venerdì 12 giugno 2015

Noel Gallagher: "Il rock 'n' roll? Spirito libero. Neil Young è un modello: niente ballerini sul palco né tatuaggi"

Abbiamo raggiunto Noel Gallagher al Rock and Roll Hall of Fame and Museum di Cleveland.

Qual è la definizione che Noel Gallagher dà di rock and roll?

Per me non è un sound, non è un'idea. Per me è uno spirito. Uno spirito di libertà: libertà di pensiero, libertà di parole, libero pensiero, libera espressione. La cosa grandiosa del rock and roll è che non può essere sintetizzato con una frase carina. 

Per esempio qualcuno che era con me in questo museo mi mostrava roba di Madonna e mi diceva: "Sai, Madonna non è molto rock and roll. Questo è un museo del rock and roll". Io ho pensato: be', può darsi che Madonna non sia rock and roll nel senso in cui lo è Chuck Berry, ma di sicuro è rock and roll nel modo di pensare. Sai cosa intendo? Non si tratta del sound e delle chitarre a volume alto, né delle bottiglie di Jack Daniels, delle giacche di pelle e di tutto quello. Credo che il rock and roll sia libertà di pensiero. 

Noel Gallagher al Rock and Roll Hall of Fame and Museum di Cleveland
Voi degli Oasis eravate l'epicentro del Britpop che negli anni Novanta portò l'alternative britannico nella mainstream.

A parte il gruppo specifico di generi musicali quali reggae, heavy metal e jazz, ogni altro genere è difficile da sintetizzare con una frase carina, e dovrebbe essere così. Sai cosa intendo? In fin dei conti si tratta di semplice musica. Se scrivo una canzone nel 2015 sto semplicemente raccontando di nuovo la storia per la generazione futura. Non sto facendo niente di diverso da ciò che fanno Bob Dylan o Neil Young. 

Stiamo narrando di nuovo la stessa storia, capisci? Non credo che le cose debbano essere sintetizzate con una frasetta. Ed è una buona cosa che sia così. È come quando la gente mi chiede: "Come descrivi la tua musica?". Be', non ne ho idea, capisci? In fin dei conti è solo musica. Penso che la musica alternative nasca da un modo di pensare alternativo, è un atteggiamento del tipo "fai da te". 

Questo atteggiamento del tipo "fai da te" è stato alla base non solo della musica stessa, ma anche delle pionieristiche etichette indipendenti. 

Questi tizi fondarono etichette discografiche proprie perché la musica di cui erano appassionati non veniva promossa dalle major. E questo cambiò il volto della musica. Purtroppo ora stiamo procedendo in direzione contraria, specialmente in Gran Bretagna. Il modo di pensare alternativo sta pian piano morendo e alla fine del decennio non rimarrà alcuna etichetta discografica indipendente, o com'è che si chiama. Con lo streaming e tutte quelle cose lì nessuno ormai sarà in grado di far funzionare questa cosa. Quindi pensateci quando prenderete in affitto il vostro prossimo album.

Sei più felice quando ti esibisci dal vivo o in studio?

Quanto alle esibizioni, non ci penso molto su. L'attenzione la focalizzo sui dischi. Se hai fatto un buon disco allora la gente ai concerti viene a sentire i dischi. Io quando scendo dal bus alle 2 del pomeriggio ho indosso ancora gli stessi vestiti di quando sono salito sul palco. Può darsi sia l'unica persona nella storia della musica in questo preciso momento che non si veste per l'occasione. La gente mi chiede: "Come mai sul palco indossi gli stessi vestiti che indossi già addosso?". Non contano i vestiti. Non conta l'aspetto. Non conto io in quanto performer. Sto solo trasmettendo a te le canzoni e tu riesci a vedere che lo faccio. Non mi servono tatuaggi, fottuti braccialetti o orecchini, o capelli tinti o fottuti ballerini né niente di quella merda. Sono di una scuola diversa io. Ecco perché Neil Young è un'influenza così grande per me. È solo un fottuto ragazzo con un dono straordinario.

via rockhall.com

Vedi anche Noel Gallagher: "Da quando le mie canzoni non le canta Liam mi sono liberato di un peso"

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