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venerdì 28 ottobre 2022

Roger Daltrey: "Vorrei che gli Oasis tornassero insieme, Liam Gallagher è il migliore"

La leggenda degli Who Roger Daltrey vuole che gli Oasis si riuniscano. Il cantante lo ha dichiarato nel corso di un'intervista rilasciata insieme a Yungblud per l'edizione statunitense di Rolling Stone.

"Bisogna reidratarsi quando si scende dal palco. Quando la temperatura si fa troppo alta, ti puoi cuocere il cervello. Una volta abbiamo fatto un concerto a Parigi e in platea c'erano 45 gradi. C'era Liam Gallagher tra il pubblico. Il caro Liam era in piedi in mezzo alla folla con un dannato impermeabile. Lui è il tizio più figo, gli voglio un mondo di bene. Tu l'hai mai incontrato?". 

Alla risposta negativa del giovane collega, che ha comunque espresso la proprio ammirazione per l'ex cantante degli Oasis, Daltrey ha replicato: "Liam è il migliore e vorrei che gli Oasis tornassero insieme. Anche se adesso è riuscito a ritagliarsi una propria nicchia, gli voglio davvero bene e penso sia fantastico. È una persona completamente onesta, non è spaventato dall'esprimere i propri sentimenti. Credo sia molto simile a te, mi ricordi molto lui".



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martedì 19 aprile 2022

Roger Daltrey: "Liam Gallagher? Non è mai noioso e non finge mai. È fantastico e non fa prigionieri"

Queste le dichiarazioni rilasciate da Roger Daltrey, voce degli Who, a proposito di Liam Gallagher, sul nuovo numero della rivista britannica Mojo. 

"La prima volta che ho sentito Liam è stato su Wonderwall. All'epoca era difficile ignorarlo e la voce di Liam è impressa su tutta quella canzone. Per me era una cosa lennoniana, ma Liam è totalmente riconoscibile. È questa la cosa più importante dei cantanti rock. Quando senti i grandi cantanti rock 'n' roll, sai immediatamente chi sono, e Liam è uno di loro. È la più grande voce del rock? Probabilmente no. È il più grande cantante rock? Probabilmente no, ma nel complesso è fantastico. È tanta roba. Non è uno che finge, come fanno molti dei cantanti in giro. Non fa prigionieri. E come ragazzo gli voglio tanto bene. Inoltre capisce le regole di cosa fa funzionare il rock. Tutti quei litigi tra fratelli Noel si deve rendere conto che fanno bene, perché li fanno rimanere sui giornali. Ci insultavamo pesantemente noi degli Who, facevamo proprio a cazzotti, ma alla fine è quello che rende le band grandiose e che rende il processo creativo ancora più fruttuoso, perché lo rende instabile. Non è mai noioso e questa è la cosa che si può dire di Liam: non è mai noioso".



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lunedì 11 novembre 2019

Video - Pete Townshend elogia Liam e Noel Gallagher: "Fanno cose molto diverse e le amo entrambe"

Il mitico Pete Townshend degli Who, intervistato qualche giorno fa da Gordon Smart di Radio X, elogia gli ultimi lavori di Liam e Noel Gallagher come solisti. Gli Who si sono di recente esibiti negli USA, con Liam a supporto. Video con sottotitoli ITA.



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domenica 6 ottobre 2019

Liam Gallagher al L.A. Dailly News: "Vorrei che io e Noel la piantassimo finché mia madre è ancora viva. Io cerco sempre la riconciliazione"

Liam Gallagher era a casa, a Londra, a godersi quei rari giorni di riposo in un anno pieno di azione. "Me ne sto seduto a casa, amico, a rimescolare le carte", dice al telefono con marcato accento di Manchester.

Questo mese torna negli USA per alcuni concerti a supporto del suo nuovo album Why Me? Why Not. e tre serate a supporto degli Who all'Hollywood Bowl. "Mi piace tenermi impegnato, amico. Fa bene", dice Liam, 47 anni compiuti il 21 settembre. "Al momento sono in buon posto, quindi perché no?".

Tenerti impegnato fa bene, ma ti stai divertendo?

Fare gli album non lo trovo affatto stressante. Lo amo. Amo veder nascere una canzone dal nulla, e sai cosa intendo, fino a diventare qualcosa di bellissimo. E quando la gente ne viene in possesso e la porta nella propria vita, per me, e non voglio sembrare un cretino, è quasi un miracolo. Qualcuno che mi segue con una videocamera e me la punta in faccia mentre io faccio il mio lavoro quotidiano, quello sì che può essere una rottura di coglioni. Non mi sono goduto molto il film, ma quando lo riguardo penso: "Sai che c'è? Abbiamo del bel materiale video lì. Ci sono i miei figli e mia madre e tutto quello, quindi penso sia una bella cosa".

Il documentario ti mostra sotto una bella luce, specialmente con la tua fidanzata Debbie Gwyther, tua mamma Peggy e i tuoi figli.

Ci sono molte ragioni per le quali ci stiamo sposando. Lei è incredibile e io solo incredibile e due persone incredibili non dovrebbero stare separate. Nah, nah, nah, ascolta, tutti escono bene nel film, penso. I miei figli, la band, io, mio fratello Paul, mia madre, Debbie. Molta gente fa: "Oh, sei disposto a girare dei film?". Non è stata una mia idea, è successo e basta. Non sono uno che si siede lì e fa: "Ehi, facciamo un film su una persona", perché non sono lì per quello. Sono lì per fare musica e fare dei concerti e dare fastidio alla gente.

Il tuo primo disco, As You Were, ha fatto molto bene nel 2017. Com'è stato, dopo che gli Oasis si erano sciolti e la tua band, i Beady Eye, non avevano fatto molto?

È stato un peso che mi sono tolto, onestamente, perché con i Beady Eye le cose non andavano. Quindi questa è l'ultima occasione per ballare, capisci cosa intendo? Non aveva senso che andassi a formare un'altra band con un altro nome, perché lo avevamo già fatto, per cui, qualora non avesse funzionato con il nome mio, allora sarei rimasto fregato! Quindi è stato bello. Tiene il lupo lontano dalla porta. È stato bellissimo il riscontro che ho avuto e i fan mi hanno prestato di nuovo ascolto per un altro paio d'anni, così potrò andare a fare un altro disco.

Mentre realizzavi questo disco, Why Me? Why Not., c'è stata più pressione per rimanere all'altezza del successo del primo disco?

Per me no, perché i tizi con cui lavoro (Greg Kurstin e Andrew Wyatt, ndr) sanno esattamente cosa fanno. Quindi fanno loro tutte le parti difficili e io subentro solo alla fine e mi prendo tutta la gloria e roba simile. Sto scherzando, ovviamente. Onestamente non sono mai stato una di quelle persone che si stressano in studio. Non stiamo mica curando il cancro e non stiamo cambiando il mondo.
Non sono mai stato uno di quegli artisti tormentati che si strappano i capelli perché non ottengono un suono decente di batteria o non riescono a trovare una parola per quella cazzo di cosa. Fare musica è una benedizione, non una maledizione.

Avevi in mente un tema per questo album o ragioni canzone per canzone?

Si tratta sempre delle canzoni, amico. Non c'è un unico tema importante nella vita e si chiama vita, capisci cosa intendo? E succedono robe che riguardano amici, familiari e roba così. Sono quelli i miei temi. Quando inizio a scrivere canzoni la mia mente diventa nera. Prendo la chitarra. Provo a suonare un paio di accordi e viene prima la melodia. Poi ci giro intorno e d'improvviso quelle parole mi vengono in mente.

La traccia di apertura, Shockwave, è un bel pezzo rock, forse più rock di qualsiasi canzone sia contenuta nel disco precedente.

Ricordo che Greg faceva: "Iniziamo con quest'impronta, facciamo un po' così". Fa: "Che ne pensi di questa scemenza?". "Cazzo, è proprio quello che fa per me! Facciamola". Preferisco tornare con una canzone rock piuttosto che con una ballata. Mi piace sfondare la porta e far sapere alla gente che sono tornato. Vuoi fare un po' di casino con la tua prima canzone, no?

One of Us è una canzone più soft, più toccante e personale.

È stata l'ultima che abbiamo fatto in realtà. Per me ha un po' un tocco alla Wonderwall. Ha un beat di batteria che skippa. Ovviamente è nostalgica e parla di famiglia. E ovviamente ho un fratello che si chiama Noel con cui non vado d'accordo, ma ho un altro fratello, Paul, con cui vado d'accordo. Ha un po' di quella cosa. Ha molte cose, in realtà. Mi piace il groove. Mi piace il canto gospel alla fine. Suona fresco.

Hai menzionato Noel e ovviamente la canzone si riferisce a lui. Fai riferimento a come non parli con lui da un decennio, da quando si sono sciolti gli Oasis. Che effetto fa una cosa che dura da così tanto tempo?

A volte è buffo e certi giorni fai: "Aw, fanculo, possiamo finire con questa cazzo di roba?". Sai che c'è? Lui la vede in un modo, io in un altro. Sostanzialmente è proprio così semplice. Non so neanche perché ci siamo divisi, quindi se lui sa perché ci siamo divisi può mandarmi una cazzo di cartolina? Perché abbiamo avuto dei litigi, litigi ben più grossi su altre cose. Penso semplicemente che lui volesse andarsene, amico, e volesse fare la sua cosa da solista. E ovviamente lui pensa che stia sfondando, pensa che stia reinventando la ruota. Io so solo che è questione di tempo. Eccoci qua, che ci puoi fare?

Nel film sembra proprio che tu voglia riallacciare i rapporti con Noel.

Sì, ma ogni volta che lo dico sembra che tutti pensino che io voglia disperatamente rimettere insieme gli Oasis, ma non è così. Ascolta, io gli Oasis li amo, non avremmo mai dovuto scioglierci, ma sono piuttosto felice di fare questo, e lui è piuttosto felice di fare la sua cosa o cos'altro. La questione principale è che mia madre non sta mica ringiovanendo, noi non stiamo mica ringiovanendo e lei questa cosa dà fastidio. Sarebbe bello se la gente non lo costringesse, ma lo incoraggiasse a incontrarmi. Io cerco sempre di incoraggiare questa cosa. Sarebbe bello, ad un certo punto, piantarla prima che mia madre non sarà più tra noi, perché quello sarebbe molto triste. Come ho detto, però, certi giorni è buffo ed è un po' di presa in giro e roba così e certi giorni va un po' oltre … io supero il limite e lui supera il limite.

Hai in programma alcuni show con gli Who a breve. Che effetto ti fa?

Non vedo l'ora. Ovviamente per me i Beatles, i Rolling Stone, gli Who, gli Small Faces, i Kinks ... ci sono un sacco di grandi band inglesi che provengono da quell'epoca. Ho incontrato Roger Daltrey un po' di volte ed è stato sempre un gentiluomo. Stessa cosa con Pete Townshend. Una volta ho incontrato John Entwistle. Non ho mai incontrato Keith Moon, ma io e lui ci saremmo cacciati in un mucchio di guai. Sono la band mod definitiva e per quanto mi riguarda - capisci? - loro e gli Small Faces sono le cazzo di band numero uno. Quadrophenia è il mio album preferito ed è anche il mio film preferito,  quindi è un privilegio condividere il palco con loro.

Source: Los Angeles Daily News - traduzione by oasisnotizie 

The Who

With: Liam Gallagher
When: 7:30 p.m. Friday, Oct. 11, 7 p.m. Sunday, Oct. 13, and 7:30 p.m. Thursday, Oct. 24
Where: Hollywood Bowl, 2301 N. Highland Ave., Los Angeles
How much: $49-$475
For more: Liamgallagher.com or Thewho.com

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lunedì 9 settembre 2019

Liam Gallagher racconta: "I casini sul traghetto per Amsterdam e la rissa con la polizia nel 2002. 'My Generation'? Quando la sento voglio spaccare tutto. A una festa su quel pezzo diedi una testata a Andy Bell che la scelse come dj"

Intervistato da Annie Mac di BBC Future Sounds, Liam Gallagher ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni sullo scioglimento degli Oasis e sul suo presente, che abbiamo tradotto qui di seguito per iscritto in quattro parti. Ascolta qui in inglese.

Ecco la quarta e ultima parte, in cui Liam parla delle risse sul traghetto per Amsterdam nel 1994 e a Monaco di Baviera nel 2002, dei concerti a Maine Road e Knebworth del 1996, di come My Generation degli Who gli faccia venire "voglia di spaccare tutto". Ed elogia due band mancuniane da lui amate, Happy Mondays e Stone Roses.

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"Il mio momento più rock 'n' roll? Quando ci hanno rinchiuso nella stiva di una nave nel 1994. O quando dei tedeschi pazzi mi hanno preso a calci in testa a Monaco di Baviera nel 2002. Quello fu piuttosto rock 'n' roll. Poi ci azzuffammo con la polizia. Quando parte My Generation degli Who mi viene voglia di spaccare tutto".

[LG]

---

È vero che hai fatto irruzione a casa di Richard Madeley per rubare?

No. No, non è vero.

Da cosa salta fuori questa storia?


Non lo so. Può darsi che sia stato uno dei miei amici. Non penso di aver mai fatto irruzione a casa di qualcuno.

È vera la storia dei vostri disordini sul traghetto per Amsterdam?

Quello è vero.

Cos'è successo quella sera (del 1994, ndr)?


Avevamo in programma un concerto come gruppo spalla dei Verve ad Amsterdam. Il nostro bassista aveva un lavoro dignitoso, lavorava per BT ed era stato licenziato, perché ormai gli era stato offerto di lavorare nella band a tempo pieno. Gli avevano dato 5mila sterline in contanti, in banconote da 15 sterline. Ci siamo fermati in questo bar alla fine della strada, abbiamo finito per bere. Siamo saliti sul traghetto, su cui c'era un casinò. Ricordo che tutti bevevamo champagne e roba così. Un tizio è venuto da noi e ci ha fatto: "Guardate, queste banconote da 15 sterline sono contraffatte". Io guardavo Guigsy e facevo: "Hai detto che erano tue". E lui: "Me le ha date BT, provengono dal mio lavoro". Ovviamente non sapevamo che erano contraffatte, ma pensavamo di non poterci permettere la bevuta. Un tipo ha iniziato ad picchiare il bassista e noi lo abbiamo picchiato e ci hanno inseguito per il traghetto. Poi ci hanno arrestato e ci hanno rinchiuso nella stiva della nave. Non so quanto ci sia voluto per arrivare ad Amsterdam, ma è stato un incubo. Siamo scesi ad Amsterdam, al porto. La polizia ci ha interrogato durante la notte e ci ha rimesso sul traghetto per l'Inghilterra. Non è stato divertente, ma penso sia piuttosto rock 'n' roll.

Liam durante la rissa del 2002 a Monaco di Baviera
Qual è stato il tuo momento più rock 'n' roll? Domanda difficile, eh?

Ce ne sono stati un po'. Quello fu rock 'n' roll. Quando mi hanno preso a calci in testa a Monaco di Baviera, quello fu rock 'n' roll. Quando mi fecero saltare i denti.

Chi lo fece?

Non lo so, dei tedeschi pazzi. Quello fu piuttosto rock 'n' roll. Poi ci azzuffammo con la polizia. E quello fu piuttosto rock 'n' roll.

E se ti chiedessi il momento più rock 'n' roll sul palco, cosa risponderesti?

Penso che esibirsi a Maine Road, lo stadio del Man City, sia stato bello. Tutti parlano di Knebworth. Quello fu bello perché lì c'erano molte persone, ma non penso che lì abbiamo suonato così bene. Penso che arrivati lì ci siamo fatti un po' sopraffare dalla dimensione della cosa. Penso che in realtà non sia stato un buon concerto, e penso che sia quello il motivo per cui non è stato pubblicato (in modo ufficiale, ndr), ma penso che a Maine Road siamo andati bene.

Cosa facciamo sentire ora, Liam?

Gli Yargo, una band del Moss Side. Ricordo che andai a vederli anni fa alla International 2. Penso che il cantante si chiamasse Basil. E non avevano uno spettacolo di luci. C'erano solo i loro amici dietro. Penso che fosse una band attiva ai tempi dei primi Happy Mondays. C'erano solo queste torce enormi e tutti facevano la danza folle. Era quello lo spettacolo di luci. Dai un ascolto a questo album, è bello.

La cosa bella di questa trasmissione è che finisci sempre per imparare qualcosa, qualcosa di cui non avevi mai sentito parlare prima.
Sì.

Hai scelto anche gli Happy Mondays. Parlami del tuo rapporto con questa band. 

Erano una band come si deve. Per quanto gli Stone Roses fossero la mia band di Manchester preferita, i Mondays vengono subito dopo, con un piccolo distacco. E penso che la loro musica resista ancora alla prova del tempo. Shaun Ryder è un autore grandioso ancora oggi. Sono una band coi controcazzi con cui fare festa. Una volta aprirono agli Oasis a Wembley. C'era tutto questo fumo e sembravano pirati. Hanno fatto sembrare gli Oasis gli S Club 7 (band di pop adolescenziale, ndr). Sai, gli Stone Roses suonavano come i classici: gli Stones o cos'altro.

Gli Happy Mondays, invece, suonavano come loro stessi.

Gli Happy Mondays sono una band originale. Sono una di quelle band di Manchester che hanno un sound originale, come gli Smiths. Come i New Order, loro sono originali.

Cosa ci fai sentire adesso, Liam?

Sceglierei My Generation (degli Who, ndr) ora.

Penso che non abbiamo mai fatto sentire questa canzone in trasmissione, quindi grazie Liam Gallagher.

Bene, figo. Pezzone.

È un gran pezzo. 

Questo pezzo mi fa venire voglia di sfasciare tutto.

Cosa intendi con "sfasciare tutto"? Mettere tutto a soqquadro?

Mettere tutto a soqquadro, sì.

È una compulsione!

Sì. Ricordo quando il nostro vecchio manager, Marcus (Russell, ndr), si sposò a Los Angeles. E alla fine della cerimonia misero questo pezzo. E c'era Andy Bell come dj. Hai presente quel video del Festival di Reading in cui c'è Kurt Cobain che corre e salta su quella cosa? Hanno messo questo pezzo e non avrebbero dovuto farlo. Io mi sono tuffato in aria e penso di aver dato una testata ad Andy Bell e penso che siamo caduti tutti a terra. Quella fu una bella serata e ne vado fiero.

Haha!


Quindi sì, ogni volta che parte questo pezzo c'è un'ubriacatura dentro di me che esplode.

Quindi nelle tue feste al pub c'è un momento in cui ...

... in cui finisci dietro al bancone.

In cui il tavolo viene rovesciato.

Sì. Be', non sempre, ma mi piacerebbe che finisse così.

Cosa scegli ora? Ce ne sono rimaste due, Liam.

Scelgo Doorman di Slowthai. Non so molto di questo ragazzo, ma so che questo è un gran pezzo.

Sì, mi entusiasmava il fatto che lui sarebbe andato in tour con te, ma non avverrà più. Ho visto il tuo tweet. L'hai incontrato?

Non l'ho incontrato.

Penso che ti piacerebbe molto.

Sì. Tu l'hai incontrato?

Sì. 

Sì, ha molta energia. L'ho visto a Soccer AM quando ha fatto quel suo pezzo. Mi ha ricordato i Sex Pistols, Johnny Rotten. Incroceremo di nuovo i nostri cammini.

Ne sono sicura. Tutto l'album da cui è tratto Doorman è proprio bello. Lui è un rapper che però fa musica pop. Amo questa cosa. Parlavamo prima dei Primal Scream, che erano rock, dance e gospel.

È quello che vorrei dai miei figli quando entreranno in una band. Gene è appassionato di tutta questa roba, ma anche di Arctic Monkeys. Spero sia interessante da sentire.

Tuo figlio Gene fa parte di una band?

Fa parte di una band. Anche Lennon, ma fa roba diversa. Non sono pronti a salire su un palco. Si stanno dando una regolata, lentamente, ma sarà bello, amica.

Vai ai loro concerti?

Non hanno ancora fatto concerti. Al momento stanno mettendo a punto la cosa in sala prove. E ovviamente dobbiamo fare attenzione, perché appena faranno un concerto tutti piomberanno su di loro. Quindi devono andare sul palco preparati.

È il loro handicap, il fatto che tu sia loro padre.

Un po' sì, ma è anche una benedizione. Come ogni cosa, hai solo una possibilità di fare la prima impressione, quindi non vuoi prenderla alla leggera. Quando escono sul palco devono farlo preparati e colpire la gente.

C'è il figlio di Bono che fa parte di una band.


Sì. Non l'ho visto, ma non suona male.

Suona esattamente come Bono! Pazzesco! Il tono!

Sì.

OK. Ci è rimasta una canzone.


La fine. La canzone di tutte le canzoni, amica. La mia canzone preferita di sempre, I am the Resurrection degli Stone Roses. Questa fa iniziare la festa, ma può anche farla finire.

Non vuoi mettere dei pezzi dei Beatles? Perché non ce l'hanno fatta ad entrare nella lista? O John Lennon.


Non penso che i Beatles siano musica da party. Sono più una cosa da ascoltare, capisci? Sono più di una band, mentre gli Stones ... I Beatles sono più di una band, ti trasportano in un'altra dimensione. Non lo so ... Ob-La-Di, Ob-La-Da? Dai ... Non sto denigrando quella canzone, ma come band da party sceglierei gli Stones più che i Beatles.

Dato che in ascolto ora ci sarà gente che non ha mai sentito parlare degli Stone Roses, dimmi perché è questa la tua band preferita.


Bene, questa è la prima band che sono andato a vedere, all'International 2 di Longsight, una settimana prima che uscisse il loro album. Era il 1989 e non so quanti anni avessi, 15 o 16. Entrarono e suonarono I Wanna Be Adored con le campanelle. Si vestivano come noi, si vestivano come i miei fratelli maggiori, si vestivano come tutti i miei amici. Non lo so, è stato così e basta. Ho pensato: "Voglio far parte di una band come questa domani".  Tutto qui. Non lo so, amica, mi piaceva la loro mentalità, mi piaceva la loro musica, mi piacevano i loro vestiti.

Avevano questa straordinaria nonchalance rock 'n' roll. Non si sforzavano di essere così.

Sì. Ed erano musicisti grandiosi. Mani è il migliore bassista di sempre. Reni è uno dei migliori batteristi di sempre e il chitarrista, John Squire, è uno dei migliori chitarristi di sempre, mentre noi degli Oasis non siamo mai stati i migliori nei nostri ruoli, ma noi avevamo un po' più di aggressività e loro non ce l'avevano. Loro, però, erano musicisti di gran lunga migliori di noi. Erano una band eccezionale e senza di loro io non sarei qui. Quindi è colpa loro. 

Liam, l'album esce a settembre.

Sì, Why Me? Why Not. esce il 20 settembre. Contiene dei bei pezzi.


Grazie! È stato un grande piacere averti qui.

Bella!

Finiamo così. I am the Resurrection su BBC Radio 1. Grazie mille a Liam Gallagher, un vero tesoro nazionale, che ha chiuso nell'unico modo in cui avrebbe e avrebbe potuto chiudere: con I am the Resurrection degli Stone Roses. Che playlist da party divertente che è stata!






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domenica 21 aprile 2019

Liam Gallagher: "Supporterò gli Who in tour ad ottobre negli USA"

Liam Gallagher ha annunciato su Twitter che farà da supporto al tour degli Who negli Stati Uniti d'America il prossimo ottobre. Rispondendo a una domanda di un fan, che gli domandava se avesse intenzione di tornare in America in tour, l'ex Oasis ieri ha scritto: "Parleremo della (loro) generazione e della nostra, tutto nello stesso tempo". La band di Roger Daltrey e Pete Townshend  si esibirà a San Fransisco, Los Angeles, San Diego e Seattle.

Nei tweet Liam ha anche confermato che il suo nuovo album arriverà presto e ha fatto capire che a breve verranno annunciate due nuove date (finora sono già ufficiali, tra le altre, le date italiane di Taranto e Barolo, a giugno e luglio). 

Inoltre Liam ha smentito le voci secondo cui sarebbe triste per la cessione della usa casa di moda, Pretty Green, a JD Sports. "Mi giunge notizia", dice il cantante, "che sarei deluso che la mia Pretty Green è stata venduta a JD Sports. Non è vero. Mi fa piacere".

Sono mesi caldi per i fan di Liam: il 7 giugno esce in DVD As It Was, il nuovo documentario sulla sua avventura da solista.

In questo video Liam canta My Generation degli Who con Roger Daltrey nel corso di una puntata speciale di TFI Friday nel giugno 2015. Con loro si esibirono anche Zak Starkey, Ian Broudie e Paul Arthurs detto 'Bonehead'.


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lunedì 25 aprile 2016

Noel Gallagher: "I Led Zeppelin? Ladri di canzoni anche loro, vadano a fanculo! I giovani musicisti di oggi? Tutti posa e apparenza"

Intervistato al telefono in Belgio da Humo, Noel Gallagher parla del suo odio per i videoclip e per il playback, delle condizioni del suo udito, dei Led Zeppelin ("possono andare a farsi fottere") e della sua fama di "ladro di canzoni", della sua amicizia con gli U2, di My Generation degli Who, di chi dovrebbe interpretare il suo ruolo in un film sugli Oasis, del suo incontro con il sovrano di Tonga, del suo rifiuto a partecipare alla serata tributo a David Bowie, dei suoi film preferiti, dei giovani musicisti di oggi e della loro ossessione per l'apparenza, delle intercettazioni dell'ormai defunto giornale News of the World e del Brexit. Traduz. di oasisnotizie

Dimmi qualcosa che può sapere solo il vero Noel Gallagher.

Il numero di scarpe di mia moglie è 37 e mezzo. Ora dimmi tu qualcosa che non so.

Il Manchester City è sopravvalutato.

Ciao (finge di riattaccare, ndr).

A proposito, l’anno scorso sei stato ospite del Graham Norton Show con David Beckham e gli hai proposto di figurare uno dei tuoi videoclip musicali.

Lo ha detto perché eravamo in televisione, ma scommetto che quando arriverà il momento troverà scuse per non farlo. Io ho qualcuno che ha l’autorità di rifiutare queste richieste, David per questo impiega un gruppo di persone.

Domanda seria. Quando è stata l’ultima volta che ti sei fatto un controllo all’udito? Con gli Oasis suonavi sempre a volume molto alto.

Quasi due anni fa ebbi una brutta notizia che ancora rimuovo. Mi sottoposi ad un controllo completo per l’assicurazione. E la notizia peggiore non fu né la schiena incrinata né il ginocchio rotto, ma il mio udito. Specialmente l’orecchio sinistro, che a quanto pare è in brutte condizioni. Suonare la chitarra a volume fottutamente alto per 25 anni ti rende sordo. A quanto pare a breve dovrei iniziare ad indossare gli in-ear monitor. Sono vecchio e sembro Phil Collins. No, aspetta, ho ancora i miei bellissimi capelli.

Forse conosci la storia di My Generation degli Who. In studio il manager della band, Kit Lambert, o qualcuno della loro casa discografica, suggerì a Roger Daltrey di continuare a balbettare il verso “my g-g-generation” e la versione finale della canzone conservò il verso cantato balbettando.

Aspetta un attimo. Non importa. Se non avessi mai sentito il balbettio prima, non te lo saresti perso.

Sì, e infatti lui lo sentì in tutti i modi. Il balbettio di Roger Daltrey è perfetto e sublime.

My Generation ha di sublime il fatto di essere semplicissima. E ogni cosa è giusta: l’atmosfera, lo spirito, la melodia, il riff, il ritmo, la struttura, il messaggio, la formulazione, la voce squillante di Roger … devo continuare? Orbene, Live Forever è la mia My Generation.

Un produttore ti ha mai …

No! Io lavoro comunque, anche senza un produttore. So quello che voglio. E ho abbastanza esperienza in studio per impedire che determinino loro il sound. I produttori sono una fottuta rottura di coglioni. Di solito mi fanno sprecare tempo mentre mi dicono (imita sarcasticamente, ndr): “Eccezionale, Noel. Eccezionale! Facciamo una ripresa”. Mi rifiuto di pagare tutti quei milioni per quel genere di lusinghe. So che una volta anche Brian Eno stava convincendo Bono e The Edge che Where the Streets Have No Name andasse distrutta selvaggiamente. Sarò rispettoso e non dirò cosa penso in merito, Eno. Solo questo: se qualcuno mi smontasse qualcosa ci sarebbero problemi.


Posso chiarirlo una volta per tutte? Non sto dicendo che non esistono video musicali grandiosi, ma non ho la pazienza di starmene lì in piedi per un giorno come un coglione perché il regista con una ripresa vuole vincere l’oscar per il Miglior nerd visuale o il Pignolo più ossessivo. Quella introduzione del video di Ballad of the Mighty I, in cui il regista mi chiama per sbaglio Liam e insiste perché io e lui facciamo un selfie, è una parodia di tutte le scemenze che ho sperimentato.

Nello stesso video doni il tuo costoso giubbotto ad una donna poco vestita e un minuto dopo rubi un’altra giacca. Sei un milionario! E sei padre!

E un ladro (ride di gusto, ndr). Ripensandoci non sono soddisfatto di quel video, perché alimenta i pregiudizi del mondo verso la gente di Manchester.

Alla fine della clip ti rifiuti di fare una seconda ripresa e il regista piagnucola: "Ma Chris Martin ha fatto dieci riprese senza fiatare!". So cosa pensi di Chris, ma non riesco a trattenermi dal chiedere che cosa pensi di lui.

(Ride, ndr). Conosco Chris molto bene, sì. È un tipo semi-soft, che se necessario sguazzerebbe anche nel fango, solo perché il regista poi non dica che è pretenzioso.

Nel video di The Death of You and Me spingi in una piscina una bella cameriera bionda. Quante volte avete girato la scena?

Una. Per motivi tecnici e pratici: non c’era tempo per asciugare i capelli e gli abiti dell'attrice dopo ogni ripresa. Forse come quella ripresa ne ho fatto molte altre con piacere.

In AKA … What a Life! il comico Russell Brand interpreta un prete voodoo e ci sono due donne con una fotocamera della marca Soul Sucker. Ho controllato, non esistono.

Amico, tu hai troppo tempo libero! Quel videoclip lo abbiamo registrato in Arizona, nel territorio indiano. E gli indiani credono che l’uomo bianco con ogni foto rubi un pezzo della loro anima, e quindi Soul Sucker, succhiatore di anime. Un’altra domanda sui videoclip e riattacco (ride, ndr). In realtà non avete idea di quanto sia fastidiosa una giornata sul set. Dato che i giovani musicisti raccontano di come non vedano l’ora di registrare il loro primo video musicale, sarò diplomatico.

Non è il tuo forte il silenzio diplomatico.

Di solito scompare dopo pochi secondi.

Quale film hai visto più volte e perché? Spinal tap e la pornografia non contano.

Non ci penso nemmeno. Il buono, il brutto e il cattivo. L’ho visto almeno una dozzina di volte.

Non era una domanda sugli Oasis.

Ah no, perché in quel caso il titolo sarebbe Il grande e i padri brutti. Anche Pulp Fiction. Può darsi lo abbia visto trenta volte sui tour bus e altrove. È fottutamente geniale.

Chi dovrebbe interpretare te nel film sugli Oasis?

Darth Vader. Se non è libero, o chiede troppi soldi, dico Bradley Cooper. È dannatamente bello e abbastanza carismatico.

Essere John Malkovich. Nella testa di chi vorresti trascorrere una settimana?

Del presidente degli Stati Uniti. Vorrei sapere quanto potere ha veramente, quali accordi ci sono davvero dietro le quinte e se davvero abbia la possibilità di decidere autonomamente di premere il pulsante della bomba nucleare. Vorrei sapere se davvero le banche governano il mondo o un potere ancora più oscuro. Sono tutte cose che vorrei sapere per dormire meglio. Per il bene dei miei figli, che sono tutti lì ma nulla li attrae. L’unica cosa che a loro interessa è l’ultima app. 

Sei stato in molti luoghi, hai frequentato molta gente importante. Non ti sei mai imbattuto in un presidente e non gli hai mai fatto domande a bruciapelo?

No. Una volta fui chiamato da parte dal gestore di un hotel. "Signor Gallagher, sarà presto raggiunto dai servizi di sicurezza". Pensai: "Questo sarà Obama, vuole incontrarmi per chiedermi consigli. Avrebbe dovuto farlo molto prima, ma posso capire". E invece no: alla fine era … il sovrano di Tonga. Un uomo alquanto noioso con un abito in tre pezzi, senza fanfare al seguito (ride di gusto, ndr).

Non ti annoierò con domande su Liam. Posso riassumere in questo modo: non siete ancora i migliori amici e non è in corso alcun tentativo per riunire gli Oasis?

Sì. Sai, ho visto un sacco di concerti. Quasi sempre sono talmente eccitato che vorrei saltare sul palco per unirmi a loro. Solo a Wembley nel 2000 ho desiderato veramente stare sul palco con gli Oasis. Se non ti senti parte del tuo gruppo allora è il momento di far saltare la cosa.

Amo il rock and roll, ma ha tre aspetti che mi infastidiscono: si mitizzano cose sbagliate, c’è molta vanagloria e l’autodistruzione è romanzata.

Concordo. Per me questo vale quando si romanza la distruzione in termini di senso di colpa. Lo odio fottutamente. E non solo tra gli artisti, ma in tutti gli ambiti. Non ci sono scuse per questo. La distruzione è debole, egoista, vanitosa e stupida. E prima che qualcuno mi dica: "Noel, ma tu hai toccato il fondo con la tua dipendenza da cocaina". Primo, non era una dipendenza. Secondo: me la sono spassata. Sniffare è sbagliato, stupido e a lungo andare letale, ma non l'ho fatto come posa auto-distruttiva: pensavo che fosse una grande avventura e pensavo di fare una cosa che andava molto bene. Aspetta, non so perché ne vado fiero, perché in realtà questo è anche peggio (ridacchia, ndr).

Anche l’atteggiamento lo trovo terribilmente sopravvalutato. Fottuta spavalderia. Gesù, sembra che ogni giovane musicista in tutta la sua giovinezza abbia fatto le prove per fare il passo più figo possibile. Lo stadio non è una passerella, ragazzi. Io corro come una mucca zoppa, ma le canzoni le so scrivere per davvero.

Ehm, nessuno nella musica pop degli ultimi 25 anni ha avuto l'atteggiamento tuo e di tuo fratello.

Le persone che pensano in modo saggio hanno amato il fatto che io avessi prima di tutto le canzoni. E le avevo. Molti giovani musicisti iniziano con la posa, i vestiti, il taglio di capelli, la lingua lunga e strumenti vintage costosi. Valutano se possono ottenere qualcosa con tutto quello. Lungo la strada verso le prime feste vip e lo studio dove registreranno il loro primo videoclip si dimenticano sempre quel piccolo dettaglio: la capacità di comporre dei classici.

Stamattina ho trovato per caso le immagini del ritorno di Jimi Hendrix, vestito da Babbo Natale per promuovere l’uscita del suo album Ass: Bold as Love. Ti è successo di peggio?

Il fottuto playback. Fingere di cantare in un programma televisivo. Chiamatemi "vecchio stile", ma questa è ancora la cosa peggiore che posso immaginare. Non solo perché apre la porta a pseudo-artisti che non sanno cantare, ma anche perché dimostra pigrizia e mancanza di rispetto da parte del team di produzione.

Rimanendo sul discorso televisivo, quanto hai pagato la conduttrice dei Brit Awards che avrebbe dovuto annunciarti così: "Ed ecco il più grande esempio di virilità: Noel Gallagher!"?

Mi hanno chiaramente guardato la zona bassa. Sei invidioso?

Perché non hai partecipato al tributo a Bowie? Hai fatto una cover di Heroes e hai sempre parlato di lui con rispetto. E questo la dice lunga, se pensiamo a quante altre star tu e Liam avete triturato.

Me l’hanno chiesto. E ho rifiutato dopo un attento esame, perché sospettavo che David avrebbe voluto così. E perché non me l’avrebbero mai lasciato fare come lo volevo fare, e cioè: lungo, crudo e feroce, e senza necessariamente portare sul palco i suoi più grandi successi. In più: i Brit Awards hanno trascurato Bowie a vantaggio di divinità molto minori. E sono pressoché l'unico che non ha paura di dire ad alta voce che tutti questi premi sono in gran parte truccati. È un compromesso: in primo luogo verificano se la superstar si presenterà; se così non avviene danno il loro premio a qualcun altro che vuole venire.

C'è una canzone degli Oasis che ti fa ancora venire un nodo alla gola quando la suoni?

Un nodo alla gola?! Non sono così sentimentale.

Chiedo comunque.

Hmmm ... Listen Up è stata un lato b del ... Uh, non ne ho idea.

Cigarettes & Alcohol.

Sì, a cercare su Google di nascosto siamo tutti bravi (ride). Quella canzone che abbiamo provato per caso di recente, e lì ho sentito ... qualcosa. Non ho idea del perché.

Di recente hai suonato e cantato con gli U2 a Londra la loro I Still Haven’t Found What I’m Looking For. Com’è stato? Mi ha colpito la tua attenzione a non travalicare.

Be’, quando Bono prende per sé l’altra metà della canzone con la sua voce che è un uragano, è necessario assicurarsi di non travalicare.

Avevate concordato che Bono passasse subito a cantare All You Need Is Love?

Sì, l’avevamo già provato nel pomeriggio. Bono aveva insistito, ma gli altri hanno pensato che non avrebbe funzionato, e avevano ragione. Tuttavia è stato un momento meraviglioso. Sono orgoglioso di chiamarli miei amici.

Alcuni anni fa un pazzo ti ha buttato giù dal palco. Una volta ho avuto un incidente simile con Bob Dylan. Un matto voleva buttare giù dal palco Bob Dylan. Eravamo a due metri di distanza da Bob Dylan. Afferrai quell'uomo dal basso in modo che cadesse tra le barriere e il palco. Dovette intervenire la security.

A me è successo un’altra volta, poco tempo fa. Una donna è saltata sul palco e mi ha colto di sorpresa. Ma lei mi ha attaccato con amore. 

Dalla nostra ultima conversazione sono successe una serie di cose, tra cui la scomparsa del News of the World, il giornale che dagli anni ’90 seguiva tutti, compresi tu e Liam. Questo giornale era specializzato in intercettazioni telefoniche alle stelle britanniche.

A quanto ne so non hanno mai spiato il mio telefono. Non era necessario. In quei giorni parlavo sempre a voce alta al telefono, probabilmente avrebbero potuto sentirmi leggere l'editoriale. Una delle scemenze che hanno scritto che ora viene in mente fu qualcosa di simile: "Noel spende 4.000 sterline alla settimana in cocaina". Ridicolo. Erano 5.000 le sterline al giorno (ride, ndr).

No, sul serio, se ogni settimana inali 4.000 sterline di coca dal naso, dopo una settimana sei già morto. Eravamo bersagli facili e abbiamo determinato noi stessi quel destino per noi perché a) eravamo troppo occupati in altre cose per difenderci; b) non ce ne fregava; c) quello ci ha messo in sintonia con tutti coloro che ci odiavano e i tabloid, d) la nostra vita era molto migliore della loro.

C'è una tua canzone che avrebbe suonato peggio senza coca?

No. Le droghe non aiutano a migliorare la musica. Lo so per certo.

Sei ancora giovane e sei diventato molto ricco molto rapidamente. Quello che succede di solito è che un'orda di avvoltoi dispensa i cosiddetti buoni consigli: su quale campo bisogna puntare, in cosa si deve investire ...

Io li ho elusi. So che Bono e molti altri artisti minori sono stati punti da tali api. Non io. Io ascolto solo i buoni consigli di mia moglie. Io li ascolto, ma non me ne faccio nulla. In realtà non possiedo tanto. Sono solo un ladro che è anche un musicista in grado di fare qualcosa con le sue cose.

Si è scritto molto sulle vostre canzoni, che a volte somigliano un po’ troppo ad altri classici. Inoltre i titoli delle tue canzoni spesso sono già stati utilizzati in passato. Riverman è una canzone di Nick Drake, Be Here Now è un riferimento ai Beatles, The Right Stuff è una canzone di Bryan Ferry e Don’t Look Back in Anger ricalca Look Back in Anger, che è sia una commedia di John Osborne che una canzone di Bowie ... While the Song Remains the Same differisce solo per una parola (while) dal titolo di una canzone di una nota band degli anni ’70 …

I Led Zeppelin possono andare a farsi fottere! Anche loro sono dei ladri! Prendi Dazed and Confused ... Conosci Jake Holmes? È l’uomo che ha scritto quella canzone nel 1964. Stesso titolo, quasi stesso testo, nella stessa tonalità, stessi accordi, stessa melodia. È fottutamente incredibile! Sono degli avvoltoi spudorati! E la loro Whole Lotta Love è in gran parte fregata da You Need Love di Willie Dixon e Muddy Waters! E poi l’orco sono io, perché non ho inventato alcun titolo?! Controlla, amico. Se Jake Holmes è ancora vivo bacio i piedi e gli pago una pinta (Jake Holmes ha 76 anni, vive a San Francisco. Solo nel 2010, dopo una causa, Jimmy Page gli ha dovuto riconoscere i diritti di composizione per Dazed and Confused, ndr).

Sei almeno intelligente quanto David Cameron, quindi non vedo alcun motivo per non chiederti questo: Brexit sì o Brexit no?

No. Penso che dovremmo rimanere insieme. Una grande, forte Europa è necessaria come la Cina, la Russia e gli Stati Uniti, che stanno diventando più grandi e più potenti. Quei tre vorrebbero che la Gran Bretagna lasciasse l'Unione Europea, e solo per questo motivo dobbiamo evitare di farlo. Essere più piccoli di quello che siamo mi sembra controproducente.

(Anche se solo qualche settimana fa Noel s'era detto favorevole all'uscita dal Regno Unito dall'Unione Europea).

Fonte: Humo - Traduzione italiana di oasisnotizie

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sabato 25 luglio 2015

Noel Gallagher: "I Beady Eye? Me la rido perché hanno fatto cover dei miei pezzi. E sono stufo di chi produce dischi nella sua stanza da letto"

L'ex Oasis, intervistato negli Stati Uniti, punzecchia i Beady Eye del fratello Liam, scioltisi da qualche mese, e parla della musica attuale. "Ne ho abbastanza delle persone che producono i loro dischi nella loro cazzo di stanza da letto, ma in futuro i ragazzi si stuferanno del modern rock", dice. "Noi fummo l'ultimo grande motivo di aggregazione dell'epoca analogica, prima di Internet. Quando mi cadranno i capelli andrò in pensione". Noel spiega cosa hanno di peculiare i musicisti britannici e osserva: "Se noi degli Oasis fossimo stati americani avremmo imparato a suonare gli strumenti, io avrei fatto assoli di due ore e avremmo fatto schifo". E non ha dubbi: "Se dovessi scegliere tra vedere me solista e vedere gli Oasis, sceglierei di vedere gli Oasis, come il 95% delle persone".

Incontriamo Noel Gallagher l'8 maggio allo Shaky Knees Festival ("Festival delle ginocchia tremolanti") di Atlanta ("Shaky Knees, che cazzo significa?", si chiederà l'indomani sul palco).

Nonostante l'età che avanza, sfoggi ancora dei capelli perfetti.

Sono magnifici i miei capelli, vero? Vuoi toccarli? Quando cadranno andrò in pensione. Finché crescono scriverò canzoni. Se da qualche parte noti qualche chiazza pelata dovresti dire: "Oh, faremmo meglio ad andare a vederlo in concerto. Non sarà in giro ancora per molto".

Sei noto per essere un tipo che non ha peli sulla lingua. 

Mi vedono come un cazzo di vecchio stravagante che è sempre lì seduto in un angolo a chiamare tutti stronzi. È bizzarro. Potrei presentarmi ad un'intervista, dire: "Non voglio che mi facciate domande su X-Y-Z", chiedere di vedere prima le domande e poi provare le risposte. La vita, però, è troppo corta per fare queste cose, e non è una cosa veritiera. Ecco perché adesso la musica è una merda. Gli addetti stampa fanno venire agli artisti la paura di dire qualunque cosa.

Noel incontra Andy Bell allo Shaky Knees Festival, 9/5/2015
In un tweet al vetriolo Liam ti aveva canzonato per l'uso del sassofono nel tuo nuovo disco Chasing Yesterday: "Sol perché avete un SASSAFONO (Liam ha scritto proprio così, ndr) nel vostro nuovo disco, tutti vi credete i Pink Floyd".

Ditegli che si scrive s-a-s-s-o-f-o-n-o. Deve scandire correttamente le cazzo di parole. Lo ha scritto alla maniera dell'uomo di Neanderthal, quindi ecco qua. 

Una delle canzoni più iconiche degli Oasis, Don’t Look Back In Anger, la scrivesti in una stanza d'albergo di Parigi nel 1995. La buttasti giù e poi la tenesti nel cassetto per mesi. 

Se allora avessi saputo ciò che so ora, che quella canzone sarebbe vissuta per 25 anni nella coscienza pubblica, non l'avrei mai ultimata. Ci avrei sanguinato su. La gente la mette ai matrimoni e ai funerali e io qualche sera la canto e penso: "Non so neanche di che cazzo parli". Sai cosa intendo? Se qualcuno pensa che quella canzone sia grandiosa, è grandiosa solo grazie alla gente. Non per qualcosa che ho fatto io.

Com'è cantare i pezzi degli Oasis da solista?

Se dovessi scegliere tra vedere gli Oasis fare Champagne Supernova e vedere me fare Champagne Supernova, sceglierei gli Oasis. Il 95% delle persone direbbe: "Preferirei vedere gli Oasis". Gli Oasis, però, non sono insieme. Forse direi anche che quel 95% direbbe: "Be', questa è la cosa che si avvicina di più agli Oasis tra quelle che vedrò".

Dai tempi degli Oasis forse solo i Radiohead e i Coldplay hanno raggiunto quei livelli di fama e successo, ma ormai a far girare il mondo sono le pop star, non le rock star. E nessun artista solista del novero Ed Sheeran/Jake Bugg/Hozier salverà l'anima a nessuno. 

Sono le band ciò che fa girare il mondo, cazzo. Gli artisti solisti sono grandiosi, ora io sono uno di loro, ma immagina che i miei due album solistici li abbia pubblicati con una band nuova di zecca. E che avessi 24 anni e che tutti i tizi della mia band avessero l'aspetto di 24enni. Sarebbe la cosa più grande dai tempi degli Oasis!

Gli Oasis hanno fatto del loro essere British un'icona. Cos'è che contraddistingue i britannici?

I britannici sono particolari, più particolari degli americani. L'inglese ha adottato il blues e ci ha aggiunto il pop. Se i Rolling Stones fossero stati americani sarebbero stati fottutamente orrendi, ma siccome sono tizi inglesi che provano a suonare americani sono incredibili. Se gli Oasis fossero stati americani avremmo fatto schifo, perché avremmo tutti imparato a suonare i nostri strumenti e io avrei fatto assoli di chitarra di due ore. Siccome, però, nessuno di noi sapeva suonare, era tutto mentalità e spirito. Secondo la stessa regola, se i Doors fossero stati inglesi sarebbero stati vergognosi, cazzo. Jim Morrison sarebbe stato deriso da tutti. Tutta quella storia del Re Lucertola sarebbe stata piuttosto assurda per il sense of humor britannico.

Noel all'arrivo in Corea del Sud, 23 luglio 2015
Jack White è un'artista solista che si porta dietro tutto l'impatto che ha avuto la sua band, gli White Stripes. Anche per te vale questo?

Ho visto Jack White ed è un chitarrista sbalorditivo. E un grande mago stravagante vecchia scuola, ma deve venire dalle band questa cosa. Le band hanno più potenza. E ci deve essere più di una star nella band, ecco perché gli Stones sono diventati così grandi, e così i Beatles e gli Who. Le band britanniche hanno sempre John e Paul, Mich e Keith, Roger e Pete, io e Liam. Le band americane hanno sempre un solo tizio.

Apprezzi Chris Robinson, che dal 2002 è attivo anche come solista. Anche la sua band, i Black Crowes, era imperniata su due fratelli, Chris e Rich. E i Black Keys sono stati fondati da due grandi amici d'infanzia.

Ora lo dico in termini puramente britannici. Non penso che una band riuscirà a fare quello che gli Oasis hanno fatto, in termini di dimensioni e di portata, ma arriverà un momento in cui un'intera generazione di ragazzi saranno fottutamente stufi del modern rock.

Qual è il tuo parere sulla musica di oggi? Com'è cambiata rispetto a quando sfondaste voi?

Noel all'arrivo in Corea del Sud, 23 luglio 2015
Ne ho abbastanza delle persone che producono i loro dischi nella loro cazzo di stanza da letto. Se non altro noi siamo stati l'ultima grande band dell'epoca analogica. La nostra musica è stata l'ultimo grande motivo di aggregazione prima di Internet.   

Parlami dei Beady Eye. Si sono sciolti nell'ottobre del 2014 e negli ultimi tempi suonavano anche i vecchi brani degli Oasis. 

Mi sono fatto un po' di risate, perché questi tizi che erano nella band hanno fatto prestissimo a promuovere la loro musica e a dire, dopo che ci siamo divisi, che io li frenavo come compositori. Poi quando sono andati a suonare canzoni degli Oasis hanno fatto canzoni scritte da loro? No, hanno fatto tutte canzoni scritte da me!

Liam ha il diritto di suonare quelle canzoni? 

Be', lui per gli Oasis ha scritto una decina di canzoni. Ha il diritto di suonare quelle. Se ne ha il diritto? Tutti ne hanno il diritto. Può coverizzare qualunque delle mie canzoni (ride, ndr). 

Noel dal vivo al Festival di Benicàssim il 17 luglio 2015
Come definiresti i tuoi testi? 

Un po' goffi e ritriti. Mi riuscì molto facile per i primi due dischi degli Oasis scrivere di gioventù e rock and roll, perché era la vita che stavo vivendo. E ora trovo molto comodo scrivere canzoni sui rapporti umani. Penso che siano diventati più carichi di significato ... e al momento trovo molto facile essere vero. All'inizio trovavo molto facile essere vero, ma nel periodo intermedio l'ho trovato molto difficile. Perché la mia verità erano le droghe e i party. Ora la mia verità è che sono un po' più esperto e molto in là nel cammino della vita, quindi scrivo di quello.

Chasing Yesterday forgia gli "oasisismi" in termini più maturi. Ciononostante c'è un pezzo che non è oscuro. You Know We Can’t Go Back è una canzone d'amore con un grande ritornello tonante, ma è difficile non leggere nel titolo un significato sottinteso. È questa la domanda persistente: tornerai, potrai tornare agli Oasis?

Il titolo si spiega da solo, non potrebbe essere più chiaro di così. La metterò in termini vaghi specifici del mio caso, ovviamente. Parla di prendere fottute decisioni nella vita e rimanere fedele a quelle decisioni. E al diavolo le conseguenze.

Trad. by oasisnotizie - fonte: American Songwriter


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martedì 9 giugno 2015

Liam Gallagher, supergruppo con Daltrey degli Who per un evento TV

Gallagher e Daltrey in una foto del 26 marzo 2003
Liam Gallagher e Roger Daltrey stanno formando un supergruppo per celebrare il ritorno in TV del leggendario show inglese TFI Friday e per l'occasione Gallagher e Daltrey stanno mettendo su un supergruppo per una performance sulle note di My Generation insieme a Ian Broudie dei Lightning Seeds e all'ex batterista degli Oasis (e figlio di Ringo Starr) Zak Starkey. 

"Liam ha un po' di tempo a disposizione da quando i Beady Eye hanno concluso la loro esperienza, quindi sta cercando di mettere mano a qualcosa di nuovo", ha rivelato al  tabloid The Sun la solita fonte anonima.

"Ha raccontato ai suoi amici di essere piuttosto annoiato in questo periodo. Ed è difficile trovare qualcosa di meglio che compagni di band come Roger, Ian e Zak. Si tratta di un supergruppo vero e proprio e l'esibizione sarà un momento da ricordate". 

Il gruppo suonerà insieme ad altri ospiti musicali nel corso della serata in programma venerdì 12 giugno. L'evento vedrà come protagonisti anche Blur, Stone Roses e Primal Scream. Al momento non si sa se la storia di questo supergruppo, che per il momento non ha ancora un nome, avrà un seguito anche dopo questa esperienza.

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mercoledì 12 novembre 2014

Foto e video: Liam Gallagher canta My Generation in una serata di beneficenza

Era la prima uscita dopo lo scioglimento dei Beady Eye, annunciato qualche settimana fa via Twitter. Liam Gallagher si è esibito ieri sera sul palco del Shepherd's Bush Empire di Londra in occasione della The Who Hits 50 Tribute Night a sostegno dell'associazione benefica Teenage Cancer Trust, che raccoglie fondi per la ricerca sui tumori adolescenziali.

L'ex Oasis, in ottima forma vocale, ha prestato la propria voce per My Generation, eseguita insieme a Simon Townshend, fratello di Pete, e a Billy Nicholls, seconda voce. Alla serata, in cui sono state presentate delle cover degli Who, hanno partecipato numerosi artisti, tra cui Eddie Vedder.

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lunedì 27 ottobre 2014

Liam Gallagher, prima uscita live da solista al Teenage Cancer Trust di Londra

Ancora fresco dell'annuncio relativo allo scioglimento dei suoi Beady Eye, Liam Gallagher ha annunciato quella che sarà la sua prima uscita dal vivo da solista, alla prossima edizione del Teenage Cancer Trust, evento benifico di cadenza annuale in programma allo Shepherds Bush Empire di Londra il prossimo 11 novembre. Liam vi comparirà al fianco della Who Band, ensemble riferibile alla galassia del gruppo oggi rappresentato dai soli Pete Townshend e Roger Daltrey e composta da Simon Townshend (fratello minore di Pete), Pino Palladino (negli Who dopo la scomparsa di John Entwistle), Billy Nicholls, Frank Simes, Loren Gold, John Coury e Zak Starkey, figlio di Ringo Starr dei Beatles e già alle pelli sia in una delle incarnazioni degli Who post-Keith Moon che negli Oasis (tra il 2004 e il 2008).

Tra gli artisti chiamati a completare la resident band per l'esecuzione di una selezione estratta dal repertorio degli Who sono stati chiamati, oltre a Liam, il frontman dei Pearl Jam Eddie Vedder, Wilko Johnson (guarito dalla potenzialmente letale forma di tumore al pancreas diagnosticatagli oltre un anno fa), Ricky Wilson dei Kaiser Chiefs, James Dean Bradfield dei Manic Street Preachers, il frontman e bassista dei Rush Geddy Lee, gli Strypes, Brody Dalle, Tom Odell, Amy Macdonald, Andy Burrows e Rizzle Kicks.

Intanto tra i fan si è sollevata l'inevitabile ridda di voci attorno allo scioglimento dei Beady Eye, notizia che, se unita alle dichiarazioni rese da Noel durante la presentazione del suo nuovo disco solista presso la sede di Facebook ("Di recente mi sono visto con i Beady Eye e ci siamo ubriacati tanto da ridurci a merda"), tengono viva la speranza di una reunion dei fratelli terribili. 

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venerdì 31 gennaio 2014

Roger Daltrey proverà a riunire i fratelli Gallagher per riformare gli Oasis

Una speranza di reunion degli Oasis? Forse c'è. Viene da Roger Daltrey, leggendaria voce degli Who e curatore dell'evento benefico in favore dell'associazione Teenage Cancer Trust che si tiene ogni anno a marzo alla Royal Albert Hall di Londra e che l'anno scorso ha visto Noel Gallagher tra i curatori. 

"Noel e Liam sono fratelli", ha spiegato Daltrey al Sun, "quindi la cosa andrà bene. Non preoccupatevi: il sangue è più forte della musica. Se riuscirò a rimetterli insieme per un concerto da inserire nell'ambito del Teenage Cancer Trust? Chiedetemelo l'anno prossimo".

Daltrey, che ieri ha annunciato la lista degli artisti coinvolti nell'evento (su tutti Who, Cure, Ed Sheeran, OneRepublic e Paolo Nutini) che si tiene dal 24 al 30 marzo prossimi, ha rivelato che quest'anno si rimetterà insieme a Pete Townshend per produrre un nuovo album degli Who.

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domenica 31 marzo 2013

Noel Gallagher: "La suonata con Damon Albarn? Provata sul momento, è stata fantastica"

Rifare lo show radiofonico per supportare la causa benefica di Teenage Cancer Trust anche l'anno prossimo? Volentieri. Tornato a parlare ai microfoni di Xfm Radio (AUDIO ALLA FINE DEL POST), Noel Gallagher ha detto: "Lo show con Russell Brand è stato fantastico. Su 33 dischi che volevo far sentire ne abbiamo fatti sentire 7, ma è stato fantastico. Mi chiedi se lo rifarei? Certo. Dipende da Russell, però, dato che lui vive negli States, sai cosa intendo? Non lo so, però. Lo spero. Sarebbe fantastico".

L'annuale serie di concerti per l'associazione Teenage Cancer Trust quest'anno ha visto Noel nelle vesti di curatore. "Mi sono goduto ogni serata, ho fatto sette serate di fila fuori di casa e non lo facevo dal 1998 ... ora mi prenderò una sera di pausa prima della serata di domani. Forse avvertirò i postumi di una sbronza, ma niente può essere peggiore dello stato in cui mi trovavo ieri (domenica 24, ndr), dopo la serata di sabato. Il concerto di sabato sera (Noel si è esibito con Damon Albarn, Graham Coxon e Paul Weller, ndr) è stato grandioso, non ce ne siamo andati prima delle quattro meno un quarto! Ci siamo divertiti. Quello che hanno fatto Damon, Graham e Michael Horowitz è stato fantastico. E ovviamente alla batteria c'era Paul Weller per la prima volta nella storia".

Sabato 23 marzo Noel, Damon, Graham e Paul hanno suonato insieme un classico dei Blur, Tender, tra l'entusiasmo del pubblico che ha assiepato la Royal Albert Hall. "Non era niente di programmato", ha spiegato Noel. "Non ho parlato con Damon di cosa fare se non la sera stessa. È una cosa nata durante il soundcheck. Non c'era molto tempo per sedersi e parlarne. Mi ha semplicemente chiesto: 'Allora lo vuoi fare?'. E io: 'Cosa? Sì'. L'abbiamo provata una volta e fortunatamente la sapevamo suonare tutti. E basta, l'abbiamo strimpellata. È stata una versione un po' grezza, ma bella. Ho pensato che fosse una cosa bella per gli appassionati di musica poter dire: 'Io c'ero quando succedeva quella cosa'. So che i media insistono con il significato simbolico del gesto (la riappacificazione dopo la guerra del Britpop degli anni '90 tra Oasis e Blur, ndr), ma siamo veramente abbastanza adulti da non badare più a quelle cose. Semplicemente è stato un momento davvero bello".

"Se ci vogliono le palle per fare una cosa così? Assolutamente sì. Ho fatto i demo delle mie canzoni per vent'anni con lo stesso ingegnere del suono e le cose che non sono completamente ultimate non le suono. Quindi andare lì e suonare qualcosa che non hai neanche scritto è una cosa fantastica, provarla solo durante il soundcheck e tirare fuori una cosa che dura undici minuti è stato eccezionale".

"Quando i biglietti sono stati messi in vendita prima di Natale e i primi concerti hanno fatto registrare il tutto esaurito ... obiettivo centrato, capisci? Il mio momento chiave, a parte la serata di sabato 23,è stato vedere gli Echo & The Bunnymen, che non avevo mai visto prima. Mi hanno impressionato tanto. Conoscevo le loro canzoni famose e via discorrendo. La serata con Russell Brand è passata dall'essere molto divertente a piuttosto sgradevole e poi di nuovo divertente, poi un po' strana. Quando è finita ho visto che c'era un bimbo con sua madre ... era sconvolto!".

Noel dice che gli piacerebbe essere coinvolto da Roger Daltrey degli Who nell'organizzazione dell'evento anche per il 2014. "Si tratta principalmente di una cosa che spetta a Roger. Io posso dare una mano, che si tratti di suonare, telefonare alle persone, firmare autografi o fare qualunque cosa. E se sono in giro sono sempre qui a dare una mano. E di questa settimana porterò con me ricordi fantastici che dureranno una vita", ha concluso Noel.

INTERVISTA A NOEL GALLAGHER - da XFM Radio, 28 marzo 2013


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martedì 4 dicembre 2012

Noel Gallagher: "Liam è un giocattolo stridulo che bestemmia nel suo parka. Reunion? Ho visto tutti tranne Andy. Nessuno ne parla e non potremmo mai fare qualcosa di paragonabile a prima"

Nell'intervista rilasciata a BBC Radio 6, di cui vi abbiamo parlato anche in questo post, Noel Gallagher è tornato  sul suo attuale rapporto con Liam e ha raccontato un paio di aneddoti su di lui e su Ian Brown.

"Il mio rapporto con Liam? Se mia madre vuole che ci riconciliamo? Sì, lei insiste sempre. Ho 45 anni, però, e lui 40! Non posso comportarmi come faccio con i miei figli, tipo: 'Ridagli la maschera di Darth Vader! Ora'.  Non è così. Lui fa la cosa sua e io la mia, ma a Natale scorso ci siamo messaggiati". 

"L'ho visto ad un party dopo le Olimpiadi. Ha fatto la solita cosa, rivolgermi un insulto e andare via, il che non è niente di nuovo, ma va bene così. Se è un modo per dimostrarmi il suo amore? Sì, è come un giocattolo stridulo che bestemmia molto nel suo parka".

Poi Noel ha raccontato un aneddoto divertente su Liam. Si parlava della tecnica di mettere un cucchaio in una bottiglia di champagne per mantenerlo frizzante e fresco. 

A questo proposito Noel ha detto: "Sì, funziona. Sai quando vai a casa di qualcuno e nel frigo c'è una bottiglia di champagne con dentro un cucchaio per mantenerlo fresco? Una volta Liam venne a casa mia, aprì il frigo e mi domandò: 'Perché c'è una forchetta in quella bottiglia di champagne?'. E gli dissi: 'Se dentro ci metti una forchetta mantiene le bollicine, lo mantiene fresco'. Due giorni dopo andai a casa sua e c'era una forchetta in una bottiglia di latte ...", ha detto Noel ridendo.

Noel ha confermato che iniziò a scrivere canzoni quando fu trasferito nel reparto magazzino dell'azienda del gas per cui lavorava. Com'è noto, un giorno sul piede gli cadde un grosso tubo, che lo costrinse all'immobilità per qualche settimana. "Forse enfatizzai il danno e per quella ragione mi misero in magazzino, ma fu una benedizione caduta dal cielo", ha scherzato Noel. "Non potevo lavorare e a lavoro portavo la chitarra per non annoiarmi. Iniziai a strimpellare qualcosa che avevo scritto, ma non pensavo di fare un disco".

Sull'importanza della fortuna per sfondare nel mondo della musica: "Se serve la fortuna per diventare una rock star? Non puoi costringere la gente a comprare i dischi. Aver fatto comprare tutti quei singoli alla gente non è frutto di fortuna, ma devi avere fortuna per farti spazio, perché se ci fosse un insieme di regole prestabilite per fare qualcosa allora tutti sareste rock star. E dove saremmo finiti?".

Sulle Olimpiadi: "Per i primi dieci giorni di Olimpiadi ho visto nuotatori di merda che si sfiancavano e pensavano: 'Questi americani nuotano veloce, eh?'. È stato bello vedere tagliare il traguardo a Mo Farah, veramente grandioso. Mia moglie era in lacrime". All'atleta britannico, medaglia d'oro a Londra 2012 nei 5.000 e nei 10.000 metri, Noel ha dedicato Supersonic al V Festival, lo scorso 18 agosto.

Sugli Stone Roses: "Li ho visti 5 volte, 2 volte sono stati eccezionali. È stato bellissimo rivederli sul palco insieme. Nessuno ci sperava, perché per anni c'è stata animosità tra loro. Non so quale sia stato il momento che ha fatto riscoccare la scintilla. Sia benedetto Mani, era lui quello che diceva sempre: 'Dai, sbrighiamoci a riunirci prima di perdere i capelli'. Varrebbe la pena vederli solo per vedere Reni, onestamente. Il fatto è che in quella band tutti suonano la chitarra solista e se uno di loro ha una serata storta, tutto va male. Se li becchi in una serata giusta, però, sono eccezionali. Sono come gli Who: bastava che Keith Moon o Pete o ... capito? Bastava che uno non fosse in serata che tutto andava male. Sono la cosa musicalmente più vicina agli Who che io abbia mai visto".

"Quest'estate ci siamo incontrati nel backstage del Festival di Benicassim. Ci è partito Folols Gold dall'iPod. È arrivato Ian e ci ha fatto: 'Sarà fantastico stasera!'. Poi ha guardato l'iPod con Fools Gold in play e ha cambiato subito espressione: 'Sarà fantastico, sarà fantastico!' e poi 'Non suonerà affatto così stasera, amico! '".

Sulla possibilità di una reunion degli Oasis: "Di recente ho visto tutti i miei ex compagni di band ad eccezione di Andy. Per quanto ne so io, i Beady Eye stanno lavorando ad un nuovo disco. Nessuno me ne ha parlato. Non voglio suonare cinico nei confronti dei fan degli Oasis né parlare a nome di qualcun altro, ma devono capire che è una cosa che abbiamo fatto già. E non basta che arrivino email in cui la gente dice che pensa che dovremmo farlo. Non credo che potremmo mai fare qualcosa di paragonabile a quello che abbiamo fatto. Detto questo, se sarò al verde lo farò".

"Con Damon Albarn di recente parlavamo dei giorni del Britpop. Da nessuna delle due parti all'epoca si risparmiava questo gioco mediatico, ma ripensandoci non ci siamo affatto scusati, ci siamo detti: 'È stato grandioso'. Non succedeva dai tempi dei Beatles e degli Stones ed è grazie a quello che ci sono stati i Libertines, i Kasabian, i Razorlight".

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