martedì 25 giugno 2013

Liam Gallagher: "Robbie Williams? Scende da una scala come un clown, in lui l'idiozia vince sulla musica. Balotelli? Lo seguo sempre, farà bene ovunque"

Una rockstar che canta come una divinità e morde come un crotalo. Liam Gallagher è in Italia con i suoi amici Beady Eye per presentare il secondo album BE, che arriva a due anni di distanza da Different Gear, Still Speeding. Nuovo suono, nuovo produttore, una data in Italia il prossimo 6 luglio a Pistoia e pure una buona dose di indisponenza. Sky Mag lo ha incontrato in albergo, a Milano. Stravaccato su una sedia, con gli occhiali scuri, il senso dell'insofferenza e una voglia di parlare minima. Ma quel minimo lascia il segno.

GUARDA L'INTERVISTA A LIAM ALLA FINE DEL POST (VIDEO CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO)

Liam Gallagher, partiamo da BE.
È cambiato il suono: dobbiamo molto al nuovo produttore Dave Sitek. È un disco libero. Con mio fratello Noel in squadra non lo avremmo mai fatto: lui è un accentratore.

Come lo definirebbe?
Mio fratello?

No, il disco.
Roba cosmica.

La cover in Inghilterra è stata censurata per quel seno...
Incredibile. I capezzoli li abbiamo tutti. È uno scatto bellissimo.

Flick of the Finger è molto forte come tema.
È un discorso politico. Basta tenerci all'oscuro, bisogna sapere per cosa si va a morire in guerra. Il gioco è cambiato, devono darci più informazioni.

Si leggono cose cattive su di lei. O meglio: dette da lei.
Ho una grande bocca destinata ad allargarsi sempre più.

Ce l'ha in particolare con Robbie Williams.
Ai suoi concerti scende da una scala come un clown. Sembra che in lui l'intrattenimento e l'idiozia abbiano la meglio sul talento e sulla musica.

Anche lui è così cattivo verso di lei?
Non prendo consigli da lui. Piuttosto che prendere i consigli da un tizio che canta Candy preferirei pisciarmi in bocca e spararmi nei coglioni.

Il cambio di sound potrebbe allontanare un po’ di pubblico?
BE è una evoluzione di Different Gear, Still Speeding, non un'altra cosa. E comunque i dischi non si fanno per guadagnare o perdere persone.

Il 6 luglio a Pistoia l'unica data italiana.
Peccato, ci sarebbe piaciuto farne qualcuna in più. Speriamo di recuperare più avanti.

Shine a Light ha lo stesso titolo di una canzone dei Rolling Stones e del documentario su di loro di Martin Scorsese.
Lo so, ma non c'è alcuna analogia. E neanche prelude a un film sugli Oasis. Che per ora non si riuniscono.

A proposito di teste calde: le spiace che Mario Balotelli non sia più del Manchester City?
Un po'. Farà bene ovunque. È un ragazzo fuori dal coro. Lo seguo ancora e nei prossimi anni andrà benissimo.

Ascolta musica?
No, di nessun tipo. Forse un giorno comprerò un iPod.

Sky Mag 

Insegnano i Beady Eye: il secondo morso alla mela aiuta a vedere le cose nel loro insieme, aumenta la percezione dei sapori e dei colori. "Second Bite of the Apple", oltre a essere il primo estratto ufficiale dal nuovo album di Liam Gallagher e soci, è anche la facile metafora della seconda tappa di un percorso artistico, che loro hanno raggiunto con la pubblicazione di BE lo scorso 10 giugno. Di interpretazioni da affibbiare alla biblica mela poi se ne sarebbero potute trovare a bizzeffe nel corso dell'incontro che la band ha tenuto con la stampa italiana, ma a fugare il pericolo di vischiose dissertazioni filosofiche ci hanno pensato gli stessi artisti.

Secchi monosillabi e un'ottusità sagacemente applicata in risposta a prolisse domande, stilettate e provocazioni dei giornalisti sembrano essere il pane quotidiano del riottoso artista di Manchester (e i suoi bandmate hanno imparato a comportarsi di conseguenza), ma la sensazione che si ha quando al di là dei microfoni c'è un personaggio come Liam è quella di uno stanco (ma agile) felino in gabbia, in grado di balzare in un feroce agguato da un momento all'altro, ma altrettanto capace di guardarsi intorno annoiato senza replicare ad alcuna provocazione.

Cosa è cambiato dall'album precedente? "Anno e giorno di pubblicazione"
Che musica vi piace ascoltare? "Non ascoltiamo musica degli altri"
Gli Oasis si riformano? "Non ora"


Il tira e molla con la stampa però ha funzionato come riscaldamento per i Beady Eye che, dietro a occhiali da sole e giacche a vento nero ben allacciate fino all'ultimo bottone, hanno infine rivelato qualcosa in più sul loro BE, nonché concesso qualche sorriso: "Il suono di questo album è cambiato perchè le cose vanno avanti e si evolvono, abbiamo lavorato con un nuovo produttore ed è stato bellissimo. C'è stato il concerto dal vivo e abbiamo introdotto più atmosfera, roba cosmica. Nuovi suoni che ampliano la portata della musica. Un po' come fare musica aggiungendo effetti speciali invece che usare effetti speciali pensando che sia musica". Un disco del genere non sarebbe stato possibile senza Dave Sitek (Tv On The Radio, Yeah Yeah Yeahs), ma nemmeno con gli Oasis e l'onnipresenza di Noel: "Lavorare con Dave ha mosso qualcosa in noi, lui è senza dubbio il miglior produttore con cui abbia mai lavorato, un vero fuoriclasse, non gli importa di niente e segue solo le sue regole. Abbiamo trovato una nuova concentrazione mentre stavamo scrivendo l'album, ci siamo immersi nel lavoro con lucidità, a differenza degli anni '90. Per noi è davvero un lavoro speciale. Gli abbiamo dato piena fiducia, cosa che non sarebbe stata possibile con gli Oasis perché Noel vuole sempre controllare ogni cosa. Mettersi a fare il produttore". Archiviato il discorso Noel.

Le sonorità futuristiche e la sperimentazione strumentale non segnano un cambiamento di rotta per la band, quanto piuttosto un ampliamento dei loro orizzonti: "Può piacere o no ma è così. Non facciamo un disco per guadagnare o perdere fan, noi non pensiamo a questo genere di cose quando registriamo. Ovviamente ci sarà sempre qualcuno che non apprezzerà il nostro lavoro. Le critiche ci saranno sempre, ma le accetto se a farle è qualcuno che ha davvero ascoltato il disco. Ci sono persone che giudicano il mio lavoro basandosi solo sull'idea che si son fatti di me, allora il problema non sussiste nemmeno. Lui pensa che io sia un personaggio e scrive in base a quello che si aspetta dal mio personaggio. In realtà noi abbiamo un riscontro che ci arriva dalle performance dal vivo. Quando siamo ai concerti e vediamo che tutti i fan cantano le nostre canzoni è il ritorno che ci piace e che conta".

Ma, preconcetti a parte, Liam non ha abituato il pubblico ad una tenuta così contenuto e abbottonato: si cerca spesso di aiazzarlo contro qualcuno di strapargli un qualche giudizio o sentenza. Ma questa volta, il fratellino del Britpop non era in vena e non ha dato troppa soddsfazione. Sul calcio e Balotelli ("È un tipo figo, fuori dagli schemi"), per esempio, o sul perché si atteggi quasi sempre da insofferente ("Io mi diverto moltissimo in quello che faccio"). Ma alla fine, per non lasciare a bocca asciutta tutti quanti, ha concesso una sua replica sull'argomento Robbie Williams: "Lui dice che le canzoni dei Beady Eye sarebbero belle se avessero un ritornello? Piuttosto che seguire un consiglio da Robbie Williams mi sparerei nei coglioni".
Eccoci tutti accontentati.


rockol


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