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sabato 10 giugno 2023
Video (sottotitoli ITA): lunga intervista a Noel Gallagher su dischi Oasis, intelligenza artificiale, mondo abitato da cogli*ni e altro
mercoledì 31 maggio 2023
Ascolta il nuovo singolo di Noel Gallagher, Open the Door, See What You Find. "È un pezzo ottimistico sull'accettazione di sé"
Source: NME
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domenica 30 aprile 2023
Video: Noel Gallagher intervistato dalla Rai su Lennon e intelligenza artificiale. "L'IA non mi piace, non ha sentimento"
Intervistato dalla Rai a Milano il 17 aprile, Noel Gallagher ha presentato il suo nuovo album, Council Skies, in uscita il 2 giugno. L'intervista è andata in onda nella trasmissione Tutti i frutti, su Rai News 24.
Noel Gallagher: l'ispirazione che viene dal cielo, la magia di Abbey Road, la divinità Lennon. Un album in uscita a giugno (Council Skies) e una data del tour in Italia per l'eroe del britpop, ex componente degli Oasis, autore di capolavori come Wonderwall. Il cantante è passato a Milano per raccontare le sue nuove canzoni.
Il cantautore ha detto la sua anche sull'uso dell'intelligenza artificiale (IA) nella musica.
Guarda il video alla fine del post.
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Which guitar did you use in your new record?
"I played all the acoustic guitar and all the rhtythm guitar and I did one guitar solo."
Where do you put your voice in the mix?
"Slightly behind. In all the records that I love, that I listened to when I was growing up the voice is never upfront, because the voice should be part of the band and I don't like when it's in your face"
How do you interact with Johnny Marr?
"He doesn't listen to the track until he gets in the studio. He sets his equipment and the first time he listens to it is when he plays for the first time. And then he just reacts to the music. And after a few takes he sticks on one thing that everyone goes 'That! That's the thing!' ..."
Is it still simple to write songs after all these years?
"Well, I keep it simple. I don't try to overcomplicate anything. If I think too much, it loses something, so I use my instinct and my heart."
Where do songs come from?
"The songs come from a higher place and they evoke some memories, some feelings in me and I just try and catch them. I don't know, it's a wonderful thing."
In a version of your new record there's a cover of John Lennon (Mind Games).
"The thing about John's songs is you don't really realise how great they are until you start to play them yourself and you listen to the words and sing them. It's godlike."
The Beatles have always been an inspiration. And you made them echo in a symbolic place.
"There's only one place in the world you'll go to when you record the strings. It's the studio 2 at Abbey Road. That's an amazing vibe, the room is incredible the sound in the room is amazing."
Your single Pretty Boy was remixed by Robert Smith from The Cure.
"I just emailed him and he agreed to do it. I thought my version was like The Cure and then when I heard his version I thought 'Ah, that sounds like The Cure!'.".
Everybody talks about music generated by artificial intelligence. Does it fascinates you?
"No, it has no feeling. You can create a robot that sounds like me, but it's not me."
Are you ready for your tour that will hit Italy in November?
"No, not yet. I'll start rehearsing in two weeks, then I'll be ready. I'm looking forward to it."
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sabato 5 novembre 2022
"Mi piacerebbe scrivere musica per un porno", la confessione di Noel Gallagher in collegamento con Radio Deejay
Intervistato da Nikki e Federico Russo, Noel Gallagher parte dicendo che non festeggia Halloween perché è una cosa "da americani", per poi parlare della particolare atmosfera del proprio studio di registrazione: "Non festeggio Halloween, la vedo più come una cosa americana".
"L’anno scorso però abbiamo fatto una call su Zoom e c’era un’atmosfera nel tuo studio un po’ Halloween, con candele, funghetti e luce bassa", ricorda Federico Russo.
Il 31 ottobre, oltre a essere la festività più amata dai bambini di tutto il mondo, rappresenta anche un’altra grande festa: il compleanno di Johnny Marr, chitarrista della band inglese degli Smiths. Inevitabile per Nikki chiedere a Noel Gallagher se sia stata una coincidenza far uscire il singolo Pretty Boy proprio in questa giornata: "Oggi esce una canzone con il tuo eroe, Johnny Marr. Non è una coincidenza visto che è il suo compleanno, vero?".
"Non lo sapevo! Stamattina ci siamo sentiti, lui mi ha detto: mamma come suona bene il nostro brano alla radio!", e ho scoperto all’ultimo che era anche il suo compleanno! Buon compleanno Johnny, a questo punto. Possiamo dire che più che un regalo per lui, questo singolo è un regalo per me".
Pretty Boy si potrebbe effettivamente definire un gran bel regalo per Noel Gallagher. L’artista racconta a Nikki: "Non potrei mai definirmi neanche lontanamente bravo come Johnny, è uno dei miei eroi. Sono un grandissimo fan degli Smiths, di Paul Weller, un chitarrista che suonava con David Bowie, Steve Jones dei Sex Pistols. Devo dire sono fortunato abbastanza da conoscere così bene Johnny Marr da potergli chiedere di venire a suonare la chitarra sul mio pezzo, e sono anche fortunato per il fatto che a Johnny piace quello che faccio insomma".
La voglia di sentire Noel Gallagher suonare in Italia è tanta e Federico Russo non può fare a meno di chiederglielo: quand’è che torna? La sua risposta: "Non vedo l’ora, dobbiamo aspettare ancora un po’, forse un anno o forse più, ma ne varrà la pena. Sarà una lunga attesa, ma anche gli High Flying Birds non vedono l’ora di tornare. L’Italia è uno dei nostri posti preferiti dove suonare".
Le canzoni di Noel Gallagher hanno sempre una componente cinematografica molto forte, come racconta Nikki a Summer Camp. Ogni volta che sente una sua canzone, gli sembra di star assistendo a un film non ancora creato. E se Noel si dedicasse al mondo cinematografico? L’artista risponde: "Guarda, devo dire che non me l’hanno mai chiesto, ma mi piacerebbe tantissimo per esempio scrivere una sigla per uno dei James Bond o magari delle musiche per un film porno".
Nikki: "Magari potresti scrivere un porno con James Bond!" (ride).
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giovedì 12 settembre 2019
Liam Gallagher: "Io la rock star più importante. Farò sempre parte degli Oasis. Noel? Sempre geloso di me. Sembrava un nano in cerca di attenzioni"
«Sai mi piacerebbe poter ancora pippare e bere tutta la notte, parlando dei Beatles e delle solite stronzate per nove ore di fila, ma non ho più l’età per fare certe cose». Ladies and gentlemen, mister Liam Gallagher. Oltre ogni aneddoto, e prescindendo da qualsiasi mitomania, il ritratto di Liam può essere solo un autoritratto. Lui che ha inventato un proprio vocabolario, l’hooligan del rock and roll: un bifolco buttato davanti a un microfono che sembrava una figura accessibile a tutti, ma che nessuno ha mai più avuto il coraggio di ricalcare.
A volte stonato, altre un po’ alticcio, in 25 anni di carriera in prima linea Gallagher ha cambiato pelle, trasformandosi dallo spaccone dalla periferia di Manchester, al frontman che, senza muovere un muscolo, sgolava canzoni davanti a migliaia di persone deliranti. Sembrava potesse esserci chiunque al suo posto, eppure c’era lui.
You were only one of us, canta in uno dei suoi ultimi brani, dove l’ormai ex Our Kid, all’alba dei 48 anni (saranno il prossimo 21 settembre, il giorno dopo l’uscita del suo nuovo album, il secondo da solista, Why Me? Why Not), sembra aver aperto più di uno spiraglio dentro un universo di cui lui era centro e circonferenza. Sarà l’età che avanza, tant’è che il super cafone del brit pop oggi è un uomo che va a correre tutte le mattine.
Sarai mica diventato un salutista…
Ora vado a letto presto e mi sveglio di prima mattina per andare a correre, nelle ore in cui non c’è nessuno. Mi piace uscire quando ci sono un paio di persone con i cani, gli scoiattoli che corrono nei prati. Poi verso mezzogiorno è il caos, tutti che mi chiedono selfie o roba del genere. Tuttavia non mi definirei un salutista, non sono il fottuto Sting, non faccio yoga per otto cazzo di ore. Vado a correre, torno a casa, e controllo l’orologio per vedere quanto manca all’apertura dei pub.
Il giusto compromesso, diciamo.
È quello che ho sempre fatto, in realtà. Quando ero ragazzino correvo per le strade di Manchester, e ora che sono invecchiato faccio jogging. Come dicevo, mi piacerebbe ancora far festa, ma non riesco più a reggere quattro giorni di fila in hangover, sarebbe una follia.
Questo tuo cambiamento si può percepire anche nelle nuove canzoni. Sembrano meno pervase dalla tensione e dalla rabbia del passato.
Sì, ora sono piuttosto felice. Ho una bella famiglia, sono in ottima salute e anche mia madre sta bene. Gli avvocati se ne sono andati affanculo e la mia ex moglie si è presa tutte le case, anche i cani a dir la verità. Fortunatamente Debbie (la compagna, nda) è sempre rimasta al mio fianco. Senza di lei sarei ancora nei pub, a bere bottiglie di Jack Daniel’s e a piangermi addosso. È stata lei a riportarmi sui binari giusti, a mettermi in contatto con i discografici della Warner che mi hanno proposto un lavoro solista. Ed è stato per lei che mi ci sono buttato dentro, il motivo per cui ora sto ancora facendo musica.
Infatti stai per pubblicare un nuovo album, Why Me? Why Not. Un titolo decisamente Liam Gallagher.
Senza alcun dubbio. Un sacco di gente si vergogna della propria grandezza, nasconde il proprio talento per paura di sembrare arrogante. Credo che se sei bravo a fare qualcosa, non devi vergognartene. Anzi, devi farlo vedere, anche se sembra una cosa da stronzi. “Why me? Why fucking not?”. È un messaggio positivo. E poi non siamo più nel 1975, quando si facevano titoli fottutamente lunghi. Why me? Why not è un titolo breve e immediato.
Un titolo che ricorda la famosa t-shirt “Why always me?” esibita da Mario Balotelli nel derby di Manchester del 2011.
In realtà è ispirato da due quadri di John Lennon. Vent’anni fa mi trovavo a Monaco e decisi di andare a un’esposizione di Yoko Ono, con delle opere di John Lennon, ce n’era una con scritto “Why Me?”. Decisi di comprarla. Qualche anno più tardi ero a New York, Yoko mi aveva chiesto di incontrarci, perché era appena nato mio figlio e l’avevo chiamato Lennon. In quell’occasione le raccontai del quadro che avevo acquistato a Monaco, e lei mi rivelò che faceva parte di una coppia di opere, che John ne aveva fatto un altro che io non avevo visto. Ero tornato in Inghilterra: mi trovavo in giardino con i miei gatti Mick e Keith, quando suonò il campanello. Aprii la porta e mi trovai davanti questo quadro gigantesco con John Lennon ritratto su una poltrona insieme a un gatto. Era esattamente la stessa posizione in cui ero io mezz’ora prima. Guardai meglio il dipinto, c’era scritto in basso “Why Not?”. In quel momento pensai che quelle parole un giorno mi sarebbero tornate utili.
Come per il tuo ultimo album As You Were, anche qui hai deciso di scrivere le canzoni insieme a Greg Kurstin e Andrew Wyatt. Ti senti più sicuro affiancato da degli autori, diciamo, più classici?
Dopo As You Were avevo scritto una manciata di canzoni, le avevo scritte di getto ma sentivo che non erano al livello che cercavo. Volevo che il nuovo album fosse ancora meglio di quello precedente, quindi ho deciso di tornare a lavorare con Greg e Andrew. Non ho nessun problema a scrivere insieme ad altri, sono un cantante, non un cantautore. Noel scriveva tutte le canzoni negli Oasis, io posso scriverne qualcuna, ma finire un album intero sarebbe il risultato della vita. Per me non è un problema se non sono io a scrivere tutto. Io canto, porto quelle canzoni su un palco, e quella è tutta un’altra storia, quella è la mia storia.
Conosci te stesso, dicevano gli antichi greci. Mai avremmo pensato di sentire le stesse parole pronunciate da Liam Gallagher.
Conoscere chi sei e cosa stai facendo, solo in quel momento puoi tagliare tutte le stronzate. Non sono Noel Gallagher, non sono Paul McCartney, non sono una persona che vuole avere il controllo su ogni cosa. Mi piace condividere quello che faccio. So di essere un grande cantante, e nessuno può dire un cazzo su questo, so qual è il mio ruolo: la voce killer che rende il brano un pugno in faccia, ma non mi interessa essere il capo. Sai, non sono un egomaniaco, anche se a volte può sembrare…
Be’, proprio per il tuo carattere molti ti definiscono l’ultima vera rockstar.
Non credo di essere l’ultima, sicuramente sono la più importante, perché sto riportando il rock alle persone. Faccio quello che ha inventato Elvis: non è stato lui a creare il rock, c’erano quei tizi del blues, ma è stato Elvis a portarlo alle masse. Le persone, soprattutto i più giovani, vogliono che il rock ritorni a suonare, e io sono fottutamente bravo a far questo. Non voglio reinventare nulla, il rock e il punk non sono nati ieri, io voglio semplicemente far divertire le persone che si sono fatte il culo per pagare un biglietto per un concerto, farle saltare: questo mi rende felice. Ovviamente mi interessa vendere copie, ma non con la musica tipo Ed Sheeran o merda del genere: non è quello cerco, è irrilevante. Sono sempre rimasto fedele al pubblico, e sono sempre stato lì per mandarli fuori di testa. La pensava così anche mio fratello, poi si è dato alla disco.
Tuo fratello, infatti, non sembra essere granché d’accordo con il tuo discorso. I suoi ultimi lavori sono molto lontani dal suono degli Oasis.
Forse sta solo invecchiando, magari è annoiato da quello che faceva prima, non saprei. Forse sta facendo la musica che gli dice di fare sua moglie. Sai, in realtà Noel non è mai stato un tipo rock and roll. Certo, lui scriveva le canzoni degli Oasis, ma ero io a dare la botta giusta; lui crede di essere un bravo cantante, ma non lo è, semplicemente perché non è rock and roll, e questa è una cosa che non puoi imparare. Noel si è sempre trovato più a suo agio con roba più da signorine, tipo gli Smiths, io invece ero più uno da Stone Roses o Pistols.
Perfettamente coerente, come sempre.
Perché no, mate? Non ho nessuna voglia di essere chi non sono, amo fare ciò che mi riesce meglio, mi piace stare nella mia comfort zone e non mi metterei mai a scrivere un album reggae o roba del genere. Voglio continuare a fare la mia roba, a fare quello che ho sempre fatto, un passo allo volta. Se alla gente piacerà quest’album, allora ne farò un altro, se non gli piacerà, be’ allora vedremo. Non voglio pianificare nulla, voglio solo fare quel che mi piace fare e vedere quel che accadrà.
Insomma, con Why Me? Why Not. sei esattamente dove vorresti essere, facendo quello che hai sempre fatto. Perché, allora, hai spesso dichiarato che vorresti rimettere insieme gli Oasis?
Sai, nonostante tutto preferisco stare in una band. Nonostante ci siamo tirati addosso merda, amo quei ragazzi, amo le folle che abbiamo condiviso insieme. Gli Oasis erano immensi, e penso sia stato patetico il modo in cui ci siamo sciolti.
In che senso?
Credo sia stato come se Johnny Marr avesse gettato sotto un autobus Morrissey, o come se Paul Weller l’avesse fatto con i Jam. Noel mi ha gettato sotto un bus in corsa, non sarebbe mai dovuto succedere. Non sto dicendo che ho bisogno degli Oasis, mi piace quello che sto facendo ora, semplicemente non doveva succedere, almeno non in quel modo. Molte persone hanno creduto che la band sia finita per colpa mia, ma non è così. Gli Oasis sono affondati per colpa di entrambi, io e Noel, anche se lui non ha fatto altro che raccontare balle.
Cioè?
Be’, ha dato la colpa di tutto a me, sarebbe stato meglio se avesse detto la verità, che voleva provare la carriera solista. Ora si sente migliore di me, ma è esattamente come me, ha le stesse colpe che ho io, anche se cerca di buttarmi addosso tutti i mali del mondo. Anzi, il mondo sarebbe un posto migliore se entrambi ammettessimo di essere due idioti. Deve smetterla di nascondere chi è davvero, di celarsi dietro quell’atteggiamento da “miss sorriso”, perché tutti sanno chi è veramente. E, cosa più importante, anche nostra madre lo reputa un coglione.
Credi che il rapporto che avevate da bambini abbia influito su chi siete oggi?
Sicuramente, deriva tutto da quando eravamo bambini. Se guardi indietro, c’era Paul, il primogenito, e poi è arrivato Noel, e nostra madre non aveva occhi che per lui. E poi che succede? Ta-da! Ecco che arriva Liam, e diventa il cocco di mamma, e tu scendi dalle sue ginocchia, perché quello è diventato il posto di Liam, che si prende tutte le attenzioni, tutte le moine e cazzate varie. L’infanzia è sempre un periodo strano, e se Noel andasse da uno psicologo scoprirebbe di essere un piccolo idiota insicuro, perché ha sempre covato la gelosia nei miei confronti. E tutti sanno ciò di cui parlo.
La tua famiglia fa parte anche dei brani del nuovo album?
La mia famiglia è in tutte le nuove canzoni. C’è dentro mia figlia, i miei due ragazzi, mia madre. Anche i miei fratelli… anche se sono delle teste di cazzo.
Questa tua ultima frase ricorda il video di One of Us, dove sei il protagonista insieme a Paul e Noel. In quella canzone dici “You said we’d live forever /Who do you think you’re kiddin?”, e sembra un riferimento a Noel e a una delle canzoni più famose degli Oasis, intitolata proprio Live Forever.
Certo, è facile capire a chi mi riferisco, ma al mondo non esiste solo Noel. Parla di mio fratello, parla di mia madre…
Ma sembra anche rivolta a te, che di Live Forever eri la voce. Come fosse un addio al tuo passato.
Sì, man, anche quello. Bisogna andare avanti, ed è quello che sto facendo, senza farne una tragedia. Ovviamente sono orgoglioso del mio passato e di quello che ho fatto. Tuttavia, anche se gli Oasis sono finiti, io farò sempre parte degli Oasis, perché gli Oasis hanno un significato importante per le persone. Posso andare avanti per la mia strada, ma non posso dimenticare chi sono stato, perché ho una responsabilità verso il passato.
Su questo punto tu e Noel siete d’accordo, anche lui sente questa responsabilità. Tuttavia durante il nostro ultimo incontro, aveva detto di essere stato spesso infelice quando era nella band.
Non mi sembra fosse infelice con gli Oasis, ma se le cose non andavano come voleva lui allora impazziva, e gettava le persone sotto un autobus. Io non sono il suo capo, lui non è il mio, non sono suo padre e lo stesso vale per lui. Non gli devo niente e lui non deve niente a me. Lui si è rotto le palle di suonare negli stadi? A nessuno importa niente, ma la deve finire con 'sta storia che ha smesso di farlo per colpa mia, perché è stato lui a gettarmi sotto un autobus. La stessa cosa che ha fatto con Bonehead, con Guigsy, con Whitey, finché non l’ha fatto con tutta la band.
Che consiglio gli daresti?
Dovrebbe viversela meglio, mi dispiace per lui. Ha sempre cercato di far vedere di essere il capo del suo cazzo di piccolo mondo, e lo faceva impazzire stare sul palco insieme a me, dove sembrava un nano in cerca di attenzioni. Su Don’t Look Back in Anger diventava un gigante, quello era il suo momento, ma per il resto era continuamente geloso. Io vorrei davvero che fosse felice, ma non credo lui voglia lo stesso per me.
Insomma, ancora guerra fredda.
Nah, non la definirei una guerra. Sono i media che scrivono un mucchio di stronzate a riguardo. A volte potrei anche lasciar correre sai, ma lui è circondato da un gruppo di sfigati che vendono cazzate alla stampa, e non parlo dei giornalisti musicali, ma di quei bastardi spioni. Per cui, quando leggo delle stronzate, allora io rispondo a tono, perché è l’unico modo che ho di dire come stanno davvero le cose. Se loro la finissero, allora la smetterei anche io, ma finché continuano non rimarrò fermo davanti a qualche vecchio coglione che scrive per il Sun. Che cosa credono di fare? Vogliono uccidermi con le loro bugie? Non ce la fanno mai, possono baciarmi il culo.
Liam Gallagher tornerà in Italia con due concerti, il 15 febbraio al Palazzo Dello Sport di Roma e il 16 al Forum di Assago (Milano)
Source: Rolling Stone
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sabato 7 settembre 2019
Liam Gallagher: "Noel? Ora fa musica risibile. Black Star Dancing è una delle peggiori canzoni che abbia scritto"
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Tu e Noel state rilasciando interviste alla stampa nello stesso periodo ora. Ascolti la sua roba, leggi le sue interviste?
Parla di me ora perché sa che sa ho firmato un paio di scarpe da ginnastica appena uscite e ho un disco in uscita, ma non parlava molto di me quattro anni fa, quando io non stavo facendo granché. Erano dichiarazioni comunissime, no? Ora sono tornato e sono qui e gli rendo complicato fargliela passare liscia con quelle cose con cui vuole passarla liscia. Quindi finché io salterò all'occhio nel 2019, e penso di esserci riuscito, mi basterà, amica. Gli sto complicando le cose.
Quindi sei felice che stai facendo le cose bene perché lui guarda che tu fai bene.
Oh sì, perché sembra che lui pensi o pensasse che non io vada poi così male. Mica la gente viene ai miei concerti solo per ascoltare la persona che cantava quelle canzoni grandiose, nello stesso modo in cui la gente va ai suoi concerti per ascoltare la persona che ha scritto quelle canzoni grandiose, capisci? Deve condividere l'atmosfera, amica.
Ascolta, so che ti fanno tutti questa domanda e forse sbaglio a chiedertelo, ma in futuro vedi tu e tuo fratello di nuovo insieme, al di là della musica?
No, di norma la prima domanda che mi fanno è: "Sai che ho pure io quella giacca?".
Haha! È quella la prima?
La prima domanda che mi fanno sempre è: "Come sta tuo fratello?". "Quale?". E poi la seconda è: "Sai che ho pure io quella giacca?".
Non
ti annoia mai insultarti sempre con Noel? Sembra una sorta di
impostazione predefinita e la gente si aspetta questo. C'è un elemento
di intrattenimento. Sì, c'è un elemento di intrattenimento, sicuramente. Senza dubbio. E a me piace, capisci? Lui infierisce e io infierisco.
Davvero ti piace?
Sì, lo amo. Certo. Quando lui infierisce io faccio un post e penso: "Toh. Cimentatevi con questo. Lo lascio lì una settimana e torno nel mio angolino!". Bum. No, mi piace davvero. E so che piace anche a lui, perché lui si crede il signor Intelligentone e anche io mi credo il signor Intelligentone.
E pensate entrambi di essere stati trattati ingiustamente.
Io non penso che ... È lui che pensa di essere stato trattato ingiustamente.
Lui dice sempre: "Io non perdono, io non perdono".
(Fine parte 2 di 4 - continua)
traduzione e trascrizione by oasisnotizie
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sabato 15 giugno 2019
Noel Gallagher elogia Manchester: "Abbiamo un dono per la musica. C'è ispirazione ovunque tu guardi"
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| Isle of Wight, 14-6-2019 @selfieguideshaz |
"Ieri ero in studio per fare una traccia del prossimo EP e pensavo che suona come gli Smiths. Mi piacerebbe molto metterci su la voce di Morrissey".
"Chissà da dove provengono tutte le grandi band che abbiamo a Manchester ... Penso che se ti siedi a pensarci su per un'ora o due uscirebbero fuori un sacco di cosette diverse".
"Il tempo (atmosferico)", spiega Noel. "Non sei mai fuori di casa, sei sempre al chiuso, cazzo, perché non c'è niente da fare. Quando ero ragazzino io, nel luogo in cui venivamo non c'era niente da fare. Se ti appassionavi alla musica ti sballavi e ascoltavi musica. E penso che se cresci a Manchester e stai diventando un musicista, sei forse in una delle migliori città del mondo: ci sono posti a sufficienza dove fare le prove, allora era economico, e ci sono posti a sufficienza dove esibirsi. O almeno all'epoca c'erano".
"A Manchester", osserva Noel, "c'è ispirazione ovunque tu guardi. Se pensi a tutti i grandi, iconici cantautori e frontmen e personaggi venuti da Manchester è pazzesco. Sembriamo avere un dono in quel settore. Penso che sia dovuto al fatto che vi sono molte persone diverse provenienti da background. diversi Anche se Manchester è molto classe operaia, c'è un pochino di elemento di classe media, c'è una roba irlandese e una giamaicana e ci sono i locali notturni, e sembra che ci sia stata, e continui a esserci, un sacco di gente grandiosa che si interessa di musica. E la cosa è cresciuta sempre di più. È meraviglioso".
Source: Manchester Evening News - traduz. oasisnotizie - Fine parte 3 di 3
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venerdì 20 aprile 2018
Video: Minidocumentario su Who Built the Moon? sottotitolato in italiano
Sottotitoli ITA by oasisnotizie.
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mercoledì 29 novembre 2017
Noel Gallagher in Francia: "Liam e gli altri non meritavano la gloria: non scrivevano le canzoni. Liam pensa che il rock sia la giacca di pelle, io faccio parlare la musica"
Noel Gallagher : Me ne offrono tante, ma preferisco pagarle, ma è un po' triste per un uomo che ha superato i 50 anni comprare tonnellate di scarpe da ginnastica, non credi? Sono un accumulatore. Non butto via mai nulla. Indosso la stessa maglietta da vent'anni.
PP : Collezioni altre cose?
NG : Ho molti dischi, occhiali da sole e chitarre ...
PP : Niente auto?
NG : Non so guidare! A scuola, quando ai miei amici interessavano le auto, io preferivo suonare la chitarra. Penso che abbia avuto un certo successo ... ma che faccia infuriare mia moglie!
PP : Collezioni opere d'arte?
NG : Ne ho alcune, ma non mi definirei un collezionista. Avrei preferito comprarne di più, onestamente, ma non ne so molto. Se mi mostrano un Picasso lo trovo bellissimo, ma non riconosco l'artista.
PP : Sei buon amico di Damien Hirst ... (Noel ha visitato tempo fa anche due sue mostre allestite a Venezia, ndr)
NG : Damien è un amico. I miei due figli sono ossessionati dai suoi squali!
PP : Fate entrambi parte della generazione della Cool Britannia!
NG : Londra è stata il centro dell'universo tra il 1994 e il 2000. Era una città divertente e libera ... Colpisce in modo particolare pensare a questo oggi. Con il terrorismo, la guerra, Donald Trump ... Penso che allora l'arte fosse migliore.
PP : Di recente hai cantato per l'album dei Gorillaz, la band di Damon Albarn. Ti sei riconciliato con lui per nostalgia?
NG : Per molto tempo non abbiamo parlato! Una sera mi sono imbattuto in lui in un piccolo club privato di Londra. Io mi dirigevo verso il bagno e Damon camminava al mio fianco. Non ci siamo potuti evitare. Non ci siamo ignorati, ma è stato molto strano. Una volta nel bagno, ho pensato che fosse ora di seppellire la cazzo di ascia di guerra. Quando sono uscito lui era al bar. Mi sono sistemato vicino a lui. Mi ha detto: "Sai, in comune abbiamo più cose di quante vogliamo ammettere: abbiamo entrambi sperimentato qualcosa di incredibile negli anni '90 ...". Qualche minuto dopo abbiamo riso quando abbiamo rievocato i bei giorni passati. Da allora siamo amici. Inoltre lui vive vicino a casa mia e abbiamo molti amici in comune!
NG : Gli Oasis erano i rivali dei Blur, ma in realtà i membri dei gruppi non si conoscevano. La verità è che l'alcol e le droghe hanno giocato un ruolo importante in questa storia ... Eravamo sempre sballati e dovunque andassimo c'era lì qualcuno pronto a puntare il microfono di fronte alle nostre bocche e a provocarci. Siamo vent'anni più vecchi, eravamo troppo giovani e stupidi per prestare attenzione a quello che dicevamo.
PP : Tuo fratello è anche più linguacciuto di te ...
NG : Liam pensa che il rock and roll sia solo una questione di mentalità, di giacca di pelle, di camminata. Io lascio parlare la musica al posto mio. Nessun altro membro degli Oasis ha scritto una nota di una canzone a parte me. Per loro la gloria e il successo sono stati un fardello, perché non se li meritavano: a malapena suonavano! Un cantante che aspetta tutto il giorno a casa che qualcuno scriva un album per lui non ha nulla a che vedere col diventare una rock star. È pronto a fare qualsiasi cosa purché duri. All'inizio questa differenza tra me e lui era fantastica perché costituiva l'identità degli Oasis, ma quando sei un coglione di 50 anni è semplicemente ridicola. La mentalità muore man mano che invecchi. Quanto a me, invece, la gente canta sempre le mie canzoni, quelle durano per sempre. Anche se smettessi di essere famoso avrei ancora canzoni da scrivere.
PP : Dopo l'attentato di Manchester Don't Look Back in Anger è divenuta l'inno della città.NG : Quando scrivi canzoni trascorri tutta la tua vita sognando di scrivere un giorno una canzone che tutto il mondo canterà. Ed è quello che è successo, ma in un contesto di morte e orrore ... Da un lato sono molto orgoglioso e dall'altro mi intristisce.
PP : Sarebbe stato un bellissimo segno di pace tornare sul palco con gli Oasis per cantarla otto anni dopo la separazione della band ...
NG : Non ci ho mai pensato.
PP : Sei ottimista?
NG : Insopportabilmente ottimista. Spesso voglio solo vedere il bello di una situazione, il che fa venire a mia moglie voglia di strangolarmi! Quando ho lasciato gli Oasis la gente mi diceva: "Ma hai appena lasciato il più grande gruppo del mondo, cosa farai ora?". Dicevo:: "Gli Oasis erano tristi. Questo sarà fantastico".
PP : Su questo album possiamo sentire anche Johnny Marr (ex chitarrista degli Smiths), di cui sei caro amico. Ti ha dato qualche consiglio quando hai lasciato gli Oasis?
NG : Abbiamo molte cose in comune: siamo della stessa generazione, veniamo dallo stesso posto, i nostri genitori sono irlandesi, tifiamo per la stessa squadra di calcio, abbiamo entrambi fatto parte di rock band leggendarie con cantanti complicati, con cui abbiamo litigato e che non riformeremo mai. Ma né io né Paul Weller (ex cantante dei Jam, ndr), anch'egli su questo album, possono darmi consigli: ho venduto più dischi io di loro due messi insieme! In ogni caso non ho bisogno dei consigli di nessuno: conosco i miei difetti.
PP : Quali sono i tuoi difetti?
NG : Non sono un animale da palcoscenico come Jim Morrison, Nick Cave o Dave Grohl.
PP : Credi in Dio?
NG : Non credo né in Dio né nei fantasmi.
PP : Il tuo peccato più grande?
NG : La gola. Perché acquistare una chitarra quando posso acquistarne 50?
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giovedì 9 novembre 2017
Noel Gallagher a Milano: "Il rock ha ucciso il rock 'n' roll. Da me pop cosmico rivoluzionario. Liam? Ha bisogno di cure, se sapete perché è arrabbiato ditemelo"
Qual è stata la principale influenza su questo disco?
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| Noel oggi a Milano (@stefycaroli | Instagram) |
Al Times hai detto che questo album è un "antidoto" nei confronti del mondo che ti sta spaventando. Ha funzionato, sta funzionando?
Cosa pensi del film-documentario sugli Oasis uscito l'anno scorso e come vedi la Premier League quest'anno?Se per il rock non hai bisogno di questo, cosa ascolti?
Una delle grandi cose della tecnologia moderna è che puoi avere a portata di mano la tua intera collezione di dischi e che la puoi sentire in modo casuale o tutta nello stesso momento, ma l'ultimo album che ho acquistato e che ho ritenuto davvero fantastico è di una band che si chiama Jungle ed è di tre o quattro anni fa. Fanno una cosa elettronica, che non è guitar music né musica dance, ma penso siano fantastici. A parte quello, roba vecchia degli anni '60, '70 e anche degli '80.
Qui ci hai raccontato i tuoi 50 anni musicali. Quelli personali invece? Quel senso di gioia e speranza che hai detto di avere pensi che si possano ritrovare anche nel passato o qualcosa è cambiato, magari invecchiando? Avendo una famiglia ... Le stesse cose le avresti dette anche ai tempi di Definitely Maybe? Be', non so cosa ... Non c'è risposta a questa domanda. Il mio esce quando? La prossima settimana? Il suo qualche settimana fa? E allora? A chi importa? Sì, è pazzesco, cazzo, perché l'altro tizio sembra proprio molto arrabbiato per qualcosa. Nessuno sa bene cosa, ma se lo scoprite prima di me, per favore fatemelo sapere, perché ... Penso che abbia bisogno di cure, di uno psichiatra.
Quanto all'altra domanda, la regina non paga le tasse? Cazzo, che sorpresa! Non me ne fotte un cazzo, onestamente. Non me ne importa. So che io pago troppe cazzo di tasse, tanto per cominciare. Ma sì, che sorpresa!
E Bono (anche lui coinvolto nello scandalo, ndr)?Li hanno chiamati Paradise Papers, ma hanno fatto il mio nome? No. OK, quindi voltiamo pagina allora.
Che emozioni ti ha suscitato riaprire la Manchester Arena il 9 settembre dopo l'attentato di maggio e come mai hai deciso di non partecipare al concerto del 4 giugno organizzato da Ariana Grande?
Al primo concerto non mi è stato chiesto di esibirmi e non mi è venuto in mente che avrei dovuto offrire i miei servizi. La sera della riapertura della Manchester Arena è stata una serata strana, perché da un lato era successa una cosa davvero pesante e lì alla riapertura c'era gente che era sopravvissuta all'attentato, ma è stato stranamente incoraggiante e penso che ci si dovesse trovare lì. Quando ho cantato Don't Look Back in Anger e tutta l'arena cantava con me ... da compositore vivi per momenti come quello nella tua vita. E quando arrivano è veramente la sensazione più bella di sempre. Non la puoi tradurre in parole. Quella sera parte di te pensa: "Oh, è incredibile" e parte di te pensa: "È proprio triste, perché serata non avrebbe mai dovuto avere luogo". Quindi è stata una serata che non sarebbe dovuta succedere, ma penso che abbiamo reso le vittime orgogliose. Sì, non ho nient'altro da dire.
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venerdì 20 ottobre 2017
Noel Gallagher: "Io, Paul Weller e Johnny Marr siamo gli ultimi di una razza morente"
In questa parte dell'intervista Noel parla dell'amicizia con Paul Weller e di come è nata l'idea di coinvolgerlo per il nuovo disco e della collaborazione con i Chemical Brothers negli anni '90. Poi dice: "Io, Paul e Johnny Marr siamo gli ultimi di una razza morente".
"Cosa penso della musica elettronica come quella dei Chemical Brothers (famosa la collaborazione per il brano Setting Sun del 1997, ndr)? Non esco fuori dalla mia strada per lavorare con altre persone, ma nel caso dei Chemical Brothers mi chiesero loro di collaborare alla scrittura e risposi: 'Sì, cazzo!'. Spesso pensavo che me l'avrebbero chiesto più persone, ma non me lo chiede mai nessuno, il che va bene: non me ne frega un cazzo in realtà. Di solito lavoro con amici: Paul Weller, Johnny Marr, Goldie, Chemical Brothers, Gorillaz. Non è qualcosa che vado a cercare, ma è bello farlo, perché è bello vedere altre persone in studio e come lavorano. Puoi vedere se puoi imparare qualcosa".
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domenica 3 settembre 2017
Liam Gallagher: "Noel chiese a Paul Weller e Johnny Marr come sciogliere gli Oasis senza fare clamore"
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mercoledì 7 settembre 2016
Video: Noel Gallagher chiude il tour con Paul Weller e Johnny Marr a Londra
Clicca qui per scoprire tutte le date del tour di Noel.
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venerdì 29 luglio 2016
Noel Gallagher: "Ecco i miei libri preferiti e i miei eroi musicali. Mia madre un'eroina: provate voi a crescere Liam!"
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| Noel al promo West Fest di Columbus il 15 luglio 2016 |
E so che questo mi fa sembrare un intellettuale adesso, perché non lo sono per un cazzo. Lo lessi perché all'epoca ero molto preso da Bob Dylan e lessi un'intervista in cui parlava di questo libro.
Quando lo presi riuscii a capire da dove venisse la connessione tra Dylan. È una storia incredibile. Non direi che è il mio libro preferito, ho letto molte autobiografie. Come ho detto non sono un avido lettore, capisci? Io leggo cose "fattuali", i romanzi non mi interessano proprio, ma On the Road è fantastico per lo stile di scrittura.
Sembra quasi di sentire quel blues hipster di Subterranean Homesick Blues di Bob Dylan, come velocità e ritmo di scrittura.
Mi piace la roba della seconda guerra mondiale e della guerra fredda, mi piace tutto quel periodo, le manovre dei superpoteri di allora per dominare il mondo sono affascinanti. E come si arrivò vicini al punto che qualcuno schiacciasse il tasto.
In Inghilterra, invece, le attività terroristiche i sono sempre state. L'Inghilterra è stata invasa e teatro di guerra per secoli, capisci? Quindi quaggiù non è poi tutta questa gran cosa. Londra è stata teatro di bombe dell'IRA negli anni '70 ed è andata vicina all'invasione dei nazisti ed è stata invasa dai romani e dai francesi e bla bla bla.
Parlami della musica che ancora ti commuove di più.
I
miei eroi musicali penso che sarebbero i Beatles e gli Stones, perché
... Perché? ... Cazzo! Perché avevano le migliori canzoni, penso.È una cosa buffa e strana. Sembra che nessuna somma di denaro possa farli tornare insieme sul palco, ma in fondo io li ammiravo ancora di più per quel motivo, capisci?
Ah, aspetta un attimo. Dico anche Neil Young e Bob Dylan. Io ora mi sono liberamente trasformato in un cantautore, ma in realtà loro lo sono, cazzo. Ogni volta che vedo Neil Young penso: 'Porca troia! Fa mai un concerto di merda?'. Gli Oasis hanno suonato con lui e abbiamo avuto proprio l'ccasione di uscire insieme. Veniva nel nostro camerino e conosceva le nostre canzoni e pensava fossimo fighi. E noi pensavamo: 'Gesù! Neil Young! Questo era a Woodstock! Porca zozza!'.
Pare che Bob Dylan, i Rolling Stones, Roger Waters, gli Who, Paul McCartney e Neil Young possano riunirsi per un superconcerto al Coachella, ad ottobre.
Cosa? Cosa?
Sì, è stato annunciato ieri.
Dov'è questa cosa?
Ad ottobre al Coachella.
Cazzo, ci vado, perché il mio tour finisce a settembre.
Wow, fallo!
Rendi noto che sono disponibile ad aprire fottutamente il concerto di chiunque suonando il banjo!
Si dice che incassino sette milioni di dollari ciascuno.
Sul serio?
Giuro su Dio.
Suoneranno mezz'ora ciascuno?
No, sarà una tre giorni. La prima sera ci sono Bob Dylan e gli Stones, la seconda Neil e McCartney, la terza Roger Waters e gli Who. Giuro su Dio. È stato annunciato ieri.
Cazzo, è fatta. Ci vado. Se ora riattacco non ti offendere, è perché vado adesso a prendere i biglietti.
traduz. oasisnotizie
Segui i prossimi post per leggere le altre parti dell'intervista di Rolling Stone a Noel.
PARTE 1 QUI - PARTE 2 QUI
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