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giovedì 3 ottobre 2024

Mao racconta: "Quando aprimmo agli Oasis al Palalido. Quell'odore di Marmite ..."


Sul numero 393 (ottobre 2024) della rivista Rumore, il cantautore Mao, 53 anni, ha raccontato un piccolo aneddoto sugli Oasis e Noel Gallagher.

Al centro della cronaca recente c’è la reunion degli Oasis, dei quali in quegli anni apriste una data (con i Mao e la Rivoluzione). Come andò? Riuscisti a incontrarli?

"Era il 29 marzo del 1996 al Palalido di Milano. Avevamo già firmato con la Mescal, che stava valutando se farci uscire con la Polygram, all’epoca guidata da Stefano Senardi, o con  la Virgin. 

Valerio Soave, manager della Mescal, deve aver pensato che aprire il concerto degli Oasis fosse una bella vetrina per presentare il suo nuovo gruppo, e così siamo finiti a suonare sul palco della band di Manchester, per la quale andavo pazzo. Passai tutto il pomeriggio a sentire Noel che provava riff di chitarra, mentre il resto della band non salì sul palco per il soundcheck, solo per il concerto. 

Mi aggiro per il backstage, avvolto dall’aroma delle cose che si mangiano gli inglesi, come la Marmite, quando vengo fermato dal mio manager, che vuole presentarmi una persona: era Noel Gallagher. Giusto il tempo di stringersi la mano, 'Hi Noel, nice to meet you', poi del concerto non ricordo quasi nulla".

Source: Rumore di ottobre 2024

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domenica 8 settembre 2019

Rumore: "Why Me? Why Not. Da Liam Gallagher solite parole e solito disco. Sufficiente"

Ha ragione lui ovviamente, a vederlo nei piani alti di Glastonbury e ricordando le 300.000 copie solo in UK del debutto a suo nome del 2017. Perché our kid conosce il suo pubblico così bene da rasentare la proliferazione: sta invecchiando e vuole riferimenti adulti? Ecco i momenti più rock (i peggiori, da Shockwave in giù) e le venature blues di una Halo scontatissima. Anche il più gretto dei lads soffre di pene di cuore? Ecco quindi un pugno di ballate, e notevole è la doppietta One of Us e Once. Piacerebbe semmai vederlo oltre un minimo comun denominatore fatto di un vocabolario (forse) di 500 parole e un album che è palesemente il seguito del precedente. Ma venderà ancora di più e lassù qualcuno griderà al miracolo: qua ci si accontenta di un disco più divertente del previsto. 

Voto: 66/100 

Francesco Vignani

(Dal numero di settembre della rivista Rumore. Thanks to Alessio).


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