martedì 1 marzo 2011

Intervista a Liam e Andy: "Noi come i Beatles? Liverpool e Manchester sono vicine"

Dal tono della voce Liam Gallagher fa capire che avere un album megapubblicizzato, che gareggia con l'eredità della sua vecchia band, gli Oasis, è la cosa più naturale del mondo.

Votato miglior frontman rock and roll di tutti i tempi dai lettori della rivista britannica Q, odiato da alcuni e venerato ed applaudito da molti, attivo con successo anche nel campo della moda con la sua linea di abbigliamento Pretty Green ispirata allo stile mod, Gallagher viene raggiunto dai nostri microfoni mentre si trova alle Bahamas e ci risponde con il viva voce, così dice.

La sua nuova band, i Beady Eye, formata dai reduci degli Oasis sta un po' provando e un po' villeggiando prima della pubblicazione del disco Different Gear, Still Speeding, che in Canada esce martedì 1° marzo.

Come Gallagher sia arrivato a questo punto è già una questione ampiamente dibattuta tra i fan. Per gli Oasis la fine era giunta il 28 agosto 2009, dopo 18 anni di onorata carriera, a causa dell'ennesimo litigio tra i bizzosi fratelli Noel, "mente" della band, e William John Paul, detto Liam. Noel prese armi e bagagli a pochi minuti dal concerto di Parigi e piantò tutti in asso. Non parla con Liam da quel giorno. Quella sera stessa il resto del gruppo decise che avrebbe proseguito nel solco della stessa vena Brit rock.

Com'è stato registrare il nuovo album senza Noel a dirigere lo show?

"Ci siamo sentiti molto più a nostro agio. Siamo entrati, abbiamo messo giù un sacco di idee. Non abbiamo mai avuto la sensazione di non riuscire a dire nulla. Abbiamo solo provato tutto e se una cosa stava bene, era grandiosa", dice Liam, pronunciando "great" con un trillo beatlesiano e dall'accento nordico.

"È stato uno spasso. L'abbiamo registrato in Inghilterra ovviamente, a Londra, dietro l'angolo di casa. Per andare a lavoro andavamo a piedi, per tornare a casa andavamo a piedi. È stato uno spasso. Avevamo uno bello spirito in studio, man".

"Eravamo grandi fan degli Oasis, tanto quanto eravamo presi dalla band", si inserisce Andy Bell, già bassista degli Oasis, tornato alla chitarra per i Beady Eye e spalla regolare di Gallagher nelle interviste. "Oggi saremmo negli Oasis se Noel fosse ancora interessato a stare negli Oasis. Ma questa nuova situazione ci ha dato un po' più di libertà perché lui si occupava di dirigere la band … È sicuramente liberatorio. Ci si sente bene".

"C'è stato molto incoraggiamento perché cantassi prima le canzoni durante le registrazioni", aggiunge Liam.

’R Kid, slang mancuniano per "amico" o "fratello minore" e soprannome di Liam (così come di Noel) negli Oasis, era solito ritrovarsi a registrare la sua traccia vocale dopo che sulle canzoni di Noel era già stata fatta la maggior parte del lavoro. Questa volta Liam è stato parte integrante dell'intero processo.

Le idee e i demo sono venuti da ogni dove. "Abbiamo iniziato a fare a turno", spiega Bell. "Liam ha portato Beatles & Stones, che è stato il primo pezzo al quale abbiamo lavorato, credo. Poi io ho portato Millionaire e ci abbiamo lavorato su. E poi Gem [Gem Archer, altro chitarrista] ha portato The Roller. Abbiamo fatto a turno e siamo andati avanti così".

Beatles & Stones potrebbe comprendere “& The Who” nel titolo, dato che il suo riff imita molto quello di My Generation, storico pezzo della band simbolo della cultura mod, mentre il singolo The Roller si apre con un ritmo sostanzialmente identico a Instant Karma di John Lennon.

Gallagher ha sempre sostenuto negli anni che non vuole reinventare la storia. Gli Oasis, e ora i Beady Eye, stanno codificando e aggiornando un sound di British rock classico, proprio come fa la Pretty Green con lo stile mod classico. Ma i membri dei Beady Eye quando si guardano in studio, si accorgono che a volte devono cambiare un accordo o un ritornello qui e là per evitare che l'omaggio si trasformi in copia bell'e buona?

Bell ride. "No, affatto. C'è molto di più dei Beatles se guardi sotto la superficie".

Aggiunge Gallagher: "Io sono di Manchester, che non è molto lontano da dove provenivano i ragazzi (dice "lads"), da Liverpool. Quindi sarebbe diverso se venissi dal Perù. Allora sì che avresti rpove contro di me, sai cosa intendo?".

"Ma io vengo tipo da dove vengono loro e bevo lo stesso tè e tutta quelle scemenze. Credo solo che suoniamo come una grande band inglese".

"…i Beatles", conclude Bell con una risata. tradotto da frjd - www.theglobeandmail.com - Guy Dixon, 28 febbraio 2011

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