'aspetto. Non è stato su Zoom, ne sono stato soddisfatto. Se dovete fare un concerto in streaming, fatelo per bene. No, non ne ho visti altri. Ne ho visti alcuni su Zoom e sono ridicoli. Non ne ho mai fatto uno su Zoom, magari un giorno lo farò, ma non fanno per me".

"Sì, c'era la formazione completa sulla barca. Anche le voci di supporto. È stato figo. Che abbiamo fatto dopo? Siamo andati in hotel, in pochi. E da allora abbiamo fatto il warm up".

"L'eccitazione dopo il concerto? Di concerti all'aperto ne abbiamo fatti un po', possono essere un incubo e pensavo che l'avremmo dovuto sospendere. Ovviamente sono molto fiducioso. Suono incredibile".

"Non ti saresti mai aspettato di vedermi fare un concerto su una barca sul Tamigi? Si tratta di questo, no? È questo il punk rock, ed è questo che la gente ha bisogno di fare. E penso che fare concerti su Zoom e nei campi è sbancare. E appena scegli di proseguire con roba così ... è quello che ti fanno fare. Quindi pensate sempre in grande".

"Quanto ci è costato il barcone? (Si rivolge a Debbie, ndr). Quanto Debbie? Troppo, troppo! Tanti soldi, amico".

"Sarà trasmesso in tutto il mondo alle 20 di sabato. Non vedo l'ora. Sarà bello. A quale pubblico mi rivolgo? È lì per essere visto, non lo so".

Sul tampone

"Se ho fatto il tampone per il COVID? Sì, ne abbiamo douto fare uno prima del concerto sul fiume. Com'è stato? Ti mettono una cosa su per il naso. Una cosa normale (per me), no? ...".

Su cosa gli manca dei concerti

"Stare in un campo con un sacco di persone, anche se non le conosci. Penso sia questa la cosa peggiore di tutto questo, l'assenza di interazione umana. Ascolta, dev'essere fatto, ma andare in giro con la mascherina e parlare con la mascherina non è divertente. Tutti i concerti l'anno prossimo saranno fantastici, non importa di chi".

"Se ho concerti in programma per l'anno prossimo? Quelli cancellati l'anno prossimo, si spera. Chissà cosa accadrà".

"Un concerto allo stadio di Wembley il 31 di un mese dell'anno prossimo? Perché non me lo promuovi? Lo faccio".

Sul nuovo singolo, All You're Dreaming Of

"Il nuovo singolo ha un'atmosfera natalizia, è bello e non è sdolcinato. Nel testo non menzioniamo elfi ... È una cosa vecchia scuola, alla Bing Crosby. Mi piace. No, non ci sono i campanelli delle slitte, li ho tolti io. Sì, anche io li amo, li porto con me mentre cammino a casa ...".

"Buon Natale e ci vediamo nel 2021! Faremo una festa! Nel 2021 torneranno gli Oasis? Perché no, perché no?"

Traduzione di frjdoasis

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lunedì 23 marzo 2020

Liam Gallagher tra moda, nuova vita e Man City: "Oggi tutte band senza palle. La gente vuole ancora vedere un tizio col parka. Noel? Io sono troppo rock 'n' roll per lui"

Liam Gallagher ha rilasciato un'intervista al bimestrale The New Order, in uscita da pochi giorni. Ha parlato di parka, Manchester, musica e calcio. Ecco la nostra traduzione integrale della chiacchierata, avvenuta qualche mese fa.
ma
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Amo il Giappone, amo Tokyo, è grandiosa, cazzo!

Quando ci sei stato l’ultima volta?


L’ultima volta che sono stato lì forse è stato l’anno scorso, per l’ultimo disco, penso. Sì, è stato di sicuro per l’ultimo disco.

Hai mai partecipato al Fuji Rock?

Sì, penso che potremmo parteciparvi …

L’anno prossimo?

L’anno prossimo.

Fantastico.

Sì, penso di sì. Ci saranno le Olimpiadi, no?

Sì, si terrà un mese più tardi del normale.

Sì, penso tu abbia ragione, abbiamo parlato del fatto di parteciparvi l’anno prossimo.

Bene, potremmo anche iniziare con la moda allora.

Facciamolo. Cioè non so molto di moda, so solo quello che mi piace, ma …

Come spiegheresti il tuo stile personale?


Casual, amico. Casual, del tipo: non esco di casa senza le Clarks. E questi sono jeans Edwin, sono giapponesi, no?

Sì.

E cos’è questo? Cioè penso sia un Oliver … di che fattura è questa? Penso di averlo comprato proprio in Giappone, o in Australia. Ma no, so quello che mi piace …

Di sicuro non ti appassioni a marche o nomi che io ammiro enormemente.

No, non so quale sia il cazzo di nome.

Indossi molta roba Stone Island e roba così.

Indosso molta roba Stone Island, molta roba Engineered Garments. C’è una per cui vado matto quaggiù, ma non si riesce mai a trovarla, cazzo! Monitaly, l’hai mai sentita? È grandiosa. Ha sede a Los Angeles, ma non si riesce mai a trovarla, cazzo … Qui hanno un luogo dove devi telefonare a lui e prendere un appuntamento con lui. Cazzo, la roba migliore, amico!

Yuki è un buon amico. Fa anche scarpe per una marca di nome Yuketen.

Oh, sì, Yuketen, i mocassini. Cazzo, sono i migliori, sì! Quindi mi piace quella roba. Ne ho un po’. Ho i Beams ovviamente. E basta. Non so molto delle marche giapponesi, ma ne sono proprio preso. Il mio negozio preferito in Inghilterra è Oi Polloi e lì arrivano tutte le marche, ma no, no, mi piace. Mi piace quello che mi piace. Se mi piace quello che vedo, non importa chi lo ha firmato, lo compro.

È questa la cosa migliore. Vai a fare compere molte volte?
Oh, sì.

Da solo?

Sì, lo faccio in Inghilterra, sì. Qui non l’ho fatto. Da quando sono qui non potrebbe fregarmene di meno, amico. Ho abbastanza roba di questo posto.

Si sta diffondendo a Los Angeles, questo è il fatto.

Sì, inoltre è un po’ torrido e io sono un po’ in postsbronza. Quando torneremo per fare l’ultimo concerto, proverò ad approfondire quella cosa del Monitaly, perché quella è roba buona. Hanno dei bei fottuti parka, amico.

Hai sostanzialmente toccato il tasto chiave del tuo stile.

Sì, per me io non indosso proprio scarpe da ginnastica. Il mio amico Gary Aspen fa la linea Adidas Spezial.

Sì e tu hai fatto solo la collaborazione.

Sì, quindi le indosso, ma le indosso con i pantaloncini. Non le indosso con i jeans. Tendo a indossarle con i pantaloncini. E i pantaloncini che ho li conoscerai … Nigel Cabourn. Sono come questi cazzo di mutandoni. Quindi mi piacciono con un paio di scarpe da ginnastica. Forse scarpe di pelle di camoscio, io non indosso proprio le scarpe di pelle.  Semplicemente non mi piace il modo in cui ti sta addosso il cuoio, amico. Le scarpe di pelle di camoscio sembrano malconce, amico.

Chi erano le tue icone di stile quando eri ragazzo?

Be’, icone di stile … C’è una band di nome Stone Roses, di Manchester.

Conosco Ian.

Lui sa come stanno le cose. Tutti loro hanno un bel look, amico. Quindi era quella cosa lì e gli Happy Mondays. Loro avevano sempre roba buona. E per tornare agli anni ’60, penso che George Harrison avesse un bel look e i Beatles egli Stones … gli Small Faces … Paul Weller aveva sempre un bel look.

Quello sostanzialmente riassume anche il tuo look.

Be’, il look di Manchester è un po’ il look malandato, no? Capisci cosa intendo? Quando inizia a strapparsi, devi inviaggiarlo, ma appena inizia a sembrare un po’ fottuto, voglio dire casual, allora mi piace, ma appena inizia a cadere a pezzi, deve andare nella pattumiera. Non siamo dei barboni.

Sono della tua stessa idea. Quindi se ci fosse un parka nella storia di Liam Gallagher, quale sarebbe?

Non lo so, amico. Mi piacciono tutti, capisci cosa intendo? Ma mi piace … ne ho alcuni belli della Stone Island. Cos’altro ho? Non riesco a ricordare bene. Ho dei bei Monitaly, ahh non riesco a ricordarmeli così su due piedi. Li apprezzo tutti, amico. Non riesco a ricordarne i nomi. Nanamica? Ne ho alcuni di quelli lì. Mi piacciono. Ma non ne ho uno preferito, sai, mi piacciono più o meno tutti.

Quindi possiamo passare alla musica. Allora, fai parte dell’industria musicale da quanto ora?

Dicono da 25 anni, forse 30. Quando ho fondato una band?

Penso fosse il ’91.

’91. Quanto tempo è passato?

28 anni.

Minchia, lo faccio da 28 anni! E non sono cambiato per nulla, il che è perfetto.

Come ti senti a livello personale?

Mi sento bene, mi sento bene, amico. Mi sento bene a risaltare ancora come un pollice dolorante, il che mi piace. È così che voglio essere. Nei 28 anni in cui ho fatto questo, il mondo della musica è cambiato. Molto rap e molto cazzo di pop e quella roba lì. Ma sono ancora qui a fare la cosa mia. La gente vuole ancora vedere un tizio col parka. Sì, me la spasso, quindi va bene.

Allora, qual è il segreto di questa longevità?

Mi piace cantare le canzoni e mi ha sempre appassionato il lato canoro. La musica? Sono appassionato di musica. Rimanere vivi? Penso non sia quella la cosa che mi guida. Se avessi guidato, sarei morto. Non ho la patente.

Non hai mai pensato di prendere la patente?

No, no. Non faccio quella roba.

C’è qualche motivo in particolare? Non ti dispiacerà se chiedo.

Non lo so, amico, semplicemente non penso che sarei bravo dietro lo sterzo, amico. Mi piace bere alcolici, quindi non penso che si possa bere e guidare, per cui …

Penso che quella sia una delle cose migliori del vivere a Tokyo.

Cosa non puoi fare?

Semplicemente non hai bisogno di guidare, perché andare in giro è facile.

Sì, lo so, lo so, ho visto. L’ho fatto molto tempo fa. Ma la longevità? Non lo so, amico. Penso che sia stato sempre la stessa persona. Non ho provato a reinventare la ruota. Ho trovato quello di cui sono appassionato e semplicemente ho seguito la corrente. Sai cosa intendo? Non mi butto dalla nave se la guitar music questa settimana non sta facendo bene. Non mi vedrai tirare fuori una tastiera. Capisci cosa intendo?

Rimanere fedele a te stesso e ai tuoi principi ti mantiene in carreggiata.

Giusto, cazzo, perché tornerà sempre indietro. Capisci cosa intendo? Quindi sì, ho solo trovato quello di cui ero appassionato e mi sono incollato a quella cosa. Da qui i miei fottuti vestiti. Ho sempre indossato la stessa cosa. Se osservi il mio stile, neanche quello è cambiato. È la stessa cosa, quindi se rimani con una cosa, continuerà a tornare indietro.

Perché pensi sia così? Perché pensi che la gente cambi?


Perché non sanno chi cazzo siano. Sai, penso proprio che …

Nessuna identità.

Non hanno identità e non hanno mai avuto le palle. Capisci cosa intendo? Per mantenere quella cosa. Per rimanere fedele a te stesso devi sapere chi sei. Penso che molta gente, cazzo, salti giù dalla barca tutte le volte. Capisci cosa intendo? Vedo molte di queste cose nelle band. Ad un certo momento uno viene nella mia band e suona la chitarra e si veste come me. E poi due fottuti minuti dopo sono in un’altra band e si vestono come quella band. Ti viene il cazzo di mal di testa e ti sanguina il naso. Capisci cosa intendo? È una cosa del tipo: non ti dico io come vestirti, ma nella mia band non entri se non ti vesti comunque così, cazzo. Ma li vedi proprio saltellare come camaleonti. Capisci cosa intendo?

Assolutamente sì.

Cioè, cazzo, trova il tuo stile e mantienilo. Capisci cosa intendo? E se non è abbastanza bello, allora non è abbastanza bello.

I Beady Eye in concerto al Big Day Out nel 2014
Volevo chiederti di te, ora, come Liam Gallagher. Dopo tutto il successo con gli Oasis e dopo i Beady Eye, perché hai deciso di uscire come Liam Gallagher?

Be’, ovviamente la divisione degli Oasis, che è stata devastante perché io non avrei voluto mai che accadesse. Pensavo che saremmo rimasti insieme per sempre, sai. Ma altre persone avevano programmi diversi. Quindi quando è successa quella cosa io ovviamente volevo rimanere a fare musica, per cui abbiamo proseguito con i Beady Eye, ed è stato con tutti gli stessi membri, eccetto Noel. Ma la gente faceva: “Perché non vi chiamate Oasis?”. Ma non ci sono gli Oasis se non c’è Noel, quindi abbiamo assunto un altro nome. Gli album che abbiamo pubblicato erano buoni, i concerti erano buoni. Penso solo che la gente fosse solo … semplicemente non ha avuto tutto quel successo. Penso che la ragione per la quale non ha avuto tutto quel successo sia stata che è venuto troppo presto dopo gli Oasis. È stato un po’ confusionario. E poi ci siamo presi quattro anni liberi, proprio per liberarmi la testa. E poi ho deciso di non fondare un’altra band con un altro nome, perché la gente sarebbe stata confusa tanto quanto lo era con i Beady Eye. Quindi ho pensato: fanculo, esco con il nome mio e torno dove devo stare. Quindi se non sono negli Oasis potrei pure uscire con il nome mio. Capisci cosa intendo? E sembra che sia andata bene. Con tutti gli anni che ho impiegato per essere quel tizio degli Oasis … la gente mi conosce o come il tizio degli Oasis so con il mio nome, Liam Gallagher. Quindi ho pensato che questo avrebbe funzionato. Per cui questa è l’ultima possibilità di ballare con il mio nome, e sembra che stia andando bene.

È quella una delle ragioni per cui è finito tutto con i Beady Eye?

No, no. I Beady Eye non stavano ottenendo concerti. Capisci cosa intendo? E avevamo fatto un disco che nessuno stava comprando. Nessuno ci prenotava delle date, e io avevo un po’ di robe personali, quindi ho pensato: senti, forse è ora di mettere la parola fine, perché stiamo frustando un cavallo morto. Quindi abbiamo fatto così e poi ho fatto un po’ di roba personale e siamo usciti e abbiamo fatto partire As You Were.

Perché sostanzialmente sei saltato dagli Oasis direttamente nei Beady Eye.

Direttamente, amico, il giorno dopo. Il solo fatto che Noel volesse andare a casa non significava che noi dovessimo tutti andare fottutamente a casa. Era lui quello che aveva il problema. Quindi abbiamo proseguito, amico.

Giusto. Ho fondato la rivista con mio fratello, e anche noi abbiamo avuto un litigio.

Oh davvero? Gli parli ancora?

Un pochino. Tu parli con Noel?


No, non gli parlo da un po’, amico. Forse dieci anni, ma è perché lui è diventato uno stronzo, amico. Sta facendo un cazzo di viaggio cosmico, pensa che stia fottutamente curando il cancro e non è così. Sono un po’ troppo rock ’n’ roll per lui, amico.

Parliamo del nuovo album. Why Me? Why Not. come ti rappresenta e come rappresenta il tuo lavoro in questo momento?

Be’, la voce mi rappresenta. Cioè al momento sono in un posto diverso. Ho la mia adorabile famiglia con me, quindi sono stato di umore un po’ più calmo e rilassato. Ho allacciato una relazione con mia figlia che non ho visto per vent’anni. Quindi ora lei fa parte della banda e tutta quella roba, e questo è bello. Ma come mi rappresenta? Sì, amico, penso che sia una rappresentazione veritiera. Non lo so. Mi piacciono i Beatles, mi piacciono gli Stones. E quello che faccio. Capisci cosa intendo? Di cosa parla non ne ho idea, cazzo. Semplicemente canto i bastardi. Capisci cosa intendo?

Ti stavo per chiedere come cantante come lavori con il paroliere?

Allora, tiro fuori dei pezzi in giro per casa, mentre suono la chitarra. Non sono bravo con i ritornelli, ma so fare i versi. Ma quando si arriva al ritornello lo mando ad Andrew Wyatt e Greg Kirstin e loro lo fanno accadere.

Come funziona il procedimento? Vengono loro da te?

No, io vengo qui. Vengo a Los Angeles, dove lavorano loro. Lì hanno uno studio, quindi io faccio: “Guarda, ho questa canzone”. E loro fanno: “Figo, magari cambia quel pezzetto lì”. E tipo lavoriamo insieme.

Cominci tu e loro criticano?

Sì, o iniziano loro … in ambo i modi. Capisci cosa intendo? E poi la cosa accade, amico. Il che va bene.

Quindi sei spesso a Los Angeles.

Be’, sono qui per un po’ solo quando facciamo musica. Siamo stati qui l’anno scorso, io sono stato qui tre o quattro volte. Solo per una settimana, una settimana e mezza. Non potrei mai vivere qui. A te piace qui?

Mi piace molto questo posto. Solo per il fatto di guidare per andare in ogni luogo ci vuole un po’ di abitudine.

Mi piacciono le stagioni. È sempre caldo qui, no?

Non mi lamenterei di questo. Anche se tu faresti fatica senza un parka ogni giorno.

Amico, mi farebbe ammattire, cazzo! Ho bisogno di indossare il mio parka. Ma no, mi piace, quindi sono qui abbastanza. Sono qui abbastanza volte.

Dunque, tornando all’album, come si può paragonare al primo album, As You Were?


Penso sia sostanzialmente la stessa cosa un’altra volta, amico. Perché l’ho fatto con le stesse persone. E ovviamente non avremmo fatto un album reggae o un cazzo di album dance. Quindi è sostanzialmente lo stesso. Volevamo solo fare delle canzoni un po’ migliori. E dal punto di vista della produzione penso sia un disco migliore. Non sto dicendo che è molto migliore. Quindi forse per il prossimo continueremo a fare la stessa cosa, ma senza fare dei cambiamenti radicali. Capisci cosa intendo?

Hai un suono caratteristico.

Sì, amico. So cosa vuole la gente che viene ai nostri concerti. Sai cosa intendo? E la gente paga dei bei soldoni, quindi voglio dare loro quello che vogliono.

Cosa rende unico Why Me? Why Not.? Cosa lo rende diverso da quello che hai fatto in precedenza?

Non lo so se è unico, amico. Penso che con me dentro sarà un po’ più unico e roba così, ma non penso sia così unico.

Ci sono dei brani che pensi che spicchino?

C’è un brano di nome Once che è fico. Ci sono alcune belle canzoni, Meadow è fantastica, ma non direi che è diversi da qualsiasi cosa fatta prima.

One of Us è un pezzo eccezionale. Volevo chiederti della scena musicale in generale. Qual è il tuo parere?


Vedi, non seguo la scena musicale. Io faccio la cosa mia e basta, amico. Non esco con gente che fa parte di band. Non vado a molti concerti. Faccio la cosa mia e me ne vado a fanculo a casa. Sai cosa intendo? Quindi la guardo da lontano. Capisci cosa intendo? Non penso ci siano molte buone guitar band in giro, in ogni caso nessuna che mi piaccia. E non è per tirare delle frecciate, semplicemente … non lo so, amico. Semplicemente al momento non ce ne sono molte in giro.

Quali sono le più grandi differenze rispetto a quando hai iniziato con gli Oasis?


Il mondo è un posto diverso, amico. Potevi farla franca con un po’ di più. Oggi non puoi fare un cazzo, tutti ti saltano addosso. Non puoi dire molte cose. Capisci cosa intendo? Devi stare attento a quello che dici, mentre anni fa potevi sparare merdate dalla bocca e nessuno importava veramente. Ora dici la cosa dannatamente sbagliata e tirano fuori un cazzo di cappio e ti impiccano ad un cazzo di albero, amico. Devi fare attenzione a cosa dici nel mondo e penso sia una cosa che tolga il divertimento. Capisci cosa intendo? Ma sì, era molto più folle negli anni ’90, il che è una buona cosa. Comunque io sono molto più rilassato, ho fatto tutte le mie bravate rock ’n’ roll.

Pensi che questo sia venuto un po’ con l’età e anche con la maturità?

Un po’ con l’età, e i postumi delle sbronze si fanno sentire di più e richiedono un po’ di tempo in più per essere smaltiti. Ma anche così, tutto quello che voglio fare è tenere i miei concerti e spassarmela e farmi un paio di cicchetti, poi andare a letto. Capisci cosa intendo? Andare in giro per la città fino alle ore stupide del mattino l’ho già fatto. E questi telefoni … tutti ti fanno delle foto mentre fai un po’ il monello. Anni fa non c’era nulla di tutto questo. Potevi uscire e comportarti come un cazzo di scimpanzé e spassartela. Capisci cosa intendo? E non dovevi leggere quella cosa sui giornali. Ora tutti ti filmano, cazzo, quindi tu chiudi bottega, devi fare un po’ il bravo. Sono felice che sia accaduto negli anni ’90, sono felice di aver di aver vissuto negli anni ’90. Sai cosa intendo? Perché odierei provare ad entrare in una rock ’n’ roll band in quest’epoca. Non puoi farla franca dopo un omicidio, ti arrestano. O ti classificano come un teppista, o questo o quello. Sono felice di aver tirato fuori le mie vibrazioni rock ’n’ roll negli anni ’90. Capisci cosa intendo? Ora potrei vivere su quelle cose per il resto della mia vita.

Parlando un po’ degli anni ’90, di sicuro te lo chiederanno in molti, ma com’era la scena musicale di Manchester nello specifico?

Be’, prima che arrivassero gli Oasis c'era la scena Madchester: i Roses, i Mondays, i New Order, i James, i Northside. Era tutto bello. E c’ero io, 16-17enne, quindi era bello. A quell’epoca era morto tutto ed era tutta dance e roba così, a cui non partecipavo molto. E poi abbiamo fatto gli Oasis e quella cosa partì e poi ci trasferimmo a Londra. Poi ci fu il Britpop, di cui non abbiamo mai fatto parte, ma avevo l’impressione che … 

Molte persone vi hanno messo in quella categoria che io non ho mai capito.

Sì, ci hanno messo in quella categoria, ma non penso che noi fossimo Britpop, amico. Pensavo che noi e i Verve fossimo diversi: un sound più classico, più rock ’n’ roll. Non “rock and roll”, ma più un sound classico. A differenza dei Blur e dei Pulp, noi facevamo musica un po’ più fottutamente scema. Capisci cosa intendo? Loro erano classificati come Britpop e scena di Camden. Io penso che fossimo molto più avanti rispetto a loro. Capisci cosa intendo? Ma gli anni ’90 sono stati belli, amico. Un bello spasso, io amavo terrorizzare i Blur. Quando ci incontravamo nei pub e roba del genere.

Dev’essere stato uno spasso.


Sì, lo amavo, cazzo! Loro erano ragazzetti snob, no? Quindi noi li terrorizzavamo.

Ti ho visto ad Auckland nel … penso fosse il ’96-’97.

Sì, sì, ricordo di esserci andato.

Era un po’ un luogo inusuale.

Perché? Era una merda?

Non rendeva giustizia agli Oasis. Pensavo che voi foste andati da qualche altra parte …

Un posto un po’ più grande?

La Nuova Zelanda è un po’ buffa quando si tratta di musica.

Sì, ma molta gente pensa che gli Oasis fossero famosi. Erano famosi in Inghilterra. Non eravamo una band famosa nel mondo. Eravamo molto popolari in Inghilterra, ma quando andavamo in America non eravamo così famosi. E la gente faceva: “Oh, avreste dovuto andare in posti più grandi”, ma non eravamo così famosi, amico. Ripensandoci, eravamo famosi in Inghilterra ed eravamo famosi in Europa, ma non siamo mai stati famosi in America o nel mondo. La gente insiste con ‘sta storia che gli Oasis erano la band più famosa del mondo. Non lo eravamo. Eravamo la band più famosa d’Inghilterra e basta. Il che mi sta bene. Capisci cosa intendo? Perché non c’è niente di peggio d essere il numero due nel tuo paese. Era quella la cosa più importante. Finché siamo famosi dove vivo io, non potrebbe fregarmene di meno di essere famoso laggiù. Era quella la mia città.

Quindi di sicuro il successo di Definitely Maybe e Morning Glory è stato incredibile.

Sì, quello ci ha messo in pista.

Ripensando a quei due album, cosa provi rispetto al successo e a quel periodo della tua vita?

Non ricordo molto, ma fare Definitely Maybe … Eravamo matti allora, ma Morning Glory … Quando è uscito Morning Glory abbiamo iniziato a fare soldi e poi siamo partiti. All’epoca era dannatamente stupido, merda nei nostri nasi ed eravamo sempre fuori di melone. Facendo roba così … ma no, sono orgoglioso di quei dischi perché penso che suonino bene anche oggi. E senza di loro saremmo ancora disoccupati, amico. Quindi sono ben contento.

Uno dei concerti che ho visto in video è stato quello di Maine Road.

Sì, lo stadio del Manchester City. Fu incredibile.

Come fu uscire sul palco a Maine Road come tifoso del City?

Fu grandioso. Quello per me fu migliore di Knebworth. Tutti parlano di Knebworth perché fu grande, ma penso che come band suonammo meglio a Maine Road. Quindi quello sarebbe stato bello se fosse uscito in video. Forse è uscito.

È uscito.

Sì? Dunque, uscire e suonare nello stadio della tua città è stato dannatamente incredibile. Perché andavamo lì da bambini.  

Pensi che ci abbiate messo più impegno e che abbiate suonato meglio perché aveva quel tocco sentimentale?

Forse sì, Knebworth era stato solo un cazzo di grande e stupido campo. Capisci cosa intendo? Ma forse … penso che fossimo soliti vedere le partite di calcio lì, quindi la cosa aveva più significato.

Sicuramente. Allora, parliamo del City per un momento. Chi è il tuo calciatore preferito di tutti i tempi?

Be’, il mio è stato sicuramente … cambia. Negli anni ’60 Colin Bell e poi Mike Summerbee e negli anni ’80 fu uno schifo. Facevamo schifo, no? Gli anni ’70 non li ricordo neanche.

Neanche negli anni ’90 eravate molto meglio.

Anche gli anni ’90 furono uno schifo. Quindi ora i miei giocatori preferiti della squadra sono Sergio Aguero e Kevin de Bruyne. Sono giocatori coi fiocchi, amico.

Qual è il tuo parere sulla squadra al momento?

Sono entusiasta di loro, amico. Adesso non siamo in testa alla classifica del campionato, ma ci arriveremo, amico.

Pensi che recupererete e vincerete il campionato quest’anno?

Sì, amico. Il Liverpool vacillerà. La pressione è troppa su di loro, si sposteranno da lì, cazzo. Appena subiranno un po’ di infortuni, noi torneremo su. Penso che vinceremo noi; almeno lo spero.

Bene, io sono tifoso del Newcastle, quindi sono fottuto, amico. Penso alla retrocessione, o no?

(L’allenatore è) Steve Bruce, no?

Tu lo odierai perché è un red (ex bandiera del Manchester United, ndr)ì, no?

Chi, Bruce, per via dello United?


Sì.

Ahh, io odio dannatamente lo United. Cazzo se li odio quegli stronzi!

Vai ancora alle partite?

Da quando mi sono trasferito a Londra non mi interessa. Vengo disturbato troppo, per cui me le guardo a casa dove posso urlare e gridare senza che nessuno stronzo venga a rompermi le scatole. Oggi vai alla partita del City e non puoi saltare su e giù perché ti dicono di fare silenzio. Capisci cosa intendo? Non puoi bere, non puoi fumare, fanculo a quella merda!

Ammazza l’atmosfera, no?

Esattamente.

Non è l’essenza del gioco. Segui l’Inghilterra? Hai una passione per la nazionale uguale a quella per il City?


No. Non sono un patriota, amico. Anche perché i miei genitori sono irlandesi. Amo l’Inghilterra, l’Inghilterra è il luogo in cui sono nato e la cultura e il calcio e i vestiti e la musica e tutto quello. La nazionale inglese di calcio? Cioè la guardo e tutto il resto, ma non mi faccio “trasportare” se vincono, però.

Voglio dire: per un decennio hanno attraversato una fase di merda, no?


Stanno migliorando un po’, amico. Stanno migliorando un po’ sotto la guida di Gareth Southgate. Auguro loro del bene e tutto quello, ma non mi fanno né caldo né freddo.

Hai la maglia del City ora?

Sì, sì.

La indossi in giro?

No, no, no. Ce l’ho a casa. Tutta quella roba la indossano i miei figli.

Anche loro sono appassionati di City?

Sì, sì.

Penso che non abbiano scelta. Una cosa che ti volevo domandare è: hai iniziato a correre un bel po’ di recente?

Sì. I miei fianchi hanno fatto le bizze di recente. Sto avendo un po’ di artrite, quindi non ho fatto quanto cazzo avrei dovuto.

Qualcuno mi ha detto che non ascolti musica mentre corri; perché? Non ti fa ammattire?

Non lo so, amico. Semplicemente mi piace essere un po’ più … libero. Capisci cosa intendo? Mi piace semplicemente essere tutt’uno con il cazzo di posto.

La natura?

Sì, amico. Un gran frastuono nella testa? Non riesco a sentire quella roba, cazzo. Non ce la farei.

Non pensi che la musica bloccherebbe l’altra roba?

No, mi piace semplicemente ascoltare fottutamente la natura, amico. Una volta l’ho fatto mentre ascoltavo musica, ma mi infastidisce. Mi intralcia, amico.

Quando ascolti musica, che musica ascolti?

Gli Stones, i Beatles, i Kinks, i Sex Pistols. Non ascolto musica nuova.

Niente di nuovo?

Niente. C’è un tizio di nome Slowthai. È un rapper, tipo una cosa grime. Lui è bravo. Non c’è molta roba nuova che mi piaccia.

Cosa pensi di Slowthai? Musicalmente e in senso generale.

È bravo, amico, mi piace. Penso che abbia un qualcosa. Sta mettendo in riga un po’ di persone. Mi piace. Mi avvicino a quelle cose tramite mio figlio. I miei figli sono presi da tutta quella roba. Il grime e tutta quella roba. Mi fanno conoscere nuova musica ogni tanto, ma io sono piuttosto felice con i Beatles.

Chi sta facendo la differenza nel Regno Unito? I Pistols fecero colpo sul tizio dell’epoca Thatcher; chi sta parlando alle persone ora?

Direi Slowthai. Non sono uno che si fa  guidare dalla politica. Siamo cresciuti negli anni ’90, tutto quello che volevamo fare era prendere funghetti e ascoltare i Beatles, amico. Quindi di tutta quella merda che succedeva nel mondo non ci fregava, noi pensavamo solo: fanculo, non me ne fotte, che se ne occupino i politici. Quindi non sono proprio guidato dalla politica, ma Slowthai sì. Dice a loro le cose come stanno, il che va bene. Io voglio sono continuare a fare musica, amico, e spassarmela. Quella merda sarà ancora lì quando uscirai dal palazzo. Quando vieni ai concerti, bevi birra, cazzo, perdi la testa e salta su e giù e canta. Capisci cosa intendo?

Pensi che con la tua posizione di fama e potere potresti avere un’influenza?

Probabilmente, se volessi, ma non fa per me, amico. Non fa per me, amico. Non ne so neanche tanto, a essere onesti. Cioè forse finirà per farti sparare come John Lennon e io voglio solo vivere la mia vita. Capisci cosa intendo? Facciamo fare ai politici il loro mestiere e io faccio il mio. Quando inizi a pasticciare la gente inizia darti colpi in testa e fare: “Sta diventando un po’ arrogante”. Fanculo quella roba, amico! Voglio solo vivere la mia vita e andare avanti.

traduzione di oasisnotizie

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mercoledì 20 novembre 2019

Pretty Green, Liam Gallagher: "Aspetto una proposta dal nuovo proprietario. Se non mi soddisfa, fondo un'altra azienda"

Liam Gallagher è in attesa di una proposta da Pretty Green per valutare se continuare a collaborare con il marchio di abbigliamento da lui fondato nel 2008.

"Cosa è successo con Pretty Green? È stata rilevata da un grosso gruppo, che deve ancora farmi un'offerta che mi faccia venire voglia di continuare quella cosa", ha detto Liam in un'intervista con Zane Lowe il 23 ottobre. "Siamo ancora in trattativa. Lo stanno facendo, ma al momento non con me. Io sono alla finestra. Aspetto che mi facciano un'offerta. Se ha senso continuo, altrimenti fondo una nuova compagnia, cazzo".

"Se ho idee? Ho sempre idee: tutto ciò che ho sono vestiti. Non guido, non fumo crack e sono sempre pieno di vestiti ovunque, quindi so dove spendo tutti i miei soldi. Penso che Pretty Green sia diventata una cosa davvero grossa, io volevo tenerla in una bella nicchia. Quanti cazzo parka e polo puoi produrre mai? Se diventa troppo grande, perde la scintilla o l'atmosfera, capisci? Quindi sì, aspetto ancora la loro offerta. E se non arriva entro la fine di questo mese (ottobre, ndr), volto pagina".

"Se penso che anche negli ultimi Oasis mancasse la scintilla? Sì, ma dipendeva da noi riportare la cosa nella giusta direzione, no? Io ho sempre voluto far parte di una band importante e non ho mai voluto far parte di una cosetta di culto. Sta a te non cadere nelle trappole del 'grande' ...".

Si tratta della stessa intervista in cui Liam ha rivelato che il suo terzo album si chiamerà Come On You Know

oasisnotizie

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giovedì 7 novembre 2019

Ufficiale: Liam Gallagher collabora con Umbro e rilancia la moda anni '90


Umbro ha presentato la collaborazione con Pretty Green, il brand fondato nel 2009 dall’ex cantante degli Oasis Liam Gallagher. La collezione è composta da t-shirt, polo a maniche lunghe e corte, pantaloni, drill top, tracksuit e parka, ispirati alla moda inglese anni ’90 e ai capi indossati da Gallagher nel corso della sua carriera, che lo hanno reso un’icona dello stile Brit pop.

Liam Gallagher è protagonista di alcune foto storiche che lo ritraggono con felpe da calcio e jersey del Manchester City firmate Umbro. Non poteva quindi mancare nella collezione anche una maglia da calcio, che prende ispirazione da un modello simbolo del calcio inglese come la terza maglia della nazionale inglese indossata da Gazza Gascoigne (qui sotto un video in cui Liam parla dell'incontro con lui) e Gary Linker al campionato del mondo di Italia ’90. La texture originaria è sostituita con un motivo Paisley, che ritorna come dettaglio in numerosi item della collezione. Non mancano altri elementi tipici delle maglie Umbro come il colletto e il logo Double Diamond, unito a quello di Pretty Green.

Il video di presentazione richiama gli scenari inglesi degli anni ’90, con immagini che mettono in risalto i mattoni a vista delle periferie, le folle - da stadio o da concerto - e ambienti spogli che ricordano quelli di alcuni video musicali anni ’90. Le ispirazioni punk e rock così come i colori verde, grigio e blu rappresentano la cifra stilistica del brand di Gallagher in tutte le sue recenti collezioni, che in Umbro ha trovato un perfetto punto di incontro.

Source: nssmag.com

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Replica della felpa indossata da Liam a Maine Road nell'aprile del 1996

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lunedì 21 ottobre 2019

Dopo le sneakers Adidas, Liam Gallagher disegna dei parka impermeabili per l'autunno inverno 2019

Ai parka di Liam Gallagher ci eravamo abituati, ma erano quelli che indossava sul palco quando cantava con gli Oasis. Adesso il cantante ha deciso di disegnare i parka da sé, anche se all'orizzonte non ci sono più concerti degli Oasis da un bel pezzo, visto l'odio tra i due fratelli Gallagher che ormai torna a rinfocolarsi di tanto in tanto sulle pagine dei giornali. Ci viene anche il sospetto che Liam stia pensando a un impegno a tempo pieno nella moda, visto che ha appena lanciato le sue sneakers Adidas Spezial proprio questo autunno (andarono a ruba).

Ma veniamo ai parka, che hanno tutta l'aria delle cappe impermeabili molto più necessarie in Inghilterra che qui. Sono realizzate in collaborazione con Nigel Cabourn, altro grande appassionato del capo. I due stilisti hanno pensato a due tipi principali di parka: una cappa lunga e una reversibile, con Liam a fare anche da modello d'eccezione per mostrare le creazioni.
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Sono realizzati in Ventil, un tessuto simile al cotone creato appositamente per impermeabili di origine militare. La cappa lunga, a proposito di guerre e militari, si ispira a un anorak usato negli anni Quaranta dall'esercito americano, ha una chiusura simmetrica a tre bottoni e una tasca marsupio sul davanti. Disponibile in giallo, rosso e blu navy.
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La versione reversibile è invece in edizione limitata, con colori diversi da ciascun lato e anche tasche diverse: una zip su un lato e una tasca con chiusura a bottoni dall'altro. Come cambiare improvvisamente stile in un gesto solo. Si trovano online nell'e-shop ufficiale di Nigel Cabourn, a un prezzo da Champagne Supernova.

Source: Esquire


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venerdì 30 agosto 2019

È Liam Gallagher mania: a ruba in dieci minuti le scarpe Adidas firmate dal cantante



È sempre più Liam Gallagher mania, anche nella moda. Le scarpe da ginnastica Adidas SPZL recanti l'immagine del cantante, prodotte in edizione limitata e messe in vendita stamane alle 9 nel Regno Unito, sono andate esaurite in dieci minuti sul sito di Adidas e poco dopo sono state messe in vendita su alcuni siti al triplo del prezzo originale. 

Molti fan si sono lamentati su Twitter di non essere riusciti ad acquistarle pur essendo online da varie ore proprio per non perdere l'occasione. 


"Ho impostato la sveglia dopo un lungo turno notturno per prendere le Adidas Spezial di Liam Gallagher e il sito è crashato e le ha rimosse dal mio carrello quando ho inserito i dettagli per la spedizione. Sono assolutamente amareggiato", ha scritto un fan, James Drover, su Twitter.
Come Kanye West e Pharrell Williams, anche l'ex Oasis ha collaborato con il noto marchio tedesco di articoli sportivi, prestando il proprio nome per queste scarpe speciali, dal prezzo di listino di 99 sterline. 

Il design delle scarpe è opera di Gary Aspden, che al sito di Adidas ha detto: "Conosco Liam da oltre 20 anni e siamo andati sempre d'accordo. Gli piaceva la silhouette delle scarpe Padiham SPZL nel complesso, ma mi ha detto che per le sue voleva qualcosa di neutrale e comprensibile. Ha fornito i suoi commenti su ogni campione sino alla versione finale, che gli abbiamo mostrato per la prima volta dietro le quinte del suo concerto alla Chapel di Hackney. Quel momento l'abbiamo filmato dato che volevamo catturare la sua reazione onesta. Chiunque abbia indossato fedelmente la 'tre strisce' tanto a lungo quanto noi capirà quell'eccitazione". Pare che Liam e il suo team abbiano modificato tomaia e lingua delle Padiham SPZL. Il nome ufficiale della scarpa, ricamato anche sul lato della tomaia, è LG SPZL.

Nel video seguente Liam si definisce "il bastardo più fico del pianeta" e definisce le Adidas SPZL col suo nome "le scarpe più fiche del pianeta".


Source: NME

Liam alla Hackney Chapel il 5 giugno 2019




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sabato 6 aprile 2019

JD Sports compra Pretty Green di Liam Gallagher e ne riduce le dimensioni

Pretty Green, il marchio fondato 10 anni fa da Liam Gallagher, ex cantante di Oasis e Beady Eye e ora attibo come solista, appartiene adesso al gigante britannico del retail JD Sports, che ha appena acquistato anche i marchi Footasylum (Regno Unito), Finish Line (Stati Uniti) e Sport Zone (Spagna).

Pretty Green è sicuramente un’azienda di dimensioni inferiori a queste, ma il brand non è sicuramente meno famoso dei suddetti. Questo non ha impedito al marchio fondato dal cantante di Manchester di sperimentare delle difficoltà, legate al contesto commerciale problematico che ha trovato ultimamente in Gran Bretagna e al denaro che ha perso a causa del fallimento della catena di negozi House of Fraser lo scorso anno.

Fino a quel momento, con un fatturato che avvicinava i 40 milioni di sterline (quasi 47 milioni di euro) e perdite sempre meno elevate, Pretty Green appariva come un esempio virtuoso, quasi miracoloso, su questo mercato così ostico. Ma dopo diverse settimane di voci, il marchio era stato effettivamente posto in amministrazione controllata il 28 marzo.

Senza dubbio già solo il brand Pretty Green è stato sufficiente a suscitare l'interesse degli investitori, che erano molto numerosi. Non si sa con certezza quale cifra abbia sborsato JD Sports per comprare il marchio, e nemmeno se i precedenti azionisti, Liam Gallagher compreso, intascheranno una parte dei proventi della vendita.

Quali sono le condizioni dell’operazione? JD Sports non ha comprato tutte le attività di Pretty Green. Il gruppo ora possiede il marchio, il suo business nell’e-commerce e nel wholesale, e il flagship di Manchester, che impiega 67 dipendenti, i quali resteranno ai loro posti. Ma i 97 dipendenti degli altri 11 negozi monomarca e dei 33 punti vendita collocati all’interno dei negozi House of Fraser, che saranno immediatamente chiusi, perderanno invece il loro posto di lavoro.

“Siamo lieti di aver ottenuto la vendita”, si rallegra comunque l'amministratore designato Simon Thomas. “Abbiamo lavorato molto nelle ultime settimane, in circostanze difficili, per ottenere il miglior risultato possibile. Pretty Green è un marchio popolare. JD Sports gli consentirà di sviluppare i suoi canali di vendita online e all'ingrosso”.

Sandra Halliday
Versione italiana di Gianluca Bolelli
Source: Fashion Network

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venerdì 29 settembre 2017

Liam Gallagher: "Se perdo i capelli vado di parrucca. Nessuno vuole rock star pelate"

Nella stessa intervista in cui ha confermato che Noel lo evita quando fanno visita alla madre, Liam Gallagher ha spiegato che non accetterebbe di continuare a fare la rock star se perdesse i capelli. 

"Nessuno vuole vedere rock star pelate, amico. Se mai diventassi calvo mi metterei la parrucca", dice l'ex frontman degli Oasis, 45 anni. "Sarebbe troppo giusto, cazzo, senza dubbio. Non ci sarebbe nulla di cui vergognarsi. Cosa dovrei fare? Non soffrirei in silenzio. Lo farei sicuramente".

"Il mio idolo in fatto di tagli di capelli è il Keith Richards del 1968. Ha quel taglio alla Elvis e i capelli sono proprio lunghi sul collo. È il taglio perfetto quello. Ce l'avevo un paio di mesi fa, ma la settimana scorsa ho pensato: 'Qua mi sto annoianto un po', cazzo, andiamo dal barbiere'. Gli ho chiesto: 'Hai delle forbici?'. Lui ha fatto: 'Sì', così ho detto: 'Tagliali e basta' ".

"Quando farò il tour nel Regno Unito può darsi che avrò una cazzo di permanente", ha aggiunto Liam. "Una cosa alla Marc Bolan. Chissà, amico, è quello il bello della vita".

Source: NME

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giovedì 14 settembre 2017

Milano, stasera il live di Liam Gallagher in diretta su Radio Montecarlo

Come trapelato nei giorni scorsi, questa sera ci sarà anche Liam Gallagher tra gli artisti che animeranno la Vogue Fashion’s Night Out, la manifestazione (organizzata da Vogue Italia) che offre alla città di Milano e ai suoi abitanti mostre, fashion talk experience, proiezioni cinematografiche, party e live performance musicali.

Dalle ore 21, sulla Terrazza di Duomo 21, si esibiranno dal vivo Omar Pedrini, Madison Beer e Liam Gallagher. Le performance saranno proiettate su un maxischermo in Piazza del Duomo. 

La serata va in onda in diretta su Radio Montecarlo, radio ufficiale dell'evento, dalle ore 17 alle ore 22. Liam Gallagher dovrebbe esibirsi dalle ore 21.30. 


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lunedì 27 febbraio 2017

Anaïs Gallagher: "Ecco la mia vita da figlia di Noel. Lui mi commuove. La mia seconda mamma è Kate Moss"


"Ogni volta che ascolto mio padre mi viene quasi da piangere". Lo afferma Anaïs Gallagher, figlia di Noel, ex Oasis, in una recente intervista all'Evening Standard.

A 12 anni è stata ingaggiata dalla Select Model Management e a 14 anni ha condotto la sua prima trasmissione televisiva (oggi non fa più la conduttrice perché, dice, "era troppo facile"), ma Anaïs, oggi 17enne, non ha puntato da subito sulla bellezza. 

"Da quando avevo quattro anni", afferma, "su tutte le mie pagelle scolastiche c'era scritto: 'Anaïs deve piantarla di essere il pagliaccio della classe'. Sono fatta così. Mi sono resa conto che non ero la ragazza magrissima e superbellissima. Nella mia scuola c'erano ragazze che quando entravano nella stanza facevi: 'Oh. Mio. Dio!'. Io non ero una di loro. Quindi ho sempre conquistato amici e ragazzi e chiunque con la mia personalità. Mi piace pensare di essere piuttosto spassosa". 

Oggi è volto di Reebok ("il che è piuttosto buffo perché mio padre è testimonial radicato di Adidas, è la battaglia delle marche di scarpe") e testimonial di Mulberry. "Amo Mulberry!", spiega. "Sono orgogliosamente britannica e davvero fiera di collaborare con un brand così intrinsecamente britannico". È inoltre una fantina provetta. "Amo andare a cavallo. È divertente: la gente pensa che se vai a cavallo da quando sei bambina lo fanno anche i tuoi genitori. I miei genitori non vanno a cavallo". 

Anaïs ha spiegato che essere adolescente è davvero difficile, perché ti vengono assegnate responsabilità da adulto senza che ti sia concesso il rispetto di cui gode un adulto. "Ti trattano come una bambina. Ai miei genitori piace usare le frasi 'Anaïs, hai solo 17 anni' e poi  'Anaïs, hai 17 anni ormai' ...". È dipendente dal suo smartphone, come tutti gli adolescenti? "No, non sono cellulare-dipendente". 

Di recente su Instagram ha definito Kate Moss, amica di vecchia data della madre Meg Matthews, "una seconda mamma". Che rapporto ha con lei? "È esilarante. Una delle persone più spassose che io conosca", dice la figlia di Noel. "È la figura più amorevole e materna. Mi messaggia almeno una volta alla settimana. È un buon rapporto perché non è mia madre. Mi scrive per farmi uscire insieme a lei e prepara dell'ottimo burro di arachidi sui toast". 

È una ragazza con la testa sulle spalle, Anaïs. Ha, però, un lato ribelle? "Sì, ce l'ho, ma non puoi proprio ribellarti ai miei genitori, perché sono davvero tolleranti. I miei amici vengono da me e mi fanno: 'Anaïs, c'è una festa stasera, ci vieni?'. E mia madre fa: 'Oh, sì, vacci!'. E io: 'Potrei anche rimanere a casa con il mio cane a guardare Netflix'. E lei mi costringe ad andare alla festa perché pensa che stia sprecando anni della mia adolescenza, ma non è così. Semplicemente mi piace rimanere a casa a guardare la TV". 

"Quando cresci è difficile non testare i limiti. Specialmente tra madri e le figlie. Sono sicuramente una cocca di papà: se lui mi dice di non fare qualcosa non la faccio. Quando mia madre mi dice di non fare qualcosa la metto in dubbio. Lei trova questa cosa piuttosto frustrante". Diresti che tua madre è una mammager? "È una mammager", dice ridendo Anaïs, "ma non farei fare da mio manager a nessun altro. Mi fido della sua opinione. È la migliore".

Vive ancora con la madre a Primrose Hill. "Voglio andarmene fuori, ma i miei genitori mi ricordano che non sarei capace di gestire la situazione. Ho paura del forno. Mi piace fingere di non saper usare la lavastoviglie così non devo farlo. E so quante volte sarei comunque lì a casa, è proprio inutile. Inoltre è più economico". 

Le spese potrebbero sembrare irrilevanti quando sei figlia di un componente di una delle band più note e di successo di tutti i tempi (si stima che il patrimonio netto di Noel Gallagher ammonti a 48 milioni di sterline), ma molti figli di celebrità si preoccupano dei soldi, anche se non nel modo "ce la farò a pagare l'affitto di questo mese?". 

"È molto dura provare a trovare la tua strada, avere a che fare con gente che ti dice che fai qualcosa solo perché ci sono dietro i tuoi genitori", spiega Anaïs. 

"Su di me hanno scritto roba dal momento in cui sono nata. Quando ero piccola non ho mai fatto nulla per meritare la quantità di attenzione che ho ricevuto. Non è che fossi una cantante o che avessi un qualche talento particolare. Era perché ero figlia di mio padre. Quindi devo rispettare quella cosa, in un certo senso. Non posso fare né dire niente di troppo folle, perché si rifletterà su mio padre. Non voglio tanto dire ciò che penso".

Papà Noel capirebbe? "Sì, certo, ma non vorrei che la gente pensasse che è davvero un brutto genitore, perché non lo è. È un genitore davvero bravo, ma non è così che i media lo dipingono. Quindi devi fare attenzione. La gente pensa che ci sia questo squadrone attorno a me che mi dice cosa dire. Credimi, non c'è. Mi sgridano un bel po' di volte perché troppo spesso dico quello che penso sui social network". 

Anaïs ha parlato più approfonditamente del suo rapporto com il padre. "A lui non frega un cazzo di quello che gli altri pensano o dicono di lui, dice sempre quello che gli passa per la testa e io lo ammiro tanto per questo". 

La 17enne ha raccontato che spesso le viene chiesto com’è avere un padre famoso: "La gente mi fa: 'Com'è avere un padre famoso ed essere sotto la luce dei riflettori?'. È tutto ciò che ho conosciuto. Ricordo quando gli Oasis suonarono a Wembley? Il mio unico ricordo è che ero davvero sconvolta perché non avevano messo la mia cioccolata preferita, Cadbury Chocolate Buttons, nel camerino". 

"Solo ora che sono cresciuta e ho capito l’importanza delle cose e del suo lavoro mi viene quasi da piangere quando vedo mio padre suonare sul palco. Ora vado a trovare mio padre, faccio un salto nel suo studio di registrazione e gli dico: 'Sono così fiera di te'. Quando ero piccola, invece, dicevo letteralmente: 'È così imbarazzante, papà. Smettila di cantare' ...". 

Grazie a suo padre Anaïs ha anche degli ottimi gusti musicali. Tollerava l'inevitabile fase di infatuazione per le terribili boyband? "No, mai. Ma gli sono grata, perché ora ho buoni gusti musicali. Sono identici ai suoi", dice. 

"Sono una fan sfegatata di David Bowie. Amo i Beatles, amo gli Smiths, amo la musica di mio padre ... qualunque cosa sia prodotta con strumenti veri. Non ascolto nulla di ciò che passa la radio e dubito che qualche brano della mia playlist abbia meno di vent'anni". 

"La mia conoscenza della musica è sempre stata buona perché mio padre mi disconoscerebbe se non fosse così. Ciò che prendo da mio padre è il mio gusto in fatto di musica, il suo senso dell’umorismo, il suo atteggiamento alla 'non me ne fotte un cazzo'. E da mia madre prendo l'energia e la visione positiva della vita. È fatta come una pigna tutte le volte - non in quel senso, ovviamente". 

Un giornale la definì "Brit Brat" ("marmocchio Brit"). Non dev'essere stato facile crescere con quell'etichetta, ma Anaïs è oggi una ragazza equilibrata e ragionevole.

"L'altro giorno con una mia amica - ovviamente non faccio nomi, ma è figlia di un'altra celebrità - ridevo dei titoli e di come siano ridicoli. Della mia amica scrivono sempre 'tale padre tale figlia' e con me usano sempre un verso di una canzone di mio padre. Per esempio 'Don't look back in anger, non voltarti indietro con rabbia... Anaïs Gallagher vista fare occhiatacce' ...".

Anaïs  è amica del primogenito di David Beckham, Brooklyn, 18 anni. Spesso li si vede insieme. E anche di Sonia Ben Ammar (ex fidanzata di Brooklyn) e del loro amico comune Rocco Ritchie, tutti allievi dello stesso college a Belsize Park.

"C'è questo luogo comune secondo cui siamo tutti amici, che siamo tutti parte della stessa cricca ... ed è proprio così", dice. "La gente penserà: 'Non si conoscono tutti', ma noi sì, ci conosciamo tutti e siamo sul serio tutti amici. Ovviamente siamo tutti adolescenti, quindi litighiamo, ma li sosterrei sempre in ogni circostanza".

Capisce la mia occhiata. "No, non esco con nessuno di loro. Alla gente piace fare commenti su di me e su Brooklyn perché ci vedono insieme piuttosto spesso. E siccome siamo davvero buoni amici a loro piace scattare foto in cui ci abbracciamo. No, siamo come fratello e sorella. Abbiamo un ottimo rapporto. Mi piace aiutarlo con le ragazze".

Ecco qua. Se il giovane Brooklyn finirà con un'ottima tima, David e Victoria dovrebbero ringraziare Anaïs. Non potrei immaginarlo in mani più sicure.

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