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martedì 22 ottobre 2019

Noel Gallagher a tutto campo: "Reunion? Non ha senso. È Wandering Star il mio nuovo brano. La musica? Muore, come le band e i dischi. Parleremo tutti cinese"

Intervistiamo Noel Gallagher cominciando da D'You Know What I Mean?, il singolo di lancio dell'attesissimo album Be Here Now degli Oasis, il terzo della band, pubblicato nel 1997.  Il disco arrivò dopo il travolgente successo di (What’s The Story?) Morning Glory (4 milioni e 565 844 copie vendute) e il suo primo singolo, il già citato D'You Know What I Mean? appunto, vendette 846 453 copie. Ma con 7 minuti e 42 secondi di durata e una produzione ampollosa, il brano fece discutere non poc (VEDI ANCHE QUI).

"Mi era stato chiesto di recarmi al meeting per l'ascolto del brano", ricorda Noel. "Al tavolo c'erano persone provenienti da tutto il mondo e appena hanno messo su il disco ho notato che almeno mezza dozzina di loro iniziavano a cronometrare. Quella cosa mi ha dato sui nervi".

"Il primo minuto del brano", spiega il chitarrista, "è feedback sonoro. La batteria non entra prima del minuto e mezzo e la parte cantata non inizia prima del terzo minuto. C'era gente inorridita. Una volta finita la canzone, c'era un altro minuto di feedback sonoro. Ci fu silenzio e poi qualcuno disse: 'Ci sarà un edit?'. E io dissi: 'No' ...".

Per il remix del 2016, Noel ha tolto 20 secondi di D’You Know What I Mean? e considera quel taglio un significativo miglioramento rispetto al'originale.

"Be', non fu mixata sotto l'effetto della cocaina", ricorda Noel ridendo. "Ricordo che in studio ero fatto come un cavallo. All'epoca avevo 30 anni, era pazzesco, cazzo!".

Be Here Now fu salutato con entusiasmo e vendite da record nella prima settimana dopo la pubblicazione, ma ben presto la dura realtà si fece strada. Le vendite si fermarono a 1 milione e 933 564 copie, vette che gli Oasis, all'epoca la più grande band del mondo, non avrebbero mai più toccato. Rimpianti? Qualcuno ...

"Prima ancora che iniziassimo a suonare l'album dal vivo, io ero assolutamente convinto che fosse la cosa più grandiosa mai concepita. Solo dopo quattro o cinque concerti iniziai a pensare: 'Queste canzoni non stanno commuovendo nessuno'. E la gente non dice bugie".

"Quell'album non mi piace", ribadisce Noel, il cui odio per Be Here Now è diventato quasi proverbiale. "Ho perso l'opportunità di fare qualcosa di dannatamente grandioso. E ho sempre pensato che forse le canzoni fossero troppo lunghe".

Nove delle tracce di Be Here Now hanno una durata di oltre cinque minuti, mentre il terzo singolo, All Around the World, rimane la canzone più lunga ad aver raggiunto il numero uno nella storia della UK singles chart, con i suoi 9 minuti e 38 secondi.  Dati certamente in contrasto con le hit di oggi: si calcola che la durata media di un brano giunto al primo posto nella classifica britannica dei singoli nel 2019 sia di 3 minuti e 4 secondi.

Noel, Sara e Anais agli BMI Awards il 21 ottobre 2019
"Tre minuti e quattro secondi?", irrompe Noel. "È una barzelletta, cazzo. Io faccio fatica a tenere i miei brani sotto i quattro minuti".

"Non mi piace il modo in cui oggi l'industria musicale detta le regole all'artista. Quando ero ragazzo, era l'artista che comandava sull'industria. Ora vedi gente che striscia sulle mani e sui piedi per ottenere un contratto discografico. Fanno qualsiasi cosa venga loro chiesta e non può essere certo una coincidenza per chiunque sia dotato di almeno mezzo neurone che la qualità della musica a ogni ciclo degrada".

Per Noel sono già otto gli anni di carriera da solista, con tre album giunti al primo posto. Il debutto del 2011, Noel Gallagher’s High Flying Birds, ha venduto 864 601 copie finora, Chasing Yesterday, del 2015, ne ha vendute 340 742, e Who Built The Moon?, del 2017, ne ha vendute 285 300.

"È andata bene", dice Noel degli ultimi otto anni trascorsi. "Ho già sperimentato dei cambi di formazione, che sembra una cosa che faccio da oltre 25 anni, ma quando ho iniziato non immaginavo che avrei fatto la musica che sto facendo oggi".

Il produttore David Holmes ha consentito a Noel di uscire dalla sua comfort zone con il disco Who Built The Moon? e di continuare a sperimentare con gli EP di quest'anno, Black Star Dancing e This is the Place. Un nuovo singolo, Wandering Star, tratto da un terzo EP, dal titolo Blue Moon Rising, uscirà agli inizi di novembre. L'EP uscirà ai primi di gennaio.

"Una volta che ho pubblicato il primo disco, che era un album più alla Oasis standard, ho provato a spingermi un pochino oltre e a vedere quanto lontano potessi portare quello che faccio. Ecco perché l'idea degli EP ha esercitato un fascino su di me", spiega il 52enne.

"La cosa buffa è quando è uscita Black Star Dancing tutti hanno fatto: 'Oh, è questa la nuova direzione?'. Pensi: 'No, è solo una canzone, ascoltala per quello che è'. E poi, con This is the Place, la gente ha fatto: 'Oh, ti sei dato all'acid house?'. 'No, è solo una cazzo di canzone!' ...".

Se gli Oasis su Spotify sono ascoltati da 13,3 milioni di ascoltatori ogni mese, il materiale da solista di Noel fa registrare un modesto milione e mezzo di ascoltatori, ma ciò è dovuto all'approccio di Noel verso la musica moderna, un approccio che non ammette compromessi. Se oggi, nell'epoca dello streaming, mettere il ritornello dopo 30 secondi di canzone è una decisione incoraggiata dai produttori, i versi del bano Black Star Dancing, la title track del primo di questi tre EP, non arrivano prima di 50 secondi dall'inizio del pezzo.

"Se fossi sotto contratto con una major sarei spinto in una certa direzione. Se fossi con una major e proponessi Black Star Dancing, ti garantisco che non sarebbe pubblicata come singolo. Te lo garantisco io".

Tra i parolieri migliori della sua generazione, il "re del Britpop" è stato insignito del BMI Presiden't Awards ieri sera alla cerimonia londinese degli BMI Awards.

William Booth, chief operating officer della Sony/ATV UK che ha sotto contratto Gallagher, ricorda di aver visto gli Oasis con il suo allora collega Blair McDonald al bar Canal Café, durante una conferenza stampa a Manchester.

"Scritturare Noel divenne una missione cruciale per noi in qualità di nuovi manager della Sony Music Publishing UK, che era stata da poco rivitalizzata", commenta Booth. "Il nostro fiuto per il suo talento da compositore si è dimostrato straordinariamente azzeccato, dato che molte delle sue canzoni sono divenute inni generazionali e visto che continua a scrivere in modo prolifico, andare in tour e raggiungere nuovo pubblico".

"Siamo molto fortunati di aver avuto il piacere di collaborare con Noel per tutti questi anni e per ognuno di noi della Sony/ATV è inconcepibile vederlo pubblicare canzoni con un'altra etichetta".

Music Week incontra Noel Gallagher all'ufficio centrale di DawBell, azienda di pubbliche relazioni che organizza gli BMI Awards. Anche se nessun argomento di discussione è tabù, alimentare l'ossessione dei media per il rapporto tra Noel e Liam non sembra prioritario.

Qui Gallagher puntualizza un po' di cose sullo streaming, sulla composizione e sullo stato attuale dell'industria musicale. E rivela cosa ci vorrebbe per riunire gli Oasis. Tenetelo a mente, non è un uomo che con la mezza età si addolcisce.

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Sono passati alcuni anni da quando hai criticato le persone per essere felici di spendere un deca per due tazze di caffè, ma meno disposte a pagare per la musica. La tua posizione sullo streaming si è ammorbidita?

 "Beh, tanto per cominciare suona di merda. Ho l'app Spotify sul mio telefono, ma in realtà ho premuto il pulsante per andare avanti forse una mezza dozzina di volte. Sono proprio infastidito dalla cosina che viene fuori e ti dice: 'Pensiamo che potrebbe piacerti'. Penso: 'Non dirmi che cazzo mi potrebbe piacere!'. Questo fottutissimo telefonino mi sta dicendo: 'Abbiamo creato questa playlist per te' e io faccio: 'Fottuto arrogante piccolo pezzo di fottuta spazzatura!'. Non mi piace. Vengo alla musica da un'altra strada: voglio trovarla, scoprirla, possederla e voglio che viva nella mia vita per sempre. Adesso stiamo tutti iniziando a essere pagati un po' meglio dallo streaming, grazie a Dio, ma questo è anche un ostacolo, perché se stai cercando di fare qualcosa, le persone guarderanno solo quanti stream hai ottenuto e, se non è il numero magico, non daranno neanche un ascolto. La musica che sto producendo ora, e questo mi viene persino detto dalla mia etichetta discografica, 'è difficile da incasellare, perché ci sono queste playlist'. Io penso: 'Andate tutti a fare in culo!'. Non mi interessa, è così che è la mia musica adesso. Non ho intenzione ad adattarla a una playlist, ma vaffanculo!".

Gli Oasis hanno più ascoltatori Spotify mensili rispetto a gruppi come Arctic Monkeys, Foo Fighters e The 1975. E siete divisi da 10 anni ...
 
"Come un cantautore ho toccato un tasto che non sarà mai più toccato: l'arte della verità universale. Le mie canzoni non sono personali per me, non riguardano me, ma quella cosa. E penso che ciò che le distingue da quelle degli Arctic Monkeys, in particolare, è che sono tutte molto inclusive. Alcune delle canzoni degli Arctic Monkeys sono un po 'troppo fighe per andare a scuola' e non sai bene di cosa cazzo stiano parlando. Ho sicuramente toccato qualcosa in quella prima esplosione di me come cantautore e non proverei ad analizzare troppo questa cosa, a parte il fatto che tutti i testi sono molto inclusivi e riguardano la nostra generazione ".


Alcune delle tue canzoni più amate sono lati b, quindi cosa pensi della morte del lato B?

"Beh ... la morte di tutto: i 45 giri, i lati B, i locali, le classifiche, Top Of The Pops, i negozi di dischi. Puoi fare i cazzo di nomi. È una metafora della vita: tutte le vecchie modalità stanno morendo a poco a poco. L'album sarà il prossimo. E poi alla fine sarà la volta della canzone e ci saranno solo cazzo di pop star. Poi moriranno pure loro e ci saranno solo le emoji. Poi, cazzo, moriranno pure loro e parleremo tutti cinese".


Non vediamo l'ora. Il presunto declino del disco ha influito sulla tua decisione di pubblicare degli EP?
 
"No, ero in tournée e sentivo che Who Built The Moon? aveva fatto il suo corso. Un pomeriggio ho fatto un meeting ed è stata una cosa del tipo: 'Che ne dici di pubblicare qualcosa il prossimo anno?'. E ho pensato che fosse una buona idea. Ho pensato: 'Non devo creare un album, quindi non deve essere un 'cartello' artistico, non ci deve essere una grande campagna legata a questo album. Facciamo solo tre EP'. Siamo arrivati al punto in cui penso semplicemente: 'Per chi sto facendo musica ora? Per me o per gli altri?'.  Ho solo seguito il mio istinto e sono uscite fuori cose grandiose. In realtà sto pensando di allegare alla title track del mio prossimo EP una lettera di scuse, perché è talmente lontano da tutto quello che stavo facendo un anno fa - figuriamoci da quello che facevo con gli Oasis - che dividerà ciò che resta della mia base di fan" (ride, ndr). 


Cosa ne pensi della velocità con cui oggi si pubblica musica? Vedi artisti come Ariana Grande ed Eminem che pubblicano due album a pochi mesi di distanza ...

"Non mi preoccupo, sono comunque americani. Ma quando sono andato a fare il solista mi vengono offerti - e mi vengono continuamente offerti - buoni affari dalle major. Ogni volta che partecipo a una cerimonia di premiazione mi becco una fila di persone che mi fanno: 'Perché sei sotto contratto con un'etichetta indie?'. E tu fai: 'Ad essere sincero, tutto ciò che tu puoi offrirmi sono soldi e, francamente, io ho più soldi di te'. Non vorrei essere nella situazione in cui un giovanotto di 20 anni di una divisione di 'scoperta dell'artista e ingaggio' (A&R) mi dice come dovrebbe suonare la mia musica, perché gli caverei gli occhi, capisci cosa intendo? Non volevo provare a fare ciò che avevo fatto con gli Oasis. Che senso ha? Fallo una volta, rendilo speciale, e basta. Ecco perché non torneremo mai più insieme. L'abbiamo fatto una volta e rimarrà iconico. Andiamo a fare qualcos'altro".

Avresti voluto cominciare prima come solista?

"È difficile da dire. Mi è stato offerto per la prima volta un contratto discografico come artista solista dopo Knebworth (nel 1996, ndr) e l'ho rifiutato ... No, penso che queste cose accadano quando accadono. Penso che dovesse succedere per un motivo. So essere un po' fatalista quando si tratta di cose del genere e tendo a seguire il mio istinto. Sono state un bel po' le volte in cui avrei potuto lasciare gli Oasis, ma per qualche ragione, la sera in cui l'ho fatto, qualcosa mi ha istintivamente detto: 'Adesso è il momento giusto' ...".

Stranamente, devi ancora esibirti a Glastonbury come artista solista ...

"Non mi hanno mai fatto un'offerta che non potevo rifiutare! Ma mi piace andarci. Ci vado quasi tutti gli anni, quindi esibirmici sarebbe un dolore alle palle per me, a meno che non possa trascorrere il giovedì sera in una mensa da qualche parte. Mi è stato offerto un paio di volte ed è stato tipo: 'Nah'. Sarebbe stato nel bel mezzo di un tour e non ha funzionato. Ma il festival in sé è fantastico, lo adoro e l'anno prossimo ci andrò".

Congratulazioni per il tuo BMI Award. Il fatto che tu l'abbia ricevuto in qualità di autore lo rende più significativo per te?


"Sì, perché è una cosa proprio personale. Hai mai letto Isle Of Noises? Questo ragazzo (Daniel Rachel, ndr) ha intervistato 30 cantautori britannici, da me a Ray Davies, sul procedimento che si segue per comporre le canzoni, e la cosa affascinante del libro è che non ci sono regole ferree e assolute. Tutti hanno un modo diverso di approcciare la scrittura di canzoni. Quindi quando ricevi un premio per il tuo songwriting, ti viene chiesto di definirlo e lo trovi difficile, perché è una cosa proprio istintiva per me. Non ho mai preso una lezione di musica in vita mia, semplicemente possiedo un cazzo di talento per la creazione di una melodia da qualsiasi cosa e l'entusiasmo per portare a compimento le idee, e amo davvero quello che faccio. Ma per quanto riguarda il modo in cui lo fai, non lo so. Piovono dal cielo"

Ma cosa viene di solito per primo: il verso o il ritornello?


“L'unica costante è che le parole verranno sempre per ultime. Organizzo l'intera canzone, poi aspetto solo le parole. Il primo verso è di solito il più difficile e poi diventano progressivamente più facili. Alcuni brani possono richiedere dieci minuti per essere scritti; otto anni è il periodo più lungo che ho impiegato per scrivere una canzone".

Quale canzone era?

"Era tratta dall'album Don't Beliebe the Truth ... Let There Be Love. Ci sono voluti otto anni per scriverla. Per This is the Place mi ci sono voluti quattro o cinque anni, perché 'quella parte non ha funzionato, dovrò scrivere una nuova parte per quella porzione di canzone e poi quella parte ha funzionato'. Ma trovo difficile parlarne; è solo qualcosa che è sempre stato lì per me. Dovrò alzarmi e fare un discorso ai BMI Awards e senza dubbio farò arrabbiare qualcuno mentre lo faccio, perché non ho niente da dire" (ride, ndr).


Nella tua carriera ci sono stati periodi in cui le canzoni non ne volevano sapere di venire fuori?
"Mi è successo una volta, in un periodo in cui non stava succedendo niente. Non c'era verso. E ricordo che Paul Weller mi disse: 'Non inseguire la cosa'. E quello fu un buon consiglio. Se la insegui, stai sprecando le tue energie. Non l'ho mai più vissuto da quando ho lasciato gli Oasis, perché lavoro a ritmo mio, all'orizzonte non c'è nulla per cui la cosa debba essere ultimata. C'era quel periodo centrale degli Oasis: Be Here Now, Standing on the Shoulder of Giants, Heathen Chemistry ... Erano gli anni in cui facevo fatica. Ripensandoci ora, stavo aspettando che succedesse qualcosa nel mondo della musica, qualcosa che accadesse e a cui io potessi accodarmi".


Quanto è stata sopravvalutata l'influenza dei Beatles sul tuo songwriting?

“Amico, in modo pazzesco. È solo perché eravamo grandi fan dei Beatles. Ero in imbarazzo quando andavo in America e ti sedevi con un giornalista che diceva: 'Ci si aspetta che suoniate come i Beatles'. E io facevo ... (scrolla le spalle, ndr). Ho sempre pensato che suonassimo come una fottuta rock band, capisci cosa intendo? Ma quando hai il cantante che la mena costantemente con John Lennon e chiama i propri figli come lui, te la stai proprio cercando".

Ti vedi ancora qui a fare questo quando avrai l'età che ha ora Macca?
"Settantasette? Immagino che dovrei diventare vegetariano se vorrò fare questo all'età che ha oggi McCartney. In futuro riesco a vedere me che compongo e vado in tournée, ma, a differenza di un album ogni tre anni, sarebbe un album ogni sei. Per come la vedo io, se puoi farlo, sei obbligato a farlo. Nel mondo c'è talmente tanta merda - merda brutta, oscura, folle - che se sei un cazzo di artista e sei seduto a casa e non lo fai, sei una vergogna. Devi uscire, amico. Stai infrangendo la monotonia della merda per la gente".


Hai avuto molto da dire sulla co-scrittura, ma sapevi che il numero medio di compositori dei 100 singoli più venduti nel Regno Unito lo scorso anno era 5,34?

"Stai scherzando, cazzo? Porca troia! Non lo afferro. Ma questa è tutta la merda delle etichette discografiche major: due ragazzi fanno i beat, un altro fa la linea principale, un altro fa questo, quello e l'altro ... E in questo senso è la morte dell'arte, perché non ci sono artisti: ci sono solo compositori e interpreti. Ora c'è una linea chiara: o sei un artista o sei un act. Io vado in studio e creo qualcosa dal nulla, vivo e muoio per merito mio e basta. Tutti gli altri? Fanculo a quei coglioni, sono inesistenti nel mio mondo. So per certo che alcuni artisti solisti, i cui nomi sono nei ringraziamenti, non hanno fatto un cazzo: sono solo lì perché è scritto nel loro contratto. Ma sono orgoglioso di essere l'ultimo di una razza morente. Il business della musica alla fine si mangerà da solo. Cinque persone per scrivere una canzone? Se cinque persone scrivono una canzone, dovrebbero essere insieme in una band. Ecco perché le band sono morte".

In questi giorni è raro che una rock band entri nella top 40 ...

"Se sei un ragazzo della divisione 'scoperta e ingaggio dell'artista', un A&R, perché dovresti puntare su cinque ragazzi delle case popolari che sono tutti drogati, che magari alla fine potrebbero scrivere Cigarettes & Alcohol, quando hai questo ragazzo che muore dalla voglia di entrare nel mondo della musica? Un fottuto tizio post-Ed Sheeran con una chitarra acustica che puoi vedere in qualsiasi serata di microfono aperto, che canta canzoni sul suo cane che lo lascia, o sulla sua ragazza, o sul suo fottuto piccione che tossisce. E ottiene un milione di visualizzazioni su YouTube perché indossa calzini strani. Corri il rischio puntando su questa band che potrebbe cambiare il mondo? Hai i tuoi numeri da raggiungere, amico, e scegli la via facile".

Quindi l'epoca degli anticonformisti come Alan McGee e Tony Wilson che gestiscono le etichette appartiene al passato?

Noel e Raye agli BMI Awards il 21 ottobre 2019
"Sì, ma, ad essere sinceri, tutti hanno preso soldi. Tony no, glielo riconosco, ma Alan ha preso soldi. Alla fine si sono venduti tutti, quindi non puoi lamentartene. Sono contento di provenire da un'era diversa. Tutto ciò che è bello era mainstream: la Creation Records, la Go! Discs, la Factory (note etichette discografiche, ndr). Tutto ciò che è bello ora è completamente e assolutamente fottutamente piccolissimo, uscito dal retrobottega di qualche posto. C'è proprio una mentalità diversa nel mondo della musica. È tutto orientato verso i numeri: comandano i numeri, comanda Internet; è come se ogni canzone fosse ora di tre minuti e quattro secondi: il business sta dettando ciò che l'arte dovrebbe essere. Un amico mi ha inviato alcune demo di questo ragazzo. È un bravo ragazzo con delle buone canzoni, quindi l'ho passato a un'etichetta discografica e alla fine ha ottenuto un contratto. E gli ho detto: 'Ti dò solo un consiglio, amico. Quando entri in quella etichetta discografica, ascolteranno le tue canzoni e ti diranno: 'È fantastica, non è un singolo però. Questo è il ragazzo che scriverà un singolo per te'. Devi resistere a tutti i costi' ...".

Qual è la tua opinione sull'enorme aumento dei dispute per copyright dopo la sentenza Blurred Lines?

"Non avevo mai sentito la canzone di Marvin Gaye (Got To Give It Up, ndr) fino a quando non è venuta fuori la storia. Ma poi la ascolti e pensi: 'Dov'è la parte che hanno copiato?'. E fai: 'Amico, se mettono il copyright anche sulle vibrazioni siamo fottuti. Io sono completamente fottuto'. Come si perde quella battaglia legale? Non puoi mettere il copyright su un'atmosfera! Una volta un produttore mi ha detto che voleva che lo riconoscessi come autore di un mio brano e gli ho fatto: 'Per cosa stai ottenendo un riconoscimento?'. E lui mi ha detto: 'Be', per l'atmosfera'. E io gli ho detto: 'L'atmosfera? Sei pagato per portare l'atmosfera, stupido idiota! Non abbiamo mai più lavorato di nuovo insieme".

Infine, conosciamo la tua posizione sulla reunion degli Oasis, ma qual è la tua opinione sulle band che si riuniscono in generale?

"Lo capisco perché la nostalgia è una malattia che sta conquistando il mondo, perché è proprio un posto di merda. Io sono fatto allo stesso modo: mi siederò volentieri un venerdì sera e guarderò per sempre Top Of The Pops, perché in TV non c'è nulla a parte qualche cagata su Netflix su zombie, cani che parlano e vampiri. Sono un po' nostalgico per la TV e per gli anni '80, perché al giorno d'oggi non c'è niente di decente su cui posso poggiare i denti. Capisco il ricongiungimento degli Stone Roses, che non sono mai stati pagati. A parte questo, non mi piace in alcun modo. Semplicemente non vedo cosa diavolo se ne ricavi. Voglio dire, se siete al verde, fatelo pure. Non mentire, però, ditelo che lo state facendo per i fottuti soldi! Il denaro va bene, non è una cosa sporca. Adoro fare soldi: più ne ho, meglio è. Immagino sia una cosa personale: non ho bisogno di soldi. Non ho bisogno della seccatura. Non voglio mettere in pausa gli High Flying Birds per due anni per andare in giro per il mondo a discutere con qualcuno con cui non vado d'accordo. Che senso ha farlo? Quindi non mi piace. Se mai dovessi perdere tutti i miei soldi investendo nel fottuto commercio di armi da qualche parte in Cecenia e sarò al verde, fidati di me, sarò il primo alla conferenza stampa. Ma non mentirò a riguardo, dirò che lo sto facendo per i fottuti soldi".

traduzione di oasisnotizie - Source: MusicWeek

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giovedì 17 maggio 2018

Noel Gallagher boccia il nuovo album degli Arctic Monkeys: "Non ha i ritornelli"

Intervistato da Radio X la sera del 15 maggio in occasione di uno speciale concerto al Watford Colosseum di Rickmansworth, Noel Gallagher ha risposto ad una domanda del giornalista Gordon Smart (suo amico) su Tranquility Base Hotel & Casino, nuovo album degli Arctic Monkeys. 

Il disco, che si discosta dagli stilemi più marcatamente indie rock caratteristici della band di Alex Turner, ha ricevuto le critiche dei fan più "puristi" e non sembra essere piaciuto neanche a Noel, ma in barba alle critiche sta vendendo molto, più di tutta la top venti inglese messa insieme.

"Sai che c'è? L'ho appena ascoltato in macchina mentre venivo qui e non so che idea farmi di questo disco", ha detto Noel. "Il tuo album è sperimentale", ha detto a quel punto Smart, "ma sperimentale non è quello che ti aspetti dagli Arctic Monkeys". "No. Ti aspetteresti dei ritornelli. Non ne ha neanche uno", ha concluso Noel lapidario. 

VIDEO QUI

Leggi anche: Noel Gallagher: "Preferirei bere benzina piuttosto che ascoltare Alex Turner"

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domenica 12 novembre 2017

Video (sottot. ITA): Liam Gallagher contro Alex Turner: "Ha preso l'accento americano". E parla delle cose che odia tra siparietti e imitazioni

Sottotitoli ITA by oasisnotizie. Spassosa intervista del 2 novembre 2017 a Liam Gallagher, che parla delle cose che lo fanno arrabbiare (tra cui le persone che lo bloccano nei supermercati per chiedere se ha bisogno di aiuto, "le prenderei a testate") a Rage Against The Answering Machine (BBC Radio 1).

Tra siparietti e imitazioni Liam regala momenti divertenti e attacca Alex Turner degli Arctic Monkeys perché ha cambiato accento, adottando, a suo dire, l'inflessione statunitense. Poi una frecciatina al fratello Noel sull'utilizzo che fa della suonatrice di forbici.



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martedì 5 aprile 2016

Noel Gallagher racconta (parte 1): "Primal Scream? Ecco perché sono tra i migliori. I Real People? Ecco come hanno 'provocato' Definitely Maybe"

Intervistato il 1° aprile da Gemma Pike di Triple J, radio australiana (AUDIO ALLA FINE DEL POST), Noel Gallagher ha scelto "le 5 canzoni e le 5 band che gli hanno insegnato qualcosa".

In questa prima parte che vi proponiamo Noel parla di cosa gli hanno insegnato i Real People, band di Manchester che divenne molto amica degli Oasis, e i Primal Scream, uno dei gruppi più stimati dall'ex chitarrista degli Oasis. Il loro ultimo disco, Chaosmosis, è tra l'altro di recentissima uscita: è stato pubblicato il 18 marzo. 

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Primal Scream - Come Together (Hypnotone Brain Machine Mix)


Ci sono 100 canzoni dei Primal Scream tra cui scegliere e suonano ognuna diversa dall'altra, il che la dice lunga su chi sono loro e sulla visione che hanno di ciò che sono.

Non so perché ho scelto questo loro remix. Passavo in rassegna velocemente la mia collezione di canzoni e ho pensato che quella non la ascoltavo da secoli. Così l'ho ascoltata e ho pensato che suona incredibile, ancora oggi. Così ho scelto quella, ma come ho detto potrei scegliere cento loro canzoni. La maggior parte di quelle di Screamadelica, Higher Than The Sun, Movin' On Up, Rocks, Sun, Loaded.

I Primal Scream sono una delle mie band preferite di tutti i tempi e sono tra le persone più rispettate che io conosca nel mondo della musica. Ricordo quando scendemmo a Londra da Manchester per la prima volta. Ricordo che quando incontrai Bobby Gillespie per la prima volta pensai: "Ah, allora ci sono persone come noi in questo mondo!". Perché ricordo che quando ero al nord pensavo che nessuno fosse come noi lassù. Non intendo in senso musicale, pensavo che fossimo migliori di qualunque altro.

A quanto pare andavamo d'accordo in tutto e per tutto, con tutto il cuore. Siamo rimasti amici per vent'anni e abbiamo fatto parte della migliore casa discografica di tutti i tempi, la Creation Records. Abbiamo trascorso anni spensierati, ruggenti e folli. Gli uffici che frequentavamo erano eccezionali, i migliori di sempre. Quando la Creation fallì le nostre strade si separarono, ma io e i Primal Scream siamo finiti di recente negli stessi uffici.

Ciò che mi piace di loro è che ogni disco che hanno fatto è diverso dall'altro. Fanno un disco come Screamadelica, poi vanno a fare un disco country rock, poi un album di disco elettronica e poi un album di rock psichedelico.

Sono di gran lunga una delle migliori band britanniche che abbia visto in vita mia. Come mai non stiano mai stati nominati per un premio alla carriera è un po' una farsa, penso. In Gran Bretagna c'è gente che fa la bella vita con i garage pieni di Brit Awards e penso che loro non ne abbiano mai ricevuto uno, il che è una disgrazia.

Come? Dici che forse potremmo fregarne uno ad Alex Turner? Ehm ... Alex Turner? È il cantante degli Arctic Monkeys, no? Ne ha un bel po' di premi lui, no?

The Real People - I Can't Wait


Prima di diventare una plurititolata rock star di fama internazionale facevo il roadie per una band di nome Inspiral Carpets e questi tizi dei Real People erano in tour con gli Inspiral Carpets. E a me piacevano molto. Avevo già comprato i loro album. Ero fan di un'altra band di quell'epoca, i La's, che tutti devono conoscere.

Quando costituimmo gli Oasis eravamo soliti andare a vedere questi tizi al Boardwalk di Manchester, dove di solito facevamo le prove. Mi dissero: "Oh, tu sei il tizio che faceva il roadie". "Sì, sono io!". Così ebbi modo di conoscerli un po'.

Il primissimo demo degli Oasis fu registrato nello studio dei Real People a Liverpool. Entrammo in intimità, facevamo su e giù da Liverpool ogni settimana. Facevamo i demo, uscivamo insieme, ascoltavamo musica insieme.

Quello che ho preso da loro è che il modo in cui percepivano la musica era diverso da chiunque altro avessi incontrato a Manchester. Manchester era creativa e diretta. Anche se la musica che viene da Manchester è piuttosto unica, la gente era molto semplice, diretta. Mentre se trascorrevi mezz'ora per strada a Liverpool, la gente della mia età, che frequentavo, era gente stramba, lunatica, drogata e psichedelica. Ed eravamo tutti appassionati della stessa musica.

È stato bellissimo trascorrere del tempo con loro. Ci insegnarono molto riguardo le armonie vocali e roba così, loro ci facevano sentire dischi che non avevami mai sentito prima e viceversa. È stato uno scambio reciproco. Sono sicuro che loro da noi presero tanto quando prendemmo noi da loro.

Sono stati momenti fantastici della mia vita e ripenso a quei giorni come ai giorni in cui Definitely Maybe iniziava a prendere forma nella mia testa.  Sai, i demo registrati nello studio dei Real People sono sulla cassetta da cui ne prendemmo dieci  per l'album. Eravamo così ambiziosi che ce li tenemmo per noi, uno lo perdemmo e un altro finì alla Factory Records, che non si prese la briga di scritturarci. Lì ci sono le prime versioni di Rock 'n' Roll Star, Bring It On Down e Columbia.

Sono stati momenti bellissimi della mia vita e quando torno a Liverpool - ogni tanto ci torno e lo farò anche a breve, devo tenere un concerto lì tra poche settimane - ho ricordi meravigliosi.

oasisnotizie
Altre parti della chiacchierata a breve - stay tuned


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martedì 14 luglio 2015

Noel Gallagher: "Il futuro della musica è tetro, è sconvolgente che ai festival si esibiscano i DJ. Kasabian bravi, Arctic Monkeys bravi ma se la tirano"

Noel Gallagher ha concesso una bella chiacchierata a Xfm Radio (audio nel primo video qui sotto) dietro le quinte del T in the Park, festival che si tiene ogni anno a Kinross, in Scozia. Nell'intervista ha dapprima ricordato le sue esperienze al T in the Park con gli Oasis (come fece tre anni fa, secondo video qui sotto), e poi ha discusso dello stato attuale del music business, esprimendo la sua disapprovazione per la electronic dance music e per app come Spotify, che hanno contribuito, a suo dire, ad ammazzare i negozi di dischi.

"Ricordo la prima volta che suonammo qui. Erano le due del pomeriggio e suonammo sotto un tendone con la gente che assiepava il posto", racconta. "Arrivammo in treno perché un cretino aveva rifornito con la benzina il nostro furgoncino diesel. Eravamo a Leeds e prendemmo il treno per venire qui in Scozia".

"Era appena uscita Supersonic. Ricordo che il nostro manager venne da me e mi disse: 'Canzone fottutamente grandiosa, ma dovete tagliare i vuoti tra le canzoni, sono troppo lunghi'. E io gli risposi: 'Che cazzo dici? Perché troppo lunghi? Sai dove siamo? Non hanno il concetto di tempo questi, sono fottuti cani drogati. Chi cazzo sa che ore sono?'. Porca troia, è la cosa peggiore che mi abbiano mai detto dopo 'Abbassa gli alti sul secondo verso di Rock 'n' Roll Star', frase che mi disse Alan McGee. Cosa gli risposi? Gli dissi di andare a fanculo. Temo che allora me lo disse tanto per dirmi qualcosa". 

Noel analizza la scena musicale odierna con queste parole: "Trovo sconvolgente per il futuro dei festival di Serie A (e in un certo senso della cultura giovanile) che tutto si riduca ad un tizio con un cappello e un paio di false console per DJ che preme play su un lettore CD. Non lo so, trovo che sia un futuro piuttosto tetro".

Il T in the Park quest'anno vede tra gli headliner anche David Guetta e Avicii.

"Penso sia piuttosto eloquente e direi un po' triste - ma forse è una parola forte - che la maggiore attrazione in ogni festival cui assisti siano ancora band che sono in giro da dieci anni, come i Kasabian per esempio", prosegue Noel. "Radiohead, Coldplay, Prodigy, Chemical Brothers. Sono tutte band che sono in giro da quindici anni, per cui una volta che quella generazione di band degli anni Novanta alla fine avrà deciso che ha guadagnato abbastanza denaro e si ritirerà dalle scene, cosa ci rimarrà?".

"Non c'è più il 'tribalismo'. Quell'aspetto della cultura giovanile è praticamente morto oggi. Non penso che qualcuno ora si alzi la mattina e pensi: 'Sì, cazzo, sono fan dei Catfish & The Bottlemen!'. Capisci? E con questo non intendo stroncarli, mi piacciono quei tizi, ma all'epoca quando ti alzavi al mattino ed eri fan degli Smiths significava qualcosa, capisci?".

"Non penso che quella sia la cosa prevalente oggi. Ora i negozi di dischi hanno chiuso e ci sono i servizi di streaming come Spotify, inventati da e per gente che non apprezza la musica. Lo streaming è per gente che non è presa dalla musica. Non capirei nessuno che amasse la musica e che non comprasse i dischi".

Noel rincara la dose: "E tutta questa idea è stata inventata da tizi con scarpe economiche, odiosi pantaloni chino e una polo che sono da qualche parte in America. È disgustoso. Come dici? La qualità del suono è migliorata? Lascia stare la qualità del suono. E la qualità delle canzoni? Una grande canzone è sempre una grande canzone, anche se la qualità del suono è una merda".

"Viviamo in un mondo dove non ci sono più band. È un periodo buffo e terribile", è l'amara sentenza di Gallagher. "Venti o venticinque anni fa noi venivamo dagli Stone Roses, che provenivano dagli Smiths, che provenivano dai Jam, che provenivano dai Sex Pistols. C'era una discendenza. Anche le band venute fuori con l'effetto a cascata, come i Primal Scream, i Verve, erano band fottutamente incredibili. Surclasserebbero qualunque band di oggi".

Noel Gallagher con Sergio Pizzorno dei Kasabian
"Qual è stata l'ultima grande canzone prodotta da una band?", si chiede Noel. "Non me ne viene in mente neanche una, una che sia divenuta parte del tessuto sociale, capisci? I Kasabian scrivono grandi canzoni, ma le parole cosa significano? Qualcuno lo sa? Penso non lo sappia neanche Sergio. Gli Arctic Monkeys scrivono grandi brani, ma sono too cool for school, se la tirano. Non riesco a pensare a nulla in cui perdersi per molto tempo. I Libertines? Sì, forse ... o forse no".

 Come mai Noel ha dedicato Riverman, suo nuovo brano, a Morrissey?

Noel in azione al T in the Park domenica 12 luglio
"Quella canzone deve la sua esistenza a Morrissey", ha spiegato l'ex Oasis. "È una lunga e buffa storia fatta di bevute. Per farla breve una sera ero in giro a Los Angeles e lui mi fece ascoltare una canzone di un tizio di nome Brian Protheroe, Pinball. Quella canzone mi diede l'ispirazione per scrivere Riverman. Fu una serata fantastica, non se eri Russell Brand però, perché lui lo bullizzammo ... Anche Kevin Bridges (comico scozzese, ndr) si è meritato una citazione da parte mia sul palco perché è un gran fottuto tipo".

Sui programmi futuri: "Mi prenderò una pausa il 29 luglio. A novembre ho in programma delle esibizioni acustiche, non sono concerti veri e propri. Non tornerò on the road prima dell'anno prossimo. Poi andrò in Sudamerica, in Australia, poi tornerò negli States e poi tornerò a fare altri concerti in Inghilterra. E poi forse a settembre avrò un mini-infarto e morirò di morte improvvisa in bagno. Potrei fondare una band di nome Ministrokes ...".

"Sì, mia moglie è qui. Ieri era il cinquantesimo anniversario dei miei suoceri, per cui ieri mi sono sentito con loro. Praticamente ormai sono fottutamente scozzese", ha detto Noel in chiusura.

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venerdì 15 maggio 2015

Noel Gallagher: "Vi parlo delle chitarre che uso, dei cretini del mondo e dei punti di forza di Chasing Yesterday"


QUALE STRUMENTAZIONE USO

Noel Gallagher in concerto ad Atlanta, 9 maggio 2015
Come amplificatori sto usando un combo Hiwatt Custom 100 special-edition che fu costruito come prototipo per me alla fine degli anni Novanta e non fu mai messo sul mercato. L'unico che esiste ce l'ho io ed è fottutamente incredibile. Per il suono sul palco, non nel mix, uso un Fender Blues Junior. 

Le chitarre che uso sono: Gibson ES-335 1960, due Gibson ES-345 anni '60, una Nash Guitar ’72 Telecaster-style, oltre ad una Martin D-28 e ad una Gibson J-150. Avevo una Fender Stratocaster 1963 biancastra molto costosa che mi è stata rubata circa tre anni fa. Era la migliore Strato che abbia mai suonato. E ho pensato: non spenderò mica tutti quei soldi per sostituirla. Così ho comprato una sua copia fatta dalla Nash ed è la migliore chitarra che abbia mai avuto. Che abbia mai avuto! E la Nash Telecaster è strabiliante. Le uso entrambe ovunque nel mio nuovo disco. 

CHITARRA E PUNTI DI FORZA DEL NUVO DISCO

Non c'è molta chitarra sui miei album recenti? Be', sul mio primo disco solista c'era un solo assolo di chitarra. Su questo ce ne sono nove. Quindi fanculizzati! Non è qualcosa pensata prima, dipende dalle canzoni a cui sto lavorando. Queste hanno assoli di chitarra. Per il mio prossimo disco, se mai dovessi farne un altro, magari i pezzi non conterranno proprio parti di chitarra. Non so. Lo deciderò quando deciderò di fare un disco.

New Orleans, maggio 2015
Cosa ascolto in casa e in auto? Ascolto praticamente di tutto ad eccezione dell'heavy metal. Non c'è una musica che preferisca in particolare, cioè credo di preferire su tutto il guitar pop degli anni Sessanta, ma ascolto di tutto: dance music, jazz, punk ... be', forse il punk no. Ascolto di tutto, però. Ecco perché il mio disco è così bello. 

Un'altra cosa bella del mio nuovo album è che non esiste una canzone che sia veramente rappresentativa del disco. Potresti prendere due fra tutte le canzoni, ad esempio Riverman e The Right Stuff, farle sentire alle persone e loro penseranno: "Questo è un album groovy, psichedelico e jazz". Poi prendi Ballad of the Mighty I e In the Heat of the Moment e penseranno che è un album disco. Potresti prendere Lock All the Doors e The Dying of the Light e penseresti: "Questo è un classico esempio di quello che fa lui". Se, però, dovessi scegliere un brano da far sentire ad una persona che non è presa da quello che faccio io, chiamiamolo un tipo fottutamente "inquadrato", gli farei sentire Riverman.

Cosa? Secondo alcuni critici Riverman somiglia a Wonderwall? Ma che cazzo? Cioè veramente ... ad essere onesti questo dimostra come Internet abbia dato voce a ogni fottuto fesso del pianeta. Cioè il 99,9% della gente di questo pianeta è costituito da fottuti cretini. E poi c'è l'1% di noi che siamo tipo perspicaci. Leggi la roba che scrive la gente e pensi: "Imbecilli del cazzo!". Idioti. Ci sono solo due cose che legano quella canzone a Wonderwall. Una delle due sono io. L'altra è che la canto io. E basta. Oltre a quello non hanno nessuna somiglianza o cos'altro in comune. Oh, aspetta un attimo: anche Riverman ha la chitarra acustica, quindi dev'essere come la fottuta Wonderwall.

STATO ATTUALE DELLA MUSICA ROCK E COLLABORAZIONI POSSIBILI 

Altro scatto da New Orleans, maggio 2015
La popular music tornerà in voga come nei decenni scorsi? Ovviamente la risposta è no. C'è una nuova generazione di ragazzi nati nell'epoca moderna. Ho una figlia di 15 anni e la cosa più importante della sua vita è il suo cazzo di telefono, che soltanto per caso contiene anche della musica. Quando ero ragazzo io la cosa più importante era la musica e le trasmissioni televisive e radiofoniche che mostravano musica e robe simili. Il  mondo moderno ha spazio per la musica, ma non è più la forza di cambiamento della vita che era un tempo.  Non ci sarà più un altro John Lennon, mettiamola così.

Cosa ne penso dello stato attuale del rock? Oh, è morto, non conta cosa cazzo dica chiunque altro. Ci sono grandi band - U2, Coldplay, Kasabian, Arctic Monkeys e tutte queste qui - ma tutti quei tizi sono in giro da tantissimo tempo. Se si parla della nuova musica rock ... la gente insiste con questi Royal Blood, ma io faccio: "Veramente?". Non la capisco, cazzo. Fatemi vedere i brani. Il rock ha lasciato il palazzo. 

Un album con Johnny Marr dopo la collaborazione per Ballad of the Mighty I? Diciamo che se chiudo gli occhi e faccio uno dei miei sogni più grandi vedo Johnny nella mia band. Sarebbe incredibile. Lui, però, è un artista solista, molto difficile che accada. Io, però, sarei disponibilissimo a fare qualcosa con lui, ma un disco integrale sarebbe un po' troppo. 

PARERI SU SIGNATURE GUITAR, CHITARRE CUI TENGO E BOX SET

Noel Gallagher a Houston, Texas, 13 maggio 2015
Sì, mi è stato chiesto di firmare una signature guitar da mettere sul mercato tramite la Gibson o la Epiphone, ma non me ne frega un cazzo, sapete cosa intendo? È una cosa buffa progettare una chitarra. Perché, parliamoci chiaro, qualcuno l'ha fatto in modo perfetto nel 1956. Che senso ha? Puoi metterci colori bizzarri e manopole bizzarre e bla bla bla, questo, quello e quell'altro, ma se dovessi sedermi a progettare sul serio una chitarra sarebbe esattamente come quella che suono io, cazzo.

La mia chitarra principale, la mia 335, non è per nulla unica. Non ha nessuna caratteristica specifica che la renda unica. È solo una chitarra fottutamente fantastica. Suona meravigliosamente, ha pickup grandiosi. Cioè cosa potresti farci di più ad una chitarra? La chitarra in sé non è importante. È il  cazzo di suonatore, o no?

Se andasse a fuoco la mia casa e potessi salvare un solo pezzo della mia strumentazione be' ... direi la mia Nash Stratocaster bianca, considerato che è l'unica chitarra che ho a casa mia. Forse però mi rammaricherei di non aver salvato la mia grande scodella di plastica con i plettri. Perché che cosa cazzo è una chitarra senza un plettro?

No, non farò uscire un box set. Odio i box set. Sono troppo lunghi. Pubblichi tutta la roba e pensi: "Vivrò sufficientemente a lungo per riuscire effettivamente ad ascoltare tutto questo?. Ci sono abbastanza giorni nel resto della mia vita per passare questo in rassegna?". Ma hanno un bell'aspetto. Ho i box set dei Pink Floyd e hanno un aspetto fantastico sullo scaffale. E sono dei manufatti fantastici. Ma veramente qualcuno li ascolta?

via guitarworld.com

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giovedì 19 marzo 2015

Noel Gallagher: "Io via dagli Oasis perché musicalmente avevano una visione ristretta". Audio da Rai Radio 2

In un'intervista a Rai Radio 2 andata in onda il 17 marzo durante la trasmissione Rock And Roll Circus, condotta da Pier Ferrantini e Carolina Di Domenico, Noel Gallagher fa intuire il vero motivo per il quale ha deciso di allontanarsi dagli Oasis per intraprendere la carriera solista. ASCOLTA L'INTERVISTA ALLA FINE DEL POST.

Alla domanda "Ti manca essere in una rock band?" Noel risponde: "Io ero nella migliore rock band, ma c'era qualcosa di negativo. Gli altri componenti della band di cui facevo parte - e questa non è una critica nei loro confronti - avevano una visione molto ristretta di quello che ascoltavano. A quanto pare ascoltavano dai Beatles ai cazzo di Small Faces e tutto quello che c'è in mezzo, il che è grandioso e mi manca stare in una rock band, ma ora sono per conto mio e faccio cose diverse".

Noel sembra discostarsi, quindi, dalle vecchie dichiarazioni con le quali dava a Liam tutte le colpe.

E sulle rock band attuali dice: "La musica con le chitarre sta morendo, e con esse anche il concetto di band. In passato le band erano composte da un nucleo su cui ruotava tutto, c'era un cantante e c'era un chitarrista, come lo eravamo io e Liam. Gli Oasis avevano quella cosa grandiosa, quella partnership, come per le band di Mick e Keith (i Rolling Stones, ndr), John e Morrissey (gli Smiths, ndr). Adesso invece sono tutte 'one man band', un solo membro che fa tutto da solo, tende a essere il cantante e nel contempo il chitarrista. Per gli Arctic Monkeys, invece, c'è Alex Turner. Per i Kasabian c'è Sergio Pizzorno che fa tutto: suona e scrive, tutto. Non ci sono più guitar heroes? Penso perché la guitar music sta morendo".

"Il titolo dell'album", spiega poi Noel, "è tratto da un verso della canzone While the Song Remains the Same. Preso al di fuori del contesto, suona nostalgico, ma non è un titolo nostalgico, perché la canzone c'è un tizio che dice ad una ragazza 'Sono stufo di inseguire lo ieri, dobbiamo guardare al futuro'. Non è certo il miglior titolo che mi sia inventato, ma d'altronde potrei pensare a mille titoli merdosi di album".

"Sì, forse ora la mia vita è più stabile", ammette Noel. "Per me la bellezza della musica è che tutti possono percepirla in modo diverso. Penso che il disco sia piuttosto eclettico: il primo pezzo, Riverman, non assomiglia per nulla all'ultimo brano".

Sul processo di composizione dei suoi album, Noel è molto chiaro. "Quando vado in studio ho sempre 30 canzoni già finite e poi registro le migliori tra queste. È lì che diventa evidente che tipo di disco sarà. Non succede niente in realtà".

"Non ho avuto un produttore, l'ho prodotto da me il disco. Oggi i produttori possono avere idee diverse su quello da fare, perché vogliono essere coinvolti nella scrittura delle canzoni, ed è una cosa fottutamente scortese. Non mi piace questo loro modo di fare, sono diventate delle rock star. Purtroppo questo è un sintomo di come oggi le rock star siano performer e non più compositori. Ormai nessuno si scrive la sua cazzo di musica. Tre o quattro produttori diversi si sono rifiutati di produrre il mio disco perché avevo usato il software Audacity per scrivere le canzoni prima ancora di entrare in studio. Seguo l'istinto e basta".

"Ascolto di tutto", rivela Noel, "tranne l'heavy metal. Ascolto qualunque tipo di musica si possa concepire. Ora ho il lusso di poter scrivere quello che voglio come solista, in molti stili diversi. Riverman, per esempio, quando ho cominciato a scriverla suonava come una cosa di Bob Dylan. Dal 1994 a oggi i miei dischi, tutte le cose che ho scritto ... sai, non dico di fare nulla di originale. Io sono semplicemente il prodotto della mia collezione di dischi. Ho imparato a suonare la chitarra suonando i pezzi dei dischi altre persone".

Poi Noel parla di In the Heat of the Moment, primo singolo del nuovo album. "Amo fottutamente la musica dance, da quando frequentavo l'Hacienda negli anni '80. Quel giro di basso non l'ho ideato io, ma il mio ingegnere del suono. Non ascoltiamo musica in studio, io e lui agiamo così: se stiamo facendo un pezzo e inizia a suonare come un pezzo disco, allora non ascoltiamo musica disco, perché se provi a copiare è solo una copia. Invece noi abbiamo spostato l'idea che invece di sentire la cazzo di Gloria Gaynor o Donna Summer è meglio fingere di sapere cosa sia la disco, fare a modo nostro. E se lo facciamo in modo un po' sbagliato almeno esce fuori qualcosa di originale".

thanks to Chris


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venerdì 12 dicembre 2014

Noel Gallagher: "Dopo Kasabian e Arctic Monkeys c'è il vuoto. La classe operaia non esprime più musica"

Noel Gallagher ha rilevato con amarezza come il successo di band quali Arctic Monkeys e Kasabian non abbia fatto da apripista per una new wave di band della classe operaia.

Nel corso della stessa intervista di cui vi abbiamo parlato ieri (leggi qui), Noel (nella prima foto qui a destra ieri alla Alison Jacques Gallery di Londra per la presentazione della collezione autunno/inverno di Edun) ha risposto alla seguente domanda: qual è lo stato di salute della musica britannica oggi? È in buona salute o necessita di ispirazione?

"Be', basta guardare le chart", ha risposto il musicista. "Alla fine degli anni '90 c'erano tutte queste band - noi, i Manic Street Preachers, i Pulp, i Verve, i Suede e i Blur - ed eravamo tutti nella top ten, ma dopo le band di questo tipo sono state messe ai margini. Adesso c'è X Factor e tutte quelle cose lì. Riusciresti a nominarmi l'ultima grande band venuta fuori da questo paese? Negli ultimi 10 anni non c'è stata una grande band".

Forse gli One Direction? Viste le proporzioni del loro successo, potrebbero rientrare nella definizione usata da Gallagher, ma il cantautore non è d'accordo. "Non sono una band, sono un gruppo e buona fortuna a loro. Band sono Arctic Monkeys e Kasabian, ma parliamo di dieci anni fa, e peccato che queste due band non abbiano ispirato nessun altro. La classe operaia non ha una propria voce, sembra che non provenga più nessun rumore dalle case popolari, sai cosa intendo?".

"La musica", ha rilevato Noel, "è una roba molto da classe media. Negli anni '90 i Bastille io me li sarei mangiati vivi in un pomeriggio. In un'intervista. Li avrei distrutti, fatti sparire, in modo che nessuno parlasse più di loro. Facile, me li sono mangiati a colazione. Il mio bassista ha riassunto così. Diciamo sempre: 'Da dove viene la prossima band?'. E lui giustamente dice:  'Lasciamo stare la band, le persone dove sono?' ...".

"Quando volevo entrare nelle chart e stravolgerle, tipo sbattere fuori dalle chart Phil Collins e gli Wet Wet Wet, dovevano andarsene. Tutta quella roba anni '80 non ci serviva più. Ora non vedo nulla della classe operaia, semplicemente non riesco a vederla".

Intanto noelgallagher.com ha annunciato che Noel e gli High Flying Birds si esibiranno sabato 28 marzo 2015 sul palco della Royal Albert Hall di Londra per l'annuale appuntamento con il concerto benefico organizzato da Teenage Cancer Trust. I biglietti saranno messi in vendita alle 10 (ora UK) di martedì 16 dicembre.

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lunedì 9 dicembre 2013

Intervista speciale: Noel Gallagher dice la sua su Lady Gaga, Miley Cyrus, Arcade Fire, Arctic M., David Bowie e Kanye West


A Noel Gallagher il 2013 non è piaciuto molto. “Ho avuto un cazzo di anno di merda”, dice il chitarrista e autore, ex Oasis, quando Rolling Stone lo raggiunge telefonicamente. “Non ho fatto altro che stare a casa a trasformarmi in un fottuto ipocondriaco. Un anno di merda di cane! Non vedo l’ora che finisca”.

Sì, è stato un anno silenzioso per Gallagher, se una cosa così si può dire di una persona come lui (i suoi ultimi show risalgono alla primavera, compreso quello di cui molto si parlò per il Teenage Cancer Trust con Damon Albarn e Graham Coxon dei “nemici” Blur).

Ciononostante il tipo è pieno dei consueti commenti taglienti su quello che hanno fatto altri colleghi del mondo musicale nei passati dodici mesi. Di seguito potete leggere i pensieri senza filtri di Gallagher su Kanye West, gli Arcade Fire, Lady Gaga, Miley Cyrus, David Bowie e altri ancora – con in più un aggiornamento sul progetto solista Noel Gallagher’s High Flying Birds. “Non penso che mi prenderò mai più una pausa così lunga”, anticipa Gallagher. “Non vedo l’ora di tornare a lavorare”.

Pensi che il 2013 sia stato un buon anno per la musica, tutto sommato?

È stato ok. Ci sono delle canzoni che ci si sono stampate in testa, di sicuro. Penso che qualunque anno in cui esca un disco di David Bowie debba essere ricordato come un grande anno, no?

Quindi il disco di Bowie è stato all’altezza delle tue aspettative?
Al momento dell’uscita, e lo credo anche adesso, ho pensato che fosse un cazzo di capolavoro. Lo amo. Nessuno dovrebbe essere così fottutamente bravo a questo punto della propria carriera. 

Tipo?

Beh, non voglio fare nomi! Sappiamo chi sono. Ma pensa a una canzone come Valentine’s Day. È incredibile, mostruosa. Ci sono almeno tre canzoni dentro, e ogni volta che l’ascolti le riconosci, prendi la chitarra e pensi “Maledetto bastardo! Perché non ci ho pensato prima io?”. Penso che sia fra il materiale migliore che ha composto. Gli darei un bel 10. Anzi, un 11 se potessi.

Hai potuto parlare con Bowie quest’anno? 

Io? [Ride] Io che parlo con David Bowie? Cazzo, no. L’ho incontrato un paio di volte nel corso degli anni. Ma perché mi dovrebbe capitare l’occasione di parlare con David Bowie? Che faccio, gli faccio uno squillo? Non penso che stia più in Inghilterra. Ma appena dovesse atterrare in Inghilterra penso che lo prenderebbero e lo rinchiuderebbero nella Torre di Londra e lo lascerebbero uscire solo se promettesse di fare un concerto. Quindi non penso che tornerà mai più qui.

Cos’altro ti è piaciuto quest’anno?

Metà del disco degli Arctic Monkeys è veramente ottimo. Sai l’altra metà? L’ascolti e dici “Eh, vabbé” – ma una metà è fottutamente buona. Poi, per la prima volta nella mia vita, ho ascoltato un disco di Kanye West.

Ah sì? E che ne hai pensato?

Non sono davvero un suo fan, niente del genere. E non mi piace quella forma di hip-hop moderno, in qualunque modo tu voglia definire quello che lui fa. Ma un amico mi ha detto di guardarmi un’intervista che aveva rilasciato a Zane Lowe della BBC e così ho fatto, e ho pensato che fosse stata una delle migliori interviste che avessi mai visto. L’ho amata, cazzo! Specie quando dice quella cosa sui pantaloni di pelle per fare jogging, come se li avesse inventati lui.
Qualche tempo dopo sono capitato a una festa e qualcuno ha messo Black Skinhead. Non sapevo di chi fosse – come ti dicevo, non seguo quel genere di robaccia. Ho chiesto “Ma che cazzo è?”, e mi dicono che è dal suo nuovo album. L’ho comprato, ed è fantastico. In particolar modo quella canzone. È fuori di testa, hai capito come? Ha un qualcosa di lo-fi, di punk. Fantastica. E sai qual è un disco incredibile? Hai sentito quello dei Disclosure?

Sì, è un buon disco.

È fottutamente grandioso! Sono andato a Glastonbury quest’anno. Era la settima volta che andavo, ed è stata la migliore. Ho visto i Disclosure nella dance tent, e ho pensato che fossero davvero fottutamente incredibili. Amo quel disco. Ha un che della vecchia acid house, ed è uno stile che mi piace tremendamente, cazzo.
E poi che altro? Ci sono singoli alla radio inglese ma non so i loro cazzo di titoli. Non ne ho proprio idea. Ascolto la radio quando preparo i bambini per la scuola. Ma che cazzo ne so di come si chiamano.
Un sacco di roba però è urban/soul/r’n’b. Non c’è molta musica “chitarrosa” suonata alla radio pubblica inglese, a ogni modo. Detto questo tante delle cose che ascolto sono molto buone. Per lo più! Se vuoi te le posso cantare, ma non saprei dirti di chi sono. [Ride]

Perché pensi che non ci siano abbastanza band rock che si fanno conoscere? 

No, non penso che manchino le band. Non penso che la musica rock stia meglio o peggio come salute. C’è solo una mancanza di esposizione di quelle band. Ormai le cose che tirano sono l’urban pop, quelle canzoncine tutte luccicanti. Per dire, quando andavo alla grande negli anni Novanta il rock era la cosa principale che andava di moda in Gran Bretagna, in Inghilterra.

Senti, ma parliamo di qualcuno degli altri album famosi di quest’anno. Che ne hai pensato di quello dei Daft Punk?

Beh, non è un disco che ho ascoltato. Non mi interessa.
La mia band preferita quest’anno a Glastonbury, quando ci sono andato, non sono stati i Rolling Stones, anche se sono stati grandi, non sono stati gli Arctic Monkeys, che pure sono stati bravi, né i Disclosure – bravi anche loro. Sono stati gli Chic. Loro sono stati superiori. Una roba fuori dal mondo. Sfortunatamente Nile Rodgers non ha suonato Get Lucky. Che traccia incredibile.

Che ne pensi di Blurred Lines di Robin Thicke? 

Mi è indifferente. Alla radio è gradevole. Dopo il quinto milione di volte che la passano però diventa odiosa. Secondo me lui sparirà. Tipo one-hit wonder. Come il tipo che ha fatto Gangnam Style – a breve non ne sentiremo più parlare.

E Miley Cyrus? Sei un suo fan?

Penso che in questo settore sfortunatamente ci sia una moda in corso, al momento, con queste ragazzine che cercano disperatamente di essere scandalose o cercano altrettanto disperatamente di – fra virgolette – “far partire una discussione” su argomenti del cazzo. Attirano l’attenzione su queste cose perché, in tutta onestà, non sono molto brave. Mi capisci? In Inghilterra è un fenomeno che riappare regolarmente, ora ce l’avete negli Stati Uniti. Mi dispiace per queste ragazzine. Penso “Ok, ho capito, non fare un video provocante, scrivi piuttosto una bella canzone. Ti darà più potere, no?”. L’ho vista da poco in tv, Miley Ray Cyrus, e intanto pensavo “Ma che cazzo sta facendo?”. Non so. È un peccato, davvero, perché riporta indietro di cinque anni tutte le altre interpreti femminili. Per dire, Adele o Emeli Sandé – per me quella è musica per nonnette, ma almeno ha un po’ di credibilità.
È proprio imbarazzante. Siate brave, non siate scandalose. Chiunque può essere un provocatore! Potrei io stesso andare in redazione di Rolling Stone e cagare su un uovo bollito, no? E la gente reagirebbe dicendo “Ah, ma cazzo, ma è una cosa mai vista, che scandalo!”. Ma sarebbe una cosa buona? Ben fatta? No, perché di base è solo cacca fatta su un uovo. Ed è tutto quello che è. Se venissi in redazione da voi e vi suonassi una canzone bellissima che ho appena composto, non sarebbe meglio?

Penso che sarebbe l’opzione migliore per tutti, sì. 

Già. Quindi capisci che mi sento male per queste ragazzine. Per parafrasare il duetto Aretha Franklin/Annie Lennox, “sisters are NOT doing it for themselves”.

Che pensi di Lady Gaga? 

Lady Gaga per me si esaurisce col suo primo album, perché mia figlia e mia moglie lo adoravano. Poi da allora è sparita. Cosa implica questo? Secondo me la dice lunga. Lei è un’altra di quelle ragazze. In effetti mi sa che sta cagando sopra un uovo proprio in questo momento. E qualcuno surgelerà quella cacca e la chiamerà arte.

Hai sentito il disco degli Arcade Fire?

No. Ma chiunque torni dopo una pausa con un doppio album penso che debba sfilare la testa dal proprio buco del culo. Non sono più gli anni Settanta, ok? Andate a chiedere a Billy Corgan che opinione ha adesso sugli album doppi. Chi è, nel 2013, che ha il cazzo di tempo di ascoltare un solo disco per 45 minuti? E allora quanto sono arroganti queste persone che pensano che tu abbia un’ora e mezza da dedicare al loro?

Hai visto che hanno chiesto ai fan di vestirsi eleganti ai concerti [Salvo poi specificare che non era assolutamente obbligatorio]?

[Sospira] Beh, ma che senso ha? Te lo dico io: distrarre dalla merda in stile disco music che esce dagli altoparlanti. Perché nel frattempo tutti saranno vestiti come uno dei tre moschettieri, solo sotto acido. “Com’era il concerto?” “Non lo so, tutti erano vestiti come un orsacchiotto degli anni Settanta”. “Sì, ma com’era il concerto?”. “Ah, amico, che ne so, non ne ho idea. Io ero vestito da disco volante”. “Sì, ma com’era il concerto?” “Che cazzo ne so.Però ho visto due vestiti come Cheech e Chong”. Ecco, una cosa così non fa per me.

Ok, forse basta così. Hai detto prima che stai lavorando a delle canzoni nuove, sì? Come sta andando?
Alla grande. Forse è l’unica cosa che salva un po’ questo 2013. Ho scritto davvero tanto materiale. Ma a parte questo: è stato un anno di merda.

Pensi che ci sarà un tuo nuovo disco l’anno prossimo?
No. Non ho ancora iniziato a registrare, quindi a parte aspettare che quest’anno finisca l’intenzione è di passare la maggior parte del prossimo in studio. Spero di registrare una parte del disco a New York, perché non l’ho mai fatto prima, e magari spero di imbattermi in David Bowie, e attirarlo in studio con me, vestito da elfo, per fare un po’ il mimo mentre faccio una traccia acustica.

Lo sai, sì, che Bowie ha fatto i cori per una delle canzoni nuove degli Arcade Fire?
Oh, questo non va bene. Peccato.

Il tuo nuovo materiale uscirà ancora a nome High Flying Birds?

Non so se è un nome che continuerò a usare oppure no. Probabilmente sì, è così bello, cazzo! Magari dovrei cambiare la parte col mio nome – da Noel Gallagher a “Paul McCartney’s High Flying Birds”, e vedere se così vendo più biglietti in America. [Ride]

Intervista a Rolling Stone, dicembre 2013- READ IN ENGLISH HERE

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