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giovedì 24 giugno 2021

Noel Gallagher: "Gli Oasis? Avremmo dovuto fermarci per 5 anni dopo Knebworth '96. Dal '97 al 2005 le nostre canzoni sono roba dimenticabile"

Noel Gallagher ha rilasciato alcune dichiarazioni sugli Oasis nel corso della trasmissione televisiva Noel Gallagher Out of the Now. Il cantautore e chitarrista ha rivendicato il proprio orgoglio per quanto raggiunto con la storica band in cui militava insieme al fratello Liam, ma ha aggiunto che ora preferisce "fare qualcos'altro". Noel, che ha definito "dimenticabili" le canzoni scritte dagli Oasis tra il 1997 e il 2005, ha anche rivelato di avere un unico grande rimpianto: non essersi preso una pausa di cinque anni dopo i mitici concerti di Knebworth del 1996.

"Il mio lascito per quanto riguarda gli Oasis è scolpito nella pietra", afferma il musicista. "Quello è stato fatto. Ed è quello che mi ripeteva David Holmes: 'L'hai già fatto. Non ti preoccupare di quello, non sarà mai dimenticato. Hai scritto Don't Look Back in Anger, che cazzo! E Wonderwall, nella stessa settimana!'. Se questo non mi libera dal dover indossare una mascherina, non so cosa possa farlo. Sai, non inseguo più quella cosa. Non saprei nemmeno dirti se qualcuno dei miei singoli di quell'album sia finito in classifica. Non ne ho la minima fottuta idea. E immagino che se ci sono finiti, saranno lì sul fondo, ma in realtà non saprei proprio dirlo. Non so quanti dischi abbia venduto e non me ne importa neanche minimamente".

"Non ho nessun problema a riconciliarmi con il passato. Gli Oasis sono la cosa più grande che mi sia mai capitata nella mia vita, la più grande. E lo sarà per sempre. Essere sul palco durante quei mega megaconcerti che abbiamo fatto e averne ammirato la grandezza. Sai, partire dalle fottute case popolari di Manchester e diventare così grandi è la cosa più incredibile che possa accadere, ma non mi tormenta. L'ho fatto, l'ho fatto. E l'ho fatto bene e ho dato tutto. E adesso preferisco fare qualcos'altro, se non vi spiace".

"Posso farci pace senza problemi. Non è che se a un concerto qualcuno mi chiede di fargli un autografo e mi mette davanti 6 CD degli Oasis e zero degli High Flying Birds, li prendo e glieli lancio dall'altra parte della fottuta strada. Il fatto che quel gruppo sia così radicato nella vita delle persone è una cosa fantastica. Il 99% dei cantautori al mondo vorrebbero aver avuto quello che io ho avuto, ma non è qualcosa a cui penso, non ne sono schiavo. E, sai, durante il mio primo tour mi scoraggiavo quando sentivo il pubblico gridare costantemente: 'Slide Away! E blarghh'. Che poi non ero nemmeno io quello che la cantava, quindi che cazzo strilli? Ma adesso gridate quanto vi pare, come ho detto al pubblico tante volte, io farò solo i pezzi che sono scritti su questa fottuta scaletta. E nessuno di questi è Slide Away, quindi ... E questo rappresenta il picco della mia abilità come venditore nei confronti del mio pubblico. È tipo: 'Se non ti piace, la prossima volta che sono in tour nella tua città , non venire, cazzo!' ...".

"Ho solo un solo rimorso, che in realtà non è proprio un rimorso. Evito di vivere con dei rimorsi, perché non puoi far nulla per cambiare le cose e ti divorano dentro. Ma se potessi magicamente tornare indietro e riordinare la narrazione dei fatti ... Dopo Knebworth e il successivo tour americano che è poi imploso, siamo andati subito in studio ed è stata una cazzo di follia. Perché Morning Glory era ancora al secondo posto nelle classifiche in America quando ci siamo messi a registrare Be Here Now. Se potessi tornare indietro, mi sarei preso almeno cinque anni di pausa e avrei fatto calmare le acque, per poi ricominciare di nuovo, ma, sai, devi avere sangue freddo per fare una cosa del genere. E noi non lo avevamo, per niente. Eravamo dei ragazzi delle case popolari. E questo è quanto. Mi sarei preso cinque anni di pausa, sperando che alla fine di quel periodo avrei trovato un altro impulso creativo. Perché da Be Here Now a Don't Believe The Truth ad essere onesti, è piuttosto fottutamente dimenticabile. Escludendo la canzone qua e là".

(traduzione a cura di Luca)

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domenica 6 giugno 2021

Noel Gallagher si racconta a The Australian: "Negli Oasis non mi divertivo più, ora ho una band multiculturale. Spotify? Una merda, ma boicottarlo è una battaglia persa"


L'ultima volta che ti ho visto, Noel, eri sul palco con la tua band in uno stadio qui a Brisbane. Cosa ricordi di quel tour in cui hai fatto da supporto agli U2?

È stato fantastico. Ho fatto un bel po' di quel tour mondiale e l'Australia è stata grandiosa. Quando sei in viaggio con 150 irlandesi, non tendi davvero a ricordare nulla di tutto ciò. Ci sono un sacco di cose del tipo "Dove siamo ora?", ma è sufficiente dire che ce la siamo proprio spassata. Il pubblico era fantastico e i ragazzi – gli U2 – sono stati fantastici. È stato un bel viaggio.

Quando ti viene fatta questo tipo di offerta, è un semplice "sì"?

È facile. In effetti per quel tour australiano penso che avrei potuto chiederglielo. Un giorno ero fuori a pranzo con The Edge (il chitarrista degli U2, ndr), in un ristorante qui a Londra. Mi stava dicendo che sarebbe andato in Australia a novembre, e gli ho detto: "Oh, no, il programma prevede che la mia tournée finisca all'inizio di ottobre. Sono in giro. Posso venire?' Stranamente ha detto solo "sì", e basta. Se solo la vita fosse così facile.

Prima di salire sul palco in un grande posto come quello, di fronte a chi pensi di suonare: le persone davanti? L'ultima fila? Da qualche parte nel mezzo?

Bene, immagino che una buona parte della folla degli U2 simpatizzerebbe, diciamo, per il suono di quello che faccio. Oasis e U2, a parte l'atteggiamento, non erano troppo distanti. Siamo tutti irlandesi; siamo rock da stadio. Non è troppo dissimile. Quindi abbiamo trattato l'intera cosa come una vacanza, in verità. Il sole splendeva e alcuni membri della band non erano mai stati in Australia; lo adoravano. E puoi vedere una delle più grandi band di tutti i tempi ogni sera, e vieni pagato. Non male.

Con il più grande schermo mai realizzato dall'umanità dietro di loro sul palco...

È letteralmente il posto più caldo della Terra. Puoi abbronzarti. 

C'è stato un momento nella tua vita in cui quel genere di cose – suonare di fronte a folle enormi – è diventato solo un altro giorno in ufficio per te?

Fammi vedere: abbiamo iniziato a fare stadi nel '95 e siamo arrivati fino al 2009. Sì, ci si fa l'abitudine, ma no, non l'ho mai dato per scontato. Ho sempre pensato che fosse un privilegio essere sul palco a guardare 60mila persone che trascorrono una serata fuori, e tu eri la colonna sonora di tutto ciò. Non ero mai nervoso, per niente. Quei concerti erano soliti tirare fuori il meglio di me, e non ci sono molte persone che possono dirlo; alcune persone ne hanno una vera paura, ma hanno tirato fuori il meglio di me, e chiunque ci abbia visto lo confesserà.

Mi piace tutto quello che faccio; non ha senso farlo se è una lotta. Sai, è per questo che gli Oasis non stanno insieme, perché è diventata una lotta. Ed è come: 'Beh, fanculo questa cosa! Questa dovrebbe essere una risata e una cosa facile'. Quello che faccio adesso è il mille per cento più divertente di quello che facevo allora. Questa dovrebbe essere la base della tua vita: se ti fa stare bene, fallo. Se ti fa sentire una merda, non farlo.

Puoi descrivere la sensazione che si prova in uno stadio pieno di gente che canta tutta insieme qualcosa che hai scritto da solo in una stanza da qualche parte?

È come essere fatti, ma sei sobrio. È il massimo, ma sei completamente consapevole di dove ti trovi e sei nella stanza con le persone. C'è un buon equilibrio da raggiungere, però, perché ci sono 50mila persone che trascorrono una serata in uno stadio, guardando cinque ragazzi al lavoro. Non vuoi proprio trascorrere una serata fuori, perché non riesci a fare il tuo lavoro per bene. Quindi c'è un equilibrio che devi raggiungere, cosa che mi sembrava di conseguire quasi tutte le sere. È, però, una vera cosa spirituale. Ognuno reagisce in modo diverso: alcuni membri della mia band si sentivano male fisicamente prima di salire sul palco; io ero l'esatto opposto, ma è un'esperienza piuttosto religiosa. Una volta che l'iniziale nervosismo di quando comincia un concerto era sparito, e tutti erano rilassati e coinvolti, cercavo espressamente di fare un passo indietro e di prendere tutto. Sapevo che non l'avrei fatto per sempre.

Verso la fine di quell'esibizione hai suonato (la canzone degli Oasis) Don't Look Back in Anger. Mi ha emozionato perché mi ha ricordato che quella canzone è stata usata come una sorta di servizio pubblico dopo l'attentato di Manchester del 2017. Se non vuoi parlarne dimmelo, ma se sei pronto: cosa ricordi di come tutto ciò si è svolto dal tuo punto di vista?

Beh, la notte dell'attentato mi è capitato di andare a letto presto. Il mio telefono ha iniziato a vibrare molto più di quanto faceva di solito. L'ho guardato e c'erano messaggi di miei amici da tutto il mondo che dicevano: "Spero che la tua gente stia bene". Ho messo su il telegiornale e ovviamente c'era stata una bomba e una terribile tragedia, ma quando la ragazza inizia a cantare la canzone durante la cerimonia commemorativa, i tuoi sentimenti sono in conflitto: sei incredibilmente orgoglioso che qualcosa che hai fatto sia diventato un modo per aiutare le persone a superare questo, ma poi è collegato a un vero evento tragico. Quindi non puoi montarti troppo la testa per questo, perché non dimentichiamo che le persone sono morte. È una cosa a doppio senso, davvero. È semplicemente incredibile che una canzone, qualsiasi canzone, possa unire le persone. Il fatto che fosse la mia canzone lo rende doppiamente sorprendente. Sedendosi e pensandoci su, è un po' quello che sono le mie canzoni: sono inclusive. Non riguardano me e non riguardano te; riguardano tutti noi. È una cosa meravigliosa, anche se collegata a un evento molto tragico.

Perché pensi che le persone cerchino le loro canzoni preferite in quel tipo di situazione, dopo una tragedia?

Perché in qualche modo – che si tratti della melodia o delle parole – possono in qualche modo dare un senso a tutto per le persone. Non ne sono sicuro; dovresti chiedere a qualcuno in particolare, ma la musica per me è una cosa così importante, potente, religiosa, spirituale. Perché le persone cantano inni in chiesa? Deve essere nella psiche umana cantare e proiettare qualcosa verso l'esterno. Quindi sì, è incredibile che sia iniziato spontaneamente; una ragazza ha iniziato a cantarla e tutti si sono uniti. È stato un momento fantastico.

Cosa ha significato per te vederlo in quel momento? 

Beh, mi è capitato di guardarlo dal vivo in televisione. Sono rimasto senza parole solo quattro volte nella mia vita: alla nascita dei miei tre figli e in quell'occasione. Non sai cosa provare. Inizialmente ti senti: 'Oh, porca puttana, assolutamente no!'. E poi vorresti che non stesse accadendo. Vorresti che la piazza fosse vuota e che la vita continuasse normalmente. Erano emozioni contrastanti.

Dove si colloca quel particolare episodio tra tutto ciò che hai ottenuto come artista nella tua vita?

Con quella canzone in particolare c'è una cosa che va ancora avanti. La canzone è stata utilizzata anche durante gli attentati di Parigi (nel 2015, ndr); alla partita che c'è stata due sere dopo (Francia-Inghilterra, ndr) una band ha suonato Don't Look Back In Anger. È triste che debba essere usata per unire le persone, durante eventi tragici, ma ovviamente aiuta le persone ad affrontare qualsiasi trauma stiano attraversando, e per me va tutto bene. Non mi lamento di questo. C'è, però, sicuramente... non lo so. Trovo difficile articolarlo, il che non è da me. Di solito riesco ad articolare la maggior parte delle cose, ma questo è difficile.

Parliamo oggi perché sono trascorsi dieci anni dal tuo album di debutto con la tua band, gli High Flying Birds. Stai cercando qualcosa di diverso nelle canzoni che stai scrivendo oggi, rispetto a quelle del primo album dei Birds?

Beh, ora tendo a scrivere di più in studio che a casa. Quindi, quando scrivi in studio, hai accesso a più strumenti. Non devi sederti a casa e pensare: "Forse se ci metto una drum machine...". Puoi farlo all'istante, così le idee si formano all'istante. Immagino che l'essenza di ciò che faccio sia sempre la stessa: è tutta una questione di melodia. La melodia è la cosa che conta. Le parole? Ehh, chi se ne frega delle parole? E poi, se mi viene un'idea, se sono abbastanza fortunato riuscirò a trasformarla in una canzone. Metterò insieme alcune di quelle idee, metterò insieme la band e poi ci uniamo tutti sull'idea. Alla fine ricade in una cosa degli High Flying Birds, ma la portata della produzione musicale della band è molto più ampia ora di quanto non sia mai stata negli Oasis.

È perché anche i tuoi orizzonti si sono ampliati? Sembri essere più interessato a molti generi diversi.

Non dipende da una cosa specifica. Gli Oasis erano una band che aveva un'identità molto chiara di cosa fosse e cosa dovesse essere. Ho scritto canzoni per adattarle all'ambiente circostante, che erano gli stadi. Non farai un'odissea jazz in un fottuto stadio pieno di giovani che si sono tolti le magliette; verresti linciato, cazzo! Ma quando ho incontrato (il produttore) David Holmes, mi ha suggerito: "Hai fatto tutto quello che potevi fare con quella chitarra acustica. Perché non provi a iniziare a fare la musica che ascolti davvero?". È quello che ho fatto, ed è da lì che che nasce Who Built the Moon?. E ora provo a sposare tutte le idee che ho. Scrivo ancora a casa, ma scrivo in studio. Alcune cose come We're On Our Way Now suonano come una melodia molto tradizionale di Noel Gallagher, ma la canzone è proprio bella, ed è così che è venuta fuori. Non sto scappando da questo. Quindi l'altro brano (Flying On the Ground) potrebbe essere come se i Supremes cantassero una canzone di Burt Bacharach. C'è di tutto sul tavolo. 

Qual è la tua impressione su come i tuoi muscoli di cantautore si siano rafforzati nel corso degli anni?

Sono davvero più rilassato al riguardo. Penso che lo streaming, in un modo strano, sia stato un bene per la creatività. Perché se nessuno compra più dischi, allora non devi cercare di vendere dischi. Puoi dannatamente dare piacere a te stesso, fare quello che vuoi, capisci? In questo modo è stato abbastanza liberatorio, ma è una cosa istintiva: non saprei spiegartelo, ma so quando qualcosa va bene, e di solito è la melodia. Se mi viene in mente una melodia che mi fa continuare a scrivere quella canzone, e continuo a rifinirla con lo scalpello, allora mi porterebbe a credere di averlo fatto così spesso in passato che la cosa deve avere un certo livello di bontà.

All'inizio con gli High Flying Birds eri preoccupato o preoccupato che i fan del tuo lavoro precedente e del tuo suono precedente potessero decidere di non unirsi al viaggio?

Beh, credetemi, una parte considerevole di loro non l'ha fatto (ride, ndr). Potrei essere stata l'unica persona al mondo a non essere rimasta sorpresa da questo. Se avessi pensato che avrei lasciato gli Oasis e avrei continuato a suonare negli stadi con gli High Flying Birds, non mi sarei preoccupato per un cazzo. Non volevo questo. L'ho fatto per i vent'anni precedenti. Volevo iniziare dal basso, ma è diventato molto grande molto rapidamente. Da allora mi sono sempre tirato indietro, perché ho fatto gli stadi, e sono fantastici, e l'ho adorato, ma è quasi una parte di un'altra vita. Ho fatto grandi tour nelle arene e sono fantastici. Mi è piaciuto anche quello, ma non ho mai avuto modo di fare teatri con gli Oasis, perché siamo passati dai locali notturni agli stadi in circa una settimana. Quindi ora sto facendo la cosa che non ho mai avuto modo di sperimentare, con una grande band multiculturale; ognuno porta un'atmosfera diversa in tavola. 

Ti ho chiesto dei tuoi muscoli per scrivere le canzoni; e i tuoi muscoli da esibizione? C'era bisogno di molti aggiustamenti per portare queste canzoni dei Birds nei concerti dal vivo?

Devo dire che esibirmi è la parte meno preferita di quello che faccio. E più invecchio, più non me ne può fregare di meno.

Ha a che fare con l'essere lontano da casa?

Beh, le persone creative sono sempre lontane da casa, perché vivono nella loro immaginazione. Mi piace farlo, ma non sono nato per esibirmi. Bono, per esempio. Probabilmente sono l'opposto di un Bono. Bono vuole che tutti si divertano. Non me ne frega un cazzo se qualcuno si diverte. Sono lì solo per cantare le canzoni e spero che la gente ci capisca. Ho un rapporto di amore/odio con l'esibizione. 

Tutti e tre i tuoi album con gli High Flying Birds sono andati alla posizione numero uno in Gran Bretagna, portando a dieci gli album di fila al primo posto per tutti voi (Oasis inclusi) ...

Questo è un record mondiale, lo sapevi?
Dieci album di fila al primo posto in Inghilterra sono nel Guinness dei primati. Nessuno può eguagliarlo. Nessuno!

Congratulazioni: è un risultato fantastico. 

Grazie mille. Se solo la mia fottuta moglie fosse lontanamente interessata a questo come chiunque altro...

Cosa significa per te quel tipo di record? 

Beh, mi dà la sicurezza (che serve) per andare a farne un altro, ma immagino che la serie debba finire ad un certo punto. Non ci penso. In realtà non ne ero a conoscenza finché qualcuno non me l'ha detto e ho ricevuto un premio per questo, ma significa che le mie canzoni nel corso degli anni sono state accettate da molte persone. Suono ancora le vecchie cose quando suono, e vengono bene come sempre; probabilmente adesso di più. Cerco di non pensare o pensare troppo a quello che faccio; lo faccio e basta. Il punto di riferimento è: ti piace? Sì? Bene, allora voltiamo pagina e facciamo qualcos'altro.

Sei stato uno dei tanti artisti britannici ad aver recentemente messo il tuo nome in una lettera aperta su come Spotify e altre piattaforme di streaming non corrispondano la loro giusta quota ai musicisti. È stato un "sì" facile per te?

Assolutamente sì. Non ho nemmeno letto la cazzo di lettera; il tizio mi ha semplicemente detto cosa c'era dentro e io ho detto: 'Sono dei vostri', ma sì, lo streaming non paga molto... sai, il cazzo di tizio che possiede Spotify (Daniel Ek, ndr) ora sta dicendo che comprerà l'Arsenal. Con i miei soldi! Con le mie cazzo di royalties! Se compra l'Arsenal, andrò giù e spoglierò uno dei ristoranti di tutti i suoi cazzo di mobili, perché me lo deve, quello stronzo! Ma la musica ora non è in vendita, è a noleggio, sai? Non sono mai stato a mio agio con quest'idea. Sono cresciuto in una generazione che possedeva la musica. E la qualità di Spotify è una merda. Sembra una merda; è una cattiva rappresentazione di ciò che è la tua musica. È una battaglia che nessuno di noi può vincere, quindi non ha senso boicottarlo, ma il governo dovrebbe dare un'occhiata a questa cosa, probabilmente vedrà che è gravemente ingiusto. Dubito, però, che il governo farà qualcosa; ora hanno altre cose per la testa.

Cos'altro hai osservato sulla natura mutevole dell'industria musicale da quando hai iniziato ad oggi?

C'è il fatto che, direi per un buon ottanta per cento delle classifiche, l'artista in questione probabilmente non scrive le proprie canzoni. È stato un grande cambiamento. Molti locali di piccole e medie dimensioni hanno chiuso in Inghilterra. E Internet, che ovviamente ha influenzato tutto, ha avuto un effetto negativo su tutto ciò che è creativo nel mondo.

Che cosa deprimente! Scusa. 

Bene, va tutto bene. È così e basta. Tutto è falso su Internet; l'unica cosa reale è il fottuto odio per il re e la divisione. Tutto il resto sono solo ... cazzate, ma è il mondo in cui viviamo, quindi i vecchi come me non verranno ascoltati da nessuno. Quindi fanculo. Ho fatto tutto bene e tendo a fare tutto bene. Se le persone non si iscrivessero a Spotify, non esisterebbe. C'è ovviamente un appetito per questo, quindi diamoci dentro, cazzo! Ma noi artisti vi posso assicurare che ci sentiamo un po' incazzati. Tutti, però, diranno: "Davvero? Quanti cazzo di jet privati ​​vuoi?". Al che direi: "Solo uno sarebbe carino".

Sei rimasto produttivo e attivo fino ai 50 anni d'età. Quali altri artisti rispetti per aver mantenuto una produzione creativa positiva fino a 50 anni d'età e oltre?

Penso che il principale tra questi sia Neil Young, a cui ancora non frega un cazzo, ancora oggi. Sono andato a trovare Neil Young con Bob Dylan un paio d'anni fa a Londra; hanno fatto un concerto di cui erano gli artisti principali. Bob Dylan è pazzo da morire, ma Neil Young ha ancora il fuoco. Lui è un grande. McCartney sta ancora facendo grandi cose. Il mio amico Paul Weller, cazzo! Non so nemmeno cosa dire di lui. Probabilmente sta scrivendo il suo quarto album oggi, proprio ora. Durante il mio ultimo tour mondiale, partecipavo al Festival di Roskilde, in Danimarca, ed ero secondo in cartellone dopo i Cure. Sono una delle mie band preferite, ma non li avevo mai visti in vita mia. Ho avuto la fortuna di poter salire sul palco e guardarli esibirsi e sono stati assolutamente incredibili. Quei ragazzi sono tutti più grandi di me, e ancora oggi suonano in modo dannatamente incredibile. E, naturalmente, è ovvio: gli U2. Tutti i grandi sono fantastici per un motivo: perché sono fantastici.

Sono contento che tu abbia menzionato Paul McCartney, che sta ancora pubblicando nuove cose interessanti a 78 anni. Lo trovi stimolante?

Assolutamente sì, ovviamente. Perché dovresti smettere? Voglio dire, l'unica cosa che fisicamente mi farebbe smettere di fare musica è se qualcuno mi tagliasse una mano. A parte questo, finché riesco a ottenere una melodia da qualcosa, sarò costretto a scrivere una canzone ... ma McCartney, Dio lo benedica. L'ho visto dal vivo un paio di anni fa ed era semplicemente il migliore che sia mai stato. Non cambia nessuna delle tonalità (quando canta); di solito, i vecchi iniziano ad abbassare un po' la tonalità. McCartney sta ancora cercando di farlo. Che tipo! Ma lui è uno dei Beatles, e sono i più grandi di tutti i tempi per il semplice motivo che i quattro ragazzi erano semplicemente fantastici. 

Infine, puoi nominare un musicista attivo attualmente che è enormemente sottovalutato e a cui le persone dovrebbero prestare maggiore attenzione?

A parte me? Non è un musicista, ma c'è una band del Regno Unito chiamata Young Fathers. Le persone dovrebbero prestare più attenzione a loro.

Source: The Australian - traduzione di oasisnotizie

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mercoledì 5 maggio 2021

Noel Gallagher ricorda gli anni '90: "Niente telefonini ai concerti, allora sì che era bello. Con Be Here Now ho perso un'occasione perché ..."

Intervista a Noel Gallagher realizzata dalla rivista britannica GQ (numero di maggio 2021). Terza e ultima parte della nostra traduzione. (PER LA PRIMA PARTE CLICCA QUI; PER LA SECONDA CLICCA QUI).

Molta gente contestualizza la fine degli anni '90 con la morte di Diana, Principessa del Galles, la delusione finale del New Labour e Be Here Now

Sì. E con la terza serie di The Fast Show. Sì, è vero, ecco perché con il documentario sugli Oasis ci siamo fermati al punto più glorioso, perché chi vuole documentare la cazzo di caduta di qualcosa? È come il film di Alan McGee, Creation Stories: nessuno vuole leggere di riabilitazione (post-tossicodipendenza, ndr). Qualunque cosa su quel periodo dovrebbe arrestarsi a Knebworth, perché quello che è divenuto noto come Britpop poi si è intrecciato in qualche modo con la politica e quello ha portato alla guerra e a tutta quella cazzo di cosa. Il fotografo di Manchester Kevin Cummins stava facendo il suo libro e io ho concesso un'intervista per il libro. Mi ha fatto una domanda sul Britpop e sul nazionalismo e io scherzosamente gli ho detto: "Chiedi a Paul Morley e lui ti dirà". Ha fatto così e Paul Morley incolpa letteralmente gli Oasis per il Brexit. Io ho pensato: "Wow. Porca troia! È particolarmente folle, perfino da parte tua. Ma non puoi attribuire molta riflessione a quello che la gente dice".

Con il senno di poi, come vedi il supporto alle industrie creative fornito da Tony Blair e dal New Labour?

Perché il thatcherismo aveva colorato tutte le nostre vite, cosa che era ancora prevalente con John Major, poi arrivò Tony Blair, io lo sentii parlare e pensai – e lo penso ancora oggi – che lui fosse fantastico. È l'ultima persona che per me abbia avuto un qualche senso. la terza via, o la politica centrista, era una cosa nuova. Pensavo: "Cazzo, questa è una cosa davvero intelligente!". Inizia a incontrarlo in varie cerimonie di consegna di premi. John Prescott era un po' un personaggio da fumetto, ma pensavo che il resto di loro non fossero male.  

I tuoi pensieri sulla Cool Britannia?

Ho amato gli anni '90 e la maggior parte degli anni '90 sono passati dalla mia cucina. Mi piaceva Damien e Kate Moss era una grande amica. Era un grande periodo, un gran bel momento storico. Nessuno lo ammetterà mai e ogni volta che lo dico viene ripreso dai fottuti membri sbagliati della stampa e stravolto, ma siamo stati tutti bambini della Thatcher, che ci siamo fatti il culo e ci siamo fatti da noi. Questo verrà preso dal Daily Mail, ma quello che intendo è che tutto questo è successo nonostante il thatcherismo. Eravamo tutti disoccupati, prendevamo tutti il sussidio e ci saremmo dovuti accorgere che non avremmo ottenuto nulla e che non ci sarebbe stato regalato nulla, per cui avremmo fatto meglio ad andare a prendercelo, cazzo!

Per me gli anni '90 sono stati un sacco di intellettuali della classe operaia che non erano per niente in sintonia, che approdarono tutti nello stesso momento nella politica, nella musica, nella moda, nella fotografia, nell'arte, nello sport. Sai, il giovane musulmano Prince Naseem fu il più grande pugile che fosse mai vissuto sino a quel momento e si diceva: "Chi cazzo è questo tizio?". Sembrava una cosa della classe operaia. Ecco cosa ho preso da quella cosa. Chiunque incontrassi era sano, più o meno, e tutti gli altri giocatori della partita, come Jarvis (Cocker, ndr), Hirsty (Damien Hirst, ndr), tutti erano dannatamente grandiosi. C'erano anche un sacco di settentrionali, un'altra cosa inusuale: non è più così. Ricordo una di quelle conversazioni alla cocaina alle cinque del mattino, in cui dissi: "Questo cazzo di decennio sarà ricordato come uno dei più grandi" e tutti gli altri mi dicevano: "Nah". All'epoca sentivo che questo gruppo di persone alla fine sarebbe diventato il mainstream. Sentivo che era un momento unico della storia, e ha finito per essere così.  

Ora gli anni '90 sono venerati come l'ultimo grande decennio in cui siamo stati liberi, perché Internet non ci aveva schiavizzato tutti e non aveva portato la nevrosi del mondo al punto della fottuta paralisi, in cui non puoi dire o fare o proporre di prendere per il culo qualcuno o essere irriverente verso nulla, nessuna parte della società. Allora, invece, era dannatamente spontaneo. Tutto era spontaneo e su due piedi, in particolare nella mia vita. Non pensavo a nulla. E ora ogni cosa è riflettuta. 

L'altra sera stavo vedendo il film di McGee e pensavo: "Questa cosa non accadrà mai più", dato che oggi ci sono troppi fogli di calcolo. All'epoca era: "Pubblicalo, vedi cosa succede e passa alla cosa successiva". Non so che sensazione avessi tu, ma io provavo questo. Voglio dire, guarda tutte le grandi cose iniziate negli anni '90.  Sai, le riviste e i cazzo di programmi radiofonici e le cose fisiche che la gente poteva possedere, mentre ora è tutto podcast e fottuto Netflix.

Uno dei pochi libri sul periodo è The Last Party di John Harris, che, pur essendo piuttosto comprensivo, è continuamente negativo.

Sì, ma lui è un coglione. Dice che è orribile perché lui è un nerd che non ne è mai stato coinvolto. ne ha scritto, ma non ne ha mai fatto parte. Non è mai venuto a casa mia. Non era amico di nessuno. Odiava gli Oasis perché gli Oasis divennero popolari. E odiava me perché accettai di andare al numero 10 (di Downing Street, ndr) perché la sua cazzo di mamma e il suo papà erano fottuti socialisti e lui non fu invitato. Fine della storia. E Paul Morley è lo stesso.

La gente ha sempre detto che gli anni '90 furono un eco degli anni '60, ma quell'eco è piuttosto forte. 

Guardiamo Top Of The Pops ogni finesettimana a casa mia, dato che non c'è un cazzo alla tele, e ora siamo arrivati agli anni '90. Mia moglie diceva, e non ricordo quale artista fosse, ma durante la trasmissione, "ci sono molti artisti gay e uomini e donne nere". Voglio dire, tutti erano ben rappresentati negli anni '90, quindi cosa è successo per arrivare a una situazione in cui ora nessuno è rappresentato o la percezione è che ormai nessuno sia rappresentato? Torna agli anni '90 e tutti erano rappresentati a pieno e senza pensarci su. Nessuno compilava delle quote.

È anche l'ultimo decennio analogico.

C'è una ripresa fantastica di Knebworth, fatta da Jill Furmanovsky dal retro del palco. Il palco è vuoto, i Prodigy stanno suonanto e Keith (Flint, ndr) è andato in mezzo al pubblico con un microfono per fare Firestarter. E ricordo perfettamente il momento. Era andato di fronte a 125mila persone e lo si riesce a vedere perché è l'unica persona con i capelli verdi. La cosa più significativa, però, è che non c'è una singola persona che abbia in mano un telefono. C'è solo la band nel momento con la gente. Questo è davvero significativo, perché ora quando vedi Glastonbury sono tutte stupide fottute bandiere e telefoni e gente che prova a catturare merdate ora per condividerle con qualcuno, ma negli anni '90 dovevi essere lì.

Qual è stato il momento più euforico degli anni '90?

Non sono proprio il tipo di persona che diventa emotivamente euforico sulle cose. Ci sono stati momenti in cui sono stato colto alla sprovvista, come quando abbiamo fatto il tutto esaurito alla Sheffield Arena, perché appena quattro mesi prima eravamo in una cazzo di sala prove. Per la maggior parte di quel periodo sono stato in una bolla. Scrivevo e scrivevo ed ecco perché nell'iniziale esplosione dal 1993 al 1997 avevo così tante canzoni dannatamente grandiose, perché ci dedicavo la vita. E poi dopo mi sono dedicato a spendere e a sniffare. 

Nelle prime dieci posizioni del canone rock, in che posizione sono gli Oasis? Prime cinque?

Di solito li collocavo sempre ad una solida posizione numero sette, la band e tutta la sua gloria. Una sera sul tour bus me ne sono uscito con questa lista: Beatles, Jam, Sex Pistols, Smiths, Happy Mondays e Stone Roses vanno insieme, poi gli Stones e poi noi.

E quanto è bello (What’s The Story) Morning Glory?

Quel disco mi fa piegare. Erano solo dei demo. Non avevo neanche finito il cazzo di disco quando siamo entrati in studio. Ecco perché la metà di quelle canzoni sul disco hanno un verso e un ritornello, perché facevo: "Fanculo! Lo farò quando arrivo lì". Ovviamente non l'ho mai fatto. Preferisco Definitely Maybe, perché per me quello è gli Oasis. ma Morning Glory, voglio dire, è una cosa incredibile. Non so dove lo metterei, ma lo metterei lì alla pari con gli altri. Viene continuamente inserito nella top due di tutti i tempi, quindi non lo contesto. 

Odi ancora Be Here Now?

Me ne sono innamorato un po' di più negli ultimi anni, ma quando penso a quel disco penso all'occasione che ho sciupato per cementarla, cazzo, per mandare la nostra eredità nella stratosfera. Nei due album precedenti avevo dedicato la mia vita a quelle canzoni e a farle per bene. E all'epoca di Be Here Now ero diventato piuttosto ricco e facevo fatica. All'epoca non l'avrei mai ammesso, probabilmente all'epoca non me ne rendevo neanche conto, ma quando la luce del mondo musicale sta splendendo da qualche altra parte e tu sei, per così dire, nell'ombra, a scrivere quelle grandi canzoni, io preferisco quello, ma quando la luce splende su di te e tutti aspettano quello che farai, io mi sono trovato un po' sballottato.

Me la spassavo alla grande con le droghe e la composizione di canzoni divenne una cosa secondaria. Ricordo che facevo i demo e poi li portavo in studio e li facevo ascoltare a tutti. Mi aspettavo che mi dicessero: "Sì, vanno bene", ma tutti impazzivano e mi dicevano: "Porca troia! Sono incredibili!". E onestamente ricordo di essere tornato da un incontro e di aver pensato: "Non può essere così facile. Non ho fatto praticamente un cazzo per questo disco!". Me ne andavo letteralmente in vacanza e non ci mettevo proprio molto impegno né dedicavo troppo tempo alla cosa. E ora tutti mi dicevano che sarebbe stato più grande di Morning Glory. Pensavo: "Amico, se è così facile, sono nei guai". Non mi piace nessuna delle mie parti di chitarra su quel disco. So che i testi sono una sega. Voglio dire, il mio ego aveva tirato fuori il meglio di me, penso. "Sì. Fanculo! Questo basterà". Mi aspettavo che qualcuno mi dicesse: "Sì, va bene, ma magari vorrai andare a ultimarli".

Quando tornai in Inghilterra, però, tutti mi dicevano che era la cosa migliore che avessi fatto e io pensavo: "Porca puttana! Forse è così". Per riprendermi da quell'episodio legato alla composizione delle canzoni mi ci è volto molto, fino al 2000 inoltrato, perché giravo in tondo e mi sforzavo dannatamente troppo. Alcune canzoni erano diventate un po' una parodia. Per esempio, Little By Little era grandiosa, ma non mi piace molto com'è stata registrata. 

Infine, quel decennio sarebbe accaduto senza le droghe?

Erano importanti? No. Erano uno spasso? Sì. Avevano tutti abbastanza soldi da potersi permettere di comprare molte droghe? Sì. E non sto parlando solo della mia cerchia di persone. Penso che forse sarebbe accaduto comunque, anche senza le droghe. Sì, cioè la cocaina, che è quello di cui stiamo parlando qui ... 

Voglio dire, il decennio è iniziato bene, con tutti che prendevano ecstasy.

Sì. Porca troia! Che droga! Se fosse successo negli anni '90, sarebbe stato un po' più ritmato. La cocaina non è la droga più creativa del mondo. E di nuovo, non è come Internet. Fa venire la nevrosi. E parli a cazzo. Voglio dire, la ragione per cui ci ho dato un taglio è che ne avevo abbastanza di conversare delle piramidi e del fottuto questo o quello alle 5 del mattino. Ogni cosa che abbia fatto sotto l'uso di cocaina andrebbe rifatto. Be Here Now fu scritto, registrato ed eseguito sotto effetto di cocaina e se hai assunto quella roba ... Incontro tanti ragazzi e ho firmato tanti autografi e mi parlano sempre di questo album. E io faccio: "Se lo ami, ottimo, cazzo!". Posso solo avere una mia opinione e basta.

Source: GQ UK
traduzione di oasisnotizie - Fine parte 3 di 3

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martedì 4 maggio 2021

Noel Gallagher a GQ: "Con gli Oasis ero pavido, ora sono un artista, ma non ho mai odiato gli Oasis e ne vado fiero"

Intervista a Noel Gallagher realizzata dalla rivista britannica GQ (numero di maggio 2021). Seconda parte della nostra traduzione. (PER LA PRIMA PARTE CLICCA QUI)

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Come prendi le critiche? Essendo stato sempre un cantautore autonomo, i produttori sono le uniche persone che ora ascolti? 

Di solito non ascoltavo mai nessuno quando ero negli Oasis, per via del marchio e per via della band. Ricordo che quando abbiamo fatto Standing On The Shoulder Of Giants con Spike Stent, c'era una drum machine nella stanza di controllo. E dissi: "Spike, di quella non hai bisogno. Crea più problemi che benefici". Non ho mai visto una persona così pavida in vita mia (parla di sé, ndr), ma una volta uscito da quella cosa, mi sono aperto a tutto. Ho co-composto circa sei canzoni nel periodo di quarantena con persone con cui ai vecchi tempi non avrei mai avuto a che fare. Penso sia dovuto al fatto che ora sono completamente soddisfatto di come gli Oasis ora si collochino e di quale sia l'eredità, perché quella cosa ce l'ho sempre. E nel peggiore dei casi se finisco per fare qualcosa che la gente vuole che io faccia, cioè tutte le canzoni degli Oasis, e ne tiro fuori una gran bella vita, sarebbe dannatamente fantastico e darà molta gioia alle persone. Come artista, però, non voglio quella cosa. Perché ho appena accettato che in realtà sono un artista.


Perché ci è voluto tanto?

Perché non era il tipo di cosa che diresti nelle case popolari. Io ero sempre il tizio delle case popolari con la chitarra, che sapeva suonare She Loves You. 

Ma quella è una cosa di anni fa.

Sì, certo, ma quando ero negli Oasis, se qualcuno mi diceva che ero un artista, io quella cosa la liquidavo sempre. Quando ho fatto Who Built The Moon? e spiegavo che sono entrato in studio senza niente e ho subito registrato e che quello significa essere un artista ... ho pensato: "Porca troia! Farei meglio a comprarmi una sciarpa, allora, e un cazzo di cappello!". Quindi solo di recente ho accettato questa cosa ed è una cosa avvincente essere in grado di farlo. 

Com'è stato cominciare come solista? Il pubblico si aspettava che tu avresti suonato le canzoni degli Oasis?

È stato difficile. E più è piccolo il concerto, più riesci a sentire, più senti il tizio che grida: "Dov'è Liam?" o cos'altro. Quando fai i concerti nei grandi luoghi chiusi, però, sei sovrastato da 16mila persone, guardi la scaletta e pensi: "Be', è solo qualcosa entro cui devi procedere", perché definirà il modo in cui andrai avanti". Nei primi tempi degli  High Flying Birds c'erano un sacco di macchine urlatrici. Sai, il tizio che fa: "Sei il tipo che scriveva le canzoni, perché cazzo non le canti?". 

Hai mai capitolato? 

No. La lista delle canzoni degli Oasis si  fatta più corta man mano che si è andati avanti. Ho iniziato suonando le canzoni degli Oasis, perché avevo un solo album. Quindi facevo 21 canzoni e metà di queste erano degli Oasis, ma metà di questa metà erano lati B. Andando avanti, ho avuto più roba da solista. Le canzoni degli Oasis sono diventate sempre meno. Ora ho trovato la formula. Quando faccio i concerti suono quello che voglio suonare, ma quando vado ai festival rigiro la cosa, perché non è il mio pubblico. La scaletta che ho fatto per Glastonbury, dove avrei dovuto suonare ma non ho suonato (a causa della pandemia, ndr), era piena di Oasis. 

Ti ho visto quando hai suonato allo stadio di Twickenham con gli U2 per il tour di The Joshua Tree qualche anno fa. Come stato fare da supporto a loro?

Mi è piaciuto tanto. È un pubblico più anziano, quindi non ci sono molte persone che urlano dannatamente.

Come sono cambiate le tue ambizioni da quando sei diventato un solista?

Non sono sicuro di averne molte altre. Le cose che avrei voluto raggiungere le raggiungerò ora, cioè un album al primo posto negli Stati Uniti.

Perché dici questo?

Perché non ho firmato per una major e non voglio firmare per una major. Ogni volta che pubblico un disco, devo fare delle licenze diverse per varie etichette indie in America, il che è una rottura di palle. E probabilmente mi sto pure svendendo un po'. Ricevo sempre offerte dalle major, ma non mi interessano, perché loro vogliono farti fare musica degli Oasis e basta. Vogliono che tu sia una versione di quello che è popolare. Scusate, ma l'ho già fatto e non voglio farlo. Voglio che questa ragazza francese parli in fottuto francese nel mezzo della sessione di registrazione di questo disco. Se facessi il disco per una major, vorrebbero che lo cambiassi e probabilmente potrei cavarmela perché sono pur sempre io, ma non voglio entrare in conflitto con nessuno.

Di cosa vai più fiero nella tua carriera?

Nel complesso, direi che la cosa di cui vado più fiero sono gli Oasis, perché significano così tanto per la gente e hanno continuato a significare così tanto che a volte ancora mi gratto la testa (mentre rifletto) su questa cosa. Quando abbiamo fatto il documentario Supersonic, è arrivata un'altra generazione di fan e l'altra faccia della medaglia di questo è che hanno una loro specifica versione degli Oasis che vogliono. Io non posso dargliela e c'è un pochino di tira e molla con questa cosa, ma è divenuta una cosa simile completamente per caso. Mi piacerebbe dire che era tutto un disegno mio, ma non è stato così. 

Mi piace tantissimo l'eredità della band. La amerei anche se non avessi scritto io tutte le canzoni. Inizialmente, quando una band si scioglie, tutti dicono cose stupide di cui presto finisci per pentirti, ma non penso di aver mai espresso odio per gli Oasis. C'è ancora una sorta di conflitto con alcune parti della fanbase, ma a parte quello lo amo dannatamente. Lo amo letteralmente. È una cosa globale. Non avrei potuto chiedere di più come cantautore. 

Source: GQ UK
traduzione di oasisnotizie - Fine parte 2 di 3

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lunedì 2 novembre 2020

ESCLUSIVO! Noel Gallagher racconta Morning Glory: la trascrizione completa in italiano del 'track by track'

Noel Gallagher entra nelle viscere di (What's the Story) Morning Glory?, analizzandolo traccia dopo traccia per svelarne retroscena e aneddoti sulla nascita dei brani del secondo album degli Oasis.

Ecco la trascrizione completa in italiano dell'intervista esclusiva concessa qualche settimana fa al canale YouTube ufficiale degli Oasis (video alla fine del post). 

Un grazie enorme a Luca per la pazienza e la competenza che hanno prodotto questo testo che pubblichiamo volentieri. 

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NOEL GALLAGHER - (What's the Story Morning Glory?) TRACK BY TRACK (ottobre 2020)
 

Penso che l'intero processo durò 12 giorni di lavoro, il che è fottutamente sconvolgente se ci pensi. Abbiamo bruciato le tappe. E arrivare qui con metà delle canzoni ancora da completare è davvero unico. È qualcosa che puoi fare solo se sei giovane, perché te ne freghi.

HELLO

Hello è stata scritta per Definitely Maybe. Mi ricordo di averne fatto la demo con Marc Coyle. Sono rimasto veramente sbalordito dal ritornello, sentendolo oggi. Quando sono arrivato a quella parte mi sono detto: “Wow, cazzo..”

Hello è proprio una canzone perfetta per aprire i concerti. Dice proprio CIAO!, capisci? L'abbiamo fatta una volta a Finsbury Park nel 2000 e qualcosa e mi sono detto, “Wow, cazzo..”. È proprio una grande canzone. Un grande pezzo, Hello.

ROLL WITH IT

Mi ricordo che la prima che abbiamo fatto è stata Roll With It. È stata l'unica canzone che abbiamo registrato live, come quelle di Definitely Maybe. Io mi ero messo in quell'angolo lì, Guigsy in quell'altro. Bonehead al centro della stanza, Alan lì dietro e Liam lì da qualche parte. La versione che è finita nel disco è la seconda versione. La prima fu fottutamente buona. Per la seconda Owen ci disse: “ Wow, volete farne un'altra?” E noi: “Va bene, dai..” Qualcuno ha fatto un qualcosa che era migliore nella seconda versione e così è stato. Alan White era appena entrato nel gruppo e quindi conosceva appena gli altri membri della band. Quindi stava qui, circondato da un sacco di gente di Manchester. Lui è un Cockney (chi viene da Londra e dintorni), al suo primo giorno in uno studio con gli Oasis. E di nuovo, fu una cosa così.. Non ebbe nessun problema. Per forza, andrà tutto alla grande. Nessuno disse: “Oh abbiamo un nuovo batterista e dobbiamo farlo impratichire”. Era più del tipo: “Non vi preoccupate, funzionerà. Perché lo dico io, cazzo! E quindi è così che andrà.”

WONDERWALL 

Noel: “Questo è il muro su cui mi sono seduto quel giorno!”. 

Nick: “Sì, è proprio quello. Eri lassù”.

Noel: “Seduto come un idiota, suonando Wonderwall”. 

“Ho sempre pensato che ci fosse un campo laggiù. Non c'erano sempre delle pecore laggiù?”

“Mi ricordo il gregge di pecore che mi guardava mentre suonavo Wonderwall e io che pensavo a chi fosse il più sconvolto, io o loro.”

“Mi ricordo che era mattina presto e mi sono arrampicato su questo muro e ho pensato: 'Questa è un'idea fottutamente stupida!'. Mi era venuta la notte prima. Mi ricordo di aver detto ad Owen (Morris, produttore del disco, ndr): 'Ho questa canzone che si chiama Wonderwall e la voglio registrare su un muro'. Faceva davvero freddo e dissi nel microfono ad Owen: 'È stata un'idea di merda!'. Ma lui rispose. 'No, no, suona da paura!'. E quella registrazione l'abbiamo messa proprio alll'inizio dell'album, perché si sentono gli uccelli cinguettare”.

DON'T LOOK BACK IN ANGER

Durante il tour di Definitely Maybe un ragazzo che lavorava per noi con la nostra etichetta discografica, aveva un fratello che possedeva una cassetta dell''intervista John Lennon In Conversation, nel Dakota Building (Residenza dove viveva a New York), fatta appena prima di morire. E in quella cassetta John Lennon dice le parole : “And then they'll tell you that the brain you had have gone into your head”. E quella frase mi colpì così tanto che pensai: “Morirei se non riuscissi a infilarla in una canzone, in qualche modo”. Quella frase mi è sempre rimasta veramente impressa ed è per quello che all'inizio della canzone ci sono gli accordi di piano di Imagine. Come una specie di tributo a quella cosa.

L'ho scritta a Parigi dopo una notte passata in uno strip-club. Quindi spesso mi chiedo se Sally sia una spogliarellista. Sembra una presa per il culo ma l'ho pensato spesso. Ma proprio non so chi sia Sally. Anche se una volta qualcuno anni dopo è venuto da me, una ragazza, e mi ha detto: “Ma Sally, è Sally Cinnamon?.” E io ho pensato: “Cazzo, geniale! Che cazzo, vorrei averlo pensato io! Avrei rispolverato questa fottuta storia per anni”. La chitarra elettrica con cui ho suonato la canzone è una Fender Stratocaster che mi aveva dato Johnny Marr. Un'altra! E l'amplificatore è un VOX AC-30 del 1963, che era l'amplificatore del Cavern Club. L'avevo comprato da uno degli Hollies. Ed è per questo che suona così magnifico.

Ho fatto concerti in cui arrivavo solo al primo verso e poi smettevo. E tutto il pubblico la cantava dall'inizio alla fine. È stato folle. Quella è una canzone folle, è fottutamente folle. Non riesco nemmeno a... Perché? Chi lo sa. È semplicemente magica.

HEY NOW 

Erano solo un paio di accordi che improvvisammo in un soundcheck. Mi ricordo di averlo fatto una volta al The Marquee ( Storico club di Londra). È un pezzo strano, con degli accordi strambi. E c'è un fottuto sintetizzatore, che ho percepito oggi. Mi chiedo chi ce l'ha infilato. Non ce l'avevamo nemmeno un sintetizzatore. E quindi stavo lì ascoltandola sul treno e mi chiedevo: “Chi cazzo l'ha suonato?”. Ma, di nuovo, il testo è meraviglioso. Questo è quello che ho pensato oggi riguardo al pezzo.

“I took a walk with my fame down Memory Lane and never did find my way back”. Ci sono un paio di grandi incastri di rime in quella canzone. Ma deve essere una di quelle che avevo scritto prima di venire qui a registrare, perché ha molte parole.

THE SWAMP SONG (Estratto numero 1) 

Non so perché si chiami Swamp Song. Era solo una cosetta che suonavamo per divertirci. Va e viene in un paio di punti del disco. E ho pensato: “Wow, cazzo!”.

SOME MIGHT SAY

Ti ricordi una band chimata Grant Lee Buffalo? Nessuno se la ricorda. Era una indie band americana. Del post-grunge. Ed erano tipo ... Non sono un loro fan, ok? Però avevano questo pezzo che si chiamava Fuzzy. E puoi sentire la grande influenza che ha avuto su Some Might Say. Quando sono ossessionato da una canzone per anni, la frego e ci tiro fuori altri 12 pezzi.

Tutto quello che faccio è un tributo a una cosa. O a un'altra. Non sono un genio. Sono un appassionato di musica, capito? Paul Mcartney è un genio, e Morrissey e Bob Dylan. Io no. Sono solo un loro fan. Sono bravo a mettere insieme le varie cose. E non sono così schizzinoso da non rivelare da dove vengono. Te lo dico.

Niente è originale. Ci sono solo 12 note comunque.

CAST NO SHADOW 

Cast no shadow è la mia ... In realtà nella mia testa, credo che volevo suonasse come i Pink Floyd, perché sono gli stessi accordi di Wish You Were Here. Gli accordi iniziali sono gli stessi. Ma la stavo sentendo oggi e suona un po' sconclusionata. Ha un non so che di country e c'è qualcosa che.. Si muove in mezzo a due stili diversi ma è una canzone dannatamente bella. Ci sono alcune delle più belle parole che abbia mai scritto in quella canzone. “Bound with all the weight of words he tried to say, chained to all the places that he never wished to stay". Cioè, porca troia.. Non mi ricordo assolutamente di averle scritte ma quando l'ho sentita oggi ho pensato. Cazzo, amico mio, ben fatto! È un verso veramente bello. Profondo, se vuoi. E ancora, l'ho scritta d'istinto, senza pensarci troppo su. Ed è un peccato che la canzone non abbia un secondo verso, ma tant'è ... Mentre lo stavamo registrando qui, Morning Glory, i Verve (o i The Verve, o come cazzo si chamavano al tempo) si erano sciolti per la prima volta e mi ricordo fu una rottura davvero sgradevole, per quello che ricordo. Richard (Ashcroft, ndr) l'aveva presa veramente male. E lui e Owen erano molto legati. E gliel'abbiamo dedicata, come una specie di incoraggiamento.

SHE'S ELECTRIC

Era stata composta ai tempi di Definitely Maybe, ma fu scartata in favore di Digsy's Dinner. Perché credo Digsy's Dinner suonasse meglio live, essendo una canzone meno complicata. E ancora ha delle parole stupende. Non so come quella roba mi sia venuta fuori. Non so come mi è venuto fuori quel ... È come The Importance of Being Idle: una canzone con un mood anni '60, con quel tipo di storia dietro. È molto Britpop. E sentire Liam che toccava quelle note così alte, mi ha fatto dire: “Wow, porca troia!". 

Come ho detto, non eravamo degli snob. Come quando suonavo a qualcuno per la prima volta Cigarettes and Alcohol e loro dicevano: “Pff, è uguale ai T-Rex”. “No, ma davvero? Cazzo! Non l'avevo mai notato!”. “E quei due accordi uguali ad Imagine? No, ma davvero? Non puoi mica farlo!”. “Io posso, e lo farò e l'ho fatto. E tu lo comprerai. Quindi vattene a fanculo!” 

MORNING GLORY

Durante il tour di Definitely Maybe ho conosciuto questa ragazza in America e quando ci incontravamo lei diceva: “Hey, what's the story morning glory?”. E non so cosa cazzo significasse. E ieri parlavo con dei giornalisti americani e glel'ho chiesto e mi hanno risposto che non l'avevano mai sentita prima. Penso fosse una specie di espressione americana per dire “Buona giornata!” o qualcosa del genere. E ci rimuginavo su ...What's the Story Morning Glory? ... E l'ho infilata in quel pezzo. Perchè poi farla diventare il titolo dell'album? Non lo so.

Mi ricordo di aver scritto quel fottuto verso “All your dreams are made when you're chained to the mirror and the razor blade” proprio in questa stanza. Sentendola oggi mi sono reso conto che al tempo mi sembrava di essere in uno stato in cui tutto ciò che scrivevo fosse significativo. 

THE SWAMP SONG ESTRATTO 2

Quel passaggio da Morning Glory a Champagne Supernova dove senti gli elicotteri e poi passi al rumore del mare che si infrange sulla riva. Cercavo di capire. Non so perchè stia lì. Ma credo che ci fosse qualche dannato motivo per cui è lì. I concerti durante il tour di Morning Glory iniziavano sempre con il suono degli elicotteri. Erano dei momenti davvero da brividi. Perchè ogni volta che iniziava, non so, potevi sentire che presto sarebbe successo qualcosa. C'era una forte tensione. Sì ero in fissa con gli effetti sonori, all'epoca.

Ora capisco perchè quell'album stuzzica tanta gente. Capisco quando sei hai 14 anni e lo ascolti. Perchè adesso nel non c'è nulla per un ragazzino di 14 a cui piace rock e voglia trovare qualcosa che lo appassioni. E persino le band che suonano le chitarre, non fanno roba del genere. Me ne sono reso conto tipo oggi per la prima volta in 25 anni!

CHAMPAGNE SUPERNOVA

Quando ce ne siamo ansati via da qua, siamo entrati nel circuito dei festival. Per concludere l'era di Definitely Maybe suonando in alcuni festival. Quindi ci siamo ritrovati insieme a Weller, Cradock (Steve Cradock, membro degli Ocean Colour Scene) e tutta quella cricca, in vari posti. E mi ricordo che stavo seduto nel retro del tour bus di qualcuno, e gli ho fatto sentire (a Weller) i rough mix. E lui diceva: “Oh, porca troia, voglio suonare qualcosa in quel pezzo”. Quindi è venuto pensando di suonare su Morning Glory. Ma Champagne Supernova stava bramando un assolo di chitarra perchè il mio era orribile. E alla fine ha suonato su quella. Ed è pazzesca. Grazie a Dio l'ha fatto, grazie a Dio l'ha fatto.

Nessuno sapeva come Champagne Supernova sarebbe venuta fuori perchè un cazzo di nessuno l'aveva mai sentita. Sai, quella canzone dura 7 minuti e nessuno l'aveva sentita, tranne me. E nemmeno io ero tanto sicuro di come volerla finire. Ne ero sicuro di come sistemarla. Tutto quello che sapevo era che avevo un verso, il ritornello e quella piccola parte di chitarra (la canticchia) che avevo solo in testa ma che ovviamente dovevo ancora provare. Quindi lavoravi d'istinto, perchè da giovane non ci pensi troppo su. Funziona tipo: “Il mio istinto mi dice che questa cosa sarà grandiosa, quindi lo seguiremo e la faremo così.” “Si le prime cinque o sei tracce, pensavo: “Arriva Wonderwall adesso!. È fottutamente presto. E poi c'è Don't Look Back in Anger che credo sia la terza canzone”. Mi sono detto: “Wow, è proprio intenso.” Adesso inizio a capire perchè 22 milioni di persone lo hanno comprato.

BONEHEAD'S BANK HOLIDAY

È una canzone ridicola, un po' stupida, scema che si era soliti suonare in sala prove per i ragazzi. E ho pensato che sarebbe stato fantastico se l'avesse cantata Bonehead. Quindi abbiamo registrato la base musicale e lui le voci di prova. Ha preso una cassetta e se l'è portata di sopra con sé. Gli ho chiesto se davvero la sentiva e mi ha detto: “Sì cazzo, me la sento”. Poi è andato al pub a bersi qualche bicchiere per sciogliersi un po' prima di cantarla ed è tornato qui piegato in due, assolutamente devastato. E c'è una versione stupenda di lui che prova a cantarla in cui è davvero sbronzo come la merda. E mi sembra che alla fine della canzone ci sono lui e Liam ubriachi che dicono cazzate. Beh ci sono registrazioni infinite piene di quella roba. Quella canzone ha un testo un po' stupido: “She was like.. she looked like a mum who had a face like a nun in vain” (in realtà è "She was with her mum who had a face like a nun in pain", ndr). La cocaina è proprio una droga assurda! 

 LE B-SIDE

Rockin' chair l'abbiamo fatta durante le registrazioni. Poi mi ricordo che stavo qui per ultimo, se n'erano andati tutti e li tecnici stavano impachettando tutta la strumentazione. Io e Owen stavamo ultimando i rough mix e mi ricordo che stavo seduto qui e ho scritto It's better people in quasi 10 minuti. Allora ho fatto fermare tutti. Gli ho fatto riscaricare tutti gli strumenti e riportarli qua. E Owen non capiva. Ho detto:“Ho appena scritto questa canzone”. L'abbiamo registrata in un'oretta.

Quindi quella l'abbiamo fatta qui e Step Out pure. Ma per The Masterplan (fu diverso). Wonderwall sarebbe stato il singolo e ci mancava una canzone, avevamo bisogno di una B-side. Quindi sono sparito un po' e l'ho scritta. Ed è venuto fuori che al tempo ogni cosa che scrivevo era incredibile. Verosimilmente, The Masterplan potrebbe essere vista come l'ultima delle grandi canzoni, fottutamente grandi canzoni culturalmente rilevanti che scrissi. Ma mi piace questo fatto che ci sono canzoni che non non dovevano essere B-sides, che non dovevano essere A-sides, che non dovevano stare sul disco. Mi piace. E vorrei che i fan la smettessero di discuterne troppo. Perchè questo è quello che rappresenta gli Oasis. Il fatto che.. Sai, non stai lì seduto a sentire un album ancora e ancora, perchè ci sono altri 12 pezzi a cui dovresti dare un'occhiata. Tipo Listen Up, Talk Tonight, Headshrinker, The Masterplan, Acquiesce, Rockin Chair, It's Good to Be Free, Fade Away. Capisci già ne ho dette una decina che sono buone abbastanza da lanciare la carriera di qualsiasi band.

Ieri stavo facendo un'intervista e qualcuno ha detto: “Parliamo dell'iconica copertina dell'album”. E io ho fatto: “Ah, davvero? Porca troia..” Cose tipo i titoli delle canzoni e le copertine, assumono una vita propria Mi ricordo quando sono entrato nella riunione per la cover di Morning Glory e mi incazzai parecchio. Ho detto: “È tutto qui? Che diavolo è quella roba?”. Volevo che fosse scattata al mattino presto, quando le strade sono vuote. E penso che io e Liam dovevamo essere nella foto. Ma eravamo stati in giro a bere tutta la notte e non siamo riusciti a riprenderci. Ma certamente è diventata iconica e la gente ci vede dentro un sacco di roba.

(translated by Luca)

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venerdì 6 marzo 2020

Noel Gallagher: "Negli Oasis ero con gente conservatrice. Più rimani lì più ti istituzionalizzi e io non avevo più nulla da dire né da fare"

Il problema nello scrivere canzoni per gli Oasis era ...

"Era una responsabilità per tutti gli altri e alcune persone della band erano molto conservatrici nelle loro opinioni sulla musica rock. Più rimani in una band del genere, più ti istituzionalizzi: il modo in cui le cose vengono fatte è il modo in cui le cose vengono fatte. Stai facendo musica per l'ambiente circostante, quindi fai musica per riempire gli stadi e, quando è grandiosa, è la cosa più bella di sempre. Ma si era arrivati al punto in cui avevo detto tutto e fatto tutto".

The Masterplan è stato solo un lato b perché ...

"I singoli dovevano avere tre lati b e mi mancavano sempre due canzoni. Ricordo di aver scritto The Masterplan a casa a Camden e poi di essere andato ai Maison Rouge [Studios] a Fulham il giorno successivo e di averla suonato con una chitarra acustica in silenzio. Scrivevo The Masterplan, Talk Tonight o Half The World Away e nessuno mi diceva: 'Vuoi tenerla da parte?'. È solo con il passare degli anni che mi sono reso conto che era una cosa folle. Ma eravamo tutti matti negli anni '90: Alan McGee era fuori di testa e gestiva l'etichetta".

Il set fotografico per la copertina dell'album Be Here Now è costato 75 000 sterline ...

"Ma quelli erano i giorni in cui dicevi: 'Cazzo, lanciamo una Rolls Royce in una piscina' e qualcuno diceva: 'Fatto!'. Nessuno diceva: 'Quanto costerà questa cosa?'. A nessuno importava, cazzo, perché tutti vendevano così tanti dischi. Ora tengo quotidianamente degli incontri quotidianamente in cui la gente dice (sussurra, ndr): 'Ho brutte notizie ... Il video ha superato il budget di 5 000 sterline. Dovremo tagliarlo da qualche parte, i Mumford & Sons non spendono così tanto per i loro video'. E io faccio: 'Suonano il banjo e masticano fottuti narcisi, a chi se cazzo frega?'. Cinquemila dollari oltre il budget, porca troia, amico! Li spendo per portare paio di forbici in volo in giro per il mondo".

Noel sul palco del Pistoia Blues nel luglio scorso
Il problema dei gruppi che non scrivono da sé le proprie canzoni è ...

"Questi ragazzi scriveranno con te solo finché la tua stella non inizierà a spegnersi, poi passeranno a qualcun altro. Quindi quella cosa dove ti lascia? Non hai talento e hai cercato di inventare un profumo negli ultimi due anni. Ora sei seduto lì con il culo che sporge a dire: 'Aspetta un minuto, le persone che hanno scritto le canzoni ora scrivono per una ragazza più giovane. O un ragazzo con più capelli rossi: 'Ha un afroamericano pel di carota, questo stronzo'. Quindi sei fottuto".

Una delle invenzioni che preferisco di meno degli ultimi tempi è ...

"Telefoni con fotocamera. La seconda domanda di tutti ora - dopo 'Sei Liam Gallagher?' - è: 'Posso fare una foto?'. Ed è divertente il modo in cui alcune persone si offendono quando rispondi di no. Non ho problemi a farlo, ma non ho problemi nemmeno a dire di no".

La migliore canzone che io abbia scritto è ...

"Be', chiaramente, Don't Look Back in Anger è quella che è entrata in sintonia con la maggior parte delle persone. Ma è la migliore canzone? Quali sono i criteri? Ha gli accordi migliori? No. Ha le parole migliori? No. È la migliore performance vocale? No. Ma la suono in tutto il fottuto mondo e anche le persone che non sanno parlare l'inglese sanno di cosa si tratti. Abbiamo appena trascorso un mese in viaggio con gli Smashing Pumpkins durante il loro tour americano e vedevi un ragazzo con una maglietta dei Kiss e un ragazzo con una maglietta dei Rancid, l'uno con le braccia attorno all'altro, che cantava in Arkansas. E pensavi: 'Cazzo, sono molto lontano da Burnage' ...".

La prima volta che ho suonato Don't Look Back In Anger dal vivo dopo l'attentato di Manchester è stato ...

"Con gli U2 allo Stadio di Twickenham. Ed è stata un'occasione persa perché pensavo che Bono avrebbe detto qualcosa (per introdurla, ndr), ma è l'unica volta nella sua fottuta vita che non ha mai detto nulla. Mi ha detto: 'Pensavo che avresti detto qualcosa'. E ho risposto: 'Non ho detto nulla per fottuti 20 anni, non puoi smettere di dire merdate! Perché non hai potuto dire qualcosa allora?' ...".

Source: NME via Musicweek

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lunedì 25 novembre 2019

Noel Gallagher: "Menomale che scelsi di cantare una tra Wonderwall e Don't Look, altrimenti i miei concerti sarebbero dannatamente noiosi"

Nella stessa intervista con Zane Lowe (per Beats 1) in cui ha detto di non aver sciolto gli Oasis dieci anni fa, ma di averli solamente lasciati (leggi qui), Noel Gallagher è tornato a parlare della famosa scelta tra cantare Wonderwall o Don't Look Back in Anger che sottopose a Liam, nel 1995.

"È vero che hai chiesto a Liam di scegliere una tra Wonderwall e Don't Look Back in Anger e lui ha scelto Wonderwall?", ha chiesto Zane Lowe al musicista.

Questa la risposta di Noel: "Le abbiamo fatte consecutivamente in studio ed erano solo basi musicali. Io avevo fatto la voce guida su entrambe. Ho detto: canto una di queste due canzoni, non mi importa quale sia. Lui ha cantato Wonderwall per prima e l'ha fatto benissimo, quindi non c'è stato bisogno di fare l'altra. Ma è andata così e ... sì, grazie a Dio ho scelto una di queste canzoni, perché, francamente, in caso contrario i miei concerti sarebbero dannatamente noiosi".

Audio qui.


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