lunedì 22 febbraio 2010

22 febbraio 2000, gli Oasis a Sanremo: "Siamo più Stones che Beatles". E quei vizi da rock star ...

Dieci anni fa gli Oasis si esibivano a Sanremo con Go Let It Out. Ecco due articoli dell'epoca. Sotto il video dell'esibizione in playback.
Dalla strada al successo, la band inglese stasera all'Ariston
Attesissimi gli Oasis: "Siamo più Stones che Beatles"
Noel Gallagher racconta le chiacchiere e i vizi da rockstar

di Ernesto Assante

SANREMO - La prima domanda è la più ovvia e la risposta di Noel Gallagher, chitarrista degli Oasis, è giustamente ironica: "No, non credo che suoniamo come i Beatles, se vogliono fare paragoni bene, non mi offendo. Ma secondo me noi assomigliamo di più ai Rolling Stones".

Gli Oasis a Sanremo rappresentano, assieme a Bono, la punta di diamante del rock di oggi e sono certamente il gruppo più atteso della foltissima pattuglia di star straniere presenti al festival. Simpatici proprio non sono, e nemmeno godono dei favori della stampa internazionale, soprattutto per i loro atteggiamenti fuori dalla scena, per le dichiarazioni "pepate" che rilasciano volentieri, per la loro vita privata, che arriva spesso all'attenzione delle cronache. Alla conferenza stampa sanremese si è presentato Noel Gallagher, pronto a tranquillizzare tutti sul futuro della band: "Non ci scioglieremo quest'anno, faremo ancora un altro disco poi chissà, non sappiamo. Non facciamo mai piani a lungo termine".

Al festival arriverà Bono per sostenere la campagna di Jubilee 2000. È una campagna che coinvolge anche voi?
"Sono convinto che la causa di Jubilee 2000 sia importantissima, ma non è nelle nostre priorità. Non siamo tipi da messaggi altisonanti, non fa parte del mio modo di essere. Comunque chiunque sostenga cause così importanti ha il nostro sostegno".

Vi piace soprattutto mettervi in gioco con la musica?
"Ogni volta che fai un disco metti in gioco la tua credibilità artistica. Il prossimo disco con due componenti nuovi nel gruppo, accrescerà certamente la qualità della scommessa. Ma sarà divertente vedere come andrà anche questo disco".

Lei ha iniziato come "facchino" per una rock band e oggi è una star. Ci pensa mai a come è cambiata la sua vita?
"Qualche volta mi siedo e non riesco a credere che tutto questo sia accaduto. Ma ero felice anche facendo il roadie, giravo il mondo, mi divertivo. Qualcuno poi un giorno mi ha convinto che potevo essere un buon autore, un buon musicista. Ancora non credo di essere un buon chitarrista, sono un mediocre chitarrista in una ottima rock'n'roll band. Non sono mica Eric Clapton. All'inizio non ci siamo resi conto di quello che accadeva, abbiamo iniziato nel 1991 a Manchester davanti a quattro persone e sei anni dopo eravamo a Knebworth davanti a 125.000 persone. Solo allora ci siamo resi conto di cosa eravamo diventati, solo diciotto mesi fa, quando ci siamo presi una pausa, ci siamo fermati a renderci conto cosa era accaduto negli anni precedenti. Fino ad allora avevamo soltanto lavorato, in studio, in tour, suonando e scrivendo canzoni".

Com'è cambiata la vostra vita con la nascita dei figli suoi e di suo fratello? Vi piace avere una famiglia?
"I bambini sono fantastici, ma sono troppo piccoli, la mia ha due settimane, quello di Liam ha due mesi, non li porteremo con noi in tour. Mi mancheranno? Si, ma non staremo via più di cinque settimane di seguito e resteremo in contatto. La famiglia? Certo che è importante. Mia moglie in realtà suona la chitarra e compone, l'accordo tra noi è che io prendo il merito e in cambio gli compro un bel vestito".

(La Repubblica, 22 febbraio 2000)

Oasis, sulle grandi spalle del Festival
La band inglese è stata confermata Superospite al prossimo Festival di Sanremo. Il gruppo dei fratelli Gallagher proporrà almeno un brano dal nuovo album, in uscita a febbraio
di Tiziano Toniutti

Standing on the shoulder of giants (stare sulla spalla dei giganti) è il titolo del nuovo album degli Oasis, e la band ha deciso di prenderlo alla lettera, almeno per quanto riguarda la promozione in Italia. Il gruppo dei fratelli Gallagher sarà infatti ospite al prossimo Festival di Sanremo. Una tradizione ormai per la famiglia Gallagher, almeno da parte di Liam: qualche anno fa infatti l?attuale moglie di Liam, Patsy Kensit, fu ospite del festival. E complice una spallina lenta, la penisola intera ebbe modo di ammirarne il seno.
Gli Oasis potrebbero, visto il gemellaggio tra il Festival del 2000 e l'operazione Jubilee 2000, entrare a far parte di una serie di testimonial d'eccezione. Nomi d'oro del pop internazionale, dagli U2 a Sting. Passando - forse - anche per i fratelli Gallagher. Che intanto però rimangono concentrati sulla musica: Go let it out, il primo singolo estratto dal nuovo album che arriverà in febbraio, è già pluriprogrammato sulle radio italiane. Il secondo singolo sarà Who feels love, e non è escluso che sia questo l'altro brano che gli Oasis proporranno al festival. Il primo, già confermato, sarà proprio Go let it out.
Mentre i "gossip" su Noel e Liam continuano (Noel è diventato da poco padre e starebbe comprando ogni nuovo modello di scarpe per bambini che Adidas e Nike mettono sul mercato), la stampa inglese è impegnata a distruggere Standing on the shoulder of giants prima dell'uscita. Secondo alcuni giornalisti infatti "gli Oasis sono rimasti incatenati al passato e in questo album non c'è nulla che possa far pensare il contrario". Liam, dal canto suo, dice che "il nuovo album non è una bomba ma è un buon disco", alimentando la curiosità e qualche veleno. Le ordinazioni del singolo Go let it out comunque finora smentiscono le malelingue. La prevendita ai negozi è stimata sulle 500 mila copie. La band non è comunque preoccupata per i risultati che avrà il disco. Noel è ad esempio "molto preso dalla cura dei suoi due pesciolini rossi". I nomi, neanche a dirlom sono Lennon e McCartney.

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