mercoledì 21 febbraio 2018

Liam Gallagher: "I giovani d'oggi? Non riescono a rilassarsi. Vogliono azione 24 ore su 24. Preferisco la mia infanzia a inseguire le mucche dagli zii in Irlanda"

Ottava parte della nostra traduzione dell'intervista concessa mercoledì 14 febbraio da Liam Gallagher a Jo Whiley di BBC Radio 2. L'audio della chiacchierata è alla fine del post.

PARTE 8

Liam parla di come si appassionò alla musica, delle sue vacanze in Irlanda da piccolo e della sua infanzia e adolescenza piene di momenti beneficamente "vuoti" se paragonati all'adolescenza dei suoi figli e dei loro coetanei.

"Intrattenimento a casa mia? Avevamo una TV. Top of the Pops, si trattava di quello in realtà. Lo amavo. Il mio primo ricordo musicale? Sarà stata una canzone dei Beatles. Un giradischi? Una radio? Non da mia madre. Mio padre era appassionato di musica, quindi il giradischi penso che venisse da mio fratello Paul, appena lui se ne procurò uno. Penso sia stato Paul a comprarlo e a portare tutta la musica. Paul aveva una stanza tutta sua e gli piacevano più i Jam e tutta la roba mod. Noel aveva tutta la sua roba che io condividevo con lui e a lui piacevano di più i Pistols e i Damned. Quindi era un bel mix, capisci?".

"Vacanze fuori? In Irlanda. Mio zio Puddy ci portava lì in auto. Dovevamo salire di nascosto sul traghetto, quindi quello era divertente. Sì, amavo andare in Irlanda, era eccezionale. Andavo a trovare mia nonna. Che giochi facevo? Cazzeggiavo per i campi con i miei cugini, inseguivo le mucche, tutta quella roba".

"Infanzia diversa rispetto ai miei figli? Be', loro è andata di lusso, no? Saint-Tropez, Giamaica e Thailandia! Non sanno quanto sono fortunati i ragazzi di oggi, capisci? Noi dovevamo sederci lì e individuare una macchina gialla. Sì, su quei libri Eye Spy (pieni di oggetti disegnati, che i bimbi dovevano crociare quando li vedevano nella realtà di ogni giorno, ndr). Preferirei crescere allora che crescere oggi. I ragazzini di oggi non sanno dove entrare o uscire, amica. Qual è il problema oggi? Hanno troppo e troppa roba attorno. Ora so che sembro un vecchio trombone, e forse lo sono, ma, indipendentemente dal fatto di essere genitore o meno, io come essere umano credo che accada troppa roba nel mondo. Io preferivo quando c'erano dei momenti sgombri dalle cose. Ora c'è troppa roba, in ogni percorso di vita".

"Quando i miei figli vengono a casa mia mi fanno: 'Che facciamo?'. Io rispondo: 'Niente. Ci sediamo, guardiamo la TV e chiacchieriamo'. 'Oh, ci vediamo domani allora'. Capisci? Vengono da me solo se accade qualcosa. 'Oggi non accade nulla', capisci? 'Guardiamo la partita e siete i benvenuti. Mangiamo un po''. Ma loro vogliono sempre azione 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Quello causa ansia? Sì, i ragazzi non amano la calma, no? Che lezione dò loro? Niente di che. Li lascio fare. Devono fare la loro cosa, credo, no?".

fine parte 8 (segue)

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