martedì 27 settembre 2016

"Reunion degli Oasis probabilissima nel 2017". Parola di bookmakers. Intanto Liam e Bonehead insieme a Manchester per Radio X

Una reunion degli Oasis potrebbe essere vicina. Ne sono convinti gli scommettitori di Bookmakers Betway. 

"L'anno in cui sussistono le maggiori probabilità di un ritorno insieme degli Oasis è il 2017, con una quota per la reunion di 1,25", spiega Alan Alger. "ma con il nuovo film sulla band in uscita ad ottobre qualcuno potrebbe dire che offrire gli Oasis riuniti entro la fine dell'anno a 3 potrebbe essere un ottimo affare".

Una reunion entro la fine del 2016 è data a 3, stessa quota di un'eventuale reunion nel 2018. Per un ricongiungimento nel 2019 la quota sale a 4 e una reunion entro il giugno 2020 paga 5 volte la posta.

Intanto è tutto pronto per l'uscita di Supersonic, il nuovo documentario sugli Oasis. A Manchester la prima di Supersonic, domenica 2 ottobre, sarà preceduta da una sessione di domande e risposte con Mat Whitecross e Liam Gallagher, che risponderanno in diretta ai quesiti posti dai fan.

Poi sarà la volta della ristampa di Be Here Now, che sarà lanciata sul mercato il 7 ottobre, e il 6, il 7 e l'8 novembre il docufilm Supersonic arriverà anche nelle sale cinematografiche italiane.

Intanto Radio X ha annunciato che Liam Gallagher ed il suo vecchio compagno di band Paul 'Bonehead' Arthurs si riuniranno per una sera allo Stadio Etihad di Manchester. La coppia si unirà al presentatore Johnny Vaughan per parlare delle loro vite e delle loro carriere, in una "conversazione-evento" intima per 200 fan. L'evento raccoglierà fondi per la campagna benefica Global Make Some Noise. L'evento si terrà domenica 16 ottobre alle 19 (ora di Londra). I biglietti costano 150 sterline e saranno in vendita dalle 8 di mercoledì 28 settembre sul sito radiox.co.uk

sabato 24 settembre 2016

Gli Oasis pubblicano la demo di Going Nowhere e Liam attacca ancora Noel: "Non presenzi alla prima del docufilm, merda"

Gli Oasis hanno diffuso in download gratuito la versione demo di Going Nowhere, pezzo risalente alle registrazioni iniziali che Noel fece sull'isola di Mustique in preparazione di Be Here Now, terzo album degli Oasis, edito il 21 agosto 1997. La demo sarà compresa nella ristampa dell’album - in uscita il prossimo 7 ottobre ma già disponibile in pre-ordine - di cui in precedenza era già stata anticipato un estratto, il remix di D'You Know What I Mean? opera di Noel Gallagher in persona.

Going Nowhere fu pubblicata come lato b del singolo Stand By Me e per questo inclusa in The Masterplan, album del novembre 1998 con cui gli Oasis vollero regalare al proprio pubblico una raccolta di tutti lati b fra cui Acquiesce, Talk Tonight e la stessa The Masterplan, una fra le tracce più amate dai fan, originariamente pubblicata come lato b del singolo Wonderwall nel 1995.

È possibile scaricare gratuitamente la demo di Going Nowhere qui.

Nel frattempo venerdì mattina Liam Gallagher ha voluto aggiungere altro fuoco alla sua personalissima guerra di insulti nei confronti del fratello Noel condotta via Twitter dall'ex frontman degli Oasis. Dopo gli ormai storici tweet in cui comparava il fratello a una patata, Liam questa volta riprende un topos già sfoggiato a maggio e rincara la dose, definendo Noel "il Ronnie Corbett del rock 'n' roll" e "un sacco di merda", dato che "non fai la conferenza stampa" e "non presenzi alla prima di Supersonic", il film documentario sulla storia della band in prossima uscita, proiettato in Gran Bretagna ai primi di ottobre e in arrivo nei cinema italiani con un evento speciale il 7, l'8 e il 9 novembre (TRAILER IN ITALIANO QUI).

Di recente Liam aveva confessato di aver iniziato le registrazioni per il suo primo lavoro solista dopo l'esperienza coi suoi Beady Eye. L'annuncio ufficiale, in pieno stile Gallagher, era arrivato sempre via Twitter tramite un comunicato in cui il cantante si autodefiniva "uno stronzo", smentendo autoironicamente quanto affermato sempre su Twitter mesi prima ("Io disco solista? Sarei uno stronzo").

PHOTOGALLERY - Liam Gallagher a Londra per la prima del film di Ron Howard sui Beatles


giovedì 15 settembre 2016

Audio - Noel Gallagher: "Robert De Niro non sapeva chi diavolo fossi e ha sparlato di Trump"

In una recente intervista rilasciata a Talksport (AUDIO ALLA FINE DEL POST) Noel Gallagher ha raccontato i retroscena di un pranzo nel sud della Francia con Robert De Niro. L’incontro, che era stato rivelato dallo stesso ex Oasis sul suo profilo Instagram, risale al 10 agosto e potrebbe in parte aver ferito l’immenso ego del cantautore. 

"Eravamo a casa di un amico comune. Quando per caso ci ha detto che l'indomani sarebbe venuto Robert De Niro io e mia moglie abbiamo fatto: 'Wow!'. L'indomani ho detto a mia moglie: 'L'unica cosa che potrebbe eguagliare questo è una sbronza con Jack Nicholson' ...".

"Eravamo seduti uno vicino all’altro, ma devo dire che lui non aveva idea di chi diavolo fossi", ha ammesso candidamente Noel. "Abbiamo avuto questo pranzo che è iniziato all’una di pomeriggio ed è finito alle sei del mattino. Lui se n'è andato alle otto o alle nove. È rimasto lì circa otto ore. Non ricordo che sia stata servita la cena. Prima di andarsene mi ha detto: 'Scrivimi ancora il nome della band nella quale suonavi'. Se mai dovessi avere il piacere di incontrarlo di nuovo, direbbe: 'Non ho mai incontrato questo tizio' ... ". 

Nonostante questo piccolo inconveniente Noel Gallagher sembra aver apprezzato molto l’incontro con Robert. "Poi ha iniziato a parlare male di Donald Trump. Siamo tutti grandissimi fan suoi e dei suoi film. L'ho bombardato con domande per quel buon paio d'ore in cui siamo stati seduti vicino, cose del tipo: come hai fatto Toro Scatenato, come è stato farne parte, dove hai preso l’ispirazione per le tue parti. Non saprei dirti cosa mi ha risposto, non ne ho idea. Poi abbiamo menzionato Donald Trump. Faceva la tipica faccia alla De Niro mentre lo faceva. Ero sul punto di piangere quando l'ha fatta".

  


Noel Gallagher: "Non voglio che i miei figli siano degli zotici come ero io da piccolo"

Noel Gallagher - scrive il tabloid Daily Mirror - desidera per i suoi figli un'infanzia e un'adolescenza ben diverse dalle sue. L'ex Oasis, padre di Anaïs, 16 anni, Donovan, quasi 9, e Sonny, quasi 6, avuti da due donne diverse, ha le idee chiare sul futuro dei propri pargoli.

"I miei figli hanno un'infanzia fottutamente incredibile. Sol perché io non avevo un cazzo di soldo fino a 26 anni non li priverò di scuole private, bei vestiti, vacanze, auto e tutte quella roba. Dovrei essere proprio un cazzo di stronzo per inasprire le regole e cose così. Voglio che siano ragazzi intelligenti, non degli zotici sciatti di un quartiere popolare. Non voglio che siano come me. Voglio essere l'unico come me nella mia casa e voglio che loro siano loro".

"Che dovrei dire? Che devono starsene seduti perché è meglio per loro? Chi è che vuole vivere la realtà? Chiaramente sono proprio delle stupidaggini fottute. Non farò mai loro il predicozzo sul valore del denaro né dirò mai a loro che quando io ero bambino non avevamo mai tutte quelle merdate. E con questo? Chi è che vuole sembrare un genitore? Quando eravamo bambini noi, qual era la prima cosa che ci dicevano i nostri genitori? 'E la guerra?'. Oh, porca troia, io non ero nato all'epoca della guerra! Non me ne fotte un cazzo. 'Le cose erano difficili durante la guerra'. Non me ne fotte un cazzo di Winston Churchill o di Adolf Hitler né di nessuno di quegli idioti. Hanno rovinato il mondo. Non mi assillare con queste merdate. Io volevo solo parlare dei Beatles".


mercoledì 14 settembre 2016

"In 2 anni e mezzo gli Oasis fecero ciò che gli Stones fecero in 15 anni", dice il regista del nuovo documentario sui Gallagher

Quello che gli Oasis furono in grado di raggiungere nel triennio 1993-1996 non ha precedenti nella storia della musica. Lo ribadisce Matt Whitecross, regista del documentario Supersonic, in uscita il 2 ottobre nei cinema britannici e il 7 novembre nelle sale cinematografiche italiane.

Guarda QUI SOTTO il trailer di Supersonic con sottotitoli in italiano a cura di oasisnotizie.

Definitely Maybe e (What's The Story) Morning Glory?, i primi due dischi della band, batterono record di vendite ed entrarono dirompentemente nella cultura popolare degli anni '90. I grandi concerti di Knebworth Park dell'agosto 1996, due notti di fronte a 125.000 persone a serata, sancirono il culmine della prima parte della parabola degli Oasis.  

"Con il documentario ci siamo fermati a Knebworth", spiega Whitecross, "perché ciò che è unico degli Oasis, dal momento in cui si fecero depennare dalle liste dei disoccupati nel 1993 al momento in cui uscirono fuori sul palco di Knebworth, è che quella fu una cosa mai vista né sentita prima". 

"Non lo fai in due anni e mezzo. Rolling Stones e Led Zeppelin lo hanno fatto in 15 anni. La teoria di Noel è che non potrebbe accadere di nuovo perché il music business ora è proprio a pezzi e fratturato. Per un qualche motivo c'era questo piccolo momento flash in cui gli occhi di tutti erano ben preparati per loro, i tabloid, frequentavano politici. Era Blair, era il numero 10 di  Downing Street. E poi finì, ma quei due anni e mezzo furono oro".

Whitecross ha anche sostenuto che dopo Knebworth una parte della magia della band andò persa.

"Quelle canzoni sono ora come inni internazionali. Quando diventi famoso quello lo perdi ed è inevitabile. In termini di valutazione complessiva, è trascorso abbastanza tempo perché loro facciano i conti con quello che hanno davvero raggiunto all'epoca. Sono stati felici di parlare del loro lascito e dicevano: 'Abbiamo fatto qualcosa di fottutamente incredibile. Possiamo parlare di quello più che delle zuffe e delle scemenze?' ...". 

oasisnotizie - Fonte: NME




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