giovedì 4 febbraio 2010

Sarà Oasis comunque. Anche se Noel e Liam si fanno la guerra

Quel che resta degli Oasis. Liam e Noel Gallagher, dopo la furibonda lite dell'agosto 2009 che ha segnato la fine della band brit-pop per eccellenza, stanno progettando concerti solisti e dischi con brani inediti. Se la band, dunque, appare morta e sepolta, i due fratelli terribili del rock britannico non hanno nessuna intenzione di starsene a casa a godersi i diritti d'autore milionari.

Noel, il maggiore, la mente del gruppo di «Wonderwall», si esibirà per la prima volta dalla fine del sodalizio con Liam, il 25 e il 26 marzo prossimo a Londra, alla Royal Albert Hall, per la serie di show benefici per il Teenage Cancer Trust, a favore dalla ricerca contro il cancro. Noel è in un cartellone stellare, insieme ad Arctic Monkeys, Them Crooked Vultures, Suede, Who e Depeche Mode. Secondo quanto ha detto Roger Daltrey degli Who, si tratterà dell'unica apparizione live di Noel per il 2010. Chi si aspetta che il chitarrista esegua qualcuno degli inediti già pronti per il suo disco solista, resterà deluso. «Suonerò solo vecchie gemme – ha detto – anche perché mi sto prendendo un po' di ferie dal music business».

Intanto Liam Gallagher, ai microfoni della radio XFM, ha raccontato che insieme agli altri ex-Oasis (uno scioglimento non c'è davvero mai stato…) è tornato in studio all'inizio dello scorso mese. Lo scopo, realizzare un nuovo album. «Ho già pronti otto brani che ho scritto prima della scissione degli Oasis, più altri a cui ho cominciato a lavorare in queste settimane. Andy Bell, Gem Archer ed io ritorneremo in studio ad aprile. Abbiamo tre brani da far ascoltare a un produttore». Inevitabile, poi, il «calcio negli stinchi» al fratello maggiore, una scorrettezza con cui Liam delizia da sempre chi lo intervista. «Abbiamo realizzato solo sette album in più di sedici anni di attività: non penso sia una cosa buona. Credo che la produzione degli Oasis sia stata francamente scarsa. Prendete Ian Brown (ex cantante degli Stone Roses, ndr): lui è già al settimo album solista. Non voglio però denigrare il nostro lavoro, sia chiaro: credo che avremmo potuto fare album migliori o farne di più. Noel voleva un po' di tempo per sé e noi eravamo contrari. Lui ha lasciato il gruppo a fine agosto scorso e noi a novembre eravamo già in studio. Siamo nati per fare questo lavoro». Dovesse superare l'approvazione del fantomatico produttore e una volta ricevuto il sì di un'etichetta ancora top secret, il disco potrebbe essere nei negozi entro luglio. Il nome della band? «Se, al momento dell'uscita dell'album, non avremo trovato di meglio, continueremo a chiamarci Oasis. La gente dirà: "Ok, sono gli Oasis ma non sono i veri Oasis senza Noel"… ».

Secondo il tabloid The Sun, Paolo Maldini, ex capitano del Milan e della nazionale italiana avrebbe investito nel marchio di abbigliamento Pretty Green, ideato da Liam. Le due star si sono conosciuti anni fa, in occasione di un tour in Europa degli Oasis. Ma il giovane Gallagher, come il fratello, rimane un fan del Manchester City. Non è un caso che Roberto Mancini, allenatore del City, nella conferenza stampa prima del derby contro il Manchester United, abbia citato proprio una canzone degli Oasis, «Don't look back in anger», per spronare i suoi calciatori a guardare avanti.

(ilgiornaledivicenza.it)

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