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venerdì 18 giugno 2010

Oggi nella storia degli Oasis

Un anno fa Noel veniva intervistato dal TG1 e parlava del concerto di Milano, poi annullato. Video by frjdoasis2' channel

Stasera Noel parlerà della Coppa del Mondo su ITV


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lunedì 31 agosto 2009

Milano, i Deep Purple al posto degli Oasis

Gli Oasis hanno litigato per l'ennesima volta (stavolta potrebbe essere quella definitiva, ma nessuno è pronto a giurarci...). Ma i fan italiani che da mesi avevano comprato il biglietto per il maxi-evento di domenica 30 agosto alla Fiera di Rho a Milano con "I-Day Urban Festival" alla fine sono stati contenti lo stesso. Chiamati all'ultimo momento per sostituire la band-simbolo del brit-pop, gli inossidabili Deep Purple hanno infatti garantito uno spettacolo galattico.

Leggendaria protagonista dell'hard-rock anni '70, la band di "Smoke on the water" ancora oggi è in formissima.

Ma i tanti fan che hanno deciso comunque di partecipare all'evento (più della metà, i restanti o potranno chiedere un risarcimento, o potranno accattere un buono sconto di 20 euro...) non solo hanno potuto ammirare i Deep Purple, ma anche il meglio del nuovo rock, a partire da Kasabian, Kooks e Twisted Wheel, senza dimenticare gli italiani The Hacienda che se la sono ben cavata...

(da affarititaliani.it)

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sabato 29 agosto 2009

Noel spiega perché ha lasciato gli Oasis

Continuano ad emergere dettagli sulla decisione di Noel Gallagher di lasciare gli Oasis, avvenuta dopo una lite a pochi momenti dall'inizio del concerto di Parigi.
La cantante AmyMcDonald ha raccontato su Twitter che Liam avrebbe sfasciato la chitarra di Noel: sarebbe stato questo "affronto" a far esplodere la situazione. Noel, dal canto suo è tornato a parlare dopo l'annuncio di ieri sera 27 agosto, avvenuto tramite un breve comunicato su Oasisnet. Oggi è apparso sempre sul sito ufficiale della band una nuova dichiarazione del chitarrista, in cui vengono spiegati più articolatamente i motivi della sua repentina decisione.
"Sono stato costretto a lasciare gli Oasis", scrive Noel. "I dettagli non sono importanti, e sono troppi da elencare, ma credo che abbiate il diritto di sapere che è diventato intollerabile il livello di intimidazione verbale e violenza nei confronti miei, della mia famiglia, dei miei amici e compagni. E la mancanza di appoggio e comprensione da parte del mio management e dei miei compagni di band non mi ha lasciato altre opzioni". Noel continua chiedendo scusa ai fan dei concerti cancellati, ma - dice - io ero pronto, evidentemente non lo erano gli altri della band. E conclude dicendo "Gli ultimi 18 anni sono stati davvero incredibili (...) Un sogno diventato realtà. (...) È stato un fottuto piacere".
Come riportato questa mattina, l'I-Day di domani a Rho si svoglerà senza gli Oasis, ma con gli altri gruppi in cartellone.

(da rockol.it)

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INCREDIBILE: NOEL LASCIA GLI OASIS

Ed ecco la notizia che nessuno (o forse tutti) si aspettava(no), quella che nessuno di noi avrebbe mai voluto sapere o commentare. Noel ha abbandonato gli Oasis.

La band inglese Oasis ha annunciato ufficialmente (http://www.oasisinet.com/NewsArticle.aspx?n=773) di aver cancellato il concerto che era previsto per domani sera a Milano. Il manager ha fatto sapere che oltre alla tappa milanese non si terrà più neppure quella di Costanza in Germania, le ultime due del loro tour europeo. La sospensione dell'evento è dovuta all'abbandono di Noel Gallagher, che ha lasciato il gruppo dopo un litigio con il fratello Liam, poco prima del concerto di Parigi che è saltato.

La decisione di Noel di lasciare gli Oasis, per i frequenti dissidi con il fratello Liam che proseguono ormai da diversi anni, è stata annunciata nella notte dal sito interneto del gruppo. "E' con una certa tristezza e un grande sollievo che annuncio che lascio gli Oasis - scrive Noel -. Molti mi scriveranno e diranno ciò che vogliono ma non potrei lavorare ancora con Liam un solo giorno di più". "Mi scuso con tutti coloro che hanno comprato un biglietto per i concerti di Parigi, Costanza e Milano", aggiunge il musicista nel suo breve comunicato.

Venerdì sera la band doveva esibirsi a Saint Cloud, nei pressi di Parigi, ma secondo gli organizzatori della serata poco prima di salire sul palco i fratelli Gallagher sono venuti alle mani per motivi ancora sconosciuti. Il concerto è stato annullata e uno degli organizzatori ha detto che anche le altre date della band costituita nel 1991 a Manchester sarebbero state cancellate. La mattinata di sabato è trascorsa in modo febbrile con contatti tra gli organizzatori della tappa milanese e i manager degli Oasis nel tentativo di salvare l'appuntamento. Ma invano.

Gli organizzatori del festival milanese, che si terrà nello spazio arena concerti della Fiera di Rho (Milano) hanno comunicato tuttavia che l'evento, al quale partecipano altre band, si svolgerà domenica sera, anche senza gli Oasis.

Gli Oasis rappresentano uno dei gruppi degli anni Novanta che hanno avuto maggiore influenza nel mondo e in particolare in Gran Bretagna. Appartenenti al movimento britpop, sono diventati un vero e proprio fenomeno con una musica a metà tra il rock anni Settanta e il rock'n'roll.

(da ilgiornale.it)

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venerdì 28 agosto 2009

L'ultimo show dei gemelli rock

Ecco l'articolo comparso oggi su ilgiornale.it

di Antonio Lodetti

Grande attesa alla Fiera di Milano per il concerto d’addio della storica band britannica Dopo anni di guerre mediatiche, i due fratelli Gallagher incideranno dischi separatamente

S i scrive «I-Day. Milano Urban Festival» ma si legge ultimo concerto degli Oasis. Non è solo la data conclusiva del tour mondiale; forse non è neppure il tanto annunciato e sbandierato stop ai concerti per almeno cinque anni. Lo show milanese di dopodomani all’Arena Concerti della Fiera Milano Rho potrebbe essere il vero canto del cigno della band.
«Sembra che quello di Milano possa essere il concerto finale degli Oasis. Speriamo che gli italiani apprezzino», ha strombazzato il Sun, dopo che la band dei fratelli Gallagher ha dato forfait al Festival di Essex. Ufficialmente per una laringite che ha colpito Liam; ma Liam e Noel a stare insieme non ce la fanno proprio più. La band ha subito seccamente smentito ribadendo: «Dopo il tour europeo prenderemo, come annunciato da tempo, una lunga pausa prima di pensare al prossimo album e al prossimo tour». Il che vuol dire tutto o niente. Nel frattempo i due fratelli potrebbero anche pubblicare album separati. È vero che è Noel a scrivere le canzoni, ma Liam - con l’aiuto della premiata coppia Gem Archer e Andy Bell - potrebbe maturare la sua vena compositiva.
Le liti dei due Gallagher non fanno più notizia. Nel 1994 hanno cominciato a fare in pubblico, in giro per il mondo, quello che prima facevano a casa a Manchester: ovvero suonare e mandarsi reciprocamente a quel paese, e così sono diventati delle star. Ma stavolta potremmo essere alla rottura. Non sono più due ragazzini; Noel ha 42 anni, Liam 37. Avranno pure esagerato qualche volta a dirsene e farsene di tutti i colori a scopi promozionali, ma le loro scazzottate e i discorsi al vetriolo. Recentemente Liam ha detto del fratello: «Non è mai venuto a casa mia a vedere mio figlio. È sempre arrabbiato, villano, pigro, fa spaventare la gente». Ma incrociamo le dita e dal gossip passiamo alla musica, perchè sul palco gli Oasis non si tirano certo indietro. Potenza e melodismo del rock’n’ roll. Non per nulla sono gli eroi del Brit Pop anni Novanta quando, da singoli come Supersonic, Some Might Say (il loro primo singolo ad arrivare al numero uno delle hit parade) fino al vigoroso Definitely Maybe, sfondarono nelle classifiche bacchettando i loro rivali, definiti da Liam «gruppi smorfiosi che giocano a fare gli intellettuali». Non sono «I più grandi», come li definisce il titolo della loro biografia ufficiale. Hanno comunque segnato le coordinate del rock moderno - che poi non è diverso da quello del passato - melodico, bizzoso, ruvido e al tempo stesso gagliardo e friabile. Un rock sempre in bilico tra i loro amori beatlesiani e la rabbia punk (maturata ascoltando i Damned), seppur mai completamente esplosa. «Il rock è un flusso sonoro in continua evoluzione - è il motto di Noel - bisogna coinvolgere i giovani, fargli venir voglia di prendere in mano la chitarra».
Se qualcuno li definisce poco originali o ripetitivi replicano piccati: «Chi vuole il rock sperimentale è meglio che si rivolga a Radiohead e affini». Anche l’ultimo lavoro, Dig Out Your Soul, così, grezzo, immediato ed ossessivo, è in linea con i loro lavori, anticipato dall’efficace singolo The Shock of the Lightning. «Suonaimo diversi da prima? Non è vero. Noi siamo rock, niente chitarre acustiche solo giacche di pelle», una frase che vale mille interviste.In concerto rivivono la loro carriera - con un pizzico di nostalgia in più da parte dei fan - toccando capitoli come What’s the Story Morning Glory, Be Here Now, Standing on the Shoulder of Giants, Heathen Chemistry, Stop the Clocks. Nove album in cui pescare, sperando che sull’entusiasmo e sulle buone vibrazioni non prevalga la nostalgia. Ma «I-Day. Milano Urban Festival» non è solo Oasis. Loro sono le star che saliranno sul palco alle 22,30. Prima di loro gruppi da non sottovalutare come i Kooks (inglesi di Brighton, il cui primo album inside In Inside Out ha venduto oltre un milione di copie) e i Kasabian (anche loro inglesi, vicino a Leicester, si sono guadagnati un posto di tutto rispetto nell’indie rock) con il chitarrista e cantante è di origine italiana e si chiama Sergio Pizzorno. Prima ancora, a partire dalle 16,25, altre tre band come The Hacienda, Expatriate e Twisted Wheels.

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lunedì 24 agosto 2009

Il Sun: a Milano l'ultimo concerto degli Oasis

"Speriamo che gli italiani apprezzino", si augura il Sun, che si dice oltremodo certo che quello in programma nell'area fieristica di Rho la prossima domenica, 30 agosto, sarà l'ultimo concerto in assoluto nella carriera degli Oasis. Che la band capitanata dai fratelli Gallagher fosse ormai giunta alla saturazione era noto da tempo: fino ad oggi, tuttavia, si parlava di una "lunga pausa di riflessione" dopo il tour (dell'ipotetica durata di cinque anni) dopo la quale sarebbe stata auspicabile una ripresa delle attività.
Gli informatori della testata britannica, tuttavia, sono pronti a scomettere su uno scioglimento irrevocabile degli alfieri del brit-pop. A sostegno della loro tesi portano il comportamento degli elementi della band durante il tour che li ha visti protagonisti negli ultimi mesi: al di là delle inevitabili tensioni, naturali in un gruppo on the road da molto tempo, le fonti del Sun parlano addirittura di trasferimenti, alloggi e camerini separati, che avrebbero portato i membri del gruppo ad incontrarsi fisicamente solo sul palco. Il capitolo finale di una delle band inglesi più importanti degli anni Novanta, quindi, potrebbe essere scritto su suolo italiano ...

(da rockol.it)

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