sabato 6 febbraio 2016

Noel Gallagher narra sbronze e sentenzia: "Adele? Mi rovina la colazione. Liam? Chi di spada ferisce, di divorzio perisce"

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 Noel vs. Adele, atto secondo

In principio disse di lei: "Fa musica per fottute nonnine". Oggi Noel Gallagher rincara la dose. Vittima di una delle sue dichiarazioni al vetriolo è Adele, che torna dunque nel mirino dell'ex Oasis. "Adele? Non sono un grande fan della sua musica. Spunta alla radio ogni volta che sto mangiando i cornflakes. 'Hello? No, fanculo!' ...", ha detto in un'intervista alla rivista britannica GQ.

Del resto già un paio di mesi fa Noel aveva espresso in maniera piuttosto esplicita il suo punto di vista: "Se qualcuno vuole sapere cosa ne penso di Adele lo dico e basta. Non riesco a capire tutto questo rumore intorno a lei. Non mi piace la sua musica, penso che sia musica per nonnine". Più chiaro di così ... 

La bevuta di Noel e Sara con Mark Ronson

Noel e Sara di ritorno dal live dei Massive Attack 04/02/16
"Eravamo alla 15esima ora di una sbronza di 17 ore. Ovviamente venivamo dalla Chiltern Firehouse (locale chic di Londra, di cui Noel è un habitué, ndr) e mentre andavamo a casa sua Mark ha provato a saltare giù dal taxi lungo la Westway (l'autostrada sopraelevata che si estende nella parte occidentale di Londra, ndr). Abbiamo dovuto afferrarlo per impedirgli di essere investito. Alla fine lo abbiamo riportato sano e salvo al suo posto e ci ha fatto: 'Allora? Qualcuno vuole sentire il nuovo album di Adele?'. Prima che qualcuno potesse dire: 'No, grazie, Mark, non alle cinque meno dieci del mattino', lo mette su. Di continuo. Continuavo a dirgli: 'Pensavo che tu fossi un dannato dj. Nessuno vuole questa cosa, non ora!'. Morale della favola: dalle 4 alle 6 del mattino non accade nulla di buono".

L'autobiografia

"Una autobiografia? Sì, un giorno la scriverò. No, non alla Wayne Rooney e ne scriverò sei".

Star Wars

"Sono andato sul set di Star Wars e ho scoperto che il Millennium Falcon è fatto di bolle d'aria da imballo e tonnellate di lego con vernice argentea".

Noel alle prese con un forno

"Ecco come immagino la mia morte. Sara sarà fuori di casa e io per caso cuocerò meno del dovuto un pollo".

I vegani

"A volte apro il frigo e penso: 'Ciò che io chiamo cibo vive in questo posto' ...".

X Factor

"Mi hanno offerto di fare X Factor due volte e appena ho lasciato gli Oasis mi hanno proposto di partecipare a Strictly Come Dancing (Ballando con le stelle, ndr). Immaginatelo, cazzo". 

I fan folli

"Una volta ho autografato lo scontrino di un lavaggio a secco per il figlio di qualcuno. Ho chiesto: 'Ma non ti serve per andare a fare il lavaggio?' ...".

Liam e il divorzio da Nicole 

"Di recente ho visto Liam ad una partita del City, tutto bene. Che sia benedetto, sta vivendo un periodo un po' difficile. Chi di spada ferisce di divorzio perisce". 

Le 'scene tagliate' di Knebworth '96

"(Per il documentario sugli Oasis di prossima uscita, ndr) abbiamo tutti questi video girati dietro le quinte dei concerti di Knebworth del 1996 (che usciranno in DVD quest'anno, ndr). Molti di questi video non si possono usare perché ci sono mostruose assunzioni di droghe. Abbiamo filmato il concerto con 16 telecamere e ce ne siamo dimenticati. Sembra sia stata l'ultima grande aggregazione prima di Internet, l'ultimo grande momento della cultura giovanile. Uno di quelli dove non puoi mancare. Non succederà mai più nulla di simile".

oasisnotizie via GQ magazine

mercoledì 3 febbraio 2016

Noel Gallagher: "Guardiola piace alle donne, io e Sara gli leccheremo la faccia". Liam punge: "Fai progressi, prima leccavi culi"

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Noel Gallagher è tornato a parlare del suo Manchester City a Talksport (AUDIO alla fine del post). La notizia del momento è l'ingaggio di Pep Guardiola, che ha firmato con il club inglese un contratto faraonico e dalla prossima stagione calcistica siederà sulla panchina dei Citizens al posto di Manuel Pellegrini. 

Sui social network Noel e il fratello Liam avevano già espresso la propria soddisfazione per l'arrivo del tecnico spagnolo. "Ti vedo, tesoro!!! Ti avverto, Signor Pep. Sia io che Sara non vediamo proprio l'ora di leccarti la faccia la prossima stagione", aveva scritto Noel su Instagram. Liam, su Twitter, aveva dato il benvenuto al "Sergente Pepe", il Sergeant Pepper dei Beatles, accompagnando il tweet con una foto di un pupazzetto che simboleggia Sgt. Pepper e la frase "sono ancora eccitato".

"Notizia fantastica l'ingaggio di Guardiola", ha ribadito Noel ai microfoni di Talksport il 1° febbraio. "Non so se annunciarlo prima della fine della stagione sia stata una mossa intelligente. Sì, potrebbe danneggiare la squadra di Manuel Pellegrini, ma mi piace pensare che possa avere l'effetto opposto, cioè che spinga i giocatori a concludere bene la stagione, dato che l'allenatore deve andare via. Pellegrini di sicuro lo sapeva già, il club lo avrà informato. Solo tre anni di contratto per Guardiola? Non mi sorprende, oggi il calcio va così: nessun allenatore firma un contratto di sei anni".

Noel però getta acqua sul fuoco dei facili entusiasmi. "Alcuni dei miei amici che come me tifano per il City oggi hanno festeggiato come se avessimo vinto qualcosa", ha detto. "Guardiola non ci garantisce nulla, ciò che fa è aprire la porta ai top top player. Se Pogba alla fine della stagione non ha ancora deciso dove andare, vedendo Guardiola da noi potrebbe scegliere il City".

"L'arrivo di Guardiola farà avvicinare al City anche molte donne", rileva il musicista. "Oggi mia moglie mi guardava e le sembravo molto infantile. Messaggiavo con tutti e mi ha detto: 'Sei proprio un bambino quando si tratta di calcio ...'. Poi mi ha chiesto: 'Uh, chi è questo tizio?'. 'Il nostro nuovo allenatore'. E lei: 'Oh, mio Dio! È attraente, no?'. Ecco, quindi già su mia moglie c'è l'effetto desiderato. Quei posti che ora sono vuoti all'Etihad Stadium d'ora in poi li riempiremo con donne".

La "leccata di faccia" promessa da Noel e consorte a Guardiola ha suscitato l'ironia - è proprio il caso di dirlo - linguacciuta di Liam, che sempre su Twitter martedì 2 febbraio ha scritto: "Vedo che la vecchia lingua marrone parla di leccate di viso. Be', è un bel cambiamento rispetto alle leccate di culo che facevi in passato".

Qui sotto trovate un video del 2004 in cui Liam diceva di voler "leccare il viso a John Lennon".

Nell'intervista a Talksport Noel ha anche punzecchiato l'Arsenal: "Se Wenger non vince la Champions League con l'Arsenal, tutta la sua carriera all'Arsenal sarebbe un fallimento. E lo reputerebbe lui un fallimento, con tutte le risorse che ha a disposizione, le giovanili, tutti quei soldi ... La squadra già è piuttosto buona".

oasisnotizie




lunedì 1 febbraio 2016

Noel Gallagher: "Sto lavorando al nuovo album, che sarà ignorato in America. Resto totalmente fantastico"

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Qualche giorno fa sui social network erano comparse due foto che ritraevano Noel Gallagher in uno studio di registrazione. Della prima vi avevamo riferito QUI, la seconda l'ha pubblicata lo stesso Noel su Instagram,  dicendo che il suo disco sarà migliore di quello di Kanye West. 

Noel sta, quindi, lavorando al suo terzo album da solista e lo conferma oggi a Rolling Stone. "Al momento sono in studio. Sono nel bel mezzo del cazzeggio", dice Noel alla rivista. "In questo particolare momento sto facendo della roba che sarà letteralmente ignorata in America. E non intendo ignorata come tutto il resto. Intendo ignorata nel vero senso della parola. È questo quello a cui miro: anonimato totale, totale. Sono stufo di trovarmi a New York e di essere importunato da una persona al mese. Questa cosa deve fottutamente finire". 

"Resto totalmente e fottutamente fantastico. Nel 2016 sono fantastico tanto quanto lo ero alla fine del 2015. I miei capelli sono impeccabili. Non mostrano alcun segno di calvizie, per nulla. Cresco florido! Cresco proprio florido!"


Vedi anche: Noel Gallagher: "Ecco le cinque canzoni di David Bowie che preferisco, da Blackstar alla migliore, Let's Dance"

Noel Gallagher: "Ecco le cinque canzoni di David Bowie che preferisco, da Blackstar alla migliore, Let's Dance"

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La mattina del 10 gennaio una pessima notizia ha svegliato Noel Gallagher. "Mia moglie ha fatto irruzione nella camera da letto piangendo e ho pensato che uno dei bambini fosse morto", ci ha raccontato. "Mi ha detto: 'È morto David Bowie', e io ho fatto: 'Porca troia!' ... ”.

L’ex chitarrista e autore degli Oasis (e fan sfegatato di Bowie), che tornerà negli Stati Uniti a luglio per il suo tour, ci ha chiamato qualche giorno dopo la scomparsa del Duca Bianco per confidarci le sue cinque tracce preferite dello Starman. "Celebriamo la sua vita piuttosto che piangerne la dipartita" ci ha detto. "Tutti devono morire e cose del genere".

Così Gallagher ne ha approfittato per riflettere su quanto la musica di Bowie lo abbia ispirato negli anni. "Era coraggioso, che è una delle cose per cui lo ricorderò sempre: prendeva la sua arte e la spingeva oltre, senza alcun timore", racconta. "Per esempio ti alzi nel giorno in cui Where Are We Now? approda in tutte le radio [gennaio 2013, ndr] e pensi: 'Oh, ecco un’altro pezzo strano alla David Bowie. Ma mi piace, è fantastico'. Poi tocca all’album [The Next Day] ed è una cazzo di bomba rock da stadio! E pensi ancora: 'Ma che cazzo! È una figata!'. Poi vieni a sapere che Bowie ha fatto un nuovo album [Blackstar] e pensi: 'Ok, riuscirà a fare due album comprensibili di fila?'. E invece esce un album oscuro, bizzarro. Poi lui ovviamente muore e tu torni ad ascoltare l’album e pensi: 'Porco cazzo, ci sei riuscito ancora! È una bomba!'".

In the Heat of the Morning

Questa è davvero oscura. Non conosco nessun altro che sappia della sua esistenza, ma è davvero assurda. La prima persona che me l’ha suonata è stato Steve Jones dei Sex Pistols molti anni fa. Gli chiesi: "Cos’è?" e lui mi rispose: "Cazzo, è David Bowie!". La gente parla molto dei suoi look, dei suoi personaggi e travestimenti, ma in pochi sanno che cominciò facendo un po’ il verso a Scott Walker. Questa canzone è molto brit-pop di metà anni Sessanta. Un bel suono di organo, prodotto a regola d’arte. Dovreste sentirla.

L’altro giorno stavo ascoltando In The Heat Of The Day e mi sono reso subito conto di aver attinto a questo testo qua e là negli anni. [Alla domanda "Quali parti del testo?" Noel ha risposto: "Col cazzo che te lo dico!", ndr]. 


Fashion

Bowie si è sempre circondato dei migliori musicisti. Le chitarre di Fashion [suonate da Robert Fripp e Carlos Alomar, ndr] sono una cazzo di figata. Amo il fatto che siano discordanti. È bello sincopato e ha un bel groove. Non è blues, non è jazz, non è rock. È una roba diversa. È David Bowie.

Quando ascolti la musica di Bowie, di cosa parlano le canzoni? Life on Mars non parla del fatto che ci sia vita su Marte. Nessuno sa di cosa parla. Penso che è questo che ha reso Bowie un artista speciale. Ti porta a dare la tua interpretazione – a differenza di altri artisti, tipo Roger Waters per esempio, che ti mette subito in testa l’argomento della canzone, e tu dici: "Non vuol dire più niente questa roba, me l’hai già detto di cosa parla, cazzo". Con questa canzone, Fashion, parla di moda? Cazzo, direi di no. Alcune parti del testo – "We’re the goon squad, and we’re coming to town! Beep-beep!" ti fanno dire, "Cosa? Cosa?". Non parla di scarpe o sciarpe, no? Non può essere.

Ma Fashion è un bel titolo per una canzone. È uno di quei pezzi di Bowie che non hanno un ritornello, ma è tutto un ritornello, capisci? Doveva essere uno schifo essere uno dei suoi contemporanei tra i Settanta e gli Ottanta, e dire "Wow, ho fatto una figata qui", e poi esce un nuovo singolo di Bowie, ancora meglio di quello precedente.


The Jean Genie

Perché? Perché c’è Mick Ronson, in realtà. Il suono che ha è incredibile. È forse la canzone meno British-sounding che Bowie ha mai registrato. È molto americana, ha una specie di base blues-rock. Parla di qualcuno che scappa da New York City. Prende qualcosa dai pezzi di Lou Reed.

Non la conoscevo fino a un paio di giorni fa, ma questa canzone prendeil nome da un cazzo di scrittore politico francese chiamato Jean Genet. Ma ancora una volta, parla della cazzo di Rivoluzione francese? No, non credo.


Let's Dance

Questa è probabilmente la mia fottuta preferita di tutti i tempi di David Bowie. Quando è uscita negli anni Ottanta mi piaceva e mi piaceva lui. Ma era solo una canzone che sentivo in radio. Il momento in cui riesco a entrare davvero dentro una canzone è quando prendo la chitarra e provo a rifarla. Qualche anno fa ero in tour da qualche parte, in albergo ed è partita Let’s Dance. Sono corso alla chitarra, ho rifatto gli accordi e ho pensato: "Che figata di canzone da suonare alla chitarra!"

A chi non piace uscire dal letto alla mattina canticchiando: "Put on your red shoes and dance the blues"? Tutti dovrebbero farlo tutti ogni cazzo di lunedì. E comunque, puoi davvero ballare del blues in red shoes? Non penso sia possibile. Forse se sei David Bowie sì. Ma non parla di ballare davvero, capisci?

Mi piace il fatto che sia nata come una canzone acustica, ma poi arrivò Nile Rodgers a dire, "No, no, no. This fucking will not do". E mi piace che ci siano insieme Nile Rodgers e Stevie Ray Vaughn – chi altro ha questi due sulla stessa canzone?


Heroes

Questa è la prima canzone che io abbia mai sentito di Bowie. Era il 1981, credo, e io ero a casa di qualcuno, di notte, e c’erano queste cose in tv chiamate "Five-Minute Profile". Tra due programmi noiosissimi sulla cazzo di agricoltura o sulla politica, c’era un profilo di qualcuno in cinque minuti. E quella sera toccava David Bowie, un riassunto veloce della sua carriera. Non avevo mai sentito Heroes prima, e c’era questo video di lui, chiaramente in botta da cocacina, che cantava questa canzone con la luce dietro di lui. Mi aveva sconvolto, cazzo. Due giorni dopo sono andato al mio negozio di dischi usati preferito per prendermi il Best of Bowie.

E per l’argomento "Di cosa parlano le sue canzoni? Non lo sappiamo mai davvero", penso che Heroes sia molto chiara. Il messaggio è incredibile: possiamo essere eroi, anche solo per un giorno. Non tutti possiamo farcela nella nostra vita, ma possiamo sentirci realizzati, anche solo per un giorno. Questo è il motivo per cui è la mia preferita, ancora adesso.


Simon Vozick-Levinson - RollingStone.com

venerdì 29 gennaio 2016

Nicole Appleton: "Torno con le All Saints con un brano sul divorzio tra me e Liam Gallagher"

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Liam Gallagher con le sorelle Appleton
Liam Gallagher non si decide a tornare sulle scene musicali? Ci pensa l'ex moglie a farlo al posto suo. Nicole Appleton, già consorte dell'ex frontman di Oasis e Beady Eye (da cui ha avuto un figlio), si prepara a pubblicare un nuovo singolo con le redivive All Saints, band con cui aveva conosciuto il successo. E, udite udite, la canzone del ritorno parla proprio del divorzio tra Nicole e il bad boy del rock inglese.

Il gruppo, formato da Nicole, dalla sorella Natalie Appleton, da Melanie Blatt e Shaznay Lewis, si sciolse una prima volta nel 2001, dopo aver sfornato hit del calibro di Pure Shores e Never Ever. Fu poi attivo dal 2006 al 2009 ed è tornato insieme nel 2013. Oggi torna a far parlare di sé con una trovata pubblicitaria niente male. È infatti in programma per il 26 febbraio la pubblicazione di un singolo, intitolato One Strike, il primo dopo 10 anni.

L'autrice del pezzo è Shaznay Lewis, che ha dichiarato al New Musical Express: "Quando ho scritto il brano nella mia mente c'era la separazione tra Liam e Nicole. Il testo deriva da qualcosa di molto reale. Nic all'epoca (nel 2013, ndr) stava attraversando un bel po' di cose. Era una cosa che avevo proprio in testa, perché era la più pesante che stesse succedendo".

Nicole Appleton e Nick Renegade
"Abbiamo parlato per ore e ore per telefono", ha aggiunto Nicole, che oggi fa coppia con il lighting designer dei Kasabian, Nick Renegade. "Le prime volte che ho ascoltato il brano nella mia auto non ho potuto evitare di piangere, perché sentivo molto chiaramente quello di cui di parlava la canzone".

"Non è una situazione in cui ci siamo infilate con costrizione e non sarebbe potuto succedere in un momento migliore delle nostra vite", ha detto ancora Nicole, che aveva divorziato da Liam dopo l'esplosione dello scandalo della paternità segreta che aveva coinvolto il cantante. "A me semplicemente mancava stare con le ragazze. Ci rende felici. Ascolta, se riesci a lavorare con le tue persone preferite, perché no?".

Il nuovo album delle All Saints, Red Flag, uscirà l'8 aprile. 

oasisnotizie - via NME

martedì 26 gennaio 2016

Foto: Noel Gallagher è tornato in uno studio di registrazione

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Ieri Pete Lockett ha pubblicato su Twitter alcune foto che lo ritraggono insieme a Noel Gallagher in uno studio di registrazione. A quanto pare si tratta dei Dropout Studios di Camberwell, Londra. Lockett si definisce "uno dei più rispettati percussionisti del mondo, avendo lavorato con Björk, Peter Gabriel, Robert Plant e molti altri". È molto probabile che Noel stia già lavorando al suo nuovo album, dato che qualche tempo fa aveva dichiarato che avrebbe iniziato le lavorazioni per il nuovo disco nel mese di gennaio del 2016.



venerdì 15 gennaio 2016

Noel Gallagher: "Non mi piacciono i comunisti, ma non voterei mai Tory. La fama mi ha cambiato? Spero di sì"

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Intervista di Julie Burchill a Noel Gallagher per Style, allegato al Sunday Times di domenica 10 gennaio 2016.

PARTE 2 DI 2

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Che ne pensi di Jeremy Corbyn (il nuovo leader laburista, simbolo della "svolta a sinistra" del partito, ndr)?

Non mi piace il comunismo.

Ma non voteresti neanche per i Tory, no?

Non potrei mai votare Tory perché un invisibile campo di forze mi impedirebbe di inserire la mia scheda nell'urna. Parlando da persona di sinistra, pensavo che gli anni del New Labour, fino al 1997, fossero straordinari. Era così eccitante essere in Inghilterra in quel periodo, perché succedevano un sacco di cose.

Era eccitante per merito tuo!

Be', io ero parte della cosa, ma allora il Partito Laburista si dimostrò "Meet the new boss, same as the old boss" ("Vi presento il nuovo capo, uguale al vecchio capo", citazione di Won't Get Fooled Again degli Who, ndr) e finché non cambierà quello, la cosa non mi piacerà. Ai Tories non importa dei vulnerabili e ai comunisti non importa degli ambiziosi.

Come va con Damon Albarn?

Una sera eravamo in un pub. Non parlavo con lui da anni, ma nello stesso tempo non sparlavo di lui da anni. A me, a mia moglie e ai bambini piacevano davvero i Gorillaz, così Sara ha detto: "Vado da lui e gli dico che a noi piacciono i Gorillaz". Le ho fatto: "Vacci, allora". È tornata da noi e ci ha detto che Damon era stato strano, che le aveva detto: "Chi ti ha mandato qui a dire questo?". Così quando sono passato vicino a lui nel corridoio ci siamo detti: "Sì, scusami per quella cosa". È stato un po' strano, ma non è che fossimo due adulti che si si sono messi a piangere. È stata più una cosa del tipo: "Sai che ti dico? Quel periodo è stato fottutamente eccezionale, quella roba era fottutamente grandiosa!". 

Hai mai la sensazione che una parte di te, di quel ragazzo della classe operaia, sia rimasta lì a Burnage? 

Quando la gente mi chiede: "La fama ti ha cambiato?", la risposta di merda è: "No, ovviamente no". Io dico sempre: "Spero di sì, cazzo!". Nessuno potrebbe passare quello che ho passato io senza cambiare, ma la cosa fondamentale è riconoscerlo. Torno nello stesso quartiere popolare dove sono cresciuto per vedere mia madre. Lei vive ancora lì, il mio letto è ancora nella stessa stanza con quello di Liam. Mi siedo su quel letto e penso: "Questo è il posto dove ho suonato per la prima volta la chitarra". Non sono, però, un professionista della classe operaia e sono capace di sedermi altrettanto facilmente nella mia grande casa quaggiù e pensare: "Questo non lo devo a nessun altro, lo devo a tutta la pratica che ho fatto. E amo questa cosa". 

Ci sono stelle della musica che, dopo aver raggiunto tutto - fama, successo, denaro - si ritirano a vita privata. Se ad un certo punto non ricevessi più attenzione da parte di tutti questi sconosciuti, saresti triste?

No, finché sarò ancora in grado di lavorare, ma continuerò a lavorare fino al giorno in cui farò un concerto al quale non si presenterà nessuno. E poi direi: "Questa cosa non sta più funzionando, cazzo". Quindi ecco qua, sono ambo le cose. [fine seconda e ultima parte] 

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giovedì 14 gennaio 2016

Noel Gallagher: "Scriverei la sigla di James Bond. Il mio segreto? Non ho mai finto di essere chi non sono"

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Intervista di Julie Burchill a Noel Gallagher per Style, allegato al Sunday Times di domenica 10 gennaio 2016.

PARTE 1 DI 2

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A quanto pare Adele suonerà ad un party privato per il compleanno di Kate Middleton. Se qualcuno dei reali ti convocasse, come risponderesti? 

Direi: "L'abbiamo capito, non è colpa tua. Lo capiamo. Ma, sul serio, dovresti interessarti molto di più a come le nostre materie sono trattate dal tuo governo".

All'epoca pensavi che Damon Albarn fosse posh, ma guarda i Mumford & Sons. 

Negli anni '80 era veramente facile fondare una band. Dobbiamo ringraziare la Thatcher per i magazzini in disuso in cui potevamo fare le prove, ma ora sono tutti appartamenti eleganti e piccole imprese. E le chitarre costano molto. È un dato di fatto che i ragazzi della classe operaia non si possano permettere la musica a causa dei costi eccessivi.

Come hai smesso con le droghe? E cosa hai provato?

Quando la cocaina smise di esercitare un fascino su di me, furono dei mesi strani, perché frequentavo ancora le stesse persone. Bevevo di più e la gente si faceva ancora vicino a me, cosa che non mi dava minimamente fastidio.
Con gli anni mi sono reso conto che la cosa non mi creava affatto problemi. L'unica cosa davvero brutta che mi faceva fare era farmi battere molto i piedi. Ad un certo punto i vicini del piano di sotto mi scrissero un biglietto per chiedermi conto dei "colpi forti e ritmati di ogni sera sul soffitto". Ed era solo il mio piede!
Verso la fine trascorrevo serate in cui scrutavo la stanza e poi pensavo: "Come cazzo sono finito qui con queste persone? Non abbiamo nulla in comune, è solo per la droga".
Cercavo una via di fuga - dovevo sbarazzarmi di quelle persone, perché non ero più uno di loro - quando sulla pista da ballo, a Ibiza, vedo la mia futura moglie, Sara MacDonald. E poi siamo fuggiti via insieme, e questo è quanto.

Da come parli sembri lasciare poco spazio ai sentimenti, ma le tue canzoni restituiscono un Noel dalle emozioni profonde.  Sei consapevole di questa scissione?

Assolutamente sì. Tutti i miei pensieri nostalgici, sulle storie d'amore e i sentimenti confluiscono tutti nella musica. Mia moglie pensa che io sia la persona più curiosamente fredda, ma poi in prima fila ad un mio concerto vedo un 15enne che canta la mia canzone e piange. Questa è una cosa che mi colpisce sempre, perché in un certo modo io mi sono insinuato nella vita della gente senza neanche provarci.

Nessuno di quelli che ti hanno incontrato ha una parola negativa su di te. Come hai fatto, a differenza di tanti altri personaggi del mondo della musica, a non diventare un coglione?

Non ho sangue inglese, quindi sono escluso dalla maledizione della geografia, e sono un mancuniano, quindi non c'è spazio per le stronzate. Puoi essere solo ciò che sei, e io non ho mai finto di essere qualcosa di diverso da quello che sono.

Ti è rimasta qualche ambizione? Qualcosa che non hai fatto e che ti piacerebbe fare?

Non mi viene in mente niente.

Neanche scrivere la sigla di James Bond? La tua canzone Ballad of the Mighty I sarebbe perfetta.

Se mi chiedessero di scrivere una canzone per Bond, sì, di sicuro. Il fatto è che io non ho mai dovuto inseguire nulla. Con gli Oasis fondare quella band sembrava impossibile. E tutte le mie ambizioni sembravano impossibili, quindi non sono assolutamente ambizioso riguardo a qualcosa che sia raggiungibile. Ora che ho fatto un po' di cose, non me ne fotte più un cazzo di raggiungere alcunché. Voglio solo scrivere le migliori canzoni che sono in grado di scrivere. [fine prima parte]

oasisnotizie

SECONDA PARTE QUI

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