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giovedì 18 gennaio 2024

Dua Lipa racconta il suo nuovo disco: "Mi sono ispirata agli Oasis e ai Blur"

Dua Lipa è la protagonista della nuova copertina di Rolling Stone. Intervistata dalla nota rivista, l'artista pop britannica di origini albanese ha parlato del suo terzo disco, anticipato a novembre dal singolo Houdini. La 28enne ha collaborato con Kevin Parker dei Tame Impala per il suo nuovo album, di cui non è ancora stato svelato il titolo né la data di pubblicazione. 

Durante la chiacchierata con la giornalista  Brittany Spanos Dua Lipa cita poi Massive Attack, Primal Scream, Oasis e Blur tra le principali influenze che l’hanno guidata nella composizione del nuovo materiale, confermando come il prossimo disco si discosterà molto dall’ultimo, più orientato alla disco music, Future Nostalgia (2020).

Il disco viene descritto dall'artista come "un tributo pervaso di pop psichedelico alla cultura britannica dei rave". Lipa sta lavorando tanto. I fan attendono febbrilmente il terzo album, che hanno soprannominato DL3. Lei non è pronta a rivelarne il titolo, ma si sa che è ispirato a gente come Primal Scream e Massive Attack, punti di riferimento per una ragazza londinese che adora girare la città di notte. Anche l’estetica è totalmente diversa da quella precedente: ci saranno meno body glamourous e scintillanti, nel tentativo di evocare l’atteggiamento alla "non ce ne frega un cazzo" tipico di gruppi Brit pop come Oasis e Blur, che sono i riferimenti della sua nuova musica.

"Questo disco sembra un po’ più crudo. Voglio catturare l’essenza della giovinezza e della libertà, del divertimento e del lasciare semplicemente che le cose accadano, che siano buone o cattive", ha dichiarato Dua Lipa. "Non puoi cambiarlo. Devi solo sopportare i colpi di qualunque cosa stia accadendo nella tua vita".

Alcune ispirazioni provengono dall'educazione londinese di Lipa, come i mix che passavano a tarda sera su BBC Radio 1, grazie alla quale ha scoperto alcuni dei suoi remix preferiti dei Primal Scream, che alla fine l'hanno portata a sentire l'album del 1991 Screamadelica. Oltre agli Oasis e ai Blur, si è appassionata ad altri artisti rock ed elettronici degli anni '90 come Moby e i Gorillaz ed è cresciuta ascoltandoli.

Le faccio notare che alcuni di questi nomi del Brit pop (Noel Gallagher e Damon Albarn in particolare) non sono sempre stati molto gentili con le artiste pop femminili: entrambi hanno preso di mira Adele e Taylor Swift, per esempio. Le chiedo se ha mai incontrato qualcuno di loro. «In realtà no», dice. «A volte è necessario separare l’arte dalla persona… Io sono legata alla musica. Il modo in cui si sono comportati, le cose che hanno fatto sono odiose. È la loro caratteristica principale».

L'intervista integrale è disponibile in italiano a questo link.




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giovedì 4 febbraio 2021

Video: Guarda il documentario Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop (prima TV italiana 3 febbraio 2021)

Ecco il video, caricato sul nostro canale YouTube, del documentario Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop, pellicola del 2014 prodotta dal canale franco-tedesco Arte e andata in onda ieri sera su Sky Arte in prima TV italiana. Enjoy.


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mercoledì 3 febbraio 2021

VIDEO (anteprima): Blur vs Oasis - La rivoluzione del Britpop, in onda stasera su Sky Arte

L’ormai storica battaglia tra Blur e Oasis, le due band che sancirono il trionfo globale del cosiddetto Britpop, viene narrata dai protagonisti dell’epoca nel documentario Blur vs Oasis – La rivoluzione del Britpop, in onda su Sky Arte mercoledì 3 febbraio.

I Blur e gli Oasis sono stati due gruppi estremamente popolari nei tardi anni Novanta: da un lato c’erano i quattro musicisti Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Dave Rowntree e dall’altro i fratelli Gallagher. Da un lato She’s so high, dall’altro Wonderwall, in una lotta senza quartiere al vertice delle classifiche.

La pellicola offre un ritratto sociologico oltre che musicale di un momento storico che, dopo il rigore degli anni thatcheriani, fu dominato dall’effimera euforia della Cool Britannia di Tony Blair.

Un racconto fresco, anche se postumo, di una società dove la musica pop da sempre ricopre un ruolo tutt’altro che marginale.

Source: Sky Italia

big thanks to Christian

Di seguito il riepilogo della serata a tema Britpop e Oasis su Sky Arte, con la successiva programmazione:

ore 21.15 - Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop (prima TV italiana)
ore 22.15 - Video killed the radio star: Oasis. Dietro le quinte dei più famosi video degli Oasis (vedi qui in italiano)
ore 22.45 -Video killed the radio star: Blur. Dietro le quinte dei più famosi video dei Blur
ore 23.15 - Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop (replica)

Repliche di Blur vs. Oasis: La rivoluzione del Britpop:

giovedì 4 febbraio - ore 14.30
venerdì 5 febbraio - ore 20.15
sabato 6 febbraio - ore 14.45
lunedì 8 febbraio - ore 11.00

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lunedì 30 novembre 2020

Video (sub ITA) - Liam Gallagher in TV: "Ai Blur lanciai palle da biliardo in testa. Un cervo mi ha rotto la tenda. Se ho cotto torte? Ho preso torte di hashish"

Liam Gallagher risponde in modo divertente a Matt Lucas, dicendo di non ricordare l'incontro con Damon Albarn al Grouco Club e di aver "lanciato palle da biliardo in testa" all'indirizzo dei Blur, e parla dei suoi video diffusi nel periodo di lockdown.

Poi risponde a una domanda sullo show televisivo Bake Off ("se ho mai cotto una torta? Ho preso torte di hashish") e torna sulla sua proverbiale self-confidence. Infine racconta il curioso episodio del cervo che si è introdotto nella sua tenda da giardino, rompendogliela. 

Ecco il video con sottotitoli ITA by frjdoasis. 
 
Intervista andata in onda il 27 novembre 2020 su ITV al Jonathan Ross Show
 
 

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domenica 29 novembre 2020

Video (sub ITA) - Liam Gallagher: "Noel ha rifiutato 100 milioni di sterline per la reunion degli Oasis". Poi scherza sui Blur

Intervistato al Jonathan Ross Show su ITV, Liam Gallagher afferma: "È vero, Noel ha rifiutato 100 milioni di sterline per riunire gli Oasis. Noel pensa che sia io il problema. Io invece penso di essere metà del problema e che lui dovrebbe assumersi una parte del problema. Se lo farà potremo voltare pagina". Poi ha scherzato sui Blur. 

Ecco un altro estratto dell'intervista andata in onda ieri nel Regno Unito, che abbiamo sottotitolato in italiano.

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sabato 15 agosto 2020

Blur vs Oasis, 25 anni fa l'inizio della battaglia tra le due band

Da che parte stai, tifi per gli Oasis o per i Blur? La domanda diventò il vero tormentone dell'estate del 1995, un'isteria collettiva che continuò per alcuni anni creata ad arte da tv e giornali musicali per stabilire a chi, tra la band dei fratelli Gallagher e la band di Damon Albarn e Graham Coxon, spettasse il titolo di principi del Britpop. Era dai primi anni sessanta, dai tempi cioè della sfida tra i Beatles e i Rolling Stones, che l'industria discografica inglese non aveva la possibilità di un forte dualismo capace di attirare l'attenzione del pubblico del rock. Con le loro intemperanze e con gli atteggiamenti strafottenti, ma anche con alcune scaramucce create ad arte, le due band rivali di Manchester e Londra si prestavano alla perfezione per quella che molti ancora considerano soltanto una gigantesca operazione di marketing.

Sia come sia, i Blur decisero che la data di pubblicazione del nuovo singolo Country House coincidesse con quella dell'uscita di Roll With It degli Oasis. È così che il 14 agosto di 25 anni fa iniziò ufficialmente la sfida. Una contesa che i media cavalcarono all'istante sottolineando le caratteristiche degli sfidanti, soprattutto dal punto vista sociologico, più che musicale: da una parte la working class rude e provocatoria dei ragazzi venuti dal nordest industrializzato e operaio, dall'altra gli hipster freschi di università, arroganti e presuntuosi, figli della grande Londra.

I Blur, la cui storia era iniziata nel 1988, in quel periodo godevano ancora del successo ottenuto con l'album uscito l'anno precedente, Parklife, mentre dopo il debutto stellare con Definitely Maybe gli Oasis si apprestavano a confermare la loro influenza sul britpop grazie al secondo album che non avrebbe tradito le attese, (What's the Story) Morning Glory?. Tra le due band c'era rispetto, ma Albarn presto comincerà a mal sopportare certe intemperanze: "Mi sentivo come a scuola, come quando dovevi contrastare certi bulli".

L'NME del 12 agosto 1995

Nell'aprile del 1995 gli Oasis avevano raggiunto la vetta della classifica con Some Might Say e succede qualcosa che compromette il rapporto tra le due band. Albarn si era presentato al party di festeggiamento del gruppo di Manchester:  "Volevo fargli i miei complimenti" ha raccontato il cantante dei Blur, "ma vedo arrivarmi incontro Liam che con i suoi modi mi fa: 'Eccoti un fottuto numero uno', me lo urla proprio in faccia. E' a quel punto che mi sono detto: "Ok, allora, staremo a vedere”. Di lì la decisione di sfidare gli Oasis uscendo con il prossimo singolo nello stesso giorno.

Il 12 agosto, due giorni prima dell'uscita contemporanea dei brani, il settimanale musicale NME titola: "British heavyweight championship. The big chart showdown" ("Il campionato britannico dei pesi massimi. Il grande scontro in classifica"), puntando l'attenzione su una battaglia che verrà presto ripresa anche dai media generalisti. Per la cronaca, in quell'occasione la spuntarono i Blur, la loro Country House vendette nel Regno Unito 274 mila copie mentre Roll With It si fermò a 216 mila, ma qualcuno sottolineò come il disco dei Blur non fosse un semplice singolo piuttosto un ep che conteneva anche alcune tracce dal vivo, e che questo poteva averli favoriti.

Negli anni, la rottura tra i fratelli Gallagher con il conseguente scioglimento degli Oasis ha molto allentato la tensione tra Noel e Damon Albarn, i due si sono spesso ritrovati sul palco a suonare insieme, ultimamente poi Albarn ha stupito tutti dicendo in un'intervista: "I migliori tra noi? Erano sicuramente gli Oasis. Per tanti anni con Noel ci siamo evitati, poi quattro anni fa, non so bene perché, in un bar invece di evitarci abbiamo cominciato a parlare e abbiamo scoperto che avevamo molte più cose in comune di tanta altra gente. Tutte cose che hanno a che fare con l'aver vissuto esperienze simili negli anni novanta”.

Source: repubblica.it

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martedì 9 giugno 2020

Nina Zilli: "Oasis o Blur? Blur tutta la vita! I Gallagher hanno rotto, dai, continuano a litigare ...". E Ensi: "Scelgo gli Oasis"

Abbiamo coinvolto gli ospiti musicali dell’evento digitale del 28 maggio – Nina Zilli, Ensi e Raoul Moretti – in un quiz basato proprio sugli opposti. Beatles o Rolling Stones? Blur o Oasis? Tommaso Paradiso o Calcutta? E soprattutto: bisogna davvero scegliere tra uno dei due? E se ci fosse un "and more" che possa cambiare le carte in tavola? Ecco com’è andata.

Sei più Blur o Oasis? Preferisci la personalità complessa di Damon Albarn o la cazzonaggine rock’n’roll dei fratelli Gallagher?

Ensi: Scelgo gli Oasis, e non solo perché litigo sempre con i miei fratelli.

Nina Zilli: Qua, a differenza dei Beatles e degli Stones, senza il minimo dubbio scelgo i Blur. I fratelli Gallagher hanno rotto, dai, continuano a litigare… Io sono più schierata per i Blur.

Raoul Moretti: Assolutamente Blur, con la loro ironia e complessità. Musicalmente più interessanti e non scontati. Anche se poi cantavamo gli Oasis…

Source: Rolling Stone Italia


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lunedì 23 marzo 2020

Liam Gallagher tra moda, nuova vita e Man City: "Oggi tutte band senza palle. La gente vuole ancora vedere un tizio col parka. Noel? Io sono troppo rock 'n' roll per lui"

Liam Gallagher ha rilasciato un'intervista al bimestrale The New Order, in uscita da pochi giorni. Ha parlato di parka, Manchester, musica e calcio. Ecco la nostra traduzione integrale della chiacchierata, avvenuta qualche mese fa.
ma
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Amo il Giappone, amo Tokyo, è grandiosa, cazzo!

Quando ci sei stato l’ultima volta?


L’ultima volta che sono stato lì forse è stato l’anno scorso, per l’ultimo disco, penso. Sì, è stato di sicuro per l’ultimo disco.

Hai mai partecipato al Fuji Rock?

Sì, penso che potremmo parteciparvi …

L’anno prossimo?

L’anno prossimo.

Fantastico.

Sì, penso di sì. Ci saranno le Olimpiadi, no?

Sì, si terrà un mese più tardi del normale.

Sì, penso tu abbia ragione, abbiamo parlato del fatto di parteciparvi l’anno prossimo.

Bene, potremmo anche iniziare con la moda allora.

Facciamolo. Cioè non so molto di moda, so solo quello che mi piace, ma …

Come spiegheresti il tuo stile personale?


Casual, amico. Casual, del tipo: non esco di casa senza le Clarks. E questi sono jeans Edwin, sono giapponesi, no?

Sì.

E cos’è questo? Cioè penso sia un Oliver … di che fattura è questa? Penso di averlo comprato proprio in Giappone, o in Australia. Ma no, so quello che mi piace …

Di sicuro non ti appassioni a marche o nomi che io ammiro enormemente.

No, non so quale sia il cazzo di nome.

Indossi molta roba Stone Island e roba così.

Indosso molta roba Stone Island, molta roba Engineered Garments. C’è una per cui vado matto quaggiù, ma non si riesce mai a trovarla, cazzo! Monitaly, l’hai mai sentita? È grandiosa. Ha sede a Los Angeles, ma non si riesce mai a trovarla, cazzo … Qui hanno un luogo dove devi telefonare a lui e prendere un appuntamento con lui. Cazzo, la roba migliore, amico!

Yuki è un buon amico. Fa anche scarpe per una marca di nome Yuketen.

Oh, sì, Yuketen, i mocassini. Cazzo, sono i migliori, sì! Quindi mi piace quella roba. Ne ho un po’. Ho i Beams ovviamente. E basta. Non so molto delle marche giapponesi, ma ne sono proprio preso. Il mio negozio preferito in Inghilterra è Oi Polloi e lì arrivano tutte le marche, ma no, no, mi piace. Mi piace quello che mi piace. Se mi piace quello che vedo, non importa chi lo ha firmato, lo compro.

È questa la cosa migliore. Vai a fare compere molte volte?
Oh, sì.

Da solo?

Sì, lo faccio in Inghilterra, sì. Qui non l’ho fatto. Da quando sono qui non potrebbe fregarmene di meno, amico. Ho abbastanza roba di questo posto.

Si sta diffondendo a Los Angeles, questo è il fatto.

Sì, inoltre è un po’ torrido e io sono un po’ in postsbronza. Quando torneremo per fare l’ultimo concerto, proverò ad approfondire quella cosa del Monitaly, perché quella è roba buona. Hanno dei bei fottuti parka, amico.

Hai sostanzialmente toccato il tasto chiave del tuo stile.

Sì, per me io non indosso proprio scarpe da ginnastica. Il mio amico Gary Aspen fa la linea Adidas Spezial.

Sì e tu hai fatto solo la collaborazione.

Sì, quindi le indosso, ma le indosso con i pantaloncini. Non le indosso con i jeans. Tendo a indossarle con i pantaloncini. E i pantaloncini che ho li conoscerai … Nigel Cabourn. Sono come questi cazzo di mutandoni. Quindi mi piacciono con un paio di scarpe da ginnastica. Forse scarpe di pelle di camoscio, io non indosso proprio le scarpe di pelle.  Semplicemente non mi piace il modo in cui ti sta addosso il cuoio, amico. Le scarpe di pelle di camoscio sembrano malconce, amico.

Chi erano le tue icone di stile quando eri ragazzo?

Be’, icone di stile … C’è una band di nome Stone Roses, di Manchester.

Conosco Ian.

Lui sa come stanno le cose. Tutti loro hanno un bel look, amico. Quindi era quella cosa lì e gli Happy Mondays. Loro avevano sempre roba buona. E per tornare agli anni ’60, penso che George Harrison avesse un bel look e i Beatles egli Stones … gli Small Faces … Paul Weller aveva sempre un bel look.

Quello sostanzialmente riassume anche il tuo look.

Be’, il look di Manchester è un po’ il look malandato, no? Capisci cosa intendo? Quando inizia a strapparsi, devi inviaggiarlo, ma appena inizia a sembrare un po’ fottuto, voglio dire casual, allora mi piace, ma appena inizia a cadere a pezzi, deve andare nella pattumiera. Non siamo dei barboni.

Sono della tua stessa idea. Quindi se ci fosse un parka nella storia di Liam Gallagher, quale sarebbe?

Non lo so, amico. Mi piacciono tutti, capisci cosa intendo? Ma mi piace … ne ho alcuni belli della Stone Island. Cos’altro ho? Non riesco a ricordare bene. Ho dei bei Monitaly, ahh non riesco a ricordarmeli così su due piedi. Li apprezzo tutti, amico. Non riesco a ricordarne i nomi. Nanamica? Ne ho alcuni di quelli lì. Mi piacciono. Ma non ne ho uno preferito, sai, mi piacciono più o meno tutti.

Quindi possiamo passare alla musica. Allora, fai parte dell’industria musicale da quanto ora?

Dicono da 25 anni, forse 30. Quando ho fondato una band?

Penso fosse il ’91.

’91. Quanto tempo è passato?

28 anni.

Minchia, lo faccio da 28 anni! E non sono cambiato per nulla, il che è perfetto.

Come ti senti a livello personale?

Mi sento bene, mi sento bene, amico. Mi sento bene a risaltare ancora come un pollice dolorante, il che mi piace. È così che voglio essere. Nei 28 anni in cui ho fatto questo, il mondo della musica è cambiato. Molto rap e molto cazzo di pop e quella roba lì. Ma sono ancora qui a fare la cosa mia. La gente vuole ancora vedere un tizio col parka. Sì, me la spasso, quindi va bene.

Allora, qual è il segreto di questa longevità?

Mi piace cantare le canzoni e mi ha sempre appassionato il lato canoro. La musica? Sono appassionato di musica. Rimanere vivi? Penso non sia quella la cosa che mi guida. Se avessi guidato, sarei morto. Non ho la patente.

Non hai mai pensato di prendere la patente?

No, no. Non faccio quella roba.

C’è qualche motivo in particolare? Non ti dispiacerà se chiedo.

Non lo so, amico, semplicemente non penso che sarei bravo dietro lo sterzo, amico. Mi piace bere alcolici, quindi non penso che si possa bere e guidare, per cui …

Penso che quella sia una delle cose migliori del vivere a Tokyo.

Cosa non puoi fare?

Semplicemente non hai bisogno di guidare, perché andare in giro è facile.

Sì, lo so, lo so, ho visto. L’ho fatto molto tempo fa. Ma la longevità? Non lo so, amico. Penso che sia stato sempre la stessa persona. Non ho provato a reinventare la ruota. Ho trovato quello di cui sono appassionato e semplicemente ho seguito la corrente. Sai cosa intendo? Non mi butto dalla nave se la guitar music questa settimana non sta facendo bene. Non mi vedrai tirare fuori una tastiera. Capisci cosa intendo?

Rimanere fedele a te stesso e ai tuoi principi ti mantiene in carreggiata.

Giusto, cazzo, perché tornerà sempre indietro. Capisci cosa intendo? Quindi sì, ho solo trovato quello di cui ero appassionato e mi sono incollato a quella cosa. Da qui i miei fottuti vestiti. Ho sempre indossato la stessa cosa. Se osservi il mio stile, neanche quello è cambiato. È la stessa cosa, quindi se rimani con una cosa, continuerà a tornare indietro.

Perché pensi sia così? Perché pensi che la gente cambi?


Perché non sanno chi cazzo siano. Sai, penso proprio che …

Nessuna identità.

Non hanno identità e non hanno mai avuto le palle. Capisci cosa intendo? Per mantenere quella cosa. Per rimanere fedele a te stesso devi sapere chi sei. Penso che molta gente, cazzo, salti giù dalla barca tutte le volte. Capisci cosa intendo? Vedo molte di queste cose nelle band. Ad un certo momento uno viene nella mia band e suona la chitarra e si veste come me. E poi due fottuti minuti dopo sono in un’altra band e si vestono come quella band. Ti viene il cazzo di mal di testa e ti sanguina il naso. Capisci cosa intendo? È una cosa del tipo: non ti dico io come vestirti, ma nella mia band non entri se non ti vesti comunque così, cazzo. Ma li vedi proprio saltellare come camaleonti. Capisci cosa intendo?

Assolutamente sì.

Cioè, cazzo, trova il tuo stile e mantienilo. Capisci cosa intendo? E se non è abbastanza bello, allora non è abbastanza bello.

I Beady Eye in concerto al Big Day Out nel 2014
Volevo chiederti di te, ora, come Liam Gallagher. Dopo tutto il successo con gli Oasis e dopo i Beady Eye, perché hai deciso di uscire come Liam Gallagher?

Be’, ovviamente la divisione degli Oasis, che è stata devastante perché io non avrei voluto mai che accadesse. Pensavo che saremmo rimasti insieme per sempre, sai. Ma altre persone avevano programmi diversi. Quindi quando è successa quella cosa io ovviamente volevo rimanere a fare musica, per cui abbiamo proseguito con i Beady Eye, ed è stato con tutti gli stessi membri, eccetto Noel. Ma la gente faceva: “Perché non vi chiamate Oasis?”. Ma non ci sono gli Oasis se non c’è Noel, quindi abbiamo assunto un altro nome. Gli album che abbiamo pubblicato erano buoni, i concerti erano buoni. Penso solo che la gente fosse solo … semplicemente non ha avuto tutto quel successo. Penso che la ragione per la quale non ha avuto tutto quel successo sia stata che è venuto troppo presto dopo gli Oasis. È stato un po’ confusionario. E poi ci siamo presi quattro anni liberi, proprio per liberarmi la testa. E poi ho deciso di non fondare un’altra band con un altro nome, perché la gente sarebbe stata confusa tanto quanto lo era con i Beady Eye. Quindi ho pensato: fanculo, esco con il nome mio e torno dove devo stare. Quindi se non sono negli Oasis potrei pure uscire con il nome mio. Capisci cosa intendo? E sembra che sia andata bene. Con tutti gli anni che ho impiegato per essere quel tizio degli Oasis … la gente mi conosce o come il tizio degli Oasis so con il mio nome, Liam Gallagher. Quindi ho pensato che questo avrebbe funzionato. Per cui questa è l’ultima possibilità di ballare con il mio nome, e sembra che stia andando bene.

È quella una delle ragioni per cui è finito tutto con i Beady Eye?

No, no. I Beady Eye non stavano ottenendo concerti. Capisci cosa intendo? E avevamo fatto un disco che nessuno stava comprando. Nessuno ci prenotava delle date, e io avevo un po’ di robe personali, quindi ho pensato: senti, forse è ora di mettere la parola fine, perché stiamo frustando un cavallo morto. Quindi abbiamo fatto così e poi ho fatto un po’ di roba personale e siamo usciti e abbiamo fatto partire As You Were.

Perché sostanzialmente sei saltato dagli Oasis direttamente nei Beady Eye.

Direttamente, amico, il giorno dopo. Il solo fatto che Noel volesse andare a casa non significava che noi dovessimo tutti andare fottutamente a casa. Era lui quello che aveva il problema. Quindi abbiamo proseguito, amico.

Giusto. Ho fondato la rivista con mio fratello, e anche noi abbiamo avuto un litigio.

Oh davvero? Gli parli ancora?

Un pochino. Tu parli con Noel?


No, non gli parlo da un po’, amico. Forse dieci anni, ma è perché lui è diventato uno stronzo, amico. Sta facendo un cazzo di viaggio cosmico, pensa che stia fottutamente curando il cancro e non è così. Sono un po’ troppo rock ’n’ roll per lui, amico.

Parliamo del nuovo album. Why Me? Why Not. come ti rappresenta e come rappresenta il tuo lavoro in questo momento?

Be’, la voce mi rappresenta. Cioè al momento sono in un posto diverso. Ho la mia adorabile famiglia con me, quindi sono stato di umore un po’ più calmo e rilassato. Ho allacciato una relazione con mia figlia che non ho visto per vent’anni. Quindi ora lei fa parte della banda e tutta quella roba, e questo è bello. Ma come mi rappresenta? Sì, amico, penso che sia una rappresentazione veritiera. Non lo so. Mi piacciono i Beatles, mi piacciono gli Stones. E quello che faccio. Capisci cosa intendo? Di cosa parla non ne ho idea, cazzo. Semplicemente canto i bastardi. Capisci cosa intendo?

Ti stavo per chiedere come cantante come lavori con il paroliere?

Allora, tiro fuori dei pezzi in giro per casa, mentre suono la chitarra. Non sono bravo con i ritornelli, ma so fare i versi. Ma quando si arriva al ritornello lo mando ad Andrew Wyatt e Greg Kirstin e loro lo fanno accadere.

Come funziona il procedimento? Vengono loro da te?

No, io vengo qui. Vengo a Los Angeles, dove lavorano loro. Lì hanno uno studio, quindi io faccio: “Guarda, ho questa canzone”. E loro fanno: “Figo, magari cambia quel pezzetto lì”. E tipo lavoriamo insieme.

Cominci tu e loro criticano?

Sì, o iniziano loro … in ambo i modi. Capisci cosa intendo? E poi la cosa accade, amico. Il che va bene.

Quindi sei spesso a Los Angeles.

Be’, sono qui per un po’ solo quando facciamo musica. Siamo stati qui l’anno scorso, io sono stato qui tre o quattro volte. Solo per una settimana, una settimana e mezza. Non potrei mai vivere qui. A te piace qui?

Mi piace molto questo posto. Solo per il fatto di guidare per andare in ogni luogo ci vuole un po’ di abitudine.

Mi piacciono le stagioni. È sempre caldo qui, no?

Non mi lamenterei di questo. Anche se tu faresti fatica senza un parka ogni giorno.

Amico, mi farebbe ammattire, cazzo! Ho bisogno di indossare il mio parka. Ma no, mi piace, quindi sono qui abbastanza. Sono qui abbastanza volte.

Dunque, tornando all’album, come si può paragonare al primo album, As You Were?


Penso sia sostanzialmente la stessa cosa un’altra volta, amico. Perché l’ho fatto con le stesse persone. E ovviamente non avremmo fatto un album reggae o un cazzo di album dance. Quindi è sostanzialmente lo stesso. Volevamo solo fare delle canzoni un po’ migliori. E dal punto di vista della produzione penso sia un disco migliore. Non sto dicendo che è molto migliore. Quindi forse per il prossimo continueremo a fare la stessa cosa, ma senza fare dei cambiamenti radicali. Capisci cosa intendo?

Hai un suono caratteristico.

Sì, amico. So cosa vuole la gente che viene ai nostri concerti. Sai cosa intendo? E la gente paga dei bei soldoni, quindi voglio dare loro quello che vogliono.

Cosa rende unico Why Me? Why Not.? Cosa lo rende diverso da quello che hai fatto in precedenza?

Non lo so se è unico, amico. Penso che con me dentro sarà un po’ più unico e roba così, ma non penso sia così unico.

Ci sono dei brani che pensi che spicchino?

C’è un brano di nome Once che è fico. Ci sono alcune belle canzoni, Meadow è fantastica, ma non direi che è diversi da qualsiasi cosa fatta prima.

One of Us è un pezzo eccezionale. Volevo chiederti della scena musicale in generale. Qual è il tuo parere?


Vedi, non seguo la scena musicale. Io faccio la cosa mia e basta, amico. Non esco con gente che fa parte di band. Non vado a molti concerti. Faccio la cosa mia e me ne vado a fanculo a casa. Sai cosa intendo? Quindi la guardo da lontano. Capisci cosa intendo? Non penso ci siano molte buone guitar band in giro, in ogni caso nessuna che mi piaccia. E non è per tirare delle frecciate, semplicemente … non lo so, amico. Semplicemente al momento non ce ne sono molte in giro.

Quali sono le più grandi differenze rispetto a quando hai iniziato con gli Oasis?


Il mondo è un posto diverso, amico. Potevi farla franca con un po’ di più. Oggi non puoi fare un cazzo, tutti ti saltano addosso. Non puoi dire molte cose. Capisci cosa intendo? Devi stare attento a quello che dici, mentre anni fa potevi sparare merdate dalla bocca e nessuno importava veramente. Ora dici la cosa dannatamente sbagliata e tirano fuori un cazzo di cappio e ti impiccano ad un cazzo di albero, amico. Devi fare attenzione a cosa dici nel mondo e penso sia una cosa che tolga il divertimento. Capisci cosa intendo? Ma sì, era molto più folle negli anni ’90, il che è una buona cosa. Comunque io sono molto più rilassato, ho fatto tutte le mie bravate rock ’n’ roll.

Pensi che questo sia venuto un po’ con l’età e anche con la maturità?

Un po’ con l’età, e i postumi delle sbronze si fanno sentire di più e richiedono un po’ di tempo in più per essere smaltiti. Ma anche così, tutto quello che voglio fare è tenere i miei concerti e spassarmela e farmi un paio di cicchetti, poi andare a letto. Capisci cosa intendo? Andare in giro per la città fino alle ore stupide del mattino l’ho già fatto. E questi telefoni … tutti ti fanno delle foto mentre fai un po’ il monello. Anni fa non c’era nulla di tutto questo. Potevi uscire e comportarti come un cazzo di scimpanzé e spassartela. Capisci cosa intendo? E non dovevi leggere quella cosa sui giornali. Ora tutti ti filmano, cazzo, quindi tu chiudi bottega, devi fare un po’ il bravo. Sono felice che sia accaduto negli anni ’90, sono felice di aver di aver vissuto negli anni ’90. Sai cosa intendo? Perché odierei provare ad entrare in una rock ’n’ roll band in quest’epoca. Non puoi farla franca dopo un omicidio, ti arrestano. O ti classificano come un teppista, o questo o quello. Sono felice di aver tirato fuori le mie vibrazioni rock ’n’ roll negli anni ’90. Capisci cosa intendo? Ora potrei vivere su quelle cose per il resto della mia vita.

Parlando un po’ degli anni ’90, di sicuro te lo chiederanno in molti, ma com’era la scena musicale di Manchester nello specifico?

Be’, prima che arrivassero gli Oasis c'era la scena Madchester: i Roses, i Mondays, i New Order, i James, i Northside. Era tutto bello. E c’ero io, 16-17enne, quindi era bello. A quell’epoca era morto tutto ed era tutta dance e roba così, a cui non partecipavo molto. E poi abbiamo fatto gli Oasis e quella cosa partì e poi ci trasferimmo a Londra. Poi ci fu il Britpop, di cui non abbiamo mai fatto parte, ma avevo l’impressione che … 

Molte persone vi hanno messo in quella categoria che io non ho mai capito.

Sì, ci hanno messo in quella categoria, ma non penso che noi fossimo Britpop, amico. Pensavo che noi e i Verve fossimo diversi: un sound più classico, più rock ’n’ roll. Non “rock and roll”, ma più un sound classico. A differenza dei Blur e dei Pulp, noi facevamo musica un po’ più fottutamente scema. Capisci cosa intendo? Loro erano classificati come Britpop e scena di Camden. Io penso che fossimo molto più avanti rispetto a loro. Capisci cosa intendo? Ma gli anni ’90 sono stati belli, amico. Un bello spasso, io amavo terrorizzare i Blur. Quando ci incontravamo nei pub e roba del genere.

Dev’essere stato uno spasso.


Sì, lo amavo, cazzo! Loro erano ragazzetti snob, no? Quindi noi li terrorizzavamo.

Ti ho visto ad Auckland nel … penso fosse il ’96-’97.

Sì, sì, ricordo di esserci andato.

Era un po’ un luogo inusuale.

Perché? Era una merda?

Non rendeva giustizia agli Oasis. Pensavo che voi foste andati da qualche altra parte …

Un posto un po’ più grande?

La Nuova Zelanda è un po’ buffa quando si tratta di musica.

Sì, ma molta gente pensa che gli Oasis fossero famosi. Erano famosi in Inghilterra. Non eravamo una band famosa nel mondo. Eravamo molto popolari in Inghilterra, ma quando andavamo in America non eravamo così famosi. E la gente faceva: “Oh, avreste dovuto andare in posti più grandi”, ma non eravamo così famosi, amico. Ripensandoci, eravamo famosi in Inghilterra ed eravamo famosi in Europa, ma non siamo mai stati famosi in America o nel mondo. La gente insiste con ‘sta storia che gli Oasis erano la band più famosa del mondo. Non lo eravamo. Eravamo la band più famosa d’Inghilterra e basta. Il che mi sta bene. Capisci cosa intendo? Perché non c’è niente di peggio d essere il numero due nel tuo paese. Era quella la cosa più importante. Finché siamo famosi dove vivo io, non potrebbe fregarmene di meno di essere famoso laggiù. Era quella la mia città.

Quindi di sicuro il successo di Definitely Maybe e Morning Glory è stato incredibile.

Sì, quello ci ha messo in pista.

Ripensando a quei due album, cosa provi rispetto al successo e a quel periodo della tua vita?

Non ricordo molto, ma fare Definitely Maybe … Eravamo matti allora, ma Morning Glory … Quando è uscito Morning Glory abbiamo iniziato a fare soldi e poi siamo partiti. All’epoca era dannatamente stupido, merda nei nostri nasi ed eravamo sempre fuori di melone. Facendo roba così … ma no, sono orgoglioso di quei dischi perché penso che suonino bene anche oggi. E senza di loro saremmo ancora disoccupati, amico. Quindi sono ben contento.

Uno dei concerti che ho visto in video è stato quello di Maine Road.

Sì, lo stadio del Manchester City. Fu incredibile.

Come fu uscire sul palco a Maine Road come tifoso del City?

Fu grandioso. Quello per me fu migliore di Knebworth. Tutti parlano di Knebworth perché fu grande, ma penso che come band suonammo meglio a Maine Road. Quindi quello sarebbe stato bello se fosse uscito in video. Forse è uscito.

È uscito.

Sì? Dunque, uscire e suonare nello stadio della tua città è stato dannatamente incredibile. Perché andavamo lì da bambini.  

Pensi che ci abbiate messo più impegno e che abbiate suonato meglio perché aveva quel tocco sentimentale?

Forse sì, Knebworth era stato solo un cazzo di grande e stupido campo. Capisci cosa intendo? Ma forse … penso che fossimo soliti vedere le partite di calcio lì, quindi la cosa aveva più significato.

Sicuramente. Allora, parliamo del City per un momento. Chi è il tuo calciatore preferito di tutti i tempi?

Be’, il mio è stato sicuramente … cambia. Negli anni ’60 Colin Bell e poi Mike Summerbee e negli anni ’80 fu uno schifo. Facevamo schifo, no? Gli anni ’70 non li ricordo neanche.

Neanche negli anni ’90 eravate molto meglio.

Anche gli anni ’90 furono uno schifo. Quindi ora i miei giocatori preferiti della squadra sono Sergio Aguero e Kevin de Bruyne. Sono giocatori coi fiocchi, amico.

Qual è il tuo parere sulla squadra al momento?

Sono entusiasta di loro, amico. Adesso non siamo in testa alla classifica del campionato, ma ci arriveremo, amico.

Pensi che recupererete e vincerete il campionato quest’anno?

Sì, amico. Il Liverpool vacillerà. La pressione è troppa su di loro, si sposteranno da lì, cazzo. Appena subiranno un po’ di infortuni, noi torneremo su. Penso che vinceremo noi; almeno lo spero.

Bene, io sono tifoso del Newcastle, quindi sono fottuto, amico. Penso alla retrocessione, o no?

(L’allenatore è) Steve Bruce, no?

Tu lo odierai perché è un red (ex bandiera del Manchester United, ndr)ì, no?

Chi, Bruce, per via dello United?


Sì.

Ahh, io odio dannatamente lo United. Cazzo se li odio quegli stronzi!

Vai ancora alle partite?

Da quando mi sono trasferito a Londra non mi interessa. Vengo disturbato troppo, per cui me le guardo a casa dove posso urlare e gridare senza che nessuno stronzo venga a rompermi le scatole. Oggi vai alla partita del City e non puoi saltare su e giù perché ti dicono di fare silenzio. Capisci cosa intendo? Non puoi bere, non puoi fumare, fanculo a quella merda!

Ammazza l’atmosfera, no?

Esattamente.

Non è l’essenza del gioco. Segui l’Inghilterra? Hai una passione per la nazionale uguale a quella per il City?


No. Non sono un patriota, amico. Anche perché i miei genitori sono irlandesi. Amo l’Inghilterra, l’Inghilterra è il luogo in cui sono nato e la cultura e il calcio e i vestiti e la musica e tutto quello. La nazionale inglese di calcio? Cioè la guardo e tutto il resto, ma non mi faccio “trasportare” se vincono, però.

Voglio dire: per un decennio hanno attraversato una fase di merda, no?


Stanno migliorando un po’, amico. Stanno migliorando un po’ sotto la guida di Gareth Southgate. Auguro loro del bene e tutto quello, ma non mi fanno né caldo né freddo.

Hai la maglia del City ora?

Sì, sì.

La indossi in giro?

No, no, no. Ce l’ho a casa. Tutta quella roba la indossano i miei figli.

Anche loro sono appassionati di City?

Sì, sì.

Penso che non abbiano scelta. Una cosa che ti volevo domandare è: hai iniziato a correre un bel po’ di recente?

Sì. I miei fianchi hanno fatto le bizze di recente. Sto avendo un po’ di artrite, quindi non ho fatto quanto cazzo avrei dovuto.

Qualcuno mi ha detto che non ascolti musica mentre corri; perché? Non ti fa ammattire?

Non lo so, amico. Semplicemente mi piace essere un po’ più … libero. Capisci cosa intendo? Mi piace semplicemente essere tutt’uno con il cazzo di posto.

La natura?

Sì, amico. Un gran frastuono nella testa? Non riesco a sentire quella roba, cazzo. Non ce la farei.

Non pensi che la musica bloccherebbe l’altra roba?

No, mi piace semplicemente ascoltare fottutamente la natura, amico. Una volta l’ho fatto mentre ascoltavo musica, ma mi infastidisce. Mi intralcia, amico.

Quando ascolti musica, che musica ascolti?

Gli Stones, i Beatles, i Kinks, i Sex Pistols. Non ascolto musica nuova.

Niente di nuovo?

Niente. C’è un tizio di nome Slowthai. È un rapper, tipo una cosa grime. Lui è bravo. Non c’è molta roba nuova che mi piaccia.

Cosa pensi di Slowthai? Musicalmente e in senso generale.

È bravo, amico, mi piace. Penso che abbia un qualcosa. Sta mettendo in riga un po’ di persone. Mi piace. Mi avvicino a quelle cose tramite mio figlio. I miei figli sono presi da tutta quella roba. Il grime e tutta quella roba. Mi fanno conoscere nuova musica ogni tanto, ma io sono piuttosto felice con i Beatles.

Chi sta facendo la differenza nel Regno Unito? I Pistols fecero colpo sul tizio dell’epoca Thatcher; chi sta parlando alle persone ora?

Direi Slowthai. Non sono uno che si fa  guidare dalla politica. Siamo cresciuti negli anni ’90, tutto quello che volevamo fare era prendere funghetti e ascoltare i Beatles, amico. Quindi di tutta quella merda che succedeva nel mondo non ci fregava, noi pensavamo solo: fanculo, non me ne fotte, che se ne occupino i politici. Quindi non sono proprio guidato dalla politica, ma Slowthai sì. Dice a loro le cose come stanno, il che va bene. Io voglio sono continuare a fare musica, amico, e spassarmela. Quella merda sarà ancora lì quando uscirai dal palazzo. Quando vieni ai concerti, bevi birra, cazzo, perdi la testa e salta su e giù e canta. Capisci cosa intendo?

Pensi che con la tua posizione di fama e potere potresti avere un’influenza?

Probabilmente, se volessi, ma non fa per me, amico. Non fa per me, amico. Non ne so neanche tanto, a essere onesti. Cioè forse finirà per farti sparare come John Lennon e io voglio solo vivere la mia vita. Capisci cosa intendo? Facciamo fare ai politici il loro mestiere e io faccio il mio. Quando inizi a pasticciare la gente inizia darti colpi in testa e fare: “Sta diventando un po’ arrogante”. Fanculo quella roba, amico! Voglio solo vivere la mia vita e andare avanti.

traduzione di oasisnotizie

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giovedì 19 marzo 2020

Pierluigi Pardo: "Il mio Erasmus baciando le ragazze su Wonderwall degli Oasis. Spero nella reunion"

Foto di Nicola Beltrame e Lorenzo Bosi (leggi qui)
Durante la sua diretta odierna su Instagram, il noto giornalista e telecronista sportivo Pierluigi Pardo, oltre a improvvisare diverse canzoni al piano tra cui Champagne Supernova e Half the World Away degli Oasis (con risultati esilaranti), ha risposto a diverse domande dei suoi followers. Tra cui quella fatidica sui nostri.

"Noel o Liam? Eh come si fa a scegliere?", ha detto Pardo. "Se mi chiedi tra amatriciana e carbonara ti dico amatriciana, se mi chiedi di scegliere fra Noel e Liam è difficile rispondere. Sono una coppia perfetta e spero possano tornare insieme. Uno più performer, l'altro più intimista. Sono sempre stato un grande fan degli Oasis. Li ho vissuti sulla mia pelle. Nel '95/'96 ero in Erasmus in Inghilterra ed erano dappertutto. Era l'anno del grandissimo successo di (What's the Story) Morning Glory? e della rivalità con i Blur, altro gruppo che amo molto. The Universal e Country House sono tanta roba. Forse se fossi andato in Eramus l'anno prima sarei stato più dalla parte dei Blur. Però ho passato tantissime serate con la musica degli Oasis e, ora posso dirlo, in quel periodo ho baciato un sacco di ragazze con Wonderwall come sottofondo. E quindi, come si fa a non ripensarci? È stato un periodo incredibile. Quindi viva gli Oasis!".

(testo dell'amico Luca, che ringraziamo)

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martedì 10 dicembre 2019

Liam Gallagher racconta: "Faida coi Blur? Iniziammo noi. Loro londinesi allegri, noi musoni di Manchester abituati alla pioggia"

Graham e Liam nel 1997
Ecco un altro estratto (trascritto in italiano) dell'intervista rilasciata il 30 ottobre da Liam Gallagher a National Public Radio (NPR), un network di stazioni radiofoniche statunitensi, in occasione del suo tour negli States a supporto degli Who (l'audio della chiacchierata e dell'esibizione è disponibile alla fine del post).

"Hai avuto ospite Graham Coxon, la cui band, i Blur, avevano una faida in corso con noi? Onestamente loro con noi non hanno mai avuto una faida, siamo stati noi a iniziarla. Ti ha detto che erano i media ad aizzarla? Non lo so, penso che i Blur non fossero male. Ovviamente noi venivamo dal Nord e loro dal Sud, quindi c'era questa cosa per cui la gente che veniva dal Nord era più dura e 'stagionata' e più vera, capisci? Eravamo due band diverse, ma non penso che Damon o gli altri abbiano mai fatto qualcosa di particolarmente brutto nei nostri confronti. Penso che fossimo solo noi quelli che venivano giù e facevano gli arroganti, scorreggine di Manchester, come sono molte persone che vengono dal Nord, capisci? Non ho mai avuto parole cattive per loro, mi facevo sempre due risate quando li vedevo".

"I nostri vestiti su a Manchester sono molto più larghi, quindi molto più rilassati. A Manchester piove sempre, quindi siamo un po' più musoni (moodier, ndr), mentre a Londra c'è spesso il sole, per cui laggiù fanno una vita più bella, e noi per questo portavamo rancore. Dove vai con vento e pioggia in faccia ogni giorno? Laggiù, invece, avevano magliette e pantaloncini, e sorseggiavano Piña Colada mentre davano da mangiare alle anatre nel parco, capisci? Chiedi ai Blur degli anni '90: queste cose penzolavano sempre dalle loro bocche. C'era questo senso qui e poi loro sembravano sempre più allegri, mentre noi eravamo più tristi".

trascrizione di oasisnotizie - Leggi anche: Liam Gallagher: "Noel vuole reinventare le cose e fallisce miseramente, io cerco il sound classico"


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giovedì 12 settembre 2019

Noel Gallagher a Vanity Fair: "Liam mi lasci stare. È da denuncia. Una reunion con lui sarebbe un incubo"

A 25 anni dal primo album-capolavoro dei suoi Oasis e a 10 dalla fine della band, Noel Gallagher ricorda gli inizi e la voglia di cominciare «il viaggio della vita». E sulla vecchia faida con il fratello ha un’ultima cosa da dire

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sabato 6 luglio 2019

Video (subs ITA): Noel Gallagher racconta la battaglia con i Blur e le risse con Liam e i fan

In questo video che abbiamo sottotitolato in italiano Noel Gallagher riflette sul primo periodo dell'avventura con gli Oasis ("Non c'era volta che un concerto non finisse in rissa tra di noi o con il pubblico") e racconta la battaglia del Britpop con i Blur.

È un estratto dell'intervista che Noel ha concesso a Dermot O'Leary per Reel Stories, in onda su BBC 2. Seguiranno altri video dell'intervista con subs ITA nei prossimi giorni. 



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sabato 3 novembre 2018

Intervista a Noel Gallagher: "Dieci anni dopo gli Oasis mi sento più giovane, più bello e ho una band migliore"

Da Corbyn a Blair, dal Manchester City all'ingresso nella sua vita della moglie Sara ("L'ho incontrata in una discoteca di Ibiza e l'ho conquistata facendole conoscere la serie Seinfeld"), dalle differenze tra la band attuale e gli Oasis (Rispetto a dieci anni fa "mi sento più giovane, più bello e ho una band migliore"), dalla riconciliazione con Damon Albarn a come si vede a 70 anni, da come oggi scriva canzoni diverse rispetto a quando aveva 25 anni (il contrario "sarebbe ridicolo") a come la sua esistenza si riduca - per sua stessa ammissione - a calcio, musica e amore" per la compagna, ecco una chiacchierata con il re del Britpop, Noel Gallagher.


Il 28 agosto 2009 gli Oasis avrebbero dovuto presentarsi sul palco del festival parigino Rock en Seine. Era una delle ultime date del loro tour mondiale che si sarebbe dovuto concludere all'I-Days Festival, a Milano. Poco prima dell'esibizione una discussione tra Noel Gallagher e suo fratello Liam divenne prima un litigio, poi si tramutò nella cancellazione del concerto. Le litigate tra i fratelli non erano certo una novità per i fan della band, ma l'esito di quell'alterco lo fu. L'indomani il chitarrista pubblicò sul sito ufficiale degli Oasis un comunicato che recitava: "Con un po' di tristezza e grande sollievo vi comunico che ho lasciato gli Oasis".

Numerose voci si susseguirono sui particolari del litigio, quasi degenerato in una zuffa. Si disse che Liam avesse lanciato all'indirizzo di Noel una prugna, poi che avesse brandito la sua chitarra a mo' di ascia. Nove anni dopo, Noel Gallagher ha una spiegazione meno colorita, ma più semplice. "Semplicemente si arrivati a una fine", spiega a Rolling Stone Argentina, poco prima di tornare a Buenos Aires per esibirsi al Luna Park (il 4 novembre), a vent'anni dal debutto degli Oasis in Argentina, in quello stesso stadio.

"Non è stata una cosa in particolare, ma una dietro l'altra. Gli Oasis non erano l'esercito, non stavamo servendo la nostra bandiera, era una cazzo di band di rock & roll. Se non ti piaceva te ne potevi andare. E io ho fatto questo, e ho dimostrato a me stesso che avevo ragione".

L'affermazione conduce Noel ad enumerare i suoi trionfi personali ottenuti da quando ha deciso di intraprendere la carriera da solista insieme alla sua band, gli High Flying Birds. "Dieci anni dopo vado ancora in tour e mi sento più giovane, più bello, ho una band migliore e scrivo canzoni migliori. Sono più contento e il Manchester City ha vinto tre volte la Premier League, cosa posso chiedere di più?", dice senza falsa modestia.

Noel in concerto con una Fender Jaguar
I fatti gli danno ragione: i suoi tre album come solista hanno raggiunto la prima posizione nelle classifiche britanniche, in un percorso artistico che è passato dalla ricerca di una linea di continuità con gli Oasis all'uscita dalla comfort zone con Who Built the Moon?, pubblicato nel novembre 2017. Ciononostante, malgrado la netta sterzata, Gallagher non vede il suo presente come una risposta alla sua opera precedente.

"Non credo che ogni cosa che io faccia debba necessariamente essere più o meno diversa da una cosa che ho fatto in passato, però scrivo canzoni con la chitarra acustica a casa mia. Ho 51 anni e non penso di poter comporre nello stesso modo in cui componevo quando ne avevo 25, sarebbe ridicolo. Quando me ne sono andato dagli Oasis non l'ho fatto perché non mi piaceva il sound degli Oasis, perché a dire il vero l'ho inventato io".

Parte del rinnovamento di questa ricerca si deve a David Holmes, noto per le sue collaborazioni con i Manic Street Preachers e i Primal Scream. Al momento di iniziare a lavorare insieme a Gallagher, Holmes ha organizzato una serie di incontri in cui si è parlato solo di musica, mentre i due ascoltavano dischi degli anni '60 e '70, e ha stabilito con Noel una politica di lavoro che Noel doveva rispettare alla lettera: entrare in studio senza alcun demo per scrivere le canzoni dal nulla. Sebbene all'inizio le istruzioni lo preoccupassero, Noel ha finito per seguirle per un nuovo disco che sta iniziando a elaborare.

"Ha fatto sì che il tempo qui dentro fosse molto più interessante, perché non sai cosa stai facendo, tutto è una scoperta. Proprio ora sto andando in studio e non ho la minima idea di cosa farò quando arriverò lì, né di cosa succederà una volta che me ne sarò andato. Può essere una giornata incredibile così come no".

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Noel in Cile, ottobre 2018
Con gli Oasis sei diventato uno degli ultimi compositori di inni rock, un ruolo che è rimasto scoperto nell'ultimo decennio o poco più. A cosa pensi sia dovuto questo?

Il mondo è cambiato. I giovani si interessano di cose diverse: le reti sociali e Internet hanno dominato il pianeta. Nel mondo tutti sono connessi tra di loro e a loro non frega più di cosa suoni alla radio. Il rock and roll, la musica rock o come la si voglia chiamare, si continua a fare, solo che non è più qualcosa alla modané ha l'importanza che aveva in altre epoche. Non so, neanche presto troppa attenzione alla musica contemporanea, ad essere onesto. Non mi sono mai considerato un guitar hero. Sono un compositore di canzoni, niente di più. Le mie canzoni prendono forma in base a dove mi trovo in quel momento in termini musicali, spirituali e tutte quelle cose.

E quale credi che sia l'ultimo grande momento per il rock nel tuo paese? Alla fine del documentario Supersonic si solleva l'argomento secondo cui, dopo i concerti degli Oasis a Knebworth nel 1996 (125.000 persone a serata per due serate), non ci fu nulla di più grande, almeno nel Regno Unito.

Non so cosa sia successo, ti posso solo dire quello che è successo a noi. Siamo diventati molto grandi e famosi e abbiamo guadagnato molti soldi ... le personalità erano cambiate e le cose erano molto diverse da come erano prima di quei due concerti. Il periodo che ha condotto a Knebworth è stato il più vitale della storia degli Oasis, per quanto ci siano state cose buone nel periodo tra quei concerti e il momento in cui lasciai la band nel 2009.

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La separazione degli Oasis ha costretto i fratelli Gallagher a concordare una tacita divisione dei beni. Liam è rimasto con la manodopera: il chitarrista Gem Archer, il bassista (ma originariamente chitarrista) Andy Bell e il batterista Chris Sharrock lo accompagnarono nei Beady Eye, gruppo formatosi rapidamente sulle ceneri degli Oasis e passato a miglior vita quasi con la medesima fretta dopo che il loro secondo album ebbe una fredda accoglienza. La ripartizione lasciò Noel con un capitale simbolico, ma molto più prezioso: il suo talento compositivo, una risorsa per nulla disprezzabile se si tiene conto che ha scritto lui la totalità dei singoli che gli Oasis hanno pubblicato dal 1994 al 2009 ad eccezione di due scritti dal fratello minore (Songbird e I'm Outta Time). I detrattori della band sostengono che la sua scintilla si sia esaurita dopo i primi tre album, qualcosa su cui Noel sembra concordare alla distanza.

Noel a Buenos Aires, 2 novembre (@jessica_jaraph)
"Non è una coincidenza che gli Oasis siano stati migliori quando io ero a capo di tutto. Man mano che si cresce si sente di più la necessità di far valere la propria voce, cosa che non mi sembra negativa. All'improvviso, però, tutti passarono ad avere le proprie opinioni, perché ora erano stelle del rock con questa mentalità da 'non puoi dirmi tu cosa fare, come cantare o vestirmi'. Io ero felice all'idea di trascorrere un momento sui sedili posteriori, però non è una coincidenza che la nostra epoca migliore sia stata il periodo in cui non era così. Ora che con gli High Flying Birds sono in controllo di tutto, le cose sono tornate al proprio posto".

Man mano che la sua carriera solistica prendeva una sua forma propria, Noel ha sentito la necessità di risistemare i pezzi. L'attuale versione della band ha un formato esteso che arriva a undici componenti grazie all'ingaggio di tre cantanti e polistrumentiste donne e una sezione di fiati. Gli High Flying Birds formato 2018 includono, però, due ex compagni negli Oasis: Archer e Sharrock, a cui si aggiunge il tastierista Mike Rowe, che faceva parte della prima formazione degli Oasis durante i live. La mossa, però, non ha nulla a che fare con una strizzata d'occhio al passato, almeno così assicura Noel.

"Sono tre dei miei migliori amici e avevo bisogno di musicisti che suonassero con me. Quando ho iniziato per conto mio loro erano nei Beady Eye, ma appena la band si è sciolta mi sono detto: 'OK, devo avere questi tizi nella mia band perché voglio fare questo con gente che mi piace".

Ha la sua logica: la prima versione della sua band di supporto si è completata con session men che, benché svolgessero il proprio ruolo con efficacia, non cessavano di essere dipendenti retribuiti.

"Ora si sente di più che è una band", dice Noel. "C'è un'atmosfera più familiare e mi ricorda un po' come erano le cose prima. Non solo musicalmente, ma anche per quello spirito di gruppo e per come tutto risulta facile".

Quantunque ambedue i Gallagher abbiano ricevuto offerte per riunire gli Oasis sin dal primo giorno successivo alla separazione, ultimamente la scena si è ripetuta: mentre Liam si è mostrato più che disposto a fare pace, Noel ha negato seccamente che ci sia una possibilità percorribile in qualche tipo di scenario. Ciononostante la situazione ha avuto una svolta impensabile a fine ottobre, quando Noel ha detto che sarebbe capace di riconsiderare la sua opinione in merito se questo servisse ad evitare che il candidato laburista Jeremy Corbin, definito da Noel "folle" e "comunista", diventi primo ministro britannico. 

Noel live al Metropolitano di Rosario, 3 nov (@velvetsky67)
Ciò che ha fatto effetto non è stata solo l'apertura, benché fatta in chiave ironica, a una reunion, prospettiva che Noel aveva sempre ricusato, ma anche il commento tagliente su Corbyn. Noel sostenne pubblicamente la campagna di Tony Blair nel 1997. Era un altro mondo ed era un'altra Inghilterra: la Cool Britannia della sinistra allo champagne e il Britopop, e i Gallagher rappresentavano il trionfo di una nuova generazione della classe operaia. "La mia opinione sulla politica è cambiata", dice ora Noel. 

"Ero abbastanza interessato perché sentivo, soprattutto durante l'epoca di Blair, che le cose andavano in una certa direzione. In Inghilterra, dove io vivo, c'è bisogno di un tipo che si faccia carico di tutto, e questa persona non è lui, semplicemente questo. C'è bisogno di gente che possa prendere in mano le redini della situazione. Jeremy Corbyn? No, grazie". 

Ciononostante la sua posizione non lo pone neanche dalla parte dei conservatori: "Secondo la stessa regola, Theresa May e tutta questa gente ... certo che no, sono il nemico. La politica è in uno stato pietoso. È da tre elezioni generali che non voto, anche se l'ho fatto contro il Brexit, perché, qual era il senso di questo? Ho cose migliori da fare con il mio tempo, come guardare partite di calcio".  

La sua passione per il calcio è celebre. Anche in camerino ha la bandiera della sua squadra, il Manchester City. "Se non sono in tour o in studio sto guardando partite di calcio", dice.

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Negli ultimi otto anni Noel Gallagher ha scelto una dinamica inversa rispetto a quella che si suppone detti il manuale della rockstar media quando arriva ai 50 anni. Se la maggior parte delle rockstar ha sempre più spazio per l'ozio, lui divide i mesi tra tour lunghissimi e sessioni di registrazione che possono sfociare in risultati concreti o passare per un limbo indefinito, come il disco che registrò nel 2011 con il duo neopsichedelico Amorphous Androgynous, che ora assicura che riposa nel cassetto dei suoi calzini perché la miscela non era sufficientemente buona.

Noel a Buenos Aires, 2 nov (@jessica_jaraph)
"Purtroppo sono arrivato a rendermi conto che nella vita non faccio nient'altro oltre alla musica. Quando non sono in studio o non sono in tour me ne sto a casa a scrivere canzoni, non faccio nessun'altra cazzo di cosa. Se non sto facendo questo sto guardando partite di calcio alla televisione, e se non sto facendo questo sto giocando a calcio con i miei figli. Quando non sto facendo questo sto uscendo di notte con mia moglie a spassarmela. È questa la mia vita: non ho hobby, non ho interessi per altre cose. Tutto si riduce al calcio, alla musica e all'amore, questo è tutto e non mi importa di nient'altro", afferma.

Ironicamente questa presunta vita carente di sfumature è stata quella che gli ha permesso di firmare un armistizio con il suo maggior rivale creativo negli anni '90. Nel picco di popolarità del Britpop, gli Oasis e Blur rappresentavano lo yin e lo yang dello sciovinismo britannico di fine secolo: da un lato gli eroi della classe operaia di Manchester; dall'altro gli alunni discoli delle scuole d'arte londinesi. L'inimicizia fu fatta di dispetti inoffensivi e fruttiferi per tutti, come quando entrambe le band pubblicarono un singolo nello stesso giorno (i Blur raggiunsero la vetta delle classifiche con Country House e relegarono Roll with It al secondo posto) e anche bellicosità estrema, come quando Noel dichiarò, ubriaco in un'intervista, di augurarsi che Damon Albarn e il bassista Alex James morissero di AIDS, affermazione poi ritrattata pochi giorni dopo. Sei anni fa, in una delle uscite con sua moglie, la pubblicista Sara MacDonald, Noel ha incontrato Damon e hanno fatto pace.  

"Siamo andati al bowling ed era pieno di gente. Damon e io ci siamo letteralmente imbattuti l'uno nell'altro in mezzo a un corridoio", racconta Noel. "Eravamo sorpresi perché non ci vedevamo da anni, così siamo andati al bar a prendere le nostre bibite mentre parlavamo di tutte le follie di merda che abbiamo fatto e abbiamo detto, e questo è stato tutto.Inoltre molti dei musicisti che suonano nei Gorillaz sono miei amici, li conosco da anni, quindi abbiamo molte gente in comune e parliamo di questo".

Il reincontro ha avuto i suoi frutti: Noel ha invitato Damon e il chitarrista Graham Coxon a partecipare ad un concerto benefico e ha suonato con loro Tender dei Blur. Qualche anno dopo ha co-scritto con Damon Albarn il singolo dei Gorillaz We Got the Power, che interpreta con la band ogni volta che può. L'anno scorso Noel voleva ricambiare il favore, ma non è stato possibile. "Volevo che suonasse la linea melodica in Be Careful What You Wish For, sarebbe stato bello, ma faremo qualcosa insieme un giorno".

Noel e Sara ai FIFA Football Awards. Londra, 24 settembre
Noel ha conosciuto Sara MacDonald, sua attuale moglie, durante una vacanza ad Ibiza a metà del 2000. Il suo argomento per avvicinarsi a lei non furono i dischi d'oro né la sua collezione di chitarre, ma una delle cose che più piacciono a Noel: Seinfeld. "Ho conosciuto la serie nel 1990 e mi ci appassionai immediatamente, la trovo dannatamente divertente. Ho capito che Sara era la donna fatta apposta per me appena l'ho conosciuta. Eravamo in un hotel, le ho chiesto se le piacesse Seinfeld e non lo aveva mai visto. L'ho mostrata a lei e le è piaciuta un sacco. A partire da quel momento pensai: 'Voglio trascorrere il resto della mia vita con lei' ".

Da allora Sara è diventata la sua grande consigliera, la persona su cui per prima fa affidamento nel momento in cui deve testare qualche cosa nuova che abbia composto. "Magari sto scrivendo una canzone che è incredibile e che non suona come nulla che abbia scritto prima. Arrivo a casa, la faccio ascoltare a lei e lei mi risponde sempre con la stessa frase: 'Fammela sentire quando è completa'. Le faccio sapere che ci sono cambiamenti o che il testo non è definitivo e finisce per predere interesse. E la capisco. Quando la gente mi mostra cose di questo tipo ... perché cazzo lo fa? Non mi frega se non è finita, non ho tempo".

Gli Oasis pubblicarono il loro primo singolo, Supersonic, l'11 aprile 1994, appena sei giorni dopo la morte di Kurt Cobain. Il successo della canzone diede un impulso definitivo al gruppo e cementò l'idea di un passaggio da un orecchio all'altro dell'Atlantico, un effetto di azione e reazione che Gallagher minimizza.

"Tutta 'sta visione del Britpop come una risposta al grunge è una cosa dei giornalisti. Personalmente il genere non mi è mai piaciuto, anche se amo i Nirvana, ovviamente. Non che io disprezzi qualsiasi altra cosa, semplicemente non mi piace il rock 'n' roll americano. Mi sembra un po' dannatamente noioso, ma non è che all'epoca prestassi molta attenzione a questo. Non lo so, non ho scritto Champagne Supernova come risposta ai Pearl Jam, perché non avevo la più pallida idea di cosa stessero facendo".

Pochi mesi dopo la pubblicazione di Definitely Maybe, il loro disco di debutto, gli Oasis incontrarono negli Stati Uniti un fan inaspettato, Lars Ulrich. "Ci ha seguito ovunque nel nostro primo tour nordamericano. Siamo arrivati a conoscerlo ed è una persona adorabile. Non ho neanche un singolo dei Metallica. Conosco Enter Sandman, che mi piace, e Nothing Else Matters, perché era sempre su MTV negli anni '90, e questo è tutto. Li conosco e non mi interessa cosa fanno, ma Lars è una persona fantastica con cui trascorrere del tempo, è molto divertente".

Noel in concerto durante in tour di Be Here Now (1997-98)
Nel 1997, incoraggiati dal successo del loro secondo album e dei suoi due principali singoli (Wonderwall e Don't Look Back in Anger), gli Oasis registrarono il loro terzo lavoro in studio, Be Here Now, negli studi di Abbey Road. La megalomania del gruppo si tradusse nel risultato seguente: un album di oltre 70 minuti con canzoni lunghe, intenti psichedelici beatlesiani e sovraincisioni di chitarre che Noel ha descritto anni dopo come "il sound di cinque tizi in studio, fatti di droga, a cui non fregava un cazzo; tutte le canzoni sono lunghissime e i testi sono una merda e per ogni secondo in cui Liam non dice una parola c'è un riff di chitarra che sembra uscito da Fusi di testa". 

Be Here Now fu anche il biglietto da visita degli Oasis di fronte al pubblico argentino, nel marzo 1998, con due date al Luna Park segnate da un'energia elettrica eseguita a tutto volume. Financo le ballate suonarono avvolte da una spessa veste di distorsione valvolare. Senza nessun tipo di interazione tra Liam e Noel (e, quindi, neanche con il pubblico), palesemente stanchi e con un incontro notturno con Diego Maradona come corollario, i concerti consentirono di prevedere la sperimentazione sonora dei dischi successivi in un blocco acustico in cui Noel presentò una rivisitazione di Setting Sun, inno big beat lisergico che aveva registrato insieme ai Chemical Brothers l'anno prima, in un formato acustico privato di precussioni e droni orientali.

Quando nel 2016 Be Here Now è stato rivisitato per la ristampa, Noel ha voluto fare un editing per renderlo più spoglio, ma ha gettato la spugna dopo la prima canzone.

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Noel, Sara, Anais, Donovan e Sonny
Sei molto critico con te stesso per quanto riguarda le tue opere precedenti?

Assolutamente sì, sono il peggiore, il peggiore di tutti. Sono molto critico con la mia opera attuale, e con le mie opere precedenti sono terribile. Perché si capisca: non ho nessuna idea di come suonino dal vivo gli High Flying Birds, perché mi rifiuto di ascoltare qualsiasi cosa abbiamo registrato. Non ci riesco, sono troppo critico e perfezionista. Se facciamo un DVD finisce di ascoltarlo qualcun altro per mixarlo, perché io non lo faccio. Se ascolto qualcosa e non sento che è assolutamente perfetto mi rovina la giornata. Vivo il momento. Quando sono sul palco si percepisce come qualcosa di incredibile, ma una volta che il concerto finisce non voglio parlare di questo con nessuno. È questa la differenza tra la mia band attuale e la precedente: la mia band precedente trascorreva del tempo a discutere su come fosse stato il concerto e bla bla, e io li mandavo a cagare. Quelli di adesso mi conoscono così bene che non devo dirlo: anche se il concerto è stato fantastico, una volta che la mia chitarra torna sul suo supporto, fine della storia e non voglio parlarne. In caso contrario, se le cose andassero malissimo qualcuno lo direbbe, no?  Suppongo che siamo bravi.

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Un mese fa Paul McCartney ha pubblicato un nuovo album e poco tempo fa i Rolling Stones erano in tour in Europa. Immagini di fare qualcosa di simile quando arriverai a 70 anni?


Assolutamente sì. Continuerò a fare tour mondiali fino a che non avrò più il fisico per farlo, perché la gente come noi deve farlo. Non mi arrenderò, e non perché si creda che io sono il migliore o il più grande di tutti, ma perché lo amo troppo. La musica mi ha dato tutto, assolutamente tutto ciò che ha valore nella mia vita. E non intendo sprecarlo, perché più musica faccio, migliore diventa la mia vita, migliore diventa la mia vita familiare, quella di tutti ... Quindi perché buttare via tutto questo? 

traduzione di oasisnotizie - Source: La Nación

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