mercoledì 6 dicembre 2017

Noel Gallagher a colloquio con Elton John: "Il mio album è gioia. Per la prima volta mi sono messo nelle mani di un produttore"

Noel Gallagher è stato intervistato da Elton John per Beats 1, stazione radio di proprietà di Apple. Ecco una nostra traduzione della chiacchierata, che potete vedere alla fine di questo post.

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Noel, sei stato molto generoso, al punto da mandarmi questo tuo album già nella tarda primavera o all'inizio dell'estate. L'ho ascoltato a ripetizione da allora e devo dire che è una bomba. È diverso da qualsiasi album tu abbia fatto prima, dal punto di vista del sound.

"Sì, nel mio album c'è un senso generale di goia che, come ho detto in tutte le interviste, oggigiorno è quasi rivoluzionario, perché un tizio che oggi suona la chitarra in una band è quasi obbligato a scrivere canzoni sulle notizie del giorno. E le notizie, come sappiamo tutti, sono noiose, sono sempre la solita solfa. Quindi portare quella quantità di gioia in un disco penso che oggigiorno sia unico".

Hai co-prodotto con David Holmes?

"No, è stata la prima volta che mi sono messo nelle mani di un produttore. E la principale differenza tra questo disco e gli altri è stata questa: per ogni disco che ho fatto me ne stavo seduto a casa per un anno e scrivevo 16 canzoni, poi le portavo in studio, ne sceglievo le migliori e si partiva. Per questo album David Holmes mi ha detto: 'Non scrivere niente a casa, creiamolo in studio'. Ecco perché suona così diverso. Ogni volta che scrivevo qualcosa o facevo qualcosa mi fermava e diceva: 'Suona un po' come gli Oasis'. Non mi scoraggiava, mi confondeva un po' le idee su dove stessi andando".

È un disco fantastico e l'atmosfera continua dalla prima all'ultima canzone: non ci sono alti e bassi. It's a Beautiful World mi ricorda gli U2, il ritornello.

"Sì, non me ne sono reso conto finché l'ho fatta sentire della gente e mi hanno detto: 'È come gli U2' ...".

Solo il ritornello. È fantastico.

"Sì. È curioso, perché quando scrivevo il ritornello per quella canzone ne ho scritti un po' e non si addicevano tanto. Ho pensato: 'Devo riscriverlo'. E il mio ingegnere del suono mi ha detto: 'Cosa farebbe Bowie per questo ritornello?'. E io: 'OK, aspetta un attimo. Accenderò il bollitore e ascolterò Bowie'. E quel ritornello è piovuto dal cielo".

Holy Mountain è la seconda traccia dell'album.

@fr_design | Instagram
"È la prima cosa che è stata completata. È la mia traccia preferita dell'album perché il riff di flauto a fischietto è tratto da un pezzo di questa band americana degli anni '70 che ebbe successo con una sola canzone, gli Ice Cream. La canzone si chiama The Chewin' Gum Kid. David Holmes mi ha fatto sentire questo brano, ne ha estratto quel campionamento e mi ha chiesto: "Pensi di essere in grado di scrivere un pezzo attorno a quel riff?". E questo riff era talmente molesto che ho pensato: "Se mi ammazza scriverò una canzone attorno a questo. Ed era interessante vedere che, man mano che la canzone si sviluppava, i miei due figli ne erano entusiasti. Anche gli amici dei miei figli impazzivano per il brano e ho pensato: 'Potrebbe essere un inno da parco giochi'. A me suona proprio come una cosa gioiosa e dal vivo è anche meglio di come suona su album. Mentre facevo l'album l'ho fatta sentire al mio management e alla gente che gestisce la mia etichetta discografica e quando si è arrivati alla fine della canzone c'è stato silenzio e qualcuno ha chiesto: 'Sono tutte così le altre?'. E io ho risposto: 'Oh, alcune sono anche peggo di così'. Poi l'ho scelta come primo singolo perché io e David abbiamo pensato che avrebbe sfidato i miei fan, perché non somiglia a nessun'altra canzone fatta da me in precedenza. Avevo ragione. Il riscontro che è giunto un paio di giorni dopo la sua pubblicazione è stato piuttosto interessante, devo dire. La gente la ama o la odia".

Sento molte cose in questo disco. Sento T-Rex, i Beatles ovviamente ... Sono tutte cose che amo.

"David è un produttore eccezionale. La sua lingua musicale è semplicemente far sentire dischi e dire: 'Fallo suonare così'. E per fortuna avevamo questo ingegnere che è un mago del computer, il modo in cui l'ha mixato è incredibile. L'ha mixato come i nostri dischi preferiti del passato".

Il sound del disco è incredibile. Ne ho appena preso il vinile, non vedo l'ora di sentire come suona. She Taught Me How to Fly è un altro pezzo del tuo nuovo album.

"Sì. Facevamo questo disco e l'introduzione è tratta da un brano che non andava da nessuna parte. Provavamo a costruire una canzone attorno a questa cosa pulsante che avevamo. Conversavamo di Blondie. E David mi ha detto: 'Facciamo finta di scrivere un singolo per Blondie'. E io: 'Che cazzo di idea eccezionale!'. Ed è andata così. E devo dire che riesco a sentire Debbie che la canta. Se sei in ascolto, Debbie, quando io finirò con questo brano, puoi prenderlo tu".

Devo dire - e te l'ho detto prima - questo disco più lo ascolti, più diventa un vecchio amico. Non riesci più a smettere di sentirlo. Cresce ad ogni ascolto. Sei proprio baciato dal sole in questo periodo: hai pubblicato un disco incredibile e la tua squadra (il Manchester City, ndr) gioca un calcio extraplanetario e va tutto bene nel mondo.

È bello essere vivi.

Sono sempre stato tifoso del Manchester United, ma devo dire che quest'anno il Manchester City sta giocando il miglior calcio che abbia visto giocare da una squadra inglese. Eravamo insieme in tribuna a Watford quando avete vinto 6-0 quest'anno, sei stato mio ospite. Non mi è dispiaciuto perdere, perché il calcio era così straordinariamente bello ... 

Non avete giocato male quel giorno, ma quest'anno abbiamo portato le cose ad un altro livello, tanto che è un privilegio andare a vederli giocare. Sembra che ora stiano giocando con molta fiducia. Con alcuni amici tifosi del Manchester City e cresciuti con me ci dicevamo: 'Quand'è che perderemo? Questi sono venuti a giocare e li stiamo annichilendo'.

trad. a cura di oasisnotizie



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