venerdì 25 marzo 2016

Noel Gallagher: "Reunion? Più in là forse sì, ma Liam è ancora arrabbiato e complica le cose facilissime. In futuro forse suonerò solo canzoni degli Oasis"

Noel Gallagher ha concesso un'intervista a Radio Metro (audio alla fine del post), in Argentina, dove si è esibito il 16 marzo al Luna Park e il 19 marzo al Lollapalooza.

Qual è il tuo rapporto con i fan argentini?

I fan argentini per me sono speciali e li amo, mi fanno sentire così felice e orgoglioso. E amano tantissimo tanto le vecchie quanto le mie nuove canzoni, quindi li ringrazio. 

Che ricordi hai dell'Argentina?

Con gli Oasis qui ho fatto alcuni tra i concerti migliori. Ricordo quello incredibile nello stadio del River Plate. E due sere fa al Luna Park ho fatto uno dei miei concerti preferiti da solista. 

I fan argentini sono come i calciatori argentini: danno tutto o non danno nulla. Non ci sono mezze misure. Se a loro piaci, ti amano; se a loro non piaci, non sono interessati a te. È una sensazione speciale essere amati da loro. 

Vorrei non essere così famoso in modo da poter andare a vedere Buenos Aires, invece non posso lasciare l'hotel. 

Parliamo dei due gol segnati da Maradona nel celebre match Inghilterra-Argentina del 1986 (la "mano di Dio" e il secondo gol dopo un bellissimo slalom palla al piede). Come si concilia il fatto di essere amante di calcio con il fatto di essere inglese e di ricordare con amarezza quei gol?

Prima di tutto non sono inglese. Sono più irlandese che inglese, quindi la mano di Dio non mi preoccupa più di tanto ... Sì, sono mezzo inglese e mezzo irlandese, per lo più irlandese. Se quel gol fosse stato segnato da un calciatore diverso da Maradona allora sarebbe stato un problema, ma siccome lui all'epoca era il più grande calciatore al mondo - e ora lo è Messi - è una cosa accettabile.

Hai incontrato Maradona?

Io e Liam lo abbiamo incontrato a Buenos Aires nel 1998. La prima cosa che ci disse fu: "Vi piacerebbe dare un bacio alla mano di Dio?".

E l'avete baciata?

Sì, sì. 

È stato difficile ricominciare con gli High Flying Birds dopo aver lasciato gli Oasis?

In realtà sì, è stato difficile, perché lasci una delle band più grandi di sempre. Ho impiegato due anni per decidere cosa fare ed è stato difficile, ma io l'ho resa una cosa facile, perché non penso proprio al passato. Ho pensato che se avessi fatto un grande disco allora sarebbe stata quella la cosa che conta. Se alla gente il disco piace e le canzoni sono buone, non importa com'è la band. Però sì, è stato difficile. 

Posso farti la domanda che ti rompe le palle più di tutte nella tua vita?

No.

Volevo farti una domanda su tuo fratello.

Fai pure.

La gente dice spesso che una cosa è lavorare in due, altra cosa è far parte della stessa famiglia. Ti vedi con tuo fratello? Vi incontrate a Natale e in occasione dei compleanni? Sei un buono zio? O da quando si è sciolta la band non vi vedete più?

Non ci vediamo. Liam è ancora molto arrabbiato, quindi non è figo (cool, ndr).

Per adesso niente Oasis?

Per ora no. Se mai dovessi esaurire le idee per me allora potrei pensarci, ma ho talmente tante idee e cose che voglio fare che ... sono a metà del lavoro per il prossimo disco ... E dopo non so cosa vorrò fare. Non mi siedo a pensare: "No e basta!". Potrebbe arrivare il giorno in cui sembrerà una buona idea, ma ci sono così tante cose che voglio fare per conto mio che per ora (questa ipotesi) non la vedo proprio. 

Vedo (nel futuro) un giorno in cui io soltanto potrei fare concerti solo con canzoni degli Oasis, ma purtroppo per Liam lui tende a rendere complicatissime le cose più facili. Ricordo quando nel 1998 suonammo in uno stadio del River Plate completamente esaurito. La sera prima del concerto minacciò di non esibirsi perché non gli piaceva il fottuto tour manager, per cui minacciava di non salire sul palco. E gli dissi: "Che cazzo fai?".

[o.n.]

NOEL GALLAGHER LIVE IN ARGENTINA - PHOTOGALLERY CLICCA QUI


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