mercoledì 28 giugno 2017

L'accusa di Liam Gallagher: "Le cosiddette rock star di oggi non dicono niente e usano le chitarre perché vanno bene con le scarpe"

Il 10 giugno Liam Gallagher è stato intervistato da Dave Fanning di RTÉ 2fm, radio irlandese, in occasione del concerto a Dublino. L'audio intervista, diffusa il 17 giugno, è disponibile alla fine di questo post.

"Non saprei distinguere una guitar band da una pop band al giorno d'oggi", spiega. "Hanno le chitarre attorno al collo, ma non sento le chitarre. Certe band dicono di voler salvare il rock 'n' roll. Non sono il più intelligente, ma so che per salvare la guitar music devi inserire la chitarra in un disco. E io non sento nessuna chitarra". Poi torna sullo scioglimento dei Beady Eye. Ecco la traduzione di gran parte della chiacchierata.

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traduz. by frjdoasis - oasisnotizie

C'è trepidazione? Ti spaventa questo progetto da solista?

Non mi sento spaventato quando faccio musica rock 'n' roll, amico. È questa la forza, amico. Non è una cosa da solista del tipo che io sono lì in piedi come Ed Sheeran, con la chitarra. Ho una band dietro di me, una band fatta da amici miei, e la mia crew che ci seguiva in tour con gli Oasis. Quindi mi sembra normale. La principale differenza è che ora c'è il nome mio in cima e la maggior parte delle canzoni le ho scritte io.

Gli altri con cui hai lavorato hanno dovuto capire che tipo di canzoni volesse Liam Gallagher?

Quello è compito mio, no? Se è una bella canzone è una bella canzone. Potrei cantare di tutto finché sono canzoni buone e del mio genere. Non sono qui per fare reggae o dance, mi piace il rock 'n' roll con chitarre, punk o quello che è, capisci? Una canzone è una canzone. Finché si resta in quell'area a me va benissimo.

I Beady Eye avrebbero potuto continuare se avessero avuto un po' più di supporto?

Penso di sì, amico. Penso di sì. Forse sì e forse no. Venivamo dallo scioglimento degli Oasis. Non abbiamo avuto il tempo per prenderci una pausa e la cosa sarebbe stata paragonata sempre agli Oasis, come degli Oasis annacquati. Ascolta, ero in quella band e i ragazzi sanno come fare musica. E abbiamo scritto delle bellissime canzoni. Semplicemente non è scoccata la scintilla come avrebbe dovuto, capisci? Abbiamo fatto due album. Per l'ultimo album non abbiamo fatto concerti in America. Io poi avevo molte vicende private in corso. Ho pensato: "Sai che ti dico? Forse mi prendo una pausa e risolvo le mie questioni. Non ha senso fare un altro album", capisci?

Avresti potuto perderti tre anni fa, invece non è stato così. Dopo lo scioglimento degli Oasis, dei Beady Eye e le tue vicende personali. 

I Beady Eye erano la coperta di Linus dopo gli Oasis. Non c'è stato un vero scioglimento dopo gli Oasis, visto che siamo andati direttamente a formare i Beady Eye. Quindi era la coperta di Linus. Appena sono finiti anche i Beady Eye non potevo sedermi a fare: "Vado in studio". Non avevo una band. Inoltre stavano accadendo molte cagate. Ho affrontato le cagate ed è così che se ne esce. E ora sono di nuovo qui per il round 3 o come lo si voglia chiamare, ma vediamo dove va. Ma sono uno di loro. Affronto le cose e volto pagina. Non sono un depresso che fa: "La vita è una merda". La vita è fottutamente fantastica! Ed è quello che ne fai tu, capisci? Vedo sempre qualcosa dietro l'angolo, capisci?

Debbie sarà stata di grande supporto.

Senza dubbio. È stata lei a fare: "Senti, mi stai dando alla testa. Forza!". Ciondolavo a casa, così ho preso la chitarra e ho scritto due canzoni, Bold e When I'm in Need, che ho fatto sentire ad un tizio della Warner, che mi ha offerto un contratto. E di lì a poco abbiamo scritto ventidue nuove canzoni.

Nel luglio 2015 in un pub di Westport, qui in Irlanda, hai suonato proprio Bold.

Ho bevuto un paio di Guinness con un paio di vecchietti del posto. Non lo so, forse ho bevuto troppe Guinness e mi sono sentito Jimi Hendrix, ma ho fatto: "Datemi quella chitarra laggiù". E così è successo. All'epoca, però, non stavo scrivendo alcun disco. Pensavo di non fare più musica, ero in giro a spassarmela, amico, capisci? Per me non era una cosa importante, l'ho fatto per ammazzare il tempo.

All'epoca era Debbie che ti diceva: "Alzati, suona un po' la chitarra e suona e basta".

Sì, c'era meno pressione. Non c'è stata pressione quando ho fatto questo disco, è stato facile. Molta gente non si aspetta comunque molto da un disco solista di Liam Gallagher, perché vogliono che sia bello, ma molte persone fanno: "No, questo coglione, che cosa fa?". Quindi ogni cosa migliore della merda sarà un successo. Ma è bello.

La gente, però, ha un disperato bisogno di rock star, di qualcosa che non sia brutta musica pop mascherata da rock. Abbiamo bisogno di te.

Anche io ho bisogno di voi. Senza dubbio, amico. Amo la musica come chiunque, capisci? Quando la vedo affondare penso: "Dai, amico, lascia perdere. Puoi fare di meglio". ma sì, sento di essere tornato nel posto cui appartengo. So cosa sta arrivando, sono semplicemente felice di essere tornato a fare il mio lavoro quotidiano, a fare quello che faccio invece di starmene seduto a casa a lamentarmi, capisci?

Oggi in giro c'è molta musica pop mascherata da rock.

Senza dubbio. Non saprei distinguere una guitar band da una pop band al giorno d'oggi. Hanno le chitarre attorno al collo, ma non sento le chitarre. Ogni tanto qualche band arriva e fa: "Siamo tornati per salvare la guitar music". Forse non sarò il più intelligente, ma so che per salvare la guitar music devi inserire la chitarra in un disco. E io non sento nessuna chitarra. Indossano la chitarra perché va bene con le scarpe. Attaccatele alla corrente, alzate il volume, amici!

Non c'è aggressività. Non c'è rock.

Sì, amico, è per quello che sono tornato, amico. Un po' di Pistols, un po' di aggresisvità, amico. Non sopporto quelle stronzate. Ecco perché sono tornato. E per parlare in modo schietto. Non si tratta solo della musica, amico. Leggi queste interviste con queste cosiddette rock star e se ne stanno lì affacciate alla finestra, dalla loro bocca non esce niente di lontanamente interessante. Sono solo stupidaggini grigie. E fai: "Dai, non avete una cazzo di opinione?". Hanno paura di aprire le boccuccia nel caso in cui loro carrierine si sgretolino. Da dieci anni è così. Quindi se ne stano lì sedute come gli allenatori di calcio, a dire le stesse cose anche se la loro squadra è stata sconfitta per 10-0. Capisci? "Dai, fate vedere qualcosa, un po' di passione!".

Il terzo album di Noel vuoi che esca insieme al tuo?

Sì. Più ci sono meglio è. Non solo perché siamo io e Noel, ma perchè è una cosa che fa bene.Ci sono molte guitar band che se ne stanno lì sedute ad aspettare ... Una volta che saranno usciti un paio di begli album con chitarre tutto ricomincerà e la gente sarà disponibile a riparlarne e a mettere in gioco le chiappe, capisci? Come ho detto ci sono molte persone che sono pronte a tirare fuori la chitarra, ma pensano: "Al momento non è alla moda, aspetto che sia qualcun altro a dare un calcio alla porta".

traduz. by frjdoasis - oasisnotizie


lunedì 26 giugno 2017

Liam Gallagher: "Noel traditore della classe operaia. E vi dico cosa penso di Harry Styles e del mio ruolo di icona"

Intervistato da Today FM il 10 giugno a Dublino, Liam Gallagher ha toccato vari argomenti, da "Noel traditore della classe operaia, mentre io sono un eroe della classe operaia", a Harry Styles ("Non mi dispiace, almeno non è andato a fare rap"), al suo ruolo di icona ("tutti vogliono essere me perché significo molto per la gente, per via di tante cose: la voce, la mentalità, i vestiti").

Una bella chiacchierata diffusa il 13 giugno (audio alla fine del post). Eccone una traduzione integrale by oasisnotizie.

L'album è pronto?

Sì, l'abbiamo finito. Sono stati fatti missaggio e mastering. L'abbiamo ultimato l'altro giorno, ci abbiamo messo l'ultima parte di fiati.

È un ritorno per te?

Penso di sì, penso sia un ritorno. Non voglio farmi trascinare e dire cose del tipo 'Sono tornato', perché in testa mia non sono mai andato via, capisci? Ho solo recuperato, raccolto le mie ali. Penso sia l'ultimo lancio di dadi, perché se questa cosa non prende quota non prenderà quota nient'altro, capisci?

La musica del tuo disco è come quella del singolo, Wall of Glass?

Ci sono molte chitarre. Oh, sì. Ovviamente ho collaborato con qualcuno alla scrittura di alcuni brani, quindi ci sono parti che sono mie e penso siano davvero buone. Dovrete aspettare per vedere, ma ci sono molte buone canzoni e molte chitarre rumorose, molte canzoni rock 'n' roll che ti vanno dritte in faccia, come le chiamo io. Poi ci sono molti brani delicati, un paio di momenti di calma, capisci?

Ti è consentito condividere qualcuno di questi momenti con noi?

Quelle che avete sentito - Greedy Soul, Bold - e una che si chiama All My People, All Mankind, che è un po' più tranquilla, ma è grandiosa. Una che si chiama Universal Gleam, che abbiamo suonato, un'altra che si chiama For What It's Worth che è incredibile.

Suonano tutte grandiose, no?

Penso lo siano, sai. Sono come la marmite io, capisci? O mi ami fottutamente o mi odi. E sono pronto se alla gente non piacerà, perché a loro non piaccio, il che va bene, ma sono pronto anche se la gente perderà la testa, perché è musica bella, è meglio di ogni altra cosa che si sente in giro, credimi. 

Hai collaborato con George Kurstin, che ha lavorato con Beck.

Ha lavorato con Beck, con Adele, ha lavorato con McCartney.

Come sei finito a collaborare con lui?

Non ho fatto nulla per un po'. Ovviamente si erano sciolti i Beady Eye. Poi ho scritto When I'm in Need e Bold, i primi due brani che ho composto. Ne ho fatto i demo, li ho fatti sentire a un tizio di una casa discografica e mi hanno detto: "Possiamo fare un contratto, amico. Pensiamo siano buone. Ne hai altre?". Ho detto di no e mi hanno detto: "Saresti disponibile a collaborare alla scrittura con qualcun altro?". "Sì". A Los Angeles ho incontrato questi tizi di nome Greg Kurstin e Andrew Wyatt. In tre giorni abbiamo fatto tre canzoni, è stato tutto molto rapido. Poi mi ci sono messo ho trovato un po' di ispirazione e ho scritto molte altre canzoni. Poi siamo andati in Inghilterra e ne ho scritto delle altre. E prima di rendercene conto avevamo venti, ventidue canzoni. 

Com'è stato collaborare alla composizione?

Facile. Ovviamente io non suono strumenti. Suono un po' la chitarra e basta. Ho fatto sentire loro Greedy Soul, Bold e When I'm in Need e ho detto: "È questo il tipo di cosa che sto facendo". 

Ti hanno cambiato gli arrangiamenti di queste canzoni?

No. Queste erano quelle che avevo scritto io, quindi erano già finite. Le mie non le hanno toccate. Poi mi hanno detto: "Che tipo di musica fai? Questa? Bene, abbiamo questa canzone, si chiama Wall of Glass". Me l'hanno fatta sentire, era figa e abbiamo cominciato a scrivere il testo. Ho cambiato qualche frase qua e là. Poi abbiamo preso un tizio per buttare giù il beat di batteria, un tizio per la chitarra e l'abbiamo fatta in un giorno. Poi l'indomani ho registrato la voce. E poi ne abbiamo fatto un'altra, Paper Crown. Non è stato doloroso come immaginassi, perché se dici "collaborare alla scrittura" suona come una cosa sbagliata, no?

Ti terrai sempre in contatto con questi tizi?

Sono tizi indaffarati, ma io sono aperto ai commessi viaggiatori. Non scriverò mai un album intero da me, semplicemente perché non sono così prolifico. Quindi chiunque abbia belle canzoni che vuole che io canti me le faccia avere. Una volta che io canto una canzone, è mia, capisci? Mi danno i diritti. Loro prendono i soldi, ma tutto il resto lo ricavo io. Mi piace vedere le facce dei ragazzi (quando la canto, ndr), quindi non sono qui per i soldi.

Non so se conosci la band di Dublino di nome Aslan.

La mia ragazza, Debbie, la ama. (chiama Debbie, ndr) Qual è la canzone che suoniamo quando siamo ubriachi? Tira fuori la chitarra ogni volta e me la canta.

Sei un'icona. Dev'essere eccezionale stare lì in piedi, guardare in faccia la gente, vedere che cantano le canzoni con te. Cosa fa la differenza? 

Penso di essere un'icona, anche se non me ne intendo di questa questione delle icone. Penso che io significhi molto per la gente, per via di tante cose: la voce, la mentalità, i vestiti, per molte cose. A quanto pare conosco molte persone che sono icone e sono degli idioti, capisci? In Inghilterra usano sempre questa parola "icona" e io faccio: "Cosa? State scherzando?".  Ma sembra che io significhi tante cose per la gente a parte la mia voce. La gente sembra seguire quello che faccio perché non c'è molta gente come me in giro.

Se si facesse un sondaggio immagino che saresti lì con Freddy Mercury, con Bono. Cosa pensi di loro? 

Sì. Non mi piacciono tutti, ma Bono significa qualcosa per la gente, no? Mi piacciono gli U2, i primi album sono belli. Non mi frega di figurare in queste liste, provo a fare la cosa mia e basta, ma è bello essere citati accanto a Lennon e Lydon.

Nella tua ultima canzone hai menzionato gente come Harry Styles? (Il verso di Wall of Glass che fa "you were sold a one direction")?

Gli One Direction? No, non parla di loro. Parla principalmente di gente "unidimensionale". Avrei dovuto usare questo termine. O che va nella wrong direction, la direzione sbagliata. O non so cosa, ma è solo una parola, capisci? Di sicuro non farò arrabbiare i fan degli One Direction.

Che ne pensi di Harry Styles? Ha un che di Oasis nella sua musica.
 
Non mi dispiace Harry Styles. Ha fatto parte di una pop band. L'ho visto in TV e mi sembra preso dalla cosa. Sembra che voglia cambiare la sua direzione. Almeno sta facendo sentire vera musica ai ragazzi.

Sign of the Times non è male, no?

Sì, non mi dispiace. Ci sono parti interessanti. Cresciamo tutti, no? Almeno non è andato a fare rap, come gli altri. Cos'è che fanno? Lanciano una moneta e fanno: "Ascolta, amico. Io faccio rap, tu fai pop e tu altro".

Avevi forse solo tre o quattro anni quando nel 1978, mentre era in voga la disco music, esplose il punk rock. Pensi che ora potrebbe esserci spazio per un'altra rivoluzione? Ora è tutto produzione, qualcuno che fa featuring con qualcun altro ...

Dobbiamo tutti fare una rivoluzione quando si tratta di musica. Che poi avvenga o meno è un altro discorso, capisci? Penso che i ragazzi di oggi non escano tanto. Stanno tutti a casa a giocare ai giochi, capisci? Ma chissà ... se ci sarà io ci sarò. A quanto pare ce n'è una in corso, con il grime. Qualcuno dice sia il nuovo punk.

È come il grunge?

No, è questa roba che fanno Skepta, Stormzy.

Ma è molto produzione no? Non sono canzoni, sono più effetti, no?

Sì, ma sono pur sempre ragazzi di strada che si alzano e vanno a fare delle cose, capisci? Penso sia quella la cosa principale, capisci?

Sei nel mondo della moda con la Pretty Green. La giacca che indossavi l'altro giorno è della tua linea di abbigliamento?

Quella arancione? No. L'ho comprata, amico.

Perché la vogliono tutti.

Sì, amico. Tutti vogliono essere me. Senti, amico, di sicuro non è beige. Tendo ad andare contro il beige, capisci? Il nostro ragazzo (Noel, ndr) indossa il beige, quindi ho messo l'arancione. Ho portato il mio show di colori a quel concerto.


Io ho un fratello maggiore. Mio figlio ha un fratello maggiore. A volte litigano.

Non odio our kid. Gli voglio bene, così come voglio bene all'altro mio fratello, Paul. Voglio bene a tutti i membri della mia famiglia. Certo che mi manca stare negli Oasis, ma quando dico questo passa sempre questo messaggio: voglio disperatamente la reunion. Non voglio disperatamente tornare in una band con chi con me non vuole stare. Si volta pagina, capisci? Our kid va in giro a parlare come se gli avessi accoltellato il gatto, capisci? Abbiamo avuto un litigio e la band si è divisa perché lui voleva andare a fare il solista. Ci siamo passati, ma ... certo che mi manca stare nella band. Mi manca esibirmi con quelle canzoni di fronte ai fan, perché i fan andavano in visibilio, capisci? Ma è la vita. Alcune cose finiscono e devi cominciare da capo, capisci? Ma di sicuro con questa roba mi diverto e mi divertivo con i Beady Eye. Qualunque cosa faccia me la spasso, capisci? Di sicuro non faccio: 'Oh, vorrei che Our kid ...'. Bisogna spassarsela ora.

La gente pensa che voi due non parliate, ma parlate, vero?

No, non ho il suo numero. Si muove in un altro ... Ora esce con Bono, no? Io ho ancora contatto con la realtà, amico. Sono un eroe della classe operaia, non un traditore della classe operaia. Sono ancora per strada. Non ho il suo nu

Puoi dirlo di tuo fratello come di un tuo amico?

Dico quello che voglio a chiunque quando voglio, se mi fai una domanda. E sono onesto. Non lo vedo, non ho il suo numero. Lui sta facendo la cosa sua, io la mia.

Stai da Dio, sembri in formissima. Ho letto che ti alzi alle 5 e vai a fare una corsa. È vero?

Grazie. Oh, sì. Ero in giro stamane, amico.

Per Dublino?

Vicino al fiume.

Ti avranno riconosciuto.

Mi piace svegliarmi a quell'ora. È il momento migliore della giornata. Mica a fare corse per strada alle 2 del pomeriggio come un coglione. Le mie faccende le sbrigo la mattina presto. C'è un po' di gente che mi nota la mattina presto, per lo più ubriachi. Quando ero ragazzo ero solito correre per Manchester quando andavo a scuola, quindi mi piace. Non mi piace la palestra, andare in palestra è noioso, ma mi piace alzarmi, ripulirmi la mente, andare a fare un po' di corsa.

Traduzione by oasisnotizie



domenica 25 giugno 2017

Audio - Liam Gallagher: "Flop dei Beady Eye? Sarebbe servita una pausa dopo gli Oasis"



Qualche ora prima della videointervista che abbiamo sottotitolato qui, Liam aveva parlato sempre con Jo Whiley di vari argomenti (audio nel video qui sopra) e dell'attesa per l'esibizione sul prestigioso palco di Glastonbury. 

"Sono entusiasta. Ho fatto tutto, mi sono preparato mentalmente e fisicamente per Glastonbury", aveva detto Liam. "Non sto nella pelle, non vedo l'ora di salire su quel palco e di fare un po' di rock 'n' roll ad alto volume, o come altro si chiama oggigiorno". 

"Sono assolutamente pronto a partire", aveva affermato, prima di rivelare di non aver fumato né bevuto nei giorni precedenti. "Quei giorni sono finiti. Non faccio più quelle robe prima di un concerto. È l'ultima possibilità che ho di fare quello che amo fare: fare musica e cantare bene. Non c'è niente di peggio di fare un concerto senza voce, è la cosa peggiore del mondo".

"Se sono spaventato? No, la gente che si spaventa dovrebbe andare a lavorare all'ufficio postale. Sono un po' nervoso, ma per l'eccitazione. Non mi troverete nel bagno a tremare e a dire: 'Voglio tornarmene a casa' ...".

"La scaletta? Non sarà lunga, perché tra l'altro non abbiamo molte canzoni. L'esibizione durerà un'oretta, penso. E non mi piace la gente che suona per due ore. Se me lo chiedessero non lo farei, perché un concerto rock 'n' roll dovrebbe durare un'ora, al massimo un'ora e mezza".

Alla giornalista che ribadiva come per lui questa sia l'ultima chance, Liam ha risposto placido: "Musicalmente sì. Se non dovesse andare bene non tornerei. Ho fatto parte degli Oasis e dei Beady Eye e per quanto con questi ultimi sia andata bene la cosa non aveva fatto centro. E se la cosa non diventa popolare non va bene a me e non va bene a te, quindi deve 'muovere' la gente in modo grandioso. Non dico come gli Oasis, ma un po' di più rispetto ai Beady Eye". 

"Se mi sento frustrato da com'è andata con i Beady Eye? Per niente. Con il senno di poi penso che ci saremmo dovuti prendere una pausa dopo gli Oasis, ma quando sei in quella 'bolla' ti dà sicurezza, no? Andare a casa era l'ultima cosa che volessi fare. Volevo continuare a fare musica, così abbiamo continuato con i ragazzi e con loro sono in debito perché non hanno 'fatto i bagagli'. Ci hanno dato dieci anni di band, con me e il nostro ragazzo (Noel, ndr) che litigavamo. Noel aveva deciso dove andare e io avvertivo nei loro confronti il dovere di continuare. Così abbiamo fatto un paio di dischi".

Liam ha poi risposto all'ennesima domanda sul concerto benefico del 4 giugno, in occasione del quale è scoppiata una polemica con Noel.

"Se ho fatto male a fare quel tweet contro Noel dopo la sua assenza dal palco del One Love Manchester? No, se l'è meritato. Ci sarebbe dovuto essere, visto che era solo a due ore di distanza  (in vacanza con la famiglia a Positano, ndr). E questa fesseria che si dice - che non è stato invitato - peggiora solo le cose. Se si fosse presentato lì con la sua chitarra, se avesse bussato e avesse detto: 'Suono Don't Look Back in Anger' pensi che gli avrebbero risposto: 'C'è Noel Gallagher qui, ma non è invitato'? Non penso proprio. Se avesse voluto sarebbe venuto e l'avrebbe fatto. Fine. Invitarlo io? Non stava a me. Non ho neanche il suo numero. Comunque non l'ha fatto. Non c'entra se l'ho fatto io. Avrebbe dovuto farlo".

Liam si è poi detto fan del reality show Love Island. All'incredula intervistatrice Liam ha replicato: "Per quattro anni non ho fatto niente, dovevo pur fare qualcosa". 

"Forse andrò a rubare a casa di Micheal Eavis mentre lui si sta grattando la barba da qualche parte", ha poi scherzato Liam rispondendo alla domanda "In quale parte di Glastonbury andrai a divertirti?". Michael Eavis è il fondatore del Festival di Glastonbury.

traduz. by oasisnotizie

Video (sottotitoli ITA): intervista a Liam Gallagher al Festival di Glastonbury

Intervistato da Jo Whiley di BBC Radio 2, Liam Gallagher ha parlato pochi minuti dopo la sua performance al Festival di Glastonbury, dove ieri ha cantato Don't Look Back in Anger per la prima volta in pubblico, e di altro. Guarda qui sotto il video con sottotitoli ITA by frjdoasis.

Nel video qui sotto Liam si dice felice di tornare a calcare il palco di Glastonbury e rivela di avere un unico timore, quello di perdere la voce, dato che "trascorri tutta la giornata a chiederti se poi ci sarà quando uscirai sul palco". Aggiunge: "Comunque stasera c'era, penso". Liam dice che si prepara ai concerti bevendo "molto miele e aceto di sidro di mele" e che sarebbe andato a vedere i Foo Fighters (Jo Whiley rivela che Dave Grohl non ha potuto assistere alla performance di Liam a causa della calca che si era formata). In chiusura Liam dice di aver fatto una chiacchierata con Stormz, Wiley e altri artisti della scena grime.

sabato 24 giugno 2017

Video: Liam Gallagher canta Don't Look Back in Anger per la prima volta. Lo fa a Glastonbury 2017

Liam Gallagher è tornato oggi al Festival di Glastonbury e lo ha fatto con il botto. L'artista, già sul palco del noto festival britannico nel 1995 e nel 2004 con gli Oasis e nel 2013 con i Beady Eye, ha presentato una scaletta la cui chicca finale è stata una versione quasi a cappella di Don't Look Back in Anger, la hit che tutti identificano da sempre con la voce di Noel. Per la prima volta in assoluto Liam ha cantato in pubblico il brano, che ha dedicato "alle persone rimaste uccise negli attentati di Manchester e a Londra nell'incendio della Grenfell Tower".

Questi i brani della scaletta:

Rock N Roll Star
Morning Glory
Wall of Glass
Greedy Soul
Bold
D'You Know What I Mean?
Slide Away
I Get By
You Better Run
Universal Gleam
Be Here Now
Don't Look Back in Anger (primo video qui sotto)





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