venerdì 18 febbraio 2011

Liam Gallagher: "Noel è un falso fottuto. E non suoneremo canzoni degli Oasis"

Intervista a Liam Gallagher e ai Beady Eye pubblicata dal Guardian. Traduzione by oasisnotizie.

Liam Gallagher non fa più parte degli Oasis, ma il "grande spirito" degli Oasis continua a vivere nella sua musica.

"La colpa per la separazione degli Oasis? È mia e di our kid (Noel, ndr)". "Non mia né sua. E sicuramente non di questi ragazzi". I "ragazzi" sono i membri dei Beady Eye, i chitarristi Andy Bell e Gem Archer e il batterista Chris Sharrock. Fino all'estate 2009 i tre formavano insieme a Noel Gallagher la più grande rock'n'roll band inglese della loro generazione. Poi il 28 agosto 2009 uno dei tanti litigi tra Liam e Noel pose fine alla storia della band. Noel decise di piantare tutti in asso a pochi minuti dal concerto di Parigi.

Noel diramò attraverso il sito ufficiale degli Oasis un cominicato in cui denunciava "le violente intimidazioni anche verbali" subite da Liam e "la mancanza di sostegno e di comprensione" da parte dei suoi compagni di band.

A un anno e mezzo dall'accaduto Liam quasi esplode se gli si ricordano queste parole. "Fottute balle del cazzo! È questa la cosa che mi fa venire voglia di vomitare. Lo guardo ora e penso: 'Sei un falso del cazzo'. Se vuoi lasciare la band, lascia la band! Se vuoi restare a casa con i bambini, resta a casa con i bambini! Se vuoi prenderti cinque anni di pausa, prenditi cinque anni di pausa. Ci sediamo con tutta la band e ne parliamo. Ma non cominciare a dire 'Sono stato cacciato via dalla band con metodi da bulli'. Merdate del cazzo!".

Archer sospira: "Quella dichiarazione è stata fottutamente surreale".

E come la mettiamo con l'accusa di mancanza di sostegno da parte dei compagni di band?

"Noel non ha bisogno di sostegno", dice ancora Gem.

"Sostenerlo in cosa?", ringhia Liam.

E allora cosa pensate che volesse dire?

"Credo che abbia scritto quelle cose preso dalla rabbia del momento. Probabilmente ora è mortificato", aggiunge Andy Bell.

"Non così mortificato", precisa subito Liam, "perché ce l'ha ancora sul fottuto sito web, che ho provato a far togliere", accusa Liam.

"Davvero ce l'ha ancora?", chiede Gem.

"È da due anni, cazzo!", continua Liam, che sembra sempre più arrabbiato e ferito. "Togli quella cazzo di dichiarazione. È finita. Siamo tutti cresciuti. Abbiamo tutti voltato pagina".

Ci sono televisioni rotte sul pavimento fuori dal costoso hotel di Londra dove ci incontriamo. nella sala di rappresentanza la chiacchierata verte sulle cose eccitanti e le cose deprimenti. Quindici anni fa avresti scommesso che quelle televisioni erano state lanciate da una finestra superiore dell'hotel e che le cose eccitanti e deprimenti erano in realtà anfetamine e barbiturici. In realtà le televisioni sono state lasciate lì da un ingegnere e i membri dei Beady Eye non stanno discutendo di droghe, ma di caffè e cioccolata calda.

Ci è voluto l'alcol, però, per dare alla band, priva di Noel da poche ore, l'idea di continuare come band.

Avrebbero potuto andare sul sicuro e continuare come Oasis. Dopo tutto era stato Liam a scegliere il nome della band nel 1991, prima ancora che Noel si unisse alla bandE nella dichiarazione Noel ha scritto "lascio gli Oasis", non "li sciolgo". Ma oggi, seduti attorno al tavolo della sala di rappresentanza del Landmark hotel a sorseggiare le loro cioccolate calde, i membri dei Beady Eye insistono a dire che continuare come Oasis non era un'opzione.

"Andare in giro a suonare le canzoni di qualcun altro?", dice Liam. "Non è figo, no?".

"Gli Oasis sono un'entità che ha a che fare con Liam e Noel", concorda Bell, uomo dai modi gentili, ex chitarrista dei Ride che, come Archer, si aggregò agli Oasis nel 1999. "È stato molto meglio fare: 'Bene: nuova band nuove canzoni'".

Dopo un'estate trascorsa a registrare con il produttore Steve Lillywhite i Beady Eye sono in procinto di pubblicare il loro album di debutto, Different Gear, Still Speeding. Com'era prevedibile è un disco rock'n'roll in cui riecheggiano Stones, La's - una delle vecchie band di Sharrock - e, ovviamente, Beatles. La cosa più sorprendente, dato che Noel Gallagher era ampiamente considerato l'unico talento compositivo degli Oasis (e in crisi), è che è abbastanza buono. Non che sia un capolavoro

Il primo vero singolo della band, The Roller, è entrato nelle chart in 31esima posizione la settimana scorsa, non un risultato ideale per un cantante che ha vissuto 22 hit da top 10 consecutive con gli Oasis.

"Certo che avremmo preferito andare alla numero uno, tu no?", scrolla le spalle Liam. "Ma non è successo".

I suoi compagni di band iniziano coraggiosamente a spiegare che i poster del singolo ancora non sono stati diffusi e che il 45 giri deve ancora essere pubblicato, ma Gallagher li interrompe.

"Senti, per quanto ci riguarda quella fottuta canzone è maledettamente figa. Dal punto di vista della produzione, del canto, del suono, delle parole - tutto. Non avremmo potuto fare di meglio, cazzo. È questa la musica che ci piace. Se non è quello che è in fottuta voga al momento, allora senti: non mettiamo in vendita il nostro stile. Vorremmo essere alla numero 1 e che tutti fossero della stessa idea, ma non succederà, vero? Lo stai chiedendo a George Bush, capisci cosa intendo?".

Non proprio. Ma è abbondantemente chiaro per tutta la durata dell'intervista che anche se Gallagher è più calmo e pià amichevole di quando lo fu quando lo incontrai per la prima volta più di dieci anni fa, è piuttosto restio a proclamare la propria grandezza.

"Guarda, c'è un gran fottuto spirito qui", dice Liam, rivolgendo gli occhi verso l'alto. "C'era negli Oasis e ora c'è nei Beady Eye. E detto questo, se pensi di prenderti un anno di pausa, stronzetto del cazzo, caschi proprio male, cazzo. Vai via da qui! E grazie al cazzo per questo. Parlavamo degli Oasis che volevano essere la migliore band del mondo. Ecco, è così che ci sentiamo ora. Vogliamo andare in giro per il mondo. Vogliamo ispirare i ragazzi. Vogliamo fare alcuni concerti fottutamente grandiosi".

Il tour dei Beady Eye comincia al Barrowland di Glasgow il 3 marzo e la band si esibirà anche in Sons of the Stage, cover di una band di Manchester, i World of Twist. Ma non suonerà materiale degli Oasis. "Andrà così", assicura Liam.

Mi capitò di esserci l'ultima volta che Noel e i quattro compagni di band condivisero il palco. Era sette giorni prima del casino di Parigi, quando gli Oasis fecero da headliner nello Staffordshire al V festival 2009. Una vasta folla rumoreggiante si abbracciava e si faceva largo a spintoni verso il palco. È difficile immaginare una folla di Glasgow che fa queste cose.

Le influenze del disco?

"Gran bella domanda", concorda Archer. "Potrebbe esserci Elvis lì al fianco dei Beatles, ma sono tutte canzoni nuove di zecca ... Sarà una bella lotta".

"Lo ameranno fottutamente, amico", insiste Gallagher. "So cosa piace. Abbiamo lo stesso DNA. Lo apprezzeranno, perché saremo in forma, amico. Ecco perché stiamo provando fottutamente tanto".

E se la gente dovesse chiedere a gran voce le canzoni degli Oasis?

"Ho un microfono, abbiamo le chitarre, copriremo le loro voci", replica Liam. "Possono gridare quello che cazzo vogliono".

Ma è un po' triste che non le canterà più.

"Prima ho cantato tutto il set di Knebworth sotto la doccia", rivela Liam. "È stato dannatamente bello".

Senza il suo fratellone che gli preme i bottoni Liam sembra studiato e soddisfatto, parla orgogliosamente dei propri bambini, della sua linea di abbigliamento e, ovviamente, della nuova band. "Stiamo trascorrendo il periodo più bello della nostra vita, amico", dice il frontman, guadagnando l'approvazione di tutti". Forse difficilmente avrebbero detto la stessa cosa negli ultimi giorni degli Oasis.

"Ho un po' avuto la sensazione che stesse per finire", dice Liam a proposito del sipario calato sugli Oasis."Succedevano tante di quelle cosette. Noel si stava per allontanare dalla band, viaggiava separatamente, anche se (i media) dicevano che ero io. E con il cazzone non potevi parlare. Gli dicevi qualcosa e il minuto dopo ti faceva quella faccia impietrita: 'E che cosa ne farai di questo?'. Ma è la band è mia tanto quanto sua. Dovevo dire la mia. E a lui non piaceva la gente che sta sul suo stesso piano. Così prende la palla e scappa maledettamente".

Liam dà alcun segno di debolezza e insiste nel dire che la divisione degli Oasis non è stato un duro colpo per lui. "No, perché, come ho detto, la vedevo arrivare. E comunque a Noel non ero più tanto vicino. Lo vedevo soltanto sul palco. Gem lo vedeva più di me".

Archer, Bell e Sharrock erano stati reclutati personalmente da Noel per gli Oasis. Ma Archer era il suo amico e alleato più stretto. "Noel è stato una parte enorme della mia vita", dice.

Per ora, però, Noel è scomparso e nessuno dei due campi di battaglia mostra interesse nel fare un'apertura verso l'altro. "Non ho fretta di piegarmi con le mani sulle ginocchia e, cazzo, sono sicuro che neanche lui ce l'ha".

Sarebbe un peccato, però, che dopo tutto quello che hanno vissuto, andassero l'uno a visitare la tomba dell'altro senza aver messo a posto le cose.

"Questa è veramente pesante". La voce di Liam si fa più bassa. "Senti, se scoprissi che stava succedendo qualcosa gli manderei sicuramente una cartolina, capisci cosa intendo?".

Alla fine ammette che risolveranno i contrasti. "Senza dubbio, ma credo di dover crescere un po' e anche lui deve farlo. La gente pensa che io sia solo un lunatico del cazzo, ma anche Noel può essere un po' puttana. Forse dobbiamo entrambi darci una sistemata prima di farlo. Ma non ancor". Il suo cipiglio lascia spazio ad un sorriso. "Ma grazie per la tua preoccupazione. Non sapevo che per la gente significasse così tanto".

Ma i fan speranzosi non si illudano: il ramoscello d'ulivo che Liam porge a Noel non è convincente. Il cantante è convinto che i Beady Eye sono qui per restarci e parla in modo entusiastico della colonna sonora del film sulla Apple Records che la band sta realizzando. "Potrà spalancare una porta per i prossimi due dischi dei Beady Eye".

Liam è veramente elettrizzato per le sue prospettive musicali. Il 38enne si ispira alle carriere di ultraquarantenni di Neil Young e al Paul Weller ultraquarantenni. Ma esclude categoricamente una reunion degli Oasis.

"Mai", afferma risoluto. "Questo non è un tappabuchi in attesa che io e Noel riacquistiamo i sensi e cominciamo di nuovo con gli Oasis. È una cosa fatta e sepolta".

"E ora stiamo lavorando alla nostalgia del domani", conclude brillantemente Gem Archer.

L'addetto stampa della band arriva per segnalare che il tempo per l'intervista è esaurito. Mentre si alza per prendere una sigaretta Liam mi consegna il suo riassunto crudo e da bullo, ma non sbagliato. "Ci siamo divisi, abbiamo fondato una nuova band. Certa gente odierà l'album, certa gente lo apprezzerà. Certa gente stroncherà i concerti, certa gente li amerà. Fine della fottuta storia". tradotto da frjdoasis

guardian.co.uk


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