sabato 7 novembre 2015

Noel Gallagher racconta la sua infanzia: "Mia madre? Maestra di bestemmie. Mio padre? Inventò la rabbia al volante. Avessi avuto il cellulare non sarei diventato ciò che sono"

Nella lunga intervista concessa per il numero di dicembre della rivista Esquire UK, di cui vi abbiamo già parlato in precedenti articoli, Noel Gallagher è tornato anche sulla sua difficile infanzia trascorsa a Manchester, caratterizzata dalla violenza, dal degrado sociale e dall'assenza di una forte figura maschile. Ecco il suo ricco racconto.
Sono nato a Longsight, una zona di Manchester particolarmente malfamata. Negli anni Settanta demolirono la nostra strada per costruire questa cosa moderna chiamata superstore Asda e ci trasferirono in questo posto di nome Burnage, che all'epoca era un sobborgo piuttosto verdeggiante. Ma quando dagli anni Settanta si passò agli anni Ottanta divenne un po' più desolato. C'era un luogo che si chiamava Renold Chains. Produceva catene per le ancore delle navi, fottute cose grandi. Quando chiuse, fu proprio la fine. Nessuno aveva un lavoro. Ora lì non c'è un cazzo. La maggior parte dei negozi sono chiusi con assi di legno.

Mia madre viene da una famiglia di 11 figli. Direi che è la settima degli undici che si trasferirono tutti da Manchester all'Irlanda, e si sono riuniti in un'area di cinque miglia quadre. E nessuno di loro si è trasferito altrove. A qualcuno hanno sparato in faccia fuori dalla casa di mia madre circa quattro mesi fa. Lei non fa una piega di fronte alla violenza. Ama quel posto.

Duro lavoro e modo di esprimersi fottutamente sboccato, ecco cosa ho ereditato da mia madre. Ha insegnato agli anni Novanta come bestemmiare. E qual è la parola, stoicismo? Sì, lei era irriducibile. A lei non fregava un cazzo.

Ricordo che una volta, quando ero bambino, il sacerdote del posto venne a casa nostra perché lei non ci portava a messa da secoli. Lei lo trattò in malo modo in casa. Parole del tipo: "Che ha mai fatto la chiesa per me? Io conduco la mia vita. Questi ragazzi possono andare in chiesa se vogliono". Andare nella fottuta chiesa? Cazzo, stai scherzando, amico.

Da mio padre ho ereditato l'amore per il Man City, grazie al fottuto Dio, anche se gliel'ho rimproverato fino a circa otto anni fa. E lui faceva il DJ nei social club irlandesi del posto, quindi aveva una grande collezione di vinili. A dire il vero, ciò che ho preso da lui è la mia fottuta devozione totale per i Best Of… Perché era questo tutto ciò che lui aveva: Il Meglio dei Drifters, Il Meglio di Questo, Il Meglio di Quell'altro.

Il mio paparino ha inventato la rabbia al volante. Quando uscì la nuova Ford Sierra era una cosa grandiosa. Ricordo che dal finestrino chiamò un tizio che era in strada "fottuto bastardo con la faccia da Sierra!". Questa è poesia, amico.
Io sono il figlio mezzano. Conosco un po' di persone che sono figli mezzani e sono in ottimi rapporti con loro. Hanno tipo un atteggiamento rilassato. Credo che ci sia qualcosa di particolare nell'essere quel tipo di figlio. Io ero molto solitario da bambino e quella è una cosa che mi è rimasta. Non ho affatto bisogno di un sacco di persone.

Mio fratello Paul? Penso che per lui debba essere stato strano, ma posso solo supporlo. Se la cava. Fa il DJ. Quando sono in tour o quando Liam è in tour viene con noi a suonare in ogni città e gli consentiamo di mettere il logo della band sui suoi volantini. Mi segue in tutta Europa. Una cosa, però, va detta: non ha perfezionato l'arte di prendersi un respiro tra una frase e l'altra, per cui le frasi possono andare avanti per fottute ore, sino al punto che non so neanche cosa stia dicendo, sta solo dicendo un mucchio di fottute stronzate. Paul ti dirà che canta meglio di me e di Liam. Fanne ciò che vuoi. Ma è un bravo ragazzo.

Me la rido quanto sento la gente che si lamenta della sua infanzia. Di solito sono persone della classe media. Penso: "La mia è stata peggiore". La mia infanzia l'ho trascorsa avvolto nella violenza e nell'ubriachezza e non c'erano soldi. E ciononostante non andavamo in giro a rapinare fottutamente la gente. Rubavamo delle cose, non rapinavamo la gente.

È assurdo dire che sei della classe operaia quando il tuo cortile è più grande della fottuta strada in cui sei cresciuto. Ma è una cosa che c'è sempre. Se mi sento della classe operaia? In cuor mio penso di sì.

Se fossi qui a dover fare i sacrifici a quasi cinquant'anni, penserei di essere stato ingannato dalla società. Ma essere disoccupato non mi turbava. Era così e basta. Non direi che la cultura della disoccupazione negli anni Ottanta fosse figa, ma tutti i miei amici erano disoccupati e lo erano anche tutti i padri dei miei amici. E da quella cultura della disoccupazione degli anni Ottanta venne fuori quello che fu chiamato Britpop.

È una cosa buona che non abbia avuto il telefono cellulare quando ero disoccupato a 17 anni. Adesso non sarei seduto qui, te l'assicuro, cazzo. Avrei trascorso tutta la giornata a guardare i Beatles su YouTube, a sballarmi, pensando: "Questa è la cosa più grande di tutti i tempi". Oggigiorno persino le persone che hanno il sussidio di disoccupazione hanno gli iPhone 6 e i fottuti iPad e le TV a schermo piatto e tutte quelle merdate. E queste persone in fila per la distribuzione dei viveri? Che cazzo, amico? Noi non avevamo nulla da fare, così lo abbiamo dovuto inventare.

Non potevamo permetterci un tappeto ed era imbarazzante quando portavi a casa le ragazze. "Oh, non hai il tappeto?". E ricordo di essere arrivato a Londra per la prima volta e come fosse uno status symbol per le persone non avere il tappeto sul pavimento. E sono dovuto tornare indietro per dirglielo a mia madre: "Sai che a Londra non hanno i tappeti sul pavimento? Ciò che hanno fatto è stato lucidare l'asse del pavimento".
"Davvero? Perché non hanno i tappeti?"
"Porca troia, sono cockney. Come faccio a saperlo? Fottuti pazzi". Ancora oggi mi fa ridere.

Ti dirò che forse avevo 12 o 13 anni. Mi tenevano chiuso in casa in castigo molte volte perché marinavo sempre la scuola e mi scoprivano a fumare e sniffare fottutamente colla e tutta la roba tipica degli anni Settanta e Ottanta. E c'era questa chitarra dietro la porta posteriore, nessuno sa come fosse finita lì. Ero solito suonare una corda e poi tipo tutto è partito da lì. Non fu una cosa istantanea e non sono mai stato in piedi davanti allo specchio con in mano una racchetta da tennis. Non avrei mai pensato di diventare una rock star. Era solo qualcosa da fare mentre aspettavo che questi due deficienti di genitori al piano di sotto si intenerissero e mi concedessero di uscire per prendere un po' di funghi. 
trad.: oasisnotizie

Fonte: Esquire UK. Seguiranno altri stralci tradotti della lunga intervista.


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