sabato 17 marzo 2018

Noel Gallagher su famiglia, rock and roll e Be Here Now: "Lo odio. Mai comporre album in vacanza e in pantaloncini"

Noel Gallagher intervistato da Talia Schlanger di World Cafe (NPR Music) negli USA. Si parla del nuovo album, di valori familiari, di Don't Look Back in Anger, di ispirazioni, di Kanye West, delle colpe dei coffee shop e di Friends e del suo odio per Be Here Now. E di altro.

Traduzione italiana di oasisnotizie.

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Oakland, 10 marzo 2018 (@keenybaby1)
Nella creazione di Who Built the Moon? hai lavorato con il produttore di musica elettronica Dave Holmes.  Per me tu sei un vero autore delle canzoni che componi e delle cose che fai. Sembra che stavolta tu abbia accettato che lui ti spingesse in direzioni diverse.

Che lo abbia pensato consciamente o inconsciamente, non avrei potuto portare molto oltre quella cosa che inventai quando, nel 1991, mi unii agli Oasis. David mi ha detto: "Puoi startene lì seduto con quella chitarra acustica e scrivere canzoni come  The Dying of the Light, Wonderwall e Talk Tonight per il resto della tuavita e in quello sei il migliore, ma vuoi indossare per sempre gli stessi vestiti?" Quando ha detto così ho pensato: "Sai che c'è, è giusto. So fare roba così a occhi chiusi". Si è giunti ad un punto in cui in cui fai: "Proviamo qualcosa di nuovo". Mi sono messo in disparte su molte cose, devo dire, e ho lasciato che David facesse la cosa sua.

Sento molti diversi canoni rock and roll in questo album. È molto rivolto in avanti, ma dà anche la sensazione di una raccolta di ispirazioni da molti posti diversi. Hai detto che una delle canzoni l'ha ispirata "lo spirito di Blondie".

She Taught Me How to Fly.

Sento proprio l'influenza di Blondie specialmente nella batteria, quella di Clem Burke. Come lo fai? Pensi di scrivere per la voce di Blondie? Semplicemente la ascolti e filtra?

Una canzone per Blondie la scrivi così: ogni mattina prima di andare a lavorare ascolti il Best of Blondie e all'improvviso le cose iniziano a piovere dal cielo. Mentre la cantavo pensavo: "Riesco a sentire Debbie Harry che la canta e riesco a sentire Clem che suona la batteria, e riesco a sentire tutte queste cose a Top of the Pops".

Orpheum Theatre, Los Angeles, 12 marzo 2018
In quel momento cosa ti trattiene dal chiamare Blondie e dirle: "Ehi, Debbie, ho scritto una canzone per te"?

Perché la canzone è davvero bella e a Blondie non piaceva. Se fosse stata la cosa giusta da fare avrei sempre potuto chiamare Blondie. Ed è davvero eccezionale, potrà prenderla quando non mi servirà più.

Ho sentito che parli di co-autori e sembra che tu non sia un grande appassionato dell'idea di collaborare alla scrittura delle canzoni.

Lascia che te lo chiarisca: se il tuo nome è sulla copertina di un disco da solista per favore concedi almeno che tu scriva tutte le canzoni. A volte mi deludono gli artisti solisti. Penso: "Chiaramente non l'hai scritta tu". Se hai problemi a scrivere una canzone e hai bisogno di un co-autore, le band servono per quello.

Qual è la differenza tra quello e scrivere qualcosa con lo spirito di qualcuno come Blondie che giunge attraverso di te? È una sorta di scrittura a quattro mani di tipo spirituale?

Sì, penso di sì. Potrei scommettere una delle mie case che a Debbie Harry e Chris (Stein) farebbe piacere che qualcuno dalla loro musica abbia tratto l'ispirazione per scrivere una canzone così bella. Quindi quando gli Arctic Monkeys e i Kasabian, i Razorlight e i Libertines e tutte quelle band venute fuori dall'Inghilterra nel 2004, 10 anni dopo Definitely Maybe, iniziarono tutte a dire: "Ci appassionammo agli Oasis", io feci: "OK, bene, sarà meglio che sia una cosa buona questa". Perché molte persone fondano band per via di quello che fai tu. Il novanta percento delle band sono orribili. Tutte queste band sono fantastiche e mi piacciono tutte. E feci: "Bene, abbiamo fatto qualcosa di fantastico allora, dato che so che dopo quello vengono cose fantastiche".

Noel con Charlotte Marionneau, sua suonatrice di forbici
La canzone Fort Knox, che apre il disco, trae un po' dallo spirito di Kanye West.

Il giorno in cui uscì quel suo pezzo Fade capitò che fossimo in studio. L'avevo sentita quella mattina e ne ero rimasto strabiliato: quel pezzo è grandioso. Andammo in studio e io chiesi a David: "Hai sentito il nuovo brano di Kanye?". Così la mettemmo su con le casse grandi e mi disse: "Dovremmo fare un brano per Kanye". Così ascoltammo Power. Power ha quei cori di ragazze e io feci: "Allora, bene, dobbiamo ottenere quello". Così abbiamo ingaggiato le nostre ragazze e loro hanno fatto qualcosa di simile. Siamo stati attenti a non infrangere il copyright di nessuno.

Come lo fai?

Devi dire alle ragazze: "Questo pezzo è chiaramente di Kanye. Faremo qualcosa di simile, ma non uguale". Non mi piace fornire alla gente disposizioni assolute in studio. Mi piace, quando ingaggio gente che suoni per il mio disco, vedere prima cosa tirano fuori loro e poi provare ad adattarlo a cosa sto facendo.

Cosa ti piace di Kanye e di quello che fa?

Ha avuto una serie di singoli che mi hanno lasciato a bocca aperta, come Black Skinhead, Fade, Power ... È proprio sui generis. Non si fa problemi a dire quello che pensa. È piuttosto spassoso. Non so se è spassoso intenzionalmente, ma è uno spirito libero, amico.

Ci sono somiglianze tra te e Kanye?


Quando è uscita Black Skinhead mi è capitato di trovarmi ad una festa dove c'era Rick Rubin. Lui ha prodotto Yeezus. E gli ho detto: "Quanto di quella cosa è sua e quanto c'è di tuo?". In particolare quel brano, perché non suona come nessun'altra cosa che abbia fatto. E mi ha detto: "Oh, è tutta roba sua". Ho fatto: "Wow". Ho molto più rispetto per lui ora che prima di avere una conversazione con Rick.

Ho sentito dire questo di Rick Rubin, che il suo genio se ne sta seduto e fa fare alle persone quello che fanno.

@levolumecourbe | Instagram
È quello che dovrebbero fare i grandi produttori: non dovrebbero entrare e fare un disco per te. Dovrebbero trovare qualcosa dentro di te che tu non sapevi che esistesse. Per esempio io scrivevo parti di chitarra e David fermava costantemente la registrazione e diceva: "Quella suona come gli Oasis, non farla". E poi ne facevo un'altra e diceva: "Suona come gli High Flying Birds, non farla. Fai qualcos'altro". Una volta che hai esaurito tutti i tuoi trucchi e tutte le cose che ti fanno suonare come te stesso, lasci perdere e inizi ad essere creativo.

Al momento c'è qualcuno che nel Regno Unito stia facendo una musica che porti avanti la stirpe del rock and roll secondo te?


La radio in Inghilterra è pessima. La principale stazione radiofonica nazionale, Radio 1, francamente mi dà fastidio. È roba per bimbi di sette anni, il mio figlio di sette anni la ama. La guitar music non ha presenza alla radio, il che rende piuttosto incredibile che i brani di Who Built the Moon? siano state delle hit radiofoniche piuttosto importanti. In Inghilterra alla radio non ti becchi canzoni come Holy Mountain.

Cos'è per te il rock and roll?

Per me è libertà di pensiero. Libertà di espressione. Non è la fiacca di pelle e il Jack Daniels, anche se quello aiuta sempre. Peer me quando ho iniziato nel mondo della musica il rock and roll erano i Led Zeppelin e i Beatles, gli Stones e i Sex Pistols, e poi a metà degli anni '90 la gente ha iniziato a produrre in massa magliette celebrative del tour del 1971 dei Rolling Stones e magliette degli MC5. La gente faceva: "È proprio rock and roll, no?" e la cosa ha perso senso.

Noel con Charlotte, sua suonatrice di forbici
È successo quello? Le magliette hanno ucciso la rock and roll star?

Le magliette e il caffè. Dall'ascesa dei coffee shop la cultura è sparita, non credi? La gente inorridisce che si debba pagare per avere la musica. La musica! Ma 20 dollari per due caffè ... oh, sì, assolutamente.


Sento che la resistenza alle tariffe sulla musica è una cosa venuta dopo che la gente ci si è abituata. Forse il fatto è che si sono abituati a spendere per prodotti che sembrano cultura - come il caffè - e poi ha modificato le sue priorità finanziarie. O forse il fatto è che all'improvviso la musica è diventata gratuita.


Io dò la colpa a Friends.

La sitcom televisiva? Per cosa vuoi dare la colpa a Friends?

Per l'ascesa dei coffee shop. Andare in giro con i maglioni a bere caffè venduto a prezzo esagerato e parlare di scemenze.

Sei in tour per supportare Who Built The Moon?, suoni per lo più roba dei Noel Gallagher's High Flying Birds, ma anche alcune vecchie canzoni che scrivesti per gli Oasis. Quando suoni canzoni come Wonderwall o Don't Look Back in Anger cosa ne ricavi oggi?


Quando tra il pubblico vedo adolescenti — che erano appena nati quando gli Oasis si sono sciolti, figurarsi quando eravamo insieme —  penso: "Wow, abbiamo fatto qualcosa di speciale e senza tempo, che le generazioni che vengono molto dopo quella cosa lo apprezzano ancora. Quindi ecco cosa.  Direi che è tutto. È difficile mettere insieme una scaletta, perché pensi: "Ho chiuso con quella canzone? Quante altre volte la suonerò?". Sei come obbligato almeno a fare un tentativo. Quanto a Don't Look Back in Anger, non penso che mi farebbero uscire dal luogo del concerto se non la suonassi. È come la mia Hey Jude.

Volevo parlare un pochino di quella canzone. Sappiamo tutti che nel maggio 2017 c'è stato l'orribile attentato alla Manchester Arena, al concerto di Ariana Grande. Quella settimana ci fu quel momento pubblico di silenzio e proprio alla fine questa donna iniziò a cantare Don't Look Back in Anger. E poi l'intera folla scoppiò a cantare.

Lo stavo guardando in diretta al telegiornale.

Soundcheck di Noel ad Austin, 2018 (pic by Sharon Latham)
Cosa ti passava per la testa mentre lo vedevi?

In quel momento penso che per la testa non mi passasse neanche un singolo pensiero. Ero semplicemente sconvolto. Mi ha dimostrato — non che avessi bisogno di una prova a riguardo — quanto sia importante la musica, o una canzone, per la gente ... Tutte le parole che erano state dette dai leader religiosi e politici fino a quel momento della commemorazione erano cose che senti tutte le volte. Una ragazza ha deciso di rompere il silenzio con una canzone e ha riunito tutti. Ora che la canzone sia mia o meno è irrilevante: se fosse stata una canzone di qualcun altro sarei comunque rimasto a bocca aperta di fronte al fatto che la musica è quello che ha portato tutte quelle persone a condividere questa esperienza. E poi ho avuto l'occasione di riaprire l'arena qualche settimana dopo. Cantare quella sera — lì c'erano alcuni dei sopravvissuti — è stato whew, è stato sui generis.

Io e il mio produttore eravamo seduti a guardarlo stamattina mentre ci preparavamo. E ci ha fatto piangere. È davvero commovente. Ma pensavo anche a qualcosa che ho letto qualche tempo fa a proposito di quella canzone: che è come nata da un testo senza senso.

La scrissi dopo essere uscito da un locale di spogliarelli.

Ecco qua. Parlamene.

È iniziata come una canzone di ribellione, parlava di questa donna. Lei vede metaforicamente il diario della sua vita che scorre e pensa: "Sai che c'è? Non ho rimpianti". Ci fa un brindisi. Poi è diventata questa canzone di celebrazione. E ora è come un inno. Non la suono più in elettrico, non sembra più giusto suonarla in elettrico. Penso sia ancora una canzone di ribellione.

Noel Gallagher ad Austin, 5 marzo 2018
Be', lo è. Specialmente in quel contesto poi.

Quindi inizia come una canzone sul non avere rimpianti e poi finisce per essere questo inno di ribellione sul non farsi abbassare al livello dei terroristi.

Quando scrivi una canzone così hai in testa una tecnica secondo cui pensi: "Questo è ciò che posso fare con questa canzone per renderla qualcosa che diventerà davvero famoso e che sarà in sintonia con molte persone per molto tempo"?

Be', più invecchi, più successo hai e più inizi a giudicare con il senno di poi. Se avessi saputo quella sera cosa sarebbe diventata Don't Look Back in Anger non l'avrei mai portata a termine. Come avresti potuto ultimare quella canzone? Non sarebbe mai stata abbastanza bella,
È di quello che ha sofferto Be Here Now. Era la prima volta in cui mi fosse richiesto di scrivere un album in qualità di compositore più importante del mondo, così sono avvizzito sotto quella pressione, penso. Odio quell'album.

Ne eri consapevole all'epoca?

Lo scrissi in vacanza. Tanto per cominciare non dovresti scrivere dischi rock and roll in pantaloncini. Ricordo di essere tornato a Londra con le registrazioni demo e di aver pensato che andasse tutto bene. Lo feci sentire a tutti e onestamente era come se avessero sentito il disco più grande di tutti i tempi. E pensai: "Oh, forse è davvero bello allora". Tutti quelli che mi circondavano — management, casa discografica, il resto della band — faceva: "Questo è incredibile. Questa è la cosa migliore che tu abbia fatto". E io pensavo: "Forse lo è!". Pubblichiamolo, otterrà le migliori recensioni che un disco degli Oasis abbia mai ricevuto.
Così ricordo che ero in tour. I due album che dovevamo suonare erano Morning Glory e Definitely Maybe e molte di queste nuove canzoni. Divenne subito molto evidente, dopo circa quattro settimane, che queste nuove canzoni non erano assolutamente all'altezza del livello delle altre. Lo capivi quando le suonavi. Se provi a far seguire a Rock 'n' Roll Star, sai, Magi Pie, non devi essere un neurochirurgo per capirlo. Lo odio.

Quello che mi ha colpito della nuova canzone Be Careful What You Wish For è stato che ... io sono cresciuto amando quello che fai e quello che fanno molti dei miei artisti preferiti. E quello che quella canzone evocava in me era che forse la gente che ammiro non ha modo di esprimere veramente il dolore o la vulnerabilità o la verità che avrebbe bisogno di esprimere, perché deve cantare queste canzoni per noi che noi prendiamo come un surrogato. Sono proprio fuori strada?

I primi due versi sono iniziati come un messaggio ai miei figli sulla fama, sul denaro e le droghe e tutto quello. "Semplicemente fai attenzione a quello che ti auguri". I tre versi seguenti parlano di — ora sembrerò pretenzioso — un monito per i figli degli altri, capisci cosa intendo? ... La fama è incostante; non è vera. Le emozioni sono vere. Quindi ti fanno cantare la tua canzone, ma non vogliono proprio sapere come ti senti. Ora, quella cosa in sé va bene. Mi è servita tantissimo negli anni. Non voglio che nessuno sappia chi sono. Onestamente non desidero che nessuno mi chieda come mi sento. Sono qui per la musica.

Ma la gente pensa di sapere come tu ti senta, più o meno, perché tu canti quelle canzoni.

Se faccio bene il mio lavoro le mie canzoni dovrebbero dirti più di te che di me. Se scrivo e rileggo un verso ed è troppo personale lo tolgo immediatamente.

Noel Gallagher con Gem Archer durante un soundcheck
Dove finiscono quelle cose?

Nel cestino. Non mi piace ascoltare canzoni personali su altre persone, perché per me non significa nulla. Sai, ti è morta la mamma. La mia non è morta, quindi perché lo stiamo ascoltando? Capisci? Le mie canzoni tendono a parlare delle verità universali della vita. Tutti amiamo e odiamo e perdiamo e vinciamo a volte, e tutte quelle cose.
Tra le verità universali della vita giace la magia. Se sei molto pragmatico —"Questa è una canzone che parla di come mio padre abusasse di me quando ero bambino" — io faccio: "Davvero? Sarà meglio che sia una bella canzone, perché non sembra che saranno cinque minuti felici". Quando ascolto la roba solista di John Lennon e parla di sua madre a me non interessa.

L'esempio sul fatto di essere vittima di abusi del padre è interessante. È qualcosa che è successo a te.

Sì, certo.

Non hai scritto alcuna canzone a riguardo.
No. Ma ne ho parlato molto presto. I padri di molti miei amici erano uguali. Erano i tardi anni '70, i primi '80, un'epoca brutale nel nord ovest. Non avrei mai voluto parlarne, mai. Nel mondo c'è troppa gloria per scrivere di dolore.

Soundcheck ad Atlanta, 28/02/2018
In quel contesto penso a Be Careful What You Wish For. Hai detto che è stato, in parte, un messaggio ai tuoi due figli. Quanti anni hanno?

Hanno 10 e 7 anni.

So che hai parlato del rapporto con uno dei tuoi fratelli fino alla nausea e non mi interessa affatto infilarmi in quel tunnel.


Bene.


Quello che mi interessa, e va bene se non è uno stupido gioco, è come stai crescendo due figli che sono fratelli, e se ci sono cose che provi a essere consapevole di fare o non fare per assicurarti che abbiano la fraternità che vorresti che avessero.

I principi fondamentali sono facili. Se la tua casa è piena di amore e rispetto è tutto lì. Se ami i tuoi figli e ami tua moglie è tutto lì. I miei figli sono i ragazzi più felici. Non fraintendermi, demoliranno qualunque cosa io abbia di più caro, se arriveranno a metterci le mani. Non hanno rispetto per niente ... e si azzuffano come gatto e cane. Ma sono ragazzi eccezionali, impegnati, spiritosi, perché il loro ambiente è pieno di amore e rispetto.
Se vieni da una casa che non è così finisci per trasmetterlo ai tuoi figli. Qualcuno deve rompere la catena ad un certo punto. E la chiave per tutto è tua moglie: se rispetti tua moglie il gioco per i tuoi figli è facile. Non c'è nient'altro che debbano imparare.

Soundcheck ad Atlanta, 28/02/2018
Quindi è questo quello che tu non hai visto a casa? Tuo padre non rispettava tua madre quando eri piccolo?

No, era un marito terribile, un padre terribile. E per me sarebbe facile essere così, perché è quello il tuo modello, è così che sono stato cresciuto. Ma per mia fortuna ero sempre dalle mie zie; mia madre ha qualcosa come sette sorelle. Gravitavo più attorno alle donne, per un qualche motivo.
Ricordo che di recente mia moglie ha invitato degli amici a cena. Discutevano di femminismo e io facevo: "Femminismo, non importa". E Sara mi ha detto: "Di cosa stai parlando? Tu sei un femminista". E io ho fatto: "Davvero?". E poi ha elencato tutti i motivi per cui lo ero, in cui ora non mi addentrerò.

Me ne puoi fornire uno.

Ha detto: "Be', tratti le donne allo stesso modo. E non c'è misoginia né sessismo" ... Io canzonavo loro che discutevano di femminismo e loro facevano: "Whoa, aspetta un attimo". Quella cosa mi ha dato una lezioncina.
Per tornare al punto originario, i miei due figli litigano, ma si amano. Se i tuoi genitori si amano ... è una parte fondamentale della crescita dei bambini, se tua madre e tuo padre sono ancora insieme. Conosco molte persone a Londra le cui figlie hanno seri problemi con i loro padri perché sono assenti e ragazzi i cui padri vanno e vengono. Hanno seri problemi quando diventano grandi.

Quindi hai interesse a rimanere nei paraggi e gestire la situazione?


Oh, assolutamente sì. Se non altro per infastidirli.

Source: World Cafe (NPR Music)

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