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sabato 19 novembre 2022

Video - Noel Gallagher a Sky Sport Italia: "Haaland è supersonico. Gli italiani in Premier League portano passione e follia"

Noel Gallagher segue il Manchester City da quando è bambino e quando può va allo stadio. Se si trova in tournée segue la partita anche nei bar e se non la trasmettono in televisione la ascolta alla radio. Parla di calcio con la stessa competenza con la quale parla di musica e con il suo solito tono ironico. Intervistato in esclusiva per Sky Sport Italia, racconta il momento del City e spiega come pensa si svilupperà questa particolare stagione di Premier League che è stata interrotta per il mondiale.


Felice del sorteggio di Champions League?

"Sono molto contento: felice che il City sia stato sorteggiato con il Lipsia, poi lo United incontri il Barcellona e il Liverpool il Real Madrid. Il PSG affronterà, invece, il Bayern. Dunque due di queste sono fuori. Molto bene".

Come hai reagito alla notizia dell’acquisto di Haaland?

"C'era la sensazione che sarebbe arrivato, anche perché quali erano le alternative? Da quando abbiamo sentito che era sul mercato, abbiamo sempre pensato di essere in corsa per prenderlo. Potevamo pagarlo più di chiunque altro. Quando però abbiamo sentito che arrivava per davvero eravamo estatici. La squadra era già eccezionale con Guardiola e tutti gli altri giocatori. Aggiungere lui è stato incredibile. Nessuno credo si aspettasse che sarebbe stato così bravo. È al di sopra di qualsiasi scala di misura, è semplicemente incredibile. Si immaginava potesse fare bene, ma è andato oltre ogni aspettativa. Pensavo che potesse essere capocannoniere, ma ha già segnato 22 gol, è ridicolo. Dopo aver segnato la tripletta contro il Nottingham Forest ha chiesto di fare una foto con me. Io ho pensato: 'Wow'. È il ragazzo più normale che tu possa incontrare. Semplicemente un bravo ragazzo giovane, così tranquillo, fantastico".

L'atteggiamento è molto importante per un calciatore. 

"Devo dire - ho spesso occasione di vedere i giocatori - che hanno davvero un bel gruppo all’Etihad. Ritengo che tutte le squadre rispecchino poi l’allenatore e Guardiola ha una personalità fantastica. Quando lo senti parlare in televisione ti ispira, mi sento ispirato da lui. Deve essere incredibile per un ragazzo giovane di circa 22 anni ascoltarlo insegnarti di calcio. Devo però dire che tutti i ragazzi del City sono bravi. Sono consapevole del fatto che sappiano chi sono e che con me si comportino diversamente, ma non senti mai storie brutte su di loro".

Cosa portano gli italiani in Premier?

"Dirò una cosa ovvia: la passione. Sono persone molto passionali, appassionati di calcio, un po’ pazzi. Odiano perdere e odiano le ingiustizie. Abbiamo avuto Mancini, Balotelli, entrambi un po’ pazzi. Conte è un grande allenatore, un grandissimo allenatore. Ci sono sempre stati grandi italiani in Premier League e credo che fare bene qua per loro significhi molto. Portano passione per lo sport e per il nostro paese".

Se potessi scegliere un giocatore da portare al City chi sarebbe?

"Jude Bellingham. Credo che a un certo punto Gündoğan andrà via e forse anche Bernardo Silva, vorrà giustamente andare in un posto più caldo. Credo che Bellingham sarebbe perfetto per noi, lo sarebbe per qualunque squadra, ma nella nostra sarebbe incredibile. In realtà la persona che vorrei vedere firmare è Pep. Vorrei vedere il mio amico Pep firmare un contratto di dieci anni e poi tutto andrà bene. Si tratta di una fantasia, ma sarebbe bello firmasse un nuovo contratto prima della fine della stagione. Se invece dovessi scegliere un giocatore, sarebbe Bellngham".

Chi vedete come vostri principali rivali?

"Il rivale principale rimane il Liverpool. Molti si stanno agitando per l’Arsenal che continua a vincere, anche partite importanti. Credo però che su 38 partite, una lunga stagione, dopo la pausa per il mondiale, rimarrà il Liverpool. Quando si arriverà all’ultimo mese della stagione il Liverpool sarà lì. Poi l’Arsenal, certo. Probabilmente loro non vorrebbero che ci fosse il mondiale in questo momento perché sono in ottima forma e si devono fermare un mese. Il City credo che darà continuità, ma sarà come avere due metà della stessa stagione. Se continuiamo come stiamo facendo credo che andrà bene".

Scegli una canzone, fra le tue, per Guardiola, Haaland e De Bruyne.

"Per Pep è 'The Masterplan', perché lui ha il piano. Per Haaland sarebbe 'Supersonic', perché lui è supersonico. Per Kevin de Bruyne dico 'What a life' perché iniziare così come ha fatto lui e poi arrivare a giocare in Premier League, essere venduti. Venire definiti un fallimento per poi ritornare in Premier per tanti soldi e avere tutti in Inghilterra che dicono che non ce l’avrebbe fatta: Infine poi fare bene come ha fatto. Lui è… non ho parole per descriverlo. Lui e Haaland si miglioreranno a vicenda".

Nuovo album, nuovi sound?

"Il singolo che c’è al momento 'Pretty Boy' è un po’ un’anomalia rispetto al resto dell’album. Non c’è altro che gli assomigli. Quando incido una nuova canzone penso sempre che tutto ricordi il mio modo di fare musica, poi esce e nessuno pensa sia così. Ci sono però alcuni elementi caratteristici: è molto orchestrale, molti archi, molti bei cori, credo piacerà molto ai miei fans. Ci sono però forse un paio di cose che non abbineresti a me, ma non voglio svelare troppo. Ogni canzone è molto diversa da quella precedente, il che è un bene".

La top 3 dei momenti che hai vissuto da tifoso del City?

"La mia prima partita, nel 1974, giocavamo in casa contro il Newcastle e abbiamo vinto 4 o 5 a 1. Questo sarebbe il primo. Il secondo sarebbe l’'Aguero moment'. Ero in tour in Cile, erano tipo le 8 del mattino e la stavo guardano in un bar vuoto. È stata una partita mai vista, da pazzi. Il terzo sarebbe contro l’Aston Villa la scorsa stagione. Ero alla partita ed eravamo sul 2 a 0 venti minuti alla fine. Quei 20 minuti sono stati pazzeschi, senza alcun senso".

Alla fine della scorsa stagione ti sei infortunato a fine partita...

"Il padre di Ruben Dias era seduto qualche fila dietro. Stavo tenendo mio figlio in braccio, avevamo appena segnato il gol della vittoria. Lo avevo appena messo giù, mi sono girato e il padre di Ruben Dias mi ha scontrato. Il mio naso... c’era sangue ovunque. Non dimenticherò mai quella giornata!"

Molti ricordi legati al City, belli e brutti.

"Sicuramente, molti anche brutti. Ho visto la squadra retrocedere per tre volte. Tempi terribili. Ora è tutto bello. Mio figlio di dodici anni viene allo stadio con me e non conosce un’altra versione del City se non quella incredibile. Non capisce fino in fondo da dove arrivi il club e non gli interessa nemmeno. Pensa solo che siamo la cosa migliore del mondo, lo siamo sempre stati, lo saremo sempre".

Source: skysport.it

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domenica 20 giugno 2021

Liam Gallagher: "L'Italia vincerà l'Europeo di calcio"

Liam Gallagher ha una nazionale favorita per la vittoria del campionato europeo di calcio in corso.  È l'Italia. Lo ha rivelato lo stesso cantautore rispondendo ad un fan che su Twitter gli domandava: "La Germania vincerà questo Europeo?". " L'Italia, penso", ha replicato l'ex Oasis. Ne dà notizia anche l'edizione odierna del quotidiano La Repubblica (foto qui sotto).

Nella foto qui sopra Liam Gallagher in concerto all'Alcatraz di Milano con i Beady Eye, avvolto dal tricolore italiano, il 16 marzo 2011.

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sabato 29 maggio 2021

Stasera la finale di Champions: Man City-Chelsea è Oasis contro Blur. E c'è chi spera nella reunion degli Oasis in caso di vittoria del City il giorno del compleanno di Noel Gallagher

Stasera a Oporto va in scena la finale di UEFA Champions League, la principale competizione calcistica d'Europa per squadre di club. Si affrontano il Manchester City di cui sono tifosi Liam e Noel Gallagher, alla prima finale nella competizione, e il Chelsea, già vittorioso nel torneo nel 2012. Liam e Noel sono entrambi allo stadio e oggi è il compleanno di Noel, per cui non manca chi spera che una vittoria del City possa sciogliere il cuore di Noel e spingerlo alla reunion con il fratello.

Di seguito un articolo comparso su Il manifesto di oggi.

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Il binomio calcio e musica è uno dei capisaldi della cultura popolare britannica, fin dal secolo scorso. Si dice che quando le hit dei favolosi quattro di Liverpool iniziarono a riecheggiare sulle affollate gradinate di Anfield questa relazione fu ufficialmente consacrata, ma è indubbio che queste due passioni popolari andassero a braccetto anche da prima.

Difficile allora non leggere la finale di Champions League tutta inglese tra Manchester City (favorita) e Chelsea (giunta un po’ a sorpresa all’atto conclusivo) in programma oggi a Oporto sotto una lente anche musicale, tirando in ballo le due band più iconiche del Brit Pop anni Novanta. Ovvero gli Oasis e i Blur, la Madchester molto working class dei litigiosissimi fratelli Gallagher contro la Londra sofisticata di Damon Albarn e dei suoi accoliti. È un po’ la rivincita, e che rivincita, dell’ormai lontana estate 1995, quando non c’erano ancora gli mp3 e i due gruppi si sfidarono all’ultimo sangue a colpi di singoli. Il 14 agosto fu emesso il verdetto che, come si dice enfaticamente in questi casi, tenne con il fiato sospeso la nazione: Country House dei Blur superò per 274mila copie vendute a 216mila Roll with it degli Oasis. In realtà per i londinesi fu una sorta di vittoria di Pirro, dal momento che il loro album The Great Escape ebbe meno successo di quello dei rivali, (What’s the Story) Morning Glory?, che fece entrare i ragazzi di Manchester nell’iperuranio della musica pop.

Se vogliamo anche le traiettorie delle due band non furono più troppo allineate, perché fino allo scioglimento causa «dissidi familiari» nel 2009 gli Oasis erano avanti con un certo margine a livello di popolarità globale.

Più esplicito anche il loro legame con il football e con il City in particolare. A cominciare dalla cover del disco d’esordio Definitely Maybe, in cui appare la scapestrata ex stella del City Rodney Marsh, proseguendo per i primi mitici concerti al defunto Maine Road, la vecchia e tanto amata casa dei Light Blues, fino all’esplosione definitiva con le canzoni più famose a fare da colonna sonora al nuovo City of Manchester Stadium e l’amicizia con Pep Guardiola e altri esponenti della squadra. Come è nello stile dei Gallagher, il loro è un tifo strabordante, sopra le righe e che non lesina contumelie nei confronti dell’avversario. Un po’ come accadde quella celeberrima estate del 1995, con inopinati riferimenti a brutte malattie come l’AIDS, anche se ora gli screzi tra le due fazioni pare si siano molto ridimensionati. Damon Albarn è più discreto nella sua professione di fede calcistica, sebbene sembra sia abbonato al Chelsea da oltre due decenni e di certo non si sarà limitato nei festeggiamenti per la vittoria in Champions League del 2013, l’unica finora nella storia dei Blues. Una gioia «condivisa» con Phil Daniels, il protagonista del film di culto Quadrophenia e dell’altrettanto di culto canzone dei Blur Parklife, cantata insieme al buon Damon, ma non con gli altri membri della band, dei quali nessuno sostiene il Chelsea.

La disfida di Oporto potrebbe rappresentare invece la definitiva affrancazione dalla mediocrità calcistica degli ex «vicini rumorosi», come il grande allenatore del Manchester United Alex Ferguson definiva in maniera sprezzante i rivali cittadini prima che arrivassero i petrodollari dello sceicco Mansur. Dopo cinque campionati e innumerevoli coppe vinte negli ultimi dieci anni, infatti, adesso al City manca l’affermazione più ambita.

Certo, negli anni Novanta sia i Gallagher che Albarn erano molto più convinti di arrivare ai vertici delle charts che le loro squadre potessero sbaragliare la concorrenza in Europa.

Ma la Premier League era solo agli albori e nessuno aveva mai sentito mai parlare di uno sceicco di Dubai o di un oligarca russo di nome Roman Abramovic. Anzi, se il Chelsea almeno stava ridiventando glamour e di lì a poco avrebbe accolto eroi nostrani come Luca Vialli e Gianfranco Zola, il Manchester City era la squadra perdente per definizione. Altri tempi, davvero.

Source: Il manifesto

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martedì 20 aprile 2021

Liam Gallagher: "La Superlega? Farebbe bere anche un sobrio. Fermatela e chiamate la polizia"

Liam Gallagher, ex leader degli Oasis, grande tifoso del Manchester City, si è espresso su Twitter sulla nascita della Superlega, la nuova competizione voluta da dodici club calcistici europei in polemica con FIFA e UEFA, il cui annuncio sta causando un terremoto nel calcio mondiale. 

"Questa roba della Superlega è davvero spaventosa. Deve essere fermata. È sufficiente per spingere una persona sobria a bere grandi quantità di alcool".

Il cantautore ha poi sfoderato una serie di tweet dal contenuto molto colorito, per criticare la Superlega. In primis dito puntato sul nuovo format che potrebbe prevedere un'eccessiva pubblicità.

"Immaginate le pubblicità durante le partite, merda pura, per non parlare poi di spettacoli a metà tempo. Fanculo questa merda. Lasciate stare, sono sul punto di scrivere una lettera aperta a qualcuno che comanda. Chiamate la polizia".


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venerdì 19 giugno 2020

Liam Gallagher: "Liverpool campione? Titolo meritato, ma ora non staranno più zitti per cento anni!"

Ecco la seconda e ultima parte della nostra traduzione dell'intervista concessa da Liam Gallagher ad Absolute Radio la mattina di lunedì 15 giugno (CLICCA QUI PER LA PRIMA PARTE).

"Il campionato riprende? Sono dispiaciuto. Il Liverpool vincerà il campionato. Tu sei del Leeds e dovreste salire, no? Mi fa piacere, eravate forti in Premier League. Comunque ascolta, il Liverpool vincerà comunque il titolo, perché lo merita, ma vincendo il campionato non chiuderanno più il becco almeno per i prossimi cento anni! Ripeto: lo hanno meritato, ma non vedremo la parata".

"Se ho visto alla TV alcune partite a porte chiuse dopo la ripresa dei campionati? Ne ho viste un paio, ma il calcio senza i tifosi non mi piace. I cartonati dei tifosi sulle tribune? Li odio, amico. Ascolta, ognuno ha le sue teorie cospirative e robe così, ma ... Non voglio bestemmiare, ma che casino, amico!".

"Negozi riaperti? No, non sono eccitato. Io ora la mia roba la compro online, faccio così. In ogni caso ho tutto ciò che mi serve, ho smesso di comprare vestiti (ride, ndr) e sto bene, amico. Non puoi indossare i vestiti da nessuna parte, non puoi uscire da nessuna parte. Esco solo per prendere un po' di cibo, solo se ho bisogno di farlo".

"Sad Song mi ricorda di quando eravamo giovani e andavamo in giro per Manchester completamente spensierati, senza un soldo. Erano bei giorni anche quelli, amico".

oasisnotizie

traduzione di frjdoasis (@oasisnotizie)



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giovedì 18 giugno 2020

Liam Gallagher: "Una minchiata riprendere il campionato solo perché il Liverpool non vince da 300 anni la Premier!"

Liam Gallagher, grande tifoso del Manchester City, torna a twittare, in polemica con la Premier League e col Liverpool. Il contenuto delle sue dichiarazioni? Campionato falsato. E sarebbe colpa della squadra di Klopp.

"Questa è una vera e propria minchiata! Stagione assolutamente da annullare, tutto questo è ridicolo. Ed è solo perché gli scouser non vincono il campionato da 300 anni".

Il Liverpool, gloriosa squadra di calcio d'oltremanica, ha vinto l'ultimo titolo nazionale nel 1990, trent’anni fa. E secondo il musicista la federazione calcistica inglese avrebbe deciso di far ricominciare la Premier League solo per far vincere un titolo ai Reds sul campo. Insomma, una cospirazione in favore del Liverpool che, però, a dirla tutta, il titolo sul campo lo ha vinto praticamente da gennaio.

Il tweet del cantautore ha scatenato, com'era prevedibile, una ridda di commenti di risposta. "Stop crying your heart out", gli ha scritto qualcuno, riprendendo ironicamente il titolo di una canzone celeberrima degli Oasis che significa "smettila di piangere a dirotto".

Qualcun altro ha usato il sarcasmo per contro-polemizzare: "Vergognoso, non è così? Non riesco a credere che la Serie A, la Liga e la Bundesliga siano tornate tutte, così che gli scouser possano vincere il campionato". E qualcun altro: "Anche la Champions League, disgustoso da parte loro!".

Source: ilposticipo.it and Daily Mirror

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mercoledì 26 febbraio 2020

Liam Gallagher: "Fanculo la UEFA, è mafia". L'attacco dopo l'esclusione del Man City dalle coppe

A Liam Gallagher toccate tutto, ma non il suo Manchester City. Normale dunque che l’ex cantante degli Oasis non abbia metabolizzato benissimo la decisione della UEFA di escludere per due anni la squadra di Guardiola dalle competizioni europee. E l’inglese continua con gli attacchi alla federazione continentale …
A Liam Gallagher toccate tutto, ma non il suo Manchester City. L’ex cantante degli Oasis, passato da poco in Italia per un concerto a Milano, è da sempre un grandissimo tifoso dei Citizens. L’unica cosa con cui nel corso degli anni è andato d’accordo persino con suo fratello Noel, con cui è in polemica (eufemismo) da ormai un decennio. Normale dunque che l’inglese non abbia metabolizzato benissimo la decisione della UEFA di escludere per due anni la squadra di Guardiola dalle competizioni europee a partire dalla prossima stagione. E, se l’ultimo tweet del cantante dà qualche indicazione, anche il passare dei giorni dalla sentenza non sembra aver fatto sbollire la rabbia.

MAFIA – “Fuck”, “UEFA”, “Mafia”. Non c’è neanche bisogno di traduzione nè di interpretazioni troppo astruse per comprendere il parere di Liam Gallagher sulla questione. E il fatto che il City giochi contro il Real proprio in Champions non fa altro che aumentare la tensione, considerando che questa potrebbe essere l’ultima occasione fino alla stagione 2022/23 di aggiudicarsi il trofeo. Anche se a un fan che gli chiede se Guardiola e i suoi possono sollevare la coppa a Istanbul, il cantante risponde con un alquanto colorito sì. Dunque, Manchester City contro tutti e in particolare contro quella che Liam Gallagher definisce una “mafia”.

LA BRIGATA – E non è neanche la prima volta, considerando che già la scorsa settimana l’inglese aveva regalato i suoi pensieri al riguardo con un altro tweet, in cui attaccava la UEFA e anche chi si è occupato del caso. Tutte persone, a suo dire, un po’ troppo legate agli altri grandi club. Della “brigata delle fighette” menzionata fanno parte Andrea Agnelli (presidente della Juventus), David Gil (dirigente del Manchester United), Nasser Al Khelaifi (proprietario del PSG), Jacobo Beltran (membro di una banca che finanzia il Real) e Rick Parry (ex dirigente del Liverpool). Insomma, la UEFA è il nemico numero uno di Liam Gallagher. Anzi…il numero due. A chi gli chiede se sia più corrotta la UEFA o “il piccoletto” (cioè suo fratello Noel), risponde: “Complicato a dirsi, probabilmente il piccoletto”. Il che, visto quanto sopporta poco la UEFA, è tutto dire.

Source: ilposticipo.it


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sabato 21 settembre 2019

Video (sottot. ITA): Liam Gallagher a Copa90, aneddoti su Gascoigne e Maradona. "Lo United mi ha rovinato la vita"

In questo nostro video l'intervista di Copa90 a Liam Gallagher integralmente sottotitolata in italiano. Con aneddoti sul calcio, sull'incontro tra Liam e Paul Gascoigne e tra Liam e Vincent Kompany, all'insegna, naturalmente, dell'alcol, sull'incontro tra Liam e Noel e Diego Armando Maradona, e su Man City-Man United 5-1. L'ex Oasis parla anche del suo nuovo disco, uscito ieri, e dice: "Lo United mi ha rovinato la vita negli anni '90".

Sottotitoli by frjdoasis.

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domenica 27 maggio 2018

Liam Gallagher dal vivo a Coventry ai tifosi del Liverpool: "Mettete le mani in tasca dopo le papere di Karius"

Liam Gallagher si è esibito stasera a Coventry per BBC Biggest Weekend, il festival organizzato da BBC a Coventry e a Perth, in Gran Bretagna.

Ottima l'esibizione di Ourkid, che è andata in onda in diretta radiofonica su BBC Radio 2 e in differita televisiva su BBC 2. Molto bene anche il mix di Radio 2, professionale e senza grosse sbavature nell'equalizzazione dei volumi degli strumenti e della voce.

Liam ha iniziato a cantare alle 21:38 ora italiana e si è esibito per 60 minuti.

L'ex Oasis ha voluto dare un consiglio ai tifosi del Coventry City, che attendono l'esito del ritorno della finale play-off per la promozione in Championship, la Serie B inglese, contro l'Exeter City. Il calcio d'inizio è in programma per domani alle 16 ora locale.
Il Coventry City, dopo anni di malagestione, oggi milita in League Two, la Serie C inglese, ma ha un passato in Premier League. Nella Ricoh Arena, lo stadio di casa, sorge un hotel dove in questi giorni ha soggiornato Paul Gallagher, fratello maggiore di Liam e Noel.

Prima di Wall of Glass, Liam ha detto: "Domani avete un giorno importante, vero? Ecco il mio pensiero. Il mio fratellone è stato all'hotel che è di fronte al vostro stadio. Dovete darvi delle priorità: fanculo l'hotel, comprate dei giocatori adeguati!".

Liam ha poi dedicato For What It's Worth ai tifosi del Liverpool, sconfitto ieri a Kiev nella finale di Champions League dal Real Madrid anche a causa di due clamorose papere del portiere tedesco Loris Karius.

"Ci sono dei tizi di Liverpool qui? Come va? Mettete le mani giù, visto come sono state usate ieri sera. Non ne sarei orgoglioso. Mettete le mani in tasca così. Comunque questa è per voi".

Prima di I've All I Need, Liam ha fatto riferimento al suo adorato Manchester City: "Allora di cosa volete parlare? A parte il calcio non c'è un cazzo di cui parlare. A proposito di calcio, è un argomento che vi ricorda chi sono i Campioni d'Inghilterra. I SuperBlues".

Durante il concerto il cantante è sceso dal palco e ha regalato le sue maracas ad una giovane della prima fila.

Prima del concerto Liam è stato intervistato da Jo Whiley. Pubblicheremo il video dell'intervista con sottotitoli in italiano. 

(oasisnotizie)

Questa la scaletta del concerto:

Rock 'n' Roll Star
Morning Glory
Greedy Soul
Wall of Glass
Bold
Some Might Say
D'You Know What I Mean?
Come Back to Me
You Better Run
I've All I Need
Be Here Now
Supersonic
Cigarettes & Alcohol
Live Forever


PHOTOGALLERY DEL CONCERTO CLICCA QUI



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