giovedì 31 marzo 2016

Noel Gallagher: "A parte me, nessuno oggi rappresenta il rock and roll. Liam? Un testone che dà fastidio, non mi manca"


Incontriamo Noel nel suo camerino, un'ora prima che salga sul palco del Lollapalooza di Santiago del Cile.
 
Noel, il Manchester United ieri ha battuto il tuo Manchester City per 1-0 in trasferta. Sei triste?

No. Sostanzialmente perché non ho visto la partita. Non ero a casa mia, altrimenti sarebbe stato molto diverso. Ero in aereo, diretto a Santiago.

Manuel Pellegrini sarà sostituito da Guardiola. Questo ti rende felice?

Dobbiamo vedere cosa succederà. Manuel ha fatto un lavoro eccezionale e loro hanno due stili molto simili. Pellegrini attrae buoni giocatori, però è un po' più anziano di Pep, che, con la sua giovinezza, può attrarre talenti di età minore. Vedremo. Se da qui a tre anni vincerà tre trofei allora sì, lo preferirei di gran lunga a Pellegrini.

Come valuti il lavoro del cileno?

È un tipo bravo, l'ho conosciuto di persona e l'ho incontrato varie volte. È un buon tecnico, ma il suo momento è già volto al termine. Nel calcio moderno gli allenatori rimangono al loro posto solo tre anni e infatti questa è la sua terza stagione, quindi è l'ora che si faccia da parte.

Ricordi qualcosa dei concerti che hai fatto in Cile?
Il ricordo preferito che ho del Cile è legato a quando suonammo qui nel 1998. Suonammo in uno stadio gigantesco (il San Carlos de Apoquindo, ndr) e quando siamo arrivati allo stadio c'era gente in fila sul cavallo. E le montagne visibili dietro erano bellissime.

Ti manca qualcosa della tua vita con gli Oasis?

A volte. Mi manca suonare la chitarra a tutto volume. ora devo anche cantare e non posso preoccuparmi di questo. Mi manca anche suonare nei grandi stadi, ma in generale non sono molte le cose che mi mancano. Il fatto che un concerto si svolga in uno stadio non lo rende migliore, ma solo che sia più spettacolare.

Ti manca tuo fratello Liam?

Certo che no! (alza la voce, ndr) È solo un testone che dà fastidio.

A differenza degli Oasis, ora sei tu il principale cantante. Com'è stato assumersi questo ruolo?

È stato semplice, non mi servono molte capacità, perché io faccio la stessa cosa che facevo prima: comporre canzoni. Mi piace cantare e il pubblico è lì per ascoltarmi. Quindi l'unica cosa ch devo fare è interpretare le mie canzoni.

Che differenze hai voluto marcare con questo secondo album?

Questo disco ha più chitarre e l'ho prodotto da me. Ora, ci sono altre differenze (fa la faccia furba, ndr): le copertine sono diverse, anche i titoli, e questo CD è un po più circolare dell'altro.

Festival come il Lollapalooza hanno avuto una svolta elettronica e hip hop. Ti piacciono questi  generi?

Mi piace la vecchia musica house, è quello che ascolto io. Non tanto Skrillex, lui è troppo rumoroso. Del rap non mi piace molto Eminem. Kanye West è bravo, più lo ascolto più mi piace, ma non sono fan di Eminem.

Il rock ha un qualche vigore?

No, non tanto. Se guardi questo festival, non c'è nessuna rock band. Florence, che amo e che è mia amica, non è rock, non lo è neanche Eminem. Questo che sta suonando è rock? (In sottofondo si sente l'esibizione degli Alabama Shakes). No, non ci prendiamo in giro, non lo è. A parte me, non conosco nessuno che oggi rappresenti il rock and roll. Di tutti i nuovi gruppi in circolazione, non c'è nessuno che negli ultimi tempi mi abbia fatto dire: "Wow, questa l'avrei voluto comporre io!".

D'altro canto è anche l'epoca delle stelle femminili.

Sì, a mia moglie piacciono Taylor Swift e Beyoncé. E chiaramente io non la penso come lei, però non so com'è Taylor Swift. Si scrive le canzoni da sola? È difficile oggi trovare gente che lo faccia. Neanche Beyoncé cattura la mia attenzione.

Pensi che la musica abbia perso tanto con la morte di Bowie?

Non penso che la gente debba sentirsi triste quando muroe qualcuno. Capita a tutti, ma dobbiamo celebrare la vita: ho avuto la grande fortuna di conoscerlo e di parlare con lui molte volte. Ho amato la sua musica e lui ha amato la mia, e mi congedo con questo.

Intervista di Claudio Vergara. Fonte: La Tercera, 20 marzo 2016



mercoledì 30 marzo 2016

Wonderwall degli Oasis votata canzone inglese più bella di sempre dagli ascoltatori di Radio X

L'amore del pubblico inglese per gli Oasis non accenna a diminuire, neanche con il passare degli anni e della loro assenza dalle scene. Un sondaggio lanciato dalla nuova stazione Radio X (nuovo nome di Xfm) per scegliere la Miglior canzone inglese di sempre ha infatti visto la vittoria degli Oasis e della loro Wonderwall. 


Non solo. Tutti i primi posti della classifica sono occupati dalla band di Manchester, che conferma così di essere una delle più amate dal pubblico inglese. 

Nella classifica David Bowie si deve accontentare del settimo ed ottavo posto con le sue Heroes e Life on Mars, mentre i Rolling Stones sono decimi con Gimme Shelter. 

"Cosa posso dire?", ha commentato Noel Gallagher. "Il pubblico ha parlato. Anche se il fatto che non ci sia nessuna canzone mia e degli High Flying Birds mi fa pensare che sia tutta una presa in giro. Ma, detto questo, sono comunque emozionato da questa scelta".

ECCO LA TOP 20


1. Oasis – Wonderwall
2. Oasis – Don’t Look Back In Anger 
3. Oasis – Champagne Supernova 
4. Oasis – Live Forever 
5. The Stone Roses – I Am The Resurrection
6. Arctic Monkeys – I Bet You Look Good On The Dancefloor
7. David Bowie – Heroes
8. David Bowie – Life On Mars?
9. The Verve – Bittersweet Symphony
10. The Rolling Stones – Gimme Shelter
11. Elbow – One Day Like This
12. Queen – Bohemian Rhapsody
13. The Beatles – Hey Jude
14. Pulp – Common People
15. The Smiths – There Is A Light That Never Goes Out
16. Oasis – Slide Away 
17. The Stone Roses – Fool’s Gold
18. The Smiths – How Soon Is Now
19. The Beatles – A Day In The Life
20. Joy Division – Love Will Tear Us Apart

Noel Gallagher: "Definii Liam uomo con la forchetta? Sì, merito un Grammy. Lui mi chiese cosa cazzo volessi dire. Axl Rose negli AC/DC? Sbaglia"

Il 26 marzo Noel Gallagher è stato intervistato dietro le quinte dell'Hordern Pavilion di Sydney da Matty Johns di Triple M Radio. 

Un'interessante chiacchierata quella con l'ex Oasis, che ha parlato del perché ha smesso con le droghe, del terzo album degli Oasis (Be Here Now), di Liam (raccontando la reazione che ebbe quando lesse la citazione di Noel "Liam è come un uomo con la forchetta in un mondo di minestra") e si è detto contrario all'ipotesi di un ingresso di Axl Rose negli AC/DC, eventualità di cui si vocifera in questi giorni. 

Vi proponiamo la trascrizione dell'intervista in due parti. AUDIO COMPLETO ALLA FINE DEL POST
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Noel, sei stato in Sudamerica, ora sei a Sydney. Come trascorri il tempo in tour?

Dipende. Oggi, per esempio, mi sono svegliato, mi sono affacciato sul porto e non aver avuto nulla da fare fino alle 4 di questo pomeriggio è stata una cazzo di figata. Sì, è incredibile! 

Si parla di un ingresso di Axl Rose negli AC/DC al posto del cantante Brian Johnson. Axl Rose come frontman degli AC/DC è strano, no?

Sì, è sbagliato.

Cosa succederebbe se Liam venisse da te e ti chiedesse: "Voglio unirmi agli High Flying Birds"?  Cosa gli diresti?

Alla mia band? Non succederebbe mai. Cosa gli direi?  

Sì. Potreste fare cover degli Oasis.

OK. Cosa gli direi? Gli direi: "Fai il bravo, amico!". Sì. 

Hai definito tuo fratello Liam "un uomo con la forchetta in un mondo di minestra". Amo questa citazione, penso sia geniale. 

Come mai non abbia mai vinto un Grammy per quella citazione è una cosa che proprio mi sfugge! È geniale.

Potresti spiegare bene cosa intendevi dire?

"Un uomo con la forchetta in un mondo di minestra" significa che noi altri abbiamo cucchiai. E stiamo tutti bene ("we're alright", ndr), giusto? Mentre questo tipino (Liam, ndr) ha una forchetta e la cosa lo turba un pochino. Sì, con lui ho trascorso anni in camerini come questo in cui ero oggetto costante del suo non meglio specificato cattivo umore, come fa un uomo con la forchetta in un mondo di minestra. 
Non sorprendetevi, però, se vi dico che lui non aveva idea di cosa volessi dire quando ha letto quella citazione. Mi ha chiesto: "Che cazzo volevi dire con quella frase?". E io: "Capiscilo da te, amico!". E lui: "Lo capirò, cazzo! Lo capirò!" E io: "OK!". oasisnotizie

Fine parte 1 di 2

Stay tuned for part 2



martedì 29 marzo 2016

Video: Noel Gallagher allo stadio a Melbourne. Lancia la monetina e i fan gli cantano Wonderwall

Domenica calcistica in Australia per Noel Gallagher. Il 28 marzo l'ex Oasis, in Australia per il tour a sostegno del suo secondo album da solista, ha assistito alla partita di A-League Melbourne City-Wellington Phoenix ad AMII Park. 

Come vediamo nel video qui sotto, Noel ha lanciato la monetina a centrocampo prima del calcio di inizio e durante il match i tifosi del Melbourne City hanno intonato Wonderwall. 

Noel ha assistito alla scena dalla tribuna, insieme a Tim Smith e Russell Pritchard degli High Flying Birds e al fido DJ Phil Smith, già roadie degli Inspiral Carpets e DJ al seguito degli Oasis. 

L'ex Oasis, esibitosi alla Margaret Court Arena della città australiana il 29 marzo, ha portato fortuna ai padroni di casa, vittoriosi con il punteggio di tre reti a zero. 




Video - Noel Gallagher: "Reunion? Finché siamo vivi è possibile, ma gli Oasis hanno già dato tutto. Il terzo disco? Vorrei uscisse nella primavera del 2017"

Intervistato al Bluesfest di Byron Bay, in Australia, dove si è esibito il 28 marzo, Noel Gallagher è tornato a parlare della reunion degli Oasis. VIDEO SOTTOTIT. IN ITALIANO ALLA FINE DEL POST

SULLA SUA PRESENZA AL BLUESFEST

"Sono uno dei principali artisti blues ed è una farsa che io non sia mai stato invitato qui al Bluesfest", afferma il 48enne. "Stiamo lavorando ad una scaletta ad hoc per stasera, ci sarà Wonderwall in versione blues a 13 battute (anziché 12, ndr). In altre parole è una merda".


SULLA REUNION

Capitolo reunion degli Oasis. Solo qualche giorno fa, in Argentina, Noel aveva detto di non escludere questa possibilità, anche se non nell'immediato.

Il musicista aveva aggiunto: "Vedo (nel futuro) un giorno in cui io soltanto potrei fare concerti solo con canzoni degli Oasis", dando adito speculazioni dei tabloid inglesi su un progetto di reunion senza Liam. 

Proprio su queste voci è stato interrogato dal giornalista australiano e la risposta di Noel è stata divertita: "Ho detto così? È il tipo di cosa che potrei dire io". 

Tornato serio, ha aggiunto: "Non si sa mai. Finché siamo vivi tutti c'è sempre la possibilità, ma ci sono molte cose che voglio fare". Noel afferma che l'ipotesi reunion sarebbe suggestiva solo se "gli Oasis non avessero espresso tutto il proprio potenziale", cosa che invece è avvenuta, perché "non ci sono faccende non sbrigate" e "su quel gruppo da dire non c'è nulla che non sia già stato detto".

"Abbiamo cominciato dal nulla e siamo diventati tutto per una generazione di persone", afferma con orgoglio Noel.

L'unica motivazione per rimettere in piedi gli Oasis sarebbero "i soldi", dice Noel, che aggiunge: "Non ci sarebbe nulla di male, perché i soldi sono incredibili, specialmente quando si ha un casino di soldi. Se, però, chiudo gli occhi, non vedo accadere (la reunion)".

Guarda qui sotto lo scambio di battute sulla reunion sottotitolato in italiano.

SUL PROSSIMO DISCO

"Le canzoni (degli Oasis) hanno fatto buon viaggio", spiega Noel. "Ogni volta che finisco un tour, vado a fare altre cose, poi torno a provare e suonare alcune canzoni degli Oasis e mi sorprende sempre come abbiano viaggiato bene queste canzoni". 

Sul prossimo disco Noel ha rivelato: "Fino a settembre sono in tour e voglio fare un po' di lavoro ulteriore sul terzo album a maggio. Sono a metà del lavoro. Mi piacerebbe molto ultimarlo entro la fine di quest'anno e pubblicarlo nella primavera dell'anno prossimo, ma non credo che succederà". 

"No, non suono canzoni inedite dal vivo. Al momento l'album mi piace. L'album non è in alcun modo ultimato. Sto lavorando con un produttore in un modo in cui non ho mai lavorato, cioè componendo in studio. Il mio produttore mi sta suggerendo di saltare i punti in scaletta". 

"Di solito compongo a casa mia e vado in studio quando le canzoni sono già state scritte. Ora vado in studio senza niente ogni giorno e formo le canzoni man mano che vai avanti. Può essere piuttosto frustrante, perché magari ci vogliono due passi avanti, uno indietro e due passi di lato per arrivare da qualche parte, sai cosa intendo? Ma i risultati finali sono piuttosto buoni al momento". 

"Ho scritto sette canzoni e ne ho registrate cinque. E di quelle cinque direi che tutte e cinque sono fottutamente eccezionali!".

SU GEORGE MARTIN

Noel e George Martin si incontrarono nel febbraio 1997
A proposito dello storico produttore dei Beatles George Martin, scomparso di recente, Noel ha detto: "Ho fatto un'intervista con lui. Una volta ho anche suonato Wonderwall di fronte a lui. Lui era seduto e mi vedeva suonare, mi ha chiesto se l'avessi scritta io. È stata una cosa un po' imbarazzante per me, perché George Martin è una delle più grandi figure musicali di tutti i tempi, ha contribuito a lasciarci a bocca aperta quando eravamo bambini. Il fatto che mi abbia chiesto come avessi scritto quella canzone è stata una cosa che mi ha reso un po' più umile". 

"Mi ha definito il più grande compositore della mia generazione, sì. Era un tizio adorabile. Era parte del sound dei Beatles e dei dischi tanto quanto le canzoni stesse".

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Video - Noel Gallagher: "Ho paura per il futuro se Adele oggi è il maggior fenomeno pop. Viviamo in un'epoca in cui i cantautori non si scrivono le canzoni"

In questa videointervista concessa il 27 marzo a Music Feeds in Australia Noel Gallagher è tornato a parlare della scena musicale odierna, di cui ha un pessimo parere, e ha espresso le sue paure per il futuro dato che oggi "il maggior fenomeno pop del mondo è Adele" e "viviamo in un'epoca in cui i cantautori non si scrivono neanche le loro fottute canzoni". Noel fa il paragone con gli anni novanta, quando "gli album più famosi erano opera di band vere". 

Dei DMA'S, giovane band australiana di varie influenze, paragonata agli Oasis e sulla cresta dell'onda in patria e da poco anche nel Regno Unito, Noel dice: "Continuano a chiedermi di questa band, ma non so nulla di loro. Dicono che suonano come gli Oasis, il che significa che sono fottutamente incredibili, ma ancora non li ho sentiti. Sarei interessato a farlo".

Sottotitoli in italiano.


venerdì 25 marzo 2016

Noel Gallagher: "Reunion? Più in là forse sì, ma Liam è ancora arrabbiato e complica le cose facilissime. In futuro forse suonerò solo canzoni degli Oasis"

Noel Gallagher ha concesso un'intervista a Radio Metro (audio alla fine del post), in Argentina, dove si è esibito il 16 marzo al Luna Park e il 19 marzo al Lollapalooza.

Qual è il tuo rapporto con i fan argentini?

I fan argentini per me sono speciali e li amo, mi fanno sentire così felice e orgoglioso. E amano tantissimo tanto le vecchie quanto le mie nuove canzoni, quindi li ringrazio. 

Che ricordi hai dell'Argentina?

Con gli Oasis qui ho fatto alcuni tra i concerti migliori. Ricordo quello incredibile nello stadio del River Plate. E due sere fa al Luna Park ho fatto uno dei miei concerti preferiti da solista. 

I fan argentini sono come i calciatori argentini: danno tutto o non danno nulla. Non ci sono mezze misure. Se a loro piaci, ti amano; se a loro non piaci, non sono interessati a te. È una sensazione speciale essere amati da loro. 

Vorrei non essere così famoso in modo da poter andare a vedere Buenos Aires, invece non posso lasciare l'hotel. 

Parliamo dei due gol segnati da Maradona nel celebre match Inghilterra-Argentina del 1986 (la "mano di Dio" e il secondo gol dopo un bellissimo slalom palla al piede). Come si concilia il fatto di essere amante di calcio con il fatto di essere inglese e di ricordare con amarezza quei gol?

Prima di tutto non sono inglese. Sono più irlandese che inglese, quindi la mano di Dio non mi preoccupa più di tanto ... Sì, sono mezzo inglese e mezzo irlandese, per lo più irlandese. Se quel gol fosse stato segnato da un calciatore diverso da Maradona allora sarebbe stato un problema, ma siccome lui all'epoca era il più grande calciatore al mondo - e ora lo è Messi - è una cosa accettabile.

Hai incontrato Maradona?

Io e Liam lo abbiamo incontrato a Buenos Aires nel 1998. La prima cosa che ci disse fu: "Vi piacerebbe dare un bacio alla mano di Dio?".

E l'avete baciata?

Sì, sì. 

È stato difficile ricominciare con gli High Flying Birds dopo aver lasciato gli Oasis?

In realtà sì, è stato difficile, perché lasci una delle band più grandi di sempre. Ho impiegato due anni per decidere cosa fare ed è stato difficile, ma io l'ho resa una cosa facile, perché non penso proprio al passato. Ho pensato che se avessi fatto un grande disco allora sarebbe stata quella la cosa che conta. Se alla gente il disco piace e le canzoni sono buone, non importa com'è la band. Però sì, è stato difficile. 

Posso farti la domanda che ti rompe le palle più di tutte nella tua vita?

No.

Volevo farti una domanda su tuo fratello.

Fai pure.

La gente dice spesso che una cosa è lavorare in due, altra cosa è far parte della stessa famiglia. Ti vedi con tuo fratello? Vi incontrate a Natale e in occasione dei compleanni? Sei un buono zio? O da quando si è sciolta la band non vi vedete più?

Non ci vediamo. Liam è ancora molto arrabbiato, quindi non è figo (cool, ndr).

Per adesso niente Oasis?

Per ora no. Se mai dovessi esaurire le idee per me allora potrei pensarci, ma ho talmente tante idee e cose che voglio fare che ... sono a metà del lavoro per il prossimo disco ... E dopo non so cosa vorrò fare. Non mi siedo a pensare: "No e basta!". Potrebbe arrivare il giorno in cui sembrerà una buona idea, ma ci sono così tante cose che voglio fare per conto mio che per ora (questa ipotesi) non la vedo proprio. 

Vedo (nel futuro) un giorno in cui io soltanto potrei fare concerti solo con canzoni degli Oasis, ma purtroppo per Liam lui tende a rendere complicatissime le cose più facili. Ricordo quando nel 1998 suonammo in uno stadio del River Plate completamente esaurito. La sera prima del concerto minacciò di non esibirsi perché non gli piaceva il fottuto tour manager, per cui minacciava di non salire sul palco. E gli dissi: "Che cazzo fai?".

[o.n.]

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giovedì 24 marzo 2016

Noel Gallagher cancella un concerto in Nuova Zelanda e si scusa: "Il maltempo ha ritardato l'arrivo delle chitarre"


Noel Gallagher ha porto le proprie scuse ai fan neozelandesi dopo la cancellazione del suo concerto all'ASB Theatre di Auckland, previsto per il 24 marzo 2016 e annullato per via del maltempo, che ha ritardato l'arrivo delle chitarre e dell'attrezzatura del chitarrista degli High Flying Birds dal Cile. 

Alla una del 24 marzo (ora italiana) il 48enne ha scritto sul proprio profilo ufficiale Instagram: "Non è colpa mia, ma mi sento costretto a porgere le mie scuse a coloro che non vedevano l'ora di vedere il concerto di stasera (me incluso!!!!). Circostanze che vanno al di là della nostra volontà hanno fatto sfumare quello che sarebbe stato il mio primo concerto in Nuova Zelanda dal 97/98. Chiedo ancora scusa". 

In una nota ufficiale della band si legge: "Le burrasche che in questo momento stanno colpendo l'Isola del Nord hanno ritardato l'arrivo della maggior parte delle attrezzature della band, che dovevano arrivare in Nuova Zelanda dal Sudamerica, dove Noel si era esibito al festival Lollapalooza".

Il concerto non si terrà in altra data, a causa della fitta serie di impegni che Noel ha in programma: il tour in Australia e le nuove esibizioni previste nel Regno Unito ad aprile.

Alle 8 di stamane (ora italiana) l'ex Oasis ha pubblicato su Instagram una foto di una veduta aerea di Sydney (dove si esibirà sabato 26 marzo) con la frase: "Bene, comunque sono qui! La mia attrezzatura? Vi terrò aggiornati. Questa è, a proposito, la visuale VERA dalla mia stanza d'albergo. Bonzer (figata, ndr), come direbbero i nativi di qui". 

Clicca qui per conoscere tutte le prossime date del tour dei Noel Gallagher's High Flying Birds.


Noel Gallagher: "Nessuno ha più un'opinione su nulla. Il 7-1 dei tedeschi al Brasile? Follia. Mi è dispiaciuto"

L'intervista concessa da Noel Gallagher a Telefe a Buenos Aires il 16 marzo e la seconda parte della chiacchierata con Globo registrata a San Paolo del Brasile il 13 marzo. Video alla fine del post

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Noel Gallagher, sei l'Oscar Wilde della musica. Ogni volta che dici qualcosa, è un titolo.

Non sono molti quelli tra noi a cui è rimasto qualcosa da dire, dato che abbiamo molte fottute opinioni, ma in quest'epoca nessuno ha la più pallida opinione su nulla.

Rolling Stone ti ha dato il premio di Miglior Intervistato. 

Nel mia bacheca dei trofei c'è uno spazietto destinato al Grammy Award se dovessi vincerlo. E lì ho messo il premio di Miglior Intervistato di Rolling Stone

Uscirà un documentario sugli Oasis. Come ti senti?

Sono eccitato e nello stesso tempo agitato solo il fottuto Dio sa quali video ci hanno messo dentro. 

Ho visto una foto sui social in cui ci sei tu che andavi ad un concerto di Bono. Sei in una galleria sulla metro. 

Sì, non so guidare. Non ho l'auto e non so guidare, così prendo i mezzi pubblici. Posso farlo senza problemi. Certi giorni può essere abbastanza folle e altri giorni una situazione molto calma. 

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Tu ed Eminem siete gli artisti più famosi del Lollapalooza di quest'anno. Non penso che lui a te piaccia.

Non mi dispiace. Non l'ho mai incontrato.

Chi è più bravo a tirare fuori citazioni, tu o Eminem?

Penso che vinca Kanye (West, ndr). Kanye è piuttosto bravo con Twitter. Io non sono su Twitter, quindi devono ringraziare questo. Abbiamo tutti i nostri meriti, ma se facessimo una battaglia di insulti io potrei farla bene, ho le mie buone possibilità di vittoria.  

Fernandinho è un giocatore brasiliano del Manchester City. Ti piace?

Lo amo fottutamente. Lo amo. Ha un bel sorriso. È uno dei giocatori speciali. Quest'anno è stato stupefacente. Ha recuperato alla grande da quello che è successo ai Mondiali due anni fa contro la Germania, contro cui non giocò bene e perse per due volte la palla concedendo due gol. È tornato a Manchester e riuscivi a vedere che per un po' è stato male, ma in questa stagione è stato fottutamente stupefacente. È stato il nostro miglior giocatore in questa stagione, sono suo grandissimo fan e mi piace davvero tanto. 

Hai visto la partita del tracollo del Brasile contro la Germania al Mondiale? Eri triste per i brasiliani e per Fernandinho?

Non riuscivo a crederci. Ero a New York, in studio, per realizzare Chasing Yesterday. Non riuscivo fottutamente a credere a quello che vedevo. Sai, la Germania è una grande grande squadra e quando la incontri ai Mondiali onestamente verrai sconfitto, ma concedere sette gol è stato ... Mi è dispiaciuto per i brasiliani, dato che quando giochi il Mondiale in casa c'è la sensazione che almeno arriverai in finale. Essere sconfitti in semifinale non è un grosso problema, essere sconfitti dalla Germania non è un grosso problema, ma essere sconfitti fottuti 7 gol a 1 è folle!

Prima parte dell'intervista a Globo qui



mercoledì 23 marzo 2016

Noel Gallagher: "Il nuovo documentario sugli Oasis? Perché abbia successo uno tra me e Liam deve morire. Abbiamo cambiato la vita della gente senza provarci"

Prima parte dell'intervista a Noel Gallagher realizzata in Brasile da G1 Globo. Video alla fine del post. Noel parla del nuovo documentario sugli Oasis in uscita quest'anno.

Prima di iniziare, una storiella. Quando ero ragazzo avevo una cover band degli Oasis, ma facevo da Gem Archer. Non pensavano che fossi abbastanza bravo per essere te. 

Non molti lo sono, temo.

Suppongo che il documentario sugli Oasis sarà pubblicato ad agosto, quando ci sarà il ventennale dei concerti di Knebworth o no?

Penso che sarà pubblicato ad agosto, sì. Detto questo, non lo so, perché ancora non è stato ultimato. Artisticamente non ne sono stato poi così coinvolto. Lo sta facendo qualcun altro, quindi io ci compaio e basta, capisci? 

I produttori del documentario sono gli stessi di Amy, il documentario su Amy Whinehouse che ha vinto un oscar. Hai visto il film? Che ne pensi?

Se ho visto Amy? Sì. Penso sia molto triste. Il film sugli Oasis è un po' più una celebrazione, è quella la principale differenza. E non penso che avrà un successo grande quanto quello di Amy, perché affinché abbia tutto quel successo uno di noi due dovrebbe morire.

Quando è stato annunciato il documentario si è scritto che tu e Liam vi sareste riuniti per la pellicola. Per fare il film hai dovuto in qualche occasione parlare con lui o rilasciare un'intervista insieme a lui?

No, non sono stato in una stanza con lui. Nessun membro della band si è incontrato con un altro, a quanto ne so. L'ho fatto tra un concerto e l'altro e mentre registravo l'album, quindi non ho parlato con nessuno. 

So che hai fatto molte interviste sul documentario.

Venti ore. Venti ore di interviste, sì.

E quando hai raccontato le storie c'è qualcosa di cui ti sei pentito nella tua carriera? 

Pentito? No, non vivo la vita così io. Alcune cose nel film e nella storia sono ... non imbarazzanti, ma alcune storie non sono piacevoli, ma fanno tutte parte della storia. Non mi pento di nulla.

Qual è stato il momento più alto e più importante della carriera con gli Oasis che hai raccontato? 

Il momento più "alto" (in inglese high significa "sballato di droga", ndr)? Intendi quando mi drogavo? 

No, il momento più alto della tua carriera.

Se parliamo di quello ci sono stati un sacco di fottuti momenti in cui ero fottutamente drogatissimo, cazzo. 

Forse non vuoi ricordarlo.

No, ricordo tutte le volte che mi sono drogato. Momenti meravigliosi. 

Ma il più felice?

Cioè sono stati tutti belli in un certo senso, ma credo che il periodo della band che preferisco vada dal giorno in cui sono entrato nel gruppo a Knebworth, che è il punto su cui si concentra l'attenzione del film, dato che la band era in continua ascesa. Quindi è quello il mio periodo preferito, ma non ho un ricordo fantastico in particolare. 

In un certo senso la storia degli Oasis va ancora avanti, sai, perché io suono ancora le canzoni. Quando suono in giro per il mondo Champagne Supernova o i lati b più oscuri vedo adolescenti maschi e femmine che cantano e piangono. E non erano neanche nati quando quelle canzoni sono uscite o sono state scritte. Ci sono ancora molti fan che ne vengono attratti. Quindi in molti sensi la storia degli Oasis non morirà mai, capisci? A quanto ho capito io, il film parla del periodo dal 1991 al 1996. 

Il film Amy tratta molti temi, da quelli familiari a ... È stato un film molto difficile da realizzare. Quando l'hai fatto, hai consentito a tutti di parlarne o ci sono state delle barriere?

No, sono stati contattati tutti e quelli che non hanno parlato hanno scelto di non farlo per motivi personali. Tutti hanno avuto accesso al film, credo. Il film Amy è diverso. Con il senno del poi ora penso che Amy fosse comunque una figura piuttosto tragica e forse doveva finire com'è finita. La storia degli Oasis è diversa, è una ... che storia è? È più una celebrazione di una band che in qualche modo, senza provarci o senza darsi quell'obbiettivo, ha cambiato la vita della gente attraverso il potere delle canzoni. E non ha compromesso il suo carattere.


Fonte: Globo

martedì 22 marzo 2016

"Noel Gallagher? Show monotono e voce stucchevole, manca il punk di Liam"

Tra le tante recensioni dei concerti di Noel Gallagher si segnala questa del giornalista argentino del Clarín Hernán Firpo, che ha scritto un articolo non proprio benevolo sul recente show di Noel a Buenos Aires (il video completo dello show è alla fine del post). Ecco le sue parole. 
A Buenos Aires Noel Gallagher ha tenuto un concerto senza sussulti, dove si è sentita la mancanza di Liam Gallagher. Nel preciso istante in cui la gente ha iniziato a invocare il nome degli Oasis, lo si poteva intendere come un "Maradooo, Maradooo" in chiave di happening. Qualcosa di simile a: "se canti questa canzone, fammi la versione originale, non la copia". Le canzoni suonavano più o meno le stesse durante interminabili passaggi. Se non sapessimo che si tratta di un autentico cretino di Manchester, sospetteremmo un'opera concettuale in cui un musicista suona al limite dell'autoplagio. 
Il concerto ha arrancato e Noel Gallagher - è necessario nominare il resto del gruppo? -, pur avendo firmato alcune delle melodie più grandi del mondo, non è all'altezza del suo status. A volte fa magie, a volte è il Mago senza denti. Quello che accade con il factotum del Britpop è che la vacca è rimasta senza il latte. Noel e Liam non si sono separati per intraprendere le carriere solistiche. Hanno litigato e qui abbiamo assistito ad una divisione di beni dove risulta chiaro chi comandasse. 
Noel non è Damon Albarn. Non gli interessa sperimentare. È un cocciuto che vuole dimostrare che gli Oasis non hanno bisogno di suo fratello. E si sbaglia. La formula del successo prevedeva un tipo del tuo stesso sangue. The Death of You and Me sembra la vecchia The Importance of Being Idle e senti che gli accordi marciano come patatine fritte sempre più grosse. Il Britpop è divenuto triste e noioso? È invecchiato come il grunge? 
La migliore canzone (Live Forever) non l'ha cantata e ha dovuto sopportare l'effetto karaoke. The Masterplan è stata danneggiata da un assolo di chitarra. La versione di Champagne Supernova era più noiosa di Himno de mi corazón. E la voce di Noel suona stucchevole e ti fa mancare da morire il punk di Liam.
Fonte: El Clarín


sabato 19 marzo 2016

Noel Gallagher: "Liam? Non mi manca, non è più un buon cantante. E ora faccio musica migliore di quella che facevo con gli Oasis"

Era il 18 marzo 1998 quando gli Oasis suonarono per la prima volta in Argentina, a Buenos Aires. Diciotto anni dopo, il 16 marzo 2016, Noel Gallagher torna nella capitale per uno show al Luna Park con gli High Flying Birds (vi aveva già suonato nel 2012). Un'ora e mezzo di concerto di fronte ad un pubblico sempre molto caloroso. Il cantautore di Manchester dedica You Know We Can't Go Back a "tutti i fan degli Oasis" e  D'Yer Wanna Be a Spaceman a Papa Francesco.

"Vi chiede se potete aspettare un'altra mezz'ora, sta guardando Bayern Monaco-Juventus", così i manager di Warner Music rispondono ai giornalisti de La Nación, che lo reclamavano per un'intervista che aveva promesso. Il motivo di tanto interesse per il match è presto detto: sulla panchina del club tedesco siede Pep Guardiola, che dall'estate prossima allenerà il Manchester City. "Credo che Pep e il Kun Agüero potranno essere un'accoppiata incredibile", dice entusiasta il musicista. 

Hai detto che ti piace essere intervistato. Come mai? 

Perché? Mmmm, non saprei spiegartelo, ma è come una specie di hobby. Può sembrare una cosa che sa di malattia, ma perché so che a molte persone della mia categoria questa cosa non piace, ma io questi momenti me li godo, sul serio.

Sarà che quando eri bambino ti piaceva raccontare storie e che tutti si sedevano attorno a te per ascoltarle e robe così?

Da bambino i piaceva raccontare storie, sì, ma nulla ti prepara a sederti e a rispondere a qualunque tipo di domanda, una dopo l'altra.

Forse dovresti scrivere le tue memorie. Ora lo stanno facendo tutti i musicisti.

Molti fan mi chiedono che scriva qualcosa, però non lo so, sono ancora troppo giovane. Forse alla fine, o, meglio, quando finirò di fare musica.

Nel caso in cui dovessi scriverlo, quale pensi che sarebbero i capitoli preferiti della tua vita?

Credo che sarebbero due. Il primo sarebbe quello che va dal giorno in cui sono entrato negli Oasis, nel 1991, al concerto di Knebworth, nel 1996. Fu un periodo incredibile, in cui siamo cresciuti e siamo passati dall'essere qualcosa di piccolo a diventare la cosa più grande del mondo. Cinque anni fottutamente stupefacenti. E l'altro sarebbe da quando ho lasciato Oasis ad ora. È fantastico non sapere cosa farò. So che ho intenzione di fare musica, ma non come lo farò. Essere qui stasera è un bel momento.

Esserti separato dagli Oasis è stato come un nuovo inizio?

Non come una partenza da zero, perché molte persone mi conoscono, ma per molti aspetti è stato molto liberatorio. In questo senso è facile, perché non hai così tanta pressione e non hai l'obbligo di trascorrere tutto il tempo a preoccuparti del tuo passato, perché, in realtà, una volta che inizi qualcosa non hai passato. Come vedrai sicuramente questa sera, mie canzoni come Lock All the Doors, Everybody's on the Run, The Death of You and Me , sono canzoni osannati dal pubblico tanto quanto quelle degli Oasis.


Cosa ti manca, però, degli Oasis?

A volte mi manca suonare soltanto la chitarra e non dover cantare per tutto il tempo, ma nient'altro. In realtà penso che la musica che faccio adesso sia migliore di quella che facevo.

Ora, quando componi, con qualche canzone ti capita di pensare che sarebbe migliore se fosse Liam a cantarla?

No. Inoltre Liam non è più un buon cantante.

Sul serio non lo vedi?

No.

E non ti manca?

(Ride, ndr). No, in nessun modo. Ero con lui in una band, non mi manca per niente.


Che ricordi hai della tua infanzia a Manchester?

Niente di eccessivamente speciale. È stato difficile, sì, perché non avevamo soldi e non avevamo nulla da fare, dato che tutto quello che uno vuole fare quando è adolescente ha a che vedere con il denaro: vestiti, ragazze, musica. Quando ci rifletto su, però, non è stato poi tanto male, non è stato nulla di particolarmente frustrante. Non dico: "Oh, come ho sprecato la mia adolescenza!".

E quale è stato il tuo primo approccio alla musica?

Il punk rock. I Sex Pistols e i Jam sono stati le prime band che ho amato veramente. E poi gli Smiths e poi i Beatles ...

Tutti parlano della scena di Manchester degli anni '80. Come è stata per te?

Era molto buona, ricordo di aver visto gli Stone Roses con venti persone in un night club. Le persone che bazzicavano lì erano molto vere. Era sicuramente un gran bel posto per avvicinarsi alla musica. L'acid house, l'Hacienda, c'erano luoghi molto importanti che hanno fatto emergere molte band.

E in quale momento ti sei detto: "Voglio fare questo, essere una rock star"?

Non ho mai avuto questo pensiero. Non ho mai voluto essere in una band finché Liam venne da me e mi chiese di unirsi alla sua, sul serio. [Ride, ndr]. È incredibile ma è vero, te lo dico onestamente. Ho sentito molte storie di ragazzi che in piedi in mezzo al pubblico ad un concerto pensano: "Voglio essere una rock star". Ma io no, io ero un appassionato di musica, non ho mai voluto essere una rock star. Le uniche cose che mi interessavano erano il calcio, le ragazze e le droghe ...

trad. di oasisnotizie - Fonte: La Nación


Noel Gallagher a Buenos Aires suona Live Forever e i fan cantano, poi incontra Tevez e Osvaldo alla Bombonera

Il tour in Sudamerica di Noel Gallagher ha fatto tappa anche a Buenos Aires. L'ex Oasis e i suoi High Flying Birds si sono esibiti il 16 marzo allo Stadio Luna Park per il Lollapalooza Festival 2016.

In questa occasione, prima di eseguire The Mexican, alla folla che invocava a gran voce il brano Live Forever Noel ha risposto: "Se la canto io non suona molto bene, cantatela voi se vi va". E si è lanciato nel giro di accordi del pezzo, cantato all'unisono dai fan argentini. VIDEO ALLA FINE DEL POST

Nella giornata di venerdì 18 marzo Noel ha approfittato della sua presenza nella capitale argentina per fare visita al mitico stadio La Bombonera, dove ha incontrato Carlos Tévez, ex stella del Manchester City, la squadra del cuore di Noel. L'ex attaccante della Juventus, che oggi gioca con il Boca Juniors, ha donato a Noel una maglietta del Boca con la scritta Noel, il numero 10 e il suo autografo.

Il chitarrista e la sua band hanno posato per alcune foto anche sul terreno di gioco e in compagnia dell'allenatore di Pablo Daniel Osvaldo, altra vecchia conoscenza del campionato italiano, e dell'allenatore del Boca Juniors ed ex tecnico del Palermo Guillermo Barros Schelotto. 





GUARDA QUI LA GALLERY COMPLETA




giovedì 17 marzo 2016

Noel Gallagher: "Ora nei miei live conta il rapporto tra le canzoni e la gente, con gli Oasis questo non contava ed era una lotta permanente"

Impegnato in questi giorni in un tour in Sudamerica, Noel Gallagher è stato intervistato da El Observador, giornale uruguaiano.

Prima di tutto chiariamo definitivamente questa leggenda: è vero che sei stato a Montevideo con gli Inspiral Carpets nel 1991?

Sì, l'unica cosa che ricordo è che quando siamo arrivati all'aeroporto e siamo passati dalla costa abbiamo fatto lo stesso percorso che abbiamo fatto ieri. Ricordo che feci questo percorso seduto sul retro di un bus, fumando e ascoltando alla radio Herp Albert and the Tijuana Brass. Non ricordo nient'altro. Penso che sia una città molto antica. In Brasile ho trovato qualcosa di più moderno, qui sembra veramente un viaggio indietro nel tempo.

Parliamo proprio di questo. Mesi fa hai affermato che il senso di questa fase da solista non è riempire gli stadi, ma "fare le cose nel miglior modo possibile". Come si misura questa cosa?

Credo che si tratti soltanto di fare questo nel miglior modo possibile, perché ... (riflette, ndr) non lo so, è una cosa istintiva. Gli Oasis sono sempre stati una specie di lotta e corsa ad ostacoli. Era una lotta permanente, sia a livello creativo che con gli altri membri della band. Questo è molto di più un lavoro basato sul rapporto tra le canzoni che faccio e le persone che vengono ad ascoltare queste canzoni. Onestamente negli Oasis non contava nulla di tutto questo.

Nel 2014, però, hai detto che del tuo ultimo disco, Chasing Yesterday, ti annoiavano già le canzoni e lo stesso titolo dell'album. Qual è oggi il tuo rapporto con quelle canzoni?

Credo che suonino bene e la maggior parte possono essere suonate dal vivo. Quello che succede è che quando si va in tour a suonarle ci sono alcune canzoni che in questa versione non suonano bene. Ballad of the Mighty I è una di quelle canzoni. La amo, ma non sopporto di suonare questa dannata canzone dal vivo. L'ho fatta troppo lineare e lunga. Mi succede anche con altri brani, ma ci sono canzoni che già quando ero in studio sapevo che avrebbero suonato benissimo dal vivo, come The Mexican. Direi che il mio rapporto con questi pezzi è buono, anche se avendo già metà del prossimo disco registrato in Inghilterra, non voglio disperatamente suonare dal vivo. I concerti sono stati i migliori dall'anno scorso, in particolare anche qui in America Latina, quindi penso di poter continuare a suonare alcune di queste canzoni senza affrettare le altre. 

Ovunque nel mondo le tue canzoni sono ascoltate più di quanto lo siano quelle epiche degli Oasis. Speravi che accadesse questo?

Credo che questo accada perché sono dannatamente incredibile e non ci sono molte persone nel mondo che possano fare quello che faccio io. E penso che pochissime persone al mondo siano benedette dal talento necessario per fare ciò che riesco a fare io. Ora con gli High Flying Birds ho un certo stile, che non ha nulla a che fare con quello che sto registrando, questo è certo. Uno stile che sta ispirando giovani a venire ai concerti e che stanno anche scoprendo quello che negli Oasis non potevano vedere. Se sapessi esattamente come farlo, pagherei qualcun altro per farlo e rimarrei a casa, onestamente. 

Proprio di questo hai parlato un bel po'. Dici che oggi non c'è una pop star che possa raccogliere la tua eredità. Davvero non vedi nessuno all'orizzonte? 

Credo che l'unico che potrebbe essere all'altezza della mia eredità sia uno dei miei figli (ride, ndr). Uno ha otto anni e l'altro cinque. In realtà mi piacerebbe di più che quello di otto si occupasse di numeri, perché è abbastanza bravo in questo, e che quello di cinque sia l'incaricato della sicurezza, buttando fuori a calci tutti quanti. Sarebbe un buon tour manager. Riguardo alla musica pop, credo che al giorno d'oggi tutto suoni uguale. Sono sicuro che nella musica pop ci sia molta integrità morale e roba del genere, bla, bla, bla. A me, però, piace il rock 'n' roll e tra coloro che hanno tra i 30 e i 40 e qualcosa anni non vedo nessuno che stia facendo qualcosa di abbastanza rilevante.

Ci resta una sola domanda e nel tuo camerino è appesa una bandiera del Manchester City, la tua squadra. Quale giocatore uruguaiano vorresti che giocasse oggi nel City?

Suárez, senza dubbio. Anche quello che gioca nel PSG, però. Come si chiama? Cavani, lui. Però anche quello che gioca nell'Atlético, Godín, è abbastanza bravo, è un gigante. Ma il primo che sceglierei è senza dubbio Suárez. È tra i primi cinque al mondo. Non è il migliore, però forse è il secondo. O il terzo.

Fonte: El Observador

GALLERY del concerto al Teatro de Verano di Montevideo

mercoledì 16 marzo 2016

Noel Gallagher: "Reunion degli Oasis? Non ora, ma alla fine avrò bisogno di soldi e allora sì. Com'è oggi? Adele fenomeno pop del mondo. E ho detto tutto"

Noel Gallagher ha rilasciato alcune dichiarazioni alla radio brasiliana Radio Rock 89FM in occasione del concerto tenuto domenica a San Paolo. Ecco la nostra traduzione. AUDIO ALLA FINE DEL POST

Qual è la tua opinione sulla cultura brasiliana e i fan brasiliani?

Il Brasile è un posto dove ogni volta non vedo l'ora di tornare. Qui non ho mai fatto un brutto concerto. Dopo i concerti ho trascorso delle bellissime nottate e incontrato della gente incredibile. Il Brasile è uno dei posti migliori dove venire a suonare ed è per quello che ci torniamo sempre. 

Sei famoso anche per essere appassionato di calcio. Tifi per qualche altra squadra oltre che per il Manchester City?

Tifo solo per il Manchester City. C'è solo un'altra squadra che sostengo ed è la squadra femminile del Manchester City.

Come vedi la scena musicale odierna?

L'industria musicale in cui fui coinvolto nel 1993 non esiste più. La gente andava a comprare i dischi, ora i dischi vengono da te. Tutto ciò che devi fare e premere un bottone ed eccotelo lì. Quindi qualcosa è cambiato in meglio, per il consumatore, e qualcosa in peggio, per l'artista, ma la qualità della musica pop sta decadendo di molto. Sai, il maggiore fenomeno pop del mondo è Adele. E ho detto tutto. Ma non mi siedo a lamentare la perdita dell'industria musicale. Io me la passo ancora bene ed è questo tutto ciò che conta per me.

Qual è la fase della creazione di un album che ti piace di più?

Sono tutte fasi molto importanti, per varie ragioni. Trascorrere del tempo in studio e registrare un album - e lo senti da questa musica che sta venendo fuori dalle casse, che sai già che la gente apprezzerà - è una cosa grandiosa. E poi salire sul palco e suonare quella musica alle persone e vederle reagire come speravi è anche quella una cosa incredibile.  

La cosa che preferisco, però, credo sia la più difficile delle tre: creare musica dal nulla. Ed è quella la cosa più appagante. È la cosa più difficile, a volte può essere la cosa più frustrante, perché magari scrivi una canzone per dieci anni e non la completi mai, ti fa impazzire. Altre, invece, le scrivi in cinque minuti. 

Quindi delle tre fasi preferisco la composizione, ma suonare dal vivo è una cosa talmente preziosa e meravigliosa che non riesci mai a smettere di farlo. Non smetterò di esibirmi dal vivo finché sarò fisicamente in grado di farlo, perché interagire con un pubblico e commuoverlo è fantastico. 

Qual è stata l'ispirazione per Chasing Yesterday? E di quali pezzi vai più orgoglioso?

La mia ispirazione viene dalla mia collezione di dischi, capito? Penso che Ballad of the Mighty I sia una gran bella registrazione, e lo sono Riverman e The Girl With X-Ray Eyes. Quando ultimo i dischi non mi siedo ad ascoltarli per andarne orgoglioso, dato che già quando entro in studio mi aspetto che il disco sia fantastico, sai. E se sento che è grandioso allora è solo quello che ci si aspetta che io faccia. Per questo motivo non mi sconvolgo dicendo tra me e me: 'Wow, ho fatto un disco grandioso! Ne vado così fiero'. Mi aspetto che sia fantastico.  

Durante la carriera degli Oasis, la gente apprezzava i tuoi brani più di quanto tu sperassi o è il contrario?

Vent'anni fa, quando gli Oasis pubblicavano singoli come Wonderwall o Don't Look Back in Anger e Some Might Say, ed ero in studio a comporre i lati b, non pensavo molto al fatto che quelli sarebbero stati lati b. Lati b come Talk Tonight, Half the World Away, Listen Up e The Masterplan sono divenute canzoni talmente apprezzate dai fan che la cosa mi ha colpito vent'anni dopo, quando ho pensato: 'Wow, non avrei mai pensato che quelle canzoni avrebbero significato qualcosa per qualcuno'. Ed è quella la cosa meravigliosa: quando i fan della mia musica, anche se adorano Wonderwall o Don't Look Back in Anger e quelle lì, amano fottutamente anche altra roba che forse altra gente non conosce neanche. È una bellissima sensazione, in qualche modo hai segnato la vita della gente senza neanche provarci. 

Ci sarà una reunion degli Oasis?

Ai fan piacerebbe molto che succedesse, ma a me non importa, capisci? Sono stato negli Oasis per vent'anni. Abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo fare. Se dovessimo riformarci sarebbe per soldi - e non c'è niente di male, io i soldi li amo fottutamente - ma non ho bisogno di soldi. Quando, però, avrò bisogno di soldi - e alla fine avrò bisogno di soldi - fidatevi di me: ci riformeremo fottutamente, per soldi penserei!

C'è ancora qualche obiettivo da raggiungere nella tua carriera, qualcosa che non hai fatto e che vorresti fare?

Le cose che avrei voluto che succedessero - e che potrebbero ancora succedere - sono fuori dal mio controllo. Per esempio sarebbe stato bello avere un album al primo posto in America. Ho solo avuto due dischi al secondo posto. Sarebbe stato bello se avessi potuto andare ai Grammy e vincere un Grammy. Sarebbe bello scrivere una canzone per un film e vincere un oscar, così potrei portare mia moglie agli oscar e potrebbe dimostrare che è più bella di qualunque attrice del mondo, giusto? Ma tutte queste cose sono fuori dal mio controllo, quindi spetta alla gente decidere.

Personalmente mi piace proprio tanto il processo che prevede sedersi, scrivere una canzone e registrarla. In quel senso non mi siedo a pensare: 'Oh, avrei voluto fare un album reggae!', capisci? Non faccio - qual è il termine? - mosse musicali del tipo: 'Dovrei scrivere un album dance'. Semplicemente scrivo canzoni regolarmente e quando vado in studio scelgo le migliori canzoni. Ho un certo stile e amo suonare la chitarra e basta. E penso che se alla mia età, adesso, dovessi fare un album reggae o dance sembrerei un po' un cazzo di idiota. Quindi scrivo le migliori canzoni che riesco a scrivere con la mia chitarra e semplicemente provo a spassarmela. 

Un saluto ai nostri ascoltatori?

Ciao, sono Noel Gallagher e state ascoltando Radio 89. E ascoltate, non sto sparando cagate: è senza dubbio una delle migliori radio rock del Brasile! Viva o Rock! No, non è un nome di un rocker irlandese. 

martedì 15 marzo 2016

Video integrale: Noel Gallagher dal vivo a San Paolo del Brasile (con foto)

Il concerto che Noel Gallagher ha tenuto a San Paolo del Brasile per il Lollapalooza, festival itinerante sudamericano, è stato registrato e trasmesso in TV e in streaming su Internet. Ecco il video completo dell'esibizione. 

Nota: ci sono alcuni problemi con l'audio del concerto. In alcuni punti si passa da stereo a mono. Dipendono dalla trasmissione originaria, non ottimale.

Clicca qui per conoscere tutte le date del tour dei Noel Galagher's High Flying  Birds e vedere le photogallery dei concerti.


Setlist:

0:24 Everybody's on the Run
5:31 Lock All the Doors
9:07 In the Heat of the Moment
12:48 Riverman
18:30 The Death of You and Me
21:48 You Know We Can't Go Back
26:08 Champagne Supernova
32:25 Dream On
36:10 Listen Up
40:55 The Mexican
44:45 Digsy's Dinner
47:15 If I Had a Gun...
51:05 Wonderwall
55:30 AKA... What a Life!
59:55 Don't Look Back in Anger




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