venerdì 8 aprile 2016

Noel Gallagher racconta (parte 3): "Gli U2? Fantastici. Mi hanno insegnato che non occorre che tu sia bravo, ma basta che siano grandiose le tue canzoni"

Ecco la terza e penultima parte dell'intervista che il 1° aprile Gemma Pike di Triple J, radio australiana (AUDIO ALLA FINE DEL POST), ha fatto a Noel Gallagher, che ha scelto "le 5 canzoni e le 5 band che gli hanno insegnato qualcosa".

In questa terza parte che vi proponiamo Noel parla di cosa gli hanno insegnato gli U2.

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U2 - California (There Is No End To Love)



Avevo ascoltato questa canzone prima ancora che uscisse. Stamattina la riascoltavo nella mia playlist, di quelle che si fanno dall'avvento della tecnologia moderna, e pensavo: "Ha un ritornello fantastico". La chiave di quella band sono i ritornelli. E gli U2 hanno scritto alcuni dei ritornelli migliori della nostra generazione, persino della nostra vita, capisci? Le canzoni di Songs of Innocence sono strane, perché si sono assicurati che tutti le capissimo. 

Li ho incontrati sei o sette volte in questo loro ultimo tour. Sono stati fantastici, è stata proprio una vetta. Ho avuto l'onore di ricevere da loro la richiesta di accompagnarli sul palco a Londra. E mi hanno detto che avrei potuto suonare qualunque canzone avessi voluto. Così abbiamo suonato I Still Haven't Found What I'm Looking For e l'ho cantata io. A cosa abbiamo relegato Bono? Si riusciva a vedere una nuvoletta sulla sua testa con questo pensiero: "Amico, questo tizio sa cantare!". 

C'era anche mia moglie, c'erano i miei figli, che amano gli U2 e pensano che siano vere rock star. C'è più tecnologia in un loro concerto che alla NASA.

Quello che ho appreso da loro è: finché i tuoi ritornelli sono buoni, non occorre che lo sia tu. Se riesci a trovare l'equilibrio giusto, puoi rimanere nel mondo della musica per sempre. Se cadi nella trappola di pensare che tu sia fantastico e che la tua - se vogliamo trovare una parola migliore - merda non lo sia, allora non durerai molto, ma se quello che fai è fantastico allora non c'è per niente bisogno che tu sia bravo. 

Io in realtà non sono molto bravo, ma le mie canzoni, per scrivere le quali impiego la maggior parte delle ore in cui sono sveglio, sono fantastiche e la gente pensa che lo siano. Quindi nessuno nota che non sono molto bravo. Quando le persone le cantano come se da quello dipendesse la loro vita, non c'è nessuno che mi guardi e faccia: "Lui è un idiota".

Ho imparato che se guardi negli occhi The Edge riesci a vedere il suo cervello che lavora e fa gli straordinari, perché lui è come il dottor Spock, viene dal futuro. Ho anche imparato che gli U2 sono guidati dal batterista e che Bono è un uomo molto stupido. 

Prima parte qui - Seconda parte qui

Quarta parte a breve



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