sabato 19 marzo 2016

Noel Gallagher: "Liam? Non mi manca, non è più un buon cantante. E ora faccio musica migliore di quella che facevo con gli Oasis"

Era il 18 marzo 1998 quando gli Oasis suonarono per la prima volta in Argentina, a Buenos Aires. Diciotto anni dopo, il 16 marzo 2016, Noel Gallagher torna nella capitale per uno show al Luna Park con gli High Flying Birds (vi aveva già suonato nel 2012). Un'ora e mezzo di concerto di fronte ad un pubblico sempre molto caloroso. Il cantautore di Manchester dedica You Know We Can't Go Back a "tutti i fan degli Oasis" e  D'Yer Wanna Be a Spaceman a Papa Francesco.

"Vi chiede se potete aspettare un'altra mezz'ora, sta guardando Bayern Monaco-Juventus", così i manager di Warner Music rispondono ai giornalisti de La Nación, che lo reclamavano per un'intervista che aveva promesso. Il motivo di tanto interesse per il match è presto detto: sulla panchina del club tedesco siede Pep Guardiola, che dall'estate prossima allenerà il Manchester City. "Credo che Pep e il Kun Agüero potranno essere un'accoppiata incredibile", dice entusiasta il musicista. 

Hai detto che ti piace essere intervistato. Come mai? 

Perché? Mmmm, non saprei spiegartelo, ma è come una specie di hobby. Può sembrare una cosa che sa di malattia, ma perché so che a molte persone della mia categoria questa cosa non piace, ma io questi momenti me li godo, sul serio.

Sarà che quando eri bambino ti piaceva raccontare storie e che tutti si sedevano attorno a te per ascoltarle e robe così?

Da bambino i piaceva raccontare storie, sì, ma nulla ti prepara a sederti e a rispondere a qualunque tipo di domanda, una dopo l'altra.

Forse dovresti scrivere le tue memorie. Ora lo stanno facendo tutti i musicisti.

Molti fan mi chiedono che scriva qualcosa, però non lo so, sono ancora troppo giovane. Forse alla fine, o, meglio, quando finirò di fare musica.

Nel caso in cui dovessi scriverlo, quale pensi che sarebbero i capitoli preferiti della tua vita?

Credo che sarebbero due. Il primo sarebbe quello che va dal giorno in cui sono entrato negli Oasis, nel 1991, al concerto di Knebworth, nel 1996. Fu un periodo incredibile, in cui siamo cresciuti e siamo passati dall'essere qualcosa di piccolo a diventare la cosa più grande del mondo. Cinque anni fottutamente stupefacenti. E l'altro sarebbe da quando ho lasciato Oasis ad ora. È fantastico non sapere cosa farò. So che ho intenzione di fare musica, ma non come lo farò. Essere qui stasera è un bel momento.

Esserti separato dagli Oasis è stato come un nuovo inizio?

Non come una partenza da zero, perché molte persone mi conoscono, ma per molti aspetti è stato molto liberatorio. In questo senso è facile, perché non hai così tanta pressione e non hai l'obbligo di trascorrere tutto il tempo a preoccuparti del tuo passato, perché, in realtà, una volta che inizi qualcosa non hai passato. Come vedrai sicuramente questa sera, mie canzoni come Lock All the Doors, Everybody's on the Run, The Death of You and Me , sono canzoni osannati dal pubblico tanto quanto quelle degli Oasis.


Cosa ti manca, però, degli Oasis?

A volte mi manca suonare soltanto la chitarra e non dover cantare per tutto il tempo, ma nient'altro. In realtà penso che la musica che faccio adesso sia migliore di quella che facevo.

Ora, quando componi, con qualche canzone ti capita di pensare che sarebbe migliore se fosse Liam a cantarla?

No. Inoltre Liam non è più un buon cantante.

Sul serio non lo vedi?

No.

E non ti manca?

(Ride, ndr). No, in nessun modo. Ero con lui in una band, non mi manca per niente.


Che ricordi hai della tua infanzia a Manchester?

Niente di eccessivamente speciale. È stato difficile, sì, perché non avevamo soldi e non avevamo nulla da fare, dato che tutto quello che uno vuole fare quando è adolescente ha a che vedere con il denaro: vestiti, ragazze, musica. Quando ci rifletto su, però, non è stato poi tanto male, non è stato nulla di particolarmente frustrante. Non dico: "Oh, come ho sprecato la mia adolescenza!".

E quale è stato il tuo primo approccio alla musica?

Il punk rock. I Sex Pistols e i Jam sono stati le prime band che ho amato veramente. E poi gli Smiths e poi i Beatles ...

Tutti parlano della scena di Manchester degli anni '80. Come è stata per te?

Era molto buona, ricordo di aver visto gli Stone Roses con venti persone in un night club. Le persone che bazzicavano lì erano molto vere. Era sicuramente un gran bel posto per avvicinarsi alla musica. L'acid house, l'Hacienda, c'erano luoghi molto importanti che hanno fatto emergere molte band.

E in quale momento ti sei detto: "Voglio fare questo, essere una rock star"?

Non ho mai avuto questo pensiero. Non ho mai voluto essere in una band finché Liam venne da me e mi chiese di unirsi alla sua, sul serio. [Ride, ndr]. È incredibile ma è vero, te lo dico onestamente. Ho sentito molte storie di ragazzi che in piedi in mezzo al pubblico ad un concerto pensano: "Voglio essere una rock star". Ma io no, io ero un appassionato di musica, non ho mai voluto essere una rock star. Le uniche cose che mi interessavano erano il calcio, le ragazze e le droghe ...

trad. di oasisnotizie - Fonte: La Nación


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