martedì 10 novembre 2015

Noel Gallagher: "Io via dagli Oasis anche perché Liam li usava per fare pubblicità a Pretty Green. Reunion? Di sicuro non di qui al 2020"

"Liam è convinto che io sia una sorta di burattinaio della stampa e dà tutta la colpa a me. Nell'ultimo tour degli Oasis si respirava un'atmosfera orribile. Prima di andare on the road abbiamo avuto un enorme litigio. E a Parigi c'è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mio fratello licenziava i tour manager sol perché non gradiva le scarpe che indossavano e usava la band per sponsorizzare i suoi parka firmati Pretty Green sul palco. Questa roba non faceva per me. Reunion? Di certo non di qui a cinque anni. E se tra dieci decidessi di farla, Liam per ripicca si rifiuterebbe. Jimmy Page? Bravo chitarrista, ma non è eccezionale quanto me". [N.G.]

Ecco la  sesta e penultima parte della nostra traduzione dell'intervista concessa da Noel Gallagher alla rivista Esquire UK, che lo ha messo in copertina sul numero di dicembre.

Tra le altre cose, Noel torna sui motivi che lo hanno spinto a lasciare gli Oasis e rivela che nel 2008, già prima dell'inizio dell'ultimo tour mondiale degli Oasis, ebbe una violenta lite con Liam. Poi aggiunge: "Liam sul palco pubblicizzava la sua linea di abbigliamento e la cosa non faceva per me". E sull'ipotesi reunion avverte: "Sicuramente non avverrà da qui a cinque anni".
Gli Oasis erano così fottutamente enormi. Non sto dicendo che non era spassoso, perché lo era. Ce la siamo spassata alla grande, cazzo, ma abbiamo anche trascorso dei periodi di merda.

Gli ultimi sei mesi con gli Oasis sono stati fottutamente orribili, sono stati strazianti. Io e Liam abbiamo avuto un litigio enorme, enorme, enorme tre settimane prima dell'inizio del tour mondiale. Zuffe come quella in passato sarebbero state sempre facili da superare, ma per una qualche ragione stavolta io non l'avrei lasciata passare. Pensavo: "Fanculo a 'sto coglione". E c'è stata un'atmosfera simile in tutte le parti del mondo.

Se avessi pensato che era rimasto ancora qualcosa da raggiungere non avrei lasciato gli Oasis. Ho preso una decisione molto rapida quella sera in auto a Parigi: avevamo fatto tutto, ora avremmo cominciato di nuovo il giro e avremmo fatto tour più grandi e avremmo fatto più soldi e avremmo ingaggiato un altro fottuto batterista, ne avevamo avuti 11 a quel punto. Abbiamo fatto sold out in tutti i grandi posti del mondo: Hollywood Bowl, Madison Square Garden, Wembley fottuto Stadium, City of Manchester Stadium, Hampden Park. Puoi nominarli, abbiamo fatto tutto.

A quel punto prendevo un volo separato da quello del resto della band, e devo dirti che era fottutamente fantastico. E Liam licenziava i tour manager perché non gli piacevano le loro scarpe. Poi ha fondato la sua linea di abbigliamento e sul palco ha iniziato a dedicarle le canzoni e io facevo: "Davvero? È a questo che siamo arrivati?". Sul palco faceva da modello per parka che potevi acquistare sul suo sito. E io facevo: "Questo non fa per me".
Detto tutto questo, erano rimasti solo due concerti e ritengo che se fossi arrivato alla fine di quel tour e mi fossi preso sei mesi di pausa me ne sarei dimenticato, me ne sarei fatto una ragione. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la serata di Parigi, dove c'è stata una zuffa. Non c'è nulla di nascosto, di oscuro. È stato semplicemente un litigio su fottute insulsaggini, lui era semplicemente ubriaco. Aveva fatto cancellare il concerto al V Festival e sulla stampa stavamo ricevendo un sacco di merda per quel motivo.
E ancora oggi Liam pensa che io sia amico intimo di ogni giornalista di Londra, come se fossero amici miei, come se venissero a pranzo da me ogni domenica. È incredibile che tu non ci sia stato! È fantastica la tavolata che mia moglie mette su per tutti. Ma Liam è convinto che io sia una sorta di burattinaio e dà tutta la colpa a me. E poi la cosa è semplicemente andata oltre. È esplosa. E basta. Io mi sono seduto in macchina e ho pensato: "Sai che ti dico? Ne ho abbastanza ora. Fanculo, io lascio".
Mi hanno fatto domande sulla reunion cinque settimane dopo aver lasciato la band. È un fenomeno moderno. È una malattia moderna. Tutte le band che tornano insieme, tutte quelle che hai citato (Fleetwood Mac, Led Zeppelin) nella line-up non avevano nessuno di fottutamente eccezionale quanto me. Come si chiama il chitarrista dei Fleetwood Mac? Lindsay Buckingham. Non ricordo che abbia infiammato il mondo. Jimmy Page? È opinabile. È un bravo chitarrista, ma non so bene quanti album da solista abbia fottutamente fatto.

Se mai gli Oasis dovessero tornare, non potremmo essere più famosi di quanto siamo stati. Non c'è gloria per noi nel fare sold out per tre serate a Wembley perché ne abbiamo già fottutamente fatte sette. Gli Stone Roses non hanno mai fatto concerti di quella grandezza. Sono tornati e sono diventati più famosi di quanto erano prima. Quindi era una cosa giustificata.

Tra dieci anni se mi dovessi svegliare e fare: "Sai che ti dico? Penso che farò la reunion", ti posso garantire che, per pura ripicca, Liam direbbe: "Oh, no, a me non va". Perché è così che funziona la merda. Posso soltanto dirti che i prossimi cinque anni ce li ho già programmati. Quindi non accadrà nei prossimi cinque anni. Chissà quali circostanze potranno in futuro presentarsi, ma di certo non è neanche all'orizzonte. Neanche all'orizzonte.

Non farò mai sold out al Wembley Stadium come solista. Gli Oasis riuscivano a fare 15 serate soldout in un fottuto batter d'occhio, ma non è questo che ora mi motiva. Mi motiva fare quello che faccio ora nel modo migliore possibile.

Non dico una parola al pubblico per due ore se non me ne può fregare fottutamente di meno. Se non vi piace allora la prossima volta non venite. 
Traduz.: oasisnotizie. Fonte: esquire.co.uk

Seguirà la parte finale dell'intervista, stay tuned.

Vedi anche: Noel Gallagher: "Gli Oasis? Settimi di sempre. Liam? Essere solo il cantante lo faceva ammattire. Un grande errore non sparire dopo Knebworth"

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