giovedì 30 ottobre 2014

Liam Gallagher, quale futuro dopo i Beady Eye? Ecco 10 scenari, dalla reunion al disco solista

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Sono stati i 18 mesi più difficili della carriera di Liam Gallagher. Lo scrive la rivista NME, che al futuro di Ourkid dedica uno speciale contenuto nel prossimo numero del settimanale, in uscita il 1° novembre. Non tutte le ipotesi fatte dalla rivista inglese sul futuro di Liam paiono attendibili. In fondo all'articolo trovate dieci scenari, nove dei quali proposti dalla rivista.

Il secondo disco dei Beady Eye, BE, è stato pubblicato il 10 giugno dell'anno scorso e ha venduto bene, giungendo sino al secondo posto della UK Albums chart. Quello che è successo subito dopo, però, è stato spiacevole.

Prima, a luglio, lo scoppio dello scandalo della paternità segreta del minore dei Gallagher, con conseguente causa intentata nei suoi confronti dalla giornalista americana Liza Ghorbani, madre di una bambina nata da una relazione clandestina con l'ex frontman degli Oasis, e divorzio dalla moglie Nicole Appleton (Liam è oggi fidanzato con Debbie Gwyther, 32 anni, già manager dei Beady Eye).

Poi i problemi di salute di Gem Archer, il chitarrista del gruppo, caduto nel bagno di casa e fratturatosi tibia e perone durante il suo periodo di convalescenza dopo che già il 1° agosto si era fratturato il cranio cadendo dalle scale di casa. Uno stop forzato, che aveva costretto la band a cancellare tutti gli impegni promozionali e le apparizioni estive ai festival, compreso il V Festival.

Poi la rottura con il manager dei Beady Eye, Scott Rodger della Quest, nel febbraio 2014, quando il tour europeo di BE era in pieno svolgimento.

Infine, ed è storia di qualche giorno fa, il tweet in cui Liam ha annunciato la fine dei Beady Eye, dando adito ad una nuova ridda di voci su una reunion degli Oasis che, però, non sembra dietro l'angolo. Noel, è infatti, appena tornato alla ribalta con un nuovo singolo, tratto da un album solista, il secondo, che uscirà il 2 marzo 2015. Poi verrà il tour e tutto il resto, quindi i fan che aspettano l'agognato ricongiungimento si mettano l'anima in pace: non se ne parlerebbe prima del tardo 2016, a essere ottimisti. Nel frattempo Liam, poco presente sui media per una scelta di riservatezza, ha continuato a farsi sentire su Twitter, dove è molto attivo e dove spuntano fuori in continuazione foto con i fan, segno di una grande disponibilità e di un grande affetto nei confronti dei suoi followers, virtuali e meno virtuali. Non poteva essere altrimenti per chi da oltre vent'anni rappresenta un'icona di vita e di stile per più generazioni. Ma il Liam musicista? Che direzione prenderà? Perché alla fine è questo ciò che tutti, ma proprio tutti i fan si chiedono.

Reunion a parte, quale futuro, dunque, per Liam? L'11 novembre sarà sul palco della Royal Albert Hall di Londra per suonare insieme agli Who per l'associazione benefica Teenage Cancer Trust, ma sarà l'antipasto di una carriera solista? Magari con un album di debutto in cui alle chitarre figurano Johnny Marr, John Squire e Bernard Butler? O un album con una band elettronica come i Death In Vegas (con cui firmò Scorpio Rising nel 2002) o i Prodigy (cui prestò la voce per Shoot Down del 2004)? Dedicarsi completamente alla sua casa di moda, Pretty Green, in attesa che il fratellone gli dia un colpo di telefono per rimettere in piedi la band che ha segnato un'era? 

Per tentare di delineare il futuro artistico di una delle metà dei fratelli terribili del rock britannico, NME ha interpellato alcuni esperti. Mark Borkowski, che ha lavorato con i Led Zeppelin, con Joan Rivers e con Macaulay Culkin, commenta: "Fare public relations a volte significa semplicemente starsene lì seduti e lasciare che qualcun altro faccia la sua mossa. E bisogna chiedersi: ha la necessità, Liam, di fare qualcosa? È lì alla pari con le più grandi rock star del paese e di sicuro è una delle più interessanti. Guardate cosa ha fatto David Bowie. E Kate Bush. QUalcuno lo aveva previsto? È anti-intuitivo. Sono persone che si sono disimpegnate dal vecchio processo classico che genera entusiasmo. Se Bowie fosse andato in tour avrebbe faticato a vendere i biglietti a velocità di banda larga. Mentre Cowell genera fenomeni da una hit (a X Factor) in confortanti salotti televisivi del sabato sera, questa cosa funziona per gente che la roba ce l'ha. E Liam la roba ce l'ha".

Shaun Ryder, frontman degli Happy Mondays, ha altri suggerimenti per Liam: "Fare altri tagli nella nella sua cerchia e condurre un proprio talkshow TV".

Johnny Marr, al contrario, pensa che tutto ciò che conta sia la musica: "Liam ama la musica e ama stare in una band. La gente non dovrebbe dimenticare questo fatto. È un peccato che tutta questa roba si metta in mezzo, perché la sua fama si frappone nella strada tracciata da quell'amore. Non è un mestiere, è una passione che ha da quando era adolescente. E che è piuttosto bravo a fare. Non vorrei che le conseguenze dello scioglimento della sua band e la soap opera che ne consegue gli impedissero di fare musica, odierei questa cosa. Gli Oasis sono stati insieme per molto tempo e il fatto che Noel e Liam sono fratelli potrebbe significare che hanno bisogno di andare a vivere le loro vite molto di più di gente che sta in band normali, dato che stanno insieme da quando sono bambini. C'è un essere umano, Liam, che dà gioia alle persone, e la gente deve ricordarselo".

Chi forse interpreta meglio di ogni altro i sentimenti che provano i fan è però Alan McGee, l'uomo che nel 1993 a Glasgow scoprì gli Oasis e li scritturò per la Creation Records. "Amo Liam", commenta. "Qualunque cosa voglia fare, mi va bene".

Abbiamo provato a ipotizzare dieci scenari più o meno futuribili per Liam

1. FONDARE UNA NUOVA BAND - Harry Koisser dei Peace lo auspica: "Dovrebbe fare un progetto diverso. Amo il modo in cui si mette all'opera e i Beady Eye mi piacevano, ma Liam dovrebbe chiamare me. Voglio che canti alcune cover che suoneremmo. FOrse dovrei scrivere alcune canzoni per lui e potremmo fondare insieme una nuova band. Potremmo chiamarla Peacey Eye".

2. INTRAPRENDERE LA CARRIERA SOLISTA - Magari con un album di 10 tracce, ognuna delle quali frutto della collaborazione con un chitarrista di grido. Paul Weller, Johnny Marr, John Squire, Pete Townshend. Tutte cantate da Liam. Carl Barat approva: "Liam ha talento a sufficienza per fare ciò che vuole".

3. TORNARE ALLE ORIGINI - Fare un album versione stripped-back, nudo, una sorta di ritorno alle origini. Pianoforte e chitarra acustica, per far risaltare la sua voce. Un approccio alla Lennon di Love e Beautiful Boy (Darling Boy) dopo lo scioglimento dei Beatles, per intenderci.

4. REGISTRARE UN ALBUM NEL DESERTO - Registrare un album nel deserto californiano di Joshua Tree presso lo studio Ranchio de la Luna, di proprietà di Josh Homme dei Queens of the Stone Age. In altre parole osare, uscire dalla sua comfort zone e scrivere qualcosa di diverso, non con Gem Archer o Andy Bell, ma con qualcuno che non ha mai fatto parte degli Oasis.

5. BUTTARSI SULL'ELETTRONICA - Liam si è già prestato a collaborazioni con band di musica elettronica come i Death In Vegas (Scorpio Rising) e i Primal Scream (Shoot Down) con grande successo. Tim Holmes dei Death In Vegas dice: "Liam è forse il cantante che grida di più tra tutti quelli con cui ho fatto delle registrazioni e la sua performance vocale è stata eccezonale. Ha ruggito come un leone per circa tre ore". E non mancano i produttori che potrebbero far fare a Liam un selvaggio viaggio psichedelico.

6. FAR CRESCERE PRETTY GREEN - La casa di moda di Liam ha mietuto notevoli successi da quando è stata presentata ufficialmente, sei anni fa. Negli ultimi due anni Liam ha sapientemente ridotto la sua presenza come uomo immagine della linea di moda. La mancanza di pressanti impegni musicali potrebbe rappresentare l'occasione per tornare a giocare un ruolo chiave in prima persona come icona di stile del marchio, ma soprattutto come manager.

7. CONDURRE UN PROPRIO TALK SHOW TV - È quello che suggerisce Shaun Ryder, frontman degli Happy Mondays. Di certo Liam non è uno che ha peli sulla lingua. Poco incline alla diplomazia e al politically correct, potrebbe dar vita ad un programma scoppiettante.

8. ENTRARE NEL CAST DI EASTENDERS - Shane Richie, attore di EastEnders, a gennaio, aveva anticipato: "Conosco Liam da anni, a Manchester tempo fa ce la siamo spassata alla grandissima". Indizi?

9. RIMETTERE IN PIEDI GLI OASIS CON LA VECCHIA FORMAZIONE - Se è difficile immaginare un ricongiungimento con Guigsy e White (o McCarroll), spariti da anni dalle scene, Liam potrebbe chiamare Bonehead (con cui è in ottimi rapporti) al posto di Noel e rimettere in piedi i gloriosi Oasis insieme a Gem e Andy. Follia o azzardo allettante?

9. NON FARE NULLA IN ATTESA DELLA REUNION DEGLI OASIS - Starsene con le mani in mano, godersi le coccole di Debbie e aspettare una chiamata dal fratellone. Reunion nel tardo 2016? Conoscendo Liam, che vive e respira la musica 24 ore al giorno, questa è la prospettiva meno probabile.

oasisnotizie - Thanks to NME, 1st November 2014 issue

lunedì 27 ottobre 2014

Liam Gallagher, prima uscita live da solista al Teenage Cancer Trust di Londra

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Ancora fresco dell'annuncio relativo allo scioglimento dei suoi Beady Eye, Liam Gallagher ha annunciato quella che sarà la sua prima uscita dal vivo da solista, alla prossima edizione del Teenage Cancer Trust, evento benifico di cadenza annuale in programma allo Shepherds Bush Empire di Londra il prossimo 11 novembre. Liam vi comparirà al fianco della Who Band, ensemble riferibile alla galassia del gruppo oggi rappresentato dai soli Pete Townshend e Roger Daltrey e composta da Simon Townshend (fratello minore di Pete), Pino Palladino (negli Who dopo la scomparsa di John Entwistle), Billy Nicholls, Frank Simes, Loren Gold, John Coury e Zak Starkey, figlio di Ringo Starr dei Beatles e già alle pelli sia in una delle incarnazioni degli Who post-Keith Moon che negli Oasis (tra il 2004 e il 2008).

Tra gli artisti chiamati a completare la resident band per l'esecuzione di una selezione estratta dal repertorio degli Who sono stati chiamati, oltre a Liam, il frontman dei Pearl Jam Eddie Vedder, Wilko Johnson (guarito dalla potenzialmente letale forma di tumore al pancreas diagnosticatagli oltre un anno fa), Ricky Wilson dei Kaiser Chiefs, James Dean Bradfield dei Manic Street Preachers, il frontman e bassista dei Rush Geddy Lee, gli Strypes, Brody Dalle, Tom Odell, Amy Macdonald, Andy Burrows e Rizzle Kicks.

Intanto tra i fan si è sollevata l'inevitabile ridda di voci attorno allo scioglimento dei Beady Eye, notizia che, se unita alle dichiarazioni rese da Noel durante la presentazione del suo nuovo disco solista presso la sede di Facebook ("Di recente mi sono visto con i Beady Eye e ci siamo ubriacati tanto da ridurci a merda"), tengono viva la speranza di una reunion dei fratelli terribili. 

sabato 25 ottobre 2014

Ufficiale: i Beady Eye si sono sciolti, Liam Gallagher lo annuncia su Twitter

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"I Beady Eye non esistono più. Grazie per tutto il vostro il sostegno. LGx". Lo ha scritto il frontman della band, Liam Gallagher, in un tweet alle 16.42 di questo pomeriggio. Anche Andy Bell ha pubblicato poco dopo un messaggio simile in cui ha ringraziato i fan e ha detto di essersi divertito un mondo, per poi lanciare un arrivederci.

Una notizia forse non proprio del tutto inaspettata, ma che comunque coglie di sorpresa, tanto che anche la compagna di Gem Archer, Lou, su Twitter risponde a domande in merito dicendo di aver appreso dello scioglimento della band solo venerdì. 

Cala, dunque, il sipario sulla band nata dopo lo scioglimento degli Oasis, costituita da Liam e compagni dopo l'abbandono del fratello Noel. E i fan, in questo giorno triste, in attesa di saperne di più già si interrogano sui motivi della decisione di porre fine a questa avventura.




venerdì 24 ottobre 2014

Video di In The Heat of The Moment e di Johnny Marr e Noel Gallagher insieme sul palco

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Ecco il video ufficiale del nuovo singolo dei Noel Gallagher's High Flying Birds, In The Heat Of The Moment, tratto da Chasing Yesterday, album in uscita il 2 marzo 2015. Il singolo sarà pubblicato il 17 novembre.

LEGGI QUI IL RETROSCENA SVELATO DA NOEL SUL VIDEO DEL SUO NUOVO SINGOLO.
Intanto, promessa mantenuta. Ieri sera Johnny Marr, impegnato nella promozione del suo secondo album solista, Playland, ha invitato Noel sul palco della Brixton Academy di Londra a suonare durante il suo concerto. "E adesso un vecchio amico che conosco da 20 anni e che è uno dei più grandi cantautori della nostra epoca con un promettente futuro". Insieme si sono esibiti in How Soon Is Now degli Smiths e Lust For Life di Iggy Pop. Com'è noto, Marr ha collaborato con Noel per Chasing Yesterday (LEGGI QUI).




martedì 21 ottobre 2014

Noel Gallagher salirà sul palco insieme a Johnny Marr

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Noel Gallagher salirà sul palco insieme a Johnny Marr la prossima settimana a Londra. Lo riferisce la rivista NME citando una fonte anonima.

Marr, 51 anni, è in tour nel Regno Unito per lanciare il suo secondo album solista Playland e chiamerà l'ex Oasis a suonare qualche suo pezzo alla Brixton Academy giovedì 23 ottobre.

I due musicisti di Manchester, legati da un'amicizia pluriventennale, hanno già suonato insieme ai tempi in cui Noel militava negli Oasis e, più di recente, per l'ultima canzone del secondo album solista di Gallagher, in uscita a marzo 2015. Il brano si intitola Ballad Of The Mighty I ed è impreziosito dalla chitarra di Marr (leggi qui).


sabato 18 ottobre 2014

Noel Gallagher: "Ecco il nuovo video che abbiamo scartato. Gli Oasis? Gioia della classe operaia"

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Lunedì 13 ottobre Noel Gallagher è stato ospite di Steve Lamacq su BBC Radio 6 (AUDIO ALLA FINE DEL POST), a tre anni di distanza dall'ultima chiacchierata con il giornalista (RILEGGILA QUI). Molte le cose di cui si è parlato, alcune delle quali discusse anche nel corso della chiacchierata con Jo Whiley su BBC Radio 2 (leggi qui).

In apertura Noel ha consigliato di acquistare l'album Behind The Music dei Soundtrack of Our Lives, band svedese legata a Noel da un'amicizia pluriennale. In trasmissione l'ex Oasis ha proposto il loro pezzo Sister Surround, spiegando che "si chiama così perché 'surround system' letto su uno stereo fu storpiato in 'surround sister', me lo raccontò una sera il cantante della band dopo che eravamo tornati insieme dall'America". Noel ha poi  ha definito quel disco del 2001 "uno dei più grandi dischi degli ultimi quindici/vent'anni, e non vi sto prendendo in giro, è incredibile". Nel 2002 i Soundtrack of Our Lives, scioltisi nel 2012, fecero da supporto agli Oasis durante la tappa nordamericana del tour di Heathen Chemistry.

Poi il 47enne ha risposto ad una apposita domanda confermando le voci di una sua prossima partecipazione ad un programma televisivo: "Posso rivelare alla nazione che farò Celebrity Gogglebox. Non mi è concesso dirlo ... vabbe' lo dico lo stesso. Lo registro domani con due mie buone amiche che per caso sono anche due meravigliose supermodelle, Naomi (Campell) e Kate (Moss). Quest'estate ero in vacanza con Kate (a Ibiza, ndr) e mi ha chiesto di farlo e io ho pensato: 'Okay' ... Domani lo farò e dovrebbe essere uno spasso. Non sono un fan accanito del programma, ma devo dire che lo guardo, mi piace quella coppia elegante che mi ricorda la mia personal assistant e suo marito, sono sempre lì ubriachi a guardare la TV. Quel tizio si ubriaca sempre di vino rosso. Se urlo molto di fronte alla TV? Sì, se poi saranno in grado di far vedere perché urlo è un'altra cosa, ma lo faccio. Di recente ho incontrato una donna che lavora per Gogglebox e che mi ha fatto una lista di programmi chiedendomi se li vedo o no. Mi ha chiesto se vedo Bake Off ... Mi toccherà fare a questi due: 'Che cos'è questa scemenza? Una gara di cucina? Di sicuro non lo è' ... ".

Ampio lo spazio riservato al nuovo album di Noel, Chasing Yesterday, anticipato dal singolo In The Heat Of The Moment. Un aneddoto a proposito di questo pezzo: "Il primo verso del mio nuovo singolo (they tell me you've touched the face of God) è tratto da un serie TV/documentario di nome When We Left Earth che stavo vedendo. C'era un astronauta, non uno famoso, a cui era stato chiesto di descrivere com'era il decollo a bordo di uno di questi razzi e lui ha risposto: 'È come toccare il volto di Dio', così ho pensato di usarla: 'Bene, se questa frase è il primo verso della canzone allora non saprei di cosa parla questa canzone ...'. Perché la canzone dopo quel verso è subito degenerata nel nonsense, non parla di un astronauta né di qualcosa di divino. Queste cose catturano sempre la mia attenzione, sai".
Com'è nata l'idea di autoprodursi il disco? "Avevo fatto alcuni demo di questo disco e li avevo fatti sentire a Dave Sardy, mio buon amico e mio produttore per 10 anni. Andai da lui a Los Angeles. Ricordo che ero seduto in auto con il mio manager e gli facevo: 'Non credo che Dave sia molto entusiasta di questi demo'. Quando gli fai ascoltare qualcosa ti fa sempre: 'Mmm piuttosto figo', ma ... cavolo! È grandioso, altro che figo. Per una qualche ragione mi ha detto che non voleva farmi da produttore, così sono tornato in Inghilterra, ho fatto un altro po' di lavoro e ho contattato altri tre produttori - che dovrebbero restare anonimi -  tutti si sono rifiutati di collaborare, adducendo tutti che dal sound a loro sembrava una cosa già ultimata. Così ho pensato di ultimarlo da me, sono tornato dove avevo cominciato con i demo e ho tipo riempito i vuoti".

"Tenendo a mente quella cosa, ero in un certo senso libero di commettere tutti gli errori che volevo commettere. E ce ne sono molti di errori nel disco. Per esempio io in studio una canzone non la registro mai più di tre volte, mi rifiuto di farlo, mentre Dave me l'avrebbe fatta cantare tutto il giorno e tutta la notte, fino a farti odiare il testo che canti e considerare le parole insensate. Questo è un disco più grezzo in questo senso, non rifinito, non mi piace fare molte prove e l'ho ultimato rapidamente. Ed è stata una rottura di scatole farlo, specie a Londra. Lì c'è sempre qualcosa da fare e a me ogni tanto non dispiace uscire. Certi giorni in studio ero reduce da sbornie, ho trovato difficile gestire le sessioni di registrazione. Tornavo a casa con la metro pensando: 'Cosa ho fatto questa settimana?'. Poi la settimana dopo non sapevo a che punto ero, essendo io stesso al comando, ma alla fine ce l'ho fattao. L'ho terminato a giugno e poco dopo l'ho limato".

"Se ascolto l'album? Lo ascolto fino all'ultima prova per i live. Lo riascolto in cuffia un paio di volte prima dell'ultima prova, giusto per capire come devono andare le versioni live. Dopo il primo live non lo ascolto più, perché le versioni dal vivo dei pezzi diventano quello che tu ascolti e se poi provi a riascoltare le versioni studio delle canzoni fai: ' Dio, sono molto lente!', almeno di un paio di bpm".

Un retroscena sul videoclip del nuovo singolo. "Il tizio che lo ha diretto ha già curato cinque miei videoclip per cinque singoli. Gli abbiamo detto che con quei cinque video aveva spaccato e che quindi l'avremmo confermato per questo singolo. Avrei dovuto andare a Los Angeles, ma il mio management ha fatto casini con la mia VISA, così questo tizio mi ha detto: 'Non c'è problema, ti metto di fronte ad uno schermo verde e facciamo il video anche se siamo in Inghilterra. Non preoccuparti, con i video si tratta di creare illusioni, amico'".

Ed ecco il retroscena. "Nel video che non vedrete mai ci sono un sacco di belle ragazze con i pattini in linea in una discoteca anni '80 e io faccio la parte del DJ. Avrei dovuto leggere la sceneggiatura, ma non l'ho fatto proprio bene. Comunque arrivo in questo studio di Londra di fronte a questo schermo verde e fingo di fare il DJ. Durante la registrazione chiedo al tipo: 'Sicuro che stia andando tutto bene?' e lui: 'Sì, sì, sarà fantastico!'. Alla fine vado dal mio manager e gli dico: 'Qua dobbiamo cestinare tutto'. Perché sembrava esattamente ciò che era: un sacco di ragazze a Los Angeles e un tipo, io, in uno studio a East London che fingeva di fare il DJ, e ovviamente non lo era. Poi ho fatto anche un video con una performance mia della canzone, cosa che giuro che non farò mai più. Oh mio Dio, sai che ti dico? È stata una giornata lunga".

"Avrei potuto fare un video così se mi fossi trovato per davvero in una vera discoteca nel 1989, l'Haçienda, ma ora sono un vecchietto scontroso con la chitarra e il mal di schiena, quindi no".

"Non riesco a far sentire la canzone a due persone in mia presenza, posso dar loro il CD e loro le ascoltano. Questo pomeriggio ho vissuto momenti in cui mi sono sentito a disagio. Ero lì a rispondere alle domande nella sede di Facebook. Hanno fatto sentire un minuto e mezzo del nuovo singolo di fronte a una cinquantina di persone. Io ero lì sul palco ed è stato terribile. L'hanno sparato a volume altissimo e io mi sono girato verso il tipo della regia e gli ho fatto: 'Questo è atroce!' ... E ovviamente il singolo è finito e il tizio ha dovuto costringere la gente ad applaudire. È stato orribile. No, non mi piace far sentire le mie canzoni alla gente con me che le guardo, perché indipendentemente dalla reazione che hanno per me non sarà mai abbastanza".

"Uno che ti dà una spiegazione dettagliata di ciò che pensa della mia musica è, per esempio, il mio amico Paul Weller. Ora, per fortuna lui ha apprezzato i miei ultimi due dischi e questo disco.Mi ha detto che le prime sei tracce di questo disco sono grandiose e le altre fanno schifo. Questo mi rende la vita molto più facile. Poi mia moglie, lei è un'altra che critica severamente. E anche a lei piace. I miei figli sono piuttosto duri, ma sembra che piaccia anche a loro. In generale ricordo che quando ascoltò Be Here Now usò tre parole: 'Stai viaggiando spedito, amico'... ".

Noel ha speso altre parole di stima per Johnny Marr, il chitarrista degli Smiths che ha voluto collaborare con Noel per l'ultimo brano di Chasing Yesterday. "Avevo cercato di farlo collaborare con me per il disco precedente, ma era a Hollywood e non ha potuto aiutarmi, ma stavolta averlo e vederlo in studio è stato qualcosa di speciale per me. So che il 99,9% di voi ascoltatori non avrà mai l'occasione di stare in studio con lui. Va al di là del mio amore per gli Smiths, è un vecchio amico per me. È un personaggio straordinario. In passato aveva fatto qualcosa per gli Oasis, ma è stato qualcosa di completamente diverso. Non ha voluto conoscere il titolo del brano, ha detto che sarebbe venuto e avrebbe reagito suonando sul momento. Quando sentirete la sua chitarra è onestamente incredibile".

Sulla eredità degli Oasis: "Sì, tra le nuove band mi piace pensare che forse non gli Oasis in sé, ma Arctic Monkeys e Kasabian abbiano influenzato altre band, tramantando in qualche modo lo spirito degli Oasis. Uno dei dischi degli Oasis era ancora nella top 10 la settimana scorsa, quindi per i ragazzi deve pur significare qualcosa, ma non analizzo troppo le cose. È stato fantastico allora, fu una pura espressione della gioia della classe operaia e ancora si tramanda di generazione in generazione. Morning Glory fu strabiliante. Sai, fu registrato in sole tre settimane. Ci eravamo presi tre giorni di pausa perché avevamo litigato tutti l'uno con l'altro. Credo che la cosa non sia durata in tutto più di dodici giorni lavorativi. È un disco incredibile, è un disco per cui ci è voluto uno sforzo così piccolo".

"Credo che il picco sia stato Knebworth. Sento molte cose che si dicono di quel tipo. Eravamo tutti insieme, c'era qualcosa, che si trattasse di politica, di moda o di sport. Ed era un periodo grandioso per essere giovane allora ... giovane? Vabbe', a proposito, ora non sto parlando con Stevie, tu adesso ti stai grattando il mento come un fan dei Radiohead".

Article by oasisnotizie.



Tutto esaurito in 10 minuti per il tour britannico 2015 di Noel Gallagher

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Soldout in 10 minuti. Polverizzati i biglietti per le date del tour nel Regno Unito dei Noel Gallagher's High Flying Birds. 

I biglietti per i concerti dell'ex Oasis, che tornerà a esibirsi a marzo in giro per il Regno Unito e in Irlanda prima di passare in rassegna il resto dell'Europa, sono stati messi in vendita ieri venerdì 17 ottobre alle 9 del mattino sul sito ufficiale del musicista per le date alla O2 Arena di Londra, la Phones 4u Arena di Manchester e la Capital FM Arena di Nottingham e sono andati venduti tutti in pochi istanti, malgrado il non modico costo di circa 60 sterline l'uno.

Grande il disappunto di alcuni fan, espresso tramite post su Twitter. C'è chi si augura che, a questo punto, Noel partecipi al Festival di Glastonbury, evento che si è detto disponibile a impreziosire con la sua presenza.

Il nuovo album di Gallagher, Chasing Yesterday, sarà pubblicato il 2 marzo 2015. Il tour inizierà da Belfast e poi toccherà Dublino, Nottingham, Glasgow, Manchester e Londra.

In Italia Noel Gallagher suonerà sabato 14 marzo alla Fabrique, nuovo locale inaugurato a settembre di quest'anno e sito al civico 9 di via Fantoli a Milano, negli spazi un tempo occupati dal distributore e grossista di dischi Venus, dotato di una struttura "modulabile" da 2000 metri quadrati per una capienza massima di poco meno di tremila persone.

Fonte: nme.com

mercoledì 15 ottobre 2014

Il ritorno di Noel Gallagher: "Le mie canzoni? Scene di un film romantico. E vi dico la mia su Glastonbury, Morrissey a Johnny Marr"

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Intervistato da Jo Whiley su BBC Radio 2 (AUDIO ALLA FINE DEL POST), Noel Gallagher ha parlato di molte cose, soprattutto del suo nuovo disco Chasing Yesterday, i cui dettagli sono stati annunciati lunedì in una videochat tenutasi nella sala londinese di Facebook. L’album uscirà il 2 marzo 2015 e sarà pubblicato dai Noel Gallagher’s High Flying Birds, il nome della band che il 47enne ha costituito dopo aver lasciato gli Oasis. Ecco una traduzione della chiacchierata.

Di cosa parla il nuovo lavoro di Noel? “È un disco ancora molto diretto”, spiega Noel. “Delle persone della mia vita? Tutte le canzoni d’amore parlano della mia bellissima moglie Sara. E non lo dico perché me lo fa dire lei. Sai, nelle canzoni si era già parlato di tutto già prima che arrivasse Elvis”. 

“In fin dei conti è tutta poesia, stai solo raccontando di nuovo la storia. Tutte le canzoni, tranne il primo singolo, che è un po’ un intruso e un altro pezzo che è un intruso, sono tutte canzoni molto dirette su di me e su di te, su di noi, sai. Le canzoni le vedo sempre come scene di film, un film romantico. Non scene di commedie romantiche, non amo le commedie. Sono l’ultimo dei romantici, è una cosa su cui insisto da tutta la vita, perché credo ancora nel potere della musica e della gioia. Mia moglie sentendo questo probabilmente ora si starà soffocando in un bar.

Quale canzone del nuovo disco preferisce sua moglie? “A lei piace The Dying Of The Light, un pezzo molto emozionante ed esaltante che parla di me e di lei. Forse è la canzone più sincera che abbia mai scritto. Poi ce n’è un’altra, quella di chiusura, di cui non ricordo il titolo, ma è quella dove suona la chitarra Johnny Marr. È un po’ alla Echo & The Bunnymen e un po’ disco. Johnny lo conosco da prima che avessi un contratto discografico, per molti versi è stato il primo fan degli Oasis. È un tipo eccezionale, ha suonato per dischi degli Oasis e ha uno stile particolare. Quando il produttore in studio ti chiede di fare una cosa alla Johnny Marr io dico: ‘Nessuno suona come lui, non potrei. Posso solo chiamare lui in persona’. Avevo provato a chiamarlo per il disco precedente, ma era indaffarato, così l’ho chiamato per questo. Suona anche nell’ultima canzone della tracklist, che sarà il secondo singolo (Ballad Of The Mighty I, ndr)”.

“Non ho un contratto discografico”, aveva spiegato Noel all'inizio dell'intervista. “Il mio management ha dovuto mettere il disco in valigia e girare per il resto del mondo come un ambulante. Ci sarebbero voluti mesi e mesi per stipulare i contratti giusti per i vari territori, perché per stipularne uno bisogna farlo a livello mondiale”. Quindi ora si sente un uomo d’affari? “No, quando diventerò un uomo d’affari sarà finita. Non sono un uomo d’affari, mi interessa solo la musica”.

“Se mi sento in un nuovo mondo con questo album? Ogni volta che pubblico un disco – e questo succede da 15 anni – per me è una nuova partita”, ha detto Noel. “Questo album ho iniziato a comporlo forse un anno fa e quando l’ho finito, il 14 luglio scorso, tutte le cose che avevo pianificato erano sparite, le avevo cambiate. Non credo che oggi il music business abbia idea di cosa sta succedendo. Mi sembra che non ci siano più regole prestabilite. Per quindici anni queste regole hanno funzionato e ora … di recente ero ad un meeting con il mio management e si parlava di ‘come pubblicare il disco’. Era la mia casa discografica e ho provato una  frustrazione tale che mi stavo quasi appisolando. Si parlava di cosa pubblicare su iTunes, i singoli … Penso che si stesse dedicando troppo tempo a discutere di come pubblicare il disco. Lo si pubblichi e basta! Andiamo in tour e vediamo cosa succede. Sia chiaro, ho fiducia nella gente che lavora nel mio ufficio, loro vivono per questa cosa, capisci? Hanno prodotto Primal Scream, Stereophonics, Black Rivers, ma sono esperti di quel settore. Io non tollererei che venissero da me in studio a dirmi se il fa che va dopo il sol minore è una buona idea. Loro mi dicono cosa vogliono, io glielo dò e se fanno casino sono licenziati!”. 

“La composizione delle canzoni è sempre la parte facile. La parte difficile è stata registrare a Londra, non facevo un disco a Londra da oltre dieci anni e qui è difficile registrare perché le distrazioni sono tante, hai voglia di uscire”. 

"Il disco l’ho prodotto da me, perché non ho trovato un produttore che volesse produrre il mio album. Quattro persone hanno rifiutato la mia proposta, ma non perché non lo apprezzavano, ma perché ai produttori piace lavorare ad un disco dall’inizio. Insomma cosa volete da me? Produrre un pezzettino, ascoltare il disco e poi sedervi e poi spillarmi quattro milioni di sterline prendendovi tutti i meriti?”. 

“Di chi mi fido? Del mio ingegnere del suono, Mike Rowe, quello con cui ho fatto un sacco di demo, lati b e tutto questo. È stato l’ingegnere del suono di questo album. Lavora con me dal 1997 e durante il tour di Be Here Now ha suonato la tastiera. Mi fido di lui, ma in realtà se sono arrivato a far sentire un pezzo a qualcuno significa che sono già soddisfatto del pezzo”. 

“Devo ammettere che l’unica cosa dura da decidere è stata il titolo, ho esitato fino a due giorni prima, quando ho dovuto per forza comunicarlo. Per me i titoli non significano niente e forse l’ho cambiato dodici volte. Alla fine un ragazza del mio ufficio mi fa: ‘Domani va in pre-ordine, quindi che nome gli diamo?’. Ho dovuto quindi sedermi, leggere dei testi e dopo che l’ho scelto mi sono detto: ‘Lo odio!’. Il mio manager diceva che la cosa non gli ispirava fiducia. Magari qualcuno su iTunes avrebbe fatto: ‘Ho sentito dire che è un album grandioso, ma per via di questo titolo non lo toccherò neanche’. I titoli degli album sono come i nomi delle band, nessuno di questi è grandioso”.

“Sono ancora un assiduo consumatore di musica, è la cosa per cui spendo più soldi e alla quale dedico più tempo. Per esempio ultimamente a Later with Jools Holland ci sono state delle band incredibili, cose che ho sentito e sono andato direttamente a comprare”.

“Quest’anno sono stato al Festival di Glastonbury per tre giorni, ma non ho visto nessuna band dal vivo, le ho viste tutte in TV su BBC iPlayer seduto in poltrona, quando sono tornato a casa. È stata una cosa bellissima quest’anno. Ho visto questa band, i Jungle e ho comprato il loro album. Hanno melodie uniche e cantano tutti. Poi li ho visti alla Roundhouse e ho pensato che fossero assolutamente strabilianti”. 

“A Glastonbury sono andato con la signora Sara (la moglie, ndr) e un po’ di persone. Puoi andare a Glastonbury anche senza pensare tanto alla musica, ma per te stesso. Non credo che quest’anno la lineup del festival fosse particolarmente grandiosa. Sono andato a vedere i Cuban Brothers nella Theatre Tent e sono stati molto un grande spasso, erano in grandissima forma. Ci sono troppe cose a Glastonbury”. 

“Se mi sono accampato lì? Ovvio che no, quando vado a Glastonbury io risiedo in un hotel a 5 stelle a venti minuti da lì! Qualcuno mi ha chiesto se mi ero accampato lì e io gli dicevo: ‘Prego? Io ho venduto 75 milioni di album, non mi accampo per nessuno io’ … Comunque adesso è veramente sbalorditivo, perché da qualche anno vivo il momento in cui dopo le 14 si aspetta che imbrunisca e si esce fuori, è grandioso”. 

“Se rifarò Glastonbury l’anno prossimo? Non mi è stato chiesto, ma sono disponibile. Sì, mi hanno spedito sul mio computer il calendario delle cose che farò nel prossimo anno ed è una cosa rassicurante. Penso: ‘Bene, qui c’è del lavoro da fare’ …”.

“Per voi ho scelto questo pezzo di Brian Protheroe, Pinball”, ha proseguito Noel, che poi ha spiegato com’è nato il suo amore per questa canzone poco nota. 

A questo proposito l’ex Oasis ha raccontato di una notte trascorsa a Los Angeles con Morrissey e Russell Brand. “Quando sono andato a Los Angeles a trovare il mio produttore Dave Sardy, siamo usciti con Russell Brand, che fa film merdosi e quindi è stato contestato laggiù. Eravamo io, Russell e Morrissey. Morrissey è l’uomo più divertente che abbia mai incontrato in vita mia. Fa spanciare dalle risate. Non ha una buona parola per nessuno, è molto tagliente. Ha praticato del bullismo nei confronti di Russell! Povero Russell, credo che non si sia ancora ripreso da quella sera … Comunque eravamo insieme in un bar e Morrissey con sé aveva portato un CD contenente vari brani. L’ha fatto mettere su nel locale e mi ha fatto sentire questa canzone presentandomela così: ‘Questa arrivò al 16esimo posto in classifica nel 1974 … si chiama Pinball ed è di Brian Protheroe’”.

"Sei mesi dopo ero in studio e stavo lavorando ad un mio lato b che sa molto di Bob Dylan, con il finger-picking. Una sera ero con il mio tastierista e Jeremy Stacey, il gemello del mio vecchio produttore Paul, che suona la batteria nella mia band e che mi fa: ‘Hai mai sentito questo pezzo, Pinball di Brian Protheroe?’ e io dissi ‘No’. Così lo ascoltammo e mi venne un’illuminazione, pensai: ‘E se provassi a risuonare questo mio pezzo con questo stile?’. E poi andai a casa quella sera, la riscrissi un po’, tornai in studio e così è nata River Man. È la traccia di apertura del mio nuovo disco ed è incredibile. Quando rivedrò quel grand’uomo di nome Morrissey dovrò ringraziarlo”.

Chiusura dedicata alla figlia Anais, 14 anni, che conduce da alcuni mesi un programma per bambini di nome Friday Download, in onda su CBBC. Nella trasmissione la ragazzina fa parte di un team che dà consigli di moda ai suoi coetanei. “Lo trovo molto divertente, lei si chiede come mai io rida quando la vedo in TV”.

Article by oasisnotizie


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