Visualizzazione post con etichetta johnny marr. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta johnny marr. Mostra tutti i post

sabato 10 giugno 2023

Video (sottotitoli ITA): lunga intervista a Noel Gallagher su dischi Oasis, intelligenza artificiale, mondo abitato da cogli*ni e altro

Noel Gallagher concede una lunga e bella intervista alla rivista NME in occasione dell'uscita dell'album Council Skies

Ve la proponiamo con sottotitoli in italiano. 

Vari gli argomenti toccati, con un Noel senza peli sulla lingua: il nuovo album, il giudizio sui dischi degli Oasis (il chitarrista è severo sul secondo album e soddisfatto del primo e del quinto) e sui dischi da solista, l'intelligenza artificiale nella musica, il mondo "abitato da coglioni", l'Inghilterra divenuta ormai "una merda", il genio di Johnny Marr, le band che si ispirano agli Oasis, lo scambio di email con Robert Smith e altro. 

Da non perdere.

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 31 maggio 2023

Ascolta il nuovo singolo di Noel Gallagher, Open the Door, See What You Find. "È un pezzo ottimistico sull'accettazione di sé"

Noel Gallagher ha diffuso stamane Open the Door, See What You Find (AUDIO ALLA FINE DEL POST), nuovo brano tratto dall'album Council Skies, in uscita il 2 giugno. La canzone vede la collaborazione di Johnny Marr alla chitarra, come avvenuto per il brano Pretty Boy, uscito a ottobre 2022 e inserito nel nuovo disco.

Si tratta del quinto singolo che anticipa l'uscita dell'album, che sarà pubblicato dopodomani dall'etichetta Sour Mash. "È un pezzo dal testo ottimistico, che parla della piacevole sensazione data dall'accettazione del percorso che la vita ha riservato a ognuno. Dal punto di vista del testo la premessa è che a un certo punto della tua vita ti guardi allo specchio e vedi tutto quello che sei stato e tutto quello che sarai", ha spiegato Noel. "Parla dell'essere soddisfatti di questo. Essere felici di dove si è nella vita, di chi si è e di dove si sta andando. La vita è bella!".

Gli altri singoli usciti sinora sono Easy Now, la title track Council Skies e la malinconica Dead to the World. Il disco, il quarto da solista del cantautore, è prodotto da Paul Stacey, già al lavoro con gli Oasis.

A supporto di Council Skies, Noel ha in programma un lungo tour nordamericano di 26 date insieme ai Garbage oltre a una serie di apparizioni ai festival britannici previsti per quest'estate. A dicembre terrà, invece, un tour nei palazzetti del Regno Unito, con concerti a Londra, Birmingham, Cardiff, Leeds, Glasgow e Liverpool.


Source: NME

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

domenica 30 aprile 2023

Video: Noel Gallagher intervistato dalla Rai su Lennon e intelligenza artificiale. "L'IA non mi piace, non ha sentimento"

Intervistato dalla Rai a Milano il 17 aprile, Noel Gallagher ha presentato il suo nuovo album, Council Skies, in uscita il 2 giugno. L'intervista è andata in onda nella trasmissione Tutti i frutti, su Rai News 24. 

Noel Gallagher: l'ispirazione che viene dal cielo, la magia di Abbey Road, la divinità Lennon. Un album in uscita a giugno (Council Skies) e una data del tour in Italia per l'eroe del britpop, ex componente degli Oasis, autore di capolavori come Wonderwall. Il cantante è passato a Milano per raccontare le sue nuove canzoni.

Il cantautore ha detto la sua anche sull'uso dell'intelligenza artificiale (IA) nella musica.

Guarda il video alla fine del post.

---


Which guitar did you use in your new record?

"I played all the acoustic guitar and all the rhtythm guitar and I did one guitar solo." 

Where do you put your voice in the mix?  

"Slightly behind. In all the records that I love, that I listened to when I was growing up the voice is never upfront, because the voice should be part of the band and I don't like when it's in your face"

How do you interact with Johnny Marr?

"He doesn't listen to the track until he gets in the studio. He sets his equipment and the first time he listens to it is when he plays for the first time. And then he just reacts to the music. And after a few takes he sticks on one thing that everyone goes 'That! That's the thing!' ..."

Is it still simple to write songs after all these years?

"Well, I keep it simple. I don't try to overcomplicate anything. If I think too much, it loses something, so I use my instinct and my heart."

Where do songs come from?

"The songs come from a higher place and they evoke some memories, some feelings in me and I just try and catch them. I don't know, it's a wonderful thing."

In a version of your new record there's a cover of John Lennon (Mind Games).

"The thing about John's songs is you don't really realise how great they are until you start to play them yourself and you listen to the words and sing them. It's godlike."

The Beatles have always been an inspiration. And you made them echo in a symbolic place.

"There's only one place in the world you'll go to when you record the strings. It's the studio 2 at Abbey Road. That's an amazing vibe, the room is incredible the sound in the room is amazing."

Your single Pretty Boy was remixed by Robert Smith from The Cure. 

"I just emailed him and he agreed to do it. I thought my version was like The Cure and then when I heard his version I thought 'Ah, that sounds like The Cure!'.".

Everybody talks about music generated by artificial intelligence. Does it fascinates you?

"No, it has no feeling. You can create a robot that sounds like me, but it's not me."

Are you ready for your tour that will hit Italy in November?

"No, not yet. I'll start rehearsing in two weeks, then I'll be ready. I'm looking forward to it."

---

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 5 novembre 2022

"Mi piacerebbe scrivere musica per un porno", la confessione di Noel Gallagher in collegamento con Radio Deejay

Il 31 ottobre Noel Gallagher ha presentato il singolo Pretty Boy a Summer Camp, la trasmissione di
Radio Deejay.  Il brano, che vede la partecipazione di Johnny Marr degli Smiths, è stato al centro della chiacchierata al telefono con Nikki e Federico Russo. L'audio è alla fine del post.

Intervistato da Nikki e Federico Russo, Noel Gallagher parte dicendo che non festeggia Halloween perché è una cosa "da americani", per poi parlare della particolare atmosfera del proprio studio di registrazione: "Non festeggio Halloween, la vedo più come una cosa americana". 

"L’anno scorso però abbiamo fatto una call su Zoom e c’era un’atmosfera nel tuo studio un po’ Halloween, con candele, funghetti e luce bassa", ricorda Federico Russo.

"Vero, il mio studio è esattamente così", risponde Noel, "ma non ha niente a che vedere con Halloween" (ride). 

Il 31 ottobre, oltre a essere la festività più amata dai bambini di tutto il mondo, rappresenta anche un’altra grande festa: il compleanno di Johnny Marr, chitarrista della band inglese degli Smiths.  Inevitabile per Nikki chiedere a Noel Gallagher se sia stata una coincidenza far uscire il singolo Pretty Boy proprio in questa giornata: "Oggi esce una canzone con il tuo eroe, Johnny Marr. Non è una coincidenza visto che è il suo compleanno, vero?".

"Non lo sapevo! Stamattina ci siamo sentiti, lui mi ha detto: mamma come suona bene il nostro brano alla radio!", e ho scoperto all’ultimo che era anche il suo compleanno! Buon compleanno Johnny, a questo punto. Possiamo dire che più che un regalo per lui, questo singolo è un regalo per me".

Pretty Boy si potrebbe effettivamente definire un gran bel regalo per Noel Gallagher. L’artista racconta a Nikki: "Non potrei mai definirmi neanche lontanamente bravo come Johnny, è uno dei miei eroi. Sono un grandissimo fan degli Smiths, di Paul Weller, un chitarrista che suonava con David Bowie, Steve Jones dei Sex Pistols. Devo dire sono fortunato abbastanza da conoscere così bene Johnny Marr da potergli chiedere di venire a suonare la chitarra sul mio pezzo, e sono anche fortunato per il fatto che a Johnny piace quello che faccio insomma".

La voglia di sentire Noel Gallagher suonare in Italia è tanta e Federico Russo non può fare a meno di chiederglielo: quand’è che torna? La sua risposta: "Non vedo l’ora, dobbiamo aspettare ancora un po’, forse un anno o forse più, ma ne varrà la pena. Sarà una lunga attesa, ma anche gli High Flying Birds non vedono l’ora di tornare. L’Italia è uno dei nostri posti preferiti dove suonare".

Le canzoni di Noel Gallagher hanno sempre una componente cinematografica molto forte, come racconta Nikki a Summer Camp. Ogni volta che sente una sua canzone, gli sembra di star assistendo a un film non ancora creato. E se Noel si dedicasse al mondo cinematografico? L’artista risponde: "Guarda, devo dire che non me l’hanno mai chiesto, ma mi piacerebbe tantissimo per esempio scrivere una sigla per uno dei James Bond o magari delle musiche per un film porno".

Nikki: "Magari potresti scrivere un porno con James Bond!" (ride).






OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 12 settembre 2019

Liam Gallagher: "Io la rock star più importante. Farò sempre parte degli Oasis. Noel? Sempre geloso di me. Sembrava un nano in cerca di attenzioni"

La nostra intervista al ragazzo di Manchester, a pochi giorni dall'uscita del secondo album da solista, Why Me? Why Not. Per parlare della sua nuova vita da salutista (costretto), del suo rapporto con Noel, del sogno di riformare la band e del suo sentirsi il nuovo Elvis.

 
«Sai mi piacerebbe poter ancora pippare e bere tutta la notte, parlando dei Beatles e delle solite stronzate per nove ore di fila, ma non ho più l’età per fare certe cose». Ladies and gentlemen, mister Liam Gallagher. Oltre ogni aneddoto, e prescindendo da qualsiasi mitomania, il ritratto di Liam può essere solo un autoritratto. Lui che ha inventato un proprio vocabolario, l’hooligan del rock and roll: un bifolco buttato davanti a un microfono che sembrava una figura accessibile a tutti, ma che nessuno ha mai più avuto il coraggio di ricalcare.

A volte stonato, altre un po’ alticcio, in 25 anni di carriera in prima linea Gallagher ha cambiato pelle, trasformandosi dallo spaccone dalla periferia di Manchester, al frontman che, senza muovere un muscolo, sgolava canzoni davanti a migliaia di persone deliranti. Sembrava potesse esserci chiunque al suo posto, eppure c’era lui.

You were only one of us, canta in uno dei suoi ultimi brani, dove l’ormai ex Our Kid, all’alba dei 48 anni (saranno il prossimo 21 settembre, il giorno dopo l’uscita del suo nuovo album, il secondo da solista, Why Me? Why Not), sembra aver aperto più di uno spiraglio dentro un universo di cui lui era centro e circonferenza. Sarà l’età che avanza, tant’è che il super cafone del brit pop oggi è un uomo che va a correre tutte le mattine.

---

Sarai mica diventato un salutista…
 
Ora vado a letto presto e mi sveglio di prima mattina per andare a correre, nelle ore in cui non c’è nessuno. Mi piace uscire quando ci sono un paio di persone con i cani, gli scoiattoli che corrono nei prati. Poi verso mezzogiorno è il caos, tutti che mi chiedono selfie o roba del genere. Tuttavia non mi definirei un salutista, non sono il fottuto Sting, non faccio yoga per otto cazzo di ore. Vado a correre, torno a casa, e controllo l’orologio per vedere quanto manca all’apertura dei pub.

Il giusto compromesso, diciamo.
È quello che ho sempre fatto, in realtà. Quando ero ragazzino correvo per le strade di Manchester, e ora che sono invecchiato faccio jogging. Come dicevo, mi piacerebbe ancora far festa, ma non riesco più a reggere quattro giorni di fila in hangover, sarebbe una follia.

Questo tuo cambiamento si può percepire anche nelle nuove canzoni. Sembrano meno pervase dalla tensione e dalla rabbia del passato.

Sì, ora sono piuttosto felice. Ho una bella famiglia, sono in ottima salute e anche mia madre sta bene. Gli avvocati se ne sono andati affanculo e la mia ex moglie si è presa tutte le case, anche i cani a dir la verità. Fortunatamente Debbie (la compagna, nda) è sempre rimasta al mio fianco. Senza di lei sarei ancora nei pub, a bere bottiglie di Jack Daniel’s e a piangermi addosso. È stata lei a riportarmi sui binari giusti, a mettermi in contatto con i discografici della Warner che mi hanno proposto un lavoro solista. Ed è stato per lei che mi ci sono buttato dentro, il motivo per cui ora sto ancora facendo musica.

Infatti stai per pubblicare un nuovo album, Why Me? Why Not. Un titolo decisamente Liam Gallagher.
Senza alcun dubbio. Un sacco di gente si vergogna della propria grandezza, nasconde il proprio talento per paura di sembrare arrogante. Credo che se sei bravo a fare qualcosa, non devi vergognartene. Anzi, devi farlo vedere, anche se sembra una cosa da stronzi. “Why me? Why fucking not?”. È un messaggio positivo. E poi non siamo più nel 1975, quando si facevano titoli fottutamente lunghi. Why me? Why not è un titolo breve e immediato.

Un titolo che ricorda la famosa t-shirt “Why always me?” esibita da Mario Balotelli nel derby di Manchester del 2011.
In realtà è ispirato da due quadri di John Lennon. Vent’anni fa mi trovavo a Monaco e decisi di andare a un’esposizione di Yoko Ono, con delle opere di John Lennon, ce n’era una con scritto “Why Me?”. Decisi di comprarla. Qualche anno più tardi ero a New York, Yoko mi aveva chiesto di incontrarci, perché era appena nato mio figlio e l’avevo chiamato Lennon. In quell’occasione le raccontai del quadro che avevo acquistato a Monaco, e lei mi rivelò che faceva parte di una coppia di opere, che John ne aveva fatto un altro che io non avevo visto. Ero tornato in Inghilterra: mi trovavo in giardino con i miei gatti Mick e Keith, quando suonò il campanello. Aprii la porta e mi trovai davanti questo quadro gigantesco con John Lennon ritratto su una poltrona insieme a un gatto. Era esattamente la stessa posizione in cui ero io mezz’ora prima. Guardai meglio il dipinto, c’era scritto in basso “Why Not?”. In quel momento pensai che quelle parole un giorno mi sarebbero tornate utili.

Come per il tuo ultimo album As You Were, anche qui hai deciso di scrivere le canzoni insieme a Greg Kurstin e Andrew Wyatt. Ti senti più sicuro affiancato da degli autori, diciamo, più classici?
Dopo As You Were avevo scritto una manciata di canzoni, le avevo scritte di getto ma sentivo che non erano al livello che cercavo. Volevo che il nuovo album fosse ancora meglio di quello precedente, quindi ho deciso di tornare a lavorare con Greg e Andrew. Non ho nessun problema a scrivere insieme ad altri, sono un cantante, non un cantautore. Noel scriveva tutte le canzoni negli Oasis, io posso scriverne qualcuna, ma finire un album intero sarebbe il risultato della vita. Per me non è un problema se non sono io a scrivere tutto. Io canto, porto quelle canzoni su un palco, e quella è tutta un’altra storia, quella è la mia storia.

Conosci te stesso, dicevano gli antichi greci. Mai avremmo pensato di sentire le stesse parole pronunciate da Liam Gallagher.
Conoscere chi sei e cosa stai facendo, solo in quel momento puoi tagliare tutte le stronzate. Non sono Noel Gallagher, non sono Paul McCartney, non sono una persona che vuole avere il controllo su ogni cosa. Mi piace condividere quello che faccio. So di essere un grande cantante, e nessuno può dire un cazzo su questo, so qual è il mio ruolo: la voce killer che rende il brano un pugno in faccia, ma non mi interessa essere il capo. Sai, non sono un egomaniaco, anche se a volte può sembrare…

Be’, proprio per il tuo carattere molti ti definiscono l’ultima vera rockstar.
Non credo di essere l’ultima, sicuramente sono la più importante, perché sto riportando il rock alle persone. Faccio quello che ha inventato Elvis: non è stato lui a creare il rock, c’erano quei tizi del blues, ma è stato Elvis a portarlo alle masse. Le persone, soprattutto i più giovani, vogliono che il rock ritorni a suonare, e io sono fottutamente bravo a far questo. Non voglio reinventare nulla, il rock e il punk non sono nati ieri, io voglio semplicemente far divertire le persone che si sono fatte il culo per pagare un biglietto per un concerto, farle saltare: questo mi rende felice. Ovviamente mi interessa vendere copie, ma non con la musica tipo Ed Sheeran o merda del genere: non è quello cerco, è irrilevante. Sono sempre rimasto fedele al pubblico, e sono sempre stato lì per mandarli fuori di testa. La pensava così anche mio fratello, poi si è dato alla disco.

Tuo fratello, infatti, non sembra essere granché d’accordo con il tuo discorso. I suoi ultimi lavori sono molto lontani dal suono degli Oasis.

Forse sta solo invecchiando, magari è annoiato da quello che faceva prima, non saprei. Forse sta facendo la musica che gli dice di fare sua moglie. Sai, in realtà Noel non è mai stato un tipo rock and roll. Certo, lui scriveva le canzoni degli Oasis, ma ero io a dare la botta giusta; lui crede di essere un bravo cantante, ma non lo è, semplicemente perché non è rock and roll, e questa è una cosa che non puoi imparare. Noel si è sempre trovato più a suo agio con roba più da signorine, tipo gli Smiths, io invece ero più uno da Stone Roses o Pistols.

Perfettamente coerente, come sempre.

Perché no, mate? Non ho nessuna voglia di essere chi non sono, amo fare ciò che mi riesce meglio, mi piace stare nella mia comfort zone e non mi metterei mai a scrivere un album reggae o roba del genere. Voglio continuare a fare la mia roba, a fare quello che ho sempre fatto, un passo allo volta. Se alla gente piacerà quest’album, allora ne farò un altro, se non gli piacerà, be’ allora vedremo. Non voglio pianificare nulla, voglio solo fare quel che mi piace fare e vedere quel che accadrà.

Insomma, con Why Me? Why Not. sei esattamente dove vorresti essere, facendo quello che hai sempre fatto. Perché, allora, hai spesso dichiarato che vorresti rimettere insieme gli Oasis?
Sai, nonostante tutto preferisco stare in una band. Nonostante ci siamo tirati addosso merda, amo quei ragazzi, amo le folle che abbiamo condiviso insieme. Gli Oasis erano immensi, e penso sia stato patetico il modo in cui ci siamo sciolti.

In che senso?
Credo sia stato come se Johnny Marr avesse gettato sotto un autobus Morrissey, o come se Paul Weller l’avesse fatto con i Jam. Noel mi ha gettato sotto un bus in corsa, non sarebbe mai dovuto succedere. Non sto dicendo che ho bisogno degli Oasis, mi piace quello che sto facendo ora, semplicemente non doveva succedere, almeno non in quel modo. Molte persone hanno creduto che la band sia finita per colpa mia, ma non è così. Gli Oasis sono affondati per colpa di entrambi, io e Noel, anche se lui non ha fatto altro che raccontare balle.

Cioè?
Be’, ha dato la colpa di tutto a me, sarebbe stato meglio se avesse detto la verità, che voleva provare la carriera solista. Ora si sente migliore di me, ma è esattamente come me, ha le stesse colpe che ho io, anche se cerca di buttarmi addosso tutti i mali del mondo. Anzi, il mondo sarebbe un posto migliore se entrambi ammettessimo di essere due idioti. Deve smetterla di nascondere chi è davvero, di celarsi dietro quell’atteggiamento da “miss sorriso”, perché tutti sanno chi è veramente. E, cosa più importante, anche nostra madre lo reputa un coglione.

Credi che il rapporto che avevate da bambini abbia influito su chi siete oggi?
Sicuramente, deriva tutto da quando eravamo bambini. Se guardi indietro, c’era Paul, il primogenito, e poi è arrivato Noel, e nostra madre non aveva occhi che per lui. E poi che succede? Ta-da! Ecco che arriva Liam, e diventa il cocco di mamma, e tu scendi dalle sue ginocchia, perché quello è diventato il posto di Liam, che si prende tutte le attenzioni, tutte le moine e cazzate varie. L’infanzia è sempre un periodo strano, e se Noel andasse da uno psicologo scoprirebbe di essere un piccolo idiota insicuro, perché ha sempre covato la gelosia nei miei confronti. E tutti sanno ciò di cui parlo.

La tua famiglia fa parte anche dei brani del nuovo album?
La mia famiglia è in tutte le nuove canzoni. C’è dentro mia figlia, i miei due ragazzi, mia madre. Anche i miei fratelli… anche se sono delle teste di cazzo.

Questa tua ultima frase ricorda il video di One of Us, dove sei il protagonista insieme a Paul e Noel. In quella canzone dici “You said we’d live forever /Who do you think you’re kiddin?”, e sembra un riferimento a Noel e a una delle canzoni più famose degli Oasis, intitolata proprio Live Forever.
Certo, è facile capire a chi mi riferisco, ma al mondo non esiste solo Noel. Parla di mio fratello, parla di mia madre…

Ma sembra anche rivolta a te, che di Live Forever eri la voce. Come fosse un addio al tuo passato.
Sì, man, anche quello. Bisogna andare avanti, ed è quello che sto facendo, senza farne una tragedia. Ovviamente sono orgoglioso del mio passato e di quello che ho fatto. Tuttavia, anche se gli Oasis sono finiti, io farò sempre parte degli Oasis, perché gli Oasis hanno un significato importante per le persone. Posso andare avanti per la mia strada, ma non posso dimenticare chi sono stato, perché ho una responsabilità verso il passato.

Su questo punto tu e Noel siete d’accordo, anche lui sente questa responsabilità. Tuttavia durante il nostro ultimo incontro, aveva detto di essere stato spesso infelice quando era nella band.

Non mi sembra fosse infelice con gli Oasis, ma se le cose non andavano come voleva lui allora impazziva, e gettava le persone sotto un autobus. Io non sono il suo capo, lui non è il mio, non sono suo padre e lo stesso vale per lui. Non gli devo niente e lui non deve niente a me. Lui si è rotto le palle di suonare negli stadi? A nessuno importa niente, ma la deve finire con 'sta storia che ha smesso di farlo per colpa mia, perché è stato lui a gettarmi sotto un autobus. La stessa cosa che ha fatto con Bonehead, con Guigsy, con Whitey, finché non l’ha fatto con tutta la band.

Che consiglio gli daresti?
Dovrebbe viversela meglio, mi dispiace per lui. Ha sempre cercato di far vedere di essere il capo del suo cazzo di piccolo mondo, e lo faceva impazzire stare sul palco insieme a me, dove sembrava un nano in cerca di attenzioni. Su Don’t Look Back in Anger diventava un gigante, quello era il suo momento, ma per il resto era continuamente geloso. Io vorrei davvero che fosse felice, ma non credo lui voglia lo stesso per me.

Insomma, ancora guerra fredda.
Nah, non la definirei una guerra. Sono i media che scrivono un mucchio di stronzate a riguardo. A volte potrei anche lasciar correre sai, ma lui è circondato da un gruppo di sfigati che vendono cazzate alla stampa, e non parlo dei giornalisti musicali, ma di quei bastardi spioni. Per cui, quando leggo delle stronzate, allora io rispondo a tono, perché è l’unico modo che ho di dire come stanno davvero le cose. Se loro la finissero, allora la smetterei anche io, ma finché continuano non rimarrò fermo davanti a qualche vecchio coglione che scrive per il Sun. Che cosa credono di fare? Vogliono uccidermi con le loro bugie? Non ce la fanno mai, possono baciarmi il culo.

Liam Gallagher tornerà in Italia con due concerti, il 15 febbraio al Palazzo Dello Sport di Roma e il 16 al Forum di Assago (Milano)

Source: Rolling Stone

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 7 settembre 2019

Liam Gallagher: "Noel? Ora fa musica risibile. Black Star Dancing è una delle peggiori canzoni che abbia scritto"

Pubblichiamo la seconda parte della nostra trascrizione in italiano dell'intervista che Liam ha concesso a BBC Future Sounds qualche giorno fa. Per la prima parte clicca qui. Le parti saranno quattro.


Clicca mi piace alla nostra pagina Facebook qui


---

Tu e Noel state rilasciando interviste alla stampa nello stesso periodo ora. Ascolti la sua roba, leggi le sue interviste?

No, so esattamente cosa dice. Senza dubbio. Non leggo le sue interviste, perché se leggessi le sue interviste non sarei qui, sarei ancora in coma da qualche parte. Non fa che parlare di soldi e di quanto è fantastico.

Parla di te.

Parla di me ora perché sa che sa ho firmato un paio di scarpe da ginnastica appena uscite e ho un disco in uscita, ma non parlava molto di me quattro anni fa, quando io non stavo facendo granché. Erano dichiarazioni comunissime, no? Ora sono tornato e sono qui e gli rendo complicato fargliela passare liscia con quelle cose con cui vuole passarla liscia. Quindi finché io salterò all'occhio nel 2019, e penso di esserci riuscito, mi basterà, amica. Gli sto complicando le cose. 

Quindi sei felice che stai facendo le cose bene perché lui guarda che tu fai bene.

Oh sì, perché sembra che lui pensi o pensasse che non io vada poi così male. Mica la gente viene ai miei concerti solo per ascoltare la persona che cantava quelle canzoni grandiose, nello stesso modo in cui la gente va ai suoi concerti per ascoltare la persona che ha scritto quelle canzoni grandiose, capisci? Deve condividere l'atmosfera, amica.

Ascolta, so che ti fanno tutti questa domanda e forse sbaglio a chiedertelo, ma in futuro vedi tu e tuo fratello di nuovo insieme, al di là della musica?

No, di norma la prima domanda che mi fanno è: "Sai che ho pure io quella giacca?".

Haha! È quella la prima?

La prima domanda che mi fanno sempre è: "Come sta tuo fratello?". "Quale?". E poi la seconda è: "Sai che ho pure io quella giacca?".

Non ti annoia mai insultarti sempre con Noel? Sembra una sorta di impostazione predefinita e la gente si aspetta questo. C'è un elemento di intrattenimento.

Sì, c'è un elemento di intrattenimento, sicuramente. Senza dubbio. E a me piace, capisci? Lui infierisce e io infierisco.

Davvero ti piace?

Sì, lo amo. Certo. Quando lui infierisce io faccio un post e penso: "Toh. Cimentatevi con questo. Lo lascio lì una settimana e torno nel mio angolino!". Bum. No, mi piace davvero. E so che piace anche a lui, perché lui si crede il signor Intelligentone e anche io mi credo il signor Intelligentone.

E pensate entrambi di essere stati trattati ingiustamente.

Io non penso che ... È lui che pensa di essere stato trattato ingiustamente.

Lui dice sempre: "Io non perdono, io non perdono".

Lui fa vedere che gli abbiano fatto qualcosa di veramente brutto. Ascoltami, io so cosa è accaduto lì dentro. E c'è gente con cui lui si trova ora che ha agito in modo davvero maligno con gente che era con me. Gli è stato detto questo e a lui non è piaciuto, capisci? Non può andare in giro a comportarsi così con gente e partner e aspettare di cavarsela così sol perché siamo usciti con Noel Gallagher. Semplice. Lui sa cosa è successo e basta. E noi non glielo abbiamo permesso. Poi si è alzato dalla panchina e ha detto che non gli piaceva, facendo: "Oh, qua non parla nessuno". Come un idiota. Ecco cosa è successo. Nessuno si è comportato male con lui: hanno fatto tutti quello che voleva lui.

Quindi, per quanto mi riguarda, ci ha buttato sotto un autobus. Se avesse voluto andare andare a fare la sua carriera da solista, avrebbe potuto farla, ma senza sciogliere la band e poi fare la vittima. Per via di questo, alcuni fan degli Oasis mi hanno bastonato per cinque anni. Ma è quello che ti becchi quando ... Lui ha amici come Paul Weller e Johnny Marr, che ai loro cantanti hanno fatto la stessa cosa, capisci? Quindi è in buona compagnia.

Hai dato un ascolto ai suoi nuovi EP?

Oh sì, l'ho ascoltata. Certo ... È roba risibile, no?

Per un secondo ho pensato che avresti detto che era roba bella, però ...

Se suoni Black Star Dancing con la chitarra acustica, forse è una delle peggiori canzoni che abbia scritto.

Avresti permesso a te stesso di apprezzarla, però?

Se fosse stata bella, sì. I suoi primi due album mi sono piaciuti. Ho pensato che ci fossero delle buone canzoni in quei due album, ma tutto queste scemenze da discoteca sono risibili.

(Fine parte 2 di 4 - continua)

traduzione e trascrizione by oasisnotizie

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 15 giugno 2019

Noel Gallagher elogia Manchester: "Abbiamo un dono per la musica. C'è ispirazione ovunque tu guardi"

Isle of Wight, 14-6-2019 @selfieguideshaz
Noel Gallagher ha rivelato a Manchester Evening News che il brano "mancuniano" che farà parte del suo prossimo EP ha un marchio Smiths, dato che all'ex Oasis piacerebbe scrivere con Morrissey e pubblicare musica con Johnny Marr (il quale, giova ricordarlo, ha già collaborato con gli Oasis e con Noel solista in passato).

"Ieri ero in studio per fare una traccia del prossimo EP e pensavo che suona come gli Smiths. Mi piacerebbe molto metterci su la voce di Morrissey".

Noel ha anche riflettuto sulla prolificità musicale della propria città.

"Chissà da dove provengono tutte le grandi band che abbiamo a Manchester ... Penso che se ti siedi a pensarci su per un'ora o due uscirebbero fuori un sacco di cosette diverse".

"Il tempo (atmosferico)", spiega Noel. "Non sei mai fuori di casa, sei sempre al chiuso, cazzo, perché non c'è niente da fare. Quando ero ragazzino io, nel luogo in cui venivamo non c'era niente da fare. Se ti appassionavi alla musica ti sballavi e ascoltavi musica. E penso che se cresci a Manchester e stai diventando un musicista, sei forse in una delle migliori città del mondo: ci sono posti a sufficienza dove fare le prove, allora era economico, e ci sono posti a sufficienza dove esibirsi. O almeno all'epoca c'erano".

"A Manchester", osserva Noel, "c'è ispirazione ovunque tu guardi. Se pensi a tutti i grandi, iconici cantautori e frontmen e personaggi venuti da Manchester è pazzesco. Sembriamo avere un dono in quel settore. Penso che sia  dovuto al fatto che vi sono molte persone diverse provenienti da background. diversi Anche se Manchester è molto classe operaia, c'è un pochino di elemento di classe media, c'è una roba irlandese e una giamaicana e ci sono i locali notturni, e sembra che ci sia stata, e continui a esserci, un sacco di gente grandiosa che si interessa di musica. E la cosa è cresciuta sempre di più. È meraviglioso".

Source: Manchester Evening News - traduz. oasisnotizie - Fine parte 3 di 3

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 20 aprile 2018

Video: Minidocumentario su Who Built the Moon? sottotitolato in italiano

Minidocumentario sul terzo album di Noel Gallagher come solista, uscito nel novembre 2017. Documentario diffuso ad aprile 2018 da Discogs. Con interviste a Noel Gallagher, David Holmes, Johnny Marr ed Emre Ramanzanoglu.

Sottotitoli ITA by oasisnotizie.



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 29 novembre 2017

Noel Gallagher in Francia: "Liam e gli altri non meritavano la gloria: non scrivevano le canzoni. Liam pensa che il rock sia la giacca di pelle, io faccio parlare la musica"

Le Point Pop : Sembra che tu sia ossessionato dalle scarpe da ginnastica e che ne abbia a centinaia, accuratamente immagazzinate a casa.

Noel Gallagher : Me ne offrono tante, ma preferisco pagarle, ma è un po' triste per un uomo che ha superato i 50 anni comprare tonnellate di scarpe da ginnastica, non credi? Sono un accumulatore. Non butto via mai nulla. Indosso la stessa maglietta da vent'anni.

PP : Collezioni altre cose?

NG : Ho molti dischi, occhiali da sole e chitarre ...

PP : Niente auto?

NG : Non so guidare! A scuola, quando ai miei amici interessavano le auto, io preferivo suonare la chitarra. Penso che abbia avuto un certo successo ... ma che faccia infuriare mia moglie!

PP : Collezioni opere d'arte?


NG : Ne ho alcune, ma non mi definirei un collezionista. Avrei preferito comprarne di più, onestamente, ma non ne so molto. Se mi mostrano un Picasso lo trovo bellissimo, ma non riconosco l'artista.

PP : Sei buon amico di Damien Hirst ... (Noel ha visitato tempo fa anche due sue mostre allestite a Venezia, ndr)

NG
: Damien è un amico. I miei due figli sono ossessionati dai suoi squali!

PP : Fate entrambi parte della generazione della Cool Britannia!

NG : Londra è stata il centro dell'universo tra il 1994 e il 2000. Era una città divertente e libera ... Colpisce in modo particolare pensare a questo oggi. Con il terrorismo, la guerra, Donald Trump ... Penso che allora l'arte fosse migliore.

PP : Di recente hai cantato per l'album dei Gorillaz, la band di Damon Albarn. Ti sei riconciliato con lui per nostalgia?

NG
: Per molto tempo non abbiamo parlato! Una sera mi sono imbattuto in lui in un piccolo club privato di Londra. Io mi dirigevo verso il bagno e Damon camminava al mio fianco. Non ci siamo potuti evitare. Non ci siamo ignorati, ma è stato molto strano. Una volta nel bagno, ho pensato che fosse ora di seppellire la cazzo di ascia di guerra. Quando sono uscito lui era al bar. Mi sono sistemato vicino a lui. Mi ha detto: "Sai, in comune abbiamo più cose di quante vogliamo ammettere: abbiamo entrambi sperimentato qualcosa di incredibile negli anni '90 ...". Qualche minuto dopo abbiamo riso quando abbiamo rievocato i bei giorni passati. Da allora siamo amici. Inoltre lui vive vicino a casa mia e abbiamo molti amici in comune!

PP : Ma vi odiavate davvero all'epoca?

NG : Gli Oasis erano i rivali dei Blur, ma in realtà i membri dei gruppi non si conoscevano. La verità è che l'alcol e le droghe hanno giocato un ruolo importante in questa storia ... Eravamo sempre sballati e dovunque andassimo c'era lì qualcuno pronto a puntare il microfono di fronte alle nostre bocche e a provocarci. Siamo vent'anni più vecchi, eravamo troppo giovani e stupidi per prestare attenzione a quello che dicevamo.

PP : Tuo fratello è anche più linguacciuto di te ...

NG : Liam pensa che il rock and roll sia solo una questione di mentalità, di giacca di pelle, di camminata. Io lascio parlare la musica al posto mio. Nessun altro membro degli Oasis ha scritto una nota di una canzone a parte me. Per loro la gloria e il successo sono stati un fardello, perché non se li meritavano: a malapena suonavano! Un cantante che aspetta tutto il giorno a casa che qualcuno scriva un album per lui non ha nulla a che vedere col diventare una rock star. È pronto a fare qualsiasi cosa purché duri. All'inizio questa differenza tra me e lui era fantastica perché costituiva l'identità degli Oasis, ma quando sei un coglione di 50 anni è semplicemente ridicola. La mentalità muore man mano che invecchi. Quanto a me, invece, la gente canta sempre le mie canzoni, quelle durano per sempre. Anche se smettessi di essere famoso avrei ancora canzoni da scrivere.

PP : Dopo l'attentato di Manchester Don't Look Back in Anger è divenuta l'inno della città.

NG : Quando scrivi canzoni trascorri tutta la tua vita sognando di scrivere un giorno una canzone che tutto il mondo canterà. Ed è quello che è successo, ma in un contesto di morte e orrore ... Da un lato sono molto orgoglioso e dall'altro mi intristisce.

PP : Sarebbe stato un bellissimo segno di pace tornare sul palco con gli Oasis per cantarla otto anni dopo la separazione della band ...

NG : Non ci ho mai pensato.

PP : Sei ottimista?

NG
: Insopportabilmente ottimista. Spesso voglio solo vedere il bello di una situazione, il che fa venire a mia moglie voglia di strangolarmi! Quando ho lasciato gli Oasis la gente mi diceva: "Ma hai appena lasciato il più grande gruppo del mondo, cosa farai ora?". Dicevo:: "Gli Oasis erano tristi. Questo sarà fantastico".

PP : Su questo album possiamo sentire anche Johnny Marr (ex chitarrista degli Smiths), di cui sei caro amico. Ti ha dato qualche consiglio quando hai lasciato gli Oasis?
NG : Abbiamo molte cose in comune: siamo della stessa generazione, veniamo dallo stesso posto, i nostri genitori sono irlandesi, tifiamo per la stessa squadra di calcio, abbiamo entrambi fatto parte di rock band leggendarie con cantanti complicati, con cui abbiamo litigato e che non riformeremo mai. Ma né io né Paul Weller (ex cantante dei Jam, ndr), anch'egli su questo album, possono darmi consigli: ho venduto più dischi io di loro due messi insieme! In ogni caso non ho bisogno dei consigli di nessuno: conosco i miei difetti.

PP : Quali sono i tuoi difetti?

NG : Non sono un animale da palcoscenico come Jim Morrison, Nick Cave o Dave Grohl.

PP : Credi in Dio?

NG : Non credo né in Dio né nei fantasmi.

PP : Il tuo peccato più grande?

NG : La gola. Perché acquistare una chitarra quando posso acquistarne 50?

Traduz. italiana di oasisnotizie - Source: Le Point Pop

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 9 novembre 2017

Noel Gallagher a Milano: "Il rock ha ucciso il rock 'n' roll. Da me pop cosmico rivoluzionario. Liam? Ha bisogno di cure, se sapete perché è arrabbiato ditemelo"

Impegnato nella promozione del suo nuovo disco Who Built the Moon?, in uscita il 24 novembre, oltre ad aver rilasciato delle interviste per varie radio e vari giornali, Noel Gallagher ha tenuto oggi a Milano una conferenza stampa. Eccola nel video qui sotto. Grazie al canale YouTube Eventi Milanesi. Al minuto 2:28 anche un curioso siparietto, con una canzone che è partita all'improvviso ad alto volume, causando le risa dei presenti e dello stesso Noel ("Non è il mio disco questo", ha detto).

Abbiamo trascritto in italiano quanto ha dichiarato Noel.

---

Qual è stata la principale influenza su questo disco?

Noel oggi a Milano (@stefycaroli | Instagram)
La principale influenza su questo album è stata David Holmes, il produttore di questo disco, che ha avuto l'idea che non mi era consentito di scrivere musica a casa senza di lui, per cui ha dato una direzione. Ogni volta che scrivevo, cantavo o suonavo qualcosa e il sound ricordava anche lontanamente gli High Flying Birds o gli Oasis lui mi fermava e mi diceva di ricominciare da capo, cosa che per il primo anno è stata piuttosto frustrante e mi ha confuso, ma appena ho capito dove si stava andando me la sono goduta a pieno. 

Perché la scelta di tornare pesantemente agli anni '80 avvalendoti di Johnny Marr e Paul Weller come collaboratori per il disco?

Avevo lavorato con entrambi in precedenza. Paul Weller abita ancora dietro casa mia: siamo vicini di casa, quindi è stato facile. Johnny è uno dei miei più vecchi amici e se in studio mentre suono la chitarra mi blocco e ho bisogno di qualcosa che non so suonare chiamo sempre Johnny e Johnny è sempre talmente carino da prendersi del tempo e venire a Londra da Manchester e fare la cosa sua. Oltre a loro, però, due sono state coinvolte altre persone, penso che su questo disco ci siano trenta musicisti diversi. Quanto ai quei due, Johnny ha collaborato al mio ultimo album e Paul ha suonato (per  la versione studio di) Champagne Supernova. Quindi si torna comunque al passato. Sono semplicemente degli amici ed è bello coinvolgere gente.  

Se non è né Oasis né High Flying Birds, in che direzione sei andato con questo disco?

Se potessi riassumerlo con un termine lo chiamerei "pop cosmico", ma penso anche che sia il mio album più rock 'n' roll. Lo dico perché quando viaggio per il mondo la gente ha questa visione del rock 'n' roll come se fosse fatto di giacche di pelle, sigarette del cazzo e bevute di Jack Daniel's e sgridazzat, ma per me il rock 'n' roll è libertà: libertà di pensiero, parola, espressione e semplicemente di poter fare il cazzo che vuoi quando vuoi. È stato questo lo spirito con cui sono entrato in studio: "Voglio fare il cazzo che voglio". Sono tornato dal tour di Chasing Yesterday dopo che avevo scritto, registrato e prodotto quell'album, con una chiara idea di chi ero e di chi sono e quella cosa non potevo portarla oltre. Non c'era nessun altro posto in cui andare con quello. Quindi per mia fortuna ho incontrato David (Holmes, ndr) al momento giusto e lui ha visto in me qualcosa che forse non sapevo neanche io che ci fosse e insieme ci siamo andati, l'abbiamo trovata.

Al Times hai detto che questo album è un "antidoto" nei confronti del mondo che ti sta spaventando. Ha funzionato, sta funzionando?

Penso che sia molto facile per i tizi con le chitarre prendere quelle chitarre e cantare quello che c'è al telegiornale. Non so che senso abbia tutto questo, penso che in quest'epoca scrivere canzoni che siano piene di gioia e speranza sia quasi rivoluzionario. E penso che la guitar music sia diventata più un urlare fottuto, come fa Dave Grohl. Di che parla? E i Green Day e il tizio dei Queens of the Stone Age. Su che cosa urlano? Urlano le cazzo di notizie del telegiornale. Chi vuole cantare il telegiornale? Le notizie del giorno sono noiose, Donald Trump è fottutamente noioso, la politica è noiosa. Il piccolo ciccione della Corea del Nord sembra buffo, ma è fottutamente noioso. (risate in sala, ndr) Be', lo è. Quindi perché scrivere della musica su di loro? Scrivere canzoni di gioia e speranza è rivoluzionario, cazzo. E lo dico: io sono un rivoluzionario.

Cantare le notizie del giorno come faceva John Lennon era meno noioso o anche allora lo era?

Forse le notizie erano meno noiose.  

C'è una risposta alla domanda che dà il titolo al disco ("chi ha costruito la luna?") e cosa significa per te il titolo di questo disco?

C'è un libro di nome Who built the moon?. Io non credo alle teorie del complotto, perché le teorie del complotto sono fottutamente noiose, ma c'è una teoria del complotto secondo cui la luna è un corpo estraneo (al nostro sistema solare) messo lì da qualcuno. Ora, chiaramente chi ha scritto quel libro aveva visto Guerre stellari una o molte volte, aveva visto la Stella della morte (la Morte nera, ndr) e aveva fatto: "Cos'è quella stella? La luna? Be', sembrano uguali, cazzo!". Quindi l'avrà messa lì qualcuno. Ma è un titolo dannatamente grandioso per un album. E quello che ho fatto io è stato prendere il titolo di qualcun altro e usarlo per me, cosa che faccio di solito quando non riesco a pensare a nient'altro. Ed è nato così. 

Cosa pensi del film-documentario sugli Oasis uscito l'anno scorso e come vedi la Premier League quest'anno?

Cosa penso di Supersonic? L'ho ritenuto fantastico, altrimenti non vi avrei preso parte. Penso abbia raccontato una storia che forse non sarà mai stata raccontata di nuovo, quella di una band venuta dal nulla e divenuta la più grande band del mondo. Penso sia fantastico, che tiri su di morale e tutti hanno fatto un ottimo lavoro. 
Quanto alla mia incredibile squadra di calcio, penso che Pep Guardiola sia un cazzo di messia. Penso che stiamo giocando uno dei calci migliori che si siano mai visti. Il nostro allenatore è l'uomo che veste meglio nel mondo del calcio. E ne sono molto orgoglioso. Mi dispiace per il Napoli, a proposito. 

Dopo lo scioglimento degli Oasis hai detto più volte di sentirti un chitarrista, non un cantante. Dopo aver avuto l'opportunità di esprimerti completamente come artista solista, ora ti senti sereno nel tuo percorso da solista?

Ho detto davvero così? Ero maledettamente sballato? (risate in sala, ndr). Come mi sento ora? Mi sento come su una chaise longue di velluto. Prima mi sentivo come su una sedia con tre gambe, ora mi sento benissimo. E tu?

Prima hai citato tre band come esempi negativi o che comunque non apprezzi. Quali rock band contemporanee ascolti? In generale che musica ascolti?

Non è che non mi piacciono, è che urlano. A mio parere il rock ha ucciso il rock 'n' roll. Quanto alle rock band, a parte le ovvie, con cui sono andato in tour quest'estate, gli U2, i Kasabian, i Primal Scream ... non mi interessa la musica rock, ci sono troppe urla. Datevi una calmata, cazzo! Capisci? Ssst! Andateci piano. Se non urlano va bene. La gente che si tinge i capelli è una cosa da pazzi, non c'è bisogno di farlo. Orecchini, tatuaggi, cosa cazzo è tutta questa storia? Non ce n'è bisogno. (rivolto alla traduttrice ndr) Puoi tradurre?

Se per il rock non hai bisogno di questo, cosa ascolti?

Una delle grandi cose della tecnologia moderna è che puoi avere a portata di mano la tua intera collezione di dischi e che la puoi sentire in modo casuale o tutta nello stesso momento, ma l'ultimo album che ho acquistato e che ho ritenuto davvero fantastico è di una band che si chiama Jungle ed è di tre o quattro anni fa. Fanno una cosa elettronica, che non è guitar music né musica dance, ma penso siano fantastici. A parte quello, roba vecchia degli anni '60, '70 e anche degli '80.
 
Quest'anno hai compiuto 50 anni. È un'età particolare per un uomo? Come ti senti? Questo ha anche influito su quello che hai scritto, sulla tua produzione? Cosa sta succedendo? 

Ssst. Non diciamolo. Comunque no, neanche un po'. Penso che quando compi 50 anni tu debba prendere tutto quello che hai fatto e per cui sei noto e buttarlo nel cestino e ricominciare musicalmente. Non devi fare quello. Come ho detto, David Holmes ha scoperto in me uno spirito di avventura musicale che io pensavo non ci fosse. Sai, come ho detto, la gente arriva ad una certa età e dovrebbe continuare a fare ciò che fa e invecchiare con grazia, ma anche quello è noioso, io non lo voglio fare. La vita è troppo breve. Mi piace sempre trattare ogni disco e ogni tour che faccio come se fosse l'ultimo. E se questo dovesse essere l'ultimo, gran bel cazzo di modo per uscire di scena, cazzo! Ne vado molto orgoglioso. 

Quindi è giusto dire che hai voluto essere più avventuriero?

Ovviamente.

Qui ci hai raccontato i tuoi 50 anni musicali. Quelli personali invece? Quel senso di gioia e speranza che hai detto di avere pensi che si possano ritrovare anche nel passato o qualcosa è cambiato, magari invecchiando? Avendo una famiglia ... Le stesse cose le avresti dette anche ai tempi di Definitely Maybe

Definitely Maybe aveva una grande dose di speranza e gioia, no? Man mano che prosegui il tuo viaggio musicale con gli Oasis tendi a diventare sempre più cinico, penso, ma non lo so ... La musica vera e propria che inventavo in studio - prima ancora di ideare i testi o le melodie - mi suggeriva della gioia e della speranza. E non saprei dirti quanto sia difficile prendere quella decisione e poi provare a scrivere canzoni che trasmettano quello. Per esempio per Holy Mountain ho pensato: "Dai, che cazzo?". facevo: "Wow! Come fai a prendere una musica così gioiosa e trasmettere questo con una canzone pop?". E devo dire che non ci è neanche voluto molto. Ecco quanto sono bravo!

Non è usuale nel rock trovare due fratelli contemporaneamente sul mercato, dato che nell'arco di un mese e mezzo o due pubblicate due dischi. Come vivi questa cosa? La vivi o non te ne importa nulla? Quanto marketing c'è in certe polemiche che leggiamo mediaticamente sui giornali? Ultima cosa: come suddito ti ha un po' sorpreso scoprire che la regina ha dei beni in paradisi fiscali?

Be', non so cosa ... Non c'è risposta a questa domanda. Il mio esce quando? La prossima settimana? Il suo qualche settimana fa? E allora? A chi importa? Sì, è pazzesco, cazzo, perché l'altro tizio sembra proprio molto arrabbiato per qualcosa. Nessuno sa bene cosa, ma se lo scoprite prima di me, per favore fatemelo sapere, perché ... Penso che abbia bisogno di cure, di uno psichiatra.
Quanto all'altra domanda, la regina non paga le tasse? Cazzo, che sorpresa! Non me ne fotte un cazzo, onestamente. Non me ne importa. So che io pago troppe cazzo di tasse, tanto per cominciare. Ma sì, che sorpresa!

E Bono (anche lui coinvolto nello scandalo, ndr)?

Li hanno chiamati Paradise Papers, ma hanno fatto il mio nome? No. OK, quindi voltiamo pagina allora.

Che emozioni ti ha suscitato riaprire la Manchester Arena il 9 settembre dopo l'attentato di maggio e come mai hai deciso di non partecipare al concerto del 4 giugno organizzato da Ariana Grande?

Al primo concerto non mi è stato chiesto di esibirmi e non mi è venuto in mente che avrei dovuto offrire i miei servizi. La sera della riapertura della Manchester Arena è stata una serata strana, perché da un lato era successa una cosa davvero pesante e lì alla riapertura c'era gente che era sopravvissuta all'attentato, ma è stato stranamente incoraggiante e penso che ci si dovesse trovare lì. Quando ho cantato Don't Look Back in Anger e tutta l'arena cantava con me ... da compositore vivi per momenti come quello nella tua vita. E quando arrivano è veramente la sensazione più bella di sempre. Non la puoi tradurre in parole. Quella sera parte di te pensa: "Oh, è incredibile" e parte di te pensa: "È proprio triste, perché serata non avrebbe mai dovuto avere luogo". Quindi è stata una serata che non sarebbe dovuta succedere, ma penso che abbiamo reso le vittime orgogliose. Sì, non ho nient'altro da dire. 

trascriz. di oasisnotizie - thanks to @oasisworld | Instagram for the pictures

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 20 ottobre 2017

Noel Gallagher: "Io, Paul Weller e Johnny Marr siamo gli ultimi di una razza morente"

Quinto dei nostri post sull'intervista che il 7 ottobre a Bogotà Noel Gallagher ha rilasciato ad Alejandro Marín per Bilingual podcast, programma di The Music Pimp, sito colombiano. L'audio della chiacchierata è disponibile alla fine di questo post (PARTE 1 qui, PARTE 2 qui, PARTE 3 qui, PARTE 4 qui).

In questa parte dell'intervista Noel parla dell'amicizia con Paul Weller e di come è nata l'idea di coinvolgerlo per il nuovo disco e della collaborazione con i Chemical Brothers negli anni '90. Poi dice: "Io, Paul e Johnny Marr siamo gli ultimi di una razza morente".

PARTE 5

SULLE COLLABORAZIONI E SU PAUL WELLER

"Cosa penso della musica elettronica come quella dei Chemical Brothers (famosa la collaborazione per il brano Setting Sun del 1997, ndr)? Non esco fuori dalla mia strada per lavorare con altre persone, ma nel caso dei Chemical Brothers mi chiesero loro di collaborare alla scrittura e risposi: 'Sì, cazzo!'. Spesso pensavo che me l'avrebbero chiesto più persone, ma non me lo chiede mai nessuno, il che va bene: non me ne frega un cazzo in realtà. Di solito lavoro con amici: Paul Weller, Johnny Marr, Goldie, Chemical Brothers, Gorillaz. Non è qualcosa che vado a cercare, ma è bello farlo, perché è bello vedere altre persone in studio e come lavorano. Puoi vedere se puoi imparare qualcosa".

"Paul Weller suona per il mio primo singolo di questo album. Se è il mio eroe? È mio vicino di casa da nove anni. Viveva dall'altra parte della strada, lo vedevo in cucina. Ora si è trasferito dietro l'angolo. Siamo amici. Era un eroe quando io ero ragazzo, sul muro avevo i suoi poster, ma ora quella cosa l'abbiamo lasciata alle spalle. È ancora un gran cazzo di tipo, è una persona di cui si desidera il rispetto e la cui considerazione. È stato il primo a sentire questo mio disco e il primo al telefono a dirmi: 'Cazzo, Holy Mountain!'. Mi ha chiamato e mi ha chiesto: 'L'hai finito?'. E io: 'No, ci stiamo lavorando un po' su'. Mi ha fatto: 'Per favore, fammi collaborare'. E io: 'Avanti!'. Suona un po' di organo nel secondo verso e nel finale. È un gran tipo: io, lui e Johnny Marr siamo gli ultimi di una razza morente, gli ultimi che ancora si scrivono le cazzo di canzoni da soli, quelli che vengono da grandi band fondamentali. Jam, Smiths e Oasis. E lo fanno ancora".



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

domenica 3 settembre 2017

Liam Gallagher: "Noel chiese a Paul Weller e Johnny Marr come sciogliere gli Oasis senza fare clamore"

In questi ultimi giorni Liam Gallagher è tornato spesso a parlare degli Oasis e del periodo in cui divideva il palco con suo fratello Noel. Secondo quanto dichiarato da Liam in una recente intervista al magazine online Huck Noel avrebbe chiesto il parere a due illustri colleghi come Paul Weller e Johnny Marr per cercare di capire come chiudere l'attività della band e soprattutto per individuare un motivo plausibile. 

L'ex voce degli Oasis infatti sostiene di essere stato "incastrato" dal fratello e che la verità che comunemente si associa allo scioglimento della band nel 2009 non sia propriamente vera, credendo si tratti di un vero e proprio complotto ordito da Noel e dal management della band. 

Queste le parole di Liam.

"Mi fa incazzare il modo in cui Noel ha sciolto gli Oasis, perché io sono stato, e sono ancora, completamente un Oasis. Il modo in cui la band è finita fu programmato. Non credete per un solo istante che sia successo in quel modo (dopo il litigio di Parigi, ndr). La Ignition (il management di Noel, ndr) e Noel hanno pensato: 'Come cazzo usciamo da questa situazione in modo da poterti fare intraprendere la carriera da solista senza causare clamore? Daremo la colpa a quella testa di cazzo lì, che beve troppo' ...".

"Sono caduto nella trappola del piano di Noel? Senza un cazzo di dubbio, amico. Sapevano quello che quello che stava facendo. Il nostro ragazzo (Noel, ndr) faceva degli incontrini con Paul Weller. 'Come sei uscito dai Jam?'. E con Johnny Marr. 'Come sei uscito da una delle band più importanti del paese?. Era tutto predisposto e quella testa di cazzo lì ci è cascata, il che va bene. Ma non c'è un limite temporale perché venga fuori la verità. Comunque adesso la gente se ne sta rendendo conto. Di sicuro non li ho rovinati io gli Oasis. Io gli Oasis li amo, cazzo. Perché avrei voluto scioglierli? Questa cosa mi urta proprio, cazzo. Ma i veri fan degli Oasis non hanno preso le parti di nessuno. Fanno: 'Porca troia, quei due!' ...". 

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 7 settembre 2016

Video: Noel Gallagher chiude il tour con Paul Weller e Johnny Marr a Londra

Gran finale, ieri sera, per il tour dei Noel Gallagher's High Flying Birds. Alla Brixton O2 Academy di Londra Noel Gallagher è stato accompagnato sul palco da Johnny Marr e Paul Weller, quest'ultimo sul palco con l'ex Oasis già domenica 4 settembre al Festival No 6, in Galles. l

Johnny Marr ha eseguito con Noel sette canzoni, tra cui Champagne Supernova e Ballad Of The Mighty I, traccia alla cui versione studio l'ex Smiths aveva collaborato.

Noel ha introdotto Paul Weller sul palco definendolo "mio vicino di casa" (i due abitano nella stessa via). Il Modfather si è unito a Noel nell'encore del concerto per suonare Pretty Green e Town Called Malice, due brani della sua vecchia band.

Clicca qui per scoprire tutte le date del tour di Noel. 




OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 29 luglio 2016

Noel Gallagher: "Ecco i miei libri preferiti e i miei eroi musicali. Mia madre un'eroina: provate voi a crescere Liam!"

Intervistato negli USA dalla rivista Rolling Stone (audio alla fine del post, l'intervista risale a maggio ma è stata diffusa l'11 luglio), Noel Gallagher ha parlato di ciò che lo caratterizza come persona originaria di Manchester, delle sue città preferite, dei suoi eroi musicali, delle sue regole di vita, dei fan che gli chiedono i selfie, dei suoi libri preferiti, della reunion degli Oasis e di molto altro. 

Ecco una nostra traduzione - la terza - delle sue parole. In questa parte dell'intervista Noel parla dei suoi libri preferiti, della musica che lo commuove, delle band meno note che apprezza e dei suoi eroi musicali.

PARTE 3

Qual è il tuo libro preferito?

Noel al promo West Fest di Columbus il 15 luglio 2016
I romanzi non fanno per me, ma un romanzo che ho letto dall'inizio alla fine e ho pensato fosse fantastico è On the Road (noto in Italia come Sulla strada, ndr) di Jack Kerouac.

E so che questo mi fa sembrare un intellettuale adesso, perché non lo sono per un cazzo. Lo lessi perché all'epoca ero molto preso da Bob Dylan e lessi un'intervista in cui parlava di questo libro.

Quando lo presi riuscii a capire da dove venisse la connessione tra Dylan. È una storia incredibile. Non direi che è il mio libro preferito, ho letto molte autobiografie. Come ho detto non sono un avido lettore, capisci? Io leggo cose "fattuali", i romanzi non mi interessano proprio, ma On the Road è fantastico per lo stile di scrittura.

Sembra quasi di sentire quel blues hipster di Subterranean Homesick Blues di Bob Dylan, come velocità e ritmo di scrittura.

E se pensiamo che risale al 1957, era proprio avanti.

È fottutamente incredibile. E mi ha fatto capire perché San Francisco era così predestinata. Qualcuno fa: 'Perché sono tutti ossessionati da San Francisco? New York è dieci volte la città che è San Francisco'. E mi rendo conto che il motivo è il jazz. Gli hipster jazz erano tutti a San Francisco, era la loro La Mecca. Un libro fantastico. E ovviamente fu scritto in un unico tentativo, il cane che fugge con l'ultimo pezzo e tutte quelle cose lì sono incredibili. 

Quale libro stai leggendo attualmente?

Nessuno. Devo trovarne uno buono. L'ultimo libro che ho letto era sulla spia britannica Kim Philby, che defezionò andando con i russi durante la guerra fredda. È scritto dalla prospettiva dei suoi amici, nessuno dei quali sapeva che lui fosse un doppio agente. È affascinante. Non ricordo come si chiami quel libro, però è grandioso.

Mi piace la roba della seconda guerra mondiale e della guerra fredda, mi piace tutto quel periodo, le manovre dei superpoteri di allora per dominare il mondo sono affascinanti. E come si arrivò vicini al punto che qualcuno schiacciasse il tasto. 

Penso che in America la gente non si renda conto di cosa significhi subire blitz, non concepisce l'idea di vedere la tua città distrutta dalle bombe. C'era follia.

L'America non è mai stata invasa ed è per quello che quando è accaduto l'11 settembre per l'America è stata una cazzo di cosa terribile: 'Cosa? Sul nostro cazzo di suolo?'.
In Inghilterra, invece, le attività terroristiche i sono sempre state. L'Inghilterra è stata invasa e teatro di guerra per secoli, capisci? Quindi quaggiù non è poi tutta questa gran cosa. Londra è stata teatro di bombe dell'IRA negli anni '70 ed è andata vicina all'invasione dei nazisti ed è stata invasa dai romani e dai francesi e bla bla bla. 

Quindi sì, gli americani non capiscono proprio come sia, ma d'altro canto è una cosa buona. Io preferirei vivere in un paese che non è mai stato invaso. 

Parlami della musica che ancora ti commuove di più.

Sono ancora i classici. Mi capita ancora di sentire in I am the Walrus o in roba degli anni '70 come Strawberry Fields qualcosa che non ho mai sentito prima. È una cosa strabiliante da dire. Ti ritrovi in bagno, con Strawberry Fields nell'altra stanza, ti colpisce qualcosa di quelle canzoni ed è come se le stessi ascoltando per la prima volta. E non mi riferisco solo ai Beatles e a John Lennon, ma alla maggior parte di quella musica degli anni '70, che per me evolve ancora, capisci? 

Ovviamente in quest'epoca di playlist e Internet ... ho una playlist di tutte le più grandi canzoni degli anni '70 e sono quelle canzoni che riescono a fermare una conversazione in una stanza piena di gente. Se non senti Love Me Till the Sun Shines dei Kinks da quattro o cinque anni fai: 'Porca troia! Senti che cazzo di pezzo!'. Trovo tutto quel periodo di grande ispirazione. 

È incredibile pensare che da Love Me Do ad Abbey Road siano trascorsi solo otto anni.

Sì, ma non è solo quello. Basti pensare che molte delle band che si ispirarono ai Beatles all'epoca di Love Me Do non si erano neanche formate. E poi quando sei arrivato all'anno di Woodstock era spuntata un'intera fottuta generazione e cultura che era quasi alla fine. In sette anni o giù di lì. È fottutamente stupefacente quello che successe. Sto ancora scoprendo qua e là dei brani della fine degli anni '70 che mi fanno pensare: 'Wow, porca troia! Ogni volta che andavano in studio registravano un capolavoro, è incredibile!'.

E anche band che hanno pubblicato un solo album, che hanno avuto vita molto breve, erano eccezionali.

I David. Hai sentito quell'album di quella band, i David? Credo fossero californiani. Si dice che fossero stati chiamati alle armi per la guerra del Vietnam ed è questo il motivo per cui nessuno ha più sentito parlare di loro. Penso che il loro album si chiami Another Day, Another Lifetime. È fottutamente folle. E tutta la roba ... Come cazzo si chiama quella band? ... Hanno scritto Walk Away Renee.

I Left Banke. 

I Left Banke. Tutta la roba dei Left Banke. Cioè ... porca troia! Incredibili!

Nei primi anni '70 se non fosse stato per David Bowie e poche altre persone ... Il mainstream pop era divenuto così orribile in così poco tempo. 

Sai, nei primi anni '70 il rhythm & blues e il blues in sé si erano fatti spazio oltre l'Atlantico e gli inglesi avevano creato la propria cultura di quel tipo e l'avevano fatta tornare in America. Gli inglesi presero i Velvet Underground e gli Stooges e inventarono il punk rock e, sai, cambiarono il mondo. E anche quei primi dischi punk, dei Ramones, dei Sex Pistols e dei Clash, ti lasciano ancora a bocca aperta.

Chi sono i tuoi eroi e perché?

I miei eroi musicali penso che sarebbero i Beatles e gli Stones, perché ... Perché? ... Cazzo! Perché avevano le migliori canzoni, penso.

Ray Davies perché scriveva le migliori canzoni, Pete Townshend perché non gliene fregava un cazzo, David Gilmour e Roger Waters perché combinati l'uno con l'altro erano il fuoco e il ghiaccio.

Di Roger Waters mi piaceva fottutamente la sua megalomania. Di David Gilmour mi piace la sua figaggine, il suo modo di suonare la chitarra.

John Lydon, perché è una persona molto vera e un po' mi agito quando lo incontro, anche se penso di piacergli, perché abbiamo trascorso bellissime serate insieme. Andiamo proprio d'accordo e gli voglio bene.

Poi ci sono i Jam con Paul Weller, che è divenuto un mio ottimo amico e mio vicino di casa. 

E gli U2, anche loro divenuti miei amici. E li amo perché da ragazzo ascoltavo The Joshua Tree ed era di grande ispirazione, era un modo di comporre le canzoni così semplice, ma si connetteva con chiunque nel mondo e quella cosa mi piaceva molto.

E poi gli Stone Roses. Scrissero una canzone di nome Sally Cinnamon, la comprai il giorno che uscì, la portai a casa, la ascoltai e pensai: 'So che posso farcela ora, perché so scrivere canzoni così'.

Poi ci sono Morrissey e Marr degli Smiths perché portarono la composizione delle canzoni su un altro cazzo di livello. Morrissey è un figlio di puttana ed è talmente spassoso che è incredibile, ti fa venire i dolori per quanto ti fa ridere. Johnny Marr è come me, è di Manchester e viene da una famiglia irlandese, siamo quasi la stessa cosa. Anche se lui è un mago e io un mero apprendista mago.

Chi altro? Mia moglie, perché è fottutamente bellissima e per un qualche folle incantesimo del fato ho finito per sposarla dopo averla incontrata in un nightclub e abbiamo due figli fantastici.

Mia figlia adolescente è un'eroina, perché ha superato delle avversità ed è fottutamente figa, ma - come ho detto - non sarà mai figa quanto me. E il fatto che lo accetti la rende più figa di me, il che non può essere possibile. 

Chi altro? Mia madre, perché ha cresciuto Liam Gallagher. Cazzo! Wow! Provate a farlo voi!

È un peccato che due dei tuoi eroi musicali, Morrissey e Marr, dopo alcuni anni abbiano smesso di fare musica insieme, perché non riuscivano a sopportarsi.

È una cosa buffa e strana. Sembra che nessuna somma di denaro possa farli tornare insieme sul palco, ma in fondo io li ammiravo ancora di più per quel motivo, capisci?

Ah, aspetta un attimo. Dico anche Neil Young e Bob Dylan. Io ora mi sono liberamente trasformato in un cantautore, ma in realtà loro lo sono, cazzo. Ogni volta che vedo Neil Young penso: 'Porca troia! Fa mai un concerto di merda?'. Gli Oasis hanno suonato con lui e abbiamo avuto proprio l'ccasione di uscire insieme. Veniva nel nostro camerino e conosceva le nostre canzoni e pensava fossimo fighi. E noi pensavamo: 'Gesù! Neil Young! Questo era a Woodstock! Porca zozza!'.

Pare che Bob Dylan, i Rolling Stones, Roger Waters, gli Who, Paul McCartney e Neil Young possano riunirsi per un superconcerto al Coachella, ad ottobre.

Cosa? Cosa?

Sì, è stato annunciato ieri.

Dov'è questa cosa?

Ad ottobre al Coachella. 

Cazzo, ci vado, perché il mio tour finisce a settembre.

Wow, fallo!

Rendi noto che sono disponibile ad aprire fottutamente il concerto di chiunque suonando il banjo!

Si dice che incassino sette milioni di dollari ciascuno.

Sul serio?

Giuro su Dio.

Suoneranno mezz'ora ciascuno?

No, sarà una tre giorni. La prima sera ci sono Bob Dylan e gli Stones, la seconda Neil e McCartney, la terza Roger Waters e gli Who. Giuro su Dio. È stato annunciato ieri. 

Cazzo, è fatta. Ci vado. Se ora riattacco non ti offendere, è perché vado adesso a prendere i biglietti.

traduz. oasisnotizie

FINE PARTE 3
Segui i prossimi post per leggere le altre parti dell'intervista di Rolling Stone a Noel.  

PARTE 1 QUI - PARTE 2 QUI 



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails