lunedì 11 dicembre 2017

Noel Gallagher contro Mourinho: "Attacca l'arbitro? La sua ipocrisia è sconcertante". Le parole dopo il derby di Manchester

Ospite degli studi di Sky Sports UK per commentare il derby di Manchester tra United e City, giocatosi ieri all'Old Trafford e conclusosi con la vittoria del City per 2-1, Noel Gallagher, grande tifoso del Manchester City, non ha lesinato punzecchiature a Gary Neville, ex bandiera dello United, presente ieri in studio con lui, e ha attaccato José Mourinho per le sue dichiarazioni post-gara.

Grazie ai gol di David Silva e Nicolas Otamendi il Man City ha ottenuto una vittoria importante, la quattordicesima consecutiva in Premier League, che proietta i Citizens a 11 punti dallo United, secondo e sempre più staccato dopo la sconfitta di ieri.

Seduto accanto a Graeme Souness, ex bandiera del Liverpool e a Gary Neville, Noel ha subito preso di mira l'ex difensore dello United dicendo: "È fantastico essere qui seduti accanto ad una leggenda del calcio ... e a Gary Neville".

"Pensavo: 'Spero sia nella torretta', ma ora è perfetto che sia seduto proprio qui", ha proseguito Noel. "Rispetto per lui, però, e per i tifosi dello United della tribuna Stretford, che hanno applaudito Guardiola. Non hanno applaudito la squadra, hanno applaudito Guardiola. Sanno di aver visto qualcosa di speciale oggi. Penso che siamo stati fantastici".

Gallagher ha elogiato il portiere Ederson, che con una doppia grande parata a sei minuti dalla fine della partita ha messo al sicuro il risultato per i suoi.

"Per me è stato sinora uno dei calciatori chiave della stagione. Con lui non ci sono problemi. Ha messo giù la palla nella sua area ed è davvero troppo figoì. Questo tipo di cosa, la doppia parata, ti fa vincere le partite. Peter Schmeichel lo faceva sempre".

Noel non ha risparmiato poi una frecciata a José Mourinho, allenatore dello United, che ai microfoni dei giornalisti nel post-partita ha accusato l'arbitro Michael Oliver di aver condizionato il risultato, parlando di un "rigore netto" (per un fallo ai danni di Ander Herrera, ammonito invece per simulazione) non assegnato allo United.

Chiamato a commentare le parole del tecnico portoghese, Noel ha detto: "Ecco cosa alla gente non piace di lui. L'ipocrisia di quell'uomo è sconcertante".

Cliccando qui potete vedere (se vi collegate dal Regno Unito o con un proxy del Regno Unito) i migliori momenti di Noel ieri a Sky Sports UK (su YouTube il filmato è introvabile perché se caricato è bloccato per copyright).

Source: The Sun


domenica 10 dicembre 2017

Video (sottot. ITA) Noel Gallagher: "Reunion Oasis? Mi fa pena chi dubita della mia determinazione. Vi racconto la Manchester della mia infanzia"

Noel Gallagher riflette sull'ascesa degli Oasis, rivisitando la sua Manchester per la CBS in Canada. Poi parla anche di Liam, che accusa di aver "coinvolto mia moglie e i miei figli" nelle frecciate via Twitter. "Ho pietà per i fan che dubitano della mia determinazione", dice Noel riguardo all'ipotesi reunion degli Oasis. Sottotitoli ITA by frjdoasis. Dalla trasmissione "For the Record", 26.11.2017.



Source: Noel Gallagher: For the Record

sabato 9 dicembre 2017

"Caro Noel Gallagher vieni a parlare di droga alla mia scuola?". E l'ex degli Oasis risponde al piccolo fan così

Noel Gallagher si è reso protagonista di un "siparietto" che ha fatto immediatamente il giro del web. Fan sorpresi dopo che l'ex Oasis ha risposto alla richiesta di un fan pubblicando un post su Instagram. Il mittente è un adolescente di nome Sam Fisher, che gli chiedeva di poterlo incontrare.

"Caro Noel Gallagher, ti scrivo per chiederti se ti va di venire a parlare di droghe nella mia scuola", si legge nella lettera. "Grazie per l'offerta Sam, ma per quanto mi piacerebbe venire a parlare alla tua lezione non posso perché attualmente sono in riabilitazione... volevo dire studio!!!", il commento al post.

Sam lo ha ringraziato, anche se dispiaciuto, e ha rilanciato scrivendo una nuova richiesta: "Il prossimo anno verrò a trovarti a Birmingham. Sarebbe possibile farmi avere un pass per il backstage per incontrati e saperne di più sulle tue storie?". E ha poi invitato Gallagher a dare un'occhiata ad una sua esibizione, presente sul suo canale YouTube, facendo intendere che il suo più grande desiderio è esibirsi insieme a lui.

"Suonare sul palco con me? Non desideri molto, vero? Sono sicuro che avrai un pass e finalmente potremo incontrarci e parlare". Per non smentirsi, però, alla fine del post-risposta ha aggiunto: "Voglio solo sottolineare che non è un invito aperto a tutti".

Source: Il Mattino





Audio: Noel Gallagher intervistato su Rai Radio 2 a Parigi da Pierluigi Ferrantini e Carolina Di Domenico

Ieri sera Rai Radio 2 ha mandato in onda il concerto che Noel Gallagher ha tenuto a Parigi nello Studio 105, per la stazione radio France Inter. Prima del concerto è andata in onda un'intervista doppiata in italiano all'ex Oasis, presentata in italiano da Pierluigi Ferrantini e Carolina Di Domenico. L'abbiamo registrata e potete riascoltarla qui sotto.



CLICCA QUI per ascoltare il concerto

venerdì 8 dicembre 2017

Video (sottot. ITA) - Noel Gallagher risponde alle domande a raffica di Le Quotidien

In questo video Noel Gallagher risponde alle domande a raffica di Le Quotidien, in Francia. Sottotitoli ITA by oasisnotizie.




Original video here

Noel Gallagher a El País: "Reunion degli Oasis? No, basta vedere il Twitter di Liam. Internet ha rovinato il mondo"

Intervista di Pablo Guimón a Noel Gallagher per El País. Traduzione italiana: oasisnotizie.

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Cosa ti spinge a continuare a scrivere canzoni?
 
Il fatto che mi piaccia molto. Quando ho iniziato a scrivere canzoni non avevo un centesimo. Oggi, 25 anni dopo, ho molto denaro, ma continua ad essere importante, perché non ne ho bisogno. Faccio musica perché mi piace e mi piace che ad altra gente piaccia quello che faccio. Questo è molto importante, soprattutto nel mondo in cui viviamo oggi, con il terrorismo e tutta questa merda. Se sai fare musica sei obbligato a diffonderla, perché non c'è abbastanza bene nel mondo.

Hai scritto varie canzoni che probabilmente rimarranno nella storia per sempre.

Sedici.

Le hai contate?

Supersonic, Slide Away, Live Forever, Wonderwall, The Masterplan, Don't Look Back in Anger, Champagne Supernova, Acquiesce, Half the World Away, AKA ... What a Life!, If I Had a Gun, The Importance of Being Idle, Little by Little, The Death of You and Me, Riverman e Everybody’s on the Run.

Ero a Manchester il giorno in cui, dopo aver assistito al minuto di silenzio per le vittime dell'attentato, la folla riunita in veglia funebre ha iniziato a cantare Don't Look Back in Anger. Quella sera la canzone ha assunto un significato completamente nuovo.

Davvero? Io l'ho visto in televisione. È stata una cosa pazzesca.

Cos'hai provato?

Sono rimasto senza parole. Ognuno se ne sta per i fatti propri, in silenzio, e all'improvviso una ragazza decide, per un qualche motivo, che unirà tutta la gente e inizia a cantare. In quel momento la canzone è un'esperienza condivisa. Da appassionato di musica, essendo uno che crede nel suo potere, non mi è mai sorto il dubbio che la musica possa unire la gente. E qui si è visto chiaramente. Così quella canzone è straordinaria. In sé non è un pezzo musicale straordinario, come Strawberry Fields Forever, ma l'ho scritta una sera a Parigi, sotto la pioggia, da ubriaco. Parla di una donna che vede sfuggire via la propria vita. Quindi leva in alto un bicchiere e pensa: "Non mi pento di nulla". È stato un inno che parlava di questo per 20 anni. E ora è un altro inno di resistenza, al coraggio dell'uomo.

"Ogni volta che la cantiamo vinciamo", hai detto dal palco prima di cantarla, nel secondo concerto-omaggio per le vittime di Mancheste, il 9 settembre alla riapertura della Manchester Arena.

I terroristi islamici odiano i giovani, l'allegria, cantare. Per questo più lo facciamo meglio è. Se mi odi te ne darò una ragione. Cantiamo, esprimiamoci, che le donne continuino ad essere belle e i ragazzi ad essere giovani. Che si fottano!

Tuo fratello Liam ti ha criticato per non aver partecipato al primo concerto dopo l'attentato. Dopo è trapelato che tu avevi fatto un'importante donazione in denaro.

Sono un tipo riservato. Quella sera ho deciso che tutto il denaro extra che si sarebbe guadagnato a partire da quel momento sarebbe stato devoluto alle vittime. Non sono insicuro al punto da volere che si sappia, ma Liam ... ha bisogno di consultare uno psichiatra. Credo che non stia bene. 

Com'era casa Gallagher quando eravate piccoli?

La vita è quello che ti tocca e ciò che ne fai. Se confrontata con quella dei miei figli, la mia vita era molto difficile. Ai miei due figli piccoli non frega nulla! Sono cresciuti con un padre ricco che è una stella del rock. Mio padre era violento, il mio dannato fratello un idiota, l'altro mio fratello un altro idiota. I miei genitori lavoravano duramente e non avevamo soldi. Era questa la mia realtà. La normalità.

Hanno avuto fortuna i tuoi figli?

Altroché! Ovvio! Comunque non sentono l'esigenza di superarsi. Spero che trovino una passione e che si guadagnino da vivere facendo quello. Io ho avuto una sola opportunità. E questo è quanto. Quando ho scritto Live Forever ho pensato: "È questa l'opportunità". Mamma e papà mi piacciono e i soldi ci sono. Detto questo, buon per loro. Magari fossi stato io nei loro panni. Sarebbero stati guai. E mia figlia, cazzo se mi piace!

Mi garantisci che hai la personalità del figlio di mezzo (Noel è nato dopo il fratello Paul e prima del fratello Liam, ndr).

Noi figli di mezzo non sentiamo la pressione che sente il maggiore né riceviamo l'attenzione che riceve il minore. Siamo quasi anonimi a casa. Io sono cresciuto così. Mi piace rimanere nell'ombra. Faccio il mio fottuto lavoro, lo pubblico, è fantastico, vado in mezzo alla strada e quando finisco torno alla mia vita e non mi vedi più. Non mi interessano i riflettori.

Non hai conosciuto il successo vero prima di arrivare a quasi 30 anni. Questo ti ha preparato a quello che è venuto dopo?

Ovvio. Prima di andare in America con gli Oasis ero stato lì già tre volte. Non ero sballato, ma concentrato sul lavoro. Gli Oasis diventarono la band più grande del mondo perché non mi sono preso mai una giornata libera. Dal 1991 al 1999 non mi sono mai disconnesso. Mai. Ho lavorato per tutto il tempo perché quello che facevamo fosse fatto nel modo migliore. Le feste, le donne, tutta questa merda va bene un giorno, due, forse due e la mattina del terzo, ma quello che fa sì che tutto valga la pena e ti permette di rimanere sano è il lavoro.

Dicono che la fama somigli alle droghe.

Certo. La cocaina o l'ecstasy amplificano una parte della tua personalità. Anche la fama. Per esempio: sarebbe giusto dire che si conosce più Liam da quando ha aperto il suo profilo Twitter. È tutto quello che ti devo dire. Twitter è la nuova fama, no? Le stelle del rock, quando ero piccolo io, non si sapeva proprio cosa facessero. Ora qualsiasi imbecille sa quello che stanno facendo tutti. Non mi interessa Twitter perché sto bene con chi sono.

Parla di un momento magico della band, quei mesi prima del successo. Ti manca?

Lo vedi solo quando ci ripensi. Non avevi la security, andavi al concerto in furgone, caricavi tu la tua attrezzatura. È una cosa reale. Sì, mi manca l'impennata, ma c'è un momento in cui ci si blocca, e quello non mi manca.

Quando hai capito che era finito tutto?

Nell'ultimo tour. Avevo sempre avuto litigi e discussioni, però lì ho capito che non mi piaceva più. Ne avevo abbastanza. Avevo 43 anni. Il primo terzo della mia vita l'avevo trascorso sopravvivendo, il secondo l'avevo trascorso rendendo quella band la più grande del mondo e ho pensato: "Sai che c'è? Mi piacerebbe dedicare il resto a me stesso". Mi sono seduto nella mia auto prima di quel concerto di Parigi e ho pensato: "Si fotta questo imbecille!". È una delle decisioni migliori che abbia preso in vita mia.

È difficile stare così lontano da tuo fratello?

No.

Desideri riconciliarti con lui un giorno?

No. Sono molto felice così. Non mi manca Liam, manco per un fottuto nanosecondo. Ai fan spagnoli degli Oasis di' questo da parte mia: se avete un cazzo di dubbio sul perché non ci sarà la reunion degli Oasis, andate su Internet e aprite il suo profilo Twitter. Perché questa merda è andata avanti per 20 anni. Voi la fareste? OK, la fareste per soldi, ma se aveste già i soldi? Chi se ne frega?

Noel e Paul Gallagher con mamma Peggy
Sei tu l'ultima stella del rock?

Nessuno ha rivendicato il mio posto. Ed è una pena, perché mi piacerebbe conoscere il nuovo me. Certe volte ho pensato che sarebbe arrivato. L'ho pensato di Alex Turner, per esempio, ma la gente fa i suoi dischi nella sua stanza da letto. Io li faccio per suonare di fronte a 50.000 persone. Per quello sono tra gli artisti principali dei concerti da 20 anni.

Cosa ti manca degli anni '90?

Erano liberi, aperti. Non c'erano né Internet né i cellulari, solo tu, i tuoi pensieri e la musica. Internet è la cosa peggiore che sia successo al mondo. Diffonde il terrorismo, l'odio, la violenza, la guerra, la pedofilia. Tutto prima di Internet era magico, tutto dopo è stato un disastro. Della Brexit non mi importa molto. Non ho votato. Non ha influenza su di me. L'Europa è ad un bivio. Sembra che i politici si preoccupino più dell'economia che della società.  La famiglia del ragazzo dell'attentato di Manchester è venuta dalla Libia. Gli è stata data un'opportunità nella vita e questo piccolo maiale si fa saltare in aria con una bomba in un concerto pop. Quanto dev'essere fottuta la società perché accada una cosa del genere? Però ti chiamano razzista, quindi di quello non puoi parlare. Si suppone che i politici siano più intelligenti di noi, no? Noi siamo solo tizi a cui piacciono la musica, il calcio, fumare, bere.

Di cosa sei più orgoglioso?

Di essere ancora qui. Il mio nuovo disco non è nostalgico, non è Brit pop, è nuovo, è fresco. Sono orgoglioso di avere cose da dire, ma la cosa di cui vado più fiero è questo (sorride e indica il cuoio capelluto, ndr). Questa capigliatura. Tutta la mia carriera sta qui. Tutti quei discorsi che ho fatto sul vivere in eterno. Se non ci fosse questa qui tu non saresti seduto qui vicino a me. Dobbiamo porgere i nostri ringraziamenti e dedicare le nostre preghiere a questa.

Come ti piacerebbe essere ricordato?

Mi accontenterei di essere ricordato. I miei figli mi ricorderanno per come sono stato con loro. I miei amici la stessa cosa. Quello che Liam ricorda di me è una cosa totalmente diversa. La musica che ho fatto durerà per sempre. E uno spagnolo che ascolti la mia musica tra 50 anni mi piacerebbe che mi ricordasse come uno che non si è rovinato la vita. Uno che ha approfittato della sua opportunità, ha lavorato sodo ... e aveva dei bellissimi capelli.

Source: El País

giovedì 7 dicembre 2017

Noel Gallagher: "Gli Oasis nella Hall of Fame? Non salirei sul palco"

Noel Gallagher sa benissimo che gli Oasis potrebbero essere inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2019 e non ha perso tempo per smentire ogni possibile voce di reunion. 

"Sono stato già contattato dalla Rock and Roll Hall of Fame", ha spiegato un mese fa durante il listening party del suo ultimo album Who Built the Moon?, a Los Angeles."Questo cazzo di tizio della Rock and Roll Hall of Fame mi ha detto: 'Ma lo sai che tra due anni sarete nella lista dei papabili per la Hall of Fame?'. L’ho interrotto subito: 'Lascia che ti blocchi subito. Lo so di cosa si tratta, so cosa comporta e non succederà un cazzo, ok?'. Mi ha invitato a vedere tutta la roba degli Oasis esposta lì. È un posto meraviglioso, ok, ma non salirò sul palco a suonare con gli altri, penso di no".

Quando qualcuno gli ha chiesto se gli Oasis meritano davvero la nomina, ha detto: "Be', sicuramente la merito io. Potrebbero mettere un pupazzetto con la mia faccia da qualche parte. Uno di quegli affari con la testa gigante". Noel ha ammesso che l’unico ostacolo sarebbe il suo rapporto con il fratello Liam. "Trovo affascinante che la gente sia così fissata con quello che succede tra me e mio fratello", ha spiegato. "Sarebbe interessante solo se scrivessimo i brani insieme, se dovessimo far funzionare le cose. Io cerco di mettere un po’ di speranza in tutti i miei brani, un po’ di gioia. Scrivo quando sono felice, e ultimamente lo sono spesso".

"Non riesco a scrivere se mi sento triste, non sono capace di guardare il telegiornale e scrivere un pezzo. E poi c’è qualcuno che lo fa già al posto mio, probabilmente Thom Yorke. Per qualcuno è facile suonare la propria rabbia, io ho molte difficoltà".

Source: Rolling Stone

Liam vs. Noel Gallagher: i numeri della sfida nelle chart del 2017

Difficilmente troveremo – ed è giusto che sia così – i loro album nelle classifiche di fine anno, ciò nonostante Liam e Noel Gallagher hanno saputo riaccendere gli evitabili (ma divertenti) teatrini a cui ci avevano abituati, aggiornandone giusto il canale preferenziale (Twitter).

Se è vero che l’attuale discografia mondiale non aveva bisogno delle loro prove d’orgoglio è anche vero che – come sappiamo bene – ancora oggi qualsiasi cosa legata al brand Oasis si porta dietro una dose di un fanatismo per certi versi affine al tifo calcistico. 

Andiamo quindi a scoprire quale dei due fratelli ha ottenuto i risultati migliori, perlomeno nel primo tempo (la prima settimana di vendite) dato che la partita è ancora lunga. Per farlo abbiamo creato una dashboard contenente i dettagli sulle copie vendute nei principali mercati e sui rating della critica. 

La sfida è decisamente aperta con Liam Gallagher in leggero vantaggio (il fatto che sia l’album d’esordio ha chiaramente generato maggiore hype). Su SA trovate entrambe le recensioni di entrambi i dischi firmate da Edoardo Bridda: As You Were e Who Built the Moon?.


mercoledì 6 dicembre 2017

Liam Gallagher: "Noel? Dice stronzate, vada in vacanza con Bono. Il mio è l'album dell'anno. Amo il prosciutto di Parma"

Incontriamo Liam Gallagher in un hotel di New York. Fissa un albero di Natale di 5 metri. È pronto per un bel riposo festivo? Col cazzo, per parafrasare l'ex cantante degli Oasis.

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"Il pisolino? Spazzatura del cazzo. Noioso. Non lo reggo. Il sonno può andarsene a fanculo".

E gli animali?

"Gli animali? Eccezionali. Proprio tutti. Ovviamente i gatti e i cani sono fantastici. Non mi piacciono i serpenti e i cazzo di criceti e merdate simili. I delfini sono belli. I delfini sono quello di cui si tratta, cazzo. Le balene? Non male. Dei delfini grassi, no?".

I pasti?

"Del pranzo non mi frega. A cena mangio un boccone, ma mi piace la colazione. Mangio cibi diversi in stagioni diverse. Al momento, d'inverno, sono proprio preso dalla minestra. Poi d'estate mangio i (biscotti) Weetabix con latte e un po' di mieie. E in primavera e in autunno mangio melone e un pochino di quel prosciutto".

Prosciutto di Parma? È piuttosto chic.

"Sì. Be', io sono chic. Un ragazzo chic, no? Mi sono fatto del bene. Mi piacciono le cose belle, senza dubbio, ma tengo i piedi per terra con i Weetabix".


I biglietti per il tuo concerto del giugno 2018 a Finsbury Park, ben 40.000, sono andati esauriti in cinque minuti. Il tuo album As You Were ha venduto 103.000 copie nella prima settimana dopo l'uscita, battendo Sam Smith, Taylor Swift e, cosa più importante, tuo fratello Noel, tornato con un nuovo album, Who Built the Moon?.
"È stato grandioso. Non cura il cancro, ma c'è appetito per un buon album. Il mondo si muove così fottutamente veloce e tutti stanno provando a reinventare la cazzo di ruota. A me non interessa: la ruota va bene". 

I momenti brutti del tuo 2017?

"Non ce n'è stato neanche uno. Cioè (noi del Manchester City, ndr) abbiamo pareggiato contro l'Everton, quella cosa è stata piuttosto merdosa".
   
Serata difficile quella del 4 giugno in onore delle vittime di Manchester? (Liam si è esibito al One Love for Manchester organizzato da Ariana Grande, ndr)

"Quelle cose lo sono, no? Penso che si debbano affrontare: non si possono cambiare. Ciò che puoi fare, però, è andare lì, cantare con il tuo cuoricino in mano e mettere un sorriso sul volto della gente".

Ieri sera al Terminal 5 di New York ti sei esibito al culmine di una serie di date iniziate con il concerto di Dubai.

"Quella è stata una figata. Pensavo che ci sarebbero state un sacco di reogle del tipo: 'Non saltellare su e giù o sarai decapitato', ma tutti sono andati in visibilio, lanciavano birre, lì davanti c'è stata molta ressa. È stato come essere in Inghilterra. Quindi è stato perfetto, cazzo".

Eri in splendida forma, anche se il concerto è durato poco, non più di un'ora.

"Per me è sempre la stessa cosa: le prime sei o sette canzoni sono quello di cui si tratta, poi fai: 'Devo farne ancora, cazzo?'. È come un incontro di pugilato: se non li hai messi k.o. nei primi cinque set diventa un po' una noia".

Ma all'Ally Pally (l'Alexandra Palace di Londra, ndr), il 7 dicembre, suonerai per 90 minuti buoni, come a Finsbury Park. Quali sono le band di supporto per l'evento di quest'estate?

"Non ne ho idea, perché in giro non ci sono molte band che mi piacciano. Richard Ashcroft. Nessun altro".

C'è una canzone buona nel nuovo album di Ed Sheeran?

"Non ascolto Ed Sheeran. Non ascolto nessuna musica nuova".

Quindi non potresti nominare un album dell'anno?

"È il mio album l'album dell'anno. E posso dirlo perché, come tutti sanno, non l'ho scritto tutto io. Quindi per quanto io ne sia appassionato, posso davvero mettermi comodo e fare: 'È un classico assoluto' .."

Di recente tuo fratello Noel ha rilasciato delle interviste. 

"È una cosa ridicola. È imbarazzante quello stronzo, per le cagate che stanno uscendo dalla sua bocca al momento. Deve farsi una lunga vacanza con Bono".

Dal punto di vista familiare sembri aver ritrovato stabilità. Sei tornato in carreggiata con i tuoi figli Lennon e Gene.

"Gene vive con me per la maggior parte del tempo. Va tutto bene, amico".

Tu e la tua fidanzata, Debbie Gwyther, condividete un appartamento ad Highgate, ma state per trasferirvi in una casa lì vicino. Com'è vivere/lavorare/viaggiare con la tua fidanzata 24 ore su 24, sette giorni su sette? Ti comporti meglio quando accanto hai Debbie?

"Sì, proprio così. Abbandonato a me stesso, starei seduto sulla cima di quel cazzo di albero di Natale".

E le tue vacanze di Natale?

"Il 27 dicembre io e Debbie voliamo in Australia per alcuni concerti e poi ci prendiamo una vacanza in Thailandia. A Natale affittiamo una casa a Cotswolds. Penso che mia madre sarà con Noel per via dei bambini e il resto. Verrà l'altro mio fratello, Paul. C'è la famiglia di Debbie. Penso che Gene e Lennon verranno la notte di Natale".

Cosa vuoi per Natale? Una copia deluxe del nuovo album degli U2?

"Dio, no! Ho tutto, amico ... No, ti dico cosa voglio: voglio che il nostro ragazzo (Noel, ndr) rinsavisca, cazzo! Dipende da lui, giusto? Ecco cosa voglio per Natale. Forse un paio di recensioni di merda e vendite del disco deludenti e tornerà, no? Ascolta, a me lo scherzo piace, ma mi importa, cazzo, che gli Oasis si riformino. Sono piuttosto felice di fare questo. (Voglio) solo che lui torni in sé. Era divertente, ma ora è semplicemente ... non rancoroso, giusto un po' incattivito".

Quell'augurio per Natale penso che suggerisca quanto bene residuo tu voglia a Noel.

"Sì, gli voglio tanto bene. È mio fratello in fin dei conti. È solo un po' snob, cazzo. Un po' presuntuoso. Un po' come alcuni di questi stronzi qui. Anche se sono sicuro che sono tutte persone simpatiche".

Ovviamente te la stai spassando alla grande. Puoi sintetizzare il 2017 con tre parole?


"Quella ovvia sarebbe 'as you were', ma fammi vedere ... Super. Fottuto. Fantastico. Va bene?".

Certo. E il 2018 in tre parole?

"Lo stesso, cazzo, amico".

traduz. by oasisnotizie - Source: Evening Standard

Foto: Evening Standard e @oasisworld on Instagram
 

Noel Gallagher a colloquio con Elton John: "Il mio album è gioia. Per la prima volta mi sono messo nelle mani di un produttore"

Noel Gallagher è stato intervistato da Elton John per Beats 1, stazione radio di proprietà di Apple. Ecco una nostra traduzione della chiacchierata, che potete vedere alla fine di questo post.

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Noel, sei stato molto generoso, al punto da mandarmi questo tuo album già nella tarda primavera o all'inizio dell'estate. L'ho ascoltato a ripetizione da allora e devo dire che è una bomba. È diverso da qualsiasi album tu abbia fatto prima, dal punto di vista del sound.

"Sì, nel mio album c'è un senso generale di goia che, come ho detto in tutte le interviste, oggigiorno è quasi rivoluzionario, perché un tizio che oggi suona la chitarra in una band è quasi obbligato a scrivere canzoni sulle notizie del giorno. E le notizie, come sappiamo tutti, sono noiose, sono sempre la solita solfa. Quindi portare quella quantità di gioia in un disco penso che oggigiorno sia unico".

Hai co-prodotto con David Holmes?

"No, è stata la prima volta che mi sono messo nelle mani di un produttore. E la principale differenza tra questo disco e gli altri è stata questa: per ogni disco che ho fatto me ne stavo seduto a casa per un anno e scrivevo 16 canzoni, poi le portavo in studio, ne sceglievo le migliori e si partiva. Per questo album David Holmes mi ha detto: 'Non scrivere niente a casa, creiamolo in studio'. Ecco perché suona così diverso. Ogni volta che scrivevo qualcosa o facevo qualcosa mi fermava e diceva: 'Suona un po' come gli Oasis'. Non mi scoraggiava, mi confondeva un po' le idee su dove stessi andando".

È un disco fantastico e l'atmosfera continua dalla prima all'ultima canzone: non ci sono alti e bassi. It's a Beautiful World mi ricorda gli U2, il ritornello.

"Sì, non me ne sono reso conto finché l'ho fatta sentire della gente e mi hanno detto: 'È come gli U2' ...".

Solo il ritornello. È fantastico.

"Sì. È curioso, perché quando scrivevo il ritornello per quella canzone ne ho scritti un po' e non si addicevano tanto. Ho pensato: 'Devo riscriverlo'. E il mio ingegnere del suono mi ha detto: 'Cosa farebbe Bowie per questo ritornello?'. E io: 'OK, aspetta un attimo. Accenderò il bollitore e ascolterò Bowie'. E quel ritornello è piovuto dal cielo".

Holy Mountain è la seconda traccia dell'album.

@fr_design | Instagram
"È la prima cosa che è stata completata. È la mia traccia preferita dell'album perché il riff di flauto a fischietto è tratto da un pezzo di questa band americana degli anni '70 che ebbe successo con una sola canzone, gli Ice Cream. La canzone si chiama The Chewin' Gum Kid. David Holmes mi ha fatto sentire questo brano, ne ha estratto quel campionamento e mi ha chiesto: "Pensi di essere in grado di scrivere un pezzo attorno a quel riff?". E questo riff era talmente molesto che ho pensato: "Se mi ammazza scriverò una canzone attorno a questo. Ed era interessante vedere che, man mano che la canzone si sviluppava, i miei due figli ne erano entusiasti. Anche gli amici dei miei figli impazzivano per il brano e ho pensato: 'Potrebbe essere un inno da parco giochi'. A me suona proprio come una cosa gioiosa e dal vivo è anche meglio di come suona su album. Mentre facevo l'album l'ho fatta sentire al mio management e alla gente che gestisce la mia etichetta discografica e quando si è arrivati alla fine della canzone c'è stato silenzio e qualcuno ha chiesto: 'Sono tutte così le altre?'. E io ho risposto: 'Oh, alcune sono anche peggo di così'. Poi l'ho scelta come primo singolo perché io e David abbiamo pensato che avrebbe sfidato i miei fan, perché non somiglia a nessun'altra canzone fatta da me in precedenza. Avevo ragione. Il riscontro che è giunto un paio di giorni dopo la sua pubblicazione è stato piuttosto interessante, devo dire. La gente la ama o la odia".

Sento molte cose in questo disco. Sento T-Rex, i Beatles ovviamente ... Sono tutte cose che amo.

"David è un produttore eccezionale. La sua lingua musicale è semplicemente far sentire dischi e dire: 'Fallo suonare così'. E per fortuna avevamo questo ingegnere che è un mago del computer, il modo in cui l'ha mixato è incredibile. L'ha mixato come i nostri dischi preferiti del passato".

Il sound del disco è incredibile. Ne ho appena preso il vinile, non vedo l'ora di sentire come suona. She Taught Me How to Fly è un altro pezzo del tuo nuovo album.

"Sì. Facevamo questo disco e l'introduzione è tratta da un brano che non andava da nessuna parte. Provavamo a costruire una canzone attorno a questa cosa pulsante che avevamo. Conversavamo di Blondie. E David mi ha detto: 'Facciamo finta di scrivere un singolo per Blondie'. E io: 'Che cazzo di idea eccezionale!'. Ed è andata così. E devo dire che riesco a sentire Debbie che la canta. Se sei in ascolto, Debbie, quando io finirò con questo brano, puoi prenderlo tu".

Devo dire - e te l'ho detto prima - questo disco più lo ascolti, più diventa un vecchio amico. Non riesci più a smettere di sentirlo. Cresce ad ogni ascolto. Sei proprio baciato dal sole in questo periodo: hai pubblicato un disco incredibile e la tua squadra (il Manchester City, ndr) gioca un calcio extraplanetario e va tutto bene nel mondo.

È bello essere vivi.

Sono sempre stato tifoso del Manchester United, ma devo dire che quest'anno il Manchester City sta giocando il miglior calcio che abbia visto giocare da una squadra inglese. Eravamo insieme in tribuna a Watford quando avete vinto 6-0 quest'anno, sei stato mio ospite. Non mi è dispiaciuto perdere, perché il calcio era così straordinariamente bello ... 

Non avete giocato male quel giorno, ma quest'anno abbiamo portato le cose ad un altro livello, tanto che è un privilegio andare a vederli giocare. Sembra che ora stiano giocando con molta fiducia. Con alcuni amici tifosi del Manchester City e cresciuti con me ci dicevamo: 'Quand'è che perderemo? Questi sono venuti a giocare e li stiamo annichilendo'.

trad. a cura di oasisnotizie



Noel Gallagher: "Holy Mountain scelta come singolo come sfida ai miei fan. La gente la ama o la odia e lo prevedevo"

Nell'intervista concessa a Elton John per Beats 1, stazione radiofonica di Apple, Noel Gallagher ha fatto alcuni commenti su Holy Mountain, primo singolo estratto da Who Built the Moon?, il suo nuovo disco. Queste le sue parole.

"È la prima cosa che è stata completata. È la mia traccia preferita dell'album perché il riff di flauto a fischietto è tratto da un pezzo di questa band americana degli anni '70 che ebbe successo con una sola canzone, gli Ice Cream. La canzone si chiama The Chewin' Gum Kid. David Holmes mi ha fatto sentire questo brano, ne ha estratto quel campionamento e mi ha chiesto: 'Pensi di essere in grado di scrivere un pezzo attorno a quel riff?'. E questo riff era talmente molesto che ho pensato: 'Se mi ammazza scriverò una canzone attorno a questo'. Ed era interessante vedere che, man mano che la canzone si sviluppava, i miei due figli ne erano entusiasti. Anche gli amici dei miei figli impazzivano per il brano e ho pensato: 'Potrebbe essere un inno da parco giochi'. A me suona proprio come una cosa gioiosa e dal vivo è anche meglio di come suona su album". 
"Mentre facevo l'album l'ho fatta sentire al mio management e alla gente che gestisce la mia etichetta discografica e quando si è arrivati alla fine della canzone c'è stato silenzio e qualcuno ha chiesto: 'Sono tutte così le altre?'. E io ho risposto: 'Oh, alcune sono anche peggio di così'. Poi l'ho scelta come primo singolo perché io e David abbiamo pensato che avrebbe sfidato i miei fan, perché non somiglia a nessun'altra canzone fatta da me in precedenza. Avevo ragione. Il riscontro che è giunto un paio di giorni dopo la sua pubblicazione è stato piuttosto interessante, devo dire. La gente la ama o la odia". 
oasisnotizie - via Beats 1 (YouTube)

martedì 5 dicembre 2017

Liam Gallagher, l'ultima grande stella del rock 'n' roll. La recensione del concerto di Leeds

LIAM GALLAGHER - L'ULTIMA GRANDE STELLA DEL ROCK 'N' ROLL | LA RECENSIONE DEL CONCERTO DI LEEDS (5 stelle su 5)

First Direct Arena, Leeds, 3 dicembre 2017

Il romanzo dello scrittore David Hepworth Uncommon People: The Rise e Fall of the Rock Stars annuncia la fine dell'era delle rock star. Kurt Cobain dei Nirvana - che si è suicidato nell'aprile del 1994, una settimana prima che gli Oasis pubblicassero il loro primo singolo, Supersonic - è descritto come "forse l'ultimo". Se è così, nessuno sembra averlo detto a Liam Gallagher.

L'ex frontman degli Oasis si pavoneggia, con spavalderia e carattere, come se fosse reduce da una discussione con un vigile urbano. Nelle sue prime parole alla folla riecheggia I Am the Walrus dei Beatles: "Sono lui come tu sei lui tu sei Leeds e siamo tutti insieme". Poi inizia a cantare: "Stasera sono una stella del rock 'n' roll". E per i successivi 90 esaltanti minuti è esattamente questo.

Non è immediatamente evidente ciò che Liam Gallagher ha e che tanti altri artisti non hanno. Insolitamente, per una star a livello di arena, non accade molto in un suo concerto. A parte la strobo occasionale, l'unica vera concessione alla teatralità è la scritta "Rock 'n' roll" imbrattata su un organo bianco (consapevole omaggio ad una grande band di Manchester dimenticata , i World of Twist, la cui scenografia dei live prevedeva lo stesso slogan negli anni '90). In effetti, per quasi tutta la performance, stiamo guardando un uomo di 45 anni in un parka, che canta rimanendo con le radici piantate sul posto. Eppure ogni movimento sembra irradiare potenza pura ed energia pura  mentre attorno a lui infuriano le chitarre e la batteria. L'occhio è inspiegabilmente attratto da lui, tutto il tempo (il suo cappotto scarlatto, mentre i musicisti sono tutti in nero, certamente aiuta). Alla fine della canzone, sputa fuori la sua spiegazione della sua alterità magnetica: "Nessuna delle fottute pop star di plastica!"

Essere in grado di attingere a un classico degli Oasis che definisce un'epoca come What's the Story (Morning Glory)? già dalla seconda canzone certamente aggiunge un brivido. Ma quando le persone - molte della metà dei suoi anni - si avvicinano a Liam Gallagher nello stesso modo in cui i bambini guardano uno scheletro di T-rex in un museo, lo fanno sapendo che potremmo non vedere più uno come lui: un cantante rock la cui band balzò dal suonare al personale del bar del vicino pub Duchess fino a Knebworth, e ai più grandi concerti degli anni '90, in tre anni volubili. 

Ciononostante questo spettacolo non pare nostalgico. Se la fiducia supersonica di Liam Gallagher ha subito un brutto colpo con il flop della sua band post-Oasis, Beady Eye, ha sicuramente avuto una nuova impennata dopo che il suo album di debutto As You Were ha venduto più del resto della Top 20 messa insieme, in ottobre (e ha venduto più del fratello Noel, attuale numero 1). La metà del suo set consiste in canzoni degli Oasis, scritte dal fratello estraniato, ma come Liam ha recentemente indicato su Twitter: "Lui le ha scritte, io le ho fatte".

Con la sua voce che recupera un'ottava perduta da tempo, pezzi del calibro di Some Might Say e Supersonic sono dei jet ruggenti, ma le canzoni soliste reggono il loro. Con la voce di Liam Gallagher, un perfetto mix di due John - Lydon e Lennon - sono appuntite e al vetriolo (Greedy Soul, You Better Run e Wall of Glass) o più malinconicamente emozionanti (Bold and For What It's Worth). L'ultima - a quanto si dice una richiesta di scuse all'ex moglie Nicole Appleton e già una delle più cantate dai fan - è un inno tanto grande quanto quelli cantati in 20 anni. Dopodiché si trasforma in un impeccabile curatore del proprio repertorio, trasformando un lato b del 1995, Rockin' Chair - tra tutte sicuramente la più grande "canzone degli Oasis" dimenticata - in una celebrazione riflessiva della sopravvivenza. Be Here Now viene recuperata da una discarica di brani degli Oasis successivi e meno amati e trasformata in uno dei momenti strappa-applausi, con la folla che ha intonato il ritornello "yeah yeah yeah".

Per tutto il tempo si levano pinte, coppie (etero e gay) si abbracciano intonando il canto "Liam! Liam!", che echeggia nell'arena. Il mancuniano è di buon umore, commenta l'imperativo di non imprecare ("Si fotta") e risponde a un canto "Yorkshire! Yorkshire!" con una frase concisa: "Non ho nulla contro lo Yorkshire, ma calmatevi. Avete del buon tè".

Il pubblico esplode per il bis di Cigarettes & Alcohol, e il verso "Vale la pena trovarsi un lavoro quando non c'è niente per cui valga la pena di lavorare?" sembra più rilevante che mai nell'era dei contratti a zero ore. Live Forever è eseguita con una bellissimo e nuovo arrangiamento, completa di violoncello. Poi, quando le luci dell'arena si accendono, la versione di My Way di Sid Vicious trasmessa a palla e la folla che si assiepa, Liam Gallagher ritorna all'improvviso. "Vi ho fatto divertire, no?", ridacchia, ed esegue una Wonderwall perfetta prima di uscire come era entrato, applaudendo l'applauso e in ogni centimetro stella del rock 'n' roll.

David Simpson - Source: The Guardian




Video (sottot. ITA) Noel Gallagher intervistato su Liam, Oasis, stato del rock 'n' roll, etc. "Leccami le palle!"

Nel video qui sotto una ricca intervista concessa da Noel Gallagher in Canada a Mike on Much Music. Con nostri sottotitoli ITA.

Noel parla di molte cose (il nuovo disco, il successo degli Oasis, il ruolo della fortuna nel successo, l'attuale stato del rock 'n' roll, l'importanza di avere i capelli per una rock star, etc.). E nel finale di Liam: "Liam, benificia pure del mio genio. Finché mi paghi le royalties per i pezzi degli Oasis che suoni puoi leccarmi le palle". Intervista di Mike Veerman per Mike on Much Music in Canada. 

Sottotitoli ITA by oasisnotizie.



Liam Gallagher e i Killers si esibiranno all'I-Days di Milano nel giugno 2018

È stata ufficializzata nella mattinata di martedì 5 dicembre la presenza di Liam Gallagher e Killers il prossimo 21 giugno all'I-Days, presso l'ex Area Expo della Fiera di Rho, nell'hinterland nord-occidentale di Milano. 

L'ex frontman degli Oasis - che si sciolsero proprio alla vigilia dell'I-Days festival del 2009, in programma sempre a Rho - e la band di Las Vegas saranno di scena il prossimo 21 giugno. 

I biglietti per la giornata saranno disponibili sul circuito TicketOne e su tutte le altre piattaforme primarie autorizzate a partire dal prossimo lunedì, 11 dicembre, al prezzo di 55 euro per il pit e 50 euro per il posto ordinario, al quale andranno aggiunti diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali.

Sempre dal prossimo lunedì saranno disponibili in prevendita anche gli abbonamento per la quattro giorni - della quale, però, al momento è stato svelato solo parzialmente il cast, del quale faranno parte anche i Pearl Jam, di scena il 22 giugno: i pass per il pit saranno disponibili a 223 più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali, mentre quelli per l'ingresso semplice a 188 euro più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali.

Liam quest’anno si è esibito a Reading davanti a 90.000 persone e la prossima estate si esibirà di fronte a 40.000 persone a Finsbury Park, Londra: i biglietti per il suo show sono andati esauriti. Avrebbe dovuto farlo anche in Italia, all’Home Festival, ma la sua esibizione, in programma il 1° settembre, è stata annullata a poche ore dal previsto inizio a causa dei danni provocati dalle pessime condizioni atmosferiche.
Liam si esibirà a Milano e Padova il 26 e 27 febbraio e quella dell'I-Days sarà la sua unica data estiva nel nostro paese.

Biglietti disponibili su IoVado.club e registrandosi gratuitamente (o effettuando l’accesso al proprio account) su www.livenation.it a partire dalle ore di 12:00 di mercoledì 6 dicembre fino a lunedì 11 dicembre alle ore 12:00.

Disponibili su Ticketmaster.it, Ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati dalle ore 12:00 di lunedì 11 dicembre.

Prezzo Biglietti:
Posto Unico: 50,00€ + diritti di prevendita
PIT: 55,00€ + diritti di prevendita

Abbonamenti I-Days per 4 giorni (21-24 giugno 2018) in vendita da lunedì 11 dicembre.
Posto Unico: 188,00€ + diritti di prevendita
PIT: 223,00€ + diritti di prevendita

#TheKillers
Al concerto epico di Hyde Park di quest'anno davanti a 65.000 fan hanno registrato uno tra i più rapidi sold-out di sempre.
Più di 15 milioni di copie vendute in tutto il mondo, unica band sempre alla numero uno delle classifiche inglesi con tutti i loro album incluso l’ultimo “Wonderful Wonderful".
The Killers, una tra le band più importanti del nuovo millennio, atterrerà sul Palco di I-Days!!

#LiamGallagher
Nominato dai lettori di NME e di Q-Magazine "Il più grande frontman di tutti i tempi". La sua musica e il suo stile hanno segnato intere generazioni.
Questa estate a Reading davanti a 90.000 spettatori ha esaltato i suoi fan con le sue nuove canzoni e con i grandi classici come Wonderwall, Rock’n’ Roll Star, Morning Glory, D’You Know What I Mean? Slide Away, Be Here Now.
Il suo prossimo concerto al Finsbury Park di Londra è già sold out… Ora in Italia per l’unica data estiva è pronto a infiammare anche il pubblico di I-Days 2018!!!

www.idays.it

lunedì 4 dicembre 2017

Liam Gallagher a Minneapolis: "Noel, devi abbassare la cresta. Potevi almeno telefonarmi in questi quattro anni difficili per me"

Mercoledì 20 novembre Liam Gallagher ha concesso un'interessante intervista a Jill Riley e Brian Oake di The Current, stazione radio di Minneapolis, prima del concerto alla First Avenue Mainroom.

Abbiamo trascritto le sue parole. L'audio è alla fine del post.
Source: The Current

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Liam con Jill Riley e Brian Oake (foto di Anna Reed)
Cosa ti piace dei tour negli Stati Uniti e a cosa non ti adatterai mai riguardo ai tour negli States?

La prima volta che venimmo in America rimasi a bocca aperta: "È un po' grande. Voglio tornare in Inghilterra". E ovviamente in Inghilterra andavamo forte. E onestamente ti devo dire che venendo in America non ci si aspettava che gli americani fossero appassionati di noi tanto quanto lo fossero gli inglesi, ma pensavo: "Questo posto è proprio grande, non so bene ...". Man mano che sono invecchiato ogni volta non vedevo l'ora di venire qui. Ovviamente da giovane ce l'avevo col mondo. Andando avanti un po' con l'età perdi quel rancore, quindi mi piace venire in America. Mi piacciono i concerti qui.

Sai, tra i Beady Eye e questa avventura c'è stato uno di quei periodi in cui gli artisti vivono alti e bassi, fanno cose diverse, ma per uno come te che è un artista, che è un performer ...

Non mi vedo come un artista, mi vedo come un cantante rock 'n' roll che ogni tanto scrive una canzone. Quella parola, 'artista', la lascio a gente del calbro di Paul Weller e Noel Gallagher, perché penso che quella parola a loro piaccia. A me non si attaglia.

Questo mi affascina, perché certe persone amano scrivere canzoni e amano stare in studio. Questa è la cosa tua.

Mi piace stare in studio, senza dubbio. Mi piace tutto di quella cosa. Non mi piace fare i video, forse è per quello. Non mi definisco ancora un artista, mi definisco un cantante. Penso che la parola 'artista' sia un po' pretenziosa. 

Ci sono posti dell'America in cui preferiresti andare e posti in cui non preferiresti andare?

No. Se sei in un posto devi andare ovunque. E questo vale ovunque. In Inghilterra se vai a suonare solo a Londra e a Manchester non vai in giro ovunque. Devi andare in ogni dove. Se qui fai solo Los Angeles o New York e tutte le grandi città o i cosiddetti posti alla moda per me non va bene. Bisogna andare in giro. L'altra sera abbiamo suonato a Phoenix ed è stato un po' strano. Poi abbiamo suonato a Denver ed è stato l'esatto opposto: è stato pazzesco. La gente a Phoenix ha apprezzato, ma non si muoveva molto. E la cosa va bene, io quando vado ai concerti non saltello in giro. A Denver, la sera dopo, pensavo che sarebbe stata la stessa cosa, ma è stato pazzesco. Era come un concerto a Glasgow: molta gente saltava. Quindi non si sa mai.

Al tuo concerto alla First Avenue, qui a Minneapolis, noterai che la gente si conterrà, ma in realtà qui la gente impazzirà. È proprio il pubblico che è così qui.

Io sono un tipo semplice. Finché ascoltano ... capisci? Io ai concerti ci sono andato, mi metto dietro ed è la migliore esperienza della mia vita. Non si basa tutto sul saltellare, lanciarsi bibite e darsi testate l'uno con l'altro. Finché ascoltano va bene. Se mi chiedi se preferisco un pubblico che rimane fermo e ascolta o uno che saltella e ascolta, preferisco la gente che dà di matto. Penso che contribuisca a rendere il concerto migliore.

Molte volte dal vivo canti e sei lì con le mani dietro la schiena, quindi è difficile dire se stai perdendo la testa. Anche se non per forza la esprimi, incameri più energia così?

Sol perché non saltello, non ballo e non agito le mani non significa che ... Mi esprimo con molta rabbia, forse non rabbia, ma molta energia, molta anima. Sto provando a far passare un messaggio, senza dubbio, non sono solo occupato a saltellare ovunque. Il giorno in cui andrò lì e mentre canto una canzone lo farò sparatemi in fronte!

Parliamo del nuovo album, As You Were. Com'è stato fare un tuo album?

È stato bello perché è stata una cosa molto tranquilla fare il disco. Quando ho fatto le canzoni con Greg Kurstin (a Los Angeles) c'eravamo solo io, Greg e Andrew Wyatt, quindi allora eravamo solo in tre in studio. Poi quando ho fatto le canzoni in Inghilterra eravamo io, il batterista e Dan Grech-Marguerat. Quindi è stato diverso, ma mi è piaciuto.

Cosa hai apprezzato di Greg Kurstin?

È rapido. Siamo andati avanti con il lavoro. Con gli Oasis c'erano molti tentennamenti. Noel impiega molto tempo a registrare. Verso la fine degli Oasis eravamo diventati troppo 'musicisti'. Con Greg si faceva: "Abbiamo fatto questo. Figo. Passiamo alla prossima cosa successiva". È stato molto rapido ed è così che dovrebbe essere. Abbiamo fatto tre canzoni in tre giorni, scritte e registrate in tre giorni, quindi quella è stata una cosa buona.

Come hai ingaggiato Greg Kurstin? E quanto hai capito che era il tipo che faceva per te?

La casa discografica è venuta da me e mi ha detto: "Hai sentito parlare di Greg Kurstin?". "Proprio no"'. "Guarda, ha lavorato con Beck, Adele e ha fatto molta altra roba". E ho detto: "OK". Poi sono volato a Los Angeles. Sono entrato, abbiamo bevuto un paio di caffè. Gli avevo mandato un paio di canzoni che avevo già fatto dicendogli: "Questo è il tipo di roba che faremo. Non è il caso di mangiarsi il cervello: non stiamo mica facendo un disco reggae". Sono entrato e mi ha detto: "Guarda, ho questa canzone, Wall of Glass". Mi ha fatto sentire il riff e ci siamo messi tutti e tre al tavolo e siamo andati avanti con il lavoro. 

Tu non hai paura  quando del termine pop music, che molti usano in senso denigratorio. Penso che la pop music è fatta in modo perfetto penso che sia imbattibile da qualsiasi altra forma di musica. Tu non hai paura di una canzone pop scritta in modo perfetto.

Sì, ma non so neanche cosa sia. Penso solo che sia una buona canzone con una buona melodia e con un buon testo. Il testo non è così importante. Ovviamente vuoi che sia profonda e che abbia significato, ma certe cose non devono significare niente. Certa gente come Paul Weller si agita troppo quando si parla di testi e fa: "Sono un po' sotto la media". Non tutto deve avere un significato profondo per qualcosa, capisci? Quello che voglio dire sulla musica pop è che finché la melodia è buona e puoi canticchiarla, ti resta in testa. Penso sia solo una buona canzone. Non so cosa sia il pop. Cos'è il pop? Cos'è il rock 'n' roll? Cos'è? È solo una buona canzone, no? Se qualcuno sa dirmi una  splendida canzone pop da cantare, una volta che la canto la porto comunque da qualche parte.
Per esempio Taylor Swift, lei fa del buon pop. Quella canzone, Shake it Off, era una canzone pop grandiosa, grandiosa, perché è orecchiabile. Ti rimane in testa. I Beatles facevano musica pop e con il passare del tempo sono diventati un po' più profondi.

Sei un performer, sei un cantante.

Solo solo un cantante, non mi vedo proprio come un performer.

Oh, davvero?

Sì, non faccio nulla io. Me ne sto lì in piedi e canto e basta. Forse quello è anche performare oggi, chissà ...

Quando sei passato dal cantare mentre ascoltavi la radio a casa alla consapevolezza che potevi cantare in una band?

Ovviamente ero solito vedere Top of the Pops, la top 40, in cucina a casa di mia madre a Manchester, in Inghilterra. Cantavo mentre vedevo il programma. Penso sia stato il mio amico Paul (Arthurs), 'Bonehead' ad unirsi ad una band, lui ha fondato una band di nome The Rain. Non erano male, non erano molto bravi. Non sto dicendo che all'epoca fossi bravo, ma pensavo: "Rispetto per loro perché fanno questo". Poi si sono sbarazzati del cantante e mi hanno chiesto se volessi farlo io. Sono andato a dar loro un'occhiata ed era piuttosto figo. Così sono andato giù dove provavano e ho iniziato a cantare. Mi piace cantare. E anche il punk rock, ho in me anche un po' di (Johnny) Rotten, un po' di (Sex) Pistols. È così che mi piace vedermi.

Mettiamo che tu vedi una band. Il cantante non riesce a cantare in tono, le canzoni sono belle e potenti, ma quello che stai vedendo non è arte. Lo è se credono e ti fanno credere che è abbastanza buono allora.

Certo che sì. Certo. Non occorre che tu sia supertalentuoso, capisci? E anche il look è importante, capisci? Penso che se azzecchi il look e la musica è allora che parliamo di roba come si deve. Perché c'è sempre tempo per svilupparti fino a diventare ottimo, ma se sei appassionato di gilet sarai sempre appassionato di gilet.

Hai detto in alcune interviste che quando è arrivato il momento di fare il disco da solista hai pensato: "Oh, davvero farò un disco da solista?". Come hai superato questo scoglio?

Non c'è stato molto cazzeggio con i musicisti. Avevo già un paio di canzoni, le ho fatte sentire ad un tizio di una casa discografica e mi ha detto: "Senti, sei disponibile?". Penso che ripresentarsi con un altro nome, come avvenuto con i Beady Eye, non credo sia in sintonia con la gente. La gente mi vuole negli Oasis o come Liam Gallagher. Tutte queste cose alla Beady Eye o qualsiasi altro nome penso sfugga alla gente. Quindi l'ultima possibilità di lanciare i dadi era presentarmi con il mio nome e tornare con un buon album. Ed è proprio quello che è successo, penso.

In For What It's Worth sei molto riflessivo. Qual è stata l'ispirazione? Da cosa è nata quella canzone?

L'ho fatta con un tizio. Dice qualcosa del tipo: "Sono stato un po' monello e me ne scuso". Molta gente fraintende e pensa che parli Noel, ma non parla di Noel. Con lui non ho nulla di cui scusarmi. Parla più dei miei figli, a mia madre, della mia vita privata. Parla di quello, non parla di Noel Gallagher.

Ho letto che vai a correre. Qual è stato il primo giorno in cui hai indossato le scarpe da ginnastica e hai deciso di iniziare a correre?

Correvo dalla mia scuola a Manchester, poi ho iniziato a bere e non ho più corso. Poi sono entrato nella band e non ho fatto nulla di tutto quello. Forse dieci anni fa ho pensato: "Devo uscire di casa e fare un po' di corsa". Ora ne sono ossessionato. Fa bene alla mente. Non lo faccio per nessun altro motivo: non cambia il mio aspetto, dato che bevo ancora, fumo ancora e mangio il cibo che voglio mangiare. Se mi apri la testa ci trovi una cassa di birre, capisci? Vuoi farlo per mantenerti snello, ma nel mio caso non sembra funzionare così. Funziona più per la mia mente.

Per quanto altro tempo ti fermi negli States?

Due altre settimane, poi torno in Inghilterra per il tour nelle arene fino al 16 dicembre. Poi ho Natale libero e poi andiamo in Australia, suoniamo un po' lì e poi andiamo in Sudamerica. È un tour lungo ed è perfetto così, perché è bello stare lontano da casa, ma bisogna prendersi cura di sé lungo la strada.

Sì, tra te Noel c'è molta inimicizia e ci sono molti tweet, ma c'è ancora umanità, fraternità?

Certo, da parte mia senza dubbio. Voglio bene a mio fratello e non smetterò mai di volergli bene. Ovviamente mi fa incazzare e penso che mi abbia buttato sotto un bus sciogliendo gli Oasis per intraprendere la sua carriera di artista. Ci sarà sempre qualcosa che mi ribollirà dentro. Penso anche che sia un po' presuntuoso, il modo in cui oggi lui sta al mondo, se capisci cosa intendo. Penso che abbia bisogno di abbassare un po' la cresta. Quindi sto solo accendendo un faro su di lui, capisci? Ha trascorso quattro anni in cui io ero seduto a casa alle prese con la mia roba personale - tutta colpa mia e così via - ma come fratello ti aspetti almeno una telefonatina e roba simile, quindi sì, ho messo il muso con lui, ma gli voglio ancora bene, senza dubbio, capisci? Senza dubbio.

Trascrizione in ITA di oasisnotizie - Foto: @ant_longstaff, @stephenfarrell1975, @liamgallagher

Source: The Current


domenica 3 dicembre 2017

Video (sottot. ITA). Noel Gallagher: "Liam, parli troppo. Nostalgia degli Oasis? Non mi interessa. In bocca al lupo"


Intervistato in TV da Your Morning, su CTV (in Canada), Noel Gallagher rievoca i giorni di gloria con gli Oasis e lancia un messaggio a Liam: "Parla troppo. Gli mancano gli Oasis? Non mi interessa proprio cosa dice. Penso parli troppo. E basta: in bocca al lupo a lui".

Ecco il video. Sottotitoli by oasisnotizie.



Video (sottot. ITA) - Liam Gallagher, siparietti sul divano con la madre e il figlio per Celebrity Gogglebox

Con sottotitoli ITA by oasisnotizie. Seguito dalle telecamere di Celebrity Googlebox, Liam Gallagher guarda la TV sul divano con la madre Peggy Sweeney e il figlio Gene, 16 anni. Programma andato in onda in UK su Channel 4 il 3 novembre scorso.


Video (sottotitoli ITA): Liam Gallagher risponde al gioco delle alternative

"Beatles o Rolling Stones? Erba o LSD? John Lennon o Paul McCartney? Musica o calcio? Giorno o notte?". Intervistato da Konbini, in Francia, Liam Gallagher sceglie di volta in volta tra due alternative proposte. Sottotitoli ITA by frjdoasis.




Video originale con sottotitoli in francese qui

sabato 2 dicembre 2017

Video: guarda Noel Gallagher intervistato su Radio Capital a Milano

In questi video l'intervista concessa a Milano il 9 novembre da Noel Gallagher a Fabio Arboit e Gigi Ariemma di Radio Capital. La chiacchierata, che verte per lo più sul nuovo album di Noel ma contiene anche ovvi riferimenti al nuovo disco di Liam, è andata in onda il 24 novembre nel corso del programma 708090.




Per la photogallery clicca qui.

Liam Gallagher: "Farò rock 'n' roll sino alla tomba. Oggi nessuno vuole faticare in sala prove, sono tutti occupati a non fare un cazzo, tutti al computer"

Negli Stati Uniti per una serie di concerti a supporto del suo nuovo album da solista As You Were, Liam Gallagher, nell'intervista concessa a 94.3 The X, stazione radio del Colorado, il 18 novembre, ha risposto alla domanda se il rock 'n' roll oggi sia morto.

"Sono faccia a faccia con il rock 'n' roll, cazzo, e lo amo", ha detto l'ex frontman di Oasis e Beady Eye. "Mi piace la guitar music rumorosa con molta melodia. E specialmente la musica che non è pretenziosa, capisci? Mi chiedi se il rock 'n' roll è andato perso? Il rock 'n' roll penso che non lo perderemo mai, è solo che ora non è trendy, no? Oggi è trendy la EDM, la electronic dance music, o i DJ. Nel mio mondo, però, resiste. Non seguirò mai la strada della dance per essere passato dalle radio o per guadagnare più fan ai concerti o cos'altro. Il rock 'n' roll lo suonerò fino al cazzo di giorno in cui morirò, anche se dovesse esserci una sola persona".

"Il mondo ora va così, no? Nessuno vuole imparare la musica", ha osservato Liam. "Tutti sono troppo indaffarati a casa, tutti sono al computer e nessuno vuole dedicare tempo e sforzo ad andare in sala prove. Oggigiorno tutti sono occupati a non fare un cazzo. Nessuno vuole dedicare un po' di tempo alle prove in sala. Noi con gli Oasis eravamo lì a provare sette giorni alla settimana. E penso che per quella cosa abbiamo sacrificato molto e abbiamo ricevuto dei frutti in cambio". 

Ecco l'audio dell'intervista.


Nella foto Liam scherza con il foniatra Aaron Low, responsabile in Canada della Voice Clinic (Source: @thevoiceclinic on Instagram)

Liam Gallagher: "Noel? Fa la vittima e pensa che io la faccia. Rivorrei gli Oasis, ma mica gli porto fiori o cioccolata per implorarlo"

"Gli Oasis non torneranno insieme perché Noel fa la vittima e pensa che io faccia la vittima". Lo ha dichiarato Liam Gallagher nell'intervista concessa a 94.3 The X, stazione radio del Colorado. L'incontro con il cantante è avvenuto a Denver il 18 novembre, in occasione del tour nordamericano dell'ex Oasis.  

"Gli Oasis non torneranno insieme", ha detto Liam. "Io e il nostro ragazzo non andiamo d'accordo. Noel fa del vittimismo e pensa che io faccia del vittimismo".

"Sono piuttosto felice di fare questo ora", aggiunge Liam, "ma se gli Oasis dovessero tornare insieme smetterei di fare quello che sto facendo. Questo non significa che voglio disperatamente che accada e che me ne sto fuori da casa sua o gli mando fiori o cioccolata. Se mai succedesse preferirei di gran lunga essere negli Oasis che fare un disco da solista, perché mi piaceva essere negli Oasis".

"Quanto dico questo", precisa il cantante, "la gente fraintende e pensa che io stia dannatamente implorando di rimettere insieme la band. Se si rimette insieme si rimette insieme, se no no: lui continua a fare la cosa sua e io la mia".

Ecco l'audio dell'intervista.

"Sono faccia a faccia con il rock 'n' roll, cazzo, e lo amo.  Mi piace la guitar music rumorosa con molta melodia. E specialmente la musica che non è pretenziosa, capisci? Il rock 'n' roll penso che non lo perderemo mai, è solo che ora non è trendy, no? Oggi è trendy la EDM, la electronic dance music, o i DJ. Nel mio mondo, però, resiste. Non seguirò mai la strada della dance per essere passato dalle radio o per guadagnare più fan ai concerti o cos'altro. Il rock 'n' roll lo suonerò fino al cazzo di giorno in cui morirò, anche se dovesse esserci una sola persona".

"Il mondo ora va così, no? Nessuno vuole imparare la musica. Tutti sono troppo indaffarati a casa, tutti sono al computer e nessuno vuole dedicare tempo e sforzo ad andare in sala prove. Oggigiorno tutti sono occupati a non fare un cazzo. Nessuno vuole dedicare un po' di tempo alle prove in sala. Noi con gli Oasis eravamo lì a provare sette giorni alla settimana. E penso che per quella cosa abbiamo sacrificato molto e abbiamo ricevuto dei frutti in cambio".


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