domenica 18 febbraio 2018

Noel Gallagher ad Abbey Road: "Mi piacerebbe collaborare con Neil Young, Morrissey o Shaun Ryder. Mio figlio è incuriosito dagli Smiths"

Ecco un'intervista rilasciata da Noel Gallagher il 2 febbraio agli Abbey Road Studios, dove si era recato per provare prima del tour negli Stati Uniti, partito qualche giorno fa.

Cosa stai ascoltando al momento?

Una canzone che mi ha lasciato a bocca aperta è Cola di CamelPhat. Avrei voluto scriverla io. Continuo inoltre a tornare al primo album dei Jungle, di cui stanno per pubblicare il seguito. Molta della nuova musica non mi impressiona, devo dire. L'altra sera riguardavo un Top of the Pops del 1984 e c'erano gli Smiths che cantavano How Soon is Now?. Mio figlio di dieci anni (Donovan, ndr) lo guardava con me e mi ha detto: "È strano questo, mi piac". Gli ho risposto: "Tutte le canzoni degli anni '80 erano su roba reale, no? Ora ascolto la radio e tutte le canzoni suonano uguali, parlano tutte di relazioni". E ho pensato: "Be', devi avere molte cose che ti aspettano, dato che tuo padre ha un'eccellente collezione di dischi". Non vedo l'ora che senta Headmaster Ritual. 

Se potessi collaborare con qualcuno con chi sarebbe? 

Devo dire che sarebbero Neil Young e i Crazy Horse. Se potessi scrivere una canzone e registrarla con loro sarebbe incredibile, cazzo! Mi piacerebbe anche collaborare con Morrissey perché è una grande parte della mia adolescenza. Mi piacerebbe anche scrivere una canzone con Shaun Ryder, quello sarebbe fantastico.

Stai componendo al momento?

Non ho una chitarra a casa per la prima volta da quando avevo 13 anni, quindi ho scritto canzoni con il basso. È incredibile. Toglie tutta l'emozione dalla cosa e ottieni più groove, ma mi sta piacendo molto, quindi è quello che sto facendo al momento. Quindi qualsiasi cosa stia scrivendo al momento suona come i Police, i Cure o come se i Police e i Cure fossero insieme in una band.

Hai appena compiuto 50 anni. Cosa direbbe il Noel 25enne al Noel 50enne?

Quando avevo 25 anni non avevo un contratto discografico, quindi mi coglierei alla sprovvista da solo e direi: "Andrà tutto bene. Commetterai degli errori lungo il cammino, ma alla lunga tutto sarà incredibile".

Cosa pensi di uno dei più piccoli nuovi studi di Abbey Road, il Gatehouse, concepito per gli artisti emergenti?

Sono un po' deluso dal fatto che non ne abbiate chiamato uno studio Gallagher. O studio NG almeno. Penso sia una cosa buona. Qui vedo sempre i grandi studi che per qualcuno possono essere un po' fuori portata, quindi è un bene che gli artisti emergenti possano usare Abbey Road, e il catering ovviamente, senza sborsare 400.000 sterline alla settimana per lo Studio 1. Devo sottolineare che non sono 400.000 sterline alla settimana, tra l'altro.

Se un artista emergente ti chiedesse perché tu hai bisogno di uno studio, cosa gli diresti?

Dipende dal tipo di musica che fai. Se sei un tecnico con un cappello da baseball hai bisogno di una stanzetta e di un computer, ma se sei una band e hai intenzione di andare on the road allora è consigliabile registrare in studio, perché allora tocchi con mano quello che stai provando a fare. La gente della mia generazione ... Non capisco il tizio col cappello da baseball, mi piace la musica, ma non mi piace il procedimento: richiede troppo tempo. Non c'è niente di meglio che stare in una stanza e improvvisare e vedere cosa succede. Tutti i dischi che amo, tutti i grandi dischi che sono stati realizzati sono stati fatti attraverso tentativi ed errori in stanze come lo studio Gatehouse che è qui.

Source: NME
Foto: Jill Fourmanovsky

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